Luca Marotta
Anche per “Swansea City Football 2002 Limited”, società
proprietaria del club di calcio “Swansea City Association Football Club”, che
ha partecipato alla Barclays Premier League 2013/14, si confermano, per
l’esercizio chiuso al 31 maggio 2014, ottimi risultati finanziari ed economici,
a causa del “boom” dei diritti televisivi. Il nuovo contratto per i diritti TV
della Premier League riguarda le stagioni sportive 2013/14, 2014/15 e 2015/16.
Il fatturato, pari a £ 98.7 milioni (€ 121,3 milioni, ad un
cambio 1€ = 0,8135 £), è risultato in crescita del 47 per cento, rispetto
all’esercizio precedente.
L’utile consolidato netto 2013/14 è stato pari a £ 1.7milioni
(€ 2,1 milioni), in diminuzione di £ 13,7 milioni, rispetto al 2012/13.
Dal punto di vista sportivo, “Swansea City Association
Football Club” ha raggiunto il dodicesimo posto nella Barclays Premier League
2013/14, in Europa League ha raggiunto i trentaduesimi. Secondo gli
Amministratori, l’impegno in Europa League ha reso meno brillanti le
prestazioni in Premier League.
Il Gruppo.
Al vertice
del Gruppo c’è la società “Swansea City Football 2002 Limited” che controlla:
“Swansea City Association Football Club” al 100%; “Swansea City Football Club
Limited” al 99,40%; “Swansea Stadium Management Company Limited” al 33,33% e
“Swansea Stadium Premier Club Limited” al 50%.
“Swansea City Association Football Club”, nel 2014, risulta
avere un patrimonio netto di £20,1 milioni ed un risultato netto positivo per £
1,7 milioni. “Swansea City Football Club Limited” nel 2014 risulta essere una
società inattiva con un patrimonio netto di £ 470 mila. “Swansea Stadium
Management Company Limited”, nel 2014, risulta avere un patrimonio netto di £ 26,891
ed un risultato netto positivo per £ 3,655. “Swansea Stadium Premier Club
Limited”, nel 2014, risulta avere un patrimonio netto di £ 2.
Il controllore di ultima istanza del Gruppo non è
riconducibile ad una singola persona fisica.
La continuità
aziendale (“going concern”).
Gli Amministratori hanno evidenziato la presenza di un
capitale circolante netto negativo . Nonostante, tale circostanza, gli stessi
Amministratori ritengono che l’applicazione del presupposto della continuità
aziendale per la redazione del bilancio sia appropriato, sulla base del fatto
che dal momento che la squadra di calcio ha conquistato la promozione in
Premier League, nella stagione 2011/12, la redditività e la generazione di flussi
di cassa positivi del gruppo è migliorata in modo significativo. Gli
Amministratori ritengono che con la permanenza in Premier League, il business
generi profitti sufficienti per finanziare il capitale circolante. Inoltre,
occorre considerare anche che le banche, con cui opera il gruppo, forniscono un
credito in conto corrente per aiutare il flusso di cassa in momenti specifici
durante l'anno finanziario. Pertanto, dopo l'avvio di indagini, gli
Amministratori ritengono che il gruppo ha, e genererà, fondi sufficienti per
poter continuare la sua attività per il prossimo futuro.
Di conseguenza, gli Amministratori continuano ad adottare il
presupposto della continuità nella redazione del bilancio.
Il totale dell’attivo è aumentato del 14,6% ed è finanziato
per il 34% con i mezzi propri.
Le immobilizzazioni immateriali pari a £ 31,258,100, incidono
per il 51% sul totale dell’attivo e comprendono il valore dei diritti
pluriennali netti alle prestazioni dei calciatori per £ 31,243,341 e brevetti e
licenze per £ 14,759.
Le immobilizzazioni materiali sono pari a £ 14,182,,612,
incidono per il 23,14% sul totale dell’attivo. Tali immobilizzazioni non
comprendono lo Stadio “Liberty Stadium. Pare che recentemente siano state
avviate delle trattative per l’acquisto (“Council in talks to sell Liberty
Stadium to Swansea City FC” http://www.bbc.com/news/uk-wales-south-west-wales-31352066)
Le passività (Liabilities) correnti superano il valore delle
attività correnti.
L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina
l’indice di solvibilità totale. Un club è
solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti.
Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel
caso in questione, l’indice di solvibilità totale è abbondantemente superiore a
1, essendo pari a 1,52, ciò vuol dire che il valore dei beni del club è
sufficiente a pagare i debiti.
L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti
determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se
l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in
questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,46, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a
breve. Tale indice risulta in netto peggioramento rispetto al 2012/13,
quando era pari a 0,97.
L’INDICE
DI INDEBITAMENTO
Il
rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di
indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in
questione, l’indice di indebitamento è pari a 0.52. Tuttavia, l’indice non risulta
in miglioramento rispetto al 2012/13, quando era pari a 0,61.
L’equity ratio è pari al 34,3% Si è ricorso al capitale di
terzi, per finanziare l’attivo, nella misura del 65,7% dell’attivo.
Il Valore della Rosa.
Il valore contabile netto della Rosa dei calciatori è
aumentato da £ 19,1 milioni a £ 31,2 milioni.
La variazione è dipesa da acquisti per £ 33,373,155,
ammortamenti per £ 16,453,921, “impairment” per £ 4,741,136 e cessioni per un
valore contabile residuo di £ 13 mila.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto è positivo per £ 21 milioni ed in
aumento rispetto al 2012/13 di £ 734,278. La variazione è dipesa dall’importo
della riserva per i risultati del conto economico riportati a nuovo, che aumenta
da £ 19,296,492 a
£ 20,030,770 a
causa della distribuzione di dividendi nell’esercizio per £ 1 milione e del
risultato del Gruppo pari a £ 1,734,278.
La posizione finanziaria netta è positiva per £ 1,7 milioni,
ma risulta in diminuzione a causa delle minori disponibilità liquide.
Tra le passività finanziarie è evidenziato l’importo di £
174 mila, relativo a degli obblighi di riscatto per contratti di noleggio o
leasing.
Il Rendiconto
Finanziario.
La variazione delle disponibilità liquide al netto degli
scoperti di conto corrente (£ 200) è stata negativa per £ 6.623.694. Tale
variazione è dipesa da flussi di cassa positivi generati dall’attività operativa
per £ 19.235.829; da flussi di cassa negativi generati dall’attività di
investimento per £ 20.787.341; da flussi di cassa negativi generati
dall’attività di finanziamento per £ 4.085.302; da flussi di cassa positivi
generati dal servizio di finanza per £
36.120; da flussi di cassa negativi generati dalle imposte per £ 23 mila e
pagamento dei dividendi per £ 1 milione.
La Gestione Economica.
Il fatturato dello Swansea dal 2011, mostra un tasso di
crescita annuale composto (CAGR) dell’103,82%. Il fatturato per l’esercizio
chiuso al 31 maggio 2014 ammonta a £ 98,7 milioni, mentre nell’esercizio precedente
era pari a £ 67,1 milioni, registrando un incremento del 47,05%.
I ricavi da gare incidono per il 9,3% e sono pari a £ 9,2
milioni (€ 11,3 milioni), con un decremento del 7,4%.
I ricavi da Tv incidono per l 81,8% e ammontano a £ 80,7
milioni (€ 99,2 milioni), con un incremento del 57,2% rispetto al 2012/13. Tale
dato determina una maggiore dipendenza dai diritti TV, ma la Premier League, in
modo saggio, ha imposto che l’incremento non fosse trasferito negli ingaggi, se
non in minima parte.
Dai dati pubblicati dall’UEFA relativa alla distribuzione provvisoria
dei ricavi di Europa League 2013/14, risulta che allo Swansea sono stati
attribuiti provvisoriamente Euro 3'950'698. L’importo definitivo spettante,
come risulta nel bilancio UEFA, è stato di Euro 4.430.000.
I ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità incidono per l’8%
e passano da £ 5,3 milioni a £ 7,9 milioni. Gli altri ricavi incidono per lo 0,9%
e ammontano a 894 mila sterline.
Il Player Trading.
La gestione economica dello Swansea ha fatto leva sul Player
Trading nel 2012/13 con la cessione di Joe Allen al Liverpool, e in genere, con le plusvalenze non
riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori.
L’ammortamento dei calciatori, pari a £ 16,4 milioni risulta
in aumento di £ 7,6 milioni e rappresenta il 17% dei costi operativi.
Nel 2013/14 risulta effettuata una svalutazione del valore
dei calciatori per £ 4.741.136.
L’eccedenza di plusvalenze è stata solo di £ 5.261, perché
la maggior parte delle cessioni 2013/14 è stata effettuata con la formula del
prestito.
I Costi
Le spese operative totali sono aumentate di £ 29.700.000 a causa di
un aumento dei costi della squadra di calcio (ingaggi e ammortamenti
calciatori) di £ 21.200.000, oltre a un incremento di altri costi per £ 7,5
milioni.
I Costi del
Personale.
Il costo del personale (“staff costs”) ammonta a £ 63,2
milioni (£ 48,7 milioni nel 2012/13). Tale costo rispetta quanto richiesto dal
Financial Fair Play dell’UEFA, perché inferiore al 70% del fatturato netto,
incidendo solo per il 64,1%.
Il costo del personale rappresenta il 64,9% dei costi
operativi, che ammontano a £ 97,4 milioni.
I costi operativi risultano aumentati del 43,8%, in misura
comunque inferiore all’aumento del
fatturato.
Per quanto riguarda la regola “Short Term Cost Control
Measure” del Financial Fair Play della Premier League, i costi del personale
(“wage costs”) superando £ 52 milioni non possono aumentare attingendo ai fondi
provenienti dalla Premier League, come i diritti TV, se non nel limite di £ 4
milioni per il 2013/14; £ 8 milioni per il 2014/15 e £ 12 milioni per il
2015/16. La parte eccedente deve essere finanziata dall’incremento di altre
fonti di ricavo, a meno che l’aumento sia stato causato da contratti stipulati
prima del 31 gennaio 2013.
L’incremento per il 2013/14 del costo complessivo del
personale (“staff costs”) è stato di £ 14,5 milioni. La voce “Wages and
salaries” risulta pari a £ 56.172.722.
Il costo del fattore lavoro dato dalla somma di costo complessivo
del personale e ammortamenti calciatori è pari a £ 79,7 milioni e incide per l’
80,7% del fatturato netto.
Gli altri costi operativi sono pari a £ 13 milioni (£ 10
milioni nel 2012/13).
Il Punto di Pareggio.
Il risultato prima delle imposte ammonta a £ 1,3 milioni.
Nel 2012/13 era positivo per £ 20,9 milioni e nel 2011/12 era positivo per £ 17,4
milioni.
Ai fini del calcolo del Break-even result del Financial Fair
Play dell’UEFA, non si evidenziano delle criticità.
Anche per quanta riguarda la regola “Long-Term
Sustainability Regulation”che stabilisce che i Club della Premier League dalla
stagione 2013/14 non devono più registrare perdite triennali aggregate
superiori a £ 105 milioni, non ci sono
problemi.
Conclusioni.
In estrema sintesi, l’aumento della dipendenza dai diritti
TV, da parte delle squadre di Premier League, rende i club di fascia media
molto simili a quelli della Serie A italiana, in cui prevalgono i diritti TV,
come fonte di ricavo principale. La differenza enorme sta nell’ammontare
complessivo da dividersi. Altra analogia riscontrabile è la conseguenza di una
eventuale retrocessione con il venir meno di tali proventi.
Come riconosciuto dagli Amministratori, il rischio
principale continua ad essere quello della retrocessione dalla Premier League,
a causa dell'effetto negativo dell'impatto finanziario che si determinerebbe sulla
liquidità, sull'attività operativa e sulla capacità di realizzare i piani di
sviluppo futuri (Centro Sportivo, Centro di formazione giovanile ecc.). Per
contrastare questo rischio gli Amministratori continueranno a migliorare la rosa
della prima squadra, ma in un modo ragionevole e sostenibile.
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