domenica 6 gennaio 2019

Consolidato Inter 2017-18: perdita di 17,7 milioni, con aumento del debito.




Luca Marotta


Il bilancio consolidato del Gruppo che fa capo a FC Internazionale Milano SpA, al 30 giugno 2018, evidenzia una perdita consolidata netta di Euro 17.753.536 (-€ 24.576.123 nel 2016/17), in parte influenzata dagli ammortamenti aumentati di 35 milioni di Euro.
Il bilancio è caratterizzato dall’aumento del debito finanziario, con l’emissione di un prestito obbligazionario, e da plusvalenze realizzate nel mese di giugno 2018. Invero, il prestito obbligazionario è servito a rimborsare il finanziamento Goldman Sachs/Unicredit e l’Azionista di Riferimento ha costituito una riserva copertura perdite in formazione nel corso dell'esercizio attraverso la rinuncia a finanziamenti soci per € 105 milioni.
Gli oneri finanziari sono aumentati da 33 milioni a 39,2 milioni di Euro, si pensi che nel 2014 erano solo 11,9 milioni di Euro.
L’esercizio 2017/18 è il secondo esercizio la cui gestione è imputabile completamente alla nuova proprietà, che il 28 giugno 2016 è passata al nuovo socio cinese “Suning Holdings Group Co.”, tramite la società “Great Horizon S.à r.l.”.

Da sottolineare l’importanza dell’Azionista di maggioranza Suning, che ha portato nuove risorse finanziarie e garantisce la continuità aziendale.

Per la gestione Suning resta fondamentale l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario. Si potrebbe affermare, che per il raggiungimento di tale obiettivo il Gruppo ha fatto ricorso ai ricavi realizzati con parti correlate, per circa 57 milioni di Euro nel 2016/17 e 40 milioni di Euro nel 2017/18.

Dal punto di vista sportivo la stagione sportiva 2017-2018 si è conclusa con il raggiungimento del quarto posto in classifica nel campionato di Serie A, con la conseguente qualificazione alle competizioni europee 2018-2019.  In Coppa Italia l’Inter ha concluso il suo cammino con la sconfitta ai quarti ad opera del Milan.

Il Problema del Fair Play Finanziario.

In data 8 maggio 2015, a seguito della verifica del Club Financial Control Body dell’UEFA, FC Internazionale Milano SpA ha stipulato un Settlement Agreement.
L’atto di transazione concordato con il Club Financial Control Body dell’UEFA ha la durata di 4 stagioni sportive: 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019.
Per quanto riguarda il contenuto, il Settlement Agreement ha previsto per i singoli esercizi, oltre alla capacità di operare in continuità aziendale, il raggiungimento di un break-even deficit per l'esercizio 2015/2016 non superiore a Euro 30 milioni e per l'esercizio 2016/2017 una situazione di pareggio.
L’Inter ha subito restrizioni all’utilizzo di calciatori nelle competizioni europee, che hanno determinato, nella stagione 2016/17, l’esclusione di alcuni calciatori acquistati nella sessione di mercato estiva 2016 dalla competizione Uefa Europa League.
La Società, inoltre, ha subito delle restrizioni in termini di costi per salari e stipendi e limitazioni relative ad ammortamenti/svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Tale ultima circostanza spiegherebbe il ricorso massiccio alle svalutazioni nel 2014/15 e il ricorso alla formula dell’acquisizione in prestito di molti calciatori.
In base a tale accordo, nel 2014/15, è già stata comminata una sanzione di Euro 6 milioni, ed una ulteriore potenziale sanzione di Euro 14 milioni sottoposta a condizione sospensiva.
Nello specifico Euro 7 milioni nell'esercizio 2015/2016 in caso di break-even deficit patrimoniale compreso tra Euro 30 milioni (limite massimo stabilito dal CFCB) ed Euro 40 milioni e ulteriori Euro 7 milioni nell'esercizio 2016/2017 in caso di break-even deficit compreso tra zero milioni e Euro 10 milioni. Le eventuali penalità saranno trattenute dalla U.E.F.A. a scomputo dei premi riconosciuti per la partecipazione della prima squadra della società alle competizioni europee.
Il superamento dei limiti di break-even deficit patrimoniale di Euro 10 milioni nell’esercizio 2016-2017 avrebbe comportato la rinegoziazione del Settlement Agreement con effetti sanzionatori non determinabili, prima del termine della negoziazione. La perdita del bilancio considerata è quella prima delle imposte depurata dalle spese del settore giovanile e del costo relativo agli altri ammortamenti.

Nel caso in cui i requisiti finanziari e i limiti ai costi per salari, stipendi e ammortamenti non fossero rispettati, i vincoli derivanti dall’accordo con CFBC in termini di numero di calciatori impiegabili nelle competizioni europee verranno applicati anche per le stagioni 2017/2018 e 2018/2019. Nella Nota integrativa è scritto: “Con riferimento ai limiti relativi ai costi per salari, stipendi e ammortamenti essendo gli stessi non rispettati per l'esercizio 2018, i vincoli derivanti dall'accordo con CFBC in termini di numero di giocatori impiegabili in competizioni europee verranno applicati anche per la stagione 2018/2019.”

Il bilancio 2015-2016 e 2016-2017 sono risultati conformi a quanto richiesto dall’U.E.F.A., attraverso il Club Financial Control Body.
Il Gruppo sarà tenuto al rispetto del break even e quindi al raggiungere il pareggio di bilancio anche nella stagione 2018-2019, alla luce del risultato raggiunto al 30 giugno 2018 e dei flussi economico-finanziari futuri previsti nel business plan il Gruppo conferma come non probabile il rischio di mancato rispetto dei requisiti fissati per il FFP. Pertanto, gli Amministratori non hanno proceduto ad effettuare alcun accantonamento, con riferimento alle sanzioni sottoposte a condizione sospensiva, nel bilancio consolidato al 30 giugno 2018.

La Struttura del Gruppo

Gli azionisti del Gruppo F.C. Internazionale Milano al 30 giugno 2018, risultavano i seguenti:
Great Horizon S. à r.l., con il 68,55%;
International Sport Capital S.p A, con il 31,05%
Minoranze con lo 0,4%.
L’area di consolidamento al 30 giugno 2018 comprende quindi, come società Capogruppo la società F.C. Internazionale Milano Spa; INTER MEDIA AND COMMUNICATION S.R.L. al 100%; INTER BRAND S.R.L. al 100%; INTER FUTURA S.R.L. al 100% e M-I Stadio S.r.l. (consolidata con “equity method”) al 50%.
Il capitale di INTER MEDIA AND COMMUNICATION S.R.L.è detenuto al 55,61% direttamente dalla Capogruppo FC Internazionale Milano SpA e al 44.39% è detenuto indirettamente tramite da Inter Brand S.r.l.
Altre due società, denominate “Shanghai Inter Brand Trading Co., Ltd.” e “Inter Brand China Co., Ltd. in liquidazione”, che erano controllate da “Inter Brand S.r.l.”, non sono state consolidate in quanto non rappresentano più un investimento durevole per il Gruppo.

Il Gruppo Suning è una multinazionale cinese che opera nel mercato al dettaglio dell’elettronica di consumo ed era già presente nel settore calcio in Cina in quanto era proprietario del club “Jiangsu Suning Football Club”, militante nella Super League cinese.

Rapporti con parti correlate

I rapporti con le parti correlate appaiono molto importanti e riguardano essenzialmente l’attività di finanziamento e sponsorizzazione da parte del Nuovo Azionista di maggioranza (Great Horizon S.à.r.l. e Jiangsu Suning Sports Industry Co., Ltd.) nei confronti del Gruppo.
Il Gruppo che fa capo a FC Internazionale Milano SpA ha percepito ricavi per Euro 40.401.000 (€ 57.688.044 nel 2016/17), pari all’11,64% del Valore della produzione e sostenuto costi per Euro 15.894.000 (€ 18.896.502 nel 2016/17).
Inoltre, figurano crediti per un totale di Euro 43,97 milioni (€ 29.310.155 nel 2016/17) e debiti per un totale di Euro 230,52 milioni (€ 223.140.607 nel 2016/17).
Gli Amministratori hanno scritto che “tutte le transazioni con parti correlate sono state effettuate a normali condizioni di mercato”.
Con la società “Jiangsu Suning Sports Industry Co., Ltd.”, sono stati intrattenuti rapporti commerciali, che hanno permesso di percepire come ricavi la cifra di Euro 27,6 milioni (€ 44.103.629 nel 2016/17) ed esporre crediti per Euro 33,6 milioni (€ 27.558.719 nel 2016/17).
Con la società “Suning Sports International Ltd.”, sono stati intrattenuti rapporti commerciali, che hanno permesso di percepire come ricavi la cifra di Euro 9,5 milioni (€ 11.500.000 nel 2016/17). Nei confronti di tale società, FC Internazionale vanta un credito di Euro 8,75 milioni e un debito di € 46,71 milioni.
Con la società “Great Horizon S.à.r.l.” figura un debito di natura finanziaria per Euro 182,7 milioni (€ 221.077.511 nel 2016/17) e sono stati sostenuti costi per Euro 8,7 milioni (€ 13.258.594 nel 2016/17).

La continuità aziendale (“Going Concern”).

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I revisori della Deloitte, che hanno redatto la Relazione di revisione del bilancio consolidato, hanno scritto che sono giunti alla conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale. Non hanno fatto richiami di informativa sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento.

Gli Amministratori hanno evidenziato che l’Azionista di maggioranza ha garantito la continuità aziendale rendendo disponibili risorse, mediante il prestito di somme di denaro, tramite il finanziamento soci per Euro 118.8 milioni, in parte convertiti successivamente in "Riserva versamenti soci per copertura perdite in formazione".
L’Azionista di maggioranza ha riconfermato l’impegno a supportare finanziariamente, patrimonialmente ed economicamente la Capogruppo e il Gruppo nel prevedibile futuro dei prossimi 12 mesi.
Quanto sopra ha consentito “agli Amministratori di considerare rispettato il presupposto della continuità aziendale, nonostante la perdita conseguita e le risultanze dei dati previsionali per la chiusura dell’esercizio al 30 giugno 2019”, determinata anche dai “significativi investimenti effettuati nelle precedenti sessioni di mercato”, ma coerente con il rispetto delle regole della “Financial Fair Play Rule” e nonostante “i ritardi nell'incasso di crediti per sponsorizzazione per restrizioni valutarie imposte dal governo cinese al gruppo Suning e agli altri sponsor cinesi”.

Lo Stato Patrimoniale.

Al 30.06.2018, risulta un patrimonio netto consolidato positivo.



Il Patrimonio Netto del bilancio Consolidato di F.C. Internazionale Milano S.p.A. al 30 giugno 2018, è positivo per € 3,8 milioni; mentre, al 30 giugno 2017 era negativo per € 83,4 milioni.  
La composizione, al 30 giugno 2018, del patrimonio netto consolidato era la seguente: capitale sociale pari ad € 19.195.313; Riserva da sovrapprezzo azioni per € 26.943.339 (€ 109.494.270 nel 2016/17); Riserva copertura perdite per e 105.000.000; Perdite portate a nuovo per € 129.552.791 (€ 187.527.597 nel 2016/17) e perdita dell’esercizio per € 17.753.536 (-€ 24.576.123 nel 2016/17).
Per quanto riguarda la Riserva sovrapprezzo azioni, pari a circa pari a Euro 26,9 milioni è stato utilizzato l’importo di 82,5 milioni di Euro per la copertura della perdita dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2017 e parte delle perdite riportate a nuovo.
La variazione positiva di € 87,25 milioni, tra il patrimonio netto al 30.06.2018 e il patrimonio netto al 30.06.2017, è dovuta alla perdita dell’esercizio per € 17,7 milioni e alla rinuncia del finanziamento soci per € 105 milioni accantonato a riserva per copertura perdite.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,005, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore esposto sarebbe, di poco, sufficiente a far fronte alle passività, e che è necessario il supporto della proprietà, come dimostra la rinuncia la finanziamento soci per € 105 milioni mediante conversione in riserva per copertura perdite.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.

Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 1,36.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.



Le disponibilità liquide sono pari a € 45.070.948, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 14.757.875.
I debiti verso soci per finanziamenti pari a Euro 229,4 milioni (€221,1 milioni nel 2016/17), di cui Euro 227,1 milioni riguardano la quota capitale del versamenti a titolo di finanziamento fruttifero sottoscritti con la società controllante Great Horizon S.à.r.l..
Nel 2017/18, sono stati concessi ulteriori finanziamenti per € 118,8 milioni (€ 177 milioni nel 2016/17). Tale finanziamento matura interessi ad un tasso del 6,5% annuo, che prevedono tutti la liquidazione degli interessi con cadenza trimestrale. Il rimborso della quota capitale dei suddetti finanziamenti è stata posticipata dal 28 giugno 2019 al 1 ottobre 2020.
Il 29 settembre 2017 e il 24 novembre 2017 una parte del finanziamento soci è stata convertita in riserva per copertura perdita in formazione per l’importo rispettivamente di Euro 20 milioni e di Euro 85 milioni.
Durante il 2017/18 sono stati pagati effettivamente interesso fino ad un importo di 11,2 milioni di Euro e sono stati rimorsati come parte di quota capitale Euro 3,2 milioni.

I debiti bancari si sono praticamente azzerati (€ 208 milioni nel 2016/17), per il rimborso del finanziamento Goldman Sachs del 2014-2015, grazie all’emissione del prestito obbligazionario.

Per quanto riguarda le Obbligazioni, l’emissione del prestito obbligazionario è un'operazione di rifinanziamento del debito, determinatosi col riassetto societario del Gruppo. In data 21 dicembre 2017, la società Inter Media ha emesso delle Obbligazioni per un importo nominale di € 300 milioni, che sono state collocate presso investitori istituzionali. Tale prestito obbligazionario ha come scadenza il 31 dicembre 2022 e matura un tasso fisso nominale del 4,875%. A garanzia del Prestito Obbligazionario figurano i flussi di liquidità derivanti da sponsorship agreement e media contracts siglati da Inter Media oltre che i flussi derivanti dai proventi dei diritti UEFA e dei diritti televisivi della Serie A generati dalla Capogruppo. Inoltre è stato previsto il rispetto di due covenants: “Debt Service Coverage Ratio” e il “Pro-forma Debt Service Coverage Ratio”. Il primo considera dati effettivi, il secondo dati di stima in base al budget.

Il piano di rimborso della linea capitale in rate semestrali è il seguente:
- 1 rata da Euro 3,1 milioni il 31 dicembre 2018;
- 1 rata da Euro 3,15 milioni il 30 giugno 2019;
- 1 rata da Euro 3,25 milioni il 31Dicembre 2019;
- 1 rata da Euro 3,3 milioni il 30 giugno 2020;
- 1 rata da Euro 3,4 milioni il 31 dicembre 2020;
- 1 rata da Euro 3,5 milioni il 30 giugno 2021;
- 1 rata da Euro 3,55 milioni il 31 dicembre 2021;
- 1 rata da Euro 3,65 milioni il 30 giugno 2022;
- 1 rata finale per Euro 273,1 milioni entro il 31 dicembre 2022.
Al 30.06.2018, il valore del debito obbligazionario in bilancio è pari a Euro 291.879.729, di cui € 285.629.729 con scadenza oltre l’esercizio successivo.

I debiti verso altri finanziatori ammontano a € 434.

I crediti verso enti settore specifico ammontano a € 194,6 milioni (€ 91,4 milioni nel 2016/17).
Gli importi maggiori riguardanti le società nazionali riguardano: A.S. ROMA S.p.A. per € 17.707.000; ATALANTA BERGAMASCA CALCIO S.p.A. per € 16.224.000; GENOA CRICKET & FOOTBALL CLUB S.p.A. per € 15.719.000; U.C. SAMPDORIA S.p.A. per € 13.627.000; US SASSUOLO CALCIO s.r.l. per € 4.912.000 e BENEVENTO CALCIO s.r.l. per € 2.774.000.
Gli importi maggiori riguardanti le Società Estere riguardano: VALENCIA CLUB DE FUTBOL SAD per € 22.443.000; AS MONACO FOOTBALL CLUB SA per € 4.939.000; F.C. SION - OLYMPIQUE DES ALPES SA per € 3.589.000; SUNDERLAND ACF per € 3.000.000: GALATASARAY SPORTIF SINAI VE TICARI YATIRIMLAR A.S per € 2.520.000; BESIKTAS FUTBOL YAT. SAN. TIC. A.S. per € 2.308.000 e SEVILLA FUTBOL CLUB SAD per € 1.412.000.
L'incremento rispetto al 30 giugno 2017 è connesso prevalentemente all'aumento dei crediti futuri in garanzia, pari a € 52.509.000, versati dalla Controllante alla LNP Serie A per garantire i saldi passivi annuali e pluriennali relativi all'ultima campagna trasferimenti, in ottemperanza alle disposizioni normative di riferimento.
I crediti verso società nazionali sono regolati presso la stanza di compensazione della L.N.P. Serie A in compensazione delle posizioni debitorie, per un ammontare pari a Euro 77.398.000.

I Debiti verso enti settore specifico ammontano a € 177,86 milioni e riguardano i rapporti con enti e società del settore e mostrano un incremento di € 65,3 milioni rispetto al 2016/17.  
Nello specifico, i debiti verso società calcistiche nazionali ammontano a € 144,5 milioni. Gli importi maggiori riguardano: A.S. ROMA S.p.A. per € 40.126.000; ATALANTA BERGAMASCA CALCIO S.p.A. per € 38.904.000; U.C. SAMPDORA S.p.A. per € 22.332.000; ACF FIORENTINA S.p.A. per € 16.232.000; SOCIETA' SPORTIVA LAZIO S.p.A. per € 11.275.000; DELFINO PESCARA 1936 S.p.A. per € 6.464.000; US SASSUOLO CALCIO s.r.I. per € 4.913.000; GENOA CRICKET & FOOTBALL CLUB S.p.A. per € 1.360.000.
I debiti verso società calcistiche estere ammontano a € 20,9milioni. Gli importi principali riguardano: OGC VICE per € 9.775.000; MANCHESTER CITY FOOTBALL CLUB Ltd per € 4.388.000; CLUB ATLETICO BOCA JUNIORS per € 2.000.000; STADE MALHERBE CAEN per € 1.500.000; VFL WOLFSBURG FUSSBALL GmbH per € 1.500.000; FC BAYERN MUNCHEN AG per € 1.451.000.
I debiti verso società nazionali sono regolati presso la stanza di compensazione della L.N.P. Serie A in compensazione delle posizioni creditorie, per un ammontare pari a Euro 77.384.000.

Per quanto riguarda i debiti tributari rateizzati non correnti, nel caso dell’Inter, non figurano.

Pertanto, nel 2017/18, il debito finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario risulta superiore sia al fatturato netto che al valore della produzione.

Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA, che è positivo per € 116.431.546, risulta pari a 4,09. In altre parole, la differenza tra ricavi e costi operativi, senza considerare gli ammortamenti, determinatasi nel 2017/18, se si ripetesse negli anni successivi, riuscirebbe a rimborsare il debito netto in quattro anni circa.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, non emergono debiti finanziari per lo stadio.

Gli altri debiti.

In base al Regolamento del Fair Play Finanziario, le società di calcio richiedenti la Licenza UEFA, non devono avere debiti scaduti verso i club, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali, a meno che tali debiti siano oggetto di contenzioso, con valide argomentazioni a supporto.

La voce “debiti” iscritta nello stato patrimoniale è aumentata da € 637,6 milioni a € 850,3 milioni, di cui € 291,8 milioni per Debiti obbligazionari, € 229 milioni per debiti verso soci, € 177,86 milioni per debiti verso enti settore specifico; € 72,5 milioni per debiti verso fornitori.
Tra i debiti verso fornitori si segnalano i debiti verso agenti Fifa per € 32.007.000 (€ 24,7 milioni nel 2016/17; € 28,8 milioni nel 2015-16; € 28,2 milioni nel 2014-15) ed i debiti verso il Comune di Milano per € 22.017.000 (€ 19,87 milioni nel 2016/17) riferiti ai corrispettivi per affitto dello stadio da utilizzare a compensazione con le migliorie effettuate dalla Capogruppo, che figurano nella voce “Immobilizzazioni immateriali”.

I debiti verso il personale, diminuiscono da € 11,7 milioni a € 23.109.000. Un dato da considerare “fisiologico”, in rapporto al costo del personale, che dovrebbe far supporre la puntualità nei pagamenti e rientrante nei canoni del Fair Play Finanziario.

I debiti tributari passano da € 14,76 milioni a € 13.006.981. I debiti per IRPEF su lavoro dipendente ammontano a € 9,69 milioni (€ 9,4 milioni nel 2016/17) e si riferiscono alle retribuzioni di maggio e giugno e sono stati pagati nei mesi di luglio e agosto.
Figurano debiti per la “With Holding Tax” per € 820 mila (€ 2.235.000 nel 2016/17). I debiti per la “With Holding Tax” sono relativi alle ritenute sugli interessi passivi pagati sui finanziamenti erogati dalla Controllante ‘Great Horizon S.à.r.l.’.

I Fondi per rischi e oneri diminuiscono da Euro 1,88 milioni a Euro 870 mila a seguito di utilizzi per Euro 1.265.000 e accantonamenti dell'esercizio per € 248.000.  Gli importi principali degli utilizzi riguardano per Euro 292 mila note di rettifica INPS; per Euro 145 mila, il pagamento per la definizione di accertamenti fiscali e per Euro 154 mila l’esborso per una causa con un ex collaboratore.

Il Rendiconto Finanziario.

Le variazioni di Disponibilità liquide risultano positive per € 30.313.773. Tale variazione positiva è dipesa dal flusso generato dall’attività di finanziamento, che ha determinato flussi positivi per € 209.564.433; dal flusso generato dall’attività di investimento, che è stato negativo per € 163.863.434 e dal flusso generato dall’attività reddituale, che ha drenato 15.387.926 Euro.



Il rendiconto finanziario rivela il ruolo importante dell’attività di finanziamento, mediante il ricorso a capitale di terzi e l’apporto finanziario dei soci nel sostenere finanziariamente la società.
Il ricorso a capitale di terzi, mediante l’emissione del prestito obbligazionario è stato pari a 291 milioni di Euro. L’apporto derivante dal finanziamento soci è stato di 118,87 milioni di Euro, nell’esercizio precedente è stato di 177 milioni di Euro.
Dal lato investimenti risultano uscite finanziarie per l’acquisto di Diritti pluriennali alle prestazioni Calciatori per € 210.636.921, solo in parte coperte dal disinvestimento per la cessione di Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori per € 96.500.719.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 302.301.405 (€219 milioni nel 2016/17). La variazione è dovuta ad investimenti per € 210,6 milioni (€ 144,7 milioni nel 2016/17), cessioni per un valore contabile netto di € 47,37 milioni (€ 11,6 milioni nel 2016/17) ed ammortamenti per 78,1 milioni (€ 74,1 milioni nel 2016/17) e svalutazioni per € 2.13 milioni (€ 777 mila nel 2016/17).

Tra i principali calciatori acquistati figurano: Nainggolan Radja ((AS Roma) per € 38.618.276, acquistato il 26.06.2018; Skriniar Milan (Sampdoria) per Euro 33.542.844; Alessandro Bastoni (Atalanta) per € 30.917.223; Vecino Falero Matias (Fiorentina) per € 22.328.627; Chagas Estevao Dalbert Enrique (OGC Nice) per € 21.646313 e Colidio Facundo (C.A. Boca Juniors) per € 9.451.617.
Da notare che il “parametro zero” Asamoah è comunque costato 2.361.179, a causa del “compenso agenti”.

Al 30.06.2018, tra i calciatori con valore contabile residuo più elevato, spiccano: Nainggolan Radja per € 38.618.276; Joao Mario con € 27.114.996; Skriniar Milan con € 26.922.789; Vecino Falero Matias con € 20.395.167; Barbosa Almeida Gabriel con € 20.519.924, con un costo storico di € 33.127.843; Gagliardini Roberto con € 20.335.686; Chagas Estevao Dalbert Enrique con € 18.365.654; Candreva con € 12.705.697 e Colidio Facundo (C.A. Boca Juniors) con € 8.071.690.
Icardi ha un valore residuo netto di € 5.114.523.

La campagna trasferimenti estiva del mese di giugno 2018 è stata caratterizzata principalmente dalle seguenti cessioni: Radu Ionut Andrei (Genoa); Murillo (Valencia); Nagatomo (Galatasaray); Santon (AS Roma) e Zaniolo (AS Roma).
Si tratta di cessioni fatte a giugno 2018, prima della chiusura dell’esercizio, per il realizzo di plusvalenze importanti, contabilizzate nell’esercizio 2017/18, per rientrare nei parametri richiesti dall’UEFA per il Fair Play Finanziario. Santon e Zaniolo sono stati ceduti alla AS Roma, per l’acquisto di Nainggolan.

La cessione di Santon ha permesso di realizzare una plusvalenza di € 8.127.034; quella di Zaniolo € 2.643.476; quella di Radu Ionut Andrei € 7.762.650; quella di Murillo € 5.339.628 e quella di Nagatomo € 1.845.383.

Le Altre Immobilizzazioni.

I "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno" espongono un valore contabile netto residuo di Euro 91.675 e riguardano principalmente i diritti di immagine (foto e video) dei progetti Intercampus nel mondo, nonché il corrispettivo pagato per il documentario sulla carriera in nerazzurro di Javier Zanetti.
La voce "Concessioni, licenze e marchi", pari ad Euro 92.865.982, riguarda essenzialmente l'allocazione al marchio FC Inter del disavanzo da fusione emerso nel bilancio consolidato al 30 giugno 2007 per effetto della fusione inversa di Inter Capital S.r.l. in F.C. Internazionale Milano S.p.A.. Nella Nota integrativa è scritto che “nell'allocazione del suddetto disavanzo ci si è avvalsi dei riferimenti valutativi raccolti all'atto della cessione del marchio F.C. Internazionale Milano S.p.A. a Inter Brand S.r.l.”. Nello specifico, al 30 giugno 2018, il marchio “FC Inter” espone un valore netto residuo pari a € 67,08 milioni, ammortizzato in 20 anni con decorrenza dal 5 giugno 2014. L’importo residuo della voce 'Concessioni, licenze e marchi", per € 25,15 milioni, riguarda il valore netto residuo del costo di acquisto a titolo definitivo dell'archivio Rai (libreria storica, materiali e diritti) a far data dal 30 giugno 2011, nonché della quota di archivio delle autoproduzioni del canale tematico “Inter TV” dal 2000 al 2008. Tale importo è ammortizzato in 30 anni con decorrenza dal 1° luglio 2011.
Gli Amministratori hanno proceduto sottoposto le immobilizzazioni immateriali, con l’ausilio di un esperto indipendente ad effettuare un test di ‘impairment’ al 30 giugno 2018.

Le “Altre immobilizzazioni immateriali”, pari a Euro 1.187.924 (€ 6.215.168 nel 2016/17), si riferiscono principalmente a migliorie su immobili di terzi. Il decremento di tale voce è dovuto alla svalutazione per 4,14 milioni delle spese sostenute per la sottoscrizione del finanziamento “Goldam Sachs” (prevalentemente consulenze legali e ‘bank fees’), estinto nel mese di dicembre 2017.

Le immobilizzazioni materiali sono pari a 19 milioni di Euro e riguardano principalmente la voce “centro sportivo” e il terreno “La Pinetina” per 17.577.000 Euro. Il “Centro Sportivo Suning in memoria di Angelo Moratti” di Appiano Gentile, determina dei ricavi per i diritti di “naming rights” rinvenienti dalla proprietà cinese Suning.

La Gestione Economica.

Un dato positivo, che potrebbe essere stato determinato dal Fair Play Finanziario, riguarda il fatto che i costi della produzione aumentano meno che proporzionalmente all’aumento del valore della produzione.
Il valore della produzione consolidato 2017/18 risulta in aumento del 9% rispetto al 2016/17 e ammonta ad Euro 346,99 milioni. Il valore della produzione era pari a € 318,2 milioni.
La differenza principale riguarda la voce “Sponsorship Regional” e le plusvalenze, che hanno sopperito alla mancanza di ricavi da competizioni europee.

Il fatturato netto, senza plusvalenze, prestiti e capitalizzazione costi vivaio aumenta da € 263,65 milioni a € 280,7 milioni.

I costi della produzione aumentano del 6,6%, da € 302,15 milioni a € 322,15 milioni. Il 48,4% di tali costi è rappresentato dal costo del personale e il 28,4% dall’ammortamento della rosa calciatori.
Un dato importante è che la differenza tra ricavi e costi della produzione risulta positiva ed in aumento a 24,8 milioni di Euro circa.



I Ricavi.

I ricavi derivanti dalla cessione dei diritti radiotelevisivi nazionali risultano pari a € 76,1 milioni (€ 76,1 milioni nel 2016/17). A differenza della stagione precedente non sono presenti i diritti TV per le competizioni europee, che, nel 2016/17, ammontavano a € 7.647.083 nel 2016/17.

Nel Conto economico consolidato dell’Inter, nei ricavi da gare, tra gli altri ricavi, sono allocati i proventi relativi ai diritti d’archivio RAI-Infront, che risultano pari a 10,42 milioni di Euro (€ 10,56 milioni nel 2016/17) e i ricavi da “Inter TV” per € 3.921.000 (€ 4.109.000 nel 2016/17).

I ricavi commerciali, risultano in forte aumento, da € 110,37 milioni a € 130,28 milioni. Tali ricavi comprendono i proventi commerciali e royalties per € 2.010.964 (€ 2.056.672 nel 2016/17); e i Proventi da sponsorizzazioni per Euro 20.543.333 (€18.541.667 nel 2016/17), di cui Euro 16.293.000 per lo Sponsor Ufficiale Pirelli (di cui Euro 6.240.000 per bonus qualificazione Champions League 2018-2019) ed Euro 4.250.000 dallo sponsor tecnico NIKE (di cui Euro 500.000 per bonus qualificazione Champions League 2018-2019). Nel Conto economico consolidato dell’Inter, nei ricavi da gare, tra gli altri ricavi, è allocata la voce “Sponsorship Infront” che nella sostanza riguarda ricavi da concessione di spazi promo pubblicitari, che è diminuita da Euro 14.962.000 a Euro 14.249.000; la voce “Sponsorship Regional”, che ha registrato, di nuovo, un notevole aumento da € 74.808.000 a € 91.687.000, a causa dei nuovi accordi commerciali stipulati nel corso dell’esercizio. 

I ricavi da gare, aumentano da € 27,9 milioni a 33,8 milioni di Euro. Tali ricavi incidono per il 9,7% sul valore della produzione. Gli abbonamenti sono aumentati del 15,5%, da € 8,1 milioni a € 9.331.604. La campagna abbonamenti per la stagione sportiva 2017-2018 ha registrato la sottoscrizione di 31 mila abbonamenti (27.126 nel 2016/17 e 27.800 abbonamenti nel 2015/16).
Non sono presenti i ricavi da Coppe Internazionali, che nel 2016/17 erano pari a € 7.647.083.
Gli incassi da gare di campionato in casa ammontano a € 20,22 milioni (€ 14,72 milioni nel 2016/17) e quelli per le gare di TIM Cup a € 161 mila. I ricavi da tornei e amichevoli, passano da 3,92 milioni di Euro a € 3,28 (€ 3,92 milioni nel 2016/17).
I contributi in conto esercizio pari a € 2.580.610 (€ 5.128.148 nel 2016/17), nella tabella sopra classificati tra gli altri ricavi, riguardano principalmente i contributi della Lega legati ai premi della Tim Cup e ai ricavi collettivi esclusi i diritti audiovisivi.

La voce del Conto Economico “Altri ricavi e proventi diversi”, ammontante a Euro 17.690.682 (€ 20.430.885 nel 2016/17), riguarda sopravvenienze attive e insussistenze del passivo per € 1.802.000 (€ 2,46 milioni nel 2016/17); il surplus Market Pool per l’UEFA Euro League 2016/17 per 500 mila Euro; i ricavi da Inter Academies per Euro 8.492.000 (€ 10,16 milioni nel 2016/17); proventi dovuti principalmente al contratto sottoscritto durante l’esercizio, a valoro di mercato, con la Controllante “Suning Sports International Limited” per la condivisione del personale tecnico e professionale (know-how) per 3,5 milioni di Euro e proventi relativi al ritiro estivo della prima squadra per 550 mila Euro. 
La società continua ad investire nel vivaio, infatti, i costi del vivaio capitalizzati ammontano ad € 7.526.234 (€ 4.997.763 nel 2016/17). Tra i costi capitalizzati figurano: Compensi e premi allenatori per € 3.401.000 (€ 1.998.000 nel 2016/17); Inps – Enpals – allenatori per € 879.000 (€ 364.000 nel 2016/17); Indennità fine carriera allenatori per € 187.000 (€ 69.000 nel 2016/17); Assistenza sanitaria per € 516.000 (€ 517.000 nel 2016/17); Utilizzo impianti per € 1.397.000 (€1.290.000 nel 2016/17); Vitto e alloggio gare per € 300.000 (€ 222.000 nel 2016/17); Gestione pensionato 846.000 (€ 532.000 nel 2016/17); Assicurazione infortuni e patrimonio per € zero (€ 6.000 nel 2016/17).

Il Player Trading.



Il Player Trading dell’Inter nel 2017/18 segna un risultato negativo. La differenza tra plusvalenze e minusvalenze non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori rappresentato dagli ammortamenti.
Le plusvalenze risultano pari a € 49.704.026 (€ 44.502.242nel 2016/17) e hanno un’incidenza sul valore della produzione del 14,32% (13,98% nel 2016/17). Il calciatore che ha determinato la maggiore plusvalenza pari a € 8.127.034 è stato Davide Santon ceduto alla AS Roma per 9,5 milioni di Euro. Le altre plusvalenze hanno riguardato: Radu Ionut Andrei (Genoa) per € 7.7762.650 milioni, ceduto per € 8 milioni; Bettella Davide ceduto all’Atalanta  per €  7 milioni, con una plusvalenza di €  6.948.727; Valletti Federico ceduto al Genoa per € 6.000.000 con una plusvalenza di €  5.949.935;  Murillo Ceron Jeison ceduto al Valencia per € 11.938.00 con una plusvalenza di €  5.339.628; Carraro Marco ceduto all’Atalanta  per € 5.000.000 con una plusvalenza di € 4.455.006; Odgaard Jens ceduto al Sassuolo 994 4.620 (91) con una plusvalenza di € 3.535 ; Zaniolo Nicolò ceduto all’AS Roma per € 4.230.000  con una plusvalenza di € 2.643.576; Nagatomo Yuto ceduto al Galatasaray per € 2.500.00 con una plusvalenza di € 1.845.383 e Manaj Rei ceduto all’Albacete Balompie S.A.D. per € 1.975.000 con un plusvalenza di €1.225.226.

Le minusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni calciatori risultano pari ad Euro 572.107 (€212.705 nel 2016/17).
I costi per l'acquisizione temporanea delle prestazioni dei calciatori, pari a € 368.795 (€ 368.795 nel 2016/17 ed € 10.562.609 nel 2015/16), sono relativi ai calciatori Cancelo (Valencia); Lisandro Lopez (Sport Lisboa Benfica) e Stucchi (Renate).

Per quanto riguarda, le cessioni di calciatori a titolo temporaneo, ammontanti a € 3.971.329 (€ 2.100.000 nel 2016/17) riguardano principalmente: Yuto Nagatomo: Cristian Ansaldi e Grabiel Barbosa.

Gli altri oneri da gestione calciatori, pari a Euro 1.710.259 (€ 522.047 nel 2016/17), sono principalmente relativi ai contributi di solidarietà maturati nell’esercizio relativi alle operazioni di mercato con club internazionali.

Gli altri proventi da gestione calciatori, ammontano a Euro 5.083.038 (€2.964.197 nel 2016/17.

Gli ammortamenti della rosa calciatori, sono aumentati di 4 milioni di Euro, da € 74,1 milioni a € 78,1 milioni.

I Costi della Produzione.

Il costo dei dipendenti, al 30 giugno 2018 in rapporto al valore della produzione incide per il 45%, ma se considerassimo il fatturato netto la percentuale aumenterebbe al 55,6%. Il costo del personale risultante dal bilancio consolidato è pari a € 155,99 milioni (€ 151,26 milioni nel 2016/17) e risulta in aumento del 3,1%. Il costo totale del personale tesserato è aumentato da € 117,48 milioni a € 119,64 milioni. I compensi contrattuali dei calciatori sono aumentati da € 95,26 milioni a € 88,22 milioni, quelli per gli allenatori e i tecnici passano da € 12,45 milioni a € 13,44milioni, mentre i Premi rendimento aumentano da € 5,26 milioni a € 14,02 milioni. I diritti di immagine ammontano a € 3.964.000 (€ 4.502.000 nel 2016/17).

Il numero di calciatori è aumentato da 79 a 94. Il totale della forza lavoro è aumentato da 390 a 449.

Gli ammortamenti e le svalutazioni complessivi sono pari a € 91.345.043 (€ 85.634.391 nel 2016/17), di cui € 78.114.225 per ammortamenti rosa calciatori ed € 4,16 milioni per l’ammortamento relativo alla capitalizzazione dei costi vivaio. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ammontano ad € 1.083.968 (€ 964 mila nel 2016/17).
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 8.351.965 (€ 8.236.954 nel 2016/17). L’importo maggiore dei costi per godimento dei beni di terzi, riguarda la concessione d’uso dello Stadio per Euro 4.618.000 (€ 4.568.000 nel 2016/17).
I costi per prestazioni di servizi aumentano da € 45.985.815 a € 51.976.571. Tali costi comprendono anche i costi specifici tecnici aumentati da € 5,81 milioni a € 7,88 milioni. Tale incremento è dovuto al maggior impatto dei costi accessori per la campagna trasferimenti, che riguardano principalmente i compensi per Agenti FIFA, che sono aumentati da € 4.45 milioni a € 6,11 milioni. I costi per l’attività sportiva ammontano a € 5,85 milioni (€ 6,85 milioni nel 2016/17) e comprendono i costi per allenamenti e ritiri pari a Euro 2.219.000 (€ 2.214.000 nel 2016/17), per il ritiro estivo di Brunico. Tra le spese amministrative spiccano i servizi da collegate pari a € 5.001.000 (€ 5.086.000 nel 2016/17) e riguardano i servizi di gestione dello Stadio riaddebitati, in base a contratto, da Mi-Stadio. Il costo dei consulenti esterni è aumentato da € 5,46 milioni a € 6,15 milioni. Il compenso agli amministratori si è azzerato (€ 495.000 nel 2016/17).
La mancata partecipazione alle competizioni U.E.F.A. ha determinato un lieve calo dei “Costi per vitto, alloggio, locomozione” a € 1,96 milioni (€ 2,73 milioni nel 2016/17).
Il costo per “Servizio biglietteria, controllo ingressi” ammonta a € 2,78 milioni (€ 1,93 milioni nel 2016/17).

Gli accantonamenti per rischi, diminuiscono da € 588.268 a € 734 e riguardano l’adeguamento cambi peri i costi di liquidazione della società “Shanghai Inter Brand Trading Co., Ltd.”.
Gli oneri diversi di gestione, pari a € 12,63 milioni (€ 8,81 milioni nel 2016/17), comprendono le spese varie organizzazione gare pari a € 2.274.022 (€ 2,39 milioni nel 2016/17).

La gestione finanziaria.

La gestione finanziaria netta, compresa la svalutazione partecipazioni, è negativa per € 34,5 milioni (-€ 32,57 milioni nel 2016/17). Gli oneri finanziari pari a € 39,2 milioni (€ 33 milioni nel 2016/17), riguardano interessi passivi su debiti verso banche per finanziamenti per circa € 5.761.000 (€ 12.525.000 nel 2016/17), interessi passivi su debiti verso soci per € 14.091.000 (€ 13.259.000 nel 2016/17), gli oneri per il prestito obbligazionario per € 8.546.000 e ammortamento oneri finanziari finanziamento Goldman Sachs per € 1.295.000 (€ 2.716.000 nel 2016/17).
L’attualizzazione dei prestiti a medio /lungo termine ha comportato costi per € 3.504.000 (€ 2.375.000 nel 2016/17).
Gli oneri accessori su finanziamenti sono aumentati da € 1.278.000 a € 5.014.000.
Per quanto riguarda i proventi finanziari, l’importo di € 4.607.689, si riferisce a interessi attivi per attualizzazione dei crediti.

Conclusioni.

L’Azionista di maggioranza cinese garantisce la continuità aziendale, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista economico. Occorre anche dire che nei primi due esercizi di gestione dell’Inter Suning si è dovuta confrontare con i limiti imposti dal “Settlement Agreement” stipulato col CFCB dell’UEFA.
L’aumento del debito pesa non poco per quanto riguarda gli oneri finanziari.
Per l’esercizio 2018/19, a differenza del 2017/18, l’Inter potrà beneficiare dei ricavi della fasi a gironi della UEFA Champions League, da cui è stata eliminata, accedendo comunque all’UEFA Europa League.


mercoledì 26 dicembre 2018

Bilancio Consolidato Porto 2017/18: perdita di 28,4 milioni e continuità con le plusvalenze latenti.




Luca Marotta


Il bilancio consolidato 2017/18 di “Futebol Clube do Porto – Futebol, S.A.D.” si è chiuso con una perdita di gruppo consolidata netta pari a Euro 28.443.897.
Negli esercizi 2013/14, 2014/15 e 2015/2016, il risultato aggregato del break even, nel periodo di monitoraggio 2013/2014-2015/2016 dell'FC Porto SAD, ha evidenziato un deficit superiore alla deviazione accettabile; pertanto, il 9 giugno 2017, il Porto ha stipulato un “Settlement Agreement” con l’UEFA, che prevedeva una sanzione di complessivi Euro 2,2 milioni, di cui 1,5 milioni condizionati al rispetto di determinate condizioni ed Euro 0,7 milioni con effetto immediato a partire dalla stagione 2016/17, oltre a limitazioni nel numero dei calciatori impiegabili nelle competizioni europee.
Il risultato negativo è dovuto principalmente al fatto che il modello di gestione economica del Porto si base sul Player Trading e nel 2017/18 il risultato positivo del Player Trading non è stato sufficiente a coprire lo squilibrio economico della gestione operativa.
Il realizzo delle plusvalenze, come evidenziato dai revisori contabili, è anche uno degli elementi alla base della continuità aziendale.

Il messaggio del Presidente Jorge Nuno Pinto da Costa agli azionisti, nell’esaltare le prestazioni sportive del Porto, contiene affermazioni piuttosto “grèvi” sul calcio portoghese:
“A conquista do campeonato revestiu-se ainda de maior importância porque a época 2017/18 foi aquela em que ficou evidente que o futebol português está refém de um sem número de procedimentos irregulares e antidesportivos.
Como sempre foi minha convicção, o nosso plantel é constituído por jogadores de grande qualidade e se nas épocas imediatamente anteriores isso não ficou claro foi porque as competições decidiam-se mais em alguns gabinetes do que no terreno de jogo.”



Nella stagione sportiva 2017/18, il Porto ha vinto il campionato con 88 punti, acquisendo il diritto di partecipare alla Champions League 2018/19. Il Porto è stato eliminato agli ottavi di finale di Champions League 2017/18 dal Liverpool.
Nelle altre competizioni nazionali, il Porto ha raggiunto le semifinali della Coppa di Portogallo e della Coppa di Lega, e in entrambe le competizioni è stato eliminato dopo i calci di rigore.

Il Gruppo.

Il controllore di ultima istanza della società quotata in Borsa “Futebol Clube do Porto – Futebol, S.A.D.” è “Futebol Clube do Porto”, che secondo il diritto commerciale Portoghese è “Persona giuridica di diritto privato e di pubblica utilità”.
La compagine sociale è la seguente: Futebol Clube do Porto, controlla direttamente e indirettamente il 75,8% dei diritti di voto, con 17 055 002 azioni (di cui n. 267.016 detenute attraverso Pinto Da Costa); António Luís Oliveira controlla direttamente e indirettamente il 7,34% dei diritti di voto, con 1.651.730 azioni; Joaquim Francisco Alves Ferreira de Oliveira controlla indirettamente attraverso la società ‘Olivedesportos SGPS, S.A’ il 6,68% dei diritti di voto, con 1.502.188 azioni; il flottante è del 10,18%.
Le società incluse nel bilancio consolidato di “Futebol Clube do Porto – Futebol, S.A.D.”, sono dieci. “Futebol Clube do Porto – Futebol, S.A.D.” si occupa della partecipazione a competizioni sportive professionistiche e dell’organizzazione di spettacoli sportivi. Tale società è la capogruppo che controlla le altre bove.
“PortoComercial – Sociedade de Comercialização, Licenciamento e Sponsorização, S.A.”, si occupa della commercializzazione dei diritti di immagine, delle sponsorizzazioni, del merchandising e licensing. Tale società è controllata al 93,5%.
“F.C.Porto Multimédia - Edições Multimédia, S.A.”, si occupa del settore mass-media. Tale società è controllata al 69,35%.
“PortoEstádio – Gestão e Exploração de Equipamentos Desportivos, S.A.”, si occupa della gestione e del funzionamento degli impianti sportivi. Tale società è controllata al 100%.
“PortoSeguro – Sociedade Mediadora de Seguros do Porto, Lda.” si occupa dell’attività finanziaria. Tale società è controllata al 90%.
“Dragon Tour, Agência de Viagens, S.A.” si occupa dell’organizzazione e vendita di viaggi e pacchetti turistici. Tale società è controllata al 93,5%.
“FC Porto – Media, S.A.” si occupa della produzione, commercializzazione e acquisizione dei diritti di sfruttamento di opere e programmi audiovisivi e multimediali. Tale società è controllata al 98,81%.
Dal 22 ottobre 2014, è rientrata nel perimetro di consolidamento anche ‘Euroantas, Promoção e Gestão de Empreendimentos Imobiliários, S.A.’, che si occupa del funzionamento del patrimonio immobiliare, ossia “Estádio do Dragão”. Tale società è controllata al 47%.
Dal 10 Luglio 2015, sono rientrate nel perimetro di consolidamento anche Avenida dos Aliados, Sociedade de Comunicação, S.A’, che si occupa della gestione di un servizio di programmi televisivi via cavo denominato “Porto Canal” ed è controllata all’81,42% e la società ‘Miragem – Produção audiovisual S.A.’, che si occupa di Produzione e realizzazione di annunci pubblicitari, reportages, documentari e programmi per la televisione, e supporto video, che è controllata all’81,42% .

La Capitalizzazione di Borsa.

La società “Futebol Clube do Porto - Futebol SAD” è quotata in Borsa al “NYSE Euronext Lisbon”.
Al 20.12.2018, il Porto capitalizza in borsa un valore di 14 milioni Euro considerando solo 22,5 milioni di azioni circolanti e il valore di € 0,64.
Al 30 giugno 2018, il capitale sociale di FCPorto, SAD, interamente sottoscritto e versato, è composto da 22.500.000 azioni dal valore nominale di 5 euro ciascuna, di cui 15.000.000 di azioni ordinarie e 7.500.000 di azioni privilegiate.
Al 29/06/2018, il valore dell’azione è stato di € 0,68; al 3/07/2017, il valore dell’azione era di € 0,66.

La continuità aziendale.

La società Ernst & Young Audit & Associados – SROC, S.A.ha certificato il bilancio e ha rilevato un’incertezza materiale correlata alla continuità aziendale.

Infatti, a seguito delle perdite conseguite negli ultimi esercizi, il patrimonio netto al 30 giugno 2018 è negativo e le passività correnti superano le attività correnti. Secondo i Revisori tali condizioni indicano che sussiste un'incertezza materiale che potrebbe sollevare dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di mantenere la sua continuità. Tuttavia, il bilancio è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale, poiché si prevede di mantenere il sostegno finanziario delle istituzioni finanziarie con il rinnovo e / o ampliamento delle linee credito e di realizzare delle plusvalenze con la vendita dei calciatori, come previsto nei budget di previsione.
Quindi, la continuità aziendale del Porto, fa affidamento sul mantenimento del sostegno finanziario da parte delle istituzioni finanziarie e sul le plusvalenze, come è accaduto negli anni precedenti.

Non a caso gli Amministratori hanno evidenziato che secondo KPMG, che ha recentemente lanciato uno strumento per la valutazione dei calciatori, basato su un algoritmo, che tiene conto dei dati statistici, dell'età degli atleti, degli anni di contratto e anche delle prestazioni effettive del club che rappresentano, i sei giocatori più preziosi dell'FC Porto (Brahimi, Alex Telles, Marega, Danilo, Aboubakar e Herrera), che sono i primi 10 giocatori con il più alto valore di mercato della Lega portoghese, al 1 ° settembre 2018, sono stati valutati 128 milioni di euro. Sempre secondo gli Amministratori tale cifra è simile al 132 milioni di Euro del sito web "transfermarkt", con cui valuta gli stessi giocatori.  Inoltre, gli Amministratori, di conseguenza, hanno evidenziato l’esistenza di plusvalenze latenti poiché l'importo con cui questi calciatori sono registrati in bilancio, al 30 giugno 2018, è di soli € 21 milioni; pertanto se fossero stati contabilizzati al loro valore di mercato, la voce delle immobilizzazioni sarebbe molto più alta e il patrimonio netto dell’FC Porto - Futebol SAD sarebbe chiaramente più alto. Inoltre, secondo "transfermarkt", la squadra 2018/2019 dell'FC Porto ha un valore di mercato di 241 milioni di euro, con il valore contabile indicato in bilancio di soli 83 milioni di euro.

Lo Stato Patrimoniale.

L’attivo presenta un totale di 426.052.994 Euro; mentre, nel 2016/17 era pari a Euro 378.424.988, con un incremento è stato del 12,6%.
Il totale delle passività (liabilities) è aumentato del 19,8%, da € 387.560.180 a € 464.173. 066.
Il valore della rosa incide sull’attivo per il 19,4%.
Le immobilizzazioni materiali, pari a € 136.335.913 (€139.504.569 nel 2016/17), incidono sull’attivo per il 32% (36,86% nel 2016/17).
.247 nel La voce terreni ammonta a € 13.870.247 (€ 13.8702016/17). La voce relativa ai fabbricati (“Edificios e outras construções”) diminuisce da € 103.845. 542 a € 100.950.443, con un costo storico di Euro 132.550.042. Le attrezzature di base ammontano a € 20.624.354; i Mezzi di trasporto espongono un valore contabile netto di € 712. 056; le apparecchiature per ufficio risultano pari a € 69.032 e le altre immobilizzazioni materiali sono pari a Euro 96.754 102.801. Le immobilizzazioni materiali in corso ammontano a € 13. 028.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 0,92 (0,98 nel 2016/17), ciò vuol dire che il valore dei beni del club, così come valutato in bilancio, non sarebbero sufficienti a pagare i debiti.
L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,78 (0, 4 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento risulta negativo per 0,08 nell’esercizio precedente era negativo essendo pari a 0.02.
Il Valore della Rosa.

Il valore contabile della rosa è esposto nelle attività non correnti per € 82,6 milioni (€ 96,7 milioni nel 2016/17) e rappresenta il 19,4% dell’attivo. La variazione negativa di € 14 milioni, rispetto al 30 giugno 2017 è dovuta ad investimenti per € 31,1 milioni, cessioni per un valore residuo contabile di € 9,6 milioni, ammortamenti per €35,44 milioni, rettifiche di valore per € 192 mila.




Al 30 giugno 2018, risultano 55 calciatori, di cui 15 calciatori con un valore residuo superiore ai 2 milioni di Euro, 6 calciatori con un valore compreso tra 1 e 2 milioni di Euro e 34 calciatori con un valore residuo inferiore al milione di Euro. Gli acquisti più importanti effettuati durante il 2017/18 sono riportati, con le relative percentuali, nella tabella seguente, tratta dal bilancio consolidato del Porto.




Da notare che i calciatori vengono inseriti nel conteggio in base alla percentuale di possesso dei diritti economici sugli stessi, che non sempre coincide col 100%. Nel caso in cui la percentuale è inferiore al 100%, la Società detiene il pieno diritto di registrazione sportiva, tuttavia mantiene con un terzo una “compartecipazione economica” che stabilisce una partnership di investimento, con conseguente condivisione proporzionale dei risultati inerenti alla futura cessione di tali diritti, nel caso in cui si verifichi.
La voce Encargos adicionais” si riferisce a spese relative all'acquisizione di diritti economici, inclusi gli oneri per servizi di intermediazione, servizi legali, premi per contratti di firma, tra gli altri costi relativi all'acquisizione di diritti economici, compreso anche l'effetto dell'aggiornamento finanziario del debito a medio termine derivante da tali operazioni.
Al 30 giugno 2018, João Pedro era posseduto al 100%; mentre, Saidy Janko era posseduto all 80%, Waris al 77,50% e Aboubakar figura con una percentuale di possesso del 60%.

Nella voce “altri creditori”, pari a € 6.719.871 (€ 9.069.861 nel 2016/17), sono evidenziati gli importi spettanti a "terzi" (TPO), in regime di partecipazione economica. Doyen Sports Investments Ltd. vanta un credito da compartecipazione di € 1.200.000.

Le cessioni più importanti sono rilevabili dalla tabella seguente.



I calciatori i cui diritti sportivi siano stati ceduti in maniera definitiva, trattenendo una parte dei diritti economici, vengono iscritti nella voce dell’attivo corrente “Altre attività finanziarie”. Il valore di tale voce allocata nell’attivo corrente ammonta a € 461.256 (€ 367.274 nel 2016/17) e riguarda principalmente i diritti economici sulle cessioni dei seguenti calciatori: il 50% di Chidera Ezeh per Euro 325.205; il 18% di Victor Garcia per € 168.514 e altri calciatori.

I Crediti.

La seconda voce per importanza dell’attivo, dopo il valore dei diritti dei calciatori, è rappresentata dai crediti verso i clienti con un valore complessivo di € 128,38 milioni (€ 100,03 milioni nel 2016/17) ed un’incidenza sull’attivo del 30,1%.
L’importo dei crediti verso clienti non correnti è di € 29,7 milioni (€ 38,94 milioni nel 2016/17), mentre l’importo a breve termine è di € 99,31 milioni (€ 61,09 milioni nel 2016/17).
I crediti verso clienti includono anche quelli relativi alle cessioni dei calciatori, che ammontano complessivamente a € 105,56 milioni (€ 81 milioni nel 2016/17), di cui Euro 31.202.125 non correnti.
I maggiori crediti riguardano: € 24.000.000 verso AC Milan SPA per André Silva; € 22.406.589 verso Wolverhampton Wanderers FC per Rúben Neves; € 21.797.027 verso il Manchester United per Diogo Dalot ed € 19.217.000 verso il Leicester City.

Da ricordare che André Silva fu ceduto nel 2016/17 AC Milan, per l’importo di 38.000.000 di Euro, che generarono una plusvalenza di 27.859.867 Euro.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto è negativo per € 38.120.073, comprese le interessenze dei terzi. Nel 2016/17 era negativo per € 9.135.193.

La variazione rispetto all’esercizio precedente è dovuta principalmente alla perdita di esercizio.

A causa della variazione avvenuta nel perimetro di consolidamento, le interessenze di terzi ammontano a € 59.116.590, corrispondente essenzialmente all’importo del 53% di EuroAntas, non controllato.
Il capitale circolante netto è negativo per 47, 2 milioni di Euro.

L’Indebitamento Finanziario.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.



L’indebitamento finanziario lordo del Porto riguarda: Debiti bancari per € 36.096. 862; debiti per Factoring per € 148.210.797 e altri debiti finanziari per € 25.390.746 e debiti per Leasing per € 490.082.  I debiti per obbligazioni ammontano a € 68.782.997 e dovrebbero riguardare lo stadio. Considerando le disponibilità liquide che sono pari a € 28,89 milioni (€ 14,57 milioni nel 2016/17), si ottiene un indebitamento finanziario netto pari a 250,08 milioni, in aumento del 41%.

Come già scritto, i crediti per la compravendita di calciatori ammontano a € 105.566.203 (€ 81.032.479 nel 2016/17).
I debiti per la compravendita di calciatori ammontano a € 58.996.749 (€ 67,46 milioni nel 2016/17), pertanto il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è positivo per € 46,57 milioni.

I debiti sono stati contratti per l’acquisto dei seguenti calciatori: Oliver Torres, Aboubakar, Inacio, Luiz Gustavo, André Silva, RúbenNeves, Ricardo Pereira e João Pedro.
Il dettaglio dei creditori per trasferimento calciatori, riguarda sia club di calcio che TPO: Club Atlético de Madrid SAD per € 10.000.000; SASP FC Lorient Bretagne Sud per € 9.700.000; São Paulo Futebol Clube per € 6.000.000; Gestifute, S.A. per € 4.998.034; Vitoria Sport Clube - Futebol SAD per € 4.952.000; Sociedade Esportiva Palmeiras per € 4.000.000; Pacheco & Teixeira, Lda per € 2.705.195 e Saint Etienne per € 2.250.000.
.Non figurano debiti fiscali e previdenziali non correnti da aggiungere; pertanto, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta superiore al fatturato netto.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso del Porto, al 30.06.2018, figurano Debiti per Obbligazioni che, molto probabilmente, dovrebbero riguardare la costruzione dello Stadio e lsono pari a € 68,7 milioni di Euro, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.
Tuttavia anche se si escludesse il debito obbligazionario, figurerebbe un importo superiore a quanto richiesto dal Regolamento poiché l’Ebit è negativo per € 13.352.765.
 Nella voce “altre passività” sono inclusi anche i debiti per le provvigioni non ancora fatturate dei procuratori che ammontano a circa € 18,9 milioni (€ 17,9 milioni nel 2016/17), che finanziano il 4,5% dell’attivo.

L’EBITDA (cash flow operativo) mostra un valore positivo in entrambi gli anni, raggiungendo la cifra di € 27.920.623 (€ 22.751.212 nel 2016/17). Tuttavia il rapporto net debt/Ebitda è molto alto essendo pari a 8,96.

I Flussi di cassa.

Le disponibilità liquide sono aumentate da € 14.575.149 a € 28.889.410. L’incremento di € 14.31.261 è dipeso da deflussi di cassa derivanti dall’attività operativa per € 31.609.563, da deflussi di cassa positivi derivanti dall’attività di investimento per € 23.693.713 e da flussi positivi derivanti dall’attività di finanziamento per € 69.617.536.
Da evidenziare che l’attività di disinvestimento di immobilizzazioni, ossia di calciatori, ha fruttato entrate liquide per € 42.868.537 (€ 51,13 milioni nel 2016/17). Gli investimenti per l’acquisto di calciatori hanno drenato liquidità per € 66 562 249 (€ 42,83 milioni nel 2016/17).
Per quanto riguarda l’attività di finanziamento, sono stati ottenuti prestiti per € 226 807 532 e si sono verificati deflussi di cassa per € 157 189 996, di cui € 1.900.000 per rimborso prestiti ottenuti da investitori ed € 140 850 417 per rimborso prestiti ottenuti.

I Ricavi.


Il fatturato senza plusvalenze è stato pari a € 105,8 milioni (€ 98,99 milioni nel 2016/17), con un incremento del 6,9% rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi da Biglietteria aumentano del 13,2%, da € 7,71 milioni a € 8,73 milioni e mostrano un’incidenza dell’8,3% sul fatturato netto.
I Proventi UEFA, che incidono per il 29% sul fatturato netto, risultano stabili e sono pari a € 30,9 milioni (€ 30,8 milioni nel 2016/17).
Nel 2017/18, il Porto è stato eliminato agli ottavi di finale della Uefa Champions League e successivamente ai sedicesimi di UEFA Europa League. Nel 2016/17 il Porto ha raggiunto gli ottavi di finale di UEFA Champions League.
Il comunicato dell’UEFA “2017/18 UEFA CHAMPIONS LEAGUE: PAYMENTS TO CLUBS (IN EUROS)” riporta come cifra spettante al Porto l’importo di € 29.411.000 (€ 30.730.000 nel 2016/17).
Gli Altri ricavi sportivi ammontano a € 4,33 milioni (€ 1,54 milioni nel 2016/17) ed incidono sul fatturato netto per il 4,1%.
I Diritti TV nazionali, incidono per il 22,4% e sono pari a 23,7 milioni, con un decremento dello 0,9%.
I ricavi derivanti dalla pubblicità e dalle sponsorizzazioni ammontano a € 23,62 milioni (+5,6% sul 2016/17) ed incidono per il 22,3%. Da evidenziare che a partir dal 2017/2018, I ricavi “Corporate Hospitality” sono considerati come ricavi di pubblicità.
I ricavi da Merchandising risultano pari a € 6,35 milioni (+22,3% sul 2016/17) ed incidono per il 6% sul fatturato.
I ricavi per altre prestazioni di servizio risultano pari a € 6,7 milioni e risultano in aumento del 6,6%.
Gli altri proventi, aumentano da € 1,12 mila a € 1,41 milioni.

I Costi.

Il costo del personale pari a € 78.799. 778 (€ 73,26 milioni nel 2016/17) risulta in aumento del 7,6% ed incide sul fatturato senza plusvalenze per il 74,5% e rappresenta il 58,9% dei costi totali, alla cui copertura dovrebbe provvedere il player trading.
Le spese per servizi ammontano a € 43,89 milioni (€ 38,98 milioni nel 2016/17) e risultano in aumento del 12,6%. Tali spese comprendono i costi per “Trabalhos especializados” per € 13.806.031 (€11. 957.978 nel 2016/17) riguardanti costi per ricerca di mercato, consulenze giuridiche e altre consulenze. Le spese per diritti di immagine aumentano da € 5. 340.498 a € 5.965.604.
La voce "Subcontractos", aumentata da € 4. 394.512a € 5.637.727, riguarda, principalmente gli oneri sostenuti relativi al protocollo siglato tra il Gruppo e Futebol Clube do Porto, che consiste principalmente nei costi per gli impianti e l'uso del centro di formazione, così come le spese di viaggio e di alloggio, sostenuti dalla controllata Dragon Tour. Tale voce di costo include anche i costi per la produzione di contenuti di ‘Porto Canal’.

Gli "Altri costi" (“Outros Custos”), che incidono per lo 0.9% sul totale dei costi operativi, sono diminuiti di 702 mila euro, da € 1.967.379 a € 1.264.882. Poiché la sanzione UEFA è stata registrata nell'anno finanziario 2016/2017, a causa del “Settlement Agreement” firmato a giugno 2017. Poiché, in base a quanto scritto dagli amministratori, risulterebbe che il Porto abbia rispettato il proprio impegno nei confronti della UEFA ai sensi dell'accordo transattivo, per aver raggiunto un deficit entro la deviazione accettabile nei primi due anni coperti da questo accordo.

Il Player Trading.

Nel 2017/18 il risultato economico della cessione dei calciatori è positivo ed è aunentato da € 41,3 milioni a € 50 milioni. Il risultato economico della cessione dei calciatori è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori, determinando un risultato positivo da Player trading di 14,57 milioni di Euro (€ 4,51 milioni nel 2016/17).
Il modello di gestione economica del Porto richiede che tale risultato copra anche gli altri costi, cosa che nel 2017/18 non è avvenuto.



L’ammortamento della rosa calciatori ammonta a € 35,44 milioni (€ 36,78 milioni, nel 2016/17) e risulta in diminuzione del 3,6%.
Le plusvalenze risultano in aumento da € 57.670.146 a € 67.365.557. I Proventi da cessione temporanea di calciatori ammontano a € 1.245.206 (€ 5.988.363 nel 2016/17). Gli altri proventi da gestione calciatori risultano pari a e € 3.798.094 (€ 1.159.763 nel 2016/17).

I costi da cessione calciatori ammontano a € 19.768.298 (€ 19.947.849 nel 2016/17). I costi da cessione temporanea di calciatori ammontano a € 894.522 (€ 914.267 nel 2016/17). Gli altri costi da gestione calciatori risultano pari a e € 1.730.274 (€ 2.664.979 nel 2016/17).

Negli ultimi dieci anni, la somma algebrica del risultato da Player trading è positiva per € 160 milioni; tale risultato sta a indicare che il Porto è riuscito a pagare ampiamente il costo annuale dei cartellini dei calciatori con l’eccedenza delle plusvalenze derivante dalle cessione degli stessi.
Negli ultimi dieci anni il Porto ha registrato un risultato economico aggregato derivante dalla cessione di calciatori positivo per 484,5 milioni di Euro con una media annuale di 44 milioni di Euro.

Nel 2017/18 la maggiore plusvalenza è stata determinata dalla cessione di Diogo Dalot al Manchester United per l’importo di € 20.900.000.
Nel 2016/17 la cessione di André Silva AC Milan, determinò una plusvalenza di 27.859.867 Euro.

Il “Breakeven Result”.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 28.024.759; nel 2016/17 era negativo per € 34.403.292; nel 2015/16 era negativo per € 57.340.934. L’aggregato dei risultati prima delle imposte degli ultimi tre esercizi è negativo per 119.768.985 Euro.
Per quanto riguarda il “Break-even Rule”, il Porto dovrebbe considerare i costi non rilevanti, come quelli per il settore giovanile e le infrastrutture sportive, oltre all’importo della sanzione contabilizzato nel 2016/17.

In ogni caso, Il Porto ha in essere, dal giugno 2017, un “Settlement Agrrement”, con una sanzione di 2,2 milioni di Euro, di cui Euro 1,5 milioni sottoposti a condizione sospensiva, Gli Amministratori hanno evidenziato che FC Porto, SAD, nel 2017/18, non ha contabilizzato la parte della sanzione sottoposta a condizione sospensiva perché ha raggiunto l’obiettivo di un risultato a pareggio entro i limiti della soglia di tolleranza dei 30 milioni di Euro.

L'obiettivo principale dell'accordo transattivo è quello di garantire che il club diventi "Break-even compliant" nel periodo di monitoraggio 2020/2021, ovvero il risultato di pareggio aggregato per il 2017/2018, 2018/2019 e 2019 / 2020 è un surplus o un deficit entro una deviazione accettabile.
L’EBIT è negativo per € 13,35 milioni. Nel 2016/17 era negativo per € 18,37 milioni. La gestione finanziaria è negativa per € 28 milioni (-€ 34,4 milioni nel 2016/17). Gli oneri finanziari risultano pari a € 17,14 milioni (-3,1%). I proventi finanziari ammontano a € 2,58 milioni (+45,5%) e i risultati relativi alle partecipazioni sono negativi per € 117 mila.

Il risultato consolidato netto, comprese le interessenze di terzi è negativo per € 28.954.789; mentre, nel 2016/17 era negativo per € 35.200.755. Nel 2015/16 era negativo per € 58.283.821.

Il Risultato di gruppo al netto delle interessenze di terzi è negativo per € 28.443.897.

Conclusioni.

La gestione operativa evidenzia il prevalere dei costi sul fatturato netto pertanto la gestione economica operativa risulta squilibrata e affida la continuità aziendale alle plusvalenze.

Nel 2017/18 è stata evitata la sanzione prevista dal “Settlement Agreement” stipulato a giugno 2017 sottoposta a condizione sospensiva. Solo nel 2016/17 è stata contabilizzata la sanzione di 700 mila Euro0