domenica 24 febbraio 2019

Bilancio Chelsea 2017/18: utile e fatturato record.




Luca Marotta


La società “Chelsea FC plc”, ha chiuso il bilancio consolidato al 30 giugno 2018, con un risultato netto positivo per £ 62 milioni, pari a circa € 70 milioni (cambio al 30.06.2018: £ 1 = € 1, 1286).
Il risultato del conto economico complessivo risulta positivo per 68.9 milioni (€ 77,76 milioni)
Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 67,5 milioni. Nel 2016/17, il risultato prima delle imposte è stato di £ 15,6 milioni, contro una perdita di £ 70,6 milioni nell’esercizio precedente.

Nel 2017/18, il Chelsea ha visto aumentare il fatturato da £ 361,3 milioni a £ 443,45 milioni (€ 500,5 milioni), che rappresenta una cifra record. Questo aumento può essere attribuito ad un aumento dei “Ricavi Media” per £ 41,7 milioni, a causa della partecipazione alla UEFA Champions League, così come ad un aumento dei ricavi commerciali per £ 32 milioni.

Le spese operative ordinarie sono aumentate di £ 69,8 milioni a causa soprattutto dell’aumento dell'ammortamento dei giocatori di 35,2 milioni di sterline e del personale per € £ 24,2 milioni.

L’aumento dei ricavi, per la partecipazione all’UEFA Champions League, e l’incremento dei profitti sulle cessioni dei giocatori di £ 43,8 milioni, sono state le ragioni principali per questi ottimi risultati economici.

“Chelsea FC plc” è una società “sub-holding” del gruppo cui fa capo il “Chelsea Football Club”. Il gruppo ha come holding “Fordstam Limited” e come controllore di ultima istanza Roman Abramovich.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2017/18, il Chelsea ha conseguito il quinto posto con 70 punti, acquisendo il diritto di partecipare alla UEFA Europa League 2018/19; mentre, nella stagione precedente ha vinto la Premier League, acquisendo il diritto di partecipare alla UEFA Champions League 2017/18. In UEFA Champions League 2017/18 il Chelsea è stato eliminato negli ottavi di finale dal Barcellona.
Il Chelsea ha vinto la finale di FA Cup battendo il Manchester United (2016/17: finale persa) e nella Coppa di Lega ha disputato la semifinale perdendo con l’Arsenal (2016/17: quarto turno).

La continuità aziendale.

Gli Amministratori hanno scritto, come nel bilancio precedente, che “Chelsea FC plc” fa affidamento sul continuo supporto finanziario della capogruppo “Fordstam Limited”. La società ha ricevuto conferma dalla capogruppo, che verranno forniti fondi sufficienti per finanziare l'attività per il prossimo futuro. Pertanto, gli Amministratori, nella preparazione del bilancio, hanno adottato il principio della continuità aziendale.
A sua volta, la capogruppo “Fordstam Limited”, è supportata dal proprietario finale Roman Abramovich.

I Revisori di KPMG LLP, tenuti a segnalare se abbiamo concluso che l'uso del presupposto della continuità aziendale fosse stato inappropriato o che esiste un'incertezza che avrebbe potuto suscitare dubbi significativi sull'uso di tale presupposto per un periodo di almeno dodici mesi a partire dalla data di approvazione del bilancio, non hanno avuto nulla da segnalare su questi aspetti.


La struttura dell’attivo patrimoniale.



Il totale dell’attivo ammonta a £ 755,3 milioni £ 664,4 milioni nel 2016/17) e risulta in aumento del 37,1%.
Al 30 giugno 2018, le attività non correnti rappresentano il 73,6% del totale dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 555,8 milioni. Si è verificato un decremento del 3,1%.
Le immobilizzazioni immateriali nette, rappresentano il 49,7% dell’attivo e risultano aumentate del 59,1%, da £ 236,1 milioni a £ 375,65 milioni. Le immobilizzazioni immateriali includono la parte non ammortizzata del costo delle registrazioni dei giocatori (£ 369,12 milioni) e del software generato internamente (£ 6,53 milioni).

Le immobilizzazioni materiali, rappresentano il 23,4% dell’attivo e ammontano a £ 176,8 milioni; nel 2016/17 erano pari a £ 179,9 milioni. Gli oneri finanziari capitalizzati, inclusi nel valore delle immobilizzazioni materiali, ammontano a £ 2.003.000, come nel precedente esercizio. L’importo investito nel 2017/18 è stato di £ 6,6 milioni e, come l’esercizio precedente, la maggior parte degli investimenti effettuati, riguardano il miglioramento delle strutture dello Stamford Bridge e del campo di allenamento a Cobham.

Le attività correnti rappresentano il 26,4% dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 199,6 milioni, con un decremento del 18,6% rispetto all’esercizio precedente.
Le disponibilità liquide diminuiscono da £ 32,9 milioni a £ 31,7 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 2,08 (1,85 nel 2016/17), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, in base ai criteri di valutazione adottati, è abbondantemente in grado di pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente sia in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,63 (0,75 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Bisogna considerare anche che il passivo corrente comprende £ 42,4 (£ 43,3 milioni nel 2016/17) milioni di ricavi anticipati relativi agli abbonamenti 2018/19.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2018, il valore contabile netto della rosa calciatori ammonta a 369,1 milioni di sterline (€ 261,7 milioni) e risulta in aumento di £ 138,99 milioni. La variazione è stata causata da investimenti per £ 290,3 milioni, cessioni per un valore netto contabile residuo di £ 27,65 milioni, ammortamenti per £ 123,69 milioni.  Gli investimenti 2017/18 risultano superiori di £ 184,3 milioni rispetto all’esercizio precedente in cui il Chelsea vinse la Premier League.



Il valore contabile netto della Rosa è comunque inferiore al valore del Patrimonio Netto.

In base ad una valutazione effettuata, la rosa del Chelsea al 30 giugno 2018 avrebbe un valore di mercato pari a £ 843,6 milioni (£ 445,2 milioni al 30giugno 2017; £ 398,8 milioni al 30.06.2016 e £ 349,7 milioni al 30.06.2015). Tale valutazione evidenzia l’esistenza di plusvalenze latenti.

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati acquistati 3 calciatori e sono stati ceduti 3 calciatori.
Il probabile costo netto di queste transazioni, inclusi tutti i prelievi applicabili, è di £ 125,5 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 392,6 milioni (€ 443,1 milioni) e risulta in aumento rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era positivo per £ 305,2 milioni. La variazione positiva di £ 87,4 milioni è dovuta essenzialmente al risultato del conto economico complessivo positivo per £ 68,9 milioni; all’aumento di capitale sociale che ha apportato risorse per £ 18,5 milioni.
Al 30 giugno 2018, il capitale sociale, interamente versato, è composto da 201.185.000 “ordinary shares” dal valore nominale di 1p ciascuna. Al 30 giugno 2017, il capitale sociale, interamente versato, era composto da 200.260.000 “ordinary shares” dal valore nominale di 1p ciascuna.
Il Patrimonio Netto finanzia il 52% dell’attivo.

L’indebitamento.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2018, mostra una posizione finanziaria netta positiva in quanto le disponibilità liquide pari a £ 31.769.000 (€ 35,75 milioni) e i crediti verso la controllante pari £ 2,84 milioni, superano i debiti relativi agli strumenti finanziari derivati pari a £ 11,124,000 (£ 17,994,000 nel 2016/17). Non esistono altri debiti finanziari.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il Chelsea non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2017/18, il club londinese non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, non emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

Le passività con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 317,3 milioni (€ 372,5 milioni), mentre nel 2016/17 erano pari a £ 327,5 milioni.

I ratei e risconti passivi, iscritti nel passivo corrente, ammontano a £ 157.607.000 (£ 185.380.000 nel 2016/17). Questi debiti comprendono i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione 2018/19 per l’importo di £ 42,4 milioni (£ 43,3 milioni nel 2016/17) e altri ricavi anticipati per £ 115,2 milioni (£ 142,1 milioni nel 2016/17).

I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 169,4 milioni (£ 133,3 milioni nel 2016/17), di cui £ 136,2 milioni, hanno scadenza entro l’esercizio successivo. I debiti a lungo termine, pari a £ 33,2 milioni, riguardano principalmente debiti commerciali da player trading.

I debiti tributari e previdenziali correnti ammontano a £ 16,1 milioni, mentre nel 2016/17 erano pari a £ 18,6 milioni.
La voce Altri debiti aumenta da £ 3,066,000 a £ 3,324,000.

Il Gruppo Chelsea FC plc vanta un credito nei confronti di “Chelsea Pitch Owners plc” per £ 8.258.983 (£ 8.278.491 nel 2016/17), derivante da un prestito concesso il 17 dicembre 1997 di £ 11.151.000.
Il prestito è rimborsabile entro il 14 dicembre 2022. Tuttavia, “Chelsea Pitch Owners plc” ha la possibilità di estendere il periodo di prestito per ulteriori 10 anni e può continuare a esercitare questa opzione a condizione che il prestito sia rimborsato entro 199 anni dalla data di anticipo iniziale. Il prestito non è garantito ed è privo di interessi.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 1,08 (0,85 nel 2016/17).
Infatti, l’equity ratio è molto alto ed è pari a 52%. Il ricorso al capitale di terzi è di poco superiore all’apporto di mezzi propri.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide risulta negativa per £ 1.307.000. Tale variazione dipende dal flusso positivo generato dalla gestione operativa per £ 67,6 milioni; dal flusso negativo dell’attività di investimento per £ 106,5 milioni e dal flusso negativo determinato dall’attività di finanziamento per £ 37,6 milioni.



L’acquisto di immobilizzazioni immateriali ha determinato un deflusso di cassa per £ 191,7 milioni, invece la relativa cessione ha determinato un flusso positivo di cassa per £ 91,8 milioni circa. L’investimento in immobilizzazioni materiali ha comportato un deflusso di cassa per £ 6,6 milioni.
Dal punto di vista finanziario l’accensione di prestiti ha determinato un flusso positivo di cassa per £ 126,3 milioni e il rimborso dei prestiti ha determinato un deflusso di cassa per £ 88,7 milioni.

Il Fatturato.

Il fatturato consolidato netto, per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2018, risulta pari a £ 443,4 milioni. Il fatturato netto del 2016/17 era pari a £ 361,3 milioni. L’aumento del fatturato, rispetto all’esercizio precedente, è stato di £ 82,1 milioni, ossia del 22,7%, soprattutto a causa della partecipazione alle competizioni europee. Il fatturato 2017/18 è il migliore nella storia del club.

L’evoluzione della composizione del fatturato mostra la maggiore incidenza dei ricavi televisivi, che si è accentuata ulteriormente nel 2017/18, con un’incidenza del 46,03% aumentata rispetto al 41,22% del 2012/13, il tutto grazie ai contratti televisivi record della Premier League. Invero anche l’incidenza dei ricavi commerciali è aumentata dal 31,14% del 2012/13 al 37,29% del 2017/18.



I Ricavi Media, come per tutti i club della Premier League, a tale circostanza si sono aggiunti i ricavi da Champions League 2017/18, determinando un aumento del 25,7%, da £ 162,44 milioni a £ 165,4 milioni (€ 230,4 milioni). Nel 2016/17 non figuravano i ricavi da competizioni europee. Il comunicato UEFA per la ripartizione dei proventi della UEFA Champions League 2017/18 espone come importo spettante al Chelsea la cifra di Euro 65.156.000.

I ricavi commerciali aumentano di £ 32 milioni, da £ 133,34 milioni a £ 165,37 milioni. L’aumento dei ricavi da sponsorizzazioni è dovuto anche a causa della firma di ulteriori accordi nel corso dell'anno, oltre ai nuovi accordi con Nike, Sony ed Ericsson.
A causa della partecipazione alla UEFA Champions League, i ricavi da ‘match day’, sono aumentati del 12,8%, da £ 65,519,000 a £ 73,938,000.   

La media spettatori in campionato è stata di 41.482 (41.508 nel 2016/17).



Le Spese operative.

Le spese operative ordinarie ammontano complessivamente a £ 484,5 milioni (£ 414,7 milioni nel 2016/17; £ 375,1 milioni nel 2015/16 e £ 377,7 milioni nel 2014/15) e registrano un incremento di £ 69,8 milioni pari al 18,3%, di cui £ 35,3 milioni per ammortamenti calciatori.
Tra gli altri costi operativi si segnala l’ammortamento delle immobilizzazioni dei costi di registrazione dei calciatori ammontante a £ 123,7 milioni (£ 88,5 milioni nel 2016/17), in aumento del 39,8%. L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali è stato di 9,4 milioni di sterline (£ 9,7 milioni nel 2016/17).

A differenza dell’esercizio precedente, sono evidenziati dei costi operativi straordinari per £ 6 milioni riguardanti costi di “Buy Back” per operazioni di commercio al dettaglio e “licensing”.

Il Costo del Personale.

Il costo del personale ordinario ammonta a £ 244,1 milioni e registra un incremento di £ 24,4 milioni, ossia dell’11,1%, rispetto ai 219,66 milioni di sterline del 2016/17. L’incidenza del costo del personale sul fatturato, senza plusvalenze, è pari al 55% (60,8% nel 2016/17), nel limite del 70%, auspicato dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Il costo del personale riguarda 756 unità (812 nel 2016/17) di cui 162 appartenenti alla gestione sportiva (giocatori e staff compreso).

Il “Costo del Fattore Lavoro”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti della rosa calciatori, è pari a £ milioni £ 367,8 milioni (£ 308,1 milioni nel 2016/17).
Il “Costo del Fattore Lavoro” incide sul fatturato netto per l’ 82,9%. Quindi ogni 100 sterline che si fatturano, ne vengono destinate 82,9 al personale.

Player Trading.

La differenza tra plusvalenze e minusvalenze realizzate con le cessioni di calciatori è positiva per £ 113 milioni (£ 69,23 milioni, nel 2016/17), pari a circa 127,5 milioni di Euro.

Questo risultato positivo è dovuto principalmente alle cessioni di Diego Costa all’Atletico Madrid; Nathan Ake Asmir Begovic al Bournemouth e Nemanja Matic al Manchester United.



L’importo realizzato con le plusvalenze non è sufficiente a coprire gli ammortamenti pari a £ 123,69 milioni e pertanto la gestione del “player trading è in perdita per £ 10,7 milioni.

Il “Break-even result”.

Gli Amministratori hanno ribadito che l'introduzione del regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario dalla stagione 2011/12, rappresenta una “sfida significativa”. La squadra di calcio deve coniugare il successo sul campo insieme con gli imperativi finanziari di questo nuovo regime.
Al 30 giugno 2018, il risultato prima delle imposte è positivo per £ 67.461.000 (€ 76,1 milioni con cambio al 30.06.2018: £ 1 = € 1, 1286).
Al 30 giugno 2017, il risultato prima delle imposte è positivo per £ 15.646.000 (€ 17,8 milioni con cambio al 30.06.2017: £1 = €1, 1372).
Al 30 giugno 2016, il risultato prima delle imposte era negativo per £ 69.789.000 (€ 84,45 milioni, con cambio al 30.06.2016 1 £= 1,2101 €).

Ai fini del calcolo del Break-even Result, occorre esprimere gli importi in Euro e bisogna considerare il cambio medio dell’esercizio e non quello alla data di chiusura del bilancio.
Il Chelsea potrebbe escludere dal calcolo le spese per il settore giovanile, gli ammortamenti che non riguardino la rosa dei calciatori, le spese per lo sviluppo della comunità ed eventuali partite contabili “no money”.

Conclusioni.

Il 13 luglio 2018 Chelsea Football Club Limited ha sollevato dall’incarico di primo allenatore Antonio Conte. Di fatto la gestione Conte, dal punto di vista sportivo, ha portato due trofei sportivi nazionali importanti: Premier League 2016/17 e FA Cup 2017/18. Si pensi che nel 2016/17, il costo del personale, nonostante il successo in Premier League, è risultato inferiore a quello del 2015/16. Lo stesso dicasi per il valore contabile netto della rosa calciatori e per gli investimenti nell’acquisto di calciatori. Invece, nel 2017/18, grazie anche ai proventi della Champions League, sia il costo del personale, sia il valore contabile della rosa calciatori, a causa degli investimenti effettuati nell’acquisto di calciatori, son aumentati. Tuttavia il Chelsea ha chiuso l’esercizio 2017/18 con fatturato e utile record.
Poiché, nella maggioranza dei casi il successo sportivo contribuisce al successo economico, i due anni di Conte sono stati accompagnati da due esercizi chiusi con un utile. Maurizio Sarri è stato nominato suo sostituto il 14 luglio 2018.


domenica 17 febbraio 2019

Bilancio Napoli 2017/18: la “scelta sportiva” determina la perdita.




Luca Marotta


La “scelta sportiva” di puntare tutto sul campionato a discapito delle competizioni europee ha comportato: riduzione di fatturato e conseguente perdita, determinata anche dalla rigidità, nel breve periodo, di alcuni costi, manifestando l’importanza delle plusvalenze per un club come il Napoli, che non ha la proprietà delle infrastrutture sportive, dove svolge la propria attività. 
Per l’esercizio 2017/18, la società “S.S.C. Napoli S.p.A.” registra un riduzione del 30% del Valore della Produzione da € 308 milioni a € 215,6 milioni ed una Perdita netta di € 6,37 milioni. La causa principale è da attribuire al fatto che l’esercizio precedente evidenziava la plusvalenza di 86 milioni di Euro per la cessione di Higuain alla Juventus, che fu ceduto per 90 milioni di Euro. A questo si aggiunge la riduzione dei proventi UEFA di € 25.848.215, per i risultati meno brillanti in UEFA Champions League ed in UEFA Europa League.

La strategia del Napoli negli ultimi sei anni ha privilegiato l’investimento in calciatori trascurando l’investimento in infrastrutture sportive, basti pensare alla cifra investita in calciatori dal 2009/10 che è stata di € 550 milioni.

Anche per il 2017/18, il Napoli può vantare l’assenza di debito bancario.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2017/18, il Napoli è giunto secondo in campionato, con 91 punti (3° con 86 punti nel 2016/17), acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League 2018/19. Nella competizione UEFA Champions League 2017/18, il Napoli non ha superato la fase a gironi, accedendo alla competizione UEFA Europa League dove è stato eliminato dal “RB Leipzig”.
In Coppa Italia, il Napoli è stato eliminato nei quarti di finale dall’Atalanta.

La continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio in base al principio della continuità aziendale. La Società di Revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha giudicato appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale; pertanto, ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo. Per quanto riguarda la verifica del presupposto della continuità aziendale, nella Relazione del Collegio Sindacale, in base al principio di revisione 570, è scritto che l’operato della direzione è stato adeguato e “non foriero di criticità in un ragionevole orizzonte temporale di riferimento”.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo risulta diminuito ed ammonta € 283,53 milioni (€ 313,71 milioni nel 2016/17). Il 34,7% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 277 mila (€ 314 mila nel 2016/17), e non includono infrastrutture sportive.
Tra le immobilizzazioni immateriali l’avviamento risulta completamente ammortizzato. L’avviamento aveva un costo storico di € 19.538.462. Negli esercizi precedenti, l’avviamento era stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, risulta totalmente ammortizzata (€ 38 nel 2016/17), con un costo storico di € 13.171.218 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A..
L’attivo circolante rappresenta circa il 65,3% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 118.706.308 (€ 110.694.275 nel 2016/17), incidono per il 41,9% sul totale dell’attivo. La parte non corrente dell’attivo circolante è di circa € 14,91 milioni (€ 7,98 milioni nel 2016/17), pertanto il capitale circolante netto è positivo per circa € 58,57 milioni (€ 79,65 milioni nel 2016/17).
I crediti verso la controllante, pari a € 5.031.487 (€ 7.436.877 nel 2016/17), comprendono i crediti da consolidato fiscale per € 4.979.278 e che sono composti da quanto richiesto a seguito di istanza di rimborso IRES per € 2.711.227 e dal credito residuo rinveniente dai maggiori versamenti a titolo di acconto IRES per € 2.268.051.
I nuovi OIC hanno permesso di evidenziare i crediti verso società facenti capo alla stessa Capogruppo per Euro 182.406 (€ 179.018 nel 2016/17). Tali crediti riguardano Cinema Europa Srl per Euro 22.486; Olimpia 80 Immobiliare Srl per Euro 152.886; Auro Servizi Srl per Euro 6.628; Cineservices Srl per Euro 406.  

Il Valore della Rosa.



I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 97,53 milioni (€ 111,68 milioni nel 2016/17). Il decremento di € 14,16 milioni è dovuto a investimenti per € 57,81 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 7,15 milioni, ammortamenti per € 64,81 milioni (€ 75,96 milioni nel 2016/17).
Dal 2009/10 risultano investimenti complessivi nell’acquisto di calciatori per circa € 550,6 milioni. Trattasi di un importo notevole, pari all’investimento in uno stadio moderno a livello dei grandi club europei.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati nel 2017/18 spiccano: Simone Verdi (Bologna FC 1909 SpA) per € 24.500.000; Roberto Inglese (Chievo Verona A.C. s.r.l.) per € 12.000.000; Silva Duarte Mario Rui per € 9.500.000; Vinicius Alveis Morais (Real Sport Clube Futebol Sdug Lda) per € 3.300.000.
Tra le cessioni spiccano: Duvan Esteban Zapata Banguero (U.C. Sampdoria SpA) per € 20.150.000; Pavoletti Leonardo(Cagliari) per € 9.700.000.
Al 30 giugno 2018 il calciatore col valore contabile residuo più elevato risulta Simone Verdi con € 24.500.000 seguito da Milik per € 9.600.000; Maksimovic per € 8.250.000 e da Zielinski per € 6.908.472.

Dopo il 30/06/2018, il Napoli ha ceduto dei calciatori per un corrispettivo complessivo pari ad Euro 60 milioni, realizzando una plusvalenza complessiva pari a Euro 59,7 milioni. Si è proceduto ad effettuare cessioni temporanee di calciatori per un importo pari ad Euro 4,2 milioni e sono stati formalizzati impegni di terzi a favore del Napoli per € 7,5 milioni per obblighi di riscatto condizionati.
Sul fronte acquisizioni, il Napoli ha acquistato calciatori a titolo definitivo e a titolo temporaneo per € 44,1 milioni, per la stagione sportiva 2018/19. Le acquisizioni definitive, a beneficio della stagione sportiva 2018/19, formalizzate entro il 30.06.2018, ammontano ad € 30,1 milioni e sono stati formalizzati impegni di terzi a favore del Napoli per € 20 milioni per obblighi di riscatto condizionati.

Secondo gli Amministratori, “il settore giovanile continua a rappresentare un asset ritenuto strategico ai fini della crescita del patrimonio aziendale, sul quale la società pone sempre di più una particolare attenzione per l'implementazione e lo sviluppo del potenziale sportivo della prima squadra”.  In tale ottica sono stati destinati investimenti in linea con gli obiettivi.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 116.259.018 (€ 122.631.830 nel 2016/17). Rispetto al 30 giugno 2017, risulta diminuito di € 6.372.812 rispetto all’esercizio precedente, pari al 5,2%.
La variazione è dovuta essenzialmente al risultato netto dell’esercizio, che è stato negativo per € 6.372.812.
Ovviamente, il Patrimonio Netto, essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 41% del totale delle attività e risultano superiori al valore netto dei diritti pluriennali.

La struttura delle Passività.

Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con un importo molto basso pari a € 8.152 (€ 1.967 nel 2016/17). Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 4.391.539 (€ 459.967 nel 2016/17), sono evidenziate le fatturazioni anticipate di proventi la cui competenza economica ricade negli esercizi successivi, di cui € 3.337.892 riguardano i diritti media 2018/2019.
Il totale della voce “debiti” è pari a € 143.988.321 (€ 163.518.761 nel 2016/17) e risulta in diminuzione dell’11,9%.
L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 93.459.773 (€ 111.903.542 nel 2016/17). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. Non esistono debiti finanziari, come nel 2016/17; nel 2015/16, invece, figuravano debiti verso soci per finanziamenti infruttiferi per € 3.911.220 e che sono stati restituiti in data 3 aprile 2017.
I debiti verso la controllante pari a € 815.405 (€ 7,51 milioni nel 2016/17), riguardano per Euro 627.240 debiti verso Filmauro per Iva di Gruppo e per Euro 185.765 (€ 225.881 nel 2016/17) debiti commerciali ed Euro 2.000 come debiti diversi.
I debiti verso fornitori ammontano ad € 21.858.681 (nel 2016/17: € 13.352.574).  
I nuovi principi contabili OIC hanno permesso di evidenziare i debiti verso imprese sottoposte al controllo della controllante per Euro 1.230.460 (€1.063.941nel 2016/17).
I debiti finanziano circa il 50,8% dell’attivo (52,1% nel 2016/17).

La Posizione Finanziaria Netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto



La posizione finanziaria netta è positiva per € 118,7 milioni (€ 110,69 milioni nel 2016/17) e coincide con le disponibilità liquide di pari ammontare € 118,7 milioni (€ 80,66 milioni nel 2016/17). Non esistono debiti finanziari.
Nel 2015/16, l’unico debito finanziario era un finanziamento soci di € 3,9 milioni, che è stato rimborsato.
I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 33,83 milioni (€ 61,74 milioni nel 2016/17). Il maggior credito riguarda la Sampdoria per Zapata per la cifra di Euro 17.000.000.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 93,46 milioni (€ 111,9 milioni nel 2016/17). Il maggior debito riguarda il Bologna per Verdi per la cifra di Euro 24.500.000.
Il Napoli non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2017/18, il club partenopeo non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, non emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

I Debiti con dipendenti, fisco ed Enti Previdenziali.

I debiti verso il personale ammontano a circa € 15,9 milioni (€ 14,9 milioni nel 2016/17) e risultano in aumento di € 1 milione. Essi rappresentano circa il 13,46% del costo del personale.
I debiti per imposte differite iscritti tra i fondi rischi sono pari a circa € 22.008.217 e rappresentano un debito tributario per “fiscalità latente” per differimento delle imposte dovute sulle plusvalenze realizzate, per espressa previsione normativa.
I debiti tributari ammontano a € 4.569.974, di cui € 3.447.925 per ritenute d’acconto su retribuzioni di lavoro dipendente.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di redazione della Relazione sulla Gestione non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti. Per il contenzioso civile gli amministratori hanno dichiarato che non possano derivare significative passività.
Anche per i debiti verso Istituti previdenziali, pari a € 371.050 (€ 234.813 nel 2016/17), gli Amministratori hanno scritto che “non si segnalano debiti scaduti e non pagati”.

Il Rendiconto Finanziario.



L’incremento di disponibilità liquide è stato pari a € 8.012.034. Tale incremento è stato determinato da flussi di cassa della gestione corrente positivi per € 58.761.134, da deflussi di cassa generati dalla gestione degli investimenti che hanno assorbito € 50.749.100. 
Tra i flussi di cassa della gestione corrente risulta che l’autofinanziamento economico ha generato flussi positivi per € 51.314.875 (€ 158.593.735 nel 2016/17) e la variazione nelle attività e passività correnti ha generato flussi negativi per € 7.446.259 (€ 4.610.819 nel 2016/17).
Sull’attività di investimento ha influito l’incremento netto dei diritti pluriennali prestazioni calciatori pari a € 50.205.219 (€ 129.173.780 nel 2016).

La Gestione Economica.

I costi della produzione, pari a € 218.995.201 (€ 207.421.609 nel 2016/17), sono nettamente inferiori rispetto al valore della produzione, che è pari a € 215.585.266 (€ 308.088.866 nel 2016/17), determinando una differenza negativa per € 3.409.935 (+€ 100.667.257 nel 2016/17).
Il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, diminuisce del 30,0%; mentre i costi della produzione aumentano del 5,6%.
In sintesi, il Napoli, nel 2017/18, ha speso in misura superiore a quanto abbia guadagnato, perché l’importo delle plusvalenze è diminuito del 71,1%, precisamente di € 74,2 milioni.
Sembra che il Napoli abbia necessità delle plusvalenze per garantirsi l’equilibrio economico, oltre alla partecipazione alle competizioni europee.
Il trend storico mostra che dal 2012-2013 al 2017/18 il Napoli aveva adeguato il livello di alcuni costi al valore della produzione e non al valore del fatturato netto. Dal 2015/16 al 2016/17, sembrava che il volume dei costi si fosse, invece, adeguato al livello del fatturato netto non considerando i proventi eccezionali contenuti nel valore della produzione, rappresentati dalle plusvalenze. Tuttavia alcuni costi si mostrano “rigidi” nella fase calante del rendimento sportivo, per via della durata pluriennale dei contratti, a meno che si proceda allo “smobilizzo”.  
Il grafico mostra sembra rafforzare la considerazione fatta.  



Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del valore della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005, è del 25,57%, ciò significa che il valore della produzione dal 2005 è cresciuto in media del 25,6% circa all’anno. Tuttavia il CAGR del valore della produzione negli ultimi 5 anni è negativo del 2,3%.
Occorre ribadire che per essere competitivi a certi livelli, alcuni costi, come quelli del personale, diventano “rigidi”, almeno nel breve termine.

I costi della produzione, pari a € 218.995.201 (nel 2016/17: € 207.421.609), rispetto all’anno precedente, aumentano del 5,6% circa.
A sottolineare la rigidità di alcuni costi, una volta raggiunti determinati livelli, è il fatto che nonostante il valore della produzione sia diminuito i costi della produzione sono aumentati.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), dei costi della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 21,4%, mentre negli ultimi 5 anni è del 1,9%.




Il principale costo della produzione è quello del personale. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), del costo del personale, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 21,15%, mentre negli ultimi 5 anni è del 7,31%.



I Ricavi.

Il fatturato netto, con esclusione dei proventi rivenienti dalla cessione a titolo definitivo e temporanea dei calciatori, rappresenta l’84,83% (65,3% nel 2016/17) del valore della produzione, mentre le plusvalenze, i ricavi da cessione temporanea calciatori e gli altri proventi derivanti dalla gestione calciatori rappresentano il 15,17% (34,7% nel 2016/17) del valore della produzione.

I Ricavi da gare diminuiscono di € 656.674, da € 19,75 milioni a € 19,09 milioni, registrando un decremento di 657 mila Euro, pari al 3,3%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari all’8,86%. Il calo è da attribuirsi al percorso meno brillante nelle competizioni europee.
Tale voce comprende i Ricavi da gare prima squadra in casa per € 15.684.527 (€ 16.275.002 nel 2016/17) e abbonamenti per € 3.403.859 (€ 3.134.681 nel 2016/17). Tuttavia, gli incassi da botteghino per le gare di campionato sono aumentati di € 2,6 milioni, da € 8,53 milioni a € 11,1 milioni. I ricavi per le gare di Coppa Italia sono aumentati da € 847.110 a € 281.258.

Le gare relative alle competizioni europee hanno apportato incassi per € 4.182.293 (€ 6.693.570 nel 2016/17) ed hanno registrato un calo di € 2.511.277.
In nota integrativa è scritto che la capacità ai fini dell’agibilità dell’impianto dello stadio San Paolo, che è di proprietà del Comune di Napoli, è pari a 60.240 posti a sedere.

Per l’esercizio 2017/18, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6.934 unità (6.373 unità nel 2016/17; 6.431 unità nel 2015/16).
I ricavi commerciali hanno registrato complessivamente un incremento del 6,7%, passando da € 32,3 milioni a € 34,47 milioni. Tali ricavi incidono per il 15,6% sul valore della produzione.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 30.649.756 (€ 28.614.937, nel 2016/17), registrano un aumento di € 2.034.816. Gli Sponsor ufficiali hanno contribuito con € 8.750.000 (€ 8.310.000 nel 2016/17). Il contributo dello Sponsor tecnico aumenta da € 8.059.662 a € 8.164.723. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 7,46 milioni (€ 6,46 milioni, nel 2016/17), i Partner commerciali con € 4,11 milioni (€ 3,68 milioni nel 2016/17) e le Altre sponsorizzazioni con € 2.166.104 (€ 2.102.843 nel 2016/17).
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a € 288.049 (€ 240.500 nel 2016/17) e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio.
Nel bilancio 2017/18, i Proventi commerciali e royalties aumentano di 83.559 Euro, passando da € 3.448.876 a € 3.532435. In particolare i proventi da licensing aumentano da € 1.206.345 a € 1.264.844. Tale voce si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. I Proventi da merchandising risultano pari a € 1.836.681 (€ 1.875.418 nel 2016/17).
La voce “Proventi vari” ammonta a € 1.529.680 (€ 520.000 nel 2016/17) e riguarda i proventi radiofonici per € 435 mila e i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine per € 1.094.680 (€ 100.000 nel 2016/17).
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi risultano pari a € 118.755.992, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 142.592.856. L’incidenza sul valore della produzione è del 55,1%.
Il decremento verificatosi nel 2017/18 è dovuto a causa del percorso meno brillante rispetto all’esercizio precedente, che ha visto la partecipazione alla fase a gironi della UEFA Champions League 2017/18, con la retrocessione in UEFA Europa League e conseguente eliminazione.
I ricavi relativi alle competizioni UEFA diminuiscono di Euro 25.848.215, da € 66.113.080 a € 40.264.865. Secondo il comunicato UEFA per la ripartizione dei ricavi della Champions League 2017/18, i ricavi spettanti a SSC Napoli ammontano a € 38,967,000 (€ 66,009,000 nel 2016/17), di cui € 12,700,000 (€ 12,700,000 nel 2016/17) a titolo di Participation bonus; € 3.262.000 (€ 6,181,000 nel 2016/17) a titolo di Performance bonus; € 21,005,000 (€ 41,128,000 nel 2016/17)  per il Market pool ed € 2.000.000 per “play-offs”, nel 2016/17 furono percepiti € 6,000,000 per gli ottavi; mentre, per l’UEFA Europa League 2017/18 ha incassato la cifra di Euro 1,219,565, di cui € 719,565 per “Participation bonus”.

La tesi secondo la quale il Napoli non abbia effettuato una scelta economica “oculata” nel trascurare il fatturato dell’UEFA Europa League, trova un’argomentazione a sostegno nei ricavi percepiti dal “Club Atletico de Madrid”, che come il Napoli è stato eliminato dalla UEFA Champions League, e con la vittoria in UEFA Europa League 2017/18 ha incassato, oltre ai ricavi Champions, la cifra di Euro 16,127,422, di cui € 5,777,422 per “Participation bonus”. Si aggiunga che il Market Pool dell’Europa League delle squadre italiane è superiore a quello delle squadre spagnole, oltre al fatto che il Club partenopeo avrebbe percepito altri incassi da botteghino per le partite disputate.
I diritti TV nazionali aumentano di € 1.978.709, da € 71.174.220 a € 73.152.929.
I diritti Tv per le amichevoli hanno fruttato € 538.198 (€ 655.556 nel 2016/17). Gli altri proventi TV ammontano a € 4.800.000 (€ 4.650.000 nel 2016/17).

La dipendenza del fatturato netto dai diritti TV è del 64,9%.



Deloitte nella sua classifica “Football Money League 2019” colloca il Napoli al ventunesimo posto (19° posto nella precedente classifica) con un fatturato netto di € 182,8 (€ 200,7 milioni nella precedente classifica).

Il Player Trading.



Nel 2017/18 il risultato del Player Trading è negativo per 33,5 milioni di Euro, in altre parole, il risultato della gestione economica relativa ai trasferimenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori non è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti. Solo nel 2013/14 e nel 2016/17, il Napoli, era riuscito a coprire con le plusvalenze il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Nel 2016/17 la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 30,45 milioni, grazie alla plusvalenza di Higuain.
Nel 2015/16 la gestione del Player Trading è risultata negativa per € 38,5 milioni.
Nel 2014/15 la gestione del Player Trading è stata negativa per € 34,1 milioni.
Nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza di Cavani, la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 3,88 milioni.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 30.183.263 (€ 104.410.600 nel 2016/17; € 11.206.176 nel 2015-16; € 11.885.912 nel 2014-15 ed € 69.389.422 nel 2013-2014), determinate da un valore di cessione di 8 calciatori pari a € 36.550.661 (€ 115.800.000 nel 2016/17) ed un valore contabile netto di € 6.367.398 (€ 11.389.400 nel 2016/17). Tali proventi incidono per il 14,0% sul valore della produzione. Il maggior importo delle plusvalenze ha riguardato Duvan Zapata con € 19.735.530; seguito da Pavoletti con € 4.227.072. Nel 2016/17, la plusvalenza più elevata di Euro 86.004.185 concerneva la cessione di Higuain alla Juventus, seguita da quella di Gabbiadini per € 13.708.333.
Sono stati rilevati Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori per € 1.250.000 (€ 350.000 nel 2016/17).
La voce relativa agli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive pluriennali dei calciatori ammonta a € 64.809.939, mentre nel precedente esercizio era pari a € 75.965.401, evidenziando un decremento del 14,7%. Gli ammortamenti, rispetto al 2012-13, risultano in notevole aumento, poiché, allora, erano pari a € 35.633.137.

I Costi.

I costi del personale sono aumentati del 16,4%, da € 101.568.648 a € 118.245.815. In nota integrativa è scritto che il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari a circa il 98% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente, in linea con l’esercizio precedente. La voce salari e stipendi del personale tesserato è aumentata di € 18.092.640 (+ € 14.357.475 nel 2016/17), da € 94.717.764 a € 112.810.404.
I compensi contrattuali allenatori aumentano di € 140.841, da € 5.165.501 ad € 5.306.342 ed incidono per il 4,5% (5,09% nel 2016/17) sul costo totale del personale.
I compensi contrattuali calciatori aumentano di € 12.950.865, da € 78.851.283 ad € 91.802.148.
I compensi contrattuali calciatori nella parte variabile, aumentano di € 3.246.457, da € 8.696.848 ad € 11.943.305.

Gli altri costi del personale, diminuiscono del 59,3%, da € 2.861.977 a € 1.165.939. Tali costi includono gli oneri per transazioni con i calciatori per favorirne il trasferimento.
Il numero medio dei dipendenti nel 2017/18 è stato di 105,19 (97,48 nel 2016/17), di cui 35,75 (32 nel 2016/17) calciatori.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto, ai fini del Fair Play Finanziario, è del 64,7%, mentre, l’incidenza sul valore della produzione è del 54,85%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Nell’effettuare la valutazione per una determinata stagione sportiva da disputarsi si considera per il Costo del Lavoro Allargato il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 0,809.

Gli ammortamenti e le svalutazioni totali diminuiscono del 15,8%.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € zero (€ 38 nel 2016/17). Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € zero (€ 460.359 nel 2016/17).

I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 5.266.417 (€ 4.173.459 nel 2016/17).
L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 2.341.163 (€ 2.095.553 nel 2016/17)), seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 2.803.563 (€ 1.663.279 nel 2016/17). Per l’affitto degli uffici e del centro tecnico il costo è invariato ed è pari a € 121.691 (€ 240.000 nel 2016/17).

I Costi per prestazioni di servizi registrano un incremento generalizzato di circa il 31% (+35% nel 2016/17) ed ammontano a € 23.959.909 (€ 18.279.430 nel 2016/17).  
I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), sono aumentati del 181% da € 4,51 milioni a € 12,65 milioni. Nella voce “Costi Specifici Tecnici”, in genere, sono inclusi anche i compensi corrisposti agli agenti, per consulenze tecnico sportive rese da terzi in fase di contrattualizzazione e costi per l’osservazione di calciatori.
I costi per il servizio di biglietteria e controllo all’ingresso risultano aumentati di € 434.002, da € 2.941.610 a € 3.375.612.
Il compenso agli amministratori diminuisce di € 3.477.300 da € 4.477.300 a € 1.000.000.


Il requisito del pareggio bilancio.

Il risultato prima delle imposte 2017-2018 risulta negativo per € 3.409.339. Il risultato prima delle imposte 2016-2017 era positivo per € 100.686.013; quello 2015-2016 era negativo per € 2.427.773. Per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario il Napoli risulta rientrare abbondantemente nell’ambito della soglia di tolleranza. Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile.

Conclusioni.

L’esercizio scorso mostrava un Napoli che era riuscito ad entrare nella Top 20 delle squadre che fatturano di più in Europa. La “scelta sportiva” del 2017/18 di puntare tutto sul campionato a discapito delle competizioni europee ha comportato: riduzione di fatturato e conseguente perdita, determinata anche dalla rigidità, nel breve periodo, di alcuni costi, manifestando l’importanza delle plusvalenze per un club come il Napoli, che non ha la proprietà delle infrastrutture sportive, dove svolge la propria attività. 
Alcuni costi, come il costo del personale e gli ammortamenti, si mostrano “rigidi” nella fase calante del rendimento sportivo, per via della durata pluriennale dei contratti, a meno che si proceda allo “smobilizzo”.  


domenica 10 febbraio 2019

Consolidato Arsenal 2017/18: l’ultimo bilancio di Gazidis con il 16° utile consecutivo.


Luca Marotta


La società “Arsenal Holdings plc” ha chiuso il bilancio consolidato al 31 maggio 2018 con un fatturato consolidato di £ 403,3 milioni (€ 459,9 milioni, ad un cambio, al 31.05.2018, di 1 EUR = 0,8768 GBP) e un utile netto di £ 56,5 milioni (€ 64,5 milioni). Nel 2016/17 il fatturato era pari a £ 423,9 milioni e l’utile netto era di £ 35,3 milioni. Il decremento è dovuto al settore sportivo a causa della partecipazione alla UEFA Europa League, in luogo della più redditizia UEFA Champions League.
Anche escludendo dal fatturato complessivo, quello del settore immobiliare, l’Arsenal si colloca nella fascia dei club che superano la soglia dei 400 milioni di Euro di fatturato.
Il Consolidato 2017/18 reca come “Directors”: Sir Chips Keswick, K.J. Friar OBE, Lord Harris of Peckham, E.S. Kroenke, J.W. Kroenke; inoltre, è specificato che I.E. Gazidis è stato consigliere di Amministrazione fino alla data delle sue dimissioni il 31 ottobre 2018.  Lo “Strategic Report” e il “Directors’ Report” riportano la data del 29 novembre 2018.

Il fatturato complessivo del Gruppo segna un decremento di £ 20,7 milioni (-4,9%), l’utile netto segna un incremento di £ 21,3 milioni. Il Settore sportivo, a livello di Gruppo, ha contribuito con un fatturato netto, comprensivo dei prestiti calciatori, di £ 388,2 milioni (€ 442,7 milioni) ed un risultato prima delle imposte positivo per £ 64,8 milioni (£ 44,4 milioni nel 2016/17).

Dal punto di vista gestionale, l’Arsenal evidenzia una struttura diversificata ed equilibrata dei ricavi. I ricavi del settore immobiliare, nel tempo, sono serviti a cofinanziare la costruzione dello Stadio. Nel 2017/18 l’attività di Player trading ha registrato un risultato positivo prima degli oneri finanziari di £ 30,6 milioni.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2017/18, dopo 19 volte consecutive non ha partecipato alla UEFA Champions League, ma ha disputato l’UEFA Europa League. L’Arsenal ha conseguito il sesto posto in Premier League con 63 punti (5° con 75 punti nel 2016/17) e la qualificazione per l’UEFA Europa League 2018/19; è stato eliminato al terzo turno della FA Cup 2017/18, dal Nottingham Forest; ha perso in finale di Coppa di Lega (English Football League Cup), col Manchester City ed è stato eliminato in semifinale di UEFA Europa League dall’Atletico Madrid.

La Strategia di Gruppo e il “cerchio virtuoso”.

Il Gruppo è principalmente impegnato nella gestione della squadra di calcio professionista che gioca in Premier League ed è stato anche coinvolto in una serie di progetti immobiliari associati al trasferimento del club da Highbury all'Emirates Stadium.
Gli Amministratori, in questi anni, hanno cercato di creare una base finanziaria solida, che permettesse di finanziare la costruzione dello Stadio e il ritorno al successo sportivo.
La strategia a lungo termine è quella di perseguire uno sviluppo sostenibile autosufficiente dal punto di vista economico al fine di conseguire risultati sportivi che determinino l’affermarsi dell'Arsenal Football Club, come squadra di calcio, sia sulla scena nazionale che su quella internazionale.
I fondi generati dal business sono messi a disposizione per ulteriori investimenti nel Club, con l'obiettivo di raggiungere un maggiore livello di successo sul campo che si traduca in ultima analisi, nella conquista di trofei.
In linea di massima ed in estrema sintesi il cerchio virtuoso della strategia dell’Arsenal è riassumibile nel fatto che gli investimenti nella prima squadra, con l’acquisto di calciatori, dovrebbero determinare i successi in campo sportivo, che a loro volta alimentano la base dei tifosi e simpatizzanti, che costituiscono la potenziale clientela, che alimenta i ricavi commerciali e quelli da “match day”. Ovviamente con l’aumento dei ricavi si generano profitti che vengono reinvestiti nella prima squadra. Così il cerchio dell’autofinanziamento è chiuso.

Nei bilanci degli esercizi precedenti era riportata la seguente figura che riassume il tutto


Il Gruppo.

L’Arsenal fa parte di un Gruppo con a capo la società Arsenal Holdings Plc, con sede nel Regno Unito. Arsenal Holdings Plc è, a sua volta, controllata dalla società KSE UK Inc., che ne possiede il 100%, in quanto ha acquistato la parte rimanente della azioni possedute, che nell’esercizio precedente corrispondevano al 67,05%.
Tale società, risulta registrata negli USA, nello Stato del Delaware, e fa capo a Enos Stanley "Stan" Kroenke, che pertanto è il controllore in ultima istanza del Gruppo.

Le società controllate dal Gruppo sono 19 e si occupano di diverse attività.
The Arsenal Football Club plc si occupa del club di calcio maschile; la società Arsenal Women Football Club Limited si occupa del club di calcio femminile. Ci sono 2 società che si occupano di operazioni immobiliari: Ashburton Trading Limited e Highbury Holdings Limited.
Ben 5 società risultano non operative e n. 3 società risultano registrate fuori dalla Gran Bretagna precisamente: AOH-USA, LLC, registrata negli USA, controllata al 100%, che si occupa di gestione dati; Arsenal Overseas Limited, registrata nell’isola di Jersey, controllata al 100% che si occupa delle operazioni di vendita al dettaglio, Arsenal Football Club Asia PTE Limited, registrata a Singapore, controllata al 100%, che si occupa di Commercial operations.

La Continuità aziendale.

Secondo gli Amministratori, il Gruppo dovrebbe essere in grado di operare all'interno del livello delle sue attuali risorse finanziarie e linee di credito.
Gli Amministratori hanno la ragionevole aspettativa che il Gruppo abbia adeguate risorse per continuare la propria operatività per il prossimo futuro, pertanto il bilancio è stato redatto in base al presupposto della continuità aziendale.

Nel paragrafo relativo ai Rischi e alle incertezze si fa cenno alla “Brexit”. Il gruppo sta monitorando l'impatto della decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione europea. A breve termine questo ha visto il valore della sterlina indebolirsi contro l'Euro; da un lato, aumentando il costo dei trasferimenti dei giocatori dall'UE e, dall’altro, aumentando il valore in sterline dei premi delle competizioni Europe distribuiti in Euro dall’UEFA. Il rischio più significativo per il Gruppo sembra essere quello che si verifichi una crisi economica nel Regno Unito che influenzi i ricavi dei biglietti e / o il valore dei diritti di trasmissione TV e / o di sponsorizzazione.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo è aumentato da £ 884,34 milioni a £ 1,03 miliardi. Pertanto supera la cifra di 1,17 miliardi di Euro. Le immobilizzazioni materiali incidono su tutto l’attivo per il 41,28% e le disponibilità liquide per il 22,48%.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso dell’Arsenal, l’indice di indebitamento è pari a 0,69, che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,69, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti. Tra questi beni è compresa la voce terreni e fabbricati, inclusiva dello stadio con un valore contabile netto pari a £ 351,296,000, circa il 34,1% dell’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 1,46, ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve. Infatti, il capitale circolante netto è positivo per la cifra di £ 113,89 milioni.
In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Si pensi al valore delle disponibilità liquide pari a. £ 231,3 milioni (€ 263,85 milioni).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto, che corrisponde ai “mezzi propri”, è positivo e ammonta a £ 419,9 milioni (€ 478,9 milioni). L’esercizio precedente era pari a £ 363,4 milioni e pertanto risulta un incremento di £ 56,5 milioni, dovuto all’utile conseguito nell’esercizio.

Il Patrimonio Netto, essendo non negativo e in crescita, risulta conforme a quanto stabilito dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

Dal punto di vista strutturale, il rapporto tra patrimonio netto e totale delle attività è pari al 40,8%. Il Patrimonio Netto finanzia interamente il capitale investito netto. Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è positivo per £ 113,9 milioni (€ 129,9 milioni), con un incremento di £ 62,1 milioni rispetto al 2016/17.

L’Indebitamento Finanziario Netto.



La Posizione Finanziaria Netta del consolidato di Arsenal Holdings Plc è positiva per £ 14,77 milioni (€ 16,8 milioni). Le disponibilità liquide sono ingenti e sono pari a £ 231,3 milioni (€ 263,85 milioni) e rispetto all’esercizio precedente risultano aumentate di £ 51,23 milioni.

Il debito finanziario lordo ammonta a £ 216,57 milioni (€ 247 milioni). Di questi, solo £ 8,5 milioni, hanno la scadenza entro l’esercizio successivo.

I debiti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 100,2 milioni (£ 47,4 milioni nel 2016/17). Mentre i crediti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 61,5 milioni (£ 4,7 milioni nel 2016/17).

Risulta esserci un fondo rischi per i trasferimenti calciatori. Al 31.05.2018, tale fondo ammonta a £ 24,056,000 (£ 20,493,000 nel 2016/17). Il fondo Trasferimenti si riferisce principalmente alle spese di trasferimento, supplementari e probabili, dovute a bonus legati al raggiungimento di un determinato numero di presenze. Durante il 2017/18, sono stati fatti nuovi accantonamenti per £ 12,9 milioni. Inoltre £ 4,9 milioni di fondi già accantonati sono stati riclassificati come debiti e £ 4,4 milioni sono stati cancellati in quanto non più necessari.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.
L’Arsenal rispetta questo parametro.
Per quanto riguarda la voce “Other tax and social security” è presente tra i debiti a breve termine per l’importo di £ 30,645,000 (£ 19,940,000 nel 2016/17).

Il Valore della Rosa.



Il valore contabile netto della rosa ammonta a £ 238,2 milioni (€ 271,2 milioni); mentre, l’esercizio precedente era pari a £ 182 milioni. L’incidenza sul totale dell’attivo non corrente è del 23,2%. La variazione è dipesa da acquisti per £ 165,8 milioni (£ 113,9 milioni nel 2016/17), cessioni per un valore contabile netto residuo di £ 17,8 milioni (£ 762 mila nel 2016/17), ammortamenti per £ 85,8 milioni (£ 77,1 milioni nel 2016/17).
Tra gli investimenti in calciatori effettuati, figurano: l’acquisto di Pierre-Emerick Aubameyang (Borussia Dortmund); Alexandre Lacazette (Olympique Lione); Henrikh Mkhitaryan (Manchester United) e altri.


Da quando Stanley Kroenke è diventato maggior azionista (dalla stagione 2011/12), sono stati investiti 630,3 milioni di sterline nell’acquisto di calciatori.

Il rapporto tra Patrimonio Netto e Valore Rosa Calciatori è di 1,8, pertanto il valore della rosa calciatori è ampiamente coperto dai “mezzi propri”.

Dopo la chiusura del bilancio, per l'Arsenal Football Club plc, la campagna trasferimenti ha determinato un saldo a debito di £ 61,4 milioni, nel periodo precedente, il saldo a credito era di £ 15 milioni. Questi trasferimenti saranno contabilizzati nell'esercizio 2018/2019.

La Gestione Economica.

Il fatturato complessivo del Gruppo, al netto della joint venture, aumenta da £ 423,9 milioni a £ 403,3 milioni. Il decremento registrato è stato del 4,88% ed è dovuto principalmente ai ricavi media, che sono diminuiti di £ 18,5 milioni, per la mancata partecipazione alla UEFA Champions League. Il settore immobiliare evidenzia un fatturato di £ 15 milioni con una variazione positiva di £ 13,9 milioni rispetto al 2016/17.



Il Settore Immobiliare.

L'attività nel business immobiliare del Gruppo, da alcuni anni, è ad un livello contenuto, rispetto alla fase iniziale. Durante l'anno il Gruppo ha venduto una proprietà, accanto alla stazione della metropolitana di Holloway Road vicino all’Emirates Stadium, che era una delle due rimanenti aree sviluppo immobiliare. L’altra area di sviluppo rimante è quella di Hornsey Road.

Il fatturato relativo al settore immobiliare aumenta di £ 13,88 milioni, precisamente da £ 1,16 milioni a £ 15,038,000 (€ 17,15 milioni).  I costi operativi del settore immobiliare diminuiscono da £ 1,26 milioni a £ 15 milioni. Il risultato operativo è di £ 5,177,000 (€ 5,9 milioni).

Il risultato del settore immobiliare prima delle imposte è aumentato da £ 205 mila a £ 5,304,000.

Il rapporto Pre Tax Profit e Turnover è del 35,5% circa. Questo significa che ogni 100 Sterline fatturate se ne sono guadagnate circa 35,5. Se si analizzano i dati dall’inizio di tale attività emerge chiaramente come il settore immobiliare abbia contribuito positivamente alla copertura finanziaria per la costruzione dello stadio.

In diciassette anni, dal 2001/02 al 2017/18, il Settore Immobiliare dell’Arsenal ha fatturato 481,9 milioni di Sterline e ha contribuito positivamente alla redditività del Gruppo con 74,5 milioni di Sterline.



Il Settore Sportivo.

Il fatturato imputabile alla gestione sportiva, comprensivo dei ricavi per i prestiti dei calciatori, risulta in diminuzione del’’8,18%, da £ 422,8 milioni a £ 388,2 milioni (€ 442,78 milioni).
L’Arsenal, per quanto riguarda il settore calcio, evidenzia un fatturato netto, senza ricavi da cessioni temporanee calciatori, che dipende per il 46,7% dai ricavi TV, per il 27,7% dai ricavi commerciali e per il 25,6% dai ricavi da gare.

L’evoluzione della ripartizione del turnover del settore sportivo negli ultimi undici anni vede l’incremento dell’incidenza dei ricavi TV, grazie ai contratti firmati ed un incidenza dei ricavi commerciali che ha superato costantemente il 25% dal 2012/13.



I ricavi da gare risultano pari a £ 98,9 milioni (£ 99,9 milioni nel 2016/17).
La media dei biglietti venduti è stata di 58.012 (2017: 59.886; 2016: 59.834; 2015: 59.930; 2014: 59.790) per 26 patite casalinghe.
I ricavi da diritti tv ammontano a £ 180,1 milioni (£ 198,64 milioni nel 2016/17), registrando un decremento di £ 18,5 milioni. I ricavi di "Broadcasting" della UEFA Europa League, dal comunicato UEFA 2017/18, ammontano a Euro 37.779.447. Per il 2016/17 il comunicato UEFA, per la ripartizione dei proventi della Champions League 2016/17, riportava Euro 64,573,000 per la Champions League 2016/17.
I ricavi commerciali diminuiscono complessivamente del 8,8% da £ 117,2 milioni del 2016/17 a £ 106,9 milioni. Si pensi che nel 2011/12 ammontavano a £ 52,5 milioni.  

Emirates e PUMA sono delle partnership assicurate per il lungo termine. Il contratto di sponsorizzazione con “Emirates Airlines”, stipulato nel 2012/2013, riportava un importo complessivo di £ 150 milioni, che doveva essere ripartito sulla durata del contratto. Il contratto di “naming rights” con “Emirates Airlines” scadrà nel 2028, mentre quello riguardante la sponsorizzazione della maglia scadrà nel 2018/19. Nel Luglio 2014, è iniziata la partnership con PUMA. L'accordo con PUMA rappresentava il più importante accordo di partnership nella storia dell'Arsenal e di PUMA.  Il Club ha annunciato un'estensione della sua partnership con Emirates a partire dalla stagione 2019/20 e la firma di una partnership con lo sponsor tecnico Adidas che inizierà anche per la stagione 2019/20.

Il Player Trading.



Il risultato della gestione “Player trading” è determinato dalla differenza tra plusvalenze e minusvalenze, dagli ammortamenti sui diritti alle prestazioni dei calciatori, comprese eventuali perdite di valore, e dai ricavi per i calciatori in prestito. Il risultato di tale gestione è positivo per £ 30,6 milioni. Invece, nel 2016/17, il risultato è stato negativo per £ 63,4 milioni.
L’ammortamento dei giocatori è pari a £ 85,8 milioni, mentre nel 2016/17 era pari a £ 77,1 milioni, con un incremento dell’11,26%. L’incremento registrato è dovuto all’investimento in calciatori per circa £ 165,3 milioni per gli acquisti di Pierre-Emerick Aubameyang (Borussia Dortmund); Alexandre Lacazette (Olympique Lione); Henrikh Mkhitaryan (Manchester United) e altri.

Nell’esercizio 2017/18, l'ammortamento dei giocatori è stato ampiamente compensato dai profitti sulla vendita di giocatori pari a £ 120 milioni (nel 2016/17: £ 6,76 milioni) e dai ricavi derivanti dalle cessioni temporanee, pari a £ 2,3 milioni.  Nel 2017/18, dopo alcuni anni di profitti piuttosto bassi derivanti dalle cessioni dei giocatori, si è registrato un notevole incremento dovuto alla vendita di numerosi giocatori tra cui Walcott, Giroud, Coquelin, Sanchez e Oxlade-Chamberlain.

Dal 2005/06 al 2017/18, l’Arsenal ha registrato profitti sulla vendita dei calciatori per £ 408,8 milioni, con una media di£ 31,4 milioni.

Costo dei dipendenti.

Il costo del personale continua ad essere di gran lunga la più importante voce di costo e ammonta a £ 240 milioni (€ 273,8 milioni), con un incremento del 20,4%, a causa di costi straordinari per £ 16,8 milioni relativi al cambio del “First Team Management”, ossia dell’allenatore e dello staff.

. I costi complessivi del personale, esclusi i costi eccezionali, sono cresciuti a £ 223,3 milioni (2017 - £ 199,4 milioni) a causa degli investimenti effettuati nell’acquisto di nuovi giocatori.
Dal 31/05/2011 il costo del personale è aumentato di £ 115,6 milioni, da £ 124,4 milioni a £ 240 milioni.

L’incidenza sul fatturato del settore calcio, senza Player Trading, è del 61,8% (47,95% nel 2016/17).
La media del numero dei dipendenti, durante il 2017/18, è stata di 733 (2016/17: 695), di cui: 77 “Playing staff”; 106 “Training staff”; 430 Administrative staff e 120 “Ground staff”.
In aggiunta, sono stati utilizzati in media circa 840 “temporary staff” nei giorni di “match days” (2016/17: 800).

Il Consiglio di Amministrazione è costato £ 3.434.000 (£ 3,362,000 nel 2016/17; £ 3,384,000 nel 2015/16). La maggior parte del costo si riferisce al solo Gazidis, che è costato £ 2,658,000 (£ 2,598,000 nel 2016/17; £ 2,648,000 nel 2015/16).

Gli Altri costi operativi, che comprendono tutti i costi diretti e indiretti e le spese generali relative alle operazioni del settore calcio del Club e ai ricavi ammontano a £ 88,044,000 (£ 79,4 milioni nel 2016/17). Tali costi includono anche oneri straordinari.

L’incidenza del “Fattore Lavoro Sportivo”.

Il Costo del “Fattore Lavoro Sportivo”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, rapportato al fatturato netto sportivo incide per il 84,4% (66,5% nel 2016/17).

La gestione finanziaria.

I proventi da joint venture ammontano a £ 940,000 (£ 598,000 nel 2016/17).
Gli oneri finanziari netti sono stati influenzato da un movimento positivo di 3,3 milioni di sterline (negativo per 2,0 milioni di sterline nel 2016/17) nel valore di mercato dello Interest rate swap di Stadium Finance del Gruppo.
Gli oneri finanziari netti, esclusi i proventi da joint venture, diminuiscono da £ 14,74 milioni a £ 8,76 milioni.
Nel dettaglio, gli oneri finanziari lordi, pari a £ 12,5 milioni, riguardano: interessi passivi bancari per £ 2 mila; interessi passivi su obbligazioni a tasso variabile e fisso per £ 11.257.000; altri oneri per £ 444 mila; e i costi per finanziamenti a lungo termine per £ 794 mila.
La Variazione del fair value degli strumenti finanziari risulta positiva per £ 3,285,000 (negativa per £ 2,019,000 nel 2016/17).
I proventi finanziari sono pari a 448 mila sterline (£ 372 mila nel 2016/17).

Il Breakeven Result.

Al momento, l’Arsenal non ha alcun problema a confrontarsi con il criterio del “Breakeven Result” del Fair Play Finanziario e con le sue soglie di tolleranza.
Il risultato prima delle imposte del Gruppo al 31 maggio 2018 è positivo per £ 70.214.000 (€ 80,1 milioni). Anche nei precedenti due esercizi il risultato prima delle imposte era positivo. Al 31 maggio 2017era positivo per £ 44.607.000 e al 31 maggio 2016 era positivo per £ £ 2,867,000.
In chiave Financial Fair Play, per l’Arsenal bisogna considerare solo la Gestione Sportiva, che mostra comunque risultati ampiamente positivi.
L’utile netto del 2017/18, risulta pari a £ 56.554.000 (£ 35.286.000 nel 2016/17) ed è ormai il sedicesimo risultato positivo consecutivo; per trovare un bilancio in perdita bisogna risalire all’ormai lontano 2001/02.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 2018” l’Arsenal si colloca al’ottavo posto con 1.083 milioni di USD di valore di brand (941 milioni di USD nella classifica precedente).
Nella classifica di “Forbes”, pubblicata nel 2018, l’Arsenal si colloca al sesto posto e vale 2.238 milioni di USD (1.932 milioni di USD nella classifica precedente).


Conclusioni.

Per quanto riguarda l’esercizio 2017/18 ha inciso la mancata partecipazione alla UEFA Champions League e gli investimenti effettuati per l’acquisto di calciatori che hanno fatto aumentare il costo del lavore. In ogni caso, molti restano i dati del bilancio consolidato da giudicare positivamente in ottica Fair Play Finanziario.
Nell’ultima classifica di fatturato “Deloitte Football Money League 2019” l’Arsenal è scesa di tre posizioni dal sesto a non posto con 439,2 milino di Euro di fatturato sportivo netto.
In questi anni, sembrerebbe che la gestione dell’Arsenal, col discorso legato allo stadio, abbia considerato il perseguimento della solidità economica-patrimoniale e finanziaria come la premessa del successo sportivo. Tuttavia, nel 2017/18, l’Arsenal non parteciperà alla UEFA Champions League, dopo avervi partecipato per 19 anni consecutivi.

Per quanto riguarda la stagione 2018/19, l’Arsenal ha superato la fase a gironi della UEFA Europa League e ha continuato a investire nell’acquisto dei calciatori, aumentando il costo del personale. La Premier League ha confermato la maggior parte dei dettagli associati contrato relativo alla cessione centralizzata dei diritti TV per il 2019/20 - 2021/22. Tale contratto dovrebbe comportare un generale e modesto aumento rispetto ai livelli attuali, subordinatamente alla performance sportiva.