giovedì 29 ottobre 2015

I conti 2014-15 dell’Inter, condizionati dal 2015/16.



Luca Marotta


Dalla lettura del bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano SpA al 30 giugno 2015 emerge il condizionamento esercitato dal “settlement agreement” firmato con il CFCB dell’UEFA, che fissa il 2015/16 come esercizio in cui bisogna registrare una perdita inferiore ai 30 milioni di Euro. La conseguenza è stata quella della registrazione di costi “non ricorrenti” nell’esercizio 2014/15.
Il bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano SpA al 30 giugno 2015 evidenzia una perdita di Euro 73.985.539 al netto delle imposte. Tale perdita è stata determinata dalla rilevazione di oneri non ricorrenti connessi principalmente ad accantonamenti per oneri futuri al "Fondi per rischi e oneri" e a svalutazioni apportate ai diritti pluriennali alle prestazioni sportive derivanti dall'esito della campagna trasferimenti 2015-2016. La perdita è stata in parte mitigata dalla contabilizzazione di un provento derivante dal dividendo distribuito da Inter Brand connesso a sua volta al rilevante utile realizzato, nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza da conferimento in Inter Media. La comparabilità dei dati del bilancio di esercizio 2014/2015 di FC Internazionale Milano SpA, soprattutto per quanto riguarda il Conto Economico, è influenzata dall’operazione di conferimento e rifinanziamento del debito, effettuata il 5 giugno 2014. Ad esempio, i ricavi commerciali non evidenziano i proventi da sponsorizzazione; mentre, sono evidenziati ingenti proventi da partecipazioni.

Dopo la cessione dei marchi da Inter ad Inter Brand, avvenuta in data 29 dicembre 2005, per un importo di € 158.000.000, dopo l’operazione di fusione inversa di Inter Capital srl in “FC Internazionale Milano Spa”, che generò delle riserve da concambio azioni utilizzate per coprire in parte la perdita 2006/2007, durante il 2013/14 fu costituita una nuova società denominata “Inter Media and Communications Srl” per dar luogo ad un’operazione di rifinanziamento del debito.
La costituzione di Inter Media ha richiesto il ricorso ad un’operazione straordinaria di conferimento.
Alla fine del precedente esercizio, FC Internazionale Milano Spa attraverso l’operazione straordinaria di conferimento ha realizzato una plusvalenza che ha contribuito significativamente alla realizzazione dell’utile dell’esercizio 2013-2014.

Come detto, l’operazione di rifinanziamento del debito ha comportato inizialmente la costituzione di una nuova società e il conferimento in essa da parte di F.C. Internazionale Milano SpA dei contratti di sponsorizzazione, dei crediti derivanti dalla vendita dei “media rights” e dei contratti relativi al canale tematico Inter Channel e il conferimento da parte di Inter Brand s.r.l di tutte le attività connesse alla gestione del marchio “FC Inter”. Pertanto, la nuova società “Inter Media and  Communication S.r.l.” ha come oggetto sociale: “commercializzazione materiale audiovisivo storico, canale televisivo Inter Channel e sponsorizzazioni” precedentemente in capo a “F.C. Internazionale Milano S.p.A.” e “licencing, merchandising, sponsorizzazioni e altre operazioni relative al marchio Inter attraverso internet e altri media” precedentemente in capo alla controllata “Inter Brand S.r.l.”. Il conferimento ha comportato la registrazione di ingenti  plusvalenze, precisamente una plusvalenza pari a Euro 139.295.000 in capo ad FC Internazionale Milano SpA e una plusvalenza pari a Euro 79.837.000 in capo a Inter Brand Srl. Successivamente, la nuova società è stata in grado di fornire le garanzie per ottenere un finanziamento di 230 milioni da parte di Unicredit e Goldman Sachs.
Bisogna evidenziare che entro il 30 giugno 2019 occorrerà rimborsare la rata finale del finanziamento e che tale rata è di un importo notevole, perché ammonta a 184 milioni di Euro.
Nei Conti d’ordine di F.C. Internazionale Milano Spa figura la voce “Pegni su quote controllata” per € 66.058.691 (€ 153.830.567 nel 2013/14).

Nonostante gli effetti dell’operazione del conferimento e del rifinanziamento, la società “F.C. Internazionale Milano S.p.A.” non è risultata in linea con i parametri stabiliti dal Fair play finanziario, in quanto il risultato aggregato su base consolidata dei tre anni 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014, non ha rispettato la soglia, pari ad un risultato negativo complessivamente non superiore a 5 milioni di euro, ovvero a 45 milioni di euro in caso di ricapitalizzazione, definita per il rispetto della ‘Break-Even Rule’.

La Struttura del Gruppo.

In data 14 aprile 2015, la società “International Sports Capital HK Limited” ha trasferito la proprietà del totale delle proprie azioni (pari al 70% del capitale sociale) della società F.C. Internazionale Milano S.p.A., ad una società controllata al 100%: “International Sports Capital S.p.A.”, che è diventata il nuovo azionista di maggioranza della stessa FC Internazionale Milano S.p.A. Pertanto, F.C. Internazionale Milano S.p.A. è controllata per il 70% dalla società International Sports Capital SpA; per il 29,5% da Internazionale Holding S.r.l.e per lo 0,5% da altri soci minori.
A sua volta, F.C. Internazionale Milano S.p.A. controlla al 100% Inter Futura s.r.l. e Inter Brand s.r.l.. Inoltre, F.C. Internazionale Milano S.p.A. detiene il 55,61% di “Inter Media and Communication S.r.l.” e il 50% di MI Stadio s.r.l..  
Inter Brand s.r.l. detiene il detiene il 44,39% di “Inter Media and Communication S.r.l.” e il 100% di “Shangai Inter Brand Trad. Co Ltd”.
MI Stadio s.r.l. controlla al 90% la società “Asansiro S.r.l.”.

I Risultati del consolidato.

I risultati del bilancio consolidato sono peggiori, perché nel consolidato vengono eliminate le operazioni infragruppo. Infatti, gli amministratori hanno scritto che in base a quanto risulta dal bilancio consolidato, la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto, determinerebbe una riduzione del patrimonio netto al 30 giugno 2015 di Euro 195.812.000 e del risultato dell’esercizio chiuso alla stessa data di Euro 66.457.000. Tali effetti sono essenzialmente determinati dallo storno delle plusvalenze da conferimento determinate nel 2013-2014 e dei dividendi distribuiti da Inter Brand srl (derivanti dalle plusvalenze da conferimento). Pertanto la perdita del bilancio consolidato 2014/15 è stimabile in Euro 140.443.000, mentre il bilancio di esercizio 2014-15 di F.C. Internazionale Milano S.p.A. mostra una perdita nettamente inferiore, pari a Euro 73.985.539.
Per il Regolamento del Fair Play Finanziario il bilancio da considerare è il bilancio consolidato.

Andamento società controllate e collegate
Inter Brand s.r.l., dopo il conferimento in Inter Media delle attività connesse alla gestione del marchio e della cessione a FC Internazionale Milano SpA di tutti i contratti di licenza in essere al 1 luglio 2014, di fatto, svolge attività marginali di natura prevalentemente complementare a quelle svolte da Inter Media e dalla controllante. Il bilancio al 30 giugno 2015 si è chiuso con un utile netto di € 571 mila. La società evidenzia un capitale sociale pari a € 40 milioni, un patrimonio netto pari a € 50.296.533.
Inter Futura opera nel settore dei servizi ed, in particolare, svolge attività di organizzazione con fini sociali, culturali e ricreativi; il core business è l'organizzazione di Inter Campus. Il bilancio al 30 giugno 2015 evidenzia una perdita, al netto delle imposte, di Euro 3.041. La società evidenzia un capitale sociale pari a € 10 mila, un patrimonio netto pari a € 13.319.
Inter Media and Communication s.r.l. ha chiuso il primo esercizio al 30 giugno 2015 con un utile di Euro 1.050.000, al netto di imposte pari a Euro 4.771.000, dopo aver calcolato ammortamenti e svalutazioni per Euro 20.616.000 e oneri finanziari sul finanziamento per Euro 19.933.000. La società evidenzia un capitale sociale pari a € 500 mila, un patrimonio netto pari a € 119.842.739.
Nell’attivo di tale società è stato conferito il marchio dell’Inter valutandolo 198,2 milioni di Euro e la Library è stata valutata 61,7 milioni di Euro.
M-I Stadio s.r.l. esercita l'attività riguardante la gestione ordinaria e straordinaria dello Stadio Meazza. Il valore della produzione, al 30 giugno 2015, è risultato pari a Euro 20,1 milioni è relativo a sponsorizzazioni, affitto dello Stadio per eventi e a proventi derivanti dal museo e dal tour.
I costi della produzione ammontano a Euro 22.794.000. Tali costi comprendono anche i costi sostenuti in vista della finale di Uefa Champions League del 2016. Il bilancio al 30 giugno 2015 evidenzia una perdita, al netto delle imposte, di Euro 4,5 milioni. La società evidenzia un capitale sociale pari a € 1 milione, un patrimonio netto pari a € 2.528.411. M-I Stadio s.r.l.  ha un contenzioso con il comune di Milano con riferimento ad avvisi di accertamento e cartelle esattoriali relative all'imposta sui rifiuti TARSU.

La continuità aziendale (“Going Concern”).

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.

In base a quanto scritto dagli Amministratori nella Relazione sulla gestione, il presupposto della continuità aziendale dell’Inter si fonda sull'impegno assunto dall'Azionista di riferimento, contestualmente all'acquisizione del pacchetto di maggioranza della Società, al supporto patrimoniale e finanziario della Società per almeno un triennio dalla data di proprio insediamento. A conferma, di tale impegno, l’Azionista di riferimento ha effettuato una serie di finanziamenti nel mese di giugno 2014 per Euro 22,1 milioni e per Euro 5 milioni nel mese di dicembre 2014, oltre a quelli ottenuti nei mesi di marzo e aprile 2015 per Euro 76,6 milioni. Tali finanziamenti hanno permesso alla Società di ottenere risorse aggiuntive per sostenere la gestione finanziaria nel breve termine.
Tuttavia, i dati previsionali per la chiusura dell'esercizio al 30 giugno 2016, prevedono un risultato di perdita, pur più contenuta di quella attualmente realizzata, con assorbimento di liquidità.

Il Patrimonio Netto.

A partire dalla Stagione Sportiva 2013/2014, ciascun club deve presentare un patrimonio netto non negativo a livello consolidato. Nel caso in cui esistesse un Patrimonio Netto negativo, non deve comunque evidenziare un deterioramento rispetto all’esercizio precedente.

In base a quanto scritto dagli amministratori, dal bilancio consolidato risulta che la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto determinerebbe una riduzione del patrimonio netto al 30 giugno 2015 di Euro 195.812.000 e del risultato dell’esercizio chiuso alla stessa data di Euro 66.457.000. Tali effetti sono essenzialmente determinati dallo storno delle plusvalenze da conferimento e dei dividendi percepiti da Inter Brand srl.
Nel bilancio precedente, gli Amministratori scrissero che dal bilancio consolidato risultava che la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto avrebbe determinato una riduzione del patrimonio netto al 30 giugno 2014 di Euro 129.355.000 e del risultato dell’esercizio chiuso alla stessa data di Euro 135.611.000.



Il Patrimonio Netto del bilancio di esercizio di F.C. Internazionale Milano S.p.A. al 30 giugno 2015, è positivo per € 58,6 milioni, mentre al 30 giugno 2014 era positivo per € 132.565.511 e al 30 giugno 2013 era negativo per € 6.572.103. La composizione, al 30 giugno 2015, del patrimonio netto era la seguente: capitale sociale pari ad € 15.000.000 (€ 15.000.000 nel 2013-14), Riserva sovrapprezzo azioni per € 64.500.000, riserva legale per € 1.659.311, "riserva copertura perdite in formazione" per € 19.951.403, riserva per scuole giovanili per € 3.318.621, Utili portati a nuovo per € 28.136.176 e perdita dell’esercizio per € 73.985.539.
La Riserva copertura perdite, riguarda versamenti effettuati da Internazionale Holding s.r.l. nel mese di giugno 2014 per € 14,95 milioni e per € 5 milioni versamenti effettuati dall’azionista di maggioranza.

In definitiva il capitale di rischio investito dal nuovo azionista di maggioranza, al 30 giugno 2015, ammonta a € 80 milioni. Precisamente il 70% del capitale sociale, pari a € 10.500.000, la riserva sovrapprezzo azioni per € 64.500.000 ed il versamento in conto coperture perdite per € 5 milioni.

Da notare che il discreto livello di patrimonializzazione raggiunto nel 2013-2014, esercizio in cui era evidenziato un equità ratio positivo al 24%, è stato in parte eroso nel 2014-2015 dalla perdita realizzatasi nell'esercizio. Secondo gli Amministratori tale livello resta “adeguato al fine di rispettare i requisiti patrimoniali per il prossimo futuro anche sulla base delle previsioni reddituali”.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,17, ciò vuol dire che, a livello di bilancio di esercizio, in base alle valutazioni effettuate degli elementi dell’attivo, segnatamente le partecipazioni in altre società, il club possiede dei beni il cui valore sarebbe sufficiente a pagare i debiti.
Il grafico seguente mostra l’evoluzione temporale di tale indice.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso dell’Inter, l’indice di indebitamento è pari a 0,17 (0,32 nel 2013/14), che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri ed il prevalere del ricorso a capitale di terzi rispetto al capitale di rischio.

L’Indebitamento Finanziario Netto.

Per il regolamento del Fair Play Finanziario l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità, unitamente al saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori, non deve essere superiore ai ricavi.



Le disponibilità liquide sono pari a € 49.089.035, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 37.353.096.
I Debiti finanziari verso imprese controllate ammontano complessivamente a Euro 16,5 milioni e si riferiscono per € 14.246.208 al debiti verso Inter Media e per Euro 2.300.000 a debiti verso la controllata MI-Stadio.
I debiti verso soci per finanziamenti pari a Euro 108.088.692 (di cui € 103,7 milioni per la quota capitale), riguardano versamenti a titolo di finanziamento fruttifero di interessi dall’Azionista di riferimento. Tale finanziamento matura interessi ad un tasso compreso tra l’8% e il 9,5% annuo. I finanziamenti effettuati nei mesi di maggio e giugno e dicembre 2014 sono rimborsabili entro il 29 maggio di ogni anno con possibilità di proroga fino al 29 maggio 2020. I finanziamenti versati nei mesi di marzo e aprile 2015, sono stati pari a 76,6 milioni e hanno una durata di 5 anni.

I crediti verso enti settore specifico ammontano a € 64,3 milioni (€ 100,6 milioni nel 2013-14). Gli importi maggiori riguardano: PARMA FOOTBALL CLUB S.P.A. per € 13 milioni; BOLOGNA F.C. S.P.A. per € 10,6 milioni; Sampdoria per € 9,15 milioni; Torino per € 3,97 milioni; GENOA CRICKET & FOOTBALL CLUB S.P.A. per € 3,2 milioni; GALATASARAY per € 2 milioni e LIVERPOOL F.C. per € 519 mila.
I Debiti verso enti settore specifico riguardano i rapporti con enti e società del settore e mostrano un decremento di 48,6 milioni di Euro rispetto all’esercizio precedente.
Nello specifico, i debiti verso società calcistiche nazionali ammontano a € 49,2 milioni. Gli importi maggiori riguardano: PARMA F.C. SPA per € 15.460.000; BOLOGNA F.C. 1909 SPA per € 8.400.000; A.S. ROMA SPA per € 8,4 milioni; U.C. SAMPDORIA SPA per € 9,2 milioni e GENOA CRICKET & FOOTBALL CLUB SPA per € 2.700.000.
I debiti verso società calcistiche estere ammontano a € 9 milioni. L’importo principale riguarda il debito verso il Newcastle per € 4.920.000 seguito da debito verso GNK DINAMO per € 3,5 milioni.
I debiti verso società nazionali sono regolati presso la stanza di compensazione della L.N.P. Serie A in compensazione delle posizioni creditorie per un ammontare pari a Euro 64.275.000.

Gli altri debiti.

In base al Regolamento del Fair Play Finanziario, le società di calcio richiedenti la Licenza UEFA, non devono avere debiti scaduti verso i club, i dipendenti e/o le autorità sociali o fiscali, a meno che tali debiti siano oggetto di contenzioso, con valide argomentazioni a supporto.

La voce “debiti” iscritta nello stato patrimoniale è diminuita da € 412,9 milioni a € 294 milioni, di cui € 16,7 milioni per Debiti verso imprese controllate, € 108,1 milioni per debiti verso soci, € 63,6 milioni (€ 69,2 milioni nel 2013-14) per debiti verso fornitori, € 75 milioni per debiti verso enti settore specifico, a fronte di crediti verso enti settore specifico per € 64,3 milioni.
Tra i debiti verso fornitori si segnalano i debiti verso agenti Fifa  per € 28,2 milioni (€ 34 milioni nel 2013-14) ed i  debiti verso il Comune di Milano per € 15,6 milioni (€ 12,5 milioni nel 2013-14) riferiti ai corrispettivi per affitto dello stadio da utilizzare a compensazione con le migliorie effettuate dalla Società.

I debiti verso il personale, aumentano da € 9,9 milioni a € 13,1 milioni. Un dato da considerare “fisiologico”, che dovrebbe far supporre la puntualità nei pagamenti e rientrante nei canoni del Fair Play Finanziario.

I debiti tributari passano da € 9,4 milioni a € 9,69 milioni. La variazione è dovuta all’azzeramento della voce “Debiti per accertamento con adesione DRE 2005-2006-2007”; all’incremento della voce “Debiti per IVA” da € 220 mila a € 620 mila e i debiti per IRPEF su lavoro dipendente variano da € 8,6 milioni a € 8,38 milioni. In Nota Integrativa si fa cenno all’esistenza di contenziosi fiscali.

I Fondi per rischi e oneri aumentano da Euro 500.000 a Euro 37.732.000 a seguito di utilizzi per  Euro 4.095.000 e accantonamenti dell'esercizio per € 41.327.000. Gli accantonamenti effettuati nell'esercizio riguardano:
- oneri futuri relativi al personale connessi all'evoluzione dell'assetto organizzativo societario per Euro 2.587.000;
- oneri per retribuzioni al personale tesserato e non tesserato non facente più parte del progetto tecnico o nell'organizzazione societaria fino alla data di conclusione dei singoli contratti; l'importo totale accantonato pari a Euro 21.268.000;
- Euro 10,5 milioni peri il rischio di credito connesso alla cessione definitiva delle prestazioni di un calciatore della prima squadra;
- oneri relativi alle risoluzioni dei contratti con giocatori della prima squadra e del settore giovanile e a retribuzioni relative a calciatori che non hanno partecipato a nessun evento sportivo ufficiale e/o di preparazione atletica con la squadra (partite amichevoli e tournée estiva), le quali prestazioni sportive sono state cedute nella campagna trasferimenti estiva 2015/2016, successivamente la chiusura del bilancio di esercizio; l'importo totale accantonato ammonta a Euro 1.719.000;
- oneri futuri connessi ad accertamenti fiscali di competenza della Società e di Mi Stadio (per i quali la Società risulta responsabile in solido rispettivamente pari a Euro 3.253.000 ed Euro 2 milioni.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 109,8 milioni (€159,5 milioni nel 2013-14). La variazione è dovuta ad investimenti per € 29,9 milioni (€ 95,8 milioni nel 2013-14), cessioni per un valore contabile netto di € 7,5 milioni (€ 14,4 milioni nel 2013-14) ed ammortamenti per 59,8 milioni (€ 66,7 milioni nel 2013-14) e svalutazioni per € 12,3 milioni.
Tra i calciatori con valore contabile residuo più elevato, considerando le svalutazioni, spiccano: Hernanes de Carvalho per € 11.881.695 (costo storico € 22.650.000); Icardi Mauro per € 8.320.000 (costo storico: € 13 milioni); Kovacic per € 7.925.549 (costo storico: € 14.585.212); Samuele Longo per € 7.666.667 (costo storico:  € 14.250.000); Dodô per € 7.533.909 (costo storico: € 9.380.000); Medel per € 7.160.662 (costo storico: € 9.277.500); Crisetig Lorenzo  per € 7.125.000 (costo storico: € 9,5 milioni); Santon per € 4.893.394 (costo storico: € 4.893.394); Handanovic per € 4.850.000 (costo storico: € 19,4 milioni); Fredy Guarin per € 4.582.438 (costo storico € 12.219.836); Rodrigo Palacio per € 2.405.556 (costo storico: € 10.825.000).

I crediti e i debiti per compartecipazioni ex art. 102 bis NOIF non sono più evidenziati per l’abolizione della norma.

Nella campagna trasferimenti estiva 2015-16, sono stati ceduti a titolo definitivo: Kovacic al Real Madrid per € 29 milioni; Hernanes alla Juventus per € 11 milioni. E’ stato ceduto a titolo temporaneo Alvaro Pereira all’Estudiantes con obbligo di riscatto al raggiungimento del 40% delle partite giocate nel Campionato di Prima Divisione, evento già verificatosi.
Tra gli acquisti a titolo definitivo figurano: Geoffrey Kondogbia dall’ AS Monaco per Euro 31 milioni, Ivan Perisic dal Woifsburg per Euro 16 milioni e Felipe Melo del Galatasaray per Euro 3.7 milioni.
Sono innumerevoli le acquisizioni a titolo temporaneo: Joao Miranda dall‘Atletico Madrid, per Euro 4 milioni, con obbligo di riscatto per Euro 11 milioni; Martin Montoya dal Barcellona per Euro 1,3 milioni, con obbligo di riscatto per Euro 6 milioni; Stevan Jovetic dal Manchester City per Euro 2,5 milioni, con obbligo di riscatto per Euro 14,5 milioni; Adem Ljajic dalla Roma per Euro 1,8 milioni, , con obbligo di riscatto per Euro 11 milioni e Nicolao Telles Alex dal Galatasary per Euro 1,3 milioni; , con obbligo di riscatto per Euro 8,5.

Per quanto riguarda Xherdan Shaqiri, nel corso della campagna trasferimenti estiva, l’Inter ha riscattato il calciatore dal Bayern Monaco per Euro 15 milioni e lo ha contestualmente ceduto definitivamente allo Stoke City per Euro 14,5 milioni.

La Gestione Economica.

Il Conto Economico, risente degli effetti dell’operazione di conferimento e rifinanziamento del debito effettuata il 5 giugno 2014.
Il valore della produzione dell’Inter è diminuito del 12,5%, da € 167,7 milioni a € 146,8 milioni. Il fatturato netto, senza plusvalenze, prestiti e capitalizzazione costi vivaio diminuisce da € 154,5 milioni a € 116,5 milioni.
I costi della produzione aumentano del 12,3%, da € 268 milioni a € 301 milioni. Il 37,8% di tali costi è rappresentato dal costo del personale e il 19,9% dall’ammortamento della rosa calciatori.
La differenza negativa tra ricavi e costi della produzione aumenta da € 100,3 milioni a 154,2 milioni di Euro.
Bisogna evidenziare che sui costi della produzione 2014/15, incidono anche l’accantonamento a fondi rischi per il 6,1% e altri accantonamenti effettuati per il 7,6%, che hanno natura eccezionale.



I Ricavi.

I ricavi derivanti dalla cessione dei diritti radiotelevisivi aumentano da € 76,4 milioni a € 77,7 milioni. A differenza della stagione precedente sono presenti i diritti TV per le competizioni europee per € 6.072.000. Tali ricavi, nel 2013-14, erano pari zero. I diritti tv nazionali risultano pari a € 71,644 milioni (€ 76,4 milioni nel 2013-14).
I ricavi commerciali evidenziano una drastica riduzione perché a causa delle “Operazioni di conferimento e rifinanziamento del debito”, FC Internazionale Milano Spa ha ceduto a Inter Media la gestione e lo sviluppo delle sponsorship; pertanto, i ricavi commerciali sono rappresentati solo da proventi commerciali e royalties per € 2.020.893 e da proventi pubblicitari per € 459.897. A partire dall’esercizio 2014/15 i proventi commerciali e royalties, che in precedenza erano affidati a Inter Brand srl, sono gestiti direttamente da FC Internazionale Milano SpA. Nel 2013/14, Pirelli ha contribuito con € 12.293.000 e Nike con € 19.641.000. Nel mese di Agosto 2013 è stato rinegoziato il contratto con lo sponsor tecnico, con prolungamento decennale e riconoscimento di un “signing fee” di Euro 8 milioni. Ovviamente, tali ricavi mancanti nel bilancio di esercizio di FC Internazionale Milano SpA, dovrebbero essere esposti nel bilancio consolidato del Gruppo.
I ricavi da gare, comprese le quote degli Inter club aumentano da € 18,8 milioni a 23,3 milioni di Euro. Tali ricavi incidono per il15,86% sul valore della produzione. Gli abbonamenti sono diminuiti da € 7,5 milioni a 6,77 milioni di Euro, i ricavi da Coppe Internazionali, che mancavano nel 2013-14, risultano pari a € 2.334.000, mentre gli incassi da gare di campionato in casa ammontano a € 10,1 milioni e quelli per le gare di TIM Cup a € 177 mila. I ricavi da tornei e amichevoli, che mancavano nel 2013-14, ammontano a 2,76 milioni di Euro.
I contributi in conto esercizio pari a € 4.313.883 (€ 3.150.858 nel 2013/14), nella tabella sopra classificati tra gli altri ricavi, riguardano principalmente i contributi della Lega legati ai premi della Tim Cup e ai ricavi collettivi esclusi i diritti audiovisivi.
Gli altri ricavi, pari a € 8.628.610 (€ 19.947.738 nel 2013-14), si riferiscono: per € 1.251.000 a servizi alle società collegate; per € 515.000 ai proventi del ritiro estivo; per Euro 1.357.000 alla quota promo-pubblicitaria dei palchi e sky box; per Euro 904 ai ricavi per le Acadamies; per Euro 3.254.000 a sopravvenienze attive. Il decremento è dovuto soprattutto alla mancanza dei ricavi relativi alla commercializzazione dell’archivio delle immagini, che è stato oggetto delle “Operazioni di conferimento e rifinanziamento del debito”.
La società continua ad investire nel vivaio, infatti, i costi del vivaio capitalizzati ammontano ad € 4.537.299 (€ 4.666.139 nel 2013-14).

Il Player Trading.



Il Player Trading dell’Inter nel 2014-15 segna un risultato negativo. La differenza tra plusvalenze e minusvalenze non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori rappresentato dagli ammortamenti e soprattutto nel 2014/15 anche dalle svalutazioni.
Le plusvalenze risultano pari a € 20.668.140 (€ 33.892.437 nel 2013-14) e hanno un’incidenza sul valore della produzione del 14,08%. Il calciatore che ha determinato la maggiore plusvalenza pari a € 7,4 milioni è stato Ricardo Alvarez, ceduto per € 10,5 milioni al Sunderland. Le altre plusvalenze di rilievo riguardano: per € 4,492.504 quella di Bonazzoli, ceduto alla Sampdoria per € 4,5 milioni; per € 2.859.402 e per € 2.859.402 quella di Mbaye, ceduto al Bologna per € 3 milioni.
Le minusvalenze da cessioni diritti pluriennali, pari a € 633 mila (€ 855 mila nel 2013-14), riguardano svincoli di calciatori per € 234 mila.
Per quanto riguarda, le acquisizioni di calciatori a titolo temporaneo, ammontanti a € 2.870.964 (€ 1.098.300 nel 2013-14), riguardano: M’Vila, Podolski e Brozovic.
Per quanto riguarda, le cessioni di calciatori a titolo temporaneo, ammontanti a € 3.230.491 (€ 1.350.000 nel 2013-14) riguardano principalmente Taider, Ricardo Alvarez, Ruben Botta e Duncan.
Gli ammortamenti della rosa calciatori, sono diminuiti da € 66,7 milioni a € 59,8 milioni. Nel 2014/15 sono state effettuate delle svalutazioni di alcuni calciatori, ceduti nell’estate tra cui: Taider per € 3,7 milioni, Hernanes per € 3,7 milioni, Schelotto per 2,7 milioni, Alvaro Pereira per € 438 mila e Vidic per € 1,2 milioni.

I Costi della Produzione.

Il costo dei dipendenti, al 30 giugno 2015 in rapporto al valore della produzione incide per il 77,6%,  ma se considerassimo il fatturato netto la percentuale aumenterebbe al 97,8%. Il costo del personale risultante dal bilancio di esercizio è pari a € 113,9 milioni (€ 116,2 milioni nel 2013-14) e risulta in diminuzione del 2%.  Il costo del personale tesserato è diminuito da € 99,3 milioni a € 97,8 milioni. I compensi contrattuali dei calciatori sono diminuiti da € 85,5 milioni a € 73,6 milioni, quelli per gli allenatori e i tecnici passano da € 11,9 milioni a € 13,2 milioni, mentre i Diritti di Immagine ammontano a € 3.996.000. Nel 2014/15 la voce “Compensi contrattuali allenatori e tecnici” ammonta a € 13.186.000; nel 2013-14 era pari a € 11.938.000. I Premi risultano aumentati da € 1.895.000 a € 7.019.000.

Il numero di calciatori è aumentato da 68 a 73. Il totale dei dipendenti è aumentato da 210 a 240.

IL COSTO DEL LAVORO ALLARGATO
Il costo del lavoro allargato dato dalla somma del costo del personale tesserato (€ 97,8 milioni) e dal costo degli ammortamenti (€ 59,8 milioni) è pari a € 157,6 milioni. Il costo del lavoro allargato sui ricavi ordinari è uno dei criteri considerati per l’ottenimento della Licenza Nazionale a partire dal 2015-2016.

Gli ammortamenti e le svalutazioni sono pari a € 80.034.244 (€ 79.707.094 nel 2013-14), di cui € 59,8 milioni per ammortamenti rosa calciatori, € 2,1 milioni per svalutazioni crediti ed € 4,46 milioni per l’ammortamento relativo alla capitalizzazione dei costi vivaio. Inoltre, risultano svalutazioni delle immobilizzazioni, di cui si è detto, per € 12,3 milioni.
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 7.991.915. L’importo maggiore dei costi per godimento dei beni di terzi, riguarda la concessione d’uso dello Stadio per Euro 4,6 milioni. Nel 2014/15 non è evidenziato il canone di licenza d’uso dei marchi, che nel 2013/14 era pari a € 14,9 milioni (€ 16 milioni nel 2012-13).
I costi per prestazioni di servizi diminuiscono da € 37,8 milioni a € 35,2 milioni. Tali costi comprendono anche i costi specifici tecnici aumentati da € 3,7 milioni a € 5,9 milioni. Tale diminuzione è dovuta al maggior impatto dei costi per la campagna trasferimenti, che riguardano principalmente i compensi per Agenti FIFA, che sono aumentati da € 2,9 milioni a € 4,6 milioni. Tra le spese amministrative spiccano i servizi da collegate pari a € 4,6 milioni e riguardano i servizi di gestione dello Stadio riaddebitati, in base a contratto, da Mi-Stadio. Il compenso agli amministratori è pari a Euro 321 mila.
Gli accantonamenti per rischi, pari a 18,3 milioni di Euro, riguardano l’accantonamento per oneri futuri del personale, accantonamenti per accertamenti fiscali e l’accantonamento per la cessione definitiva di un calciatore.
Gli oneri diversi di gestione, pari a € 21,4 milioni (€ 11,3 milioni nel 2013-14), comprendono la sanzione UEFA relativa all’atto di transazione per € 6 milioni.

La gestione finanziaria.

La gestione finanziaria netta, esclusi oneri e proventi da compartecipazione ex art. 102 bis NOIF, è positiva per € 69,4 milioni. Gli oneri finanziari pari a € 6,7 milioni, riguardano interessi passivi su debiti verso controllanti per circa € 4,2 milioni, interessi passivi su debiti verso controllate per € 1,6 milioni.
I proventi da partecipazione pari a 78,7 milioni, si riferiscono alla distribuzione in natura dei dividendi da parte della controllata Inter Brand Srl.
Trattandosi di operazione con società controllata, questo importo non ha effetti nel bilancio consolidato, che è il bilancio da considerare ai fini del Fair Play Finanziario.

La gestione straordinaria.

La gestione straordinaria è negativa per € 321.505. I proventi straordinari ammontano a € 113 mila (€ 139 milioni nel 2013-14); mentre gli oneri straordinari sono pari a € 434 mila.  I proventi straordinari del 2013-14 furono ingenti perché riguardavano la plusvalenza da conferimento in “Inter Media and Communication S.r.l.”.

Il Problema del Fair Play Finanziario.

L’atto di transazione concordato con il Club Financial Control Body dell’UEFA è applicabile per le stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019 e prevede per i singoli esercizi, oltre alla capacità di operare in continuità aziendale, il raggiungimento di un break-even deficit per l'esercizio 2015/2016 non superiore a Euro 30 milioni e per l'esercizio 2016/2017 una situazione di pareggio.
La Società, inoltre, per gli esercizi 2015/2016 e 2016/2017 subirà restrizioni in termini di costi per salari e stipendi e limitazioni relative ad ammortamenti/svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Tale ultima circostanza spiegherebbe il ricorso massiccio alle svalutazioni nel 2014/15 e il ricorso alla formula dell’acquisizione in prestito di molti calciatori.
In base a tale accordo, nel 2014/15, è già stata comminata una sanzione di Euro 6 milioni, ed una ulteriore potenziale sanzione di Euro 14 milioni sottoposta a condizione sospensiva.
Nello specifico Euro 7 milioni nell'esercizio 2015/2016 in caso di break-even deficit patrimoniale compreso tra Euro 30 milioni (limite massimo stabilito dal CFCB) ed Euro 40 milioni e ulteriori Euro 7 milioni nell'esercizio 2016/2017 in caso di break-even deficit compreso tra zero milioni e Euro 10 milioni. Le eventuali penalità saranno trattenute dalla U.E.F.A. a scomputo dei premi riconosciuti per la partecipazione della prima squadra della società alle competizioni europee.

In considerazione del fatto che il bilancio considerato dall’UEFA è quello consolidato e che lo stesso evidenzia una perdita di circa 137,2 milioni, escludendo da tale risultato le componenti negative non ricorrenti e i proventi da UEFA Europa League, si otterrebbe la proiezione di una perdita, a parità di ricavi e costi ricorrenti, di circa 80,7 milioni di Euro. Tale perdita dovrà essere depurata dalle spese del settore giovanile e del costo relativo agli altri ammortamenti.
Le componenti negative non ricorrenti, “volutamente” conteggiate nel 2014/15, ammonterebbero a circa 62,5 milioni e sono individuabili nella svalutazione delle immobilizzazioni per € 12,3 milioni, nell’accantonamento a fondo rischi per € 41,3 milioni, nei costi relativi a transazioni con fornitori per € 2,9 milioni e nella sanzione UEFA di 6 milioni di Euro. I Proventi da UEFA Europa League che verranno meno nel 2015/16 ammonterebbero a circa 6 milioni. La plusvalenza di Kovacic porterebbe l’ammontare delle plusvalenze 2015/16 ad un livello superiore a quelle registrate nel 2014/15. Un possibile incremento positivo potrebbe verificarsi sul fronte dei diritti TV nazionali, unitamente al miglioramento della posizione finale in campionato e agli incassi da gare; tuttavia, sembra difficile che la leva dell’aumento dei ricavi produca incrementi esponenziali, pertanto, si dovrà agire ulteriormente sulla riduzione dei costi.
Il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre la perdita a meno di 30 milioni appare non semplice.

Conclusioni.

La scadenza più importante per il Gruppo F.C. Internazionale Milano S.p.A. è quella del 30 giugno 2019, data entro la quale bisognerà rimborsare la rata finale di 184 milioni di Euro, per estinguere il finanziamento. La prima rata scadente il 1 luglio 2015 di € 1.000.000 è stata pagata.
In cinque anni il nuovo management dovrà creare un modello gestionale che oltre ad autofinanziarsi sia in grado di generare i flussi di cassa necessari per il rimborso del prestito.Altrimenti, dovranno intervenire gli azionisti. La cui “mission” è quella di “posizionare e affermare FC Internazionale come uno tra i più importanti club calcistici al mondo, raggiungendo importanti risultati sportivi, incrementandone la presenza commerciale globale e implementando e mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria (con l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario nel giro di 2-3 anni) alla luce della normativa del fair play finanziario”. Per un club di calcio, il modello gestionale improntato all’autofinanziamento, necessita dei risultati sportivi. In particolare, per i club italiani diventa molto importante la partecipazione alle competizioni europee, che diventa facile definire come obiettivo primario per la stagione sportiva 2015/16.

Tuttavia, la prima scadenza, in ordine temporale, per l’Inter rimane il raggiungimento di un break-even deficit per l'esercizio 2015/2016 non superiore a Euro 30 milioni 

4 commenti:

Federico Pancaldi ha detto...

Vorrei farle qualche domanda sul bilancio dell'inter:
- se non venissero considerati i 78,7 milioni della gestione finanziaria si avrebbe una perdita di 158,7, quindi devo dedurre che i ricavi commerciali ed altri che non sono presenti in bilancio sono di circa 21 visto che la perdita consolidata è di 137?
- perchè hanno accantonato i 10,5 di alvarez quando poi hanno inserito a bilancio la plusvalenza effettuata?
- si riesce a sapere di più riguardo ai circa 21 milioni di accantonamenti per retribuzioni al personale tesserato e non tesserato visto che sono una cifra molto elevata?
- concordo con le sue considerazioni finali sul fair play però una cosa che non considera e che la si può dare quasi per certa a mio parere è che non verrà rispettata la condizione di non aumentare gli ingaggi visto gli acquisti e i rinnovi.
- infine una cosa di importanza relativa e che non cambia lo scenario: la perdita del consolidato non era di 140,5 milioni? Ho visto su internet una foto di una pagina del bilancio dove veniva indicata questa cifra. Grazie.

Luca Marotta ha detto...

E’ molto probabile che l’importo delle sponsorizzazioni sia di circa 21 milioni, perché, nel 2013/14, Pirelli ha contribuito con € 12.293.000 e Nike con € 19.641.000. Nell’importo di Nike erano compresi 8 milioni per il “signing fee” del prolungamento decennale.
Per il discorso Alvarez, pare ci sia un contenzioso. In modo coerente è stata rilevata la plusvalenza di 7,4 milioni, a sostegno della tesi che fosse scattato l’obbligo di acquisto da parte del Sunderland. In modo prudenziale, hanno valutato il rischio di soccombenza per l’importo della cessione (Euro 10,5 milioni), nel caso in cui fosse sentenziato che non fosse scattato l’obbligo di acquisto.
Per quanto riguarda i circa 21 milioni di accantonamenti per retribuzioni al personale tesserato e non tesserato, è scritto solo che già durante il 2014/15 sono stati utilizzati 3,8 milioni per i pagamenti avvenuti durante il secondo semestre e qualora il personale cui si riferisce l’importo accantonato assumesse nuovi incarichi durante il 2015/16, si determinerebbero dei ricavi per rilascio fondi, dovuti alla parte accantonata in eccesso.
Per il fair play, in considerazione dell’atto di transazione, penso che sarà considerata come discriminante soprattutto quella del break-even (però è un mio parere).
In effetti, la perdita del consolidato è di 140,44 milioni, mentre il deficit patrimoniale è di 137,23 milioni. Quindi vi dovrebbe essere un patrimonio netto consolidato negativo per tale importo. Ho corretto. Grazie per la segnalazione.

Federico Pancaldi ha detto...

Grazie per la risposta. Quindi non si riescono a sapere i ricavi mancanti fin quando non verrà depositato il bilancio consolidato? Non dovrebbero essere redatti insieme?
Da ignorante mi viene da pensare, visto quello che ha detto, che questi accantonamenti così importanti servono, oltre che per non avere queste spese nel prossimo bilancio, anche per avere ricavi aggiuntivi ed avere quindi più possibilità di raggiungere i 30 milioni di perdita, anche se la vedo molto dura lo stesso. E' una considerazione che può avere un senso o no? Grazie.

Luca Marotta ha detto...

Negli anni passati FC Internazionale non depositava il bilancio consolidato, perché a sua vola era oggetto di consolidamento da parte di Internazionale Holding srl. FC Internazionale redigeva il consolidato solo ed esclusivamente ai fini delle norme della FIGC. Quindi, Internazionale Holding srl depositava il bilancio consolidato, che comprendeva FC Internazionale, Inter Brand ecc. nel Registro delle Imprese, dalla lettura del quale si poteva ugualmente avere un quadro di insieme del Gruppo Inter. Con il cambio di proprietà, bisogna verificare se International Sports Capital S.p.A che ha acquisito il pacchetto azionario di International Sports Capital HK Limited depositerà il bilancio consolidato, e se nello stesso sia possibile individuare il fatturato del Gruppo Inter. Per quanto riguarda l'obiettivo di raggiungere i 30 milioni di perdita, occorre tener conto che trattasi di perdita prima delle imposte e che, ad esempio, vi potrebbe rientrare anche una perdita di 40 milioni, se da tale importo dovessero essere defalcate le spese per il settore giovanile (al netto della capitalizzazione dei costi) e gli altri ammortamenti. Concordo sul fatto che nel 2014/15 hanno effettuato accantonamenti così importanti per non ritrovarsi avere queste spese nel prossimo bilancio. Il discorso dei ricavi aggiuntivi è un'eventualità.