sabato 6 ottobre 2018

Bilancio Juve 2017/18: perdita da mancata semifinale di Champions League.




Luca Marotta


La lettura dei numeri del bilancio 2017/18 della Juventus, fornisce delle valide argomentazioni alla tesi che la perdita sia stata provocata dalla mancata disputa della semifinale di Champions League 2017/18, a causa dell’eliminazione ai quarti ad opera del Real Madrid. Dai risultati di bilancio si potrebbe ipotizzare che la Juventus abbia strutturato i propri costi preventivando, ed avendo come obiettivo, un accesso alle seminali di UEFA Champions League; infatti, se il club bianconero avesse conseguito tale obiettivo, molto probabilmente il risultato prima delle imposte sarebbe stato positivo. E’ facile ipotizzare per la disputa eventuale della semifinale di Champions League un importante incasso record da botteghino, oltre al premio di performance e ad un maggiore importo per il Market Pool e conseguenti ulteriori vendite nel retail e merchandising.
La riduzione dei costi operativi in misura inferiore a quella dei ricavi operativi, determinata da costi rigidi predeterminati, come il costo del personale diminuito solo dello 0,9% e gli ammortamenti in aumento per gli investimenti effettuati, appare decisiva per la perdita finale. Evidentemente i costi del personale e gli ammortamenti erano stati 'parametrati' in funzione di un 'obiettivo superiore'.
Come altri club, la Juventus sta investendo molto nel parco calciatori, che sono fondamentali per il successo sportivo e di conseguenza per il futuro del club. Tuttavia tali investimenti determinano e rappresentano anche i costi principali del club. Inoltre, nel caso dei migliori giocatori, che sono spesso rappresentati da agenti aggressivi, i costi sono elevati.
Di conseguenza, l'aumento dei costi dei calciatori rende difficile per i club raggiungere livelli di redditività stabili, anche in considerazione dell'imprevedibilità dei risultati sportivi.

Il bilancio 2017/18 di Juventus Football Club S.p.A. mostra un risultato d’esercizio, al netto delle imposte, negativo per Euro 19.228.819. Nell’esercizio 2016/17, il risultato d’esercizio, al netto delle imposte, era positivo per Euro € 42.567.924. Sul risultato netto, grava il peso delle imposte pari a € 9,2 milioni, poiché il risultato prima delle imposte dell’esercizio 2017/18, risulta negativo per € 10.022.550 (+€58.414.719 nel 2016/17).
Al 30.06.2018, il patrimonio netto è positivo per € 72.044.071 (€ 93.773.793 nel 2016/17) e l’indebitamento finanziario netto aumenta di € 147,3 milioni a € 309,8 milioni.
Inoltre, si deve considerare che i ricavi operativi degli ultimi 5 anni sono cresciuti con un CAGR del 12,4%.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2017/18, ha visto la Juventus vincere per la settima volta consecutiva il campionato italiano di Serie A, la vittoria per la tredicesima volta della Coppa Italia, e l’accesso ai quarti della UEFA Champions League, con l’eliminazione ad opera del Real Madrid.
La Juventus è entrata anche nel calcio femminile, infatti ha acquisito il titolo sportivo dall’A.S.D. Cuneo Calcio Femminile e a partire dalla stagione sportiva 2017/2018 milita nella Serie A femminile.

La Capitalizzazione di Borsa.

La Capitalizzazione di Borsa, può essere considerata come un valore indicativo della società e si ottiene moltiplicando il numero delle azioni per il valore di mercato. Le azioni Juventus sono quotate al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana.
L’andamento della quotazione in borsa, negli ultimi 5 anni, si desume dal seguente grafico della Borsa Italiana.



Il grafico mostra chiaramente un aumento del valore della quotazione azionaria. Si pensi che il 20 settembre 2013, il prezzo ufficiale dell’azione quotava 0,203 Euro e il 20 settembre 2018 1,7125 Euro.

L’aumento di valore in Borsa della Società Juventus FC SpA è un dato oggettivo: il 20 settembre 2018, il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 1,72 miliardi di Euro; il 14 settembre 2017 il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 796 milioni di Euro; il 14 settembre 2016, il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 318 milioni di Euro. E’ molto probabile che l’aumento di valore in borsa sia stato dovuto all’effetto “CR7”; in effetti, dopo i “rumours” di vicende extra-calcio, relative a Cristiano Ronaldo, il titolo della Juventus ha perso valore in borsa riducendo la quotazione di riferimento ad un prezzo ufficiale di € 1.242, con una capitalizzazione di 1,25 miliardi.

La rivista americana Forbes ha valutato la Juventus 1.472 milioni di dollari USA, collocandola al nono posto della sua classifica, prima tra le squadre italiane. Nella precedente classifica la rivista americana valutava la Juventus 1.258 milioni di dollari USA, collocandola sempre al nono posto e prima tra le squadre italiane.

In ogni caso, tale valore è solo indicativo, perché quando si vendono o comprano pacchetti di controllo di società quotate in borsa, molto spesso emergono altri valori. Si pensi all’obbligo di lanciare un’OPA. Si deve aggiungere che nel bilancio della Juventus non risulta valorizzato il marchio e un’eventuale trattativa, ovviamente, ne deve tener conto.

La classifica Brand Finance Football 50 2018 colloca la Juventus all’undicesimo posto, prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 605 milioni di dollari USA. Nella precedente edizione collocava la Juventus all’undicesimo posto, sempre prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 492 milioni di dollari USA.

Juventus è controllata, in base alla situazione aggiornata sulla base delle comunicazioni pervenute alla Consob fino al 30/09/2018, per il 63,766% da EXOR S.p.A., invece Lindsell Train Ltd. detiene il 10,010% del capitale sociale e la parte restante costituisce il flottante.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.



Il totale delle attività risulta diminuito dell’8,8%, assestandosi a 772,67 milioni di Euro (€ 847,2 milioni nel 2016/17).
La presenza dello stadio di proprietà rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 17,2% circa.
Il peso dei diritti pluriennali sul totale dell’Attivo è del 42,8% (35,6% nel 2016/17).
La voce terreni e fabbricati diminuisce dell’1,9%, da € 135.074.898 a132.514.065.
Tali attività riguardano:
- lo Juventus Training Center di Vinovo;
- lo Stadio;
- lo Juventus Museum;
- lo Juventus Megastore.
Per quanto riguarda la suddivisione degli importi contabili emergono i seguenti valori: i terreni del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 5 milioni; I terreni adiacenti il Cestro Sportivo per € 10.800.000; i fabbricati del Centro Sportivo di Vinovo (“Juventus Training Center”) per € 16.077.000; lo Stadio “Allianz Stadium”, lo “Juventus Museum” e lo “Juventus Megastore” per un valore contabile netto complessivo di € 100.637.000.

Gli investimenti effettuati risultano pari a 510 mila Euro ed hanno riguardato i lavori di ristrutturazione dei locali adibiti a magazzino dei prodotti retail e di realizzazione di alcuni lavori presso lo Stadio, nonché agli oneri di urbanizzazione dello Juventus Training Center di Vinovo a seguito dell’accordo sottoscritto col Comune.

L’attivo corrente, comprensivo degli anticipi a fornitori correnti, risulta inferiore al passivo corrente, comprensivo degli anticipi da clienti correnti, di € 159,3 milioni (-€ 161,5 milioni nel 2016/17), conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati.
Il capitale investito netto risulta aumentato di 125,5 milioni di Euro circa.



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale risulta in aumento ed è pari a 1,103 (1,124 nel 2016/17), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,49 (0,62 nel 2016/17), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per € 25.265.822.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, è l’indicatore più importante del Fair Play Finanziario italiano ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,51, inferiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2019/20.  
Nel caso in cui non fosse stata rispettata la soglia minima si sarebbe potuto colmare la differenza con versamenti in conto futuro aumento di capitale; aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato; finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Inoltre il rispetto degli altri due indicatori del Fair Play Finanziario italiano avrebbe potuto ridurre l’importo da colmare di 2/3.

Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio netto al 30 giugno 2018 è positivo per € 72.044.071 (€ 93.773.793 nel 2016/17) e finanzia il 9,3% dell’attivo.
La variazione negativa di 21,73 milioni di Euro, rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2017, è dovuta sostanzialmente alla perdita netta dell’esercizio registrata (-€ 19,23 milioni) e alla movimentazione della Riserva da fair value attività finanziarie (€ -2,5 milioni).
Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.
Al 30 giugno 2018, il capitale sociale della società bianconera, interamente sottoscritto e versato, ammonta a € 8.182.133,28 ed è costituito da n. 1.007.766.660 azioni ordinarie senza valore nominale.
Il Patrimonio Netto finanzia il 18,9% del Capitale Investito Netto, pari a € 381,8 milioni (€ 256,3 milioni nel 2016/17), il restante 81,1% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,103 (0,124 nel 2016/17).
Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.
Infatti, anche l’equity ratio è pari al 9,3%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti riclassificati iscritti in bilancio al 30.06.2018 ammontano a € 631,2 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 485,1 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,3, inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per l’iscrizione 2019/20.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Indebitamento, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 1,5, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

La Posizione Finanziaria Netta.

L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2018 è pari a € 309,8 milioni ed è in aumento del 90,6% rispetto ai 162,5 milioni del 30 giugno 2017.



Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da € 306,6 milioni del 30/06/2017 a € 329,2 milioni del 30 giugno 2018, di cui € 52,4 milioni a breve termine.
I debiti verso le società di factoring diminuiscono da € 119,1 milioni a € 110,1 milioni.
Rispetto al 30 giugno 2017, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo diminuisce da € 43 milioni a € 37 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata classificata tra i debiti a breve è di € 6,2 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 144,5 milioni a € 182,1 milioni, di cui € 46,1 milioni a breve termine.
Al 30 giugno 2018, la Società dispone di linee di credito bancarie per € 502,5 milioni (€ 465,6 milioni nel 2016/17) utilizzate per € 332,3 milioni.
Le Disponibilità liquide diminuiscono da € 140 milioni a circa € 15,3 milioni. Le attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni, rimangono invariate, poiché si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 58 milioni (€ -120,8 milioni al 30/06/17).
I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 116,9 milioni (€ 94,8 milioni, al 30/06/17).
I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 174,97 milioni (€ 215,6 milioni, al 30/06/17).
Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco
Non essendoci debiti fiscali e previdenziali non correnti, il net debt ai fini del Fair Play Finanziario risulta inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal regolamento.
Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso della Juventus, al 30.06.2018, figurano debiti verso l’Istituto per il Credito sportivo per l’importo di 37 milioni di Euro, che dovrebbero essere considerati, ai fini della loro esclusione, nella nozione di “Relevant Debt”.

Altre Passività
Nell’esercizio 2016/17 nel passivo non corrente figura la voce “Fondo per benefici ai dipendenti non corrente” per € 10.674.714. Nell’esercizio 2017/18 tale voce è stata azzerata con giroconto ai debiti verso il personale.
Tale voce si riferisce al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 febbraio 2015 che attualmente riguarda i due Amministratori Delegati (non confermati) e i dirigenti. Uno degli obiettivi di tale piano è la fidelizzazione dei beneficiari.

Il Rendiconto Finanziario.



Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.
In sintesi, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati negativi per € 8 milioni, i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 132,6 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati positivi per 58,46 milioni. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato negativo per 82.156.562 milioni di Euro, pari alla variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi.

Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 157.906.041 (€ 252.338.708 nel 2016/17), compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 114.905.139 (€ 193.413.850 nel 2016/17).
I crediti per cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi negativi, per € 18.149.044, mentre i debiti per acquisto diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi negativi, per € 12.682.572.
Quindi, nell’esercizio 2017/18, l’assorbimento netto determinato dall’attività di “Calciomercato”, che rientra nell’attività di investimento è stato di € 106,8 milioni netti.

Per quanto riguarda l’attività di finanziamento, spiccano “Assunzione nuovi finanziamenti” per € 50.000.000 e “Aumento degli utilizzi di linee committed” per € 50.000.000.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2018, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 330.827.660 e rispetto al 30 giugno 2017 risulta in aumento di € 28,87 milioni, per il terzo esercizio consecutivo.
Il Costo storico della Rosa è di € 622.611.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 291.783.000, con un valore contabile di € 330.828.000.  Per quanto riguarda la prima squadra il costo storico della Rosa è di € 502.187.000, con un fondo ammortamento di € 236.843.000 ed un valore netto contabile di €265.344.000.



L’incremento è dipeso dagli investimenti della Campagna Trasferimenti 2017/18, per € 157,9 milioni (€ 252,3 milioni nel 2016/17), da cessioni per un valore contabile netto di € 157,9 milioni (€ 53,69 milioni nel 2016/17) e ammortamenti per € 108 milioni (€ 82,9 milioni nel 2016/17).
Il calciatore col valore contabile residuo più elevato è Higuain Gonzalo Gerardo con € 54.778.000 (costo storico € 91.296.000), seguito da Costa de Souza (Douglas Costa) con € 43.885.000;  Dybala Paulo Exequiel con € 22.207.000 (costo storico € 41.439.000), Pjanic Miralem con € 19.666.000 (costo storico € 32.778.000); Matuidi Blaise con € 15.284.000 (costo storico € 22.926.000); Cuadrado Bello Jan Guillermo con € 12.819.000 (costo storico € 19.940.000); EI Mouttaui-Benatia Medhi con € € 10.662.000 (costo storico € 16.720.000); Lobo Silva Alex Sandro con € 10.510.000 (costo storico € 26.275.000) e Mandzukic Mario con € 8.083.000 (costo storico € 23.396.000).
Tra i calciatori ceduti in prestito spicca Pjaca Marco con € € 17.155.000 (costo storico € 28.591.000) e Caldara Mattia con € 12.964.000 (costo storico € 18.230.000).

L’ultima Campagna Trasferimenti, conclusasi il 17 agosto 2018, ha comportato complessivamente un aumento del capitale investito di € 220,8 milioni (€ 86,3 milioni nel 2016/17) derivante da acquisizioni per € 245,2 milioni (€ 98,5 milioni nel 2016/17) e cessioni per un valore contabile residuo di € 24,4 milioni (€ 12,2 milioni nel 2016/17). Le plusvalenze nette generate dalle cessioni dell’ultimo Calcio Mercato ammontano a € 35,6 milioni (€ 73,9 milioni nel 2016/17), cui si debbono aggiungere i proventi derivanti dalle cessioni temporanee pari a € 27 milioni, che comprendono il prestito di Higuain all’AC Milan.
Tra gli acquisti spiccano Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo Real Madrid Club de Futbol per € 100 milioni con un valore IFRS da ammortizzare di 115.447.000; Bonucci Leonardo (AC Milan) per € 35.000.000 con un valore IFRS di € 34.746.000; Can Emre (Liverpool FC) con un valore IFRS da ammortizzare di € 15.861.000; Cavaco Cancelo Joao Pedro (Valencia Club de Futbol) per € 40.440.000, con un valore IFRS da ammortizzare di € 39.694.000.
Tra le cessioni definitive spiccano: Caldara Mattia (AC Milan) per € 35.000.000, con un valore IFRS di € 34.546.000 e una plusvalenza di € 21.582.000 e Mandragora Rolando Udinese Calcio per € 20.000.000, con un valore IFRS di € 18.987.000 e una plusvalenza di € 13.662.000.

Le Partecipazioni

Al 30 giugno 2018, le Partecipazioni ammontano a € 281.682 e riguardano per € 5 mila la partecipazione detenuta in joint venture da Juventus nella società J Medical S.r.l.; per € 189 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società Tobeez F&B Italia S.r.l, il cui capitale sociale è pari a € 30 mila e per € 87 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società B & W Nest S.r.l, il cui capitale sociale è pari a € 10 mila.
Tobeez F&B Italia S.r.l, al momento non operativa, si occuperà di ristorazione nell’ambito delle attività che saranno realizzate nell’area Continassa e nel comparto EST dello Juventus Stadium.
B & W Nest S.r.l, che non è operativa, si occuperà della gestione del nuovo Hotel in corso di costruzione da parte del Fondo J Village nelle immediate vicinanze della nuova sede e del nuovo centro sportivo.
J Medical S.r.l. è una società a controllo congiunto (joint-venture) di Juventus e Santa Clara S.r.l e svolge l’attività di centro poliambulatoriale, diagnostico, fisioterapico e di medicina sportiva.

La Gestione economica.

La gestione economica non risulta equilibrata, perché i costi superano i ricavi determinando anche assorbimento di flussi di liquidità.
I Ricavi operativi lordi del 2017/18 ammontano a € 504.669.890, mentre nel 2016/17 erano pari a € 562.711.054. La variazione in diminuzione è stata di € 58 milioni (-10,3%).
Il decremento è stato determinato soprattutto dai proventi per gestione calciatori, che hanno segnato una diminuzione di 48,7 milioni di Euro; dai Diritti radiotelevisivi e proventi media, che hanno segnato una diminuzione di 32,6 milioni di Euro e dai Ricavi da gare, che hanno segnato una diminuzione di 1,4 milioni di Euro. I Costi operativi sono diminuiti in misura inferiore a quella dei ricavi, ossia del 4,4%, invece la voce riguardante gli Ammortamenti, accantonamenti e utilizzi di fondi è addirittura aumentata del 29,8%.



Il fatturato netto è diminuito da € 411,6 milioni a € 402,3 milioni. Il continuo aumento del fatturato dal 2011 è stato interrotto.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto degli ultimi 5 anni è stato del 9,5%.



I Proventi da cessioni diritti media, nel complesso, diminuiscono del 14%, da € 232,8 milioni a € 200,17 milioni. In particolare, i Proventi da competizioni UEFA aumentano di € 34,7 milioni (+45,9%), da € 110.324.000 a € 78.233.000, per effetto dell’eliminazione ai quarti ad opera del Real Madrid, mentre nel 2016/17, la Juventus ha disputato la finale di UEFA Champions League. I proventi da media nazionali restano stabili variando da € 117,7 milioni a € 117,4 milioni.

Induttivamente si potrebbe determinare il Market Pool 2017/18, spettante alla Juventus, in circa 49 milioni di Euro, considerando un premio performance di 29 milioni di Euro, dovuto a tre vittorie e due pareggi, oltre al premio fisso per la partecipazione e l’accesso agli ottavi e ai quarti.

I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità aumentano di € 12,2 milioni, da € 74,7 milioni a € 86,9 milioni, a causa dei maggiori ricavi derivanti dall’aumento del numero di contratti di sponsorizzazione. Per il futuro, bisogna anche annotare che evidenziare che la società Lagardère Sports Germany GMBH, che è detentrice dei diritti di titolazione dell'impianto “Juventus Stadium”, il 29 maggio 2017, ha siglato con Allianz S.p.A, un accordo relativo al naming right dello Juventus Stadium, per la nuova denominazione “Allianz Stadium”, e altri diritti di sponsorizzazione.
La durata di tale accordo è dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2023. I proventi di tale operazione sono a beneficio della società Lagardère Sports Germany GMBH.

I Ricavi da vendite di prodotti e licenze aumentano del 44,8%, da € 19.198.979 a € 27.796.591. Tali ricavi comprendono la gestione diretta delle attività di vendita e licenza di prodotti ufficiali, nonché dall’organizzazione delle attività delle Juventus Accademy.

La tabella seguente che mostra l’evoluzione nel tempo della distribuzione del fatturato netto evidenzia come nel 2017/18 sia aumentata l’incidenza dei ricavi commerciali, soprattutto a causa della scelta di internalizzare l’attività di merchandising.



Nel dettaglio, rispetto al 2016/17, i Ricavi da gare diminuiscono del 2,5%, da € 57,8 milioni a € 56,4 milioni. Nel 2017/18 sono state disputate 3 partite in meno di Champions League, di cui una riguardante la finale. Negli ultimi 5 anni, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) dei ricavi da gare è stato del 7,3%.
Rispetto al 2016/17, si sono aggiunte le gare del campionato e della Coppa Italia femminile.
Tuttavia, nel 2017/18 sono state disputate 3 partite in meno di Champions League, di cui una riguardante la finale.

Per quanto riguarda gli abbonamenti per la stagione 2017/18, sono state sottoscritte tutte le 29.300 tessere a disposizione, per un ricavo netto di € 29,7 milioni (€ 25,7 milioni nel 2016/17), inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi. I Ricavi da biglietteria per gare casalinghe di Campionato sono aumentati da € 11.046.000 a € 11.817.000.
I ricavi da biglietteria per la UEFA Champions League ammontano a € 9.981.000 (€ 12.279.000 nel 2016/17) e risultano in diminuzione di € 2.298.000 per il minor numero di partite disputate. I Ricavi da servizi aggiuntivi gare aumentano da € 5 milioni a € 5,55 milioni. I Ricavi da finali Coppe diminuiscono da € 2,42 milioni a € 1.64 milioni. Gli Ingaggi per gare amichevoli diminuiscono di 1 milione a € 5.16 milioni. I Ricavi da biglietteria per gare Coppa Italia ammontano a € 1,88 milioni e gli Altri ricavi da gare a € 114 mila.

I proventi da gestione diritti calciatori diminuiscono di 48,7 milioni di Euro, da € 151.149.536 a € 102.401.466. Tale voce comprende plusvalenze complessive per € 93.925.290 (€ 140,3 milioni nel 2016/17).
I maggiori importi delle Plusvalenze hanno riguardato: Bonucci Leonardo (A.C. Milan S.p.A.) per € 38.248.000; Lemina Mario (Southampton F.C. L.t.d.) per € 8.743.000; Romagna Filippo (Cagliari Calcio S.p.A.) per 7.362.000; Lirola Kosok Pol Mikel (U.S. Sassuolo Calcio S.r.l.) per 6.498.000;
Cassata Francesco (U.S. Sassuolo Calcio S.r.l. ) per 6.304.000; Murara Neto Norberto (Valencia Club de Futbol S.a.d. ) per 4.470.000; Mattiello Federico (Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. ) per 4.115.000; Donis Anastasios (VfB Stuttgart 1893 e V. ) per 3.760.000; Kanoute Elimane Franck (Delfino Pescara 1936 S.p.A. ) per 2.167.000; Caligara Fabrizio (Cagliari Calcio S.p.A. ) per 1.935.000; Vitale Mattia (Spal 2013 S.r.l.) per € 1.932.000; Tripaldelli Alessandro (U.S. Sassuolo Calcio S.r.l.) per € 1.449.000; Ganz Simone (Delfino Pescara 1936 S.p.A.) per € 1.305.000 e Leali Nicola (A.C. Perugia Calcio S.r.l.) per € 1.147.000.
Le Plusvalenze da cessione diritti calciatori giovani di serie ammontano a € 1.536.000 e riguardano: Mancini Simone (Delfino Pescara 1936 S.p.A.) per € 575 mila; Ndiaye Moussa (A.C. Cesena S.p.A.) per € 492 mila e Camilleri Marco (Delfino Pescara 1936 S.p.A.) per € 469 mila.
I Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori risultano pari a € 5.488.000 (€ 9.688.000 nel 2016/17). Gli importi principali riguardano: Rincon Hernandes  (Torino F.C. S.p.A.); € 983.000 per Orsolini Riccardo (Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.); € 800.000 per Pjaca Marko (F.C. Gelsenkirchen-Schalke 04 e.V.); € 246.000 per Cerri Alberto (A.C. Perugia Calcio S.r.l.); € 200.000 per Brignoli Alberto (Benevento Calcio S.p.A.) ed € 146.000 per Spinazzola Leonardo (Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.).

Altri ricavi da gestione calciatori per bonus, premi di rendimento e contributi di solidarietà sono stati pari a € 2.988.000, di cui un milione di Euro per il bonus presenze di Murara Neto Norberto (Valencia Club de Futbol SAD); € 618 mila per il contributo solidarietà di Morata Alvaro Martin Borja (Chelsea Football Club Plc) € 500.000 per il bonus qualificazione per Vidal ottenuto dal Bayern Munchen AG; € 250 mila per il bonus presenze per Lemina Mario (Southampton F.C. L.t.d.); € 180 mila per il bonus presenze per Pjaca Marko (F.C. Schalke 04 e.V.) ed € 140 mila per il bonus presenze per Marrone Luca (F.C. Bari 1908 S.p.A.).

Gli altri ricavi aumentano del 14,7%, da € 27.034.664 a € 30.995.269. Le sopravvenienze attive, pari a € 2.276.000, includono i premi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2016/2017. I proventi per iniziative commerciali come “Accendi una Stella”, “Membership”, lo Stadium Tour, il Museo e il “Club Doc” aumentano da € 10.050.000 a € 11.340.000. I Proventi da Lega Nazionale Professionisti Serie A aumentano da € 2.286.000 a € 2.382.000. I Proventi da attività “no match day” e altri proventi stadio diminuiscono da € 5.646.000 a € 4.046.000. I Contributi da FIFA/UEFA per convocazioni calciatori in Nazionale aumentano da € 347 mila a € 2.257.000.

I Costi operativi, esclusi gli ammortamenti e comprendendo gli oneri della gestione economica dei calciatori, sono pari a € 383,26 milioni (€ 400,69 milioni, nel 2016/17). La variazione in diminuzione è stata di € 17,43 milioni, ossia del 4,4%, inferiore al decremento percentuale dei ricavi operativi lordi (-10,3%).
I costi relativi al personale tesserato diminuiscono di poco da € 235,34 milioni a € 233,32 milioni, l’incidenza sul fatturato netto è del 58% (57,1% nel 2016/17), in linea col Fair Play Finanziario. Le retribuzioni sono aumentate di 9,39 milioni, da € 183,98 milioni a € 193,37 milioni, anche perché il Numero medio personale tesserato è aumentato di 17 unità da 102 a 119. Gli incentivi all’esodo sono stati pari a 2,37 milioni di Euro (€ 4,97 milioni nel 2016/17). I premi variabili sono diminuiti da € 38,48 milioni a € 28,67 milioni.
Il costo del personale non tesserato diminuisce da € 26,48 milioni a € 25,68 milioni. La diminuzione di 798 mila Euro è dovuta a maggiori retribuzioni fisse per € 587 mila e a minori premi variabili per € 1.582.000. Tali premi sono concessi in base al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) a beneficio di alcuni dipendenti che occupano posizioni importanti nella società.
Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 259 milioni (€ 261,8 milioni nel 2016/17) e l’incidenza sul fatturato netto è del 64,4% (63,6% nel 2016/17), comunque in linea col Fair Play Finanziario. L’incidenza del costo del personale sui ricavi operativi lordi è più bassa e risulta pari al 51,3% (46,51% nel 2016/17) a causa delle plusvalenze.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,757 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2017/18, la cui soglia è di 0,80. Tuttavia bisognerà considerare quella che sarà prevista per il 2019/20.
E’ bene precisare che le norme FIGC prevedono che l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ove presenti un valore inferiore al livello-soglia stabilito in 0,8, sarà utilizzato come indicatore correttivo al fine di ridurre, nella misura di 1/3, l’importo necessario per ripianare l’eventuale carenza finanziaria determinata dall’indicatore di Liquidità, che è l’indicatore più importante.

Il Personale tesserato, durante il 2017/18, era composto in media da 119 tesserati (102 nel 2016/17), di cui 53 calciatori e 34 allenatori.
Per quanto riguarda l’altro Personale, durante il 2017/18, era composto in media da 236 unità lavorative (221 nel 2016/17), di cui 17 dirigenti. Il personale impiegatizio, aumenta da n. 167 a n. 178.
Gli Oneri da gestione diritti calciatori diminuiscono da € 50.492.000 a € 20.107.000. La maggior parte riguarda gli Oneri per acquisto temporaneo diritti calciatori che risultano pari a € 9.986.000 (€ 10.490.000 nel 2016/17), di cui € 6.000.000 per Costa De Souza Douglas (Bayern Munchen F.C. AG) ed € 3.500.000 per Howedes Benedikt (F.C. Gelsenkirchen-Schalke 04 e.V.).
Gli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori non capitalizzati, pari a € 8.924.000 (€ 35.957.000 nel 2016/17) e riguardano principalmente le commissioni per gli agenti di Khedira Sami per € 1.321.000; di Lemina Mario per € 1.264.000 e di Costa de Souza Douglas per € 1.000.000. Nel 2016/17 figurava la commissione di € 26.154.000 per la cessione di Paul Pogba.
Gli Altri oneri ammontano a € 1.093.000 e si riferiscono principalmente al bonus su cessione definitiva di € 671 mila per Lirola Kosok Pol Mikel (R.C.D. Espanyol de Barcelona).

Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano da € 82.949.776 a € 107.954.427. In particolare, gli ammortamenti aumentano di € 25,4 milioni, a € 107.220.000 e risultano effettuate svalutazioni per € 734.000. L’ammortamento del cartellino di Higuain risulta pari a € 18.259.000. L’ammortamento del cartellino di Bernardeschi risulta pari a € 7.882.000. Per Douglas Costa sono stati calcolati ammortamenti solamente per € 731 mila, perché è stato acquistato definitamente il 07.06.2018, essendo in prestito con diritto di riscatto.

Le spese per servizi esterni aumentano del 15,6%, da € 66.578.563 a € 76.943.169. In particolare, le Spese di trasporto, soggiorno e ristorazione aumentano di 3,6 milioni, da € 11 milioni a € 14,6 milioni. Tale incremento è dipeso da maggiori costi sostenuti per la tournée estiva e dal maggior numero di gare dovuto alla squadra femminile. Le Spese di sicurezza e accoglienza ammontano a € 3.134.000. Le spese di manutenzione, variano di poco da € 5.093.000 € 5.957.000.
Gli “Emolumenti a CdA e Organi Sociali” diminuiscono da € 5.436.000 a € 4.612.000.
Le “Consulenze” si decrementano di € 734.000, da € € 6.773.000 a € 6.039.000.
I “Canoni e affitti” si incrementano di 1.365.000 da € 5.141.000 a € 6.506.000principalmente per effetto dei contratti di locazione relativi al nuovo Juventus Training Center.

Il risultato operativo è negativo per € 1.434.058 e risulta in netto peggioramento rispetto al risultato operativo del 2016/17 che era positivo € 67.377.431 e anche rispettto a quello del 2015/16 che era positivo per € 20,2 milioni.
La gestione straordinaria della tabella comprende: Accantonamenti fondo rischi e oneri diversi per € 1.024.000 (€ 788 mila nel 2016/17) e Accantonamento fondo svalutazione crediti per € 1.340.000 (€ 1.329 mila).

I Proventi finanziari ammontano a € 4.261.000 (€ 4.273.000 nel 2016/17) e sono composti da: Proventi finanziari da attualizzazioni per € 4.050.000; Interessi attivi per € 60 mila e Altri per € 151.000.
Gli oneri finanziari risultano pari a € 11.963.000 (€ 11.969.000 nel 2016/17) e riguardano: Interessi passivi e commissioni per € 6.442.000; Oneri finanziari da attualizzazioni per € 5.041.000; Oneri finanziari da strumenti derivati per € 193.000 e Altri oneri per € 287.000.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi e rapportandoli alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 62,3% (79% nel 2016/17), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 62,3 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa diciannove mesi, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 1.434.058 e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 0,2 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 9,5 Euro.

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 10.022.550. Nel 2016/17 era positivo essendo pari a € 58.414.719, nel 2015/16 era di poco positivo per € 11,6 milioni.
Ai fini del calcolo e del rispetto dei limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario, nella determinazione del “break-even result” non si considerano alcuni elementi come: gli altri ammortamenti; plusvalenze e minusvalenze determinate da attività fisse che non siano i calciatori; gli oneri finanziari determinati da investimenti “virtuosi”; le spese per il settore giovanile.

Dopo il calcolo delle imposte, il risultato netto dell’esercizio 2017/18 è negativo per 19.228.819. Nel 2016/17 era positivo per 42.567.924. Nell’esercizio 2015/16 era positivo per € 4 milioni.
Nel 2017/18, a livello di risultato netto il trend di netto miglioramento, si è fermato.

Conclusioni

Il solo successo sportivo nazionale non è più sufficiente per il livello dei costi raggiunti dalla gestione della Juventus, se non accompagnato anche dal realizzo di plusvalenze di un certo importo. Il risultato negativo dell’esercizio 2017/18, confermerebbe l’ipotesi che la Juventus abbia strutturato i suoi costi ad un livello tale che per raggiungere l’equilibrio economico sia necessario il successo sportivo in tutte le competizioni, compresa la UEFA Champions League. Inoltre, risulta necessario colmare il gap con i Top Club Europei in termini di volumi di ricavi commerciali. L’acquisto di Cristiano Ronaldo va nella direzione sia di garantirsi il successo sportivo, sia di sviluppare il brand e di aumentare ulteriormente i ricavi commerciali.
Anche l’aumento dell’indebitamento finanziario netto richiede un aumento dei ricavi per la sua sostenibilità.
Gli Amministratori prevedono per il 2018/19 un risultato negativo, che dipenderà dalle prestazioni sportive, soprattutto in UEFA Champions League.

sabato 29 settembre 2018

Gruppo Manchester United Plc 2017/18: fatturato record e perdita per la riforma fiscale di Trump.





Luca Marotta


Il 25 settembre 2018 sono stati resi noti i risultati della quarta trimestrale 2017/18 del Gruppo Manchester United plc. I risultati della quarta trimestrale riportano anche quelli dell’intero esercizio 2017/18.

I risultati, resi noti il 25 settembre 2018, come l’esercizio precedente, evidenziano un nuovo record di fatturato pari a £ 590 milioni (£ 581,2 milioni nel 2016/17 e una perdita consolidata netta di esercizio pari a £ a causa della riforma fiscale di Trump, che ha costretto a rivedere la fiscalità differita, con svalutazione dei crediti relativi.
In ogni caso il risultato prima delle imposte è positivo per 26,1 milioni.

Ed Woodward, “Executive Vice Chairman”, ha evidenziato che il club è molto attento al settore giovanile e che le maggiori aspettative di ricavi, per l'anno 2018/19, dimostrano la costante e solida performance finanziaria a lungo termine che sostiene l’attività del club e consente di competere per l’acquisizione dei migliori talenti in un mercato dei trasferimenti sempre più competitivo

Il fatturato del Gruppo Manchester United plc nel 2017/18 è andato oltre le previsioni, che erano di £ 575/585 milioni di sterline, raggiungendo la cifra record di 590 milioni di sterline (£ 581,2 milioni nel 2016/17), pari a circa 665,9 milioni di Euro (al cambio del 29.06.2018 di 1 € = 0,88605 £), conseguendo una perdita di £ 37,27 milioni (€ 42,1 milioni) a fronte di un utile di £ 39,2 milioni, conseguito nel 2016/17. L’incremento del fatturato è stato di £ 8,8 milioni, ed è dipeso soprattutto dall’aumento dei ricavi media.

Il CAGR del fatturato degli ultimi 5 anni è dell’8,03%.




L’Ebitda rettificato è risultato positivo per £ 177,1 milioni (£ 199,8 milioni nel 2016/17). L’Adjusted EBITDA è un dato particolarmente significativo per la misurazione dei risultati economici del Gruppo.

Nel 2017/18, la crescita dei ricavi operativi (+1,5%) è risultata in percentuale inferiore a quella dei costi operativi (+10,3%) e l’incremento del risultato positivo del Player Trading non ha permesso di conseguire un risultato operativo positivo, evidenziandone uno negativo.

Anche nel 2016/17, la crescita dei ricavi operativi (+12,8%) è risultata in percentuale inferiore a quella dei costi operativi (+17,1%), tuttavia il risultato positivo del Player Trading ha permesso di conseguire un risultato operativo con un incremento del 17,4%.
Il risultato positivo del 2015/16, era dovuto alla crescita dei ricavi nettamente superiore alla crescita dei costi. La perdita consolidata del 2014/15, pari a £ 895 mila, era dipesa oltre che dalla mancata partecipazione alla Champions League, anche dal costo dell’operazione di rifinanziamento del debito, che determinò un aumento degli oneri finanziari netti.
Di fatto, già dal 2016/17, la sfida a livello economico, con gli altri grandi club europei per il primato del club di calcio che fattura di più si è innalzata di livello oltre la soglia dei 650 milioni di Euro.

La stagione sportiva 2017/18 ha visto la partecipazione alla Champions League, con l’eliminazione agli ottavi ad opera del Siviglia; l’eliminazione ai quarti di English Football League Cup 2017-2018 ad opera del Bristol City.
In Premier League il Manchester United è giunto secondo (6° posto nel 2016/17) con 81 punti.
Nella finale di FA Cup, disputata il 19 maggio 2018, il Manchester United ha perso con il Chelsea.

Il Gruppo.

Il Gruppo è controllato da Manchester United plc, che è una società, quotata a Wall Street (NYSE). La società è stata costituita secondo il diritto societario delle Isole Cayman ed è a sua volta controllata da Red Football LLC, registrata nel Delaware (USA), che appartiene alla famiglia Glazer.
Le società controllate interamente possedute direttamente o interamente sono circa quindici, tra cui Manchester United Football Club Limited (Club di calcio professionistico).
Tutte le società sono registrate ed operano in Inghilterra e nel Galles, ad eccezione di Red Football Finance Limited, che è registrata e gestita nelle isole Cayman e Manchester United Commercial Enterprises (Ireland) Limited, registrata e operante in Irlanda.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo è aumentato dello 0,8%, da £ 1,53 miliardi a £ 1,55 miliardi. In altre parole, il Manchester United ha a disposizione mezzi per un valore di circa 1,75 miliardi di Euro.
La struttura dell’attivo è prevalentemente “immobilizzata”. Infatti, le attività non correnti, pari a £ 1,13 miliardi, costituiscono il 73,3% dell’attivo (74% nel 2016/17). Ciò che caratterizza il consolidato è l’enorme peso dell’avviamento, che è pari £ 421,4 milioni (€ 475,6 milioni) e che da solo rappresenta il 23,9% dell’attivo. Da notare che i princìpi contabili internazionali IAS-IFRS, non assoggettano l'avviamento ad ammortamento, ma lo sottopongono, annualmente, ad un test denominato “impairment” per la verifica del suo valore, che nel bilancio in questione risulta invariato rispetto al 2016/17.
Il valore contabile netto della rosa da ammortizzare ammonta a £ 369,5 milioni (£ 290,6 milioni nel 2016/17), pari a circa € 417 milioni, ed evidenzia un incremento del 27,1%. Sull’incremento ha pesato molto l’acquisto di Romelu Lukaku. Il valore della rosa rappresenta solo il 23,9% dell’attivo ed è coperto interamente dai mezzi propri.
Le immobilizzazioni materiali sono aumentate da £ 244,7 milioni a £ 245,4 milioni, con un incremento dello 0,3% e gli investimenti immobiliari risultano pari a £ 13,84 milioni (£ 13,97 milioni nel 2016/17).

L’INDICE DI FINANZIAMENTO DEL PATRIMONIO CALCIATORI.
L’indice di finanziamento del Patrimonio Calciatori indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali alle prestazioni dei calciatori con i Mezzi Propri. Nel caso in questione è pari a 1,15. Questo significa che tutti i calciatori sono stati acquistati con i mezzi propri, e non si è dovuto ricorre al capitale di terzi a tal scopo.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,38.
Infatti, l’equity ratio è pari a 27,5% e si ricorre prevalentemente al capitale di terzi, nella misura del 72,5%.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,38, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti. Tuttavia, tra questi beni è compreso l’avviamento pari a £ 421 milioni, circa il 27,3% dell’attivo. Anche se si escludesse l’avviamento, l’indice di solvibilità totale sarebbe comunque pari a 1,003.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,89, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe, di poco, in grado di pagare i debiti a breve.
Il capitale circolante netto è negativo per la cifra di £ 51 milioni, ed in aumento rispetto al 2016/17. In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Nel caso in questione a determinare la negatività influiscono i ratei e risconti passivi per £ 183,57 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo ed è pari a £ 425,3 milioni (€ 479,96 milioni). Il 30 giugno 2017, il patrimonio netto era pari a £ 477,6 milioni, perciò, il decremento di £ 52,35 milioni è dovuto al decremento di £ 56,33 milioni della riserva utili e all’incremento delle riserve di copertura (“hedging reserve”), che sono aumentate di £ 3,98 milioni.
La variazione della riserva utili è dovuta soprattutto alla perdita dell’esercizio per £ 37.270.000 e al fatto che durante l’esercizio sono stati pagati dei Dividendi per £ 21.982.000.
La Società ha due classi di azioni ordinarie in circolazione: azioni ordinarie di Classe A e azioni ordinarie di Classe B, ciascuna con un valore nominale di $ 0,0005 per azione.
Al 31 dicembre 2017, il capitale sociale emesso dalla Società comprendeva 40.194.754 azioni ordinarie di Classe A e 124.000.000 di azioni ordinarie della Classe B per un valore nominale complessivo di £ 53,000.

I mezzi propri finanziano il 27,5% dell’attivo (31,1% nel 2016/17).

L’indebitamento finanziario netto.



Il totale dei debiti finanziari lordi, al 30 giugno 2018, ammonta a £ 495,7 milioni (€ 559,5 milioni), mentre al 30 giugno 2017 erano pari a £ 503,4 milioni, con un decremento del 1,5%. Il debito lordo in USD resta invariato. Solo £ 9,1 milioni (£ 5,7 milioni nel 2016/17) sono allocati tra le passività correnti. L’indebitamento finanziario lordo finanzia il 32,1% dell’attivo (32,8% nel 2016/17).
Le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti risultano pari a £ 242 milioni (€ 273,14 milioni) e registrano un decremento del 16,6%.
L’indebitamento finanziario netto risulta pari a £ 253,7 milioni (€ 369,85 milioni) e registra un decremento del 19,1%, pari a £ 40,66 milioni, principalmente a causa di una diminuzione complessiva delle disponibilità liquide. In ogni caso, l’indebitamento finanziario netto risulta abbondantemente inferiore al fatturato netto, senza plusvalenze.

Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è aumentato da 1,07 a 1,4. Poiché tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2 e, invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito, sembrerebbe confermato il fatto che l’aumento esponenziale dei ricavi permette al Manchester United di rendere sostenibile l’indebitamento finanziario, anche se l’origine del debito non deriva dalla gestione caratteristica, ma è conseguenza di fattori esogeni, come l’operazione dell’acquisto a debito.

Il Rendiconto Finanziario.

Il Rendiconto finanziario del Manchester United nel 2017/18, evidenzia un assorbimento di liquidità della gestione, causata soprattutto dall’attività di investimento che non ha trovato copertura da parte della struttura del business caratteristico.



La variazione delle disponibilità liquide (compresi gli effetti dei tassi di cambio) è stata negativa per £ 48,4 milioni. 
Il Flusso di cassa netto derivante dall’attività operativa dell’esercizio è positivo per £ 95,25 milioni. Il Flusso di cassa netto da attività di investimento ha drenato £ 121,27 milioni. Per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali, risultano pagamenti per £ 154,96 milioni e incassi per £ 46,86 milioni.
Il Flusso di cassa generato dall'attività di finanziamento è stato negativo per £ 22,4 milioni; infatti, durante l’esercizio sono stati pagati dividendi per £ 21,982,000.

L’importo derivante dalle differenze di cambio su disponibilità liquide e mezzi equivalenti è stato pari a £ 175 mila.

I Ricavi.



Il fatturato registra un incremento dell’ 1,5%, assestandosi a £ 590 milioni (£ 581,2 milioni nel 2016/17), pari a circa € 665,9 milioni, superando, per la terza volta consecutiva, la soglia record dei 600 milioni di Euro di fatturato.
Per quanto riguarda la composizione del fatturato netto, l’incidenza dei ricavi commerciali risulta pari al 46,8%; mentre i ricavi TV hanno inciso per il 34,6% e i ricavi da Match Day per il 18,6%.



Il grafico seguente mostra come nella composizione percentuale del fatturato dal 2012 prevalgano i ricavi commerciali.



I ricavi commerciali sono ulteriormente cresciuti dello 0,2%, raggiungendo il record di £ 276,1 milioni (£ 275,5 milioni nel 2016/17). Negli ultimi 5 anni, i ricavi commerciali sono cresciuti in media del 9,9% ad anno. I ricavi per sponsorizzazioni sono aumentati del 1%, da £ 171.5 milioni a £ 173,2 milioni, con un incremento di £ 1,7 milioni rispetto all'anno precedente.
I ricavi dalle vendite al dettaglio, dal Merchandising e Licensing diminuiscono dell’1,1% da £ 104 milioni a £ 102,4 milioni, con un decremento di £ 1,1 milioni, dovuto principalmente alla differenza temporale degli esercizi.
Durante l’anno 2017/18 sono stati annunciati 7 nuovi accordi commerciali, di cui 1 regionale e 1 partnership di servizi finanziari.
I ricavi TV ammontano a £ 204,1 milioni (£ 194,1 milioni nel 2016/17) e risultano aumentati del 5,2%. La causa è da ricercare principalmente nella migliore classificazione conseguita in Premier League rispetto al sesto dell'anno precedente.

I ricavi da gare sono pari a £ 109,8 milioni (£ 111,6 milioni nel 2016/17), pari a circa € 126,9 milioni, e risultano diminuiti dell’ 1,7%, per aver disputato cinque partite casalinghe in meno nel corso del 2017/18 rispetto al 2016/17, precisamente 3 per competizioni UEFA e 2 per trofei nazionali.

I Costi operativi.

I costi operativi totali sono cresciuti del 10,3% e ammontano £ 564 milioni (£ 511,3 milioni nel 2016/17), pari a circa € 636,5 milioni.
Il costo del personale è aumentato del 12,3%, da £ 263,5 milioni a £ 295,9 milioni (€ 333,9 milioni), a causa dell'aumento dei salari della prima squadra, a seguito degli investimenti nella prima squadra.
L’organico è aumentato da 895 a 922 persone.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato, escluse le plusvalenze, è del 50,2%, mentre nell’esercizio precedente era del 45,3%. Sono percentuali “virtuose” che rientrano nei limiti stabiliti dal Fair Play Finanziario, grazie all’elevato fatturato.
Le svalutazioni aumentano da £ 10,23 milioni a £ 10,76 milioni e l'ammortamento dei calciatori ammonta a £ 138,8 milioni (€ 156,2 milioni), con un incremento dell’11,2%.
Nell’informativa sui risultati del quarto trimestre è scritto che i costi straordinari del 2017/18 ammontano a 1,9 milioni di sterline, sono relativi al valore attuale dei contributi aggiuntivi che il gruppo dovrebbe pagare per compensare l'aumento del disavanzo dello schema pensionistico della Football League in base all'ultima valutazione attuariale triennale al 31 agosto 2017. Nel 2016/17 figuravano dei proventi straordinari per £ 4,8 milioni, e si riferiscono relativo a un rimborso per un giocatore per un giocatore. Nel 2016/17 i costi eccezionali sono stati pari a £ 15,1 milioni di sterline.

Per quanto riguarda il risultato economico da cessione di calciatori, si è verificata un’eccedenza di plusvalenze per £ 18,1 milioni (£ 10,9 milioni nel 216/17), pari a € 20,45 milioni.  L'utile da cessione delle immobilizzazioni immateriali dell'esercizio si riferisce principalmente alla cessione di Januzaj (Real Sociedad) e a bonus realizzati per la cessione di giocatori.

La gestione finanziaria.

Gli oneri finanziari netti risultano diminuiti di £ 4,3 milioni, passando da £ 24,3 milioni a £ 18 milioni (€ 20,3 milioni), registrando un decremento del 25,7%. La variazione è dovuta principalmente a causa di proventi non realizzati su tassi di cambio su prestiti in dollari senza copertura.

I proventi finanziari lordi risultano aumentati da £ 736 mila a £ 6,19 milioni (€ 6,99 milioni).
Gli oneri finanziari lordi risultano diminuiti da £ 25 milioni a £ 24,2 milioni (€ 27,35 milioni).

Il Breakeven Result

Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 26,1 milioni, pari a circa 29,4 milioni di Euro. Nel 2016/17 era positivo per £ 56,5 milioni; nel 2015/16 era positivo per £ 48,8 milioni.
Pertanto, si otterrebbe un risultato aggregato positivo di £ 131,4 milioni.

Le imposte sul reddito.

Le imposte sul reddito risultano negative per £ 63,4 milioni. Nel 2016/17 erano negative £ 17,4 milioni.
Nell’informativa pubblicata relativa al quarto trimestre è specificato che l'aliquota dell'imposta sul reddito delle società federali degli Stati Uniti è diminuita dal 35% al 21% in seguito all'approvazione sostanziale della riforma fiscale degli Stati Uniti il 22 dicembre 2017. Ciò ha richiesto una rideterminazione della posizione fiscale differita USA esistente nel periodo fino al 31 dicembre 2017. Come conseguenza risulta che l'onere fiscale per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 include una svalutazione contabile, non monetaria, pari a £ 48,8 milioni. Di conseguenza, ciò ha comportato una perdita per i dodici mesi chiusi al 30 giugno 2018 e anche una perdita per azione di base e diluita.

Il Risultato Netto.

A causa delle imposte, nel 2017/18 si è registrato un risultato netto negativo per £ 37,27 milioni.
Nel 2016/17, il risultato netto dell'esercizio era positivo per £ 39,2 milioni e nel 2015/16 era positivo per £ 36,3 milioni.

Prospettive

Le prospettive per l'esercizio 2018/2019 sono buone, con la partecipazione alla Champions League. Gli amministratori del gruppo Manchester United plc prevedono: Ricavi ancora in aumento intorno a £ 615/630 milioni e un EBITDA positivo tra 175 a 190 milioni di sterline.


sabato 22 settembre 2018

Consolidato Manchester City 2017/18: quarto utile consecutivo e fatturato record.




Luca Marotta


Il bilancio consolidato al 30 giugno 2018 di “Manchester City Football Club Limited”, società cui fa capo l’omonimo club di calcio di Premier League inglese e controllata direttamente dalla società Manchester City Limited, per la quarta volta consecutiva, si è chiuso con un utile di £ 10,44 milioni, pari a circa € 11,78 milioni, al cambio del 29.06.2018 di 1 € = 0,88605 £. L’esercizio 2017/18 ha avuto una durata di 12 mesi il precedente di 13 mesi. Nel 2016/17, la durata più lunga, secondo gli Amministratori, ha avuto un impatto negativo sulla redditività del business in quanto vi sono generalmente pochi ricavi a giugno mentre i costi continuano a maturare.
Nel 2016/17 era evidenziato un utile netto consolidato di £ 1,24 milioni; mentre nel 2015/16 era evidenziato un utile netto consolidato di £ 20,48 milioni e nel 2014/15, l’utile netto era pari a £ 10,54 milioni. Quello del 2017/18, trattasi del quarto utile consecutivo conseguito dalla gestione degli sceicchi.
Per la prima volta, il Manchester City, ha superato la soglia di fatturato netto dei 500 milioni di sterline, raggiungendo la cifra di £ 500,46 milioni, pari a 564,82 milioni di Euro.
Il fatturato 2017/18 cresce del 5,7% rispetto all'anno precedente e rappresenta il decimo periodo consecutivo di crescita dei ricavi sotto la proprietà di Abu Dhabi United Group. L'aumento dei ricavi è stato determinato principalmente da una crescita sia dei ricavi commerciali che dei ricavi televisivi UEFA.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2017/18, il Manchester City ha vinto la “Premier League”, superando più di 25 record e qualificandosi per la UEFA Champions League per l’ottava stagione consecutiva; ha raggiunto i quarti di UEFA Champions League (ottavi nel 2016/17); ha vinto la Football League Cup (quarto turno nel 2016/17), battendo in finale l’Arsenal per 3 a zero; mentre in Coppa di Inghilterra (“FA Cup”) è stato eliminato al quinto turno dal Wigan.

Nell'agosto del 2017, il club spagnolo Girona FC, è diventato un club del City Footbal Group, che comprende: Manchester City, New York City, Melbourne City, con una quota di minoranza in Yokohama F. Marinos. La prima stagione disputata nella Liga spagnola è finita con un decimo posto, con una squadra composta da diversi giocatori del Manchester City.

Il Gruppo.

La società “Manchester City Football Club Limited” risulta controllata direttamente da “Manchester City Limited”, che a sua volta è controllata “City Football Group Limited”, una società registrata in Inghilterra e Galles, ma il controllore finale è la società “Abu Dhabi United Group Investment & Development”, che è registrata in Abu Dhabi ed è di proprietà dello Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan. Lo sceicco Mansour ha acquisito il controllo del Manchester City nel 2008.
La società controllata al 100% da “Manchester City Football Club Limited” è “Manchester City Investments Limited”, che risulta non operativa.
La società controllata al 33% da “Eastlands Strategic Development Company Limited” è “Manchester City Investments Limited”, che risulta non operativa.

I rapporti con le parti correlate.

Le operazioni nel corso dell'esercizio chiuso al 30 giugno 2018 con la società “New York City Football Club LLC”, una consociata (“fellow subsidiary”) di “City Football Group Limited”, era costituito da prestiti per un totale £ 285 mila (2016/17: £ 63 mila), che sono incluse in crediti esigibili entro l'esercizio e la fornitura di servizi di £ 346.000 (2016: £ 1.000) e l'acquisto di servizi per un totale di £ zero (2016: £ 87 mila).

Le transazioni effettuate nell'anno conclusosi il 30 giugno 2018 con Girona FC SAD, una consociata di City Football Group Limited, consistevano in saldi di trading per un totale di £ 1.000 (2017: zero), inclusi in creditori entro un anno, e l'acquisto di servizi per un totale di £ 1.000 (2017: zero).

E’ evidenziato un saldo di £ 37.000 (2017: £ 50.000) tra i debiti con scadenza entro un anno, riguardante Brookshaw Developments Limited, che è una società anch'essa di proprietà di Abu Dhabi, United Investment and Development Ltd.

Per quanto riguarda le operazioni con Abu Dhabi United Group Investment and Development LTD, nel corso del 2017/18, figurano dei costi recuperati dalla controllante di ultima istanza per 119.000 (2017: £ 161.000). Un saldo di £ 486.000 (2017: £ 367.000) è stato incluso nei crediti con scadenza entro un anno.

La continuità aziendale.

I revisori di BDO LLP non hanno rilevato o eccepito nulla sul tema.

Il bilancio consolidato 2017/18 è stato redatto secondo il principio la continuità aziendale, ossia i criteri di valutazione hanno tenuto conto che la società è in grado di onorare gli impegni finanziari presi anche per il futuro.
Dal 2015/16, non si fa più riferimento alla conferma scritta da parte della capogruppo a sostenere finanziariamente il gruppo. Evidentemente, anche la gestione economica relativa all’esercizio 2017/18, come l’esercizio precedente, garantisce la continuità aziendale.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto è abbondantemente positivo e ammonta a £ 746,6 milioni (€ 842,7 milioni). Rispetto al 2016/17, si è registrato un incremento di £ 68,4 milioni (+ 10,1%). La variazione è dovuta al risultato netto consolidato per £ 10,44 milioni e all’aumento di capitale per la differenza.
Durante l’esercizio sono state emesse 58.000.000 di azioni ordinarie di £ 1 per un corrispettivo di £ 1 per azione.
Il patrimonio netto e, quindi, i mezzi propri finanziano il 61,9% dell’attivo. Essendo positivo, è conforme a quanto richiede il regolamento del Fair Play Finanziario. La proprietà del Manchester City preferisce finanziarie l’attività con mezzi propri piuttosto che ricorrere al finanziamento soci, quindi si fa ricorso prevalentemente al capitale di rischio rispetto a quello di prestito.

L’indebitamento finanziario.



La posizione finanziaria netta è negativa per £ 38,1 (€ 43 milioni); mentre, nell’esercizio precedente era negativa per £ 47,62 milioni.
Le disponibilità liquide sono aumentate da £ 18,7 milioni a £ 27,8 milioni (€ 31,4 milioni).
I debiti finanziari sono rappresentati dai debiti per leasing risultano per lo stadio, sono rimasti sostanzialmente stabili, essendo pari a £ 65,95 milioni (nel 2016/17: £ 66,32 milioni).
Ai fini del Fair Play Finanziario bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti da trasferimento calciatori, che è negativo per £ 60,5 milioni. I crediti da trasferimento calciatori ammontano a £ 80 milioni, i debiti a breve termine per trasferimento calciatori sono pari a £ 102,2 milioni (nel 2016/17: £ 71,5 milioni), quelli con durata superiore all’esercizio successivo risultano pari a £ 38,3 milioni (nel 2016/17: £ 14,6 milioni).

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti.
Nel caso in questione tali debiti riguarderebbo solo passività per fiscalità differita.
In ogni caso il dato risultante per l’indebitamento finanziario netto risulterebbe conforme a quanto auspicato dal Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, poiché la norma parla di “the amount of debt that is directly attributable to the construction and/or substantial modification of the stadium”, non dovrebbe riguardare l’importo iscritto sotto la voce “obligations under the lease of the Etihad Stadium”, poichè legato alla permuta del 2003.  Tuttavia, occorre dire che nel 2014 furono avviati lavori di ampliamento dello stadio per aumentarne la capacità, tuttavia nel bilancio non sembrano emergere passività relative a tale ampliamento, che evidentemente risulterebbero già pagate.
In effetti, nel bilancio figurano passività non correnti per un totale di £ 111,5 milioni, di cui £ 65,6 milioni per “obligations under the lease of the Etihad Stadium”; £ 38,3 milioni per debiti da trasferimenti calciatori per £ 7,6 milioni per passività fiscali differite.
Le passività correnti riguardano: “Obligations under finance leases” per £ 384 mila; debiti commerciali per £ 5,7 milioni; debiti da trasferimenti calciatori per £ 102,2 milioni;
Debiti verso imprese del gruppo per £ 12,7 milioni; Debiti verso parti correlate per £ 37 mila;  
Altri debiti, compresi quelli fiscali e previdenziali per 51,8 milioni e Ratei e Risconti passivi per £ 38,2 milioni.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta pari a £ 488,349,000 (€ 551,15 milioni), mentre nel 2016/17 era pari a £ 333,908,000. L’incidenza sul totale dell’attivo è del 40,5%.

Nel 2017/18, sono stati effettuati investimenti per £ 328,1 milioni, pari a circa € 370,26 milioni. Dalla stagione sportiva 2009/10 sono stati effettuati investimenti nell’acquisto di calciatori per oltre 1,38 miliardi di sterline, con una media di £ 154,2 milioni ad anno. Il valore contabile residuo delle cessioni effettuate nel 2017/18, ammonta a £ 39,3 milioni circa.
Gli ammortamenti della rosa calciatori 2017/18 risultano pari a £ 134,28 milioni (£ 121,74 milioni nel 2016/17) e risultano in aumento del 10,3%.

Durante la finestra di mercato estiva del 2017/18, sono stati acquistati: Aymeric Laporte (Athletic Bilbao); Ederson Santana de Moraes (Benfica), Kyle Walker (Tottenham Hotspur FC), Benjamin Mendy (AS Monaco FC), Danilo Luiz da Silva (Real Madrid C.F.), Bernardo Silva (AS Monaco FC), Douglas Luiz Soares de Paulo (CR Vasco da Gama), Olarenwaju Kayode (FK Austria Wien), Ivan Ilic (Red Star Belgrade), Luka Ilic (Red Star Belgrade) e Uriel Antuna (Santos Laguna). Invece, sono stati ceduti: Wilfried Bony (Swansea City AFC), Kelechi Iheanacho (Leicester City FC), “Nolito” Manuel Agudo Durán (Sevilla FC), Fernando Francisco Reges Mouta (Galatasaray SK), Samir Nasri (Antalyaspor), Aleksandar Kolarov (AS Roma), Aaron Mooy (Huddersfield Town), Jadon Sancho (Borussia Dortmund), Olivier Ntcham (Celtic FC), Rubén Sobrino (Deportivo Alavés) e Bruno Zuculini (Hellas Verona FC).

Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati acquistati: Riyad Mahrez (Leicester City FC), Daniel Arzani (Melbourne City FC) e Claudio Gomes (PSG).  Invece, sempre dopo la chiusura dell’esercizio, sono stati ceduti: Angus Gunn (Southampton FC), Joe Hart (Burnley FC), Bersant Celina (Swansea City FC), Rodney Kongolo (FC Heerenveen) e Jason Denayer (Lyon).
La spesa netta per queste operazioni è stata di circa £ 42 milioni.


Le Immobilizzazioni materiali.

Il valore netto contabile delle immobilizzazioni materiali al 30 giugno 2018 ammonta a £ 410.744.000 (nel 2016/17: £ 412.570.000).
Nel 2017/18 risultano investimenti per £ 11,37 milioni e ammortamenti per £ 12,9 milioni.
Le immobilizzazioni materiali nette rappresentano il 34% dell’attivo e sono composte da: terreni e fabbricati di piena proprietà per £ 185,99 milioni (£ 186 milioni nel 2016/17); terreni e fabbricati in leasing a breve per £ 1,41 milioni  (£ 1,43 milioni nel 2016/17); terreni e fabbricati in leasing a lungo termine per £ 194,1 milioni (£ 185,58 milioni nel 2016/17) e arredi e attrezzature per £ 28,4 milioni (£ 29,58 milioni nel 2016/17), cui si aggiungono immobilizzazioni in corso di costruzione per £ 857 mila (£ 9,97 milioni nel 2016/17).
Gli Amministratori ha scritto che continuano a fare investimenti strategici in strutture e infrastrutture, che includono l’ampliamento del ‘West Stand’ dell'Etihad Stadium.

Il 5 agosto 2003, il vecchio stadio “Maine Road” fu scambiato per una concessione in affitto per 250 anni dello stadio "City of Manchester" (attualmente denominato “ETIHAD STADIUM”). Il contratto fu concepito alla stregua di un leasing finanziario, con il premio di leasing e il valore attuale netto dei futuri obblighi di locazione capitalizzati. I canoni futuri di leasing, al netto degli oneri finanziari, sono inclusi tra i debiti.

La Gestione economica.

La gestione economica risulta equilibrata.



Il fatturato netto segna un’altra cifra record aumentando di £ 27,1 milioni, da £ 473,37 milioni a £ 500,46 milioni (€ 564,82 milioni) e rappresentano il decimo anno consecutivo di crescita dei ricavi sotto la proprietà di Abu Dhabi United Group. L’incremento è stato pari al 5,7%.
Il CAGR degli ultimi 5 anni è del 9,63%.

Nel 2017/18, i ricavi da gare ammontano a £ 56,62 milioni (£ 51,9 milioni nel 2016/17) e includono importi relativi alle aree ospitalità. L’incremento del 9,2% dei ricavi da match-day è dovuto a un numero maggiore di match di UEFA Champions League, e della Coppa di Lega oltre al leggero aumento della presenza media delle partite in casa di Premier League.
La presenza media degli spettatori relativa alle 19 partite di Premier League disputate in casa è aumentata da 54.019 a 54.073.

I ricavi da diritti Tv aumentano da £ 203,5 milioni a £ 211,5 milioni, con un incremento del 3,94%, derivante principalmente da una migliore prestazione nella Champions League e dalla vittoria della Premier League.

I ricavi commerciali aumentano del 6,56%, da £ 218 milioni a £ 232,3 milioni. Gli Amministratori ha sottolineato il fatto che i ricavi commerciali sono cresciuti con la chiusura di una serie di nuove e innovative partnership, forse la più importante delle quali è stata la relazione strategica con Amazon.

Gli altri ricavi operativi aumentano da £ 2,45 milioni a £ 3 milioni.

Il totale dei costi operativi ordinari ammonta a £ 525,65 milioni (€ 593,25 milioni), con un incremento del 3,9%, superiore all’aumento dei ricavi. Nel 2016/17 i costi operativi ammontavano a £ 506 milioni.
I costi del personale hanno registrato un decremento dell’1,7%, passando da £ 264,13 milioni a £ 259,6 milioni (€ 293 milioni). Il rapporto costi del personale e fatturato netto è molto basso ed è pari al 51,9%, in diminuzione di circa 4 punti percentuali rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era pari al 55,8%. Tale dato risulterebbe abbondantemente in linea con quanto auspicato dal Regolamento del Fair Play Finanziario.
Per quanto riguarda il numero degli addetti per il settore Football sono 210 (153 nel 2016/17) e per il settore commerciale ed amministrativo sono 239 (172 nel 2016/17).
Gli ammortamenti della rosa giocatori aumentano del 10,3% da £ 121,742,000 a £ 134,284,000.
I costi generati dalle immobilizzazioni materiali, tra ammortamenti e leasing, ammontano a £ 12,9 milioni (€ 14,6 milioni) e registrano un incremento di £ 642 mila.
I costi per servizi esterni aumentano da £ 94,2 milioni a £ 105,3 milioni (€ 118,8 milioni).
Il Gruppo ha effettuato donazioni ad organizzazioni di beneficenza del Regno Unito per un totale di £ 3.888.289 (2016/17: £ 4,607,448).
L’eccedenza di plusvalenze per la cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumenta da £ 34,56 milioni a £ 39,06 milioni.
La gestione finanziaria, comprensiva degli oneri finanziari di Leasing, è negativa per £ 6,46 milioni (-£ 4,28 milioni nel 2016/17), soprattutto a causa degli oneri finanziari del leasing relativo allo Stadio Etihad per £ 4,55 milioni (£ 4,69 milioni nel 2016/17).

Il Break-even result.

Il risultato prima delle imposte è positivo per £ 10,4 milioni (€ 11,78 milioni al cambio di 1 € = 0,88605 £).
Nel 2016/17, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 104 mila (€ 118 mila al cambio 1€ = 0,87933), nel 2015/16, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 19,59 (€ 25,7 milioni al cambio 1€ = 0,7618).
Quindi, il risultato prima delle imposte aggregato del quinto periodo di monitoraggio, risulterebbe positivo per circa 37,6 milioni di Euro.
Inoltre, dal risultato aggregato triennale citato, bisognerebbe escludere i costi del settore giovanile e gli altri ammortamenti oltre eventualmente agli oneri di Leasing per lo Stadio e minusvalenze relative e le donazioni a enti di beneficenza del Regno Unito, che ammontavano a £ 3.888.289 (2017: £ 4.607.448). Tale importo include 3,0 milioni di sterline a sostegno del settore giovanile della Premier League e dello sviluppo della comunità.

Pertanto, il Manchester City non ha più problemi relativi alla break-even rule del Fair Play Finanziario.

Conclusioni.

Gli Amministratori hanno affermato che l’esercizio 2017/18 ha rappresentato la decima stagione di crescita dall'investimento iniziale di Sheikh Mansour avvenuto nel 2008. Il successo sul campo di questa stagione è stato coniugato con solidi risultati finanziari.

Il Club continua ad essere impegnato sul fronte del controllo dei costi salariali e ha registrato un ottimo rapporto costi del personale / fatturato pari al 51,9%. Inoltre, il Club ha un patrimonio netto di oltre £ 746 milioni e rimane impegnato a controllare i costi salariali, continuando ad operare con un debito finanziario contenuto e relativo al leasing per lo Stadio.

Dal punto di vista sportivo gli amministratori hanno auspicato, fissando come obiettivo, la ripetizione del successo a livello nazionale ed un miglioramento dei risultati in Champions League, che significa il raggiungimento delle semifinali entrando tra i primi 4 club europei.

In sintesi, per il futuro il Manchester City cercherà continuamente di essere redditizio in combinazione con il successo in campo principalmente in Premier League e Champions League.