sabato 29 giugno 2019

Il Bilancio di uno stadio: Arsenal (Emirates Stadium) Limited 2017-2018.



Luca Marotta

L’originaria denominazione della società “Arsenal (Emirates Stadium) Limited” era “Ashburton Properties Limited”, che fu registrata in data 13 novembre 2000. “Ashburton” è anche il nome del quartiere dove sorge lo stadio.
L'attività principale di “Arsenal (Emirates Stadium) Limited” è quella di una società immobiliare. Nella sostanza la società, all’interno del gruppo con al vertice Arsenal Holdings Limited è stata utilizzata per costruire il nuovo stadio, per darlo in locazione alla società, che all’interno del Gruppo si occupava della gestione sportiva, ossia THE ARSENAL FOOTBALL CLUB PUBLIC LIMITED COMPANY.
Pertanto, “Arsenal (Emirates Stadium) Limited” possiede l’Emirates Stadium, che mette a disposizione dell'Arsenal Football Club.
Di fatto i ricavi derivanti dalla locazione servono per pagare gli oneri finanziari sostenuti per la costruzione dello stadio, per lo più derivanti da un finanziamento infragruppo.
La tabella seguente mostra l’evoluzione nel tempo del fatturato e degli oneri finanziari netti.



Durante l’esercizio 2017/18, si sono disputate 30 partite casalinghe della prima squadra dell’Arsenal Football Club; mentre nella stagione 2016/2017, le partite casalinghe sono state 26.

Come indicatori chiave di prestazione, gli Amministratori di “Arsenal (Emirates Stadium) Limited” valutano la performance e la solidità finanziaria della società utilizzando il "Risultato operativo" e le "Attività correnti nette".
Nel 2017/18 il reddito operativo è stato positivo per £ 10,9 milioni (nel 2016/17: £ 9,9 milioni) e il capitale circolante netto della società (rettificato per escludere i saldi infragruppo) ammonta a £ 14,7 milioni (2017: £ 13,8 milioni). Gli Amministratori considerano questi risultati come soddisfacenti.

Continuità aziendale

I flussi di entrate della Società sono determinati contrattualmente in modo tale da finanziare tutte le uscite di cassa della Società. La maggior parte delle uscite riguarda gli oneri finanziari.
Gli amministratori hanno valutato la posizione finanziaria, le risorse e i flussi di entrate della Società e hanno ritenuto che la stessa, facendo parte del gruppo Arsenal Holdings Limited, sia ben posizionata per gestire con successo i propri rischi aziendali. Inoltre la società capogruppo Arsenal Holdings Limited ha fornito un impegno scritto, che attesta e garantisce il supporto finanziario per fornire finanziamenti sufficienti alla società onde consentirle di far fronte alle proprie passività alla scadenza, per almeno i successivi 12 mesi dalla data della redazione dei conti. In virtù dell’impegno scritto di Arsenal Holdings Limited, gli amministratori hanno avuto la ragionevole aspettativa che la Società disponga di risorse adeguate per continuare nell'esistenza operativa per il prevedibile futuro e che i rendiconti finanziari continuino ad essere elaborati nel presupposto della continuità aziendale.

Lo Stato Patrimoniale

Il totale dell’attivo diminuisce dell’1,5%, da £ 434.906.000 a £ 428.490.000.



Il valore contabile netto delle immobilizzazioni materiali ammonta a £ 385.728.000 e rappresenta il 90% dell’attivo totale. Le immobilizzazioni materiali nette sono composte dalla voce terreni e fabbricati per £ 345.857.000 e dalla voce impianti e macchinari per £ 39.871.000.
Il valore lordo al 30.06.2018 della voce terreni e fabbricati è di £ 400.650.000, come quello del 30.06.2017.

La tabella seguente mostra l’evoluzione dal 2002 al 2018 della voce riguardanti terreni e fabbricati che include lo stadio “Emirates Stadium”.



Nel 2006/2007 risultavano “girocontate” £  280.586.000 dalla voce “immobilizzazioni materiali in corso e acconti” alla voce “terreni e fabbricati” e £ 70.805.000 alla voce “impianti e attrezzature”. L’inaugurazione dello stadio è avvenuta nella stagione sportiva 2006-2007. Infatti, la prima partita disputata nel nuovo stadio Arsenal contro Ajax, fu giocata il 22 luglio 2006. Mentre, la prima partita ufficiale di Premier League contro l’Aston Villa fu disputata il 19 agosto 2006.

L’attivo corrente, pari a £ 42.762.000, è composto da crediti per £ 5.436.000, pari all’1.3% dell’attivo e disponibilità liquide per £ 37.326.000, pari all’8,7% dell’attivo.

Il patrimonio netto risulta negativo per £ 30.271.000. La variazione negativa di £ 631.000 corrisponde al risultato economico negativo. Il patrimonio netto è composto solo da perdite portate a nuovo.

I debiti correnti, con scadenza entro l'esercizio successivo, aumentano da £ 90.043.000 a £ 93.361.000. Tali debiti riguardano i prestiti (fruttiferi) ricevuti da imprese del gruppo per £ 8.504,000 (£ 8,018,000 nel 2017); i debiti verso imprese del gruppo per £ 61.644.000 (£ 58.444.000 nel 2017); Crediti commerciali per £ 574 mila (£ 246 mila nel 2017) e Ratei e risconti passivi per £ 22.639.000 (£ 23.335.000 nel 2017).

I debiti non correnti, con scadenza oltre l'esercizio successivo diminuiscono da £ 356.300.000 a £ 347.806.000. Tali debiti riguardano i prestiti (fruttiferi) in sterline da imprese del gruppo per £ 347.694.000 (£ 356.578.000 nel 2017) meno i Costi di raccolta di finanziamenti per £ 3.323.000 (£ 3.803.000 nel 2017); i Prestiti da imprese del gruppo per £ 344.371.000 (£ 352.775.000) e Sovvenzioni per £ 3.435.000 (£ 3.525.000 nel 2017).
Nel bilancio di un’altra società del Gruppo Arsenal Holdings Plc, denominata “Arsenal Securities plc” figura come importo a credito non corrente la cifra di £ 347.694.000.
I costi per la raccolta dei finanziamenti sono ammortizzati a conto economico durante la durata del prestito. La quota di ammortamento per l'esercizio 2017/18 è stata di £ 504.000 (2017 - £ 528.000).



I debiti finanziari che complessivamente diminuiscono da 365.100.000 a £ 356.678.000, sono rimborsabili come segue: entro un anno £ 8.984.000 (8.522.000 nel 2017; tra uno e due anni £ 9.471.000 (£ 8.984.000 nel 2017); tra due e cinque anni £ 31.605.000 (£ 29.980.000 nel 2017); dopo cinque anni £ 306.618.000 (£ 317.614.000 nel 2017).
I debiti fnanziari con durata superiore all’esercizio ammontano complessivamente a £ 347.694.000 (£ 356.578.000 nel 2017).

Il tasso d'interesse delle passività finanziarie della Società al 31 maggio 2018 ammontanti a £ 356.678.000, era il seguente: Tasso fisso del 3,1% per 13 anni rimanenti alla scadenza.

Il capitale circolante netto della società (rettificato per escludere i saldi inter-aziendali) ammonta a £ 14,7 milioni (2017) - £ 13,8 milioni).

Il Conto Economico

Il fatturato della società nella sostanza riguarda l’affitto dello stadio.
I ricavi immobiliari di fatto servono a pagare il debito infragruppo verso Arsenal Securities plc.



Nel 2017/18 il fatturato ammonta a £ 20.952.000 e risulta in diminuzione di £ 442 mila rispetto al 2016/17. Le partite casalinghe disputate sono state 30 (26 nel 2017).
Il reddito operativo dell'esercizio è stato di £ 10,9 milioni (2017: - £ 9,9 milioni).
La gestione finanziaria è negativa per £ 12.124.000 (£ 12.606.000 nel 2017). Gli interessi passivi ammontano a £ 11.691.000 (£ 12.175.000 nel 2017). La quota di ammortamento dei costi per la raccolta dei finanziamenti per l'esercizio 2017/18 è stata di £ 504.000 (2017: - £ 528.000).
Gli interessi attivi ammontano a £ 71.000 (£ 97.000 nel 2017).
Le imposte riguardano imposte differite e ammontano a £ 609.000.
La perdita dell'esercizio è stata di 0,6 milioni di sterline (2017: perdita di 1,3 milioni di sterline).

Conclusioni

Gli amministratori prevedono che il livello futuro dell'attività sia abbastanza stabile ed in considerazione della posizione della società nel gruppo di aziende con a capo “Arsenal Holdings”, hanno considerato i risultati conseguiti nel 2017/18, come soddisfacenti.

giovedì 20 giugno 2019

Bilancio Torino 2018: in perdita dopo cinque anni, per calo plusvalenze e aumento costi.




Luca Marotta


Il bilancio dell’esercizio 2018 della società FC Torino Spa, si è chiuso con una perdita di Euro 12.361807, dopo cinque anni di utili consecutivi. L’esercizio 2017 si era chiuso con un utile, al netto delle imposte pari ad Euro 37.242.636, che seguiva il risultato positivo del 2016, pari ad Euro 1.391.789; quello del 2015 pari a 9,5 milioni di Euro, quello del 2014, che era pari a 10,6 milioni di Euro e quello del 2013, che ammontava a € 1.070.775.
Quindi, il risultato negativo del 2018, interrompe la sequenza di cinque utili consecutivi iniziata nel 2013.

Il risultato negativo è dovuto essenzialmente alla diminuzione del valore della produzione, causato dal calo delle plusvalenze e all’aumento dei costi della produzione, dovuto all’aumento del costo del personale e all’aumento degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.
Dal 2012, il Torino ha instaurato una gestione che si autofinanzia, grazie alla vendita dei calciatori. Tuttavia, nel 2018, le plusvalenze sono risultate insufficienti, per raggiungere una situazione di equilibrio economico, per quanto riguarda la gestione corrente, anche a causa dell’aumento dei costi soprattutto quello del personale.  

Il grafico mostra come dal 2012 il costo del personale sia ampiamente al di sotto del fatturato netto.
Il problema è che nel 2018 gli ammortamenti dei calciatori, a causa degli investimenti effettuati, sono aumentati di 4,9 milioni di Euro, da € 15,9 milioni a € 20,8 milioni e pertanto il costo del personale unitamente agli ammortamenti calciatori supera il fatturato netto.


In ogni caso negli esercizi precedenti si deve comunque considerare ed evidenziare il grosso peso che hanno avuto le plusvalenze nel determinare i risultati positivi; come anche l’aumento dei diritti TV nazionali.
Nelle ultime stagioni dal punto di vista sportivo è mancata la partecipazione alle competizioni europee, che avrebbe potuto fornire degli importanti ricavi aggiuntivi.
Dal punto di vista sportivo l’anno solare 2018 racchiude il secondo semestre della stagione sportiva 2017/18 e il primo semestre della stagione sportiva 2018/19.
La stagione sportiva 2017/18 si è conclusa con il conseguimento del nono posto con 54 punti e l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia dalla Juventus.
Nella stagione sportiva 2018/19 il Torino ha concluso il campionato di Serie A al settimo posto con 63 punti ed è stato eliminato agli ottavi di Coppa Italia dalla Fiorentina.

Il Gruppo.

“TORINO FOOTBALL CLUB S.P.A.” non detiene partecipazioni in società controllate e, per questo motivo, non redige il bilancio consolidato ed è controllata direttamente dalla società “U. T. Communications S.p.A.” con sede legale in Milano, Via Montenapoleone, 8, che redige il bilancio consolidato del Gruppo U.T. Communications.
Nell’Assemblea degli azionisti del 15 aprile 2019, che ha approvato il bilancio, risultavano sempre due soci: la società UT Communications Spa, con una percentuale di controllo del 97,5%, portatrice di n. 861.315 azioni e la società MP Service Srl con il 2,5%, portatrice di n. 22.085 azioni. MP Service Srl risulta, a sua volta, controllata al 100% da UT Communications.
Dal bilancio emergono rapporti con parti correlate, che oltre ai due azionisti sono: Cairo Pubblicità; Cairo Communication e Cairo Editore.

La continuità aziendale.

La relazione della società di revisione “FV & C. Sas” non contiene rilievi ed eccezioni, né richiami informativa.

In base a quanto evidenziato dagli amministratori, il Torino mostra una gestione corrente, al netto della gestione calciatori con un risultato prima delle imposte negativo per 581 mila Euro e una gestione calciatori con un risultato prima delle imposte negativo per 14,39 milioni di Euro. Tale ultima gestione ha beneficiato di plusvalenze per 15,3 milioni di Euro (€ 71,2 milioni nel 2017; € 9,98 milioni nel 2017; € 17,8 milioni nel 2015 ed € 32 milioni nel 2014). Bisogna evidenziare i sostanziale equilibrio raggiunto nella gestione corrente; tuttavia nel 2018 la gestione calciatori, ha impattato negativamente, soprattutto per gli investimenti effettuati nell’acquisto di calciatori e del calo delle plusvalenze realizzate.  

L’autofinanziamento realizzatosi con la gestione del 2017 ha rafforzato la solidità patrimoniale, che è stata erosa in parte nel 2018, con la perdita realizzatasi.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo è diminuito di Euro 7.976.452 milioni, da € 139.948.066 a € 147.924.518. Il 60,9% dell’attivo è rappresentato da immobilizzazioni (33,7% nel 2017). I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, rappresentano il 98,02% delle immobilizzazioni e ammontano a € 88.359.846 (€ 45.258.000, nel 2017).
Le disponibilità liquide, pari a 18,9 milioni di Euro, incidono sull’attivo per il 4%.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,48 (0,76 nel 2017).
Tuttavia, grazie all’autofinanziamento realizzato negli esercizi precedenti, l’incidenza dei mezzi propri nel finanziamento delle attività, rappresentata dall’equity ratio è pari al 32,6%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,48 (1,76 nel 2017), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,68, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, bisogna evidenziare che nelle passività a breve sono presenti ratei e risconti passivi per € 16.621.703, che rappresentano il 21,7% del passivo corrente.
Secondo il calcolo degli Amministratori il rapporto tra attività correnti e passività correnti è pari a 0,9, mentre nel 2017 era pari a 1,3.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e attività totali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura?
Considerando solo il fatturato netto e la semisomma delle attività iniziali e finali, l’indicatore è pari al 53,3%, pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 53,3 Euro; mentre, se si considerasse il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, l’indicatore è pari al 65,17%, (127.9% nel 2017).

ROI - RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente e i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo la differenza tra valore e costo della Produzione, il reddito operativo è negativo ed è pari a 15.092.415 e per il Torino risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero 10.5 Euro.

ROE - RETURN ON EQUITY (TASSO DI RENDIMENTO DEI MEZZI PROPRI)
Il rapporto tra risultato netto d’esercizio e la semisomma dei mezzi propri iniziali e finali, al netto del risultato di esercizio, è negativo e risulta pari al 22,7% e indica il rendimento dei mezzi propri investiti nell’attività.



L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 1,03 (1,749 nel 2017), ed è conforme a quanto richiesto, perché nettamente superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.
Anche gli Amministratori hanno calcolato l’Indicatore di Liquidità previsto dalle N.O.I.F. emanate dalla FIGC che è pari a 1,03 (1,749 nel 2017).

Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,8 (0,98 nel 2017), superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.
In caso di mancato rispetto dell'indicatore di liquidità nella misura minima, la carenza finanziaria dovrà essere ripianata
Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per € 48,22 milioni (€ 60,58 milioni nel 2017). Durante l’esercizio, si è verificato un incremento dovuto esclusivamente alla perdita di esercizio pari a € 12.361.807.
I mezzi propri finanziano il 32,6% (43,3% nel 2017) degli impieghi e questo significa che l’attivo è finanziato col capitale di terzi per il 67,4%.

Indice di Copertura del Patrimonio Calciatori.
Tale indice fornisce informazioni circa la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il patrimonio netto non è sufficiente da solo a coprire il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, segnando un rapporto percentuale del 54,6%, che risulta in peggioramento rispetto al 133,9% del 2017. Nel 2016 era pari al 50%; nel 2015 al 54,6% e al 47,9% nel 2014.

Il capitale circolante netto negativo per 24,37 milioni di Euro, comprende ratei e risconti passivi per € 16.621.703.
Secondo il calcolo degli Amministratori, che esclude la posizione finanziaria, il capitale circolante netto risulta negativo per € 36.140.000 e peggiora il dato positivo per € 11.936.000 del 2017.

L’indebitamento finanziario.



Praticamente dal 2014, l’indebitamento finanziario è stato azzerato. Non esistono debiti bancari e debiti verso altri finanziatori. Le disponibilità liquide risultano pari a € 5,9 milioni (€ 18,9 milioni nel 2017), pertanto si ha una posizione finanziaria netta positiva per lo stesso importo. Nel 2016 era positiva per 6,53 milioni di Euro; nel 2015 era positiva per 7,7 milioni di Euro e nel 2014 per 11,2 milioni di Euro.
Oltre al fatto che la posizione finanziaria netta è positiva, bisogna evidenziare che il Margine Operativo Lordo (EBITDA), è positivo per € 6,91 milioni (€ 71,36 milioni nel 2017; € 17 milioni nel 2016; € 27,4 milioni di Euro nel 2015 ed € 40,5 milioni nel 2014), come al solito risulta decisiva la gestione calciatori positiva per € 6,78 milioni. L’EBITDA 2018 non è risultato sufficiente per far fronte agli ammortamenti, alla gestione finanziaria e alle imposte.

I crediti verso società calcistiche diminuiscono di € 26,7 milioni ammontano a € 25.018.000 (€ 51.725.000 nel 2017). Il maggior importo riguarda ACF Fiorentina con € 6.200.000 per Benassi, seguita dall’AS Roma con € 6.199.00 per Bruno Peres; dal Napoli con € 4.450.000 per Nikola Maksimovic; dal Genoa FC con € 1.400.000; dal Leeds United per € 1.267.000; dal Club Universidad Nacional per € 1.397.000; dal Besiktas FC per € 1.200.000 e dal Chelsea con € 977.000 per Zappacosta.
I debiti verso squadre di calcio aumentano di € 23,93 milioni e sono pari a € 46.237.000 (€ 22.308.000 nel 2017). Il maggior importo riguarda i Debiti per trasferimenti Internazionali per € 19.812.000; seguito dal debito verso Juventus per Tomas Rincon, per € 6.200.000 e dal debito verso l’AS Roma per € 1.913.000.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso del Torino sono assenti.

Il saldo, tra crediti e debiti relativi al calciomercato risulta negativo per € 21,2 milioni (€ 29,4 milioni nel 2017), non essendoci debiti tributari non correnti, la posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play, è negativa per € 15,3 milioni, comunque, al di sotto dell’importo del fatturato netto.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso del Torino, al 31.12.2018, sono assenti debiti per la costruzione di un nuovo stadio.

Il Rendiconto Finanziario
La Posizione Finanziaria netta è peggiorata di 13 milioni di Euro, da € 18,9 milioni a € 5,9 milioni, perché il CASH FLOW della Gestione Operativa corrente è stato negativo per Euro 12.766.329 (-€ 2.520.677 nel 2017), soprattutto a causa del Flusso finanziario prima delle variazioni del capitale circolante netto negativo per € 7.551.000 (+€ 210.000 nel 2017) e il CASH FLOW DELLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO è risultato negativo per Euro  201.000 (+€14.903.000 nel 2017), soprattutto a causa del flusso netto negativo da investimenti in Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che hanno determinati afflussi di cassa per Euro 51.287.000; mentre si è registrato un incremento dei debiti verso società calcistiche di Euro 23.929.000 ed un decremento dei crediti verso società calcistiche di Euro per 26.707.000.



In altre parole, il fabbisogno della gestione corrente negativa unitamente al flusso dell’attività di finanziamento negativo per Euro 201.000, ha determinato una variazione negativa di disponibilità liquide per Euro 12.967.329.

Altri Debiti.

I debiti tributari diminuiscono da € 8,39 milioni a € 5.765.624. Tali debiti finanziano il 4% dell’attivo. Tali debiti riguardano esclusivamente i debiti per le ritenute dei dipendenti da versare pari a € 5.765.624 (€ 5.523.000 nel 2017).
I debiti verso gli istituti di previdenza sono pari a € 190.808 (€ 139.426 nel 2017).

I debiti verso il personale sono pari a € 7.195.000 (€ 6.111.000 nel 2017) e incidono solo per l’11,6% sul costo del personale, indice di una sostanziale puntualità nei pagamenti. Infatti, tali debiti riguardano le mensilità di novembre e dicembre 2018 oltre ai premi maturati, ma liquidabili alla fine della stagione sportiva. Tali debiti finanziano il 4,86% dell’attivo.

I fondi rischi e oneri futuri ammontano a € 10.981.878 (€16.463.390 nel 2017). La maggior parte dell’importo riguarda il fondo imposte differite pari a € 10.931.878 (€ 15.464.658 nel 2017), riconducibile alle differenze temporali di imposizione fiscale relative alle plusvalenze ai fini IRES.
Il fondo rischi per insolvenza clienti, pari a Euro 50 mila, è riconducibile alla quota di competenza del Torino FC del rischio di insolvenza dei clienti della concessionaria Cairo Pubblicità che hanno acquistato spazi pubblicitari allo Stadio Olimpico di Torino, in accordo con le previsioni del contratto di concessione della raccolta pubblicitaria in essere.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2018 ammontano a € 71,08 milioni, da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 105,53 milioni.



Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,179 (0,48 nel 2017), comunque nettamente inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A pari a 1,5.
Anche gli Amministratori hanno calcolato l’Indicatore di Indebitamento previsto dalle N.O.I.F. emanate dalla FIGC che è pari a 0,204 (0,48 nel 2017).

Il Valore della Rosa.

Il valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è aumentato di 43,1 milioni di Euro, da € 45,26 milioni a € 88,36 milioni.



Durante il 2018 sono stati effettuati investimenti per 67.72 milioni (€ 24,25 milioni nel 2017), cessioni con un valore residuo contabile netto di € 3,44 milioni (€ 9,69 milioni nel 2017) e ammortamenti per € 21,18 milioni (€ 15,95 milioni nel 2017).
Gli incrementi riguardano: la trasformazione della cessione temporanea di M’Baye Niang in cessione definitiva per Euro 12,3 milioni; la trasformazione della cessione temporanea di Tomas Rincon in cessione definitiva per Euro 5,9 milioni; Vitalie Damascan acquistato per Euro 1,5 milioni dalla società Sheriff Tisaspol; l’esercizio dell’opzione per l’acquisizione a titolo definitivo di Nicolas N’Koulou per Euro 4 milioni; l’acquisizione dal Genoa FC di Armando Izzo per Euro 9,7 milioni; Soualiho Meité acquistato dall’AS Monaco  per Euro 11,5 milioni; l’acquisizione dal Clube Atletico Mineiro di Gleison Bremer per Euro 5,8 milioni; l’accordo con il Valencia club de Futbol per il prestito con obbligo di riscatto di Simone Zaza per Euro 15,6 milioni.

Le cessioni hanno riguardato principalmente: Joel Obi, Afryie Acquah, Mirko Valdifiori ed Antonio Barreca.

Al 31/12/2018 il calciatore col valore contabile residuo più elevato è Simone Zaza con Euro 14.253.000, seguito da M’Baye Niang con Euro 10.767.000 e Soualiho Meité con € 10.373.000. Andrea Belotti figura con una valore residuo contabile di 4.002.000 Euro.

Negli ultimi 5 anni sono stati investiti complessivamente € 167,75 milioni con una media annuale di € 33.55 milioni.

La Gestione Economica.

La Gestione Economica mostra un decremento del valore della produzione di 55,58 milioni, pari al 35,9%. Tale decremento è dipeso dal crollo delle plusvalenze per 55,87 milioni.
Il valore della produzione, è diminuito da € 146,38 milioni a € 93,8 milioni.
I costi della produzione aumentano del 18,2%, da € 92,14 milioni a € 108,89 milioni.



I ricavi.

Se si considerasse il fatturato netto, senza la gestione economica dei calciatori, si otterrebbe un aumento del fatturato netto del 9,8%.
I ricavi da gare aumentano da € 4,97 milioni a € 5,97 milioni. Come nell’esercizio precedente, non figurano ricavi da biglietteria da competizioni europee. I ricavi da biglietteria per gare nazionali sono aumentati da € 2.531.000 a € 3.440.000. I ricavi da abbonamenti sono aumentati di poco da € 2.419.000 a € 2.469.000. La variazione dei ricavi da biglietteria per gare nazionali dipende anche dal numero di gare casalinghe di “cartello” delle stagioni sportive 2017/18 e 2018/19 che si sono disputate nell’anno solare 2018.
I ricavi commerciali, considerando le royalties, sono aumentati da € 8,3 milioni a € 8,87 milioni. I ricavi da sponsor diminuiscono dello 0,5%, da € 5.530.000 a € 5.502.000. I Proventi pubblicitari generati dalla Concessionaria Cairo Pubblicità, derivanti dalla retrocessione dell’85%, sono diminuiti da € 2.773.000 a € 3.368.000.
I ricavi da diritti Tv nazionali sono aumentati di € 6.389.000, da € 50.992.000 a € 54.109.000.
Non ci sono stati proventi da Europa League; gli ultimi risalgono al 2015 per € 3.049.000.
La gestione corrente del Torino è “teledipendente”. Il grafico seguente, riguardante l’evoluzione nel tempo della distribuzione del fatturato netto, evidenzia dal 2012 la dipendenza del fatturato netto del Torino dai diritti televisivi.



Il Player Trading.



L’attività legata alla gestione calciatori, durante il 2018, considerando anche i relativi ammortamenti, ha generato un risultato negativo di € 10,59 milioni, mentre, nel 2017 ha generato un risultato positivo di € 56,8 milioni; nel 2016 era evidenziato un risultato negativo di € 2,2 milioni; nel 2015 un risultato positivo di circa 5,2 milioni e nel 2014 il risultato positivo era di circa 12,6 milioni.
Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 15.334.000 (€ 71,2 milioni nel 2017; € 9,98 milioni nel 2016; €17,8 milioni nel 2015 ed € 31,9 milioni nel 2014) e si riferiscono principalmente alle plusvalenze realizzate con le cessioni di Antonio Barreca per Euro 9,7 milioni, Alfred Gomis per Euro 1,2 milioni, Joel Obi per Euro 400 mila e Afryie Acquah per Euro 300 mila. Nell’esercizio sono maturati premi di rendimento per Euro 3,5 milioni relativi alle cessioni a titolo definitivo di Matteo Darmian, Davide Zappacosta, Nikola Maksimovic, Marco Benassi e Bruno Peres.
I proventi da cessione temporanea calciatori ammontano a € 1.717.000 (€ 5.288.000 nel 2017) e riguardano Parigini, Danilo Avelar e Lukas Boyé per il periodo dal 1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018 e dei calciatori Adem Ljajic e Milinkovic-Savic per il periodo dal 1 luglio 2018 al 31 dicembre 2018.

Le minusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori, allocate tra gli oneri diversi di gestione, ammontano a circa € 1.734.000 (€ 2.000 nel 2017).
I costi relativi alle acquisizioni di calciatori in prestito sono allocati tra i costi per il godimento beni di terzi e ammontano a € 5.051.000 (€ 3.757.000 nel 2017). Tali costi si riferiscono per la stagione 2017/2018, ai trasferimenti temporanei dei calciatori M’Baye Niang, Tomas Rincon e Umar Sadiq oltre al trasferimento temporaneo biennale del calciatore Cristian Ansaldi; per la stagione 2018/2019, ai trasferimenti temporanei dei calciatori Koffy Djidji e Cristian Ansaldi.

Gli ammortamenti della rosa calciatori risultano aumentare del 30,7%, da € 15.948.000 a € 20.844.000 ed incidono sui costi della produzione per il 22.22%.

I costi.

I costi del personale aumentano del 13,7%, da € 54,5 milioni a € 61,9 milioni.
I costi del personale incidono sul valore della produzione per il 66,1%, mentre, incidono sul fatturato netto per il 80,8%. Tali costi rappresentano il 56,9% dei costi della produzione.
Il personale in forza al 31 dicembre 2018 era di 148 unità (143 nel 2017), di cui 24 calciatori di prima squadra (28 nel 2017).
I salari stipendi e premi ammontano ad Euro 59.001.852 (€ 51.844.489 nel 2017). Tale voce si riferisce per il 91,7% ai calciatori ed allo staff tecnico della prima squadra, il cui costo ammonta ad Euro per 54.089.000 (€47.502.000 nel 2017); per il 3,0% ai calciatori e allo staff tecnico del settore giovanile, il cui costo ammonta ad Euro per 1.779.000 (€ 1.488.000 nel 2017) e per il 5,3% agli altri dipendenti, il cui costo ammonta ad Euro 3.134.000 (€ 2.855.000 nel 2017).

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,793 (0,69 nel 2017) tale valore risulta ampiamente al di sotto del limite richiesto dalla FIGC per la Serie A, la cui soglia è di 0,8.
Anche gli Amministratori, nella loro Relazione, hanno calcolato l’Indicatore del Costo del Lavoro Allargato previsto dalle N.O.I.F. emanate dalla FIGC che è pari a 0,817 (0,704 nel 2017).

I costi per servizi aumentano del 13,6%, da € 12,5 milioni a € 14,2 milioni. All’interno di tali costi sono compresi i costi specifici tecnici per € 3.433.000 (€ 3.122.000 nel 2017) che riguardano le consulenze tecnico sportive durante le campagne trasferimenti. I Costi gestione impianti sportivi ed eventi sono pari a € 3.507.000 (€ 2.705.000 nel 2017), l’aumento di tali costi è dipeso dall’utilizzo dello Stadio Filadelfia a decorrere dalla seconda metà del 2017 e all’incremento delle tariffe relative ai costi di utenza. Le spese amministrative pubblicitarie e generali ammontano a € 1.534.000 (€ 1.232.000 nel 2017) e comprendono le provvigioni per gli accordi pubblicitari segnalati da Cairo Pubblicità per € 84 mila e il corrispettivo dei servizi amministrativi di Cairo Communication per S.p.A. per € 100 mila. Le spese assicurative e previdenziali pari a Euro 1.566.000 si riferiscono soprattutto ai premi pagati per assicura il patrimonio calciatori.

Gli ammortamenti e le svalutazioni pari a complessivi € 22 milioni (€ 16,32 milioni nel 2017) aumentano di € 3,68 milioni. Tali costi rappresentano il 20,2% dei costi della produzione.

I costi per godimento beni di terzi includono gli affitti per campi sportivi per € 811.000 (€ 927.000 nel 2017). Nel 2017 figurava un costo di € 200 mila dovuti a MP Service per Corrispettivo utilizzo impianto.

Il punto di pareggio.



Con una politica gestionale attenta al contenimento dei costi, dal 2013 al 2017 il Torino ha raggiunto il punto di pareggio. Nel 2018 a causa del calo delle plusvalenze e dell’aumento del costo del personale e degli ammortamenti si è interrotta la serie.
L’aggregato del risultato prima delle imposte per gli esercizi 2016, 2017 e 2018 è comunque positivo per 41,9 milioni di Euro.

Il consolidato fiscale e le imposte.

FC Torino Spa aderisce al consolidato fiscale, che vede nella veste di consolidante UT Communications Spa. U.T. Communications S.p.A. determina una base imponibile unica per il gruppo di società aderenti al consolidato fiscale, e beneficia della possibilità di compensare redditi imponibili con perdite fiscali in una unica dichiarazione.
Se la società Torino Football Club Spa trasferisce un reddito imponibile rileva un debito verso la controllante consolidante U.T. Communications S.p.A., pari all’IRES da versare.
Se la società Torino Football Club Spa trasferisce una perdita fiscale rileva un credito verso la controllante consolidante U.T. Communications S.p.A., pari all’IRES sulla parte di perdita contrattualmente conferita a livello di Gruppo. In altre parole, l’IRES calcolata sul reddito imponibile di UT Communications Spa, “abbattuto” dalla perdita fiscale di FC Torino Spa, diventa un debito di UT Communications Spa nei confronti di Torino Football Club Spa.
Per quanto riguarda le società partecipate che aderiscono al consolidato fiscale, se tali società trasferiscono a U.T. Communications S.p.A. un reddito imponibile iscrivono un componente negativo nella sezione delle imposte e un debito verso la controllante per consolidato fiscale, se invece trasferiscono una perdita fiscale iscrivono un componente positivo nella sezione delle imposte e un credito verso la controllante per consolidato fiscale.

Le imposte sul reddito evidenziano un importo positivo complessivo di € 2,61 milioni, di cui un saldo negativo di € 1.778.912 (€ 5.692.554 nel 2017) per imposte correnti ed un saldo positivo per € 4.393.172 (negativo € 11.155.793 nel 2017) per imposte differite.

Il fondo per imposte differite, allocato tra le passività, è diminuito da € 15.464.658 a € 10.931.878. I crediti per imposte anticipate ammontano a € 267.436 (€ 407.044 nel 2017) e sono ritenuti recuperabili.

I crediti verso la controllante U.T. Communications ammontano al 31 dicembre 2018 ad € 1.208.331 (€ 1.206.839 nel 2017), e riguardano crediti derivanti dalla partecipazione al consolidato fiscale della controllante. In considerazione dell’incertezza sui tempi di incasso, è stato classificato tra i crediti esigibili oltre l’esercizio successivo, l’importo di € 795.142.

I rapporti con parti correlate.

Nella relazione sulla gestione è scritto che i rapporti con le parti correlate sono stati effettuati al a valori di costo o di mercato. Nel 2018, l’incidenza dei ricavi con parti correlate sul valore della produzione è pari al 3,8%; nel 2017, l’incidenza dei ricavi con parti correlate sul valore della produzione è pari all’1,99%, nel 2016 l’incidenza dei ricavi con parti correlate sul valore della produzione è stata pari al 2,8%; nel 2015 al 2,9%, nel 2014 era pari al 2,4%, nel 2013 era al 3,25%, nel 2012 era del 5,2% e nel 2011 dell’8,6%.
Cairo Pubblicità Srl, controllata da Cairo Communications Spa, ha stipulato un accordo di concessione per la vendita di spazi pubblicitari a bordo campo e di pacchetti di sponsorizzazione promo-pubblicitaria. Per effetto di tale contratto nel 2018 sono state riconosciute al Torino quote per Euro 3.368.000 (€2.773.000 nel 2017). Tali ricavi retrocessi al Torino rappresentano l’85% di quanto incassato da Cairo Pubblicità Srl. Inoltre, figurano ricavi per Vendita titoli accesso stadio per € 201 mila (€147 mila nel 2017 ed € 71 mila nel 2016). A livello di costi, Cairo Pubblicità Srl percepisce l’importo delle commissioni del 2% per le segnalazioni che abbiano dato origine a contratti conclusi direttamente dal Torino. Tale importo per il 2018 è stato di € 84 mila (€ 73 mila nel 2017; € 76 mila nel 2016; € 78 mila nel 2015; € 61 mila nel 2014; € 113 mila nel 2013; € 60 mila nel 2012 ed € 37 mila nel 2011) e a differenza del 15% del ricavo non retrocesso, figura come costo nel bilancio del Torino. Nel contesto dell’accordo Cairo Pubblicità ha anche riaddebitato al Torino F.C. costi di sua competenza per Euro 39 mila (€ 47 mila nel 2017; € 75 mila nel 2016). Al 31.12.2018, i debiti commerciali con Cairo Pubblicità Srl ammontano a 744 mila Euro (€ 49 mila nel 2017) e crediti commerciali per € 5.831.000 (€ 2.065.000 nel 2017).
Inoltre, esiste un accordo tra la Cairo Communication S.p.A. ed il Torino F.C. per la erogazione di servizi amministrativi quali la tenuta della contabilità, che prevede un corrispettivo annuale di Euro 100 mila uguale a quello del 2017. Nei confronti di Cairo Communication S.p.A. figurano debiti commerciali per Euro 61 mila e crediti commerciali per € 17 mila.
La società controllante U.T. Communications ha riaddebitato costi al Torino per € 42 mila (€ 41 mila nel 2017); figurano debiti commerciali per Euro 42 mila e Crediti da consolidato fiscale per € 1.144.000.
La società controllata dalla controllante U.T. Communications S.p.A. “La7” figura come parte correlata. Nel corso del 2018 è stato sottoscritto un accordo con “La7”. In base a tale accordo sono stati ceduti a La7 i diritti di trasmissione televisiva di alcune partite amichevoli per un corrispettivo di Euro 35 mila. Tale accordo prevedeva inoltre un corrispettivo di Euro 35 mila a favore di La7 per le attività promozionali previste contrattualmente. Nel bilancio figurano ricavi da Cessioni diritti televisivi per € 35.000 e costi promozionali per € 35.000. Figurano anche Crediti commerciali per € 42 mila e Debiti commerciali per € 63 mila.
Verso Cairo Editore non figurano poste di bilancio movimentate.
Nel 2018, a differenza del 2017, non figurano rapporti economici con Mp Service srl, che  è azionista di Torino F.C. Spa e si occupava, tra le altre cose, della gestione di impianti sportivi per usi commerciali.

Conclusioni.

Per l’esercizio 2018 il Torino risulta adeguatamente capitalizzato per mantenere il proprio equilibrio finanziario nel breve e nel medio termine e si trova in una situazione di solidità patrimoniale.
La riduzione dei ricavi e in particolare delle plusvalenze ha determinato il venir meno dell’equilibrio economico. E’ stato determinante il risultato negativo della gestione calciatori. Gli investimenti effettuati nella rosa hanno determinato l’aumento del costo del personale e degli ammortamenti.
Secondo gli amministratori la valutazione dell’esercizio 2018 deve essere fatta unitamente a quella del 2017.
Si potrebbe concludere affermando che le due dipendenze gestionali del Torino sono i diritti televisivi e il Player Trading.

giovedì 13 giugno 2019

Bilancio Genoa 2018: perdita di 4,85 milioni con 48,9 milioni di plusvalenze e 58 milioni di debiti tributari; continuità aziendale con la cessione di Krzysztof Piatek.




Luca Marotta



Il bilancio 2018 di Genoa Cricket and Football Club Spa, ha evidenziato una perdita di circa 4,85  milioni di Euro (-€11,7 milioni nel 2017), nonostante che in bilancio figurino plusvalenze per ben 48,9 milioni di Euro (€ 30,4 milioni nel 2017). Al 31 dicembre 2018, il Genoa si trova nelle condizioni previste dall'art. 2447 del Codice Civile”, ossia: riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, con un patrimonio netto negativo per Euro 15,7  milioni. Il totale della voce debiti è aumentata del 16,7%, da € 173.302.997 a € 202.187.510. Molto importante rimane l’entità dei debiti tributari pari a 58 milioni di Euro (€ 62,77 milioni nel 2017; € 61,9 milioni nel 2016), che finanzia circa il 26,4% dell’attivo.

Anche nel 2018, le plusvalenze sono state determinanti per adottare il principio di continuità aziendale. Come scritto dagli Amministratori nella Relazione sulla Gestione, la continuità aziendale è stata garantita da 34,4 milioni di Euro di plusvalenze realizzate dopo la chiusura dell’esercizio grazie alla cessione di Krzysztof Piatek all’AC Milan; Luca Zanimacchia alla Juventus e Pina Nunes al Chievo Verona, cui si sono aggiunti premi maturati dalle precedenti cessioni per Euro 4 milioni.

In genere, nel corso degli anni, i risultati del conto economico di Genoa Cricket and Football Club Spa hanno evidenziato il segno negativo. L’esercizio 2017 si era chiuso con una perdita di 11,7 milioni; l’esercizio 2016 si era chiuso con una perdita di € 4.069.462; l’esercizio 2015 si era chiuso con una perdita di 10,5 milioni; l’esercizio 2014 si era chiuso con una perdita rilevante di 26 milioni di Euro; mentre l’esercizio 2013 si era chiuso con un sostanziale pareggio, mostrando un utile di € 381.602 e l’esercizio 2012 evidenziava una perdita di € 14.846.953. Occorre ricordare che il pareggio di bilancio conseguito nel 2013 fu frutto di eventi straordinari di gestione, come il conferimento del ramo d’azienda avente ad oggetto le attività commerciali legate allo sfruttamento del “Brand Genoa” nella società “Genoa Image Srl”, controllata al 100%.

Le cause che hanno determinato la perdita del bilancio 2018 sono da ricercarsi, anche in considerazione dell’aumento delle plusvalenze, essenzialmente nell’importo derivante dalle imposte di esercizio correnti per € 4.464.867, inoltre nel 2018 non sono evidenziati proventi da consolidato fiscale; inoltre, gli ammortamenti calciatori sono aumentati di circa 2,8 milioni di Euro.

Dal punto di vista sportivo il bilancio 2018, riguarda il secondo semestre della stagione sportiva 2017/18 conclusasi al dodicesimo posto, e il primo semestre della stagione sportiva 2018/19, che si è conclusa con il traguardo della permanenza in Serie A al diciassettesimo posto.

La continuità aziendale.

Come negli anni precedenti, con parole molto semplici, da quello che emerge sembrerebbe che la continuità aziendale del Genoa CFC, dipenda principalmente dalle plusvalenze. Infatti sembra che la situazione prevista dall’articolo 2447 del codice civile sia stata superata con le plusvalenze del mercato trasferimenti invernale, che ha comportato il realizzo di plusvalenze per circa 34,4 milioni di Euro e il conseguente superamento della situazione del 2447 del Codice Civile e anche di quella prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile. Infatti, gli Amministratori hanno redatto una situazione economico-patrimoniale al 28 febbraio 2019, che attesta il pieno ripristino dell’integrità patrimoniale e la possibilità di redigere il bilancio adottando il presupposto della continuità aziendale. Nella sessione invernale di gennaio 2018 sono state realizzate le plusvalenze relative alla cessione di Krzysztof Piatek all’AC Milan; Luca Zanimacchia alla Juventus e Pina Nunes al Chievo Verona.

I revisori di “Audirevi S.p.A.” hanno evidenziato nella loro Relazione dei richiami di informativa.

Nel Richiamo di Informativa è riportato che il bilancio 2018 chiude con una perdita di Euro 4,85 milioni ed un patrimonio netto negativo per 15,7 milioni di Euro. Il patrimonio netto negativo, ricade nella fattispecie prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile. I revisori hanno richiamato quanto scritto dagli Amministratori riguardante la circostanza che le plusvalenze realizzate nel 2019 nella sessione invernale del calciomercato, per oltre 34 milioni, hanno permesso il superamento della fattispecie prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile; inoltre, gli Amministratori hanno predisposto e approvato una situazione economico-patrimoniale alla data del 28 febbraio 2019 che attesta il pieno ripristino dell'integrità patrimoniale e il conseguente superamento della fattispecie di cui all'art. 2446 del c.c. (ossia, quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite). Per tale motivo gli Amministratori hanno adottato il presupposto della continuità aziendale, nella redazione del bilancio 2018. Inoltre i Revisori hanno richiamato all’attenzione la circostanza che nel bilancio 2018 è iscritto un credito verso la controllante Fingiochi S.r.l., per € 26 milioni, che deriva dall'applicazione nel corso degli anni del contratto di consolidato fiscale. Il pagamento di tale credito, salvo diverso accordo tra le parti, avverrà alle seguenti condizioni:
“• nel caso di utilizzo delle Perdite, delle Perdite Pregresse e delle Eccedenze di Interessi passivi e delle Eccedenze di ROL, entro la data di scadenza del versamento a saldo dell’I.R.E.S. (con valuta allineata a tale scadenza);
• in caso di mancato rinnovo per un ulteriore triennio o di interruzione della tassazione di Gruppo, le Perdite e le Perdite Pregresse trasferite ma non utilizzate, le Eccedenze di Interessi passivi e di Eccedenze di ROL trasferite ma non utilizzate, entro la data di scadenza del versamento a saldo dell'I.R.E.S. (con valuta allineata a tale data) dell'anno successivo alla scadenza del Regime di Consolidato Fiscale Nazionale.”

La Struttura Patrimoniale.

Il totale dell’Attivo è aumentato del 25,8% da € 174,4 milioni a € 219,5 milioni.
Oltre un quarto dell’attivo è finanziato con debiti tributari, precisamente il 26,4%.
Il valore della partecipazione in imprese controllate rappresenta il 10,2% dell’attivo e ammonta a € 22.473.000. Tale importo riguarda la partecipazione totalitaria in “Genoa Image S.r.l.”. Tale società ha chiuso il bilancio al 31.12.2018 con una perdita di Euro 482.418 (-€2.006.211 nel 2017 e -€ 1.418.589 nel 2016), con un patrimonio netto di Euro 13.927.647 (€ 14.410.065 nel 2017).
Tra i crediti sono evidenziati crediti verso la controllante per € 26.043.407 (€ 29.029.873 nel 2017) e verso controllate per Euro 7.087.232 (€ 8.922.832 nel 2017).



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è negativo perché è pari a -0,06675 (-0,05857 nel 2017), a causa del patrimonio netto negativo.
In pratica l’erosione totale del capitale proprio determina una situazione in cui il capitale di terzi a debito finanzia tutto l’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,93 (0,94 nel 2017)), ciò vuol dire che il valore dei beni posseduti dal club, così come esposti in bilancio, non è sufficiente a pagare i debiti, comprensivi anche dei risconti passivi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,638, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,8 (0,98 nel 2017), superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.
In caso di mancato rispetto dell'indicatore di liquidità nella misura minima, la carenza finanziaria dovrà essere ripianata.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

L’Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2018 ammontano a 202.187.510, da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC), ed il Valore della Produzione al 31.12.2018 è pari ad € 121.808.723, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 76.627.362.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,9, inferiore alla soglia massima stabilita dalla FIGC che è di 1,5.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato della FIGC.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso del Genoa il valore è di 0,78 (0,78 nel 2017), se si considerasse tutto il costo del personale. Tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A che è rispettivamente di 0,8.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori
Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è negativo, di conseguenza i diritti pluriennali di calciatori risultano finanziati totalmente dal capitale di terzi.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è negativo per € 15.702.547 e si trova nella situazione prevista dall’articolo 2447 del codice civile, ossia riduzione del capitale di oltre un terzo a seguito di perdite.

Nel 2017 era negativo per € 10.852.234; nel 2016 era positivo per Euro 73.011; nel 2015 era negativo per Euro 8,83 milioni e nel 2014 era negativo per Euro 6,3 milioni.

La variazione peggiorativa di 4.850.313 è stata determinata dalla perdita di esercizio di € 4.850.313.

L’indebitamento finanziario.



I debiti finanziari, esclusi i debiti verso la controllante per consolidato fiscale, diminuiscono da € 66,9 milioni a € 58,9 milioni e finanziano il totale dell’attivo, per il 23,7% (38,4% nel 2017).
I debiti verso le banche diminuiscono da € 11,35 milioni a € 9.023.282. I debiti verso banche, per quanto concerne i debiti a breve periodo, riguardano principalmente la linea di credito in essere con Banca Carige; mentre, i debiti bancari a medio-lungo termine, pari a € 6,82 milioni (€ 8,93 milioni nel 2017), riguardano dei mutui accessi nel 2011 con Banca Carige.
I debiti verso altri finanziatori sono rilevanti essendo pari a € 44,9 milioni (€ 55,6 milioni nel 2017) e registrano un decremento del 10,3% e finanziano il 20% dell’attivo. Tale voce riguarda debiti per operazioni di factoring “autoliquidanti” con Banca Sistema S.p.A, Banca Carige,
Emilia Romagna Factor S.p.A..
L’indebitamento finanziario netto ammonta a € 58 milioni (€ 66,9 milioni nel 2017), considerando le disponibilità liquide pari a circa € 897 mila, risulta in diminuzione rispetto al 2017 di circa € 8,9 milioni.
L’EBITDA è positivo per € 29.707.289 (+€ 13.809.503 nel 2017) e il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è di 1,95 (4,85 nel 2017). Di solito tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2. Invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito.
I crediti verso Enti-settore specifico risultano pari a € 58,1 milioni (€ 49,7 milioni nel 2017), mentre i debiti verso Enti-settore specifico, pari a € 65,18 milioni (€ 27,5 milioni nel 2017), finanziano il 26,2% dell’attivo.
Se considerassimo anche il saldo negativo di € 7,1 milioni, che essenzialmente dipende dall’attività di calciomercato, l’indebitamento finanziario aumenterebbe a € 65 16 milioni (€ 44,75 milioni nel 2017), cifra al di sotto del fatturato netto.

Occorre evidenziare che la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

L’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 104,87 milioni risulta superiore al volume dei ricavi ed è conforme a quanto auspicato dalla normativa.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso del Genoa non sono esposti importi riguardanti debiti per la costruzione dello stadio pertanto l’indicatore, risulta inferiore a 7 volte alla media dei "relevant earnings" dei due anni precedenti.


I debiti verso l’Erario e gli altri debiti.

I debiti verso l’Erario diminuiscono da € 62.774.851 a58.049.217, di cui € 18.335.984 a breve termine. Tali debiti rappresentano il 23,3% delle fonti di finanziamento dell’attivo.

Il 74,4% dei debiti tributari riguarda quelli rateizzati:



Il debito residuo rateizzato al 31/12/2018 ammonta a € 43.193.277 (€ 42.695.384 nel 2017). Gli importi rateizzati maggiori riguardano l’IVA. Complessivamente per l’IVA rateizzata residua un debito quota capitale di € 30.087.584 (€ 28.877.459 nel 2017).



Gli altri debiti tributari non rateizzati, riguardano, le ritenute Irpef per retribuzioni tesserati ammontano a € 4.790.401 (€ 4.564.684 nel 2017), quelle relative ai premi sono pari a € 1.109.225
 (€ 1.126.564 nel 2017). Risultano debiti per IVA 2018 pari a € 6.278.016 (€ 12.584.164 nel 2017) e debiti per IRAP 2018 pari a € 2.678.298 (€ 1.804.055 nel 2017).
In particolare risultano: debiti per Irpef ottobre per € 1.438.096;   debiti per Irpef novembre per € 1.439.124; debiti per Irpef dicembre per € 1.396.282 e debiti per Irpef incentivi esodo per € 516.899.

Al 31.12.2018 i fondi accantonamento rischi ammontano a € 147.942 (€ 93.666 nel 2017).

I debiti verso Istituiti di previdenza ammontano a € 1.070.317 (€ 1.408.384 nel 2017), di cui € 708.474 (€ 702.864 nel 2017) riguardano il debito INPS.

La voce “debiti diversi” aumenta da € 8.589.447 a € 15.255.305. In questa voce dovrebbe essere ricompreso il debito verso il personale.

Il Valore della Rosa.



Nell’attivo di bilancio figurano diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per € 66.222.527 (€ 25.654.138 nel 2017), diritti sportivi dei calciatori delle giovanili per € 2.326.974 (€ 3.667.377 nel 2017).
Il grafico mostra come dal 2011 in poi il valore contabile netto della rosa si sia sgonfiato, pur rimanendo sostanzialmente costante il costo del personale. Nel 2018 c’è un’inversione di tendenza, il valore dei diritti iscritti in bilancio torna ad essere maggior del costo del personale.



Rilevante è anche il dato relativo alla capitalizzazione dei costi del vivaio, allocato tra le immobilizzazioni immateriali per 8,1 milioni di Euro, che significa che il Genoa spende molti soldi per il settore giovanile.

La Gestione economica.

Il valore della produzione aumenta da € 93,14 milioni a € 121,8 milioni, con un variazione positiva del 30,8%.
I costi della produzione sono pari a € 115,9 milioni (€ 99,9 milioni nel 2017) e sono aumentati del 16,1%, in misura meno che proporzionale rispetto all’aumento del valore della produzione.
La differenza tra valore e costi della produzione è positiva per € 5.853.443, nel 2017 era negativa per € 6.762.039.



I Ricavi.

Sul bilancio del Genoa esercitano una notevole influenza i proventi televisivi. Nel 2018 i proventi televisivi risultano aumentati di circa 6,5 milioni di Euro da € 36,69 milioni a € 43.184.952, con un’incidenza del 72% sul fatturato netto e del 35,5% sul valore della produzione (39,4% nel 2017).
La rappresentazione grafica seguente, riguardante l’evoluzione del fatturato netto per componenti, mostra chiaramente la “teledipendenza” del fatturato netto del Genoa dai ricavi per la cessione dei diritti televisivi.



I ricavi da gare sono diminuiti dell’ 1,2%, da € 4,65 milioni a € 4,6 milioni. I ricavi da gare incidono sul valore della produzione per il 3,8% e sul fatturato netto per il 7,7%. Il decremento è dovuto ai ricavi da gare di campionato, che sono diminuiti di € 518.120, da € 1.760.822 a € 1.242.702, mentre i ricavi da abbonamenti sono aumentati di poco, da € 2.794.240 a € 3.118.670.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 1.454.189 (€ 1.513.630 nel 2017) e risultano in diminuzione del 3,9%. Lo Sponsor Ufficiale è mancato e non figura tra i ricavi 2018 (€ zero nel 2017), lo Sponsor Tecnico contribuisce con € 1.341.189 (€ 1.349.041 nel 2017) e le altre sponsorizzazioni ammontano a € 113.000 (€ 164.588 nel 2017).

I ricavi televisivi aumentano di € 6.491.218, da € 36.693.734 a € 43.184.952.

I ricavi e proventi diversi risultano pari ad Euro 2.950.418 (€ 2.265.712 nel 2017).

L’importo evidenziato nel valore della produzione che riguarda l’incremento delle immobilizzazioni per capitalizzazione dei costi del vivaio, ammonta a € 3.990.259 (€ 3.549.701 nel 2017).

Il “Player trading”.

Il bilancio del Genoa tradizionalmente evidenzia anche una dipendenza da player trading notevole, dovuta all’importo elevato delle plusvalenze realizzate, a causa della continua movimentazione nella rosa calciatori, con acquisti, cessioni.
Non a caso nella descrizione dell’attività gli Amministratori hanno esplicitato che il Genoa Cricket and Football Club SpA svolge attività di formazione e valorizzazione di calciatori con la finalità di generare valore attraverso la cessione dei relativi diritti pluriennali alle prestazioni sportive.
Nel 2018, le plusvalenze, pari a € 48,9 milioni, sono riuscite a coprire il costo degli ammortamenti della rosa calciatori, pari a € 19,2 milioni, anche perché le minusvalenze sono state pari a € 2,88 milioni, gli altri oneri di gestione calciatori sono risultati pari a € 3,4 milioni e l’acquisto temporaneo di calciatori è risultato pari a € 1,2 milioni (€ 2,9 milioni nel 2017).



Il risultato del Player Trading risulta positivo per € 31,09 milioni. Nel 2017 era positivo per € 16,83 milioni; nel 2016 era positivo per € 15,76 milioni. Nel 2015 era positivo per € 3,6 milioni. Nella sostanza, anche nell’esercizio 2018, le plusvalenze realizzate al netto delle minusvalenze riescono a coprire il costo degli ammortamenti.
Nel conto economico sono evidenziate plusvalenze da cessione diritti pluriennali per € 48.927.996
 (€ 30,4 milioni nel 2017; € 31,9 milioni nel 2016 e € 30,9 milioni nel 2015), che rappresentano il 40,2% del valore della produzione. Negli ultimi tre esercizi la media delle plusvalenze realizzate è superiore ai 37,1 milioni di Euro; negli ultimi 5 anni è superiore ai 31 milioni di Euro.
Le maggiori plusvalenze realizzate hanno riguardato: Pellegri Pietro, ceduto all’AS Monaco per € 20,9 milioni, con una plusvalenza di € 20.172.727; Mattia Perin ceduto alla Juventus per € 12.000.000, con una plusvalenza di € 11.994.810; Izzo Armando ceduto al Torino per € 8 milioni, con una plusvalenza di € 7.837.333 e Diego Laxalt ceduto all’AC Milaan per € 11 milioni, con una plusvalenza di € 7.418.387. Di seguito la tabella presente nella nota integrativa del bilancio pubblicato.



I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori aumentano da € 1,44 milioni a € 1.827.500. L’importo maggiore riguarda Salcedo Eddie (FC Inter), per € 1.000.000. Il prestito di Serpe Laurens all’ Inter, nel 2018, ha fruttato 750.000 Euro.
Gli altri proventi da gestione calciatori riguardano Proventi derivanti da Premi valorizzazione e rendimento calciatori e si riferiscono ai calciatori riportati nella tabella della nota integrativa.
 Da segnalare il premio di rendimento percepito per Laxalt Diego dall’AC Milan per €3.000.000.



I costi da acquisizione temporanea prestazioni calciatori ammontano a € 1.272.417 (€ 418.250 nel 2017) e l’importo maggiore riguarda Medeiros Iuri (Sporting Clube Purtugal) per € 666.667, seguito da Lapadula (AC Milan) per € 250.000.
Le minusvalenze derivanti da cessione diritti pluriennali sono state pari a € 2.877.420 (€ 2.913.075  nel 2017). L’importo maggiore riguarda la cessione gratuita di Brivio Davide per Risoluzione Contrattuale, che ha provocato una minusvalenza di € 1.137.778.
Gli altri oneri di gestione calciatori pari ad Euro 3.400.000, includono Euro 2.313.540 per costi per la valorizzazione dei calciatori.
Gli ammortamenti calciatori sono aumentati di circa 2,8 milioni di Euro, a causa degli investimenti effettuati.

I costi.

I costi del personale pari a € 55.626.028 (€ 51.855.822 nel 2017), rappresentano il 45,7 % del valore della produzione, ma, se considerassimo il Fatturato Netto tale percentuale salirebbe al 92,8%. L’incidenza del costo del personale sui costi della produzione è del 48%. Il costo del personale tesserato ammonta a € 50.959.584 (€ 46.932.445 nel 2017).
Al 31/12/2018, il numero dei dipendenti è di 163, di cui 48 calciatori (148 nel 2017, di cui 43 calciatori).

Gli ammortamenti totali sono pari a € 23.399.788 (€ 20,56 milioni nel 2017). Quelli riguardanti la rosa dei calciatori ammontano a € 19,2 milioni (€ 16,4 milioni nel 2017), di cui Euro 2.934.410 (€3.305.154 nel 2017) per i calciatori del settore giovanile.
Il costo complessivo di gestione dei calciatori (costo del personale+ammortamenti) incide sul valore della produzione per circa il 64,5%.

I costi per prestazioni di servizi aumentano del 9,81%, da € 11.470.355 a12.598.854. Tali spese comprendono i costi specifici tecnici pari a € 4.680.814 (€ 4.942.668 nel 2017), riguardanti le consulenze tecnico sportive per l’acquisto di calciatori e i costi per l’osservazione di calciatori. Le spese amministrative, pubblicitarie e generali aumentano di € 1.348.163, da € 3.349.100 a € 4.697.263.

Dal grafico seguente, emerge come il costo del lavoro del Genoa, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, nel corso degli anni sia stato ampiamente superiore al fatturato netto, tuttavia nel 2015 sembrava confermarsi una tendenza verso il riallineamento del costo del lavoro col fatturato netto. Tale tendenza è venuta meno dal 2017, anche a causa della riduzione del fatturato netto.



I costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.714.537 (€ 1.940.238 nel 2017). L’affitto di impianti e campi sportivi ammonta a € 861.000  (€ 1.169.333  nel 2017), mentre l’affitto di impianti e campi sportivi per il settore giovanile risulta pari a € 307.593 (€ 177.400  nel 2017).

La gestione finanziaria, è negativa per € 6,2 milioni (- € 4,24 milioni nel 2017) a causa degli interessi passivi verso banche per € 4.688.622 (€ 2,79 milioni nel 2017) e altri interessi passivi per € 1.545.120 (€ 1.463.222 nel 2017).
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 385.446; nel 2017 era negativo per € 12.003.852, nel 2016 era negativo per € 3.401.360.
L’IRAP corrente per € 2.678.298 (€ 1.804.055 nel 2017) e l’IRES corrente ammonta a € 1.786.569. Nel 2018 mancano i proventi da consolidato fiscale che nel 2017 erano pari € 2.107.660. Le imposte determinano un risultato netto negativo per € 4.850.313 (-€ 11.700.246 nel 2017).

Il Pareggio di bilancio del Financial Fair Play dell’UEFA.

Per quanto riguarda il Financial Fair Play dell’UEFA, l’aggregato dei risultati prima delle imposte 2016-2018 è negativo per 15,79 milioni di Euro. Tale risultato migliora di molto escludendo i costi “virtuosi” del settore giovanile. La soglia di tolleranza per la stagione sportiva 2018/19 è di 30 milioni di Euro.

Conclusioni.

In sintesi, il bilancio 2018 mostra una perdita di 4,85 milioni, inferiore a quella del 2017 che era di 11,7 milioni di Euro e a quella del 2016 che era di 4,1 milioni di Euro.
Le plusvalenze realizzate nella sessione di calciomercato invernale di gennaio 2019, tra cui quella di Krzysztof Piatek, sono risultate importanti per adottare il principio di continuità aziendale.
Tale cessione seppur dettata da motivi di continuità aziendale, dal punto di vista sportivo, ha messo a rischio la permanenza del Genoa nella massima serie, che è stata realizzata l’ultima giornata.
Per l’esercizio 2019, gli Amministratori attueranno una gestione orientata alla revisione dei costi, alla realizzazione di investimenti per le strutture di allenamento, alla riorganizzazione  degli organici. Secondo gli Amministratori tale strategia permetterà di ridurre il costo del lavoro e permetterà di realizzare altre plusvalenze.