domenica 5 aprile 2020

I Conti del Tottenham 2018/19: settimo utile consecutivo e fatturato record. Gli investimenti “virtuosi” aumentano il debito.




Luca Marotta



Al 30 giugno 2019, il Gruppo, cui fa capo il club londinese del Tottenham Hotspur, per il settimo anno consecutivo, ha registrato un utile consolidato dopo le imposte di £ 68.516.000 (£ 112.953.000 nel 2018).

Il fatturato netto dell’esercizio 2018/19 raggiunge l’importo record di £ 460,6 milioni (£ 380,7 milioni nel 2018), pari a circa 514,5 milioni di Euro, al cambio del 28.06.2019 di 1 € = 0,89532 £.

L’entrata in funzionamento del nuovo stadio durante l’esercizio 2018/19, ha comportato un significativo investimento.
L’attivo dello stato patrimoniale segna una cifra record pari a 1,69 miliardi di sterline a causa degli investimenti effettuati per il nuovo stadio inaugurato nel 2019. Il valore dell’attivo è aumentato a £ 1,46 miliardi di sterline, pari a circa 1,69 miliardi di Euro.

L’indebitamento finanziario netto, pari a £ 534,3 milioni è dovuto all’investimento effettuato nelle infrastrutture sportive.

Nella classifica “Football Money League” della Deloitte, relativa alla stagione 2018/19, il Tottenham, migliora di un posto, perché è posizionato al 8° posto (10° nel 2017/18) con £ 459,3 milioni (€ 521,1 milioni).

Siamo in presenza di un club che oltre a fare utili, investe in infrastrutture sportive: stadio e centro sportivo di allenamento.

Il Club continua a rispettare e sostenere sia il Fair Play Finanziario dell’UEFA che quello della Premier League.

Dal punto di vista sportivo il Tottenham si è classificato al 4° posto nella Premier League 2018/19; mentre in FA Cup, è stato eliminato al quarto turno dal Crystal Palace; in “English Football League Cup 2018-2019” è stato eliminato in semifinale dal Chelsea; in Champions League ha perso la finale con il Liverpool.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 del 2019, il Tottenham Hotspur FC si colloca al decimo posto con 850 milioni di USD di valore di brand, pari a 758 miliardi di Euro.
Nella classifica di “Forbes” del 2019, il Tottenham Hotspur FC si colloca al nono posto e vale 1,624 miliardi di USD.
Secondo la classifica di KPMG “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2019” del mese di maggio 2019, il Tottenham Hotspur FC si colloca al nono posto con 1,913 miliardi di USD di “Enterprise Value”, pari a 1,679 miliardi di Euro.

La proprietà.

L’immediata società controllante è “ENIC Sports INC”, società registrata alle Bahamas, che detiene 182,153,431 “ordinary shares” della società “Tottenham Hotspur Limited”, che ne rappresentano l’85.56%.
Il controllore in ultima istanza è la società “ENIC International Limited” registrata alle Bahamas.

La continuità aziendale (Going Concern).

Al momento dell’approvazione del bilancio, gli Amministratori hanno la ragionevole aspettativa che la Società ‘Tottenham Hotspur Limited’ ed il Gruppo abbiano adeguate risorse per continuare l’attività operativa in un futuro prevedibile, pertanto hanno adottato il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
Il Consiglio di Amministrazione ha scritto che monitora costantemente l'esposizione del Gruppo a una serie di rischi e incertezze, tra cui l’andamento sportivo della Prima Squadra e il connesso livello di spesa, la situazione economica generale. Gli Amministratori ritengono che questi rischi e incertezze siano attenuati anche dalla natura robusta del business del Tottenham, con particolare riferimento dall'accordo TV della FA Premier League, che inizia dalla stagione 2019 -20 e dagli sponsor chiave.
 Il Consiglio di amministrazione ha rivisto i budget della Società e ha prodotto proiezioni dettagliate e realistiche dei flussi di cassa. Tali proiezioni di flussi di cassa considerate unitamente al rifinanziamento, eseguito dal gruppo dopo la data di bilancio, nonché ai prestiti esistenti del Gruppo, agli scoperti e alla liquidità, dimostrano che il Gruppo disporrà di capitale circolante sufficiente per continuare a operare per il futuro prevedibile.
Gli Amministratori ritengono che la Società disponga di risorse adeguate per continuare a operare per il futuro prevedibile e, pertanto, i bilanci consolidati e separati sono stati predisposti sulla base della continuità aziendale
I Revisori contabili di Deloitte LLP, nelle Conclusioni riguardanti la continuità aziendale non hanno avuto nulla da riferire per quanto riguarda:
• l'uso non appropriato del presupposto della continuità aziendale nella preparazione dei rendiconti finanziari non è appropriato, da parte degli amministratori; o
• gli amministratori non hanno comunicato in bilancio eventuali incertezze materiali identificate che possono suscitare dubbi significativi sulla capacità del gruppo o della capogruppo di continuare ad adottare la continuità aziendale per un periodo di almeno dodici mesi dalla data in cui il i rendiconti finanziari sono autorizzati per il rilascio.

Lo Stato Patrimoniale.

Il totale delle attività è aumentato del 30,4%, passando da £ 1,3 miliardi a £ 1,69 miliardi.
La struttura dell’attivo patrimoniale è composta per il 90,8% da attività non correnti.
Le immobilizzazioni materiali incidono sul totale dell’attivo per l’83,4% e quelle immateriali per il 7,4%.
Il totale delle attività non correnti ammontante a £ 1,54 miliardi (£ 1,41 miliardi nel 2017/18; £ 595,8 milioni nel 2016/17), è aumentato del 36,2%.
L’attivo corrente, pari a £ 155,75 milioni, è caratterizzato dalla predominanza delle disponibilità liquide ammontanti a £ 123,48 milioni circa.


Da sottolineare l’incremento dell’attivo dal 2013 al 2019 di £ 1,42 miliardi da £ 272,4 milioni a 1.694 milioni, a causa soprattutto dell’investimento per lo stadio, che ha comportato un aumento delle immobilizzazioni materiali di £ 1.245 milioni in 6 esercizi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 1,31.
Ciò vuol dire che il valore dei beni del club è sufficiente per pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,39, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è sufficiente per pagare i debiti a breve.
Le attività correnti risultano pari a £ 155,75 milioni, hanno registrato un decremento di £ 13,9 milioni e non sono sufficienti a coprire il passivo corrente che ammonta a £ 401,37 milioni. Pertanto, il capitale circolante netto è negativo per £ 245,63 milioni. Tuttavia, tale dato include anche risconti passivi (“deferred income”) per £ 226,7 milioni (£ 150,27 milioni nel 2017/18).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,31.
L’equity ratio è pari al 23,8%.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto consolidato è positivo e ammonta a £ 403,72 milioni. La variazione positiva di £ 68,55 milioni, rispetto al dato riclassificato dell’esercizio precedente, è dovuta all’utile di esercizio pari a £ 68,55 milioni.
Il capitale sociale ammonta a £ 10,644,330. Il numero delle azioni ordinarie è di 212.886.618 del valore nominale di 5p.

Il Patrimonio Netto essendo positivo è conforme a quanto richiesto dal regolamento del Financial Fair Play.

Il Valore della Rosa.


Il valore della Rosa dei calciatori è diminuito da £ 151,34 milioni a £ 129,53 milioni.
Nel corso dell'esercizio sono stati acquistati giocatori per un costo totale di £ 21,6 milioni (£ 116,2 milioni nel 2017/18), sono stati ceduti calciatori con un valore di libro pari a £ 0,7 milioni (£ 11,5 milioni nel 2017/18) e sono stati effettuati ammortamenti per £ 47,5 milioni (£ 57,5 milioni nel 2017/18).
Durante l’esercizio 2018/19, sono stati ceduti: A Walkes Portsmouth; K Bennetts (Borussia Monchengladbach); Moussa Sidi Yaya Dembélé.
Mentre, non risultano acquisti.
I calciatori ceduti temporanemente in prestito sono stati: J Onomah (Sheffield Wednesday); C Carter-Vickers (Swansea). 

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati ceduti: K Trippier (Atletico Madrid); V Janssen (Monterrey); G K N'Koudou ( Besiktas); J Onomah (Fulham).
I calciatori acquistati sono stati: T Ndombele ( Olympique Lyon); R Sessegnon (Fulham);
I calciatori ceduti in prestito sono stati: G Lo Celso (Real Betis); C Carter-Vickers (Stoke City). 
Tali transazioni hanno comportato spese nette per circa £ 74.486; 879, con passività potenziali per circa £ 13.961.617 a fronte di attività potenziali per circa £ 7.108.837.

Le Immobilizzazioni materiali.

Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali, durante il 2018/19, è aumentato da £ 974,3 milioni a £ 1.414.002.000, con un costo storico di £ 1.486.543.000 e fondi ammortamento per £ 72.541.000.
L’importo delle immobilizzazioni materiali in corso di costruzione risulta pari a £ 26.002.000.
Nel 2018/19 sono stati capitalizzati costi per prestiti finanziari per £ 27.527.000.
Nel 2018/19 è stato trasferito l’importo di £ 1.064.505 dalla voce riguardante le immobilizzazioni materiali in corso alla voce riguardante i terreni e fabbricati e l’importo di £ 92.523.000 dalla voce riguardante le immobilizzazioni materiali in corso alla voce riguardante gli impianti e le attrezzature.
La prima squadra ha disputato la prima partita il 3 aprile 2019 contro il Crystal Palace; tuttavia, la società londinese aveva già inaugurato il nuovo stadio con l’impegno tra la formazione U-18 e i pari età del Southampton.

Lo IAS 16, riguardante “Immobili, impianti e macchinari”, richiede che affinché un'attività possa essere capitalizzata deve risultare in un beneficio economico probabile e “il processo di ammortamento deve iniziare nel momento in cui l’attività è disponibile per l’uso”. Pertanto, a seguito dell’entrata in funzionamento del nuovo stadio, nel 2018/19, è iniziata la vita utile economica, e si è proceduto ad effettuare il relativo ammortamento.

La Posizione Finanziaria Netta (Net Debt).


La posizione finanziaria netta consolidata è negativa per £ 534,3 milioni. Nel 2017/18, la posizione finanziaria netta era negativa per £ 360 milioni. La variazione è dovuta principalmente all’aumento dei prestiti bancari per la costruzione dello stadio. Le disponibilità liquide sono aumentate da £ 100,6 milioni a £ 123,5 milioni, segnando un incremento di circa £ 22,9 milioni.
L’indebitamento finanziario lordo è “virtuoso”, essendo dovuto all’attività di investimento nelle infrastrutture.
I debiti bancari, esposti in bilancio, al netto dei costi, ammontano complessivamente a £ 657,7 milioni di, quasi totalmente con scadenza oltre l’esercizio successivo. 

I debiti bancari riguardano un prestito iniziale di £ 16.000.000 da parte di Investec Bank, che è stato usato per finanziare la costruzione del nuovo Centro Sportivo (Training Ground), ed è garantito dallo stesso. Nel mese di febbraio 2019 è stato esteso a £ 25.000.000. il ci rimborso eè stato prorogato al 31.12.2025. Il prestito bancario era esposto in bilancio al netto dei costi di finanziamento associati, pari a £ 162 mila, che sono ammortizzati lungo la durata del prestito.
 
Nel maggio 2017, è stata concessa una linea di credito per l’importo di £ 400.000.000 da HSBC Bank plc, Goldman Sachs Bank USA e Bank of America Merrill Lynch International Limited al fine di costruire il nuovo sito dello stadio. Il prestito bancario è garantito da ipoteca legale sullo stadio e da una garanzia sulle azioni di Tottenham Hotspur Football & Athletic Co. Ltd e Tottenham Hotspur Stadium Limited e altre garanzie. A dicembre 2017, la linea di credito è stata aumentata a £ 537.000.000 alle stesse condizioni. Nel mese di ottobre 2018 il prestito bancario è stato ulteriormente aumentato a £ 637.000.000 con le stesse condizioni. Alla data del bilancio risultavano prelevati £ 637.000.000 del prestito (£ 445.349.000 al 31.12.2018; £ 152.489.000 al 30.06.2017). Il prestito è rimborsabile nel maggio 2022 ed è esposto in bilancio al netto di 4.964.000 sterline delle spese di finanziamento associate che sono ammortizzate lungo la durata del prestito.
Dopo la chiusura dell’esercizio il debito è stato rifinanziato.
In data 20 settembre 2019 il Gruppo ha chiuso il rifinanziamento dei prestiti erogati a supporto della costruzione del “Tottenham Hotspur Stadium”. Il pacchetto di rifinanziamento dello stadio da £ 637.000.000 comprende £ 525.000.000 riguardanti l'emissione di obbligazioni a lungo termine, collocate presso investitori statunitensi attraverso un collocamento privato, e altri £ 112.000.000 riguardanti un prestito della Bank of America Merrill Lynch, che hanno anche gestito il prestito. Il pacchetto di rifinanziamento ha un scadenza media di 23 anni e cedola media ponderata del 2,66%.

A maggio 2017 è stato sottoscritto un prestito rotativo a breve termine da £ 25.000.000 che fa parte del fondo di £ 537.000.000 del Gruppo con HSBC Bank plc, che è garantito dalle attività del Gruppo e doveva scadere nel maggio 2022. Alla data di bilancio l’importo prelevato era pari a zero. Tale finanziamento è esposto in bilancio al netto dei costi di finanziamento associati, paria £ 196 mila, che sono ammortizzati lungo la durata del prestito. Nel mese di settembre 2019 questo prestito rotativo a breve termine è stato esteso a £ 50.000.000 in scadenza. Settembre 2024

Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è a debito per circa £ 83,4 milioni.
I crediti commerciali per cessioni calciatori ammontano a £ 4,47 milioni (2017/18: £ 40,15 milioni).
I debiti commerciali a breve per cessioni calciatori ammontano a £ 87,9 milioni (2017/18: £ 44,12 milioni). I Debiti commerciali a lungo termine per l'acquisizione di calciatori sono pari a £ 54,9 milioni £ 64,3 milioni nel 2017/18).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il Tottenham non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club londinese non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive, nello specifico stimabili in 657 milioni di sterline, che determinerebbero un “relevant debt” positivo.

Le altre passività.

Le passività con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 401,38 milioni (€ 448,3 milioni), mentre nel 2017/18 erano pari a £ 282,3 milioni.
Le passività con durata superiore all’esercizio successivo ammontano a £ 889,4 milioni (€ 993,4 milioni), mentre nel 2017/18 erano pari a £ 681,8 milioni.

I ratei passivi (“accruals”), iscritti nel passivo corrente, ammontano a £ 20,9 milioni; mentre, nel 2017/18 erano pari a £ 26,85 milioni. I ricavi anticipati (“deferred income”) relativi alla stagione 2018/19 ammontano a £ 226,7 milioni (£ 150,28 milioni nel 2017/18).
I ricavi anticipati (“deferred income”) non correnti ammontano a £ 117,6 milioni (£ 112,37 milioni nel 2017/18).
Le imposte differite non correnti (Deferred tax liabilities) ammontano a £ 43,4 milioni (£ 32,2 nel 2017/18).
I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 99,48 milioni (£ 123,14 milioni nel 2017/18), di cui £ 44,55 milioni (£ 53,84 milioni nel 2017/18), hanno scadenza entro l’esercizio successivo.
La voce Altri debiti correnti aumenta da £ 25,85 milioni a £ 63,74 milioni.
I debiti tributari correnti ammontano a £ 944 milioni, mentre nel 2017/18 erano pari a £ 1,41 milioni.

I Flussi di Cassa.

La variazione delle disponibilità liquide ha registrato un incremento di £ 22,8 milioni.


La gestione operativa ha generato un flusso di cassa netto positivo per £ 243,7 milioni (20178: £ 96 milioni).
L’attività di investimento ha assorbito un flusso di cassa per £ 415,95 milioni, mentre nel 2017/18 si era verificato un assorbimento per £ 474,8 milioni e nel 2016/17 per £ 214,9 milioni. Infatti, sono stati effettuati investimenti in immobilizzazioni materiali, che hanno drenato £ 420.336.000 (£ 492.879.000 nel 2017/18) e smobilizzi che hanno generato flussi per £ 7.113.000 (£ 12.023.000 nel 2017/18). Inoltre, il gruppo ha registrato un esborso di £ 49,16 milioni (2017/18: £ 73,85 milioni) per acquisire giocatori, mentre dalle vendite di calciatori ha ricevuto £ 46,4 milioni (2017/18: £ 79,9 milioni).
L’attività di finanziamento ha generato un flusso di cassa positivo per circa £ 195,1 milioni, mentre nel 2017/18 si è registrato un flusso di cassa netto positivo per £ £ 279,4 milioni.
Infatti, durante il 2018/19, il Gruppo ha visto affluire flussi monetari positivi per £ 195,1 milioni (£ 281,36 milioni nel 2017/18) derivanti da prestiti e non ha effettuato rimborso di prestiti (£ 2 milioni nel 2017/18).

La Gestione Economica.


Il fatturato netto aumenta del 20,45%, da £ 380,7 milioni a £ 403,7 milioni, fissando un nuovo record storico. Secondo Deloitte il fatturato netto del Tottenham ammonta a £ 459,3 milioni (€ 521,1 milioni).
Nella Nota integrativa del bilancio del Tottenham, il fatturato è suddiviso nel seguente modo: “Match receipts” per £ 81.675.000 (£ 70.951.000 nel 2017/18); UEFA Prize Money £ 93.963.000 (£ 53.075.000 nel 2017/18); “TV and Media” per £ 149.898.000 (£ 147.620.000 nel 2017/18) e “Commercial” per £ 135.159.000 (£ 109.051.000 nel 2017/18).
Deloitte riclassifica il fatturato del Tottenham nella “Football Money League” nel seguente modo: ‘Matchday’ per £ 81,5 milioni (€ 92,5 milioni); ‘Broadcasting’ per £ 243,9 milioni (€ 276,7 milioni); ‘Commercial’ per £ 133,9 milioni (€ 151,9 milioni).
La biglietteria per le partite della Premier League ha registrato incassi pari a £ 34,3 milioni, mentre nel 2017/18 erano pari a £ 42,6 milioni. L’aumento è dovuto al fatto che nella stagione sportiva 2018/19 il Tottenham ha giocato nel “Wembley Stadium” 14 partie su 19 e le restanti 5 le ha disputate nel “Tottenham Hospur Stadium”; mentre, nel 2017/18 ha disputato le 19 partite nel “Wembley Stadium”.  La media dei biglietti venduti a partita è stata di 56,586 (dato Deloitte Football Money League).

I ricavi da competizione UEFA, compreso il botteghino, a causa del raggiungimento della finale della UEFA Champions League, ammontano a £ 108,4 milioni (£ 62,2 milioni nel 2017/18). In base ai dati comunicati dall’UEFA, riguardante la distribuzione 2018/19 dei premi di Champions League e di Europa League, il Tottenham ha percepito Euro 101.622.000.
I ricavi da Coppe Nazionali ammontano a £ 3,1 milioni.
I ricavi per diritti audiovisivi nazionali sono aumentati a £ 149,9 milioni, registrando un incremento dell’1,54% (nel 2017/18: £ 147,6 milioni). In campionato è stato raggiunto il 4° posto (3° posto nel 2017/18), ma è stata trasmessa in diretta una partita in più, rispetto all’esercizio precedente, ed è stato maggiore l’importo per o diritti di trasmissione all'estero.

I ricavi commerciali nel complesso sono pari a £ 135,159,000; infatti, i proventi da sponsorizzazioni e da “Corporate Hospitality” ammontano a circa £ 120,3 milioni (2017/18: £ 93 milioni); i ricavi da merchandising ammontano a £ 20,6 milioni (nel 2017/18: £ 16 milioni).
 Le entrate della sponsorizzazione e dell'ospitalità aziendale sono state di £ 120,3 milioni (2018: £ 93,4 milioni) e le entrate del merchandising sono state £ 20,6 milioni (2018: £ 16,0 milioni).
Le altre entrate hanno contribuito con £ 24,1 milioni (2018: £ 14,5 milioni).

Le spese operative prima del player trading sono aumentate a £ 312,8 milioni (2018: £ 228,7 milioni) e includono il costo per l’affitto dello stadio nazionale di Wembley.

Il costo del personale è pari a £ 178,6 milioni (£ 147,6 milioni nel 2017/18). Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto, è pari al 38,8%. Tale indicatore è ben al di sotto del limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario, che è pari al 70%.  
Il numero medio dei dipendenti è aumentato da 485 a 561. Inoltre, si è ricorso all’utilizzo di 162 unità (nel 2017/18: 95), impiegate in modo temporaneo, per i match days.
Gli altri costi operativi diminuiscono da £ 89 milioni a £ 139,93 milioni.

Gli ammortamenti e gli altri proventi e oneri per cessioni calciatori diminuiscono da £ 68 milioni a £ 46,2 milioni, a seguito di svalutazioni “una tantum” dell'anno precedente e delle vendite dei giocatori.

Il risultato del Player Trading è negativo per £ 35,3 milioni, nel 2017/18 era positivo per £ 5,1 milioni. Nel 2018/19, le plusvalenze non sono riuscite a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori. L’eccedenza di plusvalenza è pari a £ 10,9 milioni (£ 73,1 milioni nel 2017/18).

La gestione finanziaria è negativa per £ 25,2 milioni (-£ 18,16 milioni nel 2017/18). I costi finanziari risultano pari a £ 25,6 milioni. I costi relative agli interessi bancari sono aumentati a £ 12,9 milioni (2018: £ 2,1 milioni) a causa dei costi di finanziamento sostenuti dopo il completamento di Tottenham Hotspur  Stadium che sono stati contabilizzati nel Conto economico dell'esercizio.
I proventi finanziari ammontano a £ 427 mila.

Per quanto riguarda il pagamento degli Agenti, il sito web della FA (Link: http://www.thefa.com/football-rules-governance/policies/intermediaries/intermediaries-transactions) riporta come importo riguardante il periodo dal 1 febbraio 2018 al 31 gennaio 2019, la cifra di £11,141,255.

Il “Breakeven Rule”

Il Tottenham non ha problemi per quanto riguarda l’obiettivo del pareggio di bilancio, considerando anche le varie soglie di tolleranza del Fair Play Finanziario.
Il risultato prima delle tasse 2016/17 è positivo per £ 57,89 milioni, quello del 2017/18 originale è positivo per £ 138,9 milioni e quello del 2018/19 è positivo per £ 87,36 milioni.

I costi per azioni di beneficenza e per azioni rivolte alla comunità locale dovrebbero essere esclusi. Nel 2018/19, il Gruppo ha effettuato donazioni in denaro di £ 196.613 a favore di enti di beneficenza internazionali, con sede nel Regno Unito e locali (2018: £ 11.368 ; 2017: £ 112.648). Il Gruppo, come l’esercizio precedente, ha continuato a fornire contributi per un valore superiore a 0,5 milioni di sterline annue alla Fondazione Tottenham Hotspur e continua a sottoscrivere le buone opere in corso di beneficenza. Inoltre, il Gruppo fornisce molti altri contributi dei cimeli del Tottenham Hotspur Football Club agli enti di beneficenza registrati locali, in particolare nei distretti di Haringey e Enfield e nei bacini idrografici adiacenti.

Conclusioni.

Il settimo utile consecutivo, è stato conseguito con un fatturato che ha raggiunto un altro livello record di £ 460,7 milioni.
Anche il consolidato 2018/19 di “Tottenham Hotspur Limited” presenta dei risultati in linea con i parametri del Fair Play Finanziario sia dell’UEFA che della Premier League. Innanzitutto, il Break-even Rule è ampiamente rispettato, il patrimonio netto è positivo e il rapporto tra costo del personale e ricavi rientra ampiamente nei limiti previsti dal Financial Fair Play e la posizione finanziaria netta negativa determina un “relevant debt” conforme anche a causa degli investimenti “virtuosi” effettuati.

Per quanto riguarda le previsioni per l’esercizio 2019/2020, al momento della redazione del bilancio, bisognava valutare oltre ai consueti rischi, anche l’impatto della Brexit.
Secondo gli amministratori, se la fuoriuscita dall'Unione europea fosse avvenuta durante l'esercizio finanziario 2019-2020, non si verificherebbe un impatto materiale in quanto si prevede che la partecipazione alle competizioni europee e lo status degli attuali giocatori d'oltremare non saranno influenzati.
Tuttavia, a complicare la situazione è intervenuta la “Pandemia COVID-19”, che ha colpito anche la F.A. Premier League.


venerdì 27 marzo 2020

I Ricavi per cessione diritti TV della Ligue 1 2018-2019



Luca Marotta


Nel “RAPPORT FINANCIER DU FOOTBALL PROFESSIONNEL FRANÇAIS Season 2018/2019” della DNCG è scritto che il meccanismo di ripartizione dei diritti audiovisivi del campionato attenua l’effetto della concentrazione dei ricavi ordinari dei club della “Ligue 1”.
Il meccanismo di distribuzione dei ricavi televisivi è basato su un sistema relativamente egualitario.
Tutte le squadre della “Ligue 1” percepiscono un premio di solidarietà (“prime de solidarité”) dei diritti del campionato di circa 8,1 milioni di Euro e i diritti connessi alla licenza del club (“droits liés à la licence club”) per circa 5,4 milioni di euro.
I fattori che contribuiscono alla differenziazione sono i seguenti:
1)      I bonus legati ai risultati sportivi (“primes liées aux résultats sportifs”) che possono raggiungere 23 M €, come nel caso del PSG;
2)      il bonus notorietà (“prime de notoriété”) che può raggiungere € 23 milioni, come nel caso del PSG; € 20 milioni, come nel caso del Marsiglia e € 17 milioni, come nel caso del Lione.
Il totale dei ricavi per diritti audiovisivi, comprensivi dei diritti per le competizioni europee, della stagione 2018/2019 della Ligue 1 è di Euro 900,78 milioni. Nel 2017/18 erano pari a € 791,27 milioni. L’aumento è stato di € 109.510.000, ossia del 13,8%. Tale aumento si spiega principalmente con l’incremento di 81 milioni di Euro che hanno registrato i ricavi relati alle competizioni euopee.



I primi sei posti sono occupati dai club che hanno partecipato alle competizioni europee, ossia: PSG, Olympique Lyonnais; AS Monaco; Olympique de Marseille; Stade Rennais e Bordeaux.
L’incidenza dei diritti audiovisivi legati alle coppe internazionali sul totale dei ricavi media è di circa il 28%, contro il 21% del 2017/2018. L’incremento di tale incidenza confermerebbe il fatto che l’aumento dei diritti audiovisivi in “Ligue 1” è stato causato dall’aumento dei diritti audiovisivi legati alle competizioni europee.
Depurando il dato dei ricavi audiovisivi dai ricavi dei diritti audiovisivi legati alle competizioni internazionali, si ottiene la seguente tabella:



Si nota che per quanto riguarda i diritti televisivi nazionali, l’Olympique de Marseille nonostante il fatto che in campionato sia giunto quinto, occupa il terzo posto della classifica dei diritti TV nazionali, precedendo il Saint Etienne e il LOSC Lille, che hanno raggiunto il quarto e secondo posto rispettivamente. Evidentemente il “bonus notorietà” ha avuto un peso maggiore sul bonus legato ai risultati sportivi. A supporto di tale affermazione, dai dati della tabella emerge anche che l’AS Monaco giunto diciassettesimo in campionato, mostra il sesto importo per diritti TV nazionali.
La tabella seguente pone in evidenza il rapporto delle cifre dei ricavi nazionali con il relativo valore medio, che è di € 32,6 milioni, colorando di rosso le cifre al di sotto della media dei ricavi per diritti TV nazionali. Se si considerassero anche i ricavi per diritti TV internazionali, la media aumenterebbe a Euro 45.039.000.
Per quanto riguarda i ricavi televisivi per cessione di diritti nazionali, i club che mostrano cifre al di sotto della media, pari a € 32,6 milioni, sono ben 13 su 20; mentre i club che mostrano cifre al di sopra della media sono 7 su 20. Tra i sette club che superano la media ci sono i primi cinque in classifica e l’ AS Monaco, che si è classificato al diciassettesimo posto e l’ OGC Nice giunto settimo.
Anche in questo caso, evidentemente, si può affermare che il “bonus notorietà” ha avuto un peso maggiore rispetto al bonus legato ai risultati sportivi.



Nel complesso, il 48,85% dei diritti audiovisivi percepiti dai club qualificati per le competizioni europee provengono dalle stesse competizioni.



Nel caso del PSG, dell’Olympique Lyonnais e dell’AS Monaco, che hanno partecipato alla UEFA Champions League, l’incidenza è superiore al 50%.

I diritti audiovisivi relativi alle competizioni europee registrano un aumento di 81 milioni di Euro.

La Concentrazione dei diritti TV.

La tabella e il Grafico seguente evidenziano la ripartizione dei diritti TV totali.



Si può notare come il 51,65% delle risorse è ripartito tra cinque club. I primi 3 club rappresentano il 39,3% dei diritti audiovisivi dell’intera “Ligue 1”.


Dal punto di vista grafico, si può notare come la linea si avvicini più ad una curva che ad una retta.
Il giudizio espresso nel Rapport Financier della DNCG è che per quanto riguarda la ripartizione dei diritti televisivi complessivi è che la stessa sia “relativamente diseguale”.

La tabella e il Grafico seguente evidenziano la ripartizione dei diritti TV nazionali.


Si può notare come il 53,8% delle risorse è ripartito tra otto club.



Anche dal punto di vista grafico, si può notare come la linea si avvicini ad una retta.


Conclusioni

La ripartizione dei diritti TV dei club che partecipano alla “Ligue 1” è influenzata dai ricavi TV per le competizioni europee nella misura del %. La ripartizione dei diritti TV nazionali mitiga in parte tale effetto, soprattutto a causa della presenza del “prime de notoriété”.

mercoledì 18 marzo 2020

Paris Saint-Germain 2018/19: utile di 27,6 milioni con fatturato oltre 650 milioni.




Luca Marotta


I conti 2018/19 del Paris Saint-Germain evidenziano un risultato positivo netto di 27,6 milioni di Euro con un fatturato in aumento di 101,3 milioni da € 557,3 milioni a € 658,6 milioni.
Invero anche i dati della classifica Deloitte Football Money League avevano evidenziato una crescita impressionante dei ricavi di 94,2 milioni di euro (+17,4%) a 635,9 milioni di euro.
Il PSG detiene il 34,6% dei ricavi di tutta la “Ligue 1” che ammontano a 1,9 miliardi di Euro (+210 milioni sul 2017/18).

Dalla semplice osservazione dei numeri si potrebbe affermare che l’aumento del fatturato dipende dall’incremento dei ricavi delle sponsorizzazioni e l’utile dipende dal notevole risultato positivo della gestione calciatori (“RÉSULTAT DES OPÉRATIONS MUTATION”), che è riuscito ha riequilibrare il risultato negativo della gestione operativa.

Il fatturato continua a beneficiare anche dei ricavi della partecipazione alla Champions League per un importo di 91,6 milioni di Euro, che costituiscono il 13,9% dei ricavi netti del PSG. Il bilancio 2018/19 conferma il ritorno all’utile di esercizio dopo la perdita registrata nell’esercizio precedente, dell’esercizio precedente.

I dati dell’esercizio 2017/18 evidenziavano un utile di esercizio per 31,5 milioni di Euro; quelli del 2016/17 evidenziavano una perdita di 18,8 milioni di Euro; quelli del 2015/16 evidenziavano un utile di esercizio per 10,6 milioni di Euro; quelli del 2014/15 un risultato netto positivo per 10,38 milioni di Euro.

Il Paris Saint-Germain Football SASP è una società per azioni sportiva professionistica, con un Capitale Sociale di € 340.000.000.
Nel 2017/18 si registrò un aumento di capitale di € 316.000.000. Nel 2016/17 il Capitale Sociale era di 24.000.000, poiché, in data 23/12/2016, si registrò un altro aumento di capitale.

La società di calcio parigina è controllata da Qatar Sports Investments. Il Presidente del consiglio di Amministrazione è A.Al-Khelaifi, che è anche Direttore generale; il Direttore generale delegato è Jean-Claude Blanc. Nel consiglio di Amministrazione figurano: Sophie FERLET (amministratore di Société d'exploitation sports et événements); Mohammad AL-SUBAIE (Executive Director of Commercial Affairs beIN MEDIA GROUP ed è membro del consiglio di amministrazione di Qatar Sports Investments (QSI), di Qatar Tennis Federation, nonché membro “Sports Media Committe” sotto il comitato olimpico del Qatar); Yousif AL OBAIDLI (Deputy CEO di beIN MEDIA GROUP e Presidente di beIN SPORTS France, Americhe e Asia-Pacifico. Inoltre, è il segretario generale della Qatar Tennis Federation, membro del consiglio di Qatar Sports Investments e membro del consiglio di amministrazione del del PSG Handball Club.) e Adel MUSTAFAWI Group Chief Executive Officer di Masraf Al Rayan QPSC, Direttore non esecutivo di Al Rayan Bank Plc, amministratore di Kirnaf Investment & Installment Co. amministratore di Al Rayan (UK) Ltd.

Di seguito si farà riferimento ai dati forniti dalla “DIRECTION NATIONALE DU CONTRÔLE DE GESTION” della Ligue de Football Professionnel, che non sono altro che i dati “aggregati” di “Paris Saint-Germain Football SASP”; PSG Merchandising; “Association Paris Saint-Germain FC”, che ha per oggetto la gestione del settore amatoriale del club; “SOCIETE D'EXPLOITATION SPORTS ET EVENEMENTS (S.E.S.E.)”, che si occupa di gestione impianti sportivi; “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”.
L’utilizzo del termine “dati aggregati”, è giustificato dal fatto che non si è in presenza di un vero e proprio bilancio consolidato. Tuttavia, la D.N.C.G., nel suo rapporto, ha valutato i “dati aggregati” del bilancio della SASP con quello dell’Association, di PSG Merchandising, di “S.E.S.E.”, “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”, che sono pubblicati e accessibili a tutti e in forma sintetica.

Dal punto di vista sportivo l’esercizio 2018/19 è stato caratterizzato dalla vittoria in “Ligue 1” con 91 punti (1° con 93 punti nel 201718); dai quarti di finale nella “Coupe de la Ligue”, con la sconfitta ad opera del Guingamp (vittoria nel 2017/18); dalla finale nella “Coupe de France”, con la sconfitta ai rigori col Rennes e dal raggiungimento degli ottavi di finale di Champions League, con l’eliminazione subita contro il Manchester United.

Il Valore.

Secondo la classifica “Brand Finance Football 50 del 2019, il PSG si colloca al ottavo posto con 1.025 milioni di USD di valore di brand (nono posto con 913 milioni di USD nel 2018), con un enterprise value di 3.196 milioni di dollari USD.
Nella classifica di “Forbes” del 2019, il Liverpool FC si colloca all’undicesimo posto e vale 1,1 miliardi di USD.
Secondo la classifica di KPMG “Football Clubs’ Valuation: The European Elite 2019 del mese di maggio2019, il PSG si colloca al settimo posto con 1,499 miliardi di USD di “Enterprise Value”.

Il Problema del “Financial Fair Play”.

Il 16 maggio 2014 il PSG raggiunse un accordo con il Club Financial Control Body dell’UEFA.
Il giorno 11 settembre 2015 il Club Financial Control Body dell’UEFA revocò una serie di restrizioni imposte.
Il 21/04/2017 la Club Financial Control Body Investigatory Chamber confermò che il Paris Saint-Germain ha pienamente rispettato tutti i requisiti e l'obiettivo generale dell’accordo di settlement agreement. Di conseguenza, ha abbandonato il regime di settlement dal 21.04.2017.

Il 1° settembre 2017, parte un’altra inchiesta sul Paris Saint-Germain.

Il 13 giugno 2018, la Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), guidata dall'Investigatore Capo, Yves Leterme, decise di chiudere l'investigazione sul Paris Saint-Germain, poiché la revisione dettagliata dei contratti di trasferimento e un'analisi dei relativi conti di gestione, avrebbero confermato che tali operazioni erano in linea con i regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e sul Fair Play Finanziario. La Camera Investigativa CFCB concluse affermando che “dopo significative rettifiche di valore di diversi contratti di sponsorizzazione per club - sulla base di valutazioni effettuate da periti di terze parti indipendenti - il risultato del pareggio di bilancio del club rimane entro lo scostamento accettabile per gli esercizi finanziari che si concludono nel 2015, 2016 e 2017. L'impatto finanziario delle attività di trasferimento a partire dall'estate 2017 - fino alla prossima finestra di mercato (compresa) - e il rispetto del requisito di pareggio per l'anno finanziario 2018, rimarranno sotto attento esame e verranno esaminati a fondo nelle prossime settimane.”

Il 22 giugno 2018, il  chief investigator dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), sulla base dell'articolo 16 (1) del Regolamento interno dell’UEFA Control Financial Control Body (“Article 16 - Review of decisions of the CFCB chief investigator”), ha ordinato alla Camera di prima istanza di riconsiderare la decisione presa dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), il 13 giugno 2018.

Il 3 luglio 2018, il Capo Investigatore dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha deciso di chiudere l'inchiesta e ha rinviato il PSG all'Adjudicatory Chamber per la decisione.

Il 19 settembre 2018, la Camera Arbitrale dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB), ha deciso e annunciato la volontà di rinviare il caso alla Camera di Investigazione CFCB per ulteriori indagini.
Il 3 ottobre 2018, Paris Saint-Germain ha presentato un ricorso al TAS per ottenere l'annullamento di tale decisione in base al fatto che l'articolo 16, paragrafo 1, delle norme applicabili prevedeva un periodo di ricorso di 10 giorni durante il quale impegnato e completato e che la decisione impugnata era ovviamente in ritardo.

Avverso tale decisione, il 5 novembre 2018, il PSG ha fatto ricorso al TAS.

La Corte di Arbitrato per lo Sport ha preso una decisione il 19 marzo 2019. Il TAS ha affermato che la decisione emessa il 13 giugno 2018 dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), in cui è stata chiusa l'inchiesta sulla conformità di Paris Saint-Germain con le regole del fair play UEFA, è definitiva.
Il motivo di tale decisione dovrebbe risiedere nel rispetto del termine di 10 giorni
Infatti, l’art. 16 paragrafo 1 afferma: “Any decision of the CFCB chief investigator to dismiss a case or to conclude a settlement agreement or to apply disciplinary measures within the meaning of Article 14(1)(c) may be reviewed by the adjudicatory chamber on the initiative of the CFCB chairman within ten days from the date of communication of the decision to the CFCB chairman.” La decisione del TAS di Losanna si basa sul mancato rispetto dei termini. In particolare fa leva sul periodo intercorso dalla data di notifica della decisione del capo investigatore del CFCB al presidente del CFCB, come stabilito all'articolo 16, paragrafo 1, del regolamento, come riportato sopra. La decisione impugnata, essendo stata formalizzata dopo i termini previsti, era di fatto in ritardo e pertanto doveva essere annullata.

Il 19 marzo 2019 la UEFA ha preso atto della decisione della Corte Arbitrale per lo Sport (TAS di Losanna) sul caso PSG.
Il 25 luglio 2019 i media hanno riportato delle indiscrezioni del New York Times con le quali venivano sollevati dei dubbi sul comportamento della UEFA che nel caso del PSG non avrebbe lottato per far rispettare le regole del fair play finanziario.

La UEFA ha smentito quanto sostenuto dal New York Times, affermando che “c'erano forti argomentazioni a sostegno dell'interpretazione presentata dal club”.

Lo stato patrimoniale.

Il totale dell’attivo ammonta a Euro 985.144.000 e registra una diminuzione del 3,1% rispetto all’importo del 2017/18.

Il 34,59% dell’attivo è rappresentato da immobilizzazioni immateriali riferibili al valore contabile netto della rosa calciatori.


Il totale dell’attivo riferibile alla sola società “Paris Saint-Germain Football SASP” è di Euro 965.390.200 (€ 992.017.900 nel 2017/18) con un capitale sociale di Euro 340.000.000.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto, al 30 giugno 2019, è positivo per Euro 467,57 milioni; mentre, al 30 giugno 2018 era positivo per Euro 439,98 milioni; al 30 giugno 2017 era positivo per Euro 77,92 milioni; mentre, al 30 giugno 2016, era positivo per € 64,5 milioni e al 30 giugno 2015, era positivo per € 54,2 milioni.
La variazione corrisponde sostanzialmente all’utile di esercizio.  

Il Patrimonio netto del bilancio della società “Paris Saint-Germain Football SASP” ammonta ad Euro 450.625.264 (Euro 424.212.962 nel 2017/18).

Il regolamento UEFA del Financial Fair Play, considera la regola del Patrimonio Netto non negativo come uno degli indicatori fondamentali; in particolare l’esistenza di un patrimonio netto negativo deteriorato è considerata come violazione del Regolamento stesso. Il PSG non ha problemi sotto questo punto di vista.
I mezzi propri finanziano il 47,5% dell’attivo; nell’esercizio precedente il 43,3%.

La Posizione Finanziaria Netta.


Considerando il finanziamento soci, la posizione finanziaria netta risulta negativa per Euro 73,1 milioni, mentre nel 201718 era positiva per Euro 33,3 milioni.
Nel 2016/17 era negativa per 98,1 milioni di Euro. Nel 2015/16 era negativa per 97,6 milioni di Euro. Nel 2014/15 la posizione finanziaria netta era negativa per Euro 91,6 milioni; nel 2013/14 era positiva per Euro 2,1 milioni e nel 2012/13 era positiva per 17,5 milioni di Euro. Nel 2011/12 era negativa per € 138,7 milioni.

Il finanziamento soci (“Comptes courants d’actionnaires”) aumenta da € 104,7 milioni a € 147,4 milioni. I prestiti effettuati dai soci finanziano il 15% dell’attivo (il 10,3% nel 201718). I debiti finanziari sono trascurabili, perché pari a circa mille Euro (circa mille Euro nel 201718). Le disponibilità liquide diminuiscono da € 138,05 milioni a € 74,35 milioni.

Ai fini del Financial Fair Play bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti per la compravendita di calciatori. Tale saldo è positivo per 57,9 milioni di Euro circa; mentre, nel 201718 era negativo per € 59,3 milioni. I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a circa € 119,75 milioni (€ 192,4 milioni nel 201718). I crediti per le cessioni dei calciatori ammontano a € 177,67 milioni (€ 133,8 milioni nel 201718).
Quindi, considerando i debiti verso i soci e il saldo tra crediti e debiti per la compravendita di calciatori, l’indebitamento finanziario resta inferiore al fatturato netto, anche non considerando gli “altri ricavi”.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il PSG non sembra evidenziare debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club parigino non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, non sembra che emergano debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

Il Valore della Rosa.

Le immobilizzazioni immateriali relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 340.715.000 (€ 410,7 milioni nel 201718).  La variazione in diminuzione è stata di € 69.938.000, pari al 17%.
La campagna trasferimenti 2018/19 ha registrato tra i principali acquisti a titolo oneroso: il riscatto di Kylian Mbappé (AS Monaco); Leandro Paredes (Zenit San Pietroburgo); Thilo Kehrer (FC Schalke 04) e Juan Bernat (FC Bayern Monaco).
Tra i calciatori ceduti figurano: Gonçalo Guedes (Valencia CF); Javier Pastore (AS Roma);
Yuri Berchiche (Athletic Bilbao); Odsonne Edouard (Celtic Glasgow); Yacine Adli(FC Girondins Bordeaux) e Jonathan Ikoné (LOSC Lilla).
L’incidenza sul totale dell’attivo, ammontante a € 985 milioni (€ 1,02 miliardi nel 201718), è del 34,59% (40,4% nel 201718).

Il 26 giugno 2018, l’A.S. Roma S.p.A. rese noto di aver acquistato a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Javier Pastore per un corrispettivo fisso di 24,7 milioni di euro. 

Il Conto Economico.

Nel 2018/19, il fatturato netto è aumentato del 18,2%, mentre i costi operativi sono aumentati del 7,6%, in misura meno che proporzionale all’aumento del fatturato. Nel 201718 il fatturato netto era aumentato del 10,8%, mentre i costi operativi aumentarono del 23,1%, in misura più che proporzionale all’aumento del fatturato.

Il fatturato netto imputabile alla sola società “Paris Saint-Germain Football SASP” è di Euro 588.571.900 (€ 497.461.183 nel 2017/18; € 458.653.901 nel 2016/17) ed un risultato netto di Euro 26.412.300 (+€ 39.577.000 nel 2017/18; -€ 6.846.000 nel 2016/17).

Il Fatturato.

Il fatturato, con esclusione delle plusvalenze, ammonta a 658,67 milioni di Euro (€ 557,3 milioni nel 201718). Invece, secondo la classifica della Deloitte “Football Money League” il fatturato è stato pari a Euro 635,9 milioni (€ 541,7 milioni nel 201718), molto probabilmente, la differenza può essere dovuta ai dati aggregati considerati dalla DNCG. In ogni caso, per la prima volta il fatturato supera la soglia dei 600 milioni di Euro e si colloca al quinto posto dietro club come Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Bayern Munchen.
Al 30/06/2017 il fatturato era pari a 503,03 milioni di Euro. Al 30/06/2016 il fatturato era pari a 542,4 milioni di Euro. Al 30/06/2015 il fatturato era pari a 483,9 milioni di Euro. Al 30/06/2014, il fatturato era pari a € 474,2 milioni. Al 30/06/2013, il fatturato segnava la cifra di € 399,5 milioni; nel 2011/12 era pari a € 222.387.000, mentre al 30/06/2011 era pari a € 100,9 milioni.

I ricavi da cessione diritti audiovisivi risultano pari a € 156,63 milioni (€ 127,86 milioni nel 201718), con un’incidenza del 23,8% (22,9% nel 201718) sul fatturato netto. L’incremento è stato di 28,8 milioni di Euro.
Il PSG detiene il 17,4% dei ricavi da cessione diritti audiovisivi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a € 900.786.000 (791,3 milioni di Euro nel 2017/18).

I ricavi televisivi per competizioni europee, pari a € 91,6 milioni rappresentano il 54% dei ricavi media totali del PSG. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 91,6 milioni per le competizioni europee (€ 64 milioni nel 2017/18; € 57,6 milioni nel 2016/17; € 70,3 milioni nel 2015/16); € 59,9 milioni per la “Ligue 1” (€ 56,7 milioni nel 2017/18; € 57,6 milioni nel 2016/17; € 47,1 milioni nel 2015/16) e 5,1 milioni di Euro per altri diritti audiovisivi (€7,2 milioni nel 2017/18; € 6,8 milioni nel 2016/17; € 6,6 milioni nel 2015/16).
Invero, dai dati di ripartizione dei proventi della UEFA Champions League ha determinato, pubblicati dall’UEFA, risultano ricavi per Euro 85.795.000 (€ 62.058.000 nel 2017/18; €55.313.000 nel 2016/17; € 70.803.000 nel 2015/16).
Nella Champions League del 2018/19, il Paris Saint Germain ha conseguito un risultato analogo alla precedente stagione, essendo eliminato agli ottavi (anche nel 201718 e nel 2016/17 ha raggiunto gli ottavi; nel 2015/16 eliminazione ai quarti).

Anche secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, i ricavi “Broadcasting” sono pari a € 156,6 milioni (€ 127,8 milioni nel 201718).

I ricavi da gare aumentano del 4,3% da € 48,37 milioni a € 50,46 milioni, con un’incidenza del 7,7%.
Il PSG detiene il 25,1% dei ricavi da gare di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 201,1 milioni di Euro.
I ricavi da biglietteria per competizioni europee, pari a € 10,5 milioni, rappresentano il 20,8% dei ricavi da biglietteria totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 10,5 milioni per le competizioni europee (€ 8,5 milioni nel 2017/18; € 7,1 milioni nel 2016/17; € 10,1 milioni nel 2015/16); € 40 milioni per le altre (€ 39,9 milioni nel 2017/18; € 35.3 milioni nel 201718; € 33,2 milioni nel 2015/16).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, forse a causa della diversa riclassificazione utilizzata, rispetto alla DNCG, i ricavi da gare sono pari a Euro 115,9 milioni (€ 100,6 milioni nel 201718), secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi da gare è del 18,2%.
Secondo il sito transfermarkt (link: https://www.transfermarkt.it/ligue-1/besucherzahlen/wettbewerb/FR1/plus/1?saison_id=2018) la media spettatori dello stadio del PSG, che ha una capacità di 49.691 spettatori in “Ligue 1” è stata di 46.911 (46.930 nel 2017/18; 45.159 nel 2016/17; 46.208 nel 2015/16).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 46.911 (46.929 nel 2017/18).

Il PSG detiene il 56,4% dei ricavi da sponsor e pubblicità, merchandising e altri ricavi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano complessivamente a 800,5 milioni di Euro.

I ricavi da sponsor e pubblicità sono pari a Euro 195,02 milioni. Nel 201718 era evidenziato un importo di € 141,84 milioni; nel 2016/17 era evidenziato un importo di € 154,16 milioni; nel 2015/16 di € 149,9 milioni e nel 2013/14 di € 129,25 milioni. L’incidenza sul fatturato netto, della voce “Sponsors – Publicité” è solo del 29,6% (25,4% nel 201718).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, a causa della diversa riclassificazione utilizzata, i ricavi commerciali sono pari a Euro 363,4 milioni (Euro 313,3 milioni nel 2017/18 ed Euro 274,1 milioni nel 2016/17), secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi commerciali è del 57,1%.
Secondo quanto riportato da Deloitte, sono stati siglati cinque nuovi accordi commerciali e sono stati prolungati i contratti con sei marchi globali. Sempre secondo Deloitte, i ricavi commerciali dovrebbero aumentare nuovamente nel 2019/20 a causa dell’inizio della sponsorizzazione del nuovo kit con “Accor Live Limitless”, il prolungamento dell'accordo con Nike e l’accordo per la sponsorizzazione del nuovo kit di allenamento del club con Rwanda Development Board.


Gli altri ricavi (“Autres produits”) ammontano alla cifra di Euro 256,56 milioni, con un’incidenza del 39%; mentre nel 201718, erano esposti per la cifra di € 239,26; nel 2016/17 erano pari a € 184,48 milioni, con un’incidenza del 36,7%; nel 2015/16, erano esposti per la cifra di € 225,15 milioni, con un’incidenza del 41,5%.  
L’incremento sull’esercizio precedente è stato di € 17,3 milioni, pari al 7,2%.

Da ricordare che nel 2011/12 in tale voce era stato allocato l’effetto retroattivo del contratto con l'Autorità del Turismo del Qatar, su cui si è tanto discusso, ai fini della sua rilevanza in termini di Fair Play Finanziario.
Non a caso si è addivenuti alla norma del Regolamento del Fair Play Finanziario che fissa il concetto di “Significant influence”, e di conseguenza la vestizione di parte correlata, ponendo il limite quantitativo in termini percentuali del 30% ai ricavi provenienti da una parte o da più parti aggregate.

Il Grafico seguente mostra l’evoluzione, nel corso degli anni, della distribuzione del fatturato del PSG, appare evidente l’importanza degli altri ricavi (“Autres produits”), che ha toccato il picco negli esercizi dal 2011/12 al 2013/14, ma che comunque è rimasta prevalente negli esercizi successivi.


I Costi.

I costi operativi per il 2018/19 sono aumentati solo del 7,6%, soprattutto per l’aumento del costo del personale, che è aumentato del 11,7%, cui ha fatto da contrappeso la diminuzione del costo degli ammortamenti, che sono diminuiti del 17,8%.
Il totale dei costi operativi aumenta del 7,6% (23,1% nel 201718) da € 654,46 milioni a € 704,42 milioni.
Il costo del personale aumenta di € 38,86 milioni (+11,7%) da € 332,06 milioni a € 370,92 milioni, con un’incidenza sul fatturato netto, senza plusvalenze, del 56,3%, entro il limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario.  

Fino al 2016/17 erano evidenziati come costi per la gestione dei calciatori “Les Coûts des mutations”, che comprendevano sia gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che le provvigioni spettanti agli agenti sui trasferimenti e che nel 2016/17 ammontavano a € 120,04 milioni.
Dallo schema 2017/18, vengono evidenziati separatamente il costo per gli ammortamenti calciatori che ammontava a € 149,48 milioni e il costo per gli agenti (“Honoraires d’agents / Intermédiaires”) che era pari a € 23,23 milioni.

Nello schema 2018/19, il costo per gli ammortamenti calciatori ammonta a € 122,87 milioni e il costo per gli agenti (“Honoraires d’agents / Intermédiaires”) risulta pari a € 25,8 milioni.
Gli altri costi ammontano a € 184,8 milioni (€ 149,69 milioni nel 201718) e registrano un incremento di € 35,12 milioni, pari al 23,5%.

Il Player Trading.



Il saldo economico dovuto alle operazioni dei trasferimenti calciatori è positivo per € 75,92 milioni (€ 145,39 milioni nel 201718). Tale voce non riesce a coprire il costo annuale relativo ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, comprensivo del costo degli agenti, pari a € 148,7 milioni (€ 172,7 milioni nel 201718). In particolare, gli ammortamenti risultano pari a € 122,87 (€ 149,8 milioni nel 2017/18) e il costo degli agenti ammonta a € 25,8 milioni (€ 23,23 milioni nel 2017/18).

La Gestione Finanziaria.

La gestione finanziaria è risultata negativa per € 2,2 milioni, mentre nel 201718 è stata negativa per € 12,3 milioni.

La Gestione Straordinaria.

La gestione straordinaria ha registrato un saldo positivo per € 4,3 milioni; mentre, nel 201718 era esposto un saldo positivo per € 3,6 milioni.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 32,2 milioni; mentre, nel 201718, era positivo per € 62,8 milioni e nel 2016/17, era negativo per € 19,41 milioni.

Il risultato aggregato del triennio 2016/17-2018/19, risulterebbe essere positivo, considerando anche il fatto che si dovrebbero anche escludere i costi non rilevanti.

Conclusioni.

La questione della conformità alle regole del Financial Fair Play, anche in considerazione della problematica che sta affrontando il Manchester City in conseguenza delle rivelazioni dei “Football leaks” potrebbe non essere conclusa del tutto.