domenica 9 febbraio 2020

Bilancio Napoli 2018/19: utile di 29 milioni con le plusvalenze di Jorginho e Hamsik.




Luca Marotta


Le plusvalenze realizzate con le cessioni di Jorginho e Hamsik, rispettivamente per € 59,3 milioni ed € 19,99 milioni, sono state determinanti per l’esposizione di un utile al netto delle imposte di 29,16 milioni di Euro.

Invero il fatturato netto ha toccato la cifra record di 205,8 milioni di Euro, con un risultato prima delle imposte pari a 47,8 milioni di Euro. Anche il costo del personale ha segnato la cifra record di 135,14 milioni di Euro, lo stesso hanno fatto gli ammortamenti dei calciatori che hanno raggiunto la cifra record di 81,76 milioni di Euro.
Come è facile dedurre, il costo del lavoro allargato (personale + ammortamenti) ha assorbito tutto il fatturato netto, rendendo “vitale” il realizzo delle plusvalenze. Il non aver investito in infrastrutture sportive come lo stadio, aumenta la dipendenza dalle altre fonti di ricavo, come i diritti televisivi e le plusvalenze.

I diritti televisivi sono comunque aumentati grazie all’aumento dei proventi da Competizioni Europee, come accaduto per le squadre che hanno partecipato alla UEFA Champions League 2018/19.

La strategia del Napoli, nell’ottica di una società commerciale, che si basa sul Player Trading, ha privilegiato l’investimento in calciatori, per la successiva rivendita, trascurando l’investimento in infrastrutture sportive, basti pensare alla cifra investita in calciatori dal 2009/10 ha raggiunto òa cifra di € 678,7 milioni.

Anche per il 2018/19, il Napoli può vantare l’assenza di debito bancario, con elevate disponibilità liquide.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2018/19, il Napoli è giunto secondo in campionato, con 79 punti (2° con 91 punti nel 2017/18), acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019/20.
Nella competizione UEFA Champions League 2018/19, il Napoli non ha superato la fase a gironi, classificandosi al terzo posto del proprio girone e accedendo alla competizione UEFA Europa League dove è stato eliminato ai quarti dall’Arsenal.
In Coppa Italia, il Napoli è stato eliminato nei quarti di finale dal Milan.

La stagione sportiva0 2018/2019 è stata caratterizzata dall’avvicendamento della guida tecnica della Prima Squadra da Sarri ad Ancelotti, Nella Relazione è scritto: “La società, a seguito di approfondite analisi e valutazioni, ha affidato, a partire dalla stagione sportiva 2018/2019 e con un orizzonte di durata triennale, la conduzione tecnica della prima squadra all'allenatore professionista Carlo Ancelotti, tecnico dalla acclarata fama ed esperienza internazionale. In data 14 luglio 2018 la società ha risolto consensualmente il rapporto di lavoro con l'allenatore professionista Maurizio Sarri.”

La continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio nella prospettiva della continuazione dell’attività.

La Società di Revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha giudicato appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale; pertanto, ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo sul tema.

Per quanto riguarda la verifica del presupposto della continuità aziendale, nella Relazione del Collegio Sindacale, in base al principio di revisione 570, è scritto che l’operato della direzione è stato adeguato e “non foriero di criticità in un ragionevole orizzonte temporale di riferimento”.

La struttura dell’attivo.


Il totale dell’attivo risulta aumentato ed ammonta € 339,95 milioni (€ 283,53 milioni nel 2017/18). Il 42,8% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 631 mila (€ 277 mila nel 2017/18), e non includono infrastrutture sportive.
Tra le immobilizzazioni immateriali l’avviamento risulta completamente ammortizzato. L’avviamento aveva un costo storico di € 19.538.462. Negli esercizi precedenti, l’avviamento era stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni e l’ammortamento è stato completato il 30 giugno 2016.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, risulta totalmente ammortizzata, con un costo storico di € 13.171.218 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A..
L’attivo circolante, pari a € 194.405.827 rappresenta circa il 57,2% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 105.087.098 (€ 118.706.308 nel 2017/18), incidono per il 30,9% sul totale dell’attivo. La parte non corrente dell’attivo circolante è di circa € 18,91 milioni (€ 14,91 milioni nel 2017/18), pertanto il capitale circolante netto è positivo per circa € 77 milioni (€ 58,57 milioni nel 2017/18).
I crediti verso la controllante, pari a € 5.937.561 (€ 5.031.487 nel 2017/18), comprendono i crediti da consolidato fiscale per l’istanza di rimborso IRES per € 2.711.227 e dal credito residuo rinveniente dai maggiori versamenti a titolo di acconto IRES per € 3.194.564.
I nuovi OIC hanno permesso di evidenziare i crediti verso società facenti capo alla stessa Capogruppo per Euro 186.709 (€182.406 nel 2017/18). Tali crediti riguardano Cinema Europa Srl per Euro 23.542; Olimpia 80 Immobiliare Srl per Euro 154.994; Auro Servizi Srl per Euro 6.841; Cineservices Srl per Euro 1.332.  

Il Valore della Rosa.


I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 143,28 milioni (€ 97,53 milioni nel 2017/18). L’incremento di € 45,75 milioni è dovuto a investimenti per € 128,13 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 619 mila, ammortamenti per € 81,76 milioni (€ 64,81 milioni nel 2017/18).
Dal 2009/10 risultano investimenti complessivi nell’acquisto di calciatori per circa € 678,72 milioni. Trattasi di un importo notevole, pari all’investimento in uno stadio moderno a livello dei grandi club europei.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati nel 2018/19 spiccano: Manolas Kostantinos acquistato a giugno 2019 dall’AS Roma per 36 milioni di Euro; Fabian Ruiz (Real Betis Balompié) per € 30.080.000; Alex Meret (Udinese Calcio Spa) per € 25.000.000; Kevin Malcuit (Losc Lille) per € 11.500.000; Giovanni Di Lorenzo (Empoli) per € 9.000.000 e Ospina Ramirez (Arsenal) per € 5.644.737 oltre ad un premio di € 513.158.


Tra le cessioni spiccano: “Jorginho” Jorge Luiz Frello Filho (Chelsea) per € 60.000.000, con una plusvalenza di € 59.300.000 e Hamsik (Dalian Yifang F.C. Co. Ltd) per € 20.000.000, con una plusvalenza di € 19.996.869.
Al 30 giugno 2019 il calciatore col valore contabile residuo più elevato risulta Manolas Kostantinos, acquistato a giugno 2019, col valore di acquisto non ammortizzato per € 36.000.000 seguito da Fabian Ruiz per € 19.540.017; Simone Verdi per € 14.700.000 e da Alex Meret (Udinese Calcio Spa) per € 11.250.000.

Dopo il 30/06/2019, il Napoli ha ceduto dei calciatori per un corrispettivo complessivo pari ad Euro 42 milioni, realizzando una plusvalenza complessiva pari a Euro 37,6 milioni. Si è proceduto ad effettuare cessioni temporanee di calciatori per un importo pari ad Euro 16,3 milioni e sono stati formalizzati impegni di terzi a favore del Napoli per € 63,5 milioni per obblighi di riscatto condizionati.
Sul fronte acquisizioni, il Napoli ha acquistato calciatori a titolo definitivo e a titolo temporaneo per € 73,8 milioni, per la stagione sportiva 2019/20, che si aggiungono alle acquisizioni definitive, a beneficio della stagione sportiva 2019/20, formalizzate entro il 30.06.2019, che ammontano ad € 45,8 milioni.

Secondo gli Amministratori, come nell’esercizio precedente, “il settore giovanile continua a rappresentare un asset ritenuto strategico ai fini della crescita del patrimonio aziendale, sul quale la società pone sempre di più una particolare attenzione per l'implementazione e lo sviluppo del potenziale sportivo della prima squadra”.  In tale ottica sono stati destinati investimenti in linea con gli obiettivi.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 145.422.850 (€ 116.259.018 nel 2017/18). Rispetto al 30 giugno 2018, risulta aumentato di € 29.163.832 rispetto all’esercizio precedente, pari al 25,1%.
La variazione è dovuta essenzialmente al risultato netto dell’esercizio, che è stato positivo per € 29.163.834.
Ovviamente, il Patrimonio Netto, essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 42,8% del totale delle attività e risultano superiori al valore netto dei diritti pluriennali.

La struttura delle Passività.

Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con un importo molto basso pari a € 10.500 (€ 8.152 nel 2017/18), in altre parole, non necessità di finanziare le attività in corso, con i mezzi finanziari forniti dai ricavi della stagione sportiva successiva, come ad esempio una campagna abbonamenti anticipata. Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 896.740 (€ 4.391.539 nel 2017/18), sono evidenziate le fatturazioni anticipate di proventi la cui competenza economica ricade negli esercizi successivi, di cui € 640.000 riguardano anticipi da clienti Esteri.
Il totale della voce “debiti” è pari a € 163.006.172 (€ 143.988.321 nel 2017/18) e risulta in aumento del 13,21%.
L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 113.076.380 (€ 93.459.773 nel 2017/18). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. Non esistono debiti finanziari; nel 2015/16, invece, figuravano debiti verso soci per finanziamenti infruttiferi per € 3.911.220 e che sono stati restituiti in data 3 aprile 2017.
I debiti verso la controllante pari a € 3.612.392 (€ 815.405 nel 2017/18), riguardano per Euro 1.343.320 debiti verso Filmauro per Iva di Gruppo e per Euro 251.190 (€185.765 nel 2017/18) debiti commerciali; euro 2.017.882 per consolidato fiscale ed Euro zero (€ 2.000 nel 2017/18) come debiti diversi.
I debiti verso fornitori ammontano ad € 18.126.994 (nel 2017/18: € 21.858.681), di cui € 14.767.034 verso fornitori nazionali.  
I nuovi principi contabili OIC hanno permettono di evidenziare i debiti verso imprese sottoposte al controllo della controllante per Euro 787.550 (€1.230.460 nel 2017/18), di cui € 15.250 verso Cineservices srl.
I debiti finanziano circa il 47,9% dell’attivo (50,8% nel 2017/18).

La Posizione Finanziaria Netta.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto


La posizione finanziaria netta è positiva per € 105,09 milioni (€ 118,7 milioni nel 2017/18) e coincide con le disponibilità liquide di pari ammontare € 105,09 milioni (€ 118,7 milioni nel 2017/18). Non esistono debiti finanziari.
Nel 2015/16, l’unico debito finanziario era un finanziamento soci di € 3,9 milioni, che è stato rimborsato.
I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 66,67 milioni (€ 33,83 milioni nel 2017/18). Il maggior credito riguarda Chelsea Football Club Limited per Jorginho per la cifra di Euro 30.000.000, seguito da Dalian Yifang FC Co. Ltd per Hamsik per le cifra di € 15.000.000.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 113,08 milioni (€ 93,46 milioni nel 2017/18), di cui € 109 milioni per trasferimento calciatori. Il maggior debito riguarda AS Roma per Manolas per la cifra di Euro 36.000.000, seguita dall’Udinese per Meret per la cifra di € 18.750.000.
Il Napoli non evidenzia debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2018/19, il club partenopeo non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2019, non emergono debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.

I Debiti con dipendenti, fisco ed Enti Previdenziali.

I debiti verso il personale ammontano a circa € 13.931.940 (€ 15.915.727 nel 2017/18) e risultano in decremento di € 1 milione. Essi rappresentano circa il 10,3% del costo del personale.
I debiti per imposte differite iscritti tra i fondi rischi sono pari a circa € 30.152.770 e rappresentano un debito tributario per “fiscalità latente” per differimento delle imposte dovute sulle plusvalenze realizzate, per espressa previsione normativa.
I debiti tributari ammontano a € 10.286.247, di cui € 5.410.192 per ritenute d’acconto su retribuzioni di lavoro dipendente.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di redazione della Relazione sulla Gestione non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti. Per il contenzioso civile gli amministratori hanno dichiarato che non possano derivare significative passività.
Anche per i debiti verso Istituti previdenziali, pari a € 291.036 (€ 371.050 nel 2017/18), gli Amministratori hanno scritto che “non si segnalano debiti scaduti e non pagati”.

Il Rendiconto Finanziario.


Il decremento di disponibilità liquide è stato pari a € 13,6 milioni. Tale decremento è stato determinato da flussi di cassa della gestione corrente positivi per € 115.417.484, da deflussi di cassa generati dalla gestione degli investimenti che hanno assorbito € 129.036.695
Tra i flussi di cassa della gestione corrente risulta che l’autofinanziamento economico ha generato flussi positivi per € 121568.396 (€ 51.314.875 nel 2017/18) e la variazione nelle attività e passività correnti ha generato flussi negativi per € 6.150.912 (€ 7.446.259 nel 2017/18).
Sull’attività di investimento ha influito l’incremento netto dei diritti pluriennali prestazioni calciatori pari a € 127.176.466 (€ 50.205.219 nel 2016).

La Gestione Economica.

I costi della produzione, pari a € 252.016.884 (€ 218.995.201 nel 2017/18), sono nettamente inferiori rispetto al valore della produzione, che è pari a € 299.862.181 (€ 215.585.266 nel 2017/18), determinando una differenza positiva per € 47.845.297 (+€ 3.409.935 nel 2017/18).
Il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, aumenta del 39,1%; mentre i costi della produzione aumentano del 15,1%.
In sintesi, il Napoli, nel 2018/19, ha speso in misura inferiore rispetto a quanto abbia guadagnato, perché l’importo delle plusvalenze è aumentato del 175,7%, precisamente di € 53.045.346.
Sembra confermato il fatto che il Napoli abbia necessità delle plusvalenze per garantirsi l’equilibrio economico, oltre alla partecipazione alle competizioni europee.
Il trend storico mostra che dal 2012-2013 al 2018/19 il Napoli aveva adeguato il livello di alcuni costi al valore della produzione e non al valore del fatturato netto. Dal 2015/16 al 2017/18, sembrava che il volume dei costi si fosse, invece, adeguato anche al livello del fatturato netto non considerando i proventi eccezionali contenuti nel valore della produzione, rappresentati dalle plusvalenze. Tuttavia alcuni costi si mostrano “rigidi” nella fase calante del rendimento sportivo, per via della durata pluriennale dei contratti, a meno che si proceda allo “smobilizzo”.  
Il grafico mostra e sembra rafforzare la considerazione fatta.  



Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del valore della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005, è del 26,49%, ciò significa che il valore della produzione dal 2005 è cresciuto in media del 26,49% circa all’anno. Il CAGR del valore della produzione negli ultimi 5 anni è positivo del 20,25%.
Occorre ribadire che per essere competitivi a certi livelli, alcuni costi, come quelli del personale, diventano “rigidi”, almeno nel breve termine.

I costi della produzione, pari a 252.016.884 (nel 2017/18: € 218.995.201), rispetto all’anno precedente, aumentano del 15,1% circa.
A confermare la tesi della rigidità di alcuni costi, una volta raggiunti determinati livelli, è il fatto che i costi della produzione hanno seguito una fase di continua crescita tranne l’esercizio 2014/2015, in cui hanno registrato un rallentamento, per poi continuare ad aumentare negli esercizi successivi.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), dei costi della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,97%, mentre negli ultimi 5 anni è del 11,17%.



Il principale costo della produzione è quello del personale. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), del costo del personale, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,64%, mentre negli ultimi 5 anni è del 12,24%.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), degli ammortamenti, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 22,08%, mentre negli ultimi 5 anni è del 6,81%.


I Ricavi.

Il fatturato netto, con esclusione dei proventi rivenienti dalla cessione a titolo definitivo e temporanea dei calciatori, rappresenta il 68,63% (84,83% nel 2017/18) del valore della produzione, mentre le plusvalenze, i ricavi da cessione temporanea calciatori e gli altri proventi derivanti dalla gestione calciatori rappresentano il 31,37% (15,17% nel 2017/18) del valore della produzione.

I Ricavi da gare diminuiscono di € 3.219.306, da € 19,09 milioni a € 15,87 milioni, registrando un decremento pari al 16,9%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 5,3%. Il calo è da attribuirsi alla riduzione dei posti dello Stadio San Paolo per lavori di manutenzione.
Tale voce comprende i Ricavi da gare prima squadra in casa per € 11.853.504 (€ 15.684.527 nel 2017/18) e abbonamenti per € 3.818.023 (€ 3.403.859 nel 2018/19). Gli incassi da botteghino per le gare di campionato sono diminuiti di € 3,7 milioni, da € 11,1 milioni a € 7,4 milioni. I ricavi per le gare di Coppa Italia sono diminuiti da € 281.258 a € 81.063. I Ricavi da gare relativi alle competizioni internazionali riguardanti le partite di U.E.F.A. Champions League e di U.E.F.A. Europa League, ed hanno registrato un incremento di € 188.340, da € 4.182.293 a € 4.370.633.

In nota integrativa è scritto che la capacità ai fini dell’agibilità dell’impianto dello stadio San Paolo, che è di proprietà del Comune di Napoli, è diminuita di 669 unità, da 60.240 a 59.571 posti a sedere. Inoltre, i posti a sedere vendibili sono scesi altri 1.971 posti per lavori di manutenzione dello stadio da parte del Comune di Napoli per le Universiadi 2019.

Per l’esercizio 2018/19, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6 mila unità (6.934 nel 2017-2018; 6.373 unità nel 2016/17; 6.431 unità nel 2015/16).).
Per l’esercizio 2019/20 la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 12 mila unità
I ricavi commerciali hanno registrato complessivamente un incremento del 19,54%, passando da € 4,47 milioni a € 41,2 milioni. Tali ricavi incidono per il 13,74% sul valore della produzione.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 36.709.282 (€ 30.649.756, nel 2017/18), registrano un aumento di € 6.059.526. Gli Sponsor ufficiali hanno contribuito con € 9.010.000 (€ 8.750.000 nel 2017/18). Il contributo dello Sponsor tecnico aumenta da € 8.164.723 a € 9.217.294. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 8.456.701 (€ 7,46 milioni, nel 2017/18), i Partner commerciali con € 3.653.207 (€ 4,11 milioni nel 2017/18) e le Altre sponsorizzazioni con € 5.910.570 (€ 2.166.104 nel 2017/18). Nel 2018/19 figurano anche i “Regional Sponsor” con € 380 mila.
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a € 248.050 (€ 288.049 nel 2017/18) e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio.
Nel bilancio 2018/19, i Proventi commerciali e royalties aumentano di 716.745 Euro, passando da € 3.532435 a € 4.248.780. In particolare i proventi da licensing aumentano da € 1.264.844 a € 1.337.776. Tale voce si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. I Proventi da merchandising risultano pari a € 2.705.904 (€ 1.836.681 nel 2017/18).
La voce “Proventi vari” ammonta a € 1.622.961 (€ 1.529.680 nel 2017/18) e riguarda i proventi radiofonici per € 460 mila e i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine per € 1.162.961 (€ 1.094.680 nel 2017/18).
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi, aumentano di € 24.092.560 e risultano pari a € 142.848.552, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 118.755.992. L’incidenza sul valore della produzione è del 20,3%.
L’incremento verificatosi nel 2018/19 è dovuto soprattutto all’aumento dei ricavi relativi alle competizioni UEFA.
I ricavi relativi alle competizioni UEFA aumentano di Euro 15.833.492, da € 40.264.865 a € 56.098.357. Secondo il comunicato UEFA per la ripartizione dei ricavi della Champions League 2018/19, i ricavi spettanti a SSC Napoli ammontano a € 49,878,000 (€ 38,967,000 nel 2017/18), di cui € 14.500.000 a titolo di “Starting Fee”; € 13,296,000 a titolo di “Coefficient”; € 12.877.000 (€ 21,005,000 nel 2017/18) per il Market pool; mentre, per l’UEFA Europa League 2018/19 ha incassato la cifra di Euro 6,710,579 (€ 1,219,565 nel 2018/19), di cui € 3,625,357 per “Market Pool”.

I diritti TV nazionali aumentano di € 7.662.083, da € 73.152.929 a € 80.815.012.
I diritti Tv per le amichevoli hanno fruttato € 585.183 (€ 538.198 nel 2017/18). Gli altri proventi TV ammontano a € 5.350.000 (€ 4.800.000 nel 2017/18).

Il grafico seguente mostra la dipendenza del fatturato netto dai diritti TV che nel 2018/19 è del 69,4%.


Deloitte nella sua classifica “Football Money League 2020” colloca il Napoli al ventunesimo posto (21° posto nella precedente classifica) con un fatturato netto di € 207,4 milioni (€ 182,8 milioni nella precedente classifica).

Il Player Trading.


Nel 2018/19 il risultato del Player Trading è positivo per 10,12 milioni di Euro, in altre parole, il risultato della gestione economica relativa ai trasferimenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori è riuscito a coprire il costo degli ammortamenti. Solo nel 2013/14 e nel 2016-17, il Napoli, era riuscito a coprire con le plusvalenze il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Nel 2016-2017 la gestione del Player Trading era risultata positiva per € 30,45 milioni, grazie alla plusvalenza di Higuain.
Nel 2015-2016 la gestione del Player Trading è risultata negativa per € 38,5 milioni.
Nel 2014-2015 la gestione del Player Trading è stata negativa per € 34,1 milioni.
Nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza di Cavani, la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 3,88 milioni.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 83.228.609 (€ 30.183.263 nel 2017/18; € 104.410.600 nel 2016-2017; € 11.206.176 nel 2015-2016; € 11.885.912 nel 2014-2015 ed € 69.389.422 nel 2013-2014), determinate da un valore di cessione di 3 calciatori (8 nel 2017/18), compresi i premi maturati, pari a € 83.501.740 (€ 36.550.661 nel 2017/18) ed un valore contabile netto di € 273.131 (€ 6.367.398 nel 2017/18). Tali proventi incidono per il 27,8% sul valore della produzione.
Il maggior importo delle plusvalenze ha riguardato Jorginho con € 59.730.000; seguito da Hamsik con € 19.996.869.
Nel 2017/18, la plusvalenza più elevata di € 19.735.530 concerneva la cessione di Duvan Zapata.
Sono stati rilevati Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori per € 6.055.081 (€ 1.250.000 nel 2017/18).
La voce relativa agli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive pluriennali dei calciatori ammonta a € 81.763.982, mentre nel precedente esercizio era pari a € 64.809.939, evidenziando un incremento del 26,2%. Gli ammortamenti, rispetto al 2012-2013, risultano in notevole aumento, poiché, allora, erano pari a € 35.633.137.

I Costi.

I costi del personale sono aumentati del 14,3%, da € 118.245.815 a € 135.142.239. In nota integrativa è scritto che il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari a circa il 96% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente. La voce salari e stipendi del personale tesserato è aumentata di € 16.715.615 (+€ 18.092.640 nel 2017/18; + € 14.357.475 nel 2016/17), da € 112.810.404 a € 129.525.719.
I compensi contrattuali allenatori aumentano di € 4.857.984, da € 5.306.342 ad € 10.164.326 ed incidono per il 7,5% (4,5% nel 2017/18) sul costo totale del personale.
I compensi contrattuali calciatori aumentano di € 9.838.339, da € 91.802.148 ad € 101.640.487.
I compensi contrattuali calciatori nella parte variabile, aumentano di € 1.571.036, da € 11.943.305 ad € 13.514.341.

Gli altri costi del personale, diminuiscono del 20,8%, da € 1.165.939 a € 923.922.  
Il numero medio dei dipendenti nel 2018/19 è stato di 110,75 (105,19 nel 2017/18), di cui 37,81 (35,75 nel 2017/18) calciatori.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto, ai fini del Fair Play Finanziario, è del 65,67%, mentre, l’incidenza sul valore della produzione è del 45,07%.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Nell’effettuare la valutazione per una determinata stagione sportiva da disputarsi si considera per il Costo del Lavoro Allargato il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato.

Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 0,79.

Gli ammortamenti e le svalutazioni totali sono aumentati del 29,5%.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 17.500 (€zero nel 2017/18). Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 2.244.905 (€zero nel 2017/18).

I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 4.228.235 (€ 5.266.417 nel 2017/18).
L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 2.490.679 (€ 2.341.163 nel 2017/18)), seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 1.612.656 (€ 2.803.563 nel 2017/18). Per l’affitto degli uffici e del centro tecnico il costo è invariato ed è pari a € 124.900 (€ 121.961 nel 2017/18).

I Costi per prestazioni di servizi registrano un incremento generalizzato di circa il 31% (+31% nel 2017/18) ed ammontano a € 20.407.012 (€ 23.959.909 nel 2017/18).  
I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), diminuiscono di € 8.225.225 da € 12.653.009 a € 4.427.484. Nella voce “Costi Specifici Tecnici”, in genere, sono inclusi anche i compensi corrisposti agli agenti, per consulenze tecnico sportive rese da terzi in fase di contrattualizzazione e costi per l’osservazione di calciatori.
I costi per il servizio di biglietteria e controllo all’ingresso risultano aumentati di € 242.524, da € 3.375.612 a € 3.618.136.
Il compenso agli amministratori aumenta di € 2.495.330 da € 1.000.000 a € 3.495.330.
La tabella seguente mostra l’evoluzione nel tempo del risultato di esercizio e del compenso agli amministratori, che complessivamente ha inciso per il 23,7% sull’aggregato dei risultati di esercizio dal 2004/2005.

Il requisito del pareggio bilancio.

Il risultato prima delle imposte 2018-2019 risulta positivo per 47.846.735.
Il risultato prima delle imposte 2017-2018 risultava negativo per € 3.409.339. Il risultato prima delle imposte 2016-2017 era positivo per € 100.686.013. Per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario il Napoli risulta rientrare abbondantemente nell’ambito della soglia di tolleranza. Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile.

Conclusioni.

L’esercizio scorso 2018-19 conferma ancora una volta l’importanza delle plusvalenze per un club come il Napoli, che non ha la proprietà delle infrastrutture sportive, dove svolge la propria attività. 
Dal punto di vista sportivo, a seguito dell’avvicendamento della guida tecnica della Prima Squadra da Sarri ad Ancelotti, forse, le aspettative sui risultati sportivi prevedevano risultati migliori rispetto al 2017/18.
Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione della gestione, gli Amministratori hanno scritto che “le strategie di crescita definite dalla società sono ancora attuali”, che per essere alimentate hanno bisogno di investimenti. Gli stessi Amministratori hanno ribadito che “saranno ulteriormente rafforzate le iniziative rivolte al potenziamento della prima squadra e del settore giovanile, mantenendo inalterata la filosofia dell'investimento capace di dare frutti nel tempo”, concludendo che per il 2019/2020 si può “ragionevolmente ipotizzare che l'andamento economico a fine periodo possa presentare una situazione di sostanziale equilibrio”.

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