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domenica 25 settembre 2022

Il Rendiconto Finanziario 2021/22 della Juventus.



Luca Marotta

jstargio@gmail.com

Con un comunicato del 23 settembre 2022 la Juventus ha reso noto che “Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2022, che evidenzia una perdita di € 254,3 milioni (€ 209,9 milioni al 30 giugno 2021)”.

Dalla semplice lettura del Rendiconto Finanziario 2021/22 è possibile affermare che l’andamento sportivo del 2021/22 ha amplificato gli effetti della perdita che, d'altronde, era preannunciata.

Soprattutto grazie all’aumento di capitale, la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per Euro 59.780.594.

Nel 2021/22, l’attività operativa ha drenato flussi di cassa per € 32.134.267, l’esercizio precedente, anno della gestione Pirlo, comprensivo di alcune partite della gestione Sarri, a causa del prolungamento della stagione sportiva 2019/20, ha generato flussi positivi per € 42.023.219.

In particolare la perdita dell’esercizio 2020/21 è stata inferiore di Euro 44.427.875.

Sul risultato dell’esercizio potrebbe aver svolto un ruolo decisivo lo spostamento per competenza di alcuni ricavi a causa della disputa di alcune gare della stagione 2019/20 nell’esercizio 2020/21. Tuttavia occorre sottolineare che l’eliminazione agli ottavi della Champions League 2021/22 subita ad opera del Villarreal, ha privato la Juventus di ricavi importanti, sia televisivi che da botteghino.

In effetti il passaggio del turno avrebbe garantito 10,6 milioni di euro oltre all’incasso del botteghino e una migliore quota del market Pool per aver disputato altre due partite.

A questa considerazione si deve aggiungere il fatto che se la Juventus avesse conseguito una posizione in Serie A migliore di quella conseguita, avrebbe percepito proventi maggiori per i diritti TV nazionali.

Di conseguenza il flusso dell’attività operativa ne avrebbe tratto giovamento.

L’attività di investimento ha drenato flussi di cassa per € 111.110.605, a causa di Investimenti in diritti pluriennali alle prestazioni calciatori per Euro 228.925.281 solo parzialmente coperti dalle Cessione di diritti pluriennali prestazioni calciatori per Euro 76.019.831.

Per tale sezione bisogna prestare molta attenzione ai profili dei calciatori oggetto dell’investimento, evitando di acquistare ad un prezzo maggiore, con conseguenze sugli ammortamenti.

Il Flusso di cassa generato/(assorbito) dall'attività finanziaria è stato positivo per Euro 203.025.466.

In particolare l’Aumento di capitale ha apportato Euro 393.800.646.

Si è proceduto al Rimborso di finanziamenti per Euro 82.120.237;

Le linee di factoring hanno drenato € 96.301.057

Mentre gli Interessi su finanziamenti e altri interessi passivi pagati hanno drenato Euro 9.733.789.

Conclusioni.

A causa dei continui avvicendamenti avvenuti nel settore tecnico, l’andamento sportivo ne ha risentito con due quarti posti in due anni e il mancato passaggio ai quarti in UEFA Champions League.

Non generando ricavi importanti, la gestione economica da autofinanziamento non ha generato i flussi di liquidità necessari per rendere il flusso di liquidità da attività operativa positivo.

Questo significa che gli azionisti sono costretti ad intervenire per colmare il drenaggio di liquidità provocato dall’attività operativa e dall’attività di investimento.

Molto probabilmente sarà necessaria una riflessione sotto l’aspetto tecnico per riportare l’andamento sportivo ad un livello che generi un importante flusso di liquidità

domenica 3 ottobre 2021

Bilancio Juve 2020/21: perdita di € 209,9 milioni, con minori ricavi per € 92,7 milioni e minori proventi da gestione diritti da calciatori per € 128,8 milioni.

 

Luca Marotta

jstargio@gmail.com

Anche nel 2020/21, la crisi sanitaria legata al COVID-19, ha continuato a condizionare la gestione economica della Juventus e con i suoi effetti economici negativi, ha “spezzato le ali” al progetto di crescita legato ad un aumento dei ricavi a seguito dell’investimento Ronaldo. I ricavi non sono bastati a coprire i costi. Tra i ricavi, negli ultimi esercizi, svolgevano un ruolo rilevante le plusvalenze, che hanno subito un crollo anche a causa della Pandemia COVID-19, oltre ai ricavi da gare che si sono praticamente azzerati. Sempre a causa della Pandemia COVID-19, i Ricavi da vendite di prodotti e licenze hanno subito una riduzione invece di “decollare”. Tra i costi, quello di Cristiano Ronaldo, tra stipendio e ammortamenti è rimasto invariato. 


La situazione costringe il Consiglio di Amministrazione a richiedere agli azioni un aumento di capitale fino a massimi 400 milioni di Euro, dopo che era già stato richiesto un aumento due anni fa di circa 300 milioni di Euro. La situazione costringe il Consiglio di Amministrazione a richiedere agli azioni un aumento di capitale fino a massimi 400 milioni di Euro, dopo che era già stato richiesto un aumento due anni fa di circa 300 milioni di Euro.

Per l’esercizio 2020/21 la Juventus ha redatto il bilancio consolidato, poiché il 3 luglio 2020 Juventus ha acquistato l’intero capitale sociale della società B&W Nest S.r.l., che gestisce il “J Hotel”. Nell’esercizio 2020/2021, la Juventus ha registrato una perdita consolidata di € 209,9 milioni, mentre il bilancio di esercizio 2019/20 era stato chiuso con una perdita di € 89,7 milioni.

Il continuo permanere dell’impatto negativo del COVID-19 ha provocato l’aumento della perdita, che è stata determinata da minori ricavi ordinari per € 92,7 milioni, perché sono mancati i ricavi da stadio, e minori proventi da gestione diritti da calciatori per € 128,8 milioni, per la minore liquidità del calciomercato, ad esclusione degli sceicchi.

In particolare, la disputa delle partite a porte chiuse senza spettatori, ha determinato minori ricavi da gare per € 41.448.808 e minori ricavi da vendite di prodotti e licenze per € 6.421.861.

Si sono registrati minori proventi da gestione diritti da calciatori per € 128,8 milioni. La riduzione dei proventi da gestione diritti da calciatori è anche dovuta alla carenza di liquidità nel calciomercato ed ha manifestato il “rovescio della medaglia” di una gestione che si affidava anche a tali proventi, come ha fatto la Juventus negli ultimi esercizi.

L’aumento dei ricavi per diritti radiotelevisivi per € 68,9 milioni, è dovuto per € 63 milioni al maggior numero di partite disputate, a causa dello spostamento di alcune gare del 2019/20. I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, sono aumentati. L’aumentato dei ricavi dell’e-commerce, ha in parte compensato il calo dei ricavi del canale dei negozi fisici.

In ogni caso, ai fini del Fair Play Finanziario, il bilancio 2020/21 dovrà essere valutato insieme al bilancio 2019/20, a causa della Pandemia Covid-19, che ha causato la riduzione dei ricavi da gare oltre al prolungamento della Stagione Sportiva 2019/2020 terminata nel mese di Agosto 2020, con la disputa delle partite senza spettatori.

La UEFA stessa ha comunicato che ai fini del Regolamento del Fair Play Finanziario, per l’ottenimento della licenza 2021/2022, valuterà come un unico periodo il bilancio 2019/20 e 2020/21: “the reporting periods ending in 2020 and 2021 which will be considered as one single reporting period (considered as reporting period T)”.

 Nel 2020/21, i ricavi operativi lordi, su cui incidono per l’8,93% (30% nel 2019/20), i proventi da gestione calciatori raggiungono la cifra di € 480,7 milioni (€ 573,4 milioni nel 2019/20; € 621,4 milioni nel 2018/19). Di fatto, fino al 2019/20, i proventi da gestione calciatori erano una componente importante dei ricavi operativi lordi per raggiungere l’equilibrio economico.

Non a caso, la gestione economica della Juventus, negli esercizi precedenti era stata caratterizzata dall’approccio dinamico alle campagne trasferimenti calciatori per cogliere opportunità di valorizzazione e di investimento, che era una condizione fondamentale ai fini del Consolidamento dell’equilibrio economico e finanziario, che rientrava tra gli obiettivi strategici e operativi del Piano per la gestione e lo sviluppo della Società.

Mentre i ricavi operativi diminuiscono del 16,2%, i costi operativi, in controtendenza, sono aumentati dell’8,5%.  I costi operativi sono aumentati di € 35,2 milioni, soprattutto a causa dell’aumento del costo del personale tesserato, perché nel 2019/20, a causa del contesto pandemico sono state effettuate rinegoziazioni individuali con il personale tesserato. L’incremento del costo del personale tesserato è stato del 15%. L’incremento degli ammortamenti e accantonamenti è stato di 2,2 milioni.

Invero, sull’aumento degli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ha giocato un ruolo importante l’impairment su Cristiano Ronaldo di 14 milioni, ceduto il 31 agosto 2021 al Manchester United, a cui si deve aggiungere l'operazione del riscatto di Romero da parte dell’Atalanta, perfezionata il 6 agosto 2021, che ha comportato la svalutazione per € 4,8 milioni.

Continua a valere l’ipotesi, che i costi del personale e gli ammortamenti erano stati parametrati in funzione di un obiettivo superiore al raggiungimento dei quarti nella UEFA Champions League. Il fatto che gli ultimi due esercizi, non siano stati superati gli ottavi di UEFA Champions League, ha contribuito ad aumentare le perdite.

Come altri club, la Juventus ha investito molto nel parco calciatori, che sono fondamentali per il successo sportivo e di conseguenza per il futuro del club. Tuttavia tali investimenti determinano e rappresentano anche i costi principali del club. Inoltre, nel caso dei migliori giocatori, che sono spesso rappresentati da agenti “aggressivi”, i costi sono elevati.

Di conseguenza, l'aumento dei costi dei calciatori rende difficile per i club raggiungere livelli di redditività stabili, anche in considerazione dell'imprevedibilità dei risultati sportivi.

Il bilancio 2020/21 di Juventus Football Club S.p.A. mostra un risultato d’esercizio, al netto delle imposte, negativo per Euro 209.885.432. Nell’esercizio 2019/20, il risultato d’esercizio, al netto delle imposte, era negativo per Euro 89.682.106, nel 2018/19 era negativo per Euro 39.895.794.

Sul risultato netto, grava anche il peso delle imposte, pari a circa € 2,08 milioni, poiché il risultato prima delle imposte dell’esercizio 2020/21, risulta negativo per € 207.800.171 (-€ 81.657.094 nel 2019/20; -€ 26.897.835 nel 2018/19).

Anche il risultato economico complessivo è negativo per € 210.765.764, a causa dei componenti iscritti a riserva da cash flow hedge per € 1.070, alle Perdite iscritte a riserva da prima applicazione IFRS16 per € 16.891 e ai componenti iscritti a riserva da fair value attività finanziarie per € 862.371.

Al 30.06.2021, il patrimonio netto è positivo per 28.438.822 (239.204.587 nel 2019/20; € 31.242.712 nel 2018/19; € 72.044.071 nel 2017/18; € 93.773.793 nel 2016/17) e l’indebitamento finanziario netto aumenta di € 4 milioni, da € 385,2 milioni a € 389,2 milioni, di cui € 343,1 milioni non corrente.

Dal punto di vista sportivo, la stagione sportiva 2020/21 della Juventus, è stata segnata dall’eliminazione agli ottavi di Champions League ad opera del Porto.

La Juventus ha vinto la Coppa Italia 2020/21, battendo l’Atalanta per 2 a 1. La Juventus ha vinto anche la Supercoppa Italiana a Reggio Emilia con il Napoli per 2-0.

La stagione sportiva 2019/20 della Juventus, è stata segnata dalla sospensione delle competizioni, ed è terminata il 3 Agosto 2020, con l’eliminazione agli ottavi di Champions League ad opera dell’Olympique Lyonnais.

La Serie A 2019/20 è terminata il 01.08.2020 ed ha visto la Juventus vincere per la nona volta consecutiva il campionato italiano di Serie A, la sconfitta in finale della Coppa Italia, ai rigori, ad opera del Napoli. La Juventus ha perso la Supercoppa Italiana con la Lazio.

Continuità aziendale

Nell’esercizio 2020-2021, la pandemia da Covid-19 ha continuato a determinare un difficile contesto economico e finanziario generale; tuttavia gli amministratori hanno valutato che non sussistono significative incertezze relativamente all’utilizzo del presupposto della continuità aziendale e vi sono gli elementi che consentono al Gruppo di proseguire l’attività operativa nei dodici mesi successivi dalla data di riferimento del bilancio. A supporto di quanto detto sopra, gli Amministratori hanno considerato i principali indicatori economici, patrimoniali e finanziari contenuti nella revisione del Piano di sviluppo 2019/24 approvata in data 30 giugno 2021 dal Consiglio di Amministrazione.

Le stime quantitative del Piano di sviluppo 2019/24 aggiornato evidenziano che nel 2021/2022 si prevedono un flusso di cassa negativo e una perdita d’esercizio coperti dalla disponibilità di linee di credito non utilizzate alla data del 30 giugno 2021 (pari ad Euro 335,9 milioni) e dai positivi effetti dell’aumento di capitale in opzione fino ad Euro 400 milioni che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea straordinaria del 29 ottobre 2021.

Il 27 agosto 2021 l’azionista di maggioranza, EXOR N.V., ha effettuato un versamento in conto futuro aumento di capitale per complessivi Euro 75 milioni.

Il Valore della Juventus.

Al 30.06.2021, EXOR N.V. l’azionista di maggioranza di Juventus Football Club, col 63,77%, riporta un valore di libro della partecipazione in Juventus Football Club un valore pari a € 31milioni e un valore ai prezzi di mercato pari a € 612 milioni (727 milioni USD).

Il valore complessivo ai prezzi di mercato della Juventus al 30.06.2021 è di circa 959,69 milioni di Euro.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale delle attività risulta diminuito del 22,9%, assestandosi a 907 milioni di Euro (€1,19 miliardi di Euro nel 2019/20).

La presenza dello stadio di proprietà e altre infrastrutture sportive rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 15,7% circa.

Il peso dei diritti pluriennali sul totale dell’Attivo è del 47,5% (43,2% nel 2019/20).

La voce terreni e fabbricati aumenta del 3,2%, da € 138.517.513 a142.917.525.

Tali attività riguardano:

- lo Juventus Training Center di Vinovo;

- lo Stadio;

- lo Juventus Museum;

- lo Juventus Megastore.

Per quanto riguarda la suddivisione degli importi contabili emergono i seguenti valori: i terreni del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 5 milioni; I terreni adiacenti il Centro Sportivo per € 10.800.000; i fabbricati del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 14.409.000; lo Stadio “Allianz Stadium”, lo “Juventus Museum” e lo “Juventus Megastore” per un valore contabile netto complessivo di € 94.281.000.

I Diritti d’uso IFRS 16 evidenziano un valore contabile netto di euro 18.428.000 e riguardano la contabilizzazione dei contratti di affitto della sede sociale e del centro sportivo di allenamento della Continassa, nonché agli altri immobili adibiti a negozi ed uffici.

Le Altre attività materiali, pari a € 20.171.580, hanno subito l’applicazione del principio IFRS 16 con l’evidenziazione di Diritti d’Uso IFRS 16 con un valore lordo di Euro 4.094.000 ed un valore contabile netto di Euro 1.178.000.

L’attivo corrente, comprensivo degli anticipi a fornitori correnti, risulta inferiore al passivo corrente, comprensivo degli anticipi da clienti correnti, di € 179,9 milioni (-€ 168,1 milioni nel 2019/20), conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati nel corso degli anni.

Il capitale investito netto, pari a € 417,6 milioni, risulta diminuito di 206,7 milioni di Euro circa.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale risulta diminuito ed è pari a 1,032 (1,255 nel 2019/20), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,51 (0,61 nel 2019/20), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per € 22.158.693.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.

Tale indicatore, è l’indicatore più importante del Fair Play Finanziario italiano ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.

Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,51, inferiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,8. Tuttavia bisognerà verificare se l’indicatore di liquidità calcolato secondo quanto previsto dall’art. 85 delle N.O.I.F., al 31 marzo 2021, per la sessione di mercato estiva, e al 30 settembre 2021, per la sessione di mercato invernale, rispetti la misura minima di 0,8.

Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si potrebbe colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. In ogni caso, il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano potrebbe ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio netto al 30 giugno 2021 è positivo per € 28.438.822 (€ 239.204.587 nel 2019/20) e finanzia il 3,1% dell’attivo (20,3% nel 2019/20).

La variazione negativa di € 210.765.765, rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2020, è dovuta sostanzialmente alla perdita netta dell’esercizio registrata -€ 209.885.432 e alla variazione negativa della “Riserva da fair value attività finanziarie” per € 862.371; variazione negativa della “Riserva da cash flow hedge”, per € 1.070 e all’esposizione della “Riserva da prima applicazione IFRS” per l’importo negativo di €16.891.

Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.

Al 30 giugno 2021, il capitale sociale della società bianconera, interamente sottoscritto e versato, ammonta a € 11.406.987 ed è costituito da n. 1.330.251.988 azioni ordinarie senza valore nominale.

Il Patrimonio Netto finanzia il 6,38% del Capitale Investito Netto, pari a € 417,66 milioni, il restante 93,2% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto.

Il 25 agosto 2021, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la proposta di aumento di capitale sociale a pagamento fino a massimi €400 milioni, incluso l’eventuale sovrapprezzo e ha deliberato di convocare l’Assemblea degli Azionisti il 29 ottobre 2021.

L’Aumento di Capitale consentirà di far fronte agli impatti economici e patrimoniali della pandemia da Covid-19 e permetterà di rafforzare la struttura patrimoniale della Società e riequilibrare le fonti di finanziamento a supporto del raggiungimento degli obiettivi strategici del Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/24:

Gli obiettivi strategici del Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/24, sono i seguenti:

1) consolidamento dell’equilibrio economico e finanziario;

2) mantenimento della competitività sportiva;

3) incremento della visibilità del brand Juventus.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,032 (0,255 nel 2019/20).

Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.

Infatti, anche l’equity ratio è pari solo al 3,1%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.

I debiti riclassificati iscritti in bilancio al 30.06.2021 ammontano a € 827,17 milioni, da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 558,53 milioni.

Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,161, inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,2. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2021/22.

E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,2, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

La Posizione Finanziaria Netta.

L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2021 è pari a € 389,2 milioni ed è in aumento dell’1,05% rispetto ai 365,34 milioni del 30 giugno 2020; ai 463,5 milioni del 30 giugno 2019.e ai 309,8 milioni del 30 giugno 2018. Il 30 giugno 2017 era pari a € 162,5 milioni

A seguito dell’acquisizione della B&W Nest S.r.l., l’indebitamento finanziario netto, si è incrementato di € 16,9 milioni (di cui € 14,7 milioni riferibili all’applicazione del principio contabile IFRS 16 sui contratti di affitto e noleggio correlati all’attività operativa dell’hotel).

Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da € 396 milioni del 30/06/2020 a € 399,7 milioni del 30 giugno 2021, di cui € 56,67 milioni a breve termine (€€ 134,4 milioni nel 2019/20).

I debiti verso le società di factoring aumentano da € 82,9 a € 96,5 milioni.

Rispetto al 30 giugno 2020, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo diminuisce da € 24,3 milioni a € 17,3 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata classificata tra i debiti a breve è di € 7 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 100,3 milioni a € 85,7 milioni, di cui € 41,2 milioni a breve termine.

Al 30.06.2021 sono esposti Debiti finanziari verso obbligazionisti per € 176 milioni, di cui € 2.1 milioni a breve termine e relativi al rateo interessi maturato. Trattasi di un prestito obbligazionario non convertibile emesso il 13 febbraio 2019, con scadenza 19 febbraio 2024, con quotazione sul mercato MTF Global Exchange Market di Euronext Dublin. L’emissione ha avuto “lo scopo di dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito”.

Al 30 giugno 2021, la Società dispone di linee di credito bancarie per € 573,1 milioni, utilizzate per complessivi € 237,2 milioni, che riguardano anticipazioni su contratti e crediti commerciali per € 96,4 milioni; finanziamenti per € 60,6 milioni; fideiussioni rilasciate a favore di terzi per € 55,1 milioni a e scoperti di conti correnti per € 25,1 milioni.

Le Disponibilità liquide aumentano da € 5.917.079 milioni a € 10.533.461.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 123,48 milioni (€ 4,5 milioni al 30/06/20).

I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 141,54 milioni (€ 296,19 milioni, al 30/06/20) di cui € 97.952.739, entro l’esercizio successivo.

I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 265,03 milioni (€ 300,69 milioni, al 30/06/20).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco

Non essendoci debiti fiscali e previdenziali non correnti, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta superiore al fatturato netto e non risulterebbe conforme a quanto auspicato dal regolamento.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.

Nel caso della Juventus, al 30.06.2021, figurano debiti verso l’Istituto per il Credito sportivo per l’importo di 17,6 milioni di Euro, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Altre Passività

L’importo relativo alle altre passività ammonta a € 137,04 milioni, di cui € 114.471.181 sono relativi alla quota corrente.

Tra le altre passività correnti figurano “Debiti per retribuzioni dovute a dipendenti ed assimilati” per € 18,42 milioni, che si riferiscono alle retribuzioni del mese di giugno 2021 e ai premi variabili maturati.

I Debiti per oneri accessori relativi alla campagna trasferimenti ammontano complessivamente a € 44.680.000 di cui € 40.022.000 come quota corrente. Tale voce comprende i debiti per compensi riconosciuti ad agenti FIFA.

Nelle altre passività sono compresi i debiti tributari, pari complessivamente a € 47.962.000 di cui € 17.440.000 non correnti. Tali debiti riguardano i debiti verso l’Erario per ritenute addizionali regionali e comunali (€ 21.760 migliaia), per ritenute da versare e per la liquidazione IVA del mese di febbraio 2020, i cui termini di versamento sono stati posticipati ai sensi dell’art.97 del D.L. n.104 del 14 agosto 2020 (€ 6.114 migliaia correnti e € 3.057 migliaia non correnti), per ritenute e contributi da versare e per la liquidazione IVA dei mesi di dicembre 2020 e gennaio 2021, i cui termini di versamento sono stati posticipati ai sensi dell’art.1, c. 36-37 della Legge n.178 del 30/12/2020 ( 1.996 migliaia correnti e € 14.383 migliaia non correnti) nonché per la liquidazione IVA del mese di giugno 2021 (€ 539 migliaia). 

Il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.

In sintesi, i flussi generati dalla gestione operativa sono stati positivi per € 42,02 milioni, i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 12,53 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati negativi per 17,21 milioni, a causa di rimborso finanziamenti per € 41.351.763. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato negativo per € 12.285.048.

Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 121.602.235 (€ 349.467.075 nel 2019/20), compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 31.388.877 (€ 239.961.439 nel 2019/20).

I crediti per cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori sono diminuiti, determinando flussi positivi, per € 163.785.713, mentre i debiti per acquisto diritti pluriennali prestazioni calciatori sono diminuiti, determinando flussi negativi, per € 40.200.296.

Per la Acquisizioni e/o cessioni temporanee di diritti pluriennali prestazioni calciatori si è verificato un flusso negativo per € 9.427.914. Per gli Oneri accessori non capitalizzati su acquisizioni di diritti pluriennali prestazioni calciatori si è verificato un flusso negativo di € 16.687.928. La variazione dei debiti per oneri accessori su diritti pluriennali prestazioni calciatori ha determinato un flusso negativo 13.790.808.

Quindi, nell’esercizio 2020/21, l’assorbimento netto determinato dall’attività di “Calciomercato”, che rientra nell’attività di investimento è stato di € 65,34 milioni netti.

Per quanto riguarda l’attività di finanziamento, spiccano come flussi positivi: Aumento (diminuzione) degli utilizzi di linee committed per € 25.000.000; Aumento (diminuzione) degli utilizzi di linee di factoring 13.800.106. Come flussi negativi emergono: Rimborso finanziamenti per € 41.351.763; Rimborso debiti IFRS 16 per € 6.789.932; Interessi su finanziamenti per € 7.987.954 e Altri interessi passivi per € 2.850.653.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2021, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori (Prima Squadra: Under 23; Altri professionisti; Giovani di serie; Calciatrici) ammonta a € 431.551.996 e rispetto al 30 giugno 2020 risulta diminuito di € 76,87 milioni.

Il Costo storico della Rosa è di € 936.825.0008 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 505.273.000, con un valore contabile di € 431.551.996.  Per quanto riguarda la prima squadra il costo storico della Rosa è di € 617.944.000, con un fondo ammortamento di € 348.928.000 ed un valore netto contabile di € 269.016.000.


L’incremento è dipeso dagli investimenti della Campagna Trasferimenti 2020/21, per € 121,6 milioni, da cessioni per un valore contabile netto di € 1 milione e ammortamenti per € 177,3 milioni e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive di calciatori € 20,1 milioni.

Il calciatore della prima squadra col valore contabile residuo più elevato è Ramos De Oliveira Arthur Henrique con € 60.833.000 (costo storico € 71.620 000),  acquistato il 29/6/2020, seguito da De Ligt Matthijs  con € 51.882.000 (costo storico € 85.701.000 ); Kulusevski Dejan con € 25.216.000 (costo storico € 35.438.000), acquistato il 2 gennaio 2020; Da Silva Danilo Luiz € 22.783.000 (costo storico € 30.378.000); Cristiano Ronaldo con € 14.509.000 (costo storico € 115.822.000), Bonucci Leonardo con € 16.774.000 (costo storico €  34.946.000); Bernardeschi Federico con € 7.882.000 (costo storico € 39.411.000); Lobo Silva Alex Sandro con € 5.129.000 (costo storico € 28.125.000); Bentancur Colman Rodrigo con € 7.229.000 (costo storico € 15.722.000); e Cuadrado Bello Jan Guillermo con € 2.319.000 (costo storico € 20.490.000).

Per Chiesa Federico nato il 25/10/97, risulta Data inizio primo contratto: 05/10/20; Costo storico € 12.621.000, con valore contabile netto € 7.258.000.

Tra gli “altri professionisti”, che sono i calciatori ceduti in prestito figurano: De Sciglio Mattia con € 2.428.000 (costo storico € 12.141.000); Costa de Souza (Douglas Costa) con € 10.971.000 (costo storico € 44.616.000); Mandragora Rolando con € 12.720.000 (costo storico € 15.087.000); Pellegrini Luca con € 13.978.000; (costo storico € 22.853.000); Romero Cristian con € 15.624.000 (costo storico € 28.310.000); Pjaca Marko con € 7.303.000 (costo storico € 29.473.000) e Perin Mattia con € 4.272.000 (costo storico € 15.656.000).

Le cessioni a titolo definitivo della Campagna Trasferimenti 2020/2021 hanno comportato plusvalenze nette per € 30,5 milioni e le cessioni temporanee nette hanno determinato proventi netti per € 6,27 milioni.

L’impegno finanziario netto complessivo, ripartito in cinque esercizi, è stato pari a € 88,7 milioni, inclusi gli oneri accessori, nonché gli oneri e i proventi finanziari impliciti su incassi e pagamenti dilazionati.

L’ultima Campagna Trasferimenti quella 2021/22 - prima fase, nei mesi di luglio e agosto 2021,  ha comportato tra gli acquisti definitivi: Kean Moise Boity  (Everton Football Club) per € 35.000.000 con un valore IFRS da ammortizzare di 33.475.000; Locatelli Manuel (US Sassuolo Calcio) per € 25.000.000 con un valore IFRS da ammortizzare di 24.853.000; Pinto Ramos Kaio Jorge (Santos Futebol Clube) 1.500.000 con un valore IFRS da ammortizzare 5.321.000 e Ihattaren Mohamed Amine (PSV Eindoven) con un valore IFRS per i Bonus di € 1.891.000.

Tra le Cessioni definitive figura Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo (Manchester United) per € 15.000.000 con un valore IFRS di € 14.509.000; Romero Cristian (Atalanta BC) per € 16.000.000, con Prezzo attualizzato di € 16.000.000.

Le Partecipazioni

Al 30 giugno 2021, le Partecipazioni ammontano a € 2.276.265 (€ 234.262 nel 2019/20) e riguardano per 2 milioni di Euro la partecipazione del 9,1% detenuta da Juventus nella società spagnola European Super League Company, S.L.; per € 54 mila la partecipazione detenuta in joint venture da Juventus nella società J Medical S.r.l.; per € 180 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società Tobeez F&B Italia S.r.l., il cui capitale sociale è pari a € 30 mila e per 40 mila il 20%, della società WeArena Torino S.r.l, il cui capitale sociale è pari a € 200 migliaia. La partecipazione è valutata con il metodo del patrimonio netto; per € 2 mila il 15%, deella società Plan B S.r.l Società Benefit, il cui capitale sociale è pari a € 10 mila.

La partecipazione è valutata con il metodo del patrimonio netto e tiene conto della quota parte delle perdite del periodo pari a € 192 migliaia (iscritta a conto economico nella voce “Quota di pertinenza del risultato di società collegate e joint venture” con contropartita fondo copertura perdite imprese partecipate.

J Medical S.r.l. è una società a controllo congiunto (joint-venture) di Juventus e Santa Clara S.r.l e svolge l’attività di centro poliambulatoriale, diagnostico, fisioterapico e di medicina sportiva.

“Plan B S.r.l. Società Benefit” è una Società, in fase di start-up ed è una società benefit volta anche a sostenere progetti sociali e che produce e commercializza articoli di abbigliamento sostenibili.

La Gestione economica.

La gestione economica del 2020/2021, come nel precedente esercizio, non risulta equilibrata, perché i costi superano i ricavi determinando anche un lieve aumento dell’indebitamento.

IMPATTO SUI RICAVI DELLE MISURE PER CONTRASTARE LA PANDEMIA

Le misure restrittive adottate dalle Autorità, da un lato non hanno permesso di disputare le partite con la presenza del pubblico, , ad eccezione della partita del 20 settembre 2020 (Juventus - Sampdoria), giocata in casa con la presenza di mille spettatori invitati, con la conseguente riduzione dei ricavi da gare dall’altro lato non hanno consentito, a fai alterna,  l’apertura al pubblico continua  anche del museo e dei negozi, con conseguente impatto negativo sui ricavi da visitatori e da merchandising.

Nel progetto di crescita della Juventus i ricavi da Stadio sono molto importanti in funzione dell’investimento effettuato.

La sospensione delle gare del 2019/20 e il successivo rinvio, nei mesi di luglio e agosto 2020, ha determinando il riconoscimento dei rispettivi ricavi da diritti televisivi nell’esercizio 2020/21 determinando l’aumento nel bilancio.

I Ricavi operativi lordi del 2020/21 ammontano a480.711.754, nel 2019/20 ammontavano a573.424.092, mentre nel 2018/19, esercizio senza COVID, erano pari a 621.456.394. La variazione in diminuzione è stata di € 92,7 milioni (-16,2%; -7,7% nel 2019/20).

Il decremento è stato determinato soprattutto dai proventi per gestione calciatori che sono diminuiti di € 128.841.516; dai Ricavi da vendite di prodotti e licenze che hanno segnato un decremento di € 6.421.861, e dai Ricavi da gare, che sono diminuiti di € 41.448.808.

Di contro si è verificato un incremento dei ricavi per Diritti radiotelevisivi e proventi media, per la cifra di € 68.931.766 e un aumento dei Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità per Euro 16.346.868, grazie allo spostamento di alcune partite del 2019/20.

La Pandemia ha anche generato maggiori costi riguardanti la sicurezza sanitaria e i dispositivi di protezione oltre alla sanificazione degli ambienti.

I Costi operativi sono aumentati in misura percentuale inferiore a quella dei ricavi, ossia del 7,77%, invece la voce riguardante gli Ammortamenti, accantonamenti e utilizzi di fondi è aumentata dell’ 1%.


Il fatturato netto è aumentato da € 401,4 milioni a € 437,5 milioni. L’incremento è stato del 9%, grazie all’incremento dei ricavi TV, che sono aumentati del 41,43%, perché comprendono le partite della stagione sportiva precedente, che sono state spostate, nei mesi di luglio e agosto 2021. Per quanto riguarda i ricavi commerciali risulta un aumento del 6,15%, perché i ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, aumentano del 12,6%, nonché l’aumento dei ricavi dell’e-commerce, che in parte compensa l’inevitabile calo dei ricavi del canale dei negozi fisici.

I Proventi da cessioni diritti media, nel complesso, aumentano del 41,4%, da € 166.378.556 a € 235.310.322. In particolare, i Proventi da competizioni UEFA aumentano di € 11,27 milioni (14,61%), da a € 77.126.000 a88.398.000, per effetto dello svolgimento nel mese di agosto della gara di ritorno col Porto degli ottavi di finale della UEFA Champions League 2019/2020.  I proventi da media nazionali aumentano di € 56.440.000, variando da € 88.488.000 a 144.928.000, a causa del maggior numero di partite disputate nell’esercizio 2020/2021, per effetto delle partite disputata a luglio e agosto 2020, a causa della pandemia COVID 19. I Proventi da produzioni e accesso al segnale diritti media aumentano da € 765.000a € 1.984.000.

I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, incidono per il 12,6% sui ricavi operativi lordi, aumentano di € 16.346.868, da € 129.560.768 a € 145.907.636, soprattutto a causa dell’incremento, del corrispettivo di alcuni contratti di sponsorizzazione on essere e dell’ingresso di nuovi sponsor.

I Ricavi da vendite di prodotti e licenze diminuiscono del 5,53%, da € 31.725.193 a25.303.332. Tali ricavi comprendono la gestione diretta delle attività di vendita e licenza di prodotti ufficiali, nonché dall’organizzazione delle attività delle Juventus Accademy e hanno sofferto della chiusura dello Stadio per ragioni legate alla pandemia, con una riduzione di € 6.421.861.

La tabella seguente, che mostra l’evoluzione nel tempo della distribuzione del fatturato netto, evidenzia come già dal 2017/18 sia aumentata l’incidenza dei ricavi commerciali, soprattutto a causa della scelta di internalizzare l’attività di merchandising e dal 2019/20 ha potuto beneficiare dell’incremento FCA/Jeep.

Nel dettaglio, rispetto al 2019/20, a causa della pandemia COVID, i Ricavi da gare diminuiscono dell’ 84,2%, da € 49.200.379 a € 7.751.571. Nel 2020/21 è stata disputata solo la prima partita della stagione sportiva con mille spettatori.

I proventi da gestione diritti calciatori, incidono per il 8,98% (30% nel 2019/20) sui ricavi operativi lordi, aumentano di 128,84 milioni di Euro, da € 172.020.621 a43.179.105. Tale voce comprende plusvalenze complessive per 29.943.000 (€166.184.000; € 126.580.000 nel 2019/20), in forte calo di € 136.241.000.

I maggiori importi delle Plusvalenze hanno riguardato: Portanova Manolo (Genoa Cricket and Football Club S.p.A.) per € 9.470.000; Tongya Heubang (Olympique de Marseille Sasp) per € 7.791.000; Petrelli Elia (Genoa Cricket and Football Club S.p.A.) per € 7.474.000; Monzialo Kevin (F.C. Lugano SA) per € 2.322.000 e Ahamada Naouirou (VfB Stuttgart 1893 AG) per € 1.461.000.

A pagina 32 della Relazione Finanziaria è riportato quanto segue:

Procedimento ispettivo avviato dalla Consob

Con lettera in data 12 luglio 2021, la Consob ha avviato nei confronti della Società una verifica ispettiva, attualmente in corso, ai sensi dell’art. 115, comma 1, lett. c), del TUF avente ad oggetto l’acquisizione, da parte dell’Autorità, di documentazione ed elementi informativi relativi ai proventi derivanti dalla gestione dei diritti dei calciatori.”

I Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori risultano pari a € 6.268.000 (€ 875.000 nel 2019/20). Gli importi principali riguardano: Rugani Daniele (Stade Rennais F.C.) per € 2.400.000; Ramos De Oliveira Melo Arthur Henrique (F.C. Barcellona) per € 1.656.000; Romero Cristian (Atalanta B.C. S.p.A.) per € 900; Rugani Daniele (Cagliari Calcio S.p.A.) per € 800.000; e Mandragora Rolando/Torino F.C. S.p.A. per € 432.000.

Altri ricavi da gestione calciatori per bonus, premi di rendimento e contributi di solidarietà sono stati pari a € 6.079.000, di cui € 1.960.000 per bonus Romero Cristian (Atalanta B.C. S.p.A.); € 750.000 per bonus ricevuto dal Bayern per Costa de Souza (Douglas Costa); € 522.000 per bonus Perin Mattia (Genoa Cricket and F.C.); € 500.000 per bonus Moise Kean Bioty (The Everton F.C.); € 502.000 per contributo solidarietà Morata Alvaro (Club Atletico de Madrid).

Gli altri ricavi diminuiscono del 5,2%, da € 24.538.574 a € 23.259.788. Sostanzialmente la riduzione di Euro 1.279.000 è dovuta agli effetti economici della diffusione della pandemia da Covid-19, che ha determinato, a fasi alterne, la chiusura al pubblico del Museo e dell’Allianz Stadium.

Le sopravvenienze attive, pari a € 6.436.000, includono i premi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League della stagione precedente. I proventi per iniziative commerciali come “Accendi una Stella”, “Membership”, lo Stadium Tour, il Museo e il “Camp” diminuiscono da € 12.046.000 a € 2.595.000. I Proventi da Lega Nazionale Professionisti Serie A diminuiscono da € 1.814.000 a € 1.814.000. I Proventi da attività “no match day” e altri proventi stadio diminuiscono da € 2.628.000 a € 725.000. I Contributi da UEFA per convocazioni calciatori in Nazionale ammontano a E uro 1.810.000.

Tra gli altri ricavi e proventi è evidenziata la voce “Servizi alberghieri” per Euro 1.441.000. Tale voce non era presente nel 2019/20 e riguarda le attività svolte dal J Hotel. Ovviamente, la pandemia da Covid-19 ha condizionato fortemente l’entità dei ricavi.

I Costi operativi, esclusi gli ammortamenti e comprendendo gli oneri della gestione economica dei calciatori, sono pari a € 448.369.892 (€ 414.123.111, nel 2019/20). La variazione in aumento è stata di € 34.246.781, ossia del 8,5%, in misura superiore al decremento percentuale dei ricavi operativi lordi che è stato del 16,2%. In altre parole i ricavi diminuiscono, mentre i costi aumentano.

Principalmente a causa dell’aumento dei costi del personale tesserato.

I costi relativi al personale tesserato aumentano di 38,9 milioni, ossia del 15%, da € 259,2 milioni a € 298,2 milioni, l’incidenza sul fatturato netto è del 68,2% (64,6% nel 2019/20), inferiore a quanto auspicato dal Fair Play Finanziario. Le retribuzioni sono diminuite di 1,88 milioni, da € 222,78 milioni a € 220,9 milioni. I premi variabili sono aumentati di € 15,87 milioni, da € 25.6 milioni a € 41.49 milioni. Sono stati sostenuti maggiori oneri sostenuti per incentivazione all’esodo per € 10.893.000; maggiori compensi a calciatori temporaneamente trasferiti per € 9.135.000.

Sono stati evidenziati “altri compensi straordinari corrisposti a tesserati” per € 4.837.000.

Il Numero medio personale tesserato è diminuito di 7 unità da 180 a 173: Calciatori da 84 a 79; Allenatori 53 come nel 2019/20; Altro personale tecnico da 43 a 41.

Il costo del personale non tesserato diminuisce di € 365,7 mila, da € 25,06 milioni a € 24,7 milioni. Il decremento è dovuto soprattutto a minori Premi variabili diminuiti di € 1.398.000.

Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 322,9 milioni (€284,3 milioni nel 2019/20) e l’incidenza sul fatturato netto è del 73,8% (70,8% nel 2019/20), comunque sostanzialmente in linea con quanto auspicato dal Fair Play Finanziario. L’incidenza del costo del personale sui ricavi operativi lordi è più bassa e risulta pari al 67,2% (49,6% nel 2019/20) a causa delle plusvalenze.

Il grafico seguente riguardante l’evoluzione del fatturato netto e del costo del lavoro allargato, inteso come somma del costo del personale e degli ammortamenti calciatori, mostra come dal 2012/13 al 2017/18 il fatturato netto abbia superato sempre il costo del lavoro allargato; mentre dal 2019/20 il Costo del Lavoro Allargato ha superato il fatturato netto.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.

Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,932 tale valore sarebbe al di sopra del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2020/21, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2020/21.

E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

Per quanto riguarda l’altro Personale, durante il 2020/21, era composto in media da 270 unità lavorative (270 nel 2019/20), di cui 13 dirigenti. Il personale impiegatizio, diminuisce da n. 208 a n. 194.

Gli Oneri da gestione diritti calciatori aumentano da € 31.123.416 a 37.328.857. La maggior parte riguarda gli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori e tesserati non capitalizzati, pari a € 16.688.000 (€26.084.000 nel 2019/20) e riguardano principalmente le commissioni per gli agenti di Ramsey Aaron James per € 3.000.000; l’allenatore Sarri Maurizio per € 2.249.000; Lobo Silva Alex Sandro per € 1.850.000 e Higuain Gonzalo per € 1.425.000.

Gli Oneri per acquisto temporaneo diritti calciatori aumentano da € 96.000 a € 15.697.000. Il dettaglio della voce riguarda: Morata Martin Alvaro Borja/Club Atletico De Madrid Sad 10.000.000; Pjanic Miralem/F.C. Barcelona per € 2.903.000; MC Kennie Weston James Earl/F.C. Gelsenkirchen-Schalke 04 E V. per € 2.662.000; Mosti Nicola/A.C. Monza S.p.A. per € 50.000; Muratore Simone/Atalanta B.C. S.p.A. per € 34.000; Compagnon Mattia/Udinese Calcio S.p.A. per € 25.000; Bucosse Matteo/U.S. Tolentino 1919 S.s.d.a.r.l. per € 15.000; Loria Leonardo/A.C. Pisa 1909 S.s.a.r.l. per € 8.000.

Gli Altri oneri ammontano a € 4.748.000 e si riferiscono principalmente al bonus al Paris Saint-Germain di € 1.900.000 per Matuidi Blaise; all’ Onere per risoluzione contrattuale di Mandragora Rolando/Udinese Calcio S.p.A. per € 1.484.000; al Bonus per Portanova Manolo/S.S. Lazio S.p.A.  per € 921.000; e al contributo solidarietà Morata Martin Alvaro Borja/Ca Atletico De Madrid  per € 159.000

Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, compresa la svalutazione di Ronaldo aumentano da € 193.475.910 a € 197.437.118. In particolare, gli ammortamenti aumentano di € 10.741.000, a € 177.317.000 (€ 166.576.000 nel 2019/20), e risultano effettuate svalutazioni per € 20.120.000 (€ 26.875.000 nel 2019/20), di cui € 14.446.000 per Cristiano Ronaldo e € 5.210.000 per Romero Cristian. L’ammortamento del cartellino di Cristiano Ronaldo risulta pari a € 28.956.000.  L’ammortamento del cartellino di De Ligt Matthijs risulta pari a € 17.294.000. L’ammortamento del cartellino di Bernardeschi risulta pari a € 7.882.000. Da Silva Danilo Luiz ha inciso come costo per ammortamento per € 7.595.000. L’ammortamento del cartellino di Ramos De Oliveira Mel o Arthur Henrique risulta pari a €   15.208.000, quello di Dybala € 5.552.000 e quello di Kulusevski  Dejan  € 6.304.000. Tra i calciatori in prestito per Douglas Costa, in prestito al Bayern Munich, sono stati calcolati ammortamenti per € 10.971.000, per Pellegrini Luca un ammortamento di € 3.494.000; per Mattia Perin € 4.272.000; per Mattia De Sciglio € 2.428.000 e per Romero Cristian € 5.209.000. In totale, i calciatori ceduti in temporanea hanno determinato costi per ammortamenti pari a € 45.175.000 e quelli della prima squadra € 116.736.000.

La voce Accantonamenti, svalutazioni e rilasci di fondi risulta diminuita di € 3.872.980 da 15.468.313 a11.595.333. Tale voce inserita nella gestione straordinaria della tabella, comprende: Accantonamenti fondo rischi e oneri diversi per € 19.573.000 (€ 8.851.000 nel 2019/20); Accantonamento fondo svalutazione crediti per € 356 mila (€ 5.732.000 nel 2019/20); Rilascio fondo rischi e oneri diversi con effetto positivo di € 7.528.000, svalutazione dei prodotti destinati alla vendita ammonta a € 265.000 e si riferisce a merce obsoleta.

Gli Accantonamenti fondo rischi e oneri diversi si riferiscono, per la maggior parte al costo correlato all’esonero degli staff tecnici.

Le spese per servizi esterni diminuiscono del 10,6%, da € 71.126.279 a € 63.582.421. In particolare, le Spese di trasporto, soggiorno e ristorazione diminuiscono di 6,85 milioni, da € 12,23 milioni a € 5.370.000. Le Spese di sicurezza e accoglienza diminuiscono da € 3.231.000 a € 1.893.000. Le spese di manutenzione, aumentano da € 8.361.000 a € 9.382.000.

Gli “Emolumenti a CdA e Organi Sociali” aumentano da € 1.327.000 a € 1.355.000.

Le “Consulenze” aumentano di € 781.000, da € 8.135.000 a € 8.916.000.

I costi per Stampati e spedizioni aumentano di € 3.000 da € 2.247.000 a € 2.250.000. I Compensi a consulenti sportivi aumentano da € 2.335.000 a € 2.754.000.

I “Canoni e affitti” diminuiscono di 2.055.000 da € 3.132.000 a € 1.077.000.

Il risultato operativo (EBIT) è negativo per € 195.836.582 e risulta in netto peggioramento rispetto al risultato operativo del 2019/20 che era negativo per € 67.060.716 e anche rispetto a quello del 2018/19 che era negativo per € 15.329.297.

Nel 2017/18 che era negativo per € 1.434.058.

I Proventi finanziari ammontano a € 5.420.514 (€ 4.217.342 nel 2019/20) e sono composti da: Proventi finanziari da attualizzazioni per € 4.300.000 (€ 4.120.000 nel 2019/20); Interessi attivi per € 790 mila e Altri per € 331.000.

Gli oneri finanziari risultano pari a € 16.617.595 (€ 17.706.544 nel 2019/20) e riguardano: Interessi passivi e commissioni per € 4.952.000 (€ 6.393.000 nel 2019/20); Interessi passivi su prestito obbligazionario per € 6.104.000; Oneri finanziari da attualizzazioni per € 5.010.000; Oneri finanziari da diritto d'uso IFRS 16 per € 331.000 (€ 289.000 nel 2019/20); e Altri oneri per € 221.000.

Il Punto di Pareggio.

Premesso che ai fini dell’ottenimento della licenza 2021/2022, valuterà come un unico periodo l’esercizio 2020/21 e 2020/21, il risultato prima delle imposte è negativo per € 207.800.172. Nel 2019/20 era negativo per € 81.657.094.  Nel 2018/19 era negativo per € 26.897.835, nel 2017/18 era negativo per € 10.022.550.

Ai fini del Fair Play Finanziario il bilancio 2019/20 dovrà essere valutato insieme al bilancio 2020/21, a causa della Pandemia Covid-19.

Nel calcolo dovrà essere considerato l'impatto finanziario negativo del COVID-19, definito come la perdita di ricavi dovuta alla differenza tra i ricavi medi rilevati negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021 e i corrispondenti ricavi medi attesi previsti per gli stessi periodi, che come minimo dovranno essere uguali a quelli del periodo di monitoraggio chiuso nel 2019, anche considerando eventuali aumenti contrattuali.

Inoltre, ai fini del calcolo e del rispetto dei limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario, nella determinazione del “break-even result” non si considereranno oltre i soli elementi come: gli altri ammortamenti; plusvalenze e minusvalenze determinate da attività fisse che non siano i calciatori; gli oneri finanziari determinati da investimenti “virtuosi”; le spese per il settore giovanile e femminile.

Dopo il calcolo delle imposte, il risultato netto dell’esercizio 2020/21 è negativo per 209.513.750. Nel 2019/20 era negativo per 89.682.106. Nell’esercizio 2018/19 era negativo per 39.895.794.

A livello di risultato netto il trend in peggioramento, ha determinato la necessità del ricorso a 2 aumenti di capitale: il primo, concluso il 2 gennaio 2020 con l’integrale sottoscrizione dell’offerta, per un controvalore complessivo pari a € 299.911.355,04; il secondo il 25 agosto 2021, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la proposta di aumento di capitale sociale a pagamento fino a massimi €400 milioni. .

Il risultato del conto economico complessivo è negativo per Euro 210.210.896 in quanto tiene conto di Altri Utili (Perdite) iscritti a riserva da cash flow hedge per l’importo negativo di € 1.070 e Altri Utili (Perdite) iscritti a riserva da fair value attività finanziarie per l’importo negativo di € 862.371.

L’Aumento di capitale precedente.

Il 2 gennaio 2020 terminarono le operazioni di aumento di capitale precedente, per un controvalore complessivo pari a € 299.911.355,04. Nell’ambito delle azioni previste dal Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/2020 – 2023/2024, che delinea le linee strategiche ed operative per la gestione e lo sviluppo della Società, era previsto che tale aumento era principalmente finalizzato a finanziare gli investimenti per la competitività sportiva, sostenere la strategia commerciale per l’incremento dei ricavi e della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali e a rafforzare la struttura patrimoniale della Società.

La proposta di Aumento di capitale di Agosto 2021.

Il 25 agosto 2021, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la proposta si aumento di capitale, che sarà esaminata dall’Assemblea straordinaria, fino a massimi Euro 400 milioni.

La proposta di Aumento di capitale di Agosto 2021 mira innanzitutto al rafforzamento patrimoniale e si inserisce nel contesto delle misure atte a far fronte agli effetti negativi della pandemia da Covid-19, oltre a contribuire all’equilibrio delle fonti di finanziamento e ripristinare le condizioni d’investimento a supporto del raggiungimento degli obiettivi strategici del Piano di sviluppo.

Conclusioni

Nell’esercizio 2020/2021 l’indebitamento finanziario netto è lievemente aumentato rispetto al 2019/20, per effetto del consolidamento della società B&W Nest S.r.l.,

Gli Amministratori prevedono per il 2021/22 un risultato negativo e l’andamento economico del Gruppo è atteso in sensibile miglioramento dall’esercizio 2022/2023, ipotizzando lo scenario della sostanziale normalizzazione del contesto economico generale a partire dal secondo semestre 2022, che dovrebbe render efficaci le azioni di razionalizzazione costi e di recupero ricavi impostate nel 2020/21 con efficacia nel medio periodo.


venerdì 25 settembre 2020

Bilancio Juve 2019/20: perdita di € 89,7 milioni, con effetto COVID e le svalutazioni di Higuain, Mandzukic e Matuidi.

 



Luca Marotta

 jstargio@gmail.com

Con il comunicato del 17 settembre 2020, relativo alla risoluzione contrattuale del calciatore Higuain, è stato annunciato che il Consiglio di Amministrazione, convocato per il 18 settembre 2020, avrebbe tenuto conto dell’effetto economico negativo di 18,3 milioni nel determinare il risultato del bilancio al 30.06.2020, che era già stato reso di pubblico dominio con il comunicato dell’11 settembre 2020, con una perdita di 71,4 milioni.

In ogni caso, ai fini del Fair Play Finanziario, il bilancio 2019/20 dovrà essere valutato insieme al bilancio 2020/21, a causa della Pandemia Covid-19, che ha causato la riduzione dei ricavi da gare oltre al prolungamento della Stagione Sportiva 2019/2020 terminata nel mese di Agosto 2020, con la disputa delle partite senza spettatori.

La UEFA stessa ha comunicato che ai fini del Regolamento del Fair Play Finanziario, per l’ottenimento della licenza 2021/2022, valuterà come un unico periodo il bilancio 2019/20 e 2020/21: “the reporting periods ending in 2020 and 2021 which will be considered as one single reporting period (considered as reporting period T)”.

Dal punto di vista contabile, il secondo semestre dell’esercizio 2019/2020 ha registrato solo 251 milioni di ricavi operativi, di cui 108,1 milioni (43,1%) Ricavi da gestione calciatori; 68,9 milioni per Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità (25,4%); 48,3 milioni per ricavi per Diritti radiotelevisivi e proventi media (19,2%); 12,68 milioni per ricavi da gare (5,1%) e 10,27 per Ricavi da vendite di prodotti e licenze (4,1%). Come è evidente, il lockdown e la conseguente sospensione delle gare ha penalizzato fortemente i ricavi da gare; i ricavi per Diritti radiotelevisivi e proventi media e i Ricavi da vendite di prodotti e licenze.

 Nel 2019/20, i ricavi operativi lordi, su cui incidono per il 30%, i proventi da gestione calciatori raggiungono la cifra di € 573,4 milioni (€ 621,4 milioni nel 2018/19). Di fatto, i proventi da gestione calciatori insieme alla tenuta dei ricavi da sponsorizzazioni, che erano aumentati per l’effetto Cristiano Ronaldo, hanno contribuito a contenere la perdita.

Non a caso, la gestione economica della Juventus, negli esercizi precedenti era stata caratterizzata dall’approccio dinamico alle campagne trasferimenti calciatori per cogliere opportunità di valorizzazione e di investimento è una condizione fondamentale ai fini del Consolidamento dell’equilibrio economico e finanziario, che rientra tra gli obiettivi strategici e operativi del Piano per la gestione e lo sviluppo della Società.

I costi operativi sono diminuiti del 9,7% in misura percentuale superiore a quella dei ricavi operativi (7,7%), nonostante il raddoppio degli Oneri da gestione diritti calciatori con un incremento di 15,5 milioni. Il decremento del costo del personale tesserato è stato del 14%. L’incremento degli ammortamenti e accantonamenti appare decisivo per l’esposizione di un risultato operativo negativo ed è stato di 44 milioni assorbendo il decremento dei costi operativi di 44,3 milioni.

Invero, sull’aumento degli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ha giocato un ruolo importante l’impairment su Higuain di 18,3 milioni, a cui si devono aggiungere l'operazione di cessione Mandzukic, perfezionata il 2 gennaio 2020, che ha comportato la svalutazione integrale del valore di carico del diritto per € 4.267.000 e la risoluzione con Blaise Matuidi che ha comportato una svalutazione di € 3.821.000. In totale, le svalutazioni operate hanno inciso per € 26.900.000.

Continua a valere l’ipotesi, che i costi del personale e gli ammortamenti erano stati parametrati in funzione di un obiettivo superiore al raggiungimento dei quarti nella UEFA Champions League.

Come altri club, la Juventus sta investendo molto nel parco calciatori, che sono fondamentali per il successo sportivo e di conseguenza per il futuro del club. Tuttavia tali investimenti determinano e rappresentano anche i costi principali del club. Inoltre, nel caso dei migliori giocatori, che sono spesso rappresentati da agenti aggressivi, i costi sono elevati.

Di conseguenza, l'aumento dei costi dei calciatori rende difficile per i club raggiungere livelli di redditività stabili, anche in considerazione dell'imprevedibilità dei risultati sportivi.

Il bilancio 2019/20 di Juventus Football Club S.p.A. mostra un risultato d’esercizio, al netto delle imposte, negativo per Euro 89.682.106. Nell’esercizio 2018/19, il risultato d’esercizio, al netto delle imposte, era negativo per Euro 39.895.794.

Sul risultato netto, grava anche il peso delle imposte, pari a circa € 8 milioni, poiché il risultato prima delle imposte dell’esercizio 2019/20, risulta negativo per € 81.657.094 (-€ 26.897.835 nel 2018/19).

Anche il risultato economico complessivo è negativo per 90.022.569, a causa dei componenti iscritti a riserva da cash flow hedge per € 3.768 e ai componenti iscritti a riserva da fair value attività finanziarie per € 344.231.

Al 30.06.2020, il patrimonio netto è positivo per 239.204.587 (€ 31.242.712 nel 2018/19; € 72.044.071 nel 2017/18; € 93.773.793 nel 2016/17) e l’indebitamento finanziario netto diminuisce di € 78, 3 milioni, da € 463,47 milioni a € 385,2 milioni, di cui € 261,6 milioni non corrente.

Inoltre, si deve considerare che i ricavi operativi degli ultimi 5 anni sono cresciuti con un CAGR del 10,27%.

Se dovessero prolungarsi gli effetti della pandemia, per quanto riguarda l’indebitamento finanziario netto si potrebbe verificare un aumento, anche a causa della contrazione di alcune linee di ricavo come i ricavi da biglietteria, soprattutto se si continuasse a disputare le gare con delle limitazioni alla presenza del pubblico.

Dal punto di vista sportivo, la stagione sportiva 2019/20 della Juventus, è stata segnata dalla sospensione delle competizioni, ed è terminata il 3 Agosto 2020, con l’eliminazione agli ottavi di Champions League ad opera dell’Olympique Lyonnais.

La Serie A è terminata il 01.08.2020 ed ha visto la Juventus vincere per la nona volta consecutiva il campionato italiano di Serie A, la sconfitta in finale della Coppa Italia, ai rigori, ad opera del Napoli. La Juventus ha perso la Supercoppa Italiana con la Lazio.

A partire dalla stagione sportiva 2017/2018, la Juventus è presente anche nel calcio femminile, con l’acquisito il titolo sportivo dall’A.S.D. Cuneo Calcio Femminile. La squadra delle Juventus Women ha vinto il terzo scudetto per assegnazione della F.I.G.C. del 25 giugno 2020.

Continuità aziendale

La pandemia da Covid-19 ha determinato un difficile contesto economico e finanziario generale; tuttavia gli amministratori hanno valutato che non sussistono significative incertezze relativamente all’utilizzo del presupposto della continuità aziendale.

La formulazione di tali conclusioni, hanno tenuto conto del fatto che la Società è in grado di far fronte ai propri impegni finanziari sia mediante la liquidità ottenuta con finanziamenti a medio termine sia utilizzando gli affidamenti bancari disponibili.

Inoltre, gli amministratori hanno preso atto, inoltre, che non si ravvisano difficoltà da parte della Società nelle possibilità di accesso a nuova liquidità sotto forma di linee di finanziamento.

Il Valore della Juventus.

La Capitalizzazione di Borsa, può essere considerata come un valore indicativo della società e si ottiene moltiplicando il numero delle azioni per il valore di mercato. Le azioni Juventus sono quotate al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana.

Il massimo della quotazione è stato raggiunto il 07/01/2020 con Euro 1,288. Il minimo della quotazione è stato raggiunto durante il “lockdown” il 16/03/2020 con Euro 0,524.

Il 16 settembre 2020, il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 1,237 miliardi di Euro, considerando n. 1.330.251988 di azioni al prezzo ufficiale di € 0,93.

In ogni caso, tale valore è solo indicativo, perché quando si vendono o comprano pacchetti di controllo di società quotate in borsa, molto spesso emergono altri valori. Si pensi all’obbligo di lanciare un’OPA. Si deve aggiungere che nel bilancio della Juventus non risulta valorizzato il marchio e un’eventuale trattativa, ovviamente, ne deve tener conto.

Nella classifica di KPMG “The European Elite 2020 Football Clubs’ Valuation”, la Juventus occupa l’undicesimo posto con un “Enterprise value” medio di 1,735 miliardi di Euro.

La rivista americana Forbes ha valutato la Juventus 1,512 miliardi di dollari USA, collocandola al decimo posto della sua classifica, prima tra le squadre italiane. Nella precedente classifica la rivista americana valutava la Juventus 1,5 miliardi di dollari USA, collocandola al decimo posto e prima tra le squadre italiane.

La classifica Brand Finance Football 50 2020, come l’anno precedente, colloca la Juventus all’undicesimo posto, con un valore del marchio non mostrato, prima tra le squadre italiane e dietro l’Arseanal che mostra un valore del marchio di € 719 milioni.   Le valutazioni aziendali hanno avuto la funzione di illustrare l’importanza che il marchio svolge nel generare valore per gli stakeholder del club, in particolare gli investitori.

Juventus è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 05/07/2020, per il 63,766% da EXOR S.p.A., invece Lindsell Train Ltd. detiene il 10,010% del capitale sociale e la parte restante costituisce il flottante.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.



Il totale delle attività risulta aumentato del 26,9%, assestandosi a 1,19 miliardi di Euro (€941,7 milioni nel 2018/19).

La presenza dello stadio di proprietà e altre infrastrutture sportive rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 11,6% circa.

Il peso dei diritti pluriennali sul totale dell’Attivo è del 43,2% (44,7% nel 2018/19).

La voce terreni e fabbricati aumenta del 6,2%, da € 130.412.604 a138.517.513.

Tali attività riguardano:

- lo Juventus Training Center di Vinovo;

- lo Stadio;

- lo Juventus Museum;

- lo Juventus Megastore.

Per quanto riguarda la suddivisione degli importi contabili emergono i seguenti valori: i terreni del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 5 milioni; I terreni adiacenti il Centro Sportivo per € 10.800.000; i fabbricati del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 15.082.000; lo Stadio “Allianz Stadium”, lo “Juventus Museum” e lo “Juventus Megastore” per un valore contabile netto complessivo di € 96.489.000.

I Diritti d’uso IFRS 16 sono stati inseriti a partire dal 1° luglio 2019 per l’importo di Euro 15.042.000 con ammortamenti per Euro 3.896.000, con un valore contabile netto di euro 11.146.000 e riguardano la contabilizzazione dei contratti di affitto della sede sociale e del centro sportivo di allenamento della Continassa, nonché agli altri immobili adibiti a negozi ed uffici.

Gli investimenti effettuati risultano pari a 292 mila Euro.

Anche le Altre attività materiali, pari a € 22.060.000, hanno subito l’applicazione del principio IFRS 16 con l’evidenziazione di Diritti d’Uso IFRS 16 con un valore lordo di Euro 2.448.000 ed un valore contabile netto di Euro 1.178.000.

L’attivo corrente, comprensivo degli anticipi a fornitori correnti, risulta inferiore al passivo corrente, comprensivo degli anticipi da clienti correnti, di € 168,1 milioni (-€ 218,7 milioni nel 2018/19), conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati nel corso degli anni.

Il capitale investito netto, pari a € 624,3 milioni, risulta aumentato di 129,6 milioni di Euro circa.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale risulta diminuito ed è pari a 1,255 (1,034 nel 2018/19), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,61 (0,44 nel 2018/19), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per € 31.327.554.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.

Tale indicatore, è l’indicatore più importante del Fair Play Finanziario italiano ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.

Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,62, inferiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,7. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2020/21. 

Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. In ogni caso, il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio netto al 30 giugno 2020 è positivo per € 239.204.587 (€ 31.242.712 nel 2018/19) e finanzia il 20,3% dell’attivo (3,3% nel 2018/19).

La variazione positiva di € 207.961.875, rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2019, è dovuta sostanzialmente alla contabilizzazione dell’aumento di capitale per € 286.151.904 e alla perdita netta dell’esercizio registrata -€ 89.682.106 e alla variazione negativa della “Riserva da fair value attività finanziarie” per € 344.231, oltre all’esposizione della “Riserva da cash flow hedge”, per l’importo negativo di € 3.760.

Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.

Al 30 giugno 2020, il capitale sociale della società bianconera, interamente sottoscritto e versato, ammonta a € 11.406.987 ed è costituito da n. 1.330.251.988 azioni ordinarie senza valore nominale.


Il Patrimonio Netto finanzia il 38,3% del Capitale Investito Netto, pari a € 624,3 milioni, il restante 61,7% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,255 (0,034 nel 2018/19).

Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.

Infatti, anche l’equity ratio è pari solo al 20,3%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.

I debiti riclassificati iscritti in bilancio al 30.06.2020 ammontano a € 864,4 milioni, da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 566,5 milioni.

Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,071, inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,2. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2020/21.

E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,2, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

La Posizione Finanziaria Netta.

L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2020 è pari a € 385,2 milioni ed è in decremento del 16,9% rispetto ai € 463,5 milioni del 30 giugno 2019.Al 30 giugno 2018 era pari a 309,8 milioni. Il 30 giugno 2017 era pari a € 162,5 milioni


Il totale lordo dei debiti finanziari diminuisce da € 473,2 milioni del 30/06/2019 a € 396 milioni del 30 giugno 2020, di cui € 134,4 milioni a breve termine.

I debiti verso le società di factoring diminuiscono da € € 179,8 milioni a € 82,9 milioni.

Rispetto al 30 giugno 2019, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo diminuisce da € 30,8 milioni a € 24,3 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata classificata tra i debiti a breve è di € 6,7 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 87,28 milioni a € 100,3 milioni, di cui € 67,4 milioni a breve termine.

Al 30.06.2020 sono esposti Debiti finanziari verso obbligazionisti per € 175.696.000, di cui € 2.136.000 a breve termine e relativi al rateo interessi maturato. Trattasi di un prestito obbligazionario non convertibile emesso il 13 febbraio 2019, con scadenza 19 febbraio 2024, con quotazione sul mercato MTF Global Exchange Market di Euronext Dublin. L’emissione ha avuto “lo scopo di dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito”.

Al 30 giugno 2020, la Società dispone di linee di credito bancarie per € 538 milioni di cui € 195,5 milioni revocabili (€ 587,9 milioni al 30.06.2019; € 502,5 milioni; al 30.06.2018; € 465,6 milioni al 30.06.2017) utilizzate per complessivi € 254,9 milioni.

Le Disponibilità liquide diminuiscono da € 9.744.722 milioni a circa € 5.917.079. Nell’esercizio 2019/20 figurano crediti finanziari pari a € 4,9 milioni, che si riferiscono riferiti alla cessione prosoluto del credito relativo alla prima rata dell’operazione di trasferimento del calciatore Emre Can.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 4,5 milioni (€ 21,6 milioni al 30/06/19).

I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 296,19 milioni (€ 199.25 milioni, al 30/06/19).

I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 300,69 milioni (€ 220,86 milioni, al 30/06/19).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco

Non essendoci debiti fiscali e previdenziali non correnti, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.

Nel caso della Juventus, al 30.06.2020, figurano debiti verso l’Istituto per il Credito sportivo per l’importo di 24,3 milioni di Euro, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Altre Passività

L’importo relativo alle altre passività ammonta a € 147,23 milioni, di cui € 121.507.258 sono relativi alla quota corrente.

Tra le altre passività correnti figurano “Debiti per retribuzioni dovute a dipendenti ed assimilati” per € 25,69 milioni, che si riferiscono alle retribuzioni del mese di giugno 2020 e ai premi variabili maturati.

I Debiti per oneri accessori relativi alla campagna trasferimenti ammontano complessivamente a € 52.439 .000 di cui € 35.672.000 come quota corrente. Tale voce comprende i debiti per compensi riconosciuti ad agenti FIFA.

Nelle altre passività sono compresi i debiti tributari, pari complessivamente a € 33.986.000 di cui € 9.171.000 non correnti. Tali debiti riguardano l’IVA del mese di febbraio 2020, il termine di versamento è stato posticipato pari a € 17.163.000 correnti e € 9.171.000 non correnti; l’IVA del mese di giugno 2020 per € 900 mila; i debiti verso l’Erario per IRAP per € 1,49 milioni.

Il Rendiconto Finanziario.


Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.

In sintesi, i flussi generati dalla gestione operativa sono stati negativi per € 58,6 milioni, i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 135,3 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati positivi per 157,37 milioni, grazie all’aumenti di capitale. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato negativo per 36,6 milioni di Euro.

Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 349.467.075 (€ 293.408.718 nel 2018/19), compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 239.961.439 (€ 176.234.924 nel 2018/19).

I crediti per cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi negativi, per € 97.745.119, mentre i debiti per acquisto diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi positivi, per € 75.815.062.

Per la Acquisizioni e/o cessioni temporanee di diritti pluriennali prestazioni calciatori si è verificato un flusso positivo per € 874.783. Per gli Oneri accessori non capitalizzati su acquisizioni di diritti pluriennali prestazioni calciatori si è verificato un flusso negativo di € 26.083.981. L’Aumento dei debiti per oneri accessori su diritti pluriennali prestazioni calciatori ha determinato un flusso positivo 26.847.364

Quindi, nell’esercizio 2019/20, l’assorbimento netto determinato dall’attività di “Calciomercato”, che rientra nell’attività di investimento è stato di € 129,27 milioni netti.

Per quanto riguarda l’attività di finanziamento, spiccano come flussi positivi: l’Aumento di capitale per € 297.984.444. Come flussi negativi emergono: l’Aumento (diminuzione) degli utilizzi di linee di factoring per € 97.230.735.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2020, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 508.423.169 e rispetto al 30 giugno 2019 risulta in aumento di € 105,6 milioni, per il quinto esercizio consecutivo.

Il Costo storico della Rosa è di € 938.164.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 429.741.000, con un valore contabile di € 508.423.000.  Per quanto riguarda la prima squadra il costo storico della Rosa è di € 713.530.000, con un fondo ammortamento di € 361.703.000 ed un valore netto contabile di € 351.827.000.


L’incremento è dipeso dagli investimenti della Campagna Trasferimenti 2019/20, per € 349,4 milioni, da cessioni per un valore contabile netto di € 68,6 milioni e ammortamenti per € 166,5 milioni e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive di calciatori € 26,9 milioni.

Il calciatore della prima squadra col valore contabile residuo più elevato è Ramos De Oliveira Arthur Henrique con € 71.541.000 (costo storico € 71.620 000),  acquistato il 29/6/2020, seguito da Cristiano Ronaldo con € 57.911.000 (costo storico € 115.822.000), De Ligt Matthijs  con € 69.176.000 (costo storico € 85.701.000 ); Da Silva Danilo Luiz € 30.378.000 (costo storico € 30.378.000); Bonucci Leonardo con € 22.365.000 (costo storico €  34.946.000); Costa de Souza (Douglas Costa) con € € 21.942.000 (costo storico €  44.616.000);  Bernardeschi Federico con € 15.764.000 (costo storico € 39.411.000); Lobo Silva Alex Sandro con € € 7.693.000 (costo storico € 28.125.000); Bentancur Colman Rodrigo con € 6.631.000 (costo storico € 12.514.000); De Sciglio Mattia con € 4.856.000 (costo storico € 12.141.000) e Cuadrado Bello Jan Guillermo con € 4.639.000 (costo storico € 20.490.000).

Tra i calciatori ceduti in prestito spiccano i valori contabili di: Kulusevski Dejan con € 31.520.000 (costo storico € 35.438.000), acquistato il 2 gennaio 2020 e ceduto in prestito; Romero Cristian con € 22.787.000 (costo storico € 28.310.000); Pjaca Marco con € 10.954.000 (costo storico € 29.473.000) e Perin Mattia con € 7.112.000 (costo storico € 14.224.000).

Le cessioni a titolo della Campagna Trasferimenti 2019/2020 hanno comportato plusvalenze nette per € 166,6 milioni e le cessioni temporanee nette hanno determinato proventi netti per € 0,9 milioni.

L’impegno finanziario netto complessivo, ripartito in cinque esercizi, è stato pari a € 126,8 milioni, inclusi gli oneri accessori, nonché gli oneri e i proventi finanziari impliciti su incassi e pagamenti dilazionati.

Durante l’ultima Campagna Trasferimenti quella 2019/20 - prima fase, nei mesi di agosto e settembre 2020 sono stati risolti consensualmente i contratti con i calciatori Blaise Matuidi e Gonzalo Gerardo Higuain, entrambi in scadenza il 30 giugno 2021, che hanno generato un effetto economico positivo netto sull’esercizio 2020/2021 di € 39,7 milioni, come minori costi da sostenere.

L’ultima Campagna Trasferimenti quella 2020/21 - prima fase, ancora in corso alla data di redazione del bilancio, ha comportato tra gli acquisti definitivi: Hajdari Albian (FC Basel 1893) per € 4.380.000 con un valore IFRS da ammortizzare di 4.338.000; Nzouango Bikien Felix Victor (Amiens Sporting) per € 1.900.000 con un valore IFRS di € 1.890.000.

Tra le Acquisizioni temporanee figura Weston McKennie (Schalke 04) per € 4.500.000, con valore di riscatto € 18.500.000.  Con un comunicato del 22 settembre 2020 è stata ufficializzata l’acquisizione in prestito biennale di Morata (Club Atletico de Madrid) per 10 milioni ad anno, con facoltà di riscatto dopo il primo anno a 45 milioni e dopo il secondo a 35 milioni.

Tra le Cessioni temporanee figura Romero Cristian Atalanta BC per € 2.000.000, con valore di riscatto € 16.000.000.

Le Partecipazioni

Al 30 giugno 2020, le Partecipazioni ammontano a € 234.262 e riguardano per € 5 mila la partecipazione detenuta in joint venture da Juventus nella società J Medical S.r.l.; per € 185 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società Tobeez F&B Italia S.r.l., il cui capitale sociale è pari a € 30 mila e per € 4 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società B & W Nest S.r.l. (società che gestisce J Hotel), il cui capitale sociale è pari a € 30 mila.

B & W Nest S.r.l, ha chiuso in perdota i primi sei mesi del 2020. Juventus dopo il 30 giugno ha acquisito il controllo al 100% per l’operazione di copertura perdite.

J Medical S.r.l. è una società a controllo congiunto (joint-venture) di Juventus e Santa Clara S.r.l e svolge l’attività di centro poliambulatoriale, diagnostico, fisioterapico e di medicina sportiva.

La Gestione economica.

La gestione economica del 2019/2020 non risulta equilibrata, perché i costi superano i ricavi determinando anche assorbimento di flussi di liquidità, nonostante i Proventi da gestione diritti calciatori.

IMPATTO SUI RICAVI DELLE MISURE PER CONTRASTARE LA PANDEMIA

Le misure restrittive adottate dalle Autorità, da un lato non hanno permesso di disputare le partite con la presenza del pubblico, con la conseguente riduzione dei ricavi da gare ed il rimborso pro-quota degli abbonamenti standard per la stagione 2019/2020, nonché dei biglietti già venduti, dall’altro lato non hanno consentito l’apertura al pubblico anche del museo e dei negozi, che sono rimasti chiusi dal 9 marzo fino al 17 maggio 2020, con conseguente riduzione dei ricavi da merchandising.

La sospensione delle gare ha determinato inoltre la riduzione dei ricavi da diritti TV, relativi al periodo di sospensione.

Per far fronte, almeno parzialmente, all'impatto economico e finanziario negativo causato dalla sospensione delle attività sportive, la Juventus ha raggiunto un’intesa con i calciatori e l’allenatore della Prima Squadra per la riduzione dei loro compensi della stagione 2019/2020 di un importo pari alle mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Gli effetti economici e finanziari derivanti dall’intesa raggiunta sono positivi per circa € 90 milioni sull’esercizio 2019/2020.

I Ricavi operativi lordi del 2019/20 ammontano a573.424.092, mentre nel 2018/19 erano pari a 621.456.394. La variazione in diminuzione è stata di € 48,03 milioni (-7,7%).

Il decremento è stato determinato soprattutto dai Diritti radiotelevisivi e proventi media che sono diminuiti di € 40.264.302; dai Ricavi da vendite di prodotti e licenze che hanno segnato un decremento di € 12.301.572, e dai Ricavi da gare, che sono diminuiti di € 21.452.212.

Di contro si è verificato un incremento dei proventi per gestione calciatori, per la cifra di € 14.833.803 e un aumento dei Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità per Euro 20.718.134, grazie allincremento, a partire dal 1° luglio 2019, del corrispettivo del contratto di sponsorizzazione FCA/Jeep, che ha attenuato in parte la perdita dei ricavi per la pandemia Covid.

I Costi operativi sono diminuiti in misura percentuale maggiore a quella dei ricavi, ossia del 9,7%, invece la voce riguardante gli Ammortamenti, accantonamenti e utilizzi di fondi è addirittura aumentata del 68,19%, a causa degli ammortamenti e delle svalutazioni.




Il fatturato netto è diminuito da € 464,27 milioni a € 401,4 milioni. Il decremento è stato solo del 13,54%, grazie all’incremento dei ricavi commerciali che sono stati contabilizzati secondo la competenza temporale e non in base alle partite disputate.

Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto degli ultimi 5 anni è stato del 4.12%.



I Proventi da cessioni diritti media, nel complesso, diminuiscono del 19,5%, da € 206,64 milioni a € 166.378.556. In particolare, i Proventi da competizioni UEFA diminuiscono di € 18,2 milioni (-19,1%), da € 95.320.000 a € 77.126.000, per effetto dell’incremento delle risorse raccolte e distribuite attraverso l’applicazione del nuovo sistema di ripartizione introdotto da UEFA a partire dalla stagione 2018/2019.  I proventi da media nazionali diminuiscono di 21,5 milioni, variando da € 110,02 milioni a 88.488.000, a causa del minor numero di partite disputate nell’esercizio 2019/2020, per effetto della pandemia COVID 19. I Proventi da produzioni e accesso al segnale diritti media diminuiscono da € 1.300.000 a € 765.000.

Il Market Pool della UEFA Champions League 2019/2020 è stato determinato provvisoriamente sulla base della disputa del Group Stage.

I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità, incidono per il 22,6% sui ricavi operativi lordi, aumentano di € 20.718.134, da € 108,8 milioni a € 129.560.768, soprattutto a causa dell’incremento, a partire dal 1° luglio 2019, del corrispettivo del contratto di sponsorizzazione FCA/Jeep.

I Ricavi da vendite di prodotti e licenze diminuiscono del 44,3%, da € 44.026.765 a31.725.193. Tali ricavi comprendono la gestione diretta delle attività di vendita e licenza di prodotti ufficiali, nonché dall’organizzazione delle attività delle Juventus Accademy e hanno sofferto della chiusura dello Stadio per ragioni legate alla pandemia, con una riduzione di € 12.301.572.

La tabella seguente, che mostra l’evoluzione nel tempo della distribuzione del fatturato netto, evidenzia come già dal 2017/18 sia aumentata l’incidenza dei ricavi commerciali, soprattutto a causa della scelta di internalizzare l’attività di merchandising e il 2019/20 ha potuto beneficiare dell’incremento FCA/Jeep.


Nel dettaglio, rispetto al 2018/19, a causa della pandemia COVID, i Ricavi da gare diminuiscono del 30,4%, da € 70,65 milioni a € 49,2 milioni. Nel 2019/20 sono state disputate 5 partite casalinghe in meno di campionato; 2 partite casalinghe in meno di Champions League e 3 partite casalinghe in più di Coppa Italia (di cui una senza spettatori). Negli ultimi 5 anni, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) dei ricavi da gare è stato del 3,03%.

Per quanto riguarda gli abbonamenti per la stagione 2019/20, sono state sottoscritte tutte le 29.300 tessere a disposizione, per un ricavo netto di € 33,5 milioni (€ 31,7 milioni nel 2018/19), inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi. I Ricavi da biglietteria per gare casalinghe di Campionato sono diminuiti da € 17.473.000 a € 9.700.000, per l’effetto della pandemia COVID.

I ricavi da biglietteria per la UEFA Champions League, per le tre partite disputate nell’esercizio, ammontano a € 5.861.000 (€ 14.435.000 nel 2018/19) e risultano in diminuzione di € 8.574.000. I Ricavi da servizi aggiuntivi gare aumentano da € 5,78 milioni a € 5,78 milioni. I Ricavi da finali Coppe diminuiscono da € 3 milioni a € 2,9 milioni. Gli Ingaggi per gare amichevoli risultano aumentati da € 5.1 milioni a 6,9 milioni. I Ricavi da biglietteria per gare Coppa Italia ammontano a € 909 mila e gli Altri ricavi da gare a € 186 mila.

I proventi da gestione diritti calciatori, incidono per il 30% sui ricavi operativi lordi, aumentano di 14,83 milioni di Euro, da € 157.186.818 a172.020.621. Tale voce comprende plusvalenze complessive per € 166.184.000 (€ 126.580.000 nel 2018/19).

I maggiori importi delle Plusvalenze hanno riguardato: Pjanic Miralem (F.C. Barcellona) per € 43.722.000; Cavaco Cancelo Joao Pedro (Manchester City F.C.) per   30.442.000; Kean Moise Bioty (The Everton F.C.) per   27.077.000; Can Emre (Borussia Dortmund) per   14.669.000; Moreno Taboada Pablo (Manchester City F.C.) per   9.500.000;  Muratore Simone (Atalanta B.C.) per € 6.665.000; Pereira Da Silva Matheus (F.C. Barcellona) per € 6.130.000; Mavididi Stephy Alvaro (Montpellier Hérault Sport Club) per €  5.020.000; Sene Mamadou Kaly (F.C. Basel 1893) per €  3.909.000; Mancuso Leonardo (Empoli F.C.) per €  3.272.000; Han Kwang Song (Al Duhail Sports Club) per €  3.116.000; Mota Carvalho Dany (A.C. Monza) per €  2.800.000; Loria Leonardo (A.C. Pisa) 1909 per €  2.473.000; Lanini Erik (Parma Calcio 1913) per €  2.203.000; Francofonte Nicolò (U.C. Sampdoria) per €  1.574.000; Masciangelo Edoardo (Delfino Pescara 1936) per €  1.530.000 e Bandeira Da Fonseca Rafael Alexandre ceduto all’Amiens S.C. per €  1.438.000.

I Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori risultano pari a € 875.000 (€ 26.939.000 nel 2018/19). Gli importi principali riguardano: Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori Pereira Da Silva Matheus (Sa Dijon Fco) per €   400 mila; Mavididi Stephy Alvaro (Sa Dijon Fco) 300.000 e Ramos De Oliveira Melo Arthur Henrique/F.C. Barcellona per € 53.000.

Altri ricavi da gestione calciatori per bonus, premi di rendimento e contributi di solidarietà sono stati pari a € 3.195.000, di cui € 1.900.000 per bonus di Murara Neto Norberto (Valencia Club de Futbol); € 1.000.000 per bonus Tello Munoz Andres Felipe (Benevento Calcio); € 525.000 per bonus  Lanini Erik (Parma Calcio 1913); € 522.000 per bonus Perin Mattia (Genoa Cricket and F.C.); € 500.000 per bonus  Moise Kean Bioty (The Everton F.C.); € 70.000 per contributo solidarietà Morata Alvaro (Club Atletico de Madrid).

Gli altri ricavi diminuiscono del 28%, da € 34.104.728 a € 24.538.574. Sostanzialmente la riduzione di Euro 9.566.000 è dovuta agli effetti economici della diffusione della pandemia da Covid-19, che ha determinato la chiusura al pubblico del Museo e dell’Allianz Stadium.

Le sopravvenienze attive, pari a € 2.455.000, includono i premi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2018/2019. I proventi per iniziative commerciali come “Accendi una Stella”, “Membership”, lo Stadium Tour, il Museo e il “Camp” diminuiscono da € 17.151.000 a € 12.046.000. I Proventi da Lega Nazionale Professionisti Serie A diminuiscono da € 2.109.000 a € 1.814.000. I Proventi da attività “no match day” e altri proventi stadio diminuiscono da € 3.698.000 a € 2.628.000. I Contributi da FIFA/UEFA per convocazioni calciatori in Nazionale diminuiscono da € 712.000 a € 33.000.

I Costi operativi, esclusi gli ammortamenti e comprendendo gli oneri della gestione economica dei calciatori, sono pari a € 414.123.111 (€ 458.461.662, nel 2018/19). La variazione in diminuzione è stata di € 44.338.551, ossia del 11,6%, in misura superiore al decremento percentuale dei ricavi operativi lordi che è stato del 9,5%, grazie alla riduzione del costo del personale, che sono diminuiti del 18% e all’incremento dei proventi da gestione calciatori del 14,5%.

I costi relativi al personale tesserato diminuiscono di 42 milioni, ossia del 14%, da € 301,3 milioni a € 259,2 milioni, l’incidenza sul fatturato netto è del 64,6% (74,9% nel 2018/19), inferiore a quanto auspicato dal Fair Play Finanziario. Le retribuzioni sono diminuite di 30,46 milioni, da € 253,25 milioni a € 222,78 milioni, per l’accordo raggiunto con i tesserati relativo alla rinuncia di quattro mensilità.

Il Numero medio personale tesserato è aumentato di 33 unità da 147 a 180. Gli incentivi all’esodo sono stati pari a Euro 201.000 (€ 9.382.000 nel 2018/19). I premi variabili sono diminuiti di 2,87 milioni, da € 28,48 milioni a € 25,62 milioni.

Il costo del personale non tesserato diminuisce di € 1,35 milioni, da € 26,42 milioni a € 25,06 milioni. Il decremento è dovuto soprattutto a minori altri oneri, che comprendono l’eccedenza dell’indennità di fine rapporto rispetto al fondo precostituito e riguardante i dirigenti usciti per € 636 mila.

Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 284,3 milioni (€ 327,7 milioni nel 2018/19) e l’incidenza sul fatturato netto è del 70,8% (70,6% nel 2018/19), comunque sostanzialmente in linea con quanto auspicato dal Fair Play Finanziario. L’incidenza del costo del personale sui ricavi operativi lordi è più bassa e risulta pari al 49,6% (52,7% nel 2018/19) a causa delle plusvalenze.

Il grafico seguente riguardante l’evoluzione del fatturato netto e del costo del lavoro allargato, inteso come somma del costo del personale e degli ammortamenti calciatori, mostra come dal 2012/13 al 2017/18 il fatturato netto abbia superato sempre il costo del lavoro allargato; mentre dal 2018/19 il Costo del Lavoro Allargato ha superato il fatturato netto.


L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.

Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.

Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,844 tale valore sarebbe al di sopra del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2019/20, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2020/21.

E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

Il Personale tesserato, durante il 2019/20, era composto in media da 180 tesserati (147 nel 2018/19), di cui 84 calciatori e 53 allenatori.

Per quanto riguarda l’altro Personale, durante il 2019/20, era composto in media da 270 unità lavorative (250 nel 2018/19), di cui 16 dirigenti. Il personale impiegatizio, aumenta da n. 188 a n. 208.

Gli Oneri da gestione diritti calciatori aumentano da € 15.521.000 a 31.123.416. La maggior parte riguarda gli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori non capitalizzati, pari a € 26.084.000 (€ 11.193.000 nel 2018/19) e riguardano principalmente le commissioni per gli agenti di Kean Moise per € 4.880.000; Cavaco Cancelo Joao Pedro per € 2.942.000; Can Emre per € 2.917.000 e Mandzukic Mario per € 2.000.000.

Gli Oneri per acquisto temporaneo diritti calciatori diminuiscono da € 1.852.000 ad € 96.000 e riguardano Pjanic Miralem (F.C. Barcelona) per € 94.000 e Muratore Simone (Atalanta B.C.) per € 2.000.

Gli Altri oneri ammontano a € 4.890.000 e si riferiscono principalmente alle percentuali sulla futura rivendita dovute per Mancuso Leonardo (Delfino Pescara 1936) per € 1.193.000; Moreno Taboada Pablo (F.C. Barcelona) per € 900.000; Mavididi Stephy Alvaro (The Arsenal F.C.) per € 687.000;

Pereira Da Silva Matheus (Empoli F.C.) per € 473.000 e al bonus per Favilli Andrea (Genoa Cricket and F.C.) per € 1.000.000.

Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, comprese le svalutazioni di Higuain, Mantdzukic e Matuidi aumentano da € 149.440.966 a193.475.910. In particolare, gli ammortamenti aumentano di € 25.775.633, a € 166.576.000 e risultano effettuate svalutazioni per € 26.875.000. L’ammortamento del cartellino di Cristiano Ronaldo risulta pari a € 28.955.000. Per Douglas Costa sono stati calcolati ammortamenti per € 10.971.000. L’ammortamento del cartellino di De Ligt Matthijs risulta pari a € 16.525.000. L’ammortamento del cartellino di Bernardeschi risulta pari a € 7.883.000. Da Silva Danilo Lui z ha inciso come costo per ammortamento per € 6.835.000. L’ammortamento del cartellino di Higuain risulta pari a € 18.260.000, quello di Matuidi € 3.821.000 e quello di Mandzukic € 1.422.000. Tra i calciatori in prestito Pellegrini Luca ha una ammortamento di € 5.523.000.

La voce Accantonamenti, svalutazioni e rilasci di fondi registra un decremento,  risulta diminuita di € 1.692.360 da 17.160.672 a15.468.313. Tale voce inserita nella gestione straordinaria della tabella, comprende: Accantonamenti fondo rischi e oneri diversi per € 8.851.000 (€ 16.050.000 nel 2018/19); Accantonamento fondo svalutazione crediti per € 5.732 (€ 1.616.000 nel 2018/19); Rilascio fondo rischi e oneri diversi con effetto positivo di € 82.000, svalutazione dei prodotti destinati alla vendita ammonta a € 1.071.000 e si riferisce a merce obsoleta e ripristino valore di magazzino per € 104.000.

Gli Accantonamenti fondo rischi e oneri diversi si riferiscono, per l’importo di € 7.140.000, agli oneri derivanti dall’applicazione del regime di tassazione agevolata riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia sui compensi di alcuni calciatori, nonché gli accantonamenti per controversie per € 1.010.000.

Le spese per servizi esterni diminuiscono del 12,4%, da € 81.236.433 a71.126.279. In particolare, le Spese di trasporto, soggiorno e ristorazione diminuiscono di 1,71 milioni, da € 13,94 milioni a € 12,23 milioni. Le Spese di sicurezza e accoglienza diminuiscono da € 4.758.000 a € 3.231.000. Le spese di manutenzione, aumentano da € 6.706.000 a € 8.361.000.

Gli “Emolumenti a CdA e Organi Sociali” diminuiscono da € 1.908.000 a € 1.327.000.

Le “Consulenze” si aumentano di € 1.770.000, da € 6.365.000 a € 8.135.000.

Le Spese di gestione riconosciute a terzi su prodotti commerciali decrementano di € 1.757.000 da € 3.758.000 a € 2.001.000. I costi per Stampati e spedizioni aumentano di € 380.000 da € 2.627.000 a € 2.247.000. I Compensi a consulenti sportivi diminuiscono da € 2.383.000 a € 2.335.000.

I “Canoni e affitti” diminuiscono di 3.623.000 da € 6.755.000 a € 3.132.000.

Il risultato operativo è negativo per € 67.060.716 e risulta in netto peggioramento rispetto al risultato operativo del 2018/19 che era negativo per € 15.329.297 e anche rispetto a quello del 2017/18 che era negativo € 1.434.058.

I Proventi finanziari ammontano a € 4.217.342 (€ 3.429.230 nel 2018/19) e sono composti da: Proventi finanziari da attualizzazioni per € 4.120.000; Interessi attivi per € 58 mila e Altri per € 39.000.

Gli oneri finanziari risultano pari a € 17.706.544 (€ 14.496.878 nel 2018/19) e riguardano: Interessi passivi e commissioni per € 6.393.000; Interessi passivi su prestito obbligazionario per € 6.120.000; Oneri finanziari da attualizzazioni per € 4.651.000; Oneri finanziari da diritto d'uso IFRS 16 per € 289.000; Oneri finanziari da strumenti derivati per € 9.000 e Altri oneri per € 245.000.

Il Punto di Pareggio.

Premesso che ai fini dell’ottenimento della licenza 2021/2022, valuterà come un unico periodo l’esercizio 2019/20 e 2020/21, il risultato prima delle imposte è negativo per € 81.657.094. Nel 2018/19 era negativo per € 26.897.835, nel 2016/17 era negativo per € 10.022.550.

Ai fini del calcolo e del rispetto dei limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario, nella determinazione del “break-even result” non si considereranno oltre i soli elementi come: gli altri ammortamenti; plusvalenze e minusvalenze determinate da attività fisse che non siano i calciatori; gli oneri finanziari determinati da investimenti “virtuosi”; le spese per il settore giovanile e femminile, anche gli effetti economici dovuti alla pandemia COVID.

Dopo il calcolo delle imposte, il risultato netto dell’esercizio 2019/20 è negativo per 89.682.106. Nel 2018/19 era negativo per 39.895.794. Nell’esercizio 2017/18 era negativo per 19.228.819.

Dal 2017/18, a livello di risultato netto il trend di netto miglioramento, si è fermato, da causare la necessità del ricorso ad un aumento di capitale, concluso il 2 gennaio 2020 con l’integrale sottoscrizione dell’offerta.

Il risultato del conto economico complessivo è negativo per Euro 90.022.569 in quanto tiene conto di Altri Utili (Perdite) iscritti a riserva da cash flow hedge per l’importo di € 3.768 e Altri Utili (Perdite) iscritti a riserva da fair value attività finanziarie per l’importo negativo di € 344.231.

L’Aumento di capitale.

Il 2 gennaio 2020 sono terminate le operazioni di aumento di capitale, perché sono state complessivamente sottoscritte n. 322.485.328 azioni, pari al 100% delle azioni offerte nel contesto dell’aumento di capitale, per un controvalore complessivo pari a € 299.911.355,04.

Con l’integrale sottoscrizione dell’offerta, il nuovo capitale sociale di Juventus è diventato paria a € 11.406.986,56, composto da n. 1.330.251.988 azioni ordinarie senza valore nominale espresso.

Nell’ambito delle azioni previste dal Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/2020 – 2023/2024, che delinea le linee strategiche ed operative per la gestione e lo sviluppo della Società, era previsto che tale aumento era principalmente finalizzato a finanziare gli investimenti per la competitività sportiva, sostenere la strategia commerciale per l’incremento dei ricavi e della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali e a rafforzare la struttura patrimoniale della Società.

Conclusioni

Nell’esercizio 2019/2020 l’indebitamento finanziario netto è diminuito rispetto al 2018/19, per l’esecuzione dell’aumento di capitale; tuttavia per l’esercizio 2020/2021 se ne prevede l’incremento. In effetti si prevedono mancati incassi su alcune linee di ricavo come la biglietteria dello Stadio e i ricavi da merchandising. Inoltre, la crisi economico-sanitaria potrebbe creare effetti negativi sulla liquidità del mercato dei trasferimenti dei calciatori, a causa di significativi costi operativi dipendenti dagli ingaggi con il personale tesserato.

Gli Amministratori prevedono per il 2020/21 un risultato negativo, che dipenderà dalle prestazioni sportive, soprattutto in UEFA Champions League.

Con il perdurare dell’emergenza sanitaria, che aumenta il clima di incertezza economica e sportiva potrebbe essere necessario una verifica dell’adeguatezza delle linee strategiche ed operative per la gestione e lo sviluppo della società con l’aggiornamento e la possibile estensione temporale del Piano stesso da parte del Consiglio di Amministrazione.