martedì 1 ottobre 2019

Gruppo Manchester United Plc 2018/19: fatturato record di £ 627,1 milioni e utile di £ 18,8 milioni. L’esonero di Mourinho è costato £ 19,6 milioni.




Luca Marotta


Il 24 settembre 2019 sono stati resi noti i risultati della quarta trimestrale 2018/19 del Gruppo Manchester United plc. I risultati della quarta trimestrale riportano anche quelli dell’intero esercizio 2018/19.

I risultati, resi noti il 24 settembre 2019, come l’esercizio precedente, evidenziano un nuovo record di fatturato pari a £ 627,1 milioni (£589.8 milioni dato riclassificato 2017/18; £ 590 milioni dato non riclassificato 2017/18) e un risultato consolidato netto di esercizio positivo pari a £ 18,88 milioni.
In ogni caso, il risultato prima delle imposte è positivo per £ 27,47 milioni (£ 25,83 milioni dato riclassificato 2017/18 e £ 26,1 milioni dato non riclassificato 2017/18).

Ed Woodward, “Executive Vice Chairman”, ha evidenziato che il club è concentrato sul piano di ricostruzione del team ed è molto attento nel rafforzare il settore giovanile, in linea con la filosofia del club, che di recente ha registrato l’aggiunta di tre calciatori provenienti dal settore giovanile nella prima squadra. Al Manchester United sono impegnati l’obiettivo primario è quello di vincere trofei.
Grazie alla partecipazione alla UEFA Champions League, il fatturato del Gruppo Manchester United plc nel 2018/19 ha confermato le previsioni, che erano intorno a £ 615/630 milioni di sterline, raggiungendo la cifra record di 627,1 milioni di sterline589,7 milioni dato riclassificato; £590 milioni dato non riclassificato nel 2017/18), pari a circa 699,5 milioni di Euro (al cambio del 28.06.2019 di 1 € = 0,89532 £), conseguendo un utile consolidato netto di £ 18,88 milioni (€ 21 milioni) a fronte di una perdita netta di £ 37,62 milioni, conseguito nel 2017/18, come dato riclassificato (£ 37,27 milioni dato originario). L’incremento del fatturato è dipeso soprattutto dall’aumento dei ricavi media dovuto alla partecipazione alla UEFA Champions League.

Il CAGR del fatturato degli ultimi 5 anni è del 12,2%.



L’Ebitda rettificato è risultato positivo per £ 185,8 milioni (£ 176,8 milioni dato rettificato e £ 177,1 milioni dato originario nel 2017/18). L’Adjusted EBITDA è un dato particolarmente significativo per la misurazione dei risultati economici del Gruppo.

Nel 2018/19, la crescita dei ricavi operativi (+6,3%) è risultata in percentuale di poco inferiore a quella dei costi operativi (+6,9%) e l’incremento del risultato positivo del Player Trading ha permesso di conseguire un risultato positivo.

Il risultato negativo del 2017/18, era dovuto all'approvazione della riforma fiscale degli Stati Uniti il 22 dicembre 2017, che ha richiesto una rideterminazione della posizione fiscale differita USA esistente nel periodo fino al 31 dicembre 2017. Come conseguenza risultò che l'onere fiscale per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 includeva una svalutazione contabile, non monetaria, pari a £ 48,8 milioni. 

La stagione sportiva 2018/19 ha visto la partecipazione alla Champions League, con l’eliminazione ai quarti ad opera del Barcellona; l’eliminazione ai sedicesimi di English Football League Cup 2017-2018 ad opera del Derby County.
In Premier League il Manchester United è giunto sesto con 66 punti (2° posto nel 2017/18, con 81 punti).
Nella FA Cup, il Manchester United ha perso ai quarti con il Wolverhampton Wanderers.

Il Gruppo.

Il Gruppo è controllato da Manchester United plc, che è una società, quotata a Wall Street (NYSE). La società è stata costituita secondo il diritto societario delle Isole Cayman ed è a sua volta controllata da Red Football LLC, registrata nel Delaware (USA), che appartiene alla famiglia Glazer.
Le società controllate interamente possedute direttamente o interamente sono circa quindici, tra cui Manchester United Football Club Limited (Club di calcio professionistico).
Tutte le società sono registrate ed operano in Inghilterra e nel Galles, ad eccezione di Red Football Finance Limited, che è registrata e gestita nelle isole Cayman e Manchester United Commercial Enterprises (Ireland) Limited, registrata e operante in Irlanda.

L’Impatto dell'adozione dell'IFRS 15

L’applicazione del principio contabile IFRS 15 (“Ricavi provenienti da contratti con i clienti”), dal 1° luglio 2018, ha comportato la riclassificazione dei dati contabili del 2017/18. Il principio contabile ha determinato la riduzione dei ricavi commerciali 2017/18 per l’importo complessivo di £ 264 mila.
L'IFRS 15 si concentra sull'identificazione e sulla soddisfazione degli obblighi di prestazione e include una guida specifica sui metodi per misurare i progressi verso la completa soddisfazione di un'obbligazione di prestazione, pertanto i ricavi su determinati contratti commerciali sono rilevati in precedenza ai sensi dell'IFRS 15.
L'adozione dell'IFRS 15 non ha avuto alcun impatto sui Ricavi da Match Day; sui ricavi radiotelevisivi le queste modifiche hanno inciso solo sull'importo dei ricavi trimestrali, non influenzando l'ammontare dei ricavi riconosciuti per l'intero esercizio.

L’applicazione del principio ha ovviamente inciso sulla determinazione dell’utile netto 2017/18 che è aumentato da £ 37,27 milioni a £ 37,6 milioni.
Per quanto riguarda l’attivo, al 30 giugno 2018, nell’attivo non corrente la voce “Deferred tax asset” diminuisce da £ 63,974,000 a £ 63,332,000.
Nelle passività correnti, al 30 giugno 2018, la voce “Contract liabilities - deferred revenue” diminuisce da £ 183,567,000 a £ 180,512,000. Nelle passività non correnti, al 30 giugno 2018, la voce Deferred tax liabilities  aumenta da £ 28,559,000 a £ 29,134,000
Per quanto riguarda il Patrimonio Netto, al 30 giugno 2018, la voce “Retained earnings”, riguardante gli utili portati a nuovo, aumenta da £ 135,099,000 a £ 136,757,000.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo è diminuito dello 3,2%, da £ 1,54 miliardi a £ 1,49 miliardi. In altre parole, il Manchester United ha a disposizione mezzi per un valore di circa 1,67 miliardi di Euro.
La struttura dell’attivo è prevalentemente “immobilizzata”. Infatti, le attività non correnti, pari a £ 1,11 miliardi, costituiscono il 74% dell’attivo (73,3% nel 2017/18). Ciò che caratterizza il consolidato è l’enorme peso dell’avviamento, che è pari £ 421,4 milioni (€ 470,1 milioni) e che da solo rappresenta il 28,2% dell’attivo. Da notare che i princìpi contabili internazionali IAS-IFRS, non assoggettano l'avviamento ad ammortamento, ma lo sottopongono, annualmente, ad un test denominato “impairment” per la verifica del suo valore, che nel bilancio in questione risulta invariato rispetto al 2017/18.

Il Valore della Rosa



Il valore contabile netto della rosa calciatori ammonta a £ 338,7 milioni (£ 369,5 milioni nel 2017/18), pari a circa € 377,85 milioni, ed evidenzia un decremento dell’ 8,3%. Tra i calciatori acquistati figurano: Fred e Diogo Dalet. Tra i calciatori ceduti figurano: Blind (Ajax); Johnstone (West Bromwich Albion) e Fellaini (Shandong Luneng). Il valore della rosa rappresenta solo il 22,6% dell’attivo ed è coperto interamente dai mezzi propri.

Le immobilizzazioni materiali sono aumentate da £ 245,4 milioni a £ 246 milioni, con un incremento dello 0,3%. Il valore lordo dei fabbricati è di £ 268.981.000.
Gli investimenti immobiliari risultano pari a £ 24,48 milioni (£ 13,84 milioni nel 2017/18).

L’INDICE DI FINANZIAMENTO DEL PATRIMONIO CALCIATORI.
L’indice di finanziamento del Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali alle prestazioni dei calciatori con i Mezzi Propri. Nel caso in questione è pari a 1,23. Questo significa che tutti i calciatori sono stati acquistati con i mezzi propri, e non si è dovuto ricorre al capitale di terzi a tal scopo.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,38.
Infatti, l’equity ratio è pari a 27,8% e si ricorre prevalentemente al capitale di terzi, nella misura del 72,2%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,38, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, tra questi beni è compreso l’avviamento pari a £ 421,453,000, circa il 28,2% dell’attivo. Anche se si escludesse l’avviamento, l’indice di solvibilità totale sarebbe comunque pari a 0,994.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,91, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe, di poco, in grado di pagare i debiti a breve.
Il capitale circolante netto è negativo per la cifra di £ 40,52 milioni, ed in miglioramento rispetto al 2017/18. In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Nel caso in questione a determinare la negatività influiscono i ratei e risconti passivi per £ 190,15 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed è pari a £ 415,2 milioni (€ 463,1 milioni). Il 30 giugno 2018, il patrimonio netto era pari a £ 425,3 milioni dato originario e £ 427,1 milioni dato riclassificato.
Il decremento di £ 11,9 milioni, rispetto al dato riclassificato, è dovuto al decremento di £ 7,9 milioni della riserva utili e all’incremento delle riserve di copertura (“hedging reserve”), all’importo dei dividendi pagati e al risultato dell’esercizio.
La variazione della riserva utili è dovuta soprattutto al risultato positivo dell’esercizio per £ 18,8 milioni e al fatto che durante l’esercizio sono stati pagati dei Dividendi per £ 23.326.000.
La Società ha due classi di azioni ordinarie in circolazione: azioni ordinarie di Classe A e azioni ordinarie di Classe B, ciascuna con un valore nominale di $ 0,0005 per azione.
Al 30 giugno 2019, il capitale sociale emesso dalla Società comprendeva 40.570.967 azioni ordinarie di Classe A e 124.000.000 di azioni ordinarie della Classe B per un valore nominale complessivo di £ 53,000.

I mezzi propri finanziano il 27,8% dell’attivo (27,5 nel 2017/18).

L’indebitamento finanziario netto.



Il totale dei debiti finanziari lordi, al 30 giugno 2019, ammonta a £ 511,2 milioni (€ 570,22 milioni), mentre al 30 giugno 2018 erano pari a £ 495,77 milioni, con un incremento del 3,1%. La parte in USD del debito lordo aumenta da 492 milioni di USD a 505 milioni di USD. Solo £ 5,45 milioni (£ 9,1 milioni nel 2017/18) sono allocati tra le passività correnti. L’indebitamento finanziario lordo finanzia il 34,2% dell’attivo (32,1% nel 2017/18).
Le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti risultano pari a £ 307,6 milioni (€ 343,1 milioni) e registrano un incremento del 27,1%.
L’indebitamento finanziario netto risulta pari a £ 203,6 milioni (€ 227,1 milioni) e registra un decremento del 19,1%, pari a £ 50,15 milioni, principalmente a causa dell’incremento delle disponibilità liquide. In ogni caso, l’indebitamento finanziario netto risulta abbondantemente inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è diminuito da 1,4 a 1,2. Poiché tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2 e, invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito, sembrerebbe confermato il fatto che l’aumento esponenziale dei ricavi permette al Manchester United di rendere sostenibile l’indebitamento finanziario, anche se l’origine del debito non deriva dalla gestione caratteristica, ma è conseguenza di fattori esogeni, come l’operazione dell’acquisto a debito.

Il Rendiconto Finanziario.

Il Rendiconto finanziario del Manchester United nel 2018/19, evidenzia una generazione di liquidità della gestione, causata soprattutto dall’attività operativa, che è stata causata da parte della struttura del business caratteristico.



La variazione delle disponibilità liquide (compresi gli effetti dei tassi di cambio) è stata positiva per £ 56,36 milioni. 
Il Flusso di cassa netto derivante dall’attività operativa dell’esercizio è positivo per £ 244,78 milioni. Il Flusso di cassa netto da attività di investimento ha drenato £ 161,34 milioni. Per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali, risultano pagamenti per £ 178,17 milioni e incassi per £ 42,99 milioni.
Il Flusso di cassa generato dall'attività di finanziamento è stato negativo per £ 27,07 milioni; infatti, durante l’esercizio sono stati pagati dividendi per £ 23,326,000 e rimborsati prestiti per £ 3,750,000.

L’importo derivante dalle differenze di cambio su disponibilità liquide e mezzi equivalenti è stato pari a £ 9,25 milioni.

I Ricavi.



Il fatturato registra un incremento del 6,3%, assestandosi a £ 627,1 milioni (£589.8 milioni dato riclassificato 2017/18; £ 590 milioni dato non riclassificato 2017/18), pari a circa € 700,4 milioni, superando, per la prima volta, la soglia record dei 700 milioni di Euro di fatturato e per la quarta volta consecutiva, la soglia dei 600 milioni di Euro di fatturato.
Per quanto riguarda la composizione del fatturato netto, l’incidenza dei ricavi commerciali risulta pari al 46,8%; mentre i ricavi TV hanno inciso per il 38,4% e i ricavi da Match Day per il 17,7%.



Il grafico seguente mostra come nella composizione percentuale del fatturato dal 2012 prevalgano i ricavi commerciali.



I ricavi commerciali diminuiscono dello 0,2%, raggiungendo la cifra di £ 275,3 milioni (£ 275,8 milioni dato riclassificato e £ 276,1 milioni dato non riclassificato nel 2017/18). In base ai dati riclassificati, negli ultimi 5 anni, i ricavi commerciali sono cresciuti in media del 8,6% ad anno. I ricavi per sponsorizzazioni sono stati pari a £ 173,0 milioni, in linea con l'esercizio precedente, riflettendo minori entrate per il tour estivo più breve, che sono state compensate da un aumento delle entrate della sponsorizzazione sottostante. A proposito del contratto con Adidas nelle note del bilancio è scritto che la mancata partecipazione alla Champions League per due o più stagioni consecutive ridurrebbe anche i pagamenti annuali previsti dall'accordo con adidas del 30% del pagamento applicabile per l'anno in cui cade la seconda o l'altra stagione consecutiva di non partecipazione.
I ricavi dalle vendite al dettaglio, merchandising, abbigliamento e licenze di prodotto sono stati pari a £ 102,1 milioni, con un decremento di £ 0,7 milioni, pari allo 0,7%, rispetto all'anno precedente.
Durante l’anno 2018/19 sono stati annunciati 10 accordi commerciali. I fan ed i follower globali sono aumentati alla cifra di 1,1 miliardi, come misurato da Kantar. E’ stata annunciata la Partnership con Harves China.
I ricavi TV ammontano a £ 241,21 milioni (£ 194,1 milioni nel 2017/18) e risultano aumentati del 5,2%. La causa è da ricercare principalmente nella migliore performance in UEFA Champions League rispetto all'anno precedente.

I ricavi da gare sono pari a £ 110,8 milioni (£ 109,8 milioni nel 2017/18), pari a circa € 123,6 milioni, e risultano aumentati dello 0,9%, per aver disputato una partita in più di Uefa Champions League e una partita in meno di per trofei nazionali.

I Costi operativi.

I costi operativi totali sono cresciuti del 6,9% e ammontano £ 602,9 milioni (£ 564 milioni nel 2017/18), pari a circa € 672,5 milioni.
Il costo del personale è aumentato del 12,3%, da £ 295,9 milioni a £ 332,35 milioni (€ 370,7 milioni), a causa dell'aumento dei salari della prima squadra, a seguito degli investimenti nella prima squadra.
L’organico è aumentato da 922 a 940 persone.
Il Gruppo impiega inoltre circa 3.340 lavoratori temporanei nei giorni delle partite (2018: 3.858; 2017: 2.053), i cui costi sono inclusi nelle spese per benefici ai dipendenti.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato, escluse le plusvalenze, è del 53%, mentre nell’esercizio precedente era del 50,2%. Sono percentuali “virtuose” che rientrano nei limiti stabiliti dal Fair Play Finanziario, grazie all’elevato fatturato.
Le svalutazioni aumentano da £ 10,76 milioni a £ 12,8 milioni e l'ammortamento dei calciatori ammonta a £ 125,5 milioni (€ 140 milioni), con un decremento dell’8,4%.

Gli oneri straordinari dell'esercizio sono stati pari a £ 19,599,000 e sono relativi al risarcimento dell'ex allenatore Mourinho e ad alcuni membri del personale tecnico per la perdita del mandato. I costi eccezionali dell'esercizio precedente erano pari a £ 1,9 milioni, in relazione al valore attuale dei contributi aggiuntivi che il Gruppo avrebbe dovuto pagare per compensare l'aumento del deficit del regime pensionistico della Football League in base all'ultima valutazione attuariale triennale al 31 agosto 2017.

Per quanto riguarda il risultato economico da cessione di calciatori, si è verificata un’eccedenza di plusvalenze per £ 25,8 milioni (£ 18,1 milioni nel 216/17), pari a € 28,77 milioni.  L'utile da cessione delle immobilizzazioni immateriali dell'esercizio si riferisce principalmente alle cessioni di
Blind (Ajax), Johnstone (West Bromwich Albion) e Fellaini (Shandong Luneng); mentre. Il risultato delle cessioni di calciatori per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 era principalmente correlato alla cessione di Januzaj (Real Sociedad) e a bonus vari.

La gestione finanziaria.
Gli oneri finanziari netti per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2019 sono stati di £ 22,5 milioni, in aumento di £ 4,4 milioni, pari al 24,3%, rispetto all'esercizio chiuso al 30 giugno 2018. L'aumento è dovuto alle perdite non realizzate su cambi su prestiti USD non coperti

I proventi finanziari lordi risultano diminuiti da £ 6,19 milioni a £ 2,9 milioni (€ 3,3 milioni).
Gli oneri finanziari lordi risultano diminuiti da £ 24,2 milioni a £ 25,47 milioni (€ 28,4 milioni).

Il Breakeven Result

Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 27,47 milioni, pari a circa 30,6 milioni di Euro. Nel 2017/18 era positivo per £ 26 milioni; nel 2015/16 era positivo per £ 56,5 milioni.
Pertanto, si otterrebbe un risultato aggregato positivo di £ 110,1 milioni.

Le imposte sul reddito.

Le imposte sul reddito risultano negative per £ 8,59 milioni. Nel 2017/18 erano negative £ 63,4 milioni.

Nel 2017/18 a seguito della diminuzione dell'aliquota dell'imposta sul reddito delle società federali degli Stati Uniti è diminuita dal 35% al 21%, a causa dell'approvazione della riforma fiscale degli Stati Uniti il 22 dicembre 2017, si è proceduto alla rideterminazione della posizione fiscale differita USA esistente nel periodo fino al 31 dicembre 2017. Come conseguenza, l'onere fiscale per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 includeva una svalutazione contabile, non monetaria, pari a £ 48,8 milioni. Di conseguenza, ciò ha comportato una perdita per i dodici mesi chiusi al 30 giugno 2018 e anche una perdita per azione di base e diluita.

Il Risultato Netto.

Dopo il calcolo delle imposte, nel 2018/19, si è registrato un risultato netto positivo per £ 18,88 milioni.
Nel 2017/18, il risultato netto dell'esercizio era negativo per £ 37,27 milioni e nel 2016/17 era positivo per £ 39,2 milioni.

Prospettive

Per quanto riguarda le prospettive per l'esercizio 2019/2020, senza la partecipazione alla Champions League, gli amministratori del gruppo Manchester United plc prevedono: Ricavi in diminuzione intorno a £ 560/580 milioni e un EBITDA positivo tra 155 a 165 milioni di sterline.

sabato 21 settembre 2019

Bilancio Real Madrid 2018/19: fatturato record oltre 700 milioni e utile di 38 milioni.



Luca Marotta


L’ Assemblea Generale Ordinaria dei Soci del Real Madrid del 15 settembre 2019, ha approvato il bilancio 2018/19.
Il Bilancio 2018/19 del Real Madrid per la seconda volta mostra un fatturato netto senza plusvalenze superiore a 700 milioni di Euro. Infatti, il fatturato netto, senza plusvalenze, ha raggiunto la cifra record di Euro 757.267.000; mentre, nel 2017/18 era pari a 748 milioni di Euro. L’incremento registrato rispetto all’esercizio precedente è stato dell’1,2%. Si aggiunga, di conseguenza, che il club madrileno ha superato per l’ottavo anno consecutivo la barriera dei 500 milioni di Euro di fatturato netto e per la quarta volta consecutiva quella dei 600 milioni di Euro. L’esercizio 2018/19 si è chiuso con un utile lordo di 53,48 milioni di Euro (€ 42,98 milioni nel 2017/18) e un utile netto di 38,39 milioni di Euro (€ 31,17 milioni nel 2017/18), che segna un incremento del 7,2%.
La Posizione finanziaria Netta è rimasta positiva per Euro 27.135.000 (+€106,97 milioni nel 2017/18).
Il costo del personale pur riducendosi di 36,5 milioni, a 394,22 milioni, incide sul fatturato netto solo per il 52,1%.

Il presidente Florentino Pérez, nel suo discorso, ha evidenziato che per quanto riguarda i media del club, il Real Madrid rimane l'istituzione, la società sportiva e il marchio con il pubblico più vasto del mondo. I social network del Real Madrid superano i 320 milioni di follower. L'app del Real Madrid porta già 9 milioni di download dal suo lancio. E il sito web del Real Madrid, Realmadrid.com, rimane per il terzo anno consecutivo il sito Web delle squadre di calcio più visto al mondo, triplicando al secondo posto e raggiungendo quasi 3 milioni di utenti unici al mese.

Dal punto di vista sportivo, il Real Madrid nella UEFA Champions League 2018/19 è stato eliminato agli ottavi dall’Ajax, ed nella Liga è giunto terzo con 68 punti e in ‘Copa del Rey’ è stato eliminato in semifinale dal Barcellona. Il 22 dicembre 2018, il Real Madrid ha vinto la ‘FIFA Club World Cup’; inoltre, ha perso la UEFA Supercup 2018 disputatasi il 15 agosto 2018 con l’Atletico Madrid.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed in aumento e ammonta a 532,76 milioni di Euro (€494,51milioni nel 2017/18), con un incremento di 38,25 milioni di Euro, rispetto al 2017/18, ossia del 7,7%. La differenza di 38,25 milioni è dovuta principalmente all’utile netto dell’esercizio pari a 38,39 milioni e alla variazione delle riserve per contributi ricevuti.
Essendo “non negativo” ed in crescita, tale indicatore è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario. Da evidenziare che il Real Madrid finanzia con i mezzi propri il 46,8% circa delle attività.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile.
Nel caso del Real Madrid l’indice di solvibilità totale è pari a 1,88, mentre nell’esercizio precedente era pari a 1,83.
Pertanto, i beni posseduti dal Real Madrid possono pagare i debiti.
Si aggiunga che il Patrimonio Netto, ossia i mezzi propri, sono superiori al valore dei diritti pluriennali sui giocatori, infatti, il rapporto tra Patrimonio Netto e valore dei diritti pluriennali sui giocatori è pari a 1,71 (1,56 nel 2017/18).
L’indice di solvibilità totale resterebbe al di sopra di 1, precisamente 1,37 (1,30 nel 2017/18), anche se escludessimo il valore dei giocatori, pertanto i restanti beni sarebbero in grado di pagare i debiti.



L’evoluzione dell’indice nel tempo mostra come il Real Madrid presenti un indice di solvibilità sopra il valore di 1 da molto tempo e come tale indice sia in crescita.
L’affermazione resta valida anche se non si considerasse nelle attività il valore contabile netto dei giocatori,

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,88 (0,83 nel 2017/18).
Infatti, l’equity ratio è pari a 46,8% e si ricorre al capitale di terzi, nella misura del 53,2%.
Il valore di questo rapporto è in aumento negli ultimi anni, partendo da 0,29 del 2009 e raggiungendo il valore di 0,88 al 30 giugno 2019, che dimostra come nel tempo il Real Madrid sia riuscito a ridurre il ricorso a capitale di terzi autofinanziandosi.

Gli Investimenti.

Nell’esercizio 2018/19, il club ha investito € 272 milioni (€ 115 milioni nel 2017/18), di cui € 23 milioni (€ 25 milioni nel 2017/18) sono stati destinati al miglioramento e allo sviluppo delle strutture del Club; € 249 milioni (€ 90 milioni nel 2017/18) per acquistare giocatori.



Dal Grafico precedente, tratto dal bilancio del Real Madrid, emerge che per quanto riguarda l’importo degli investimenti effettuati dall’esercizio 2000/01, il record è costituito dall’esercizio 2008/09 con 314 milioni di Euro e che l’esercizio 2018/19 rappresenta il secondo per investimenti effettuati. Inoltre, nel corso del tempo, il Real Madrid ha finanziato parte degli investimenti con i disinvestimenti.

Come già detto, l’investimento nella rosa giocatori è stato di circa € 249 milioni, in parte autofinanziato con le cessioni di giocatori per € 124 milioni (€ 108 milioni nel 2017/18). Pertanto, l’investimento netto per la rosa giocatori è stato di circa € 125 milioni; nel 2017/18 vi è stato un disinvestimento netto per la rosa giocatori di circa € 18 milioni. Nel periodo 2000-2019, l'investimento netto medio annuo è stato di 69 milioni di euro.
Osservando l'evoluzione degli investimenti, si nota che, nel periodo 2000/01-2018/19, il club madrileno ha investito molto nelle strutture sportive immobiliari. In particolare, in tale periodo sono stati investiti 277 milioni di Euro (di cui € 11 milioni nel 2018/19) per lo stadio, per modernizzarne le strutture e migliorarne la qualità e funzionalità per gli spettatori, per fornire servizi multimediali e servizi che consentono un maggiore sfruttamento commerciale, creando un ritorno economico annuo molto significativo. E sono stati investiti 233 milioni di Euro (di cui € 2 milioni nel 2018/19) per la costruzione della “Ciudad Real Madrid”, considerato il più grande centro sportivo mai costruito per una squadra di calcio, con una superficie totale di 120 ettari, 10 volte più grande dell’ex città dello sport.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale delle attività al 30 giugno 2019 è di circa 1,14 miliardi di Euro (€ 1,09 miliardi nel 2017/18) e registra un incremento del 4,54%.



Le immobilizzazioni materiali nette, compresi gli investimenti immobiliari, rappresentano il 31,8% del totale delle attività; mentre, le immobilizzazioni immateriali sportive, pari a € 310,9 milioni (€ 316,8 milioni nel 2017/18), rappresentano il 27,3% dell’attivo.

La variazione del valore contabile netto della rosa atleti sportivi è stata di 49,46 milioni di Euro.
La variazione diminutiva della rosa calciatori pari a Euro 5,6 milioni è dipesa da acquisti per € 248,5 milioni, cessioni per un valore contabile residuo di € 25,6 milioni, ammortamenti per Euro 103,5 milioni oltre a rettifiche per 46 milioni di Euro e riclassificazioni nelle attività correnti detenute per la vendita per € 78,9 milioni. Il costo storico della rosa calciatori ammonta a € 593,6 milioni (€ 847,73 milioni nel 2017/18), mentre il valore contabile netto è pari a Euro 310.180.000.



Negli investimenti 2018/19 della rosa calciatori del Real, pari a 249 milioni di Euro, dovrebbe essere conteggiato Eden Hazard, il cui trasferimento è stato ufficializzato nel mese di giugno 2019. In ogni caso, nel 2018/19, il Real Madrid ha fatto un po’ di mercato (Vinicius, Coutois ecc.); Cristiano Ronaldo dovrebbe rientrare tra i disinvestimenti conteggiati nel bilancio 2018/19.

La variazione diminutiva della rosa dei giocatori di pallacanestro è pari a Euro 297 mila ed è dipesa da acquisti per € 460 mila, cessioni per un valore contabile residuo di € 241.000 e ammortamenti per Euro 516.000. Il costo storico della rosa giocatori di pallacanestro ammonta a 10,29 milioni di Euro, mentre il valore contabile netto è pari a Euro 723.000.



Al 30.06.2019, il saldo finale del costo storico delle immobilizzazioni materiali ammonta a 537,9 milioni di Euro. Il valore contabile netto dello stadio e dei palazzetti dello sport ammonta a 222,57 milioni di Euro. Il costo storico è pari a 323,96 milioni di Euro. Il valore contabile netto dei terreni e delle altre costruzioni ammonta a 55,38 milioni di Euro. Il costo storico è pari a 64,38 milioni di Euro.
La voce “Inversiones Inmobiliaras”, pari a € 11,55 milioni, evidenzia un costo storico di € 14 milioni. Tale voce comprende la voce contabile “Terrenos”, con un costo storico di 13,62 milioni di Euro, che riguardano un terreno ottenuto dal Comune di Madrid denominato “Mercedes Arteaga, Jacinto Verdaguer” e la particella di terreno dedicata a servizi della “Ciudad Aeroportuaria parque de Valdebebas”.
E’ stato ceduto il centro commerciale Esquina del Bernabéu la cui demolizione è iniziata alla fine del 2018 come fase preliminare per lo sviluppo del progetto di rimodellamento dello stadio. La proprietà era composta da una serie di locali e parcheggi il cui sfruttamento è stato trasferito a terzi in virtù del contratto di cessione e sfruttamento formalizzato nel 1992, inizialmente per un periodo di 20 anni e esteso in successive occasioni fino alla sua scadenza in questo esercizio. Tale contratto di cessione e sfruttamento ha generato ricavi nell'esercizio 2018/19 per circa € 376 mila (€ 467 mila nel 2017/ 18).
L’attivo non corrente risulta diminuito di € 8,8 milioni a causa soprattutto del decremento dei crediti a lungo termine per la cessione calciatori sono aumentati da € 23,8 milioni a € 56 mila e al decremento del valore contabile netto delle immobilizzazioni immateriali sportive, da € 316,8 milioni a € 310,9 milioni.
Le attività correnti, invece, registrano un incremento di € 58,2 milioni.
Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attività correnti e passività correnti, mostra un valore negativo di € 60,1 milioni (-€ 106,3 milioni di Euro nel 2017/18). Il principale fattore che rende negativo il capitale circolante è rappresentato dai risconti passivi a breve, ossia ricavi anticipati inerenti la stagione successiva, che ammontano a € 129,4 milioni (€ 99,2 milioni nel 2017/18). Complessivamente i risconti passivi ammontano a € 162,67 milioni (€ 123,4 milioni nel 2017/18). La considerazione di previsioni di fabbisogno di liquidità fatte in base a ipotesi prudenziali per le stagioni successive unitamente alla considerazione del fatto che al 30 giugno 2019, esistevano linee di credito no utilizzate per un importo di 285 milioni di euro (€ 182 milioni al 30 Giugno 2018) contribuiscono a mitigare i dubbi che possano sorgere potenziali rischi di liquidità causati da un capitale circolante netto negativo

La Posizione Finanziaria Netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.

Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto.



Da questo punto di vista il Real Madrid non presenterebbe alcun problema.
Non figurano debiti fiscali e previdenziali non correnti da aggiungere; pertanto, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento. Esistono solo passività per imposte differite non correnti per € 19,4 milioni che non si considerano ai fini del calcolo
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso del Real Madrid, al 30.06.2019, figurano Debiti a breve termine per lavori per lo Stadio e la “Ciudad Real Madrid” per € 7.478.000, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Gli Amministratori del Real Madrid considerano come indebitamento finanziario netto (“Deuda Neta”) la somma del saldo tra crediti e dei debiti per i trasferimenti di giocatori più l’indebitamento finanziario netto (inteso come somma tra saldo tra debiti e crediti bancari, finanziamenti da soci e parti correlate, risconti passivi pluriennali per ricavi anticipati e debiti per leasing finanziario al netto delle disponibilità liquide e investimenti a breve termine) e il debito verso fornitori di immobilizzazioni (comprese le opere per lo stadio e il centro sportivo). L'indebitamento finanziario netto non include i debiti commerciali e altri debiti.

In base al conteggio fatto dagli Amministratori, l'indebitamento finanziario netto risulta positivo per € 38.349.000; mentre, nel 2017/18 era positivo per € € 106.974.000.
Si pensi che al 30 giugno 2009, risultava un indebitamento finanziario netto di 327 milioni circa. Ovviamente il dato risulta abbondantemente conforme al Fair Play Finanziario, considerato l’importo record del fatturato.
L’indebitamento finanziario lordo calcolato dagli Amministratori ammonta a circa 174 milioni di Euro (€ 135 milioni nel 2017/18) ed è determinato dai seguenti dati: € 50 milioni di debiti bancari (€ 60 milioni nel 2017/18) ed € 124 milioni di debiti per investimenti in giocatori e altre immobilizzazioni (€ 75 milioni nel 2017/18).
La posizione finanziaria netta si ottiene sottraendo le disponibilità liquide, pari a € 156 milioni (€ 190 milioni nel 2017/18), meno le anticipazioni di liquidità per € 33 milioni, e i crediti verso club per l’acquisto di giocatori pari a € 79 milioni.  

Il Risultato della Posizione Finanziaria netta è positivo per 27 milioni di Euro, che rappresenta liquidità netta in eccesso.

Il grafico seguente tratto dal bilancio del Real Madrid mostra l’evoluzione della Posizione Finanziaria Netta nel tempo, con il picco dell’indebitamento raggiunto nel 2009. Dal 2015/16 si può parlare di posizione di liquidità netta.



Debiti con dipendenti e fisco.

Il Fair Play Finanziario richiede che non vi siano delle problematiche relative a debiti scaduti verso altri club, il fisco e/o i propri dipendenti.
Al 30 giugno 2019, i debiti correnti verso il personale ammontano a € 149.497.000 (€ 207,76 milioni nel 2017/18), di cui € 143.713.000 verso il personale sportivo (€ 200,8 milioni nel 2017/18). Nel complesso segnano un decremento del 5.42%, dovuto soprattutto ai premi per i successi sportivi del 2017/18, che non sono presenti nel 2018/19.
Il rapporto tra debiti verso il personale sportivo e costo del personale sportivo è del 37,9%. L'ammontare di debito verso il personale sportivo corrisponde principalmente alla remunerazione da corrispondere in base ai contratti ai giocatori e agli allenatori della prima squadra di calcio e gli importi dei premi per i risultati sportivi, pari a Euro 140.966.000.
I pagamenti degli ingaggi, secondo le condizioni stabilite, sono effettuati principalmente nei mesi di luglio e gennaio, mentre gli importi dei premi per i risultati sportivi conseguiti sono pagati, secondo accordo, nella stagione successiva.
Nel bilancio è specificato che il Club risulta in regola per quanto riguarda gli adempimenti relativi agli obblighi fiscali e quindi non ha pendenza nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Le passività per imposte dell’esercizio correnti sono nulle, invece figurano “Pasivos por Impuesto Diferido” che ammontano a € 19,39 milioni (€ 16,23 milioni nel 2017/18).
Nella sezione opposta, i crediti per imposte correnti ammontano a € 3.881.000 (€ 5,74 milioni nel 2017/18) e i crediti per imposte differite ammontano a circa € 19.111.000 (€ 13.043.000 nel 2017/18).
Gli altri debiti verso le Amministrazioni Pubbliche ammontano a € 25.853.000 (€ 23,14 milioni nel 2017/18), di cui € 19.507.000 per IVA di giugno 2019 ed € 3.478.000 per Irpef su ritenute. Di contro gli altri crediti verso le Amministrazioni Pubbliche ammontano a 10 mila Euro (€ 12 mila nel 2017/18).

I Ricavi

I ricavi operativi per l'anno 2018/19, escludendo le plusvalenze, raggiungono la cifra record di € 757 milioni; mentre, nell’esercizio precedente erano pari a € 751 milioni circa, segnando un incremento dello 0,8%. Dal 2011/12 il fatturato si colloca costantemente sopra la soglia dei 500 milioni; nel 2016/2017 ha superato per la prima volta la soglia dei 600 milioni di Euro e nel 2018/19 ha superato per la seconda volta consecutiva la soglia dei 700 milioni di Euro.

Sono cresciuti, soprattutto i ricavi per la Copa del Rey.
Le principali fonti di tali ricavi sono: lo stadio, i diritti televisivi e il marketing e sono sostanzialmente “equidistribuite”, con una leggera prevalenza dei ricavi commerciali.
I ricavi da biglietteria della Liga ammontano a € 51.078.000 (€ 52,2 milioni nel 2017/18).
I ricavi da biglietteria della ‘Copa del Rey’ ammontano a € 10.464.000 (€ 5,37 milioni nel 2017/18). I ricavi complessivi, da Champions League ammontano a € 88.181.000 (€ 85.458.000 nel 2017/18). Nel 2018/19 non figurano ricavi per la ‘Supercopa de España’, che nel 2017/18 erano pari a € 4.810.000; mentre figurano ricavi per la ‘UEFA SuperCup’ per € 3.549.000, che nel 2017/18 erano pari a € 4 milioni. Sono presenti anche i ricavi per il Mondiale per Club per € 4.573.000, che nel 2017/18 erano pari a € 4.425.000.
Nel 2018/19, i ricavi derivanti dalle amichevoli diminuiscono a 10.858.000 Euro da € 18.543.000 del 2017/18.
I ricavi per le competizioni di Pallacanestro ammontano a € 6.595.000 (€ 6.841.000 nel 2017/18).
Gli altri ricavi ammontano a € 30.401.000 (€ 13.957.000 nel 2017/18).
Pertanto secondo una delle riclassificazioni dei ricavi presenti in bilancio, i ricavi derivanti dalla vendita di biglietti e dalle competizioni ammontano a € 205.699.000 (€ 195.630.000 nel 2017/18).
Il contributo dei soci, tanto per la quota associativa quanto per gli abbonamenti, rappresenta il 7,17% della cifra totale dei ricavi e ammontano a € 54.277.000 (€ 49.865.000 nel 2017/18).
I ricavi relative al funzionamento delle strutture ammontano a € 26.989.000 (€ 28.931.000 nel 2017/18).

I ricavi radiotelevisivi diminuiscono a € 172,99 milioni (€ 178,4 milioni nel 2017/18) e rappresentano il 22,8% dei ricavi operativi, segnando un decremento del 3%.

I ricavi commerciali hanno un’incidenza del 39% e risultano pari a € 295,6 milioni (€ 295,1 milioni nel 2017/18). Tali ricavi comprendono i ricavi per la vendita al dettaglio per € 24.388.000 (€ 26.474.000 nel 2017/18); i ricavi da Sponsor e Licenze per € 240.608.000 (€ 239.681.000 nel 2017/18)); ricavi pubblicitari per € 1.050.000 (€ 1.650.000 nel 2017/18) e Altri ricavi commerciali per € 29.126.000 (€ 27.398.000 nel 2017/18). Il negozio ufficiale del Real Madrid situato nello stadio Santiago Bernabéu e il resto dei 13 negozi ufficiali del club hanno registrato un traffico di quasi 7 milioni di visitatori. E da parte sua, il Bernabéu Tour ha avuto 1.300.000 visitatori all'anno, il 60% da fuori della Spagna, da tutti i paesi del mondo.




Dal Grafico seguente, tratto dal bilancio del Real Madrid emerge che nel periodo 1999/2000-2018/19, il tasso medio di crescita annuale dei ricavi è stato del 10,5%.



E’ evidente che il club ha raggiunto una struttura equilibrata di ricavi, ciascuna delle tre aree (stadio, televisione e marketing) contribuisce con circa un terzo del totale dei ricavi. La diversificazione delle fonti di ricavo, conferisce stabilità economica, attenuando l'impatto di eventuali fluttuazioni dei ricavi causate dai risultati sportivi e altre cause congiunturali economiche.

Nell'esercizio 2018/19, sono stati realizzati profitti per il trasferimento di giocatori per 98.548.000.

Il Costo dei dipendenti.

Il costo complessivo del personale al 30 giugno 2019, compresi i diritti di immagine, ammonta a circa € 394,22 milioni (€ 430,75 milioni nel 2017/18) e risulta in diminuzione dell’8,48%. Il costo del personale riguardante i calciatori e lo staff tecnico della prima squadra di calcio ammonta a Euro 299.807.000 (€339.935.000 nel 2017/18).
Il costo del personale non sportivo associato alla prima squadra di calcio è di Euro 1.892.000 (€ 2.723.000 nel 2017/18).
Il costo del personale riguardante i calciatori e lo staff tecnico della “cantera” ammonta a 17.195.000 Euro. Il costo del personale riguardante i giocatori e lo staff tecnico della squadra di basket ammonta a € € 32.338.000 (€ 35,74 milioni nel 2017/18).
Il rapporto tra costo del personale totale e i ricavi operativi, con esclusione delle plusvalenze, è l'indicatore utilizzato a livello internazionale per misurare l'efficienza operativa delle società di calcio. Più basso è il valore di questo rapporto e più “efficiente” risulta il club.
Il 30 giugno 2019, tale rapporto risulta pari al 52,1%; mentre, il 30 giugno 2018, era pari al 57,6%.
In base a quanto scritto dagli Amministratori, bisogna evidenziare che il dato in questione, è stato del 52%, un valore vicino al 50%, che è considerato la soglia di eccellenzae si trova al di sotto del valore del 70%, che è il livello massimo raccomandato dall'Associazione europea dei club.



Dal Grafico, tratto dal bilancio del Real Madrid emerge che l’ultimo esercizio in cui l’indice costo del personale/fatturato ha superato il 70%, risale alla stagione sportiva 2002/2003.

In definitiva, il Real Madrid si può permettere una rosa di calciatori dall’ingaggio elevato perché la sua gestione economica genera un fatturato altrettanto elevato.

L’equilibrio della Gestione Economica.

Il grafico dimostra come l’evoluzione del costo del personale mantenga la stessa distanza dall’evoluzione dei ricavi operativi.



Si pensi che nel periodo 2008/09-2018/19 la somma dei risultati prima delle imposte è pari a 452,7 milioni di Euro, con una media di circa 41,1 milioni di Euro ad anno.

Il “Breakeven Result”.

Per il periodo di monitoraggio del 2019/2020 gli esercizi sotto osservazione sono il 2017, 2018 e 2019 e la soglia di perdita aggregata tollerata è di 30 milioni.
Per il Real Madrid la somma algebrica dei risultati prima delle imposte per gli esercizi 2017, 2018 e 2019, risulta positiva per 122,73 milioni di Euro; pertanto, non ci sono problemi per questo aspetto.
L’EBITDA, ossia il risultato prima del calcolo degli ammortamenti degli interessi e delle tasse, con esclusione delle plusvalenze, risulta pari a € 77,8 milioni. Se considerassimo anche le plusvalenze si determinerebbe un EBITDA positivo per 176,3 milioni. Il risultato di gestione al lordo delle imposte risulta positivo con un utile di 53,48 milioni, mentre nel 2017/18 era positivo per 42,98 milioni e nel 2015/16 per 26,3 milioni.

Il Fair Play Finanziario Spagnolo.

In base a quanto emerge dai dati del bilancio 2018/19, il Real Madrid rispetta anche quanto stabilito dal Regolamento di Controllo Economico della LFP e tutti gli indicatori previsti dalla stessa LFP:
Indicador del Punto de equilibrio”, riguardante la somma algebrica del risultato derivante dalla differenza tra ricavi e costi rilevanti degli ultimi tre esercizi, che non deve essere negativa. Nel caso del Real Madrid il “Punto de equilibrio total” è positivo per € 279.527.000.
• “Indicador gastos de personal asociados a la primera plantilla de fútbol”, che non deve superare il 70% dei ricavi rilevanti. Nel caso del Real Madrid tale rapporto è pari al 36% (43% nel 2017/18).
• “Ratio de deuda neta sobre ingresos relevantes”, che non deve superare il 100%. Nel caso del Real Madrid tale rapporto è pari al 4,5% (13,6% nel 2017/18); tenuto conto che il debito netto considerato in base al regolamento riguarda una situazione di eccesso positivo di liquidità, rispetto ai debiti considerati, per € 38.349.000 (€ 106.974.000 nel 2017/18) e i ricavi rilenti risultano pari a € 848.002.000 (€ 787.924.000 nel 2017/18)


Il Bilancio Preventivo 2018/2019.

Le società e i club iscritti alla Liga Spagnola devono formulare il bilancio preventivo. Tale obbligo rientra nella fase di controllo economico “a priori” esercitata dalla Liga sui club.
Nel caso del Real Madrid, il Consiglio di Amministrazione ha previsto, un bilancio preventivo con un utile lordo di 41,37 milioni di Euro. Il volume d’affari netto previsto è di € 822.131.000 e le plusvalenze previste per € 94.029.000.

Conclusioni.

Il Real Madrid non ha problemi in termini di Fair Play Finanziario, sia UEFA, che spagnolo. L’enorme quantità di ricavi permette al Real Madrid di avere una rosa di Top Player con costo lordo del personale notevole, ma la cui incidenza resta sotto il livello del 60% circa dei ricavi senza plusvalenze.

Il Real Madrid è una società molto solida patrimonialmente, con una posizione finanziaria netta positiva e con una gestione economica equilibrata; infatti, secondo gli Amministratori l'evoluzione dell'EBITDA negli ultimi anni è il risultato di una gestione economica che mira a migliorare la redditività attraverso uno sforzo combinato di crescita dei ricavi e contenimento dei costi.

domenica 15 settembre 2019

Il Problema dell’indebitamento finanziario della Juventus.



Luca Marotta
L’aumento dei volumi economici e patrimoniali, vedasi fatturato e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, potrebbe essere visto come una delle cause del ricorso alla leva finanziaria dell’indebitamento finanziario da parte della società Juventus.
Una argomentazione a sostegno di tale tesi è fornita dal prospetto informativo del 15 febbraio 2019 riguardante il collocamento dell’emissione di un prestito obbligazionario di 175.000.000 di Euro, quotato alla borsa di Dublino. Infatti in tale prospetto è scritto: al fine di “dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito” la Juventus è ricorsa all’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile, in data 13 febbraio 2019, per Euro 175 milioni. Nello stesso prospetto è scritto: “Juventus, in linea con la propria politica di gestione del rischio, mantiene i prestiti concessi dalle principali banche a un livello sufficiente a prevenire la carenza di flussi di cassa, anche in relazione a scadenze a breve e medio termine.
Tuttavia, i crescenti investimenti richiesti per garantire risultati sportivi come quelli recenti, potrebbero richiedere una maggiore leva finanziaria nel prossimo futuro.”
Il ricorso all’emissione di un bond per finanziare l’attività non è una novità nel modo del calcio. In effetti, hanno fatto ricorso allo strumento dell’emissione di prestiti obbligazionari quotati su mercati regolamentati: AC Milan (Borsa di Vienna); FC Internazionale (borsa del Lussemburgo) e all’estero tale pratica era già presente da alcuni anni come nel caso del Manchester United.
L’emissione di un prestito obbligazionario, in aggiunta alle linee di credito bancarie disponibili, deve essere vista come una fonte di finanziamento esterno all’impresa, che fa “ricorso al mercato”. In genere, viene collocato tra gli investitori istituzionali (es. Fondi), ma a volte può essere collocato tra i risparmiatori. 
Al 30 giugno 2018, la Juventus aveva linee di credito bancarie per € 502,5 milioni, di cui € 226,1 milioni revocabili, utilizzate per € 332,3 milioni, di cui
L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2018 era pari a € 309,8 milioni
Al 31 dicembre 2018 la Juventus disponeva di linee di credito bancarie per € 524,4 milioni, di cui utilizzate per complessivi € 404,5 milioni.
L’indebitamento finanziario netto, al 31 dicembre 2018, era pari a € 384,3 milioni-
Al 30.06.2019 l’indebitamento Finanziario Netto, ammonta a 464 milioni di Euro.
In ogni caso, il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA dovrebbe essere rimasto sotto il livello di 3 (livello critico). Aggregando i dati forniti da Exor, l’EBITDA al 30.06.2019 di Juventus FC dovrebbe essere positivo per Euro 161,3 milioni e, di conseguenza, il rapporto NET DEBT/EBITDA sarebbe pari a 2,87.
Per quanto riguarda il discorso della capacità di rimborso del prestito obbligazionario, premesso che la scadenza è 19 febbraio 2024, nel prospetto informativo dell’emissione del BOND è scritto:” La capacità dell'Emittente di effettuare pagamenti e rifinanziare il proprio debito e di finanziare le spese in conto capitale pianificate dipenderà dalla sua capacità di generare liquidità in futuro. Ciò, in una certa misura, è soggetto alle prestazioni e alla popolarità della prima squadra, dell'Emittente nonché a fattori economici, finanziari, competitivi, regolamentari e di altro genere …”.
In base a quanto scritto risulta importante il livello del fatturato raggiunto e fissato come “target” nel medio periodo, che dovrebbe essere mantenuto con l’attuazione di strategie e piani; ovviamente, bisognerà prestare attenzione al contenimento dei costi al fine di determinare un EBITDA positivo, che determinerà il flusso di cassa operativo necessario per ripagare il debito. Il flusso di cassa operativo generato deve far fronte alla necessità di rimborsare il debito. Una conseguenza potrebbe essere che il flusso di cassa per investimenti debba essere finanziato dalle cessioni. In altre parole si potrà acquistare nuovi calciatori, finanziandone l’acquisto con la vendita  di altri.
La perdita del 2018/19, stimata in base ai dati Exor, in 40 milioni di Euro dipende in parte dai maggiori accantonamenti netti effettuati nel secondo semestre per circa 14 milioni di Euro, rispetto al secondo semestre 2017/18. Tale maggiore accantonamento potrebbe essere dovuto alla scelta del cambio della guida tecnica. 
Dalla situazione determinatasi a inizio della stagione sportiva 2019/2020 emergerebbe la necessità di ridurre il costo del personale del costo degli esuberi.   
Le prospettive future del fatturato possono fare affidamento sul rinnovo del contrato con Adidas per 51 milioni annui; sull’incremento dei Ricavi da vendite di prodotti e licenze, che già nel primo semestre 2018/19 sono aumentati di circa 12 milioni di Euro rispetto al primo semestre dell’esercizio precedente. Varie fonti di stampa riportano la notizia circa un aumento notevole che si verificherà per quanto concerne il rinnovo per il “main sponsor”.

giovedì 12 settembre 2019

I conti del primo semestre 2019 della Ferrari




Luca Marotta


La semestrale 2019 di “Ferrari N.V.”  rispetto al primo semestre del 2018, evidenzia che sono aumentate le consegne del 15%, è aumentato il fatturato dello 10,8%, l’EBITDA è aumentato dell’8,7%  e l’utile consolidato netto del 17,8%.

Dal 4 gennaio del 2016, la società “Ferrari N.V.” è quotata sul mercato MTA gestito da Borsa Italiana.

Dal 21 ottobre del 2015, la società “Ferrari N.V.” è quotata alla Borsa di New York.
“Ferrari NV” è la ridenominazione di “New Business Netherlands NV”, che è stata creata il 24 maggio 2013, come società controllata da FCA e come società holding del gruppo Ferrari in possesso del 100% di Ferrari SpA. Tale società è stata utilizzata come veicolo di diritto olandese per rendere possibile l’IPO. Prima dell’IPO, “Ferrari NV” era controllata al 90% da FCA e al 10% da Piero Ferrari.

L'immagine del marchio Ferrari dipende in parte dal successo del team di corse di Formula 1.

La Strategia

La strategia societaria si concentra sull'efficienza dei costi e mira a conseguire una crescita redditizia perseguendo le seguenti strategie.

• Crescita controllata
• Introduzioni e miglioramenti periodici di nuovi modelli
• Perseguire l'eccellenza nelle corse
• Crescita controllata nelle categorie di lusso e lifestyle adiacenti

Bisogna considerare che una strategia basata su un a basso volume di modelli venduti, può limitare i potenziali profitti e, al contrario, se i volumi aumentassero, l'esclusività del marchio potrebbe essere erosa.

La semestrale 2019.

Nello specifico, dai dati contabili della semestrale del 2019, Ferrari mostra un fatturato netto nel primo semestre di 1,92 miliardi di Euro, in aumento del 10,8% rispetto ai 1,74 miliardi della prima semestrale del 2018.



Per quanto riguarda l’EBIT, ossia il risultato prima degli interessi e delle imposte, registra l’importo di 471 milioni di Euro, in aumento del 10% rispetto all’Ebit della prima semestrale 2018.
Il Risultato netto è pari a 364 milioni Euro in aumento di 55 milioni di Euro in confronto all’analogo periodo dell’esercizio precedente.

Le consegne, effettuate nel primo semestre dell’esercizio 2019, ammontano a 5281 modelli, mentre quelle della prima semestrale 2018 erano pari a 4591.

Per quanto riguarda tutto il 2018, Ferrari ha fatto registrare Consegne per 9251 unità, mentre nel 2017 erano state registrate consegne per 8398 unità, con un incremento di 853 unità.
I Ricavi netti di Ferrari nel 2018 sono stati pari a 3.420 milioni di Euro, mentre nel 2017 erano stati pari a 3.417 milioni di Euro con un incremento di 3 milioni di Euro.
L’EBIT del 2018 era pari a 827 milioni di Euro, mentre nel 2017 era pari a 775 milioni di Euro con un incremento di 52 milioni di Euro.

L’Utile della gestione ordinaria è stato di 787 milioni di Euro, mentre nel 2017 era di 537 milioni di Euro, con un incremento di 249 milioni di Euro.

Il Fatturato

Il ricavi di Ferrari dipendono da quattro fonti di ricavo.
La prima fonte riguarda la vendita di automobili e pezzi di ricambio. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 1,5 miliardi, con un incremento del 17,1% rispetto al primo semestre 2018.
La seconda fonte riguarda la vendita di motori. Tale voce include i ricavi netti generati dalla vendita di motori a Maserati per l'uso nelle loro auto e i ricavi generati dal noleggio di motori ad altri team di Formula 1. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 111 milioni, con un decremento del 29,3% rispetto al primo semestre 2018.
La terza fonte riguarda le sponsorizzazioni e i ricavi relativi al marchio. Tale fonte include i ricavi netti del team di corse di Formula 1 attraverso accordi di sponsorizzazione e la quota dei ricavi commerciali del Campionato mondiale di Formula 1 e dei ricavi netti generati attraverso il marchio Ferrari, inclusi ricavi da merchandising, licenze e royalty. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 259 milioni, con un incremento del 2,8% rispetto al primo semestre 2018. L'aumento è principalmente attribuibile ai cambi in valuta estera, nonché ai maggiori ricavi derivanti dalle attività di corsa di Formula 1.
La quarta fonte riguarda gli altri ricavi. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 53 milioni, con un incremento del 15,2% rispetto al primo semestre 2018.



Nel 2018, i ricavi da Automobili e parti di ricambio, pari ad Euro 2,53 miliardi, hanno registrato un incremento del 3,2% rispetto al 2017. L’aumento dei volumi delle consegne ha contribuito al tale incremento.
I ricavi da Motori, pari ad Euro 284 milioni, hanno registrato un decremento del 28,4%, e riguardano principalmente le vendite di motori a Maserati e ad altri team di Formula 1.
I ricavi da Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio, che includono i ricavi netti del team corse di Formula 1, attraverso accordi di sponsorizzazione e la quota dei ricavi commerciali del Campionato mondiale di Formula 1, e i ricavi netti generati attraverso il marchio Ferrari, inclusi i ricavi da merchandising, licenze e royalty; risultano pari ad Euro 506 milioni, in aumento del 14,5%. Tali ricavi nel 2017 erano pari a 494 milioni di Euro; nel 2016 erano pari a 488 milioni di Euro; nel 2015 erano pari a 441 milioni di Euro e nel 2014 erano pari a 417 milioni di Euro.

I rapporti con le società correlate.

I rapporti con le società del Gruppo FCA, nei primi sei mesi del 2019, hanno generato ricavi netti per € 80,8 milioni, costi per € 25,54 milioni e oneri finanziari netti per € 903 mila.
I rapporti con le società correlate, nei primi sei mesi del 2019, hanno generato ricavi netti per € 81,12 milioni, costi per € 32,43 milioni e oneri finanziari netti per € 919 mila.
Tra i ricavi netti realizzati con le società del Gruppo FCA spiccano i ricavi con Maserati per € 74,6 milioni (€121,7 milioni nei primi sei mesi 2018). Tra i costi spiccano quelli sostenuti con Magneti Marelli per € 10,44 milioni.
Per quanto riguarda le transazioni con società del Gruppo Exor, i costi sono relativi al noleggio di camion utilizzati dalla Squadra Corse di Formula 1; mentre i ricavi riguardano la sponsorizzazione da Iveco S.p.A.
Le transazioni con altre parti correlate concernono: l’l'acquisto di componenti per auto da corsa di Formula 1 da COXA S.p.A., controllati da Piero Ferrari; servizi di consulenza forniti da HPE S.r.l., controllata da Piero Ferrari; accordo di sponsorizzazione relativo alle attività di Formula 1 con Ferretti S.p.A .; vendita di automobili a determinati membri del Consiglio di amministrazione di Ferrari N.V. ed Exor.

Le Consegne

Le consegne effettuate nel primo semestre del 2019 risultano pari a 5281; mentre, nel primo semestre del 2018 sono state pari a 4591; pertanto, si è registrato un aumento del 15% circa.   
Dal punto di vista geografico la zona EMEA, che comprende: Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera, Italia, Middle East (United Arab Emirates, Saudi Arabia, Bahrain, Lebanon, Qatar, Oman e Kuwait) e Altri paesi dell’area EMEA come Africa e altri mercati Europei non identificati separatamente, assorbe il 45,5%.



Le consegne effettuate nel 2018 risultano pari a 9251; mentre, nel 2017 sono state pari a 8398; pertanto, si è registrato un aumento del 10,2% circa.  Il CAGR degli ultimi 5 anni è del 6,26%. Nel 2016 le consegne erano pari a 8.014 modelli; nel 2015 ammontavano a 7.664 modelli
Dal punto di vista geografico 5 nazioni Europee (Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia) hanno assorbito il 32,9% del fatturato 2018 e il 31,6% del fatturato 2017. Le stesse nel 2016 ne assorbivano il 30,5% e nel 2015 ne assorbivano il 29,1%.
La zona delle Americhe ha assorbito il 32,4% del fatturato, mentre nel del 2017 ne assorbiva il 33,5%. China, Hong Kong e Taiwan il 7,5% (7,3% nel 2017).  

I Costi.

Nel primo semestre del 2019, il costo del venduto pari a 941.922.000 Euro risulta aumentato del’14,6%., con un’incidenza sui ricavi netti del 49%. Nel 2018, il costo del venduto pari a 1,62 miliardi di Euro risultava diminuito dell’1,7%. Tali costi riguardano consistente principalmente nel costo di materiali, componenti e spese di manodopera relative alla produzione e distribuzione di auto e pezzi di ricambio, inclusi i motori venduti a Maserati e i motori noleggiati ad altri team di Formula 1. I costi rimanenti includono principalmente gli ammortamenti, i costi assicurativi e di trasporto. Il costo del venduto include anche la garanzia e costi relativi al prodotto, che sono stimati e registrati al momento della spedizione dell'auto. Gli interessi e altri oneri finanziari da attività di servizi finanziari inclusi nel costo delle vendite per i sei mesi chiusi al 30 giugno 2019 e 2018 ammontano rispettivamente a 24.458.000 Euro e 14.580.000 Euro.

I costi di vendita, generali e amministrativi per i tre mesi chiusi al 30 giugno 2019 sono stati di 90 milioni di euro, con un incremento di 3 milioni di euro, ovvero del 4,1 percento, rispetto agli 87 milioni di euro dei tre mesi chiusi al 30 giugno 2018. In percentuale del netto i ricavi, i costi di vendita, generali e amministrativi sono stati del 9,2 percento per i tre mesi chiusi al 30 giugno 2019 rispetto al 9,6 percento per i tre mesi chiusi al 30 giugno 2018.
L'aumento dei costi di vendita, generali e amministrativi è stato principalmente a supporto della crescita organica del business

I costi di ricerca e sviluppo, non capitalizzati, bel primo semestre 2019 sono stati pari a € 355 milioni e risultano in aumento di € 16 milioni (+4,8%), rispetto ai primi sei mesi del 2018. Nei primi sei mesi del 2019, i costi di ricerca e sviluppo incidono sui ricavi netti per il 18,4%; mentre, nei primi sei mesi del 2018 incidevano per il 19,5%.
L'incremento di 16 milioni di euro dei costi di ricerca e sviluppo nel periodo è dovuto per € 9 milioni all'aumento dei costi di ricerca e sviluppo spesati nel periodo, che ammontano a € 294 milioni, e, per € 7 milioni, al maggiore ammortamento dei costi di sviluppo capitalizzati, che ammontano a € 61 milioni.

Nel primo semestre del 2019, l’EBIT, ossia il risultato prima degli interessi e delle tasse, registra l’importo positivo di 471 milioni di Euro, in aumento di 43 milioni di Euro (+10%) rispetto all’EBIT del primo semestre dell’esercizio precedente.
Nell’esercizio 2018, per quanto riguarda l’EBIT, risulta un importo positivo di 827 milioni di Euro, in aumento di 51 milioni di Euro (+6,6%) rispetto all’EBIT dell’esercizio 2017.

Nel primo semestre del 2019, la gestione finanziaria risulta negativa per 16 milioni di Euro, segnando un peggioramento dell’87,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, a causa dei costi netti di copertura e perdite su cambi.
Nel 2018, la gestione finanziaria, risultava negativa per 24 milioni di Euro circa.

Nel primo semestre del 2019, il risultato prima delle imposte è positivo per 455 milioni di Euro in aumento di 35 milioni rispetto all’EBT del primo semestre dell’esercizio precedente.
Nel 2018, il risultato prima delle imposte è positivo per € 803 milioni; nel 2017 era positivo per € 746 milioni. Nel 2064 era positivo per € 567 milioni.

Nel settembre 2018 è stato firmato un accordo con l'Agenzia delle Entrate italiana in relazione al regime fiscale della Patent Box per gli anni dal 2015 al 2019,
Pertanto, le imposte sul reddito sono state notevolmente ridotte nel 2018.
E’ stata sottoposta all'Agenzia delle Entrate italiana in relazione al regime fiscale della Patent Box per il periodo dal 2020 al 2024, un altro accordo che prevede un beneficio fiscale per le società che generano reddito attraverso l'uso diretto di diritti d'autore, brevetti, design e know-how durante quel periodo.

Nel primo semestre del 2019, il risultato netto è positivo per 364 milioni in aumento del % rispetto all’analogo periodo dell’esercizio 2017.
Nel 2018, il risultato netto risultava positivo per 787 milioni di Euro e segnava un aumento di 249 milioni di Euro rispetto al 2017 (+46,4%).

Per quanto riguarda l’utile per azione al 30 giugno 2019, risulta pari 1,92, considerando l’importo attribuibile ai soci della controllante pari a 361 milioni e il numero medio ponderato delle azioni ordinari pari a 187.544.000

Lo Stato Patrimoniale

Il totale dell’attivo, al 30.06.2019, ammonta a 5,28 miliardi di Euro. Al 30.06.2018 ammontava a 4,38 miliardi e al 31.12.2018 risultava pari a 4,85 miliardi.
Le attività non correnti, pari a 2,6 miliardi di Euro, rappresentano il 49,3% dell’attivo. L’avviamento pari a 785 milioni di Euro incide sul totale dell’attivo per il 14,9%.
Le rimanenze al 30.06.2019, risultano pari a € 400.939.000, con un’incidenza sul totale dell’attivo del 7,6%. Le rimanenze al 31.12.2018, risultavano pari a € 391.064.000, con un’incidenza sul totale dell’attivo dell’8,1%.
Il livello delle rimanenze è mantenuto ad un livello sufficiente di materie prime e componenti per garantire la continuità delle linee di produzione. La produzione di una autovettura richiede in genere tra 30 e 45 giorni, a seconda del livello di automazione della relativa linea di produzione, e l'auto viene generalmente spedita ai rivenditori da tre a sei giorni dopo il completamento della produzione. Tuttavia, al fine di garantire tempestività consegne, per alcune regioni si depositano in magazzino per periodi di tempo più lunghi. La tendenza, salvo anticipi ricevuti dai clienti per alcuni modelli, è quella di incassare dai clienti prima del pagamento dei fornitori delle materie prime e dei componenti utilizzati nella produzione delle auto.

Le disponibilità liquide pari a 881 milioni di Euro rappresentano il 16,7% dell’attivo.
Le immobilizzazioni immateriali, al 30.06.2019, ammontano a 736 milioni di Euro e incidono sull’ attivo per il 13,9. Sono stati effettuati investimenti per € 158.612.000 rispetto al 31.12.2018 consistenti in costi di sviluppo acquisiti esternamente e generati internamente per modelli nuovi ed esistenti; rettifiche per € 851.000; ammortamenti per € 67.487.000.  
Gli investimenti, in ricerca e sviluppo sono, tra gli altri fattori, influenzati dai tempi e dal numero di lanci di nuovi modelli. I costi di sviluppo, così come gli altri investimenti nelle spese in conto capitale, raggiungono in genere il picco nei periodi in cui si sviluppano un numero significativo di nuovi modelli per rinnovare o espandere la gamma di prodotti. I costi di ricerca e sviluppo sono influenzati anche dalla tempistica dei costi di ricerca per le attività di Formula 1, per le quali le spese sono generalmente più elevate nel primo e nell'ultimo trimestre dell'anno.



I crediti commerciali al 30.06.2019 ammontano a € 211.399.000 ed incidono per il 4,4% sul totale dell’attivo. Tali crediti figurano nell’attivo corrente. I crediti commerciali al 31.12.2018 ammontavano a € 243.977.000. La media dei giorni per incassare i crediti per le vendite di auto, generalmente è tra i 30 e 40 giorni dopo la spedizione dell'auto (tranne quando fornisce il finanziamento del rivenditore o si ricorre al factoring).

I debiti commerciali al 30.06.2019 ammontano a € 686.327.000 ed finanziano per il 13,5% del totale dell’attivo. I debiti commerciali al 31.12.2018 ammontavano a € 653.751.000. I debiti commerciali, generalmente, sono pagati tra i 60 e 90 giorni dopo aver ricevuto le materie prime o i componenti richiesti.

Il Patrimonio netto al 30.06.2019 risulta positivo per 1,38 miliardi e finanzia il 26,2% dell’attivo. Il Patrimonio netto al 31.12.2018 risultava positivo per 1,35 miliardi e finanziava il 27,9% dell’attivo.

Vi è un programma pluriennale di riacquisto di azioni. Il giorno 1 luglio 2019 la Società ha annunciato il completamento della prima tranche da Euro 150 milioni e l'avvio di una seconda tranche da Euro 200 milioni da portare a termine entro il 27 dicembre 2019.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale risulta superiore ad 1 ed è pari a 1,36 (1,39 al 31/12/2018), ciò vuol dire che la società possiede dei beni il cui valore è in grado di pagare i debiti.

L’Indebitamento.

L’indebitamento industriale netto corrisponde all’indebitamento netto totale diminuito dell’indebitamento finanziario netto delle attività di servizi finanziari.
L'indebitamento industriale netto al 30 giugno 2019 è pari a Euro 353 milioni, rispetto a Euro 370 milioni al 31 dicembre 2018 e a Euro 472 milioni al 30 giugno 2018.
L’indebitamento netto totale finanzia il  38,8% del totale dell’attivo.
Al 31 dicembre 2018, l’indebitamento finanziario netto totale era pari a 1,13 miliardi di Euro (1,16 miliardi di Euro nel 2017), mentre il Net Industrial Debt è pari a 370 milioni di Euro (473 milioni di Euro nel 2017).



Al 30 giugno 2019, la liquidità ammonta a 881 milioni di Euro; mentre, al 31 dicembre 2018, la liquidità era pari a 794 milioni di Euro. Al 30 giugno 2019, i debiti finanziari con le terze parti ammontano a 2 miliardi di Euro; mentre, al 31 dicembre 2018, i debiti finanziari con le terze parti ammontavano a 1,93 miliardi di Euro.
Al 30 giugno 2019, i debiti verso le Banche ammontano a € 34 milioni; i debiti obbligazionari ammontano a € 1.195.000.000 e gli atri debiti a € 26 milioni.
Nel dettaglio i debiti verso le Banche, al 31 Dicembre 2018, ammontano a € 36 milioni (€ 38 milioni al 31 Dicembre 2017); i debiti obbligazionari ammontano a € 1.198.109.000 e gli atri debiti a € 10.493.000 (€ 18.329.000 nel 2017).

Il Rendiconto Finanziario.

Nel primo semestre del 2019, la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per 88 milioni di Euro.



Il flusso di cassa generato dall’attività operativa è stato positivo per circa 671 milioni di Euro. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di investimento è stato negativo per Euro 307 milioni. Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali hanno assorbito € 158.612.000. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di finanziamento è stato negativo per Euro 277 milioni. I dividendi pagati ai proprietari delle società controllanti sono stati pari a € 181.112.000; i dividendi pagati ai soci terzi sono stati pari a € 2.120.000. 
Le differenze di cambio hanno determinato un effetto positivo sui flussi di cambio per circa € 261 mila.

Nell’esercizio 2018, la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per 146 milioni di Euro.
Il flusso di cassa generato dall’attività operativa è stato positivo per circa 934 milioni di Euro. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di investimento è stato negativo per Euro 637 milioni. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di finanziamento è stato negativo per Euro 152 milioni.
Le differenze di cambio hanno determinato un effetto positivo sui flussi di cambio per circa 1 milione di Euro.

Conclusioni.

Dai dati della prima semestrale 2019, emergerebbe il profilo di una società solida e profittevole, che investe anche in ricerca e innovazione per il miglioramento dei suoi prodotti,

In effetti nei report pubblicati è scritto che la Ferrari è tra i marchi di lusso leader a livello mondiale focalizzata sulla progettazione, ingegneria, produzione e vendita delle auto sportive di lusso più riconoscibili al mondo. La strategia societaria si concentra sul mantenimento della posizione di leader nel mercato delle auto sportive di lusso, migliorando e proteggendo il valore e l'esclusività del marchio Ferrari. Le spese in ricerca e sviluppo in conto capitale sono aumentate significativamente nel 2018 e si prevede che continueranno ad aumentare nel 2019 per promuovere gli investimenti nella tecnologia ibrida e supportare l'espansione della gamma di prodotti.