sabato 14 maggio 2016

Bilancio Genoa 2015: perdita da 10,5 milioni e 60 milioni di debiti tributari.



Luca Marotta


Il bilancio 2015 di Genoa Cricket and Football Club Spa, ha evidenziato una perdita di 10,5 milioni di Euro, nonostante che in bilancio figurino plusvalenze per ben 30,9 milioni di Euro. Al 31 dicembre 2015, il Genoa si trova nelle condizioni previste dall'art. 2447 del Codice Civile”, ossia: riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, con un patrimonio netto negativo e deteriorato. Il totale della voce debiti è aumentata del 9,11%, da € 173.816.319 a € 189.659.139. Molto importante è l’entità dei debiti tributari pari a 60 milioni di Euro.
L’esercizio 2014 si era chiuso con una perdita rilevante di 26 milioni di Euro; mentre l’esercizio 2013 si era chiuso con un sostanziale pareggio, mostrando un utile di € 381.602 e l’esercizio 2012 evidenziava una perdita di € 14.846.953. Occorre ricordare che il pareggio di bilancio conseguito nel 2013 fu frutto di eventi straordinari di gestione, come il conferimento del ramo d’azienda avente ad oggetto le attività commerciali legate allo sfruttamento del “Brand Genoa” nella società “Genoa Image Srl”, controllata al 100%.

Le cause che hanno determinato la perdita rilevante di bilancio sono da ricercarsi negli oneri finanziari per € 4,9 milioni di Euro e negli oneri da compartecipazione ex art. 102 bis NOIF per 9,5 milioni di Euro. Le plusvalenze sono state determinanti per l’equilibrio della gestione operativa calcistica.

Il bilancio 2015, riguarda il secondo semestre della stagione sportiva 2014/15 conclusasi al sesto posto, che comportava il diritto a partecipare all’Europa League, che non è stato esercitato per il mancato ottenimento della Licenza UEFA, e il primo semestre della stagione sportiva 2015/16, conclusasi a metà classifica.

La continuità aziendale.

La Relazione della Società di Revisione “Audirevi Srl” contiene dei richiami di informativa, in merito a quanto riportato dagli Amministratori, nella Relazione sulla Gestione, nella sezione "Continuità aziendale". Nella Relazione, i Revisori hanno “fotografato” la situazione patrimoniale economica e finanziaria del Genoa nel seguente modo: “Il bilancio d'esercizio alla data del 31 dicembre 2015 chiude con una perdita di Euro 10,5 milioni che unitamente a capitale e riserve per Euro 14,6 milioni e perdite portate a nuovo per Euro 12,9 determina un Patrimonio Netto Negativo pari ad Euro 8,8 milioni, portando la società nella fattispecie disciplinata dall'art. 2447 del Codice Civile”, ossia: riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale.
Nella Relazione sulla Gestione, gli Amministratori hanno evidenziato le ragioni per cui “la società possa disporre di adeguate risorse economiche e patrimoniali per continuare la normale operatività nel prevedibile futuro”. Nello specifico, gli Amministratori hanno evidenziato che con il mercato invernale 2016, sono state realizzate delle plusvalenze per complessivi Euro 15,5 milioni. Pertanto, hanno redatto e approvato una situazione economico-patrimoniale alla data del 29 febbraio 2016, che attesta il pieno ripristino dell'integrità patrimoniale della società e il conseguente superamento anche della fattispecie di cui all'art. 2446 del codice civile. decidendo di redigere il bilancio al 31 dicembre 2015 adottando il presupposto della continuità aziendale.
Gli amministratori hanno elencato tra le plusvalenze realizzate del mercato di gennaio 2016 quella di Perotti ceduto all’AS Roma e quella di Mandragora ceduto alla Juventus.
La Juventus Football Club S.p.A. ha comunicato di aver perfezionato l’acquisto a titolo definitivo di Rolando Mandragora a fronte di un corrispettivo di € 6 milioni, che potrà incrementarsi di ulteriori massimi € 6 milioni al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi.
L’A.S. Roma S.p.A. ha comunicato “di aver sottoscritto con il Genoa Cricket and F.C. S.p.A. il contratto per l’acquisto a titolo temporaneo, fino al 30 giugno 2017, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Diego Perotti Almeira, a fronte di un corrispettivo fisso di 1 milione di euro. L’accordo prevede inoltre il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo, a decorrere dalla stagione sportiva 2017/2018, e condizionato al verificarsi di determinate situazioni sportive, per un valore di 9 milioni di euro.”

Nel richiamo di informativa è stato fatto riferimento al fatto che nel bilancio 2015 sono stati contabilizzati proventi da consolidato fiscale per Euro 1,6 milioni e che il pagamento del credito da consolidato fiscale, che alla data del 31 dicembre 2015 ammonta ad Euro 25,8 milioni, è sottoposto a delle seguenti condizioni.

La Struttura Patrimoniale.

Il totale dell’Attivo è aumentato del 5% da € 175 milioni a € 183,8 milioni. Il valore della partecipazione in imprese controllate ammonta a € 23.473.000 e riguarda la partecipazione totalitaria in “Genoa Image S.r.l.”. Tale società ha chiuso il bilancio al 31.12.2015 con una perdita di Euro 2.064.060, con un patrimonio netto di Euro 17.834.865. Il valore della partecipazione in imprese collegate ammonta a € 6.225 e riguarda la partecipazione nella società “Luigi Ferraris S.r.l.”, costituita unitamente a U.C. Sampdoria, con lo scopo di ottenere la gestione dello stadio.
Tra i crediti sono evidenziati crediti verso la controllante per € 25.802.911 (€ 24.225.298 nel 2014).



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è addirittura negativo perché è pari a -0,046 (-0,035 nel 2014).
Infatti, anche l’equity ratio è negativo per -4,8%. Il capitale di terzi finanzia tutto l’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 0,95 (0,96 nel 2014)), ciò vuol dire che il valore dei beni posseduti dal club, così come esposti in bilancio, non è sufficiente a pagare i debiti, comprensivi anche dei risconti passivi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 1,35 (0,89 nel 2014), ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 1,37, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.
In caso di mancato rispetto dell'indicatore di liquidità nella misura minima, la carenza finanziaria dovrà essere ripianata.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

L’Indicatore di Indebitamento della FIGC è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2015 ammontano a € 189.659.139 ed il Valore della Produzione al 31.12.2015 è pari ad € 100.629.423, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 91.026.347.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 2,08, superiore alla soglia massima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato della FIGC.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso del Genoa il valore è di 0,78, se si considerasse tutto il costo del personale. Tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per le stagioni sportive 2015/16-2016/17-2017/18, che è rispettivamente di 0,9; 0,85 e 0,8.

Grado Copertura Patrimonio Calciatori
Indica la capacità di copertura degli investimenti in Diritti Pluriennali con i Mezzi Propri. Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è negativo.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è negativo per 8,8 milioni di Euro risulta deteriorato rispetto a al patrimonio netto del 2014 che era negativo per Euro 6,3 milioni.

La variazione è stata determinata dalla perdita di esercizio di € 10.491.387 e dall’apporto nella riserva versamento in c/futuro aumento di capitale di € 8 milioni.

L’indebitamento finanziario.



I debiti finanziari, esclusi i debiti verso la controllante per consolidato fiscale, aumentano da € 67,7 milioni a € 69,3 milioni e finanziano per il 37,7% (38,7% nel 2014) il totale dell’attivo.
I debiti verso le banche diminuiscono da € 15,1 milioni a € 14,1 milioni. Le banche con cui lavora il Genoa sono Unicredit e Banca Carige. I debiti bancari a medio-lungo termine pari a € 10,3 milioni (€ 13,2 milioni nel 2014) riguardano dei mutui accessi nel 2011 con Banca Carige.
I debiti verso altri finanziatori sono rilevanti essendo pari a € 55,1 milioni (€ 52,6 milioni nel 2014) e registrano un incremento di € 2,56 milioni. Tale voce riguarda debiti per operazioni di factoring “autoliquidanti” con Banca Carige, Emilia Romagna Factoring, Banca IFIS.
L’indebitamento finanziario netto ammonta a € 69,3 milioni (€ 67,6 milioni nel 2014), considerando le disponibilità liquide pari a circa € 7 mila, risulta in aumento rispetto al 2014 di circa € 1,5 milioni.
L’EBITDA è positivo per € 21.772.430 (€ 5.579.041 nel 2014) e il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è di 3,18 (12,13 nel 2014). Di solito tale rapporto si giudica positivamente quando è inferiore a 2. Invece, quando supera 3, pone dei dubbi sulla sostenibilità del debito.
I crediti verso Enti-settore specifico risultano pari a € 67,4 milioni (€ 36,5 milioni nel 2014), mentre i debiti verso Enti-settore specifico, pari a € 40,5 milioni (€ 17,5 milioni nel 2014), finanziano il 22% dell’attivo.
Se considerassimo anche il saldo positivo di € 26,9 milioni, che essenzialmente dipende dall’attività di calciomercato, l’indebitamento finanziario si ridurrebbe a € 42,3 milioni, cifra al di sotto del fatturato netto.

I debiti verso l’Erario e gli altri debiti.

I debiti verso l’Erario aumentano da € 47.236.615 a € 60.039.704, di cui € 16.162.870 a breve termine. Tali debiti rappresentano il 32,7% delle fonti di finanziamento dell’attivo.
Il maggior importo riguarda i debiti per IVA, IRAP e 770 di vari anni, rateizzati. L’importo rateizzato è di € 54.616.582; l’importo pagato è di € 15.374.084; l’importo risultante a debito, il 31.12.2015, è di € 39.242.498. Gli importi rateizzati maggiori riguardano l’IVA. Per l’IVA 2014 rateizzata residua un debito di € 12.705.413; per l’IVA 2013 rateizzata residua un debito di € 10.996.643; per l’IVA 2011 rateizzata residua un debito di € 8.172.405.
Gli altri debiti tributari non rateizzati, riguardano, le ritenute Irpef per retribuzioni tesserati ammontano a € 3.877.494 (€ 4 milioni nel 2014), quelle relative ai premi sono pari a € 1.775.050 (€ 1,6 milioni nel 2014). Risultano debiti per IVA 2015 pari a € 13.187.757 (€ 11,5 milioni nel 2014) e debiti per IRAP 2015 pari a  € 1.956.905 (€ 3,6 milioni nel 2014).
Al 31.12.2015 i fondi accantonamento rischi ammontano a € 157.976.
I debiti verso Istituiti di previdenza ammontano a € 2.429.579 (€ 2,7 milioni nel 2014), di cui € 1.727.769 riguardano il debito ENPALS rateizzato.
La voce “debiti diversi” diminuisce da € 11,4 milioni a € 9,7 milioni. In questa voce dovrebbe essere ricompreso il debito verso il personale.

Il Valore della Rosa.



Nell’attivo di bilancio figurano diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori per € 24.057.834 (€ 46.320.419 nel 2014), diritti sportivi dei calciatori delle giovanili per € 3.303.113 (€ 2.450.057 nel 2014). Il decremento complessivo è stato del 43,9%.
Il grafico mostra come dal 2011 in poi il valore contabile netto della rosa si sia sgonfiato, pur rimanendo sostanzialmente costante il costo del personale.



Rilevante è anche il dato relativo alla capitalizzazione dei costi del vivaio, allocata tra le immobilizzazioni immateriali per 8,1 milioni di Euro, che significa che il Genoa spende molti soldi per il settore giovanile.

La Gestione economica.

Il valore della produzione aumenta da € 78,7 milioni a € 100,6 milioni, con un variazione positiva del 27,9%.
I costi della produzione sono pari a € 99,3 milioni (€ 102,8 milioni nel 2014) e sono diminuiti del 3,4%, in controtendenza rispetto all’aumento del valore della produzione.
La differenza tra valore e costi della produzione è positiva per € 1,3 milioni, nel 2014 era negativa per € 24,1 milioni.



I Ricavi.

Sul bilancio del Genoa esercitano una notevole influenza i proventi televisivi, aumentati da € 36,3 milioni a € 39,3 milioni, con un’incidenza del 65,5% sul fatturato netto e del 39,1% sul valore della produzione (46,2% nel 2014).
La rappresentazione grafica seguente mostra chiaramente la “teledipendenza” del fatturato netto del Genoa dai ricavi per la cessione dei diritti televisivi.



I ricavi da gare sono diminuiti del 15,8%, a € 3,9 milioni da € 4,6 milioni. I ricavi da gare incidono sul valore della produzione per il 3,9% e sul fatturato netto per il 6,5%. Il decremento è dovuto ai ricavi da gare di campionato, che sono diminuiti a € 1.136.647 da € 1.772.603, mentre i ricavi da abbonamenti sono diminuiti di poco, a € 2.756.545 da € 2.822.622.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 2.290.969 (€ 2.946.449 nel 2014) e risultano in diminuzione del 22,2%. Lo Sponsor Ufficiale ha pagato € 760.361 (€ 1.250.000 nel 2014), lo Sponsor Tecnico contribuisce con € 1.382.036 (€ 1.294.228 nel 2014) e le altre sponsorizzazioni ammontano a € 148.573 (€ 402.221 nel 2014).
I proventi pubblicitari risultano in calo del 9,4% e sono pari a € 1.450.000 (€ 1,6 milioni nel 2014) e si riferiscono principalmente alla cartellonistica all’interno dello stadio. I proventi commerciali e da royalties ammontano a € 564.500 (€ 1.153.680 nel 2014) e riguardano ricavi da merchandising e licensing e la cessione alla RAI dei diritti di sfruttamento delle immagini dell’archivio storico per € 550.500.
Notevole è l’importo evidenziato nel valore della produzione che riguarda l’incremento delle immobilizzazioni per capitalizzazione dei costi del vivaio, che ammonta a € 3,23 milioni (€ 3,46 milioni nel 2014).

Il “Player trading”.

Il bilancio del Genoa, ad eccezione dell’esercizio 2014, tradizionalmente evidenzia una dipendenza da player trading notevole, dovuta all’importo elevato delle plusvalenze realizzate a causa della continua movimentazione nella rosa calciatori, con acquisti, cessioni e il meccanismo delle compartecipazioni. Nel 2015, le plusvalenze, pari a € 30,9 milioni, sono riuscite a coprire il costo degli ammortamenti della rosa calciatori, pari a € 15,6 milioni, anche perché le minusvalenze sono state pari a € 6,5 milioni e gli oneri da compartecipazione sono risultati pari alla cifra di € 9,5 milioni (€ 7,4 milioni nel 2014).



Il risultato del Player Trading risulta positivo per € 3,6 milioni. Nel 2014 era negativo per € 18,3 milioni. Nella sostanza, nell’esercizio 2015, le plusvalenze realizzate al netto delle minusvalenze riescono a coprire il costo degli ammortamenti.
Nel conto economico sono evidenziate plusvalenze da cessione diritti pluriennali per € 30,9 milioni (€ 13,2 milioni nel 2014), che rappresentano il 16,8% del valore della produzione.
Le maggiori plusvalenze realizzate hanno riguardo: Andrea Bertolacci, ceduto alla Roma per € 17 milioni, con una plusvalenza di € 15.861.016; Iago Falque ceduto alla Roma per € 7 milioni, con una plusvalenza di € 5.787.300; Matteo Franchetti ceduto all’Hellas Verona per € 3.500.000, con una plusvalenza di pari importo; Antonelli Luca ceduto al Milan per € 4.500.000, con una plusvalenza di € 2.213.333; Pinella ceduto all’Atalanta per € 2 milioni, con una plusvalenza di pari importo; Ragusa Antonino ceduto al Cesena per € 2,5 milioni con una plusvalenza di € 1.050.000.
I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori aumentano da € 853 mila a € 2,2 milioni. L’importo maggiore riguarda Iago Falque (AS Roma), per € 1.000.000. Il prestito di Mandragora al Pescara, nel 2015, ha fruttato 100.000 Euro.
I costi da acquisizione temporanea prestazioni calciatori ammontano a € 2.415.000 (€ 2.047.804  nel 2014) e l’importo maggiore riguarda Costa (Spartak Mosca) per € 700.000, seguito da Ansaldi (Zenit) per € 650.000. Il prestito di Pavoleti dal Sassuolo nell’anno solare 2015 è costato € 500.000.
Le minusvalenze derivanti da cessione diritti pluriennali sono state pari a € 6.481.017 (€ 2.356.043 nel 2014). L’importo maggiore riguarda la cessione di Luka Krajnc al Cagliario, ceduto per € 1.750.000, con una minusvalenza di € 3.250.000. La cessione di Kucka al Milan per € 3.000.000, ha determinato una minusvalenza di € 250.000.
I proventi da compartecipazione ex art 102 bis Noif dell’anno 2015 sono stati pari a € 2.950.000 (€ 2,7 milioni nel 2014), mentre gli oneri da compartecipazione ex art 102 bis Noif risultano pari a € 9,5 milioni (€ 7,4 milioni nel 2014).
La risoluzione della compartecipazione di Luka Krajnc col Cesena ha comportato un provento finanziario di € 2.100.000, quella di Tommasone con l’Inter € 850.000.
Tra gli oneri da compartecipazione spiccano: Andrea Bertolacci (AS Roma) per € 7,5 milioni; Ragusa Antonino (Pescara) per € 775.000. e Ventre (Inter) per € 920.000.
Nel comunicato dell’AS Roma del 23 giugno 2015 era scritto: “L’A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver sottoscritto con il Genoa Cricket and F.C. S.p.A. la liquidazione consensuale in favore dell’A.S. Roma, dell’accordo di partecipazione relativo al calciatore Andrea Bertolacci, a fronte di un corrispettivo netto di 8,5 milioni di euro.
In effetti, contabilmente il Genoa ha registrato la vendita di Bertolacci per 17 milioni realizzando una plusvalenza di circa 15,8 milioni di Euro ed un onere da compartecipazione di 7,5 milioni di Euro. Al 31.12.2014, per Andrea Bertolacci risultava un debito da compartecipazione da 1 milione di Euro.

I costi.

I costi del personale pari a € 47.062.450 (€ 47,6 milioni nel 2014), rappresentano il 46,8 % del valore della produzione, ma, se considerassimo il Fatturato Netto tale percentuale salirebbe al 78,3%. L’incidenza del costo del personale sui costi della produzione è del 47,9%. Il costo del personale tesserato ammonta a € 42.866.069 (€ 43.093.726 nel 2014).
Gli ammortamenti totali sono pari a € 20,3 milioni (€ 29,7 milioni nel 2014). Quelli riguardanti la rosa dei calciatori ammontano a € 15,6 milioni (€ 24,7 milioni nel 2014), di cui Euro 1.014.444 per i calciatori del settore giovanile.
Il costo complessivo di gestione dei calciatori (costo del personale+ammortamenti) incide sul valore della produzione per circa il 62,3%.
I costi per prestazioni di servizi diminuiscono dell’1,8%, da € 8.900.800 a € 8.744.255. Tali spese comprendono i costi specifici tecnici pari a € 2.946.286, riguardanti le consulenze tecnico sportive per l’acquisto di calciatori e i costi per l’osservazione di calciatori.

Dal grafico seguente, emerge come il costo del lavoro del Genoa, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, nel corso degli anni sia stato ampiamente superiore al fatturato netto, tuttavia dal 2014 vi è una tendenza verso il riallineamento del costo del lavoro col fatturato netto.



I costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.280.559 (€ 2.114.816 nel 2014). L’affitto di impianti e campi sportivi ammonta a € 684.000 (€ 1.402.500 nel 2014), mentre l’affitto di impianti e campi sportivi per il settore giovanile risulta pari a € 126.029 (€ 144.484 nel 2014).
La gestione finanziaria, escludendo il meccanismo delle compartecipazioni è negativa per € 4,9 milioni (- € 4,4 milioni nel 2014) a causa degli interessi passivi verso banche per € 2,7 milioni e altri interessi passivi per € 2,16 milioni.
Il risultato prima delle imposte è negativo per 10,1 milioni di Euro, nel 2014 per € 33,2 milioni, mentre nel 2013 era negativo per circa € 14 milioni.
Tali risultati negativi, mettono a rischio il rispetto della soglia di tolleranza di 30 milioni di perdita aggregata, per gli esercizi 2013, 2014 e 2015, prevista dal “Break-even rule” del Fair Play Finanziario, tenuto conto che l’aggregato dei risultati prima delle imposte 2011 e 2012 è negativo.
L’IRAP corrente per € 1.956.905 e i proventi da consolidato fiscale per € 1.577.613, determinano un risultato netto negativo per € 10.491.387.

Conclusioni.

In sintesi, il bilancio 2015 mostra una perdita di 10,5 milioni; un patrimonio netto negativo deteriorato, l’importo dei debiti in crescita, tra cui € 60 milioni di debiti tributari. Questa situazione deve confrontarsi anche con le nuove regole della FIGC che richiedono il rispetto di nuovi indicatori, tra cui quello dell’indebitamento in rapporto al valore della produzione.


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