mercoledì 15 gennaio 2020

Consolidato PARMA CALCIO 1913 S.r.l. 2018/19, in perdita nonostante la Serie A.




Luca Marotta



Il bilancio consolidato 2018/19 della società PARMA CALCIO 1913 S.r.l. si è chiuso con una perdita significativa di Euro 9.408.399 a fronte di un valore della produzione di Euro 60.260.205.
L’esercizio precedente disputato in serie B con un valore della produzione di € 11.457.716
L’esercizio precedente la perdita era stata di € 22.298.765.
Occorre evidenziare che tale perdita si è verificata nonostante il salto di categoria che ha comportato un incremento esponenziale del fatturato.
Il costo del personale ha superato il valore dei ricavi per i diritti televisivi.
L’esercizio 2018/19 è stato caratterizzato anche dall’investimento dell’acquisto del Centro Sportivo.
In presenza di situazioni di squilibrio economico, che drenano liquidità, appare fondamentale l’apporto della proprietà volto a garantire la continuità aziendale.

Dal punto di vista sportivo, per la stagione sportiva 2018/18, il PARMA CALCIO 1913 S.r.l. ha conseguito l’obiettivo della permanenza in Serie A. La Società ha conseguito il sedicesimo posto con 41 punti. In Coppa Italia ha perso al terzo turno col Pisa.

Il Gruppo.

Il Gruppo è controllato dalla società “Nuovo Inizio srl” ed è costituito dalla società “Parma Calcio 1913 S.r.l.” che controlla la società “Parma Calcio Servizi S.r.l. a socio unico”, costituita nel mese di settembre 2017.
Con un comunicato diffuso il 23 ottobre 2018 è stata diffusa la notizia che “Nuovo Inizio srl”, la società costituita dagli imprenditori parmigiani Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti, aveva completato il processo di riacquisizione della maggioranza di Parma Calcio 1913, con il 60% delle quote.

La Continuità Aziendale (going concern).

La Relazione della società di Revisione Trevor Srl contiene un richiamo di informativa riguardante il fatto che “Il bilancio consolidato chiuso al 30 giugno 2019 evidenzia un significativo squilibrio economico che ha comportato l’emergere di una perdita di periodo che ha ridotto considerevolmente il patrimonio netto del Gruppo.” I Revisori hanno richiamato all’attenzione dei lettori del bilancio che gli Amministratori hanno affermato che “al fine di garantire il presupposto della continuità aziendale per l’esercizio in corso e quindi almeno fino al 30 giugno 2020, la controllante Nuovo Inizio S.r.l. ha confermato mediante un support letter datata 12 aprile 2019 che porrà a disposizione della Società le risorse adeguate alla copertura finanziaria del suo fabbisogno”  

In effetti data 30 settembre 2019, la società controllante Nuovo Inizio Srl ha erogato alla Capogruppo Parma Calcio 1913 S.r.l. un finanziamento soci fruttifero di Euro 9.000.000, con scadenza il 30 giugno 2021 ad un tasso di interesse allineato alle condizioni di mercato.

La struttura dello Stato Patrimoniale.

L’incidenza della Rosa calciatori sul totale dell’attivo è del 72,6%; quella delle immobilizzazioni materiali è del 7,4%.
Le disponibilità liquide incidono sul totale dell’attivo per il 7,7%. I crediti incidono per il 26,9%.


Il totale dei debiti finanzia l’87,7% dell’attivo.

Un dato importante e caratterizzante per un club di calcio è costituito dal fatto che tra le immobilizzazioni materiali è compreso il Centro Sportivo. L’acquisizione del Centro Sportivo sito in Collecchio, comprensivo di impianti e macchinari, è avvenuta nel mese di luglio 2018 per Euro 3.210.000.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,12 (0,65 nel 2017/18), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, determinato applicando il principio di continuità aziendale, è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,30 (0,14 nel 2017/18), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

La Rosa Calciatori.

Il valore netto dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta ad Euro 23,56 milioni; mentre quello del settore giovanile ad Euro 294 mila.  
Il valore lordo dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta complessivamente ad Euro 30.412.866; mentre, il F.do Ammortamento ammonta ad Euro 6.555.520.  Il valore lordo dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori settore giovanile 397.852; mentre, il F.do Ammortamento ammonta ad Euro 103.770.


Il calciatore col maggior valore lordo contabile netto risulta Kucka Juraj con Euro 5.617.756, seguito da Adorante Andrea con Euro 4.028.700.

La Campagna Trasferimenti 2019/2020 ha comportato complessivamente un aumento del capitale investito di € 64,6 milioni derivante da acquisizioni ed incrementi per € 67,1 milioni e cessioni per € 2,5 milioni. Tra i calciatori acquistati spiccano INGLESE ROBERTO (S.S.C. Napoli S.p.a.) per € 21.950.000; GRASSI ALBERTO (S.S.C. Napoli S.p.a.) per € 8.950.000; CORNELIUS ANDREAS Atalanta Bergamasca Calcio S.p.a. per € 8.405.000; KARAMOH YANN (F.C. Internazionale Milano  S.p.a.) 8.000.000; PEZZELLA GIUSEPPE (Udinese Calcio S.p.a.) per € 6.450.000 e AZEVEDO JUNIOR HERNANI (Football Club Zenit)8 per € 5.480.000.
Tra i calciatori ceduti figurano CERAVOLO FABIO (*) U.S. Cremonese S.p.a. per 1.290.000 , con una plusvalenza di € 29.000 e STULAC LEO (Empoli F.C. S.p.a.) per € 2.500.000, con una plusvalenza di € 1.260.000.

Il Patrimonio Netto

Il Patrimonio Netto consolidato al 30 giugno 2019 è positivo e ammonta ad € 44.215; mentre, nel 2017/18 era negativo per € 8.073.956.
La variazione è dovuta alla perdita consolidata dell’esercizio pari a € 9.408.399; al decremento della riserva sovrapprezzo azioni da € 8.000.000 a € 4.654.257 e a nuovi versamenti per copertura perdite per € 17.526.570, utilizzati per coprire la perdita 2017/18 per € 12.876.570 unitamente alla riserva in conto aumento capitale esistente per € 6.074.808 e all’utilizzo della riserva sovrapprezzo azioni.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,001.
Infatti, l’equity ratio è molto basso ed è pari a 0,1%. Il ricorso al capitale di terzi risulta dominante. In altre parole, l’attivo è finanziato per il 99,9% con il capitale di terzi.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
La voce “debiti” riclassificata al 30.06.2019 ammonta a € 42,3 milioni, da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC); il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 26,12 milioni.

Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,247.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori
Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri ed è pari allo 0,19%. Questo vuol dire che l’investimento nella rosa calciatori è stato finanziato col capitale di terzi.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,28, inferiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. La soglia prevista per il 2019/20 è 0,7 e per il 2020/21 è 0,8. 
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima, si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci.
In ogni caso, il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

La Posizione Finanziaria Netta

La Posizione Finanziaria Netta, intesa come differenza tra disponibilità liquide e debiti finanziari come debiti verso banche e debiti finanziari verso soci è negativa per € 884 mila.


Le disponibilità liquide aumentano da Euro 407.517 a Euro 3.722.727 e sono costituite al 30 giugno 2019 dalle disponibilità bancarie per Euro 3.706.806 e da denaro e valori in cassa pari ad Euro 15.921.
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I debiti verso banche ammontano ad Euro 2.098.583 di cui Euro 135.347 entro l’esercizio successivo.  Tali debiti riguardano il mutuo bancario, di durata pari a 120 mesi con rate trimestrali, contratto dal Parma per l’acquisto del Centro Sportivo di Collecchio.

I Debiti verso altri finanziatori ammontano ad Euro 2.508.405 e riguardano un’anticipazione finanziaria su crediti derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi, autoliquidante con scadenza nell’esercizio successivo.

Il saldo tra crediti e debiti verso Enti del settore specifico risulta negativo.
I Crediti verso enti-settore specifico al 30 giugno 2019 ammontano ad Euro 3.676.574.  
I Debiti verso Enti settore specifico ammontano ad Euro 19.702.267.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco

Nel caso del Parma al 30.06.2019 non figurano debiti tributari non correnti.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto anche la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso del Parma, al 30.06.2019, figurano debiti finanziari per l’acquisto del Centro Sportivo rilevanti ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt” per € 2.098.583.

I Debiti.

I debiti in totale ammontano a Euro 42.323.311 (€22.256.507 nel 2017/18) e finanziano il 98% dell’attivo. L’importo maggior riguarda i Debiti verso enti settore specifico per € 19.702.267, seguiti dai debiti verso Fornitori per € 6.335.029.

I Debiti tributari ammontano ad Euro 5.508.662 e riguardano principalmente i debiti verso Erario per Ritenute Reddito Lavoro Dipendenti per € 4.165.651 (€2.575.153 nel 2017/18). Nella Nota integrativa è specificato che i debiti relativi alle ritenute ed alle altre imposte si riferiscono alle normali scadenze di legge.
I debiti verso Istituti di Previdenza e Sicurezza Sociale ammontano a € 354.141 (€ 436.772 nel 2017/18) e si riferiscono alle normali scadenze di legge.

I Debiti Vs. il Personale riguardano la mensilità di giugno corrisposta nell’esercizio 2019-20.
i debiti verso il personale relativi alla mensilità di giugno corrisposta nell’esercizio 2019-20. 

Il Rendiconto finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per € 3.315.210.
Tale variazione positiva è dipesa da un flusso positivo della gestione reddituale per Euro 1.128.033; dal flusso negativo derivante dall’attività di investimento per Euro 19.734.858 e dal flusso positivo dell’attività di finanziamento per Euro 21.922.035.

La Gestione Economica.

La prima voce contabile da cui partire nelle valutazioni della gestione economica è il fatturato netto, perché la prima misura del successo del business è il volume delle vendite. Il salto di categoria, dalla Serie B alla Serie A, ha determinato l’aumento del fatturato netto i 41,17 milioni di Euro pari al 376,5%, da 10,94 milioni di Euro a 52,1 milioni di Euro.

Tuttavia il risultato netto, che è il dato di sintesi della gestione economica più immediato, evidenzia una perdita di € 9,4 milioni; mentre nell’esercizio precedente la perdita era stata di € 22,3 milioni.
Anche l’EBITDA, ossia il risultato operativo prima di ammortamenti, interessi e tasse, risulta negativo per Euro 744.137; nel 2017/18 era negativo per € 20.314.777.

La gestione economica, a causa del passaggio nella massima categoria mostra un incremento del valore della produzione di 48,8 milioni di Euro, raggiungendo la cifra di Euro 60.260.205; mentre i costi della produzione aumento di € 34.685.726 raggiungendo la cifra di Euro 68.427.323, superiore al valore della produzione.


I Ricavi.

Ricavi da gare in casa prima squadra risultano pari a € 4.378.727 e sono costituiti da: ricavi per Gare Campionato per € 1.383.501; ricavi per Gare Amichevoli e tornei per € 41.696; ricavi per Abbonamenti per € 2.132.747; Biglietti omaggio per € 717.484; Biglietti museo per € 1.000; Ricavi merchandising per € 550.919 e altro per € 17.430.
Nel corso dell’esercizio sono stati aperti al pubblico il Museo del Parma Calcio ed il punto vendita per l’official merchandising all’interno dello Stadio Tardini.
I Proventi da sponsorizzazioni sono pari ad Euro 2.059.029. Tali proventi sono composti dai corrispettivi pagati dagli Sponsor Principali (main, second, back sponsor) per € 1.613.273 e dai corrispettivi pagati dallo Sponsor Tecnico per l’acquisto del diritto ad apporre il proprio marchio sulle divise da giuoco ufficiali della Società per € 445.757.

I Proventi pubblicitari ammontano ad Euro 5.334.036 e riguardano essenzialmente ricavi da cartellonistica pubblicitaria all’interno dello stadio per le partite casalinghe della prima squadra.
I Proventi commerciali e royalties risultano pari ad Euro 149.362 e si riferiscono principalmente ai ricavi derivanti dall’attività di licensing.
I Proventi da cessione diritti televisivi pari a € 35.644.232 sono costituiti da proventi radio – televisivi e da diritti di archivio concessi a terzi.

Gli Altri ricavi e proventi, pari ad Euro 4.041.476, riguardano principalmente le risorse collettive distribuite dalla Lega di Serie A per Euro 2.845.352 ed la ridistribuzione di una quota del “paracadute” non assegnata ad una società ritornata in Serie A per Euro 714.286.

Il Player Trading

Il risultato da Player Trading è negativo per 4,7 milioni di Euro. Il risultato della gestione economica dei calciatori non riesce a coprire il costo di ammortamento degli stessi pari a 5,67 milioni di Euro.


Le Plusvalenze risultano pari a € 5,97 milioni, riguardano principalmente Gabriel (FC Internazionale SpA) per € 3.646.508 e Galano (Delfino Pescara 1936 SpA) per € 1.852.857.
Gli Altri proventi da gestione calciatori risultano pari a € 1.607.800.
I costi di acquisizioni temporanee calciatori ammontano a € 3,42 milioni.
Gli Altri proventi gestione calciatori pari a € 3,24 milioni. I Compensi agli agenti/intermediari sportivi sono inclusi nella voce altri oneri di gestione calciatori per un importo pari a Euro 1.21 milioni (Euro 1.12 milioni nel 2017/2018). Nell’esercizio sono stati capitalizzati costi relativi agli agenti per Euro 3.306.000 i quali sono inclusi nei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
L’ammortamento della rosa calciatori ammonta ad Euro 5.677.065 e rappresenta l’8,3% dei costi della produzione. L’importo di Euro 84.570 si riferisce all’ammortamento dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori del settore giovanile.

I Costi.

Il costo del personale, a seguito del salto di categoria, dalla Serie B alla Serie A, subisce un incremento esponenziale di € 18,7 milioni pari al 98%, da € 19.119.200 a € 37.859.224. Tale voce, rappresenta il 55,3% dei costi della produzione e assorbe il 72,7% del fatturato netto e il 62,8% del valore della produzione.
L’incidenza del Costo del Personale indica il grado di rigidità economica della società. Quanto più è basso quanto più mostra la capacità della società di essere in equilibrio economico, ovviamente molto dipende dal volume di fatturato, che tanto più è elevato, tanto più, in proporzione, può determinare un volume elevato di costo del personale.
Da evidenziare che l’incidenza del costo del personale sul fatturato netto supera i limiti auspicati dal Financial Fair Play.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato (€ 43,5 milioni circa), mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 1,7.

I Costi per acquisto materiale di consumo e di merci aumentano da € 875.968 ad Euro 1.435.827 e riguardano acquisto di indumenti sportivi per l’allenamento nonché delle divise ufficiali fornite dallo Sponsor Tecnico per la prima squadra, settore giovanile e squadra femminile.

I Costi per prestazioni di servizi aumentano da € 4.720.055 ad Euro 7.333.562. Tali costi comprendono la voce “Altri” per € 3.930.268, che include la valorizzazione del ticketing inclusa nei pacchetti di sponsorizzazione, per € 874.295; spese di rappresentanza per Euro 249.459, le spese per Utenze dello Stadio e del Centro Sportivo Euro 370.808, i compensi provvigionali corrisposti per l’attività commerciale Euro 405.190, le commissioni e spese per factor per Euro 93.934.

La valorizzazione del ticketing inclusa nei pacchetti di sponsorizzazione è presente per pari importo nel Valore della Produzione.

Tra i costi per godimento beni di terzi, pari ad Euro 1.146.101, figura l’affitto dello stadio pagato per € 151.000 a Parma Infrastrutture SpA concessionaria del Comune di Parma per lo Stadio Tardini.

Gli oneri diversi di gestione aumentano da € 6.033.292 ad € 13.258.728.

La gestione finanziaria è negativa per € 104.495, a causa degli interessi passivi per debiti Vs. Factor per € 36.342 e Interessi passivi mutuo per € 27.984.

Il Risultato prima delle imposte evidenzia un importo negativo per Euro 13.258.728.

Conclusioni

Lo squilibrio economico verificatosi nel 2018/19 è dettato dall’insufficienza dei ricavi rispetto al volume dei costi.
Come nota positiva bisogna citare l’acquisizione del Centro Sportivo e dal punto di vista sportivo l’aver conseguito l’obiettivo della permanenza in Serie A.
Molto probabilmente gli investimenti effettuati nel 2019/20 per l’acquisto di calciatori determineranno un aumento dei costi.
Gli Amministratori hanno scritto che per il 2019/20 l’andamento economico dipenderà dai risultati sportivi conseguiti e, in particolare, dal mantenimento della categoria acquisita oltre che e dalle operazioni di campagna trasferimenti.


venerdì 10 gennaio 2020

Bilancio Chelsea 2018/19: perdita di £ 96,6 milioni a causa dell’aumento dei costi.




Luca Marotta


La società “Chelsea FC plc”, ha chiuso il bilancio consolidato al 30 giugno 2019, con un risultato netto negativo per £ 96,5 milioni, pari a circa € 107,7 milioni (cambio al 30.06.2019: £ 1 = € 1,1153).
Secondo Bruce Buck ‘chairman’ di Chelsea Fc Plc, le principali cause della perdita sono da ricercare nell’aumento del costo del personale, che è aumentato rispetto all’esercizio precedente e nella riduzione delle plusvalenze sempre in confronto al 2017/18.
Il risultato del conto economico complessivo risulta negativo per 93.34 milioni (€ 104,1 milioni).
Il risultato prima delle imposte è negativo per £ 101,78 milioni. Nel 2017/18, il risultato prima delle imposte è stato positivo per £ 67,46 milioni, nell’esercizio precedente si era registrato un risultato positivo di £ 15,6 milioni.

Nel 2018/19, il Chelsea ha visto aumentare il fatturato da £ 443,45 milioni a £ 446,74 milioni (€ 498,26 milioni), che rappresenta una cifra record. L’aumento del fatturato è dipeso dall’aumento dei “Ricavi Commerciali” per £ 14,56 milioni. Di contro, i ricavi media sono diminuiti di £ 3,9 milioni nonostante la vittoria in UEFA Europa League che ha fruttato, in base al comunicato UEFA Euro 46.378.913 (ottavi di UEFA Champions League del 2017/18) e i ricavi da Match Day sono diminuiti di £ 7,3 milioni.
I costi operativi ordinari sono aumentati di £ 98.3 milioni a causa soprattutto dell’aumento dell'ammortamento dei giocatori di 43,9 milioni di sterline e del personale per € £ 39,2 milioni.
Sul bilancio 2018/19 pesano anche i costi straordinari pari a £ 26,6 milioni (€ 29,7 milioni), relativi al cambio dello staff tecnico e alle spese legali, che hanno riguardato la conclusione del rapporto con Conte. In effetti, il 13 luglio 2018 Chelsea Football Club Limited ha sollevato dall’incarico di primo allenatore Antonio Conte

In definitiva, nonostante l’aumento dei ricavi e la vittoria in UEFA Europa League, il notevole aumento dei costi operativi ordinari e straordinari ha determinato la perdita notevole.

Nelle note del bilancio si fa cenno a un contenzioso con la FIFA. Il Chelsea ha proposto appello a una sentenza della FIFA per violazione delle norme che regolano la registrazione dei giocatori del settore giovanile. Il Chelsea sta attualmente scontando un divieto di trasferimento su due finestre di calciomercato, in attesa dell'esito dell’appello.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2018/19, il Chelsea ha conseguito il terzo posto con 72 punti (5° posto con 70 punti nel 20017/18), acquisendo il diritto di partecipare alla UEFA Champions League 2019/20. Ha vinto nella competizione UEFA Europa League 2018/19.
Il Chelsea ha raggiunto gli ottavi di finale di FA Cup perdendo con il Manchester United (2017/18: vittoria del trofeo) e nella Coppa di Lega ha disputato la finale perdendo ai rigori con il Manchester City  (2017/18: semifinale).

Il Gruppo

“Chelsea FC plc” è una società “sub-holding” del gruppo cui fa capo il “Chelsea Football Club”. Il gruppo ha come holding “Fordstam Limited” e come controllore di ultima istanza Roman Abramovich.
Le società controllate da “Chelsea FC plc” sono le seguenti: Stamford Bridge Securities Limited  (100%), che è una holding immobiliare; Chelsea Car Parks Limited (100%), società che gestisce i parcheggi; The Hotel at Chelsea Limited  (100%), società che gestisce alberghi e il servizio catering; Chelsea FC Merchandising Limited  (100%), società che gestisce il Merchandising e gli ordini per corrispondenza; Chelsea FC Pte Limited  (100%), che svolge le funzioni di un ufficio di rappresentanza; Chelsea Football Club Limited  (100%), club di calcio professionistico; Chelsea TV Limited (100%), società non operativa; Chelsea Limited (100%), società non operative; Chelsea Football Club Women Limited  (100%), club di calcio femminile.
Tutte le società controllate sono registrate in Gran Bretagna, ad eccezione di Chelsea FC Pte Limited, che è registrata a Singapore. L'intero capitale ordinario e il controllo del 100% dei diritti di voto di tutte le società controllate sono detenuti dalla Società.
Come parti correlate figurano Chelsea FC Foudation e Nike Chelsea Merchandising Limited.

La continuità aziendale.

Gli Amministratori hanno scritto, come nel bilancio precedente, che “Chelsea FC plc” fa affidamento sul continuo supporto finanziario della capogruppo “Fordstam Limited”. La società ha ricevuto conferma dalla capogruppo, che verranno forniti fondi sufficienti per finanziare l'attività per il prossimo futuro. Pertanto, gli Amministratori, nella preparazione del bilancio, hanno adottato il principio della continuità aziendale.
A sua volta, la capogruppo “Fordstam Limited”, è supportata dal proprietario finale Roman Abramovich.

I Revisori di KPMG LLP, tenuti a segnalare se abbiamo concluso che l'uso del presupposto della continuità aziendale fosse stato inappropriato o che esiste un'incertezza che avrebbe potuto suscitare dubbi significativi sull'uso di tale presupposto per un periodo di almeno dodici mesi a partire dalla data di approvazione del bilancio, non hanno avuto nulla da segnalare su questi aspetti.

I Revisori nella loro valutazione hanno considerato anche i rischi inerenti all'impatto della Brexit.

La struttura dell’attivo patrimoniale.


Il totale dell’attivo ammonta a £ 876,4 milioni (£ 755,3 milioni nel 2017/18) e risulta in aumento del 16%.
Al 30 giugno 2019, le attività non correnti rappresentano il 75,9% del totale dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 665,5 milioni, con un incremento del 19,7%.
Le immobilizzazioni immateriali nette, rappresentano il 55% dell’attivo e risultano aumentate del 28,3%, da £ 375,65 milioni a £ 482,1 milioni. Le immobilizzazioni immateriali includono la parte non ammortizzata del costo delle registrazioni dei giocatori (£ 476,64 milioni) e del software generato internamente (£ 5,46 milioni).

Le immobilizzazioni materiali, rappresentano il 20,5% dell’attivo e ammontano a £ 180,1 milioni; nel 2017/18 erano pari a £ 176,8 milioni. Gli oneri finanziari capitalizzati, inclusi nel valore delle immobilizzazioni materiali, ammontano a £ 2.003.000, come nel precedente esercizio. L’importo investito nel 2018/19 è stato di £ 15,1 milioni. Il principale investimento ha riguardato l'acquisizione del contratto di leasing dello stadio Kingsmeadow per £ 14,4 milioni.

Le attività correnti rappresentano il 24,1% dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 210,98 milioni, con un decremento del 5,7% rispetto all’esercizio precedente.
Le disponibilità liquide aumentano da £ 31,68 milioni a £ 36,58 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 2,12 (2,08 nel 2017/18), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore, in base ai criteri di valutazione adottati, è abbondantemente in grado di pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente sia in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,56 (0,63 nel 2017/18), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Bisogna considerare anche che il passivo corrente comprende £ 37,5 (£ 42,4 milioni nel 2017/18) milioni di ricavi anticipati relativi agli abbonamenti 2019/20.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2019, il valore contabile netto della rosa calciatori ammonta a 475,64 milioni di sterline (€ 530,5 milioni) e risulta in aumento di £ 106,5 milioni. La variazione è stata causata da investimenti per £ 280,6 milioni, cessioni per un valore netto contabile residuo di £ 6,48 milioni, ammortamenti per £ 167,64 milioni.  Gli investimenti 2018/19 risultano inferiori di £ 9,7 milioni rispetto all’esercizio precedente in cui il Chelsea giunse quinto nella Premier League.
Gli investimenti includono l’acquisto dei seguenti calciatori: Jorginho (Napoli); Christian Pulisic (Borussia Dortmund) e Kepa Arrizabalaga (Athletic Bilbao).


Il valore contabile netto della Rosa supera il valore del Patrimonio Netto.

In base ad una valutazione effettuata, la rosa del Chelsea al 30 giugno 2019 avrebbe un valore di mercato pari a £ 1.051,7 milioni (£ 843,6 milioni al 30 giugno 2018; £ 445,2 milioni al 30 giugno 2017; £ 398,8 milioni al 30.06.2016 e £ 349,7 milioni al 30.06.2015). Tale valutazione evidenzia l’esistenza di plusvalenze latenti.

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati ceduti 7 calciatori. Il probabile ricavo di queste transazioni, al netto di tutte le commissioni e le imposte applicabili, è di £ 115,4 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 463,68 milioni (€ 517,15 milioni) e risulta in aumento rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era positivo per £ 392,6 milioni. La variazione positiva di £ 71,06 milioni è dovuta essenzialmente al risultato del conto economico complessivo negativo per £ 93,34 milioni; all’aumento di capitale sociale che ha apportato risorse per £ 164,4 milioni. Nell’esercizio 2018/19 sono state emesse 8.220.000 azioni, che hanno determinato un aumento della riserva sovrapprezzo azioni per £ 164.318.000.
Al 30 giugno 2019, il capitale sociale, interamente versato, è composto da 209.405.000 “ordinary shares” dal valore nominale di 1p ciascuna. Al 30 giugno 2018, il capitale sociale, interamente versato, era composto da 201.185.000 “ordinary shares” dal valore nominale di 1p ciascuna. Al 30 giugno 2017, il capitale sociale, interamente versato, era composto da 200.260.000 “ordinary shares” dal valore nominale di 1p ciascuna.
Il Patrimonio Netto finanzia il 52,9% dell’attivo.

L’indebitamento.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2019, mostra una posizione finanziaria netta positiva in quanto le disponibilità liquide pari a £ 36.580.000 (€ 40,79 milioni) superano i debiti relativi agli strumenti finanziari derivati pari a £ 8,002,000 (£ 11,124,000 nel 2017/18). Non esistono altri debiti finanziari.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il Chelsea non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club londinese non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, non emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

Le passività con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 373,95 milioni (€ 417,1 milioni), mentre nel 2017/18 erano pari a £ 317,3 milioni.

I ratei e risconti passivi, iscritti nel passivo corrente, ammontano a £ 134.089.000 (£ 157.607.000 nel 2017/18). Questi debiti comprendono i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione 2019/20 per l’importo di £ 37,5 milioni (£ 42,4 milioni nel 2017/18) e altri ricavi anticipati per £ 96,5 milioni (£ 115,2 milioni nel 2017/18).

I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 153,9 milioni (£ 169,4 milioni nel 2017/18), di cui £ 116,1 milioni, hanno scadenza entro l’esercizio successivo. I debiti a lungo termine, pari a £ 37,84 milioni, riguardano principalmente debiti commerciali da player trading.

I debiti tributari e previdenziali correnti ammontano a £ 31,52 milioni, mentre nel 2017/18 erano pari a £ 16,1 milioni.
La voce Altri debiti aumenta da £ 3,324,000 a £ 13,021,000.

Per quanto riguarda i crediti, nel bilancio è scritto che il Gruppo Chelsea FC plc vanta un credito nei confronti di “Chelsea Pitch Owners plc” per £ 8.258.983 (£ 8.278.491 nel 2017/18), derivante da un prestito concesso il 17 dicembre 1997 di £ 11.151.000, senza interessi, con data di rimborso non specificata. Tale prestito è stato utilizzato per acquisire il capitale azionario di Chelsea Stadium Limited (ex Stardust Investments Limited) e liquidare i debiti di tale società anche per preservare il sito dello stadio. Nella stessa data, ‘Chelsea Stadium Limited’ ha concesso un lungo contratto di locazione a ‘Chelsea Football Club Limited’.
Chelsea Pitch Owners plc è tenuto a rimborsare integralmente il debito. Gli amministratori di “Chelsea FC plc” ritengono che il saldo residuo del credito verrà recuperato. Il prestito è esposto in contabilità al suo valore attuale, utilizzando un tasso di interesse di mercato.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 1,12 (1,08 nel 2017/18).
Infatti, l’equity ratio è molto alto ed è pari a 52,9%. Il ricorso al capitale di terzi è inferiore rispetto all’apporto di mezzi propri.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide risulta positiva per £ 4.901.000. Tale variazione dipende dal flusso negativo generato dalla gestione operativa per £ 58,8 milioni; dal flusso negativo dell’attività di investimento per £ 173,98 milioni e dal flusso positivo determinato dall’attività di finanziamento per £ 237,7 milioni.


L’acquisto di immobilizzazioni immateriali ha determinato un deflusso di cassa per £ 282,2 milioni, invece la relativa cessione ha determinato un flusso positivo di cassa per £ 119,8 milioni circa. L’investimento in immobilizzazioni materiali ha comportato un deflusso di cassa per £ 14,4 milioni.
Dal punto di vista finanziario l’accensione di prestiti ha determinato un flusso positivo di cassa per £ 291,2 milioni e il rimborso dei prestiti ha determinato un deflusso di cassa per £ 53,5 milioni.

Il Fatturato.

Il fatturato consolidato netto, per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2019, risulta pari a £ 446,74 milioni. Il fatturato netto del 2017/18 era pari a £ 443,4 milioni. L’aumento del fatturato, rispetto all’esercizio precedente, è stato di £ 3,29 milioni, ossia dello 0,7%, soprattutto a causa dei ricavi commerciali. Il fatturato 2018/19 è il migliore nella storia del club.

L’evoluzione della composizione del fatturato mostra la maggiore incidenza dei ricavi televisivi, con un’incidenza del 44,81% aumentata rispetto al 41,22% del 2012/13, il tutto grazie ai contratti televisivi record della Premier League. Invero anche l’incidenza dei ricavi commerciali è aumentata dal 31,14% del 2012/13 al 40,28% del 2018/19.



Ai Ricavi Media nazionali, che sono elevati, come tutti i club della Premier League, si aggiungono i ricavi da Europa League 2018/19. Tuttavia, i premi relativi alla vittoria della Uefa Europa League sono inferiori ai premi spettanti per l’approdo agli ottavi di Champions League.
Il ricavi Media nel complesso hanno registrato un lieve decremento dell’1,9%, passando da £ 204,14 milioni a £ 200,19 milioni (€ 200,68 milioni). Il comunicato UEFA per la ripartizione dei proventi della UEFA Europa League 2018/19 espone come importo spettante al Chelsea la cifra di Euro 46,378,913 (nel 2017/18 gli ottavi di Champions League permisero di percepire € 65.156.000).
I ricavi commerciali aumentano di £ 14,56 milioni, da £ 165,37 milioni a £ 179,93 milioni. L’aumento dei ricavi da sponsorizzazioni è dovuto anche a causa della firma di nuovi accordi di sponsorizzazione tra cui: ‘Vitality Health’; ‘Msc Cruises’; ‘Hyundai’; ‘Unilever’; ‘Beats by Dre’ e ‘Millenium  Copthorne Hotels’.
I ricavi da ‘match day’, sono diminuiti del 9,9%, da £ £ 73,938,000 a £ 66,623,000, a causa della riduzione della media spettatori rispetto all'anno precedente dovuta alla riduzione della capacità dello stadio per migliorare l'accesso per i sostenitori disabili e al fatto che il settori ospiti non è stato utilizzato completamente dai sostenitori delle squadre ospiti. La portata negativa determinata da tali circostanze è stata in parte mitigata dall'aumento dei ricavi dovuto alla progressione nelle competizioni di coppe nazionali e dal miglioramento della posizione in Premier League del Club rispetto all'anno precedente.
La media spettatori in campionato è stata di 40.436 (41.482 nel 2017/18; 41.508 nel 2016/17).


Le Spese operative.

Le spese operative ordinarie ammontano complessivamente a £ 582,76 milioni (£ 484,5 milioni nel 2017/18; £ 414,7 milioni nel 2016/17; £ 375,1 milioni nel 2015/16 e £ 377,7 milioni nel 2014/15) e registrano un incremento di £ 98,3 milioni pari al 18,3%, di cui £ 43,9 milioni per ammortamenti calciatori e £ 41,5 milioni per il costo del personale.
L’ammortamento delle immobilizzazioni dei costi di registrazione dei calciatori ammonta a £ 167,64 milioni (£ 123,7 milioni nel 2017/18; £ 88,5 milioni nel 2016/17).
L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali è stato di 9,47 milioni di sterline (£ 9,42 milioni nel 2017/18).

I costi operativi straordinari aumentano da £ 6 milioni a £ 26,6 milioni e riguardano il cambio dello staff tecnico guidato da Conte, comprese le spese legali sostenute.

Il Costo del Personale.

Il costo del personale ordinario ammonta a £ 285,55 milioni e registra un incremento di £ 41,4 milioni, ossia del 17%, rispetto ai 244,1 milioni di sterline del 2017/18. L’incidenza del costo del personale sul fatturato, senza plusvalenze, è pari al 63,9% (55% nel 2017/18), nel limite del 70%, auspicato dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Il costo del personale riguarda 798 unità (756 nel 2017/18) di cui 165 appartenenti alla gestione sportiva (giocatori e staff compreso).

Il “Costo del Fattore Lavoro”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti della rosa calciatori, è pari a £ milioni £ 409,24 milioni (£ 367,8 milioni nel 2017/18).
Il “Costo del Fattore Lavoro” incide sul fatturato netto per il 91,6% (82,9% nel 2017/18). Quindi ogni 100 sterline che si fatturano, ne vengono destinate 91,6 al personale.

Player Trading.

La differenza tra plusvalenze e minusvalenze realizzate con le cessioni di calciatori è positiva per £ 60,4 milioni (£113 milioni, nel 2017/18), pari a circa 67,4 milioni di Euro.

Questo risultato positivo è dovuto principalmente alle cessioni di Thibaut Courtois al Real Madrid; Ola Aina al Torino, Jay Da Silva al Bristol City, Jeremy Boga al Sassuolo e Jonathan Panzo al Monaco.


L’importo realizzato con le plusvalenze non è sufficiente a coprire gli ammortamenti pari a £ 167,37 milioni e pertanto la gestione del “player trading è in perdita per £ 107,1 milioni.

Il “Break-even result”.

Gli Amministratori hanno ribadito che l'introduzione del regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario dalla stagione 2011/12, rappresenta una “sfida significativa”. La squadra di calcio deve coniugare il successo sul campo insieme con il rispetto delle normative finanziarie UEFA e della Premier League. Il Club è risultato conforme a quanto stabilito da questi regolamenti finanziari sin dalla loro istituzione nel 2012 e prevede di farlo per il prossimo futuro.

Al 30 giugno 2019, il risultato prima delle imposte è negativo per £ 101.786.000 (€ 113,52 milioni con cambio al 30.06.2019: £ 1 = € 1,1153).
Al 30 giugno 2018, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 67.461.000 (€ 76,1 milioni con cambio al 30.06.2018: £ 1 = € 1, 1286).
Al 30 giugno 2017, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 15.646.000 (€ 17,8 milioni, con cambio al 30.06.2017 £1 = €1, 1372).

Ai fini del calcolo del Break-even Result, occorre esprimere gli importi in Euro e bisogna considerare il cambio medio dell’esercizio e non quello alla data di chiusura del bilancio.
Il Chelsea potrebbe escludere dal calcolo le spese per il settore giovanile, per il settore femminile, gli ammortamenti che non riguardino la rosa dei calciatori, le spese per lo sviluppo della comunità ed eventuali partite contabili “no money”.

Conclusioni.

L’incremento incremento di £ 98,3 milioni pari al 18,3%, di cui £ 43,9 milioni per ammortamenti calciatori e £ 41,5 milioni per il costo del personale, oltre al sostenimento di costi straordinari per la controversia con Conte per £ 26,6 milioni, a fronte di un incremento del fatturato di solo £ 3,3 milioni pari allo 0,7% e di un decremento del risultato della gestione economica dei calciatori per £ 52,5 milioni sono state le cause principali della notevole perdita dell’esercizio.

lunedì 6 gennaio 2020

Gruppo SS Lazio 2018/19: perdita di 13,16 milioni di Euro, anche per le nuove raccomandazioni FIGC.





Luca Marotta


Il bilancio consolidato 2018/19 si caratterizza rispetto ai precedenti per il fatto che non sono stati accantonati contabilmente i ricavi maturati per la qualificazione alla UEFA Europa League 2019/20, nonostante la qualificazione conseguita, come fatto nei precedenti esercizi, in ossequio alle nuove raccomandazioni della FIGC. Negli anni precedenti la LAZIO contabilizzava i ricavi “ai sensi del Principio contabile IAS 18 (Revenues – Ricavi), quando è probabile che i benefici economici derivanti dalle operazioni di prestazione dei servizi affluiranno all’entità e il loro ammontare può essere attendibilmente valutato”, di fatto i proventi fissi e certi delle competizioni europee che si sarebbero disputate l’esercizio successivo e per le quali si era ottenuta la qualificazione, erano contabilizzati nell’esercizio precedente, ossi quello in cui si era ottenuto il diritto a disputare la competizione.

La S.S. Lazio SpA ha chiuso il bilancio consolidato, al 30 giugno 2019, con una perdita consolidata netta di 13.161.051. Il risultato è in peggioramento rispetto all’ utile consolidato netto di 36.264.626 della stagione precedente.
Il bilancio al 30.06.2019 evidenzia una gestione economica in cui i costi operativil prevalgono sui ricavi operativi ed una gestione del Player Trading che non riesce a coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori, forse a causa degli investimenti effettuati e a causa dell’adeguamento alle raccomandazioni della Figc. Negli esercizi precedenti, il prevalere dei ricavi operativi sui costi operativi era dovuto anche alla contabilizzazione di alcuni proventi delle competizioni UEFA dell’esercizio successivo.
  
Il Gruppo è sottoposto alla direzione e coordinamento della Lazio Events S.r.l., che è l’unico azionista con una partecipazione superiore al 2% del capitale sociale. Lazio Events S.r.l. possiede n. 45.408.929 azioni ordinarie corrispondenti al c% del capitale sociale.

Dal punto di vista sportivo nella stagione sportiva 2018/19, la Lazio ha raggiunto l’ottavo posto nella Serie A (5° posto nel 2017/18) e ha vinto la Coppa Italia (semifinale 2017/18).

Allineamento alla disciplina contabile del Financial Fair Play Regulations

Nelle note del bilancio è scritto che il 18 dicembre 2018, la FIGC, attraverso il Consiglio Federale, ha raccomandato alle società di calcio italiane, che disputano competizioni europee, un perfetto allineamento alla disciplina contabile contenuta nella nuova edizione del Financial Fair Play Regulations (edition 2018). Nel caso della S.S. Lazio la raccomandazione FIGC ha riguardato il trattamento dei rinnovi contrattuali dei calciatori in costanza di rapporto con il club. La variazione prevede che gli effetti del prolungamento decorrono dalla data di sottoscrizione dell’accordo e che l’eventuale costo, non condizionato, sostenuto dal club per l’intermediario venga capitalizzato.

Fino al 30 giugno 2018, la SS Lazio aveva considerato l’avvenuto accordo di prolungamento contrattuale come “evento successivo di aggiustamento” del bilancio in approvazione, con la conseguenza che l’accordo per il rinnovo contrattuale posto in essere nella stagione sportiva successiva produceva i suoi effetti già sul bilancio relativo alla stagione sportiva precedente (bilancio in approvazione). Il vantaggio consisteva nel considerare retroattivamente aumentata la vita utile del contratto, riducendo gli ammortamenti, mentre l’eventuale costo di intermediazione sostenuto dal club veniva addebitato a conto economico nella stagione sportiva successiva, ossia quella del prolungamento.
L’adozione della raccomandazione della FIGC ha costretto, in base a quanto previsto dallo IAS 8, all’applicazione della variazione suddetta nel Bilancio al 30 giugno 2019 e ai fini della comparabilità dei dati patrimoniali ed economici è stato riclassificato il bilancio al 30 giugno 2018.
La modifica ha determinato un impatto finale sul patrimonio netto al 30 giugno 2019 positivo per euro 940 mila.
In particolare, i Diritti pluriennali prestazioni tesserati al 30.06.2018 sono diminuiti di € 1.436.000, da € 57.466.000 a € 56.030.000; gli Utili portati a nuovo al 30.06.2018 sono diminuiti di € 394.000, da € 13.298.000 a € 12.904.000; l’Utile di esercizio al 30.06.2018 risulta diminuito di 1.042.000 da € 37.307.000 a € 36.265.000.        
Dal punto di vista economico l’Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali al 30.06.2018 aumenta di € 1.042.000, da € 21.786.000 a € 22.828.000.
Il Patrimonio netto del Gruppo al 30.06.2018 diminuisce di € 394.000 da € 20.303.000 a € 19.909.000.      

La Capitalizzazione di Borsa.

Il grafico tratto dal sito della borsa italiana, mostra l’andamento del titolo azionario nel periodo 01/07/2018 – 03/01/2020. La quotazione in Borsa per azione ha visto toccare il picco il 24 Luglio 2018.


Considerando la Capitalizzazione di Borsa, come valore puramente indicativo della società, si evince che il 24/07/2018 il titolo quotava € 1,75 con una capitalizzazione in Borsa pari a 118,5 milioni di Euro circa; mentre il 02/01/2020 la Capitalizzazione è scesa a 107.237.470Euro.

Nella Relazione sul Governo Societario e gli assetti proprietari al 30.06 2019 è scritto che il Dott. Claudio Lotito, per il tramite di LAZIO EVENTS S.r.l., possiede una Quota percentuale sul capitale ordinario del 67,035%.

Rapporti con parti correlate.

La S.S. Lazio S.p.A. è soggetta ad attività di direzione e coordinamento di LAZIO EVENTS S.r.l., che nel 2018 aveva un patrimonio netto di Euro 57.991, un attivo di € 29.254.470 e un utile di Euro 503.

Durante il 2018/19, il Gruppo ha intrattenuto rapporti con parti correlate, che hanno comportato il sostenimento di costi per € 6,52 milioni (€ 9,33 milioni nel 2017/18).


La società correlata che ha determinato il maggior sostenimento di costi da parte del  Gruppo è la Gasoltermica Laurentina S.p.A. con 1,87 milioni di Euro.

Con la società di calcio campana U.S Salernitana figurano essere stati sostenuti dei costi per Euro € 1 milione (€ 4,45 milioni nel 2017/18) e debiti per Euro (€ 0,37 milioni nel 2017/18), oltre a investimenti per 3 milioni

Gli Amministratori hanno segnalato che le transazioni con parti correlate sono state perfezionate a normali condizioni di mercato.

La continuità aziendale.

Il Regolamento del Fair Play Finanziario richiede che il bilancio consolidato sia certificato da un revisore esterno, e non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale (‘going concern’).
Per Continuità Aziendale si può intendere la capacità di onorare gli impegni, ovvero l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

La Società di Revisione Deloitte & Touche Spa, nella sua Relazione, non ha riportato eccezioni relative alla continuità aziendale.
Comunque, come fatto nell’esercizio precedente, gli Amministratori hanno scritto che il bilancio consolidato è stato redatto sul presupposto della continuità aziendale, “in quanto vi è la ragionevole aspettativa che la SS Lazio continuerà la sua attività operativa in un futuro prevedibile (e comunque con un orizzonte temporale superiore ai 12 mesi)”.

La struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo è aumentato di € 1,17 milioni, da € 252,7 milioni a € 253,87 milioni. E’ presente una forte incidenza sull’attivo per il 22,2% della voce terreni e fabbricati. Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, incide per il 33,6%. Il capitale circolante netto, inteso come differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è negativo per 60,69 milioni di Euro. Il capitale investito netto consolidato pari a € 98,50 milioni (€ 102,45 milioni nel 2017/18) è finanziato per il 43,54% dal Patrimonio Netto e per il 56,46% dall’Indebitamento Finanziario Netto.


L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,2 (0,29 nel 2017/18).
In effetti, l’equity ratio è peggiorato da 22,2% a 16,9%. Il ricorso al capitale di terzi, anche grazie alla rateizzazione tributaria, ottenuta in passato, prevale di molto sull’apporto dei mezzi propri.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
La voce “debiti” riclassificata al 30.06.2019 ammonta a € 185,7 milioni, da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC); il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 157,3 milioni.

Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,18.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,2 (1,29 nel 2017/18), ciò vuol dire che, in base alle valutazioni effettuate degli elementi dell’attivo, il club possiede dei beni il cui valore sarebbe sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,47 (0,77 nel 2017/18), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,47, inferiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. La soglia prevista per il 2019/20 è 0,7 e per il 2020/21 è 0,8. 
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima, si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci.
In ogni caso, il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

I Terreni e i fabbricati.

La voce complessiva, composta da terreni e fabbricati strumentali e investimenti immobiliari, ammonta a € 56.257.453 (€ 56.692.055 nel 2017/18). I terreni e fabbricati strumentali, corrispondenti al centro sportivo di Formello, sono esposti in bilancio per € 34,36 milioni (€ 34,79 milioni nel 2017/18), la variazione di valore  è dovuta ad incrementi per € 344.000 e alla quota di ammortamento. Il centro sportivo è gravato da ipoteca legale iscritta in data 31 marzo 2004 dal Concessionario del servizio della riscossione della Provincia di Roma. Tale garanzia rimarrà operativa sino alla definitiva esecuzione della transazione con l’Agenzia delle Entrate.
Gli investimenti immobiliari riguardano l’immobile sito in via Valenziani a Roma, che è stato valutato in base al fair value per € 21.900.000 e rinviene dalla fusione per incorporazione della Cirio Lazio Immobiliare nella SS Lazio Marketing & Communication. L’mmobile risulta essere gravato da ipoteca legale per un importo pari ad Euro 16,24 milioni.

Il Valore della Rosa.

Il valore dei diritti alle prestazioni sportive, comprensivi dei costi di intermediazione capitalizzati, aumenta di € 29,2 milioni a € 85,23 milioni. Il valore netto iniziale è stato oggetto di riclassificazione per adeguamento alla normativa UEFA.


La variazione positiva di € 29,2 milioni circa è dipesa dall’acquisto dei diritti alle prestazioni sportive dei giocatori per € 65,04 milioni, dalla quota di ammortamento del periodo per un importo di € 30,26 milioni; da cessioni per un valore contabile netto di 4,69 milioni Euro e svalutazioni per 871 mila Euro.
Tra i calciatori acquistati figurano: Acerbi (Sassuolo) per € 9.981.282 oltre a € 500.000, Pedro Lomba (Sporting Lisboa) per € 8.598.054 oltre a € 2.500.000 di premio, Correa (Siviglia FC) per € 15.300.000 oltre a € 1.020.000 di premio; Berisha (Red Bull Salzaburg) per € 7.626.224 oltre a € 200.000 di intermediazione e Badelj per € 3.000.000 di intermediazione.

Al 30 giugno 2019, il calciatore col valore contabile residuo, compresi i costi di intermediazione, più elevato è Correa con € 13.445.639.   Ciro Immobile, al 30.06.2019, figura con un valore residuo, compresi i costi di intermediazione, di € 5.821.437.
Il valore residuo dei calciatori italiani in prima squadra è di € 14.949.800; il valore residuo dei calciatori stranieri è di € 67.830.780. Il valore residuo degli altri calciatori italiani è di € 39.258; il valore residuo degli altri calciatori stranieri è di € 415.057.
Al 30.06.2019, il valore contabile residuo in bilancio di Sergej Milinkovic-Savic, compresi i costi di intermediazione, ammonta ad € 3.641.184, il che lascia intravedere un’enorme plusvalenza in caso di cessione del nazionale serbo ad un Top club.

Nel 2018/19 risultano ceduti Sprocati Matteo, Anderson Felipe e Marchesi Federico.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto al 30 giugno 2019 risulta essere positivo per € 42,89 milioni. Al 30 giugno 2018, il patrimonio netto consolidato riclassificato era ugualmente positivo, ma per € 56,13 milioni. La variazione negativa è stata causata essenzialmente dal risultato dell’esercizio.
Il patrimonio netto, essendo non negativo, risulta conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario. I “mezzi propri” finanziano il 16,9% di tutte le attività. Tra le riserve che compongono il Patrimonio netto consolidato spicca la “Riserva da prima applicazione IAS”, che risulta negativa per € 69.417.636.

L’Indebitamento Finanziario.

L’indebitamento finanziario netto aumenta da € 46,33 milioni a € 55,61 milioni.  


I debiti finanziari ammontano a € 59.516.000. Durante l’anno i debiti da finanziamento hanno registrato: Incrementi per nuovi finanziamenti per € 78.700.000; Decrementi per pagamenti per € 70.981.000; Interessi pagati nell'anno per € 1.340.000.         
I debiti finanziari non correnti al 30 giugno 2019 sono pari ad Euro 19,52 milioni e si riferiscono all’importo oltre i 12 mesi del debito per l’erogazione da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo di un mutuo quindicinale al tasso fisso del 4% sull’immobile di Via Valenziani per € 5.105.000 e all’importo oltre i 12 mesi dell’anticipazione ottenuta su crediti rivenienti dalla campagna trasferimenti per € 14.415.000.
I debiti finanziari a breve ammontano, al 30 giugno 2019, a Euro 40 milioni.  
Le disponibilità liquide ammontano a € 3.903.510 (€ 4.131.819 nel 2017/18) e risultano in diminuzione rispetto all’esercizio precedente di € 228.309.

I crediti correnti verso LNP, pari a € 12.008.000 (€ 18.128.000 nel 2017/18) riguardano il saldo del conto trasferimenti.
I crediti verso enti-settore specifico ammontano a € 48,87 milioni (€ 69,7 milioni nel 2017/18). La cifra comprende i crediti verso la UEFA per € 170 mila (€ 6.860.000 nel 2017/18). I Crediti strettamente legati al calciomercato sono stimabili complessivamente in € 48,7 milioni (€ 62,8 milioni nel 2017/18).
I Debiti verso enti settore specifico ammontano complessivamente a € 39,63 milioni (€ 32,53 milioni nel 2017/18). L’importo con scadenza oltre i 12 mesi è di € 21,5 milioni (€ 11,1 milioni nel 2017/18).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco

Nel caso della Lazio ci fu una rateizzazione importante. Nel corso dell'esercizio 2004/05 1a SS Lazio SpA stipulò con l'Agenzia delle Entrate un atto di transazione con rateizzazione del debito tributario relativo a IRPEF e IVA dovute a tutto il 31 dicembre 2004. All’epoca, l’importo complessivo dovuto era di 108,78 milioni (Oltre 140 milioni di Euro con gli interessi e le sanzioni). Al 30.06.2019 figurano debiti tributari non correnti per Euro 35,92 milioni.
Il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto anche la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso della Lazio, al 30.06.2019, non figurano debiti finanziari per lo stadio o il Centro Sportivo rilevanti ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

L’Indebitamento Fiscale.

L’importo dei debiti tributari allocato tra le passività non correnti è di € 35.924.815 (€ 38.684.426 nel 2017/18) e corrisponde alla parte non corrente relativa all’atto di transazione stipulato il 20 maggio 2005 con l'Agenzia delle Entrate, che si riferiva a tre cartelle esattoriali per l’importo complessivo di 148,81 milioni di
Euro. Tale debito finanzia il 14,15% dell’attivo.

Il totale dei debiti tributari, sia correnti che non correnti, pari a € 43,08 milioni (€ 48,5 milioni nel 2017/18), “finanzia” il 16,97% delle attività. Tali debiti, pur riferendosi a esercizi precedenti, non sono da considerarsi “debiti scaduti” in quanto oggetto, per la maggior parte, di transazione, e perciò non rilevano ai fini del Fair Play Finanziario. Tuttavia, i debiti non correnti rientrano nel calcolo de “Net Debt”.
I debiti tributari correnti ammontano ad Euro 7,16 milioni di cui € 3.859.000 sono la parte corrente dei debiti oggetto di transazione. L’IRPEF lavoratori dipendenti ammonta a Euro 3.051.000 (€ 3.005.000 nel 2017/18).

La problematica della tassazione ai fini IRAP delle plusvalenze generate dalla cessione dei calciatori è sfociata in avvisi di accertamento e relativi contenziosi con l’Agenzia delle Entrate, arrivati in Cassazione.
Per quanto riguarda gli Avvisi di accertamento del 23 luglio 2007, la Corte di Cassazione ha rinviato la questione alla Commissione Tributaria Regionale. In ogni caso la Lazio ha deciso di avvalersi della definizione agevolata, di cui art. 6 del D.L. del 23/10/2018, n. 119, presentando le relative domande ed accantonando i relativi importi.
Per quanto riguarda l’avviso di accertamento del 27 dicembre 2007, la Lazio ha deciso di avvalersi della definizione agevolata, di cui art. 6 del D.L. del 23/10/2018, n. 119, presentando la relativa domanda ed accantonando il relativo importo.

Gli Altri Debiti.

La voce “Altri Debiti” non correnti risulta pari a € 1.605.000; nel 2017/18 ammontava a € 675.000.
La voce “Altri Debiti” correnti è aumentata, rispetto al 30 giugno 2018, da 26.020.104 a € 29.124.936. Nel bilancio si legge che tale variazione dipende principalmente dall’incremento dei debiti verso intermediari.
I debiti verso tesserati e dipendenti sono diminuiti da € 15.285.000 a € 13.883.000. I debiti verso intermediari aumentano da € 9.505.000 a € 14.839.000, di cui € 6.821.000 condizionati e € 8.018.000 non condizionati.

Per quanto riguarda i debiti verso intermediari “condizionati”, l’unica variabile prevista nei contratti condizionati è quella legata alla presenza del giocatore di riferimento nell’organico della S.S. Lazio S.p.A..

I debiti verso tesserati sono principalmente costituiti: dagli stipendi del mese di giugno dei calciatori della prima squadra pagabili entro il 30 settembre 2019, pari a € 5.892.000, al lordo di imposte; da premi individuali a tesserati pagabili entro il 30 settembre 2019, pari a € 6.253.000, al lordo di imposte.

Per quanto riguarda le passività potenziali, esistono diversi contenziosi in cui il Gruppo Lazio è parte, attiva e passiva
Un altro contenzioso, risalente al mese di settembre 2014, riguarda un tesserato del settore tecnico per Euro 1,1 milioni circa. La causa si è conclusa con il riconoscimento di un credito di circa euro 250 mila, inferiore a quanto stanziato dalla società. Tuttavia, il tesserato ha proposto appello. La Lazio, anche in base al parere del legale, non ha fatto ulteriori accantonamenti.
Per quanto riguarda, un altro contenzioso, risalente al mese di maggio 2017, per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato e reintegrazione di un ex medico del settore tecnico per Euro 565 mila oltre contributi previdenziali e risarcimento danno, fu accantonata la cifra di Euro 250 mila. La Società, a seguito della rinuncia al procedimento della controparte, ha stornato l’accantonamento effettuato.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione di disponibilità liquide ha registrato un decremento di € 228.309, che è dipeso dal flusso di cassa della gestione corrente positivo per € 1.080.775; dal flusso di cassa generato dall’attività di investimento negativo per € 8.566.222 e dal flusso di cassa generato dall’attività finanziaria positivo per € 7.257.139.
Il flusso di cassa della gestione corrente contiene l’Autofinanziamento economico positivo per € 6.026.147. Il flusso di cassa generato dall’attività di investimento contiene deflussi per investimenti in diritti pluriennali calciatori per € 65.036.590.

I Ricavi.

Il totale dei ricavi, compresa la gestione economica dei diritti alle prestazioni dei calciatori, ammonta a € 122,96 milioni e risulta diminuito di 4,96 milioni di Euro, la variazione è dipesa soprattutto dalla mancata contabilizzazione dei proventi per i diritti acquisiti per le competizioni europee dell’esercizio successivo.


I Ricavi da gare diminuiscono da € 12,18 milioni a € 10,87 milioni, con una variazione negativa di € 1,31 milioni circa. SS Lazio contabilizza i ricavi da gare in base all’effettivo svolgimento della gara. I Ricavi da gare in casa diminuiscono di 2,9 milioni di Euro ed ammontano ad € 7.208.302 (€ 10.140.325 nel 2017/18). I ricavi da abbonamenti sono aumentati da € 2.039.170 a € 3.578.054. L’incidenza dei ricavi da gare sul totale dei ricavi lordi è del 7,24%.

I Ricavi da diritti televisivi e proventi media sono diminuiti del 4%, da € 85,1 milioni a € 81,6 milioni con una variazione negativa di € 3,4 milioni, causata principalmente dal cambio del metodo di contabilizzazione dei ricavi per le competizioni europee. I ricavi televisivi relativi al campionato sono aumentati da € 59,6 milioni a € 61,8 milioni. Tali ricavi sono composti per € 35.738.000 (€ 17.280.000 nel 2017/18) dalla cessione dei diritti satellitari, per Euro 23.623.000 (€ 9.567.000 nel 2017/18) dalla cessione dei diritti internazionali e per Euro 2.577.000 (€ 28.827.000 nel 2017/18) dalla cessione dei diritti digitali terrestri.
I ricavi riconosciuti dalla Lega Calcio sui vari diritti negoziati a livello centrale, sono pari a € 4.141.000 (€ 5.732.000 nel 2017/18) e quelli per la vittoria in Coppa Italia per Euro 6.169.000.

I ricavi Televisivi da partecipazioni a competizioni UEFA ammontano a € 9.484.000; mentre, nel 2017/18 erano pari a € 17.096.000.

I Ricavi da sponsorizzazione e pubblicità ammontano a € 20.771.328 (€ 19.485.709 nel 2017/18), con una variazione positiva del 6,6% e un’incidenza del 13,8% sui ricavi totali. I ricavi per le sponsorizzazioni ammontano a € 11.162.000 (€ 10.188.000 nel 2017/18) e sono principalmente rappresentati dai ricavi del contratto per la qualifica di main sponsor; di secondo sponsor e con la Macron S.p.A. per la sponsorizzazione tecnica. I proventi pubblicitari ammontano a € 9,35 milioni (€ 8,8 milioni nel 2017/18). I canoni per licenza, marchi e brevetti ammontano ad € 257.000 (€ 480.000 nel 2017/18).
I Ricavi da gestione diritti calciatori risultano pari a € 27.348.441 (€ 65.782.788 nel 2017/18), con un decremento rispetto alla stagione precedente di € 38.434.347 e con un’incidenza sul totale dei ricavi del 18,2% circa sul totale dei ricavi. Tale variazione è dipesa, principalmente, dalle plusvalenze per la cessione dei diritti alle prestazioni sportive, risultanti dal conto economico, che sono state pari € 25.964.981 (€ 63.719.954 nel 2017/18). Da evidenziare che nel “PROSPETTO DELLE MOVIMENTAZIONI DEI DIRITTI ALLE PRESTAZIONI PLURIENNALI DEI TESSERATI” risultano annotate plusvalenze per € 29.306.490.
Le plusvalenze hanno riguardato: Anderson Felipe (West Ham) per € 28.893.642 e Sprocati Matteo (Parma Calcio 1913) per € 412.847.
La voce “Altri Ricavi” è pari a Euro 7.592.436 (€ 8.347.987 nel 2017/18) con un decremento rispetto alla stagione precedente di € 755.551 (-9,05%). Tale variazione è dipesa da transazioni con creditori che diminuiscono da € 3 milioni a € 1,4 milioni; dai contributi in conto esercizio riconosciuti dall’Uefa e dalla Lega Serie A per la partecipazione all’Europa League che diminuiscono da € 3,7 milioni a € 2,9 milioni.

I ricavi da merchandising sono pari a Euro 1,54 milioni (€ 1.474.806 nel 2017/18) e segnano un incremento di circa 69 mila Euro, causato dalle maggiori vendite del materiale sportivo SS Lazio presso i punti vendita dedicati.

In definitiva, i ricavi della Lazio dipendono in gran parte dai ricavi per la vendita dei diritti TV, che incidono per il 66,7% sul fatturato netto e per il 54,4% sui ricavi totali.  
Anche l’evoluzione nel tempo della distribuzione del fatturato netto dimostra come la Lazio dipenda dai diritti TV e non sia riuscita a “spiccare il volo”, soprattutto a causa dei ricavi da gare molto bassi e anche a causa di ricavi commerciali non esaltanti.   


I costi.

Il costo del personale aumenta del 6,88%, da € 80,1 milioni a € 85,6 milioni. L’incremento di € 5,5 milioni è dovuto all’incremento dei compensi contrattuali dei calciatori della prima squadra da € 58.403.000 a € 63.279.000, a causa degli investimenti, e alla diminuzione per € 144 mila del costo del personale di sede; mentre i compensi contrattuali “allenatori e tecnici I squadra” sono aumentati da € € 5.030.000 a € 5.817.000.
L’incidenza sul fatturato netto è del 69,93%, quella sul totale dei ricavi è del 57,04%. Entrambe risultano inferiori al 70%. Il costo per calciatori e tecnici è stato di 83,1 milioni di Euro (€ 77,45 milioni nel2017/18). La Quota variabile legata ai risultati sportivi diminuisce da € 7.279.000 a € 6.930.000. Il personale in forza al 30.06.2019 risulta composto da 233 unità (199 nel 2017/18) di cui 72 Calciatori (47 nel 2017/18) e 75 Allenatori (72 nel 2017/18).
Gli ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni sono pari a € 32,24 milioni (€ 23,86 milioni nel 2017/18 dato riclassificato). La quota di ammortamento sui diritti alle prestazioni sportive dei calciatori aumenta del 36,8%, da € 22,76 milioni (dato riclassificato) a € 31,14 milioni, l’aumento registrato è stato di 8,38 milioni di Euro.
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali sono pari a € 1,03 milioni. Il Centro Sportivo di Formello comporta una quota di ammortamento di € 778 mila.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,74.

Gli accantonamenti e altre svalutazioni aumentano di Euro 3,08 milioni, da € 3.648.432 a € 6.729.214 e riguardano principalmente gli accantonamenti prudenziali dovuti a rischi su crediti e contenziosi, oltre lo storno del residuo di accantonamenti, effettuali negli esercizi precedenti, le cui vicende risultano concluse.

Gli oneri per godimento di beni di terzi ammontano a circa € 3.651.000 (€ 3.552.357 nel 2017/18) e sono principalmente costituiti dall’affitto dello stadio Olimpico per € 2.970.000 e dall’affitto dei negozi di Parco Leonardo, via Calderini, Roma Est e Via Propaganda per Euro 458 mila.
Fra i debiti verso fornitori nazionali, figura il debito per il canone per l’utilizzo dello Stadio Olimpico per Euro 205 mila. Da notare che, in virtù del contratto di fitto stadio, il Coni beneficia di biglietti omaggio.
Le spese per omaggi biglietteria, sono pari a 57 mila euro e sono allocate all’interno della voce spese pubblicitarie, che complessivamente sono pari a € 4,05 milioni. Il Gruppo Lazio paga 1 milioni di Euro per l’utilizzo di diritti commerciali, pubblicitari e di sponsorizzazione presso lo Stadio Arechi.
I costi per servizi risultano pari a € 18.714.685 (€ 21.225.006 nel 2017/18). All’interno di tale voce, i Costi per intermediazione tesserati diminuiscono del 60,91%, da € 4.569.000 a € 1.786.000. Le spese amministrative risultano aumentate del 12,38%, da € 6.052.000 a € 6.802.000 e per la maggior parte riguardano spese per consulenze e prestazioni di servizio.
I membri del Consiglio di Sorveglianza, come i membri del Consiglio di Gestione, hanno rinunciato a percepire compensi.

Il “Breakeven Result”.

Il bilancio consolidato 2018/19 espone un risultato prima delle imposte negativo per Euro 3,98 milioni quello del 2017/18 era positivo per Euro 40,3 milioni, mentre quello del 2016/17 era positivo per Euro 12,5 milioni. Il risultato aggregato dei tre esercizi è positivo per 47,8 milioni e rientrerebbe ampiamente nella soglia tollerata dal Regolamento del Fair Play Finanziario.
Il risultato netto 2018/19 evidenzia una perdita consolidata netta di Euro 13,16 milioni; mentre, nel 2017/18 era esposto un utile consolidato netto di Euro 36,26 milioni (dato riclassificato).

Conclusioni.

Secondo quanto scritto dagli amministratori, per l’esercizio 2019/20 è ragionevole aspettarsi “il pieno rispetto degli impegni finanziari assunti”, grazie ai proventi realizzati dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori nella prima sessione di mercato 2019/20.

Bisogna aggiungere che, la stagione sportiva 2019/20, con il successo in Super Coppa e il buon andamento in campionato, nettamente migliore di quello del 2018/19, lascia intravedere un aumento dei ricavi strettamente legati alle prestazioni sportive. In ogni caso, la Lazio potrà contare sulla plusvalenza derivante dall’eventuale cessione di Sergej Milinkovic-Savic ad un Top club.