martedì 25 febbraio 2020

Bilancio Everton 2018/19: perdita di £ 111 milioni con £ 187 milioni di fatturato.





Luca Marotta


Per l’esercizio 2018/19, il bilancio consolidato del gruppo che fa capo alla società ‘EVERTON FOOTBALL CLUB COMPANY LIMITED’ a fronte di un fatturato netto di £ 187,66 milioni, evidenzia una perdita consolidata di £ 111,8 milioni (2018: perdita di £ 13,1 milioni), che è stata accantonata nelle riserve (2018: lo stesso). Rispetto all’esercizio precedente, l’esercizio 2018/2019 dell’Everton consta di 13 mesi, poiché si è chiuso il 30 giugno 2019.
Il Consiglio di amministrazione ha deciso di modificare la fine dell'esercizio dal 31 maggio al 30 giugno, perché più allineata alla stagionalità del settore e alla maggior parte degli altri club della Premier League. L’aumento della durata dell’esercizio ha inciso sull’aumento degli ammortamenti dei calciatori e non ha determinato ricavi aggiuntivi.

Il fatturato, pari a £ 187.66 milioni (€ 262,28 milioni, ad un cambio al 30.06.2019 di 1€ = 0,8966 £), ha superato, per la terza volta consecutiva, la soglia di 150 milioni di sterline ed è risultato in lieve flessione dello 0,79%; tuttavia, l’esercizio 2018/19, caratterizzato dall’assenza di ricavi per competizioni europee, evidenzia una rilevante perdita consolidata netta ammontante a £ 111,815,000 (€ 156,27 milioni); mentre l’esercizio precedente mostrava un a perdita consolidato netta di £ 13,096,000.

Dal punto di vista sportivo, l’Everton ha raggiunto l’ottavo posto con 54 punti nella Barclays Premier League 2018/19 (8° con 49 punti nel 2017/18). In Fa Cup è stato eliminato dal Millwall al quarto turno e in English Football League Cup 2018-2019 ai sedicesimi dal Southampton.

Per il presidente Bill Kenwright la stagione 2018/19 non è stata al livello delle aspettative, perché la prima squadra non ha fatto i progressi che si speravano; tuttavia, a livello giovanile di squadra Under 23 i risultati sono stati straordinari.

Il Gruppo.

Il gruppo cui fa capo la squadra di calcio dell’Everton risulta composto da sei società: Everton Football Club Company Limited, capogruppo controllante; Goodison Park Stadium Limited, controllata al 100%, che si occupa della gestione dello stadio; Everton Investments Limited, controllata al 100%, che si occupa dell’attività finanziaria; The Everton Ladies Football Club Limited controllata al 100%, che si occupa dell’attività della squadra di calcio femminile; Everton Stadium Development Limited controllata al 100%; Everton FC Finance Limited controllata al 100%.
Il Gruppo fa capo a Blue Horizon Investments Limited, che ne detiene il 77,2% del capitale sociale della Società capogruppo.
Blue Horizon Investments Limited è registrata nell'Isola di Man ed è interamente controllata e controllata da Moshiri.

La continuità aziendale (“going concern”).

Nella sostanza la continuità aziendale dell’Evertono si basa sul continuo supporto finanziario di Bluesky Capital Limited, una società controllata da Moshiri.
Gli Amministratori sono tenuti a redigere il bilancio secondo il principio della continuità aziendale, salvo che non sia opportuno presumere che il Gruppo non possa o non sia nelle condizioni di continuare la propria attività.
Secondo gli Amministratori, anche in base alle proiezioni dei flussi di cassa del business, il Gruppo dispone di risorse liquide sufficienti per far fronte alle proprie passività alla scadenza delle stesse. Durante la stagione 2018/19 il Gruppo ha fatto fronte alle esigenze del capitale circolante attraverso le proprie riserve di liquidità, il supporto degli Azionisti, le linee di credito e la cartolarizzazione di crediti garantiti futuri. In ogni caso, il Gruppo è comunque in grado di ottenere ulteriori finanziamenti, se fosse necessario, attraverso la cartolarizzazione dei ricavi garantiti futuri, come è prassi comune del settore e come ha fatto in passato.
Nella Relazione di Revisione dei Conti datata 13.01.2020, di Damian Sanders FCA (Sindaco effettivo) per conto del revisore legale dei conti Deloitte LLP Liverpool, Regno Unito, per quanto riguarda le conclusioni relative alla continuità aziendale, non è stato riferito nulla sull'uso da parte degli amministratori del principio della continuità aziendale; e sul fatto che vi sia un’incertezza materiale identificata che possa sollevare dubbi significativi sulla capacità del gruppo o della società madre di continuare ad adottare la base della continuità aziendale per un periodo di almeno dodici mesi dalla data in cui il i bilanci sono autorizzati per l'emissione.

Bluesky Limited ha continuato a sostenere il Club, anche dopo la chiusura dell’esercizio; con un ulteriore prestito soci di £ 50,0 milioni ricevuto.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale delle attività aumenta di £ 14,87 milioni, da £ 382,62 milioni a £ 397,49 milioni.
Il totale delle passività (Liabilities) diminuisce da £ 259,25 milioni a £ 236,69 milioni, anche perché il Patrimonio netto aumenta di £ 37,43 milioni,


Le immobilizzazioni materiali aumentano da £ 15,790,000 a £ 21,179,000. L’aumento è stato determinato dall’investimento in impianti e attrezzature per £ 11,926,000. Il valore netto degli immobili di proprietà ammonta a £ 3,727,000.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è inferiore a 1, essendo pari a 1,48, ciò vuol dire che il valore dei beni del club non è sufficiente a pagare i debiti e occorre il sostegno dei soci. L’indice risulta in peggioramento rispetto al 2017/18, quando era pari a 1,86.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,63, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. L’indice risulta in peggioramento rispetto al 2017/18, quando era pari a 0,81.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è negativo essendo pari a 0,48. L’indice risulta in peggioramento rispetto al 201718, quando era pari a 0,86.
In effetti, anche l’equity ratio è negativo e il ricorso al capitale di terzi sembra eccessivo.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 160,8 milioni. Il regolamento UEFA del Financial Fair Play, considera la regola del Patrimonio Netto non negativo come uno degli indicatori fondamentali; mentre, l’esistenza di un patrimonio netto negativo deteriorato è considerata come violazione del Regolamento stesso.
L’aumento di £ 37,435,000, è dovuto alla perdita di £ 111,815,000 e nel 2018/19, ed al prestito azionario di Bluesky Capital Limited (“Loan from Shareholder classed as equity”) di £ 149,250,000 che è stato contabilizzato come patrimonio netto.

Nello specifico le altre riserve del gruppo aumentano di £ 149,250,000 da £ 149, 250,000 a £ 298,500,000. Tali riserve comprendono la Riserva da sovrapprezzo delle azioni, che contiene il premio derivante dall'emissione di azioni, al netto delle spese di emissione; la  Riserva di profitti e perdite, che rappresenta i profitti e le perdite cumulate, al netto dei dividendi pagati e altre rettifiche e includono il prestito senza interessi di £ 300.000.000 fornito da Bluesky Capital Limited, che è una società controllata da Moshiri.

Tale prestito deve essere rimborsato in una data concordata da Bluesky Capital Limited e Everton Football Club Company Limited. In conformità a FRS 102.22 il prestito è stato pertanto classificato come patrimonio netto. Sono state detratte dal patrimonio netto commissioni di finanziamento di £ 1.500.000 in conformità a FRS 102.22.9.

Il Rendiconto Finanziario



Nel 2018/19 si è determinato un cash flow positivo, con generazione di disponibilità liquide per £ 17,95 milioni (nel 2017/18: riduzione di £ 12,37 milioni). In termini di flussi di cassa, si è verificato: un flusso di cassa negativo da attività operative per £ 9,82 milioni (2018: -£ 6,82 milioni); un flusso positivo per l’attività di investimento per £ 69,66 milioni (di cui £ 134,79 milioni per pagamenti acquisti calciatori) e deflussi di cassa da finanziamenti per £ 41,88 milioni, a causa dei rimborsi prestiti per £ 75,5 milioni e nuovi prestiti per £ 35,33 milioni.

Nei Flussi di cassa netti da attività di investimento sono allocati i Prestiti degli azionisti trattati come patrimonio netto “Shareholder loans treated as equità” per £ 149,25 milioni.


La Posizione Finanziaria Netta (“Net Debt”).


L'indebitamento finanziario netto è diminuito di £ 53,15 milioni, da £65,71 milioni a £ 12.56 milioni.
Tuttavia £ 18,71 milioni (£ zero nel 2017/18) risultano avere scadenza superiore all’esercizio successivo. I debiti finanziari con scadenza entro l’esercizio successivo sono pari a £ 17,94 milioni (£ 75,19 milioni nel 2017/18).
Le disponibilità liquide aumentano da £ 9,475,000 a £ 27,429,000.

L'indebitamento finanziario netto del Club è stato in media £ 30,9 milioni nel corso degli ultimi 5 anni.

Il Valore della Rosa.


Il valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammontano a £ 263,6 milioni (£ 239,9 milioni nel 2017/18). Durante il 2018/19 risultano effettuati investimenti per £ 146,3 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di £ 25 milioni, impairment per £ 2,5 milioni e ammortamenti per £ 95 milioni.
Le immobilizzazioni immateriali si riferiscono al costo di acquisto dei calciatori, alle registrazioni contabili relative alle gestione e alle commissioni degli agenti.
Gli Amministratori riesaminano il valore contabile delle registrazioni dei calciatori per verificare se vi siano perdite di valore. Se si verificassero tali circostanze indicano e il valore contabile dell'attività non risultasse recuperabile, l'attività viene svalutata e la perdita per la riduzione di valore è rilevata a conto economico.
Gli investimenti riguardano: Richarlison (Watford), Lucas Digne (FC Barcellona), Yerry Mina, Bernard (FC Barcellona) e il riscatto di Andre Gomes (FC Barcellona).

Per il 2019/2020, durante la finestra estiva del calciomercato, sono stati acquisiti definitivamente Jonas Lossl, Fabian Delph, Moise Kean, JP Gbamin e Alex Iwobi.


La Gestione Economica.

Il cambiamento della durata dell’esercizio ha avuto scarso effetto sul fatturato netto, poiché il Club genera la maggior parte dei ricavi durante la stagione di gioco e il mese aggiuntivo di giugno riguarda un periodo di sostanziale inattività.

Nel 2018/19, il fatturato netto è stato di £ 187,7 milioni il secondo più alto nella storia del club nonostante non abbia partecipato alle competizioni UEFA. Rispetto al 2017/18, si è verificata una riduzione di 1,5 milioni di sterline (-0,8%), poiché nell’esercizio precedente il Club ha evidenziato ricavi aggiuntivi per aver raggiunto la fase a gironi della UEFA Europa League.
Gli aumenti dei ricavi televisivi di £ 2,7 milioni, pari al 2,1%) e dei ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e merchandising di £ 8,4 milioni, pari al 40,6%, sono stati compensati dalle riduzioni dei ricavi da Gare di £ 2,1 milioni, -12,9%) e dei ricavi derivanti da altre attività commerciali di 10,5 milioni di sterline, pari al 47,3%. I decrementi sono dovuti alla mancata partecipazione del club alle competizioni UEFA durante il 2018/19.
Nel 2018/19 non figurano ricavi da competizioni europee, che nel 2017/18, secondo il comunicato UEFA, apportarono € 14,117, 263.



Il fatturato dell’Everton dal 2004, mostra un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 10,04%. Il tasso di crescita annuale composto degli ultimi cinque anni è del 10,57%.


I Ricavi da gare risultano pari a £ 14,2 milioni (2017/18: £ 16,3 milioni) e sono diminuiti di £ 2,1 milioni (-12,9%) a causa della mancata partecipazione alle competizioni UEFA nel 2018/19.
Secondo gli Amministratori, il Club continua a beneficiare del costante sostegno dei suoi fan e della richiesta eccezionalmente elevata di biglietti per le partite della Premier League; intatti, la domanda di abbonamenti ha notevolmente superato l'offerta disponibile e il club gestisce una lista d'attesa abbonamenti per i tifosi che desiderano acquistare un posto in futuro. La presenza media degli spettatori in Premier League è stata di 39.043 (38.797 nel 2017/18).
Per quanto riguarda il prezzo degli abbonamenti gli amministratori hanno scritto che l’Everton offre alcuni dei prezzi più convenienti in Premier League; infatti, l'abbonamento più costoso al Goodison Park è di £ 565 presso lo stand Sir Philip Carter Park, meno di £ 30 a partita. I ricavi da gare incidono per il 7,6% sul fatturato netto.  
I ricavi TV incidono per il 70,7% (68,7% nel 2017/18) e ammontano a £ 132,7 milioni (£ 130 milioni nel 2017/18). Il picco dell’incidenza dei diritti TV si è registrato nel 2016/17 con il 76,2%. La politica del Club, comunque, è quella di ridurre l’incidenza dei ricavi TV, aumentando l’incidenza dei ricavi controllabili dalle sue attività commerciali, pubblicitarie e di merchandising e altre attività commerciali.
Nel 2018/19 l'Everton ha ricevuto il settimo importo più alto della distribuzione dei diritti TV della Premier League (ottavo nel 2017/18). Il 50% delle entrate della televisione nazionale viene assegnato ai club in base al numero di volte in cui vengono selezionate per le trasmissioni nazionali in diretta (“facility fees”) e alla loro posizione finale in Premier League (“merit payment”). Le partite dell’Everton trasmesse in diretta TV nel 2018/19 sono state 18 (2017/18: 19) generando £ 21,2 milioni in “facility fees” ossia commissioni di impianto (2017/18: £ 22,5 milioni) ed ha concluso all’ottavo posto in Premier League (2017/18: ottavo) generando £ 24,9 milioni in relazione al “merit payment” ossia al pagamento riferito al merito (2017/18: £ 25,1 milioni). La parte restante dei ricavi TV nazionali è ripartita equamente tra ciascun club e nel 2018/19 la quota spettante all’Everton è stata di £ 34,4 milioni (2017/18: £ 34,8 milioni). Nel 2018/19, l’Everton ha percepito £ 43,2 milioni (2017/18: £ 40,8 milioni) dalla quota relativa alla componente internazionale dell'accordo TV della Premier League, che ha rappresentato il 33% dei ricavi TV del Club.
Il 2018/19 è stata l'ultima stagione di un accordo di trasmissione triennale della Premier League, con i diritti nazionali condivisi tra Sky e BT. Un nuovo ciclo triennale di accordi TV è iniziato con la stagione 2019/20 e i diritti domestici sono stati acquisiti da Sky, BT e Amazon.

Gli Amministratori hanno scritto che il nuovo accordo TV triennale, a partire dal 2019/20, prevede un riduzione dell’8% per la componente nazionale ed un aumento del 30% per la componente internazionale, evidenziando che il nuovo accordo TV internazionale continuerà ad essere un'opportunità chiave per una crescita a lungo termine. Il meccanismo di distribuzione dei diritti televisivi internazionali sta cambiando dal 2019/20 in poi, con eventuali aumenti del valore dei diritti internazionali sopra i livelli assegnati nel precedente accordo, perché basato su un sistema che tiene conto della posizione in classifica del campionato.
Altri ricavi TV ammontano a circa £ 9,0 milioni (2017/18: £ 6,8 milioni).
I ricavi commerciali complessivamente ammontano a £ 40,75 milioni (£ 42,84 milioni nel 2017/18) e incidono per il 40,28% sul fatturato netto.
I ricavi commerciali totali da sponsorizzazioni, pubblicità e il merchandising e le altre attività commerciali sono cresciute da £ 12,7 milioni a £ 40,8 milioni in un periodo di cinque anni tra il 2013/14 e il 2018/19 (26% all'anno).
I ricavi da sponsorizzazioni, pubblicità e merchandising hanno raggiunto la cifra record di £ 29,1 milioni, con un incremento del 40,3% rispetto al 2017/18. I ricavi da altre attività commerciali incidono per il 6,2% sul totale del fatturato e sono pari a £ 11,6 milioni. Il portafoglio di partnership ufficiale del Club comprende anche SportPesa, Angry Birds, moneycorp, Molson Coors, eToro, Davanti Tyres, Monster Energy Drink, Reach Sport, StubHub e Osonyq.

Durante la stagione, il Club ha esteso e ampliato il contratto di partnership con USM Holdings. Il nuovo contratto oltre a conservare i diritti di denominazione ufficiali per il campo di allenamento “USM Finch Farm” prevede altre attività promozionali facendo leva anche sulle risorse di marketing digitale.
Il Club ha annunciato una proroga a lungo termine del suo accordo con Fanatics come partner al dettaglio in un accordo che ha notevolmente migliorato la parte garantita dei ricavi. L’Everton ha inoltre prolungato l’accordo di fornitura del kit tecnico con Umbro.
La campagna 2018/19 è stata la prima stagione di un nuovo accordo con Fratelli Beretta, un accordo che è stato successivamente ampliato per includere la designazione del partner ufficiale dell'Accademia con il marchio del colosso alimentare italiano appare sul fronte di tutti i kit di gioco dell'Accademia dall'Under 6 all'Under 18.

Nella distribuzione del fatturato appare prevalente ‘incidenza dei ricavi televisivi.


I costi operativi, esclusi gli ammortamenti dei calciatori, sono aumentati da £ 212,1 milioni a £ 217,4 milioni nel 2018/19, inclusi costi straordinari per £ 7,7 milioni (2017/18: £ 25,8 milioni).


I Costi del Personale.

I significativi investimenti effettuati nella rosa della prima squadra hanno determinato un aumento dei costi del personale da £ 145,5 milioni a £ 160,0 milioni. Il rapporto totale salari / fatturato del Club è aumentato dal 77% nel 2017/18 all'85% nel 2018/19.
Il costo del personale ammonta a £ 159,98 milioni (£ 145,48 milioni nel 2017/18). Tale costo supera quanto auspicato dal Financial Fair Play dell’UEFA, perché superiore al 70% del fatturato netto, incidendo per l’ 85,3%. Il costo del personale rappresenta il 50,8% dei costi operativi, che ammontano a £ 314,94 milioni (£ 287,17 nel 2017/18. Il costo del personale risulta aumentato del 9,97%.

Mentre il fatturato ha registrato un decremento dello 0,79%, i costi operativi risultano aumentati del 9,67%.

L’incremento per il 2018/19 del costo complessivo del personale è stato di £ 14,5 milioni.

Il costo del fattore lavoro o costo del lavoro allargato, dato dalla somma di costo del personale e ammortamenti calciatori, è pari a £ 255 milioni (£ 212,4 milioni nel 2017/18) e supera il fatturato netto.
Risultano spese straordinarie per £ 10,233,000 (£ 33,962,000 nel 2017/18), che si riferiscono alle spese sostenute per il nuovo progetto dello stadio per £ 7,236,000; alla svalutazione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori per £ 2,511,000 e alla rivalutazione del regime pensionistico della Football League Limited per £ 486,000.
Gli altri costi operativi sono pari a £ 43,127,000 (£ 36,8 milioni nel 2014/15).

Il Player Trading.


Nel 2018/19, al contrario dell’esercizio precedente, il risultato economico della cessione dei calciatori non è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti.
L’eccedenza di plusvalenze è stata di £ 20,3 milioni.

L’ammortamento dei calciatori, pari a 95 milioni risulta in aumento di circa £ 28,12 milione e rappresenta il 30,2% dei costi operativi. Il Club ha impegnato un investimento significativo nella rosa della prima squadra di calcio durante le tre stagioni precedenti con conseguente aumento del costo degli ammortamenti di £ 95,1 milioni durante il 2018/19 (2017/18: £ 66,9 milioni). La quota degli ammortamenti imputabili al tredicesimo mese aggiuntivo derivante dalla variazione della durata dell’esercizio ammonta a £ 8,1 milioni.

Nell'esercizio precedente, l'ammortamento di £ 66,9 milioni e la svalutazione delle registrazioni dei giocatori di £ 8,2 milioni erano compensati da un utile sulla cessione delle prestazioni dei giocatori di £ 87,8 milioni, determinato dalle vendite di Romelu Lukaku, Ross Barkley, Tom Cleverley e Gerard Deulofeu

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte risulta negativo per £ 111,845,000, mentre nell’esercizio precedente era negati per £ 13,070,000. Nel 2016/17, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 33,667,000.
Il risultato aggregato degli ultimi tre esercizi è negativo per £ 94,25 milioni.

Conclusioni.

La gestione economica dell’Everton appare sostanzialmente squilibrata, a causa del prevalere dei costi sui ricavi, si aggiunga che rispetto all’esercizio precedente, chiuso in perdita, i ricavi sono diminuiti e i costi sono aumentati.
Nel futuro è in cantiere il trasferimento in un nuovo stadio al Bramley-Moore Dock.
Le plusvalenze non sono state sufficienti a coprire il costo degli ammortamenti, che è aumentato per gli investimenti effettuati e l’aumento della durata dell’esercizio. La forte riduzione delle plusvalenze è stata determinante per lo squilibrio economico verificatosi.
A quanto scritto sopra si deve aggiungere anche la mancata partecipazione alle competizioni europee.

lunedì 10 febbraio 2020

Appunti sul Primo Bilancio della SSC Bari 2018/2019



Di Luca Marotta


Il Primo Bilancio della SSC Bari 2018/2019, che è una società che fa parte del gruppo Filmauro S.r.l., evidenzia un totale dell’attivo di 1,39 milioni, un valore della produzione di 4,3 milioni di Euro, con un risultato in perdita per 120 mila Euro e un totale dipendenti di 2 unità.
La Società, è stata costituita inizialmente, come Società Sportiva Dilettantistica, senza scopo di lucro; in seguito, in base alle norme FIGC e anche su indicazione del Comune di Bari, consegue il titolo sportivo per disputare il campionato di calcio di serie D. Nel giugno del 2019, con l'accesso al campionato professionistico della Serie C, si trasforma in Società per Azioni e diventa una società con scopo di lucro ed è un società controllata da Filmauro S.r.l., la stessa che controlla SSC Napoli SpA.

Le società del gruppo consolidate dalla controllante Filmauro S.r.l. sono: Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., Società Sportiva Calcio Bari S.p.A., Auro Servizi S.r.l., Cinema Europa S.r.l., Olimpia 80 Immobiliare S.r.l. e Cineservices S.r.l.. Tali società hanno dei rapporti commerciali anche con SSC Napoli e sono citate nel relativo bilancio.
Nel bilancio della SSC BARi figurano i Debiti verso le Imprese Sottoposte al Controllo della Controllante, pari ad Euro 39.889, includono i debiti commerciali verso la Auro Servizi S.r.l. (Euro 24.400), verso la Cineservices S.r.l. (Euro 3.660) e verso la Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A. (Euro 11.829), tutte società controllate dalla Filmauro S.r.l..
Dal punto di vista sportivo, il campionato disputato nel 2018/2019 è stato quello di Serie D, che è stato vinto accedendo alla categoria professionistica superiore.
 Nella Serie D il costo dei calciatori non figura nel costo del personale ma tra i costi per servizi come costo per i tesserati. Come parametro di riferimento, si può considerare che nel 2014/15, in base ai dati del Conto Economico del Calcio Italiano della FIGC, una squadra di calcio di Serie D, presentava un fatturato medio stimabile in quasi 346.000 euro, mentre una società partecipante alla Lega Pro presentava un fatturato medio di oltre 2,3 milioni. Nel 2014/15, una squadra di calcio di Serie D presentava un risultato in perdita di -25.700 Euro. Un esempio concreto, vicino geograficamente, può essere rappresentato dal Taranto Football Club 1927 srl che nel 2014/15 e nel 2015/16 militava in Serie D. Nel 2015/16 Taranto Football Club 1927 srl aveva un valore dell’attivo pari a Euro 734.085; con un Patrimonio netto di Euro 252.879; un valore della produzione pari a Euro 1.022.471 e una perdita di esercizio pari a Euro 48.965.

Nel 2018/19 SSC Bari ha potuto beneficiare, in relazione alla categoria in cui ha militato, di notevoli proventi di sponsorizzazione e diritti TV, che hanno fatto lievitare il valore della produzione.
STATO PATRIMONIALE
Al 30.06.2019, il Valore dell’attivo della SSC BARI ammonta a Euro 1.393.833. La maggior parte delle attività, pari all’83,28% è rappresentato da crediti che ammontano a 1.160.843. I Crediti verso Clienti, risultano pari ad Euro 1.160.843 e riguardano, principalmente, i crediti commerciali come Sponsorizzazioni e Licenziatari.
Il Totale disponibilità liquide ammonta a Euro 92.098 e rappresenta il 6,61% dell’attivo.
Il Totale immobilizzazioni immateriali ammonta a Euro 7.369, che rappresentano lo 0,53% dell’attivo.
Il Totale immobilizzazioni materiali ammonta a Euro 22.548, pertanto, al 30.06.2019, SSC BARI, come SSC Napoli, non possiede infrastrutture di proprietà come lo stadio e il Centro Sportivo di Allenamento.
I mezzi propri rappresentati dal patrimonio netto ammontano a Euro 129.541 e finanziano il 9,29% delle attività.
I debiti ammontano a Euro 1.260.818 e il 39,66% è rappresentato dai debiti verso soci per finanziamenti, esigibili entro l'esercizio successivo, che ammontano a Euro 500.000. I debiti verso i soci finanziano il 35,87% dell’attivo.
I Debiti verso Fornitori, pari ad Euro 505.002, rappresentano il 40,05% del totale dei debiti e riguardano quanto ancora dovuto ai fornitori nazionali di beni e servizi per quanto fornito nel corso dell'esercizio. Tali debiti finanziano il 36,23% dell’attivo.
Conto Economico
Il Totale valore della produzione ammonta a Euro 4.307.751.
I Ricavi da gare in casa per il Campionato Serie D ammontano a Euro 313.592; per la Coppa Italia ammontano a Euro 32.113; per gli Abbonamenti ammontano a Euro 741.063
L'Amministratore Unico ha evidenziato che i ricavi dalla vendita dei titoli di ingresso per le gare interne della squadra hanno raggiunto l'ammontare di oltre 1 milione di Euro, dato di assoluto rilievo per un campionato dilettantistico.

I Proventi da sponsorizzazione ammontano a Euro 1.899.940
I Proventi Commerciali e Royalties ammontano a Euro 7.437
I Proventi da cessione diritti TV e sponsorizzazioni ammontano a Euro 1.067.558
Gli Altri Proventi da gestione calciatori ammontano a Euro 26.000
Gli Altri Ricavi e Proventi ammontano a Euro 220.048
Il Totale costi della produzione ammonta a Euro 4.395.717. Tecnicamente si può parlare di squilibrio economico perché i costi superano i ricavi.
La maggior parte dei costi sono rappresentati dai costi per servizi per € 3.057.532
I Costi per Prestazioni di servizi, riguardano:
Costi per Tesserati ed attività sportiva per Euro 1.607.978
Servizi biglietteria e controllo ingressi per Euro    316.924
Costi specifici tecnici per Euro    181.600
Compenso Amministratori per   Euro      95.000
Spese amministrative, pubblicitarie e generali per Euro    505.471
Spese per vitto, alloggio e elocomozione gare per Euro      88.746
Altre spese per servizi per Euro    261.813
Da notare che anche nel Napoli è presente il Compenso Amministratori.
Tra i Costi per Godimento Beni di Terzi, pari ad Euro 880.456, figurano:
Diritti di Immagine tesserati   Euro 578.471
Noleggio macchinari e attrezzature   Euro 182.430
Altri costi per godimento beni di terzi   Euro 119.555
Da notare l’importo notevole dei costi per diritti di immagine, che rappresentano il 13,2% dei costi della produzione.
Totale costi per il personale ammonta a Euro 72.093. Come dipendenti risultano un impiegato ed un operaio.
Gli oneri per la gestione dell'attività sportiva, hanno rappresentato circa il 68% della totalità dei costi dell'esercizio. A causa dell’assenza di debiti finanziari, la gestione finanziaria, non evidenzia gli oneri derivanti dal ricorso al finanziamento bancario.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 87.930. Il risultato al netto delle imposte è negativo per Euro 120.460.
Per ripianare la perdita di Euro 120.460,03, è stato proposto l'utilizzo della Riserva per copertura perdite future.

Tra le Informazioni sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio si evidenzia il fatto che, “successivamente alla data di chiusura del presente bilancio, la Società, per disputare il campionato professionistico di serie C al quale ha avuto accesso a seguito della vittoria del campionato di serie D, nell’ambito della “calcio-mercato”, ha acquisito diritti alle prestazioni dei calciatori per complessivi Euro 60.000.”

Conclusioni

Gli scenari che si possono intravedere per il futuro della SSC Bari, possono essere di due tipi. Il primo è quello relativo al percorso di SSC Napoli, che può realizzarsi concretamente solo in caso di “completa dedizione” della Filmauro Srl alla SSC BARI a seguito della cessione della squadra partenopea, occorre anche dire che per il Napoli è stato fondamentale l’affidare la gestione sportiva a gente preparata, che ha dimostrato le sue capacità anche in altri club come l’Atalanta.
Altro scenario possibile è quello della Salernitana di Lotito, che ovviamente dà priorità alla SS Lazio.
L’amministratore Unico ha scritto che le strategie di crescita della società puntano sia allo sviluppo delle attività esistenti ma anche ad investire ulteriormente su settori capaci di generare proventi ad oggi non ancora adeguatamente sviluppati o implementati, quali ad esempio il merchandising, anche attraverso I'apertura di negozi, di e-commerce e le cd 'Academy'. Per alimentare la strategia di crescita, saranno valutate le possibilità di integrazione della pianta organica aziendale oltre all'acquisizione di specifici servizi, destinati a migliorare e rafforzare la presenza del Club e del relativo brand sul mercato nazionale. Saranno ulteriormente rafforzate le iniziative rivolte al potenziamento della prima squadra e del settore giovanile, ritenuto un investimento capace di dare frutti nel tempo.” 


domenica 9 febbraio 2020

Bilancio Napoli 2018/19: utile di 29 milioni con le plusvalenze di Jorginho e Hamsik.




Luca Marotta


Le plusvalenze realizzate con le cessioni di Jorginho e Hamsik, rispettivamente per € 59,3 milioni ed € 19,99 milioni, sono state determinanti per l’esposizione di un utile al netto delle imposte di 29,16 milioni di Euro.

Invero il fatturato netto ha toccato la cifra record di 205,8 milioni di Euro, con un risultato prima delle imposte pari a 47,8 milioni di Euro. Anche il costo del personale ha segnato la cifra record di 135,14 milioni di Euro, lo stesso hanno fatto gli ammortamenti dei calciatori che hanno raggiunto la cifra record di 81,76 milioni di Euro.
Come è facile dedurre, il costo del lavoro allargato (personale + ammortamenti) ha assorbito tutto il fatturato netto, rendendo “vitale” il realizzo delle plusvalenze. Il non aver investito in infrastrutture sportive come lo stadio, aumenta la dipendenza dalle altre fonti di ricavo, come i diritti televisivi e le plusvalenze.

I diritti televisivi sono comunque aumentati grazie all’aumento dei proventi da Competizioni Europee, come accaduto per le squadre che hanno partecipato alla UEFA Champions League 2018/19.

La strategia del Napoli, nell’ottica di una società commerciale, che si basa sul Player Trading, ha privilegiato l’investimento in calciatori, per la successiva rivendita, trascurando l’investimento in infrastrutture sportive, basti pensare alla cifra investita in calciatori dal 2009/10 ha raggiunto òa cifra di € 678,7 milioni.

Anche per il 2018/19, il Napoli può vantare l’assenza di debito bancario, con elevate disponibilità liquide.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2018/19, il Napoli è giunto secondo in campionato, con 79 punti (2° con 91 punti nel 2017/18), acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019/20.
Nella competizione UEFA Champions League 2018/19, il Napoli non ha superato la fase a gironi, classificandosi al terzo posto del proprio girone e accedendo alla competizione UEFA Europa League dove è stato eliminato ai quarti dall’Arsenal.
In Coppa Italia, il Napoli è stato eliminato nei quarti di finale dal Milan.

La stagione sportiva0 2018/2019 è stata caratterizzata dall’avvicendamento della guida tecnica della Prima Squadra da Sarri ad Ancelotti, Nella Relazione è scritto: “La società, a seguito di approfondite analisi e valutazioni, ha affidato, a partire dalla stagione sportiva 2018/2019 e con un orizzonte di durata triennale, la conduzione tecnica della prima squadra all'allenatore professionista Carlo Ancelotti, tecnico dalla acclarata fama ed esperienza internazionale. In data 14 luglio 2018 la società ha risolto consensualmente il rapporto di lavoro con l'allenatore professionista Maurizio Sarri.”

La continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio nella prospettiva della continuazione dell’attività.

La Società di Revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha giudicato appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale; pertanto, ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo sul tema.

Per quanto riguarda la verifica del presupposto della continuità aziendale, nella Relazione del Collegio Sindacale, in base al principio di revisione 570, è scritto che l’operato della direzione è stato adeguato e “non foriero di criticità in un ragionevole orizzonte temporale di riferimento”.

La struttura dell’attivo.


Il totale dell’attivo risulta aumentato ed ammonta € 339,95 milioni (€ 283,53 milioni nel 2017/18). Il 42,8% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 631 mila (€ 277 mila nel 2017/18), e non includono infrastrutture sportive.
Tra le immobilizzazioni immateriali l’avviamento risulta completamente ammortizzato. L’avviamento aveva un costo storico di € 19.538.462. Negli esercizi precedenti, l’avviamento era stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni e l’ammortamento è stato completato il 30 giugno 2016.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, risulta totalmente ammortizzata, con un costo storico di € 13.171.218 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A..
L’attivo circolante, pari a € 194.405.827 rappresenta circa il 57,2% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 105.087.098 (€ 118.706.308 nel 2017/18), incidono per il 30,9% sul totale dell’attivo. La parte non corrente dell’attivo circolante è di circa € 18,91 milioni (€ 14,91 milioni nel 2017/18), pertanto il capitale circolante netto è positivo per circa € 77 milioni (€ 58,57 milioni nel 2017/18).
I crediti verso la controllante, pari a € 5.937.561 (€ 5.031.487 nel 2017/18), comprendono i crediti da consolidato fiscale per l’istanza di rimborso IRES per € 2.711.227 e dal credito residuo rinveniente dai maggiori versamenti a titolo di acconto IRES per € 3.194.564.
I nuovi OIC hanno permesso di evidenziare i crediti verso società facenti capo alla stessa Capogruppo per Euro 186.709 (€182.406 nel 2017/18). Tali crediti riguardano Cinema Europa Srl per Euro 23.542; Olimpia 80 Immobiliare Srl per Euro 154.994; Auro Servizi Srl per Euro 6.841; Cineservices Srl per Euro 1.332.  

Il Valore della Rosa.


I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 143,28 milioni (€ 97,53 milioni nel 2017/18). L’incremento di € 45,75 milioni è dovuto a investimenti per € 128,13 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 619 mila, ammortamenti per € 81,76 milioni (€ 64,81 milioni nel 2017/18).
Dal 2009/10 risultano investimenti complessivi nell’acquisto di calciatori per circa € 678,72 milioni. Trattasi di un importo notevole, pari all’investimento in uno stadio moderno a livello dei grandi club europei.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati nel 2018/19 spiccano: Manolas Kostantinos acquistato a giugno 2019 dall’AS Roma per 36 milioni di Euro; Fabian Ruiz (Real Betis Balompié) per € 30.080.000; Alex Meret (Udinese Calcio Spa) per € 25.000.000; Kevin Malcuit (Losc Lille) per € 11.500.000; Giovanni Di Lorenzo (Empoli) per € 9.000.000 e Ospina Ramirez (Arsenal) per € 5.644.737 oltre ad un premio di € 513.158.


Tra le cessioni spiccano: “Jorginho” Jorge Luiz Frello Filho (Chelsea) per € 60.000.000, con una plusvalenza di € 59.300.000 e Hamsik (Dalian Yifang F.C. Co. Ltd) per € 20.000.000, con una plusvalenza di € 19.996.869.
Al 30 giugno 2019 il calciatore col valore contabile residuo più elevato risulta Manolas Kostantinos, acquistato a giugno 2019, col valore di acquisto non ammortizzato per € 36.000.000 seguito da Fabian Ruiz per € 19.540.017; Simone Verdi per € 14.700.000 e da Alex Meret (Udinese Calcio Spa) per € 11.250.000.

Dopo il 30/06/2019, il Napoli ha ceduto dei calciatori per un corrispettivo complessivo pari ad Euro 42 milioni, realizzando una plusvalenza complessiva pari a Euro 37,6 milioni. Si è proceduto ad effettuare cessioni temporanee di calciatori per un importo pari ad Euro 16,3 milioni e sono stati formalizzati impegni di terzi a favore del Napoli per € 63,5 milioni per obblighi di riscatto condizionati.
Sul fronte acquisizioni, il Napoli ha acquistato calciatori a titolo definitivo e a titolo temporaneo per € 73,8 milioni, per la stagione sportiva 2019/20, che si aggiungono alle acquisizioni definitive, a beneficio della stagione sportiva 2019/20, formalizzate entro il 30.06.2019, che ammontano ad € 45,8 milioni.

Secondo gli Amministratori, come nell’esercizio precedente, “il settore giovanile continua a rappresentare un asset ritenuto strategico ai fini della crescita del patrimonio aziendale, sul quale la società pone sempre di più una particolare attenzione per l'implementazione e lo sviluppo del potenziale sportivo della prima squadra”.  In tale ottica sono stati destinati investimenti in linea con gli obiettivi.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 145.422.850 (€ 116.259.018 nel 2017/18). Rispetto al 30 giugno 2018, risulta aumentato di € 29.163.832 rispetto all’esercizio precedente, pari al 25,1%.
La variazione è dovuta essenzialmente al risultato netto dell’esercizio, che è stato positivo per € 29.163.834.
Ovviamente, il Patrimonio Netto, essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 42,8% del totale delle attività e risultano superiori al valore netto dei diritti pluriennali.

La struttura delle Passività.

Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con un importo molto basso pari a € 10.500 (€ 8.152 nel 2017/18), in altre parole, non necessità di finanziare le attività in corso, con i mezzi finanziari forniti dai ricavi della stagione sportiva successiva, come ad esempio una campagna abbonamenti anticipata. Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 896.740 (€ 4.391.539 nel 2017/18), sono evidenziate le fatturazioni anticipate di proventi la cui competenza economica ricade negli esercizi successivi, di cui € 640.000 riguardano anticipi da clienti Esteri.
Il totale della voce “debiti” è pari a € 163.006.172 (€ 143.988.321 nel 2017/18) e risulta in aumento del 13,21%.
L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 113.076.380 (€ 93.459.773 nel 2017/18). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. Non esistono debiti finanziari; nel 2015/16, invece, figuravano debiti verso soci per finanziamenti infruttiferi per € 3.911.220 e che sono stati restituiti in data 3 aprile 2017.
I debiti verso la controllante pari a € 3.612.392 (€ 815.405 nel 2017/18), riguardano per Euro 1.343.320 debiti verso Filmauro per Iva di Gruppo e per Euro 251.190 (€185.765 nel 2017/18) debiti commerciali; euro 2.017.882 per consolidato fiscale ed Euro zero (€ 2.000 nel 2017/18) come debiti diversi.
I debiti verso fornitori ammontano ad € 18.126.994 (nel 2017/18: € 21.858.681), di cui € 14.767.034 verso fornitori nazionali.  
I nuovi principi contabili OIC hanno permettono di evidenziare i debiti verso imprese sottoposte al controllo della controllante per Euro 787.550 (€1.230.460 nel 2017/18), di cui € 15.250 verso Cineservices srl.
I debiti finanziano circa il 47,9% dell’attivo (50,8% nel 2017/18).

La Posizione Finanziaria Netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto


La posizione finanziaria netta è positiva per € 105,09 milioni (€ 118,7 milioni nel 2017/18) e coincide con le disponibilità liquide di pari ammontare € 105,09 milioni (€ 118,7 milioni nel 2017/18). Non esistono debiti finanziari.
Nel 2015/16, l’unico debito finanziario era un finanziamento soci di € 3,9 milioni, che è stato rimborsato.
I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 66,67 milioni (€ 33,83 milioni nel 2017/18). Il maggior credito riguarda Chelsea Football Club Limited per Jorginho per la cifra di Euro 30.000.000, seguito da Dalian Yifang FC Co. Ltd per Hamsik per le cifra di € 15.000.000.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 113,08 milioni (€ 93,46 milioni nel 2017/18), di cui € 109 milioni per trasferimento calciatori. Il maggior debito riguarda AS Roma per Manolas per la cifra di Euro 36.000.000, seguita dall’Udinese per Meret per la cifra di € 18.750.000.
Il Napoli non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club partenopeo non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, non emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

I Debiti con dipendenti, fisco ed Enti Previdenziali.

I debiti verso il personale ammontano a circa € 13.931.940 (€ 15.915.727 nel 2017/18) e risultano in decremento di € 1 milione. Essi rappresentano circa il 10,3% del costo del personale.
I debiti per imposte differite iscritti tra i fondi rischi sono pari a circa € 30.152.770 e rappresentano un debito tributario per “fiscalità latente” per differimento delle imposte dovute sulle plusvalenze realizzate, per espressa previsione normativa.
I debiti tributari ammontano a € 10.286.247, di cui € 5.410.192 per ritenute d’acconto su retribuzioni di lavoro dipendente.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di redazione della Relazione sulla Gestione non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti. Per il contenzioso civile gli amministratori hanno dichiarato che non possano derivare significative passività.
Anche per i debiti verso Istituti previdenziali, pari a € 291.036 (€ 371.050 nel 2017/18), gli Amministratori hanno scritto che “non si segnalano debiti scaduti e non pagati”.

Il Rendiconto Finanziario.


Il decremento di disponibilità liquide è stato pari a € 13,6 milioni. Tale decremento è stato determinato da flussi di cassa della gestione corrente positivi per € 115.417.484, da deflussi di cassa generati dalla gestione degli investimenti che hanno assorbito € 129.036.695
Tra i flussi di cassa della gestione corrente risulta che l’autofinanziamento economico ha generato flussi positivi per € 121568.396 (€ 51.314.875 nel 2017/18) e la variazione nelle attività e passività correnti ha generato flussi negativi per € 6.150.912 (€ 7.446.259 nel 2017/18).
Sull’attività di investimento ha influito l’incremento netto dei diritti pluriennali prestazioni calciatori pari a € 127.176.466 (€ 50.205.219 nel 2016).

La Gestione Economica.

I costi della produzione, pari a € 252.016.884 (€ 218.995.201 nel 2017/18), sono nettamente inferiori rispetto al valore della produzione, che è pari a € 299.862.181 (€ 215.585.266 nel 2017/18), determinando una differenza positiva per € 47.845.297 (+€ 3.409.935 nel 2017/18).
Il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, aumenta del 39,1%; mentre i costi della produzione aumentano del 15,1%.
In sintesi, il Napoli, nel 2018/19, ha speso in misura inferiore rispetto a quanto abbia guadagnato, perché l’importo delle plusvalenze è aumentato del 175,7%, precisamente di € 53.045.346.
Sembra confermato il fatto che il Napoli abbia necessità delle plusvalenze per garantirsi l’equilibrio economico, oltre alla partecipazione alle competizioni europee.
Il trend storico mostra che dal 2012-2013 al 2018/19 il Napoli aveva adeguato il livello di alcuni costi al valore della produzione e non al valore del fatturato netto. Dal 2015/16 al 2017/18, sembrava che il volume dei costi si fosse, invece, adeguato anche al livello del fatturato netto non considerando i proventi eccezionali contenuti nel valore della produzione, rappresentati dalle plusvalenze. Tuttavia alcuni costi si mostrano “rigidi” nella fase calante del rendimento sportivo, per via della durata pluriennale dei contratti, a meno che si proceda allo “smobilizzo”.  
Il grafico mostra e sembra rafforzare la considerazione fatta.  



Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del valore della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005, è del 26,49%, ciò significa che il valore della produzione dal 2005 è cresciuto in media del 26,49% circa all’anno. Il CAGR del valore della produzione negli ultimi 5 anni è positivo del 20,25%.
Occorre ribadire che per essere competitivi a certi livelli, alcuni costi, come quelli del personale, diventano “rigidi”, almeno nel breve termine.

I costi della produzione, pari a 252.016.884 (nel 2017/18: € 218.995.201), rispetto all’anno precedente, aumentano del 15,1% circa.
A confermare la tesi della rigidità di alcuni costi, una volta raggiunti determinati livelli, è il fatto che i costi della produzione hanno seguito una fase di continua crescita tranne l’esercizio 2014/2015, in cui hanno registrato un rallentamento, per poi continuare ad aumentare negli esercizi successivi.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), dei costi della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,97%, mentre negli ultimi 5 anni è del 11,17%.



Il principale costo della produzione è quello del personale. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), del costo del personale, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,64%, mentre negli ultimi 5 anni è del 12,24%.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), degli ammortamenti, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 22,08%, mentre negli ultimi 5 anni è del 6,81%.


I Ricavi.

Il fatturato netto, con esclusione dei proventi rivenienti dalla cessione a titolo definitivo e temporanea dei calciatori, rappresenta il 68,63% (84,83% nel 2017/18) del valore della produzione, mentre le plusvalenze, i ricavi da cessione temporanea calciatori e gli altri proventi derivanti dalla gestione calciatori rappresentano il 31,37% (15,17% nel 2017/18) del valore della produzione.

I Ricavi da gare diminuiscono di € 3.219.306, da € 19,09 milioni a € 15,87 milioni, registrando un decremento pari al 16,9%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 5,3%. Il calo è da attribuirsi alla riduzione dei posti dello Stadio San Paolo per lavori di manutenzione.
Tale voce comprende i Ricavi da gare prima squadra in casa per € 11.853.504 (€ 15.684.527 nel 2017/18) e abbonamenti per € 3.818.023 (€ 3.403.859 nel 2018/19). Gli incassi da botteghino per le gare di campionato sono diminuiti di € 3,7 milioni, da € 11,1 milioni a € 7,4 milioni. I ricavi per le gare di Coppa Italia sono diminuiti da € 281.258 a € 81.063. I Ricavi da gare relativi alle competizioni internazionali riguardanti le partite di U.E.F.A. Champions League e di U.E.F.A. Europa League, ed hanno registrato un incremento di € 188.340, da € 4.182.293 a € 4.370.633.

In nota integrativa è scritto che la capacità ai fini dell’agibilità dell’impianto dello stadio San Paolo, che è di proprietà del Comune di Napoli, è diminuita di 669 unità, da 60.240 a 59.571 posti a sedere. Inoltre, i posti a sedere vendibili sono scesi altri 1.971 posti per lavori di manutenzione dello stadio da parte del Comune di Napoli per le Universiadi 2019.

Per l’esercizio 2018/19, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6 mila unità (6.934 nel 2017-2018; 6.373 unità nel 2016/17; 6.431 unità nel 2015/16).).
Per l’esercizio 2019/20 la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 12 mila unità
I ricavi commerciali hanno registrato complessivamente un incremento del 19,54%, passando da € 4,47 milioni a € 41,2 milioni. Tali ricavi incidono per il 13,74% sul valore della produzione.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 36.709.282 (€ 30.649.756, nel 2017/18), registrano un aumento di € 6.059.526. Gli Sponsor ufficiali hanno contribuito con € 9.010.000 (€ 8.750.000 nel 2017/18). Il contributo dello Sponsor tecnico aumenta da € 8.164.723 a € 9.217.294. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 8.456.701 (€ 7,46 milioni, nel 2017/18), i Partner commerciali con € 3.653.207 (€ 4,11 milioni nel 2017/18) e le Altre sponsorizzazioni con € 5.910.570 (€ 2.166.104 nel 2017/18). Nel 2018/19 figurano anche i “Regional Sponsor” con € 380 mila.
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a € 248.050 (€ 288.049 nel 2017/18) e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio.
Nel bilancio 2018/19, i Proventi commerciali e royalties aumentano di 716.745 Euro, passando da € 3.532435 a € 4.248.780. In particolare i proventi da licensing aumentano da € 1.264.844 a € 1.337.776. Tale voce si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. I Proventi da merchandising risultano pari a € 2.705.904 (€ 1.836.681 nel 2017/18).
La voce “Proventi vari” ammonta a € 1.622.961 (€ 1.529.680 nel 2017/18) e riguarda i proventi radiofonici per € 460 mila e i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine per € 1.162.961 (€ 1.094.680 nel 2017/18).
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi, aumentano di € 24.092.560 e risultano pari a € 142.848.552, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 118.755.992. L’incidenza sul valore della produzione è del 20,3%.
L’incremento verificatosi nel 2018/19 è dovuto soprattutto all’aumento dei ricavi relativi alle competizioni UEFA.
I ricavi relativi alle competizioni UEFA aumentano di Euro 15.833.492, da € 40.264.865 a € 56.098.357. Secondo il comunicato UEFA per la ripartizione dei ricavi della Champions League 2018/19, i ricavi spettanti a SSC Napoli ammontano a € 49,878,000 (€ 38,967,000 nel 2017/18), di cui € 14.500.000 a titolo di “Starting Fee”; € 13,296,000 a titolo di “Coefficient”; € 12.877.000 (€ 21,005,000 nel 2017/18) per il Market pool; mentre, per l’UEFA Europa League 2018/19 ha incassato la cifra di Euro 6,710,579 (€ 1,219,565 nel 2018/19), di cui € 3,625,357 per “Market Pool”.

I diritti TV nazionali aumentano di € 7.662.083, da € 73.152.929 a € 80.815.012.
I diritti Tv per le amichevoli hanno fruttato € 585.183 (€ 538.198 nel 2017/18). Gli altri proventi TV ammontano a € 5.350.000 (€ 4.800.000 nel 2017/18).

Il grafico seguente mostra la dipendenza del fatturato netto dai diritti TV che nel 2018/19 è del 69,4%.


Deloitte nella sua classifica “Football Money League 2020” colloca il Napoli al ventunesimo posto (21° posto nella precedente classifica) con un fatturato netto di € 207,4 milioni (€ 182,8 milioni nella precedente classifica).

Il Player Trading.


Nel 2018/19 il risultato del Player Trading è positivo per 10,12 milioni di Euro, in altre parole, il risultato della gestione economica relativa ai trasferimenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti. Solo nel 2013/14 e nel 2016-17, il Napoli, era riuscito a coprire con le plusvalenze il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Nel 2016-2017 la gestione del Player Trading era risultata positiva per € 30,45 milioni, grazie alla plusvalenza di Higuain.
Nel 2015-2016 la gestione del Player Trading è risultata negativa per € 38,5 milioni.
Nel 2014-2015 la gestione del Player Trading è stata negativa per € 34,1 milioni.
Nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza di Cavani, la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 3,88 milioni.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 83.228.609 (€ 30.183.263 nel 2017/18; € 104.410.600 nel 2016-2017; € 11.206.176 nel 2015-2016; € 11.885.912 nel 2014-2015 ed € 69.389.422 nel 2013-2014), determinate da un valore di cessione di 3 calciatori (8 nel 2017/18), compresi i premi maturati, pari a € 83.501.740 (€ 36.550.661 nel 2017/18) ed un valore contabile netto di € 273.131 (€ 6.367.398 nel 2017/18). Tali proventi incidono per il 27,8% sul valore della produzione.
Il maggior importo delle plusvalenze ha riguardato Jorginho con € 59.730.000; seguito da Hamsik con € 19.996.869.
Nel 2017/18, la plusvalenza più elevata di € 19.735.530 concerneva la cessione di Duvan Zapata.
Sono stati rilevati Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori per € 6.055.081 (€ 1.250.000 nel 2017/18).
La voce relativa agli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive pluriennali dei calciatori ammonta a € 81.763.982, mentre nel precedente esercizio era pari a € 64.809.939, evidenziando un incremento del 26,2%. Gli ammortamenti, rispetto al 2012-2013, risultano in notevole aumento, poiché, allora, erano pari a € 35.633.137.

I Costi.

I costi del personale sono aumentati del 14,3%, da € 118.245.815 a € 135.142.239. In nota integrativa è scritto che il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari a circa il 96% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente. La voce salari e stipendi del personale tesserato è aumentata di € 16.715.615 (+€ 18.092.640 nel 2017/18; + € 14.357.475 nel 2016/17), da € 112.810.404 a € 129.525.719.
I compensi contrattuali allenatori aumentano di € 4.857.984, da € 5.306.342 ad € 10.164.326 ed incidono per il 7,5% (4,5% nel 2017/18) sul costo totale del personale.
I compensi contrattuali calciatori aumentano di € 9.838.339, da € 91.802.148 ad € 101.640.487.
I compensi contrattuali calciatori nella parte variabile, aumentano di € 1.571.036, da € 11.943.305 ad € 13.514.341.

Gli altri costi del personale, diminuiscono del 20,8%, da € 1.165.939 a € 923.922.  
Il numero medio dei dipendenti nel 2018/19 è stato di 110,75 (105,19 nel 2017/18), di cui 37,81 (35,75 nel 2017/18) calciatori.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto, ai fini del Fair Play Finanziario, è del 65,67%, mentre, l’incidenza sul valore della produzione è del 45,07%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Nell’effettuare la valutazione per una determinata stagione sportiva da disputarsi si considera per il Costo del Lavoro Allargato il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 0,79.

Gli ammortamenti e le svalutazioni totali sono aumentati del 29,5%.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 17.500 (€zero nel 2017/18). Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 2.244.905 (€zero nel 2017/18).

I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 4.228.235 (€ 5.266.417 nel 2017/18).
L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 2.490.679 (€ 2.341.163 nel 2017/18)), seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 1.612.656 (€ 2.803.563 nel 2017/18). Per l’affitto degli uffici e del centro tecnico il costo è invariato ed è pari a € 124.900 (€ 121.961 nel 2017/18).

I Costi per prestazioni di servizi registrano un incremento generalizzato di circa il 31% (+31% nel 2017/18) ed ammontano a € 20.407.012 (€ 23.959.909 nel 2017/18).  
I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), diminuiscono di € 8.225.225 da € 12.653.009 a € 4.427.484. Nella voce “Costi Specifici Tecnici”, in genere, sono inclusi anche i compensi corrisposti agli agenti, per consulenze tecnico sportive rese da terzi in fase di contrattualizzazione e costi per l’osservazione di calciatori.
I costi per il servizio di biglietteria e controllo all’ingresso risultano aumentati di € 242.524, da € 3.375.612 a € 3.618.136.
Il compenso agli amministratori aumenta di € 2.495.330 da € 1.000.000 a € 3.495.330.
La tabella seguente mostra l’evoluzione nel tempo del risultato di esercizio e del compenso agli amministratori, che complessivamente ha inciso per il 23,7% sull’aggregato dei risultati di esercizio dal 2004/2005.

Il requisito del pareggio bilancio.

Il risultato prima delle imposte 2018-2019 risulta positivo per 47.846.735.
Il risultato prima delle imposte 2017-2018 risultava negativo per € 3.409.339. Il risultato prima delle imposte 2016-2017 era positivo per € 100.686.013. Per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario il Napoli risulta rientrare abbondantemente nell’ambito della soglia di tolleranza. Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile.

Conclusioni.

L’esercizio scorso 2018-19 conferma ancora una volta l’importanza delle plusvalenze per un club come il Napoli, che non ha la proprietà delle infrastrutture sportive, dove svolge la propria attività. 
Dal punto di vista sportivo, a seguito dell’avvicendamento della guida tecnica della Prima Squadra da Sarri ad Ancelotti, forse, le aspettative sui risultati sportivi prevedevano risultati migliori rispetto al 2017/18.
Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione della gestione, gli Amministratori hanno scritto che “le strategie di crescita definite dalla società sono ancora attuali”, che per essere alimentate hanno bisogno di investimenti. Gli stessi Amministratori hanno ribadito che “saranno ulteriormente rafforzate le iniziative rivolte al potenziamento della prima squadra e del settore giovanile, mantenendo inalterata la filosofia dell'investimento capace di dare frutti nel tempo”, concludendo che per il 2019/2020 si può “ragionevolmente ipotizzare che l'andamento economico a fine periodo possa presentare una situazione di sostanziale equilibrio”.