venerdì 27 marzo 2020

I Ricavi per cessione diritti TV della Ligue 1 2018-2019



Luca Marotta


Nel “RAPPORT FINANCIER DU FOOTBALL PROFESSIONNEL FRANÇAIS Season 2018/2019” della DNCG è scritto che il meccanismo di ripartizione dei diritti audiovisivi del campionato attenua l’effetto della concentrazione dei ricavi ordinari dei club della “Ligue 1”.
Il meccanismo di distribuzione dei ricavi televisivi è basato su un sistema relativamente egualitario.
Tutte le squadre della “Ligue 1” percepiscono un premio di solidarietà (“prime de solidarité”) dei diritti del campionato di circa 8,1 milioni di Euro e i diritti connessi alla licenza del club (“droits liés à la licence club”) per circa 5,4 milioni di euro.
I fattori che contribuiscono alla differenziazione sono i seguenti:
1)      I bonus legati ai risultati sportivi (“primes liées aux résultats sportifs”) che possono raggiungere 23 M €, come nel caso del PSG;
2)      il bonus notorietà (“prime de notoriété”) che può raggiungere € 23 milioni, come nel caso del PSG; € 20 milioni, come nel caso del Marsiglia e € 17 milioni, come nel caso del Lione.
Il totale dei ricavi per diritti audiovisivi, comprensivi dei diritti per le competizioni europee, della stagione 2018/2019 della Ligue 1 è di Euro 900,78 milioni. Nel 2017/18 erano pari a € 791,27 milioni. L’aumento è stato di € 109.510.000, ossia del 13,8%. Tale aumento si spiega principalmente con l’incremento di 81 milioni di Euro che hanno registrato i ricavi relati alle competizioni euopee.



I primi sei posti sono occupati dai club che hanno partecipato alle competizioni europee, ossia: PSG, Olympique Lyonnais; AS Monaco; Olympique de Marseille; Stade Rennais e Bordeaux.
L’incidenza dei diritti audiovisivi legati alle coppe internazionali sul totale dei ricavi media è di circa il 28%, contro il 21% del 2017/2018. L’incremento di tale incidenza confermerebbe il fatto che l’aumento dei diritti audiovisivi in “Ligue 1” è stato causato dall’aumento dei diritti audiovisivi legati alle competizioni europee.
Depurando il dato dei ricavi audiovisivi dai ricavi dei diritti audiovisivi legati alle competizioni internazionali, si ottiene la seguente tabella:



Si nota che per quanto riguarda i diritti televisivi nazionali, l’Olympique de Marseille nonostante il fatto che in campionato sia giunto quinto, occupa il terzo posto della classifica dei diritti TV nazionali, precedendo il Saint Etienne e il LOSC Lille, che hanno raggiunto il quarto e secondo posto rispettivamente. Evidentemente il “bonus notorietà” ha avuto un peso maggiore sul bonus legato ai risultati sportivi. A supporto di tale affermazione, dai dati della tabella emerge anche che l’AS Monaco giunto diciassettesimo in campionato, mostra il sesto importo per diritti TV nazionali.
La tabella seguente pone in evidenza il rapporto delle cifre dei ricavi nazionali con il relativo valore medio, che è di € 32,6 milioni, colorando di rosso le cifre al di sotto della media dei ricavi per diritti TV nazionali. Se si considerassero anche i ricavi per diritti TV internazionali, la media aumenterebbe a Euro 45.039.000.
Per quanto riguarda i ricavi televisivi per cessione di diritti nazionali, i club che mostrano cifre al di sotto della media, pari a € 32,6 milioni, sono ben 13 su 20; mentre i club che mostrano cifre al di sopra della media sono 7 su 20. Tra i sette club che superano la media ci sono i primi cinque in classifica e l’ AS Monaco, che si è classificato al diciassettesimo posto e l’ OGC Nice giunto settimo.
Anche in questo caso, evidentemente, si può affermare che il “bonus notorietà” ha avuto un peso maggiore rispetto al bonus legato ai risultati sportivi.



Nel complesso, il 48,85% dei diritti audiovisivi percepiti dai club qualificati per le competizioni europee provengono dalle stesse competizioni.



Nel caso del PSG, dell’Olympique Lyonnais e dell’AS Monaco, che hanno partecipato alla UEFA Champions League, l’incidenza è superiore al 50%.

I diritti audiovisivi relativi alle competizioni europee registrano un aumento di 81 milioni di Euro.

La Concentrazione dei diritti TV.

La tabella e il Grafico seguente evidenziano la ripartizione dei diritti TV totali.



Si può notare come il 51,65% delle risorse è ripartito tra cinque club. I primi 3 club rappresentano il 39,3% dei diritti audiovisivi dell’intera “Ligue 1”.


Dal punto di vista grafico, si può notare come la linea si avvicini più ad una curva che ad una retta.
Il giudizio espresso nel Rapport Financier della DNCG è che per quanto riguarda la ripartizione dei diritti televisivi complessivi è che la stessa sia “relativamente diseguale”.

La tabella e il Grafico seguente evidenziano la ripartizione dei diritti TV nazionali.


Si può notare come il 53,8% delle risorse è ripartito tra otto club.



Anche dal punto di vista grafico, si può notare come la linea si avvicini ad una retta.


Conclusioni

La ripartizione dei diritti TV dei club che partecipano alla “Ligue 1” è influenzata dai ricavi TV per le competizioni europee nella misura del %. La ripartizione dei diritti TV nazionali mitiga in parte tale effetto, soprattutto a causa della presenza del “prime de notoriété”.

mercoledì 18 marzo 2020

Paris Saint-Germain 2018/19: utile di 27,6 milioni con fatturato oltre 650 milioni.




Luca Marotta


I conti 2018/19 del Paris Saint-Germain evidenziano un risultato positivo netto di 27,6 milioni di Euro con un fatturato in aumento di 101,3 milioni da € 557,3 milioni a € 658,6 milioni.
Invero anche i dati della classifica Deloitte Football Money League avevano evidenziato una crescita impressionante dei ricavi di 94,2 milioni di euro (+17,4%) a 635,9 milioni di euro.
Il PSG detiene il 34,6% dei ricavi di tutta la “Ligue 1” che ammontano a 1,9 miliardi di Euro (+210 milioni sul 2017/18).

Dalla semplice osservazione dei numeri si potrebbe affermare che l’aumento del fatturato dipende dall’incremento dei ricavi delle sponsorizzazioni e l’utile dipende dal notevole risultato positivo della gestione calciatori (“RÉSULTAT DES OPÉRATIONS MUTATION”), che è riuscito ha riequilibrare il risultato negativo della gestione operativa.

Il fatturato continua a beneficiare anche dei ricavi della partecipazione alla Champions League per un importo di 91,6 milioni di Euro, che costituiscono il 13,9% dei ricavi netti del PSG. Il bilancio 2018/19 conferma il ritorno all’utile di esercizio dopo la perdita registrata nell’esercizio precedente, dell’esercizio precedente.

I dati dell’esercizio 2017/18 evidenziavano un utile di esercizio per 31,5 milioni di Euro; quelli del 2016/17 evidenziavano una perdita di 18,8 milioni di Euro; quelli del 2015/16 evidenziavano un utile di esercizio per 10,6 milioni di Euro; quelli del 2014/15 un risultato netto positivo per 10,38 milioni di Euro.

Il Paris Saint-Germain Football SASP è una società per azioni sportiva professionistica, con un Capitale Sociale di € 340.000.000.
Nel 2017/18 si registrò un aumento di capitale di € 316.000.000. Nel 2016/17 il Capitale Sociale era di 24.000.000, poiché, in data 23/12/2016, si registrò un altro aumento di capitale.

La società di calcio parigina è controllata da Qatar Sports Investments. Il Presidente del consiglio di Amministrazione è A.Al-Khelaifi, che è anche Direttore generale; il Direttore generale delegato è Jean-Claude Blanc. Nel consiglio di Amministrazione figurano: Sophie FERLET (amministratore di Société d'exploitation sports et événements); Mohammad AL-SUBAIE (Executive Director of Commercial Affairs beIN MEDIA GROUP ed è membro del consiglio di amministrazione di Qatar Sports Investments (QSI), di Qatar Tennis Federation, nonché membro “Sports Media Committe” sotto il comitato olimpico del Qatar); Yousif AL OBAIDLI (Deputy CEO di beIN MEDIA GROUP e Presidente di beIN SPORTS France, Americhe e Asia-Pacifico. Inoltre, è il segretario generale della Qatar Tennis Federation, membro del consiglio di Qatar Sports Investments e membro del consiglio di amministrazione del del PSG Handball Club.) e Adel MUSTAFAWI Group Chief Executive Officer di Masraf Al Rayan QPSC, Direttore non esecutivo di Al Rayan Bank Plc, amministratore di Kirnaf Investment & Installment Co. amministratore di Al Rayan (UK) Ltd.

Di seguito si farà riferimento ai dati forniti dalla “DIRECTION NATIONALE DU CONTRÔLE DE GESTION” della Ligue de Football Professionnel, che non sono altro che i dati “aggregati” di “Paris Saint-Germain Football SASP”; PSG Merchandising; “Association Paris Saint-Germain FC”, che ha per oggetto la gestione del settore amatoriale del club; “SOCIETE D'EXPLOITATION SPORTS ET EVENEMENTS (S.E.S.E.)”, che si occupa di gestione impianti sportivi; “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”.
L’utilizzo del termine “dati aggregati”, è giustificato dal fatto che non si è in presenza di un vero e proprio bilancio consolidato. Tuttavia, la D.N.C.G., nel suo rapporto, ha valutato i “dati aggregati” del bilancio della SASP con quello dell’Association, di PSG Merchandising, di “S.E.S.E.”, “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”, che sono pubblicati e accessibili a tutti e in forma sintetica.

Dal punto di vista sportivo l’esercizio 2018/19 è stato caratterizzato dalla vittoria in “Ligue 1” con 91 punti (1° con 93 punti nel 201718); dai quarti di finale nella “Coupe de la Ligue”, con la sconfitta ad opera del Guingamp (vittoria nel 2017/18); dalla finale nella “Coupe de France”, con la sconfitta ai rigori col Rennes e dal raggiungimento degli ottavi di finale di Champions League, con l’eliminazione subita contro il Manchester United.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 del 2019, il PSG si colloca al ottavo posto con 1.025 milioni di USD di valore di brand (nono posto con 913 milioni di USD nel 2018), con un enterprise value di 3.196 milioni di dollari USD.
Nella classifica di “Forbes” del 2019, il Liverpool FC si colloca all’undicesimo posto e vale 1,1 miliardi di USD.
Secondo la classifica di KPMG “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2019 del mese di maggio2019, il PSG si colloca al settimo posto con 1,499 miliardi di USD di “Enterprise Value”.

Il Problema del “Financial Fair Play”.

Il 16 maggio 2014 il PSG raggiunse un accordo con il Club Financial Control Body dell’UEFA.
Il giorno 11 settembre 2015 il Club Financial Control Body dell’UEFA revocò una serie di restrizioni imposte.
Il 21/04/2017 la Club Financial Control Body Investigatory Chamber confermò che il Paris Saint-Germain ha pienamente rispettato tutti i requisiti e l'obiettivo generale dell’accordo di settlement agreement. Di conseguenza, ha abbandonato il regime di settlement dal 21.04.2017.

Il 1° settembre 2017, parte un’altra inchiesta sul Paris Saint-Germain.

Il 13 giugno 2018, la Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), guidata dall'Investigatore Capo, Yves Leterme, decise di chiudere l'investigazione sul Paris Saint-Germain, poiché la revisione dettagliata dei contratti di trasferimento e un'analisi dei relativi conti di gestione, avrebbero confermato che tali operazioni erano in linea con i regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e sul Fair Play Finanziario. La Camera Investigativa CFCB concluse affermando che “dopo significative rettifiche di valore di diversi contratti di sponsorizzazione per club - sulla base di valutazioni effettuate da periti di terze parti indipendenti - il risultato del pareggio di bilancio del club rimane entro lo scostamento accettabile per gli esercizi finanziari che si concludono nel 2015, 2016 e 2017. L'impatto finanziario delle attività di trasferimento a partire dall'estate 2017 - fino alla prossima finestra di mercato (compresa) - e il rispetto del requisito di pareggio per l'anno finanziario 2018, rimarranno sotto attento esame e verranno esaminati a fondo nelle prossime settimane.”

Il 22 giugno 2018, il  chief investigator dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), sulla base dell'articolo 16 (1) del Regolamento interno dell’UEFA Control Financial Control Body (“Article 16 - Review of decisions of the CFCB chief investigator”), ha ordinato alla Camera di prima istanza di riconsiderare la decisione presa dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), il 13 giugno 2018.

Il 3 luglio 2018, il Capo Investigatore dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha deciso di chiudere l'inchiesta e ha rinviato il PSG all'Adjudicatory Chamber per la decisione.

Il 19 settembre 2018, la Camera Arbitrale dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB), ha deciso e annunciato la volontà di rinviare il caso alla Camera di Investigazione CFCB per ulteriori indagini.
Il 3 ottobre 2018, Paris Saint-Germain ha presentato un ricorso al TAS per ottenere l'annullamento di tale decisione in base al fatto che l'articolo 16, paragrafo 1, delle norme applicabili prevedeva un periodo di ricorso di 10 giorni durante il quale impegnato e completato e che la decisione impugnata era ovviamente in ritardo.

Avverso tale decisione, il 5 novembre 2018, il PSG ha fatto ricorso al TAS.

La Corte di Arbitrato per lo Sport ha preso una decisione il 19 marzo 2019. Il TAS ha affermato che la decisione emessa il 13 giugno 2018 dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), in cui è stata chiusa l'inchiesta sulla conformità di Paris Saint-Germain con le regole del fair play UEFA, è definitiva.
Il motivo di tale decisione dovrebbe risiedere nel rispetto del termine di 10 giorni
Infatti, l’art. 16 paragrafo 1 afferma: “Any decision of the CFCB chief investigator to dismiss a case or to conclude a settlement agreement or to apply disciplinary measures within the meaning of Article 14(1)(c) may be reviewed by the adjudicatory chamber on the initiative of the CFCB chairman within ten days from the date of communication of the decision to the CFCB chairman.” La decisione del TAS di Losanna si basa sul mancato rispetto dei termini. In particolare fa leva sul periodo intercorso dalla data di notifica della decisione del capo investigatore del CFCB al presidente del CFCB, come stabilito all'articolo 16, paragrafo 1, del regolamento, come riportato sopra. La decisione impugnata, essendo stata formalizzata dopo i termini previsti, era di fatto in ritardo e pertanto doveva essere annullata.

Il 19 marzo 2019 la UEFA ha preso atto della decisione della Corte Arbitrale per lo Sport (TAS di Losanna) sul caso PSG.
Il 25 luglio 2019 i media hanno riportato delle indiscrezioni del New York Times con le quali venivano sollevati dei dubbi sul comportamento della UEFA che nel caso del PSG non avrebbe lottato per far rispettare le regole del fair play finanziario.

La UEFA ha smentito quanto sostenuto dal New York Times, affermando che “c'erano forti argomentazioni a sostegno dell'interpretazione presentata dal club”.

Lo stato patrimoniale.

Il totale dell’attivo ammonta a Euro 985.144.000 e registra una diminuzione del 3,1% rispetto all’importo del 2017/18.

Il 34,59% dell’attivo è rappresentato da immobilizzazioni immateriali riferibili al valore contabile netto della rosa calciatori.


Il totale dell’attivo riferibile alla sola società “Paris Saint-Germain Football SASP” è di Euro 965.390.200 (€ 992.017.900 nel 2017/18) con un capitale sociale di Euro 340.000.000.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto, al 30 giugno 2019, è positivo per Euro 467,57 milioni; mentre, al 30 giugno 2018 era positivo per Euro 439,98 milioni; al 30 giugno 2017 era positivo per Euro 77,92 milioni; mentre, al 30 giugno 2016, era positivo per € 64,5 milioni e al 30 giugno 2015, era positivo per € 54,2 milioni.
La variazione corrisponde sostanzialmente all’utile di esercizio.  

Il Patrimonio netto del bilancio della società “Paris Saint-Germain Football SASP” ammonta ad Euro 450.625.264 (Euro 424.212.962 nel 2017/18).

Il regolamento UEFA del Financial Fair Play, considera la regola del Patrimonio Netto non negativo come uno degli indicatori fondamentali; in particolare l’esistenza di un patrimonio netto negativo deteriorato è considerata come violazione del Regolamento stesso. Il PSG non ha problemi sotto questo punto di vista.
I mezzi propri finanziano il 47,5% dell’attivo; nell’esercizio precedente il 43,3%.

La Posizione Finanziaria Netta.


Considerando il finanziamento soci, la posizione finanziaria netta risulta negativa per Euro 73,1 milioni, mentre nel 201718 era positiva per Euro 33,3 milioni.
Nel 2016/17 era negativa per 98,1 milioni di Euro. Nel 2015/16 era negativa per 97,6 milioni di Euro. Nel 2014/15 la posizione finanziaria netta era negativa per Euro 91,6 milioni; nel 2013/14 era positiva per Euro 2,1 milioni e nel 2012/13 era positiva per 17,5 milioni di Euro. Nel 2011/12 era negativa per € 138,7 milioni.

Il finanziamento soci (“Comptes courants d’actionnaires”) aumenta da € 104,7 milioni a € 147,4 milioni. I prestiti effettuati dai soci finanziano il 15% dell’attivo (il 10,3% nel 201718). I debiti finanziari sono trascurabili, perché pari a circa mille Euro (circa mille Euro nel 201718). Le disponibilità liquide diminuiscono da € 138,05 milioni a € 74,35 milioni.

Ai fini del Financial Fair Play bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti per la compravendita di calciatori. Tale saldo è positivo per 57,9 milioni di Euro circa; mentre, nel 201718 era negativo per € 59,3 milioni. I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a circa € 119,75 milioni (€ 192,4 milioni nel 201718). I crediti per le cessioni dei calciatori ammontano a € 177,67 milioni (€ 133,8 milioni nel 201718).
Quindi, considerando i debiti verso i soci e il saldo tra crediti e debiti per la compravendita di calciatori, l’indebitamento finanziario resta inferiore al fatturato netto, anche non considerando gli “altri ricavi”.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il PSG non sembra evidenziare debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club parigino non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, non sembra che emergano debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

Il Valore della Rosa.

Le immobilizzazioni immateriali relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 340.715.000 (€ 410,7 milioni nel 201718).  La variazione in diminuzione è stata di € 69.938.000, pari al 17%.
La campagna trasferimenti 2018/19 ha registrato tra i principali acquisti a titolo oneroso: il riscatto di Kylian Mbappé (AS Monaco); Leandro Paredes (Zenit San Pietroburgo); Thilo Kehrer (FC Schalke 04) e Juan Bernat (FC Bayern Monaco).
Tra i calciatori ceduti figurano: Gonçalo Guedes (Valencia CF); Javier Pastore (AS Roma);
Yuri Berchiche (Athletic Bilbao); Odsonne Edouard (Celtic Glasgow); Yacine Adli(FC Girondins Bordeaux) e Jonathan Ikoné (LOSC Lilla).
L’incidenza sul totale dell’attivo, ammontante a € 985 milioni (€ 1,02 miliardi nel 201718), è del 34,59% (40,4% nel 201718).

Il 26 giugno 2018, l’A.S. Roma S.p.A. rese noto di aver acquistato a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Javier Pastore per un corrispettivo fisso di 24,7 milioni di euro. 

Il Conto Economico.

Nel 2018/19, il fatturato netto è aumentato del 18,2%, mentre i costi operativi sono aumentati del 7,6%, in misura meno che proporzionale all’aumento del fatturato. Nel 201718 il fatturato netto era aumentato del 10,8%, mentre i costi operativi aumentarono del 23,1%, in misura più che proporzionale all’aumento del fatturato.

Il fatturato netto imputabile alla sola società “Paris Saint-Germain Football SASP” è di Euro 588.571.900 (€ 497.461.183 nel 2017/18; € 458.653.901 nel 2016/17) ed un risultato netto di Euro 26.412.300 (+€ 39.577.000 nel 2017/18; -€ 6.846.000 nel 2016/17).

Il Fatturato.

Il fatturato, con esclusione delle plusvalenze, ammonta a 658,67 milioni di Euro (€ 557,3 milioni nel 201718). Invece, secondo la classifica della Deloitte “Football Money League” il fatturato è stato pari a Euro 635,9 milioni (€ 541,7 milioni nel 201718), molto probabilmente, la differenza può essere dovuta ai dati aggregati considerati dalla DNCG. In ogni caso, per la prima volta il fatturato supera la soglia dei 600 milioni di Euro e si colloca al quinto posto dietro club come Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Bayern Munchen.
Al 30/06/2017 il fatturato era pari a 503,03 milioni di Euro. Al 30/06/2016 il fatturato era pari a 542,4 milioni di Euro. Al 30/06/2015 il fatturato era pari a 483,9 milioni di Euro. Al 30/06/2014, il fatturato era pari a € 474,2 milioni. Al 30/06/2013, il fatturato segnava la cifra di € 399,5 milioni; nel 2011/12 era pari a € 222.387.000, mentre al 30/06/2011 era pari a € 100,9 milioni.

I ricavi da cessione diritti audiovisivi risultano pari a € 156,63 milioni (€ 127,86 milioni nel 201718), con un’incidenza del 23,8% (22,9% nel 201718) sul fatturato netto. L’incremento è stato di 28,8 milioni di Euro.
Il PSG detiene il 17,4% dei ricavi da cessione diritti audiovisivi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a € 900.786.000 (791,3 milioni di Euro nel 2017/18).

I ricavi televisivi per competizioni europee, pari a € 91,6 milioni rappresentano il 54% dei ricavi media totali del PSG. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 91,6 milioni per le competizioni europee (€ 64 milioni nel 2017/18; € 57,6 milioni nel 2016/17; € 70,3 milioni nel 2015/16); € 59,9 milioni per la “Ligue 1” (€ 56,7 milioni nel 2017/18; € 57,6 milioni nel 2016/17; € 47,1 milioni nel 2015/16) e 5,1 milioni di Euro per altri diritti audiovisivi (€7,2 milioni nel 2017/18; € 6,8 milioni nel 2016/17; € 6,6 milioni nel 2015/16).
Invero, dai dati di ripartizione dei proventi della UEFA Champions League ha determinato, pubblicati dall’UEFA, risultano ricavi per Euro 85.795.000 (€ 62.058.000 nel 2017/18; €55.313.000 nel 2016/17; € 70.803.000 nel 2015/16).
Nella Champions League del 2018/19, il Paris Saint Germain ha conseguito un risultato analogo alla precedente stagione, essendo eliminato agli ottavi (anche nel 201718 e nel 2016/17 ha raggiunto gli ottavi; nel 2015/16 eliminazione ai quarti).

Anche secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, i ricavi “Broadcasting” sono pari a € 156,6 milioni (€ 127,8 milioni nel 201718).

I ricavi da gare aumentano del 4,3% da € 48,37 milioni a € 50,46 milioni, con un’incidenza del 7,7%.
Il PSG detiene il 25,1% dei ricavi da gare di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 201,1 milioni di Euro.
I ricavi da biglietteria per competizioni europee, pari a € 10,5 milioni, rappresentano il 20,8% dei ricavi da biglietteria totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 10,5 milioni per le competizioni europee (€ 8,5 milioni nel 2017/18; € 7,1 milioni nel 2016/17; € 10,1 milioni nel 2015/16); € 40 milioni per le altre (€ 39,9 milioni nel 2017/18; € 35.3 milioni nel 201718; € 33,2 milioni nel 2015/16).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, forse a causa della diversa riclassificazione utilizzata, rispetto alla DNCG, i ricavi da gare sono pari a Euro 115,9 milioni (€ 100,6 milioni nel 201718), secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi da gare è del 18,2%.
Secondo il sito transfermarkt (link: https://www.transfermarkt.it/ligue-1/besucherzahlen/wettbewerb/FR1/plus/1?saison_id=2018) la media spettatori dello stadio del PSG, che ha una capacità di 49.691 spettatori in “Ligue 1” è stata di 46.911 (46.930 nel 2017/18; 45.159 nel 2016/17; 46.208 nel 2015/16).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 46.911 (46.929 nel 2017/18).

Il PSG detiene il 56,4% dei ricavi da sponsor e pubblicità, merchandising e altri ricavi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano complessivamente a 800,5 milioni di Euro.

I ricavi da sponsor e pubblicità sono pari a Euro 195,02 milioni. Nel 201718 era evidenziato un importo di € 141,84 milioni; nel 2016/17 era evidenziato un importo di € 154,16 milioni; nel 2015/16 di € 149,9 milioni e nel 2013/14 di € 129,25 milioni. L’incidenza sul fatturato netto, della voce “Sponsors – Publicité” è solo del 29,6% (25,4% nel 201718).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, a causa della diversa riclassificazione utilizzata, i ricavi commerciali sono pari a Euro 363,4 milioni (Euro 313,3 milioni nel 2017/18 ed Euro 274,1 milioni nel 2016/17), secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi commerciali è del 57,1%.
Secondo quanto riportato da Deloitte, sono stati siglati cinque nuovi accordi commerciali e sono stati prolungati i contratti con sei marchi globali. Sempre secondo Deloitte, i ricavi commerciali dovrebbero aumentare nuovamente nel 2019/20 a causa dell’inizio della sponsorizzazione del nuovo kit con “Accor Live Limitless”, il prolungamento dell'accordo con Nike e l’accordo per la sponsorizzazione del nuovo kit di allenamento del club con Rwanda Development Board.


Gli altri ricavi (“Autres produits”) ammontano alla cifra di Euro 256,56 milioni, con un’incidenza del 39%; mentre nel 201718, erano esposti per la cifra di € 239,26; nel 2016/17 erano pari a € 184,48 milioni, con un’incidenza del 36,7%; nel 2015/16, erano esposti per la cifra di € 225,15 milioni, con un’incidenza del 41,5%.  
L’incremento sull’esercizio precedente è stato di € 17,3 milioni, pari al 7,2%.

Da ricordare che nel 2011/12 in tale voce era stato allocato l’effetto retroattivo del contratto con l'Autorità del Turismo del Qatar, su cui si è tanto discusso, ai fini della sua rilevanza in termini di Fair Play Finanziario.
Non a caso si è addivenuti alla norma del Regolamento del Fair Play Finanziario che fissa il concetto di “Significant influence”, e di conseguenza la vestizione di parte correlata, ponendo il limite quantitativo in termini percentuali del 30% ai ricavi provenienti da una parte o da più parti aggregate.

Il Grafico seguente mostra l’evoluzione, nel corso degli anni, della distribuzione del fatturato del PSG, appare evidente l’importanza degli altri ricavi (“Autres produits”), che ha toccato il picco negli esercizi dal 2011/12 al 2013/14, ma che comunque è rimasta prevalente negli esercizi successivi.


I Costi.

I costi operativi per il 2018/19 sono aumentati solo del 7,6%, soprattutto per l’aumento del costo del personale, che è aumentato del 11,7%, cui ha fatto da contrappeso la diminuzione del costo degli ammortamenti, che sono diminuiti del 17,8%.
Il totale dei costi operativi aumenta del 7,6% (23,1% nel 201718) da € 654,46 milioni a € 704,42 milioni.
Il costo del personale aumenta di € 38,86 milioni (+11,7%) da € 332,06 milioni a € 370,92 milioni, con un’incidenza sul fatturato netto, senza plusvalenze, del 56,3%, entro il limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario.  

Fino al 2016/17 erano evidenziati come costi per la gestione dei calciatori “Les Coûts des mutations”, che comprendevano sia gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che le provvigioni spettanti agli agenti sui trasferimenti e che nel 2016/17 ammontavano a € 120,04 milioni.
Dallo schema 2017/18, vengono evidenziati separatamente il costo per gli ammortamenti calciatori che ammontava a € 149,48 milioni e il costo per gli agenti (“Honoraires d’agents / Intermédiaires”) che era pari a € 23,23 milioni.

Nello schema 2018/19, il costo per gli ammortamenti calciatori ammonta a € 122,87 milioni e il costo per gli agenti (“Honoraires d’agents / Intermédiaires”) risulta pari a € 25,8 milioni.
Gli altri costi ammontano a € 184,8 milioni (€ 149,69 milioni nel 201718) e registrano un incremento di € 35,12 milioni, pari al 23,5%.

Il Player Trading.



Il saldo economico dovuto alle operazioni dei trasferimenti calciatori è positivo per € 75,92 milioni (€ 145,39 milioni nel 201718). Tale voce non riesce a coprire il costo annuale relativo ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, comprensivo del costo degli agenti, pari a € 148,7 milioni (€ 172,7 milioni nel 201718). In particolare, gli ammortamenti risultano pari a € 122,87 (€ 149,8 milioni nel 2017/18) e il costo degli agenti ammonta a € 25,8 milioni (€ 23,23 milioni nel 2017/18).

La Gestione Finanziaria.

La gestione finanziaria è risultata negativa per € 2,2 milioni, mentre nel 201718 è stata negativa per € 12,3 milioni.

La Gestione Straordinaria.

La gestione straordinaria ha registrato un saldo positivo per € 4,3 milioni; mentre, nel 201718 era esposto un saldo positivo per € 3,6 milioni.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 32,2 milioni; mentre, nel 201718, era positivo per € 62,8 milioni e nel 2016/17, era negativo per € 19,41 milioni.

Il risultato aggregato del triennio 2016/17-2018/19, risulterebbe essere positivo, considerando anche il fatto che si dovrebbero anche escludere i costi non rilevanti.

Conclusioni.

La questione della conformità alle regole del Financial Fair Play, anche in considerazione della problematica che sta affrontando il Manchester City in conseguenza delle rivelazioni dei “Football leaks” potrebbe non essere conclusa del tutto.


domenica 15 marzo 2020

Consolidato Arsenal 2018/19: perdita di £ 27,1 milioni dopo sedici utili consecutivi.




Luca Marotta


Dopo sedici utili consecutivi, nell’esercizio 2018/19, la società “Arsenal Holdings plc” ha registrato una perdita consolidata, al netto delle imposte, per £ 27,1 milioni (€ 30,5 milioni ad un cambio, al 31.05.2019, di 1 EUR = 0,8869 GBP). Il fatturato consolidato al 31 maggio 2019 è stato pari a £ 395,5 milioni (€ 446 milioni).
Nel 2017/18 il fatturato era pari a £ 403,3 milioni e l’utile netto era di £ 56,5 milioni.
Nel 2016/17 il fatturato era pari a £ 423,9 milioni e l’utile netto era di £ 35,3 milioni.

A differenza dell’esercizio precedente il Player Trading non è riuscito a sopperire ai minori ricavi dovuti alla partecipazione alla UEFA Europa League, in luogo della più redditizia UEFA Champions League ha comportato. Dopo i buoni risultati del 2017/18, l'attività di trading dei calciatori nel2018/19 è stata piuttosto limitata. Il profitto totale sulla vendita dei calciatori è stato di £ 12,2 milioni (2018 - £ 120,0 milioni) e i prestiti dei calciatori sono stati di £ 4,6 milioni (2018 - £ 2,3 milioni).
In effetti le plusvalenze diventano esercitano un impatto significativo sulla redditività complessiva, quando diminuiscono gli altri profitti operativi come quelli legati alla partecipazione alla UEFA Europa League rispetto alla più redditizia UEFA Champions League. La media degli ultimi cinque del risultato netto della cessione dei calciatori è stata di £ 34 milioni.

Anche escludendo dal fatturato complessivo, quello del settore immobiliare, l’Arsenal si colloca da alcuni anni stabilmente nella fascia dei club che superano la soglia dei 400 milioni di Euro di fatturato.
Il Consolidato 2018/19 riporta come “Directors”: E.S. Kroenke, J.W. Kroenke; Sir Chips Keswick, K.J. Friar OBE, Lord Harris of Peckham.  Lo “Strategic Report” e il “Directors’ Report” riportano la data del 27 novembre 2019.

Il fatturato complessivo del Gruppo segna un decremento di £ 7,1 milioni (-1,9%), il risultato netto in perdita segna un peggioramento di £ 83,6 milioni.
Il Settore sportivo, a livello di Gruppo, ha contribuito con un fatturato netto, comprensivo dei prestiti calciatori, di £ 394,7 milioni (€ 445,1 milioni) ed un risultato prima delle imposte negativo per £ 32,5 milioni (positivo per £ 64,8 milioni nel 2017/18).

Dal punto di vista gestionale, l’Arsenal evidenzia una struttura diversificata ed equilibrata dei ricavi. I ricavi del settore immobiliare, nel tempo, sono serviti a cofinanziare la costruzione dello Stadio. Nel 2018/19 l’attività di Player trading ha registrato un risultato negativo prima degli oneri finanziari per £ 74,13 milioni (+£ 30,6 milioni nel 2017/18).

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2018/19, ha perso la finale di UEFA Europa League col Chelsea. L’Arsenal ha conseguito il quinto posto in Premier League con 70 punti (6° con 63 punti nel 2017/18) e la qualificazione per l’UEFA Europa League 2019/20; è stato eliminato al qquarto turno della FA Cup 2018/19, dal Manchester United; ha perso ai quarti di Coppa di Lega (English Football League Cup), col Tottenham.

La Strategia di Gruppo e il “cerchio virtuoso”.

Il Gruppo è principalmente impegnato nella gestione della squadra di calcio professionista che gioca in Premier League ed è stato anche coinvolto in una serie di progetti immobiliari associati al trasferimento del club da Highbury all'Emirates Stadium.
Gli Amministratori, in questi anni, hanno cercato di creare una base finanziaria solida, che permettesse di finanziare la costruzione dello Stadio e il ritorno al successo sportivo.
La strategia a lungo termine è quella di perseguire uno sviluppo sostenibile autosufficiente dal punto di vista economico al fine di conseguire risultati sportivi che determinino l’affermarsi dell'Arsenal Football Club, come squadra di calcio, sia sulla scena nazionale che su quella internazionale.
I fondi generati dal business sono messi a disposizione per ulteriori investimenti nel Club, con l'obiettivo di raggiungere un maggiore livello di successo sul campo che si traduca in ultima analisi, nella conquista di trofei.
In linea di massima ed in estrema sintesi il cerchio virtuoso della strategia dell’Arsenal è riassumibile nel fatto che gli investimenti nella prima squadra, con l’acquisto di calciatori, dovrebbero determinare i successi in campo sportivo, che a loro volta alimentano la base dei tifosi e simpatizzanti, che costituiscono la potenziale clientela, che alimenta i ricavi commerciali e quelli da “match day”. Ovviamente con l’aumento dei ricavi si generano profitti che vengono reinvestiti nella prima squadra. Così il cerchio dell’autofinanziamento è chiuso.

Nei bilanci degli esercizi precedenti era riportata la seguente figura che riassume il tutto


Il Gruppo.

L’Arsenal fa parte di un Gruppo con a capo la società Arsenal Holdings Plc, con sede nel Regno Unito. Arsenal Holdings Plc è, a sua volta, controllata dalla società KSE UK Inc., che ne possiede il 100%, in quanto ha acquistato la parte rimanente della azioni possedute, che nel 2016/17 corrispondevano al 67,05%.
Tale società, risulta registrata negli USA, nello Stato del Delaware, e fa capo a Enos Stanley "Stan" Kroenke, che pertanto è il controllore in ultima istanza del Gruppo.

Le società controllate dal Gruppo sono 19 e si occupano di diverse attività.
The Arsenal Football Club plc si occupa del club di calcio maschile; la società Arsenal Women Football Club Limited si occupa del club di calcio femminile. Highbury Holdings Limited è la holding immobiliare. Ashburton Trading Limited si occupa di operazioni immobiliari e la società Arsenal (Emirates Stadium) Limited si occupa della gestione dello stadio.
Ben 5 società risultano non operative e n. 3 società risultano registrate fuori dalla Gran Bretagna precisamente: AOH-USA, LLC, registrata negli USA, controllata al 100%, che si occupa di gestione dati; Arsenal Overseas Limited, registrata nell’isola di Jersey, controllata al 100% che si occupa delle operazioni di vendita al dettaglio, Arsenal Football Club Asia PTE Limited, registrata a Singapore, controllata al 100%, che si occupa di Commercial operations.

La Continuità aziendale.

Secondo gli Amministratori, il Gruppo fa fronte al fabbisogno di capitale circolante quotidiano attraverso le proprie risorse finanziarie e non fa affidamento sui servizi bancari. e le previsioni e le proiezioni del Gruppo, tenendo conto delle variazioni ragionevolmente possibili delle performance di negoziazione, mostrano che il Gruppo dovrebbe essere in grado di operare all'interno del livello delle sue attuali risorse finanziarie e linee di credito.
Le strutture bancarie inutilizzate del Gruppo non sono attualmente in attesa di rinnovo, tuttavia, il Gruppo ha discusso con i propri banchieri in merito a tali strutture e nessuna attenzione è stata attirata sulla sua attenzione per suggerire che il rinnovo potrebbe non avvenire a condizioni accettabili. Gli amministratori hanno una ragionevole aspettativa che la Società e il Gruppo dispongano di risorse adeguate per continuare a esistere nel futuro prevedibile. Pertanto continuano ad adottare la base della continuità aziendale nella redazione del bilancio annuale.
Gli Amministratori hanno la ragionevole aspettativa che il Gruppo abbia adeguate risorse per continuare la propria operatività per il prossimo futuro, pertanto il bilancio è stato redatto in base al presupposto della continuità aziendale.

I Revisori della Deloitte LLP non hanno avuto nulla da riferire in merito alla richiesta prevista dagli ISA UK esprimersi in merito all'utilizzo da parte degli amministratori del principio contabile della continuità aziendale per la preparazione del bilancio non sia appropriato; e al fatto che gli amministratori non hanno indicato in bilancio alcuna incertezza materiale identificata che possa mettere in dubbio in modo significativo la capacità del gruppo o della società madre di continuare ad adottare il principio contabile della continuità aziendale per un periodo di almeno dodici mesi dalla data di autorizzazione alla pubblicazione del bilancio.

Invero, nel paragrafo relativo ai Rischi e alle incertezze si fa cenno alla “Brexit”. Il gruppo sta monitorando l'impatto della decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione europea. A breve termine questo ha visto il valore della sterlina indebolirsi contro l'Euro; da un lato, aumentando il costo dei trasferimenti dei giocatori dall'UE e, dall’altro, aumentando il valore in sterline dei premi delle competizioni Europe distribuiti in Euro dall’UEFA e l’aumento del valore in sterline delle vendite dei giocatori all'UE. Il rischio più significativo per il Gruppo sembra essere quello che si verifichi una crisi economica nel Regno Unito che influenzi i ricavi dei biglietti e / o il valore dei diritti di trasmissione TV e / o di sponsorizzazione.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo è diminuito da £ 1,03 miliardi a £ 922,1 milioni. Pertanto supera, di poco,  la cifra di 1 miliardi di Euro. Le immobilizzazioni materiali incidono su tutto l’attivo per circa il 46% e le disponibilità liquide per il 18,1%.


La voce terreni e fabbricati, inclusiva dello stadio con un valore contabile netto pari a £ 344,087,000, circa il 37,3% dell’attivo.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso dell’Arsenal, l’indice di indebitamento è pari a 0,74, che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile.
Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,74, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve.
Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 1,02, ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve. Infatti, il capitale circolante netto è positivo per la cifra di £ 5,295,000 milioni.
In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Le disponibilità liquide rappresentano il 18,1% dell’attivo.
Tuttavia, il valore delle disponibilità liquide diminuisce da £ 231,3 milioni a £ 166.957.000 (€ 263,85 milioni).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto, che corrisponde ai “mezzi propri”, è positivo e ammonta a £ 392,85 milioni (€ 442,9 milioni). L’esercizio precedente era pari a £ 419,9 milioni e pertanto risulta un decremento di £ 27 milioni, dovuto principalmente alla perdita dell’esercizio.

Il Patrimonio Netto, essendo non negativo, risulta conforme a quanto stabilito dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

Dal punto di vista strutturale, il rapporto tra patrimonio netto e totale delle attività è pari al 42,6%. Il Patrimonio Netto finanzia per l’88,8% il capitale investito netto. Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è positivo per £ 5,29 milioni (€ 5,97 milioni), con un decremento di £ 108,6 milioni rispetto al 2017/18.

L’Indebitamento Finanziario Netto.


La Posizione Finanziaria Netta del consolidato di Arsenal Holdings Plc è negativa per £ 42,23 milioni (€ 47,6 milioni). Le disponibilità liquide sono ingenti e sono pari a £ 166,9 milioni (€ 188,2 milioni) e rispetto all’esercizio precedente risultano diminuite di £ 64,4 milioni.

Il debito finanziario lordo ammonta a £ 209,18 milioni (€ 235,86 milioni). Di questi, solo £ 9 milioni, hanno la scadenza entro l’esercizio successivo.

I debiti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 76,7 milioni (£ 100,2 milioni nel 2017/18). Mentre i crediti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 23,5 milioni (£ 61,5 milioni nel 2017/18).

Risulta esserci un fondo rischi per i trasferimenti calciatori. Al 31.05.2018, tale fondo ammonta a £ 27,585,000 (£ 24,056,000 nel 2017/18). Il fondo Trasferimenti si riferisce principalmente alle spese di trasferimento, supplementari e probabili, dovute a bonus legati al raggiungimento di un determinato numero di presenze. Durante il 2018/19, sono stati fatti nuovi accantonamenti per £ 11,3 milioni. Inoltre £ 5,3 milioni di fondi già accantonati sono stati riclassificati come debiti e £ 2,5 milioni sono stati cancellati in quanto non più necessari.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.
L’Arsenal rispetta questo parametro.
Per quanto riguarda la voce “Other tax and social security” è presente tra i debiti a breve termine per l’importo di £ 17,116,000 (£ 30,645,000 nel 2017/18).

Il Valore della Rosa.




Il valore contabile netto della rosa ammonta a £ 240,3 milioni (€ 270,9 milioni); mentre, l’esercizio precedente era pari a £ 238,2 milioni. L’incidenza sul totale dell’attivo non corrente è del 26% circa. La variazione è dipesa da acquisti per £ 98,96 milioni (£ 165,8 milioni nel 2017/18), cessioni per un valore contabile netto residuo di circa £ 6 milioni (£ 17,8 milioni nel 2017/18), ammortamenti per £ 89,7 milioni (£ 85,8 milioni nel 2017/18).
Tra gli investimenti in calciatori effettuati, figurano: l’acquisto di Lucas Torreira (Sampdoria); Bernd Leno (Bayer Leverkusen) e Sokratis (Borussia Dortmund)

Da quando Stanley Kroenke è diventato maggior azionista (dalla stagione 2011-2012), sono stati investiti 729,3 milioni di sterline nell’acquisto di calciatori.

Il rapporto tra Patrimonio Netto e Valore Rosa Calciatori è di 1,6, pertanto il valore della rosa calciatori è ampiamente coperto dai “mezzi propri”.

Dopo la chiusura del bilancio, per l'Arsenal Football Club plc, la campagna trasferimenti ha determinato un saldo a debito di £ 92,7 milioni, nel periodo precedente, il saldo a credito era di £ 61,4 milioni. Questi trasferimenti saranno contabilizzati nell'esercizio 2019/2020.

La Gestione Economica.

Il fatturato complessivo del Gruppo, al netto della joint venture, diminuisce da £ 403,3 milioni a £ 395,56 milioni. Il decremento registrato è stato del 1,9% ed è dovuto principalmente ai ricavi del settore immbiliare, che sono diminuiti di £ 14,2 milioni. In effetti il settore immobiliare ha registrato il fatturato più basso dal 2001-2002, evidenziando la cifra di £ 829 mila, pari a circa 935 mila Euro.



Il Settore Immobiliare.

L'attività nel business immobiliare del Gruppo, da alcuni anni, è ad un livello contenuto, rispetto alla fase iniziale. Durante l'anno si è svolta un'attività limitata nel settore dello sviluppo immobiliare del Gruppo.

Il fatturato relativo al settore immobiliare aumenta di £ 13,88 milioni, precisamente da £ 15,038,000 a £ 829,000 (€ 935 mila).  I costi operativi del settore immobiliare diminuiscono da £ 15 milioni a £ 630 mila. Il risultato operativo è di £ 199,000 (€ 224 mila).

Il risultato del settore immobiliare prima delle imposte è diminuito da £ 5,304,000 a £ 313 mila.

Il rapporto Pre Tax Profit e Turnover è del 37,8% circa. Questo significa che ogni 100 Sterline fatturate se ne sono guadagnate circa 37,8.
Se si analizzano i dati dall’inizio di tale attività emerge chiaramente come il settore immobiliare abbia contribuito positivamente alla copertura finanziaria per la costruzione dello stadio.

In diciotto anni, dal 2001/02 al 2018/19, il Settore Immobiliare dell’Arsenal ha fatturato 482,8 milioni di Sterline e ha contribuito positivamente alla redditività del Gruppo con 74,8 milioni di Sterline.


Il Settore Sportivo.

Il fatturato imputabile alla gestione sportiva, comprensivo dei ricavi per i prestiti dei calciatori, risulta in diminuzione del’8,18%, da £ 388,2 milioni a £ 394,7 milioni (€ 445,1 milioni).
L’Arsenal, per quanto riguarda il settore calcio, evidenzia un fatturato netto, senza ricavi da cessioni temporanee calciatori, che dipende per il 46,9% dai ricavi TV, per il 28,4% dai ricavi commerciali e per il 24,7% dai ricavi da gare.
L’aumento dei ricavi della sezione football rispetto all’esercizio precedente è dovuto al raggiungimento della finale della UEFA Europa League (2017/18 - ha raggiunto la semifinale) unitamente ai maggiori entrate commerciali che includevano "Visit Rwanda" sulla manica come nuova partnership.

L’evoluzione della ripartizione del turnover del settore sportivo negli ultimi undici anni vede l’incremento dell’incidenza dei ricavi TV, grazie ai contratti firmati ed un incidenza dei ricavi commerciali che ha superato costantemente il 25% dal 2012/13.


I ricavi da gare risultano pari a £ 96,2 milioni (£ 98,9 milioni nel 2017/18).
La media dei biglietti venduti è stata di 58.943 (2018: 58.012; 2017: 59.886; 2016: 59.834; 2015: 59.930; 2014: 59.790) per 30 partite casalinghe.
I ricavi da diritti tv ammontano a £ 183 milioni (£ 180,1 milioni nel 2017/18), registrando un incremento di £ 2,9 milioni. I ricavi di "Broadcasting" della UEFA Europa League, dal comunicato UEFA 2018/19, ammontano a Euro 38,995,743. Per il 2017/18 il comunicato UEFA, per la ripartizione dei proventi della Champions League 2017/18, riportava Euro 37.779.447 per la UEFA Europa League 2017/18.
I ricavi commerciali aumentano complessivamente del 3,7% da £ 106,9 milioni del 2017/18 a £ 110,9 milioni. Si pensi che nel 2011/12 ammontavano a £ 52,5 milioni.  
I maggiori ricavi commerciali sono in parte dovuti al fatto che includono la nuova sponsorizzazione "Visit Rwanda" apparsa sulle maniche della maglia.

Emirates e PUMA sono delle partnership assicurate per il lungo termine. Il contratto di sponsorizzazione con “Emirates Airlines”, stipulato nel 2012/2013, riportava un importo complessivo di £ 150 milioni, che doveva essere ripartito sulla durata del contratto. Il contratto di “naming rights” con “Emirates Airlines” scadrà nel 2028, mentre quello riguardante la sponsorizzazione della maglia è scaduto nel 2018/19. Nel Luglio 2014, è iniziata la partnership con PUMA. L'accordo con PUMA rappresentava il più importante accordo di partnership nella storia dell'Arsenal e di PUMA.  Il Club ha annunciato un'estensione della sua partnership con Emirates a partire dalla stagione 2019/20 e la firma di una partnership con lo sponsor tecnico Adidas che inizierà anche per la stagione 2019/20.

Il Player Trading.


Il risultato della gestione “Player trading” è determinato dalla differenza tra plusvalenze e minusvalenze, dagli ammortamenti sui diritti alle prestazioni dei calciatori, comprese eventuali perdite di valore, e dai ricavi per i calciatori in prestito. Il risultato di tale gestione è negativo per £ 74,13 milioni. Invece, nel 2017/18, il risultato è stato positivo per £ 30,6 milioni.
L’ammortamento dei giocatori è pari a £ 89,7 milioni, mentre nel 2017/18 era pari a £ 85,8 milioni.

Nell’esercizio 2018/19, l'ammortamento dei giocatori non è stato compensato dai profitti sulla vendita di giocatori pari a £ 12,2 milioni (nel 2017/18: £ 120 milioni) e dai ricavi derivanti dalle cessioni temporanee, pari a £ 4,6 milioni.  Nel 2018/19, rispetto al 2017/18, i ricavi derivanti dalle cessioni dei giocatori hanno registrato un notevole decremento dovuto alla vendita di calciatori meno importanti come Lucas Pérez (West Ham United), Joel Campbell (Frosinone Calcio) e
Chuba Akpom            (PAOK Salonicco), rispetto al 2017/18, in cui furono ceduti Walcott, Giroud, Coquelin, Sanchez e Oxlade-Chamberlain.

Dal 2005/06 al 2018/19, l’Arsenal ha registrato profitti sulla vendita dei calciatori per £ 421 milioni, con una media di£ 30 milioni.

Costo dei dipendenti.

Il costo del personale continua ad essere di gran lunga la più importante voce di costo e ammonta a £ 234,9 milioni (€ 264,88 milioni), con un decremento del 2,14%.
Depurando il dato dai costi straordinari risulta che i costi totali del personale, esclusi i costi eccezionali, sono cresciuti di £ 8,4 milioni da £ 223,3 milioni a £ 231,7 milioni.
I costi straordinari per £ 3,2 milioni (£ 16,8 milioni nel 2017/18) sono relativi, come nell’esercizio precedente, al cambio del “First Team Management”, ossia dell’allenatore e dello staff.
  
La media del numero dei dipendenti, durante il 2018/19, è stata di 724 (2017/18: 733), di cui: 73 “Playing staff”; 87 “Training staff”; 441 Administrative staff e 123 “Ground staff”.
In aggiunta, sono stati utilizzati come media mensile circa 1.057 “temporary staff”, principalmente nei giorni di “match days” (2017/18: 1.103).

Il Consiglio di Amministrazione è costato £ 1.503.000 (£ 3.434.000 nel 2017/18; £ 3,362,000 nel 2016/17; £ 3,384,000 nel 2015/16). Nel 2017/18 la maggior parte del costo si riferivae al solo Gazidis, che è costato £ 2,658,000 (£ 2,598,000 nel 2016/17; £ 2,648,000 nel 2015/16).

Gli Altri costi operativi, che comprendono tutti i costi diretti e indiretti e le spese generali relative alle operazioni del settore calcio del Club e ai ricavi ammontano a £ 86.818.000 (£ 88 milioni nel 2017/18). Tali costi includono anche oneri straordinari.

L’incidenza del “Fattore Lavoro Sportivo”.

Il Costo del “Fattore Lavoro Sportivo”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, rapportato al fatturato netto sportivo incide per il 83,2% (84,4% nel 2017/18).

La gestione finanziaria.

I proventi da joint venture ammontano a £ 190,000 (£ 940,000 nel 2017/18).
Gli oneri finanziari netti, aumentano da £ 8,76 milioni a £ 12 milioni.
Nel dettaglio, gli oneri finanziari lordi, pari a £ 11,97 milioni, riguardano: interessi passivi bancari per £ 3 mila; interessi passivi su obbligazioni a tasso variabile e fisso per £ 10.744.000; altri oneri per £ 495 mila; e i costi per finanziamenti a lungo termine per £ 735 mila.
La Variazione del fair value degli strumenti finanziari risulta negativa per £ 693,000 (positiva per £ 3,285,000 nel 2017/18).
I proventi finanziari sono pari a 644 mila sterline (£ 448 mila nel 2017/18).

Il Breakeven Result.

Al momento, l’Arsenal non ha alcun problema a confrontarsi con il criterio del “Breakeven Result” del Fair Play Finanziario e con le sue soglie di tolleranza.
Il risultato prima delle imposte del Gruppo al 31 maggio 2019 è negativo per £ 32.215.000 (€ 36,3 milioni). Invece, nei precedenti due esercizi il risultato prima delle imposte era positivo. Al 31 maggio 2018 è positivo per £ 70.214.000 (€ 80,1 milioni) e al 31 maggio 2017 era positivo per £ 44.607.000.
In chiave Financial Fair Play, per l’Arsenal bisogna considerare il dato aggregato solo della Gestione Sportiva, che mostra comunque risultati entro i limiti richiesti.
L’utile netto del 2018/19, risulta negativo per £ 30.527.000 (£ 56.554.000 nel 2017/18) ed interrompe una serie continua di sedici risultati positivi consecutivi; per trovare un altro bilancio in perdita bisogna risalire all’ormai lontano 2001/02.
Il risultato del conto economico complessivo è negativo per £ 30.515.000; nel 2017/18 era positivo per £ 64.494.000.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 2019” l’Arsenal si colloca al nono posto con 993 milioni di USD di valore di brand (1.083 milioni di USD nella classifica precedente) e un enterprise value di $2.558 milioni di dollari ($2.667 milioni di dollari nel 2017/18).
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Nella classifica di “Forbes”, pubblicata nel 2019, l’Arsenal si colloca al settimo posto e vale 2,3 miliardi di dollari USD (2.238 milioni di dollari USD nella classifica precedente).
Nell’ultima classifica di fatturato “Deloitte Football Money League 2020”, l’Arsenal è scesa di due posizioni dal nono all’undicesimo posto con 445,6 milioni di Euro di fatturato sportivo netto, si pensi che nel 2016/17 era al sesto posto.

Conclusioni.

Il dato che emerge dai dati del 2018/19, anche a causa della mancata partecipazione alla UEFA Champions League, è che l’Arsenal stia “segnando il passo”, non a caso non è rientrato tra i primi dieci club europei che fatturano di più.
Inoltre, per quanto riguarda l’esercizio 2018/19, ha inciso negativamente il risultato della gestione del Player Trading; ovviamente, anche la mancata partecipazione alla UEFA Champions League, nonostante la partecipazione alla finale di Europa League, non ha contribuito ad attenuare la perdita.
Gli investimenti effettuati per l’acquisto di calciatori nell’esercizio precedente hanno reso rigido il costo del lavoro. In ogni caso, risultano rispettati i parametri del Fair Play Finanziario.
Anche nel 2019/20, l’Arsenal parteciperà alla UEFA Europa League che comporta meno ricavi rispetto alla UEFA Champions League.

Per quanto riguarda la stagione 2019/20, si prospetta una stagione sportiva poco brillante: l’Arsenal ha perso nei sedicesimi di finale della UEFA Europa League. e in Premier League non brilla.