sabato 11 febbraio 2017

L’Investimento di Cairo nel Torino.



Luca Marotta


Di seguito si cercherà di ricostruire l’investimento in capitale di rischio fatto dall’azionariato di Torino Football Club SpA, dal settembre 2005.

Torino Football Club SpA., è stata costituita il 16 agosto 2004 con un capitale sociale di Euro 10.000, di cui versato Euro 3.000.

Nella Relazione sulla Gestione relativa al bilancio 2005 è scritto che la società Torino Football Club S.p.A., è rimasta non operativa fino al mese di agosto 2005. Il 16 agosto 2005, in forza del così detto “Lodo Petrucci”, Torino Football Club S.p.A. è risultata assegnataria del titolo sportivo a partecipare ad un campionato di calcio professionistico ed è stata ammessa a partecipare al campionato di calcio di Serie B per la stagione 2005/2006.

In data 2 settembre 2005, Torino Football Club S.p.A è stata acquisita dalla società Stella S.r.l., controllata da UT Communications S.p.A., a sua volta controllata dal dott. Urbano Cairo.

Sull’importo preciso versato per l’acquisizione dai soci “lodisti” non vi sono notizie certe; tuttavia occorre evidenziare che al momento dell’acquisizione il capitale sociale ammontava ad Euro 10.000, le spese di costituzione capitalizzate ammontavano ad Euro 17.796, inoltre risultava un debito verso la FIGC per il Contributo straordinario "Lodo Petrucci" ammontante ad Euro 1.260.000, il cui pagamento è avvenuto alla scadenza del 31 gennaio 2006. Quindi il "Lodo Petrucci" è stato pagato dalla gestione Cairo.

Tra le prime cose fatte, occorre evidenziare che l’assemblea dei soci dell’8 settembre 2005 deliberò l’aumento del capitale sociale da Euro 10.000 a Euro 10.000.000.
Il 12 luglio 2006, Torino Football Club S.p.A sotto la gestione Cairo acquistò all'asta fallimentare per 1.411.000 Euro il marchio del "vecchio" Torino, con le coppe e i cimeli del Grande Torino.

Dall’esercizio 2005 all’esercizio 2012 i bilanci della società calcistica chiudono in perdita, per un totale di 58,3 milioni. Le perdite del periodo 2005-2012 sono state tutte ripianate dalla proprietà versando circa 59,13 milioni di euro, a titolo di capitale di rischio.
Dall’esercizio 2013, Torino Football Club S.p.A. ha registrato tre utili consecutivi per un totale di Euro 21.188.335. Pertanto tutta la gestione Cairo dal 2005 al 2015 ha evidenziate un risultato di esercizio aggregato negativo per Euro 37,19 milioni e versamenti a titolo di capitale di rischio per Euro 59,1 milioni.


La Gestione Cairo non ha fatto ricorso all'indebitamento finanziario esterno. Infatti, dal 2005 al 2015, la voce di bilancio debiti verso banche non è stata movimentata. Solo nel 2007 e nel 2008, appare il ricorso all’anticipazione di crediti derivanti da ricavi per cessione diritti TV, con Italease Factorit.

Rapporti con le parti correlate.

Nel periodo 2005-2015, Torino Football Club S.p.A. nei rapporti con le parti correlate ha registrato ricavi per Euro 22,26 milioni e costi per Euro 4.533.000.


Occorre dire che, dal lato dei ricavi, il grosso della movimentazione economica riguarda il rapporto con Cairo Pubblicità Srl, per complessivi Euro 21.242.000.

Torino Football Club S.p.A. ha stipulato un accordo di concessione con la Cairo Pubblicità Srl, società controllata da Cairo Communications SpA - per la vendita degli spazi pubblicitari a bordo campo e di pacchetti di sponsorizzazione promo-pubblicitaria. Il contratto di concessione pubblicitaria prevede la retrocessione al concedente di una percentuale (85%) dei ricavi al netto dello sconto di agenzia conseguiti ed una commissione per le segnalazioni che abbiano dato origine a contratti conclusi direttamente dalla Torino FC.
Il resto dei ricavi riguardi la vendita di spazi pubblicitari a Cairo Editore che ha fruttatto nel periodo 2005-2015 la cifra di 1.019.000.

Dal lato dei costi sopportati da Torino Football Club S.p.A., emerge dall’esercizio 2010, il rapporto con Mp Service srl, che è azionista di Torino F.C. Spa e si occupa, tra le altre cose, della gestione di impianti sportivi per usi commerciali. Il Torino paga 400 mila euro ad anno all'azionista MP Service per l'utilizzo del centro SISPORT. Pertanto per il periodo 2010-2015 il Torino ha pagato a MP Service srl la cifra di 2,4 milioni di Euro.

Cairo Communication ha erogato a Torino F.C. una serie di servizi amministrativi e di utilizzo del software contabile gestionale, che nel periodo 2005-2015 ha comportato costi complessivi per Euro 791 mila.
La società controllante ha inoltre riaddebitato costi per Euro 544 mila.

Conclusioni.

La Gestione Cairo non ha fatto ricorso all'indebitamento bancario. Dal bilancio 2005, la voce debiti verso banche reca importo zero.
L’investimento in capitale di rischio dell’azionariato di Torino Football Club S.p.A dal mese di Settembre 2005 al 31 dicembre 2015 è stato di 59,13 milioni di Euro.


Con il conseguimento del primo utile nel 2013, sembra che si sia instaurata una gestione economica improntata all’autofinanziamento, attraverso la gestione del Player Trading e il contenimento dei costi.

2 commenti:

TORO-TUBE ha detto...

Molto bello complimenti.
Ci avevo provato io a fare una ricerca ma non avevo i bilanci prima del 2010.
volevo sapere:
- è corretto dire che #urbanetto ha immesso 59,1 milioni nella casse del TORO e al 2015 c'erano 21,9 milioni in cassa ?
- Come vedi la possibilità di una quotazione visto che ci sono 3 bilanci consecutivi in attivo (4 con quello del 2016 visti gli stipendi bassi e le entrate per glik, rata darmian) e i conti in ordine ?
Grazie.

Luca Marotta ha detto...

Al 31/12/2015 il Patrimonio netto è di 21,9 milioni di Euro, che rappresenta i mezzi propri della società. In questo caso è l'apporto di capitale di rischio da parte di Cairo al netto delle erosioni subite a causa delle perdite iniziali. I mezzi propri del Torino finanziano il 24,6% dell'attivo, che è un buon livello per la serie A italiana, non a caso il Torino non fa ricorso all'indebitamento bancario. Per quanto riguarda la quotazione in borsa, dipende dalla volontà della proprietà. Se si scegliesse la via della quotazione attraverso un aumento di capitale il risultato sarebbe un rafforzamento della società. Se si scegliesse la via della quotazione attraverso la vendita di azioni esistenti il risultato sarebbe a vantaggio di chi le possiede.