sabato 28 giugno 2014

Il contratto Nike – AS Roma. Alcuni aspetti economici.



Luca Marotta


La pubblicazione del Prospetto Informativo depositato presso la CONSOB in data 26 giugno 2014, relativo all’aumento di capitale di AS Roma, ha permesso di conoscere alcuni dettagli del contratto che legherà Nike alla AS Roma.

Il 12 marzo 2013, è stato stipulato il contratto (“preliminare”) di sponsorizzazione tecnica tra AS Roma e Nike.

In base a tale contratto, Nike doveva pagare un “signing bonus” di 3 milioni di Euro alla data di stipula del contratto. In effetti, nel bilancio 2012/13 erano allocati tra i “risconti passivi” dei proventi da sponsorizzazione, per la cifra di € 3 milioni. Il motivo per cui erano stati allocati tra i "risconti passivi" e non tra i ricavi, risiede nel fatto che per tali proventi, inizialmente, era stata prevista la contabilizzazione nel bilancio chiuso al 30 giugno 2013, poi tale contabilizzazione “economica” è stata posticipata all’esercizio 2013/14, poiché l’accordo definitivo, sottoscritto nel mese di agosto 2013, ha previsto delle diverse condizioni contrattuali.

Oltre il “signing bonus”, il contratto con Nike prevede ulteriori bonus per un importo di 3 milioni di Euro alla data di stipula del “Long-Form Contract”, che è stato sottoscritto in data 5 Agosto 2013.

Nei resoconti finora pubblicati, relativi all’esercizio 2013/14, risulta la contabilizzazione per competenza tra i ricavi, sotto la voce "proventi da sponsorizzazione" della cifra di € 6 milioni relativa ai bonus del contratto Nike.
Pur avendo il contratto una durata di 10 anni, a partire dalla stagione 2014/2015, precisamente dal 1 giugno 2014 al 31 maggio 2024, lo stesso ha esplicitato alcuni importanti effetti economici già nel 2013/14.

Il compenso fisso annuale pattuito è di 4 milioni di Euro, con delle eccezioni.
Per il 6° e il 7° anno di contratto, è previsto un aumento in funzione dell’eventuale aumento dell’indice ISTAT entro un limite massimo del 3%.
Un’altra eccezione riguarda l’eventuale apertura del Nuovo Stadio. Infatti, per l’eventuale anno di apertura del un Nuovo Stadio, il compenso fisso verrà incrementato al massimo di un milione di Euro.
Infine, per gli anni successivi all’apertura del Nuovo Stadio, il compenso base aumenterà a 5 milioni di Euro.

Oltre al compenso fisso, il contratto prevede delle componenti remunerative “variabili”.
Per quanto riguarda le vendite nette effettuate nel corso di ciascun anno, è prevista una percentuale, che varia tra il 7,5% e il 12% in funzione dell’effettivo fatturato netto.
Per quanto riguarda la vendita di qualunque prodotto commercializzato con i nomi, loghi, marchi o diritti di immagine collettiva della squadra di proprietà o nella disponibilità del Club è prevista la percentuale del 50% dei proventi netti.
Inoltre sono previsti alcuni bonus in caso di raggiungimento di alcuni specifici obbiettivi sportivi. Il contratto non prevede la corresponsione di una royalty minima da parte di Nike, salvo il verificarsi di alcune condizioni.

Tra i fattori di rischio previsti nel contratto, si segnala che Nike si riserva il diritto di ridurre il compenso fisso annuale e l’eventuale royalty minima nel caso in cui si verifichino delle condizioni specifiche.
Ad esempio, Nike potrà ridurre il compenso fisso annuale e l’eventuale royalty minima nel caso in cui la Roma non partecipi a competizioni calcistiche europee per due Stagioni Sportive consecutive.
Ovviamente anche il caso di mancato utilizzo, da parte del Club giallorosso, dei prodotti o del marchio Nike può dar luogo alla riduzione del corrispettivo dovuto da Nike.
Poiché il contratto riconosce a Nike particolari accorgimenti volti a dare visibilità e rilievo al marchio Nike nel perimetro di gioco, se ciò dovesse essere pregiudicato, Nike avrà la facoltà di ridurre il corrispettivo.
Pare che il contratto preveda una clausola risolutiva espressa a favore di Nike, che potremmo osare definire “intuitu personae”, quasi che Nike abbia stipulato il contratto, facendo "affidamento" sull’attuale proprietà o assetto azionario.
Infatti, Nike ha diritto di terminare il contratto, “prima che la Prima Squadra inizi a giocare le proprie partite casalinghe presso il Nuovo Stadio, in caso di cambio di controllo del Club o della persona o entità che direttamente o indirettamente lo controlla, di fusione o di altro trasferimento in forza di legge che coinvolga o riguardi il Club o tutti, o sostanzialmente tutti, i beni del Club ad una persona o entità che non ne avevano il controllo alla data di stipula del contratto”.


Nel bilancio 2012/13, risultava che i Proventi da sponsorizzazione tecnica, erano pari a € 6.660.000 (€ 6.150.000, al 30 giugno 2012), in virtù degli accordi contrattuali in essere con Basic Italia (Kappa). 

4 commenti:

Vincenzo Cataldo ha detto...

Cosa intendi in sostanza quando parli di 7-12% sulle vendite nette e di 50% dei proventi?

Grazie.

Luca Marotta ha detto...

Nel prospetto informativo dell'AS Roma i dettagli del contratto sono scritti in maniera "ermetica". A mio avviso bisognerebbe rifarsi in base ad un'interpretazione "analogica" a quello della Juventus, il cui dettato normativo si ritrova anche nel contratto col Manchester UTD. Pertanto cambiando le percentuali e le soglie di fatturato minimo, che nel prospetto informativo AS Roma non sono specificate, dovrebbe intendersi, in base all'interpretazione "analogica", nel seguente modo: "• 10% sul ricavo netto delle vendite di prodotti a marchio Juventus eccedenti i € 22,7 milioni (percentuale che sale al 12% e poi al 14% raggiunti rispettivamente fatturati di € 28,4 e € 34,1 milioni); e
• 50% degli utili netti derivanti dalla vendita di servizi a marchio Juventus e dalle attività di vendita al dettaglio." Quindi una percentuale va applicata sul fatturato e l'altra sugli eventuali utili, ossia fatturato meno costi di produzione, distribuzione, generali ecc.

Vincenzo Cataldo ha detto...

Grazie! Quindi ipotizzando che la Nike fatturi con i prodotti a marchio Roma 25 milioni, dei quali 3 di utile, corrisponderebbe alla Roma 2,5mln (10% del fatturato) più 1,5mln (50% dell'utile), ho capito bene?

Luca Marotta ha detto...

In linea teorica, se non vi fossero delle soglie minime, può essere così. Tuttavia, ci potrebbero essere delle varianti, come quella di considerare delle soglie al di sotto delle quali non si corrisponde alcun compenso e la percentuale è applicata sul fatturato eccedente la soglia minima. Se la soglia minima fosse 10 la percentuale andrebbe applicata su 15 (25-10). Altra variante è quella di considerare il fatturato progressivo di più anni con una soglia minima molto elevata. Nel blog ci sono articoli anche sulla società della Nike che gestisce il merchandising del Manchester United, potrebbero essere utili per avere un'idea del fatturato.