giovedì 21 marzo 2019

Semestrale Juventus: l’investimento Cristiano Ronaldo aumenta i costi e i ricavi.




Luca Marotta


Il 28 febbraio 2019, il Consiglio di Amministrazione della società Juventus Football Club S.p.A. ha approvato la Relazione Finanziaria Semestrale al 31 dicembre 2018, relativa al primo semestre dell’esercizio sociale 2018- 2019. I dati di sintesi mostrano un utile di periodo di € 7,5 milioni (€ 43,3 milioni nel I semestre 2017/18), un patrimonio netto positivo per 79,5 milioni (€ 72 milioni nel I semestre 2017/18) e un indebitamento finanziario netto di € 384,3 milioni (€ 309,8 milioni nel I semestre 2017/18).
In sintesi, lo sforzo economico effettuato per potenziare la prima squadra e renderla più competitiva, con l’investimento Cristiano Ronaldo, ha determinato un aumento dei costi operativi. Tale investimento ha determinato l’aumento dei ricavi commerciali, sia di sponsorizzazione che merchandising. Se si misura l’aumento dei costi operativi rispetto ai ricavi, si nota che mentre il fatturato netto è aumentato nella stessa misura percentuale dei costi, i ricavi lordi comprensivi delle plusvalenze sono aumentati in misura inferiore. Questa circostanza è dovuta al fatto che si sono registrati minori proventi da gestione diritti calciatori per € 17,9 milioni.
Dal lato dei costi si sono registrati maggiori costi per personale tesserato per € 38,2 milioni, maggiori ammortamenti e svalutazioni sui diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per € 24,7 milioni.

Dal 27 dicembre 2018 il titolo Juventus, quotato in borsa, è entrato a far parte dell’indice “FTSE MIB” della borsa di Milano, che è uno dei principali indici dei mercati azionari italiani. Tale circostanza certifica l’aumento di valore della società, forse conseguenza legata anche all’investimento effettuato su Cristiano Ronaldo. 

La Struttura dello Stato Patrimoniale.



Rispetto al 30 giugno 2018, il totale delle attività risulta in aumento del 21,3%, assestandosi a 937,1 milioni di Euro (€ 831,4 milioni nel I semestre 2017/18).
La presenza dello stadio di proprietà rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei, tuttavia è aumentata l’incidenza percentuale dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati” è del 17,2%. Il peso sul totale dell’attivo della voce “diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori” è del 42,8%.

L’attivo corrente comprensivo degli anticipi a fornitori correnti, risulta inferiore al passivo corrente, comprensivo degli anticipi da clienti correnti, di € 208,5 milioni, conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2018 è positivo per € 79,5 milioni (€ 72 milioni al 30.06.2018; € 137,1 milioni al 31/12/17) e finanzia il 9,3% dell’attivo.
La variazione rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2018, pari a € 7,4 milioni, è dovuta esclusivamente al risultato del conto economico complessivo.
Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.

Se considerassimo il Capitale Investito Netto, al 31.12.2018, pari a € 463,8 (€ 416,7 milioni nel I semestre 2017/18), risulterebbe che il Patrimonio netto ne finanzia il 17,1% e il restante 82,9% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto, pari a € 384,3 milioni.



La Posizione Finanziaria Netta.

L’indebitamento finanziario netto, al 31 dicembre 2018, pari a € 384,3 milioni, è in aumento rispetto al 30 giugno 2018 di € 74,5 milioni.



Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da € 329,2 milioni del 30/06/2018 a € 424,5 milioni del 31/12/2018, di cui € 310,2 milioni non correnti. Continua il ricorso al factoring, che è aumentato rispetto al 30/06/2018 da € 110,1 milioni a € 204,8 milioni.  Rispetto al 30 giugno 2018, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo diminuisce da € 37 milioni a € 33,9 milioni. La rata classificata tra i debiti a breve è di € 6,3 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 182,1 milioni del 30/06/2018 a € 185,8 milioni del 31/12/2018. Nello specifico, l’indebitamento bancario a breve è aumentato rispetto al 30/06/2018 da € 46,1 milioni a € 107,7 milioni.

Le Disponibilità liquide aumentano da € 15,3 milioni a € 36,1 milioni. Le attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni, rimangono invariate, poiché si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per circa € 90.985.000 (€ 58.058.000 al 30/06/2018).
I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 104,7 milioni (€ 116,9 milioni, al 30/06/2018).
I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 195,7 milioni (€ 174,9 milioni, al 30/06/2018).

Occorre evidenziare che la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

In considerazione dell’assenza di tale fattispecie, l’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 475,3 milioni. Ovviamente tale indebitamento finanziario netto dovrà essere confrontato con i ricavi annuali ed molto probabile che il fatturato netto, a fine esercizio, risulti superiore all’ indebitamento finanziario netto.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso della Juventus figurano debiti per la costruzione dello stadio ammontanti a € 33,9 milioni, pertanto il “relevant debt” si riduce a 441.4 milioni di Euro.

Al 31 dicembre 2018 la Società dispone di linee di credito bancarie per € 524,4 milioni, di cui utilizzate per complessivi € 404,5 milioni.
Al fine di “dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito” la Juventus è ricorsa all’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile, in data 13 febbraio 2019, per un ammontare di € 175 milioni con scadenza 19 febbraio 2024, riservato a investitori qualificati. Le obbligazioni hanno cedola fissa annua pari a 3,375%.

Il Valore della Rosa.



Al 31 dicembre 2018, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 475,7 milioni e rispetto al 30 giugno 2018 risulta in aumento di € 144,9 milioni.
L’incremento è dipeso dagli investimenti della prima fase della Campagna Trasferimenti 2018/2019, per € 248,2 milioni, da cessioni e rettifiche per un valore contabile netto di € 25 milioni e ammortamenti e svalutazioni per € 78,3 milioni.

Nel Relazione semestrale al 31 dicembre 2018 è riportata la seguente composizione dei valori della prima squadra. Il calciatore cola valore residuo più elevato al 31.12.2018 è Cristiano Ronaldo con Euro 101.016.000.



Nella seconda fase della campagna trasferimenti di gennaio 2019, risultano effettuati acquisti per € 15,3 milioni e cessioni per un valore contabile residuo di € 19,2 milioni, con plusvalenze di € 36,8 milioni.

Risultati economici consolidati.



I Ricavi semestrali, compresa la gestione calciatori, ammontano a € 330.217.047, nel primo semestre 2017/18 ammontavano a € 290.590.595 (€504.669.890 nel 2017/18). La variazione in aumento semestrale è stata di € 39.626.452 (+13,6%).

Nel dettaglio, rispetto al primo semestre 2017/18, i Ricavi da gare aumentano da € 30,2 milioni a € 38,2 milioni, con un gara casalinga di Coppa Italia in meno. La Campagna abbonamenti 2018/2019
si è chiusa con la sottoscrizione dello stesso numero di tessere della stagione precedente (29.300), ma con un ricavo netto di € 29,7 milioni (€ 25,7 milioni nella stagione precedente), inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi.

I Diritti radiotelevisivi e proventi media aumentano da € 109,4 milioni a € 124,6 milioni, registrando un incremento di € 8 milioni. Tale voce è composta per € 68.922.000 (€ 49.167.000 nel I semestre 2017/18) da diritti TV Champions e per € 54.883.000 (€ 58.197.000 nel I semestre 2017/18) diritti TV Serie A.

I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità aumentano da € 43,3 milioni a € 61,4 milioni. L’aumento di 18,1 milioni di Euro è dovuto per € 15 milioni al bonus straordinario concesso col rinnovo del contratto da Adidas “in riconoscimento dell’eccellente performance della partnership a livello commerciale di accresciuta visibilità del brand Juventus nel 2018”. In base al comunicato del 21.12.2018, l’accordo con “adidas Italy S.p.A.” è stato prolungato fino al 30.06.2027.  Il nuovo accordo durerà otto anni a partire dal 2019/2020 al 2026/2027 inclusa, a fronte di un corrispettivo fisso complessivo minimo di € 408 milioni. Molto probabilmente il rinnovo Adidas potrebbe essere legato all’investimento su Cristiano Ronaldo.
Anche i Ricavi da vendite di prodotti e licenze aumentano notevolmente da € 14.657.000 del primo semestre dell’esercizio precedente a € 26.514.000. Tali ricavi dipendono dalla gestione diretta delle attività di vendita e licenza di prodotti ufficiali, nonché dall’organizzazione delle attività delle Juventus Academy. Molto probabilmente tali ricavi hanno risentito positivamente dell’effetto “CR7”. A fronte di tali ricavi ci sono i relativi costi, che hanno registrato maggiori acquisti per prodotti destinati alla vendita per € 6,3 milioni.

I proventi da gestione diritti calciatori diminuiscono da € 76.844.000 a € 58.907.000. Tale voce comprende Plusvalenze da cessione diritti calciatori per € 43.772.000, tra cui i seguenti calciatori: Caldara Mattia (A.C. Milan S.p.A.) per € 21.582.000; Mandragora Rolando/Udinese Calcio S.p.A.) per €  13.662.000; Cerri Alberto (Cagliari Calcio S.p.A. ) per €  8.077.000; Garcia Tena Pol (Koninklijke St-Truidensevoetbalvereniging) per €  252.000 e Brignoli Alberto (U.S. Città di Palermo S.p.A.) per € 199 mila. I Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori ammontano a Euro 13.409.000 e riguardano: Higuain Gonzalo Gerardo (A.C. Milan S.p.A.)  per € 8.867.000; Favilli Andrea (Genoa Cricket and Football Club S.p.A. ) per € 2.153.000; Cerri Alberto (Cagliari Calcio S.p.A. ) per € 1.000.000; Pjaca Marko (A.C.F. Fiorentina S.p.A. ) per € 893.000; Audero Mulyadi Emil (U.C. Sampdoria S.p.A. ) per € 483.000 e Tamba M'Pinda Roger (Nogometni Klub Osijek Sdd) per € 13.000.

Gli altri ricavi aumentano da € 16.082.000 a € 20.532.000. Tali ricavi comprendono Proventi iniziative commerciali (Membership, Stadium Tour & Museo, Camp) per € 8.764.000 (€ 5.162.000 nel I semestre 2017/18); le sopravvenienze attive per € 3.715.000, che includono, tra gli altri, i proventi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2017/2018.

I Costi operativi semestrali aumentano da € 178.679.164 a € 226.825.082. La variazione in aumento, rispetto al primo semestre 2017/18, di € 48.145.918, è stata superiore in misura percentuale all’aumento dei ricavi, ossia è stata del 26,9%, nettamente superiore all’incremento dei ricavi, che è stato del 13,64%; tuttavia l’incremento percentuale dei costi operativi è pari all’incremento percentuale del fatturato netto. Quanto detto vuol dire che i Proventi da gestione diritti calciatori del primo semestre 2017/18 erano superiori rispetto a quelli registrati nel primo semestre 2018/19.

Rispetto al primo semestre del 2017/18, i costi relativi al personale tesserato aumentano di € 38,2 milioni, da € 104,9 milioni a € 143,1 milioni.
Il costo del personale non tesserato aumenta di € 2,5 milioni, da € 9,6 milioni a € 11,1 milioni.
Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 154,2 milioni (€ 114,5 milioni nel I semestre 2017/18) e l’incidenza sul fatturato netto è del 56,8% abbondantemente in linea col Fair Play Finanziario.
Gli Oneri da gestione diritti calciatori semestrali diminuiscono da € 10,7 milioni a € 6,77 milioni. Il maggior importo riguarda gli oneri accessori sui diritti pluriennali non capitalizzati ammontano a € 6.096.000. Tra i maggiori oneri non capitalizzati figurano: Khedira Sami per € 1.300.000; Szczesny Wojciech per € 1.000.000; Higuain Gonzalo Gerardo per € 800.000 e Matuidi Blaise per € 400.000.
Gli ammortamenti e svalutazioni semestrali dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano da € 53.582.555 a € 78.335.857, a causa degli investimenti effettuati. Al 31.12.2018, per Cristiano Ronaldo risulta un ammortamento di € 14.431.000, con un valore residuo di Euro 101.016.000; per Higuain risulta un ammortamento di € 9.130.000, con un valore residuo di Euro 45.648.000.
Il risultato operativo semestrale è positivo per € 17.038.556 e segna un peggioramento di € 34.011.204 rispetto al risultato operativo positivo per € 51.049.760 del nel I semestre 2017/18, che poi si chiuse in perdita a causa dall’eliminazione nella Champions League 2017/18 da parte del Real Madrid.
I proventi finanziari ammontano a € 1.716.000 (€ 2.183.000 nel I semestre 2017/18).
Gli oneri finanziari ammontano a € 6.574.000 (€ 6.401.000 nel I semestre 2017/18) e comprendo interessi passivi per € 3.150.000.
Il risultato prima delle imposte è positivo per € 11.759.659, mentre nel primo semestre 2017/18 era positivo per € 46.288.703.
Il risultato della semestrale mostra un utile netto di € 7.464.141, mentre nella prima semestrale del 2017/18 era pari a € 43.307.994.
Il risultato del conto economico complessivo è positivo per Euro 7.431.554.

Evoluzione Prevedibile del Gestione.

Gli Amministratori, alla data di redazione della semestrale prevedono di chiudere in perdita l’esercizio 2018/2019; tuttavia il risultato sarà influenzato dall’andamento dei risultati sportivi ed in particolare della UEFA Champions League.


giovedì 14 marzo 2019

Bilancio Consolidato AC Milan 2017/18: l’ultimo della proprietà cinese.




Luca Marotta


Il bilancio consolidato di AC Milan SpA, relativo all’esercizio 2017/18, riguarda la gestione che fa riferimento al periodoo in cui la proprietà faceva riferimento alla società cinese Sino Europe Sport Investment Management Changxing Co. Ltd., che è iniziata 13 aprile 2017, utilizzando come società veicolo “Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.a.r.l.”.

Il 18 maggio 2017, l'Assemblea degli Azionisti di A.C Milan S.p.A. ha deliberato la modifica dell'esercizio sociale, con effetto dal 1 ° luglio 2017, passando dall'anno solare (01/01 - 31/12) alla stagione calcistica (01/07 - 30 / 06). Pertanto, il bilancio 2017/18 fa riferimento alla stagione sportiva 2017/2018 e i conti relativi all'esercizio finanziario precedente sono stati preparati per un periodo di 6 mesi soltanto dal 1 ° gennaio 2017 fino al 30 giugno 2017.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2018 del Gruppo Milan evidenzia una rilevante perdita consolidata netta di € 126 milioni. Il patrimonio netto risulta negativo per € 36,0 milioni e la posizione finanziaria netta consolidata, al 30 giugno 2018, risulta negativa per 128,4 milioni

I numeri confermano, ancora una volta, che il Gruppo Milan ha assorbito notevoli risorse finanziarie e la necessità di una proprietà che sia robusta dal punto di vista finanziario. Invero, tale circostanza si è realizzata successivamente alla chiusura del bilancio, col nuovo azionista di maggioranza, che fa riferimento a Elliott Management Corporation.
Elliott ha assunto il controllo del Milan con l’obiettivo di creare stabilità finanziaria e stabilire una sana gestione; raggiungere il successo a lungo termine, concentrandosi sui fondamentali e assicurando che il club sia ben capitalizzato; e per gestire un modello operativo sostenibile che rispetti le norme del Regolamenti UEFA del Fair Play Finanziario .

Il cambio di proprietà è stato anche decisivo per lo sblocco dalla situazione di stallo riguardante il Fair Play Finanziario.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione sportiva 2017/18, il Milan è giunto al sesto posto nel campionato italiano di Serie A, conseguendo l’accesso alla fase a gironi della UEFA Europa League 2018/19 e il 9 maggio 2018 ha perso la finale di Coppa Italia con la Juventus. Nel mese di marzo 2018, è stato eliminato agli ottavi di UEFA Europa League 2017/18, da parte dell’Arsenal.

La Valutazione del Milan.

In data 13 aprile 2017 Fininvest S.p.A. ha finalizzato la cessione della partecipazione detenuta in AC Milan S.p.A. (la "Società") pari ai 99,93% del capitale sociale della società in favore di Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.à.r.l., veicolo designato da Sino Europe Sport lnvestment Management Changxing Co. Ltd per dare esecuzione al contratto di compravendita sottoscritto in data 5 agosto 2016 e successivamente modificato e rinnovato.
Nella Relazione sulla gestione del bilancio consolidato del 2016, nel paragrafo relativo ai “Principali rischi e incertezze ed evoluzione prevedibile della gestione” è scritto: che la valutazione complessiva è pari a 740.000.000 di Euro. Tale cifra è comprensiva di una situazione debitoria stimata al 30 giugno 2016, di comune accordo, in circa 220.000.000 di Euro.

Al fine di finanziare il prezzo di acquisto, Rossoneri Sport Investment Lux concluse un accordo di prestito con la società Project Redblack S.à.r.l. per un importo di 202 milioni di EUR ad un tasso di interesse dell'11,5%, e con data di scadenza 15 ottobre 2018. Redblack è una società a responsabilità limitata fondata secondo le leggi del Lussemburgo. La società è assistita da Elliott Advisors (UK) Limited, che è controllata indirettamente da Elliott Management, un gestore di fondi americano. Il prestito fornito da Redblack a “Rossoneri Sport Investment Lux” è stato garantito contro le azioni di AC Milan e Rossoneri Sport Investment Lux.
Il Milan ha emesso un prestito obbligazionario nella Borsa di Vienna per un importo di 73,7 milioni di EUR e di 54,3 milioni di EUR al 7,7%, con scadenza il 15 ottobre 2018. L'unico sottoscrittore di tali obbligazioni era Redblack. Il 10 luglio 2018, a seguito del mancato rimborso di un prestito di 32 milioni di Euro, Redblack ha esercitato il diritto di pegno sulle azioni di Rossoneri Sport Investment Lux

La rivista americana Forbes ha valutato AC Milan 612 milioni di dollari USA, collocandola al diciassettesimo posto della sua classifica, terza tra le squadre italiane, dietro AS Roma. Nella precedente classifica la rivista americana valutava AC Milan 802 milioni di dollari USA, collocandola al tredicesimo posto e seconda tra le squadre italiane.

La classifica Brand Finance Football 50 2018 colloca AC Milan al diciannovesimo posto, terza tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 315 milioni di dollari USA. Nella precedente edizione collocava AC Milan al diciottesimo posto, seconda tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 286 milioni di dollari USA.

Il “Complesso” rapporto con l’UEFA ed il Financial Fari Play.

Il complesso rapporto con l’UEFA è stato segnato soprattutto dal doppio cambio di proprietà. Si può affermare che il secondo cambio, grazie alle garanzie di solidità finanziaria della nuova proprietà, ha “salvato” il Milan da una situazione non consona al suo blasone europeo.

Primo cambio di proprietà. Nel 2016, Silvio Berlusconi attraverso la holding Fininvest S.p.A. decise di vendere il pacchetto di controllo della società AC Milan. Il 5 agosto 2016 fu firmato un accordo preliminare con la società di gestione degli investimenti cinese Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Co. Ltd. L'accordo preliminare prevedeva che Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Co. Ltd acquisisse una partecipazione del 99,93% di Milano da Fininvest SpA per circa 740 milioni di euro. Il 13 aprile 2017 è stato perfezionato l'accordo con il quale la Fininvest S.p.A. ha ceduto il 99,93% delle azioni detenute in AC Milan al veicolo di acquisto “Rossoneri Sport Investment Lux”. A quel tempo “Rossoneri Sport Investment Lux” era controllata da un investitore cinese, il signor Li.

Il secondo cambio di proprietà. Il 10 luglio 2018, Il Fondo Elliott assume la proprietà e il controllo della holding proprietaria di AC Milan, a seguito di inadempienze del precedente proprietario di AC Milan nei confronti di Elliott. Infatti, nel giugno 2018, “Rossoneri Sport Investment Lux” non ha versato un contributo di capitale di € 32 milioni richiesto dal Milan. Al posto di Rossoneri Sport Investment Lux, l'intero importo è stato iniettato da Redblack. La società “Rossoneri Sport Investment Lux” non è riuscita a restituire l'importo a Redblack entro il termine previsto nel relativo accordo. Tale circostanza costituiva un evento di inadempienza che ha permesso a Redblack di esercitare il diritto di pegno sulle azioni di Rossoneri Sport Investment Lux.

Come prima misura, Elliott ha iniettato 50 milioni di euro di capitale proprio per stabilizzare le finanze del club, prevedendo di iniettare ulteriore capitale nel tempo per continuare a finanziare AC Milan
Elliott Management Corporation gestisce due fondi multi-strategia che combinano circa 35 miliardi di dollari di asset in gestione.

I tentativi falliti di concludere accordi volontari
Il 1° dicembre 2016, il Milan richiese il primo “Voluntary Agreement”. Insieme alla sua richiesta di un primo accordo volontario, AC Milan - tra l'altro - ha fornito informazioni sul passaggio di proprietà da Fininvest S.p.A a Rossoneri Sport Investment Lux, informazioni finanziarie sui periodi di riferimento 2014, 2015 e 2016 e un piano aziendale relativo ai periodi di rendicontazione dal 2017 al 2021 che prevedeva entrate significative generate da nuove attività commerciali in Cina. In data 11 maggio 2017, AC Milan ha avuto una prima audizione con la Camera Investigatoria CFCB.

Il secondo “Voluntary Agreement”.
Con lettera del 9 giugno 2017, il Milan ha ritirato la sua richiesta del primo “Voluntary Agreement”. Nella stessa lettera, AC Milan ha presentato una richiesta di un nuovo “Voluntary Agreement”. La lettera affermava che questa nuova richiesta era stata presentata per consentire a AC Milan di presentare un piano aziendale aggiornato, che doveva essere fornito entro il il 15 ottobre 2017.

AC Milan ha fornito le informazioni finanziarie aggiornate che mostravano un risultato aggregato negativo per il periodo di riferimento 2015, 2016 e i primi 6 mesi del 2017 di Euro 145.935.000.
Il 31 agosto 2017 la CFCB Investigatory Chamber si è riunita per valutare la documentazione finanziaria presentata dal club rossonero e ha rilevato che AC Milan era in violazione dei regolamenti CL e FFP.
Il 9 novembre 2017, in una seconda udienza, svoltasi davanti alla CFBB Investigatory Chamber, dove AC Milan ha presentato un piano aziendale aggiornato per la sua attività in Cina per il periodo di riferimento con termine il 2021. Il piano aziendale evidenziava un significativo calo di 100 milioni di Euro rispetto a il primo piano aziendale (scenario peggiore) presentato a maggio 2017.

Il 17 novembre 2017 il CFCB ha richiesto, tra l'altro, informazioni al club milanese, su garanzie dell'azionista finale relative a conferimenti di capitale proiettati in un periodo di 3 anni pari a 165 milioni di euro sotto forma di pagamento in un conto di garanzia dell'intera somma o emissione di una garanzia bancaria.

In data 15 dicembre 2017, la Camera Investigatoria CFCB ha notificato la sua decisione di non concludere un “Voluntary Agreement” con AC Milan. Le due condizioni preliminari, del 17 novembre 2017, non erano state soddisfatte:
1. Capacità di continuare a lavorare per l'intera durata dell'accordo volontario previsto e di raggiungere gli obiettivi e gli obblighi del piano aziendale (Allegato XII (B) (2) (b) e (d) del Regolamento CL & FFP);
2. Impegno irrevocabile di un partecipante azionario o di una parte correlata (Allegato XII (B) (2) (c) del Regolamento CL & FFP).
In particolare, la Camera Investigatoria CFCB aveva richiesto al Milan di produrre garanzie riguardanti l'impegno irrevocabile da parte del proprietario, mediante pagamento / i in un conto presso terzi o qualsiasi altra garanzia equivalente soddisfacente per la Camera Investigativa CFCB, come una garanzia bancaria emessa da una banca o da un altro istituto finanziario, per un importo totale di 165 milioni di EUR (ossia l’importo delle iniezioni di capitale non ancora versate secondo il piano aziendale).

Il Milan aveva fornito una lettera di garanzia aziendale da parte della società di investimenti “Guangdong Lion Asset Management Co Ltd”, una società con sede in Cina, per un importo totale di EUR 165 milioni. Tuttavia, la CFCB Investigatory Chamber ha rilevato che la capacità finanziaria e la solvibilità di tale società non sono state dimostrate con documenti giustificativi (su tale società ha scritto anche il New York Times, link: https://www.agi.it/sport/calcio/milan_new_york_timesinchiestaliyonghong-3131278/news/2017-11-17/ ).
La Camera Investigatoria CFCB ha giudicato che l'impegno irrevocabile del proprietario del Milan non è stato garantito in modo soddisfacente, pertanto la stessa Camera ha concluso che il Milan non è riuscito a soddisfare la condizione richiesta.

L’UEFA non ha offerto al Milan un “Settlement Agreement” e il 19 giugno 2018 la Camera Giudicante del C.F.C.B., in merito alla violazione della regola del pareggio di bilancio (break-even rule) prevista dal Financial Fair Play, ha adottato la decisione di escludere l'AC Milan dalla partecipazione alla competizione U.E.F.A. per la quale si sarebbe, altrimenti, qualificato nelle successive due stagioni (stagioni: 2018/2019 e 2019/2020) e la condanna al pagamento di € 3.000 per i costi dei procedimenti. L'UEFA ha notificato la decisione adottata dalla CFCB Adjudicatory Chamber il 27 giugno 2018, consentendo comunque l'eventuale ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.
L'Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) dell'UEFA ha rilevato che c'era il rischio che l'AC Milan di continuità aziendale.
L'Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) ha basato questa constatazione - tra l'altro - su una citazione nella relazione dei revisori di EY sul bilancio consolidato intermedio (al 31 dicembre 2017), che evidenziava “che esiste un'incertezza materiale che può gettare un dubbio significativo sulla capacità del Gruppo Milan di continuare come attività in corso. "

In data 4 luglio 2018, la Capogruppo A.C. Milan S.p.A. ha depositato un appello presso il T.A.S. chiedendo l'annullamento della decisione della Camera Giudicante del Club Financial Control Body.

In data 20 luglio 2018, il T.A.S. ha parzialmente accolto le istanze del Milan, decidendo di confermare la decisione del C.F.C.B. - A.C. del 19 giugno 2018 relativamente al mancato adempimento da parte della Capogruppo A.C. Milan S.p.A. del requisito del pareggio di bilancio, ma annullando la decisione dello stesso organo in merito all'esclusione del Club alla partecipazione nella prossima competizione U.E.F.A., per tale motivo il Milan ha potuto partecipare alla UEFA Europa League 2018/2019.

Secondo il TAS tale decisione era non proporzionata, ritenendo in particolare che alcuni elementi rilevanti non erano stati considerati in modo adeguato tra cui la mutata situazione finanziaria del Club, che era migliorata in modo significativo a causa del cambio di proprietà del mese di luglio 2018.

Il T.A.S. ha rinviato il caso alla Camera Giudicante del Club Financial Control Body affinché imponesse una misura disciplinare adeguata per la violazione delle regole sulle licenze per club e sul fair play finanziario UEFA sulla base della mutata situazione finanziaria del Club.

Alla data del 28 settembre 2018, la U.E.F.A. non si era ancora pronunciata circa la natura e l'eventuale ammontare delle sanzioni da irrogare al Club, limitandosi nelle more all'adozione in via precauzionale di alcune misura di temporanea sospensione della liquidazione dei ricavi spettanti al Club in relazioni alla competizione Uefa Europa League 2018/2019. Alta luce delle considerazioni sopra esposte la Capogruppo A.C. Milan S.p.A., sulla base anche del parere espresso dai propri consulenti ha deciso di effettuare nel bilancio al 30 giugno 2018 uno stanziamento prudenziale a copertura del rischio derivante dall'applicazione di eventuale sanzioni economiche da parte della U.E.F.A.

Il 13 dicembre 2018, la Camera Arbitrale del Club Financial Control Body ha emesso la sentenza sul caso Milan, dopo la sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS 2018/A/5808, AC Milan contro UEFA).
Tale sentenza sancisce che “se il club non dovesse rispettare il pareggio di bilancio al 30 giugno 2021, sarà escluso dalla partecipazione alla successiva competizione UEFA alla quale dovesse qualificarsi nel corso delle due stagioni successive, 2022/23 e 2023/24. Al club verranno anche trattenuti 12 milioni di euro di ricavi della UEFA Europa League 2018/19. Inoltre, non potrà registrare più di 21 giocatori per le competizioni UEFA 2019/20 e 2020/21”.

La continuità aziendale.

Le prime tre voci del bilancio da controllare in tema di continuità aziendale, intesa come attitudine dell’impresa a durare nel tempo, presentano valori negati. La perdita consolidata dell'esercizio 2017/2018 risulta pari ad € 126 milioni, il patrimonio netto risulta negativo per € 36,0 milioni e la posizione finanziaria netta consolidata, al 30 giugno 2018, risulta negativa per 128,4 milioni.

Di fatto, tali numeri richiedono il supporto di una proprietà disposta a supportare finanziariamente il club.

In data 10 luglio 2018, la proprietà di “Rossoneri Sport lnvestment Luxembourg S.à.r.l.” è passata nella titolarità di “Project Redblack S.à r.l.” a seguito dell'escussione di un pegno costituito su tali azioni a favore della stessa società.
Nel mese di luglio 2018, è stato nominato un nuovo consiglio di amministrazione ed un nuovo presidente.

Nei mesi di agosto e settembre 2018 sono stati effettuati versamenti da parte della nuova proprietà, tramite l'azionista di controllo, per complessivi 170,5 milioni dì Euro.
Di conseguenza, A.C. Milan S.p.A. ha estinto il "Prestito Obbligazionario Garantito Associazione Calcio Milan S.p.A. 2017-2018 - Serie 1" (151N Code 1T005254435) e il "Prestito Obbligazionario Garantito Associazione Calcio Milan S.p.A. 2017-2019 - Serie 2" (IS1N Code IT0005254443).

L'equilibrio patrimoniale e finanziario del Gruppo Milan è stato ristabilito alla data di redazione del bilancio.

Il socio di maggioranza Rossoneri Sport lnvestment Luxembourg S.à r.l. ha garantito l'impegno a supportare finanziariamente le società del Gruppo Milan per un periodo non inferiore ai 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio.

In base ai fatti citati, gli Amministratori hanno predisposto il presente bilancio d'esercizio nella prospettiva della continuità aziendale.

Il Gruppo Milan.

Fino al 13 Aprile 2017, data del completamento della cessione delle azioni di “Fininvest Spa” alla società “Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.a.r.l.”, A.C. Milan S.p.a. era una società soggetta all’attività di direzione e coordinamento da parte di Fininvest S.p.a., che ne possedeva il 99,92973% delle azioni, pari a n. 47.966.271.

L società “Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.à r.l.”, divenuta titolare di una partecipazione pari al 99,93% del capitale sociale di A.C. Milan S.p.A., era la società veicolo designata dalla società cinese Sino Europe Sport Investment Management Changxing Co. Ltd. per dare esecuzione al contratto di compravendita sottoscritto in data 5 agosto 2016 e successivamente integrato e modificato.

Alla data di redazione del bilancio 2017/18, il capitale sociale di “Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.à.r.l.”, a seguito dell'escussione di un pegno costituito su tali azioni, era detenuto al 100% dalla società “Project Redblack S.à.r.l.”, il cui capitale sociale è a sua volta detenuto dalla società “Blue Skye Financial Partners S.à.r.l.” e da alcune società indirettamente detenute da “Elliott Associates L.P.” ed “Elliott International Limited”.

A.C. Milan S.p.a., a sua volta, controlla al 100% Milan Entertainment S.r.l. e Milan Real Estate S.p.A. oltre a Fondazione Milan –Onlus e possiede il 50% di M-I Stadio S.r.l., costituita con F.C. Internazionale Milano S.p.A. per la gestione tecnica e commerciale dello stadio San Siro di Milano.
M-I Stadio S.r.l. risulta come società collegata nel bilancio consolidato.
Dal 27 dicembre 2017 è entrata a far parte dell’area di consolidamento del Gruppo la società cinese, controllata al 100%, AC Milan (Beijing) Sports Development Co. Ltd.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.




Il 65,1% dell’attivo è rappresentato da immobilizzazioni e i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori incidono per il 48,5% sul totale dell’attivo. La voce terreni e fabbricati incide sul totale dell’attivo solo per il 2,4%.
Le immobilizzazioni immateriali ammontano ad Euro 258.804.000 (€ 258.111.000 nel 2016/17).
I crediti dell’attivo circolante risultano pari ad € 121,3 milioni; mentre i debiti totali sono ad € 422,9 milioni.
Il Capitale circolante netto è negativo per 95,47 milioni a causa del prevalere del passivo corrente sull’attivo corrente.

La riclassificazione che emerge dalla tabella seguente evidenzia l’incidenza dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sull’attivo e l’incidenza dei debiti finanziari tra le fonti di finanziamento.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è negativo in quanto il patrimonio netto consolidato è negativo.
Anche, l’equity ratio è negativo. Nella sostanza l’attivo è totalmente finanziato da capitale di terzi

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,92, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore non è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,40, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,35.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è stato investito e quanto è stato fatturato? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 48,4%, pertanto ogni 100 Euro investiti si sono incassati 48,4 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, comprensivo della gestione straordinaria, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 22,4 Euro.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto consolidato è negativo per € 36 milioni.

Al 30.06.2017 il patrimonio netto consolidato era positivo per € 29.969.000, anche perché nel periodo gennaio-marzo 2017, "Fininvest S.p.A." aveva effettuato versamenti in conto capitale per complessivi Euro 53,5 milioni a favore di A.C. Milan S.p.A. Nel corso dell'esercizio 2016, l'azionista di maggioranza Fininvest ha provveduto ad effettuare versamenti in conto capitale e/o copertura perdite per 75 milioni di Euro (€ 150 milioni nel 2015).

Il Capitale sociale al 30.062018 ammonta a € 113.443.200. Rispetto al 30.06.2017 si sono verificati 2 aumenti di capitale sociale rispettivamente il 31.03.2018 per € 37.440.000 oltre ad un sovrapprezzo complessivo di € 1.440.000 e il 17.04.2018 per € 1.123.200 oltre ad un sovrapprezzo complessivo di € 19.980.000.

L’Indebitamento Finanziario Netto.



L’Indebitamento Finanziario Netto al 30/06/2018 è pari a € 128,4 milioni.
Il valore della Posizione Finanziaria Netta, risulta inferiore al valore della produzione e al fatturato netto, senza plusvalenze.
L’importo dei debiti finanziari è dovuto a debiti bancari per € 1,2 milioni, debiti vs altri finanziatori per € 36,5 milioni, debiti obbligazionari per € 116,52 milioni, debiti vs soci per € 10 milioni.
Le disponibilità liquide sono pari a € 24,77 milioni, le attività finanziarie vincolate sono pari complessivamente a € 11,1 milioni.
I presti obbligazionari si riferiscono a due emissioni, rispettivamente di € 73.7 milioni, con scadenza il 15.10.2018, e di € 54,3 milioni, con scadenza 30.06.2019. Come previsto dall'accordo modificativo delle condizioni del Prestito sottoscritto in data 6 giugno 2018, per effetto del versamento della corrispondente tranche di aumento di capitale da parte di Project Redblack S.à r.l. in nome e per conto di Rossoneri Sport Investrnent Luxembourg S.à r.l., in data 30 giugno 2018, A.C. Milan S.p.A. ha dato seguito al rimborso anticipato obbligatorio parziale del Prestito Obbligazionario Garantito Associazione Calcio Milan S.p.A. 2017-2019 — Serie II (ISIN Code IT0005254443), per un importo pari ad 21,1 milioni di Euro.  

Il debito verso i soci è infruttifero di interessi.
L’importo dei debiti verso altri finanziatori pari a € 36.541.000 riguarda i debiti verso società di factoring per anticipazioni di crediti futuri principalmente in riferimento a contratti di natura commerciale.

Il grafico mostra l’evoluzione del rapporto tra debiti finanziari e attivo, che dal 2008 al 2016 non è sceso mai al di sotto del 50%. Invero, l’esercizio 2015 ha segnato una forte riduzione dell’incidenza del ricorso al sistema creditizio per finanziare le attività del Milan. La nuova proprietà cinese è dovuta ricorrere all’emissione di obbligazioni.



I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 53 milioni. Tali crediti si riferiscono: per € 41.168.000 si riferiscono ai crediti vantati verso la Lega Nazionale Professionisti; per € 7.894.000 verso il Trabzonspor per Kucka; € 1.900.000 verso il Villareal per Bacca ed € 1.484.000 verso il Deportivo Alaves per Ely Rodrigo.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 172 milioni. I debiti verso la Lega per la compensazione delle campagne acquisti ammontano a circa € 109.127.000. I Debiti verso società di calcio estere e nazionali, pari a € 62.886.000, si riferiscono: per € 22.676.000 verso il Porto per Andrè Silva; € 12.429.000 verso il Bayer 04 Leverkusen per Calhanoglu Hakan; € 10.532.000 verso il Villareal per Musacchio; € 9.347.000 verso il Wolfsburg per Rodriguez.
Considerando il saldo delle poste di crediti e debiti derivanti da operazioni di calciomercato, la situazione dell’indebitamento finanziario netto, ai fini del Financial Fair Play, peggiorerebbe di € 119 milioni.

Occorre evidenziare che la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

In considerazione dell’assenza di tale fattispecie, l’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 247,4 milioni risulta superiore al volume dei ricavi e non conforme a quanto auspicato dalla normativa.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso dell’AC Milan non figurano debiti per la costruzione dello stadio.

Debiti verso dipendenti, Fisco ed Enti previdenziali.

I debiti verso tesserati e dipendenti ammontano a € 13.529.000 e si riferiscono a premi e mensilità saldate regolarmente alle scadenze previste. Come previsto anche dal Financial Fair Play.
I debiti verso amministratori e sindaci ammontano a € 89 mila.
I debiti tributari, complessivi sono pari a € 11.026.000 e riguardano debiti IRPEF per ritenute sui redditi di lavoro, per Euro 10.373.000, che sono state regolarmente versate alla scadenza come quelle previdenziali pari a € 651.000.

Il Valore della “Rosa”.



I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, come valore contabile netto, sono aumentati a € 211,1 milioni. Il 31.12.2014, toccarono il livello minimo pari a € 72,1 milioni.
Il valore contabile netto del 30/06/2018, pari a 211,1 milioni di Euro, costituisce il valore contabile netto più elevato dal 2008; mentre il valore del 31.12.2014 è stato il più basso.

L’incremento nel valore contabile netto della rosa calciatori di € 4,5 milioni, rispetto alla data del 30.06.2017, è dovuto al fatto che per i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono stati investiti 128,5 milioni di Euro, sono stati ceduti calciatori con un valore contabile residuo di € 20,5 milioni e sono stati calcolati ammortamenti per 81,9 milioni di euro e svalutazioni per 21,6 milioni di Euro.

L’investimento nell’acquisto di calciatori, fatto nel 2017/18, pari a 128,5 milioni, costituisce l’investimento più elevato dall’esercizio 2008.

Dopo la chiusura dell’esercizio, nella sessione estiva relativa ai trasferimenti di calciatori sono stati effettuati gli acquisti a titolo definitivo e/o temporaneo con diritto di riscatto dei seguenti calciatori: Bakayoko Tiémoué, Caldara Mattia, Castillejo Azuaga Samuel, Higuain Gonzalo Gerardo, Laxalt Suarez Diego Sebastian. Per quanto riguarda le operazioni di cessione a titolo definitivo e/o temporaneo dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono state effettuate le seguenti cessioni; Antonelli Luca, Bacca Ahumada Carlos Arturo, Bargiel Przemyslaw, Bonucci Leonardo, Gomez Portillo Gustavo Raul, Kalinic Nikola, Locatelli Manuel, Valente Da Silva Andrè Miguel, Vasconcelos Gabriel e Vergara AmuJherson.


Rendiconto Finanziario



I Fondi assorbiti dalla gestione operativa sono stati positivi per Euro 2.071.000, con un Autofinanziamento economico negativo solo per Euro 203.000, a causa di ammortamenti pari a Euro 109.995.000 e variazione fondi rischi per Euro 15.938.000.
I Fondi assorbiti dall’attività di investimento ammontano a Euro 110.427.000, di cui Euro 128.525.000 per acquisto calciatori ed Euro 20.480.000 per disinvestimenti.
I Fondi generati dall’attività di finanziamento sono positivi per Euro 119.908.000.
La variazione di disponibilità liquide è stata negativa per Euro 11.553.000.

La Gestione Economica.

La gestione economica caratteristica evidenzia il prevalere dei costi della produzione sul valore della produzione per 98,6 milioni di Euro.
Il valore della produzione ammonta a 255,7 milioni di Euro. Il confronto con l’esercizio 2015/16, di 12 mesi, segna un incremento di 19,6 milioni di Euro e rispetto al 2014/15, si registra un incremento di € 42,3 milioni.
I costi della produzione, ammontano ad € 354,4 milioni. Il confronto con l’esercizio 2015/16, di 12 mesi, segna un incremento di 60,1 milioni di Euro e rispetto al 2014/15, si registra un incremento di € 57,97 milioni.
Nella sostanza il confronto con gli esercizi di pari durata, mostra un incremento dei costi nettamente superiore all’incremento dei ricavi accentuando la situa esistente di squilibrio economico, ossia il prevalere dei costi sui ricavi.



I Ricavi.

I ricavi da gare ammontano a € 35,3 milioni. Tale dato rappresenta il dato maggiore dal 2008. In particolare gli abbonamenti ammontano a € 9.796.000, un valore che si avvicina a quello del 2013, che ammontavano a € 10 milioni. La campagna abbonamenti per la stagione sportiva 2017/18 ha visto la sottoscrizione di 32.364 tessere. Ls media spettatori per gare interne è stata di 52.676. Le gare interne delle Serie A hanno fruttato € 13.455.000; quelle relative alla Coppa Italia € 3.544.000 e le gare della UEFA Europa League altre competizioni hanno permesso di incassare € 5.820.000. I ricavi da gare di altre competizioni ammontano a € 2.723.000.

I proventi da cessione diritti televisivi complessivi ammontano a € 100.577.000. Si pensi che nel 2012, grazie alla Champions League, ammontavano a € 139,8 milioni.
I proventi audiovisivi e media ammontano a € 109,3 milioni (€ 98,4 milioni nel 2016/17).
Il bilancio 2017/18 espone proventi da sponsorizzazioni pari a € 44,7 milioni.
Lo Sponsor Ufficiale Emirates contribuisce con € 15.800.000, di cui € 1.800.000 come premio per il raggiungimento di specifici obiettivi.
Lo Sponsor Tecnico Adidas ha contribuito con € 11.422.000, con un contratto annuale con scadenza il 30 giugno 2018.
Gli Sponsor Istituzionali, i Fornitori Ufficiali e i Partner commerciali hanno contribuito con € 4.438.000.
Nei proventi da sponsorizzazioni figurano anche i proventi derivanti dalla vendita di pacchetti promo-pubblicitari multi-prodotto a vari partner commerciali, come A.O.N. Italia S.r.l., Beiersdorf S.p.A., Betsson Services Ltd, Banco B.P.M. S.p.A., Trenitalia S.pA., Toyo Tires & Rubber Co. Ltd; Esprinet SpA; GKFX; Eurofred Italy SpA; Konami Digital Entertainment  Co. Ltd; Ricoh Italia srl, Shangai Julie Culture  and Communication Co.;Snaitech spa; per Euro 13.051.000.

I Proventi commerciali e royalties, risultano pari a 17,8 milioni di Euro (€ 18,9 milioni nel 2016/17) e riguardano i ricavi da gestione stadio; i ricavi da attività di merchandising, licensing e i ricavi da nuove attività commerciali.
I ricavi da gestione stadio, ammontano a € 4.312.000. Tali ricavi provengono dalla fatturazione di servizi relativi a determinate categoria di abbonamenti come palchi, “Sky Box” e “Sky Lounge” e a ricavi derivanti da attività extra-sportive svolte nello stadio.
I ricavi da attività di merchandising, licensing e “cambio merce” ammontano a € 7.340.000. Per tale voce assume particolare rilievo l’accordo in scadenza con Adidas Italia S.r.l.
I ricavi relativi alle nuove attività commerciali, relative al Milan Store e a Mondo Milan, hanno comportato ricavi per € 4.199.000.

La distribuzione del fatturato netto mostra come i ricavi commerciali siano una importante fonte di ricavo per il Milan, tuttavia emerge che il fatturato dipende soprattutto dai proventi televisivi (47,1% nel 2017/18). In ottica futura bisogna considerare anche che i ricavi commerciali dipendono dal “brand”, che a sua volta dipende anche dai risultati sportivi.



Nella riclassificazione del conto economico, effettuata nella tabella, sono indicati “altri ricavi” per € 15,28 milioni, composti dalla voce proventi vari a e ricavi e proventi diversi.
La voce Proventi vari, pari a Euro 8.927.000, include i corrispettivi rivenienti dalla concessione a terzi del diritto di sfruttamento delle immagini delle partite casalinghe di A.C. Milan relative a specifiche stagioni sportive (c.d. “Library Milan”) per 8,74 milioni di Euro.
La voce Ricavi e proventi diversi, pari a Euro 6.482.000, comprende i corrispettivi rivenienti dalla fatturazione alla società collegata M-I Stadio S.r.l. per l’utilizzo di alcuni spazi interni ed esterni presso lo stadio San Siro di Milano, in virtù di un contratto valevole a partire dal 1° gennaio 2012 e sino al 30 giugno 2019 per l’importo di € 1.269.000. Inoltre sono compresi € 2.082.000 a titolo di utilizzo del fondo rischi, accantonato nei precedenti esercizi e sopravvenienze attive per Euro 2.825.000.

Il Player Trading.



L’attività relativa alla gestione economica dei diritti pluriennali dei calciatori è risultata negativa per € 64,21 milioni. Nella sostanza, le plusvalenze non sono riuscite a pagare gli ammortamenti e le svalutazioni calciatori.
Le plusvalenze ammontano a € 35,9 milioni. La plusvalenza più elevata è stata quella relativa a Niang M’Baye, ceduto al Torino per € 14.000.000, con una plusvalenza di € 13.166.000; seguita da quella di Mattia De Sciglio ceduto alla Juventus per € 12.000.000, con una plusvalenza di pari importo; da quella di Lapadula Gianluca ceduto al Genoa per € 13 milioni, con una plusvalenza di € 5.374.000 e da quella di Kucka ceduto al Trabzonspor per € 13 milioni, con una plusvalenza di € 2.526.000.

I ricavi per la cessione temporanea di calciatori ammontano a € 2,45 milioni e riguardano il prestito di Bacca al Villareal.

Le minusvalenze ammontano a € 1.290.000. La minusvalenza maggiore è stata quella di Beretta (Foggia Calcio) per € 800.000.

Gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono stati pari a € 81.954.000. Si è registrata delle svalutazioni per Euro 21,6 milioni relative a minusvalenze per risoluzioni consensuali e cessioni con minusvalenze di alcuni calciatori, ceduti dopo la chiusura del bilancio.

I Costi.

Il costo del personale è stato pari a € 150,4 milioni (€ 135,1 nel 2016/17). Il costo del personale mostra un’incidenza sul valore della produzione del 58,8%, che aumenta al 70,4%, se si considerasse il fatturato al netto di plusvalenze.

I costi per tesserati ammontano a € 134 351.000. Il rapporto tra costo dei tesserati e fatturato netto è del 62,9%.
Gli ammortamenti e svalutazioni totali sono stati pari a € 110,52 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 43,2%. Le svalutazioni sono pari a 21,8 milioni. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali ammontano a € 86,4 milioni, di cui € 81,9 milioni per ammortamento diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali risultano pari a € 1.070.000.

I costi per godimento beni di terzi ammontano a € 10,1 milioni. Tali costi comprendono affitti passivi per € 7.963.000, di cui € 4.611.000 per l’affitto dello stadio; € 179.000 per costi per locazione immobili e servizi accessori messi a disposizione dei calciatori e di alcuni dipendenti del Gruppo Milan ed € 3.036.000 per la locazione di “Casa Milan”, che è acquistabile nel 2019, ad un prezzo prefissato e della sede cinese di Red & Black Milan (Beijing) Sports Development Co. Ltd.

I costi per servizi pari a € 47.813.000 comprendono consulenze e collaborazioni per € 9.406.000 relative a parcelle per consulenze professionali amministrative e commerciali, nonché le provvigioni ad intermediari del Gruppo Milan. I costi generali dell’attività sportiva risultano apri a € 17.571.000. Tali costi riguardano per € 7.767.000 i costi per gli osservatori, le consulenze tecnico-sportive.
Gli Emolumenti ad organi sociali, ammontano a Euro 293.000 ed includono gli emolumenti agli Amministratori e Sindaci ed il compenso all’Organismo di Vigilanza e Controllo per lo svolgimento delle loro funzioni presso le società del Gruppo Milan.

E’ stato effettuato un accantonamento per € 17.965.000 a fondi rischi, riguarda lo stanziamento di oneri di ristrutturazione del personale, gli oneri futuri relativi al personale tecnico "esonerato" ma ancora alle dipendenze della società, lo stanziamento di indennità di buona uscita relative a calciatori ceduti definitivamente nel corso della campagna trasferimenti di luglio e agosto 2018 e lo stanziamento prudenziale per l'eventuale sanzione economica per il Financial Fair Play.

La differenza tra costo e valore della produzione è negativa per € 98.655.000.

La Gestione finanziaria è negativa per € 22.343.000. Gli interessi passivi su obbligazioni ammontano a € 9.881.000 e gli interessi passivi su altri finanziamenti a € 2.236.000. Altri intere e oneri finanziari ammontano a € 11.718.000.

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte 2017/18 è negativo per € 121,2 milioni. Nei primi sei mesi del 2017 è stato negativo per 30,3 milioni. Nel 2016 era negativo per € 69,99 milioni; nel 2015 era negativo per € 94,2 milioni, con la riclassificazione in base agli OIC del 2016, (-€ 94,4 milioni, senza riclassificazione).

Nel Toolkit 2018 del Financial Fair Play è riportato il caso del licenziatario, che ha modificato la sua data di chiusura dell’esercizio, ad un periodo di riferimento di sei mesi nel 2018 e quindi un periodo di monitoraggio di 30 mesi, anziché 36 mesi, per la valutazione di pareggio per la stagione di licenza 2018/19. Il livello di deviazione accettabile è ragguagliato al ribasso in proporzione ai mesi del periodo di monitoraggio.



Nel caso del Milan i periodi di monitoraggio con una soglia di tolleranza ridotta a 25 milioni di Euro interessati sono 3:
1) 2018/2019: per gli esercizi 2016; i primi sei mesi del 2017 e il 2017/18;
2) 2019/2020: i primi sei mesi del 2017; 2017/18 e il 2018/19.

In effetti come già scritto sopra, il Milan aveva fornito informazioni finanziarie che mostravano un disavanzo per il periodo di riferimento 2015, 2016 e i primi 6 mesi del 2017 di Euro 145.935.000.

La somma algebrica del risultato prima delle imposte 2016; i primi sei mesi del 2017 e il 2017/18; è negativa per € 221,47 milioni.

L’aggregato EBT è il punto di partenza per la valutazione del “Break-even result” ai fini del Financial Fair Play.  Da tale risultato si possono escludere i costi per il settore giovanile, gli altri ammortamenti che non riguardino i calciatori.

Il saldo delle imposte, è negativo per 4,8 milioni di Euro e comprende IRAP per 2,6 milioni di Euro.

Per quanto riguarda le imposte differite e anticipate figura un saldo negativo tra imposte differite ed anticipate per € 2.247.000.
Di conseguenza, il risultato consolidato del Gruppo Milan dell’esercizio 2017/18 presenta la perdita di 126 milioni di Euro

Conclusioni.

Il cambio di proprietà, dovuto all’esercizio del diritto di pegno sulle azioni, ha certamente ristabilito l’equilibrio finanziario e patrimoniale, grazie ad iniezioni di capitale da parte del nuovo azionista di maggioranza. Non a caso in data 25 settembre 2018, A.C. Milan S.p.A. ha esercitato la facoltà di rimborso anticipato volontario integrale dei due prestiti obbligazionari.

Per quanto riguarda il conseguimento dell’equilibrio economico, trattandosi di società calcistica, dipenderà anche dai risultati sportivi, come il conseguimento dell’accesso alla fase a gironi della UEFA Champions League. Ovviamente, tenendo d’occhio gli eventuali provvedimenti che saranno presi dall’UEFA per la violazione delle regole del Fair Play Finanziario.

mercoledì 6 marzo 2019

Bilancio Atletico Madrid 2017/18: 47 milioni di contributo da WANDA MADRID INVESTMENT, S.L. decisivi per l’utile.




Luca Marotta


L’esercizio 2017/18 ha visto il conseguimento di un risultato del conto economico complessivo positivo per € 4.483,514,87 (€ 4.997.501,79 nel 2016/17) e di un fatturato netto record di 353,8 milioni di Euro (€ 281,4 milioni nel 2016/17), che per la prima volta nella storia del club supera i 300 milioni di Euro.
Il risultato operativo prima degli interessi e delle tasse (EBIT) è positivo ed aumenta di 9,1 milioni di Euro da 27,7 milioni del 2016/17 a 36,8 milioni di Euro. Tuttavia appare decisivo il contributo a fondo perduto di 47 milioni di Euro da parte di Wanda Madrid Investment, S.L..



La costruzione del nuovo stadio “Wanda Metropolitano”, che è stato inaugurato il 16 settembre 2017,
ha comportato l’aumento degli abbonamenti del 60%, in conseguenza della sua maggiore capacità; l’aumento del 36% dei ricavi da sponsorizzazione e pubblicità, anche a causa dei ricavi da “naming-rights”. Lo stadio “Wanda Metropolitano” è uno stadio di categoria 4, la massima categoria riconosciuta.

Nella classifica “Football Money League” della Deloitte, relativa alla stagione 2018/19, l’Atletico de Madrid, rimane stabile al 13° posto, dopo il Borussia Dortmund, con € 304.4 milioni (€ 272,5 milioni nel 2016/17). La differenza tra il fatturato netto indicato in bilancio dall’Atletico e quello di Deloitte Football Money League è dovuta al fatto che l'Atletico Madrid   ha incluso tra i ricavi delle vendite anche le seguenti voci: “Ingresos por servicios de Urbanización” per € 35.924.113,61 e “Ingresos por servicios de construción concesión” per € 5.160.891,37; mentre “Deloitte Football Money League” non considera tali proventi come componenti del fatturato netto.

Secondo gli Amministratori la Stagione sportiva 2017/18, può definirsi positiva, perché l’acquisizione del diritto a partecipare alla UEFA Champions League, è un “obiettivo strategico” del club. Infatti, la partecipazione alla UEFA Champions League permette di collocare stabilmente la prima squadra tra le migliori in Europa, inoltre, permette di rafforzare l'espansione del marchio e consente di aumentare il valore di alcune poste dell’attivo, come marchio e diritti economici dei calciatori, e garantisce anche la crescita della base associativa.

Dal punto di vista sportivo, nel 2017/18, l’Atletico di Madrid ha vinto la UEFA Europa League, dopo la eliminazione dalla fase a gironi della UEFA Champions League. Nella Liga Spagnola si è classificato al secondo posto, acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della Champions League 2018/19. Per quanto riguarda la “Copa de Su Majestad el Rey”, l’’Atletico è stato eliminato ai quarti dal Sevilla.

In definitiva, lo stadio nuovo e i buoni risultati sportivi hanno comportato ricavi per vendite e prestazioni di servizi in aumento del 28,9%.

I pilastri della gestione sportiva dell’Atletico Madrid sono tre: rinnovo e ritocco degli ingaggi solo ai calciatori, che sono considerati essenziali per mantenere il livello competitivo; cura e integrazione in prima squadra dei giovani chiamati dal settore giovanile e ingaggio di calciatori di livello nazionale e internazionale, con un livello di investimento sostenibile, in grado di mantenere e incrementare il livello competitivo della prima squadra.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 del 2018, l’Atletico Madrid si colloca al quattordicesimo posto con 436 milioni di USD di valore di brand (€ 357 milioni).
Nella classifica di Forbes “The World's Most Valuable Soccer Teams 2018, l’Atletico Madrid si colloca al tredicesimo posto e vale 848 milioni di USD, con un valore brand pari a 173 milioni di USD.
Secondo la classifica di KPMG “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2018 del 24.05.2018, l’Atletico Madrid si colloca al tredicesimo posto con 1,086 miliardi di USD di “Enterprise Value” (€ 900 milioni).


L’Assetto societario.

La società “Club Atlético de Madrid SAD” è stata costituita il 30 giugno 1992, a seguito della trasformazione del “Club Atlético de Madrid”, ai sensi della “Ley del Deporte”.
Il capitale sociale, in nessun caso, può essere inferiore al 50% di quello stabilito al momento della trasformazione dell'entità in una “Sociedad Anónima Deportiva”, fatte salve le disposizioni di legge sulle società di capitali. Il capitale minimo per il Club Atlético de Madrid, S.A.D. è pari ad € 6.197.588.74.
Al 30 giugno 2018, il capitale sociale risulta pari a € 36.343.705,00 ed è diviso in 4.275.730 azioni del valore nominale di Euro 8,50. Le azioni sono interamente sottoscritte e pagate. Al 30 giugno 2017, il capitale sociale ammontava a € 30.885.047,50 ed è diviso in 3.633.535 azioni del valore nominale di Euro 8,50.

Al 30 giugno 2018, Don Miguel Ángel Gil Marín possedeva 1.985.557 azioni pari al 46,44% del capitale sociale. In forma diretta controllava il 2,98% ed in forma indiretta attraverso la società "Holding de Inversiones Atléticas, S.A." deteneva il 43,46%. A seguito dell’aumento di capitale, la società “Quantum Pacific Management Limited” ha sottoscritto 641.380 azioni, pari al 15% del capitale sociale del Club ed ha proceduto all'acquisto di tutte le azioni di proprietà di Wanda Madrid Club lnvestment, S.L., che non è più di azionista del Club, mentre la partecipazione di Quantum è pari al 32% del capitale sociale. Don Enrique Cerezo Torres è proprietario di 650.224 azioni pari al 15,21% del capitale sociale. In forma diretta controlla il 2,6% e in forma indiretta il 12,6% attraverso la società "Video Mercury Films, S.A.".

Nelle Attività finanziarie figurano le seguenti partecipazioni:
- Atlético de Madrid International Holding SL per Euro 3.060.000,00.

Il 23 aprile 2018 è stata ceduta la partecipazione del 25% nella società indiana con sede a Calcutta, Kalkata Games and Sports Private Limited.  L’utile conseguito è stato di 32679,56.

La partecipazione detenuta nel club francese Racing Club de Lens, rappresentativa del 34,6% del capitale sociale, è stata conferita per l’importo di 3 milioni di Euro, nell’aumento di capitale di Atlético de Madrid International Holding SL.

L’Atletico Madrid è socio unico della società Atlético de Madrid International Holding SL costituita il 9 marzo 2017, che ha come oggetto la gestione e l’amministrazione di partecipazioni in società estere e la creazione delle stesse. Il 30 giugno 2017, è stato deliberato l’aumento di capitale con il conferimento del club francese Racing Club de Lens.

La continuità aziendale.

Il giudizio di Revisori di “Eutida AH Auditores 1986, SAP”, contiene delle riserve. I revisori hanno rilevato che il 13 Novembre 2015, a seguito della risoluzione del contratto di compravendita immobiliare del 30 giugno 2010, con il quale il Club aveva ceduto dei terreni, con i relativi diritti di sviluppo urbanistico, nella zona urbana 'Mahou-Vicente Calderón"; tali terreni e i relativi diritti sono stati reincorporati nel bilancio del Club e sono stati valutati per un importo di € 154.940.000, equivalente al fair value della proprietà alla data di incorporazione. Tuttavia tale valore è inferiore al valore contabile precedente al momento della cessione. La posta di bilancio interessata è “Attività non correnti detenute per la vendita”. Gli amministratori hanno evidenziato che il valore contabile precedente corrispondeva a quello di una società controllata, e a sua volta derivava dal valore assegnato al conferimento del ramo d’azienda non monetizzato, determinato per la sua costituzione nel 2003/2004 e che rifletteva un incremento rispetto al valore contabile dei terreni su cui insisteva lo stadio “Vicente Calderón”.

Gli Amministratori nell’evidenziare l’esistenza di un capitale circolante netto negativo per 187,96 milioni di Euro, hanno evidenziato che esso è dovuto da un lato a investimenti in calciatori per migliorare le prestazioni sportive ed economiche e partecipare a competizioni europee e dall’altro lato alla natura dell’attività svolta, che prevede risconti passivi per ricavi anticipati, che è una situazione comune ai club di calcio. Il miglioramento dei risultati sportivi ha permesso al club di partecipare regolarmente alle competizioni europee, potendo usufruire dei ricavi relativi. Si aggiunga l’investimento nella costruzione dello stadio Wanda Metropolitano, che permetterà di ottenere significativi ricavi aggiuntivi.
La diminuzione dell’importo negativo del capitale circolante netto è dovuta all’aumento di capitale sociale e alla ristrutturazione del debito finanziario, allungando le scadenze.
In ogni caso gli azionisti di maggioranza hanno garantito la continuità aziendale.

La struttura dello stato patrimoniale.



L’attivo è aumentato dell’1,75%, da € 878,23 milioni a € 893,6 milioni. L’attivo non corrente, nel complesso, incide sul totale dell’attivo per il 69.6%. I diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, che fanno parte dell’attivo non corrente, incidono per il 19,1% e ammontano a € 170,79 milioni.

Le immobilizzazioni materiali incidono per il 42,5% sul totale dell’attivo, essendo pari a € 379,4 milioni (€ 299,5 milioni nel 2016/17). L’aumento di 79,9 milioni è dovuto all’incremento della voce “Stadio e impianti sportivi”, che aumentata da € 0,00 a € 265.192.752,05, il costo storico ammonta a € 309.759.314,48. Invece la voce immobilizzazioni in corso e acconti è diminuita di 223,1 milioni da € 230,88 milioni a € 7,75 milioni. Il valore contabile netto della voce “Instalaciones Tecnicas y otro inmovilizado material” è aumentato di € 35,7 milioni a € 37,3 milioni.

Il patrimonio netto finanzia solo il 9,56% dell’attivo e per il restante 90,44% si ricorre ai debiti. Il totale delle passività, sia correnti, che non correnti, diminuito di € 39 milioni assestandosi a € 808,2 milioni (€ 847,2 milioni nel 2016/17). Le passività correnti ammontano a € 459,99 milioni (€ 585,46 milioni nel 2016/17), rappresentano il 56,9% delle passività e “finanziano” il 51,4% delle attività. Le passività a lungo termine ammontano a € 348,16 milioni (€ 261,73 milioni nel 2016/17), rappresentano il 43,1% delle passività e “finanziano” il 38,9% delle attività.
Il capitale circolante netto, dato dalla differenza tra attività e passività a breve termine, è negativo per € 187,96 milioni (-€ 259,5 milioni nel 2016/17).

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, come nell’esercizio precedente, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,106, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, così come valorizzato nel bilancio, è di poco sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è in netto miglioramento ed è pari a 0,591 (0,557 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, come evidenziato dagli amministratori, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 64 milioni, ma anche, con l’esclusione dei ratei e risconti passivi, l’indice di solvibilità corrente sarebbe inferiore a 1, poiché il miglioramento sarebbe irrilevante.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento e consente di determinare quante volte il capitale proprio è superiore rispetto al capitale di terzi finanziatori. Quanto più l’azienda è indebitata, tanto più è esposta a rischi e tanto più importante diventa importante la redditività per affrontare la situazione debitoria. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Atletico Madrid, l’indice di indebitamento è pari a 0,106 e segnala il netto prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

Il ROI (Return on investment).

Il ROI, che misura la redditività del capitale investito, deve essere quanto più possibile alto e indica l’efficienza economica della gestione caratteristica.
Nel caso dell’Atletico Madrid, nel 2017/18, varia dal 4,15% dell’esercizio precedente al 4,19%. Tale indicatore deve essere confrontato con il costo medio del denaro. Nel 2017/18 il tasso medio dei prestiti è stato del 4,24% (4,21% nel 2016/17). In sintesi, l’indebitamento conviene se il ROI è maggiore rispetto ai tassi pagati sui finanziamenti contratti, altrimenti sorgono squilibri.

Il grafico seguente mostra l’evoluzione nel tempo delle componenti dello stato patrimoniale dal 2010 al 2018. Tale grafico conferma il prevalere del capitale di terzi sui mezzi propri.



I debiti bancari diminuiscono da 231,1 milioni a 195,4 milioni di Euro. I debiti verso le imprese del gruppo risultano azzerati, nel 2016/17 erano pari a 50 milioni di Euro. Tali debiti riguardavano Wanda Group e sono stati compensati con l’accordo relativo ai diritti di naming-rights  per 5 stagioni dal 2017/2018 al 2021/2022, per l’importo complessivo di 50 milioni, ossia 10 milioni a stagione sportiva.
Secondo gli Amministratori, in media, l’Atletico Madrid paga i suoi fornitori a 76,78 giorni. Tale durata è caratteristica del settore.

Il Valore della Rosa.



I diritti alle prestazioni sportive dei giocatori incidono per il 19,1% sul totale dell’attivo e ammontano a € 170,79 milioni (€ 170,98 milioni nel 2016/17). Il valore lordo è di € 286,4 milioni.
La variazione rispetto al 2016/17 è stata negativa per € 181 mila ed è stata determinata da investimenti per € 103,55 milioni, cessioni per un valore residuo di € 52 milioni, svalutazioni per € 81 mila e ammortamenti per € 51,6 milioni.
Tra le attività correnti figura la posta: “attività non correnti detenute per la vendita”, in cui è allocato anche l’importo di Euro 20.758.000 (€ 9.195.000 nel 2016/17), che riguarda il valore contabile netto dei diritti di acquisizione di 3 calciatori, che sono stati ceduti tra la data di chiusura dell'esercizio e la data di redazione dei conti annuali.

Al 30 giugno 2018, risultavano 18 calciatori di proprietà al 100% (22 nel 2016/17), con un valore contabile netto di 155,99 milioni; n. 4 calciatori in comproprietà con altri club (3 nel 2016/17), con un valore contabile netto di 14,8 milioni.  



Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 85,44 milioni; mentre, nel 2016/17 era positivo per € 31 milioni. La variazione in aumento di € 54,4 milioni è dovuta all’aumento del capitale sociale per € 5.458.657,50, all’aumento della riserva sovrapprezzo azioni per € 44.632.552,50, al risultato dell’esercizio 2017/18.
Nella riunione del 18 dicembre 2017, l'Assemblea generale annuale del Club Atlético de Madrid, ha deliberato un aumento di capitale che è stato eseguito dal Consiglio di Amministrazione. Il capitale sociale è stato aumentato di 5.458.657,50 euro, mediante l'emissione di 642,195 nuove azioni ordinarie di euro 8,50 di valore nominale e sovrapprezzo di 69.50 euro per azione, che rappresenta un totale di 50.091.210 euro, ad un prezzo di 78 euro per azione.  
Il Patrimonio Netto, essendo non negativo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento sul Fair Play Finanziario. Tuttavia, il Patrimonio Netto copre solo il 9,56% delle attività totali, sintomo di sottocapitalizzazione e carenza di autonomia finanziaria, nel senso che si fa massiccio ricorso al capitale di terzi. Non a caso il capitale circolante netto, come detto sopra, è negativo.

La Posizione Finanziaria Netta.



L’indebitamento finanziario netto ammonta a € 172,4 milioni (€ 184,5 milioni nel 2016/17) e risulta in diminuzione di € 12,1 milioni rispetto all’aumento di 45,8 milioni di Euro del 2016/17.
I debiti finanziari riguardano: i debiti verso enti creditizi per € 195,36 milioni (€ 231,14 milioni nel 2016/17). I prestiti obbligazionari risultano azzerati (€ 66.978,80 nel 2016/17). Le disponibilità liquide ammontano a € 22,9 milioni (€ 46,7 milioni nel 2016/17).
Dei debiti verso enti creditizi € 10 milioni (€ 20,5 milioni nel 2016/17) riguardano lo sconto di effetti.
La linea di credito utilizzata è stata di € 160.000.000 sull’importo disponibile da cui attingere di € 172.800.000. Si è ipotizzato che tale linea di credito utilizzata costituisca il debito per infrastrutture.

A garanzia del debito bancario figurano le seguenti garanzie con i relativi importi: € 11,9 milioni (€ 58,2 milioni nel 2016/17) dai ricavi per diritti televisivi; € 5 milioni da cessione diritti di credito; € 159,6 milioni (€ 131,5 milioni nel 2016/17) dai diritti urbanistici inerenti il progetto “Mahou-Vicente Calderón; € 16 milioni (€ 2,4 milioni nel 2016/17) da contratti di sponsorizzazioni.

Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori, valutato al costo ammortizzato, è negativo per € 59,47 milioni. I debiti per la compravendita dei calciatori aumentano da € 70,7 milioni a € 85 milioni. I crediti per compravendita calciatori diminuiscono da € 51,9 milioni a € 25,5 milioni.

Occorre evidenziare che la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

L’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 249,4 milioni risulta inferiore al volume dei ricavi ed è conforme a quanto auspicato dalla normativa.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso dell’Atletico Madrid il debito per la costruzione dello stadio è molto importante e la sua considerazione permette di rispettare l’indicatore, perché risulta inferiore a 7 volte alla media dei "relevant earnings" dei due anni precedenti.

L’indebitamento finanziario netto ai fini del Regolamento del Controllo Economico della LNFP risulta pari a € 506,09 milioni (€ 515,4 milioni nel 2016/17) risulta superiore al volume dei ricavi rilevanti che è pari a € 403,12 milioni (€ 333,38 milioni nel 2016/17).
Gli Amministratori hanno scritto che la costruzione dello stadio Wanda Metropolitano è la causa dell’aumento dell’indebitamento netto.

I debiti verso il personale e la Pubblica Amministrazione.

I debiti totale verso il personale ammonta a € 125,3 milioni (€ 103,5 milioni nel 2016/17), segnando un incremento del 21,1%. Tali debiti riguardano i debiti verso il personale sportivo pari a € 124,4 milioni (€ 102,5 milioni nel 2016/17). Il rapporto tra debiti verso il personale e costo del personale è molto elevato essendo pari al 59,2% (58,2% nel 2016/17). Il debito verso i calciatori della prima squadra è aumentato da € 94,85 milioni a € 113,1 milioni. Il saldo del debito verso i calciatori della prima squadra alla chiusura di ogni esercizio è significativo, perché la liquidazione di una parte importante delle remunerazioni della stagione sportiva viene effettuata a inizio dell’esercizio successivo.
I debiti verso il personale “finanziano” il 14% di tutte le attività.

Il bilancio dell’Atletico Madrid, nel corso degli anni, è stato caratterizzato da un enorme indebitamento verso l’Erario, che si è ridotto di anno in anno.
Il bilancio dell’esercizio 2017/18 segna una decremento del 20% del debito fiscale, rispetto all’esercizio precedente.



I debiti verso l’Erario, gli Enti Previdenziali e Pubblici, ammontano complessivamente a € 46,83 milioni (€ 58,55 milioni nel 2016/17), di cui € 29,26 milioni a breve termine (€ 23,9 milioni nel 2016/17); € 17,57 milioni a lungo termine (€ 28,18 milioni nel 2016/17) e 4,9 milioni per imposte differite (€ 6,5 milioni nel 2016/17). L’importo residuo, al 30/06/2018, dei debiti tributari rateizzati è di € 26,51 milioni (€ 43,16 milioni nel 2016/17); di cui € 6,6 milioni (€ 8,8 milioni nel 2016/17) per interessi sui debiti tributari rateizzati. L’importo dell’IVA rateizzata, esclusi gli interessi, è di € 4,96 milioni (€ 5,5 milioni nel 2016/17).
Bisogna evidenziare che nel complesso i debiti verso la Pubblica Amministrazione “finanziano” il 5,24% dell’attivo.

I Ricavi.



Il fatturato netto riclassificato, includendo gli altri ricavi operativi ed escludendo le plusvalenze, per l’anno 2017/18 segna la cifra di € 353,8 milioni, mentre nel 2016/17 era pari a € 281,4 milioni.
In definitiva, si è registrato un incremento di 72,4 milioni, pari al 25,7%, che ha permesso di evidenziare un altro fatturato record, nella storia dell’Atletico Madrid.

Il Grafico sottostante mostra l’evoluzione del fatturato netto dal 2010.



Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto degli ultimi nove anni è del 12,3%.

I ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi per l’anno 2017/18 ammontano a € 333,25 milioni (€ 258,44 milioni nel 2016/17). Gli Amministratori hanno incluso tra i ricavi per le vendite anche le seguenti voci: “Ingresos por servicios de Urbanización” per € 35.924.113,61 e “Ingresos por servicios de construción concesión” per € 5.160.891,37 (“Deloitte Football Money League” non considera tali proventi come componenti del fatturato netto). Gli altri ricavi della gestione operativa ammontano a € 20,53 milioni (€ 22,96 milioni nel 2016/17).

Secondo “Deloitte Football Money League 2019” il fatturato 2017/18 dell’Atletico Madrid è pari a 304.4 milioni, riclassificato nel seguente modo: ‘Matchday’ per € 56,8 milioni; ‘Broadcasting’ per € 158,2 milioni; ‘Commercial’ per € 89,4 milioni.

I ricavi legati all’attività sportiva ammontano a € 68.568.232,67 (€ 80.190.817,66 nel 2016/17) ed incidono per il per il 20,6% sui ricavi delle vendite (esclusi gli altri ricavi della gestione operativa). Tra i “ricavi sportivi” sono inclusi: i ricavi da gare di campionato per € 9.698.541,19 (€ 8.547.232,95 nel 2016/17); i ricavi da gare di Coppa Nazionale per € 700.018,09 (€ 1.036.933,23, nel 2016/17); i ricavi da competizioni internazionali ammontano a € 53,08 milioni (€ 67,24 milioni, nel 2016/17), i ricavi per amichevoli per € 4,96 milioni (€ 3,19 milioni nel 2016/17). Gli altri ricavi risultano pari a € 131mila. Nel 2017/18, il tasso di occupazione si è assestato intorno all'82%, con una presenza di 1.500.000 spettatori.
Il comunicato UEFA, relativo alla distribuzione dei proventi da Champions League 2017/18, evidenzia l’importo di Euro 31.730.000 destinato all’Atletico Madrid. Il comunicato UEFA, relativo alla distribuzione dei proventi da Europa League 2017/18, evidenzia l’importo di Euro 16.627.422 destinato all’Atletico Madrid. Nel 2016/17 il comunicato per la sola Champions League evidenziava la cifra di € 60.615.000.
I ricavi da abbonamenti e soci segnano un aumento del 60,5%, da € 25.739.860,60 a € 41.312.239,65. Tali ricavi incidono per il 12,4% sui ricavi delle vendite. L’Atletico Madrid ha potuto contare sul record storico del numero dei soci pari a 122.190 (102.416 nel 2016/17), tra abbonati pari a 56.407 (48.441 nel 2016/17) e non abbonati pari a 65.783 (53.975 nel 2016/17). Le prospettive per il 2018/19 sono di 125 mila soci.
I ricavi per cessione diritti audiovisivi nazionali ammontano a € 110.159.543,42 (€ 99,42 milioni nel 2016/17). Tali ricavi incidono per il 33,1% sui ricavi delle vendite (esclusi gli altri ricavi della gestione operativa).
I ricavi commerciali e pubblicitari incidono per il 21,6% sui ricavi delle vendite e ammontano a € 72,12 milioni (€ 53,1 milioni nel 2016/17), con un incremento del 35,8% rispetto al 2016/17. I ricavi per la cessione dei diritti di naming-rights fanno riferimento ad un accordo con Wanda Group stipulato nel 2016/17 e valido per 5 stagioni dal 2017/2018 al 2021/2022, per l’importo complessivo di 50 milioni, ossia 10 milioni a stagione sportiva.
I risultati dell’Area Commerciale nel 2017/18 sono stati notevoli: sono stati stipulati17 nuovi accordi, come Hyundai, Nibank, Acunsa/Clinica Universitariade Navarra, Lathier e Harrys. Sono stati rinnovati 17 accordi, tra cui Plus500, Coca Cola e La Caixa.
Il merchandising attraverso la vendita diretta ha registrato un incremento del 22%. La vendita attraverso l’E-commerce/vendita online ha registrato un incremento del 62%.

Gli altri ricavi operativi comprendono anche i contributi e le donazioni ricevute.

Il Player trading.



Il risultato del Player trading è negativo per € 35,1 milioni e non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori.
Il saldo tra plusvalenze e minusvalenze è positivo per € 21,8 milioni, in diminuzione di 15,4 milioni rispetto ai 37,2 milioni di Euro del 2016/17.
L’ammortamento della rosa calciatori diminuisce da € 59,1 milioni a € 51,5 milioni.

Il costo del personale.

Il costo del personale aumenta da € 177,7 milioni a € 211,8 milioni con un incremento del 19,16% rispetto al 2016/17. Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto riclassificato, senza plusvalenze, è del 59,9% (63,2% nel 2016/17). Tale dato è conforme a quanto auspicato dal Fair Play Finanziario.
Il costo del personale tesserato ammonta a 178,66 milioni di Euro (€ 152,66 milioni nel 2016/17).

IL COSTO DEL LAVORO ALLARGATO
Il costo del fattore lavoro allargato dato dalla somma del costo del personale e dal costo degli ammortamenti è pari a € 263,4 milioni e incide sui ricavi al netto delle plusvalenze per il 74,5%.

Secondo il criterio esposto in bilancio, che considera anche altre voci (es. ammortamenti, diritti di immagine ecc.), il costo del fattore lavoro della rosa sportiva ammonta a € 237,88 milioni (€ 210,63 milioni nel 2016/17; € 164,4 milioni nel 2015/16; € 127,4 milioni nel 2014/15 ed € 122,8 milioni nel 2013/14).

Il numero medio dei dipendenti è stato di 913 (656 nel 2016/17), di cui di cui 111 giocatori professionisti, di cui 26 donne, e 90 non professionisti, 6 dirigenti e 371 impiegati amministrativi e altri dipendenti. Alla fine dell’esercizio risultavano 747 dipendenti (701 al 30.06.2017).

Il Costo degli Agenti.

Il costo degli agenti allocato tra i costi per servizi esterni ammonta a € 4.135.000.
Nel 2016/17 era pari a € 4.520.000, nel 2015/16 era pari a € 4.445.000 e nel 2014/15 era pari a € 4.636.000.

Altri costi.

I costi per l’approvvigionamento di forniture e servizi ammontano a € 43,25 milioni (€ 32,89 milioni nel 2016/17). Tali costi riguardano lavori eseguiti per altre imprese per € 31.873.731,62 (€ 25.955.964,95 nel 2016/17); il materiale sportivo per € 2.175.600,64 (€ 1.630.215,93 nel 2016/17), gli altri consumi e costi esterni per circa € 8,86 milioni (€ 5,39 milioni nel 2016/17). Per quanto riguarda, il costo del lavoro di imprese esterne spicca l’importo di € 16.295.174,92 (€ 21.638.898,76 nel 2016/17) per “Urbanización y parking por cuenta Ayuntamento”, ossia per le opere di urbanizzazione e parcheggio per conto del Municipio.  

I costi di gestione pari a € 54 milioni (€ 39,55 milioni nel 2016/17), comprendono i costi per servizi esterni pari a € 27,86 milioni (€ 25,42 milioni nel 2016/17).

La Gestione Straordinaria.

La Gestione straordinaria è positiva per 45,7 milioni.

Come già fatto del 2014/15, il 20 marzo 2018, WANDA MADRID INVESTMENT, SL ha elargito un contributo volontario non rimborsabile di 47 milioni di Euro, indicando come scopo quello di continuare a sostenere il “Proyecto de Academia” e il continuo sviluppo del “Wanda Future Star Program”, che fornisce pieno supporto allo sviluppo del “Proyecto de Academia” del Club, incluso il suo sviluppo in diverse aree della Spagna, in particolare nella Comunità di Madrid, ad Alcalá de Henares, Alcorcón e nei dintorni del Stadio “Wanda Metropolitano”.

La Gestione Finanziaria.

Come nell’esercizio precedente, il risultato della gestione finanziaria è negativo per 25 milioni d Euro. Pesano molto gli oneri finanziari per debiti verso terzi pari a circa € 27,3 milioni (€ 25,83 milioni nel 2016/17; € 23,28 milioni 2015/16; € 20,6 milioni nel 2014/15). Si pensi che nel 2010/11 erano pari a € 40.610.848,49. Nel 2016/17 il risultato della gestione finanziaria era negativo per 23 milioni d Euro.

Il requisito del pareggio di bilancio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 4,32 milioni. Nel 2016/17 era positivo per € 4,67 milioni e nel 2015/16 era sempre positivo per € 1,3 milioni.
La somma algebrica dei risultati prima delle imposte degli ultimi tre esercizi evidenzia un dato positivo di € 13,2 milioni.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP l’Atletico Madrid presenta un debito finanziario netto di 506,09 milioni di Euro (€ 515,4 milioni nel 2016/17) e ricavi rilevanti per 403,12 milioni di Euro (€ 333,38 milioni nel 2016/17). Il Regolamento richiede che il rapporto tra il totale del Debito Netto e i Ricavi rilevanti non deve essere superiore a 1.
Gli Amministratori hanno scritto che, nel futuro, la realizzazione dei progetti urbanistici eserciterà effetti positivi sull’indebitamento finanziario netto.

Conclusioni.

Dal punto di vista patrimoniale, nel bilancio dell’Atletico Madrid, dal 2017/18 gioca un ruolo molto importante il nuovo stadio, anche come fonte di ricavi, si pensi ai 50 milioni dei diritti di “naming rights”.

Dal punto di vista gestionale, per l’Atletico Madrid è un “obiettivo strategico” la partecipazione alla fase a gironi della UEFA Champions League.
Per il bilancio 2018/19, è previsto un utile di 318.000 Euro, con il raddoppio dei ricavi sportivi a 128 milioni e l’aumento dei ricavi TV a 114 milioni di Euro. Nel 2018/19 è previsto anche un aumento a 74,26 milioni di Euro dei ricavi commerciali, a causa dei contratti con Plus500 e Hyundai.