lunedì 10 febbraio 2020

Appunti sul Primo Bilancio della SSC Bari 2018/2019



Di Luca Marotta


Il Primo Bilancio della SSC Bari 2018/2019, che è una società che fa parte del gruppo Filmauro S.r.l., evidenzia un totale dell’attivo di 1,39 milioni, un valore della produzione di 4,3 milioni di Euro, con un risultato in perdita per 120 mila Euro e un totale dipendenti di 2 unità.
La Società, è stata costituita inizialmente, come Società Sportiva Dilettantistica, senza scopo di lucro; in seguito, in base alle norme FIGC e anche su indicazione del Comune di Bari, consegue il titolo sportivo per disputare il campionato di calcio di serie D. Nel giugno del 2019, con l'accesso al campionato professionistico della Serie C, si trasforma in Società per Azioni e diventa una società con scopo di lucro ed è un società controllata da Filmauro S.r.l., la stessa che controlla SSC Napoli SpA.

Le società del gruppo consolidate dalla controllante Filmauro S.r.l. sono: Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., Società Sportiva Calcio Bari S.p.A., Auro Servizi S.r.l., Cinema Europa S.r.l., Olimpia 80 Immobiliare S.r.l. e Cineservices S.r.l.. Tali società hanno dei rapporti commerciali anche con SSC Napoli e sono citate nel relativo bilancio.
Nel bilancio della SSC BARi figurano i Debiti verso le Imprese Sottoposte al Controllo della Controllante, pari ad Euro 39.889, includono i debiti commerciali verso la Auro Servizi S.r.l. (Euro 24.400), verso la Cineservices S.r.l. (Euro 3.660) e verso la Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A. (Euro 11.829), tutte società controllate dalla Filmauro S.r.l..
Dal punto di vista sportivo, il campionato disputato nel 2018/2019 è stato quello di Serie D, che è stato vinto accedendo alla categoria professionistica superiore.
 Nella Serie D il costo dei calciatori non figura nel costo del personale ma tra i costi per servizi come costo per i tesserati. Come parametro di riferimento, si può considerare che nel 2014/15, in base ai dati del Conto Economico del Calcio Italiano della FIGC, una squadra di calcio di Serie D, presentava un fatturato medio stimabile in quasi 346.000 euro, mentre una società partecipante alla Lega Pro presentava un fatturato medio di oltre 2,3 milioni. Nel 2014/15, una squadra di calcio di Serie D presentava un risultato in perdita di -25.700 Euro. Un esempio concreto, vicino geograficamente, può essere rappresentato dal Taranto Football Club 1927 srl che nel 2014/15 e nel 2015/16 militava in Serie D. Nel 2015/16 Taranto Football Club 1927 srl aveva un valore dell’attivo pari a Euro 734.085; con un Patrimonio netto di Euro 252.879; un valore della produzione pari a Euro 1.022.471 e una perdita di esercizio pari a Euro 48.965.

Nel 2018/19 SSC Bari ha potuto beneficiare, in relazione alla categoria in cui ha militato, di notevoli proventi di sponsorizzazione e diritti TV, che hanno fatto lievitare il valore della produzione.
STATO PATRIMONIALE
Al 30.06.2019, il Valore dell’attivo della SSC BARI ammonta a Euro 1.393.833. La maggior parte delle attività, pari all’83,28% è rappresentato da crediti che ammontano a 1.160.843. I Crediti verso Clienti, risultano pari ad Euro 1.160.843 e riguardano, principalmente, i crediti commerciali come Sponsorizzazioni e Licenziatari.
Il Totale disponibilità liquide ammonta a Euro 92.098 e rappresenta il 6,61% dell’attivo.
Il Totale immobilizzazioni immateriali ammonta a Euro 7.369, che rappresentano lo 0,53% dell’attivo.
Il Totale immobilizzazioni materiali ammonta a Euro 22.548, pertanto, al 30.06.2019, SSC BARI, come SSC Napoli, non possiede infrastrutture di proprietà come lo stadio e il Centro Sportivo di Allenamento.
I mezzi propri rappresentati dal patrimonio netto ammontano a Euro 129.541 e finanziano il 9,29% delle attività.
I debiti ammontano a Euro 1.260.818 e il 39,66% è rappresentato dai debiti verso soci per finanziamenti, esigibili entro l'esercizio successivo, che ammontano a Euro 500.000. I debiti verso i soci finanziano il 35,87% dell’attivo.
I Debiti verso Fornitori, pari ad Euro 505.002, rappresentano il 40,05% del totale dei debiti e riguardano quanto ancora dovuto ai fornitori nazionali di beni e servizi per quanto fornito nel corso dell'esercizio. Tali debiti finanziano il 36,23% dell’attivo.
Conto Economico
Il Totale valore della produzione ammonta a Euro 4.307.751.
I Ricavi da gare in casa per il Campionato Serie D ammontano a Euro 313.592; per la Coppa Italia ammontano a Euro 32.113; per gli Abbonamenti ammontano a Euro 741.063
L'Amministratore Unico ha evidenziato che i ricavi dalla vendita dei titoli di ingresso per le gare interne della squadra hanno raggiunto l'ammontare di oltre 1 milione di Euro, dato di assoluto rilievo per un campionato dilettantistico.

I Proventi da sponsorizzazione ammontano a Euro 1.899.940
I Proventi Commerciali e Royalties ammontano a Euro 7.437
I Proventi da cessione diritti TV e sponsorizzazioni ammontano a Euro 1.067.558
Gli Altri Proventi da gestione calciatori ammontano a Euro 26.000
Gli Altri Ricavi e Proventi ammontano a Euro 220.048
Il Totale costi della produzione ammonta a Euro 4.395.717. Tecnicamente si può parlare di squilibrio economico perché i costi superano i ricavi.
La maggior parte dei costi sono rappresentati dai costi per servizi per € 3.057.532
I Costi per Prestazioni di servizi, riguardano:
Costi per Tesserati ed attività sportiva per Euro 1.607.978
Servizi biglietteria e controllo ingressi per Euro    316.924
Costi specifici tecnici per Euro    181.600
Compenso Amministratori per   Euro      95.000
Spese amministrative, pubblicitarie e generali per Euro    505.471
Spese per vitto, alloggio e elocomozione gare per Euro      88.746
Altre spese per servizi per Euro    261.813
Da notare che anche nel Napoli è presente il Compenso Amministratori.
Tra i Costi per Godimento Beni di Terzi, pari ad Euro 880.456, figurano:
Diritti di Immagine tesserati   Euro 578.471
Noleggio macchinari e attrezzature   Euro 182.430
Altri costi per godimento beni di terzi   Euro 119.555
Da notare l’importo notevole dei costi per diritti di immagine, che rappresentano il 13,2% dei costi della produzione.
Totale costi per il personale ammonta a Euro 72.093. Come dipendenti risultano un impiegato ed un operaio.
Gli oneri per la gestione dell'attività sportiva, hanno rappresentato circa il 68% della totalità dei costi dell'esercizio. A causa dell’assenza di debiti finanziari, la gestione finanziaria, non evidenzia gli oneri derivanti dal ricorso al finanziamento bancario.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 87.930. Il risultato al netto delle imposte è negativo per Euro 120.460.
Per ripianare la perdita di Euro 120.460,03, è stato proposto l'utilizzo della Riserva per copertura perdite future.

Tra le Informazioni sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio si evidenzia il fatto che, “successivamente alla data di chiusura del presente bilancio, la Società, per disputare il campionato professionistico di serie C al quale ha avuto accesso a seguito della vittoria del campionato di serie D, nell’ambito della “calcio-mercato”, ha acquisito diritti alle prestazioni dei calciatori per complessivi Euro 60.000.”

Conclusioni

Gli scenari che si possono intravedere per il futuro della SSC Bari, possono essere di due tipi. Il primo è quello relativo al percorso di SSC Napoli, che può realizzarsi concretamente solo in caso di “completa dedizione” della Filmauro Srl alla SSC BARI a seguito della cessione della squadra partenopea, occorre anche dire che per il Napoli è stato fondamentale l’affidare la gestione sportiva a gente preparata, che ha dimostrato le sue capacità anche in altri club come l’Atalanta.
Altro scenario possibile è quello della Salernitana di Lotito, che ovviamente dà priorità alla SS Lazio.
L’amministratore Unico ha scritto che le strategie di crescita della società puntano sia allo sviluppo delle attività esistenti ma anche ad investire ulteriormente su settori capaci di generare proventi ad oggi non ancora adeguatamente sviluppati o implementati, quali ad esempio il merchandising, anche attraverso I'apertura di negozi, di e-commerce e le cd 'Academy'. Per alimentare la strategia di crescita, saranno valutate le possibilità di integrazione della pianta organica aziendale oltre all'acquisizione di specifici servizi, destinati a migliorare e rafforzare la presenza del Club e del relativo brand sul mercato nazionale. Saranno ulteriormente rafforzate le iniziative rivolte al potenziamento della prima squadra e del settore giovanile, ritenuto un investimento capace di dare frutti nel tempo.” 


domenica 9 febbraio 2020

Bilancio Napoli 2018/19: utile di 29 milioni con le plusvalenze di Jorginho e Hamsik.




Luca Marotta


Le plusvalenze realizzate con le cessioni di Jorginho e Hamsik, rispettivamente per € 59,3 milioni ed € 19,99 milioni, sono state determinanti per l’esposizione di un utile al netto delle imposte di 29,16 milioni di Euro.

Invero il fatturato netto ha toccato la cifra record di 205,8 milioni di Euro, con un risultato prima delle imposte pari a 47,8 milioni di Euro. Anche il costo del personale ha segnato la cifra record di 135,14 milioni di Euro, lo stesso hanno fatto gli ammortamenti dei calciatori che hanno raggiunto la cifra record di 81,76 milioni di Euro.
Come è facile dedurre, il costo del lavoro allargato (personale + ammortamenti) ha assorbito tutto il fatturato netto, rendendo “vitale” il realizzo delle plusvalenze. Il non aver investito in infrastrutture sportive come lo stadio, aumenta la dipendenza dalle altre fonti di ricavo, come i diritti televisivi e le plusvalenze.

I diritti televisivi sono comunque aumentati grazie all’aumento dei proventi da Competizioni Europee, come accaduto per le squadre che hanno partecipato alla UEFA Champions League 2018/19.

La strategia del Napoli, nell’ottica di una società commerciale, che si basa sul Player Trading, ha privilegiato l’investimento in calciatori, per la successiva rivendita, trascurando l’investimento in infrastrutture sportive, basti pensare alla cifra investita in calciatori dal 2009/10 ha raggiunto òa cifra di € 678,7 milioni.

Anche per il 2018/19, il Napoli può vantare l’assenza di debito bancario, con elevate disponibilità liquide.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2018/19, il Napoli è giunto secondo in campionato, con 79 punti (2° con 91 punti nel 2017/18), acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019/20.
Nella competizione UEFA Champions League 2018/19, il Napoli non ha superato la fase a gironi, classificandosi al terzo posto del proprio girone e accedendo alla competizione UEFA Europa League dove è stato eliminato ai quarti dall’Arsenal.
In Coppa Italia, il Napoli è stato eliminato nei quarti di finale dal Milan.

La stagione sportiva0 2018/2019 è stata caratterizzata dall’avvicendamento della guida tecnica della Prima Squadra da Sarri ad Ancelotti, Nella Relazione è scritto: “La società, a seguito di approfondite analisi e valutazioni, ha affidato, a partire dalla stagione sportiva 2018/2019 e con un orizzonte di durata triennale, la conduzione tecnica della prima squadra all'allenatore professionista Carlo Ancelotti, tecnico dalla acclarata fama ed esperienza internazionale. In data 14 luglio 2018 la società ha risolto consensualmente il rapporto di lavoro con l'allenatore professionista Maurizio Sarri.”

La continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio nella prospettiva della continuazione dell’attività.

La Società di Revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha giudicato appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale; pertanto, ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo sul tema.

Per quanto riguarda la verifica del presupposto della continuità aziendale, nella Relazione del Collegio Sindacale, in base al principio di revisione 570, è scritto che l’operato della direzione è stato adeguato e “non foriero di criticità in un ragionevole orizzonte temporale di riferimento”.

La struttura dell’attivo.


Il totale dell’attivo risulta aumentato ed ammonta € 339,95 milioni (€ 283,53 milioni nel 2017/18). Il 42,8% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 631 mila (€ 277 mila nel 2017/18), e non includono infrastrutture sportive.
Tra le immobilizzazioni immateriali l’avviamento risulta completamente ammortizzato. L’avviamento aveva un costo storico di € 19.538.462. Negli esercizi precedenti, l’avviamento era stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni e l’ammortamento è stato completato il 30 giugno 2016.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, risulta totalmente ammortizzata, con un costo storico di € 13.171.218 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A..
L’attivo circolante, pari a € 194.405.827 rappresenta circa il 57,2% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 105.087.098 (€ 118.706.308 nel 2017/18), incidono per il 30,9% sul totale dell’attivo. La parte non corrente dell’attivo circolante è di circa € 18,91 milioni (€ 14,91 milioni nel 2017/18), pertanto il capitale circolante netto è positivo per circa € 77 milioni (€ 58,57 milioni nel 2017/18).
I crediti verso la controllante, pari a € 5.937.561 (€ 5.031.487 nel 2017/18), comprendono i crediti da consolidato fiscale per l’istanza di rimborso IRES per € 2.711.227 e dal credito residuo rinveniente dai maggiori versamenti a titolo di acconto IRES per € 3.194.564.
I nuovi OIC hanno permesso di evidenziare i crediti verso società facenti capo alla stessa Capogruppo per Euro 186.709 (€182.406 nel 2017/18). Tali crediti riguardano Cinema Europa Srl per Euro 23.542; Olimpia 80 Immobiliare Srl per Euro 154.994; Auro Servizi Srl per Euro 6.841; Cineservices Srl per Euro 1.332.  

Il Valore della Rosa.


I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 143,28 milioni (€ 97,53 milioni nel 2017/18). L’incremento di € 45,75 milioni è dovuto a investimenti per € 128,13 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 619 mila, ammortamenti per € 81,76 milioni (€ 64,81 milioni nel 2017/18).
Dal 2009/10 risultano investimenti complessivi nell’acquisto di calciatori per circa € 678,72 milioni. Trattasi di un importo notevole, pari all’investimento in uno stadio moderno a livello dei grandi club europei.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati nel 2018/19 spiccano: Manolas Kostantinos acquistato a giugno 2019 dall’AS Roma per 36 milioni di Euro; Fabian Ruiz (Real Betis Balompié) per € 30.080.000; Alex Meret (Udinese Calcio Spa) per € 25.000.000; Kevin Malcuit (Losc Lille) per € 11.500.000; Giovanni Di Lorenzo (Empoli) per € 9.000.000 e Ospina Ramirez (Arsenal) per € 5.644.737 oltre ad un premio di € 513.158.


Tra le cessioni spiccano: “Jorginho” Jorge Luiz Frello Filho (Chelsea) per € 60.000.000, con una plusvalenza di € 59.300.000 e Hamsik (Dalian Yifang F.C. Co. Ltd) per € 20.000.000, con una plusvalenza di € 19.996.869.
Al 30 giugno 2019 il calciatore col valore contabile residuo più elevato risulta Manolas Kostantinos, acquistato a giugno 2019, col valore di acquisto non ammortizzato per € 36.000.000 seguito da Fabian Ruiz per € 19.540.017; Simone Verdi per € 14.700.000 e da Alex Meret (Udinese Calcio Spa) per € 11.250.000.

Dopo il 30/06/2019, il Napoli ha ceduto dei calciatori per un corrispettivo complessivo pari ad Euro 42 milioni, realizzando una plusvalenza complessiva pari a Euro 37,6 milioni. Si è proceduto ad effettuare cessioni temporanee di calciatori per un importo pari ad Euro 16,3 milioni e sono stati formalizzati impegni di terzi a favore del Napoli per € 63,5 milioni per obblighi di riscatto condizionati.
Sul fronte acquisizioni, il Napoli ha acquistato calciatori a titolo definitivo e a titolo temporaneo per € 73,8 milioni, per la stagione sportiva 2019/20, che si aggiungono alle acquisizioni definitive, a beneficio della stagione sportiva 2019/20, formalizzate entro il 30.06.2019, che ammontano ad € 45,8 milioni.

Secondo gli Amministratori, come nell’esercizio precedente, “il settore giovanile continua a rappresentare un asset ritenuto strategico ai fini della crescita del patrimonio aziendale, sul quale la società pone sempre di più una particolare attenzione per l'implementazione e lo sviluppo del potenziale sportivo della prima squadra”.  In tale ottica sono stati destinati investimenti in linea con gli obiettivi.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 145.422.850 (€ 116.259.018 nel 2017/18). Rispetto al 30 giugno 2018, risulta aumentato di € 29.163.832 rispetto all’esercizio precedente, pari al 25,1%.
La variazione è dovuta essenzialmente al risultato netto dell’esercizio, che è stato positivo per € 29.163.834.
Ovviamente, il Patrimonio Netto, essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 42,8% del totale delle attività e risultano superiori al valore netto dei diritti pluriennali.

La struttura delle Passività.

Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con un importo molto basso pari a € 10.500 (€ 8.152 nel 2017/18), in altre parole, non necessità di finanziare le attività in corso, con i mezzi finanziari forniti dai ricavi della stagione sportiva successiva, come ad esempio una campagna abbonamenti anticipata. Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 896.740 (€ 4.391.539 nel 2017/18), sono evidenziate le fatturazioni anticipate di proventi la cui competenza economica ricade negli esercizi successivi, di cui € 640.000 riguardano anticipi da clienti Esteri.
Il totale della voce “debiti” è pari a € 163.006.172 (€ 143.988.321 nel 2017/18) e risulta in aumento del 13,21%.
L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 113.076.380 (€ 93.459.773 nel 2017/18). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. Non esistono debiti finanziari; nel 2015/16, invece, figuravano debiti verso soci per finanziamenti infruttiferi per € 3.911.220 e che sono stati restituiti in data 3 aprile 2017.
I debiti verso la controllante pari a € 3.612.392 (€ 815.405 nel 2017/18), riguardano per Euro 1.343.320 debiti verso Filmauro per Iva di Gruppo e per Euro 251.190 (€185.765 nel 2017/18) debiti commerciali; euro 2.017.882 per consolidato fiscale ed Euro zero (€ 2.000 nel 2017/18) come debiti diversi.
I debiti verso fornitori ammontano ad € 18.126.994 (nel 2017/18: € 21.858.681), di cui € 14.767.034 verso fornitori nazionali.  
I nuovi principi contabili OIC hanno permettono di evidenziare i debiti verso imprese sottoposte al controllo della controllante per Euro 787.550 (€1.230.460 nel 2017/18), di cui € 15.250 verso Cineservices srl.
I debiti finanziano circa il 47,9% dell’attivo (50,8% nel 2017/18).

La Posizione Finanziaria Netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto


La posizione finanziaria netta è positiva per € 105,09 milioni (€ 118,7 milioni nel 2017/18) e coincide con le disponibilità liquide di pari ammontare € 105,09 milioni (€ 118,7 milioni nel 2017/18). Non esistono debiti finanziari.
Nel 2015/16, l’unico debito finanziario era un finanziamento soci di € 3,9 milioni, che è stato rimborsato.
I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 66,67 milioni (€ 33,83 milioni nel 2017/18). Il maggior credito riguarda Chelsea Football Club Limited per Jorginho per la cifra di Euro 30.000.000, seguito da Dalian Yifang FC Co. Ltd per Hamsik per le cifra di € 15.000.000.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 113,08 milioni (€ 93,46 milioni nel 2017/18), di cui € 109 milioni per trasferimento calciatori. Il maggior debito riguarda AS Roma per Manolas per la cifra di Euro 36.000.000, seguita dall’Udinese per Meret per la cifra di € 18.750.000.
Il Napoli non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club partenopeo non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, non emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

I Debiti con dipendenti, fisco ed Enti Previdenziali.

I debiti verso il personale ammontano a circa € 13.931.940 (€ 15.915.727 nel 2017/18) e risultano in decremento di € 1 milione. Essi rappresentano circa il 10,3% del costo del personale.
I debiti per imposte differite iscritti tra i fondi rischi sono pari a circa € 30.152.770 e rappresentano un debito tributario per “fiscalità latente” per differimento delle imposte dovute sulle plusvalenze realizzate, per espressa previsione normativa.
I debiti tributari ammontano a € 10.286.247, di cui € 5.410.192 per ritenute d’acconto su retribuzioni di lavoro dipendente.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di redazione della Relazione sulla Gestione non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti. Per il contenzioso civile gli amministratori hanno dichiarato che non possano derivare significative passività.
Anche per i debiti verso Istituti previdenziali, pari a € 291.036 (€ 371.050 nel 2017/18), gli Amministratori hanno scritto che “non si segnalano debiti scaduti e non pagati”.

Il Rendiconto Finanziario.


Il decremento di disponibilità liquide è stato pari a € 13,6 milioni. Tale decremento è stato determinato da flussi di cassa della gestione corrente positivi per € 115.417.484, da deflussi di cassa generati dalla gestione degli investimenti che hanno assorbito € 129.036.695
Tra i flussi di cassa della gestione corrente risulta che l’autofinanziamento economico ha generato flussi positivi per € 121568.396 (€ 51.314.875 nel 2017/18) e la variazione nelle attività e passività correnti ha generato flussi negativi per € 6.150.912 (€ 7.446.259 nel 2017/18).
Sull’attività di investimento ha influito l’incremento netto dei diritti pluriennali prestazioni calciatori pari a € 127.176.466 (€ 50.205.219 nel 2016).

La Gestione Economica.

I costi della produzione, pari a € 252.016.884 (€ 218.995.201 nel 2017/18), sono nettamente inferiori rispetto al valore della produzione, che è pari a € 299.862.181 (€ 215.585.266 nel 2017/18), determinando una differenza positiva per € 47.845.297 (+€ 3.409.935 nel 2017/18).
Il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, aumenta del 39,1%; mentre i costi della produzione aumentano del 15,1%.
In sintesi, il Napoli, nel 2018/19, ha speso in misura inferiore rispetto a quanto abbia guadagnato, perché l’importo delle plusvalenze è aumentato del 175,7%, precisamente di € 53.045.346.
Sembra confermato il fatto che il Napoli abbia necessità delle plusvalenze per garantirsi l’equilibrio economico, oltre alla partecipazione alle competizioni europee.
Il trend storico mostra che dal 2012-2013 al 2018/19 il Napoli aveva adeguato il livello di alcuni costi al valore della produzione e non al valore del fatturato netto. Dal 2015/16 al 2017/18, sembrava che il volume dei costi si fosse, invece, adeguato anche al livello del fatturato netto non considerando i proventi eccezionali contenuti nel valore della produzione, rappresentati dalle plusvalenze. Tuttavia alcuni costi si mostrano “rigidi” nella fase calante del rendimento sportivo, per via della durata pluriennale dei contratti, a meno che si proceda allo “smobilizzo”.  
Il grafico mostra e sembra rafforzare la considerazione fatta.  



Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del valore della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005, è del 26,49%, ciò significa che il valore della produzione dal 2005 è cresciuto in media del 26,49% circa all’anno. Il CAGR del valore della produzione negli ultimi 5 anni è positivo del 20,25%.
Occorre ribadire che per essere competitivi a certi livelli, alcuni costi, come quelli del personale, diventano “rigidi”, almeno nel breve termine.

I costi della produzione, pari a 252.016.884 (nel 2017/18: € 218.995.201), rispetto all’anno precedente, aumentano del 15,1% circa.
A confermare la tesi della rigidità di alcuni costi, una volta raggiunti determinati livelli, è il fatto che i costi della produzione hanno seguito una fase di continua crescita tranne l’esercizio 2014/2015, in cui hanno registrato un rallentamento, per poi continuare ad aumentare negli esercizi successivi.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), dei costi della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,97%, mentre negli ultimi 5 anni è del 11,17%.



Il principale costo della produzione è quello del personale. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), del costo del personale, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,64%, mentre negli ultimi 5 anni è del 12,24%.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), degli ammortamenti, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 22,08%, mentre negli ultimi 5 anni è del 6,81%.


I Ricavi.

Il fatturato netto, con esclusione dei proventi rivenienti dalla cessione a titolo definitivo e temporanea dei calciatori, rappresenta il 68,63% (84,83% nel 2017/18) del valore della produzione, mentre le plusvalenze, i ricavi da cessione temporanea calciatori e gli altri proventi derivanti dalla gestione calciatori rappresentano il 31,37% (15,17% nel 2017/18) del valore della produzione.

I Ricavi da gare diminuiscono di € 3.219.306, da € 19,09 milioni a € 15,87 milioni, registrando un decremento pari al 16,9%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 5,3%. Il calo è da attribuirsi alla riduzione dei posti dello Stadio San Paolo per lavori di manutenzione.
Tale voce comprende i Ricavi da gare prima squadra in casa per € 11.853.504 (€ 15.684.527 nel 2017/18) e abbonamenti per € 3.818.023 (€ 3.403.859 nel 2018/19). Gli incassi da botteghino per le gare di campionato sono diminuiti di € 3,7 milioni, da € 11,1 milioni a € 7,4 milioni. I ricavi per le gare di Coppa Italia sono diminuiti da € 281.258 a € 81.063. I Ricavi da gare relativi alle competizioni internazionali riguardanti le partite di U.E.F.A. Champions League e di U.E.F.A. Europa League, ed hanno registrato un incremento di € 188.340, da € 4.182.293 a € 4.370.633.

In nota integrativa è scritto che la capacità ai fini dell’agibilità dell’impianto dello stadio San Paolo, che è di proprietà del Comune di Napoli, è diminuita di 669 unità, da 60.240 a 59.571 posti a sedere. Inoltre, i posti a sedere vendibili sono scesi altri 1.971 posti per lavori di manutenzione dello stadio da parte del Comune di Napoli per le Universiadi 2019.

Per l’esercizio 2018/19, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6 mila unità (6.934 nel 2017-2018; 6.373 unità nel 2016/17; 6.431 unità nel 2015/16).).
Per l’esercizio 2019/20 la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 12 mila unità
I ricavi commerciali hanno registrato complessivamente un incremento del 19,54%, passando da € 4,47 milioni a € 41,2 milioni. Tali ricavi incidono per il 13,74% sul valore della produzione.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 36.709.282 (€ 30.649.756, nel 2017/18), registrano un aumento di € 6.059.526. Gli Sponsor ufficiali hanno contribuito con € 9.010.000 (€ 8.750.000 nel 2017/18). Il contributo dello Sponsor tecnico aumenta da € 8.164.723 a € 9.217.294. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 8.456.701 (€ 7,46 milioni, nel 2017/18), i Partner commerciali con € 3.653.207 (€ 4,11 milioni nel 2017/18) e le Altre sponsorizzazioni con € 5.910.570 (€ 2.166.104 nel 2017/18). Nel 2018/19 figurano anche i “Regional Sponsor” con € 380 mila.
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a € 248.050 (€ 288.049 nel 2017/18) e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio.
Nel bilancio 2018/19, i Proventi commerciali e royalties aumentano di 716.745 Euro, passando da € 3.532435 a € 4.248.780. In particolare i proventi da licensing aumentano da € 1.264.844 a € 1.337.776. Tale voce si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. I Proventi da merchandising risultano pari a € 2.705.904 (€ 1.836.681 nel 2017/18).
La voce “Proventi vari” ammonta a € 1.622.961 (€ 1.529.680 nel 2017/18) e riguarda i proventi radiofonici per € 460 mila e i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine per € 1.162.961 (€ 1.094.680 nel 2017/18).
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi, aumentano di € 24.092.560 e risultano pari a € 142.848.552, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 118.755.992. L’incidenza sul valore della produzione è del 20,3%.
L’incremento verificatosi nel 2018/19 è dovuto soprattutto all’aumento dei ricavi relativi alle competizioni UEFA.
I ricavi relativi alle competizioni UEFA aumentano di Euro 15.833.492, da € 40.264.865 a € 56.098.357. Secondo il comunicato UEFA per la ripartizione dei ricavi della Champions League 2018/19, i ricavi spettanti a SSC Napoli ammontano a € 49,878,000 (€ 38,967,000 nel 2017/18), di cui € 14.500.000 a titolo di “Starting Fee”; € 13,296,000 a titolo di “Coefficient”; € 12.877.000 (€ 21,005,000 nel 2017/18) per il Market pool; mentre, per l’UEFA Europa League 2018/19 ha incassato la cifra di Euro 6,710,579 (€ 1,219,565 nel 2018/19), di cui € 3,625,357 per “Market Pool”.

I diritti TV nazionali aumentano di € 7.662.083, da € 73.152.929 a € 80.815.012.
I diritti Tv per le amichevoli hanno fruttato € 585.183 (€ 538.198 nel 2017/18). Gli altri proventi TV ammontano a € 5.350.000 (€ 4.800.000 nel 2017/18).

Il grafico seguente mostra la dipendenza del fatturato netto dai diritti TV che nel 2018/19 è del 69,4%.


Deloitte nella sua classifica “Football Money League 2020” colloca il Napoli al ventunesimo posto (21° posto nella precedente classifica) con un fatturato netto di € 207,4 milioni (€ 182,8 milioni nella precedente classifica).

Il Player Trading.


Nel 2018/19 il risultato del Player Trading è positivo per 10,12 milioni di Euro, in altre parole, il risultato della gestione economica relativa ai trasferimenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti. Solo nel 2013/14 e nel 2016-17, il Napoli, era riuscito a coprire con le plusvalenze il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Nel 2016-2017 la gestione del Player Trading era risultata positiva per € 30,45 milioni, grazie alla plusvalenza di Higuain.
Nel 2015-2016 la gestione del Player Trading è risultata negativa per € 38,5 milioni.
Nel 2014-2015 la gestione del Player Trading è stata negativa per € 34,1 milioni.
Nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza di Cavani, la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 3,88 milioni.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 83.228.609 (€ 30.183.263 nel 2017/18; € 104.410.600 nel 2016-2017; € 11.206.176 nel 2015-2016; € 11.885.912 nel 2014-2015 ed € 69.389.422 nel 2013-2014), determinate da un valore di cessione di 3 calciatori (8 nel 2017/18), compresi i premi maturati, pari a € 83.501.740 (€ 36.550.661 nel 2017/18) ed un valore contabile netto di € 273.131 (€ 6.367.398 nel 2017/18). Tali proventi incidono per il 27,8% sul valore della produzione.
Il maggior importo delle plusvalenze ha riguardato Jorginho con € 59.730.000; seguito da Hamsik con € 19.996.869.
Nel 2017/18, la plusvalenza più elevata di € 19.735.530 concerneva la cessione di Duvan Zapata.
Sono stati rilevati Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori per € 6.055.081 (€ 1.250.000 nel 2017/18).
La voce relativa agli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive pluriennali dei calciatori ammonta a € 81.763.982, mentre nel precedente esercizio era pari a € 64.809.939, evidenziando un incremento del 26,2%. Gli ammortamenti, rispetto al 2012-2013, risultano in notevole aumento, poiché, allora, erano pari a € 35.633.137.

I Costi.

I costi del personale sono aumentati del 14,3%, da € 118.245.815 a € 135.142.239. In nota integrativa è scritto che il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari a circa il 96% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente. La voce salari e stipendi del personale tesserato è aumentata di € 16.715.615 (+€ 18.092.640 nel 2017/18; + € 14.357.475 nel 2016/17), da € 112.810.404 a € 129.525.719.
I compensi contrattuali allenatori aumentano di € 4.857.984, da € 5.306.342 ad € 10.164.326 ed incidono per il 7,5% (4,5% nel 2017/18) sul costo totale del personale.
I compensi contrattuali calciatori aumentano di € 9.838.339, da € 91.802.148 ad € 101.640.487.
I compensi contrattuali calciatori nella parte variabile, aumentano di € 1.571.036, da € 11.943.305 ad € 13.514.341.

Gli altri costi del personale, diminuiscono del 20,8%, da € 1.165.939 a € 923.922.  
Il numero medio dei dipendenti nel 2018/19 è stato di 110,75 (105,19 nel 2017/18), di cui 37,81 (35,75 nel 2017/18) calciatori.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto, ai fini del Fair Play Finanziario, è del 65,67%, mentre, l’incidenza sul valore della produzione è del 45,07%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Nell’effettuare la valutazione per una determinata stagione sportiva da disputarsi si considera per il Costo del Lavoro Allargato il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 0,79.

Gli ammortamenti e le svalutazioni totali sono aumentati del 29,5%.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 17.500 (€zero nel 2017/18). Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 2.244.905 (€zero nel 2017/18).

I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 4.228.235 (€ 5.266.417 nel 2017/18).
L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 2.490.679 (€ 2.341.163 nel 2017/18)), seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 1.612.656 (€ 2.803.563 nel 2017/18). Per l’affitto degli uffici e del centro tecnico il costo è invariato ed è pari a € 124.900 (€ 121.961 nel 2017/18).

I Costi per prestazioni di servizi registrano un incremento generalizzato di circa il 31% (+31% nel 2017/18) ed ammontano a € 20.407.012 (€ 23.959.909 nel 2017/18).  
I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), diminuiscono di € 8.225.225 da € 12.653.009 a € 4.427.484. Nella voce “Costi Specifici Tecnici”, in genere, sono inclusi anche i compensi corrisposti agli agenti, per consulenze tecnico sportive rese da terzi in fase di contrattualizzazione e costi per l’osservazione di calciatori.
I costi per il servizio di biglietteria e controllo all’ingresso risultano aumentati di € 242.524, da € 3.375.612 a € 3.618.136.
Il compenso agli amministratori aumenta di € 2.495.330 da € 1.000.000 a € 3.495.330.
La tabella seguente mostra l’evoluzione nel tempo del risultato di esercizio e del compenso agli amministratori, che complessivamente ha inciso per il 23,7% sull’aggregato dei risultati di esercizio dal 2004/2005.

Il requisito del pareggio bilancio.

Il risultato prima delle imposte 2018-2019 risulta positivo per 47.846.735.
Il risultato prima delle imposte 2017-2018 risultava negativo per € 3.409.339. Il risultato prima delle imposte 2016-2017 era positivo per € 100.686.013. Per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario il Napoli risulta rientrare abbondantemente nell’ambito della soglia di tolleranza. Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile.

Conclusioni.

L’esercizio scorso 2018-19 conferma ancora una volta l’importanza delle plusvalenze per un club come il Napoli, che non ha la proprietà delle infrastrutture sportive, dove svolge la propria attività. 
Dal punto di vista sportivo, a seguito dell’avvicendamento della guida tecnica della Prima Squadra da Sarri ad Ancelotti, forse, le aspettative sui risultati sportivi prevedevano risultati migliori rispetto al 2017/18.
Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione della gestione, gli Amministratori hanno scritto che “le strategie di crescita definite dalla società sono ancora attuali”, che per essere alimentate hanno bisogno di investimenti. Gli stessi Amministratori hanno ribadito che “saranno ulteriormente rafforzate le iniziative rivolte al potenziamento della prima squadra e del settore giovanile, mantenendo inalterata la filosofia dell'investimento capace di dare frutti nel tempo”, concludendo che per il 2019/2020 si può “ragionevolmente ipotizzare che l'andamento economico a fine periodo possa presentare una situazione di sostanziale equilibrio”.

martedì 4 febbraio 2020

Appunti sul Bilancio dello Stato Italiano - Preventivo di Competenza 2020.






Luca Marotta


Il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022” è stato approvato con la LEGGE 27 dicembre 2019, n.  160, ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.302 del 30-12-2019 - Suppl. Ordinario n. 45/L.

Il Supplemento Ordinario n. 45/L si chiude con l’elenco dei lavori preparatori e con la seguente avvertenza: “La presente legge è pubblicata, per motivi di massima urgenza, senza note, ai sensi dell’art. 8, comma 3 del regolamento di esecuzione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217.
In supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - del 17 gennaio 2020, si procederà alla ripubblicazione del testo della presente legge, corredata delle relative note, ai sensi dell’art. 10, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092.”


                                                                                                                                       
Premessa: la Nota di Aggiornamento al DEF.


In base all'articolo 21, comma 1-ter, della legge di contabilità e finanza pubblica, i livelli del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario della Legge di Bilancio, sono determinati “coerentemente con gli obiettivi programmatici del saldo del conto consolidato delle amministrazioni pubbliche recati dall'ultimo Documento di economia e finanza (DEF)”, che sono stati aggiornati nel mese di settembre dalla Nota di aggiornamento al DEF 2019.

La Nota di Aggiornamento al DEF ha previsto, per il 2020, un rapporto Deficit/PIL del 1,4% e una crescita del PIL nominale tendenziale del 2,32%. Infatti, a pagina 42, riporta un indebitamento netto per quanto riguarda la “TAVOLA III.1a: CONTO DELLA PA A LEGISLAZIONE VIGENTE (in milioni))”, come raffigurato nella tabella:


 
Da evidenziare che nella nota di aggiornamento al DEF nel conto della PA viene evidenziato separatamente l’importo previsto per le Pensioni e la Spesa Sanitaria, che costituiscono il 45,8% delle spese finali comprensive di interessi.
Il rapporto Indebitamento Netto del Conto economico delle amministrazioni pubbliche del quadro programmatico, pari a 24,648 miliardi di Euro, e il PIL nominale, pari a 1.824,5 miliardi di Euro, è pari all’ 1,4%.

Il Pil nominale tendenziale previsto aumenta da 1.783,1 miliardi del 2019 a circa 1.824,5 miliardi del 2020 (+2,32%).

Il bilancio di previsione.



Per quanto riguarda il bilancio di previsione 2020 di competenza, bisogna evidenziare che le Entrate correnti (tributarie ed extra-tributarie), pari a Euro 581.672.893.920 risultano inferiori e non riescono a coprire le spese correnti aumentate degli interessi, pari a Euro 607.397.444.890.
Pertanto il Risparmio pubblico, dato dalla differenza tra entrate e spese correnti, è negativo per Euro -25.724.550.970, mentre nel bilancio di previsione 2019 era negativo per Euro -11.907.795.864; nel bilancio di previsione 2018 era positivo per Euro 1.442.686.011.

Nella tabella seguente sono poste a confronto le Entrate Correnti e le Spese Correnti previsti nelle Leggi di bilancio nelle ultime leggi di bilancio.



Le spese in conto capitale, previste per il 2020, pari a Euro 55.186.408.975 (€49.703.695.999 nel bilancio di previsione 2019; € 49.047.504.227 nel bilancio di previsione 2018), superano le entrate da dismissioni, pari a Euro 2.315.653.142 (€2.259.066.000 nel bilancio di previsione 2019; € 2.512.596.000 nel bilancio di previsione 2018). Inoltre, bisogna rimborsare i prestiti giunti a scadenza determinando la necessità di ricorrere al mercato, aumentando di conseguenza il debito pubblico.  
In altre parole, anche per il 2020, ci si indebita ulteriormente per pagare il debito, anche perché il risparmio pubblico è negativo e le entrate da alienazioni non riescono a finanziare completamente la spesa in conto capitale, che dovrebbe riguardare gli investimenti.

Infatti, la quantità relativa al ricorso al mercato supera quella del rimborso dei prestiti. Si rimborsano prestiti per 234.839.746.036 e si contraggono nuovi prestiti per Euro 313.435.052.839. Per il 2021 si rimborseranno prestiti per 254.865.559.956 e si contrarranno nuovi prestiti per Euro 310.320.158.439. Per il 2022 si rimborseranno prestiti per 263.849.666.936 e si contrarranno nuovi prestiti per Euro 299.828.051.160.

La tabella seguente mostra il rimborso prestiti e il ricorso al mercato previsto nelle ultime 5 leggi di bilancio.


Praticamente, negli ultimi 5 anni, è stato previsto il rimborso, come debito pubblico, dell’importo di circa 1.147 miliardi di Euro, contraendo altro debito per 1.407 miliardi di Euro.

Il Saldo Netto da Finanziare.

Il saldo netto da finanziare è dato dalla differenza tra le Entrate e le Spese finali, iscritte nel bilancio dello Stato; in altre parole, è la differenza tra il totale delle entrate e delle spese al netto delle operazioni di accensione e rimborso prestiti. 

Per il 2020, in termini di competenza, è evidenziato un saldo netto da finanziare pari a 78,59 miliardi di Euro.
Il saldo netto da finanziare, per competenza, previsto nelle ultime cinque Leggi di Bilancio si evince dalla tabella seguente.



Per il 2019, in termini di competenza, era evidenziato un saldo netto da finanziare pari a 59,35 miliardi di Euro. Nel bilancio di previsione per il 2018, in termini di competenza, era evidenziato un saldo netto da finanziare pari a 45,1 miliardi di Euro (38,6 miliardi di Euro nel 2017).
Nella sostanza il saldo netto da finanziare coincide con la differenza tra rimborso prestiti e accensione nuovi prestiti.

Per il triennio 2019-2021, in termini di competenza, è evidenziato un progressivo miglioramento del saldo netto da finanziare. Infatti, per il 2020 è previsto un saldo netto da finanziare di 42,8 miliardi di Euro e per il 2021 di 27,62 miliardi di Euro. Anche nel bilancio di previsione del 2018, per il triennio 2018-2020, in termini di competenza, era evidenziato un progressivo miglioramento del saldo netto da finanziare: per il 2019 era previsto un saldo netto da finanziare di 25,3 miliardi di Euro e per il 2020 di 13,26 miliardi di Euro.

Da notare che il primo capoverso dell’ Art. 1 comma 1 della Legge di Bilancio rinvia all’allegato n. 1 annesso alla legge, per quanto riguarda i livelli massimi del saldo netto da finanziare, in termini di competenza e di cassa, e del ricorso al mercato finanziario.
Nell’allegato n. 1 è scritto che il “Livello massimo del saldo netto da finanziare, tenuto conto degli effetti derivanti dalla presente legge” è di 79.500 milioni di Euro per il 2020 (68.179 milioni l’anno precedente) e che “il saldo netto da finanziare corrisponde al 4,32% del prodotto interno lordo nel 2020; 2,97% del PIL nel 2021 e 1,88% del PIL nel 2022.



Nella Relazione illustrativa al disegno di legge sulla Legge di Bilancio 2020 è scritto: “Con la Relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2019, il Governo ha chiesto l’autorizzazione a rimodulare il sentiero di avvicinamento all’obiettivo di medio termine (OMT). L’indebitamento netto nominale è pertanto fissato al -2,2 per cento del PIL nel 2020, al -1,8 per cento del PIL per il 2021 e al -1,4 per cento del PIL per il 2022. Il saldo netto da finanziare programmatico del bilancio dello Stato, in coerenza con il quadro delle compatibilità di finanza pubblica potrà aumentare fino a 79,5 miliardi di euro nel 2020, 56,5 miliardi nel 2021 e 37,5 miliardi nel 2022. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 129 miliardi di euro nel 2020, 109,5 miliardi nel 2021 e 87,5 miliardi nel 2022. ”

Nella Nota di aggiornamento al DEF era scritto: “In ottemperanza alle norme della legge di contabilità e finanza pubblica sui contenuti obbligatori della Nota di Aggiornamento del DEF, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 79,5 miliardi di euro nel 2020, 56,5 miliardi nel 2021 e 37,5 miliardi nel 2022.”

Nel bilancio di previsione del 2019, nell’allegato n. 1 era scritto l’importo di 68.179 milioni di Euro per il 2019 e che “il saldo netto da finanziare corrispondeva al 3,7% del prodotto interno lordo nel 2019; 2,9% del PIL nel 2020 e 2,2% del PIL nel 2021.

Nel quadro generale riassuntivo di cui all’articolo 17 risulta come saldo netto da finanziare per il 2020 l’importo di Euro 78.595.306.803; per il 2021 Euro 55.454.598.483; per il 2022 Euro 35.978.384.224.
In ogni caso, prevale l’importo scritto nel quadro generale riassuntivo, nel caso specifico per il saldo netto da finanziare l’importo è di 78,59 miliardi di Euro per il 2020.

Il Ricorso al Mercato.

La necessità del ricorso al mercato è determinata dalla differenza tra le Entrate Totali, comprensive delle Regolazioni contabili e le Spese Totali, comprensive delle regolazioni debitorie e dei rimborsi prestiti.
In altre parole, il ricorso al mercato rappresenta la differenza tra le entrate finali e il totale delle spese. E’ l’ulteriore debito che bisogna contrarre per far fronte alle spese che si prevede effettuare nell’anno e che non sono coperte dalle entrate finali Tale importo coincide con l’accensione dei prestiti. Il Livello massimo del ricorso al mercato finanziario, tenuto conto degli effetti derivanti dalla presente legge è fissato in Euro 314.340.000 per il 2020; Euro 311.366.000 per il 2021 ed Euro 301.350.000 per il 2022.

Per il 2020, in termini di competenza, è evidenziata la necessità del ricorso al mercato per un importo pari a 314,34 miliardi di Euro (290,9 miliardi di Euro nel 2019). Da notare che l’importo indicato nell’allegato n. 1 dell’articolo 1 come livello massimo in termini di competenza per il 2020 è di 314.340 milioni di Euro; per il 2021 è di 311.366 milioni di Euro; per il 2022 è di 301.350 milioni di Euro.



Il quadro riassuntivo del bilancio di competenza 2020-2022 per quanto riguarda il RICORSO AL MERCATO indica i seguenti importi: Euro 313.435.052.839 per il 2020; Euro 310.320.158.439 per il 2021 ed Euro 299.828.051.160 per il 2022.
Da notare che l’importo indicato nell’allegato n. 1 dell’articolo 1 come livello massimo in termini di competenza per il 2020 è di 314.340 milioni di Euro; per il 2021 è di 311.366 milioni di Euro; per il 2022 è di 301.350 milioni di Euro.

Nello specifico, nello Stato di Previsione dell’Entrata, è prevista: Emissione di titoli di Stato per Euro 313.280.115.769 (€290.705.910.789 nel 2019), corrispondente al ricavo netto; e “VALORE NOMINALE DELLE MONETE METALLICHE” per Euro 154.937.000. La somma dei due importi pari a Euro 313.435.052.839, coincide con l’importo della voce di cui al “TITOLO IV - ACCENSIONE DI PRESTITI” pari a Euro 313.435.052.839.

Per il triennio 2020-2022, in termini di competenza, è evidenziata una riduzione nel 2021 e nel 2022. Infatti, per il 2021 è previsto il ricorso al mercato per 310,32 miliardi e per il 2022 per 299,8 miliardi. Infatti, gli importi da rimborsare variano nel seguente modo: nel 2020 ammontano a 234,8 miliardi di Euro; invece, quelli da rimborsare nel 2021 ammontano a 254,9 miliardi di Euro; mentre, nel 2022 ammontano a 263,8 miliardi di Euro.

Per quanto riguarda gli interessi da pagare le variazioni prevedono una lieve riduzione nel 2021 e una riduzione maggiore nel 2022, forse a causa della riduzione dei tassi di interesse nel contesto internazionale.
Gli interessi da pagare per il 2020 ammontano a 76,73 miliardi, per il 2021 a 76,59 miliardi di Euro (-0,19%) e per il 2021 a 72,58 miliardi di Euro (-5,23%).
In termini di saldo tra importi di prestiti da accendere e importi di prestiti da rimborsare, la cifra diminuisce dai 78,59 miliardi del 2020, ai 55,45 miliardi del 2021 e a 35,97 miliardi del 2022. In ogni caso occorre evidenziare che tali saldi vanno comunque ad incrementare il debito pubblico.
Come nel precedente bilancio di previsione, sembrerebbe che l’aumento del debito pubblico continuerà.

Il Risparmio Pubblico.

Il Risparmio Pubblico è dato dalla differenza tra le entrate tributarie aumentate di quelle Extra Tributarie e diminuite delle spese correnti comprensive degli interessi.
Per il 2020 è previsto un saldo negativo per 25,7 miliardi di Euro (-€ 11,9 miliardi nel 2019); mentre per il 2021 è previsto un saldo negativo inferiore par a 3,7 miliardi di Euro e per il 2022 è previsto un saldo positivo, per 16,7 miliardi di Euro.
Ovviamente sono gli interessi sul debito che penalizzano il risultato del risparmio pubblico. Infatti, se escludessimo gli interessi, si potrebbe registrare un saldo positivo per tutto il triennio, precisamente: circa 51 miliardi di Euro per il 2020; circa 72,9 miliardi di Euro per il 2021 e circa 89,3 miliardi di Euro per il 2022.

L’Avanzo Primario.

Note positive giungono dall’avanzo primario, che esclude dal conteggio gli interessi del debito pubblico e di conseguenza, ne rivela il peso determinante sul deficit.

L’avanzo primario è dato dalla differenza tra Entrate, escluse quelle da accensioni prestiti, e Spese al netto degli interessi ed è negativo per circa 1,86 miliardi di Euro. Nel 2020 e 2021 è previsto positivo e in crescita, rispettivamente a 21,1 miliardi di Euro e 36,6 miliardi di Euro.

Il PIL

Molto importante è la previsione del PIL, poiché rappresenta il reddito potenziale da tassare e quello disponibile per i consumi, sui cui grava l’imposizione diretta.

In base alla NADEF Per il consuntivo 2018 è considerato un PIL ai prezzi di mercato pari a 1.765.421 milioni di Euro. Per il preventivo 2019 assestato è considerato un PIL ai prezzi di mercato in crescita dell’1%, ossia pari a 1.783,1 miliardi di Euro.

Il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022 ha considerato un PIL ai prezzi di mercato in crescita a 1.824,5 miliardi di Euro nel 2020, a 1.866,5 miliardi di Euro nel 2021 e a 1.913,5 miliardi di Euro nel 2022.
Di conseguenza, risulterebbe che per il 2020 è stato previsto un PIL ai prezzi di mercato in crescita del 2,3%, rispetto alla previsione assestata del 2019.

Il rapporto tra saldo netto da finanziare del bilancio finanziario e PIL ai prezzi di mercato previsto per il 2019 risulta essere del 2,97%. Tale rapporto diminuisce al 4,31% nel 2021 e all’1,88% nel 2021.

Deficit/PIL

Per il rapporto Deficit / PIL, a numeratore si considera l'indebitamento (o accreditamento) netto, dato dalla differenza fra il totale delle entrate e delle spese finali del Conto economico delle Amministrazioni pubbliche.

Il Conto economico delle Amministrazioni pubbliche è redatto secondo le regole stabilite nel manuale del Sistema Europeo dei conti. Il principio di rilevazione adottato è quello della competenza economica, anche se per alcune voci è consentito, in quanto ritenuto più significativo, l'utilizzo dei valori di cassa.
Il saldo differenziale del Conto economico delle Amministrazioni pubbliche è il numeratore del rapporto deficit/PIL calcolato ai fini della verifica del rispetto del limite del 3% introdotto dal Trattato di Maastricht.
Il problema della Sterilizzazione clausole salvaguardia IVA e accise

Il principale problema che la Legge di bilancio ha dovuto affrontare è quello della  “Sterilizzazione clausole salvaguardia IVA e accise”. I commi 2 e 3 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio hanno previsto la sterilizzazione completa per il 2020 e parziale dal 2021 degli aumenti delle aliquote IVA e accise. Per gli anni successivi, è stato previsto l’aumento dell’IVA ridotta dal 10 al 12% e un aumento dell’IVA ordinaria di 3 punti percentuali per il 2021 (al 25%) e di 1,5 punti percentuali (fino al 26,5%) a decorrere dal 2022.

Gli effetti finanziari, riguardanti la sterilizzazione, adottati nella precedente manovra prevedano:
- la sterilizzazione dell’aliquota IVA al 10% per il 2019, l’aumento della stessa al 13%, con maggiori entrate per 8,68 miliardi sia per il 2020 che per il 2021;
- la sterilizzazione dell’aliquota IVA al 22% per il 2019, l’aumento della stessa al 25,2%, con maggiori entrate per 13,98 miliardi per il 2020 e un aumento al 26,5% per il 2021 con maggiori entrate per 19,66 miliardi;
- la sterilizzazione Accise carburanti per il 2019, l’aumento della stessa con maggiori entrate per 0,4 miliardi sia per il 2020 che per il 2021.
Nella sostanza il Governo “Conte I” aveva rinviato il problema al successivo Governo. Di fatto, l’effetto complessivo della sterilizzazione comportava il “rinvio del problema” per € 23.072.000.000 nel 2020 ed € 28.753.000.000 nel 2021.

Il comma 3 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio ha provveduto all’eliminazione per l’anno 2020 dell’aumento di 3 punti percentuali dell’aliquota IVA ridotta al 10%, che è rimasta al 10%; l’aumento di 3,2 punti percentuali dell’aliquota IVA ordinaria, che è rimasta al 22%.

Gli Effetti finanziari della clausola di salvaguardia introdotti dalle Legge di Bilancio 2020
- la sterilizzazione dell’aliquota IVA al 10% per il 2020, l’aumento della stessa al 12%, con maggiori entrate per 5,79 miliardi sia per il 2021 che per il 2022;
- la sterilizzazione dell’aliquota IVA al 22% per il 2020, l’aumento della stessa al 25%, con maggiori entrate per 13,11 miliardi per il 2021 e un aumento al 26,5% per il 2022 con maggiori entrate per 19,66 miliardi;
- la sterilizzazione Accise carburanti per il 2020, l’aumento della stessa con maggiori entrate per
1.221 milioni per il 2021 e 1.683 milioni per il 2022.
Nella sostanza, anche il Governo “Conte II” ha rinviato il problema, riducendolo di poco, al successivo Governo. Di fatto, l’effetto complessivo della sterilizzazione comportava il “rinvio del problema” per € 20.124.000.000 nel 2020 ed € 27.141.000.000 nel 2021.

Le Entrate.

Le entrate finali lorde di competenza 2020, comprensive delle regolazioni contabili, risultano pari a circa 583,99 miliardi di Euro (578,64 miliardi di Euro, previsione 2019 con le regolazioni contabili), di cui 6,3 miliardi hanno natura di entrate non ricorrenti. Il maggior importo riguarda le entrate tributarie, pari a circa 513,6 miliardi di Euro (513,2 miliardi, previsione iniziale 2019), che rappresentano circa l’87,9% del totale.



Le Imposte Dirette.

Tra le entrate tributarie spiccano le imposte dirette per 272 miliardi di Euro (270,5 miliardi nel 2019), pari a circa il 46,6% delle entrate finali lorde di competenza 2020, comprensive delle regolazioni contabili.



Tra le imposte dirette, l’importo di maggior rilievo riguarda l’Irpef, pari a 201,3 miliardi di Euro (199,8 miliardi nel 2019), seguito dall’IRES con 39,9 miliardi di Euro (40,9 miliardi nel 2019).



L’Irpef incide per circa il 74% sulle imposte dirette e per il 39,2% sulle entrate finali lorde (escluse le accensioni prestiti). Quindi, un terzo delle entrate dello Stato è rappresentato dall’Irpef, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche.
L’IRES, l’imposta sul reddito delle società, incide per circa il 14,7% sulle imposte dirette e per il 7,8% sulle entrate finali lorde.

Le Imposte Indirette.

Le imposte indirette pari a circa 241,5 miliardi di Euro (242,7 miliardi nella previsione iniziale 2019), rappresentano il 47% (41,9% nella previsione iniziale 2019) del totale delle Entrate.
Le imposte indirette sono di quattro tipologie: quelle sugli affari, sulla produzione, sui monopoli e sulle lotterie e giochi.



Le imposte indirette sugli affari, pari a Euro 178.847.576.170 (168,9 miliardi nel 2019), incidono per il 34,8% sul totale delle Entrate (31,1% nel 2019). Tali imposte riguardano: l’IVA per 156,39 miliardi di Euro (155,96 miliardi nel 2019), l’imposta di registro, di bollo e sostitutiva per 12,1 miliardi di Euro (12,9 miliardi nel 2019).
Le imposte indirette sulla produzione, pari a circa Euro 35.496.640.000 (35,4 miliardi nel 2019), incidono per il 6,9% (6,1 nel 2019) sul totale complessivo delle Entrate. Tali imposte riguardano: quelle sugli olii minerali, pari a 26,9 miliardi (27,2 miliardi nel 2019) e altre entrate, pari a 8,5 miliardi di Euro (8,2 miliardi nel 2019).
Le imposte indirette sui monopoli, pari a circa 10,77 miliardi, incidono per il 2,1% sul totale complessivo delle Entrate e riguardano essenzialmente le imposte sui tabacchi (€ 10.735.429.000).
Le imposte indirette sul Lotto e le lotterie, pari a circa 16,4 miliardi di Euro (15,1 miliardi nel 2019), incidono per il 3,2% (5,9% nel 2019) sul totale complessivo delle Entrate.

Le Altre Entrate.

Le Entrate Extra-Tributarie ammontano complessivamente a 68 miliardi di Euro e costituiscono il 13,3% delle Entrate (10,92% nel 2019). Tali entrate riguardano: Proventi speciali per 1,64 miliardi di Euro (1,54 miliardi di Euro nel 2019); Entrate derivanti da servizi resi dalle Amministrazioni statali per 4,4 miliardi di Euro (4,1 miliardi di Euro nel 2019); Redditi da capitale per di 12,8 miliardi Euro (7,97 miliardi Euro nel 2019); Risorse proprie dell'Unione Europea per 2,5 miliardi di Euro (2,5 miliardi nel 2019); Entrate derivanti dal controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti per 17,78 miliardi di Euro (16,6 miliardi di Euro nel 2019); Entrate derivanti da movimenti di tesoreria per 90 milioni di Euro (90 milioni di Euro nel 2019); Restituzione, rimborsi, recuperi e concorsi vari per 15,5 miliardi di Euro (15,6 miliardi di Euro nel 2019); Entrate derivanti dalla gestione delle attività già svolte dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato per 12,6 miliardi di Euro (12,6 miliardi di Euro nel 2019).
Emerge l’incremento dei redditi di capitale.



Tra i redditi da capitale figurano: Retrocessione interessi per € 1.115.000.000, riguardante per la maggior parte la voce “Eventuali somme derivanti dalla gestione del DEBITO PUBBLICO” per € 1.050.000.000; Proventi del demanio per € 250.819.370; gli interessi per € 2.984.155.199; Avanzi di gestione per € 6.800.000.000, riguardante la “Partecipazione dello Stato agli UTILI di gestione dell'ISTITUTO DI EMISSIONE”; Altri redditi da capitale collegati o da riassegnare ai competenti stati di previsione per € 60.000.000 e dividendi per € 1.600.000.000 (€ 1.315.000.000 nel 2019), riguardanti  i “Dividendi dovuti dalle SOCIETA' per AZIONI derivate dalla trasformazione degli Enti Pubblici nonché utili da versare da parte degli Enti Pubblici in base a disposizioni normative o statutarie”.

L’ Alienazione ed ammortamenti di beni patrimoniali e riscossione dei crediti riguarda per categorie: CATEGORIA XIII - VENDITA DI BENI ED AFFRANCAZIONE DI CANONI per € 22.510.000; CATEGORIA XIV - AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI per € 1.155.005.000; CATEGORIA XV - RIMBORSO DI ANTICIPAZIONI E DI CREDITI VARI DEL TESORO per € 1.138.138.142. L’incidenza di tali entrate sulle entrate totali è solo dello 0,5% (0,39% nel 2019).
Nel dettaglio sono previste: Vendita dei beni dello Stato per Euro 22.510.000 (36.510.000 nel 2019) e Altre entrate in conto capitale per Euro 2.293.143.142 (2.222.556.000 nel 2019), di cui € 1.155.005.000 per Ammortamento dei beni patrimoniali ed € 1.138.138.142 per Rimborso di anticipazione e riscossione di crediti. In tale ultima voce trova allocazione il “VERSAMENTO DELLA QUOTA CAPITALE DELLE RATE DEI MUTUI EROGATI DALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI TRASFERITI AL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE DA DESTINARE AL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI RELATIVI AI BUONI FRUTTIFERI POSTALI” per € 800.000.000.



Le Spese.

Le Spese Complessive, comprensive di spese correnti, spese in conto capitale, regolazione debitorie e rimborsi prestiti, ammontano a 897,4 miliardi di Euro (869,5 miliardi nel 2019 con le regolazioni debitorie).

Molto interessante è l'analisi delle spese complessive per Ministeri, che spiega come vengano ripartiti gli 897,4 miliardi di spesa totale.



Il Ministero che assorbe più risorse è il MEF con il 67,6% (69% nel 2019). La maggior parte delle risorse assorbite dal MEF, pari a 606,34 miliardi di Euro (€ 594,38 miliardi nel 2019), riguarda gli interessi pari a € 76.740.295.419 (12,6%) e il rimborso dei prestiti, pari a € 234.510.613.941 (38,7%).
Al secondo posto, per spesa totale, figura il Ministero per il Lavoro con il 15,9% (15,6% nel 2019) al terzo posto figura l’Istruzione con il 6,7% (6,9% nel 2019). Il Ministero dell’Interno con € 25,9 miliardi (€25 miliardi nel 2019) assorbe il 2,9% della spesa totale, come nel 2019.
La Difesa assorbe il 2,6% della spesa totale (2,5% nel 2019), con una cifra pari a circa 22,94 miliardi di Euro (21,43 miliardi di Euro nel preventivo 2019).



Se si escludesse la spesa per interessi ed il rimborso prestiti, il MEF resterebbe il ministero che assorbe più risorse con il 50,2% ma il divario con il Ministero del Lavoro sarebbe attenuato, perché tale ministero risulterebbe assorbire il 26,9% delle risorse e l’Istruzione salirebbe al 10,7% e la Difesa al 3,7%.



Le Spese Correnti.

Il totale delle Spese Correnti, compresi gli interessi, ammonta a € 607.397.444.890 (€ 588.286.872.910 nella previsione iniziale del 2019) e incide per il 67,68% sul totale delle spese complessive.



Di seguito viene esposta la classificazione economica delle spese correnti di competenza.



Le spese correnti comprendono le spese per i Redditi da lavoro dipendente pari a 94,6 miliardi di Euro (€ 93,48 miliardi nella previsione iniziale 2019) e con un’incidenza del 15,6% sul totale delle spese correnti al lordo degli interessi.
I Redditi da lavoro dipendente del ministero dell’Istruzione, pari a 43,1 miliardi di Euro (€ 42,6 miliardi nel 2019), rappresentano il 45,6% di tali spese. Il ministero dell’Istruzione è quello che spende di più per tale voce.



Il secondo ministero che spende di più per il personale è il MEF con circa € 18 miliardi (€ 17,5 miliardi nel 2019).
I Redditi da lavoro dipendente del ministero della Difesa, pari a 16,49 miliardi di Euro (€ 16,39 miliardi nel 2019), rappresentano il 17,4% di tali spese. Per il personale, la Difesa spende di più dell’Interno, che impegnerà per il 2019 circa 8,52 miliardi di Euro (€ 8,62 miliardi nel 2019). La giustizia impegnerà per il 2019 circa 5,57 miliardi di Euro (€ 5,7 miliardi nel 2019).



Altra voce importante allocata tra le spese correnti, riguarda i Trasferimenti correnti alle Amministrazioni Pubbliche pari a Euro 285.092.767.857 (261.762.406.319 nel 2019; € 263.182.346.425 nel 2018) e con un’incidenza del 31,8%, sul totale delle spese complessivo; mentre, l’incidenza sul totale delle spese correnti al lordo degli interessi è e del 46,9%. Tale voce registra un incremento di 23,33 miliardi; mentre nel 2019 aveva subito una riduzione di 1,42 miliardi di Euro.

I Trasferimenti correnti a imprese, sia società di servizi pubblici che privati, previsti per il 2019 sono pari a Euro 9.386.493.498 (€10.043.499.468 nel 2019; € 8.357.112.122 nel 2018), con un’incidenza dello 1% sul totale delle spese complessive e dell’1,5% sulle spese correnti.

Gli Interessi passivi pari ad Euro 76.732.295.419 (€78.897.852.496 nel 2019; 78.490.851.686 nel 2019) incidono per l’8,6% sul totale delle spese complessive e per il 12,6% sulla spesa corrente.

Analisi della Spesa Totale per Missioni.

L’analisi delle spese per missioni mostra come le risorse destinate alla “missione del debito pubblico”, pari a Euro 305.437.483.200 (€ 303.050.130.200 nel 2019; € 299.686.806.700 nel 2018), incidano per il 34% sul totale della spesa. Tale “missione comprende: Oneri per il servizio del debito statale per Euro 72.230.013.000 (€74.242.660.000 nel 2019) e Rimborsi del debito statale per € 233.207.470.200 (€ 228.807.470.200 nel 2019).
Gli Oneri per il servizio del debito statale sono composti da: Oneri finanziari su titoli del debito statale per Euro 64.720.000.000 (€67.022.910.000 nel 2019); Oneri finanziari su buoni postali fruttiferi per Euro 6.300.000.000 (€6.014.738.000 nel 2019); Oneri finanziari su giacenze conti correnti postali per Euro 120.000.000 (€ 120.000.000 nel 2019) e Oneri per la gestione del debito per Euro 1.090.013.000 (€1.085.012.000 nel 2019). I rimborsi del debito statale riguardano: Rimborso titoli del debito statale per Euro 232.604.370.200 (€228.304.370.200 nel 2019); Rimborso buoni postali per Euro 100.000 (€ 100.000 nel 2019) Rimborso alla Banca d'Italia del controvalore delle monete metalliche in lire per Euro 3.000.000 (€ 3.000.000 nel 2019) e Passività a carico dello Stato per Euro 600.000.000 (€ 500.000.000 nel 2019).



I maggiori incrementi hanno riguardato la missione “politiche previdenziali” per 5,9 miliardi di incremento; la missione “Politiche economico-finanziarie e di bilancio”, che registra un aumento di 5,15 miliardi di Euro e la missione “Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali” che ha registrato un aumento di 3,85 miliardi di Euro.
La missione “Infrastrutture pubbliche e logistica” ha registrato un aumento di 3,54 miliardi di Euro.
La missione “debito pubblico” ha registrato un aumento di 2,39 miliardi di Euro.



La missione 24 “diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, che complessivamente prevede spese per Euro 41.287.073.342, comprende il Reddito di cittadinanza per € 7.126.900.000 nel 2020, € 7.598.200.000 nel 2021 ed € 7.730.700.000 nel 2022. Il Reddito di cittadinanzacontinua a caratterizzare il bilancio, dal punto di vista delle scelte politiche effettuate dal governo.

La missione 25 “Politiche previdenziali”, che complessivamente prevede spese per € 102.312.391.254, di cui Euro 90.945.350.075 per “Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali” comprende Prepensionamenti per € 12.335.842.405 nel 2020; € 12.396.553.405 nel 2021 ed € 10.985.199.405 nel 2022.
Il maggior importo riguarda il “Sostegno alle gestioni previdenziali” per € 56.715.013.816.

La riclassificazione della spesa per missioni in ordine decrescente di importo, mostra come la missione 22 “istruzione scolastica” occupi il quinto posto, come nel 2019, e le risorse destinate alla missione 17 “ricerca e innovazione” ammontino a circa 3,79 miliardi di Euro (€ 3,3 miliardi nel 2019), hanno un’incidenza dello 0,42% (0,38% nel 2019) sul totale delle spese complessive. Le risorse destinate alla missione 23 “Istruzione universitaria e formazione post-universitaria” ammontano a 8,71 miliardi di Euro (€ 8,36 miliardi nel 2018; € 8,23 miliardi nel 2018) e incidono per lo 0,97% sul totale delle spese complessive (0,96% nel 2019). Al dodicesimo posto (11° posto nel 2019) si trova la missione “ordine pubblico e sicurezza” con € 11,56 miliardi (€11,22 miliardi nel 2019; €10,76 miliardi nel 2018) ed un’incidenza dell’1,29% sul totale della spesa (1,29% nel 2019).

La missione 27 “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” assorbe complessivamente, considerando tutti i ministeri, 3,17 miliardi di Euro (€ 3,38 miliardi nel 2019), di cui Euro 1.937.738.718 (€2.286.149.233 nel 2019) relativi al Ministero dell’Interno ed Euro 1.226.794.839 (€ 1.088.400.000 nel 2019) al MEF, ed incide per lo 0,35% sulla spesa complessiva (0,43% nel 2019).

La missione 16 “Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo” assorbe solo 286,2 milioni di Euro (€264,2 milioni nel 2019; € 254,6 milioni nel 2018).

La missione 15 “Comunicazioni” impegna Euro 1.035.338.334 (€740.568.484 nel 2019) e comprende il “Sostegno al pluralismo dell'informazione”, che costa Euro 190.695.726 (€ 204.557.255 nel 2019).

Analisi della Spesa per ministero.

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze risulta essere il ministero che assorbe più risorse.



La missione “1 Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica”, che impegna per il 2020 Euro 95.563.754.717 (€90.413.597.584 nel 2019), include il programma riguardante le spese per la “Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali” e “Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica” che riguardano, come centro di responsabilità la GUARDIA DI FINANZA. Nel complesso la Guardia di Finanza come Centro di Responsabilità comporta spese per € 4.462.034.079 (€ 4.424.650.694 nel 2019). Il programma “Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali” mostra spese pari a Euro 2.843.883.078 (€2.836.594.746 nel 2019) di cui Euro 2.347.383.302 (€2.326.725.067 nel 2019) come Spese di personale per il programma.
Il programma “Concorso della Guardia di Finanza alla sicurezza pubblica” mostra spese per € 1.618.151.001 di cui Euro 1.334.265.287 come Spese di personale per il programma.
Nel complesso la spesa del personale della Guardia di Finanza è di € 3.681.648.589, pari al 82,52% del Centro di Responsabilità “Guardia di Finanza”
La Guardia di Finanza è una Forza di polizia ad ordinamento militare, che dipende direttamente dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.

La missione 30 “Giovani e Sport” assorbe Euro 766.226.617 (€786.178.975 nel 2019). All’interno di tale missione trova allocazione il contributo CONI.
Tale missione è suddivisa in “Attività ricreative e sport” per Euro 573.803.615 (€548.784.911 nel 2019; € 613.146.589 nel 2018) e “Incentivazione e sostegno alla gioventù” per Euro 192.423.002 (€237.394.064 nel 2019).
L’importo impegnata peri il programma relativo all’ Organizzazione e gestione del sistema sportivo italiano per il 2020, è prevista per Euro 437.139.900 (€437.139.900 nel 2019). Tale programma comprende le risorse per il finanziamento del CONI che sono allocate nel capitolo 1896 (“SOMMA DA EROGARE PER IL FINANZIAMENTO DEL CONI”); capitolo 1897 (“SOMMA DA EROGARE PER IL FINANZIAMENTO DEL CONI SPORT E SALUTE SPA”) dello stato di previsione del MEF rispettivamente per € 40.000.000 ed € 373.400.000 e capitolo 2132 SOMME DA TRASFERIRE AL COMITATO ITALIANO PARALIMPICO PER IL FINANZIAMENTO DELLE ATTIVITA' ISTITUZIONALI per Euro 437.139.900.
All’interno del capitolo sono previsti i “Contributi alle FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI, ALLE DISCIPLINE SPORTIVE ASSOCIATE, AGLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA, AI GRUPPI SPORTIVI MILITARI E CORPI CIVILI DELLO STATO ED ALLE ASSOCIAZIONI BENEMERITE” per € 280.000.000. Le spese previste per l'Organizzazione della RYDER CUP ammontano a € 5.400.000.

La missione 3 “Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali” del MEF impegna Euro 123.842.112.575 (€108.568.274.691 nel 2019; €106.937.368.285 nel 2018) e l’importo maggiore riguarda il programma “Concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria” per Euro 77.168.889.019 (€74.118.574.686 nel 2019; €73.288.987.938 nel 2018; € 74.671.994.066 nel 2017). Il “FONDO PER IL CONCORSO AL RIMBORSO ALLE REGIONI PER L'ACQUISTO DEI MEDICINALI PARTICOLARI” ammonta a 1 miliardo di Euro

La missione 25 “Politiche Previdenziali” del MEF impegna € 11.466.041.179 (€ 11.464.741.179 nel 2019) e riguarda essenzialmente la ‘Contribuzione aggiuntiva a carico del datore di lavoro per i dipendenti delle amministrazioni statali’ per € 10.800.000.000 (€10.800.000.000 nel 2019).

La missione 29 ‘Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica’ impegna Euro 95.563.754.717 (Euro 90.395.637.840 nel 2019). L’importo maggiore riguarda le Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi d'imposte per Euro 78.121.555.870 (€73.010.410.870 nel 2019; €73.334.384.692 nel 2018; € 71.436.420.870 nel 2017).

Quanto costano gli Organi Costituzionali.

La missione 17 ‘Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri’ impegna Euro 2.350.010.304 (€2.286.139.199 nel 2019; 2.238.276.890 nel 2018; € 2.371.382.555 nel 2017), pari allo 0,26% della spesa totale. Per il 2020 il programma 17.1 “Organi costituzionali” assorbirà risorse per Euro 1.742.711.671 (€1.742.212.195 nel 2019), di cui Euro 1.455.629.208 per il Parlamento della Repubblica, suddivise in € 505.360.500 per il capitolo 2103 “SPESE PER IL SENATO DELLA REPUBBLICA” ed Euro 943.160.000 per il capitolo 2104 “SPESE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI”, come nel 2019.  Le spese relative alla Corte Costituzionale sono previste per Euro 55.700.000, (€55.200.000 nel 2019). Il capitolo 1999 “SOMME DA ASSEGNARE AL PARLAMENTO ITALIANO PER IL FUNZIONAMENTO DELL'UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO” assorbe risorse per € 6.000.000. Il capitolo 2110 “SPESE PER IL POTENZIAMENTO ED IL COLLEGAMENTO DELLE STRUTTURE DI SUPPORTO DEL PARLAMENTO” impegna risorse per € 1.108.708.

Il capitolo 2100 riguarda l’“ASSEGNO PERSONALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA” che è pari a € 239.182; mentre, il capitolo 2101 “SPESE E DOTAZIONE PER LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA” risulta par a  € 224.000.000. Il capitolo 2109 “SOMME DOVUTE A TITOLO DI IMPOSTA REGIONALE SULLE ATTIVITA' PRODUTTIVE SULL'ASSEGNO PERSONALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA” prevede la somma di € 20.331.
Il capitolo 2018 riguarda le “SOMMA DA ASSEGNARE AL CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ECONOMIA E DEL LAVORO -CNEL”, che ammontano a € 7.122.950 (€ 7.123.474 nel 2019).

Per la Presidenza del Consiglio è previsto l’importo di Euro 607.298.633 (€543.927.004 nel 2019; € 469.981.563 nel 2018).

L’intervento sul Cuneo fiscale.

L’articolo 1, comma 7 della Legge di Bilancio prevede, nello stato di previsione del  MEF, nell’ambito della missione 33 Fondi da ripartire e l’azione “interventi strutturali di politica economica e per la riduzione della pressione fiscale” il capitolo 3832“Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti. con una dotazione di 3 miliardi di euro per l'anno 2020 e di 5 miliardi di euro annui a decorrere dal 2021.
L'attuazione specifica della riduzione del carico fiscale dipenderà dai futuri interventi normativi.



La missione 27 del MEF ‘Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti’, che impegna per il 2020 la cifra di € 1.226.794.839, riguarda per lo stesso importo il programma 16.1 “Rapporti con le confessioni religiose”. Tale missione contiene l’azione “Accordi tra Stato e confessioni religiose” al capitolo 2840 è allocato l’importo di Euro 1.226.794.839 (1.088.400.003 nel 2019) che comprende il contributo da versare alla CEI come quota parte dell’otto per mille che è di Euro 1.082.769.612; invece come conguaglio è di Euro 70.928.586. Invero anche altre confessioni religiose ricevono contributi, tra cui le Chiese rappresentate dalla Tavola Valdese per € 43.652.412.



Il Green new deal

I commi 85-99 dell’articolo 1 riportano le misure volte alla realizzazione del “Green new deal italiano”, che è una specie di piano di investimenti pubblici per lo sviluppo di una piano ambientalista, istituendo un Fondo da ripartire l’anno 2020 per 470 milioni di euro, 930 milioni di euro per l'anno 2021, 1,42 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, nella missione 18 del MEF.
Una quota non inferiore a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 - sarà destinata ad interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (comma 85).



Il fondo, sarà alimentato con i proventi della messa in vendita delle quote di emissione di CO2.
Per quanto riguarda l’utilizzazione, il Ministro dell'economia e delle finanze lo può usare per sostenere progetti economicamente sostenibili con precise finalità, garantiti.

Il Fondo potrà aiutare l'imprenditoria giovanile e femminile, al fine di ridurre l'uso della plastica o sostituire la plastica con materiali alternativi (commi 86 e 87).

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Il Ministero del Lavoro prevede 5 missioni: Politiche per il lavoro; Politiche previdenziali; Diritti sociali, politiche sociali e famiglia; Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti; Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche.
Il totale delle 5 missioni impegna 142,596 miliardi di Euro (134,46 miliardi nel 2019; 125,7 miliardi nel 2018).



La missione “Politiche per il lavoro” impegna 11,52 miliardi di Euro (10,49 miliardi di Euro nel 2019) e comprende per il 2020 anche i “Trattamenti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro e indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro” per Euro 9.108.419.825 (€9.169.656.464 nel 2019; € 9.357.131.208 nel 2018; € 8.766.108.475 nel 2017), tra cui spiccano:
-         “oneri relativi ai trattamenti di MOBILITA' DEI LAVORATORI E DI DISOCCUPAZIONE” per Euro 8.552.282.466 (€ 7.377.824.466 nel 2019; € 7.354.024.466 nel 2018; € 6.807.524.466 nel 2017);
-         “oneri relativi ai trattamenti di Cassa INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA e connessi trattamenti di fine rapporto” per Euro 390.042.000 (€ 1.560.264.000 nel 2019; € 1.576.712.000 nel 2018; € 1.550.000.000 nel 2017).
Figura anche una somma di Euro 44.671.394 (€ 40.171.394 nel 2019) per il “Trattamento straordinario di integrazione salariale ai GIORNALISTI PROFESSIONISTI, ai PUBBLICISTI ed ai PRATICANTI DIPENDENTI da IMPRESE EDITRICI DI GIORNALI QUOTIDIANI”.

La missione “Politiche previdenziali” del Ministero del Lavoro impegna per il 2020 Euro 90.846.350.075 (€84.936.857.989 nel 2018; € 82.090.044.496 nel 2018; € 82,25 miliardi nel 2017), tra cui l’azione per il Sostegno alle gestioni previdenziali per Euro 56.715.013.816.
Il capitolo 4100, che riguarda il “FONDO PER LA REVISIONE DEL SISTEMA PENSIONISTICO ATTRAVERSO L'INTRODUZIONE DI FORME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO E MISURE PER INCENTIVARE L'ASSUNZIONE DI LAVORATORI GIOVANI.”, non è stato alimentato (Euro 3.968.000.0000 nel 2019). Tale capitolo non era presente nel bilancio di previsione 2018, sono previsti solo Euro 9.200 per il 2022

Le “Agevolazioni contributive, sottocontribuzioni ed esoneri per incentivare l'occupazione” ammontano ad Euro 13.867.685.304. Le Agevolazioni contributive, sottocontribuzioni ed esoneri per il sostegno allo sviluppo di particolari settori o territori svantaggiati ammontano a € 3.475.652.199. Per il capitolo 4304 “CONTRIBUTO PER LA COPERTURA DEL DISAVANZO DEL FONDO PENSIONI PER IL PERSONALE DELLE FERROVIE DELLO STATO SPA” è prevista la cifra di Euro 4.100.000.000 per il 2020 ed Euro 3.600.000.000 sia per il 2021 che per il 2022.

Per i prepensionamenti è previsto l’importo di Euro 12.215.542.405 (€4.080.822.405 nel 2019), di cui € 11.443.042.405 (€ 3.400.122.405 nel 2019; € 3.256.247.405 nel 2018) per il capitolo 4354 “ONERI DERIVANTI DA PENSIONAMENTI ANTICIPATI” ed Euro 7.500.000 (€ 12.200.000 nel 2019; € 44.300.000 nel 2018) per il capitolo 4323 “FONDO APE SOCIALE”.

La missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” del Ministero del Lavoro per il 2020 impegnerà Euro 40.162.931.128 (€39.023.548.007 nel 2019). La Missione Diritti sociali, politiche sociali e famiglia contiene il capitolo 2781 “FONDO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA”, all’interno dell’azione “Reddito di cittadinanza”, per l’importo di Euro 7.126.900.000
 (€ 7.100.000.000 nel 2019) per l’anno 2020; € 7.391.000.000 per l’anno 2021 ed€ 7.245.900.000 per l’anno 2022.

Per il capitolo 4332 “FONDO PER LE SPESE DEGLI ISTITUTI DI PATRONATO CONNESSE AL REDDITO DI CITTADINANZA” sono previsti € 5.000.000.
Per il capitolo 3556 SOMMA DA DESTINARE ALL'INPS PER L'ATTIVITA' CONNESSA AL RILASCIO DELLE DICHIARAZIONI ISEE E AL REDDITO DI CITTADINANZA sono previsti € 35.000.000.



L’importo maggiore della missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” riguarda i “Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali, finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva” per Euro 40.069.168.099 (€ 38.929.362.526 nel 2019; € 32.729.541.408 nel 2018; Euro 31.163.885.834 nel 2017). In particolare, per il 2020, è previsto l’impegno di spesa per “Invalidi civili, non autosufficienti, persone con disabilità” per Euro 20.266.716.789 (€ 19.694.044.765 nel 2019; €19.375.495.867 nel 2018; € 19.143.044.765 nel 2017), di cui il capitolo 3528 “somma da corrispondere all’INPS per il pagamento di PENSIONI, ASSEGNI VARI E RELATIVI ONERI ACCESSORI AGLI INVALIDI CIVILI, AI SORDOMUTI ED AI CIECHI CIVILI” pari a € 19.451.672.024 (19 miliardi nel 2019; €18,8 miliardi nel 2018; € 18,6 miliardi nel 2017).
Le Politiche per l'infanzia e la famiglia impegneranno, per il 2020, Euro 5.615.026.194 (€5.222.200.728 nel 2019; €5.219.862.729 nel 2018; Euro 4.882.117.258 nel 2017), di cui 392.000.000 riguardano il capitolo 3428 “PREMIO ALLA NASCITA” ed euro 2.733.802.339 per il capitolo 3530 “SOMMA DA EROGARE PER LA COPERTURA DEGLI ONERI RELATIVI ALLA FAMIGLIA”. Per il capitolo 3532 “SOMMA DA EROGARE PER LA COPERTURA DEGLI ONERI DERIVANTI DALLA CONTRIBUZIONE FIGURATIVA A FAVORE DEI GENITORI E FAMILIARI DI PERSONE HANDICAPPATE” è stata prevista la cifra di € 1.012.383.381. Per il capitolo 3543 “SOMME DA CORRISPONDERE PER L'ASSEGNAZIONE DEL BONUS BEBE” è prevista la cifra di € 792.000.000.
Per gli Assegni e pensioni sociali è previsto l’importo di Euro 6.021.892.560 (€5.961.892.560 nel 2019; € 5.577.187.696 nel 2018; € 5.579.892.560 nel 2017).

Per la missione “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” del Ministero del Lavoro è stata impegnata la somma di Euro 12.331.564 (€5.220.632 nel 2019; € 1.892.589 nel 2018; € 1.702.215 nel 2017).

Per il Finanziamento e vigilanza degli istituti di patronato è prevista una spesa di Euro 334.260.407
 (€ 301.394.636 ne 2019; €255.549.781 nel 2018; € 266.240.554 nel 2017).

Nell’ambito della missione “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” è prevista l’azione “Lotta contro la povertà” per € 622.000.000 (€ 2.060.453.200 nel 2019; € 2.060.453.200 nel 2018).

Per l’’azione ‘<< SPESA PER L'ASSUNZIONE DI PERSONALE DA ASSEGNARE ALLE STRUTTURE DELL'INPS PER L'ATTUAZIONE DEL REDDITO DI CITTADINZA E DEL TRATTAMENTO DI PENSIONE ANTICIPATA "QUOTA100">> è prevista la cifra di Euro 164.511.110.

MINISTERO DELLA DIFESA

La spesa di competenza prevista nel Bilancio di Previsione dello Stato Italiano per il 2020, per il Ministero della DIFESA riguarda 3 missioni, per un totale di 22,94 miliardi di Euro (€ 21,26 miliardi nel 2019; 20,97 miliardi nel 2018), con un’incidenza del 2,6% sulla spesa Totale.



La missione Difesa sicurezza del territorio assorbe il 92,7% della Spesa del Ministero.

Se si analizza la spesa del Ministero della Difesa per Centro di Responsabilità emerge che per l’ARMA DEI CARABINIERI è prevista una spesa complessiva di Euro 7.037.463.130 (€6.709.407.044 nel 2019; € 6.616.586.052 nel 2018); per l’ESERCITO ITALIANO è prevista una spesa di Euro 5.433.079.954 (€5.300.001.130 nel 2019; €4.988.831.944 nel 2018); per la Marina Militare è prevista una spesa di Euro 2.131.242.662 (€2.112.212.461 nel 2019; €2.017.259.691 nel 2018); per l’AERONAUTICA è prevista una spesa di Euro 2.785.859.777 (€2.716.151.168 nel 2019; €2.580.646.758 nel 2018).


Il 71,88% delle spese del Ministero della Difesa riguarda le spese per il personale (77,09% nel 2019). L’incidenza maggiore delle spese del personale riguarda l’Arma dei Carabinieri con l’87,55%.
Per quanto riguarda la “Pianificazione generale delle Forze Amate e approvvigionamenti militari”, pari a € 4.360.124.053, il capitolo di spesa 7120 “Spese per COSTRUZIONE E ACQUISIZIONE DI IMPIANTI E SISTEMI” pari ad Euro 2.637.403.505 (€1.686.746.440 nel 2019; € 2.123.110.064 nel 2018; € 1.949.835.966 nel 2017) è il più rilevante. All’interno di tale capitolo spicca la voce “Spese relative a tutti i settori della COMPONENTE AEREA E SPAZIALE , ai mezzi per l'assistenza al VOLO MILITARE, ai RADAR ed ai sistemi per la DIFESA AEREA delle Forze Armate connesse con la COSTRUZIONE, l’acquisizione, l'ammodernamento, il RINNOVAMENTO, la TRASFORMAZIONE, la MANUTENZIONE STRAORDINARIA dei MEZZI, IMPIANTI, SISTEMI, APPARECCHIATURE, EQUIPAGGIAMENTI, dotazioni e CONNESSE SCORTE, ivi comprese quelle relative ai CARBOLUBRIFICANTI per le esigenze delle Forze Armate le attività complementari” per Euro 1.168.514.885  (€1.203.321.444 nel 2019; €1.078.320.898 nel 2018; € 1.122.220.898 nel 2017). L’analoga voce per la componente navale impegna Euro 156.205.469 (€99.690.350 nel 2019; € 244.484.558 nel 2018; € 199.539.038 nel 2017); mentre, per la componente terrestre è di € 243.234.997 (€ 158.751.385 nel 2019; € 191.996.335 nel 2018; €187.957.144 nel 2017).
Le “Spese per la COSTRUZIONE, L'ACQUISIZIONE, L'AMMODERNAMENTO, il RINNOVAMENTO, la TRASFORMAZIONE dei MEZZI, MATERIALI e CONNESSE SCORTE, DOTAZIONI e PARTI di RICAMBIO, ATTREZZATURE ed IMPIANTI per la TELEMATICA, le TELECOMUNICAZIONI, la SORVEGLIANZA, il COMANDO e CONTROLLO, la GUERRA ELETTRONICA, con esclusione di quanto facente parte integrante dei sistemi d’arma” sono previste per Euro 118.739.086 (€96.290.842 nel 2019; € 191.670.214 nel 2018; € 190.231.066 nel 2017).

La missione “Servizi istituzionali e generali delle amministrazione pubbliche” del Ministero della Difesa prevede al capitolo 1356, che, nel 2019, alla Croce Rossa Italiana saranno trasferiti Euro 4.118.369 (€ 4.118.369 nel 2019; € 4.051.510 nel 2018; € 4.118.369 nel 2017).

MINISTERO DELL'INTERNO

Per il Ministero dell’Interno è prevista una spesa complessiva di Euro 25.907.608.983 (€25.003.051.343 nel 2019), pari al 2,89% della spesa totale.



La missione “Ordine pubblico e sicurezza” assorbe il 32,3% della spesa ministeriale. All’interno di tale missione trovano allocazione le Spese di personale per il programma (Polizia di Stato) per Euro 5.753.196.150 (€5.931.711.076 nel 2019). Le spese per la Gestione e assistenza del personale della Polizia di Stato ammontano a 9.350.110 (€9.350.110 nel 2019). Per la Formazione ed addestramento della Polizia di Stato è prevista la spesa di Euro 73.893.445 (€74.463.919 nel 2019); per il Potenziamento e ammodernamento della Polizia di Stato è prevista la spesa di € 197.341.127 (€ 194.031.531 nel 2019).
Le spese del personale per il centro di responsabilità “DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE” ammontano ad Euro 1.827.121.691 (€1.704.708.066 nel 2019) su un totale di spesa di Euro 2.503.427.731 (€2.334.707.970 nel 2019). Le Spese di personale per il programma (personale civile) ammontano a € 18.082.198.


MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali prevede 4 missioni (3 missioni nel 2019), con una spesa complessiva di 2,53 miliardi di Euro (€2,76 miliardi nel 2019). Rispetto al 2019 è presente il Turismo, che il 2018 era divenuto di competenza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali.



Nello specifico, all’interno della missione “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici” è previsto per il programma “Tutela del patrimonio culturale” la cifra maggiore pari a € 823.398.339 (€ 1.109.809.744 nel 2019); seguite dal programma “Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dal vivo”, per cui è prevista la cifra di Euro 403.430.120 (€412.538.667 nel 2019). All’interno di tale programma sono previste le azioni “Sostegno allo spettacolo dal vivo di carattere lirico sinfonico” con la cifra maggiore pari a € 193.683.040 (€206.183.040 nel 2019); l’azione “Sostegno allo spettacolo dal vivo di carattere musicale” impegnerà la cifra di € 106.397.000 (€ 97.147.000 nel 2019). Per l’azione “Sostegno allo spettacolo dal vivo di carattere teatrale di prosa” è prevista la cifra di € 68.685.000. Per l’azione “Sostegno allo spettacolo dal vivo di danza” è prevista la cifra di € 11.090.500. Per l’azione “Sostegno alle attività circensi” è prevista la cifra di € 8.042.234, come nel 2019.
Per il Programma “Valorizzazione del patrimonio culturale e coordinamento del sistema museale” è sta impegnata la cifra di Euro 319.224.770 (€343.598.109 nel 2019).
Per il Programma “Tutela e valorizzazione dei beni librari, promozione e sostegno del libro e dell'editoria” è sta impegnata la cifra di Euro 92.856.706 (€142.578.568 nel 2019).

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Per il Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca è previsto che spenda 60,,06 miliardi di Euro (€ 59,52 miliardi 2019; €57,2 miliardi nel 2018; € 56,2 miliardi nel 2017), pari al 6,69% della spesa totale (6,85% nel 2019).



Per la missione (22) “Istruzione scolastica” è prevista la spesa di Euro 48.495.155.335 (€ 48.376.017.822 nel 2019), di cui Euro 1.218.966.616 (€ 1.965.159.246 nel 2019) per il programma 22.1 “Programmazione e coordinamento dell'istruzione scolastica”; per il programma 22.8Sviluppo del sistema istruzione scolastica, diritto allo studio ed edilizia scolastica” sono previsti Euro 911.707.095; per il programma 22.9Istituzioni scolastiche non statali” sono stati impegnati Euro 549.023.089; per il programma (22.16)Realizzazione degli indirizzi e delle politiche in ambito territoriale in materia di istruzione” sono previsti € 398.814.389 (€ 401.390.978 nel 2019); per il programma  (22.17) “Istruzione del primo ciclo” sono stati impegnati € 28.884.401.251 (€ 29.488.710.059 nel 2019); per il programma  (22.18) “Istruzione del secondo ciclo” sono stati impegnati € 16.024.378.493 (€ 15.308.547.016 nel 2019; per il programma  (22.19) “Reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l'istruzione” sono previsti € 458.461.748 (€ 449.150.946 nel 2019).

La spesa corrente per reddito di lavoro dipende ammonta a Euro 43.135.433.894 (€ 42.600.847.746 nel 2019) e rappresenta il 76,3% dell’intera spesa del ministero dell’istruzione.



Nel programma “Istituzioni scolastiche non statali” è prevista l’azione “trasferimenti e contributi per le scuole non statali” che impegna Euro 549.023.089 (€525.723.089 nel 2019; € 517.250.640 nel 2018; € 575.873.089 nel 2017).

 Nell’ambito dell’azione “Reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l'istruzione del primo ciclo”, nel capitolo 2173 “SPESE PER ACQUISTO BENI E SERVIZI (ISTRUZIONE PRIMARIA)”, le spese per l’'AGGIORNAMENTO e la FORMAZIONE del DOCENTE DI RUOLO tramite la CARTA ELETTRONICA” ammontano a Euro 135.016.974
 (€118.599.362 nel 2019); nel capitolo 2174 SPESE PER ACQUISTO BENI E SERVIZI (ISTRUZIONE SECONDARIA DI PRIMO GRADO)”, le spese per L'AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE DEL DOCENTE DI RUOLO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DI OGNI ORDINE E GRADO TRAMITE LA CARTA ELETTRONICA, sono previste per Euro 87.469.463 (€ 84.619.463 nel 2019).
Nel capitolo 2175 “SPESE PER ACQUISTO BENI E SERVIZI (ISTRUZIONE PRESCOLASTICA)” le “SPESE PER L'AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE DEL DOCENTE DI RUOLO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DI OGNI ORDINE E GRADO TRAMITE LA CARTA ELETTRONICA” sono previste per Euro 49.533.684 (€49.533.684 nel 2019).
Nell’ambito dell’azione “Reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l'istruzione del secondo ciclo”, nel capitolo 2164 “SPESE PER ACQUISTO BENI E SERVIZI (ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO)” sono previste le “SPESE PER L'AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE DEL DOCENTE DI RUOLO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DI OGNI ORDINE E GRADO TRAMITE LA CARTA ELETTRONICA” per Euro 129.334.491 (€128.584.491 nel 2019).

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI, FORESTALI 

Per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali è prevista una spesa complessiva di Euro 1.111.770.963 (€953.197.064 nel 2019; €849.545.719 nel 2018; € 865 milioni nel 2017), pari allo 0,12% (0,11%) della Spesa Totale.
Nel 2019 tale ministero comprendeva la missione “Turismo” che aveva impegnato la cifra di Euro 44.322.450.

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Il Ministero dello Sviluppo economico incide per lo 0,61% sulla Spesa Totale (0,56% nel 2019).


All’interno della missione riguardante la competitività delle imprese, è previsto il programma “Promozione e attuazione di politiche di sviluppo, competitività e innovazione, di responsabilità sociale d'impresa e movimento cooperativo” che impegnerà Euro 3.324.124.281 (€3.169.626.282 nel 2019). La maggior parte riguarda l’azione “Interventi per l'innovazione del sistema produttivo del settore dell'aerospazio, della sicurezza e della difesa” per cui è stata impegnata la cifra di Euro 2.608.514.808 (€2.446.236.398 nel 2019).

Per la missione “Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo” non figurano importi. In tale missione figurava il programma “Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy”.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Per quanto riguarda il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti l’incidenza sulla spesa totale è dell’1,76%. La spesa corrente, pari a € 6.962.556.351 (€ € 7.061.684.958nel 2019), è inferiore rispetto alla spesa in conto capitale pari a Euro8.804.901.556 (€5.150.918.792 nel 2019), pari al 55,84% della spesa totale del Ministero (42,18% nel 2019).



Nell’ambito della missione Infrastrutture pubbliche e logistica, sono stanziati per l’azione “Infrastrutture stradali e autostradali in gestione ANAS e relative intermodalità” Euro 3.995.833.883 (€ 538.532.290 nel 2019; € 3.088.964.406 nel 2018), di cui Euro 3.993.326.206 (€ 536.018.521 nel 2019; € 3.086.513.333 nel 2018) è spesa in conto capitale.
Nell’ambito della missione “Diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto”, che impegna complessivamente Euro 8.216.110.689, sono stanziati: per il programma “Sistemi ferroviari, sviluppo e sicurezza del trasporto ferroviario” € 872.356.510 (€ 566.679.552 nel 2019; € 1.082.064.877 nel 2018); per il programma “Sviluppo e sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo e per vie d'acqua interne” Euro 542.400.016 (€ 710.813.823 nel 2019; € 588.403.737 nel 2018); per il programma “Autotrasporto ed intermodalità” Euro 334.934.728 (€ 370.883.190 nel 2019; € 419.376.295 nel 2018); per il programma “Sviluppo e sicurezza della mobilità stradale” Euro 251.759.935 (€ 293.590.278 nel 2019; € 273.778.539 nel 2018) e per il programma “Sviluppo e sicurezza del trasporto aereo” risulta impegnata la cifra di Euro 73.954.280 (€ 79.915.272 nel 2019; € 158.460.550 nel 2018).
Nel capitolo 7290 “SPESE PER LA PROSECUZIONE DEL SERVIZIO INTERMODALE DELL'AUTOSTRADA FERROVIARIA ALPINA ATTRAVERSO IL VALICO DEL FREJUS” sono stanziati Euro 2.000.000 per il 2020 ed € 5.000.000 sia per il 2021 che per il 2022.
Nel capitolo 7518 “SOMME DA ASSEGNARE A RFI PER LA LINEA AV/AC MILANO-GENOVA: TERZO VALICO DEI GIOVI” sono stanziati, per il 2020, Euro 218.000.000.
Nel capitolo 7532 “SOMME DA ASSEGNARE PER LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA LINEA FERROVIARIA TORINO-LIONE” figurano per il 2020 Euro 143.540.000; per il 2021 Euro 143.540.000 e per il 2022 Euro 143.540.000.
Per il capitolo 7528 “SOMME DA ASSEGNARE PER LA CONTINUITA' DEGLI INTERVENTI DEL NUOVO TUNNEL DEL BRENNERO” per il 2020 risultano impegnati Euro 209.542.000; per il 2021 € 56.262.000 e per il 2022 € 4.196.000.
Per il capitolo 7564 “SOMME DA ASSEGNARE PER IL POTENZIAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA LUCCA-PISTOIAper il 2020 risultano impegnati Euro 130.910.000; per il 2021 € 50.000.000.

Le spese in conto capitale.

Il totale delle spese in conto capitale, previste per il 2020 ammonta a 55,18 miliardi di Euro (€49,7 miliardi nel 2019; € 49 miliardi di Euro nel 2018; 41,1 miliardi nel 2017), che rappresentano il 6,1% delle spese complessive (5,72% nel 2019).



Il Ministero che assorbe più risorse è il MEF, con 28,88 miliardi di Euro (€30,7 miliardi nel 2019; € 28,1 miliardi nel 2018; € 24,3 miliardi nel 2017) seguito dalle Infrastrutture e Trasporti con 8,8 miliardi di Euro (€5,15 miliardi nel 20119; € 7,9 miliardi nel 2018; €6,56 miliardi nel 2017); Sviluppo Economico con 4,7 miliardi di Euro; l’Istruzione con 3,51 miliardi di Euro (€3,39 miliardi nel 2019; €3,1 miliardi nel 2018; € 2,4 miliardi nel 2017) e la Difesa con 3,06 miliardi di Euro (€2,03 miliardi  nel 2019; € 2,48 miliardi nel 2018; €2,2 miliardi nel 2017).

Gli Investimenti, compresi i contributi agli investimenti, previsti per il 2020, ammontano a 44,67 miliardi di Euro (€ 35,66 miliardi nel 2019), pari al 5,1% delle spese totali complessive (4,1% nel 2019) e al 83,4% delle spese in conto capitale.



Gli investimenti per la difesa, compresi i contributi agli investimenti, ammontano a 3,06 miliardi di Euro (€2,03 miliardi nel 2019) e rappresentano il 6,7% degli stessi investimenti (4,07% nel 2019).

I Rimborsi delle Passività Finanziarie.

Nel “QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO DEL BILANCIO DI COMPETENZA 2020 – 2022”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è previsto: RIMBORSO PASSIVITA' FINANZIARIE nel 2020 per Euro 234.839.746.036; nel 2021 per Euro 254.865.559.956 e nel 2022 per Euro 263.849.666.936.



Nel 2020 il rimborso delle passività finanziarie incide per circa il 26,6% sul totale delle spese.

Nel bilancio per azioni è dettagliato il rimborso del debito statale, che è il seguente;



Per il 2020, il rimborso titoli del debito statale è di Euro 232.604.370.200 (€228.304.370.200 nel 2019); per il 2021 Euro 252.854.370.200 e per il 2022 Euro 262.037.370.200.
Il Rimborso buoni postali del capitolo 9540 è di 100.000 Euro per ogni anno del triennio. Anche per il capitolo 9591 relativo al Rimborso alla Banca d'Italia del controvalore delle monete metalliche in lire è stata impegnata la stessa cifra di 3.000.000 per ogni anno e per il capitolo 9590 relativo al Rimborso Totale o rinegoziazione di Passività a carico dello Stato risultano Euro 600.000.000 sia per il 2020, che per il 2021 e 2022.

La Missione “Debito pubblico” impegna per il 2020 la cifra di Euro 305.437.483.200; per il 2021 la cifra di Euro 325.224.483.200 e per il 2022 la cifra di Euro 330.585.783.200.

Il programma 34.1 “Oneri per il servizio del debito statale”, per il 2020 impegna la cifra di Euro 72.230.013.000 (74.242.660.000 nel 2019); per il 2021 la cifra di Euro 71.767.013.000 e per il 2022 la cifra di Euro 67.945.313.000.
Per l’azione “Oneri finanziari su titoli del debito statale”, è prevista, per il 2020, la cifra di Euro 64.720.000.000.
Al capitolo 2214 “INTERESSI SUI BUONI DEL TESORO POLIENNALI E SU OPERAZIONI FINANZIARIE EFFETTUATE SUI BUONI MEDESIMI” è stanziata la cifra di Euro 51.992.000.000 ( 53.503.900.000 nel 2019); al capitolo 2215 “INTERESSI DI BUONI ORDINARI DEL TESORO è stanziata la cifra di Euro 600.000.000 (€ 1.200.000.000 nel 2019); al capitolo 2216INTERESSI SUI CERTIFICATI DI CREDITO DEL TESORO DI  VARIE TIPOLOGIE NONCHE' INTERESSI DERIVANTI DA OPERAZIONIFINANZIARIE EFFETTUATE SUI CCT STESSI” è stanziata la cifra di Euro 2.000.000.000; al capitolo 2218FONDO OCCORRENTE PER FAR FRONTE AGLI ONERI PER INTERESSI ED ALTRE SPESE CONNESSI ALLE OPERAZIONI DI RICORSO AL MERCATO” è stanziata la cifra di Euro 3.500.000.000; al capitolo 2219 “INTERESSI SUI PRESTITI INTERNAZIONALI, interessi derivanti da operazioni finalizzate alla ristrutturazione di prestiti emessi all'interno e all’estero nonche' interessi riferiti ad OPERAZIONI DERIVATE”  è stanziata la cifra di Euro 4.601.000.000; al capitolo 2222 “Somma da utilizzare per il pagamento degli INTERESSI conseguenti all’assunzione da parte dello STATO DELLA GARANZIA sulle OBBLIGAZIONI EMESSE E I MUTUI CONTRATTI da ISPA per la REALIZZAZIONE DEL SISTEMA AV/AC” è stanziata la cifra di Euro 458.000.000; al capitolo 2220  SPESA PER INTERESSI E OGNI ALTRO ONERE DERIVANTE DALLA GESTIONE E MOVIMENTAZIONE DELLA LIQUIDITA' GIACENTE SUL CONTO DISPONIBILITA' è stanziata la cifra di Euro 250.000.000; al capitolo “7608 ONERI DERIVANTI DALLE OPERAZIONI SU GARANZIE DA ESPOSIZIONE SU DERIVATI” è stanziata la cifra di Euro 1.300.000.000.
Per l’azione “Oneri finanziari su buoni postali fruttiferi” è stanziata la cifra di Euro 6.300.000.000.
Per l’azione “Oneri per la gestione del debito” è stanziata la cifra di Euro 1.090.013.000.
Tale azione riguarda prevalentemente le provvigione da pagare per il collocamenti delle emissioni per € 985.000.000 (capitolo 2247).
Al capitolo 2152 “ONERI PER IL SERVIZIO DI QUOTAZIONE DEI TITOLI DI STATO SUI MERCATI REGOLAMENTARI” è stanziata la cifra di Euro 13.000; al capitolo 2242 “SPESE PER IL SERVIZIO DI PAGAMENTO, COMPENSI ED OGNI ALTRO ONERE RELATIVO ALL'EMISSIONE ED ALLA GESTIONE DEI PRESTITI” è stanziata la cifra di Euro 105.000.000.

Il Programma “Rimborsi del debito statale”, per il 2020 impegna la cifra di Euro 233.207.470.200 (228.807.470.200 nel 2019).
L’azione Rimborso titoli del debito statale ne assorbe la maggior parte, prevedendo la cifra di Euro 232.604.370.200.
Al capitolo 9502 figura il “RIMBORSO DI BUONI DEL TESORO POLIENNALI E PAGAMENTO DI ONERI DERIVANTI DALL'ESTINZIONE DI OPERAZIONI FINANZIARIE EFFETTUATE SUI TITOLI STESSI” per Euro 175.000.000.000 (€ 180.000.000.000 nel 2019); al capitolo 9537 figura il “RIMBORSO DI CERTIFICATI DI CREDITO DEL TESORO DI VARIE TIPOLOGIE COMPRESI QUELLI RIVERSATI ALLA BANCA D'ITALIA” per Euro 53.000.000.000 (€ 44.000.000.000 nel 2019); al capitolo 9539 figura il “RIMBORSO DI PRESTITI INTERNAZIONALI NONCHE' PAGAMENTO DI ONERI RELATIVI ALL'ATTUAZIONE O ALL'ESTINZIONE DI OPERAZIONI DI RISTRUTTURAZIONE DI PRESTITI EMESSI ALL'INTERNO E ALL'ESTERO” per € 4.600.000.000

Conclusioni.

La lettura dei numeri sembra confermare la tesi che il Bilancio dello Stato a causa del peso del Debito Pubblico, pari a circa 305  miliardi su 897 miliardi, lascia pochi spazi di manovra ad una forte “caratterizzazione politica dello stesso”, per effettuare scelte di spesa “diverse” dal rimborsare il debito (26,2%), pagare gli interessi (8,6%) e pagare i costi della “macchina amministrativa”, che comprende il reddito da lavoro dipendente (10,5%).
Come freno alla caratterizzazione politica del bilancio bisogna anche citare il “principio costituzionale del paraggio di bilancio”, contenuto nell’articolo 81 della Costituzione, che prevede che lo Stato deve assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio.

Nel caso del bilancio 2020 si è voluto caratterizzarlo politicamente, una volta sterilizzate le clausole di salvaguardia, con la riduzione del “cuneo fiscale”.
A quanto sopra si deve aggiungere che il debito rimborsato è un debito rinnovato a nuove condizioni, che potrebbero essere peggiorative o migliorative a seconda delle risposte dei mercati al momento delle nuove emissioni. Invero, il nuovo governo “Conte II” collocare nuove emissioni godendo di uno “spread” migliore rispetto al precedente.

L’avanzo primario previsto per il 2020, risulta negativo per 1,86 miliardi e sembra confermarsi l’ipotesi che il fardello del debito pubblico italiano costituisca un peso rilevante sul bilancio dello Stato Italiano, assorbendo notevoli risorse per il suo pagamento, circa il 34,8% (tra rimborso prestiti e interessi). Non a caso la “missione” Debito Pubblico è la più rilevante. La necessità di indebitarsi per pagare i debiti ha rinchiuso i conti pubblici Italiani in un circolo “vizioso”. Infatti, l’importo previsto per l’accensione prestiti supera l’importo previsto dei debiti da rimborsare.
Considerato che la spesa per reddito di lavoro dipendente incide per il 10,5% sulla spesa totale, si può affermare che, di fatto si è in presenza di un bilancio rigido.