sabato 2 maggio 2020

Semestrale As Roma: perdita di 86,9 milioni e incertezze significative per l’evoluzione prevedibile della gestione.



Luca Marotta


Il 29 aprile 2020, il Consiglio di Amministrazione della società As Roma S.p.A. ha approvato la Relazione Finanziaria Semestrale al 31 dicembre 2019, relativa al primo semestre dell’esercizio sociale 2019- 2020. I dati di sintesi mostrano un Risultato di Gruppo di periodo negativo per € 86.966.000 (positivo per € 1,67 milioni nel I semestre 2018/19), un patrimonio netto consolidato negativo per 135,66 milioni (negativo per 100,56 nel I semestre 2017/18) e un indebitamento finanziario netto consolidato di € 264,36 milioni (di € 196,41 milioni nel I semestre 2018/19).

Il risultato economico civilistico al 31 dicembre 2019, della società A.S. Roma S.p.A negativo per 74,4 milioni di euro, ha ridotto il Capitale sociale di oltre un terzo, determinando così i presupposti di cui all’art. 2446 del Codice Civile (Riduzione del Capitale per perdite di oltre un terzo). 
Il 28 ottobre 2019, è stata approvata la proposta di aumento del capitale sociale per un importo massimo pari a 150 milioni di euro, scindibile e a pagamento. Il 29 aprile 2020 risulta che l’azionista di riferimento ASR SPV LLC, per il tramite della controllante NEEP Roma Holding S.p.A., ha già versato l’importo complessivo di € 89,1 milioni. 

La semestrale della società As Roma S.p.A. conferma che la gestione economica della stessa ha necessità di ricavi importanti come quelli garanti dalla partecipazione alla competizione UEFA Champions League, che nel primo semestre del precedente esercizio, erano pari a 53,3 milioni di euro, mentre i proventi generati dalla UEFA Europa League nel primo semestre 2019/2020 sono stati pari a 15,4 milioni di euro. L’assenza di tali ricavi determina squilibri economici se non si realizzano profitti con cessioni importanti nella gestione economica calciatori.

Il Problema “virus Covid-19”.

La società AS Roma per fronteggiare il problema dell'impatto economico e finanziario causato dalla pandemia verificatasi a seguito della diffusione del virus Covid-19, ha raggiunto un accordo finanziario con i calciatori della prima squadra, l’allenatore e il suo staff, riguardante la parte rimanente della stagione 2019-20.
Con tale accordo, i calciatori della prima squadra, l’allenatore e il suo staff hanno rinunciato a percepire gli stipendi relativi ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020, per un importo complessivo lordo pari a circa 30 milioni di euro. Tuttavia, la Società e i calciatori, l’allenatore e il suo staff, “hanno inoltre definito un piano di incentivi individuali per le successive stagioni sportive, nonché sulla stagione in corso qualora le competizioni sportive riprendessero e la stagione venisse regolarmente conclusa”.
Altre prime misure adottate per far fronte all’emergenza e mitigarne l'impatto economico e finanziario causato dal rinvio mondiale di tutte le attività sportive, riguardano l’ attivazione degli ammortizzatori sociali previsti dai D.P.C.M. di marzo 2020 per alcuni dipendenti, con la solidarietà dei calciatori della prima squadra, l’allenatore e il suo staff per compensare la differenza della retribuzione netta che sarà percepita da tali dipendenti. Infine, la Società ha raggiunto un accordo anche con il management del Club, che rinuncerà a percepire una parte del proprio salario in questo periodo.
L’emergenza determinata dalla Pandemia causata dal virus COVID-19 determinerà attenuazioni delle regole imposte dal Regolamento del Financial Fair Play. L’UEFA è già intervenuta sull’argomento (link: https://www.uefa.com/insideuefa/news/newsid=2641068.html ).

La Struttura dello Stato Patrimoniale.


Rispetto al 30 giugno 2019, il totale delle attività risulta in aumento del 19,6%, assestandosi a 529,9 milioni di Euro (€ 524,4 milioni nel I semestre 2017/18).
Risulta diminuita l’incidenza percentuale dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sul totale dell’attivo dal 57,3% (del 30.06.2019) al 54,6% (del 31.12.2019). Il peso sul totale dell’attivo delle immobilizzazioni materiali è dell’1,7%.
L’attivo corrente, risulta inferiore al passivo corrente di € 115,45 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2019 è negativo per € 135,66 milioni (-€ 127,45 milioni al 30.06.2019; -€ 100,56 milioni al 31/12/18).
La variazione negativa rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2019, pari a € 8,21 milioni, è dovuta al Risultato economico del periodo, negativo per € 86,97 milioni e all’incremento di € 79,1 milioni della Riserva azionisti c/ aumento di capitale, determinato dal versamento per 50 milioni di euro, effettuato nel semestre dall’azionista di riferimento ASR SPV LLC per il tramite della controllante NEEP Roma Holding S.p.A., oltre che dalla conversione in “Riserva Azionisti c/futuro aumento di capitale” dell’intero ammontare, pari a 29,1 milioni di euro, dei finanziamenti soci da questa effettuati in esercizi precedenti.

Il 18 ottobre 2019 l'Assemblea degli azionisti dell’A.S. Roma, ha deliberato l’aumento del capitale sociale per un importo massimo pari a 150 milioni di euro, scindibile e a pagamento.
Il Patrimonio Netto Consolidato, essendo negativo, non risulterebbe conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.

Il Capitale Investito Netto, al 31.12.2019 è pari a € 128,69 milioni (€ 95,85 milioni nel I semestre 2018/19).


La Posizione Finanziaria Netta.


L’indebitamento finanziario netto consolidato, al 31 dicembre 2019, pari a € 264.358.000, è in aumento rispetto al 30 giugno 2019 di € 43,7 milioni.
I Debiti finanziari ammontano a 308,5 milioni di Euro, circa. Tali debiti riguardano: debiti finanziari a lungo termine per € 287.467.000 e debiti finanziari a breve termine per € 21.047.000.
I Debiti finanziari, con scadenza oltre i 12 mesi, riguardano:  
- il Prestito Obbligazionario per € 263,7 milioni;
- debiti verso altri Istituti Finanziari per € 0,7 milioni;
- importo derivante dalla applicazione del principio contabile IFRS 16 Leasing per € 23,1 milioni.
I Debiti finanziari con scadenza entro 12 mesi riguardano:
- La parte con scadenza a breve del Prestito Obbligazionario per € 2,8 milioni;
- debiti bancari per finanziamenti a breve termine per € 13,4 milioni;
- debiti bancari per utilizzo carte di credito per € 0,7 milioni;
- debiti verso altri Istituti Finanziari per € 0,1 milioni;
- importo derivante dalla applicazione del principio contabile IFRS 16 Leasing per € 4 milioni.

Le attività finanziarie ammontano a 44,1 milioni di Euro e riguardano: Crediti finanziari di medio/lungo periodo pari a 10,04 milioni di euro, relativi a depositi su conti correnti posti a garanzia di impegni assunti nell’ambito del Prestito Obbligazionario; Disponibilità liquide per € 10 milioni.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per circa € 127,4 milioni.
I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 63,2 milioni e risultano in diminuzione di circa 14,5 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2019.
I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 190,6 milioni, in aumento di circa € 27 milioni rispetto al 30 giugno 2019.

Occorre evidenziare che la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

Nel caso di AS Roma figurerebbero € 905 mila, derivanti dall’adesione ad un Processo Verbale di Constatazione, relativo al periodo d’ imposta chiuso il 30 giugno 2015, con rilievi ai fini IRAP, IVA e Ritenute cui ha fatto seguito un contraddittorio. In considerazione di quanto descritto, l’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario pari a € 391,75 milioni. Ovviamente tale indebitamento finanziario netto dovrà essere confrontato con i ricavi annuali.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.

Il Prestito Obbligazionario.
In data 8 agosto 2019, è stato emesso un prestito obbligazionario non convertibile, riservato ad investitori qualificati, del valore di 275 milioni di euro, tale circostanza accomuna l’AS Roma ad altri club della Serie A che hanno fatto ricorso a tale strumento di finanziamento. L’emissione del prestito obbligazionari ha avuto un duplice scopo: in primo luogo quello di rimborsare anticipatamente il debito finanziario esistente in capo alla controllata MediaCo e in secondo luogo quello di ottimizzare la struttura e la scadenza dell’indebitamento, dotando la Società ed il Gruppo di risorse finanziarie per svolgere la propria attività. 
Il prestito obbligazionario è stato ammesso a negoziazione sul Vienna MTF e sull'Euro MTF del Luxembourg Stock Exchange, con scadenza prevista per il 1° agosto 2024.
Le obbligazioni sono state emesse con tagli minimi di Euro 100.000,00 (centomila/00); il tasso di interesse sul Prestito Obbligazionario è fisso e pari al 5,125 %, gli interessi sono pagabili in via semestrale posticipata il 30 giugno e 31 dicembre di ciascun anno a partire dal 31 dicembre 2019.

Il Valore della Rosa.

Al 31 dicembre 2019, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 289,2 milioni e rispetto al 30 giugno 2019 risulta in aumento di € 35,4 milioni.
L’incremento è dipeso dagli investimenti della prima fase della Campagna Trasferimenti 2019/2020, per € 95,1 milioni, da cessioni per un valore contabile netto di € 12,6 milioni, ammortamenti per € 46,9 milioni e svalutazioni per € 0,2 milioni.

Risultati economici consolidati semestrali.


I Ricavi operativi semestrali, esclusa la gestione calciatori, ammontano a € 134.814.000, nel primo semestre 2017/18 ammontavano a € 134.814.000 (€ 232.753.000 nel 2018/19). La variazione in diminuzione rispetto all’analogo semestre dell’anno presedente è stata di € 40.174.000 (-29,8%), imputabile ai minori proventi della UEFA Europa League rispetto ai proventi della UEFA Champions League, presenti la stagione precedente. La partecipazione alla competizione europea UEFA Europa League ha generato ricavi per € 15,4 milioni (€ 53,3 milioni, nel I semestre dell’esercizio precedente).

Occorre evidenziare che AS Roma, per quanto riguarda i proventi UEFA, contabilizza nei ricavi per diritti TV solo la quota parte del Market pool; mentre, la quota rimanente è considerata come ricavi da gare.

Nel dettaglio, rispetto al primo semestre dell’esercizio precedente, i Ricavi da gare diminuiscono da € 41,65 milioni a € 17,19 milioni.

Tra i Ricavi da gare sono contabilizzati € 5,1 milioni per “participation e performance bonus” relativi alla partecipazione e ai risultati sportivi conseguiti (€ 23,4 milioni, nel I semestre dell’esercizio precedente) e € 1,6 milioni, come ricavi da biglietteria per le gare casalinghe (€ 5,7 milioni, nel I semestre dell’esercizio precedente).

I Diritti radiotelevisivi e proventi media diminuiscono da € 65,75 milioni a € 55,5 milioni, registrando un decremento di € 10,2 milioni. I ricavi TV nazionali per il campionato di Serie A e la Tim Cup (Coppa Italia), sono stati stimati tenuto conto dei risultati sportivi conseguiti, per l’importo di € 43,2 milioni (€ 36,6 milioni nel I semestre dell’esercizio precedente).

I Ricavi da sponsorizzazioni diminuiscono da € 13.163.000 a € 10.804.000. La diminuzione di 2,35 milioni di Euro è dovuta venire meno dei ricavi generati dal contratto con Betway. Tal contratto è stato risolto nel luglio 2019 a causa della legge n.96/2018 (cosiddetto “Decreto Dignità”), che ha limitato la pubblicità delle scommesse e dei giochi d'azzardo.
I Proventi pubblicitari diminuiscono da € 4.586.000 a € 3.970.000.
Gli Altri proventi diminuiscono da € 5.402.000 a € 3.249.000. Il decremento è dovuto principalmente per i componenti straordinari di reddito, che nell’esercizio precedente figuravano per € 2,7 milioni.

I proventi netti da gestione diritti calciatori diminuiscono da € € 66,3 milioni del I semestre 2017/18 ad € 17 milioni del 31 dicembre 2019. Tale voce comprende Plusvalenze da cessione diritti calciatori per € 19 milioni (€ 76, 3 milioni nel I semestre 2017/18), tra cui i seguenti calciatori: El Shaarawy, Gerson e Marcano.
Le minusvalenze e svalutazioni da cessioni di diritti alle prestazioni sportive, ammontano a € 0,2 milioni (€ 1,3 milioni nel I semestre 2018/19).
Gli oneri per acquisizioni temporanee di diritti, bonus riconosciuti a società di calcio, premi di valorizzazione, addestramento tecnico e solidarietà FIFA pari a 6,7 milioni di euro (€ 11,4 milioni nel I semestre 2017/18).
I ricavi per cessioni temporanee e altri proventi risultano pari a € 4,8 milioni (€ 2,7 milioni nel I semestre 2017/18).
I Costi operativi semestrali diminuiscono da € 136,1 milioni a € 123,9 milioni. La variazione in diminuzione, rispetto al primo semestre 2018/19, di € 12,2 milioni, è stata inferiore in misura percentuale alla riduzione dei ricavi, ossia è stata solo del’8,9%, nettamente inferiore al decremento dei ricavi operativi, che è stato del 29,8%. Pertanto risultava necessario che i Proventi da gestione diritti calciatori colmassero la differenza con un incremento adeguato.

Rispetto al primo semestre del 2018/19, i costi relativi al personale diminuiscono di € 12,17 milioni, da € 95,9 milioni a € 83,7 milioni. L’incidenza sul fatturato netto è relativamente alta perché pari all’ 88,5%.

L’EBITDA escluso Risultato netto gestione calciatori è negativo per € 29.266.000 (-€ 1.259.000 primo semestre 2018/19).
L’EBITDA incluso Risultato netto gestione calciatori è negativo per € 12.283.000 (+€ 65.073.000 primo semestre 2018/19).

Gli ammortamenti totali ammontano a € 50,4 milioni (€ 42,4 milioni nel I semestre 2018/19), riguardano prevalentemente i diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.
Le svalutazioni di crediti commerciali ammontano a € 0,7 milioni (€ 1,2 milioni nel I semestre 2018/19).
Il risultato operativo semestrale è negativo per € 64.386.000 e segna un peggioramento di € 85.571.000 rispetto al risultato operativo positivo per € 21.185.000 del nel I semestre 2017/18, che poi si chiuse in perdita, nonostante la partecipazione alla Champions League 2017/18.

Gli oneri finanziari netti aumentano notevolmente a € 22 milioni (€ 14,3 milioni nel I semestre 2018/19).
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 86.296.000, mentre nel primo semestre 2018/19 era positivo per € 6.898.000.
Il risultato consolidato della semestrale mostra una perdita di € 87.296.000, mentre nella prima semestrale del 2017/18 era positivo per € 1.585.000.
Il risultato del Gruppo AS Roma al netto del risultato di terzi è negativo per Euro 86.969.000.

Le indiscrezioni sulla possibile cessione.

Su richiesta della CONSOB, riguardante alcune indiscrezioni apparse sugli organi di stampa circa la vendita delle partecipazioni di controllo di A.S. Roma S.p.A. ad un potenziale investitore, la AS Roma SPV LLC, ha informato il mercato circa l’esistenza di contatti con potenziali investitori al fine di permettere loro di valutare l’opportunità di un possibile investimento in NEEP ROMA HOLDING S.p.A. e nelle sue società controllate, inclusa A.S. Roma S.p.A..

Evoluzione Prevedibile del Gestione.

In data 28 febbraio 2020, il Consiglio di Amministrazione ha approvato i “Dati Previsionali” per tenere conto dell’impatto economico, finanziario e patrimoniale degli eventi e dei fatti gestionali intervenuti nel corso dei primi mesi dell’esercizio 2019/20, e gli effetti derivanti dalle operazioni di calciomercato.  I Dati Previsionali, sono stati redatti prima che si verificasse l’emergenza COVID-19 e, pertanto, non ne considerano i potenziali impatti. Tali dati previsionali prevedono, anche per l’esercizio al 30 giugno 2020, “un significativo deterioramento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo A.S. Roma, caratterizzata, tra l’altro, da un trend reddituale ancora negativo, da un deficit patrimoniale e da un rilevante fabbisogno finanziario”.
Gli Amministratori hanno scritto che “la Società continuerà a monitorare costantemente l’evolversi della situazione emergenziale connessa alla diffusione del virus COVID-19”.
Molto semplicemente, il verificarsi di uno scenario negativo che contempli la fine della stagione sportiva senza terminare il campionato, comporterebbe la drastica riduzione dei ricavi, che servono per produrre i flussi di liquidità necessari per ripagare il debito e determinerebbe la necessità di un robusto intervento della proprietà per sostenere la società. Lo scenario negativo comporta che per il prossimo futuro esistano anche significative incertezze in relazione alle operazioni di trasferimento dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive, che generano ricavi importanti.
Gli Amministratori hanno evidenziato che le incertezze conseguenti alla diffusione del virus Covid-19 ed alle misure di contenimento adottate dalle autorità nazionali ed internazionali, “stanno avendo ripercussioni sulle attività economiche del Gruppo e hanno creato un contesto di generale incertezza, la cui evoluzione e relativi effetti non risultano al momento prevedibili”. Secondo gli Amministratori alla data di approvazione della semestrale, “non vi è certezza circa la possibilità di concludere regolarmente la stagione sportiva in corso e, nell’ipotetica circostanza in cui la Federcalcio fosse costretta ad annullare la stagione sportiva, un riflesso negativo potrebbe emergere principalmente sui proventi residui rivenienti dalla biglietteria, dai Diritti televisivi e delle Sponsorizzazioni e dall’attuale posizionamento nella classifica di serie A, che comporterebbe la mancata qualificazione alla UEFA Champions League”. 

Nella deliberazione è evidenziato quanto segue: “Gli Amministratori hanno valutato che i suddetti eventi e circostanze possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento e ritengono, in considerazione dell’attuale contesto precedentemente delineato, che relativamente agli stessi sussistano incertezze significative. In particolare, a seguito della sospensione del campionato, sono venuti meno gli introiti attesi dalla vendita di biglietti per gli incontri che non sono stati disputati, e che – anche nel caso di ripresa del campionato – verrebbero comunque disputati senza possibilità di accesso agli stadi da parte degli spettatori.


domenica 5 aprile 2020

I Conti del Tottenham 2018/19: settimo utile consecutivo e fatturato record. Gli investimenti “virtuosi” aumentano il debito.




Luca Marotta



Al 30 giugno 2019, il Gruppo, cui fa capo il club londinese del Tottenham Hotspur, per il settimo anno consecutivo, ha registrato un utile consolidato dopo le imposte di £ 68.516.000 (£ 112.953.000 nel 2018).

Il fatturato netto dell’esercizio 2018/19 raggiunge l’importo record di £ 460,6 milioni (£ 380,7 milioni nel 2018), pari a circa 514,5 milioni di Euro, al cambio del 28.06.2019 di 1 € = 0,89532 £.

L’entrata in funzionamento del nuovo stadio durante l’esercizio 2018/19, ha comportato un significativo investimento.
L’attivo dello stato patrimoniale segna una cifra record pari a 1,69 miliardi di sterline a causa degli investimenti effettuati per il nuovo stadio inaugurato nel 2019. Il valore dell’attivo è aumentato a £ 1,46 miliardi di sterline, pari a circa 1,69 miliardi di Euro.

L’indebitamento finanziario netto, pari a £ 534,3 milioni è dovuto all’investimento effettuato nelle infrastrutture sportive.

Nella classifica “Football Money League” della Deloitte, relativa alla stagione 2018/19, il Tottenham, migliora di un posto, perché è posizionato al 8° posto (10° nel 2017/18) con £ 459,3 milioni (€ 521,1 milioni).

Siamo in presenza di un club che oltre a fare utili, investe in infrastrutture sportive: stadio e centro sportivo di allenamento.

Il Club continua a rispettare e sostenere sia il Fair Play Finanziario dell’UEFA che quello della Premier League.

Dal punto di vista sportivo il Tottenham si è classificato al 4° posto nella Premier League 2018/19; mentre in FA Cup, è stato eliminato al quarto turno dal Crystal Palace; in “English Football League Cup 2018-2019” è stato eliminato in semifinale dal Chelsea; in Champions League ha perso la finale con il Liverpool.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 del 2019, il Tottenham Hotspur FC si colloca al decimo posto con 850 milioni di USD di valore di brand, pari a 758 miliardi di Euro.
Nella classifica di “Forbes” del 2019, il Tottenham Hotspur FC si colloca al nono posto e vale 1,624 miliardi di USD.
Secondo la classifica di KPMG “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2019” del mese di maggio 2019, il Tottenham Hotspur FC si colloca al nono posto con 1,913 miliardi di USD di “Enterprise Value”, pari a 1,679 miliardi di Euro.

La proprietà.

L’immediata società controllante è “ENIC Sports INC”, società registrata alle Bahamas, che detiene 182,153,431 “ordinary shares” della società “Tottenham Hotspur Limited”, che ne rappresentano l’85.56%.
Il controllore in ultima istanza è la società “ENIC International Limited” registrata alle Bahamas.

La continuità aziendale (Going Concern).

Al momento dell’approvazione del bilancio, gli Amministratori hanno la ragionevole aspettativa che la Società ‘Tottenham Hotspur Limited’ ed il Gruppo abbiano adeguate risorse per continuare l’attività operativa in un futuro prevedibile, pertanto hanno adottato il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
Il Consiglio di Amministrazione ha scritto che monitora costantemente l'esposizione del Gruppo a una serie di rischi e incertezze, tra cui l’andamento sportivo della Prima Squadra e il connesso livello di spesa, la situazione economica generale. Gli Amministratori ritengono che questi rischi e incertezze siano attenuati anche dalla natura robusta del business del Tottenham, con particolare riferimento dall'accordo TV della FA Premier League, che inizia dalla stagione 2019 -20 e dagli sponsor chiave.
 Il Consiglio di amministrazione ha rivisto i budget della Società e ha prodotto proiezioni dettagliate e realistiche dei flussi di cassa. Tali proiezioni di flussi di cassa considerate unitamente al rifinanziamento, eseguito dal gruppo dopo la data di bilancio, nonché ai prestiti esistenti del Gruppo, agli scoperti e alla liquidità, dimostrano che il Gruppo disporrà di capitale circolante sufficiente per continuare a operare per il futuro prevedibile.
Gli Amministratori ritengono che la Società disponga di risorse adeguate per continuare a operare per il futuro prevedibile e, pertanto, i bilanci consolidati e separati sono stati predisposti sulla base della continuità aziendale
I Revisori contabili di Deloitte LLP, nelle Conclusioni riguardanti la continuità aziendale non hanno avuto nulla da riferire per quanto riguarda:
• l'uso non appropriato del presupposto della continuità aziendale nella preparazione dei rendiconti finanziari non è appropriato, da parte degli amministratori; o
• gli amministratori non hanno comunicato in bilancio eventuali incertezze materiali identificate che possono suscitare dubbi significativi sulla capacità del gruppo o della capogruppo di continuare ad adottare la continuità aziendale per un periodo di almeno dodici mesi dalla data in cui il i rendiconti finanziari sono autorizzati per il rilascio.

Lo Stato Patrimoniale.

Il totale delle attività è aumentato del 30,4%, passando da £ 1,3 miliardi a £ 1,69 miliardi.
La struttura dell’attivo patrimoniale è composta per il 90,8% da attività non correnti.
Le immobilizzazioni materiali incidono sul totale dell’attivo per l’83,4% e quelle immateriali per il 7,4%.
Il totale delle attività non correnti ammontante a £ 1,54 miliardi (£ 1,41 miliardi nel 2017/18; £ 595,8 milioni nel 2016/17), è aumentato del 36,2%.
L’attivo corrente, pari a £ 155,75 milioni, è caratterizzato dalla predominanza delle disponibilità liquide ammontanti a £ 123,48 milioni circa.


Da sottolineare l’incremento dell’attivo dal 2013 al 2019 di £ 1,42 miliardi da £ 272,4 milioni a 1.694 milioni, a causa soprattutto dell’investimento per lo stadio, che ha comportato un aumento delle immobilizzazioni materiali di £ 1.245 milioni in 6 esercizi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 1,31.
Ciò vuol dire che il valore dei beni del club è sufficiente per pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,39, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è sufficiente per pagare i debiti a breve.
Le attività correnti risultano pari a £ 155,75 milioni, hanno registrato un decremento di £ 13,9 milioni e non sono sufficienti a coprire il passivo corrente che ammonta a £ 401,37 milioni. Pertanto, il capitale circolante netto è negativo per £ 245,63 milioni. Tuttavia, tale dato include anche risconti passivi (“deferred income”) per £ 226,7 milioni (£ 150,27 milioni nel 2017/18).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,31.
L’equity ratio è pari al 23,8%.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto consolidato è positivo e ammonta a £ 403,72 milioni. La variazione positiva di £ 68,55 milioni, rispetto al dato riclassificato dell’esercizio precedente, è dovuta all’utile di esercizio pari a £ 68,55 milioni.
Il capitale sociale ammonta a £ 10,644,330. Il numero delle azioni ordinarie è di 212.886.618 del valore nominale di 5p.

Il Patrimonio Netto essendo positivo è conforme a quanto richiesto dal regolamento del Financial Fair Play.

Il Valore della Rosa.


Il valore della Rosa dei calciatori è diminuito da £ 151,34 milioni a £ 129,53 milioni.
Nel corso dell'esercizio sono stati acquistati giocatori per un costo totale di £ 21,6 milioni (£ 116,2 milioni nel 2017/18), sono stati ceduti calciatori con un valore di libro pari a £ 0,7 milioni (£ 11,5 milioni nel 2017/18) e sono stati effettuati ammortamenti per £ 47,5 milioni (£ 57,5 milioni nel 2017/18).
Durante l’esercizio 2018/19, sono stati ceduti: A Walkes Portsmouth; K Bennetts (Borussia Monchengladbach); Moussa Sidi Yaya Dembélé.
Mentre, non risultano acquisti.
I calciatori ceduti temporanemente in prestito sono stati: J Onomah (Sheffield Wednesday); C Carter-Vickers (Swansea). 

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati ceduti: K Trippier (Atletico Madrid); V Janssen (Monterrey); G K N'Koudou ( Besiktas); J Onomah (Fulham).
I calciatori acquistati sono stati: T Ndombele ( Olympique Lyon); R Sessegnon (Fulham);
I calciatori ceduti in prestito sono stati: G Lo Celso (Real Betis); C Carter-Vickers (Stoke City). 
Tali transazioni hanno comportato spese nette per circa £ 74.486; 879, con passività potenziali per circa £ 13.961.617 a fronte di attività potenziali per circa £ 7.108.837.

Le Immobilizzazioni materiali.

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali, durante il 2018/19, è aumentato da £ 974,3 milioni a £ 1.414.002.000, con un costo storico di £ 1.486.543.000 e fondi ammortamento per £ 72.541.000.
L’importo delle immobilizzazioni materiali in corso di costruzione risulta pari a £ 26.002.000.
Nel 2018/19 sono stati capitalizzati costi per prestiti finanziari per £ 27.527.000.
Nel 2018/19 è stato trasferito l’importo di £ 1.064.505 dalla voce riguardante le immobilizzazioni materiali in corso alla voce riguardante i terreni e fabbricati e l’importo di £ 92.523.000 dalla voce riguardante le immobilizzazioni materiali in corso alla voce riguardante gli impianti e le attrezzature.
La prima squadra ha disputato la prima partita il 3 aprile 2019 contro il Crystal Palace; tuttavia, la società londinese aveva già inaugurato il nuovo stadio con l’impegno tra la formazione U-18 e i pari età del Southampton.

Lo IAS 16, riguardante “Immobili, impianti e macchinari”, richiede che affinché un'attività possa essere capitalizzata deve risultare in un beneficio economico probabile e “il processo di ammortamento deve iniziare nel momento in cui l’attività è disponibile per l’uso”. Pertanto, a seguito dell’entrata in funzionamento del nuovo stadio, nel 2018/19, è iniziata la vita utile economica, e si è proceduto ad effettuare il relativo ammortamento.

La Posizione Finanziaria Netta (Net Debt).


La posizione finanziaria netta consolidata è negativa per £ 534,3 milioni. Nel 2017/18, la posizione finanziaria netta era negativa per £ 360 milioni. La variazione è dovuta principalmente all’aumento dei prestiti bancari per la costruzione dello stadio. Le disponibilità liquide sono aumentate da £ 100,6 milioni a £ 123,5 milioni, segnando un incremento di circa £ 22,9 milioni.
L’indebitamento finanziario lordo è “virtuoso”, essendo dovuto all’attività di investimento nelle infrastrutture.
I debiti bancari, esposti in bilancio, al netto dei costi, ammontano complessivamente a £ 657,7 milioni di, quasi totalmente con scadenza oltre l’esercizio successivo. 

I debiti bancari riguardano un prestito iniziale di £ 16.000.000 da parte di Investec Bank, che è stato usato per finanziare la costruzione del nuovo Centro Sportivo (Training Ground), ed è garantito dallo stesso. Nel mese di febbraio 2019 è stato esteso a £ 25.000.000. il ci rimborso eè stato prorogato al 31.12.2025. Il prestito bancario era esposto in bilancio al netto dei costi di finanziamento associati, pari a £ 162 mila, che sono ammortizzati lungo la durata del prestito.
 
Nel maggio 2017, è stata concessa una linea di credito per l’importo di £ 400.000.000 da HSBC Bank plc, Goldman Sachs Bank USA e Bank of America Merrill Lynch International Limited al fine di costruire il nuovo sito dello stadio. Il prestito bancario è garantito da ipoteca legale sullo stadio e da una garanzia sulle azioni di Tottenham Hotspur Football & Athletic Co. Ltd e Tottenham Hotspur Stadium Limited e altre garanzie. A dicembre 2017, la linea di credito è stata aumentata a £ 537.000.000 alle stesse condizioni. Nel mese di ottobre 2018 il prestito bancario è stato ulteriormente aumentato a £ 637.000.000 con le stesse condizioni. Alla data del bilancio risultavano prelevati £ 637.000.000 del prestito (£ 445.349.000 al 31.12.2018; £ 152.489.000 al 30.06.2017). Il prestito è rimborsabile nel maggio 2022 ed è esposto in bilancio al netto di 4.964.000 sterline delle spese di finanziamento associate che sono ammortizzate lungo la durata del prestito.
Dopo la chiusura dell’esercizio il debito è stato rifinanziato.
In data 20 settembre 2019 il Gruppo ha chiuso il rifinanziamento dei prestiti erogati a supporto della costruzione del “Tottenham Hotspur Stadium”. Il pacchetto di rifinanziamento dello stadio da £ 637.000.000 comprende £ 525.000.000 riguardanti l'emissione di obbligazioni a lungo termine, collocate presso investitori statunitensi attraverso un collocamento privato, e altri £ 112.000.000 riguardanti un prestito della Bank of America Merrill Lynch, che hanno anche gestito il prestito. Il pacchetto di rifinanziamento ha un scadenza media di 23 anni e cedola media ponderata del 2,66%.

A maggio 2017 è stato sottoscritto un prestito rotativo a breve termine da £ 25.000.000 che fa parte del fondo di £ 537.000.000 del Gruppo con HSBC Bank plc, che è garantito dalle attività del Gruppo e doveva scadere nel maggio 2022. Alla data di bilancio l’importo prelevato era pari a zero. Tale finanziamento è esposto in bilancio al netto dei costi di finanziamento associati, paria £ 196 mila, che sono ammortizzati lungo la durata del prestito. Nel mese di settembre 2019 questo prestito rotativo a breve termine è stato esteso a £ 50.000.000 in scadenza. Settembre 2024

Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è a debito per circa £ 83,4 milioni.
I crediti commerciali per cessioni calciatori ammontano a £ 4,47 milioni (2017/18: £ 40,15 milioni).
I debiti commerciali a breve per cessioni calciatori ammontano a £ 87,9 milioni (2017/18: £ 44,12 milioni). I Debiti commerciali a lungo termine per l'acquisizione di calciatori sono pari a £ 54,9 milioni £ 64,3 milioni nel 2017/18).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il Tottenham non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club londinese non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive, nello specifico stimabili in 657 milioni di sterline, che determinerebbero un “relevant debt” positivo.

Le altre passività.

Le passività con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 401,38 milioni (€ 448,3 milioni), mentre nel 2017/18 erano pari a £ 282,3 milioni.
Le passività con durata superiore all’esercizio successivo ammontano a £ 889,4 milioni (€ 993,4 milioni), mentre nel 2017/18 erano pari a £ 681,8 milioni.

I ratei passivi (“accruals”), iscritti nel passivo corrente, ammontano a £ 20,9 milioni; mentre, nel 2017/18 erano pari a £ 26,85 milioni. I ricavi anticipati (“deferred income”) relativi alla stagione 2018/19 ammontano a £ 226,7 milioni (£ 150,28 milioni nel 2017/18).
I ricavi anticipati (“deferred income”) non correnti ammontano a £ 117,6 milioni (£ 112,37 milioni nel 2017/18).
Le imposte differite non correnti (Deferred tax liabilities) ammontano a £ 43,4 milioni (£ 32,2 nel 2017/18).
I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 99,48 milioni (£ 123,14 milioni nel 2017/18), di cui £ 44,55 milioni (£ 53,84 milioni nel 2017/18), hanno scadenza entro l’esercizio successivo.
La voce Altri debiti correnti aumenta da £ 25,85 milioni a £ 63,74 milioni.
I debiti tributari correnti ammontano a £ 944 milioni, mentre nel 2017/18 erano pari a £ 1,41 milioni.

I Flussi di Cassa.

La variazione delle disponibilità liquide ha registrato un incremento di £ 22,8 milioni.


La gestione operativa ha generato un flusso di cassa netto positivo per £ 243,7 milioni (20178: £ 96 milioni).
L’attività di investimento ha assorbito un flusso di cassa per £ 415,95 milioni, mentre nel 2017/18 si era verificato un assorbimento per £ 474,8 milioni e nel 2016/17 per £ 214,9 milioni. Infatti, sono stati effettuati investimenti in immobilizzazioni materiali, che hanno drenato £ 420.336.000 (£ 492.879.000 nel 2017/18) e smobilizzi che hanno generato flussi per £ 7.113.000 (£ 12.023.000 nel 2017/18). Inoltre, il gruppo ha registrato un esborso di £ 49,16 milioni (2017/18: £ 73,85 milioni) per acquisire giocatori, mentre dalle vendite di calciatori ha ricevuto £ 46,4 milioni (2017/18: £ 79,9 milioni).
L’attività di finanziamento ha generato un flusso di cassa positivo per circa £ 195,1 milioni, mentre nel 2017/18 si è registrato un flusso di cassa netto positivo per £ £ 279,4 milioni.
Infatti, durante il 2018/19, il Gruppo ha visto affluire flussi monetari positivi per £ 195,1 milioni (£ 281,36 milioni nel 2017/18) derivanti da prestiti e non ha effettuato rimborso di prestiti (£ 2 milioni nel 2017/18).

La Gestione Economica.


Il fatturato netto aumenta del 20,45%, da £ 380,7 milioni a £ 403,7 milioni, fissando un nuovo record storico. Secondo Deloitte il fatturato netto del Tottenham ammonta a £ 459,3 milioni (€ 521,1 milioni).
Nella Nota integrativa del bilancio del Tottenham, il fatturato è suddiviso nel seguente modo: “Match receipts” per £ 81.675.000 (£ 70.951.000 nel 2017/18); UEFA Prize Money £ 93.963.000 (£ 53.075.000 nel 2017/18); “TV and Media” per £ 149.898.000 (£ 147.620.000 nel 2017/18) e “Commercial” per £ 135.159.000 (£ 109.051.000 nel 2017/18).
Deloitte riclassifica il fatturato del Tottenham nella “Football Money League” nel seguente modo: ‘Matchday’ per £ 81,5 milioni (€ 92,5 milioni); ‘Broadcasting’ per £ 243,9 milioni (€ 276,7 milioni); ‘Commercial’ per £ 133,9 milioni (€ 151,9 milioni).
La biglietteria per le partite della Premier League ha registrato incassi pari a £ 34,3 milioni, mentre nel 2017/18 erano pari a £ 42,6 milioni. L’aumento è dovuto al fatto che nella stagione sportiva 2018/19 il Tottenham ha giocato nel “Wembley Stadium” 14 partie su 19 e le restanti 5 le ha disputate nel “Tottenham Hospur Stadium”; mentre, nel 2017/18 ha disputato le 19 partite nel “Wembley Stadium”.  La media dei biglietti venduti a partita è stata di 56,586 (dato Deloitte Football Money League).

I ricavi da competizione UEFA, compreso il botteghino, a causa del raggiungimento della finale della UEFA Champions League, ammontano a £ 108,4 milioni (£ 62,2 milioni nel 2017/18). In base ai dati comunicati dall’UEFA, riguardante la distribuzione 2018/19 dei premi di Champions League e di Europa League, il Tottenham ha percepito Euro 101.622.000.
I ricavi da Coppe Nazionali ammontano a £ 3,1 milioni.
I ricavi per diritti audiovisivi nazionali sono aumentati a £ 149,9 milioni, registrando un incremento dell’1,54% (nel 2017/18: £ 147,6 milioni). In campionato è stato raggiunto il 4° posto (3° posto nel 2017/18), ma è stata trasmessa in diretta una partita in più, rispetto all’esercizio precedente, ed è stato maggiore l’importo per o diritti di trasmissione all'estero.

I ricavi commerciali nel complesso sono pari a £ 135,159,000; infatti, i proventi da sponsorizzazioni e da “Corporate Hospitality” ammontano a circa £ 120,3 milioni (2017/18: £ 93 milioni); i ricavi da merchandising ammontano a £ 20,6 milioni (nel 2017/18: £ 16 milioni).
 Le entrate della sponsorizzazione e dell'ospitalità aziendale sono state di £ 120,3 milioni (2018: £ 93,4 milioni) e le entrate del merchandising sono state £ 20,6 milioni (2018: £ 16,0 milioni).
Le altre entrate hanno contribuito con £ 24,1 milioni (2018: £ 14,5 milioni).

Le spese operative prima del player trading sono aumentate a £ 312,8 milioni (2018: £ 228,7 milioni) e includono il costo per l’affitto dello stadio nazionale di Wembley.

Il costo del personale è pari a £ 178,6 milioni (£ 147,6 milioni nel 2017/18). Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto, è pari al 38,8%. Tale indicatore è ben al di sotto del limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario, che è pari al 70%.  
Il numero medio dei dipendenti è aumentato da 485 a 561. Inoltre, si è ricorso all’utilizzo di 162 unità (nel 2017/18: 95), impiegate in modo temporaneo, per i match days.
Gli altri costi operativi diminuiscono da £ 89 milioni a £ 139,93 milioni.

Gli ammortamenti e gli altri proventi e oneri per cessioni calciatori diminuiscono da £ 68 milioni a £ 46,2 milioni, a seguito di svalutazioni “una tantum” dell'anno precedente e delle vendite dei giocatori.

Il risultato del Player Trading è negativo per £ 35,3 milioni, nel 2017/18 era positivo per £ 5,1 milioni. Nel 2018/19, le plusvalenze non sono riuscite a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori. L’eccedenza di plusvalenza è pari a £ 10,9 milioni (£ 73,1 milioni nel 2017/18).

La gestione finanziaria è negativa per £ 25,2 milioni (-£ 18,16 milioni nel 2017/18). I costi finanziari risultano pari a £ 25,6 milioni. I costi relative agli interessi bancari sono aumentati a £ 12,9 milioni (2018: £ 2,1 milioni) a causa dei costi di finanziamento sostenuti dopo il completamento di Tottenham Hotspur  Stadium che sono stati contabilizzati nel Conto economico dell'esercizio.
I proventi finanziari ammontano a £ 427 mila.

Per quanto riguarda il pagamento degli Agenti, il sito web della FA (Link: http://www.thefa.com/football-rules-governance/policies/intermediaries/intermediaries-transactions) riporta come importo riguardante il periodo dal 1 febbraio 2018 al 31 gennaio 2019, la cifra di £11,141,255.

Il “Breakeven Rule”

Il Tottenham non ha problemi per quanto riguarda l’obiettivo del pareggio di bilancio, considerando anche le varie soglie di tolleranza del Fair Play Finanziario.
Il risultato prima delle tasse 2016/17 è positivo per £ 57,89 milioni, quello del 2017/18 originale è positivo per £ 138,9 milioni e quello del 2018/19 è positivo per £ 87,36 milioni.

I costi per azioni di beneficenza e per azioni rivolte alla comunità locale dovrebbero essere esclusi. Nel 2018/19, il Gruppo ha effettuato donazioni in denaro di £ 196.613 a favore di enti di beneficenza internazionali, con sede nel Regno Unito e locali (2018: £ 11.368 ; 2017: £ 112.648). Il Gruppo, come l’esercizio precedente, ha continuato a fornire contributi per un valore superiore a 0,5 milioni di sterline annue alla Fondazione Tottenham Hotspur e continua a sottoscrivere le buone opere in corso di beneficenza. Inoltre, il Gruppo fornisce molti altri contributi dei cimeli del Tottenham Hotspur Football Club agli enti di beneficenza registrati locali, in particolare nei distretti di Haringey e Enfield e nei bacini idrografici adiacenti.

Conclusioni.

Il settimo utile consecutivo, è stato conseguito con un fatturato che ha raggiunto un altro livello record di £ 460,7 milioni.
Anche il consolidato 2018/19 di “Tottenham Hotspur Limited” presenta dei risultati in linea con i parametri del Fair Play Finanziario sia dell’UEFA che della Premier League. Innanzitutto, il Break-even Rule è ampiamente rispettato, il patrimonio netto è positivo e il rapporto tra costo del personale e ricavi rientra ampiamente nei limiti previsti dal Financial Fair Play e la posizione finanziaria netta negativa determina un “relevant debt” conforme anche a causa degli investimenti “virtuosi” effettuati.

Per quanto riguarda le previsioni per l’esercizio 2019/2020, al momento della redazione del bilancio, bisognava valutare oltre ai consueti rischi, anche l’impatto della Brexit.
Secondo gli amministratori, se la fuoriuscita dall'Unione europea fosse avvenuta durante l'esercizio finanziario 2019-2020, non si verificherebbe un impatto materiale in quanto si prevede che la partecipazione alle competizioni europee e lo status degli attuali giocatori d'oltremare non saranno influenzati.
Tuttavia, a complicare la situazione è intervenuta la “Pandemia COVID-19”, che ha colpito anche la F.A. Premier League.


venerdì 27 marzo 2020

I Ricavi per cessione diritti TV della Ligue 1 2018-2019



Luca Marotta


Nel “RAPPORT FINANCIER DU FOOTBALL PROFESSIONNEL FRANÇAIS Season 2018/2019” della DNCG è scritto che il meccanismo di ripartizione dei diritti audiovisivi del campionato attenua l’effetto della concentrazione dei ricavi ordinari dei club della “Ligue 1”.
Il meccanismo di distribuzione dei ricavi televisivi è basato su un sistema relativamente egualitario.
Tutte le squadre della “Ligue 1” percepiscono un premio di solidarietà (“prime de solidarité”) dei diritti del campionato di circa 8,1 milioni di Euro e i diritti connessi alla licenza del club (“droits liés à la licence club”) per circa 5,4 milioni di euro.
I fattori che contribuiscono alla differenziazione sono i seguenti:
1)      I bonus legati ai risultati sportivi (“primes liées aux résultats sportifs”) che possono raggiungere 23 M €, come nel caso del PSG;
2)      il bonus notorietà (“prime de notoriété”) che può raggiungere € 23 milioni, come nel caso del PSG; € 20 milioni, come nel caso del Marsiglia e € 17 milioni, come nel caso del Lione.
Il totale dei ricavi per diritti audiovisivi, comprensivi dei diritti per le competizioni europee, della stagione 2018/2019 della Ligue 1 è di Euro 900,78 milioni. Nel 2017/18 erano pari a € 791,27 milioni. L’aumento è stato di € 109.510.000, ossia del 13,8%. Tale aumento si spiega principalmente con l’incremento di 81 milioni di Euro che hanno registrato i ricavi relati alle competizioni euopee.



I primi sei posti sono occupati dai club che hanno partecipato alle competizioni europee, ossia: PSG, Olympique Lyonnais; AS Monaco; Olympique de Marseille; Stade Rennais e Bordeaux.
L’incidenza dei diritti audiovisivi legati alle coppe internazionali sul totale dei ricavi media è di circa il 28%, contro il 21% del 2017/2018. L’incremento di tale incidenza confermerebbe il fatto che l’aumento dei diritti audiovisivi in “Ligue 1” è stato causato dall’aumento dei diritti audiovisivi legati alle competizioni europee.
Depurando il dato dei ricavi audiovisivi dai ricavi dei diritti audiovisivi legati alle competizioni internazionali, si ottiene la seguente tabella:



Si nota che per quanto riguarda i diritti televisivi nazionali, l’Olympique de Marseille nonostante il fatto che in campionato sia giunto quinto, occupa il terzo posto della classifica dei diritti TV nazionali, precedendo il Saint Etienne e il LOSC Lille, che hanno raggiunto il quarto e secondo posto rispettivamente. Evidentemente il “bonus notorietà” ha avuto un peso maggiore sul bonus legato ai risultati sportivi. A supporto di tale affermazione, dai dati della tabella emerge anche che l’AS Monaco giunto diciassettesimo in campionato, mostra il sesto importo per diritti TV nazionali.
La tabella seguente pone in evidenza il rapporto delle cifre dei ricavi nazionali con il relativo valore medio, che è di € 32,6 milioni, colorando di rosso le cifre al di sotto della media dei ricavi per diritti TV nazionali. Se si considerassero anche i ricavi per diritti TV internazionali, la media aumenterebbe a Euro 45.039.000.
Per quanto riguarda i ricavi televisivi per cessione di diritti nazionali, i club che mostrano cifre al di sotto della media, pari a € 32,6 milioni, sono ben 13 su 20; mentre i club che mostrano cifre al di sopra della media sono 7 su 20. Tra i sette club che superano la media ci sono i primi cinque in classifica e l’ AS Monaco, che si è classificato al diciassettesimo posto e l’ OGC Nice giunto settimo.
Anche in questo caso, evidentemente, si può affermare che il “bonus notorietà” ha avuto un peso maggiore rispetto al bonus legato ai risultati sportivi.



Nel complesso, il 48,85% dei diritti audiovisivi percepiti dai club qualificati per le competizioni europee provengono dalle stesse competizioni.



Nel caso del PSG, dell’Olympique Lyonnais e dell’AS Monaco, che hanno partecipato alla UEFA Champions League, l’incidenza è superiore al 50%.

I diritti audiovisivi relativi alle competizioni europee registrano un aumento di 81 milioni di Euro.

La Concentrazione dei diritti TV.

La tabella e il Grafico seguente evidenziano la ripartizione dei diritti TV totali.



Si può notare come il 51,65% delle risorse è ripartito tra cinque club. I primi 3 club rappresentano il 39,3% dei diritti audiovisivi dell’intera “Ligue 1”.


Dal punto di vista grafico, si può notare come la linea si avvicini più ad una curva che ad una retta.
Il giudizio espresso nel Rapport Financier della DNCG è che per quanto riguarda la ripartizione dei diritti televisivi complessivi è che la stessa sia “relativamente diseguale”.

La tabella e il Grafico seguente evidenziano la ripartizione dei diritti TV nazionali.


Si può notare come il 53,8% delle risorse è ripartito tra otto club.



Anche dal punto di vista grafico, si può notare come la linea si avvicini ad una retta.


Conclusioni

La ripartizione dei diritti TV dei club che partecipano alla “Ligue 1” è influenzata dai ricavi TV per le competizioni europee nella misura del %. La ripartizione dei diritti TV nazionali mitiga in parte tale effetto, soprattutto a causa della presenza del “prime de notoriété”.