venerdì 26 giugno 2015

Bilancio dello Stato Italiano: il Preventivo di Competenza 2015.



Luca Marotta


Per quanto riguarda il bilancio di previsione 2015, le entrate correnti (tributarie ed extra-tributarie), pari a 514,7 miliardi di Euro, non riescono a coprire le spese correnti aumentate degli interessi, pari a 532,2 miliardi di Euro.
Poiché anche le spese in conto capitale superano le entrate da dismissioni e bisogna anche rimborsare i prestiti giunti a scadenza, si verifica la necessità di ricorrere al mercato, aumentando il debito pubblico.
In altre parole, ci si indebita ulteriormente per pagare il debito.
Infatti, la quantità relativa al ricorso al mercato supera quella del rimborso dei prestiti. Si rimborsano prestiti per 232,6 miliardi e si contraggono nuovi prestiti per 303 miliardi di Euro.



Il Saldo Netto da Finanziare.

Il saldo netto da finanziare è dato dalla differenza tra le Entrate e le Spese finali, escluse le regolazioni contabili e debitorie e i rimborsi dei prestiti. Per il 2015, in termini di competenza, è evidenziato un saldo netto da finanziare pari a 53,6 miliardi di Euro.
Per il triennio 2015-2017, in termini di competenza, è evidenziato un progressivo miglioramento del saldo netto da finanziare. Infatti, per il 2016 è previsto un saldo netto da finanziare per 25,5 miliardi e per il 2017 di 13,5 miliardi.

Il Ricorso al Mercato.

La necessità del ricorso al mercato è determinata dalla differenza tra le Entrate Totali, comprensive delle Regolazioni contabili e le Spese Totali, comprensive delle regolazioni debitorie e dei rimborsi prestiti. Per il 2015, in termini di competenza, è evidenziata la necessità del ricorso al mercato per un importo pari a 303,1 miliardi di Euro.
Per il triennio 2015-2017, in termini di competenza, è evidenziato un lieve miglioramento degli importi determinati dalla necessità del ricorso al mercato. Infatti, per il 2016 è previsto il ricorso al mercato per 256,3 miliardi e per il 2017 di 280,4 miliardi.
Occorre evidenziare, che gli importi da rimborsare nel 2017 ammontano a 263,7 miliardi di Euro e che sono superiori a quelli del 2016, pari a 227,6 miliardi. Mentre nel 2015 ammontano a 232,6 miliardi di Euro. Per quanto riguarda gli interessi da pagare le variazioni non sono di rilievo, perché gli interessi da pagare per il 2015 ammontano a 87,4 miliardi, per il 2016 a 89,8 miliardi e per il 2017 a 90,1 miliardi.
In termini di saldo tra importi di prestiti da accendere e importi di prestiti da rimborsare, la cifra diminuisce dai 70,5 miliardi del 2015, ai 28,7 miliardi del 2016 e ai 16,7 miliardi del 2017. Tali saldi vanno ad incrementare il debito pubblico. Sembrerebbe che l’aumento percentuale del debito pubblico subirà una frenata.

Il Risparmio Pubblico.

Il Risparmio Pubblico è dato dalla differenza tra le entrate tributarie aumentate di quelle Extra Tributarie e diminuite delle spese correnti comprensive degli interessi.
Per il 2015 è previsto un saldo negativo per 17,4 miliardi. Mentre sia per il 2016, che per il 2017 è previsto un saldo positivo, rispettivamente per 6.880 milioni di Euro e 18,6 miliardi di Euro.
Ovviamente sono gli interessi sul debito che penalizzano il risultato del risparmio pubblico. Infatti se escludessimo gli interessi, si potrebbe registrare un saldo positivo per tutto il triennio, precisamente: circa 70 miliardi di Euro per il 2015; circa 64,3 miliardi di Euro per il 2016 e circa 76,6 miliardi di Euro per il 2017.

Le Entrate.

Le entrate finali lorde di competenza 2015, comprensive delle regolazioni contabili, risultano pari a circa 544 miliardi di Euro. Il maggior importo riguarda le entrate tributarie, pari a circa 445 miliardi, che rappresentano circa l’81,8% del totale.

Le Imposte Dirette.

Tra le entrate tributarie spiccano le imposte dirette per 253 miliardi, pari a circa il 46,5% delle entrate finali lorde di competenza 2015, comprensive delle regolazioni contabili.



Tra le imposte dirette, l’importo di maggior rilievo riguarda l’Irpef pari a 179,5 miliardi.



L’Irpef incide per circa il 71% sulle imposte dirette e per il 33% sulle entrate finali lorde. Quindi, un terzo delle entrate dello Stato è rappresentato dall’Irpef, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche.
L’IRES, l’imposta sul reddito delle società, incide per circa il 17% sulle imposte dirette e per il 7,9% sulle entrate finali lorde.
Le ritenute sui dividendi e sui redditi di capitale, complessivamente pari a 13,3 miliardi, incidono sulle entrate finali dello stato per il 2,4%.

Le Imposte Indirette.

Le imposte indirette pari a circa 192 miliardi, rappresentano il 35,3% del totale delle Entrate.
Le imposte indirette sono di quattro tipologie: quelle sugli affari, sulla produzione, sui monopoli e sulle lotterie.
Le imposte indirette sugli affari, pari a circa 133 miliardi, incidono per il 24,4% sul totale delle Entrate. Tali imposte riguardano: l’IVA per 109,3 miliardi, l’imposta di registro, di bollo e sostitutiva per 12,3 miliardi e altre entrate da affari per 11,3 miliardi.
Le imposte indirette sulla produzione, pari a circa 36,3 miliardi, incidono per il 6,7% sul totale delle Entrate. Tali imposte riguardano: quelle sugli olii minerali, pari a 27,6 miliardi e altre entrate, pari a 8,7 miliardi.
Le imposte indirette sui monopoli, pari a circa 10,8 miliardi, incidono per il 2% sul totale delle Entrate e riguardano essenzialmente le imposte sui tabacchi.
Le imposte indirette sul Lotto e le lotterie, pari a circa 11,9 miliardi, incidono per il 2,2% sul totale delle Entrate.

Le Altre Entrate.

Le Entrate Extratributarie riguardano: Proventi speciali, Contributi sociali, Vendita beni e servizi Redditi da capitale, Poste correttive e compensative, Trasferimenti correnti da Regioni ed enti locali, da Famiglie, da Imprese, altri trasferimenti correnti e altre entrate extratributarie. L’incidenza di tali entrate sulle entrate totali è del 12,8%.
L’ Alienazione ed ammortamenti di beni patrimoniali e riscossione dei crediti riguarda: il rimborso di anticipazioni e riscossione di crediti, l’Ammortamento di beni e le altre entrate da alienazione. L’incidenza di tali entrate sulle entrate totali è solo dello 0,4%.
L’importo delle Regolazioni contabili, pari a 27.421 milioni è interamente ascrivibile ai rimborsi IVA.

Le Spese.

Le Spese Complessive, comprensive di spese correnti, spese in conto capitale, regolazione debitorie e rimborsi prestiti, ammontano a 847,3 miliardi di Euro.

Mentre, le Spese Complessive, al netto delle regolazione debitorie ammontano a 803 miliardi di Euro.
Molto interessante è l'analisi delle spese per Ministeri, che spiega come vengano ripartiti gli 803 miliardi di spesa corrente, spesa in conto capitale e rimborso prestiti.



Il Ministero che assorbe più risorse è il MEF con il 69%. La maggior parte delle risorse assorbite dal MEF riguarda gli interessi e il rimborso dei prestiti. Al secondo posto figura il Ministero per il Lavoro con il 16% al terzo posto figura l’Istruzione con il 7%.
Se si escludessero tali componenti di spesa, il MEF resterebbe il ministero che assorbe più risorse con il 49% ma il divario con il Ministero del Lavoro sarebbe attenuato, perché tale ministero risulterebbe assorbire il 26% delle Risorse e l’Istruzione salirebbe all’11%.




Le Spese Correnti.

Il totale delle Spese Correnti ammonta a circa 532,2 miliardi di Euro e incide per il 66,3% sulle spese complessive al netto delle regolazioni.
Tali spese comprendono i Redditi da lavoro dipendente pari a 86,7 miliardi e con un’incidenza del 10,8% sul totale delle spese complessive. Se si escludessero i rimborsi di prestiti, la percentuale salirebbe al 15,20%. I Redditi da lavoro dipendente del ministero dell’Istruzione rappresentano il 45% di tali spese. I Redditi da lavoro dipendente del ministero della Difesa rappresentano il 17,41% di tali spese.

Altra voce importante allocata tra le spese correnti, riguarda i Trasferimenti correnti alle Amministrazioni Pubbliche pari a 271 miliardi e con un’incidenza del 33,7%, sul totale delle spese complessive al netto delle regolazioni. In tale voce sono comprese le Amministrazioni locali, che, nel 2015, è previsto assorbiranno 133 miliardi, con un’incidenza del 16,6% sul totale delle spese complessive al netto delle regolazioni. In particolare, per le Regioni è previsto che assorbano 118,6 miliardi, una cifra pari al 14,8% del totale delle spese complessive al netto delle regolazioni. Nei trasferimenti correnti alle amministrazioni centrali figura il finanziamento all’Ente Coni che per il 2015 è previsto per 403 milioni.

Gli Enti previdenziali e assistenza sociale assorbiranno nel 2015 l’importo di 129,1 pari al 16,1% del totale delle spese complessive al netto delle regolazioni.

I Trasferimenti correnti a imprese, sia società di servizi pubblici che privati, previsti per il 2015 sono pari a 6.546 milioni di Euro, con un’incidenza dello 0,82% sul totale delle spese complessive al netto delle regolazioni. Complessivamente le società di servizi pubblici ricevono meno soldi delle altre imprese. Nello specifico le società di servizi pubblici ricevono 2.026 milioni di Euro, le altre imprese 4.520 milioni di Euro. Tale ultima voce comprende il Sostegno scuole private non statali per 472 milioni e il finanziamento alle Università non statali per 69 milioni di Euro.

Nei trasferimenti alle famiglie, pari a 11,1 miliardi di Euro, è allocato il “Riconoscimento credito percettori di redditi da lavoro dipendente (bonus 80€)” per 8.780 milioni di Euro. Sempre in tale voce è allocato il “Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo degli immigrati” pari a 245 milioni di Euro e l’assistenza stranieri e prima accoglienza profughi per 251 milioni di Euro.

Nei trasferimenti alle Istituzioni Sociali Private sono compresi i contributi alla CEI per 1.123 milioni di Euro; i Contributi partiti politici per 28 milioni di Euro; i contributi agli Istituti di patronato assistenza sociale per 291 milioni; i contributi alle Altre confessioni religiose per 25 milioni.

Gli Interessi passivi pari 87,4 miliardi incidono per il 10,9% sul totale delle spese complessive al netto delle regolazioni.

Le spese in conto capitale.
Il totale delle spese in conto capitale, previste per il 2015 ammontano a 38,2 miliardi, che rappresentano il 4,8% delle spese complessive al netto delle regolazioni.
Gli Investimenti fissi lordi, previsti per il 2015, ammontano a 3.986 milioni di Euro, pari allo 0,5% delle spese complessive al netto delle regolazioni.
I Contributi agli investimenti ad Amministrazioni Pubbliche, previsti per il 2015, ammontano a 18.983 milioni di Euro, pari al 2,4% delle spese complessive al netto delle regolazioni.
I Contributi agli investimenti ad imprese, previsti per il 2015, ammontano a 9.007milioni di Euro, pari all’1,1% delle spese complessive al netto delle regolazioni.

Il rimborso delle passività finanziarie previsto per il 2015, ammonta a 232,6 miliardi di Euro e incide per il 29,0% sulle spese complessive al netto delle regolazioni.

L’importo delle Regolazioni debitorie pari a 43.785 milioni deriva per 27.421 milioni dai rimborsi IVA, per 4.356 milioni da sospesi compartecipazione IVA, per 3.500 milioni per anticipazioni di tesoreria, per 3.342 milioni per chiusura delle anticipazioni di tesoreria del Ministero dell’interno, per 3.150 milioni dal rimborso delle imposte dirette pregresse dirette e per 2.016 milioni per il ripiano dei sospesi di tesoreria degli enti locali.

Conclusioni.


Sembra confermata l’ipotesi che il fardello del debito pubblico italiano costituisca un peso rilevante sul bilancio dello Stato Italiano, assorbendo notevoli risorse per il suo pagamento. La necessità di indebitarsi per pagare i debiti ha rinchiuso i conti pubblici Italiani in un circolo “vizioso”.

7 commenti:

Fabrizio Barsanti ha detto...

Una domanda: nell'ambito delle spese correnti specificate, viene inserita la spesa per Redditi da lavoro dipendente per la complessiva cifra di 86,7 miliardi di Euro. Ma questa cifra è lorda o netta? Cioè è comprensiva delle relative imposte IRPEF e contributi assicurativi o no?

Luca Marotta ha detto...

Gli importi, in milioni di euro, che determinano
REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE = 86.720
sono i seguenti:
Retribuzione lorda in denaro = 57.591
Retribuzione lorda in denaro: fondo contratti = 188
Retribuzione lorda in natura = 795
Contributi effettivi a carico del datore di lavoro 26.988
Contributi figurativi a carico del datore di lavoro = 1.149

Fabrizio Barsanti ha detto...

Grazie della risposta. Pongo un'altra domanda: per quanto riguarda i contributi effettivi e figurativi a carico del datore di lavoro (che naturalmente trattasi di IRPEF e contributi pensionistici, giusto?), dato che il datore di lavoro è lo Stato stesso, chi paga, alla fine della fiera, questi contributi? E sempre in merito a questa questione, a quanto ammontano le entrate, per lo Stato, derivanti dalle "entrate originarie" (ENI, INA, ENEL ECC.)entrate che provengono allo Stato e agli altri enti pubblici da beni che gli appartengono a titolo di proprietà e dall'esercizio di attività industriali e commerciali?

Luca Marotta ha detto...

Per quanto riguarda l'IRPEF il datore di lavoro, in questo caso lo Stato agisce come sostituto d'imposta e quindi trattiene l'importo dell'imposta posta a carico del lavoratore dipendente dalla retribuzione lorda. Nel caso specifico l'importo trattenuto è del lavoratore e lo Stato lo versa a se stesso. Nel caso dei contributi previdenziali, in modo molto approssimativo si potrebbe esemplificare dicendo che un terzo dei contributi è a carico del lavoratore e viene trattenuto dalla retribuzione lorda, mentre i due terzi sono a carico del datore di lavoro che li dovrebbe versare con il modello F24 assieme agli importi trattenuti.
Per quanto riguarda le entrate da società partecipate nel bilancio di previsione 2017 risulta per la voce "DIVIDENDI DOVUTI DALLE SOCIETA' PER AZIONI DERIVATE DALLA TRASFORMAZIONE DEGLI ENTI PUBBLICI NONCHE' UTILI DA VERSARE DA PARTE DEGLI ENTI PUBBLICI IN BASE A DISPOSIZIONI NORMATIVE O STATUTARIE" l'importo di Euro 1.315.000.000. Nel bilancio di previsione 2015 tra le entrate extra-tributarie figurava la voce "dividendi" Per l'importo di Euro 1.263.000.000

Fabrizio Barsanti ha detto...

Vista la Sua gentile collaborazione, proseguo con altre due domande, (che non vogliono affatto essere polemiche nei suoi confronti):
1)"Per quanto riguarda l'IRPEF il datore di lavoro, in questo caso lo Stato agisce come sostituto d'imposta e quindi trattiene l'importo dell'imposta posta a carico del lavoratore dipendente dalla retribuzione lorda. Nel caso specifico l'importo trattenuto è del lavoratore e lo Stato lo versa a se stesso" TRATTIENE L'IMPOSTA? Il dipendente privato, per mezzo del suo datore di lavoro, non trattiene nulla, ma paga in ciccia (€), quindi c'è una sostanziale differenza tra pubblico e privato;
2)"Nel caso dei contributi previdenziali, in modo molto approssimativo si potrebbe esemplificare dicendo che un terzo dei contributi è a carico del lavoratore e viene trattenuto dalla retribuzione lorda, mentre i due terzi sono a carico del datore di lavoro che li dovrebbe versare con il modello F24 assieme agli importi trattenuti" LI DOVREBBE VERSARE CON IL MODELLO F24? Ma lo fa davvero? A se stesso? e con quali Euri e presi da dove? Anche qui un'enorme disparità tra pubblico e privato.
O NO?
La ringrazio ancora per la sua gentilissima collaborazione e nell'attesa di un suo riscontro, La saluto cordialmente.

Luca Marotta ha detto...

Il modello di versamento è il modello F24 EP http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Versare/F24+Enti+Pubblici+F24_ENTI_PUB/Scheda+informativa+F24_ENTI_PUB/ il link dove trova i codici è questo http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/c97261804b416986babdbaafa61823b3/Tabella+codici+tributo+F24EP+aggiornata+2+.+2+.+2017+.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=c97261804b416986babdbaafa61823b3 . Per il punto 1) nel bilancio pubblico, perché si abbia pareggio della movimentazione contabile, dovrebbe figurare contemporaneamente l'uscita del lordo e l'entrata della trattenuta, che quando viene versata tramite F24 determina la registrazione di un' uscita. Quindi per la trattenuta si ha di fatto una partita di giro. Per il punto 2) non saprei rispondere, perché non ho conoscenza diretta, in alcuni dibattiti, anche televisivi, sono state formulate tali ipotesi, soprattutto per quanto concerne la gestione INPDAP. Ma non ho conoscenza specifica della materia.

Fabrizio Barsanti ha detto...

Comunque e quantunque, se lo STATO alla fine dei conti deve pagare se stesso per quanto riguarda imposte e contributi dei suoi dipendenti, effettua solo una partita di giro, senza esborso materiale di pagamenti certificati da modelli vari (tipo F24)o invece c'è fisicamente un modello che ne certifica il pagamento? E questo pagamento, nell'ipotesi che ci sia, da quali entrate è stato recuperato? Forse dalla fiscalità nazionale (non certo dai pochi spiccioli derivanti dalle entrate originarie)? Quindi possiamo dire che sia per quanto riguarda le retribuzioni che le relative imposte e contributi, i dipendenti pubblici sono a totale carico della fiscalità nazionale non pubblica?