martedì 23 ottobre 2018

Bilancio Real Madrid 2017/18: con la terza Champions consecutiva, fatturato record e utile.




Luca Marotta


L’ Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del Real Madrid del 23 settembre 2018, ha approvato il bilancio 2017/18.
Il Bilancio 2017/18 del Real Madrid per la prima volta mostra un fatturato netto senza plusvalenze superiore a 700 milioni di Euro. Infatti, il fatturato netto, senza plusvalenze, ha raggiunto la cifra record di Euro 748.042.000; mentre, nel 2016/17 era pari a 671,86 milioni di Euro. L’incremento registrato rispetto all’esercizio precedente è stato dell’11,32%. Si aggiunga, di conseguenza, che il club madrileno ha superato per il settimo anno consecutivo la barriera dei 500 milioni di Euro di fatturato netto e per la terza volta consecutiva quella dei 600 milioni di Euro. L’esercizio 2017/18 si è chiuso con un utile lordo di 42,98 milioni di Euro (€ 26,3 milioni nel 2016/17) e un utile netto di 31,17 milioni di Euro (€ 21,37 milioni nel 2016/17), che segna un incremento del 45,86%.
La Posizione finanziaria Netta è rimasta positiva per Euro 106.974.000 (+€10 milioni nel 2016/17).

Dal punto di vista sportivo, il Real Madrid ha vinto la UEFA Champions League 2017/18, per la tredicesima volta nella sua storia (le terza consecutiva) ed nella Liga è giunto terzo con 76 punti e in ‘Copa del Rey’ è stato eliminato ai quarti dal Leganés. Il 16 dicembre 2017, il Real Madrid ha vinto anche la ‘FIFA Club World Cup’; inoltre, ha vinto la UEFA Supercup 2017 disputatasi l'8 agosto 2017 all'Arena Philip II di Skopje, in Macedonia e la “Supercopa de España”.

Tuttavia, occorre evidenziare l’aumento del costo del personale, che ha toccato la cifra importante di 430,75 milioni di Euro.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed in aumento e ammonta a 494,51 milioni di Euro (€463,48 milioni nel 2016/17), con un incremento di 31.03 milioni di Euro, rispetto al 2016/17, ossia del 6,7%. La differenza di 31,03 milioni è dovuta principalmente all’utile netto dell’esercizio pari a 31,17 milioni e alla variazione delle riserve per contributi ricevuti.
Essendo “non negativo” ed in crescita, tale indicatore è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario. Da evidenziare che il Real Madrid finanzia con i mezzi propri il 45,4% circa delle attività.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile.
Nel caso del Real Madrid l’indice di solvibilità totale è pari a 1,83, mentre nell’esercizio precedente era pari a 1,76.
Pertanto, i beni posseduti dal Real Madrid possono pagare i debiti.
Si aggiunga che il Patrimonio Netto, ossia i mezzi propri, sono superiori al valore dei diritti pluriennali sui giocatori, infatti, il rapporto tra Patrimonio Netto e valore dei diritti pluriennali sui giocatori è pari a 1,56 (1,27 nel 2016/17).
L’indice di solvibilità totale resterebbe al di sopra di 1, precisamente 1,30 (1,16 nel 2016/17), anche se escludessimo il valore dei giocatori, pertanto i restanti beni sarebbero in grado di pagare i debiti.



L’evoluzione dell’indice nel tempo mostra come il Real Madrid presenti un indice di solvibilità sopra il valore di 1 da molto tempo e come tale indice sia in crescita.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,83 (0,76 nel 2016/17).
Infatti, l’equity ratio è pari a 45,4% e si ricorre al capitale di terzi, nella misura del 54,6%.
Il valore di questo rapporto è in aumento negli ultimi anni, partendo da 0,29 del 2009 e raggiungendo il valore di 0,83 al 30 giugno 2018, che dimostra come nel tempo il Real Madrid sia riuscito a ridurre il ricorso a capitale di terzi autofinanziandosi.

Gli Investimenti.

Nell’esercizio 2017/18, il club ha investito € 115 milioni (€ 152 milioni nel 2016/17), di cui € 25 milioni (€ 25 milioni nel 2016/17) sono stati destinati al miglioramento e allo sviluppo delle strutture del Club; € 90 milioni (€ 127 milioni nel 2016/17) per acquistare giocatori.



Dal Grafico precedente, tratto dal bilancio del Real Madrid, emerge che per quanto riguarda l’importo degli investimenti effettuati dal 2000/01, il record è costituito dal 2008/09 con 314 milioni di Euro.

Come già detto, l’investimento nella rosa giocatori è stato di circa € 90 milioni, totalmente autofinanziato con le cessioni di giocatori per € 108 milioni (€ 54 milioni nel 2016/17). Pertanto, il disinvestimento netto per la rosa giocatori è stato di circa - € 18 milioni; nel 2016/17 l’investimento netto per la rosa giocatori è stato di circa € 73,5 milioni. Nel periodo 2000-2018, l'investimento netto medio annuo è stato di 66,5 milioni di euro.
Osservando l'evoluzione degli investimenti, si nota che, nel periodo 2000/01-2017/18, il club madrileno ha investito molto nelle strutture sportive immobiliari. In particolare, in tale periodo sono stati investiti 256 milioni di Euro (di cui € 9 milioni nel 2017/18) per lo stadio, per modernizzarne le strutture e migliorarne la qualità e funzionalità per gli spettatori, per fornire servizi multimediali e servizi che consentono un maggiore sfruttamento commerciale, creando un ritorno economico annuo molto significativo. E sono stati investiti 231 milioni di Euro (di cui € 16 milioni nel 2017/18) per la costruzione della “Ciudad Real Madrid”, considerato il più grande centro sportivo mai costruito per una squadra di calcio, con una superficie totale di 120 ettari, 10 volte più grande dell’ex città dello sport.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.



Le immobilizzazioni materiali nette, compresi gli investimenti immobiliari, rappresentano il 32,4% del totale delle attività; mentre, le immobilizzazioni immateriali sportive, pari a € 316,8 milioni (€ 366,2 milioni nel 2016/17), rappresentano il 29,1% dell’attivo. Il totale delle attività al 30 giugno 2018 è di circa 1,089 miliardi di Euro (€ 1,075 miliardi nel 2016/17) e registra un incremento dell’1,34%.
La variazione del valore contabile netto della rosa atleti sportivi è stata di 49,45 milioni di Euro.
La variazione diminutiva della rosa calciatori pari a Euro 49,0 milioni è dipesa da acquisti per 89,2 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di € 54,6 milioni e ammortamenti per Euro 83,4 milioni oltre a svalutazioni per 300 mila Euro. Il costo storico della rosa calciatori ammonta a 847,73 milioni di Euro, mentre il valore contabile netto è pari a Euro 315.767.000.



La variazione diminutiva della rosa dei giocatori di pallacanestro è pari a Euro 445.000 ed è dipesa da acquisti per € 1,15 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di € 41.000 e ammortamenti per Euro 1.557.000. Il costo storico della rosa giocatori di pallacanestro ammonta a 10,7 milioni di Euro, mentre il valore contabile netto è pari a Euro 1.020.000.



Al 30.06.2018, il saldo finale del costo storico delle immobilizzazioni materiali ammonta a 524.1 milioni di Euro. Il valore contabile netto dello stadio e dei palazzetti dello sport ammonta a 227,59 milioni di Euro. Il costo storico è pari a 322,3 milioni di Euro. Il valore contabile netto dei terreni e delle altre costruzioni ammonta a 53,88 milioni di Euro. Il costo storico è pari a 61,6 milioni di Euro.
La voce “Inversiones Inmobiliaras”, pari a € 11,92 milioni, evidenzia un costo storico di € 30,2 milioni. Tale voce comprende la voce contabile “Construcciones”, che include dei fabbricati annessi allo stadio come il centro commerciale “La Esquina del Bernabéu”, con un costo storico di 14,67 milioni di Euro e ristoranti per 327 mila euro che riguardano gli investimenti effettuati dal Club per l'adattamento al loro utilizzo come locali adatti per la ristorazione. Ci sono 4 locali situati nelle strutture del Club che sono gestiti da terzi, che pagano una royalty al Real Madrid. Le entrate dirette ottenute da questa attività durante l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 sono state di € 1.751.000 (€ 1.765.000 nel 2016/17).

L’attivo non corrente risulta diminuita di € 22,9 milioni a causa soprattutto del decremento del valore contabile netto delle immobilizzazioni immateriali sportive, da € 366,2 milioni a € 316,8 milioni; mentre i crediti a lungo termine per la cessione calciatori sono aumentati da € 16,9 milioni a € 23,8 milioni.
Le attività correnti, invece, registrano un incremento di € 37,2 milioni.
Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attività correnti e passività correnti, mostra un valore negativo di € 106,3 milioni (-€ 131,9 milioni di Euro nel 2016/17). Il principale fattore che rende negativo il capitale circolante è rappresentato dai risconti passivi a breve, ossia ricavi anticipati inerenti la stagione successiva, che ammontano a € 99,2 milioni (€ 90,5 milioni nel 2016/17). Complessivamente i risconti passivi ammontano a € 123,4 milioni (€ 107,4 milioni nel 2016/17).

La Posizione Finanziaria Netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.



Da questo punto di vista il Real Madrid non presenterebbe alcun problema.
Non figurano debiti fiscali e previdenziali non correnti da aggiungere; pertanto, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso del Real Madrid, al 30.06.2018, figurano Debiti lungo termine per lavori per lo Stadio e la “Ciudad Real Madrid” pari a € 1.229.000 e Debiti a breve termine per lavori per lo Stadio e la “Ciudad Real Madrid” per € 17.138.000, per un totale di € 18,37 milioni di Euro, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Gli Amministratori del Real Madrid considerano come indebitamento finanziario netto (“Deuda Neta”) la somma del saldo tra crediti e dei debiti per i trasferimenti di giocatori più l’indebitamento finanziario netto (inteso come somma tra saldo tra debiti e crediti bancari, finanziamenti da soci e parti correlate, risconti passivi pluriennali per ricavi anticipati e debiti per leasing finanziario al netto delle disponibilità liquide e investimenti a breve termine) e il debito verso fornitori di immobilizzazioni (comprese le opere per lo stadio e il centro sportivo). L'indebitamento finanziario netto non include i debiti commerciali e altri debiti.

In base al conteggio fatto dagli Amministratori, l'indebitamento finanziario netto risulta positivo per € 106.974.000; mentre, nel 2016/17 era positivo per € 10.289.000.
Si pensi che al 30 giugno 2009, risultava un indebitamento finanziario netto di 327 milioni circa. Ovviamente il dato risulta abbondantemente conforme al Fair Play Finanziario, considerato l’importo record del fatturato.
L’indebitamento finanziario lordo calcolato dagli Amministratori ammonta a circa 135 milioni di Euro (€ 187 milioni nel 2016/17) ed è determinato dai seguenti dati: € 60 milioni di debiti bancari (€ 82 milioni nel 2016/17) ed € 75 milioni di debiti per investimenti in giocatori e altre immobilizzazioni (€ 105 milioni nel 2016/17).
La posizione finanziaria netta si ottiene sottraendo le disponibilità liquide, pari a € 190 milioni (€ 178 milioni nel 2016/17), meno le anticipazioni di liquidità per € 24 milioni, e i crediti verso club per l’acquisto di giocatori pari a € 76 milioni.  

Il Risultato della Posizione Finanziaria netta è positivo per 1007 milioni di Euro, che rappresenta liquidità netta in eccesso.

Il grafico seguente tratto dal bilancio del Real Madrid mostra l’evoluzione della Posizione Finanziaria Netta nel tempo, con il picco dell’indebitamento raggiunto nel 2009. Dal 2015/16 si può parlare di posizione di liquidità netta.



Debiti con dipendenti e fisco.

Il Fair Play Finanziario richiede che non vi siano delle problematiche relative a debiti scaduti verso altri club, il fisco e/o i propri dipendenti.
Al 30 giugno 2018, i debiti correnti verso il personale ammontano a € 207.760.000 (€ 197 milioni nel 2016/17), di cui € 200.818.000 verso il personale sportivo (€ 189,9 milioni nel 2016/17). Nel complesso segnano un incremento del 5.42%, dovuto soprattutto ai premi per i successi sportivi.
L’importo dei debiti correnti verso il personale corrisponde al 50% circa delle remunerazioni oltre ai premi. Infatti, il rapporto tra debiti verso il personale sportivo e costo del personale sportivo è del 48,2%. L'ammontare di debito verso il personale sportivo corrisponde principalmente alla remunerazione da corrispondere in base ai contratti ai giocatori e agli allenatori della prima squadra di calcio e gli importi dei premi per i risultati sportivi.
I pagamenti degli ingaggi, secondo le condizioni stabilite, sono effettuati principalmente nei mesi di luglio e gennaio, mentre gli importi dei premi per i risultati sportivi conseguiti sono pagati, secondo accordo, nella stagione successiva.
Nel bilancio è specificato che il Club risulta in regola per quanto riguarda gli adempimenti relativi agli obblighi fiscali e quindi non ha pendenza nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Le passività per imposte correnti sono nulle, invece figurano “Pasivos por Impuesto Diferido” che ammontano a € 16,23 milioni (€ 13,89 milioni nel 2016/17).
Nella sezione opposta, i crediti per imposte correnti ammontano a € 5.743.000 (€ 6,73 milioni nel 2016/17) e i crediti per imposte differite ammontano a circa € 13.043.000 (€ 12,41 milioni nel 2016/17).
Gli altri debiti verso le Amministrazioni Pubbliche ammontano a 23,14 milioni di Euro (€ 26,99 milioni nel 2016/17), di cui € 18.160.000 per IVA di giugno 2018 ed € 2.367.000 per Irpef su ritenute. Di contro gli altri crediti verso le Amministrazioni Pubbliche ammontano a 12 mila Euro (€ 9 mila nel 2016/17).

I Ricavi

I ricavi operativi per l'anno 2017/18, escludendo le plusvalenze, raggiungono la cifra record di € 751 milioni; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a € 675 milioni, segnando un incremento dell’ 11,3%. Dal 2011/12 il fatturato si colloca costantemente sopra la soglia dei 500 milioni; nel 2016/2017 ha superato per la prima volta la soglia dei 600 milioni di Euro e nel 2017/18 ha superato per la prima volta la soglia dei 700 milioni di Euro.

Sono cresciuti, soprattutto i ricavi da amichevoli e competizioni internazionali e i ricavi commerciali.
Le principali fonti di tali ricavi sono: lo stadio, i diritti televisivi e il marketing e sono sostanzialmente “equidistribuite”, con una leggera prevalenza dei ricavi commerciali.
I ricavi da biglietteria della Liga ammontano a 52,2 milioni di Euro (€ 51,1 milioni nel 2016/17).
I ricavi da biglietteria della ‘Copa del Rey’ ammontano a € 5.374.000 (€5,6 milioni nel 2016/17). I ricavi complessivi, da Champions League ammontano a € 85.458.000 (€ 86.213.000 nel 2016/17). Nel 2017/18 figurano ricavi per la ‘Supercopa de España’ per € 4.810.000; che nel 2016/17 erano pari a € zero; mentre figurano ricavi per la ‘UEFA SuperCup’ per € 4 milioni, che nel 2016/17 erano pari a € 4 milioni. Sono presenti anche i ricavi per il Mondiale per Club per € 4.425.000, che nel 2016/17 erano pari a € 4.922.000.
I ricavi derivanti dalle amichevoli ammontano a 18.543.000 Euro (€ 9.875.000 nel 2016/17).
I ricavi per le competizioni di Pallacanestro ammontano a € 6.841.000 (€ 5.954.000 nel 2016/17).
Gli altri ricavi ammontano a € 13.957.000 (€ 9.542.000 nel 2016/17).
Pertanto secondo una delle riclassificazioni dei ricavi presenti in bilancio, i ricavi da biglietti e competizioni ammontano a € 195.630.000 (€ 177.170.000 nel 2016/17).
Il contributo dei soci, tanto per la quota associativa quanto per gli abbonamenti, rappresenta il 6,7% della cifra totale dei ricavi e ammontano a € 49.865.000 (€ 49.772.000 nel 2016/17).
I ricavi relative al funzionamento delle strutture ammontano a € 28.931.000 (€ 25.486.000 nel 2016/17).

I ricavi radiotelevisivi mostrano un importo notevole pari a € 178,4 milioni (€ 165,3 milioni nel 2016/17) e rappresentano il 23,9% dei ricavi operativi, segnando un decremento del 7,9%.

I ricavi commerciali hanno un’incidenza del 39,5% e risultano pari a € 295,2 milioni (€ 254,1 milioni nel 2016/17). Tali ricavi comprendono i ricavi per la vendita al dettaglio per € 26.474.000 (€ 25.215.000 nel 2016/17); i ricavi da Sponsor e Licenze per € 239.681.000 (€ 202.790.000 nel 2016/17)); ricavi pubblicitari per € 1.650.000 (€ 1.950.000 nel 2016/17) e Altri ricavi commerciali per € 27.398.000 (€ 24.182.000 nel 2016/17).



Dal Grafico seguente, tratto dal bilancio del Real Madrid emerge che nel periodo 1999/2000-2017/18, il tasso medio di crescita annuale dei ricavi è stato dell’ 11%.



E’ evidente che il club ha raggiunto una struttura equilibrata di ricavi, ciascuna delle tre aree (stadio, televisione e marketing) contribuisce con circa un terzo del totale dei ricavi. La diversificazione delle fonti di ricavo, conferisce stabilità economica, attenuando l'impatto di eventuali fluttuazioni dei ricavi causate dai risultati sportivi e altre cause congiunturali economiche.

Nell'esercizio 2017/18, sono stati realizzati profitti per il trasferimento di giocatori per 53.583.000.

Il Costo dei dipendenti.

Il costo complessivo del personale al 30 giugno 2018, compresi i diritti di immagine, ammonta a circa € 430,75 milioni (€ 406,1 milioni nel 2016/17) e risulta in aumento del 6,1%. Il costo del personale riguardante i calciatori e lo staff tecnico della prima squadra di calcio ammonta a Euro 339.935.000 (€320.125.000 nel 2016/17).
Il costo del personale non sportivo associato alla prima squadra di calcio è di Euro 2.723.000 (€ 2.929.000 nel 2016/17).
Il costo del personale riguardante i calciatori e lo staff tecnico della “cantera” ammonta a 14.782.000 Euro. Il costo del personale riguardante i giocatori e lo staff tecnico della squadra di basket ammonta a 35,74 milioni di Euro.
Il rapporto tra costo del personale totale e i ricavi operativi, con esclusione delle plusvalenze, è l'indicatore utilizzato a livello internazionale per misurare l'efficienza operativa delle società di calcio. Più basso è il valore di questo rapporto e più “efficiente” risulta il club.
Il 30 giugno 2018, tale rapporto risulta pari al 57,6%; mentre, il 30 giugno 2016, era pari al 60,4%.
In base a quanto scritto dagli Amministratori, il dato dell’indice seppur inferiore a quello dell’esercizio precedente è comunque superiore alla media degli ultimi anni, perché si è dovuta sopportare la spesa in premi causata dal conseguimento di 4 trofei da parte della prima squadra; inoltre, bisogna evidenziare che il dato in questione, si trova al di sotto del valore del 70%, che è il livello massimo raccomandato dall'Associazione europea dei club. Nel 2017/18 sono stati conseguiti quattro titoli: Champions League; Coppa del Mondo per Club; Supercoppa Europea e Supercoppa di Spagna, oltre al doppio successo nel basket “la doble corona”: Euroliga y Liga ACB,
senza i premi assegnati per tali competizioni, l’indicatore sarebbe sceso al 53%.



Dal Grafico, tratto dal bilancio del Real Madrid emerge che l’ultimo esercizio in cui l’indice costo del personale/fatturato ha superato il 70%, risale alla stagione sportiva 2002/2003.

In definitiva, il Real Madrid si può permettere una rosa di calciatori dall’ingaggio elevato perché la sua gestione economica genera un fatturato altrettanto elevato.

L’equilibrio della Gestione Economica.

Il grafico dimostra come l’evoluzione del costo del personale mantenga la stessa distanza dall’evoluzione dei ricavi operativi.



Si pensi che nel periodo 2008/09-2017/18 la somma dei risultati prima delle imposte è pari a 399,3 milioni di Euro, con una media di circa 39,9 milioni di Euro ad anno.

Il “Breakeven Result”.

Per il periodo di monitoraggio del 2018/2019 gli esercizi sotto osservazione sono il 2016, 2017 e 2018 e la soglia di perdita aggregata tollerata è di 30 milioni.
Per il Real Madrid la somma algebrica dei risultati prima delle imposte per gli esercizi 2016, 2017 e 2018, risulta positiva per 112,59 milioni di Euro; pertanto, non ci sono problemi per questo aspetto.
L’EBITDA, ossia il risultato prima del calcolo degli ammortamenti degli interessi e delle tasse, con esclusione delle plusvalenze, risulta pari a € 93 milioni. Se considerassimo anche le plusvalenze si determinerebbe un EBITDA positivo per 147,2 milioni. Il risultato di gestione al lordo delle imposte risulta positivo con un utile di 42,98 milioni, mentre nel 2016/17 era positivo per 26,3 milioni e nel 2015/16 per 43,3 milioni.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto emerge dai dati del bilancio 2017/18, il Real Madrid rispetta anche quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP e tutti gli indicatori previsti dalla stessa LFP.


Il Bilancio Preventivo 2018/2019.

Le società e i club iscritti alla Liga Spagnola devono formulare il bilancio preventivo. Tale obbligo rientra nella fase di controllo economico “a priori” esercitata dalla Liga sui club.
Nel caso del Real Madrid, il Consiglio di Amministrazione ha previsto, un bilancio preventivo con un utile lordo di 43,19 milioni di Euro. Il volume d’affari netto previsto è di € 752.049.000 e le plusvalenze previste (compresa quella derivante dalla cessione di Cristiano Ronaldo) per € 102.210.000.

Conclusioni.

Il Real Madrid non ha problemi in termini di Fair Play Finanziario, sia UEFA, che spagnolo. L’enorme quantità di ricavi permette al Real Madrid di avere una rosa di Top Player con costo lordo del personale notevole, ma la cui incidenza resta sotto il livello del 60% circa dei ricavi senza plusvalenze.

Il Real Madrid è una società molto solida patrimonialmente, con una posizione finanziaria netta positiva e con una gestione economica equilibrata; infatti, secondo gli Amministratori l'evoluzione dell'EBITDA negli ultimi anni è il risultato di una gestione economica che mira a migliorare la redditività attraverso uno sforzo combinato di crescita dei ricavi e contenimento dei costi.


sabato 20 ottobre 2018

La Sfida dei conti: Manchester United – Juventus.




Luca Marotta



Dal confronto dei dati di bilancio 2017/2018 di “Manchester United plc (Cayman)” e “Juventus Football Club SpA” emerge la superiorità del club inglese in termini di fatturato e soprattutto di ricavi commerciali, oltre che di mezzi a disposizione per esercitare l’attività.
Per quanto riguarda il fatturato, il divario tra i due club si è ampliato dopo la stagione sportiva 2005/2006. Attualmente, il confronto “regge” solo sui diritti TV.
I successi sportivi nazionali del Manchester United sono stati realizzati in un campionato, come la Premier League Inglese, ad alta esposizione mediatica internazionale e molto probabilmente, unitamente ad una gestione meglio orientata al marketing, ha contribuito a consolidare il brand a livello mondiale, esercitando un maggior “appeal” per gli sponsor.
La Juventus, dal 2011/12, con sette scudetti consecutivi e la stabile partecipazione alla UEFA Champions League, con i suoi ricavi fondamentali, per improntare una gestione che punti all’equilibrio economico, è riuscita a raddoppiare il suo fatturato netto, collocandosi stabilmente al decimo posto nella classifica dei fatturati Football Money League della Deloitte. Tuttavia, si è creata una dipendenza dai ricavi TV che richiedono il costante successo sportivo, pertanto l’aumento dei ricavi commerciali è diventato fondamentale per crescere ulteriormente.
A livello societario, si potrebbe individuare, tale svolta con l’avvicendamento della presidenza Andrea Agnelli a quella di Jean-Claud Blanc, che dal punto di vista dei successi sportivi ed economici non brillò. Dal punto di vista sportivo/commerciale si è puntato sull’investimento “Cristiano Ronaldo”, per dare un robusto contributo all’aumento dei ricavi commerciali.
Il cambio che sarà utilizzato per il confronto è quello al 29.06.2018 di 1 € = 0,88605 £.

La Forma Giuridica.

“Manchester United Plc” è una è una società, quotata a Wall Street (NYSE), che controlla l’omonimo Gruppo. La società è stata costituita secondo il diritto societario delle Isole Cayman ed è a sua volta controllata da Red Football LLC, registrata nel Delaware (USA), che appartiene alla famiglia Glazer. Le società controllate interamente possedute direttamente o interamente sono circa quindici, tra cui Manchester United Football Club Limited (Club di calcio professionistico).
Tutte le società sono registrate ed operano in Inghilterra e nel Galles, ad eccezione di Red Football Finance Limited, che è registrata e gestita nelle isole Cayman e Manchester United Commercial Enterprises (Ireland) Limited, registrata e operante in Irlanda.
Juventus Football Club SpA è una società per Azioni quotata sul Mercato Telematico Azionario (MTA), organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.. Juventus è controllata per il 63,77% da EXOR S.p.A., invece Lindsell Train Ltd. detiene il 10,01% del capitale sociale e la parte restante costituisce il flottante.

Il Valore dei club.

Dal punto di vista del valore dei due club non c’è storia, il Manchester United vale quasi il triplo della Juventus.

Per quanto riguarda la Capitalizzazione di Borsa, in data 08/10/2018, il Manchester United valeva circa 3,48 miliardi di USD, corrispondenti a circa 3 miliardi di Euro (ad un cambio di 1 Eur = 1,14 USD); mentre la Juventus circa 1,16 miliardi di Euro.



Anche le classifiche redatte sul tema dei valori dei club calcistici confermano la superiorità del Manchester United.



La rivista americana Forbes, nella sua classifica del 2018, ha valutato la Juventus 1.472 milioni di dollari USA, collocandola al nono posto della sua classifica, prima tra le squadre italiane. La stessa rivista ha valutato il Manchester United 4.123 milioni di dollari USA, collocando il club inglese al primo.
La classifica Brand Finance Football 50 colloca la Juventus all’undicesimo posto, prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 605 milioni di dollari USA.
Molto più elevato è il valore del Brand Manchester United, che è di 1.895 milioni di dollari USA ed occupa il primo posto.
Secondo la classifica “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2016” di KPMG, il valore medio dell’Enterprise value del Manchester United è di 3,2 miliardi di Euro, quello della Juve è di 1,3 miliardi di Euro.

L’Attivo.



Il totale dell’Attivo è la sintesi numerica dei mezzi a disposizione. Al 30 giugno 2018, il Manchester United ha un totale dell’attivo superiore a quello di “Juventus Football Club SpA”. Infatti, al 30 giugno 2018, il valore totale in Euro dell’attivo di Juventus Football Club SpA è pari a € 772,66 milioni, quello del Manchester United a 1,74 miliardi. In altre parole il Manchester United ha a disposizione dei mezzi per svolgere l’attività il cui valore è più del doppio di quelli della Juventus.
La netta superiorità del Manchester United permarrebbe anche se non fosse considerato il valore dell’avviamento del club inglese.

Il Valore della Rosa.

Per quanto riguarda il valore contabile netto della rosa dei calciatori al 30 giugno 2018, Juventus Football Club SpA espone un valore di inferiore a quello del Manchester United. Stesso discorso per il valore di mercato.



Il valore contabile netto della rosa dei calciatori del Manchester United incide per il 23,9% sul totale dell’attivo, mentre quello di Juventus Football Club SpA incide per il 42,8% sull’attivo.

Il Costo storico della Rosa della Juventus è di € 622.611.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 291.783.000, con un valore contabile di € 330.828.000
Il Costo storico della Rosa del Manchester United è di £ 785,6 milioni, pari a € 886,6 milioni e il relativo fondo di ammortamento ammonta a £ 416 milioni, pari a Euro 469,6 milioni, con un valore contabile di £ 369,5 milioni, pari a € 417 milioni.

Per il Manchester United, il valore contabile netto della rosa da ammortizzare risulta aumentato di € 89,1 milioni a causa di investimenti per 274,5 milioni, tra cui l’acquisto di Romelu Lukaku; cessioni per un valore contabile netto di € 30,7 milioni e ammortamenti e svalutazioni per € 154,6 milioni.
Per la Juventus, l’incremento di € 27,2 milioni, è dipeso dagli investimenti della Campagna Trasferimenti 2017/18, per € 157,9 milioni (€ 252,3 milioni nel 2016/17), da cessioni per un valore contabile netto di € 157,9 milioni (€ 53,69 milioni nel 2016/17) e ammortamenti per € 108 milioni (€ 82,9 milioni nel 2016/17).
Nel caso dei due club il valore contabile dei calciatori è nettamente inferiore al valore di mercato degli stessi.

Secondo il sito web “Transfermarkt”, la rosa calciatori della Juventus 2018/2019 ha un valore di mercato di 768,5 milioni; mentre quella del 2017/18 aveva un valore di mercato di 540.53 milioni.
La rosa calciatori del Manchester United 2018/2019 ha un valore di mercato di 855 milioni di Euro; mentre quella del 2017/18 aveva un valore di mercato di 645,1 milioni di Euro.

Le Immobilizzazioni Materiali.

Nel bilancio del Manchester United le immobilizzazioni materiali nette ammontano a £ 245,4 milioni, pari a € 276,9 milioni ed incidono per il 15,9% sul totale dell’attivo. La voce relativa a “Freehold property” è pari a £ 219,3 milioni (247,5 milioni di Euro) e comprende lo stadio “Old Trafford” e il centro sportivo “Aon Training Complex”. Il costo storico di tale voce è pari a £ 269,37 milioni (€ 304 milioni).
Anche “Juventus Football Club SpA” possiede delle infrastrutture sportive. Nel bilancio della Juventus le immobilizzazioni materiali nette ammontano a £ 162,44 milioni,
Tali attività riguardano principalmente:
- lo Juventus Training Center di Vinovo;
- lo Stadio;
- lo Juventus Museum;
- lo Juventus Megastore.
La presenza dello stadio di proprietà rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 17,2% circa. Al 30 giugno 2018, la voce terreni e fabbricati ammonta a € 132.514.065.
Gli ammortamenti riguardanti le immobilizzazioni materiali sono stati pari a 12,5 milioni di Euro.
Per quanto riguarda la suddivisione degli importi contabili emergono i seguenti valori: i terreni del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 5 milioni; I terreni adiacenti il Centro Sportivo per € 10.800.000; i fabbricati del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 16.077.000; lo Stadio “Allianz Stadium”, lo “Juventus Museum” e lo “Juventus Megastore” per un valore contabile netto complessivo di € 100.637.000.
Le Altre Attività Non Correnti.

Per quanto riguarda le altre attività non correnti, al 30.06.2018, “Manchester United Plc” espone un importo superiore a quello della Juventus, perché pari a € 549,8 milioni, mentre “Juventus Football Club SpA” espone la cifra di € 126 milioni.
Il motivo risiede nel fatto che nel bilancio del Manchester United è presente l’avviamento con un valore pari a £ 421,4 milioni (€ 475,6 milioni).
L'avviamento è sorto in gran parte in relazione all'acquisizione da parte del Gruppo di Manchester United Limited nel 2005. L'avviamento non è soggetto ad ammortamento e viene verificato annualmente per l’eventuale riduzione di valore (normalmente alla fine del terzo trimestre fiscale).
Il valore recuperabile stimato supera sostanzialmente il valore contabile e pertanto non sono state individuate perdite di valore.

Le altre attività non correnti della Juventus ammontano a 126 milioni e riguardano principalmente: Crediti verso società settore specifico per campagna trasferimenti a medio/lungo termine per € 42.925.371; Altre attività immateriali per € 33.668.599 e Anticipi a fornitori non correnti per € 13.283.090.

Il Patrimonio Netto.

Il Manchester United supera la Juventus in termini di mezzi propri apportati.

Il Patrimonio Netto della Juventus Football Club SpA è positivo e ammonta a € 72 milioni, quello del Manchester United a € 479,9 milioni.
Per Juventus Football Club SpA i mezzi propri finanziano il valore totale dell’attivo per il 9,32%, mentre per il Manchester United Plc per il 27,5%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile.
Nel caso del Manchester United, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,38, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.
Nel caso della Juventus, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,1, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

Tuttavia, nel caso del Manchester United, tra i beni è compreso l’avviamento pari a £ 421 milioni (€ 475,6 milioni), circa il 27,3% dell’attivo; nel caso in cui si escludesse l’avviamento, l’indice di solvibilità totale diminuirebbe a quota 1,003.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve.
Nel caso del Manchester United , l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,89, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Il capitale circolante netto è negativo per la cifra di £ 51 milioni (€57,62 milioni). In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui godrebbe la società. Nel caso in questione a determinare la negatività influiscono i ratei e risconti passivi per £ 183,57 milioni (€ 207,17 milioni), pari al 39,5% del passivo corrente.

Nel caso della Juventus, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,49, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.  Tuttavia, nel caso in questione, i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per 25,3 milioni di Euro pari all’8,1% del passivo corrente.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso del Manchester United , l’indice di indebitamento è pari a 0,38, che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri. Al 30.06.2018, risulta che il Manchester United ricorre al capitale di terzi, per finanziare l’attività, per il 62%.
Nel caso della Juventus, è pari a 0,10. Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri. Infatti, anche l’equity ratio è basso, perché pari al 9,32%.

L’indebitamento Finanziario Netto.



A livello di indebitamento finanziario Netto, il Manchester United evidenzia un situazione più gravosa rispetto a quella della Juventus, che è eredità dell’operazione di acquisto a debito del club.

Il totale dei debiti finanziari lordi del Manchester United, al 30 giugno 2018, ammonta a £ 495,7 milioni (€ 559,5 milioni). Solo £ 9,1 milioni (£ 5,7 milioni nel 2016/17) sono allocati tra le passività correnti. L’indebitamento finanziario lordo finanzia il 32,1% dell’attivo. L'importo principale in circolazione delle obbligazioni senior garantite è di 425.000.000 di USD. Le obbligazioni senior garantite hanno un tasso fisso di cedola del 3,79% annuo e gli interessi sono pagati semestralmente. Le obbligazioni senior garantite maturano il 25 giugno 2027.
Le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti risultano pari a £ 242 milioni (€ 273,14 milioni) e registrano un decremento del 16,6%.
L’indebitamento finanziario netto risulta pari a £ 253,7 milioni (€ 369,85 milioni) e registra un decremento del 19,1%, pari a £ 40,66 milioni, principalmente a causa di una diminuzione complessiva delle disponibilità liquide. In ogni caso, l’indebitamento finanziario netto risulta abbondantemente inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze.
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è aumentato da 1,07 a 1,4. Poiché tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2 e, invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito, sembrerebbe confermato il fatto che l’aumento esponenziale dei ricavi permette al Manchester United di rendere sostenibile l’indebitamento finanziario, anche se l’origine del debito non deriva dalla gestione caratteristica, ma è conseguenza di fattori esogeni, come l’operazione dell’acquisto a debito.
Il saldo tra debiti e crediti calciatori del Manchester United è negativo per € 258,6 milioni (-£ 229,1 milioni). I crediti per cessioni calciatori ammontano a € 32,97 milioni, ossia £29,214,000 (2017: £46,343,000) di cui £4,724,000 (2017: £15,399,000) sono esigibili dopo più di un anno; mentre, i debiti risultano pari a € 291,5 milioni, ossia £258,316,000 (2017: £179,133,000) di cui £102,067,000 (2017: £82,866,000) sono dovuti dopo più di un anno.
Dal bilancio non emergono Debiti tributari o per oneri Sociali e previdenziali a lungo termine, né appaiono rilevabile debiti per la costruzione dello stadio o del centro sportivo di allenamento. Pertanto il debito rilevante ai fini del Fair Play Finanziario dovrebbe essere pari a 544,9 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la Juventus, l’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2018 è pari a € 309,8 milioni ed è in aumento del 90,6% rispetto ai 162,5 milioni del 30 giugno 2017.
Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da € 306,6 milioni del 30/06/2017 a € 329,2 milioni del 30 giugno 2018, di cui € 52,4 milioni a breve termine.
I debiti verso le società di factoring diminuiscono da € 119,1 milioni a € 110,1 milioni.
Rispetto al 30 giugno 2017, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo diminuisce da € 43 milioni a € 37 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata classificata tra i debiti a breve è di € 6,2 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 144,5 milioni a € 182,1 milioni, di cui € 46,1 milioni a breve termine.
Al 30 giugno 2018, la Società dispone di linee di credito bancarie per € 502,5 milioni (€ 465,6 milioni nel 2016/17) utilizzate per € 332,3 milioni.
Le Disponibilità liquide diminuiscono da € 140 milioni a circa € 15,3 milioni. Le attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni, rimangono invariate, poiché si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo.
Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 58 milioni (€ -120,8 milioni al 30/06/17).
I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 116,9 milioni (€ 94,8 milioni, al 30/06/17).
I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 174,97 milioni (€ 215,6 milioni, al 30/06/17).
Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco
Non essendoci debiti fiscali e previdenziali non correnti, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso della Juventus, al 30.06.2018, figurano debiti verso l’Istituto per il Credito sportivo per l’importo di 37 milioni di Euro, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.
Il Passivo.

Il Passivo lordo totale di Juventus Football Club S.p.A., pari a 700,6 milioni di Euro, è ovviamente inferiore rispetto alle “liabilities” del Manchester United Plc pari a 1,26 miliardi di Euro. L’incidenza del passivo a breve termine sul passivo totale per il Manchester United Plc è pari al 70,7%, mentre per Juventus Football Club S.p.A. è del 80,6%.
Il capitale circolante netto del Manchester United Plc è negativo per € 57,6 milioni a causa del prevalere del passivo a breve termine, pari a 524,25 milioni di Euro, sull’attivo a breve termine, pari a 466,63 milioni di Euro.
Mentre il capitale circolante netto di Juventus Football Club SpA è negativo per € 159,3 milioni a causa del prevalere del passivo corrente, pari a 312,7 milioni di Euro, sull’attivo corrente, pari a 153,4 milioni di Euro.

Per quanto riguarda il Manchester United, bisogna evidenziare che il passivo lordo totale (“liabilities”), nel bilancio 2017/18, è composto per il 44,2% da debiti finanziari; mentre per la Juventus le passività finanziarie costituiscono il 47%.

Il Fatturato.

In base ai dati in Euro della classifica “Football Money League”, dalla stagione sportiva 2000/2001 aggiornata con i dati contabili della stagione sportiva 2017/18, risulta che l’unica stagione sportiva in cui il fatturato della Juventus ha superato quello del Manchester United è quella del 2005/2006.

Il grafico seguente, che utilizza i dati di Deloitte Football Money League, aggiornati con i dati contabili della stagione sportiva 2017/18, mostra l’evoluzione nel tempo dal 2000/2001 del fatturato netto dei due Club, in particolare.
Emerge che il fatturato del Manchester United abbia sempre superato quello della Juventus, ad eccezione del 2005/06, inoltre dal 2006/07, stagione sportiva disputata in Serie B dalla Juventus, a causa della vicenda “calciopoli”, il divario si è ampliato sempre più. Nel 2017/18, il Manchester United, dopo due anni consecutivi non figurerà al primo posto della classifica Football Money League, in quanto il Real Madrid nel 2017/18 ha sfondato il tetto dei 700 milioni di Euro di Fatturato Netto.



Non a caso, dal 2006/2007 il Manchester United  ha vinto una Champions League, precisamente quella del 2007/08 e una Europa League (2016/17). Inoltre, il Manchester United dal 2006/07 ha vinto cinque ‘Premier League’ (2006/07; 2007/08; 2008/09; 2010/11; 2012/13) una ‘FA Cup’ (2015/16) e una ‘League Cup’ (2016/17) oltre a sei ‘Charity Shields’ (2007/08; 2008/09; 2009/10; 2011/12; 2013/14; 2016/17).

La tabella seguente, che utilizza sempre i dati di Deloitte Football Money League in Euro, con l’integrazione dei dati contabili 2017/18, mostra nel dettaglio l’evoluzione nel tempo dal 2003/2004 del fatturato netto dei due Club.
Sull’evoluzione del fatturato netto della Juventus ha pesato la vicenda “Calciopoli”. Inoltre, per il club bianconero si può notare l’inversione di tendenza nel volume del fatturato dal 2011/12, che coincide con un periodo caratterizzato dal successo sportivo con 7 scudetti consecutivi e due finali di Champions League disputate, proprio contro il Barcellona ed il Real Madrid.

Sembra confermata la tesi che il successo sportivo determini il successo economico.



Per il Manchester United il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto dal 2004 è stato del 7,09%. Negli ultimi 5 anni il CAGR del fatturato netto è stato del 6,88%.  Senza l’effetto cambio il CAGR dal 2004 risulta pari al 9,23% e quello degli ultimi 5 anni all’8,03%.

Per la Juventus il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto dal 2004 è stato del 4,58%. Negli ultimi 5 anni il CAGR del fatturato netto, è cresciuto ed è stato del 9,54%.

I Dati di bilancio del Conto Economico



Dai dati di bilancio, risulta che nel 2017/18, il fatturato netto del Manchester United Plc pari a € 665,9 milioni è di molto superiore a quello di Juventus Football Club SpA ammontante a € 402,3 milioni.

I motivi della superiorità schiacciante del “Manchester United Plc” risiede essenzialmente nei Ricavi Commerciali, che sono più del doppio di quelli della Juventus. I ricavi commerciali del Manchester United sono pari a 311,6 milioni di Euro; mentre, quelli della Juventus, considerando come commerciali anche gli altri ricavi, sono pari a 145,7 milioni di Euro.
Anche per quanto riguarda i ricavi da gare i ricavi del “Manchester United Plc” sono più del doppio di quelli della Juventus. I ricavi da gare del Manchester United sono pari a 123,8 milioni di Euro (£ 109,8 milioni); mentre, quelli della Juventus sono pari a 56,4 milioni di Euro. Su tale dato potrebbe influire la diversa capienza dello Stadio “Allianz Stadium”, pari a circa 41.507 spettatori, rispetto alla capienza del “Old Trafford” che attualmente ospita 74.989 ed è il più grande stadio di calcio del Regno Unito. In media, per le partite della Premier League in ciascuno degli ultimi 20 anni, è risultato pieno per oltre il 99%. I ricavi da Match Day variano da un anno all'altro a causa del numero di partite in casa giocate e delle prestazioni sportive della prima squadra nelle varie competizioni.

Invece, sul fronte dei ricavi per diritti TV, la differenza tra i due club si attenua.
 I ricavi per diritti TV del Manchester United sono pari a 230,4 milioni di Euro; mentre, quelli della Juventus sono pari a 200,17 milioni di Euro.

L’Indice di “Efficienza Televisiva” della Rosa dei Calciatori.

L’efficienza televisiva della rosa dei calciatori può essere misurata dal rapporto tra ricavi TV e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Quanto maggiori sono i ricavi TV e quanto è minore il valore contabile della rosa, tanto maggiore sarà l’efficienza televisiva.
Nel caso specifico l’indice di efficienza televisiva di “Juventus Football Club SpA” pari a 0,61 è migliore di quello di “Manchester United Plc” pari a 0,55.
Questo vuol dire che, in termini relativi, il valore dei ricavi televisivi rispetto al valore contabile netto della Rosa Calciatori della Juventus è più di quello del Manchester United.
Pertanto, dal punto di vista dei ricavi TV, l’investimento nella rosa dei calciatori della Juventus si è dimostrato relativamente più “efficiente” di quello del Manchester United.



In ogni caso, le variabili da considerare sono molteplici, come ad esempio l’esistenza di una concorrenza nel mercato televisivo nazionale, o il meccanismo di distribuzione dei diritti TV.

Le plusvalenze

Per la Juventus, i proventi da gestione diritti calciatori ammontano a € 102.401.466. Tale voce comprende plusvalenze complessive per € 93.925.290 (€ 140,3 milioni nel 2016/17). I maggiori importi delle Plusvalenze hanno riguardato: Bonucci Leonardo (A.C. Milan) per € 38.248.000 e Lemina Mario (Southampton F.C.) per € 8.743.000.
L’importo dei proventi derivanti da cessioni calciatori risulta in ogni caso inferiore agli ammortamenti calciatori.
Per il Manchester United, il risultato economico relativo alla cessione dei calciatori per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 è stato di 18,1 milioni di sterline, pari a Euro 20,45 milioni. L'utile da cessione di calciatori per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 si riferisce principalmente alla cessione di Januzaj (Real Sociedad) e a bonus vari.
Anche per il Manchester United, l’importo dei proventi derivanti da cessioni calciatori risulta in ogni caso inferiore agli ammortamenti calciatori.

Il Costo del Personale e il “Costo del Fattore Lavoro”.

Il costo del personale e gli ammortamenti calciatori del Manchester United Plc risultano entrambi maggiori di quelli di Juventus Football Club SpA. 
Il costo del personale del Manchester United Plc ammonta a € 333,9 milioni ed è superiore a quello del Juventus Football Club SpA  che risulta pari a 259 milioni di Euro.
L’incidenza sul fatturato netto del costo del personale del Manchester United è del 50,2%, abbondantemente in linea col Fair Play Finanziario.
L’incidenza sul fatturato netto del costo del personale della Juventus è del 64,4%, comunque in linea col Fair Play Finanziario.

Gli ammortamenti calciatori del Manchester United Plc ammontano a € 156,2 milioni ed risultano superiori a quelli del Juventus Football Club SpA  che sono pari a 107,9 milioni di Euro.
L’incidenza sul fatturato netto degli ammortamenti calciatori del Manchester United Plc è del 23,45%.
L’incidenza sul fatturato netto degli ammortamenti calciatori della Juventus è del 26,8%.

IL COSTO DEL FATTORE LAVORO

Nel caso del Manchester United, la somma del costo del personale e degli ammortamenti calciatori, è pari a € 490,1 milioni e incide sui ricavi al netto delle plusvalenze per il 73,6%.

Per quanto riguarda la Juventus, la somma del costo del personale e degli ammortamenti calciatori, è pari a € 366,9 milioni e l’incidenza sul fatturato netto è del 91,2%.

Il Fair Play Finanziario.

Per quanto riguarda il requisito del “Break-Even” il Manchester United non ha problemi. Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 26,1 milioni, pari a circa 29,4 milioni di Euro. Nel 2016/17 era positivo per £ 56,5 milioni; nel 2015/16 era positivo per £ 48,8 milioni.
Pertanto, si otterrebbe un risultato aggregato positivo di £ 131,4 milioni.
A determinare il risultato negativo per £ 37,27 milioni, hanno contribuito le imposte sul reddito, che risultano negative per £ 63,4 milioni, a causa della riforma fiscale che ha richiesto una rideterminazione della posizione fiscale differita USA esistente nel periodo fino al 31 dicembre 2017. Come conseguenza risulta che l'onere fiscale per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 include una svalutazione contabile, non monetaria, pari a £ 48,8 milioni. Di conseguenza, ciò ha comportato una perdita per i dodici mesi chiusi al 30 giugno 2018 e anche una perdita per azione di base e diluita.
Per quanto riguarda la Juventus, il risultato prima delle imposte è negativo per € 10.022.550. Nel 2016/17 era positivo essendo pari a € 58.414.719, nel 2015/16 era di poco positivo per € 11,6 milioni.
Ai fini del calcolo e del rispetto dei limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario, nella determinazione del “break-even result” non si considerano alcuni elementi come: gli altri ammortamenti; plusvalenze e minusvalenze determinate da attività fisse che non siano i calciatori; gli oneri finanziari determinati da investimenti “virtuosi”; le spese per il settore giovanile.
Dopo il calcolo delle imposte, il risultato netto dell’esercizio 2017/18 è negativo per 19.228.819.

Il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.



Per il Manchester United, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati positivi per € 107,5 milioni (£ 95,25 milioni), i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 136,8 milioni (£ 121,27 milioni); mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati negativi per 25,28 milioni (£ 22,4 milioni). Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato negativo per 54,6 milioni di Euro (£ 48,42 milioni), pari alla variazione delle disponibilità liquide. Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 174,9 milioni (£ 154.955.000) compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 52,9 milioni (£ 46.865.000).
Sull’attività di finanziamento hanno influito il pagamento dei dividendi per € 24,9 milioni (£ 21.982.000) rimborsi.

Per la Juventus, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati negativi per € 8 milioni, i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 132,6 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati positivi per 58,46 milioni. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato negativo per 82.156.562 milioni di Euro, pari alla variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi.

Conclusioni.

La sfida dei conti tra Juventus Football Club SpA e Manchester United Plc concede maggiori chances al “Manchester United Plc” in termini di fatturato netto, oltre che di mezzi a disposizione per l’esercizio dell’attività.  Tuttavia, analizzando bene l’evoluzione nel tempo del fatturato, si scopre che nel 2005/2006 la Juve fatturava di più del Manchester United. Invero, fino a quell’anno la Juventus “se la giocava” in termini di fatturato, poi c’è stata la vicenda “calciopoli”…

Tra le cause che hanno determinato il Gap di fatturato a favore del Manchester United, si potrebbero annoverare le seguenti:
1)      la vicenda “Calciopoli”, che ha arrecato un grave danno al fatturato della Juventus, che è perdurato alcuni anni;
2)      i successi sportivi nazionali del Manchester United in un campionato molto seguito a livello mondiale, che hanno permesso anche di consolidare il brand, con elevati fatturati e la possibilità di investire nell’acquisto di calciatori importanti, cui si sono aggiunti anche due trionfi in competizioni europee;
3)      Vantaggio “temporale” e “dimensionale” da parte del Manchester United per quanto riguarda l’investimento nelle infrastrutture sportive, il l Manchester United ha iniziato prima con uno stadio di maggiori capacità;
4)      il consolidato “orientamento al marketing” del club inglese.

Nel caso del Manchester United si è in presenza di una gestione economica che può contare su un fatturato elevatissimo e gestirlo di conseguenza. Tale fatturato elevatissimo ha permesso di contenere e sostenere l’impatto oneroso dell’indebitamento, dovuto all’operazione di acquisto a debito del club.

Per la Juventus, l’obiettivo dell’aumento dei ricavi, per i prossimi anni, passerà necessariamente attraverso l’aumento dei ricavi commerciali. L’acquisto di Cristiano Ronaldo potrebbe avere anche tale chiave di lettura.