sabato 17 novembre 2018

Appunti sul Budget 2019 del CONI




Luca Marotta


Il Consiglio Nazionale del Coni del 26 Ottobre 2018 ha approvato il Budget per l’anno 2019, rimodulando contestualmente il budget 2018.
Il budget annuale 2019 del CONI mostra un risultato economico di sostanziale pareggio (€51.091).
Tale risultato è dipeso dall’allocazione tra le risorse del contributo dello Stato determinato in continuità con l'esercizio precedente, seppur l'iter di approvazione della legge di stabilità 2019, non si sia concluso.

Il Budget del CONI rispecchia un sistema contabile di tipo economico-patrimoniale che tiene conto delle risultanze della gestione amministrativa centrale e delle Strutture Territoriali. Il documento contabile preventivo del CONI è predisposto e approvato a fine ottobre di ogni esercizio e su di esso grava il peso del vincolo del pareggio di bilancio, tenendo conto dei vincoli delle “disposizioni per l'armonizzazione e la raccordabilità dei documenti previsionali delle amministrazioni pubbliche”.

La Legge di Bilancio 2019 tratta dell’argomento riguardante il finanziamento del Coni. Precisamente l’articolo 48 dai commi 1 a 4, si occupa del Riassetto del Coni. Nel Dossier di accompagnamento alla Legge di Bilancio si legge: “Il comma 2 modifica l'attuale meccanismo di finanziamento dell'attività sportiva nazionale da parte dello Stato in modo che non venga più parametrato sulla base di una autorizzazione di spesa fissata per legge, ma ad una percentuale (pari al 32%) delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, derivanti dal versamento delle imposte ai fini IRES, IVA, IRAP e IRPEF in taluni settori di attività (gestione di impianti sportivi, attività di club sportivi, palestre e altre attività sportive) in una misura complessiva non inferiore a 410 milioni di euro annui.”


Il Valore della Produzione

Il totale del VALORE PRODUZIONE previsto per il 2019 è pari a € 451.559.398, in aumento di € 1.769.658 rispetto al budget 2018, pari allo 0,39%.



La Tabella sopra riportata mostra che il maggiore aumento previsto riguarda la voce “Contributi da Ministeri ed altri Enti Pubblici e Privati”; mentre la voce relativa alla parte ordinaria dei contributi dello Stato è quella che ha una maggiore incidenza (81,5%) ed è prevista invariata.

I Contributi dello Stato.

Per quanto riguarda l’importo del contributo dello Stato, poiché alla data della predisposizione del documento non era stato finalizzato l'iter normativo di approvazione della legge di bilancio 2019 dello Stato Italiano, è stato fatto riferimento, per la parte ordinaria, all'esercizio precedente.
L’importo del contributo dello Stato previsto per il 2019 ammonta complessivamente a 412,3 milioni di Euro, e comprende i contributi finalizzati di 6,4 milioni per l'organizzazione in Italia di alcuni eventi sportivi internazionali delle Federazioni e la stima del PREU (Prelievo Erariale Unificato).

Nella tabella a pagina 5 della Relazione al Budget 2019 figura il dettaglio del contributo dello Stato.




Da tale tabella emerge una riduzione dell8,6% del contributo complessivo dello Stato rispetto al 2011.
La voce Contributi da Ministeri e da altri Enti pubblici e privati, pari a € 21.570.387, accoglie i contributi assegnati al CONI da soggetti terzi, principalmente soggetti pubblici, per supportare finanziariamente progetti istituzionali dell'Ente. La componente di maggior rilievo è riferita al progetto "Sport e Periferie", per il quale è stato previsto per il 2019 uno stanziamento di € 16.334.000; mentre, per il 2018 era previsto l’importo di € 10.734.000. Nel budget del Coni è scritto che ii progetto "Sport e Periferie" è integralmente finanziato da apposito fondo governativo ed ha come obiettivo quello della ricognizione e l'implementazione di interventi di riqualificazione dell'impiantistica sportiva sul territorio, a favore dei Comuni e delle Associazioni Sportive Dilettantische, che siano risultati destinatari degli specifici interventi, all'esito della procedura di selezione. L'attuazione degli interventi spetta al CONI, che sottoscrive apposite convenzioni con gli enti destinatari. Ovviamente, a fronte dei contributi che si stima di incassare, figurano i corrispondenti costi per i progetti, in funzione dello Stato di avanzamento lavori.
Tra i progetti interamente finanziati da terzi, oltre al progetto “sport e periferie”, figura anche il progetto "La Nuova Stagione", che ammonta a Euro 4.689.000.  Tale progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro ed ha come obiettivo quello di facilitare l'inserimento lavorativo degli atleti al termine dell'attività sportiva. Anche in questo caso figurano i corrispondenti costi nella voce altri costi per beni e servizi riaddebitati da Coni Servizi.

I Ricavi previsti da sfruttamento marchio CONI per il 2019 ammontano ad € 8.789.555. Tale voce comprende gli accordi con i partner commerciali ammontano a € 5.697.000 e sono nella maggior parte di carattere monetario e in minor parte consistono in forniture in beni e servizi. Nell’ultimo caso trattandosi di scambio-merce, figurano anche i relativi costi. Un’altra componente di tale voce, pari ad € 3.091.000, è costituita dal ricavo per il contratto TOP IX stipulato con il CIO (per il quadriennio 2017-2020). Tale contratto prevede che il CONI, a fronte di un compenso predefinito per la durata del contratto, conceda al CIO la licenza di offrire ai PARTNER TOP l’utilizzo dei propri marchi.
A livello complessivo la voce risulta inferiore di € 1.182.028, anche perché il 2018 è stato un anno olimpico.

La voce Contributi e ricavi Strutture Territoriali ammonta ad € 8.060.000 ed accoglie: per l’importo di 8 milioni di Euro i contributi/ricavi che si prevede le Strutture Territoriali dell’Ente raccolgano a livello locale da terzi (Regioni, Provincie, Comuni ed altri Enti Locali, soggetti privati), per l’attività istituzionale di promozione sportiva, sia mediante progetti coordinati centralmente sia mediante iniziative locali e per € 60 mila, le previsione del corrispettivo che possa derivare ai Comitati da sponsor privati per l'attività di sfruttamento commerciale del marchio CONI a livello territoriale.

I Costi della Produzione



I costi della produzione previsti per il 2019 ammontano a € 451.559.398 (€ 449.789.740 per il 2018).
Il totale costi attività Centrale incide per il 94,85% sul totale dei costi del produzione.
Il totale costi Strutture Territoriali incide per il 5,15% sul totale dei costi del produzione.

La voce di costo con la maggiore incidenza risulta essere quella che riguarda i Contributi per attività istituzionale, con un’incidenza del 61,38% sul totale dei costi del produzione.
Tale voce comprende: Contributi Federazioni Sportive Nazionali per € 239.171.098 (245.078.047 per il 2018); Contributi Discipline Sportive Associate per € 3.500.000 (€ 3.619.500 per il 2018); Contributi Enti Promozione Sportiva per € 14.700.000 (€ 15.568.350 per il 2018); Contributi Forze Armate ed Associazioni Benemerite per € 3.815.810 (€ 3.817.120 per il 2018) e Contributi vari per € 15.608.273 (€8.182.403 per il 2018).
Dal 2011 al 2019 risulta una diminuzione del 10% del Contributo Coni alle Federazioni sportive. I Contributi Federazioni Sportive Nazionali comprendono la cifra di € 74.774.000, che riguarda il costo per Risorse Umane che riguarda lo stanziamento di contributi a favore delle FSN, per consentirne il sostenimento dei costi per risorse umane sia federali che ex-Coni Servizi SpA.

Il 32,12% dei costi della produzione riguarda l’Acquisto di beni e servizi, pari a € 144.826.806 (€142.666.757 per il 2018). Tale voce ricomprende: i Corrispettivi del Contratto di Servizio annuale con CONI Servizi per € 122.298.137 (€ 122.298.137 per il 2018); Altri costi per beni e servizi resi da Coni Servizi per € 15.553.887 (€ 9.113.540 per il 2018) e Altri costi per beni e servizi verso fornitori diversi dalla Coni Servizi SpA per € 6.974.781 (€ 11.255.080 per il 2018).

Il 5,15% dei costi della produzione riguarda i Costi Strutture Territoriali, pari a € 23.230.000. Tali costi sostenuti dalle Strutture Territoriali del CONI riguardano progetti inerenti:
- la promozione sportiva / scuole regionali sport / funzionamento;
- il progetto "sport di classe";
- il progetto "coni ragazzi".

Per la prima area progettuale risulta uno stanziamento complessivo per € 15.210.000. Per il progetto "sport di classe" € 7.800.000.

I Costi per gli organi dell'Ente, Comitati e Commissioni ammontano a € 1.789.318 (€ 1.865.570 per il 2018). Tali costi comprendono: Funzionamento Presidenza, Vice-Presidenza e Segreteria Generale per € 388.368 (€ 394.340 per il 2018); Funzionamento Giunta e Consiglio Nazionale per € 671.460 (€ 737.282 per il 2018); Funzionamento Collegio dei Revisori dei Conti € 23.078 (€ 25.536 per il 2018); Funzionamento Organi di Giustizia ed altre Commissioni € 555.411 (€ 557.411 per il 2018); Spese di rappresentanza per € 1.000 (€ 1.000 per il 2018) e Oneri previdenziali per € 150.000 (€ 150.000 per il 2018).

Tali costi riguardano principalmente le indennità, i gettoni di presenza e le spese di funzionamento degli Organi di indirizzo, amministrazione e controllo del CONI.

Conclusioni.

Da alcuni anni le risorse a disposizione del Coni hanno subito dei tagli. Il Budget presenta risorse disponibili allineate con l'esercizio precedente. Poiché il Coni ha il vincolo del pareggio di bilancio, deve strutturare i costi in base alle risorse a disposizione. Non a caso il budget 2019 chiude con un sostanziale pareggio.
Le cronache degli ultimi giorni narrano di un Presidente del Coni in disaccordo con il riassetto del Coni contenuto nell’articolo 48 del disegno di legge del Bilancio 2019.


venerdì 9 novembre 2018

Bilancio A.S. Roma 2017/18: la cessione di Nainggolan riduce la perdita.




 

Luca Marotta


La cessione di Nainggolan, comunicata il 26 giugno 2018, ha permesso di realizzare una plusvalenza di € 31.912.000 e di ridurre la perdita del bilancio consolidato di AS Roma Spa al 30.06.2018 alla cifra di 25,5 milioni di Euro. di AS Roma Spa si è chiuso con una perdita netta di € 25.498.000 (€ 42 milioni nel 2016/17) e con un Patrimonio Netto negativo per € 105.424.000 (€ -88,9 milioni nel 2016/17).
Le cessioni di calciatori “importanti”, in chiusura di esercizio, caratterizzano da alcuni anni il bilancio di AS Roma. Si può osservare che la cessione di Nainggolan a FC Internazionale Milano di giugno 2018, segue quella di Salah al Liverpool di giugno 2017 e la cessione di Pjanic alla Juventus nel giugno 2016.  Tali cessioni si sono rese necessarie anche per far fronte a quanto imposto dal Settlement Agreement stipulato con l’UEFA nel maggio 2015. Infatti, il 13 giugno 2018, la UEFA ha comunicato l'uscita dal regime transattivo, a conclusione delle azioni intraprese per il ripristino dell’equilibrio economico. Per i prossimi esercizi, AS Roma dovrà comunque rispettare le disposizioni del Fair Play Finanziario applicabili a tutte le squadre che gareggiano nelle competizioni UEFA.

L’esercizio 2017/18 di AS Roma SpA si è giovato degli effetti positivi del percorso in Champions League, culminato con la semifinale, e degli effetti iniziali della stipula del contratto con il nuovo Main Sponsor “Qatar Airways”.

Al 30 giugno 2018, l’indebitamento finanziario netto, è aumentato a 218,76 milioni di Euro e risulta e le spese per il personale rappresentano il 63,3% del fatturato netto.

Dal punto di vista sportivo, nel 2017/18 AS Roma ha raggiunto la semifinale dei UEFA Chanpions League; il terzo posto in campionato e gli ottavi di finale in Coppa Italia.

Per quanto riguarda il “Settlement Agreement”, che nel maggio 2015 AS Roma stipulò con la UEFA, il quale determinava tra l’altro una sanzione, di cui una parte condizionata, ed alcune limitazioni per gestire il deficit economico che si era verificato durante le stagioni precedenti, il 13 giugno 2018, la UEFA ha comunicato l'uscita dal regime transattivo, riconoscendo la conformità ai requisiti di break-even per le stagioni passate.

La Proprietà.

AS Roma SpA è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 04/11/2018, per il 79.04% da NEEP ROMA HOLDING SPA; per il 3,125% da AS ROMA SPV LLC e la parte restante costituisce il flottante. Il Dichiarante ovvero il soggetto posto al vertice della catena partecipativa risulta: AS ROMA SPV LLC (società gestita da un Investor Committee formato da 5 componenti e amministrata dalla AS ROMA SPV GP LLC in qualità di managing member).

La continuità aziendale.

Il Regolamento del Fair Play Finanziario richiede che il bilancio consolidato sia certificato da un revisore esterno, e non presenti eccezioni relative alla continuità aziendale (‘going concern’).
Per Continuità Aziendale si può intendere la capacità di onorare gli impegni, ovvero l’attitudine dell’impresa a durare nel tempo.

Sul punto, i revisori di BDO sono giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e non hanno evidenziato incertezze significative riguardo la capacità della Società di continuare ad operare come un’entità in funzionamento.

A seguito del risultato civilistico conseguito nel primo semestre 2017/18, AS Roma SpA si è ritrovata nella situazione prevista dall’articolo 2446 del Codice Civile, ossia perdita di oltre un terzo del capitale a seguito di perdite, e l’Assemblea convocata all’uopo per decidere sul da farsi, ha deciso di rinviare l’eventuale adozione dei provvedimenti necessari all’Assemblea di approvazione del bilancio di esercizio al 30 giugno 2018. Il buon andamento registrato nel secondo semestre dell’esercizio 2017/18, con un del risultato economico civilistico positivo per circa 19 milioni di euro, e gli effetti positivi dell’Aumento di Capitale, pari a circa 9,3 milioni di euro, non hanno permesso il superamento della fattispecie prevista dall’art. 2446 del Codice Civile. 

Per attestare i presupposti della continuità aziendale, il Consiglio di Amministrazione della Società ha predisposto un revised budget per l’esercizio 2018/19, che prevede un Risultato economico per l’esercizio 2018/19 in miglioramento rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2018, seppur ancora in perdita. Inoltre, le plusvalenze realizzate nel primo trimestre dell’esercizio 2018/19 (vedi Alisson), e i proventi derivanti dalla partecipazione al Group Stage della UEFA Champions League, hanno permesso il conseguimento di un utile di periodo e un incremento del Patrimonio netto rispetto a quanto registrato al 30 giugno 2018. 

I fabbisogni finanziari del Gruppo saranno coperti attraverso i flussi finanziari generati sia dall’attività ordinaria, che dall’ulteriore ricorso all’indebitamento finanziario. Inoltre, come già scritto nelle relazioni al bilancio precedenti, gli Amministratori hanno evidenziato, che qualora servisse della liquidità il club potrebbe vendere alcuni calciatori importanti, il cui valore contabile è ampiamente inferiore al valore di mercato. Nella sostanza, secondo gli Amministratori, il valore di mercato complessivo dei calciatori “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.

Pertanto, la società ed il Gruppo sono stati considerati in una situazione di continuità aziendale e su tale presupposto è stata redatto il bilancio.

Gli Amministratori hanno tenuto ad evidenziare che “l’azionista di riferimento, per il tramite della controllante Neep Roma Holding S.p.A., ad oggi non è mai venuto meno agli impegni assunti”.

Il perimetro di consolidamento.

L’area di consolidamento del bilancio consolidato comprende i bilanci della Capogruppo A.S. Roma S.p.A. che controlla le partecipate Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl, al 99,98%; ASR Media and Sponsorship Srl, all’11,34%  e di Roma Studio S.r.l, con capitale sociale interamente detenuto dalla AS Roma.. A sua volta, Soccer Società in Accomandita Semplice di Brand Management Srl controlla all’88,66% ASR Media and Sponsorship Srl.

La Struttura Patrimoniale

La struttura patrimoniale mostra il prevalere delle passività sulle attività, con un patrimonio netto consolidato negativo. E’ presente una fortissima incidenza del valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari al 49,9%.  Il capitale circolante netto è negativo per 90,38 milioni di Euro, a causa di un capitale corrente, al netto delle componenti finanziarie, negativo per € 83.512.000 (-€ 64,2 milioni nel 2016/17) e di una Posizione finanziaria netta consolidata a breve termine negativa per € 6.864.000 (€ 22,499 milioni nel 2016/17).



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,82 (0,83 nel 2016/17), ciò vuol dire che il valore contabile dei beni risultanti dal bilancio non sarebbe sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei calciatori è superiore al valore contabile in quanto il valore contabile contiene “valori inespressi” riferibili ai calciatori acquisiti in regime di svincolo e a calciatori il cui effettivo valore di mercato supera il valore contabile, si pensi ad Alisson.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,61 (0,81 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.

Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,80, superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2019/20.  
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Inoltre il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.

Uno degli indicatori del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario riguarda il Patrimonio Netto, che non deve essere negativo e qualora lo fosse, non dovrebbe evidenziare una situazione di deterioramento. Per quanto riguarda il bilancio consolidato 30 giugno 2018, il Patrimonio netto, comprensivo delle interessenze dei terzi, è negativo € 105,42 milioni e presenta una situazione in peggioramento rispetto al 2016/17; infatti, nel 2016/17 il Patrimonio netto consolidato era negativo per 88,9 milioni di Euro. Nel 2015/16 era negativo per € 117 milioni. Nel 2014/15 era negativo per 102,3 milioni di Euro; nel 2013/14 era negativo per 81,3 milioni di euro; nel 2012/13 era negativo per 66 milioni di euro; nel 2011/12 era negativo per 52,5 milioni di euro e nel 2010/11 era negativo per 44 milioni di euro.  Il Patrimonio netto consolidato negativo sembra essere una costante.
La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata negativa per € 16,5 milioni, a causa principalmente della perdita di 25,5 milioni di Euro e alla variazione di capitale sociale.

Il capitale sociale di A.S. Roma S.p.A. risulta pari ad Euro 94.332.348, suddiviso in n.628.882.320 azioni ordinarie. Durante l’esercizio si è conclusa l’operazione di aumento del Capitale Sociale di € 34.697.000, che ha comportato anche l’aumento della riserva sovrapprezzo azioni per € 65.169.000. Per tale aumento di € 99.866.000 complessivi, sono stati utilizzati € 90.501.000 da Riserva azionisti c/aumento capitale sociale, determinando un apporto netto di € 9.365.000.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione è negativo, a causa del patrimonio netto consolidato negativo.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
La voce “debiti” riclassificata al 30.06.2018 ammonta a € 561,4 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 303,3 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,85, comunque superiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2019/20.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,5, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.

La Posizione finanziaria netta consolidata al 30 giugno 2018, è negativa per 218,76 milioni di Euro e risulta in peggioramento rispetto al dato 2016/18 che era negativo per 192,5 milioni di Euro.
La presenza di una posizione finanziaria netta negativa significa che i debiti finanziari pari a € 266,4 milioni superano le disponibilità liquide pari a € 30,9 milioni e i crediti finanziari pari a 16,7 milioni di euro.

L’indebitamento finanziario lordo, pari a 266,4 milioni di Euro (€ 261,1 milioni nel 2016/17), riguarda per la maggior parte il debito per il contratto di finanziamento, sottoscritto nel febbraio 2015 e modificato nel giugno 2017, con Goldman Sachs International e Unicredit S.p.A., per € 218.400.000, di cui € 16.588.000 a breve termine. Da notare che tale finanziamento, nel 2017/18, ha determinato interessi passivi per € 20.072.000.
La parte restante riguarda: € 20.063.000,  per finanziamenti bancari di breve periodo, nella forma di scoperti temporanei di conto corrente; € 959.000, per debiti verso banche e istituti finanziari, relativi all'addebito delle operazioni effettuate a mezzo carte di credito aziendale; € 1.731.000, per 3 muti erogati, di cui €  918 mila erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo per lavori di adeguamento del Centro Sportivo di Trigoria; € 76 mila per debiti verso società di leasing e altri Istituti Finanziari ed € 25.980.000, verso la controllante Neep Roma Holding S.p.A..

Il debito verso Neep Roma Holding S.p.A. potrebbe fruttare interessi in futuro, nella misura massima del 10%, che dipenderà dall’entità del risultato economico consolidato del Gruppo NEEP Roma Holding.
L’operazione di finanziamento denominata "Project Wolf", del 22 giugno 2017, che modifica il contratto di finanziamento sottoscritto in data 12 febbraio 2015 con Goldman Sachs International e Unicredit, ha consentito di utilizzare un incremento della linea di credito per un ammontare pari ad 68,6 milioni di euro. La data di scadenza è stata estesa sino al giugno 2022. La linea di credito erogata con il contratto di finanziamento è stata incrementata da Euro 175 milioni sino ad Euro 230 milioni e il tasso di interesse è rimasto invariato: Euribor 3 mesi, con un minimo di 0,75% e spread del 6,25%.

I crediti finanziari, pari a Euro 16,7 milioni, riguardano depositi su conti correnti posti a garanzia di impegni assunti nell’ambito del contratto di finanziamento sottoscritto con Unicredit e Goldman Sachs nel mese di febbraio 2015 e del suo accordo modificativo del 22 giugno 2017.



I crediti verso società di calcio nel complesso ammontano a € 87.519.000, di cui € 38 milioni verso FC Internazionale Milano per Nainggolan (di cui solo 12 milioni di Euro sono correnti); € 11,7 milioni verso il Bologna ed € 13,9 milioni verso lo Zenit.
I debiti verso società di calcio nel complesso ammontano a € 175.935.000, di cui € 18 milioni verso verso FC Internazionale Milano per Santon-Zaniolo (di cui solo 8,5 milioni di Euro sono correnti); € 15,5 milioni verso la Sampdoria; € 17,25 milioni verso l’Ajax per Kluivert ed € 24,5 milioni verso il Sassuolo per Pellegrini-Defrel.

La posizione finanziaria netta negativa aumentata del saldo a debito verso squadre di calcio e dei debiti fiscali e previdenziali rateizzati non correnti ammonterebbe a 307,18 milioni di Euro e risulterebbe superiore ai ricavi di esercizio.

La posizione finanziaria netta in rapporto all’EBITDA, che è positivo per € 66.733.000 (€ 44.269.000 nel 2016/17), nel 2017/18 migliora da 4,35 a 3,28. In altre parole, la differenza tra ricavi e costi operativi, senza considerare gli ammortamenti, determinatasi nel 2017/18, se si ripetesse negli anni successivi, riuscirebbe a rimborsare il debito netto in tre anni e tre mesi circa.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, figurano mutui erogati dal Credito Sportivo per finanziare i lavori di adeguamento del Centro Sportivo di Trigoria pari a € 918.000, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Rendiconto Finanziario

La gestione 2017/18 ha determinato un flusso monetario complessivo negativo per € 18.217.000, corrispondente alla Variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi.
Al 30.06.2018, i saldi bancari passivi ammontano a € 22.793.000.

Il Rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto, rettificando il Reddito d’esercizio dalle altre componenti di natura non monetaria. Il risultato prima delle imposte è negativo per € 17.747.000; il Flusso Monetario da Attività Operativa è stato negativo per € 19.261.000; il Flusso monetario dalla gestione di diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori è risultato positivo per € 28.849.000, determinato da acquisti, cessioni e variazioni di debiti e crediti verso società di calcio; il Flusso monetario dell'attività di investimento è stato negativo per € 2.594.000 e il Flusso monetario da attività di finanziamento è stato negativo per € 7.464.000.



Altri Debiti.

AS Roma SpA, ai fini del Fair Play Finanziario non presenta problemi di “overdue payables”, perché gli Amministratori nella Relazione hanno scritto per quanto riguarda i Debiti Tributari che alla data di pubblicazione della Relazione Finanziaria Annuale “sono state regolarmente pagate imposte e ritenute, e non risultano debiti tributari scaduti”; mentre, per quanto riguarda i Debiti verso Tesserati risulta corrisposta la retribuzione relativa alla mensilità di agosto 2018.

I debiti tributari correnti, al 30 giugno 2018, risultano pari a € 7.429.000, di cui € 5.737.000 per IRPEF corrente per ritenute su emolumenti oltre a € 1.672.000 per IRAP.
I debiti verso il personale ammontano a € 30.989.000 (€ 22,5 milioni nel 2016/17). Gli emolumenti dovuti al personale tesserato sono pari a € 27.991.000 (€ 19.847.000 nel 2016/17), per le mensilità relative a giugno 2018 oltre ai premi. Gli emolumenti dovuti al personale dirigente e dipendente sono pari a € 2.998.000 (€ 2.687.000 nel 2016/17) e sono relativi alle ferie e quota parte della 13^ mensilità ed altre retribuzioni differite, maturate a fine esercizio.
I Debiti verso Istituti Previdenziali sono pari a € 1.688.000 (€ 1.221.000, al 30 giugno 2017), di cui € 1.492.000 verso l’INPS.
Esistono dei contenziosi importanti come quello con ‘BASIC ITALIA’, ex sponsor tecnico, per il quale gli Amministratori ritengono che non sia possibile effettuare una previsione sull’esito.

Il Valore della Rosa

Il valore netto dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 237.920.000, nel 2016/17 era pari a € 188.937.000.
La variazione è stata causata da investimenti per € 144,93 milioni (€ 91,3 milioni nel 2016/17); da cessioni per un valore contabile netto € 39,6 milioni (€ 41,5 milioni nel 2016/17) e da ammortamenti per € 56,3 milioni (€ 53,4 milioni nel 2016/17).
Il valore di cessione dei calciatori è stato di € 81.620.000 (€ 134.803.000 nel 2016/17).

Dal punto di vista finanziario gli investimenti nella rosa calciatori al netto dei disinvestimenti e delle variazioni dei crediti e debiti verso società calcistiche ed enti di settore hanno inciso sui flussi di cassa negativamente per un importo pari a € 28.849.000 (€ 9.035.000 nel 2016/17).



L’AS Roma capitalizza, come oneri accessori di diretta imputazione, le prestazioni professionali, rese da intermediari sportivi per l’acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori, non condizionate alla permanenza degli stessi presso la Società. Nell’esercizio 2017 risulta capitalizzata nella voce relativa ai diritti alle prestazioni sportive di calciatori la cifra di Euro € 18.389.000 (€ 9.973.000 nel 2016/17). Al 30.06.2018, il costo storico di tali oneri, per i calciatori in organico è pari a 35.393.000 Euro (€22.548.000 nel 2016/17).
Anche a supporto della continuità aziendale, gli Amministratori hanno ribadito che il valore di mercato dei diritti pluriennali dei calciatori, è superiore al valore contabile.

Al 30 giugno 2018, tra i calciatori col valore residuo contabile più elevato ci sono 9 calciatori con almeno un valore contabile residuo di 10 milioni di Euro, precisamente: CENGIZ UNDER per € 12.666.000; DEFREL per € 15.926.000; GERSON per € 12.199.000; KARSDORP per € 13.280;000; KLUIVERT per €21.250.000; PASTORE per € 25.661.000; PELLEGRINI Lorenzo per € 10.532.000; SANTON 10.000.000 e SCHICK per € 18.796.000.
Al di sotto dei 10 milioni di valore residuo figurano calciatori come Coric con 9 milioni di Euro; Bianda con € 6.245.000; Dzeko con € 9.262.000; PERES con € 9.200.000; PEROTTI con € 6.287.000; EL SHAARAWY con € 6,5 milioni; STROOTMAN con € 7.424.000; Manolas con € 6.501.000; Zaniolo con € 5,7 milioni e Alisson con € 4.980.000.
Da notare che il valore della Rosa comprende calciatori acquistati per la stagione sportiva 2018/19, per i quali non sono stati calcolati gli ammortamenti, come Pastore, Kluivert, Coric, Bianda, Mirante, Santon, e Zaniolo.

La Gestione Economica

La gestione economica registra un Margine Operativo Lordo (EBITDA) positivo per € 66.733.000 (€ 44.269.000 nel 2016/17).
Nell’ultimo esercizio, i Ricavi consolidati, al netto dei risultati della gestione operativa del parco calciatori, sono pari a € 250.867.000 (€ 175 milioni nel 2016/17) e segnano un incremento del 43,4%. I Costi Operativi consolidati al 30 giugno 2018, sono pari a € 230.056.000 (€ 209,8 milioni nel 2016/17) e segnano un incremento del 9,7% circa.
In definitiva, nel 2017/18, i ricavi operativi sono aumentati in misura percentuale maggiore di quella dei costi operativi.



Il grafico seguente evidenzia l’evoluzione del fatturato netto e quella del costo del personale allargato, inteso come somma del costo del personale e relativi ammortamenti.



Si nota come nel periodo delle stagioni sportive dal 2005/06 al 2010/11, il fatturato netto abbia superato il costo del fattore lavoro. Successivamente dal 2011/12 il costo del fattore lavoro ha “assorbito”, se non superato, tutto il fatturato netto, l’esercizio 2017/18 dimostra l’importanza del risultato sportivo nelle competizioni europee. Quando il costo del fattore lavoro si equivale con il fatturato netto è necessario ricorrere alla leva del player trading per salvaguardare l’equilibrio economico.

I Ricavi.

L’evoluzione nel tempo della composizione del fatturato di AS Roma non mostra una struttura equilibrata tra le varie fonti di ricavo, a causa della bassa incidenza dei ricavi commerciali, quindi è “teledipendente”, a questo si deve aggiungere che una parte dei proventi UEFA sono classificati tra i ricavi da gare.



I ricavi della Roma, come la maggior parte delle squadre italiane, dipendono principalmente dai diritti TV, che risultano pari a € 128.557.000 (€ 105,6 milioni nel 2016/17) ed incidono per il 51,2% sul fatturato netto, con un incremento di € 22.984.000. Occorre evidenziare che AS Roma, per quanto riguarda i proventi UEFA, contabilizza nei ricavi per diritti TV solo la quota parte del Market pool; mentre, la quota rimanente è considerata come ricavi da gare.
Pertanto, per quanto riguarda i ricavi per la cessione dei diritti TV, la quota parte del Market pool riconosciuta per la partecipazione ai play-off di UEFA Champions League, ha fruttato solo € 45.602.000 (€ 10.612.000 nel 2016/17) a causa della partecipazione alla fase a Gironi, agli ottavi, ai quarti e alla semifinale di Uefa Champions League. Nel 2016/17 figuravano anche € 8.202.000 di euro, per la UEFA Europa League.
I “Diritti Centralizzati LNP Serie A” sono pari a € 73.937.000 (€75.748.000 milioni nel 2016/17); mentre i proventi TV Tim Cup sono pari ad € 273 mila (€ 4,9 milioni nel 2016/17). La commercializzazione della Library A.S. Roma e del canale tematico “Roma TV” ha fruttato rispettivamente ricavi per € 4.138.000 (€ 4.138.000 nel 2016/17), ed € 2.562.000 (€ 2.484.000 nel 2016/17). La commercializzazione dell’accesso al segnale delle gare casalinghe della squadra, ha determinato ricavi per € 1.531.000 (€ 1.645.000 nel 2016/17).

I ricavi da gare aumentano del 119%, precisamente di € 41,9 milioni, segnando la cifra di € 77,2 milioni (€ 35,2 milioni nel 2016/17). Tali ricavi incidono sul fatturato per il 30,8%.
Tra i ricavi da gare sono contabilizzati i ricavi UEFA Champions League per € 52.784.000 (€ 4.192.000 nel 2016/17). Tali ricavi comprendono: il ‘participation bonus’ e il ‘performance bonus’della Champions League per € 38.200.000 (€ 3 milioni nel 2016/17); i ricavi da biglietteria delle gare casalinghe della Champions League per € 14.584.000 (€ 1.192.000 nel 2016/17).  
I ricavi da biglietteria delle gare di Campionato sono stati pari a € 11.598.000 (€ 10.288.000 nel 2016/17). I ricavi da abbonamenti della stagione sportiva 2017/18, con circa 21.973 tessere, hanno determinato un ricavo pari a € 8.919.000, in calo di € 166 mila rispetto al 2016/17, quando toccarono la cifra di € 9.085.000, con 19.014 abbonamenti.
La Tim Cup ha permesso di incassare € 242.000 (€ 2.185.000 nel 2016/17), invece le amichevoli hanno permesso di ricavare € 3.628.000 (€ 986.000 nel 2016/17).
I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 11.842.000 (€ 5.397.000 nel 2016/17) e hanno un’incidenza del 4,7%, con una variazione positiva del 119,4%. Tali proventi si riferiscono alla sponsorizzazione NIKE, relativa al contratto del mese di agosto 2013, per limporto di Euro 5.842.000 e per l’importo di € 6.000.000 al nuovo Sponsor ufficiale, Qatar Airways. Dal 2017/18, con la compagnia aerea Qatar Airways, è diventata “Main Global Partner” e Sponsor di maglia ufficiale della Prima Squadra, fino al 30 giugno 2021. Nel bilancio è segnalato che il contratto con Qatar Airways prevede, altresì, un corrispettivo pari a 11 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, oltre una serie di bonus tra loro cumulativi, che verranno riconosciuti al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi. 
I proventi pubblicitari risultano in aumento da € 10.831.000 a € 13.814.000. L’incidenza sul fatturato è del 5,5%. I proventi pubblicitari sono inclusivi della vendita dei pacchetti “Premium Seats Corporate” dello Stadio Olimpico.
Gli “Altri ricavi delle Vendite e delle prestazioni”, risultano pari a € 7.808.000 (€ 8.056.000 nel 2016/17) ed incidono per il 3,11% sui Ricavi consolidati. Tali ricavi riguardano le attività commerciali di Merchandising e Licensing della Soccer SAS e registrano un incremento di € 1.736.000.
Gli altri proventi aumentano da € 9.631.000 a € 11.627.000. Tale voce include indennizzi assicurativi infortuni calciatori per € 5.114.000 (€ 2.052.000 nel 2016/17) e il contributo della Lega Nazionale Professionisti per € 2.086.000 (€ 2.206.000 nel 2016/17).

La Gestione Economica del Parco Calciatori.

La Gestione operativa del parco calciatori vede il prevalere dei componenti positivi per € 45.922.000 (€ 79,1 milioni nel 2016/17).

Le plusvalenze sono pari a € 63.464.000 (€ 95,16 milioni nel 2016/17) e hanno riguardato i seguenti calciatori: Nainggolan ceduto all’Inter per € 38 milioni, con una plusvalenza di € 31.912.000; Emerson Palmieri ceduto al Chelsea per € 19.283.000, con una plusvalenza di € 17.647.000; Skorupski ceduto al Bologna per € 9.000.000, con una plusvalenza di € 8.506.000; Tumminello ceduto all’Atalanta per € 5 milioni, con una plusvalenza di € 4.488.000.

Le Minusvalenze ammontano a € 6.496.000 (€ 327 mila nel 2016/17) e riguardano Iturbe (Tijuan) per € 3.447.000; Doumbia (Sporting Lisbona) per € 2.334.000; Moreno (Real Sociedad) per 401 mila euro; Zukanovic (Genoa) per 294 mila euro e Falasco (Avellino), per 20 mila euro.

I proventi relativi ai prestiti ammontano a € 1.151.000 (4,6 milioni di Euro nel 2016/17) e riguardano: Mario Rui (Napoli) per 413 migliaia di euro, Doumbia (Sporting Lisbona) per 238 migliaia di euro e Sadiq (Torino) per 500 migliaia di euro.

Gli oneri per l’acquisizione temporanea di calciatori ammontano a € 5.990.000 (€ 5,45 milioni nel 2016/17) e riguardano principalmente i calciatori: Defrel (Sassuolo), per 2.884 migliaia di euro; Schick (Sampdoria), per 2.606 migliaia di euro; Silva (Sporting), per 480 migliaia di euro e Trusescu (FC Donut) per 20 migliaia di euro.

I Costi.

In base all’art. 62 comma 4 del Regolamento del Fair Play Finanziario, la U.E.F.A. può richiedere maggiori informazioni economiche e finanziarie e chiarimenti ai club che presentano un costo del personale tesserato (rappresentato da stipendi e ammortamenti) superiore al 70% dei ricavi.

Il costo del personale ammonta a € 158.840.000 (€ 145.026.000 nel 2016/17) ed incide per il 63,3% sui ricavi operativi e per il 69% sui costi operativi. Il costo del Personale tesserato ammonta a € 141.031.000 (€ 128.983.000 nel 2016/17) ed incide per il 56,2% sui ricavi operativi, entro i limiti auspicati dal Fair Play Finanziario.

Nell’esercizio sono stati effettuati Ammortamenti e svalutazioni consolidati per € 59.220.000 (€ 58.855.000 nel 2016/17), di cui € 56.341 .000 (€ 53.444 .000 nel 2016/17) riferiti a diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori.
L’incidenza degli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori sul fatturato netto è del 22,5%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,72 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2018/19.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI

Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 55% (44,9% nel 2016/17), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 55 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa 22 mesi, e quindi inferiore ai 2 anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 6.967.0000 e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 1,5 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero persi circa 3,8 Euro.

Le Spese per godimento beni di terzi ammontano a € 10.671.000 (€ 9.793.000 nel 2016/17), e riguardano principalmente l’affitto dello Stadio Olimpico per € 3.650.000; i Canoni di locazione degli “A.S. Roma Store” per € 1.282.000 (€ 1.277.000, nel 2016/17) e l’affitto di Trigoria, riconosciuto ad A.S. Roma Real Estate, per € 2.700.000 (€ 2.700.000 nel 2016/17). Il contratto di affitto scadrà il 31 dicembre 2024, con facoltà di tacito rinnovo per un ulteriore periodo di sei anni.

I costi specifici tecnici, pari a € 6.336.000 (€ 4.961.000 nel 2016/17), comprendono i costi per consulenze tecnico-sportive e collaborazioni tecniche, per € 4.796.000 (€ 3.514.000 nel 2016/17).

Le spese generali ed amministrative, risultano aumentate da € 18.697.000 a € 19.991.000.
Tali spese includono Euro 6.701.000 (€ 6.171.000 nel 2016/17) per Spese per consulenze professionali; spese per € 707 mila (€ 886 mila nel 2016/17) per compenso riconosciuto ad AS Roma SPV GP LLC, per servizi di consulenza strategica e direzionale; € 150.000 per Emolumenti al Consiglio di Amministrazione (€ 175.000 nel 2016/17); compensi per € 60 mila riconosciuti alla controllante NEEP Roma Holding per servizi Corporate, (€ 66 mila nel 2016/17) e i costi di produzione di “Roma TV” e “Roma Radio” per € 4.878.000.

Negli oneri diversi di gestione pari a € 6.283.000 (€ 5.711.000 nel 2016/17) figurano i Costi accesso segnale televisivo LNP per € 1.063.000 (€ 1.229.000 nel 2016/17).

Nel 2017/18, aumenta di nuovo il peso negativo della Gestione finanziaria da € 21,31 milioni a € 24,71 milioni. La voce principale riguarda gli Interessi passivi del finanziamento “Facility agreement” per € 20.072.000 (€ 15.390.000 nel 2016/17).
Figurano anche Proventi per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 871.000 e Oneri per adeguamenti crediti / debiti commerciali per € 2.384.000.

Il Break-even result.

Il bilancio consolidato 2017/18 unitamente a quello relativo al 2016/17 e 2015/16 costituisce bilancio oggetto del periodo di monitoraggio ai fini del Fair Play Finanziario.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 17.747.000. Nel 2016/17, il risultato prima delle imposte era negativo per € 36.095.000, nel 2015/16 era negativo per € 6.750.000. Pertanto, l’aggregato del risultato prima delle imposte, relativo al periodo di monitoraggio, è negativo per € 60.592.000, da tale aggregato bisogna escludere i costi non rilevanti, e rispettare la soglia di tolleranza dei 30 milioni di Euro. In base a quanto scritto dagli Amministratori tale parametro non è stato rispettato.

Il Nuovo Stadio.

Nella Relazione Finanziaria Annuale sono riportate alcune notizie sul Nuovo Stadio.
La Conferenza di Servizi convocata dalla Regione Lazio si è pronunciata sull’intero nuovo progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle, con provvedimento del 22 dicembre 2017, che è stato trasmesso alle Amministrazioni Locali il 2 gennaio 2018.

Il 12 giugno 2018, sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni da parte dei terzi.

Nella Relazione Finanziaria Annuale è scritto che l’Assemblea Capitolina dovrà approvare la Variante Urbanistica contemporaneamente alla Convenzione Urbanistica, che è in corso di negoziazione fra Amministrazione e Proponente.

Sarà la Giunta Regionale, con propria deliberazione, che approverà la variante e costituisce permesso di costruire, sostituendo ogni altra autorizzazione acquisita in Conferenza.

Tuttavia, le cronache hanno parlato di problemi giudiziari, che potrebbero determinare novità.

Conclusioni.

Per il 2018/19, gli Amministratori prevedono un Risultato economico, ancora negativo, ma in miglioramento rispetto all’esercizio chiuso al 30 giugno 2018. Tuttavia, i risultati economici continueranno a dipendere dai risultati sportivi e dalle plusvalenze dei calciatori che saranno realizzate nell’esercizio. Infatti, la campagna trasferimenti estiva per il 2018/19 ha già registrato importanti plusvalenze derivanti dalla cessione di Alisson al Liverpool per € 62,5 milioni + € 10 milioni di bonus, seguita da quella di Strootman al Marsiglia per € 25 milioni + € 3 milioni di bonus.
Sulle plusvalenze gli Amministratori confidano molto, anche per garantire i fabbisogni finanziari dell’attività operativa. Essi hanno ribadito che i diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, hanno un valore di mercato complessivo ampiamente superiore al valore contabile e questa circostanza “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”.


venerdì 2 novembre 2018

FC Barcelona 2017/18: 209 milioni di plusvalenze e settimo utile consecutivo!




Luca Marotta


La plusvalenza realizzata con la risoluzione contrattuale di Neymar è stata decisiva per il bilancio 2017/18 del Barcellona, ai fini d’esposizione del settimo utile consecutivo, anche se bisogna evidenziare che la clausola di rescissione di Neymar è stata reinvestita nell’acquisto di calciatori, determinando un aumento degli ammortamenti e del costo del personale, che hanno contribuito a ridurre l’utile.
Il bilancio 2017/18 del Barcellona, si è chiuso con un utile netto di € 12,9 milioni e con un fatturato netto record di 691,5 milioni di Euro, che per la terza volta consecutiva sfonda il muro dei 600 milioni di Euro.
A fronte di un fatturato netto record e di plusvalenze altrettanto record, figura un utile netto di 12,9 milioni.
Bisogna evidenziare che, mentre il fatturato netto è stato pari a circa 691 milioni, i ricavi lordi, comprensivi di plusvalenze, considerati dagli Amministratori, nella divulgazione dei dati di bilancio aumentano alla cifra record di 914 milioni di Euro da 708 milioni di Euro e superano per la prima volta la cifra dei 900 milioni. Nel 2016/17 l’utile netto di esercizio era pari a € 18,1 milioni e nel 2015/16 a € 28,77 milioni.

L'utile prima delle imposte risulta pari a circa € 20,15 milioni (€ 31 milioni nel 2016/17; € 36 milioni nel 2015/16 ed € 18,1 milioni nel 2014/15). Per il settimo anno consecutivo il Barcellona ha chiuso l’esercizio con un risultato positivo, che ha permesso di consolidare ulteriormente il Patrimonio Netto positivo.

Per il prossimo esercizio 2018/19, bisogna evidenziare che i conti saranno più brillanti con ricavi lordi previsti attorno agli 960 milioni di Euro, grazie agli incrementi dei ricavi commerciali da € 263 milioni a €356 milioni, che attenuano l’impatto del decremento dei ricavi da cessioni giocatori e altri ricavi da € 228 milioni a € 131 milioni, con un risultato netto previsto di € 11 milioni.

Ormai, da alcuni anni, dal punto di vista economico, la Polisportiva Barcellona ha intrapreso il percorso “virtuoso” dell’autofinanziamento.

Dal punto di vista sportivo nella stagione 2017/18, il Barcellona ha vinto la Liga, è stato eliminato ai quarti di UEFA Champions League dalla Roma e il 21 aprile 2018 ha vinto la Copa del Rey, battendo in finale il Siviglia.

La Polisportiva.

Il “Fútbol Club Barcelona” è una polisportiva costituita il 29 novembre 1899 sotto forma di associazione privata di persone fisiche senza scopo di lucro. Svolge la sua attività nel calcio, nel basket, nella pallamano, nel calcio a 5, hockey e altri sport, che contribuiscono ad appesantirne il bilancio. Infatti, per la prima squadra di calcio, il bilancio per sezioni, mostra un utile lordo di € 133,34 milioni (€ 114,06 milioni nel 2016/17; € 128,83 milioni nel 2015/16) e per tutte le altre sezioni sportive una perdita lorda complessiva di € 113,19 milioni (-€ 82,67 milioni nel 2016/17; -€ 92,99 milioni nel 2015/16). Si pensi che il costo del personale della Sezione Basket è di € 28.548.000 (€ 24.620.000 nel 2016/17) a fronte di ricavi per € 9,1 milioni (€ 9,4 milioni nel 2016/17). La sezione del “Fútbol Base” mostra un costo del personale di € 23.641.000 (€ 15.357.000 nel 2016/17) a fronte di un volume d’affari pari a circa € 9,22 milioni (€ 1,28 milioni nel 2016/17).
La “Ley del deporte” del 15 ottobre 1990, stabilisce che i club coinvolti nelle competizioni sportive professionistiche debbano assumere la forma di “Sociedad Anónima Deportiva”, ma, in deroga a ciò, fu prevista la possibilità per i club, che soddisfacevano determinati requisiti, di mantenere la struttura giuridica esistente e il “Fútbol Club Barcelona” mantenne la sua struttura giuridica. In questo caso, la legge prevede che il consiglio di amministrazione deve garantire il 15% delle spese del club, in base al bilancio preventivo.
In base a quanto stabilito dal Regio Decreto 1251/1999 del 16 luglio, l'attuale Consiglio del Club non è tenuto a presentare tale garanzia, per un importo pari al 15% del budget di spesa per la prossima stagione, meno i risultati economici positivi accumulati durante il mandato, dato che i risultati economici positivi accumulati durante la gestione superano il 15% del budget del Club.
Il 5 ottobre 2013 l’Assemblea dei Soci ha approvato una modifica dello statuto del Club. E’ stato incluso un articolo che dispone che la “Junta Directiva” dovrà garantire il mantenimento del patrimonio netto del club.

I Soci.

Al 30 giugno 2018, il numero dei soci risulta diminuito a 142.323 (143.855 nel 2016/17), segnando un lieve decremento dell’1, 06%.



Le donne sono pari a 37.863 (38.091 nel 2016/17) e rappresentano il 26,6% (26,5% nel 2016/17) del totale.
I soci della Città di Barcellona sono 57.200; i soci del resto della Catalogna ammontano a 74.444 e i soci del resto del mondo sono 10.679 (10.884 nel 2016/17). I soci di età inferiore ai 5 anni sono pari a 8.118 (8.849 nel 2016/17), quelli con età maggior di 80 anni sono pari a 7.046 (6.862 nel 2016/17).

La continuità aziendale.

La situazione patrimoniale al 30 giugno 2018 si presenta con un capitale circolante netto negativo per € 449.785.000 (-€ 377.878.000 nel 2016/17). Questo significa che c’è uno squilibrio finanziario, ossia i debiti a breve superano i crediti a breve di circa 449,8 milioni di Euro, che potrebbe, in linea teorica, porre dei dubbi sull’applicazione del principio della continuità aziendale.
Nonostante quanto sopra, nella redazione del bilancio, gli Amministratori hanno applicato il principio della continuità aziendale, in considerazione dei seguenti fattori attenuanti:
- la presenza dei risconti passivi nell'ambito del calcolo del capitale circolante, pari a € 190.820.000, che non implicano futuri obblighi finanziari;
- il Club dispone di linee di credito non utilizzate per € 90.196.000;
- non si è verificata alcuna violazione delle norme vigenti che impedisca al club di continuare a funzionare normalmente con la posizione finanziaria risultante al 30 giugno 2017.
- Il Club ha messo in atto negli anni precedenti un modello di gestione, che ha come obiettivo principale quello di raggiungere un riequilibrio finanziario e patrimoniale, nei prossimi anni, basato sulla crescita del fatturato e sull'attuazione di una politica di riduzione dei costi. Come risultato di questo modello di gestione, il patrimonio netto del Club è migliorato ulteriormente di 12.850.000 nel corso dell'anno e di € 18.052.000 nel precedente esercizio.
- Infine, gli amministratori, basandosi sull’ipotesi del rinnovo delle linee di credito, hanno preparato un budget per i prossimi anni che evidenzia la capacità del club di far fronte ai propri obblighi di pagamento a breve termine.

I revisori della ERNST & YOUNG, S.L. nell’esporre i rischi della revisione, in riferimento alla valutazione delle passività potenziali, hanno evidenziato che il Club è coinvolto in varie procedure giudiziarie, nonché in un processo di verifica e ispezione da parte dell'Agenzia delle Entrate. I revisori hanno scritto che il Consiglio di Amministrazione, sulla base delle migliori informazioni disponibili, ha valutato e quantificato i rischi che potrebbero insorgere per il Club, registrando un accantonamento nei casi in cui il rischio è stato stimato probabile.
Per quanto riguarda l’adeguatezza dell'utilizzo, da parte del Consiglio di Amministrazione, del principio contabile di continuità aziendale, non sono presenti rilievi o richiami.

L’Attivo



Il totale dell’attivo aumenta da € 760,2 milioni a € 1.016 milioni, soprattutto a causa dell’incremento delle immobilizzazioni immateriali di € 214,6 milioni.
Nel 2017/18 sono stati fatti investimenti per l’acquisto dei diritti di alcuni giocatori dal costo notevole come Philippe Coutinho (FC Liverpool), Ousmane Dembélé (Borussia Dortmund), Paulinho (Guangzhou Evergrande) e Nélson Semedo (Benfica).
Le immobilizzazioni materiali rappresentano il 15,4%; quelle immateriali il 45,4%. Le disponibilità liquide incidono per il 4%.
Durante la stagione 2017/18, il club ha investito € 26.684.000 (€ 54 milioni nel 2016/17), di cui € 12.813.000 riguardano il progetto Espai Barça. Gli investimenti in Espai Barça si sono concentrati principalmente nello schieramento del Modificación del Plan General Metropolitano, nello sviluppo dello stadio Johan Cruyff, nella città dello sport e nell'esecuzione di lavori preliminari nell'area di Les Corts. I lavori per lo stadio “Johan Cruyff” sono iniziati alla fine di settembre 2017 con scadenza all'inizio del 2019. L'impianto, che sarà il gioiello della “Joan Gamper Ciudad Deportiva” di Sant Joan Despí, costerà circa 12 milioni di euro.
Altri investimenti   hanno riguardato lo sviluppo di Information Technology and Systems e miglioramenti alle strutture sportive esistenti.
Nell’attivo non corrente figura la voce relativa a crediti commerciali a lungo termine per Euro 104.251.000 (€ 107,33 nel 2016/17), pari al 10,3% dell’attivo, riguardante per € 74.116.000 la voce “Contratos de exclusiva y patrocinadores” .

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,144 (1,179 nel 2016/17), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,35 (0,36 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve, in linea teorica, non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Tuttavia, come evidenziato dagli amministratori, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 190,82 milioni (€ 148,8 milioni nel 2016/17), oltre al fatto che esistono linee di credito inutilizzate per € 90.196.000; tuttavia anche, escludendo i ratei e risconti passivi, l’indice di solvibilità corrente sarebbe inferiore a 1 poiché sarebbe pari a 0,48 (0,48 nel 2016/17).

Il Valore della Rosa.
Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori ammonta ad € 450.880.000 e rappresenta il 44,4% del valore totale dell’attivo. Il valore indicato nel bilancio 2016/17 era pari a € 236.297.000.



Pertanto, la variazione, rispetto al 2016/17, è stata causata: da investimenti pari a € 350.427.000, da cessioni per un valore contabile netto di € 22.039.000, da ammortamenti calcolati per € 118.676.000, rettifiche per € 2,46 milioni e anticipi per € 2,42 milioni.

La sezione calcio ha comportato investimenti per € 347,43 milioni, cessioni per un valore contabile di € 21,16 milioni, ammortamenti per € 116,6 milioni, rettifiche per € 2,46 milioni e anticipi per € 2,42 milioni.
Occorre evidenziare che gli investimenti hanno riguardato l’acquisto di calciatori per Euro 334.774.000, come Ousmane Dembélé, Paulinho, Semedo, Coutinho e il colombiano Yerry Mina.

D'altro canto, il Club ha realizzato entrate per cessioni calciatori per € 251.330.000, principalmente a seguito delle cessioni/risoluzioni di Neymar, Deulofeu, Mascherano e Sergi Gómez. Il 2 agosto 2017, il Barcellona informava che il giocatore Neymar Jr, accompagnato dal padre e dall'agente, ha informato l'FC Barcelona della sua decisione di lasciare il Club; inoltre l'FC Barcelona ha comunicato che clausola relativa alla risoluzione contrattuale di Neymar era di 222 milioni di Euro da versare interamente.

Le cessioni dei giocatori hanno determinato delle plusvalenze per Euro 205.636.000, di cui.

Sotto questo profilo, la stagione può essere considerata eccezionale sia per la quantità di investimenti sia per il reddito ottenuto dalle perdite.



I proventi derivanti dal trasferimento e dalla formazione di calciatori iscritti nella voce "Altri ricavi operativi" a conto economico per il periodo 2017/18 sono pari a € 1.177.000 (€ 5.721.000 nel 2016/17).

Successivamente al 30 giugno 2018 e prima della data del raduno per la preparazione della nuova stagione sportiva, il Club ha formalizzato l'accordo di acquisto dei diritti di un calciatore per un importo di 31 milioni di euro oltre a 9 milioni di Euro per bonus condizionati, che dovrebbe essere Malcom del Bordeaux. Inoltre, il Club ha proceduto al pagamento della clausola risolutiva del contratto di un calciatore pari a 36 milioni di euro, che dovrebbe essere Clément Lenglet dal Siviglia. Per la precisione, nel comunicato diffuso dal Barcellona, il 12 luglio 2018, era riportata la cifra di € 35,9 milioni, con conseguente firma del contratto del calciatore con il Barcellona con una clausola rescissoria di 300 milioni di Euro.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto al 30 giugno 2018 risulta positivo per € 128,2 milioni; mentre, al 30 giungo 2016 era positivo per € 115,3 milioni. Bisogna risalire al 30 giugno 2012, per constatare un patrimonio netto negativo per € 19.969.000. La variazione di € 12,85 milioni, è dovuta essenzialmente all’utile netto d’esercizio di € 12,93 milioni.
I mezzi propri del Barcellona finanziano il 12,6% del totale delle attività e il 28,4% del valore della Rosa Atleti.
Il patrimonio netto positivo è comunque conforme a quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso del Barcellona, l’indice di indebitamento è pari a 0,14 (0,18 nel 2016/17), che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

L’indebitamento Finanziario Netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.



La Posizione finanziaria netta, comprensiva del saldo tra crediti dei debiti verso enti sportivi, e dei debiti tributari a lungo termine rateizzati è negativa per € 114,8 milioni; mentre nel 2016/17 era positiva per € 15,3 milioni. Quindi, anche la posizione finanziaria netta risulta conforme al Regolamento UEFA del Financial Fair Play.
Per quanto riguarda l’EBITDA, nel bilancio è riportato un valore pari a € 176.910.000.

Per quanto riguarda le disponibilità liquide, il club mostra liquidità disponibile per 40,35 milioni di euro, con debiti verso banche aumentati da € 28,1 milioni a € 65,23 milioni. Il debito bancario riguarda principalmente il debito a lungo termine formalizzato durante la stagione 2016/17 per finanziare parte del costo del riacquisto del terreno Can Rigalt.

I crediti verso Enti sportivi ammontano complessivamente a € 27,57 milioni (€ 39,4 milioni nel 2016/17) di cui € 15.716.000 a breve termine. Tra gli importi rilevanti risultano:
Watford, F.C. (Gerard Deulofeu) per € 13.000.000 e Santos F.C (Gabriel Barbosa) per € 2.900.000.

I debiti verso Enti sportivi risultano pari a € 142,4 milioni (€ 63,8 milioni nel 2016/17), di cui 49 milioni a breve. Il Barcellona risulta indebitato principalmente con Liverpool Football Club (Coutinho) per € 118.741.000; Sport Lisboa e Benfica (Nelson Semedo) per € 14.943.000; Everton Football Club (Gerard Deulofeu) per € 7.940.000 e Club Deportivo Olimpia (Antony Rubén Lozano) per € 500.000

Considerato il fatturato rilevante, sotto il profilo della sostenibilità dell’indebitamento netto ai fini del Fair Play Finanziario dell’UEFA, il Barcellona non presenterebbe alcun problema.
Non figurano debiti fiscali e previdenziali non correnti da aggiungere; pertanto, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso del Barcellona, al 30.06.2018, figurerebbero Debiti per lavori del progetto “Espai Barca” pari a circa € 36,9 milioni, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

In base alla definizione della LFP, l'indebitamento netto è di 157 milioni di euro, e risulta in aumento rispetto alla stagione precedente. L’incremento è principalmente dovuto agli investimenti nei giocatori e allo sviluppo del progetto Espai Barça.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto (157 milioni) e EBITDA (177 milioni) è pari a 0,88. Se non si considerasse il debito con gli investimenti accumulati da ‘Espai Barça’, il rapporto sarebbe di 0,68. Tale rapporto fornisce notizie sulla sostenibilità del debito, in altre parole in quanti anni esso possa essere restituito, destinandovi completamente il risultato della gestione operativa, prima del calcolo degli ammortamenti.  

I Debiti verso il personale.

Il debito complessivo verso il personale ammonta a € 257,2 milioni e finanzia il 25,3% dell’attivo.
I debiti verso il personale sportivo ammontano complessivamente a € 252,8 milioni (€ 202,4 milioni nel 2016/17), risultano in aumento di € 53,4 milioni e finanziano il 25,2% dell’attivo.
Da notare che il debito verso il personale sportivo a lungo termine ammonta a € 57,63 milioni (€ 15,98 milioni nel 2016/17) e comprende le liquidazioni di fine rapporto.
Il debito verso il personale sportivo corrente rappresenta circa il 53,2% del costo del personale sportivo, il che significa che gli stipendi riguardano più mensilità. Infatti, gli amministratori hanno scritto che nei primi giorni di luglio 2018 è stato effettuato il pagamento dei salari del personale sportivo.

Di contro, bisogna anche evidenziare che i saldi relativi ai crediti verso il personale sportivo a lungo termine e a breve termine, pari complessivamente a € 166.177.000, includono, principalmente, i premi per la sottoscrizione dei contratti (bonus firma) per un importo di € 104.251.000 e di 61.926.000, rispettivamente (€ 107.330.000 ed € 46.783.000 al 30 giugno 2017). Fungerebbero come una specie di risconti attivi. Tale voce ha registrato incrementi per Euro152.742.000 e decrementi per Euro74.600.000.
In particolare, nel 2017/18, sono stati trasferiti da tali crediti nelle voci "Spese per il personale" e "Servizi esterni" gli importi di € 60.467.000 e € 6.376.000 rispettivamente.

Debiti verso il Fisco e controversie giudiziarie.

Da evidenziare che i debiti tributari per ritenute sul reddito delle persone fisiche ammontano a € 95.742.000 (€ 64.038.000nel 2016/17). Tali debiti “finanziano” il 9,4% dell’attivo e costituiscono l’importo maggiore dei debiti erariali, che ammontano a € 114.577.000 (€ 72.144.000 nel 2016/17).

Nella sostanza circa il 34,7% dell’attivo (più di un terzo) è finanziato dal debito verso il personale e dal debito verso l’erario per ritenute da versare.

I fondi rischi accantonati a lungo termine ammontano ad Euro 16.208.000 (€ 3.433.000 nel 2016/17) riguardano accantonamenti per imposte per € 14.295 e altre responsabilità per € 1.913.000.
I fondi rischi accantonati a breve termine ammontano ad Euro 874.000 (€ 13.266.000 nel 2016/17) e riguardano principalmente un accantonamento per future responsabilità fiscali.  

Controversie legali.
Esistono numerose controversie legali, tra cui il Caso Neymar, a seguito della denuncia del fondo brasiliano DIS, che ha generato una causa; la controversia con MCM Publicidad S.L.; il caso passaporti falsi; la controversia Mediapro e da ultimo l’11 agosto 2017, il Club ha intentato una causa contro l'ex giocatore Neymar Jr per violazione del contratto. Allo stesso modo, l'ex giocatore Neymar Jr ha presentato un reclamo.

Il Rendiconto Finanziario



Le disponibilità liquide diinuiscono di di 52,47 milioni, a causa di un flusso positivo generato dall’attività operativa per € 945 mila, del flusso negati generato dall’attività di investimento per € 90,51 milioni e dal flusso positivo generato dall’attività di finanziamento per e 37,1 milioni.

In particolare occorre evidenziare che gli investimenti nell’acquisto dei giocatori hanno determinato un deflusso di cassa pari a €277.127.000; mentre i disinvestimenti in giocatori ha determinato un afflusso di per € 239.596.000.
Si potrebbe affermare che la clausola di rescissione di Neymar è stata reinvestita nell’acquisto di calciatori.

I Ricavi.

Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, i componenti positivi di reddito  (comprese le plusvalenze, esclusi solo i proventi finanziari, aumentano da € 708 milioni a € 914 milioni e registrano un incremento del 29%. Il bilancio preventivo 2017/18 prevedeva ricavi lordi per 897 milioni di Euro. I componenti positivi di reddito, in base alla riclassificazione operata dagli Amministratori, al netto delle plusvalenze, risultano pari a € 686 milioni (635 milioni nel 2016/17).



Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, i ricavi da stadio ammontano complessivamente a circa € 182 milioni (€ 175 milioni, nel 2016/17) e sono aumentati del 4%.
Ovviamente i ricavi da stadio comprendono anche quelli derivanti dal botteghino del Camp Nou per la Liga della prima squadra di calcio, che sono stati pari a € 38.447.000 (€ 44.070.000 nel 2016/17). I ricavi da Hospitaliy al Camp Nou per la prima squadra di calcio sono stati pasi a 18.900.000 Euro. Secondo gli Amministratori, la diminuzione è dovuta al calo del turismo a Barcellona.
Per la competizione UEFA Champions League della prima squadra di calcio sono stati pari a € 9.768.000 (€ 11.860.000 nel 2016/17). Per le altre competizioni della prima squadra di calcio l’incasso da botteghino è stato di € 7.303.000. Per le gare amichevoli della prima squadra di calcio l’incasso è stato di 17,5 milioni di Euro. La media spettatori per tutte le competizioni al Camp Nou 2017/18 è stata di 68.591 (77.697 nel 2016/17). Gli abbonamenti per tutti gli sport ammontano a circa a € 42 milioni. I Ricavi da quote sociali risultano praticamente invariati a € 18 milioni.

I ricavi da “media” sono pari a € 187.383.000 (€ 178 milioni nel 2016/17) e segnano un incremento del 5%. I ricavi da “media” della prima squadra di calcio ammontano a € 175.564.000 (€ 171.437.000 nel 2016/17).
I ricavi commerciali riportati nel conto economico per tutte le sezioni ammontano a circa € 335.079.000, di cui 264.775.000 per la prima squadra di calcio. Nel 2016/17 erano pari a circa € 258.933.000. La composizione è la seguente: ricavi pubblicitari e di commercializzazione € 108.978.000, di cui € 49.731.000 per la prima squadra di calcio; Sponsorizzazioni € 225.427.000, di cui 214.583.000 per la prima squadra di calcio; Altri ricavi commerciali € 674.000, di cui € 461.000 per la prima squadra di calcio.
Secondo la riclassificazione sintetica operata dagli Amministratori, i ricavi commerciali 2017/18 ammontano complessivamente a € 299 milioni (€ 264 milioni nel 2016/17) ed hanno registrato un incremento percentuale del 13%.

Secondo la riclassificazione operata dagli Amministratori, gli altri ricavi, comprese le plusvalenze, ammontano a circa 228 milioni, mentre nel 2016/17 ammontavano a 73 milioni.
In particolare, risulterebbero plusvalenze per cessioni di immobilizzazioni immateriali sportive per € 209.189.000, di cui € 203.578.000 riguardano la prima squadra di calcio e per la maggior parte Neymar.

I Costi.
I costi complessivi aumentano di 205 milioni di Euro da € 677 milioni a € 882 milioni. L’incremento registrato è stato del 30%.

Il costo del personale complessivo, risultante dal conto economico, ammonta ad Euro 529.121.000. Nel 2016/17 era pari ad € 377,9 milioni. L’incremento è stato del 40% pari a 151,2 milioni di Euro. Il costo del personale sportivo, ammonta ad Euro 480.9 milioni. Nel 2016/17 era pari ad € 334,1 milioni. L’incremento è stato dello 43,95% pari a circa 146,8 milioni di Euro.
Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto è del 76,5%.

Gli ammortamenti complessivi registrano un incremento del 65% e sono pari a € 132.441.000. Occorre evidenziare che, per quanto riguarda il 2016/17 gli ammortamenti ammontavano a € 80.224.000.
L’ammortamento dei diritti sui giocatori ammonta a € 118.676.000. Per quanto riguarda il 2016/17, gli ammortamenti dei giocatori ammontavano a € 67.045.000.

Gli altri ammortamenti sono pari a € 13.765.000; nel 2016/17 erano pari a € 13.179.000 e risultano in aumento del 4,45%.

IL COSTO DEL FATTORE LAVORO
In base ai calcoli degli amministratori la ‘masa salarial deportiva’, ossia il costo del personale sportivo sezione calcio, comprensivo dei diritti di immagine e delle commissioni degli agenti, oltre che degli ammortamenti, è pari a € 639 milioni e incide sui ricavi complessivi al lord delle plusvalenze per il 70%.
Gli amministratori hanno evidenziato che il costo del personale della sezione calcio senza considerare gli ammortamenti, che è pari a 473 milioni, incide per il 54% sui ricavi rilevanti (criterio LFP) pari a 882 milioni.

I costi per servizi, comprensivi di diritti d'immagine di giocatori e allenatori e dei costi relativi agli agenti aumentano da € 104.452.000 a € 122.690.000. I diritti di immagine, inclusi nei costi per servizi, sono aumentati da € 17.444.000 a € 32.503.000, di cui Euro 31.568 per la sezione Calcio. In genere per quanto riguarda i giocatori che trasferiscono al club i diritti di gestione delle immagini, il Club paga un massimo del 15% della retribuzione complessiva del giocatore.
Durante il 2017/18, il Club ha registrato un esborso al lordo delle imposte di € 2.607.000 a titolo di compensi per agenti sportivi (€ 8.699.000 nel 2016/17).

La gestione finanziaria è negativa per € 11.875.000 a causa soprattutto di oneri finanziari per € 10.100.000 oltre a Perdite da partecipazioni in attività finanziarie per € 2.138.000.

Il risultato prima delle imposte, derivante da un Ebit positivo per € 32.02 milioni (€ 30,99 milioni nel 2016/17) e una gestione finanziaria negativa per € 11 milioni (€ 392 mila nel 2016/17), è positivo per € 20.148.000 (€ 31,38 milioni nel 2016/17).
Il risultato d’esercizio al netto delle imposte è positivo per € 12.930.000 (€ 18.134.000 nel 2016/17). Il risultato netto aggregato dal 2011/12 al 2017/18 risulta complessivamente positivo per 197,37 milioni di Euro.

Il Barcellona e il Fair Play Finanziario.
Per quanto riguarda il requisito del “Break-Even” il Barcellona non ha problemi. Infatti, la somma algebrica del risultato prima delle imposte 2017/18 con il risultato prima delle imposte 2016/17 e quello del 2015/16 è positiva per Euro 87.372.000. In chiave Fair Play Finanziario, se si depurasse il risultato della Polisportiva dai risultati delle altre sezioni sportive, per valutare solo la sezione calcio, tale sommatoria migliorerebbe di molto, perché le perdite triennali relative alle altre sezioni sportive, ammontano a circa € 288,83 milioni circa, oltre agli ammortamenti relativi alle infrastrutture sportive.

Il Budget 2018/19

Il “presupuesto 2018/19” prevede ricavi lordi per 960 milioni di Euro; costi per 929 milioni di Euro con un risultato operativo di 31 milioni di Euro con un EBITDA positivo per 191 milioni di Euro e un risultato al netto delle imposte positivo per € 11 milioni.
Sono previste plusvalenze per € 84.833.000, di cui Euro 76.039.000 per la sezione calcio.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto emerge dai dati del bilancio 2017/18, il Barcellona rispetta quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP.

a) Punto di equilibrio

Il Punto di Equilibrio richiesto dal Regolamento di Controllo Economico della LFP è sostanzialmente uguale al breakeven richiesto dall’UEFA. La differenza tra ricavi rilevanti e costi rileva degli esercizi relativi al triennio 2015/16-2017/18 deve essere in pareggio.
Il Barcellona, come visto precedentemente, rispetta quanto stabilito dall’indicatore, in quanto il punto di equilibrio per gli esercizi 2017/18, 2016/17 e 2015/16 è positivo per € 103.469.000.
Nello specifico nel 2017/18 sono stati conseguiti ricavi rilevanti per € 881.714.000 (€ 691.083.000 nel 2016/17 e € 654.371.000 nel 2015/16) e registrati costi rilevanti per € 582.666.000 (€ 582.666.000 nel 2016/17 ed € 554.672.000 nel 2015/16).

b) Costi della prima squadra

L’indicatore del costo del personale della prima squadra di calcio fornisce informazioni sull’esistenza di una possibile situazione di squilibrio economico finanziario futuro, quando supera il 70% dei ricavi rilevanti. Dove per ricavi rilevanti si intendono: il volume d’affari netto, gli altri ricavi e il risultato netto relativo alle le cessioni dei calciatori. Quindi, in base a tale indicatore, il costo del personale della prima squadra pari a € 473.419.000 (€ 304.995.000 nel 2016/17) non deve superare il 70% dei ricavi rilevanti, pari a € 881.714.000 (€ 691.083.000). Per il Barcellona, tale indice risulta conforme al Regolamento perché è pari al 54% (44% nel 2016/17). A differenza di quanto stabilito dal Regolamento UEFA, il Regolamento Spagnolo sembra più “elastico”, considerando anche le plusvalenze.

c) L’indice dell’indebitamento netto

La norma stabilisce che il rapporto tra il totale del Debito Netto e i Ricavi rilevanti non deve essere superiore a 100%, altrimenti si configurerebbe una situazione di squilibrio economico e finanziario.
Per indebitamento netto si intende i debiti finanziari a lungo termine e i debiti a breve temine diminuiti dei crediti per la cessione di calciatori e delle disponibilità liquide, compresi gli investimenti finanziari a breve termine.
Tra i debiti finanziari non si considerano gli accantonamenti, i debiti di natura commerciale e i ratei e risconti passivi. Invece, si considerando i debiti per l’acquisto di immobilizzazioni, i debiti per l’acquisto di calciatori e i debiti bancari.
Pertanto, al 30 giugno 2018, il risultato dell’Indebitamento Netto è negativo per € 157.449.000 (positivo per € 8.190.000 nel 2016/17) e il rapporto tra Indebitamento Netto, e Ricavi Rilevanti è conforme perché pari a 17,9%; mentre, al 30 giugno 2016 era -1,2%. In entrambi i casi inferiore al limite massimo del 100%.

Conclusioni.

Ormai da alcuni anni, il Barcellona ha instauratosi una gestione economica equilibrata, che è improntata all’autofinanziamento, grazie agli utili conseguiti. Tuttavia i soldi della plusvalenza di Neymar sono stati reinvestiti provocando un aumento degli ammortamenti e del costo del personale.
Per il 2018/19, è previsto un risultato positivo.