mercoledì 15 maggio 2019

Paris Saint-Germain 2017/18: con Neymar e Mbappé, utile e fatturato record, resta il problema Fair Play.




Luca Marotta


I conti 2017/18 del Paris Saint-Germain evidenziano un risultato positivo netto di 31,5 milioni di Euro con un fatturato in aumento di 54,3 milioni da € 503 milioni a € 557,3 milioni.
Invero anche i dati della classifica Deloitte Football Money League avevano evidenziato una crescita impressionante dei ricavi di 55,5 milioni di euro (+11%) a 541,7 milioni di euro.
Il PSG detiene il 32,9% dei ricavi di tutta la “Ligue 1” che ammontano a 1,69 miliardi di Euro.

Dalla semplice osservazione dei numeri si potrebbe affermare che l’aumento del fatturato dipende dall’incremento dei già elevati altri ricavi (“Autres produits”) e l’utile dipende dal notevole risultato positivo della gestione calciatori (“RÉSULTAT DES OPÉRATIONS MUTATION”).

Il fatturato continua a beneficiare di enormi “contribuzioni” / sponsorizzazioni e della partecipazione alla Champions League. Il bilancio 2017/18 segna il ritorno all’utile di esercizio dopo la perdita registrata nell’esercizio precedente.

Significativo è stato l’aumento di capitale.

I dati dell’esercizio 2016/17 evidenziavano una perdita di 18,8 milioni di Euro; quelli del 2015/16 evidenziavano un utile di esercizio per 10,6 milioni di Euro; quelli del 2014/15 un risultato netto positivo per 10,38 milioni di Euro.

Il Paris Saint-Germain Football SASP è una società per azioni sportiva professionistica, con un Capitale Sociale di € 340.000.000, a seguito dell’aumento di capitale di € 316.000.000. L’esercizio precedente il Capitale Sociale era di 24.000.000, poiché, in data 23/12/2016, si è verificato un altro aumento di capitale.

La società di calcio parigina è controllata da Qatar Sports Investments. Il Presidente del consiglio di Amministrazione è A.Al-Khelaifi, che è anche Direttore generale; il Direttore generale delegato è Jean-Claude Blanc. Nel consiglio di Amministrazione figurano: Sophie FERLET (amministratore di Société d'exploitation sports et événements); Mohammad AL-SUBAIE (Executive Director of Commercial Affairs beIN MEDIA GROUP ed è membro del consiglio di amministrazione di Qatar Sports Investments (QSI), di Qatar Tennis Federation, nonché membro “Sports Media Committe” sotto il comitato olimpico del Qatar); Yousif AL OBAIDLI (Deputy CEO di beIN MEDIA GROUP e Presidente di beIN SPORTS France, Americhe e Asia-Pacifico. Inoltre, è il segretario generale della Qatar Tennis Federation, membro del consiglio di Qatar Sports Investments e membro del consiglio di amministrazione del del PSG Handball Club.) e Adel MUSTAFAWI Group Chief Executive Officer di Masraf Al Rayan QPSC, Direttore non esecutivo di Al Rayan Bank Plc, amministratore di Kirnaf Investment & Installment Co. amministratore di Al Rayan (UK) Ltd.

Di seguito si farà riferimento ai dati forniti dalla “DIRECTION NATIONALE DU CONTRÔLE DE GESTION” della Ligue de Football Professionnel, che non sono altro che i dati “aggregati” di “Paris Saint-Germain Football SASP”; PSG Merchandising; “Association Paris Saint-Germain FC”, che ha per oggetto la gestione del settore amatoriale del club; “SOCIETE D'EXPLOITATION SPORTS ET EVENEMENTS (S.E.S.E.)”, che si occupa di gestione impianti sportivi; “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”.
L’utilizzo del termine “dati aggregati”, è giustificato dal fatto che non si è in presenza di un vero e proprio bilancio consolidato. Tuttavia, la D.N.C.G., nel suo rapporto, ha valutato i “dati aggregati” del bilancio della SASP con quello dell’Association, di PSG Merchandising, di “S.E.S.E.”, “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”, che sono pubblicati e accessibili a tutti e in forma sintetica.

Dal punto di vista sportivo l’esercizio 2017/18 è stato caratterizzato dalla vittoria in “Ligue 1” con 93 punti (2° con con 87 punti nel 2016/17); dal successo nella “Coupe de la Ligue”, con la vittoria in finale per 3 a 0 contro l’AS Monaco; dal successo nella “Coupe de France”, con la vittoria in finale per 2 a 0 contro il club “Vendée Les Herbiers Football”  e dal raggiungimento degli ottavi di finale di Champions League, con l’eliminazione subita contro il  Real Madrid.

Il Problema del “Financial Fair Play”.

Il 16 maggio 2014 il PSG raggiunse un accordo con il Club Financial Control Body dell’UEFA.
Il giorno 11 settembre 2015 il Club Financial Control Body dell’UEFA revocò una serie di restrizioni imposte.
Il 21/04/2017 la Club Financial Control Body Investigatory Chamber confermò che il Paris Saint-Germain ha pienamente rispettato tutti i requisiti e l'obiettivo generale dell’accordo di settlement agreement. Di conseguenza, ha abbandonato il regime di settlement dal 21.04.2017.

Il 1° settembre 2017, parte un’altra inchiesta sul Paris Saint-Germain.

Il 13 giugno 2018, la Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), guidata dall'Investigatore Capo, Yves Leterme, decise di chiudere l'investigazione sul Paris Saint-Germain, poiché la revisione dettagliata dei contratti di trasferimento e un'analisi dei relativi conti di gestione, avrebbero confermato che tali operazioni erano in linea con i regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e sul Fair Play Finanziario. La Camera Investigativa CFCB concluse affermando che “dopo significative rettifiche di valore di diversi contratti di sponsorizzazione per club - sulla base di valutazioni effettuate da periti di terze parti indipendenti - il risultato del pareggio di bilancio del club rimane entro lo scostamento accettabile per gli esercizi finanziari che si concludono nel 2015, 2016 e 2017. L'impatto finanziario delle attività di trasferimento a partire dall'estate 2017 - fino alla prossima finestra di mercato (compresa) - e il rispetto del requisito di pareggio per l'anno finanziario 2018, rimarranno sotto attento esame e verranno esaminati a fondo nelle prossime settimane.”

Il 22 giugno 2018, il  chief investigator dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), sulla base dell'articolo 16 (1) del Regolamento interno dell’UEFA Control Financial Control Body (“Article 16 - Review of decisions of the CFCB chief investigator”), ha ordinato alla Camera di prima istanza di riconsiderare la decisione presa dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), il 13 giugno 2018.

Il 3 luglio 2018, il Capo Investigatore dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha deciso di chiudere l'inchiesta e ha rinviato il PSG all'Adjudicatory Chamber per la decisione.

Il 19 settembre 2018, la Camera Arbitrale dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB), ha deciso e annunciato la volontà di rinviare il caso alla Camera di Investigazione CFCB per ulteriori indagini.
Il 3 ottobre 2018, Paris Saint-Germain ha presentato un ricorso al TAS per ottenere l'annullamento di tale decisione in base al fatto che l'articolo 16, paragrafo 1, delle norme applicabili prevedeva un periodo di ricorso di 10 giorni durante il quale impegnato e completato e che la decisione impugnata era ovviamente in ritardo.

Avverso tale decisione, il 5 novembre 2018, il PSG ha fatto ricorso al TAS.

La Corte di Arbitrato per lo Sport ha preso una decisione il 19 marzo 2019. Il TAS ha affermato che la decisione emessa il 13 giugno 2018 dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), in cui è stata chiusa l'inchiesta sulla conformità di Paris Saint-Germain con le regole del fair play UEFA, è definitiva.
Il motivo di tale decisione dovrebbe risiedere nel rispetto del termine di 10 giorni
Infatti, l’art. 16 paragrafo 1 afferma: “Any decision of the CFCB chief investigator to dismiss a case or to conclude a settlement agreement or to apply disciplinary measures within the meaning of Article 14(1)(c) may be reviewed by the adjudicatory chamber on the initiative of the CFCB chairman within ten days from the date of communication of the decision to the CFCB chairman.” La decisione del TAS di Losanna si basa sul mancato rispetto dei termini. In particolare fa leva sul periodo intercorso dalla data di notifica della decisione del capo investigatore del CFCB al presidente del CFCB, come stabilito all'articolo 16, paragrafo 1, del regolamento, come riportato sopra. La decisione impugnata, essendo stata formalizzata dopo i termini previsti, era di fatto in ritardo e pertanto doveva essere annullata.

Il 19 marzo 2019 la UEFA ha preso atto della decisione della Corte Arbitrale per lo Sport (TAS di Losanna) sul caso PSG.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto, al 30 giugno 2018, è positivo per Euro 439,98 milioni; mentre, al 30 giugno 2017 era positivo per Euro 77,92 milioni; mentre, al 30 giugno 2016, era positivo per € 64,5 milioni e al 30 giugno 2015, era positivo per € 54,2 milioni.
La variazione corrisponde all’utile di esercizio e all’aumento di capitale di 316 milioni di Euro (Link: https://www.wansquare.com/012-25119-Le-Qatar-vient-d-apporter-316-millions-d-euros-au-PSG.html?uid=995e3c6e1196a82c5c9bc5bbf4dd693b.)
Il regolamento UEFA del Financial Fair Play, considera la regola del Patrimonio Netto non negativo come uno degli indicatori fondamentali; in particolare l’esistenza di un patrimonio netto negativo deteriorato è considerata come violazione del Regolamento stesso. Il PSG non ha problemi sotto questo punto di vista.
I mezzi propri finanziano il 43,3% dell’attivo; nell’esercizio precedente il 12,6%.


La Posizione Finanziaria Netta.



Considerando il finanziamento soci, la posizione finanziaria netta risulta positiva per Euro 33,33 milioni, mentre nel 2016/17 era negativa per Euro 98,1 milioni.
Nel 2015/16 era negativa per 97,6 milioni di Euro. Nel 2014/15 la posizione finanziaria netta era negativa per Euro 91,6 milioni; nel 2013/14 era positiva per Euro 2,1 milioni e nel 2012/13 era positiva per 17,5 milioni di Euro. Nel 2011/12 era negativa per € 138,7 milioni.

Il finanziamento soci (“Comptes courants d’actionnaires”) diminuisce da € 186,2 milioni a € 104,7 milioni. I prestiti effettuati dai soci finanziano il 10,3% dell’attivo (il 30% nel 2016/17). I debiti finanziari sono trascurabili, perché pari a circa mille Euro (circa mille Euro nel 2016/17). Le disponibilità liquide aumentano da € 88,12 milioni a € 138,05 milioni.

Ai fini del Financial Fair Play bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti per la compravendita di calciatori. Tale saldo è negativo per 59,3 milioni di Euro circa; mentre, nel 2016/17 era negativo per € 41 milioni. I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a circa € 192,4 milioni (€ 72,48 milioni nel 2016/17). I crediti per le cessioni dei calciatori ammontano a € 133,08 milioni (€ 31,45 milioni nel 2016/17).
Quindi, considerando i debiti verso i soci e il saldo tra crediti e debiti per la compravendita di calciatori, l’indebitamento finanziario resta inferiore al fatturato netto, anche non considerando gli “altri ricavi”.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il PSG non sembra evidenziare debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2017/18, il club parigino non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, non sembra che emergano debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.


Il Valore della Rosa.

Le immobilizzazioni immateriali relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 410.715.000 (€ 186,2 milioni nel 2016/17).  La variazione in aumento è stata di € 224.539.000, pari al 120,6%, più del doppio. E’ molto probabile che l’incremento in questione sia attribuibile all’acquisto dal FC Barcelona di Neymar Jr.. Infatti, il 2 agosto 2017, il Barcellona informava che il giocatore Neymar Jr, accompagnato dal padre e dall'agente, ha informato l'FC Barcelona della sua decisione di lasciare il Club; inoltre l'FC Barcelona ha comunicato che clausola relativa alla risoluzione contrattuale di Neymar era di 222 milioni di Euro da versare interamente.
Nel bilancio 2017/18 del FC Barcelona non figuravano crediti vs. il PSG.
L’importo della variazione fa propendere per l’ipotesi dell’acquisto Kylian Mbappé (AS Monaco) con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Nell'edizione 2018 del Regolamento Uefa del Financial Fair Play è stato modificato il comma 3 dell’articolo 62 “Break-even information” con l’integrazione dell’indicatore che riguarda il saldo di calciomercato:
vi)        Indicator 6: Player transfer balance.
Nella sostanza il deficit di calciomercato non deve superare 100 milioni di Euro

La campagna trasferimenti 2017/18 ha registrato tra i principali acquisti a titolo oneroso: Neymar Jr. (FC Barcelona);  Yuri Berchiche (Real Sociedad). Dani Alves è stato acquisito gratuitamente da Juventus FC, come Lassana Diarra; mentre Kylian Mbappé (AS Monaco) dovrebbe essere stato acquisito in prestito.

Tra i calciatori ceduti figurano: Lucas Moura (Tottenham Hotspur); Blaise Matuidi (Juventus FC); Serge Aurier (Tottenham Hotspur); Jean-Kévin Augustin (RasenBallsport Lipsia) e Youssouf Sabaly (FC Girondins Bordeaux). Per Salvatore Sirigu (Torino FC) dovrebbe essersi verificata la cessione gratuita.
Il 18 agosto 2017, Juventus Football Club S.p.A. comunicava di aver perfezionato l’accordo con la società SASP Paris Saint-Germain Football per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Blaise Matuidi a fronte di un corrispettivo di € 20 milioni pagabili in tre esercizi. Il valore di acquisto si sarebbe potuto incrementare di ulteriori massimi € 10,5 milioni in funzione del numero di partite ufficiali che il calciatore disputerà nel corso della durata contrattuale. 

L’incidenza sul totale dell’attivo, che è pari a € 1,02 miliardi (€ 620,1 milioni nel 2016/17), è del 40,4% (30% nel 2016/17).

Il Conto Economico.

Nel 2017/18, il fatturato netto è aumentato del 10,8%, mentre i costi operativi sono aumentati del 23,1%, in misura in misura più che proporzionale all’aumento del fatturato. Nel 2016/17 il fatturato netto era diminuito del 7,3%, in misura più che proporzionale alla riduzione dei costi operativi (2,2%).



Il risultato 2017/18 riferibile alle attività calcistiche ammonta ad euro 43.373.000.

Il fatturato netto imputabile alla sola società “Paris Saint-Germain Football SASP” è di Euro 497.461.183 (€ 458.653.901 nel 2016/17) ed un risultato netto di Euro 39.577.000 (-€ 6.846.000 nel 2016/17).

Il Fatturato.

Il fatturato, con esclusione delle plusvalenze, ammonta a 557,3 milioni di Euro (€ 503 milioni nel 2016/17). Invece, secondo la classifica della Deloitte “Football Money League” il fatturato è stato pari a Euro 541,7 milioni (€ 486,2 milioni nel 2016/17), molto probabilmente, la differenza può essere dovuta ai dati aggregati considerati dalla DNCG. In ogni caso il fatturato supera la soglia dei 500 milioni di Euro e si colloca al sesto posto dietro club come Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Bayern Munchen e Manchester City.
Al 30/06/2016 il fatturato era pari a 542,4 milioni di Euro. Al 30/06/2015 il fatturato era pari a 483,9 milioni di Euro. Al 30/06/2014, il fatturato era pari a € 474,2 milioni. Al 30/06/2013, il fatturato segnava la cifra di € 399,5 milioni; nel 2011/12 era pari a € 222.387.000, mentre al 30/06/2011 era pari a € 100,9 milioni.

I ricavi da cessione diritti audiovisivi risultano pari a € 127,86 milioni (€ 121,95 milioni nel 2016/17), con un’incidenza del 22,9% (24,2% nel 2016/17) sul fatturato netto. L’incremento è stato di 5,9 milioni di Euro.
Il PSG detiene il 16,1% dei ricavi da cessione diritti audiovisivi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 791,3 milioni di Euro.

I ricavi televisivi per competizioni europee rappresentano il 50% dei ricavi media totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 64 milioni per le competizioni europee (€ 57,6 milioni nel 2016/17; € 70,3 milioni nel 2015/16); € 56,7 milioni per la “Ligue 1” (€ 57,6 milioni nel 2016/17; € 47,1 milioni nel 2015/16) e 7,2 milioni di Euro per altri diritti audiovisivi (€ 6,8 milioni nel 2016/17; € 6,6 milioni nel 2015/16).
Invero, dai dati di ripartizione dei proventi della UEFA Champions League ha determinato, pubblicati dall’UEFA, risultano ricavi per Euro 62.058.000 (€55.313.000 nel 2016/17; € 70.803.000 nel 2015/16).
Nella Champions League del 2017/18, il Paris Saint Germain ha conseguito un risultato analogo alla precedente stagione, essendo eliminato agli ottavi (nel 2016/17 ha raggiunto gli ottavi; nel 2015/16 eliminazione ai quarti).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, i ricavi “Broadcasting” sono pari a € 127,8 milioni (€ 121,9 milioni nel 2016/17).

I ricavi da gare aumentano del 14% da € 42,44 milioni a € 48,37 milioni, con un’incidenza dell’8,7%.
Il PSG detiene il 25,3% dei ricavi da gare di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 190,6 milioni di Euro.
I ricavi lordi da biglietteria per competizioni europee rappresentano il 17,6% dei ricavi lordi da biglietteria totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati lordi: € 8,5 milioni per le competizioni europee (€ 7,1 milioni nel 2016/17; € 10,1 milioni nel 2015/16); € 39,9 milioni per le altre (€ 35.3 milioni nel 2016/17; € 33,2 milioni nel 2015/16).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, forse a causa della diversa riclassificazione utilizzata, rispetto alla DNCG, i ricavi da gare sono pari a Euro 100,6 milioni (€ 90,2 milioni nel 2016/17) , secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi commerciali è del 18%.
Secondo il sito transfermarkt (link: https://www.transfermarkt.it/ligue-1/besucherzahlen/wettbewerb/FR1/plus/1?saison_id=2017) la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 46.930 (45.159 nel 2016/17; 46.208 nel 2015/16).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 46.929.

Il PSG detiene il 53,6% dei ricavi da sponsor e pubblicità, merchandising e altri ricavi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 710,3 milioni di Euro.

I ricavi da sponsor e pubblicità sono pari a Euro 141,84 milioni. Nel 2016/17 era evidenziato un importo di € 154,16 milioni; nel 2015/16 di € 149,9 milioni e nel 2013/14 di € 129,25 milioni. L’incidenza sul fatturato netto, della voce “Sponsors – Publicité” è solo del 25,4% (30,6% nel 2016/17).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, a causa della diversa riclassificazione utilizzata, i ricavi commerciali sono pari a Euro 313,3 milioni (Euro 274,1 milioni nel 2016/17), secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi commerciali è del 58%.

Gli acquisti di calciatori di alto profilo, come Neymar Jr e Kylian Mbappé, hanno permesso di incrementare le vendite di merchandising ed in particolare le magliette.

Gli altri ricavi (“Autres produits”) ammontano alla cifra di Euro 239,26 milioni, con un’incidenza del 42,5%; mentre nel 2016/17, erano esposti per la cifra di € 184,48 milioni, con un’incidenza del 36,7%; nel 2015/16, erano esposti per la cifra di € 225,15 milioni, con un’incidenza del 41,5%.  
L’incremento sull’esercizio precedente è stato di € 54,8 milioni, pari al 29,7%.

Da ricordare che nel 2011/12 in tale voce era stato allocato l’effetto retroattivo del contratto con l'Autorità del Turismo del Qatar, su cui si è tanto discusso, ai fini della sua rilevanza in termini di Fair Play Finanziario.
Non a caso si è addivenuti alla norma del Regolamento del Fair Play Finanziario che fissa il concetto di “Significant influence”, e di conseguenza la vestizione di parte correlata, ponendo il limite quantitativo in termini percentuali del 30% ai ricavi provenienti da una parte o da più parti aggregate.

Il Grafico seguente mostra l’evoluzione, nel corso degli anni, della distribuzione del fatturato del PSG, appare evidente l’importanza degli altri ricavi (“Autres produits”), che ha toccato il picco negli esercizi dal 2011/12 al 2013/14, ma che comunque è rimasta prevalente negli esercizi successivi.



I Costi.

I costi operativi per il 2017/18 sono aumentati solo del 23,1%, soprattutto a causa dell’aumento degli ammortamenti, che sono aumentati del 24,5%, e del costo del personale, che è aumentato del 22%.
Il totale dei costi operativi aumenta del 23,1% (-2,2% nel 2016/17) da € 531,69 milioni a € 654,46 milioni.
Il costo del personale aumenta di € 59,89 milioni (+22%) da € 272,17 milioni a € 332,06 milioni, con un’incidenza sul fatturato netto, senza plusvalenze, del 59,6%, entro il limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario. Sull’aumento del costo del personale hanno pesato gli ingaggi di alto profilo di Kylian Mbappé e Neymar Jr.

Fino al 2016/17 erano evidenziati come costi per la gestione dei calciatori “Les Coûts des mutations”, che comprendevano sia gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che le provvigioni spettanti agli agenti sui trasferimenti e che ammontavano a € 120,04 milioni.
Nello schema 2017/18, sono evidenziati separatamente il costo per gli ammortamenti calciatori che ammonta a € 149,48 milioni e il costo per gli agenti (“Honoraires d’agents / Intermédiaires”) che ammonta a € 23,23 milioni.
Gli altri costi ammontano a € 149,69 milioni (€ 139,48 milioni nel 2016/17) e registrano un incremento di € 10,21 milioni, pari al 7,3%.

Il Player Trading.



Il saldo economico dovuto alle operazioni dei trasferimenti calciatori è positivo per € 145,39 milioni (€ 13,75 milioni nel 2016/17). Tale voce non riesce a coprire il costo annuale relativo ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, comprensivo del costo degli agenti, pari a € 172,7 milioni (€ 120 milioni nel 2016/17). In particolare, gli ammortamenti risultano pari a € 149,8 milioni e il costo degli agenti ammonta a € 23,23 milioni.

Le cessioni con corrispettivo più importanti nel 2017/18 sono state: Lucas Moura (Tottenham Hotspur); Blaise Matuidi (Juventus FC); Serge Aurier (Tottenham Hotspur); Jean-Kévin Augustin (RasenBallsport Lipsia) e Youssouf Sabaly (FC Girondins Bordeaux).

La Gestione Finanziaria.

La gestione finanziaria è risultata negativa per € 12,3 milioni, mentre nel 2016/17 è stata negativa per € 7,84 milioni.

La Gestione Straordinaria.

La gestione straordinaria ha registrato un saldo positivo per € 3,6 milioni; mentre, nel 2016/17 era esposto un saldo positivo per € 3,34 milioni.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 62,8 milioni; mentre, nel 2016/17, era negativo per € 19,41 milioni e nel 2015/16, era positivo per € 10.936.000.

Il risultato aggregato del triennio 2015/16-2017/18, risulterebbe essere positivo, considerando anche il fatto che si dovrebbero anche escludere i costi non rilevanti.

Conclusioni.

L’acquisto di Kylian Mbappé e Neymar Jr, è stato una significativa dichiarazione di intenti di voler vincere le competizioni più importanti, segnatamente la UEFA Champions League, non badando a spese e sforando i parametri di mercato, conosciuti fino ad allora. Invero il risultato sportivo a livello di UEFA Champions League 2017/18 non è stato brillante.

Sul Risultato economico dell’esercizio 2017/18, ha influito il player Trading, l’incremento dei costi del personale e degli ammortamenti, dovuto agli investimenti effettuati. In ogni caso l’incremento degli altri ricavi (“autres produits”) ha attenuato l’incremento del costo del personale.

Per quanto riguarda il prossimo futuro, sarà interessante osservare come l’UEFA intenderà preservare le regole del Financial Fair Play, facendole rispettare a club come il PSG, che hanno importanti e facoltose proprietà.

giovedì 9 maggio 2019

I Conti dei club della Premier League 2017/18.




Luca Marotta


I conti dei club della Premier League relativi alla stagione sportiva 2017/18, continuano a mostrare, nel complesso, uno stato di salute buono, sotto il profilo del fatturato, della capacità di generare utili e della solidità patrimoniale.  
Il fatturato netto 2017/18 rispetto al fatturato 2016/17 risulta in aumento del 5,4%, aumentando di £ 244,5 milioni (circa 275,9 milioni di Euro, ad un cambio medio annuale di 1£ = 1,1286 €)
Nonostante l’ulteriore incremento di £ 67,5 milioni dei ricavi per la cessione dei diritti TV, rispetto alla precedente stagione sportiva, la Premier League 2017/18 diminuisce leggermente la sua dipendenza dai proventi derivanti dalla cessione dei diritti TV, dal 60,7% del 2016/17 al 59% del 2017/18, a causa dell’incremento dei ricavi commerciali £ 128,2 milioni.
Dai dati esposti emergerebbe, senza dubbio, l’importanza dei diritti televisivi come fonte principale di ricavo per il fatturato netto. Nel 2017/18, i ricavi per diritti TV superano la somma dei totali delle altre fonti di ricavo. Il tutto è merito delle condizioni contrattuali favorevoli che la Premier League è riuscita a spuntare per la cessione dei diritti televisivi.
Molto “saggia” appare la norma che riguarda le misure del controllo dei costi a breve termine che impone ai Club della Premier League di non aumentare i costi della rosa attingendo ai fondi provenienti dai i diritti TV della Premier League se non nell'ambito di determinati limiti. Tale norma che ha carattere prudenziale, potrebbe essere interpretata anche come misura di salvaguardia del sistema. In media, il costo del personale incide sul fatturato netto per il 52,9%.



Nel 2017/18, i club della English Premier League hano registrato un risultato netto dopo le imposte positivo per circa £ 296,7 milioni (€ 334,9 milioni). Invece, per la Serie A italiana 2017/18 il risultato netto aggregato di tutti i club risulta negativo per circa € 90,7 milioni e la voce ricavi TV supera nettamente la somma dei totali delle altre fonti di ricavo, con un’incidenza sul fatturato netto, che si avvicina al 55%, pertanto risulta necessario ricorrere alle plusvalenze per far quadrare i conti. Comunque bisogna evidenziare che i ricavi TV della Premier League 2017/2018, nel complesso inclusi i ricavi da competizioni UEFA, pari a circa £ 2,83 miliardi (€ 3,2 miliardi) sono più del doppio di quelli della Serie A 2017/18, inclusi i ricavi da competizioni UEFA, pari a circa 1,3 miliardi di Euro.
Si può affermare che i ricavi della Premier League 2017/2018, oltre ad essere nettamente superiori a quelli della Serie A italiana 2017/2018, fanno pensare anche ad un modello organizzativo meglio gestito oltre a migliori condizioni economiche generali di sistema.

Il Fatturato Netto.

Il fatturato netto 2017/18 della Premier League è di £ 4,81 miliardi (£ 4,56 miliardi nel 2016/17; £ 3,6 miliardi nel 2015/16 e £ 3,3 miliardi nel 2014/15), pari a circa 5,4 miliardi Euro.
I primi sei club per fatturato hanno occupato i primi sei posti della classifica della stagione sportiva ed hanno partecipato alle competizioni europee. Anche nel 2016/17 i primi sei club per fatturato hanno occupato i primi sei posti della classifica della stagione sportiva; mentre nel 2015/16 ci fu il caso Leicester che giunse primo in Premier League con l’ottavo fatturato e il Southampton, che conquistò il sesto posto in campionato con il decimo fatturato.

Nella stagione sportiva 2017/18, risulta che il Club col maggior fatturato netto, come anche nel 2016/17 e 2014/15, è stato il Manchester United con £ 590 milioni (£ 581,2 milioni nel 2016/17; £ 515,3 milioni nel 2015/16; £ 395,2 milioni nel 2014/15), che si è classificato al secondo posto in campionato (6° nel 2016/17; 5° posto nel 2015/16; 4° nel 2014/15). Il Manchester City con il secondo fatturato pari a £ 500,5 milioni si è piazzato al primo posto in EPL (£ 473,4 milioni nel 2016/17 e 2° posto in EPL; £ 391,8 milioni nel 2015/16 e 4° posto in EPL). Il Liverpool con £ 455,1 milioni ha il terzo fatturato, con il 4° posto in EPL e il Chelsea il quarto fatturato con £443,4 milioni e il 5° posto in EPL. L’Arsenal con £ 415,4 milioni ha il quinto fatturato e si è piazzato al sesto posto in EPL (£ 415,4 milioni e 5° posto nel 2016/17; £ 347,4 milioni e 2° posto nel 2015/16), facendo peggio di due posizioni rispetto alla classifica del fatturato.
Il Tottenham con £ 380,7 milioni ha il sesto fatturato, con il 3° posto in EPL.



Se si considerasse il teorema secondo cui esiste una stretta correlazione tra fatturato e posizione in classifica, risulterebbe che il club che ha fatto meglio in Premier League rispetto alla classifica del fatturato è il Burnley, che ha scalato sette posizioni; mentre i club che hanno fatto peggio è il Southampton che ha perso sei posizioni, rispetto alla posizione della classifica del fatturato.



Dal grafico emerge che i club che hanno fatto meglio in Premier rispetto al fatturato sono otto: Manchester City; Tottenham; Burnley; Leicester; Crystal Palace; Bournemouth; Watford e Huddersfield Town.
I club che hanno fatto peggio sono undici: Manchester United; Liverpool; Chelsea; Arsenal; Everton; Newcastle United; West Ham; Brighton and Hove Albion; Southampton; Swansea; e Stoke City.
L’unico club la cui posizione in base alla classifica della Premier League 2017/18 coincide con la posizione in classifica del fatturato è il West Bromwich Albion.

Negli ultimi tre posti della classifica del fatturato, figurano due squadre retrocesse: West Bromwich Albion e Stoke City. L’altro club retrocesso, lo Swansea, mostrava il diciassettesimo fatturato.

In sintesi, anche nel 2017/18, la classifica finale della Premier League, come nel 2016/17, ha smentito la tesi che “vince chi fattura di più”.

L’Incidenza dei Ricavi TV sul Fatturato Netto (TV and Broadcasting/Turnover).

I ricavi per “TV and Broadcasting” della Premier League 2017/18 ammontano a circa 2,8 miliardi di sterline (£ 2,77 miliardi nel 2016/17; £ 1,9 miliardi nel 2015/16), pari a circa 3,2 miliardi di Euro. Considerando il fatturato netto, senza plusvalenze, pari a £ 4,81 miliardi, si ottiene un’incidenza del 58,97 %.
Sull’importo complessivo incidono anche le competizioni europee. I club che hanno disputato la UEFA Champions League 2017/18, sono stati 5: Chelsea; Manchester City; Liverpool; Tottenham e Manchester United. L’ Arsenal e l’Everton hanno partecipato alla UEFA Europa League.
Il club col maggior fatturato televisivo è il Liverpool con £ 220,1 milioni, pari a circa 248,4 milioni di Euro, seguito da Manchester City con £ 211,5 milioni, pari a circa 238,7 milioni di Euro e Manchester United con £ 204,1 milioni.
Subito dopo seguono gli altri club impegnati nelle competizioni europee: Chelsea con £ 204,1 milioni; Tottenham con £ 200,7 milioni; Arsenal con £ 180,1 milioni ed Everton con £ 130 milioni.
Il Leicester ha fatturato £ 124,2 milioni (£ 190,8 milioni nel 2016/17), pari a circa 140,1 milioni di Euro, e risulta al nono posto (4° posto nel 2016/17) perché non ha goduto dei ricavi della UEFA Champions League.



Gli ultimi tre posti, come nel 2016/17, sono occupati dai club retrocessi: Swansea con £ 104,6 milioni (€ 118,1 milioni); West Bromwich Albion con £ 102 milioni (€ 115,1 milioni) e Stoke City con £ 100,9 milioni (€ 113,9 milioni), che per la Serie A italiana sono una cifra da quarto posto.

Per quanto riguarda la differenza con la Serie A italiana ammonta a circa 2,9 miliardi di Euro. Il dibattito riguardante sullo squilibrio interno e della differenza con i proventi di altre Leghe Europee si è concentrato soprattutto sui criteri di ripartizione dei diritti e non sulla struttura organizzativa della stessa Lega Serie A

I ricavi da Match Day.

Complessivamente i ricavi da Match Day incidono per il 13,8% sul fatturato netto escluse le plusvalenze e risultano pari a £ 663.3 milioni (£ 614,5 milioni nel 2016/17), circa 748.6 milioni di Euro.
Per le prime posizioni, la classifica rispecchia quella dell’anno precedente, con al primo posto il Manchester United, seguito dall’Arsenal, Liverpool e Chelsea.
In genere, dovrebbe esserci una stretta correlazione tra incassi da botteghino, capacità dello stadio e numero di eventi ospitati.

Per quanto riguarda il Tottenham, l’aumento dei ricavi da Match Day è dovuto al fatto che nella stagione sportiva 2017/18 il Tottenham ha giocato nel Webley Stadium; mentre, nel 2016/17 ha disputato le partite nel vecchio stadio “White Hart Lane Stadium”.  La media dei biglietti venduti a partita è stata di 68.500.



Il club col maggiore importo è il Manchester United con £ 109,7 milioni, seguito dall’Arsenal con £ 98,9 milioni. Il Liverpool si colloca al terzo posto con £ 80,7 milioni seguito dal Chelsea con £ 73,9 milioni. Rispetto al 2016/17, al quinto posto, il Tottenham con £ 71 milioni supera il Manchester City con £ 56,6 milioni. All’ultimo posto si colloca Huddersfield Town con £ 4,8 milioni.
Come nel 2016/17, bisogna evidenziare che gli ultimi tre posti non sono occupati dai club retrocessi. In particolare, il Bournemouth, è il club con lo stadio con minore capacità.

I ricavi commerciali.

I ricavi commerciali, compresi i ricavi da “Corporate Hospitality” e gli altri ricavi, incidono per il 27,2% sul fatturato netto. Il totale complessivo ammonta a 1,3 miliardi di sterline, pari a circa 1,47 miliardi di Euro, che è una cifra nettamente superiore ai ricavi TV della Serie A italiana 2017/18, che è la maggiore fonte dei ricavi della stessa.
Al primo posto si colloca il Manchester United con £ 276,1 milioni, pari a circa 311,6 milioni di Euro. Il Manchester City, anche con l’aiuto delle sponsorizzazioni con parti correlate si colloca al secondo posto con £ 232,3 milioni. Il Chelsea, si colloca al terzo posto con 165,4 milioni; mentre il Liverpool risulta quarto con £ 154,3 milioni, davanti al Tottenham con £ 109,1 milioni. L’Arsenal è al sesto posto con £ 106,9 milioni.
Lo Stoke City, che è retrocesso, occupava l’undicesimo posto con £ 18,6 milioni, pari a circa 21 milioni di Euro ed il West Bromwich Albion il quindicesimo posto con £ 15,3 milioni, pari a circa 12,97 milioni di Euro.



Gli ultimi due posti sono occupati da Huddersfield Town e Bournemouth, club di medio bassa classifica, che tuttavia hanno conseguito la permanenza in Premier League anche per il 2018/19. Il terzultimo posto è occupato dal Brighton.

Il Player Trading.

Gli Ammortamenti e l’impairment sui diritti alle prestazioni dei calciatori ammontano complessivamente a £ 1,16 miliardi. Il risultato complessivo relativo alle cessioni dei calciatori 2017/18 è pari a £ 836,4 milioni e non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori. Il risultato complessivo del Player Trading è negativo per £ 325,3 milioni. Il club col miglior Player Trading è il Liverpool, con un risultato positivo di £ 46.5 milioni, seguito dal Southampton con un risultato positivo di £ 32,2 milioni.
Il club col maggior costo per ammortamenti calciatori è il Manchester United con £ 138,4 milioni, seguito dal Manchester City con £ 134,3 milioni. Non a caso espongono il peggior risultato relativo al Player Trading, anche perché i grandi club hanno altre fonti di ricavo, cui attingere.
Il club col miglior risultato in tema di cessione calciatori è il Liverpool con £ 123,9 milioni, seguito dall’Arsenal con £ 113,0 milioni e Everton con £ 87,8 milioni.



Non è forse un caso, che un campionato che ha un fatturato netto elevato per diritti tv, ricavi commerciali e ricavi da gare, abbia un risultato da Player Trading negativo, anche perché la possibilità di acquisire calciatori con un costo del cartellino molto elevato, comporta necessariamente l’evidenziazione di notevoli costi per ammortamento.

Il Costo del Personale.

Il Costo totale del personale dei club della Premier League 2017/18 è di circa 2,83 miliardi di Sterline (£ 2,49 miliardi nel 2016/17) e assorbe circa il 58,9% del Fatturato Netto (54,7% nel 2016/17).
Il club col maggior costo del personale è risultato il Manchester United con £ 295,9 milioni, seguito dal Liverpool con £ 263,6 milioni, dal Manchester City con £ 259,6 milioni e dal Chelsea con £ 244,1 milioni.
Per quanto riguarda i club che si sono classificati ai primi tre posti del campionato, il Manchester City si colloca al terzo posto con £ 259,6 milioni (1° costo del personale nel 2016/17, con £ 264,1 milioni). Il Costo del Personale del Manchester United, giunto al secondo posto in campionato, si colloca al primo posto con £ 295,9 milioni. Il Tottenham, arrivato terzo in Premier League, ha il sesto costo del personale con £ 147,6 milioni (6° posto nel 2016/17, con £ 126,9 milioni).



I club retrocessi mostravano il tredicesimo costo del personale, pari a £ 94,3 milioni, con lo Stoke City; il quindicesimo costo del personale, pari a £ 92,2 milioni col West Bromwich Albion e il sedicesimo costo del personale con lo Swansea con £ 91,3 milioni.

In termini di rapporto tra costo del personale e fatturato il club che ha il rapporto più elevato risulta il Crystal Palace con il 78%; seguito dall’Everton con il 76,9%; dal Bournemouth col 75,5%; dal Leicester col 74,9%; dal Southampton col 74,2%; dallo Stoke City col 74,1%; dal West Bromwich Albion col 73,9% e dallo Swansea col 71,2%. Tali otto club sono anche quelli che superano la soglia del 70%. Invece, i l club con il rapporto più basso risulta il Tottenham con il 38,8%, che è il solo club al di sotto della soglia del 50%.

Se si considerasse il Costo del Lavoro Allargato, comprensivo di costo del personale e ammortamenti, a punto, risulterebbe che il club che ha speso meno è il Burnley con £ 2,03 milioni a punto, seguito dall’Huddersfield Town con £ 2,19 milioni a punto realizzato. Il Tottenham risulta il quarto club che ha speso meno per ogni punto conquistato con £ 2,74 milioni.
Il Stoke City retrocesso ha speso 4,55 milioni di sterline a punto.
La media del costo del lavoro allargato a punto risulta di 3,84 milioni a punto. I club sopra la media sono nove: Manchester United; Swansea; Manchester City: Arsenal ; Everton; Liverpool; Stoke City; Southampton e Chelsea .



Il club col maggior costo del lavoro allargato, ossia il Manchester United ha speso in termini di costo del lavoro allargato, per realizzare punti in campionato, la cifra di £ 5,36 milioni a punto. Il Manchester City, che ha vinto il campionato, ha speso £ 3,94 milioni per ogni punto, anche per il fatto che ha conquistato 100 punti. Il Chelsea ha speso £ 5,25 milioni a punto e l’Arsenal 5,27 milioni a punto.

L’Incidenza del Costo del Personale sui Ricavi TV.

L’Incidenza del Costo del Personale sui Ricavi TV della Premier League 2017/18, in media è del 95,5% (90,1% nel 2016/17; 116,7% nel 2015/16). Si pensi che nel 2012/13 era del 147,4%.
Ciò sta a significare che i ricavi TV della Premier League riescono a coprire completamente il costo del personale. I segnali di miglioramento sono evidenti, perché nel 2012/13 la percentuale di copertura, da parte dei ricavi TV, era inferiore essendo pari al 67,8%.
Il vantaggio della Premier League, rispetto alla Serie A, è che i ricavi TV, sono nettamente superiori, come lo sono le altre componenti del fatturato caratteristico, e sta esercitando effetti positivi la misura del controllo dei costi a breve termine.

Il Risultato Prima delle Imposte Aggregato.

Il Risultato Prima delle Imposte aggregato della Premier League 2017/18 è positivo per 472,7 milioni di sterline (positivo per £ 571 milioni nel 2016/17; negativo per £ 94,5 milioni nel 2015/16; positivo per £ 122,8 milioni nel 2014/15). Sul dato aggregato incide il fatto che ben 13 club, ossia ben oltre la metà dei club della Premier League, espongono un risultato prima delle imposte superiore a 10 milioni di sterline.
Il Tottenham espone il risultato positivo migliore con £ 138,9 milioni, seguito dal Liverpool con 125,1 milioni e dall’Arsenal con £ 70,2 milioni.



Risultano sette club con un dato negativo; mentre nel 2016/17 era solo uno; nel 2015/16 erano otto club e nel 2014/15 erano solo sei club.
I club in perdita oltre £ 10 milioni sono: Stoke City con £30,1 milioni; Watford con £31,6 milioni e Crystal Palace con £35,5 milioni.

La Situazione Patrimoniale.

Il totale delle attività, ossia dei mezzi a disposizione, dei club della Premier League, relativi alla stagione sportiva 2017/18, ammonta a circa 9,2 miliardi di Sterline (£ 7,6 miliardi nel 2016/17; £ 6,8 miliardi nel 2015/16), pari a circa 10,4 miliardi di Euro. Tali mezzi sono finanziati con mezzi propri per circa il 30,9%.
Per la classifica relativa all’attivo, il club con l’attivo più elevato, e quindi con più mezzi a disposizione è il Manchester United con 1,55 miliardi di sterline, che si è classificato in campionato al secondo posto; seguito dal Tottenham (terzo in campionato) con £ 1,3 miliardi; dal Manchester City (primo in campionato) con £ 1,2 miliardi e dall’Arsenal con £ 1 miliardo (in campionato al sesto posto). Il Chelsea, che è arrivato quinto in campionato, risulta con un attivo di 755,3 milioni di sterline, al quinto posto per mezzi a disposizione.



L’unico club con meno di 100 milioni di sterline di attivo, ossia di mezzi a disposizione, è l’Huddersfield Town con 80,8 milioni di sterline.

L’attivo non corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 6,65 miliardi (£ 5,3 miliardi nel 2016/17); tale voce è aumentata, rispetto alla stagione precedente del 26,1%.  Tra i club col maggior attivo non corrente spiccano il Manchester United con £ 1,13 miliardi e il Tottenham con £ 1,13 miliardi a causa dell’importante investimento nel nuovo stadio.

L’attivo corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 2,55 miliardi.

L’ammontare dei mezzi propri totali è di £ 3,2 miliardi (£ 2,4 miliardi nel 2016/17); tale voce è aumentata, rispetto alla stagione precedente del 17,4%.

Come nei tre esercizi precedenti, il Club col maggior Patrimonio Netto è il Manchester City, con £ 746,6 milioni, seguito dal Manchester United, con £ 425,3 milioni ed Arsenal con £ 419,9 milioni. I club con più di £ 100 milioni di Patrimonio Netto sono nove: Manchester City; Manchester United; Arsenal; Tottenham; Liverpool; Chelsea; Everton; Leicester e Southampton.

Il Club col maggior Equity Ratio è il Manchester City, con 61,9%, seguito dal Chelsea con 52%; Leicester con 50,7%.
Il club che presenta l’Equity Ratio negativo peggiore è lo Stoke City seguito dal Bournemouth.
Figurano sei club con patrimonio netto negativo: Huddersfield Town; West Ham; Watford; Stoke City; Bournemouth e Brighton.
Il club che presenta il Patrimonio Netto negativo più elevato è il West Ham seguito dallo Stoke City.
Il Passivo corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 3,6 miliardi (£ 3,1 miliardi nel 2016/17); tale voce è aumentata, rispetto alla stagione precedente del 17,4%. In genere, nel passivo corrente delle squadre di calcio vengono allocati anche i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione successiva, che non sono veri e propri debiti.
Il Passivo non corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 2,7 miliardi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Si è solvibili quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più si è solvibili.
L’insieme dei club della Premier League 2017/18 evidenzia un indice di solvibilità totale abbondantemente superiore a 1, essendo pari a 1,45 (1,46 nel 2016/17; 1,43 nel 2015/16), ciò vuol dire che complessivamente il valore dei beni a disposizione è sufficiente a pagare i debiti.



Tuttavia per sei club il valore è inferiore a 1 e si tratta di Brighton & Hove Albion; Watford; West Ham; Huddersfield Town; Bournemouth e Stoke City.

NET DEBT



Per quanto riguarda la posizione finanziaria netta complessiva è negativa per £ 1,46 miliardi (-£ 797,3 milioni nel 2016/17; -£ 862,7 milioni nel 2015/16). Tuttavia figurano cinque club con una posizione finanziaria netta positiva: Chelsea; Burnley; Arsenal; Leicester e Southampton.
I club che superano l’importo di 100 milioni di sterline come posizione finanziaria netta negativa sono sei: Tottenham; Manchester United; Liverpool; Newcastle; Brighton e Stoke.  

Conclusioni.

Dai dati relativi alla stagione sportiva 2017/18, il business della Premier League appare solido e profittevole.
Indubbiamente, i ricavi relativi alla cessione dei diritti TV, che sono diventati la principale fonte di reddito della Premier League sia in valore assoluto che come peso percentuale, svolgono un ruolo importante. L’importo notevole dei ricavi relativi alla cessione dei diritti TV per la Premier League unitamente alle Regole Inglesi in tema di controllo economico-finanziario, che pongono un limite alle perdite triennali e stabiliscono delle misure di controllo dei costi del personale, unitamente ai ricavi commerciali e da botteghino, sono alcune delle cause che contribuiscono a rendere solido il business della Premier League. Altre cause bisognerebbe ricercarle nel modello organizzativo e nella dotazione di infrastrutture.
Nel medio-lungo periodo, sarà interessante seguire nel futuro, come le condizioni economiche generali, potranno influenzare la solidità del business, si pensi alla “Brexit” o ad eventuali svalutazione della sterlina.