sabato 29 settembre 2018

Gruppo Manchester United Plc 2017/18: fatturato record e perdita per la riforma fiscale di Trump.





Luca Marotta


Il 25 settembre 2018 sono stati resi noti i risultati della quarta trimestrale 2017/18 del Gruppo Manchester United plc. I risultati della quarta trimestrale riportano anche quelli dell’intero esercizio 2017/18.

I risultati, resi noti il 25 settembre 2018, come l’esercizio precedente, evidenziano un nuovo record di fatturato pari a £ 590 milioni (£ 581,2 milioni nel 2016/17 e una perdita consolidata netta di esercizio pari a £ a causa della riforma fiscale di Trump, che ha costretto a rivedere la fiscalità differita, con svalutazione dei crediti relativi.
In ogni caso il risultato prima delle imposte è positivo per 26,1 milioni.

Ed Woodward, “Executive Vice Chairman”, ha evidenziato che il club è molto attento al settore giovanile e che le maggiori aspettative di ricavi, per l'anno 2018/19, dimostrano la costante e solida performance finanziaria a lungo termine che sostiene l’attività del club e consente di competere per l’acquisizione dei migliori talenti in un mercato dei trasferimenti sempre più competitivo

Il fatturato del Gruppo Manchester United plc nel 2017/18 è andato oltre le previsioni, che erano di £ 575/585 milioni di sterline, raggiungendo la cifra record di 590 milioni di sterline (£ 581,2 milioni nel 2016/17), pari a circa 665,9 milioni di Euro (al cambio del 29.06.2018 di 1 € = 0,88605 £), conseguendo una perdita di £ 37,27 milioni (€ 42,1 milioni) a fronte di un utile di £ 39,2 milioni, conseguito nel 2016/17. L’incremento del fatturato è stato di £ 8,8 milioni, ed è dipeso soprattutto dall’aumento dei ricavi media.

Il CAGR del fatturato degli ultimi 5 anni è dell’8,03%.




L’Ebitda rettificato è risultato positivo per £ 177,1 milioni (£ 199,8 milioni nel 2016/17). L’Adjusted EBITDA è un dato particolarmente significativo per la misurazione dei risultati economici del Gruppo.

Nel 2017/18, la crescita dei ricavi operativi (+1,5%) è risultata in percentuale inferiore a quella dei costi operativi (+10,3%) e l’incremento del risultato positivo del Player Trading non ha permesso di conseguire un risultato operativo positivo, evidenziandone uno negativo.

Anche nel 2016/17, la crescita dei ricavi operativi (+12,8%) è risultata in percentuale inferiore a quella dei costi operativi (+17,1%), tuttavia il risultato positivo del Player Trading ha permesso di conseguire un risultato operativo con un incremento del 17,4%.
Il risultato positivo del 2015/16, era dovuto alla crescita dei ricavi nettamente superiore alla crescita dei costi. La perdita consolidata del 2014/15, pari a £ 895 mila, era dipesa oltre che dalla mancata partecipazione alla Champions League, anche dal costo dell’operazione di rifinanziamento del debito, che determinò un aumento degli oneri finanziari netti.
Di fatto, già dal 2016/17, la sfida a livello economico, con gli altri grandi club europei per il primato del club di calcio che fattura di più si è innalzata di livello oltre la soglia dei 650 milioni di Euro.

La stagione sportiva 2017/18 ha visto la partecipazione alla Champions League, con l’eliminazione agli ottavi ad opera del Siviglia; l’eliminazione ai quarti di English Football League Cup 2017-2018 ad opera del Bristol City.
In Premier League il Manchester United è giunto secondo (6° posto nel 2016/17) con 81 punti.
Nella finale di FA Cup, disputata il 19 maggio 2018, il Manchester United ha perso con il Chelsea.

Il Gruppo.

Il Gruppo è controllato da Manchester United plc, che è una società, quotata a Wall Street (NYSE). La società è stata costituita secondo il diritto societario delle Isole Cayman ed è a sua volta controllata da Red Football LLC, registrata nel Delaware (USA), che appartiene alla famiglia Glazer.
Le società controllate interamente possedute direttamente o interamente sono circa quindici, tra cui Manchester United Football Club Limited (Club di calcio professionistico).
Tutte le società sono registrate ed operano in Inghilterra e nel Galles, ad eccezione di Red Football Finance Limited, che è registrata e gestita nelle isole Cayman e Manchester United Commercial Enterprises (Ireland) Limited, registrata e operante in Irlanda.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo è aumentato dello 0,8%, da £ 1,53 miliardi a £ 1,55 miliardi. In altre parole, il Manchester United ha a disposizione mezzi per un valore di circa 1,75 miliardi di Euro.
La struttura dell’attivo è prevalentemente “immobilizzata”. Infatti, le attività non correnti, pari a £ 1,13 miliardi, costituiscono il 73,3% dell’attivo (74% nel 2016/17). Ciò che caratterizza il consolidato è l’enorme peso dell’avviamento, che è pari £ 421,4 milioni (€ 475,6 milioni) e che da solo rappresenta il 23,9% dell’attivo. Da notare che i princìpi contabili internazionali IAS-IFRS, non assoggettano l'avviamento ad ammortamento, ma lo sottopongono, annualmente, ad un test denominato “impairment” per la verifica del suo valore, che nel bilancio in questione risulta invariato rispetto al 2016/17.
Il valore contabile netto della rosa da ammortizzare ammonta a £ 369,5 milioni (£ 290,6 milioni nel 2016/17), pari a circa € 417 milioni, ed evidenzia un incremento del 27,1%. Sull’incremento ha pesato molto l’acquisto di Romelu Lukaku. Il valore della rosa rappresenta solo il 23,9% dell’attivo ed è coperto interamente dai mezzi propri.
Le immobilizzazioni materiali sono aumentate da £ 244,7 milioni a £ 245,4 milioni, con un incremento dello 0,3% e gli investimenti immobiliari risultano pari a £ 13,84 milioni (£ 13,97 milioni nel 2016/17).

L’INDICE DI FINANZIAMENTO DEL PATRIMONIO CALCIATORI.
L’indice di finanziamento del Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali alle prestazioni dei calciatori con i Mezzi Propri. Nel caso in questione è pari a 1,15. Questo significa che tutti i calciatori sono stati acquistati con i mezzi propri, e non si è dovuto ricorre al capitale di terzi a tal scopo.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,38.
Infatti, l’equity ratio è pari a 27,5% e si ricorre prevalentemente al capitale di terzi, nella misura del 72,5%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,38, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, tra questi beni è compreso l’avviamento pari a £ 421 milioni, circa il 27,3% dell’attivo. Anche se si escludesse l’avviamento, l’indice di solvibilità totale sarebbe comunque pari a 1,003.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,89, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe, di poco, in grado di pagare i debiti a breve.
Il capitale circolante netto è negativo per la cifra di £ 51 milioni, ed in aumento rispetto al 2016/17. In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Nel caso in questione a determinare la negatività influiscono i ratei e risconti passivi per £ 183,57 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed è pari a £ 425,3 milioni (€ 479,96 milioni). Il 30 giugno 2017, il patrimonio netto era pari a £ 477,6 milioni, perciò, il decremento di £ 52,35 milioni è dovuto al decremento di £ 56,33 milioni della riserva utili e all’incremento delle riserve di copertura (“hedging reserve”), che sono aumentate di £ 3,98 milioni.
La variazione della riserva utili è dovuta soprattutto alla perdita dell’esercizio per £ 37.270.000 e al fatto che durante l’esercizio sono stati pagati dei Dividendi per £ 21.982.000.
La Società ha due classi di azioni ordinarie in circolazione: azioni ordinarie di Classe A e azioni ordinarie di Classe B, ciascuna con un valore nominale di $ 0,0005 per azione.
Al 31 dicembre 2017, il capitale sociale emesso dalla Società comprendeva 40.194.754 azioni ordinarie di Classe A e 124.000.000 di azioni ordinarie della Classe B per un valore nominale complessivo di £ 53,000.

I mezzi propri finanziano il 27,5% dell’attivo (31,1% nel 2016/17).

L’indebitamento finanziario netto.



Il totale dei debiti finanziari lordi, al 30 giugno 2018, ammonta a £ 495,7 milioni (€ 559,5 milioni), mentre al 30 giugno 2017 erano pari a £ 503,4 milioni, con un decremento del 1,5%. Il debito lordo in USD resta invariato. Solo £ 9,1 milioni (£ 5,7 milioni nel 2016/17) sono allocati tra le passività correnti. L’indebitamento finanziario lordo finanzia il 32,1% dell’attivo (32,8% nel 2016/17).
Le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti risultano pari a £ 242 milioni (€ 273,14 milioni) e registrano un decremento del 16,6%.
L’indebitamento finanziario netto risulta pari a £ 253,7 milioni (€ 369,85 milioni) e registra un decremento del 19,1%, pari a £ 40,66 milioni, principalmente a causa di una diminuzione complessiva delle disponibilità liquide. In ogni caso, l’indebitamento finanziario netto risulta abbondantemente inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è aumentato da 1,07 a 1,4. Poiché tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2 e, invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito, sembrerebbe confermato il fatto che l’aumento esponenziale dei ricavi permette al Manchester United di rendere sostenibile l’indebitamento finanziario, anche se l’origine del debito non deriva dalla gestione caratteristica, ma è conseguenza di fattori esogeni, come l’operazione dell’acquisto a debito.

Il Rendiconto Finanziario.

Il Rendiconto finanziario del Manchester United nel 2017/18, evidenzia un assorbimento di liquidità della gestione, causata soprattutto dall’attività di investimento che non ha trovato copertura da parte della struttura del business caratteristico.



La variazione delle disponibilità liquide (compresi gli effetti dei tassi di cambio) è stata negativa per £ 48,4 milioni. 
Il Flusso di cassa netto derivante dall’attività operativa dell’esercizio è positivo per £ 95,25 milioni. Il Flusso di cassa netto da attività di investimento ha drenato £ 121,27 milioni. Per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali, risultano pagamenti per £ 154,96 milioni e incassi per £ 46,86 milioni.
Il Flusso di cassa generato dall'attività di finanziamento è stato negativo per £ 22,4 milioni; infatti, durante l’esercizio sono stati pagati dividendi per £ 21,982,000.

L’importo derivante dalle differenze di cambio su disponibilità liquide e mezzi equivalenti è stato pari a £ 175 mila.

I Ricavi.



Il fatturato registra un incremento dell’ 1,5%, assestandosi a £ 590 milioni (£ 581,2 milioni nel 2016/17), pari a circa € 665,9 milioni, superando, per la terza volta consecutiva, la soglia record dei 600 milioni di Euro di fatturato.
Per quanto riguarda la composizione del fatturato netto, l’incidenza dei ricavi commerciali risulta pari al 46,8%; mentre i ricavi TV hanno inciso per il 34,6% e i ricavi da Match Day per il 18,6%.



Il grafico seguente mostra come nella composizione percentuale del fatturato dal 2012 prevalgano i ricavi commerciali.



I ricavi commerciali sono ulteriormente cresciuti dello 0,2%, raggiungendo il record di £ 276,1 milioni (£ 275,5 milioni nel 2016/17). Negli ultimi 5 anni, i ricavi commerciali sono cresciuti in media del 9,9% ad anno. I ricavi per sponsorizzazioni sono aumentati del 1%, da £ 171.5 milioni a £ 173,2 milioni, con un incremento di £ 1,7 milioni rispetto all'anno precedente.
I ricavi dalle vendite al dettaglio, dal Merchandising e Licensing diminuiscono dell’1,1% da £ 104 milioni a £ 102,4 milioni, con un decremento di £ 1,1 milioni, dovuto principalmente alla differenza temporale degli esercizi.
Durante l’anno 2017/18 sono stati annunciati 7 nuovi accordi commerciali, di cui 1 regionale e 1 partnership di servizi finanziari.
I ricavi TV ammontano a £ 204,1 milioni (£ 194,1 milioni nel 2016/17) e risultano aumentati del 5,2%. La causa è da ricercare principalmente nella migliore classificazione conseguita in Premier League rispetto al sesto dell'anno precedente.

I ricavi da gare sono pari a £ 109,8 milioni (£ 111,6 milioni nel 2016/17), pari a circa € 126,9 milioni, e risultano diminuiti dell’ 1,7%, per aver disputato cinque partite casalinghe in meno nel corso del 2017/18 rispetto al 2016/17, precisamente 3 per competizioni UEFA e 2 per trofei nazionali.

I Costi operativi.

I costi operativi totali sono cresciuti del 10,3% e ammontano £ 564 milioni (£ 511,3 milioni nel 2016/17), pari a circa € 636,5 milioni.
Il costo del personale è aumentato del 12,3%, da £ 263,5 milioni a £ 295,9 milioni (€ 333,9 milioni), a causa dell'aumento dei salari della prima squadra, a seguito degli investimenti nella prima squadra.
L’organico è aumentato da 895 a 922 persone.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato, escluse le plusvalenze, è del 50,2%, mentre nell’esercizio precedente era del 45,3%. Sono percentuali “virtuose” che rientrano nei limiti stabiliti dal Fair Play Finanziario, grazie all’elevato fatturato.
Le svalutazioni aumentano da £ 10,23 milioni a £ 10,76 milioni e l'ammortamento dei calciatori ammonta a £ 138,8 milioni (€ 156,2 milioni), con un incremento dell’11,2%.
Nell’informativa sui risultati del quarto trimestre è scritto che i costi straordinari del 2017/18 ammontano a 1,9 milioni di sterline, sono relativi al valore attuale dei contributi aggiuntivi che il gruppo dovrebbe pagare per compensare l'aumento del disavanzo dello schema pensionistico della Football League in base all'ultima valutazione attuariale triennale al 31 agosto 2017. Nel 2016/17 figuravano dei proventi straordinari per £ 4,8 milioni, e si riferiscono relativo a un rimborso per un giocatore per un giocatore. Nel 2016/17 i costi eccezionali sono stati pari a £ 15,1 milioni di sterline.

Per quanto riguarda il risultato economico da cessione di calciatori, si è verificata un’eccedenza di plusvalenze per £ 18,1 milioni (£ 10,9 milioni nel 216/17), pari a € 20,45 milioni.  L'utile da cessione delle immobilizzazioni immateriali dell'esercizio si riferisce principalmente alla cessione di Januzaj (Real Sociedad) e a bonus realizzati per la cessione di giocatori.

La gestione finanziaria.

Gli oneri finanziari netti risultano diminuiti di £ 4,3 milioni, passando da £ 24,3 milioni a £ 18 milioni (€ 20,3 milioni), registrando un decremento del 25,7%. La variazione è dovuta principalmente a causa di proventi non realizzati su tassi di cambio su prestiti in dollari senza copertura.

I proventi finanziari lordi risultano aumentati da £ 736 mila a £ 6,19 milioni (€ 6,99 milioni).
Gli oneri finanziari lordi risultano diminuiti da £ 25 milioni a £ 24,2 milioni (€ 27,35 milioni).

Il Breakeven Result

Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 26,1 milioni, pari a circa 29,4 milioni di Euro. Nel 2016/17 era positivo per £ 56,5 milioni; nel 2015/16 era positivo per £ 48,8 milioni.
Pertanto, si otterrebbe un risultato aggregato positivo di £ 131,4 milioni.

Le imposte sul reddito.

Le imposte sul reddito risultano negative per £ 63,4 milioni. Nel 2016/17 erano negative £ 17,4 milioni.
Nell’informativa pubblicata relativa al quarto trimestre è specificato che l'aliquota dell'imposta sul reddito delle società federali degli Stati Uniti è diminuita dal 35% al 21% in seguito all'approvazione sostanziale della riforma fiscale degli Stati Uniti il 22 dicembre 2017. Ciò ha richiesto una rideterminazione della posizione fiscale differita USA esistente nel periodo fino al 31 dicembre 2017. Come conseguenza risulta che l'onere fiscale per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 include una svalutazione contabile, non monetaria, pari a £ 48,8 milioni. Di conseguenza, ciò ha comportato una perdita per i dodici mesi chiusi al 30 giugno 2018 e anche una perdita per azione di base e diluita.

Il Risultato Netto.

A causa delle imposte, nel 2017/18 si è registrato un risultato netto negativo per £ 37,27 milioni.
Nel 2016/17, il risultato netto dell'esercizio era positivo per £ 39,2 milioni e nel 2015/16 era positivo per £ 36,3 milioni.

Prospettive

Le prospettive per l'esercizio 2018/2019 sono buone, con la partecipazione alla Champions League. Gli amministratori del gruppo Manchester United plc prevedono: Ricavi ancora in aumento intorno a £ 615/630 milioni e un EBITDA positivo tra 175 a 190 milioni di sterline.


sabato 22 settembre 2018

Consolidato Manchester City 2017/18: quarto utile consecutivo e fatturato record.




Luca Marotta


Il bilancio consolidato al 30 giugno 2018 di “Manchester City Football Club Limited”, società cui fa capo l’omonimo club di calcio di Premier League inglese e controllata direttamente dalla società Manchester City Limited, per la quarta volta consecutiva, si è chiuso con un utile di £ 10,44 milioni, pari a circa € 11,78 milioni, al cambio del 29.06.2018 di 1 € = 0,88605 £. L’esercizio 2017/18 ha avuto una durata di 12 mesi il precedente di 13 mesi. Nel 2016/17, la durata più lunga, secondo gli Amministratori, ha avuto un impatto negativo sulla redditività del business in quanto vi sono generalmente pochi ricavi a giugno mentre i costi continuano a maturare.
Nel 2016/17 era evidenziato un utile netto consolidato di £ 1,24 milioni; mentre nel 2015/16 era evidenziato un utile netto consolidato di £ 20,48 milioni e nel 2014/15, l’utile netto era pari a £ 10,54 milioni. Quello del 2017/18, trattasi del quarto utile consecutivo conseguito dalla gestione degli sceicchi.
Per la prima volta, il Manchester City, ha superato la soglia di fatturato netto dei 500 milioni di sterline, raggiungendo la cifra di £ 500,46 milioni, pari a 564,82 milioni di Euro.
Il fatturato 2017/18 cresce del 5,7% rispetto all'anno precedente e rappresenta il decimo periodo consecutivo di crescita dei ricavi sotto la proprietà di Abu Dhabi United Group. L'aumento dei ricavi è stato determinato principalmente da una crescita sia dei ricavi commerciali che dei ricavi televisivi UEFA.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2017/18, il Manchester City ha vinto la “Premier League”, superando più di 25 record e qualificandosi per la UEFA Champions League per l’ottava stagione consecutiva; ha raggiunto i quarti di UEFA Champions League (ottavi nel 2016/17); ha vinto la Football League Cup (quarto turno nel 2016/17), battendo in finale l’Arsenal per 3 a zero; mentre in Coppa di Inghilterra (“FA Cup”) è stato eliminato al quinto turno dal Wigan.

Nell'agosto del 2017, il club spagnolo Girona FC, è diventato un club del City Footbal Group, che comprende: Manchester City, New York City, Melbourne City, con una quota di minoranza in Yokohama F. Marinos. La prima stagione disputata nella Liga spagnola è finita con un decimo posto, con una squadra composta da diversi giocatori del Manchester City.

Il Gruppo.

La società “Manchester City Football Club Limited” risulta controllata direttamente da “Manchester City Limited”, che a sua volta è controllata “City Football Group Limited”, una società registrata in Inghilterra e Galles, ma il controllore finale è la società “Abu Dhabi United Group Investment & Development”, che è registrata in Abu Dhabi ed è di proprietà dello Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan. Lo sceicco Mansour ha acquisito il controllo del Manchester City nel 2008.
La società controllata al 100% da “Manchester City Football Club Limited” è “Manchester City Investments Limited”, che risulta non operativa.
La società controllata al 33% da “Eastlands Strategic Development Company Limited” è “Manchester City Investments Limited”, che risulta non operativa.

I rapporti con le parti correlate.

Le operazioni nel corso dell'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 con la società “New York City Football Club LLC”, una consociata (“fellow subsidiary”) di “City Football Group Limited”, era costituito da prestiti per un totale £ 285 mila (2016/17: £ 63 mila), che sono incluse in crediti esigibili entro l'esercizio e la fornitura di servizi di £ 346.000 (2016: £ 1.000) e l'acquisto di servizi per un totale di £ zero (2016: £ 87 mila).

Le transazioni effettuate nell'anno conclusosi il 30 giugno 2018 con Girona FC SAD, una consociata di City Football Group Limited, consistevano in saldi di trading per un totale di £ 1.000 (2017: zero), inclusi in creditori entro un anno, e l'acquisto di servizi per un totale di £ 1.000 (2017: zero).

E’ evidenziato un saldo di £ 37.000 (2017: £ 50.000) tra i debiti con scadenza entro un anno, riguardante Brookshaw Developments Limited, che è una società anch'essa di proprietà di Abu Dhabi, United Investment and Development Ltd.

Per quanto riguarda le operazioni con Abu Dhabi United Group Investment and Development LTD, nel corso del 2017/18, figurano dei costi recuperati dalla controllante di ultima istanza per 119.000 (2017: £ 161.000). Un saldo di £ 486.000 (2017: £ 367.000) è stato incluso nei crediti con scadenza entro un anno.

La continuità aziendale.

I revisori di BDO LLP non hanno rilevato o eccepito nulla sul tema.

Il bilancio consolidato 2017/18 è stato redatto secondo il principio la continuità aziendale, ossia i criteri di valutazione hanno tenuto conto che la società è in grado di onorare gli impegni finanziari presi anche per il futuro.
Dal 2015/16, non si fa più riferimento alla conferma scritta da parte della capogruppo a sostenere finanziariamente il gruppo. Evidentemente, anche la gestione economica relativa all’esercizio 2017/18, come l’esercizio precedente, garantisce la continuità aziendale.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto è abbondantemente positivo e ammonta a £ 746,6 milioni (€ 842,7 milioni). Rispetto al 2016/17, si è registrato un incremento di £ 68,4 milioni (+ 10,1%). La variazione è dovuta al risultato netto consolidato per £ 10,44 milioni e all’aumento di capitale per la differenza.
Durante l’esercizio sono state emesse 58.000.000 di azioni ordinarie di £ 1 per un corrispettivo di £ 1 per azione.
Il patrimonio netto e, quindi, i mezzi propri finanziano il 61,9% dell’attivo. Essendo positivo, è conforme a quanto richiede il regolamento del Fair Play Finanziario. La proprietà del Manchester City preferisce finanziarie l’attività con mezzi propri piuttosto che ricorrere al finanziamento soci, quindi si fa ricorso prevalentemente al capitale di rischio rispetto a quello di prestito.

L’indebitamento finanziario.



La posizione finanziaria netta è negativa per £ 38,1 (€ 43 milioni); mentre, nell’esercizio precedente era negativa per £ 47,62 milioni.
Le disponibilità liquide sono aumentate da £ 18,7 milioni a £ 27,8 milioni (€ 31,4 milioni).
I debiti finanziari sono rappresentati dai debiti per leasing risultano per lo stadio, sono rimasti sostanzialmente stabili, essendo pari a £ 65,95 milioni (nel 2016/17: £ 66,32 milioni).
Ai fini del Fair Play Finanziario bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti da trasferimento calciatori, che è negativo per £ 60,5 milioni. I crediti da trasferimento calciatori ammontano a £ 80 milioni, i debiti a breve termine per trasferimento calciatori sono pari a £ 102,2 milioni (nel 2016/17: £ 71,5 milioni), quelli con durata superiore all’esercizio successivo risultano pari a £ 38,3 milioni (nel 2016/17: £ 14,6 milioni).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti.
Nel caso in questione tali debiti riguarderebbo solo passività per fiscalità differita.
In ogni caso il dato risultante per l’indebitamento finanziario netto risulterebbe conforme a quanto auspicato dal Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, poiché la norma parla di “the amount of debt that is directly attributable to the construction and/or substantial modification of the stadium”, non dovrebbe riguardare l’importo iscritto sotto la voce “obligations under the lease of the Etihad Stadium”, poichè legato alla permuta del 2003.  Tuttavia, occorre dire che nel 2014 furono avviati lavori di ampliamento dello stadio per aumentarne la capacità, tuttavia nel bilancio non sembrano emergere passività relative a tale ampliamento, che evidentemente risulterebbero già pagate.
In effetti, nel bilancio figurano passività non correnti per un totale di £ 111,5 milioni, di cui £ 65,6 milioni per “obligations under the lease of the Etihad Stadium”; £ 38,3 milioni per debiti da trasferimenti calciatori per £ 7,6 milioni per passività fiscali differite.
Le passività correnti riguardano: “Obligations under finance leases” per £ 384 mila; debiti commerciali per £ 5,7 milioni; debiti da trasferimenti calciatori per £ 102,2 milioni;
Debiti verso imprese del gruppo per £ 12,7 milioni; Debiti verso parti correlate per £ 37 mila;  
Altri debiti, compresi quelli fiscali e previdenziali per 51,8 milioni e Ratei e Risconti passivi per £ 38,2 milioni.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta pari a £ 488,349,000 (€ 551,15 milioni), mentre nel 2016/17 era pari a £ 333,908,000. L’incidenza sul totale dell’attivo è del 40,5%.

Nel 2017/18, sono stati effettuati investimenti per £ 328,1 milioni, pari a circa € 370,26 milioni. Dalla stagione sportiva 2009/10 sono stati effettuati investimenti nell’acquisto di calciatori per oltre 1,38 miliardi di sterline, con una media di £ 154,2 milioni ad anno. Il valore contabile residuo delle cessioni effettuate nel 2017/18, ammonta a £ 39,3 milioni circa.
Gli ammortamenti della rosa calciatori 2017/18 risultano pari a £ 134,28 milioni (£ 121,74 milioni nel 2016/17) e risultano in aumento del 10,3%.

Durante la finestra di mercato estiva del 2017/18, sono stati acquistati: Aymeric Laporte (Athletic Bilbao); Ederson Santana de Moraes (Benfica), Kyle Walker (Tottenham Hotspur FC), Benjamin Mendy (AS Monaco FC), Danilo Luiz da Silva (Real Madrid C.F.), Bernardo Silva (AS Monaco FC), Douglas Luiz Soares de Paulo (CR Vasco da Gama), Olarenwaju Kayode (FK Austria Wien), Ivan Ilic (Red Star Belgrade), Luka Ilic (Red Star Belgrade) e Uriel Antuna (Santos Laguna). Invece, sono stati ceduti: Wilfried Bony (Swansea City AFC), Kelechi Iheanacho (Leicester City FC), “Nolito” Manuel Agudo Durán (Sevilla FC), Fernando Francisco Reges Mouta (Galatasaray SK), Samir Nasri (Antalyaspor), Aleksandar Kolarov (AS Roma), Aaron Mooy (Huddersfield Town), Jadon Sancho (Borussia Dortmund), Olivier Ntcham (Celtic FC), Rubén Sobrino (Deportivo Alavés) e Bruno Zuculini (Hellas Verona FC).

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati acquistati: Riyad Mahrez (Leicester City FC), Daniel Arzani (Melbourne City FC) e Claudio Gomes (PSG).  Invece, sempre dopo la chiusura dell’esercizio, sono stati ceduti: Angus Gunn (Southampton FC), Joe Hart (Burnley FC), Bersant Celina (Swansea City FC), Rodney Kongolo (FC Heerenveen) e Jason Denayer (Lyon).
La spesa netta per queste operazioni è stata di circa £ 42 milioni.


Le Immobilizzazioni materiali.

Il valore netto contabile delle immobilizzazioni materiali al 30 giugno 2018 ammonta a £ 410.744.000 (nel 2016/17: £ 412.570.000).
Nel 2017/18 risultano investimenti per £ 11,37 milioni e ammortamenti per £ 12,9 milioni.
Le immobilizzazioni materiali nette rappresentano il 34% dell’attivo e sono composte da: terreni e fabbricati di piena proprietà per £ 185,99 milioni (£ 186 milioni nel 2016/17); terreni e fabbricati in leasing a breve per £ 1,41 milioni  (£ 1,43 milioni nel 2016/17); terreni e fabbricati in leasing a lungo termine per £ 194,1 milioni (£ 185,58 milioni nel 2016/17) e arredi e attrezzature per £ 28,4 milioni (£ 29,58 milioni nel 2016/17), cui si aggiungono immobilizzazioni in corso di costruzione per £ 857 mila (£ 9,97 milioni nel 2016/17).
Gli Amministratori ha scritto che continuano a fare investimenti strategici in strutture e infrastrutture, che includono l’ampliamento del ‘West Stand’ dell'Etihad Stadium.

Il 5 agosto 2003, il vecchio stadio “Maine Road” fu scambiato per una concessione in affitto per 250 anni dello stadio "City of Manchester" (attualmente denominato “ETIHAD STADIUM”). Il contratto fu concepito alla stregua di un leasing finanziario, con il premio di leasing e il valore attuale netto dei futuri obblighi di locazione capitalizzati. I canoni futuri di leasing, al netto degli oneri finanziari, sono inclusi tra i debiti.

La Gestione economica.

La gestione economica risulta equilibrata.



Il fatturato netto segna un’altra cifra record aumentando di £ 27,1 milioni, da £ 473,37 milioni a £ 500,46 milioni (€ 564,82 milioni) e rappresentano il decimo anno consecutivo di crescita dei ricavi sotto la proprietà di Abu Dhabi United Group. L’incremento è stato pari al 5,7%.
Il CAGR degli ultimi 5 anni è del 9,63%.

Nel 2017/18, i ricavi da gare ammontano a £ 56,62 milioni (£ 51,9 milioni nel 2016/17) e includono importi relativi alle aree ospitalità. L’incremento del 9,2% dei ricavi da match-day è dovuto a un numero maggiore di match di UEFA Champions League, e della Coppa di Lega oltre al leggero aumento della presenza media delle partite in casa di Premier League.
La presenza media degli spettatori relativa alle 19 partite di Premier League disputate in casa è aumentata da 54.019 a 54.073.

I ricavi da diritti Tv aumentano da £ 203,5 milioni a £ 211,5 milioni, con un incremento del 3,94%, derivante principalmente da una migliore prestazione nella Champions League e dalla vittoria della Premier League.

I ricavi commerciali aumentano del 6,56%, da £ 218 milioni a £ 232,3 milioni. Gli Amministratori ha sottolineato il fatto che i ricavi commerciali sono cresciuti con la chiusura di una serie di nuove e innovative partnership, forse la più importante delle quali è stata la relazione strategica con Amazon.

Gli altri ricavi operativi aumentano da £ 2,45 milioni a £ 3 milioni.

Il totale dei costi operativi ordinari ammonta a £ 525,65 milioni (€ 593,25 milioni), con un incremento del 3,9%, superiore all’aumento dei ricavi. Nel 2016/17 i costi operativi ammontavano a £ 506 milioni.
I costi del personale hanno registrato un decremento dell’1,7%, passando da £ 264,13 milioni a £ 259,6 milioni (€ 293 milioni). Il rapporto costi del personale e fatturato netto è molto basso ed è pari al 51,9%, in diminuzione di circa 4 punti percentuali rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era pari al 55,8%. Tale dato risulterebbe abbondantemente in linea con quanto auspicato dal Regolamento del Fair Play Finanziario.
Per quanto riguarda il numero degli addetti per il settore Football sono 210 (153 nel 2016/17) e per il settore commerciale ed amministrativo sono 239 (172 nel 2016/17).
Gli ammortamenti della rosa giocatori aumentano del 10,3% da £ 121,742,000 a £ 134,284,000.
I costi generati dalle immobilizzazioni materiali, tra ammortamenti e leasing, ammontano a £ 12,9 milioni (€ 14,6 milioni) e registrano un incremento di £ 642 mila.
I costi per servizi esterni aumentano da £ 94,2 milioni a £ 105,3 milioni (€ 118,8 milioni).
Il Gruppo ha effettuato donazioni ad organizzazioni di beneficenza del Regno Unito per un totale di £ 3.888.289 (2016/17: £ 4,607,448).
L’eccedenza di plusvalenze per la cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumenta da £ 34,56 milioni a £ 39,06 milioni.
La gestione finanziaria, comprensiva degli oneri finanziari di Leasing, è negativa per £ 6,46 milioni (-£ 4,28 milioni nel 2016/17), soprattutto a causa degli oneri finanziari del leasing relativo allo Stadio Etihad per £ 4,55 milioni (£ 4,69 milioni nel 2016/17).

Il Break-even result.

Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 10,4 milioni (€ 11,78 milioni al cambio di 1 € = 0,88605 £).
Nel 2016/17, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 104 mila (€ 118 mila al cambio 1€ = 0,87933), nel 2015/16, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 19,59 (€ 25,7 milioni al cambio 1€ = 0,7618).
Quindi, il risultato prima delle imposte aggregato del quinto periodo di monitoraggio, risulterebbe positivo per circa 37,6 milioni di Euro.
Inoltre, dal risultato aggregato triennale citato, bisognerebbe escludere i costi del settore giovanile e gli altri ammortamenti oltre eventualmente agli oneri di Leasing per lo Stadio e minusvalenze relative e le donazioni a enti di beneficenza del Regno Unito, che ammontavano a £ 3.888.289 (2017: £ 4.607.448). Tale importo include 3,0 milioni di sterline a sostegno del settore giovanile della Premier League e dello sviluppo della comunità.

Pertanto, il Manchester City non ha più problemi relativi alla break-even rule del Fair Play Finanziario.

Conclusioni.

Gli Amministratori hanno affermato che l’esercizio 2017/18 ha rappresentato la decima stagione di crescita dall'investimento iniziale di Sheikh Mansour avvenuto nel 2008. Il successo sul campo di questa stagione è stato coniugato con solidi risultati finanziari.

Il Club continua ad essere impegnato sul fronte del controllo dei costi salariali e ha registrato un ottimo rapporto costi del personale / fatturato pari al 51,9%. Inoltre, il Club ha un patrimonio netto di oltre £ 746 milioni e rimane impegnato a controllare i costi salariali, continuando ad operare con un debito finanziario contenuto e relativo al leasing per lo Stadio.

Dal punto di vista sportivo gli amministratori hanno auspicato, fissando come obiettivo, la ripetizione del successo a livello nazionale ed un miglioramento dei risultati in Champions League, che significa il raggiungimento delle semifinali entrando tra i primi 4 club europei.

In sintesi, per il futuro il Manchester City cercherà continuamente di essere redditizio in combinazione con il successo in campo principalmente in Premier League e Champions League.


martedì 11 settembre 2018

Juventus 2017/18 con dati EXOR: perdita di € 18,9 milioni e fatturato netto di € 409,2 milioni.



Luca Marotta


In base ai dati pubblicati da EXOR, si può affermare che la Juventus dovrebbe aver chiuso il bilancio 2017/18 con una perdita netta di 18,9 milioni e ricavi operativi pari a circa 504,2 milioni in riduzione di circa 60 milioni di Euro a causa di minori ricavi da competizioni europee e minori plusvalenze. Il fatturato netto si colloca ancora nello scalino dei 400 milioni di Euro in attesa che l’effetto Ronaldo lo porti nello scalino dei 500 milioni di Euro.

Il Consiglio di Amministrazione di EXOR, in data 06/09/2018, ha approvato i risultati del 1° semestre 2018. Poiché EXOR controlla il 63,77% del capitale sociale di Juventus Football Club ed è una società quotata in borsa, nelle sue relazioni pubblicate fornisce anche alcuni dati contabili della società Juventus Football Club SpA. In particolare, nella relazione semestrale vengono forniti anche i dati relativi al primo semestre dell’anno solare della Juventus, con la precisazione che l’esercizio sociale di Juventus non coincide con l’anno solare, ma copre il periodo 1° luglio – 30 giugno, che è quello di svolgimento della stagione sportiva. Pertanto, nella Relazione Semestrale di EXOR sono esposti i dati relativi alla situazione contabile per il periodo 1 gennaio – 30 giugno 2018 predisposta da Juventus F.C..
Aggregando i dati contabili della società Juventus Football Club SpA resi pubblici nella Relazione Finanziaria Annuale 2017 di EXOR e nella prima Relazione Semestrale 2018, è possibile ottenere una “situazione contabile aggregata” per l’esercizio 2017/18 della società Juventus Football Club SpA.

Nella Relazione Semestrale di EXOR è specificato che i dati interinali non possono rappresentare la base per proiezioni riferite all’intero esercizio.
Poiché la situazione contabile della Juventus, pubblicata da EXOR, è redatta prima della chiusura della campagna trasferimenti estiva e poiché nel bilancio di Juventus vengono incluse le valutazioni degli effetti negativi derivanti dalle operazioni della Campagna Trasferimenti calciatori, non è escluso che nella prosecuzione del mercato estivo possano essere state realizzate ulteriori operazioni, i cui eventuali effetti, se negativi e significativi, potrebbero comportare la necessità di effettuare ulteriori svalutazioni e/o accantonamenti da parte di Juventus Football Club, in applicazione dei principi contabili di riferimento, per la redazione del Bilancio al 2017/2018.
In ogni caso, nella predisposizione della situazione contabile pubblicata da EXOR sono state incluse le valutazioni, qualora significative, degli effetti negativi derivanti dalle operazioni della Campagna Trasferimenti stagione 2018/2019 - prima fase, eseguite o da eseguirsi fino alla data del 31 luglio 2018.

Per quanto riguarda la giusta considerazione che si dovrebbe attribuire al dato aggregato contabile della Juventus con i dati pubblicati nelle semestrali EXOR, bisogna evidenziare che il dato definitivo 2016/17 del bilancio della Juventus era di poco diverso da quello risultante dall’aggregato delle situazioni contabili pubblicate da EXOR: 42,6 milioni di Euro contro 45,4 milioni del risultato aggregato. Nel 2015/16 il dato definitivo Juventus era di 4,1 milioni di Euro e il dato aggregato, in base ai dati EXOR, era di 3,6 milioni di Euro.

Al 30.06.2018, nell’attivo dello stato patrimoniale di EXOR, la partecipazione in Juventus Football Club, pari al 63,77% del capitale, con il metodo del patrimonio netto per l’importo di € 47,5 milioni (€ 62,8 milioni al 30.06.2017; € 87,4 milioni al 31.12.2017).

I dati economici di Juventus Football Club.



I Ricavi operativi aggregati 2017/18 ammontano a 504,2 milioni di Euro (€ 564,5 milioni come dato aggregato 2016/17; € 562,7 milioni dato definitivo 2016/17) ed evidenziano un decremento di 60,3 milioni di Euro, pari al 10,7%.

Considerando i dati della semestrale EXOR, si può affermare che la Juventus ha aumentato i propri ricavi operativi con un CAGR medio del 12,2% circa negli ultimi cinque anni.

I Ricavi operativi comprendono i ricavi da Gare; i ricavi commerciali (tra cui i ricavi da sponsorizzazione e pubblicità e i ricavi da vendite di prodotti e licenze); i ricavi da media e i proventi da gestione diritti calciatori.
Stimando i proventi da gestione diritti calciatori per un importo pari a 95 milioni di Euro (€ 151,15 milioni nel 2016/17), è possibile con certezza affermare che la Juventus nel 2017/18 ha superato per la seconda volta consecutiva, nella sua storia, la soglia dei 400 milioni di Euro di fatturato netto, precisamente circa 409,2 milioni di Euro.
In effetti, al 31.12.2017, in base ai dati pubblicati nella semestrale di Juventus FC Spa, i proventi da gestione calciatori ammontavano già a € 76.843.656 (€ 121,7 milioni il 31.12.2016), di cui € 72,6 milioni a titolo di plusvalenze. La sola cessione di Leonardo Bonucci all’AC Milan ha determinato una plusvalenza di € 38.848.000. A tale cifra bisogna aggiungere le plusvalenze realizzate nella seconda fase della campagna trasferimenti a gennaio 2018, pari a € 18.152.000 oltre ai ricavi della cessione temporanea di Marco Pjaca allo Schalke 04 per circa 800 mila Euro. In definitiva l’importo dei proventi da gestione calciatori del 2017/18 è stimabile in circa 95 milioni di Euro.

I Costi operativi comprendono i Costi per servizi; il costo del Personale Tesserato; il costo del Personale non tesserato e gli Altri costi operativi, inclusi gli oneri da gestione calciatori (si pensi al prestito di Douglas Costa ed Howedes, che potrebbero aver inciso per circa 8,7 milioni di Euro complessivi).
In ogni caso, il totale dei Costi operativi, come risultato aggregato, risulterebbe diminuito da 402,8 milioni di Euro a € 383,2 milioni. Da osservare che nel 2015/16 i costi operativi ammontavano a circa 300 milioni di Euro.

Il totale degli Ammortamenti, Svalutazioni e altri accantonamenti risulterebbe pari a circa 122,1 milioni di Euro (€ 95 milioni circa nel 2016/17) ed evidenzia un incremento di 27,1 milioni di Euro, pari al 28,5%. Si pensi, che l’ammortamento più costoso del 2017/18, dovrebbe essere quello di Higuain, che pesa per circa 18 milioni di Euro e quello del secondo dovrebbe essere quello di Bernardeschi che pesa per circa 7,8 milioni di Euro.
L’esercizio 2018/19 vedrà primeggiare il costo dell’ammortamento di Cristiano Ronaldo per 29,25 milioni di Euro in luogo di quello di Higuain.

Il Risultato operativo (EBIT) è di poco negativo e dovrebbe ammontare a circa -1,1 milioni di Euro (+€ 66,5 milioni dato aggregato 2016/17).

Il Risultato netto è negativo e dovrebbe ammontare a circa 18,9 milioni di Euro (€ 45,4 milioni dato aggregato ed € 42,6 milioni dato definitivo 2016/17). Tale risultato interrompe il ciclo di tre utili consecutivi.


Il Patrimonio Netto

Il Patrimonio Netto al 30 giugno 2018 risulta positivo per 74,5 milioni di Euro e risulta in aumento rispetto all’esercizio precedente, perché al 30.06.2017 era pari a € 98,4 milioni (dato definitivo).



Il Patrimonio Netto finanzia il 19,4% del capitale investito netto, che ammonterebbe ad € 384.3 milioni (€ 260,9 milioni al 30.06.17).

L’indebitamento Finanziario Netto

L’indebitamento Finanziario Netto, ammonta a 309,8 milioni di Euro e risulta in aumento di € 147,3 milioni, rispetto all’indebitamento finanziario netto al 30.06.2017, che era pari a € 162,5 milioni.

I debiti verso le banche al 30.06.2018 ammontano a 132 milioni di Euro (€ 145 milioni di Euro al 30.06.2017). Si potrebbe ipotizzare un aumento del ricorso alle anticipazioni su crediti.

Quanto esposto è stato dedotto da quanto scritto e pubblicato nella Relazione semestrale 2018 di EXOR e nella Relazione Finanziaria annuale 2017, che in sintesi si riportano di seguito.

I dati del I Semestre dell’anno solare 2018 (II semestre stagione sportiva 2016/17).



Nel primo semestre dell’anno solare 2018 (1 gennaio – 30 giugno 2018), rispetto al primo semestre dell’anno solare 2017, sotto il profilo delle competizioni europee la Juventus ha goduto solo dei ricavi relativi agli ottavi e ai quarti di UEFA Champions League; mentre nel periodo analogo della stagione sportiva precedente la Juventus ha goduto in più dei ricavi relativi alla semifinale e finale di UEFA Champions League.
Rispetto al periodo analogo della stagione sportiva precedente, i ricavi operativi semestrali risultano diminuiti di 35,7 milioni di Euro; mentre, i costi operativi si sono ridotti di € 16,1 milioni.
In sintesi, nel I semestre dell’anno 2018, rispetto all’analogo periodo precedente, i dati mostrano una perdita netta del periodo, pari a € 62,2 milioni, che peggiora di € 35,6 milioni il risultato negativo di € 26,6 milioni, dell’analogo periodo precedente.
Il decremento dei costi operativi è stato di 16,1 milioni di Euro.
Nel primo semestre 2018 si sono registrati, rispetto all’analogo periodo del 2017, maggiori ammortamenti semestrali per € 13,6 milioni. Il decremento delle imposte è stato di 1,1 milioni di Euro, e si sono registrate altre variazioni nette negative per 3,5 milioni di euro.

Le acquisizioni completate nella seconda fase della Campagna Trasferimenti 2017/2018 e l'esercizio dei diritti di opzione per l'acquisto di alcuni giocatori nel mese di giugno 2018 hanno comportato un aumento complessivo del capitale investito netto di € 47,1 milioni.

Il risultato operativo semestrale è negativo per 52,1 milioni di Euro (-18,3 milioni di Euro nel I semestre 2017).
Il risultato semestrale prima delle imposte è negativo per circa € 56 milioni.
Il risultato del periodo è negativo per circa 62,2 milioni di Euro (-26,6 milioni di Euro nel I semestre 2017).

I dati EXOR del II Semestre dell’anno solare 2017 (I semestre stagione sportiva 2017/18 di Juventus FC SpA).



In sintesi, nel II semestre dell’anno 2017 (1 luglio – 31 dicembre 2017), rispetto all’analogo periodo precedente, i dati mostrano un utile di € 43,3 milioni, che risulta inferiore di € 28,7 milioni al risultato precedente, che mostrava un utile di 72 milioni di Euro.
I ricavi di Juventus FC SpA, del primo semestre 2017/18, risultano pari a € 290,6 milioni e diminuiscono del 7,8% rispetto al dato di € 315,1 milioni del primo semestre 2016/2017. Il motivo principale risiede nella diminuzione di 45 milioni di Euro dei Proventi da gestione diritti calciatori.

I costi operativi del primo semestre 2017/18, complessivamente risultano pari a € 178,7 milioni e diminuiscono dell’1,9% rispetto al dato di € 182,2 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. I costi per servizi esterni risultano aumentati di circa 12 milioni di Euro e i costi del personale tesserato di circa 7,7 milioni di Euro. Gli ammortamenti sui diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano per € 13,5 milioni.  Questi aumenti sono stati in parte compensati dal calo degli oneri da gestione diritti calciatori per circa € 26,5 milioni. Altre variazioni hanno riguardato minori accantonamenti per 1,9 milioni, acquisti di prodotti per la vendita per circa 1,9 milioni.
Il risultato operativo del primo semestre della stagione sportiva risulta positivo per € 51 milioni.
Gli oneri finanziari netti ammonterebbero a circa 4,8 milioni di Euro e a causa di minori imposte correnti e differite per 4,4 milioni, il risultato netto del primo semestre della stagione sportiva risulta positivo per € 43,3 milioni.

Conclusioni e prospettive.

Il risultato negativo dell’esercizio 2017/18, confermerebbe l’ipotesi che la Juventus abbia strutturato i suoi costi ad un livello tale che per raggiungere l’equilibrio economico sia necessario il successo sportivo in tutte le competizioni, compresa la UEFA Champions League, con l’aggiunta del realizzo di plusvalenze di un certo importo. Risulta necessario colmare il gap con i Top Club Europei in termini di volumi di ricavi commerciali.

L’acquisto di Cristiano Ronaldo va nella direzione sia di garantirsi il successo sportivo, sia di sviluppare il brand e di aumentare ulteriormente i ricavi commerciali.

Anche l’aumento dell’indebitamento finanziario netto richiede un aumento dei ricavi per la sua sostenibilità.
Al momento, per l'esercizio 2018/2019 è prevista una chiusura con una perdita. Come altri club, la Juventus sta investendo molto nel parco calciatori, che sono fondamentali per il successo sportivo e di conseguenza per il futuro del club. Tuttavia tali investimenti determinano e rappresentano anche i costi principali del club. Inoltre, nel caso dei migliori giocatori, che sono spesso rappresentati da agenti aggressivi, i costi sono elevati.
L'aumento dei costi dei calciatori rende difficile per i club raggiungere livelli di redditività stabili, anche in considerazione dell'imprevedibilità dei risultati sportivi.
Ad esempio, secondo lo studio KPMG “From Madrid to Turin: Ronaldo Economics l'impatto finanziario annuale che l'acquisizione di Cristiano Ronaldo eserciterà sui conti della Juventus FC sarà di circa 85 milioni di Euro, ovvero 340 milioni di euro nel periodo del contratto quadriennale.
L'investimento della Juventus FC potrebbe rivelarsi vantaggioso dalle prospettive sportive, commerciali e finanziarie se non immediatamente, almeno entro 2-3 anni, quando la Juve
potrebbe raggiungere un fatturato al netto delle plusvalenze di mezzo miliardo di euro.
In altre parole, la maggior parte dell’incremento di fatturato netto sarebbe assorbita dal costo di Cristiano Ronaldo, con effetti limitati sulla redditività.
Non si può negare, tuttavia, che si verificheranno anche effetti positivi sul brand, che potrebbe in primis aumentare il valore del club, consolidandone nel medio/lungo periodo la forza contrattuale dal punto di vista commerciale.


sabato 1 settembre 2018

Bilancio Spal 2017: perdita di 1.496.377 Euro, a causa dei premi per la promozione in Serie A.




Luca Marotta


La società “S.P.A.L. 2013 SRL” ha chiuso il bilancio dell’esercizio 2017 con una perdita al netto delle imposte di Euro 1.496.377; ed un risultato prima delle imposte negativo per € 1.196.244; mentre, l’esercizio precedente si era chiuso con una perdita netta di € 1.326.104 ed un risultato prima delle imposte negativo per € 1.708.941.

Gli Amministratori hanno evidenziato come i costi di gestione caratteristica siano rimasti piuttosto contenuti rispetto a quelli di altri club che avevano gli stessi obiettivi; per questo motivo promozione in Serie A, conseguita nella stagione sportiva 2016/2017, “assume ancora più valore e significato”.
Secondo quanto scritto dagli Amministratori la gestione operativa della Società “S.P.A.L. 2013 SRL” è caratterizzata dalle seguenti linee guida:
“- cercare di mantenere l’equilibrio tra ricavi e costi;
- cercare di contenere il più possibile i costi di gestione, con un continuo monitoraggio;
- valorizzare il settore giovanile con specifici progetti e risorse;
- operare nell’ambito delle risorse disponibili”.

Secondo gli stessi Amministratori il risultato economico della gestione caratteristica, anche se negativo, è da ritenersi comunque soddisfacente; sul risultato negativo incidono in modo determinante i premi per la promozione in Serie A.

Il bilancio 2017 del “S.P.A.L. 2013 SRL” riguarda la seconda parte della stagione sportiva 2016/17, disputata in Serie B e conclusasi al primo posto e la promozione in Serie A con 78 punti, e la prima parte del campionato 2017/18, disputato in Serie A e conclusosi con il diciassettesimo posto con 38 punti e il raggiungimento dell’obiettivo della permanenza in Serie A.
Per quanto riguarda la Coppa Italia, nel 2016/17, la società “S.P.A.L. 2013 SRL” è stata eliminata al terzo turno dal Cagliari e nel 2017/18, la società “S.P.A.L. 2013 SRL” è stata eliminata al quarto turno dal Cittadella.

Il Gruppo.

“VETRORESINA S.P.A.” è la società che esercita l'attività di direzione e coordinamento sulla società “S.P.A.L. 2013 SRL”  
Al 31.12.2016 “VETRORESINA S.P.A.” mostrava un utile di Euro 5.287.906, con un valore della produzione di Euro 45.489.385.
I Rapporti economici e patrimoniali intrattenuti nell'esercizio con “VETRORESINA S.P.A.” e con le altre società dirette dalla stessa, mostrano: ricavi per euro 468.841 di natura commerciale; versamenti in conto copertura perdite per euro 800.000; versamenti in conto capitale per euro 1.200.000; crediti per euro 322.388 per i trasferimenti nell'ambito del consolidato fiscale nazionale e fideiussioni ricevute a garanzia di affidamenti bancari per euro 7.700.000.

La continuità aziendale.

A titolo di Richiamo di informativa il Sindaco Unico nella qualità di Revisore Legale ha scritto che il socio di riferimento "Vetroresina S.p.a.", nella persona dell'Amministratore Delegato sig. Colombarini Ing. Simone, “nel verbale di assemblea dei soci del 15/11/2017, ha dichiarato di assicurare il sostegno patrimoniale/finanziario necessario per garantire la continuità aziendale, come indicato nella Relazione sulla Gestione”.
Gli Amministratori hanno scritto nella loro Relazione che il deficit economico non incide sulla continuità aziendale, per il sostegno patrimoniale e finanziario da parte del socio di riferimento Vetroresina Spa attraverso “versamenti in conto copertura perdite” e “versamenti in conto capitale”. Al 31.12.2017 figuravano “versamenti in conto copertura perdite” per € 1.056.848 e “versamenti in conto capitale” per € 1.200.000, per un totale di Euro 2.256.848 superiore alla perdita. Il socio di riferimento ha anche condiviso i premi promozione.
Durante l’esercizio 2017, il socio di riferimento Vetroresina Spa, ha effettuato versamenti a titolo di “versamenti in conto copertura perdite d’esercizio” per l’importo di € 800.000 e versamenti a titolo di “versamenti in conto capitale” per € 1.200.000, per un totale di € 2.000.000.

In estrema sintesi, la continuità aziendale della SPAL dipende dalla proprietà.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il valore dell’attivo è aumentato del 315,8%, da € 5.410.545 a € 22.495.024. Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali incide per il 39% sul totale dell’attivo. Il valore delle immobilizzazioni materiali incide solo per l’1,6%. Infatti, la società “S.P.A.L. 2013 SRL” non possiede infrastrutture sportive: gli impianti sportivi del centro di Via Copparo sono di proprietà del Comune di Ferrara e lo stadio “Paolo Mazza” di Ferrara di proprietà del Comune di Ferrara ed è utilizzato in forza di una specifica Convenzione.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,04 (0,06 nel 2016).
Infatti, l’equity ratio non è elevato ed è pari a 3,6% (5,7% nel 2016). Il ricorso al capitale di terzi è preponderante.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,04 (1,06 nel 2016), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore sarebbe sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,73 (0,60 nel 2016), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia se non si considerassero nelle passività a breve i ratei e i risconti passivi, che sono pari a € 6.783.491, l’indice risulterebbe superiore a 1.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,956, superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.

Valore della Rosa

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori al 31.12.2017 ammonta ad Euro 2.540.287. Rispetto al 31.12.2016 si è verificato un incremento di Euro 2.387.787.


La variazione è dipesa da investimenti per 3.086.000 Euro e da ammortamenti per 698.213 Euro.

Il calciatori acquistati definitivamente col maggior importo risultano: Costa Filippo (Chievo Verona) per euro 1.000.000; Da Silva Dalbelo Felipe (Udinese) per euro 600.000; Konate Pa Momodou (Malmö FF) per euro 285.000; Vaisanen Sauli (AIK) per euro 225.000; Vicari Francesco (Novara) per euro 220.000 e Barbosa Avelini Gabriel (Soc. Esportiva Palmeira) per euro 60.000.

Le cessioni effettuate nel 2017 risultano le seguenti: Beghetto Andrea (Genoa) per euro 350.000; Bonifazi Kevin (Torino) per euro 30.000 e Polvani Lorenzo.
Beghetto e Bonifazi esponevano un valore contabile netto pari a zero e di conseguenza la loro cessione ha dato luogo a plusvalenze di pari importo.
Da evidenziare che Polvani Lorenzo risulta acquistato nel 2017 dal Pontedera per euro 25.000 e ceduto sempre nel 2017 all’Empoli con una minusvalenza di pari importo. 

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto risulta positivo per € 810.470; mentre, nel 2016 era positivo per € 306.847. Il Patrimonio netto è composto dal capitale sociale per € 50.000; dalla riserva versamenti in conto capitale per euro 1.200.000; versamenti in conto copertura perdite per euro 1.056.848 e dalla Perdita dell'esercizio per € 1.496.377.
La variazione è dovuta al risultato di esercizio e da “versamenti in conto copertura perdite d’esercizio” per l’importo di € 800.000 e versamenti a titolo di “versamenti in conto capitale” per € 1.200.000.
I mezzi propri finanziano solo il 3,6% delle attività, per la restante parte si fa ricorso al capitale di terzi, considerando come tale anche i debiti verso le banche, che finanziano il 17,9% dell’attivo; i debiti verso fornitori che finanziano il 15,7% dell’attivo; i debiti verso enti settore specifico, che finanziano il 12,2% dell’attivo e i debiti tributari che finanziano il 10,7% dell’attivo.

La Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta risulta negativa per € 1,39 milioni (-1,69 milioni nel 2016), ma è di molto inferiore al valore della produzione e al fatturato netto.
I debiti verso le banche ammontano a € 3.987.166 (€ 1.777.326 nel 2016).

I mutui bancari riguardano: mutuo chirografario di € 150.000 erogato da Cassa di Risparmio di Cento in Giugno 2013 e della durata di anni 4, con debito residuo di € 6.510; mutuo chirografario di € 350.000 erogato da Cassa di Risparmio in Bologna in Marzo 2015 e della durata di anni 4, con debito residuo di € 165.982; mutuo chirografario di € 300.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Luglio 2015 e della durata di anni 5 con debito residuo di € 160.139; mutuo chirografario di € 500.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Agosto 2016 e della durata di anni 7 con debito residuo di € 407.574; mutuo chirografario di € 500.000 erogato da Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a. in Agosto 2016 e della durata di anni 10 con debito residuo di € 452.117; mutuo chirografario di € 1.000.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Agosto 2017 e della durata di anni 5 con debito residuo di € 951.469; mutuo chirografario di € 1.800.000 erogato dal Credito Sportivo in Dicembre 2017 e della durata di anni 8 con debito residuo di € 1.800.000.

L’EBITDA del bilancio 2017 è positivo per € 740.369, nel 2016 era positivo per € 797.596, pertanto la gestione operativa nel 2017 ha genera flussi di liquidità per pagare l’indebitamento finanziario.
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA risulterebbe sostenibile perché pari a 1,88.

I Crediti verso Enti-settore specifico ammontano a circa € 469.979 (€793.381 nel 2016) e riguardano i crediti verso la Lega Italiana Calcio Professionistico per contributi, saldo c/campionato e saldo c/trasferimenti.
I Debiti verso Enti-settore specifico ammontano a circa € 2.755.595 e riguardano i debiti verso le altre società di calcio nazionali ed estere per € 800.000 e i debiti verso la Lega Italiana Calcio Professionistico per contributi, saldo c/campionato e saldo c/trasferimenti per € 1.955.595.

Il saldo, tra crediti e debiti relativi al calciomercato risulta negativo per € 1,46 milioni (positivo per € 635 mila nel 2016), non essendoci debiti tributari non correnti, la posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play, è negativa per € 2,85 milioni, ma nettamente inferiore al fatturato netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso in questione sono assenti.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso del “S.P.A.L. 2013 SRL” le infrastrutture sportive sono di proprietà del Comune di Ferrara, l’eventuale debito per i lavori di adeguamento, non dovrebbe essere considerato. Infatti la norma parla di “the amount of debt that is directly attributable to the construction and/or substantial modification of the stadium”.

Nell’esercizio 2017 sono stati sostenuti costi per € 2.815.865 per interventi di adeguamento ai requisiti regolamentari imposti dalla Serie A dello stadio, coperti da mutui bancari per € 2.800.000; anche l’Amministrazione Comunale ha eseguito i lavori di propria competenza necessari per ottenere l’autorizzazione all’utilizzo dello Stadio nei tempi utili per l’inizio del campionato 2017/2018.


Il Rendiconto Finanziario



Il rendiconto finanziario dimostra che la variazione positiva di disponibilità liquide per € 2,51 milioni è dipesa da flussi di liquidità positivi generati dalla gestione operativa per € 6,15 milioni; da flussi negativi di liquidità generati dalla gestione relativa agli investimenti per € 7,85 milioni; da flussi positivi di liquidità generati dall’attività di finanziamento per € 4,21 milioni.

Gli Investimenti in Immobilizzazioni immateriali hanno drenato € 7.608.747. Per quanto riguarda l’attività di finanziamento figurano: flussi positivi da debiti a breve verso banche per € 134.218; flussi positivi da Accensione finanziamenti per € 2.075.622 e flussi positivi da Mezzi propri per € 2.000.000.

Nel sintetizzare i risultati del rendiconto finanziario gli Amministratori hanno scritto che “la gestione operativa ha generato liquidità, mentre la gestione connessa agli investimenti (impianti sportivi – stadio e centro sportivo –, giocatori e settore giovanile) ha richiesto liquidità, che è stata coperta ricorrendo in misura sostanzialmente equivalente all’apporto dei soci, al sistema bancario ed alle risorse finanziarie interne”.

Gli Altri debiti.

I debiti tributari aumentano di € 2.133.980 da € 279.961 a € 2.413.941 e sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo. Tali debiti riguardano: debiti verso Erario per Iva per euro 433.981; debiti verso Erario per sostituto d'imposta per euro 1.470.042 e debiti verso - Erario per IRAP (netto acconti) per euro 509.918.
I Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale aumentano da € 142.796 a € 184.284 e sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo. La maggior parte riguarda il debito vero l’I.N.P.S. per euro 102.493.
Non figurano fondi rischi e oneri accantonati.
I debiti verso i dipendenti per retribuzioni ammontano a € 1.225.533; i debiti verso giocatori per la promozione in Serie A residuano al 31.12.2017 per € 694.000.

La Gestione Economica.

Come già scritto, la gestione operativa della SPAL cerca di mantenere l’equilibrio tra ricavi e costi;
e cerca di contenere il più possibile i costi di gestione.
Nell’esercizio 2017, il valore della produzione è aumentato del 308,6%, da € 6,51 milioni a € 26,6 milioni. L’incremento registrato è dovuto soprattutto ai ricavi per i diritti televisivi delle Serie A e all’incremento dei proventi pubblicitari.
I costi della produzione aumentano in misura meno che proporzionale, ossia del 240,1%, da € 8,15 milioni a € 27,72 milioni. La differenza tra ricavi e costi della produzione è negativa per € 1.118.468. Nel 2016 era negativa per € 1.638.626.



I ricavi.

Il fatturato, al netto delle operazioni relative alle cessioni dei calciatori, aumenta del 351,2%, da € 5,38 milioni a € 24,3 milioni.
I ricavi da gare aumentano del 182,3% da € 1.064.681 a € 3.005.317. La quota di competenza per gli abbonamenti per la serie A è stata pari a € 1.408.264. La quota di competenza per gli abbonamenti della serie B è stata pari a € 382.580.
I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 625.006 (€ 794.458 nel 2016) e rappresentano il 2,3% del totale del Valore della Produzione e il 2,6% del fatturato al netto dei ricavi della gestione calciatori.
I Proventi Pubblicitari risultano pari a € 3.499.838 (€ 305.271 nel 2016). Tali proventi si riferiscono ai rapporti che determinano ricavi relativi a tutti i servizi promo-pubblicitari, compresa la cartellonistica pubblicitaria per le partite casalinghe.

I proventi televisivi conseguiti nell'esercizio 2017 aumentano di 14,78 milioni di Euro, da € 200.260 a € 14.980.281. L’aumento è dovuto al primo semestre della stagione sportiva 2017/2018 disputato di Serie A.

I contributi in conto esercizio ammontano a € 980.535 (€2.740.656 nel 2016) riguardano per euro 771.735 i contributi federali erogati nel corso della stagione sportiva dalla Lega e per euro 208.800 a contributi ricevuti da Enti Pubblici Territoriali.

Il Player Trading.


Il risultato del Player Trading è negativo, poiché il risultato della gestione economica dei calciatori non riesce a coprire per intero il costo annuale degli ammortamenti dei calciatori che è pari a 698 mila Euro.



Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 380.000 (€ zero nel 2016) e riguardano principalmente: Beghetto Andrea (Genoa) per € 350.000; Bonifazi Kevin (Torino) per € 30.000.
I ricavi per cessione temporanea prestazioni calciatori ammontano a € 213.778 e riguardano:
 Castagnetti Michele (Empoli) per euro 44.444; Murano Jacopo (Trapani) per euro 8.889; Finotto Mattia (Ternana) per euro 98.889; Cerri Alberto (Juventus) per euro 25.000 e Di Pardo Alessandro (Juventus) per euro 35.556.
Gli altri proventi da gestione calciatori riguardano i Premi di valorizzazione calciatori, pari a € 533.500 (euro 132.500 nel 2016).

I “Costi per acquisizione temporanea prestazioni calciatori” ammontano a € 1.155.861 (€28.750 nel 2016).

Le minusvalenze risultano pari a circa € 45.600 (€6.400 nel 2016).

I costi.

I costi del personale aumentano del 305,1% da € 4.145.536 a € 16.791.730 e incidono per il 69,1% sul fatturato netto e rappresentano il 60,6% dei costi della produzione. Nello specifico il costo dei tesserati ammonta a € 16.104.387 (€ 3.846.765 nel 2016).
Il premio di promozione in Serie A risulta classificato come “Quota variabile retribuzione legata ai risultati sportivi” ed è pari a € 2.163.500.
Il Personale mediamente in forza nel 2017 è di 80 unità (59 nel 2016), di cui 32 calciatori e 12 allenatori.

Gli ammortamenti e le svalutazioni pari complessivamente a € 1.858.837 (€ 841.030 nel 2016) rappresentano il 6,7% dei costi della produzione.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali aumentano da € 806.014 a € 1.813.961. Lo Stadio Paolo Mazza e il Centro Sportivo di Via Copparo, non figurano come beni di proprietà; pertanto tra le immobilizzazioni immateriali sono allocate euro 423.180 per l'ammortamento degli oneri pluriennali su beni di terzi.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali aumentano da € 19.899 a € 44.876.

I costi per servizi aumentano del 35,4% da € 2.032.002 a € 2.751.971. Le Spese amministrative, pubblicitarie e generali risultano pari a € 1.025.738. I Costi per attività sportiva sono relativi a compensi a sanitari, massaggiatori e altri consulenti esterni, compensi per borse di studio e corsi di formazione ed ammontano a € 923.555. I Costi di vitto, alloggio e locomozione gare sono composti da spese sostenute per le gare in trasferta e risultano pari a € 515.087.

I costi per godimento beni di terzi aumentano di 484.000 da € 231460 a € 715.460. Tali costi riguardano: canone di locazione di locali per € 239.862; canone locazione campi sportivi per € 24.433; leasing automezzi per € 12.161; leasing macchinari/sala stampa per € 6.946; noleggio campo sportivo per € 12.000 e noleggi per € 420.058.

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 1.196.244.
Nel 2016, il risultato prima delle imposte era negativo per € 1.708.941; mentre nel 2015 era positivo per € 1.536.400.

Le imposte pari a € 942 mila hanno determinato una perdita netta di esercizio pari a € 1.496.377.  
Il tutto è reso sopportabile grazie al sostegno della proprietà.

Conclusioni.

Dai dati contabili, almeno fino al 31.12.2017, risulta che la gestione economica della Spal non si autofinanzia e necessita del sostegno della proprietà. Indubbiamente sulla perdita dell’esercizio 2017 ha inciso il premio pagato ai calciatori per la promozione in Serie A, che ha determinato un salto dimensionale a livello di delle dimensioni economiche/patrimoniali aziendali.
La permanenza nel campionato di Serie A 2018/19, grazie ai ricavi per i diritti televisivi ed ad una politica gestionale improntata al contenimento dei costi, potrebbe favorire il raggiungimento dell’equilibrio economico, anche perché i costi e gli investimenti saranno pianificati in relazione alle risorse economiche e patrimoniali/finanziarie disponibili.
Gli Amministratori aspirano ad attuare una gestione sana e prudente, nel rispetto dell’equilibrio finanziario.