venerdì 30 novembre 2018

Bilancio Ajax 2017/2018: utile anche con plusvalenze e ricavi UEFA in calo.




Luca Marotta

L’Ajax ha adottato un modello gestionale che lo rende molto forte sul piano sportivo nazionale olandese; tuttavia, il fatturato netto non molto elevato, rispetto ai competitors europei, e l’adozione di una politica di ingaggi contenuti, rende estremamente difficile competere sulla scena internazionale, anche se nel 2016/17 ha disputato la finale di Europa League, ma il il 2017/18 è stato caratterizzato dalla doppia eliminazione nei turni preliminari di Champions ed Europa League.
In ogni caso, l’Ajax è un club ben gestito, il modello di business dipende da due fattori: qualificazione per le competizioni UEFA; plusvalenze realizzate dalla vendita dei calciatori. Per questo motivo l’Ajax pone molta attenzione al settore giovanile.

L’Ajax ha chiuso anche il bilancio relativo all’esercizio 2017-18 con un risultato positivo, nonostante il calo delle plusvalenze e dei ricavi da competizioni europee.

Il bilancio consolidato 2017-18 dell'Ajax si è chiuso evidenziando un risultato positivo di Gruppo per Euro 1.186.000, al netto delle interessenze di terzi; mentre, nell’esercizio precedente il risultato del Gruppo era positivo per Euro 49.461.000. Il fatturato netto mostra un decremento di 26,3 milioni di Euro, da 118,2 milioni di Euro a 91,9 milioni di Euro.
A determinare il risultato positivo sono risultate decisive le plusvalenze pari a 39.36 milioni di Euro.
Nel 2016/17, la finale di UEFA Europa League aveva permesso l'incremento dei ricavi da competizioni europee che ammontavano a 25,9 milioni di Euro; mentre, nel 2017/18 sono diminuiti a 3,16 milioni di Euro.
Le cifre del bilancio 2017-18 ribadiscono che l'Ajax è un club sano, dal punto di vista economico, finanziario e patrimoniale.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, pari a 28,9 milioni di Euro, per la terza volta consecutiva nella storia del club, hanno superato i 25 milioni di Euro.

Dal punto di vista sportivo, nel 2017-18, l’Ajax è stata eliminata dal Nizza al Terzo turno preliminare di Champions League ed ha partecipato agli spareggi di UEFA Europa League, non superandoli, perdendo col Rosenborg. Per quanto riguarda il campionato l’Ajax è giunta seconda in Eredivisie con 81 punti (2° posto nel 2016/17) e si è qualificato per la stagione 2018-19 ai preliminari della UEFA Champions League. Nella coppa nazionale (KNVB beker) l’Ajax ha perso agli ottavi di finale col Twente.

Il Gruppo.

“Amsterdam Football Club Ajax N.V.” è una società quotata in Borsa (“EuroNext Amsterdam”) dal 1998, con sede ad Amsterdam in Arena Boulevard 29. I principali soci sono: Vereniging AFC Ajax, con il 73.0%; NN Investment Partners BV, con il 5.29%; I E Stratingcon il 3.01%; Fischedick Monique Catharina Maria Strating-schulte, con il 3.01%; Richard Strating, con il 3.01%; Invesco Advisers, Inc., con il 2.62%; Invesco Asset Management Ltd., con il 2.10%; Wasatch Advisors, Inc,.con il 0.45%; Dimensional Fund Advisors LP, con il 0.096% e flottante la parte restante.

La controllata consolidata estera è:
- Ajax Cape Town Ltd., Città del Capo, Sud Africa: che è una squadra di calcio, controllata al 51%.
Per quanto riguarda la società sudafricana Ajax Cape Town Ltd, controllata al 51%, essa ha fatto registrare un risultato positivo complessivo di 0,5 milioni di Euro. Il fatturato è stato pari a 4,6 milioni di Euro, di cui € 2,2 milioni per ricavi televisivi, € 1,8 milione per sponsorizzazioni e il resto da vendita dei biglietti, merchandising e premi. Il costo del personale è stato pari a € 2,9 milioni.

Nell’attivo del bilancio consolidato il valore delle partecipazioni è di € 4.166.000 (€ 4.176.000 nel 2016/17). Tali partecipazioni riguardano circa il 13,2% di Stadion Amsterdam NV per € 2.800.000 (€ 2.800.000 al 30.06.2017).
Il Gruppo Ajax possiede circa 20.000 certificati azionari di tipo F della società Stadion Amsterdam NV del valore nominale di 454 Euro cadauna per un valore nominale complessivo di € 9.075.604. Tale valore è esposto in bilancio per € 2.800.000 (€ 2,8 milioni nel 2016/17), in base ad una relazione di stima. Sulla base del rapporto di valutazione esterna, avvenuta nell’ambito di una proposta di vendita di alcuni certificati azionari dal Comune di Amsterdam all’Ajax, il valore della partecipazione in “Stadion Amsterdam NV” nel 2016/2017 è stato determinato in 2,8 milioni di euro. Ciò ha comportato, nel 2016/17, una svalutazione della partecipazione in Stadion Amsterdam NV per un importo di 2.200.000 euro. Nel 2017/2018 il valore è rimasto invariato.

Nel 2009/2010 è stato acquistato un certificato azionario A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 225 100 Euro. Nel 2014/2015 sono stati acquistati tre certificati azionari A della società Stadion Amsterdam NV, per un importo di 677.500 Euro; nel 2015/16 sono stati acquistati due certificati della società Stadion Amsterdam NV per un importo complessivo di euro 450.000. L’importo totale di questi certificati è di 1.352.600 euro. Il certificato azionario A, dà diritto a tempo indeterminato ad uno skybox con 10 posti e parcheggio riservato.

Tra le partecipazioni è inclusa un’interessenza in Eredivisie NV pari a 13.613 Euro, rappresentata da un certificato azionario del valore nominale di Euro 2.500. L’importo maggiore iscritto in bilancio rispetto al valore nominale è a titolo di sovrapprezzo.

AFC Ajax NV è socia della “Coöperatieve Contractpartners XXVI U.A.”.

Il Valore dell’Ajax.

Il grafico seguente, tratto da Euronext (Link: https://www.euronext.com ) mostra l’andamento della quotazione in borsa dal 10-09-2001 al 23-11-2018.



I numeri di borsa dicono che il valore dell’Ajax è aumentato.
La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 23.11.2018 è di 262 milioni di Euro, con una quotazione di € 14,30 e considerando 18.333.333 azioni. La capitalizzazione di Borsa dell’Ajax al 17.10.2017 era di circa 196,9 milioni di Euro, con una quotazione di 10,195 Euro; mentre al 13.12.2016 era di circa 159 milioni di Euro, con una quotazione di 8,675 Euro. Dal giorno 01/07/2017 al giorno 30/06/2018, il valore più alto della quotazione è stato di 11,545 Euro il 30/08/2017 e quello più basso è stato di 9,65 Euro il 06/12/2017.
La capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2018 era di € 231 milioni; mentre, la capitalizzazione di mercato di AFC Ajax al 30 giugno 2017 era di € 207 milioni.

Secondo la classifica BrandFinance® Football 50 2018 il valore del brand dell’Ajax è di 161 milioni di Euro.

La Strategia.

La Strategia dell’Ajax punta sullo sviluppo del settore giovanile. L’obiettivo è quello della formazione e l’affermazione di giovani talenti che vengono venduti con realizzo di plusvalenze.
Contemporaneamente, si cerca di perseguire anche l’obiettivo di vincere, con un ‘giuoco’ offensivo e attraente, nelle varie competizioni con una squadra giovane. Vi è la convinzione che con tale stile di gioco si possa giocare e vincere a livello europeo, con tanti giocatori provenienti dalle formazioni giovanili e in stadi al completo.

La formazione è stata e rimane la priorità principale.
Pertanto l’obiettivo è quello di attrarre non solo i migliori talenti, ma anche allenatori e gli specialisti che eccellono nello sviluppo dei giovani calciatori, in modo tale che Ajax diventi la scelta privilegiata per i grandi talenti.
Gli Amministratori ritengono che questa strategia renda attraente l’Ajax anche per i tifosi e i partner commerciali, creando valore.
Gli Amministratori elencano quelli che sono i Valori fondamentali del club: 1) voler essere i migliori, con una mentalità vincente; 2) pensare offensivo, nel senso di prendere sempre l'iniziativa; 3) Far crescere i talenti; 4) puntare a rafforzarsi, lavorando insieme, ognuno con le proprie competenze uniche e usando le qualità dell'altro, prestando attenzione all'individuo e al suo sviluppo; 5) mostrare leadership; mostrando rispetto per se stessi, gli altri e l’ambiente; 6) avere la mentalità di Amsterdam.

Dal punto di vista finanziario l’Ajax persegue una gestione economica equilibrata con l’obiettivo del pareggio e una crescita del valore del brand.

La continuità aziendale.

La Relazione della società di revisione Deloitte Accountants B.V. non contiene riserve, rilievi o richiami sul tema della continuità aziendale.

Lo Stato Patrimoniale.



La struttura dello stato Patrimoniale è solida. Il Patrimonio Netto, positivo per € 158,97 milioni (€ 158,87 milioni nel 2016/17), finanzia il 58,4% dell’attivo (64,6% nel 2016/17). La variazione in aumento è di € 64 mila ed è dovuta essenzialmente all’utile dell’esercizio e alla distribuzione del dividendo.

I debiti bancari sono di modesto importo, perché ammontano complessivamente solo a € 25 mila (€ 29 mila nel 2016/17). La maggior parte delle passività (45%) riguarda i risconti passivi correnti per ricavi anticipati per abbonamenti, Sky Box, aree ospitalità e business, sponsorizzazioni. I risconti passivi correnti ammontano a € 51 milioni (€ 27,1 milioni nel 2016/17).
Le disponibilità liquide, pari a € 12,19 milioni (€ 62,65 milioni nel 2016/17), rappresentano il 4,5% (25,5% nel 2016/17) dell’attivo.
Gli investimenti di liquidità ammontano a € 23.941.000 (€ 25.174.000 rettificati a € 23.326.000 nel 2016/17), che riguardano un portafoglio di investimenti detenuto presso una banca. La banca è responsabile della gestione di tali investimenti a spese ea rischio di Ajax, sulla base di direttive di investimento preesistenti.
Il capitale circolante netto è positivo per € 23,8 milioni (€ 76,3 milioni nel 2016/17).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra passivo non esigibile (patrimonio netto) e debiti totali determina l’indice di indebitamento. Il valore ideale deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Ajax è uguale a 1,4 (1,82 nel 2016/17).
I mezzi propri sono nettamente superiori al capitale di prestito.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. 
Nel caso dell’Ajax è uguale a 2,4 (2,82 nel 2016/17). Il totale dei beni a disposizione è abbondantemente superiore al passivo esigibile.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso dell’Ajax è uguale a 1,26 (2,06 nel 2016/17). Ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve.

Il Valore della Rosa.



Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2018 è di € 87,9 milioni (€ 54,6 milioni nel 2016/17) e registra un incremento di circa € 33,4 milioni, La variazione è dovuta ad investimenti per € 65,5 milioni, cessioni per un valore contabile netto di € 7,1 milioni e ammortamenti per € 24,9 milioni.

Gli investimenti principali hanno riguardato l’acquisto di Siem de Jong (Newcastle United); Luis Manuel Orejuela (Deportivo Cali); Maximilian Wöber(Rapid Vienna);  Nicolas Tagliafico (Club Atlético Independiente) e Rasmus Kristensen (FC Midtjylland).


Nel 2017/2018 sono stati ceduti: Davinson Sanchez, Kenny Tete e Jairo Riedewald, rispettivamente a Tottenham Hotspur, Olympique Lyon e Crystal Palace.

Le Immobilizzazioni materiali.

Le immobilizzazioni materiali ammontano a € 20,31 milioni (€ 14,39 milioni nel 2016/17) e incidono per il 7,5% sull’attivo totale.
I terreni e i fabbricati sono esposti per € 14,32 milioni (€ 10,4 milioni nel 2016/17); gli impianti e i macchinari sono pari a € 279 mila (€ 170 mila nel 2016/17); gli altri beni materiali risultano pari a € 3.742.000 (€ 3.087.000 milioni nel 2016/17) e le immobilizzazioni materiali in corso ammontano a € 1.970.000 (€ 686 mila nel 2016/17).
Il costo storico della voce terreni e fabbricati è di € 26,29 milioni (€ 25,53 milioni nel 2016/17). La voce fabbricati include migliorie beni di terzi e gli interessi che vengono ammortizzati in un periodo di 10 anni. Il valore contabile al 30 giugno 2018, ammonta a Euro 2.655.823 (Euro 2.630.676 al 30 giugno 2017).

La Posizione Finanziaria netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.



La posizione finanziaria netta è positiva per 12,16 milioni, considerando solo le disponibilità liquide ed escludendo gli investimenti che non costituiscono immobilizzazioni.
Il saldo tra crediti e debiti per la vendita e acquisizione di calciatori è positivo per € 26,14 milioni.

Poiché non figurano debiti fiscali e previdenziali rateizzati non correnti, la posizione finanziaria netta positiva aumentata del saldo a credito verso squadre di calcio risulta positiva per 26,14 milioni di Euro e risulterebbe conforme al Regolamento del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, non figurano debiti direttamente attribuibili alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Il Rendiconto finanziario consolidato.



La variazione delle disponibilità liquide è stata negativa per € 52.309.000 (€ 7.619.000 nel 2016/17). Le disponibilità liquide iniziali risultano rettificate in aumento di € 1.848.000.
La variazione dei flussi di cassa è dovuta a flussi di cassa negativi generati dall’attività operativa per € 24.622.000 e a flussi di cassa negativi dall’attività di investimento per € 26.361.000, a causa dell’acquisto di calciatori che hanno assorbito 53,23 milioni di Euro. L’attività di finanziamento ha generato flussi di cassa negativi per € 1.193.000, di cui Euro 1.188.000 per distribuzione dividendi. Le differenze di cambio sulle disponibilità liquide hanno generato flussi negativi per € 133 mila.

Il Conto Economico.

   

Complessivamente i ricavi derivanti dall’attività calcistica, esclusi ricavi TV e commerciali, diminuiscono da € 55.575.000 a € 34.437.000.
I ricavi derivanti dalla vendita di biglietti per le gare di campionato, coppa nazionale e amichevoli diminuiscono da € 5,44 milioni a circa € 4,75 milioni.
Il numero medio degli spettatori a partita è stato di 50.979 (48.945 nel 2016/17; 47.882 nel 2015/16 e 48.062 nel 2014/15), per uno stadio che ha una capacità di 54.033 spettatori.
Complessivamente il fatturato relativo alla partecipazione alle competizioni UEFA ammonta a 3,2 milioni di euro. I ricavi da gare per competizioni Europee diminuiscono di € 8.393.000, da € 10.491.000 a2.098.000, a causa dell’eliminazione ai turni preliminari delle competizioni in luogo della partecipazione alla finale di UEFA Europa League del 2016/17.  Per quanto riguarda i premi per la partecipazione a competizioni Europee, essi ammontano a € 1.066.000, nella stagione 2016/17, ammontavano a € 15,5 milioni.

Il fatturato dei biglietti relativi ai posti riservati annuali totali venduti (abbonamenti, business seats e skybox) ammonta a 24,7 milioni di euro, con un incremento di 2,6 milioni di euro. Insieme al numero di abbonamenti emessi, il numero totale di biglietti annuali emessi è 43.544 (39.439 nel 2016/17; 38.511 nel 2015/16; 40.595 nel 2014-15; 41.985 nel 2013-14; 42.856 nel 2012-13).

I ricavi per abbonamenti, pari a € 13.049.000 (€ 11.296.000 nel 2016/17), sono aumentati del 15,5%. Il numero degli abbonamenti, esclusi i business seats e skybox, è stato pari a 40.396 (36.322 nel 2016/17; 35.854 nel 2015/16 e 37.996 nel 2014/15), che costituisce il record storico per il club. I prezzi sono aumentati dell’1,2%.
I ricavi per le aree business e skybox aumentano del 7,8%, da € 10.814.000 a € 11.658.000. Il fatturato relativo agli Skybox è aumentato di 100 mila Euro, da € 3,7 milioni a € 3,8 milioni, mentre i ricavi per le aree business è aumentato di 800 mila Euro, da € 7,1 milioni a € 7,9 milioni.
Gli altri ricavi relativi al calcio ammontano a € 1.817.000; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a € 2.082.000. Tali ricavi includono i rimborsi per le convocazioni nelle squadre nazionali per € 1 milione (€ 200 mila nel 2016/17); il prestito di calciatori per € 100 mila (€ 100 mila nel 2016/17) e ricavi di ristorazione per € 400 mila (€ 500 milioni nel 2016/17).
I ricavi televisivi, che comprendono anche i ricavi internet, diminuiscono di 3,2 milioni di Euro, da € 14,6 milioni a € 11,4 milioni. I ricavi televisivi nazionali ammontano a € 9,7 milioni (€ 8,9 milioni nel 2016/17).  La diminuzione è dovuta principalmente ai ricavi TV da competizioni europee.

I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità sono pari a € 28.931.000 (€ 29.126.000 nel 2016/17). I ricavi fissi sono aumentati, in parte grazie al miglioramento dei contratti con PCI e Mercedes. I nuovi partner sono Guangzhou, HPE, Effektief groep, Hikvision e eSports partners Subway e PayPall. La parte variabile di tali ricavi è diminuita a causa della mancanza di bonus per le prestazioni europee.
Per il 2017/18, Ziggo e adidas risultano come Main partner.  Ziggo e adidas. ABN AMRO, CST e Jupiler risultano come Official partners. Gli sponsor ufficiali sono: Hikvision; Hublot; Mercedes-Benz; PCI; Suitsupply; TUI e VriendenLoterij.
Aono stati prolungati i contratti con lo sponsor principale Ziggo (fino a metà 2020) e il contratto con l'adidas (fino al 2025). Gli Amministratori hanno ribadito che gli accordi con Ziggo e adidas sono due solide basi per il budget dell’Ajax.

L’aumento delle vendite di articoli di merchandising è di € 500 mila da € 13,6 milioni a € 14,1 milioni, a causa delle maggiori vendite e dell'apertura della filiale di Kalverstraat.

I costi operativi totali, esclusi gli ammortamenti dei calciatori, risultano diminuiti del 4,3%, da 109,85 milioni di Euro a 105,15 milioni di Euro, in misura meno che proporzionale del decremento del fatturato netto che è stato del 22,2%.
I Costi del Personale diminuiscono del 4,1%, da € 55,1 milioni a € 52,8 milioni. Gli stipendi dei calciatori sono diminuiti di 2 milioni di euro; mentre, i premi sono diminuiti di 2,6 milioni di euro. L'aumento del costo del personale tecnico e del personale medico è stato di 0,3 milioni di euro è dovuto al cambiamento di personale.
Il costo del personale dell’attività calcistica diminuisce da 41.067000 a 38.680.000.
La voce salari, stipendi e oneri previdenziali e assicurativi per il calcio ammonta a € 26,4 milioni (€ 29,2 milioni nel 2016/2017) per i giocatori e per un importo di € 12,3 milioni (2016/2017: € 11,9 milioni) sul personale tecnico e medico. Il numero dei dipendenti complessivo (Olanda e Sud Africa) è aumentato da 402 unità a 448 unità. Il numero dei dipendenti in Olanda è aumentato da 324 unità a 356 unità.  Al 30 giugno 2018, il numero di dipendenti risultava composto da 127 giocatori, 111 dipendenti tecnici e medici e altri 210 dipendenti (30 giugno 2017 su 111 giocatori, 104 dipendenti tecnici e medici e 187 altri dipendenti).
Il rapporto tra costi del personale e fatturato netto è pari al 57,5% (46,6% nel 2016/17), ed è conforme al Regolamento sul Fair Play Finanziario.

Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni materiali sono pari a € 3.175.000 (€ 3.180.000 nel 2016/17).
La voce relativa agli altri costi operativi include il costo del venduto, gli altri ammortamenti e gli oneri diversi di gestione. Gli oneri diversi di gestione ammontano a € 41.691.000 (€ 44,58 milioni nel 2016/17). Tale voce include: i costi relativi alle gare e calciatori in prestito pari a € 11.742.000 (€ 17.292.000 nel 2016/17); gli altri costi del personale per € 4.380.000 (€ 5.627.000 nel 2016/17); gli affitti e spese per fabbricati per € 10.982.000 (€ 11.352.000 nel 2016/17) e i costi di gestione e amministrazione pari a circa € 14.587.000 (€ 10.312.000 nel 2016/17). I costi di gestione e amministrazione comprendono i costi per la ricostruzione della casa dei tifosi (“Supportershome”).
Il costo del venduto dei prodotti a marchio Ajax e altri è diminuito da € 6.994.000 a € 7.452.000.

Le imposte sul reddito risultano negative per € 328 mila.

Il Player Trading.




L’Ajax, nel 2017-18, ha realizzato un risultato da “player trading” positivo per € 14,38 milioni, mentre, nel 2016/17, era positivo per € 60,5 milioni. Il risultato è determinato dalla somma algebrica degli ammortamenti dei calciatori e del risultato della cessione economica sui diritti alle prestazioni dei calciatori.
Gli importi relativi alle quote di ammortamento sono aumentati di € 6,9 milioni, da € 19,1 milioni a € 24,98 milioni. Ciò è stato causato dall’acquisto di giocatori con elevate quote di ammortamento, Siem de Jong, Luis Orejuela, Maximilian Wöber, Nicolas Tagliafico, Rasmus Kristensen e Nicolas Kühn; mentre nel 2016/2017 David Neres e Victor Jensen.
Il risultato della cessione calciatori consiste principalmente nell'ammontare dei ricavi netti al netto delle commissioni di trasferimento, meno il valore di carico del giocatore in questione.
In definitiva, nel 2017/18, l’importo delle plusvalenze, pari a € 39,36 milioni (€ 78,6 milioni nel 2016/17), è riuscito a coprire il costo annuale dei cartellini ed è stato decisivo per la determinazione dell’utile finale.
Nel 2017/2018 le cessioni hanno riguardato Davinson Sanchez, Kenny Tete e Jairo Riedewald.

Conclusioni.

L’equilibrio economico dell’Ajax è basato sul Player Trading, alimentato dalla strategia aziendale che punta sui giovani; ma altro fattore importante è la partecipazione alle Competizioni UEFA.
In effetti i conti del 2017/18 ha visto ridursi l’importo dell’utile realizzato a causa delle eliminazioni nei turni preliminari sia di Champions League che di Europa League.

Per il 2018/19, l’Ajax partecipa brillantemente alla fase a gironi di UEFA Champions League Gruppo E. Per la gestione economica 2018/19, molto probabilmente sarà ancora una volta importante il Player Trading. Inoltre nel bilancio 2018/19 dovrebbe figurare la plusvalenza per la cessione di Klujvert alla Roma per un corrispettivo fisso di 17,25 milioni di euro, e variabile, fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro, per bonus. Si tenga inoltre presente che nella Rosa dell’Ajax figurano calciatori molto richiesti come Frenkie de Jong e Matthijs de Ligt.

Infine, bisogna evidenziare che per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, l’Ajax non presenta criticità.




sabato 17 novembre 2018

Appunti sul Budget 2019 del CONI




Luca Marotta


Il Consiglio Nazionale del Coni del 26 Ottobre 2018 ha approvato il Budget per l’anno 2019, rimodulando contestualmente il budget 2018.
Il budget annuale 2019 del CONI mostra un risultato economico di sostanziale pareggio (€51.091).
Tale risultato è dipeso dall’allocazione tra le risorse del contributo dello Stato determinato in continuità con l'esercizio precedente, seppur l'iter di approvazione della legge di stabilità 2019, non si sia concluso.

Il Budget del CONI rispecchia un sistema contabile di tipo economico-patrimoniale che tiene conto delle risultanze della gestione amministrativa centrale e delle Strutture Territoriali. Il documento contabile preventivo del CONI è predisposto e approvato a fine ottobre di ogni esercizio e su di esso grava il peso del vincolo del pareggio di bilancio, tenendo conto dei vincoli delle “disposizioni per l'armonizzazione e la raccordabilità dei documenti previsionali delle amministrazioni pubbliche”.

La Legge di Bilancio 2019 tratta dell’argomento riguardante il finanziamento del Coni. Precisamente l’articolo 48 dai commi 1 a 4, si occupa del Riassetto del Coni. Nel Dossier di accompagnamento alla Legge di Bilancio si legge: “Il comma 2 modifica l'attuale meccanismo di finanziamento dell'attività sportiva nazionale da parte dello Stato in modo che non venga più parametrato sulla base di una autorizzazione di spesa fissata per legge, ma ad una percentuale (pari al 32%) delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, derivanti dal versamento delle imposte ai fini IRES, IVA, IRAP e IRPEF in taluni settori di attività (gestione di impianti sportivi, attività di club sportivi, palestre e altre attività sportive) in una misura complessiva non inferiore a 410 milioni di euro annui.”


Il Valore della Produzione

Il totale del VALORE PRODUZIONE previsto per il 2019 è pari a € 451.559.398, in aumento di € 1.769.658 rispetto al budget 2018, pari allo 0,39%.



La Tabella sopra riportata mostra che il maggiore aumento previsto riguarda la voce “Contributi da Ministeri ed altri Enti Pubblici e Privati”; mentre la voce relativa alla parte ordinaria dei contributi dello Stato è quella che ha una maggiore incidenza (81,5%) ed è prevista invariata.

I Contributi dello Stato.

Per quanto riguarda l’importo del contributo dello Stato, poiché alla data della predisposizione del documento non era stato finalizzato l'iter normativo di approvazione della legge di bilancio 2019 dello Stato Italiano, è stato fatto riferimento, per la parte ordinaria, all'esercizio precedente.
L’importo del contributo dello Stato previsto per il 2019 ammonta complessivamente a 412,3 milioni di Euro, e comprende i contributi finalizzati di 6,4 milioni per l'organizzazione in Italia di alcuni eventi sportivi internazionali delle Federazioni e la stima del PREU (Prelievo Erariale Unificato).

Nella tabella a pagina 5 della Relazione al Budget 2019 figura il dettaglio del contributo dello Stato.




Da tale tabella emerge una riduzione dell8,6% del contributo complessivo dello Stato rispetto al 2011.
La voce Contributi da Ministeri e da altri Enti pubblici e privati, pari a € 21.570.387, accoglie i contributi assegnati al CONI da soggetti terzi, principalmente soggetti pubblici, per supportare finanziariamente progetti istituzionali dell'Ente. La componente di maggior rilievo è riferita al progetto "Sport e Periferie", per il quale è stato previsto per il 2019 uno stanziamento di € 16.334.000; mentre, per il 2018 era previsto l’importo di € 10.734.000. Nel budget del Coni è scritto che ii progetto "Sport e Periferie" è integralmente finanziato da apposito fondo governativo ed ha come obiettivo quello della ricognizione e l'implementazione di interventi di riqualificazione dell'impiantistica sportiva sul territorio, a favore dei Comuni e delle Associazioni Sportive Dilettantische, che siano risultati destinatari degli specifici interventi, all'esito della procedura di selezione. L'attuazione degli interventi spetta al CONI, che sottoscrive apposite convenzioni con gli enti destinatari. Ovviamente, a fronte dei contributi che si stima di incassare, figurano i corrispondenti costi per i progetti, in funzione dello Stato di avanzamento lavori.
Tra i progetti interamente finanziati da terzi, oltre al progetto “sport e periferie”, figura anche il progetto "La Nuova Stagione", che ammonta a Euro 4.689.000.  Tale progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro ed ha come obiettivo quello di facilitare l'inserimento lavorativo degli atleti al termine dell'attività sportiva. Anche in questo caso figurano i corrispondenti costi nella voce altri costi per beni e servizi riaddebitati da Coni Servizi.

I Ricavi previsti da sfruttamento marchio CONI per il 2019 ammontano ad € 8.789.555. Tale voce comprende gli accordi con i partner commerciali ammontano a € 5.697.000 e sono nella maggior parte di carattere monetario e in minor parte consistono in forniture in beni e servizi. Nell’ultimo caso trattandosi di scambio-merce, figurano anche i relativi costi. Un’altra componente di tale voce, pari ad € 3.091.000, è costituita dal ricavo per il contratto TOP IX stipulato con il CIO (per il quadriennio 2017-2020). Tale contratto prevede che il CONI, a fronte di un compenso predefinito per la durata del contratto, conceda al CIO la licenza di offrire ai PARTNER TOP l’utilizzo dei propri marchi.
A livello complessivo la voce risulta inferiore di € 1.182.028, anche perché il 2018 è stato un anno olimpico.

La voce Contributi e ricavi Strutture Territoriali ammonta ad € 8.060.000 ed accoglie: per l’importo di 8 milioni di Euro i contributi/ricavi che si prevede le Strutture Territoriali dell’Ente raccolgano a livello locale da terzi (Regioni, Provincie, Comuni ed altri Enti Locali, soggetti privati), per l’attività istituzionale di promozione sportiva, sia mediante progetti coordinati centralmente sia mediante iniziative locali e per € 60 mila, le previsione del corrispettivo che possa derivare ai Comitati da sponsor privati per l'attività di sfruttamento commerciale del marchio CONI a livello territoriale.

I Costi della Produzione



I costi della produzione previsti per il 2019 ammontano a € 451.559.398 (€ 449.789.740 per il 2018).
Il totale costi attività Centrale incide per il 94,85% sul totale dei costi del produzione.
Il totale costi Strutture Territoriali incide per il 5,15% sul totale dei costi del produzione.

La voce di costo con la maggiore incidenza risulta essere quella che riguarda i Contributi per attività istituzionale, con un’incidenza del 61,38% sul totale dei costi del produzione.
Tale voce comprende: Contributi Federazioni Sportive Nazionali per € 239.171.098 (245.078.047 per il 2018); Contributi Discipline Sportive Associate per € 3.500.000 (€ 3.619.500 per il 2018); Contributi Enti Promozione Sportiva per € 14.700.000 (€ 15.568.350 per il 2018); Contributi Forze Armate ed Associazioni Benemerite per € 3.815.810 (€ 3.817.120 per il 2018) e Contributi vari per € 15.608.273 (€8.182.403 per il 2018).
Dal 2011 al 2019 risulta una diminuzione del 10% del Contributo Coni alle Federazioni sportive. I Contributi Federazioni Sportive Nazionali comprendono la cifra di € 74.774.000, che riguarda il costo per Risorse Umane che riguarda lo stanziamento di contributi a favore delle FSN, per consentirne il sostenimento dei costi per risorse umane sia federali che ex-Coni Servizi SpA.

Il 32,12% dei costi della produzione riguarda l’Acquisto di beni e servizi, pari a € 144.826.806 (€142.666.757 per il 2018). Tale voce ricomprende: i Corrispettivi del Contratto di Servizio annuale con CONI Servizi per € 122.298.137 (€ 122.298.137 per il 2018); Altri costi per beni e servizi resi da Coni Servizi per € 15.553.887 (€ 9.113.540 per il 2018) e Altri costi per beni e servizi verso fornitori diversi dalla Coni Servizi SpA per € 6.974.781 (€ 11.255.080 per il 2018).

Il 5,15% dei costi della produzione riguarda i Costi Strutture Territoriali, pari a € 23.230.000. Tali costi sostenuti dalle Strutture Territoriali del CONI riguardano progetti inerenti:
- la promozione sportiva / scuole regionali sport / funzionamento;
- il progetto "sport di classe";
- il progetto "coni ragazzi".

Per la prima area progettuale risulta uno stanziamento complessivo per € 15.210.000. Per il progetto "sport di classe" € 7.800.000.

I Costi per gli organi dell'Ente, Comitati e Commissioni ammontano a € 1.789.318 (€ 1.865.570 per il 2018). Tali costi comprendono: Funzionamento Presidenza, Vice-Presidenza e Segreteria Generale per € 388.368 (€ 394.340 per il 2018); Funzionamento Giunta e Consiglio Nazionale per € 671.460 (€ 737.282 per il 2018); Funzionamento Collegio dei Revisori dei Conti € 23.078 (€ 25.536 per il 2018); Funzionamento Organi di Giustizia ed altre Commissioni € 555.411 (€ 557.411 per il 2018); Spese di rappresentanza per € 1.000 (€ 1.000 per il 2018) e Oneri previdenziali per € 150.000 (€ 150.000 per il 2018).

Tali costi riguardano principalmente le indennità, i gettoni di presenza e le spese di funzionamento degli Organi di indirizzo, amministrazione e controllo del CONI.

Conclusioni.

Da alcuni anni le risorse a disposizione del Coni hanno subito dei tagli. Il Budget presenta risorse disponibili allineate con l'esercizio precedente. Poiché il Coni ha il vincolo del pareggio di bilancio, deve strutturare i costi in base alle risorse a disposizione. Non a caso il budget 2019 chiude con un sostanziale pareggio.
Le cronache degli ultimi giorni narrano di un Presidente del Coni in disaccordo con il riassetto del Coni contenuto nell’articolo 48 del disegno di legge del Bilancio 2019.


venerdì 9 novembre 2018

Bilancio A.S. Roma 2017/18: la cessione di Nainggolan riduce la perdita.




 

Luca Marotta


La cessione di Nainggolan, comunicata il 26 giugno 2018, ha permesso di realizzare una plusvalenza di € 31.912.000 e di ridurre la perdita del bilancio consolidato di AS Roma Spa al 30.06.2018 alla cifra di 25,5 milioni di Euro. di AS Roma Spa si è chiuso con una perdita netta di € 25.498.000 (€ 42 milioni nel 2016/17) e con un Patrimonio Netto negativo per € 105.424.000 (€ -88,9 milioni nel 2016/17).
Le cessioni di calciatori “importanti”, in chiusura di esercizio, caratterizzano da alcuni anni il bilancio di AS Roma. Si può osservare che la cessione di Nainggolan a FC Internazionale Milano di giugno 2018, segue quella di Salah al Liverpool di giugno 2017 e la cessione di Pjanic alla Juventus nel giugno 2016.  Tali cessioni si sono rese necessarie anche per far fronte a quanto imposto dal Settlement Agreement stipulato con l’UEFA nel maggio 2015. Infatti, il 13 giugno 2018, la UEFA ha comunicato l'uscita dal regime transattivo, a conclusione delle azioni intraprese per il ripristino dell’equilibrio economico. Per i prossimi esercizi, AS Roma dovrà comunque rispettare le disposizioni del Fair Play Finanziario applicabili a tutte le squadre che gareggiano nelle competizioni UEFA.

L’esercizio 2017/18 di AS Roma SpA si è giovato degli effetti positivi del percorso in Champions League, culminato con la semifinale, e degli effetti iniziali della stipula del contratto con il nuovo Main Sponsor “Qatar Airways”.

Al 30 giugno 2018, l’indebitamento finanziario netto, è aumentato a 218,76 milioni di Euro e risulta e le spese per il personale rappresentano il 63,3% del fatturato netto.

Dal punto di vista sportivo, nel 2017/18 AS Roma ha raggiunto la semifinale dei UEFA Chanpions League; il terzo posto in campionato e gli ottavi di finale in Coppa Italia.

Per quanto riguarda il “Settlement Agreement”, che nel maggio 2015 AS Roma stipulò con la UEFA, il quale determinava tra l’altro una sanzione, di cui una parte condizionata, ed alcune limitazioni per gestire il deficit economico che si era verificato durante le stagioni precedenti, il 13 giugno 2018, la UEFA ha comunicato l'uscita dal regime transattivo, riconoscendo la conformità ai requisiti di break-even per le stagioni passate.

La Proprietà.

AS Roma SpA è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 04/11/2018, per il 79.04% da NEEP ROMA HOLDING SPA; per il 3,125% da AS ROMA SPV LLC e la parte restante costituisce il flottante. Il Dichiarante ovvero il soggetto posto al vertice della catena partecipativa risulta: AS ROMA SPV LLC (società gestita da un Investor Committee formato da 5 componenti e amministrata dalla AS ROMA SPV GP LLC in qualità di managing member).

La continuità aziendale.

Il Regolamento del Fair Play Finanziario richiede che il bilancio consolidato sia certificato da un revisore esterno, e non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale (‘going concern’).
Per Continuità Aziendale si può intendere la capacità di onorare gli impegni, ovvero l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

Sul punto, i revisori di BDO sono giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e non hanno evidenziato incertezze significative riguardo la capacità della Società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento.

A seguito del risultato civilistico conseguito nel primo semestre 2017/18, AS Roma SpA si è ritrovata nella situazione prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile, ossia perdita di oltre un terzo del capitale a seguito di perdite, e l’Assemblea convocata all’uopo per decidere sul da farsi, ha deciso di rinviare l’eventuale adozione dei provvedimenti necessari all’Assemblea di approvazione del bilancio di esercizio al 30 giugno 2018. Il buon andamento registrato nel secondo semestre dell’esercizio 2017/18, con un del risultato economico civilistico positivo per circa 19 milioni di euro, e gli effetti positivi dell’Aumento di Capitale, pari a circa 9,3 milioni di euro, non hanno permesso il superamento della fattispecie prevista dall’art. 2446 del Codice Civile. 

Per attestare i presupposti della continuità aziendale, il Consiglio di Amministrazione della Società ha predisposto un revised budget per l’esercizio 2018/19, che prevede un Risultato economico per l’esercizio 2018/19 in miglioramento rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2018, seppur ancora in perdita. Inoltre, le plusvalenze realizzate nel primo trimestre dell’esercizio 2018/19 (vedi Alisson), e i proventi derivanti dalla partecipazione al Group Stage della UEFA Champions League, hanno permesso il conseguimento di un utile di periodo e un incremento del Patrimonio netto rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2018. 

I fabbisogni finanziari del Gruppo saranno coperti attraverso i flussi finanziari generati sia dall’attività ordinaria, che dall’ulteriore ricorso all’indebitamento finanziario. Inoltre, come già scritto nelle relazioni al bilancio precedenti, gli Amministratori hanno evidenziato, che qualora servisse della liquidità il club potrebbe vendere alcuni calciatori importanti, il cui valore contabile è ampiamente inferiore al valore di mercato. Nella sostanza, secondo gli Amministratori, il valore di mercato complessivo dei calciatori “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.

Pertanto, la società ed il Gruppo sono stati considerati in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto è stata redatto il bilancio.

Gli Amministratori hanno tenuto ad evidenziare che “l’azionista di riferimento, per il tramite della controllante Neep Roma Holding S.p.A., ad oggi non è mai venuto meno agli impegni assunti”.

Il perimetro di consolidamento.

L’area di consolidamento del bilancio consolidato comprende i bilanci della Capogruppo A.S. Roma S.p.A. che controlla le partecipate Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl, al 99,98%; ASR Media and Sponsorship Srl, all’11,34%  e di Roma Studio S.r.l, con capitale sociale interamente detenuto dalla AS Roma.. A sua volta, Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl controlla all’88,66% ASR Media and Sponsorship Srl.

La Struttura Patrimoniale

La struttura patrimoniale mostra il prevalere delle passività sulle attività, con un patrimonio netto consolidato negativo. E’ presente una fortissima incidenza del valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari al 49,9%.  Il capitale circolante netto è negativo per 90,38 milioni di Euro, a causa di un capitale corrente, al netto delle componenti finanziarie, negativo per € 83.512.000 (-€ 64,2 milioni nel 2016/17) e di una Posizione finanziaria netta consolidata a breve termine negativa per € 6.864.000 (€ 22,499 milioni nel 2016/17).



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,82 (0,83 nel 2016/17), ciò vuol dire che il valore contabile dei beni risultanti dal bilancio non sarebbe sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei calciatori è superiore al valore contabile in quanto il valore contabile contiene “valori inespressi” riferibili ai calciatori acquisiti in regime di svincolo e a calciatori il cui effettivo valore di mercato supera il valore contabile, si pensi ad Alisson.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,61 (0,81 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.

Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,80, superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2019/20.  
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Inoltre il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Uno degli indicatori del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario riguarda il Patrimonio Netto, che non deve essere negativo e qualora lo fosse, non dovrebbe evidenziare una situazione di deterioramento. Per quanto riguarda il bilancio consolidato 30 giugno 2018, il Patrimonio netto, comprensivo delle interessenze dei terzi, è negativo € 105,42 milioni e presenta una situazione in peggioramento rispetto al 2016/17; infatti, nel 2016/17 il Patrimonio netto consolidato era negativo per 88,9 milioni di Euro. Nel 2015/16 era negativo per € 117 milioni. Nel 2014/15 era negativo per 102,3 milioni di Euro; nel 2013/14 era negativo per 81,3 milioni di euro; nel 2012/13 era negativo per 66 milioni di euro; nel 2011/12 era negativo per 52,5 milioni di euro e nel 2010/11 era negativo per 44 milioni di euro.  Il Patrimonio netto consolidato negativo sembra essere una costante.
La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata negativa per € 16,5 milioni, a causa principalmente della perdita di 25,5 milioni di Euro e alla variazione di capitale sociale.

Il capitale sociale di A.S. Roma S.p.A. risulta pari ad Euro 94.332.348, suddiviso in n.628.882.320 azioni ordinarie. Durante l’esercizio si è conclusa l’operazione di aumento del Capitale Sociale di € 34.697.000, che ha comportato anche l’aumento della riserva sovrapprezzo azioni per € 65.169.000. Per tale aumento di € 99.866.000 complessivi, sono stati utilizzati € 90.501.000 da Riserva azionisti c/aumento capitale sociale, determinando un apporto netto di € 9.365.000.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione è negativo, a causa del patrimonio netto consolidato negativo.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
La voce “debiti” riclassificata al 30.06.2018 ammonta a € 561,4 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 303,3 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,85, comunque superiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2019/20.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,5, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.

La Posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2018, è negativa per 218,76 milioni di Euro e risulta in peggioramento rispetto al dato 2016/18 che era negativo per 192,5 milioni di Euro.
La presenza di una posizione finanziaria netta negativa significa che i debiti finanziari pari a € 266,4 milioni superano le disponibilità liquide pari a € 30,9 milioni e i crediti finanziari pari a 16,7 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario lordo, pari a 266,4 milioni di Euro (€ 261,1 milioni nel 2016/17), riguarda per la maggior parte il debito per il contratto di finanziamento, sottoscritto nel febbraio 2015 e modificato nel giugno 2017, con Goldman Sachs International e Unicredit S.p.A., per € 218.400.000, di cui € 16.588.000 a breve termine. Da notare che tale finanziamento, nel 2017/18, ha determinato interessi passivi per € 20.072.000.
La parte restante riguarda: € 20.063.000,  per finanziamenti bancari di breve periodo, nella forma di scoperti temporanei di conto corrente; € 959.000, per debiti verso banche e istituti finanziari, relativi all'addebito delle operazioni effettuate a mezzo carte di credito aziendale; € 1.731.000, per 3 muti erogati, di cui €  918 mila erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo per lavori di adeguamento del Centro Sportivo di Trigoria; € 76 mila per debiti verso società di leasing e altri Istituti Finanziari ed € 25.980.000, verso la controllante Neep Roma Holding S.p.A..

Il debito verso Neep Roma Holding S.p.A. potrebbe fruttare interessi in futuro, nella misura massima del 10%, che dipenderà dall’entità del risultato economico consolidato del Gruppo NEEP Roma Holding.
L’operazione di finanziamento denominata "Project Wolf", del 22 giugno 2017, che modifica il contratto di finanziamento sottoscritto in data 12 febbraio 2015 con Goldman Sachs International e Unicredit, ha consentito di utilizzare un incremento della linea di credito per un ammontare pari ad 68,6 milioni di euro. La data di scadenza è stata estesa sino al giugno 2022. La linea di credito erogata con il contratto di finanziamento è stata incrementata da Euro 175 milioni sino ad Euro 230 milioni e il tasso di interesse è rimasto invariato: Euribor 3 mesi, con un minimo di 0,75% e spread del 6,25%.

I crediti finanziari, pari a Euro 16,7 milioni, riguardano depositi su conti correnti posti a garanzia di impegni assunti nell’ambito del contratto di finanziamento sottoscritto con Unicredit e Goldman Sachs nel mese di febbraio 2015 e del suo accordo modificativo del 22 giugno 2017.



I crediti verso società di calcio nel complesso ammontano a € 87.519.000, di cui € 38 milioni verso FC Internazionale Milano per Nainggolan (di cui solo 12 milioni di Euro sono correnti); € 11,7 milioni verso il Bologna ed € 13,9 milioni verso lo Zenit.
I debiti verso società di calcio nel complesso ammontano a € 175.935.000, di cui € 18 milioni verso verso FC Internazionale Milano per Santon-Zaniolo (di cui solo 8,5 milioni di Euro sono correnti); € 15,5 milioni verso la Sampdoria; € 17,25 milioni verso l’Ajax per Kluivert ed € 24,5 milioni verso il Sassuolo per Pellegrini-Defrel.

La posizione finanziaria netta negativa aumentata del saldo a debito verso squadre di calcio e dei debiti fiscali e previdenziali rateizzati non correnti ammonterebbe a 307,18 milioni di Euro e risulterebbe superiore ai ricavi di esercizio.

La posizione finanziaria netta in rapporto all’EBITDA, che è positivo per € 66.733.000 (€ 44.269.000 nel 2016/17), nel 2017/18 migliora da 4,35 a 3,28. In altre parole, la differenza tra ricavi e costi operativi, senza considerare gli ammortamenti, determinatasi nel 2017/18, se si ripetesse negli anni successivi, riuscirebbe a rimborsare il debito netto in tre anni e tre mesi circa.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, figurano mutui erogati dal Credito Sportivo per finanziare i lavori di adeguamento del Centro Sportivo di Trigoria pari a € 918.000, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Rendiconto Finanziario

La gestione 2017/18 ha determinato un flusso monetario complessivo negativo per € 18.217.000, corrispondente alla Variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi.
Al 30.06.2018, i saldi bancari passivi ammontano a € 22.793.000.

Il Rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto, rettificando il Reddito d’esercizio dalle altre componenti di natura non monetaria. Il risultato prima delle imposte è negativo per € 17.747.000; il Flusso Monetario da Attività Operativa è stato negativo per € 19.261.000; il Flusso monetario dalla gestione di diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori è risultato positivo per € 28.849.000, determinato da acquisti, cessioni e variazioni di debiti e crediti verso società di calcio; il Flusso monetario dell'attività di investimento è stato negativo per € 2.594.000 e il Flusso monetario da attività di finanziamento è stato negativo per € 7.464.000.



Altri Debiti.

AS Roma SpA, ai fini del Fair Play Finanziario non presenta problemi di “overdue payables”, perché gli Amministratori nella Relazione hanno scritto per quanto riguarda i Debiti Tributari che alla data di pubblicazione della Relazione Finanziaria Annuale “sono state regolarmente pagate imposte e ritenute, e non risultano debiti tributari scaduti”; mentre, per quanto riguarda i Debiti verso Tesserati risulta corrisposta la retribuzione relativa alla mensilità di agosto 2018.

I debiti tributari correnti, al 30 giugno 2018, risultano pari a € 7.429.000, di cui € 5.737.000 per IRPEF corrente per ritenute su emolumenti oltre a € 1.672.000 per IRAP.
I debiti verso il personale ammontano a € 30.989.000 (€ 22,5 milioni nel 2016/17). Gli emolumenti dovuti al personale tesserato sono pari a € 27.991.000 (€ 19.847.000 nel 2016/17), per le mensilità relative a giugno 2018 oltre ai premi. Gli emolumenti dovuti al personale dirigente e dipendente sono pari a € 2.998.000 (€ 2.687.000 nel 2016/17) e sono relativi alle ferie e quota parte della 13^ mensilità ed altre retribuzioni differite, maturate a fine esercizio.
I Debiti verso Istituti Previdenziali sono pari a € 1.688.000 (€ 1.221.000, al 30 giugno 2017), di cui € 1.492.000 verso l’INPS.
Esistono dei contenziosi importanti come quello con ‘BASIC ITALIA’, ex sponsor tecnico, per il quale gli Amministratori ritengono che non sia possibile effettuare una previsione sull’esito.

Il Valore della Rosa

Il valore netto dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 237.920.000, nel 2016/17 era pari a € 188.937.000.
La variazione è stata causata da investimenti per € 144,93 milioni (€ 91,3 milioni nel 2016/17); da cessioni per un valore contabile netto € 39,6 milioni (€ 41,5 milioni nel 2016/17) e da ammortamenti per € 56,3 milioni (€ 53,4 milioni nel 2016/17).
Il valore di cessione dei calciatori è stato di € 81.620.000 (€ 134.803.000 nel 2016/17).

Dal punto di vista finanziario gli investimenti nella rosa calciatori al netto dei disinvestimenti e delle variazioni dei crediti e debiti verso società calcistiche ed enti di settore hanno inciso sui flussi di cassa negativamente per un importo pari a € 28.849.000 (€ 9.035.000 nel 2016/17).



L’AS Roma capitalizza, come oneri accessori di diretta imputazione, le prestazioni professionali, rese da intermediari sportivi per l’acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, non condizionate alla permanenza degli stessi presso la Società. Nell’esercizio 2017 risulta capitalizzata nella voce relativa ai diritti alle prestazioni sportive di calciatori la cifra di Euro € 18.389.000 (€ 9.973.000 nel 2016/17). Al 30.06.2018, il costo storico di tali oneri, per i calciatori in organico è pari a 35.393.000 Euro (€22.548.000 nel 2016/17).
Anche a supporto della continuità aziendale, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei diritti pluriennali dei calciatori, è superiore al valore contabile.

Al 30 giugno 2018, tra i calciatori col valore residuo contabile più elevato ci sono 9 calciatori con almeno un valore contabile residuo di 10 milioni di Euro, precisamente: CENGIZ UNDER per € 12.666.000; DEFREL per € 15.926.000; GERSON per € 12.199.000; KARSDORP per € 13.280;000; KLUIVERT per €21.250.000; PASTORE per € 25.661.000; PELLEGRINI Lorenzo per € 10.532.000; SANTON 10.000.000 e SCHICK per € 18.796.000.
Al di sotto dei 10 milioni di valore residuo figurano calciatori come Coric con 9 milioni di Euro; Bianda con € 6.245.000; Dzeko con € 9.262.000; PERES con € 9.200.000; PEROTTI con € 6.287.000; EL SHAARAWY con € 6,5 milioni; STROOTMAN con € 7.424.000; Manolas con € 6.501.000; Zaniolo con € 5,7 milioni e Alisson con € 4.980.000.
Da notare che il valore della Rosa comprende calciatori acquistati per la stagione sportiva 2018/19, per i quali non sono stati calcolati gli ammortamenti, come Pastore, Kluivert, Coric, Bianda, Mirante, Santon, e Zaniolo.

La Gestione Economica

La gestione economica registra un Margine Operativo Lordo (EBITDA) positivo per € 66.733.000 (€ 44.269.000 nel 2016/17).
Nell’ultimo esercizio, i Ricavi consolidati, al netto dei risultati della gestione operativa del parco calciatori, sono pari a € 250.867.000 (€ 175 milioni nel 2016/17) e segnano un incremento del 43,4%. I Costi Operativi consolidati al 30 giugno 2018, sono pari a € 230.056.000 (€ 209,8 milioni nel 2016/17) e segnano un incremento del 9,7% circa.
In definitiva, nel 2017/18, i ricavi operativi sono aumentati in misura percentuale maggiore di quella dei costi operativi.



Il grafico seguente evidenzia l’evoluzione del fatturato netto e quella del costo del personale allargato, inteso come somma del costo del personale e relativi ammortamenti.



Si nota come nel periodo delle stagioni sportive dal 2005/06 al 2010/11, il fatturato netto abbia superato il costo del fattore lavoro. Successivamente dal 2011/12 il costo del fattore lavoro ha “assorbito”, se non superato, tutto il fatturato netto, l’esercizio 2017/18 dimostra l’importanza del risultato sportivo nelle competizioni europee. Quando il costo del fattore lavoro si equivale con il fatturato netto è necessario ricorrere alla leva del player trading per salvaguardare l’equilibrio economico.

I Ricavi.

L’evoluzione nel tempo della composizione del fatturato di AS Roma non mostra una struttura equilibrata tra le varie fonti di ricavo, a causa della bassa incidenza dei ricavi commerciali, quindi è “teledipendente”, a questo si deve aggiungere che una parte dei proventi UEFA sono classificati tra i ricavi da gare.



I ricavi della Roma, come la maggior parte delle squadre italiane, dipendono principalmente dai diritti TV, che risultano pari a € 128.557.000 (€ 105,6 milioni nel 2016/17) ed incidono per il 51,2% sul fatturato netto, con un incremento di € 22.984.000. Occorre evidenziare che AS Roma, per quanto riguarda i proventi UEFA, contabilizza nei ricavi per diritti TV solo la quota parte del Market pool; mentre, la quota rimanente è considerata come ricavi da gare.
Pertanto, per quanto riguarda i ricavi per la cessione dei diritti TV, la quota parte del Market pool riconosciuta per la partecipazione ai play-off di UEFA Champions League, ha fruttato solo € 45.602.000 (€ 10.612.000 nel 2016/17) a causa della partecipazione alla fase a Gironi, agli ottavi, ai quarti e alla semifinale di Uefa Champions League. Nel 2016/17 figuravano anche € 8.202.000 di euro, per la UEFA Europa League.
I “Diritti Centralizzati LNP Serie A” sono pari a € 73.937.000 (€75.748.000 milioni nel 2016/17); mentre i proventi TV Tim Cup sono pari ad € 273 mila (€ 4,9 milioni nel 2016/17). La commercializzazione della Library A.S. Roma e del canale tematico “Roma TV” ha fruttato rispettivamente ricavi per € 4.138.000 (€ 4.138.000 nel 2016/17), ed € 2.562.000 (€ 2.484.000 nel 2016/17). La commercializzazione dell’accesso al segnale delle gare casalinghe della squadra, ha determinato ricavi per € 1.531.000 (€ 1.645.000 nel 2016/17).

I ricavi da gare aumentano del 119%, precisamente di € 41,9 milioni, segnando la cifra di € 77,2 milioni (€ 35,2 milioni nel 2016/17). Tali ricavi incidono sul fatturato per il 30,8%.
Tra i ricavi da gare sono contabilizzati i ricavi UEFA Champions League per € 52.784.000 (€ 4.192.000 nel 2016/17). Tali ricavi comprendono: il ‘participation bonus’ e il ‘performance bonus’della Champions League per € 38.200.000 (€ 3 milioni nel 2016/17); i ricavi da biglietteria delle gare casalinghe della Champions League per € 14.584.000 (€ 1.192.000 nel 2016/17).  
I ricavi da biglietteria delle gare di Campionato sono stati pari a € 11.598.000 (€ 10.288.000 nel 2016/17). I ricavi da abbonamenti della stagione sportiva 2017/18, con circa 21.973 tessere, hanno determinato un ricavo pari a € 8.919.000, in calo di € 166 mila rispetto al 2016/17, quando toccarono la cifra di € 9.085.000, con 19.014 abbonamenti.
La Tim Cup ha permesso di incassare € 242.000 (€ 2.185.000 nel 2016/17), invece le amichevoli hanno permesso di ricavare € 3.628.000 (€ 986.000 nel 2016/17).
I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 11.842.000 (€ 5.397.000 nel 2016/17) e hanno un’incidenza del 4,7%, con una variazione positiva del 119,4%. Tali proventi si riferiscono alla sponsorizzazione NIKE, relativa al contratto del mese di agosto 2013, per limporto di Euro 5.842.000 e per l’importo di € 6.000.000 al nuovo Sponsor ufficiale, Qatar Airways. Dal 2017/18, con la compagnia aerea Qatar Airways, è diventata “Main Global Partner” e Sponsor di maglia ufficiale della Prima Squadra, fino al 30 giugno 2021. Nel bilancio è segnalato che il contratto con Qatar Airways prevede, altresì, un corrispettivo pari a 11 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, oltre una serie di bonus tra loro cumulativi, che verranno riconosciuti al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi. 
I proventi pubblicitari risultano in aumento da € 10.831.000 a € 13.814.000. L’incidenza sul fatturato è del 5,5%. I proventi pubblicitari sono inclusivi della vendita dei pacchetti “Premium Seats Corporate” dello Stadio Olimpico.
Gli “Altri ricavi delle Vendite e delle prestazioni”, risultano pari a € 7.808.000 (€ 8.056.000 nel 2016/17) ed incidono per il 3,11% sui Ricavi consolidati. Tali ricavi riguardano le attività commerciali di Merchandising e Licensing della Soccer SAS e registrano un incremento di € 1.736.000.
Gli altri proventi aumentano da € 9.631.000 a € 11.627.000. Tale voce include indennizzi assicurativi infortuni calciatori per € 5.114.000 (€ 2.052.000 nel 2016/17) e il contributo della Lega Nazionale Professionisti per € 2.086.000 (€ 2.206.000 nel 2016/17).

La Gestione Economica del Parco Calciatori.

La Gestione operativa del parco calciatori vede il prevalere dei componenti positivi per € 45.922.000 (€ 79,1 milioni nel 2016/17).

Le plusvalenze sono pari a € 63.464.000 (€ 95,16 milioni nel 2016/17) e hanno riguardato i seguenti calciatori: Nainggolan ceduto all’Inter per € 38 milioni, con una plusvalenza di € 31.912.000; Emerson Palmieri ceduto al Chelsea per € 19.283.000, con una plusvalenza di € 17.647.000; Skorupski ceduto al Bologna per € 9.000.000, con una plusvalenza di € 8.506.000; Tumminello ceduto all’Atalanta per € 5 milioni, con una plusvalenza di € 4.488.000.

Le Minusvalenze ammontano a € 6.496.000 (€ 327 mila nel 2016/17) e riguardano Iturbe (Tijuan) per € 3.447.000; Doumbia (Sporting Lisbona) per € 2.334.000; Moreno (Real Sociedad) per 401 mila euro; Zukanovic (Genoa) per 294 mila euro e Falasco (Avellino), per 20 mila euro.

I proventi relativi ai prestiti ammontano a € 1.151.000 (4,6 milioni di Euro nel 2016/17) e riguardano: Mario Rui (Napoli) per 413 migliaia di euro, Doumbia (Sporting Lisbona) per 238 migliaia di euro e Sadiq (Torino) per 500 migliaia di euro.

Gli oneri per l’acquisizione temporanea di calciatori ammontano a € 5.990.000 (€ 5,45 milioni nel 2016/17) e riguardano principalmente i calciatori: Defrel (Sassuolo), per 2.884 migliaia di euro; Schick (Sampdoria), per 2.606 migliaia di euro; Silva (Sporting), per 480 migliaia di euro e Trusescu (FC Donut) per 20 migliaia di euro.

I Costi.

In base all’art. 62 comma 4 del Regolamento del Fair Play Finanziario, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un costo del personale tesserato (rappresentato da stipendi e ammortamenti) superiore al 70% dei ricavi.

Il costo del personale ammonta a € 158.840.000 (€ 145.026.000 nel 2016/17) ed incide per il 63,3% sui ricavi operativi e per il 69% sui costi operativi. Il costo del Personale tesserato ammonta a € 141.031.000 (€ 128.983.000 nel 2016/17) ed incide per il 56,2% sui ricavi operativi, entro i limiti auspicati dal Fair Play Finanziario.

Nell’esercizio sono stati effettuati Ammortamenti e svalutazioni consolidati per € 59.220.000 (€ 58.855.000 nel 2016/17), di cui € 56.341 .000 (€ 53.444 .000 nel 2016/17) riferiti a diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.
L’incidenza degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sul fatturato netto è del 22,5%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,72 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI

Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 55% (44,9% nel 2016/17), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 55 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa 22 mesi, e quindi inferiore ai 2 anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 6.967.0000 e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 1,5 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero persi circa 3,8 Euro.

Le Spese per godimento beni di terzi ammontano a € 10.671.000 (€ 9.793.000 nel 2016/17), e riguardano principalmente l’affitto dello Stadio Olimpico per € 3.650.000; i Canoni di locazione degli “A.S. Roma Store” per € 1.282.000 (€ 1.277.000, nel 2016/17) e l’affitto di Trigoria, riconosciuto ad A.S. Roma Real Estate, per € 2.700.000 (€ 2.700.000 nel 2016/17). Il contratto di affitto scadrà il 31 dicembre 2024, con facoltà di tacito rinnovo per un ulteriore periodo di sei anni.

I costi specifici tecnici, pari a € 6.336.000 (€ 4.961.000 nel 2016/17), comprendono i costi per consulenze tecnico-sportive e collaborazioni tecniche, per € 4.796.000 (€ 3.514.000 nel 2016/17).

Le spese generali ed amministrative, risultano aumentate da € 18.697.000 a € 19.991.000.
Tali spese includono Euro 6.701.000 (€ 6.171.000 nel 2016/17) per Spese per consulenze professionali; spese per € 707 mila (€ 886 mila nel 2016/17) per compenso riconosciuto ad AS Roma SPV GP LLC, per servizi di consulenza strategica e direzionale; € 150.000 per Emolumenti al Consiglio di Amministrazione (€ 175.000 nel 2016/17); compensi per € 60 mila riconosciuti alla controllante NEEP Roma Holding per servizi Corporate, (€ 66 mila nel 2016/17) e i costi di produzione di “Roma TV” e “Roma Radio” per € 4.878.000.

Negli oneri diversi di gestione pari a € 6.283.000 (€ 5.711.000 nel 2016/17) figurano i Costi accesso segnale televisivo LNP per € 1.063.000 (€ 1.229.000 nel 2016/17).

Nel 2017/18, aumenta di nuovo il peso negativo della Gestione finanziaria da € 21,31 milioni a € 24,71 milioni. La voce principale riguarda gli Interessi passivi del finanziamento “Facility agreement” per € 20.072.000 (€ 15.390.000 nel 2016/17).
Figurano anche Proventi per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 871.000 e Oneri per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 2.384.000.

Il Break-even result.

Il bilancio consolidato 2017/18 unitamente a quello relativo al 2016/17 e 2015/16 costituisce bilancio oggetto del periodo di monitoraggio ai fini del Fair Play Finanziario.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 17.747.000. Nel 2016/17, il risultato prima delle imposte era negativo per € 36.095.000, nel 2015/16 era negativo per € 6.750.000. Pertanto, l’aggregato del risultato prima delle imposte, relativo al periodo di monitoraggio, è negativo per € 60.592.000, da tale aggregato bisogna escludere i costi non rilevanti, e rispettare la soglia di tolleranza dei 30 milioni di Euro. In base a quanto scritto dagli Amministratori tale parametro non è stato rispettato.

Il Nuovo Stadio.

Nella Relazione Finanziaria Annuale sono riportate alcune notizie sul Nuovo Stadio.
La Conferenza di Servizi convocata dalla Regione Lazio si è pronunciata sull’intero nuovo progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle, con provvedimento del 22 dicembre 2017, che è stato trasmesso alle Amministrazioni Locali il 2 gennaio 2018.

Il 12 giugno 2018, sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni da parte dei terzi.

Nella Relazione Finanziaria Annuale è scritto che l’Assemblea Capitolina dovrà approvare la Variante Urbanistica contemporaneamente alla Convenzione Urbanistica, che è in corso di negoziazione fra Amministrazione e Proponente.

Sarà la Giunta Regionale, con propria deliberazione, che approverà la variante e costituisce permesso di costruire, sostituendo ogni altra autorizzazione acquisita in Conferenza.

Tuttavia, le cronache hanno parlato di problemi giudiziari, che potrebbero determinare novità.

Conclusioni.

Per il 2018/19, gli Amministratori prevedono un Risultato economico, ancora negativo, ma in miglioramento rispetto all’esercizio chiuso al 30 giugno 2018. Tuttavia, i risultati economici continueranno a dipendere dai risultati sportivi e dalle plusvalenze dei calciatori che saranno realizzate nell’esercizio. Infatti, la campagna trasferimenti estiva per il 2018/19 ha già registrato importanti plusvalenze derivanti dalla cessione di Alisson al Liverpool per € 62,5 milioni + € 10 milioni di bonus, seguita da quella di Strootman al Marsiglia per € 25 milioni + € 3 milioni di bonus.
Sulle plusvalenze gli Amministratori confidano molto, anche per garantire i fabbisogni finanziari dell’attività operativa. Essi hanno ribadito che i diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, hanno un valore di mercato complessivo ampiamente superiore al valore contabile e questa circostanza “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.