lunedì 3 ottobre 2011

Bilancio Barcellona 2010/11: a rischio Fair Play?



Luca Marotta Martedì 04 Ottobre 2011 00:28
jstargio@gmail.com


In base ai dati del bilancio chiuso al 30 giugno 2011, sembrerebbe logico affermare che il “Fútbol Club Barcelona” debba tenere nella giusta considerazione il regolamento del Fair Play Finanziario, soprattutto per quanto riguarda il requisito del Patrimonio Netto. Infatti per la seconda volta consecutiva il club catalano ha chiuso il bilancio in perdita e con un patrimonio netto negativo.
Il Fútbol Club Barcelona è una polisportiva costituita sotto forma di associazione privata di persone fisiche, senza scopo di lucro, il 29 novembre 1899. Svolge la sua attività nel calcio, nel basket, nella pallamano, nel calcio a 5, nell'hockey e in altri sport, che contribuiscono ad appesantirne il bilancio. Ad esempio il basket con un volume d’affari di 6,2 milioni sopporta un costo del personale di 22 milioni.
La continuità aziendale.
Il regolamento del Fair Play Finanziario richiede un bilancio certificato da revisore esterno attestante la continuità aziendale, ossia la capacità di far fronte agli impegni finanziari futuri. Su questo punto, l’ultimo bilancio del Barça non sembra essere all’altezza del gioco espresso dalla prima squadra di calcio, esponendosi al rischio “warning”. La società Deloitte, che ha certificato il bilancio del Barcellona, ha rilevato al punto 3 della sua relazione che, nonostante un capitale circolante ed un patrimonio netto, entrambi negativi al 30 giugno 2011, e il credito di 13 milioni verso Mediaproducción S.L., sottoposta a procedura fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha scelto di redigere il bilancio applicando il principio della continuità aziendale, poiché la “Junta Directiva” ha giudicato queste situazioni ininfluenti per il normale sviluppo delle attività del club. In effetti, gli amministratori hanno evidenziato che la situazione patrimoniale al 30 giugno 2011 mostra un capitale circolante, ossia la differenza tra le attività e le passività a breve termine, negativo per 226,4 milioni e un patrimonio netto negativo per 68,7 milioni. Hanno scritto che non vi è alcun obbligo giuridico che impedisca al club di continuare a funzionare normalmente con la situazione finanziaria del 30 giugno 2011. Tuttavia hanno anche esposto i fattori che leniscono la portata di un capitale circolante negativo per 226,4 milioni, tra cui la presenza tra le passività di risconti passivi, ossia ricavi anticipati di competenza di esercizi successivi, per 94,9 milioni, asserendo che questa posta di bilancio non rappresenta futuri obblighi finanziari del Club. Inoltre l'attuale Consiglio sta attuando un modello di gestione con l'obiettivo di raggiungere un equilibrio finanziario e patrimoniale nei prossimi anni, sulla base della crescita del fatturato e attuazione di una politica di riduzione dei costi. Secondo gli amministratori, questo modello permetterà al club di generare, nei prossimi anni, flussi di cassa positivi. In effetti, la crescita del fatturato potrà contare sulla "megasponsorizzazione" garantita da “Qatar Foundation”.
Il Patrimonio Netto.
Altro punto debole, per il Barcellona, ai fini del Regolamento del Fair Play Finanziario, è la presenza di un Patrimonio Netto negativo. In effetti, il Patrimonio Netto al 30 giugno 2011 risulta negativo per 68,7 milioni di euro e peggiora il dato del 30 giugno 2010, negativo per 59,1 milioni. In questo caso, il problema si risolve con la ricapitalizzazione che, a giudizio di chi scrive, sarà una scelta obbligata, soprattutto in caso di risultati sportivi meno brillanti.
Il “Breakeven Finanziario”.
Per quanto riguarda il pareggio di bilancio, il regolamento del Fair Play, per il periodo transitorio, ha concesso una soglia di tolleranza molto elevata di 45 milioni di euro di perdite e richiede che il "disavanzo" sia immediatamente coperto dai soci del club con l’iniezione di nuova finanza, sotto forma di aumento di capitale o altro. Nel caso del Barcellona, la somma algebrica dei risultati degli ultimi tre esercizi è negativa per 82,3 milioni di euro. L’esercizio 2010/11 è stato chiuso con una perdita di 9,3 milioni e rappresenta il secondo esercizio consecutivo con un risultato negativo. L’ultimo esercizio chiuso con un utile è stato il 2008/09 con 6,3 milioni. Tuttavia, gli amministratori del club catalano sostengono che senza le minusvalenze di Ibrahimovic, Chygrynskiy e Martin Caceres, che hanno inciso negativamente per 44,2 milioni, e senza la svalutazione di Henry per 1,7 milioni, il bilancio relativo alla stagione 2010/11 si sarebbe potuto chiudere con un risultato ante imposte, positivo per 33,5 milioni di euro.
Il Costo dei dipendenti.
In base al regolamento del Fair Play il costo dei dipendenti non deve superare il 70% dei ricavi.
A livello di polisportiva, il costo dei dipendenti sportivi, compresi i diritti d’immagine, ammonta a 244,6 milioni (235,2 nel 2009/10). Il costo dei dipendenti non sportivi è stato di 31,4 milioni (27,7 nel 2009/10). Pertanto il rapporto tra il costo di tutti i dipendenti e i ricavi totali è del 58,3%.
Gli amministratori del Barcellona hanno evidenziato che il rapporto tra il costo della gestione del personale sportivo (salari e ammortamenti), pari a 300,9 milioni e i ricavi senza le plusvalenze (451,6 milioni), è del 67%, soglia inferiore al “limite di sicurezza” rappresentato dal 70%. Tale rapporto scende al 57% se si considera solo il settore calcio.
La Posizione Finanziaria Netta.
Secondo il regolamento del fair play finanziario l’indebitamento di natura finanziaria al netto della liquidità non deve essere superiore ai ricavi comprensivi di plusvalenze. Per il Barcellona l’indebitamento finanziario netto risulta inferiore al totale dei ricavi, in quanto si riduce da 430 a 364 milioni di euro, grazie soprattutto alla crescita delle disponibilità liquide che aumentano da 2 a 60 milioni. Tuttavia, i debiti verso le banche ammontano a 150 milioni e risultano in aumento di 36 milioni rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi.
I ricavi totali riclassificati, considerando i componenti ordinari e straordinari, sono aumentati del 14% da 415,4 a 473,4 milioni di euro. L’incremento rispetto al bilancio di previsione è stato del 13%. I ricavi provenienti dalle quote dei soci ammontano a 19,7 milioni (18,9 nel 200910), con una variazione positiva del 4,3%. I ricavi da stadio hanno registrato la cifra di 115,1 milioni (96,6 nel 200910), con un aumento del 19,2%. I ricavi da media sono aumentati da 157,5 a 163 milioni, registrando un incremento del 3,5%. I ricavi commerciali sono passati da 120,9 a 149,3 milioni, con un segno positivo del 23,5% in più. Gli altri ricavi, comprese le plusvalenze, ammontano a 26,3 milioni, mentre nel 2009/10 ammontavano a 21,5 milioni.
Da segnalare che il numero delle persone che hanno visitato il museo e lo stadio ha toccato la cifra record di 1,5 milioni di visitatori.
Il numero totale dei soci del Fútbol Club Barcelona per la stagione 2010/11 è stato di 176.058 unità, con un aumento di 2.357 persone rispetto al 2009/10. Si pensi che nel 2002/03 i soci erano 106.135. Possiamo affermare che l’essere socio del Barcellona sta diventando un “atto di fede”, se si considera il fatto che 17.995 soci hanno un’età inferiore a 5 anni.
Da segnalare tra i ricavi commerciali l’accordo con "Qatar Foundation" stipulato il 13 dicembre 2010. Nel bilancio del Barcellona si legge che "Qatar Foundation" è un'organizzazione privata, indipendente, senza scopo di lucro fondata nel 1995, la cui missione è quella di sostenere il progetto di trasformazione del Qatar da un'economia dipendente dal petrolio e gas verso un'economia della conoscenza. "Qatar Foundation" si propone di liberare il potenziale umano attraverso i suoi tre pilastri: l'educazione, la scienza e la ricerca e lo sviluppo della comunità. I benefici non si limitano al Qatar, ma sono rivolti a tutta la regione e al mondo intero. L'accordo raggiunto è del valore di € 166.000.000, con una durata di 5 anni e mezzo e lascia libero il club catalano di continuare la sua tradizione di collaborazione con organizzazioni non profit, ossia permette di mantenere il logo UNICEF sulle maglie.
Debiti scaduti con dipendenti, fisco, altri club.
Il Fair Play finanziario richiede di non avere debiti scaduti verso dipendenti, fisco e altri club. I debiti verso il personale ammontano a 69,5 milioni di euro e registrano un incremento del 14,5%. Tale importo ci indurrebbe a stimare un ritardo di almeno 3 mesi nei pagamenti, che potrebbe essere considerato “fisiologico” e nei limiti del Fair Play.
Per quanto riguarda le problematiche fiscali sono stati accantonati in un fondo rischi 5,9 milioni di euro per contenziosi fiscali. Anche perché il 5 luglio 2010, il club è stato sottoposto a verifica fiscale dall'Agenzia delle Entrate spagnola, per quanto riguarda le imposte sul reddito per gli anni 2005/06, 2006/07 e 2007/08 e le ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente e autonomo e le ritenute sui compensi a non residenti per il periodo dal luglio 2006 al dicembre 2008. Tuttavia, il Consiglio ritiene di aver effettuato correttamente le relative liquidazioni e che i rilievi sorti siano frutto solo divergenze interpretative sulle norme.
A giudizio di chi scrive il “tesoro” del club catalano è costituito dalla rosa dei giocatori, che in bilancio è iscritta ad un valore nettamente inferiore a quello reale e quindi generatore di enormi plusvalenze. Infatti il valore netto della rosa di tutti i giocatori della polisportiva ammonta a circa 124 milioni di euro, mentre nell’esercizio precedente ammontava a 213,2 milioni. Ovviamente la maggior parte dell’importo riguarda il calcio, per un valore di 121 milioni. Sono stati investiti 54,4 milioni, di cui 53,2 nel calcio. Tra gli acquisti più significativi figurano Javier Alejandro Mascherano per € 23.893.000, Adriano Correja per € 9.355.000 e Ibrahim Afellay per € 3.467.000. Il valore è diminuito perché si è proceduto alla cessione di alcuni giocatori acquistati e rivenduti nell’arco di una stagione: spiccano Ibrahimovic, acquistato per € 69.884.000, e Chygrynskiy, acquistato per € 24.668.000.
Altro fattore positivo da considerare è la "megasponsorizzazione" di “Qatar Foundation”, che garantirà circa 30 milioni annui.



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martedì 13 settembre 2011

Bilancio Consolidato Manchester United: ritorno all’utile con nuovi princìpi



Luca Marotta Martedì 13 Settembre 2011 23:04
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L’adozione dei princìpi contabili internazionali ha giovato molto al bilancio consolidato al 30 giugno 2011, non ancora certificato, di Red Football Limited, una subholding del gruppo che controlla il Manchester United. Infatti,il bilancio consolidato 2010/11 si è chiuso con un utile netto di £ 10,2 milioni, mentre al 30/06/2010 vi risultava una perdita di 26,4 milioni di sterline.
Questo bilancio consolidato è il primo ad essere redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS). In precedenza erano stati adottati i principi contabili di redazione del bilancio del Regno Unito GAAP. Per effettuare il confronto con l’esercizio è stato rielaborato il bilancio 2009/10, ottenendo risultati nettamente migliorativi. Infatti, la perdita 2009/10 in base ai principi contabili “UK GAAP” era di oltre 83 milioni di sterline. Si pensi che nella rielaborazione del 2009/10, in base ai princìpi IFRS, tra le altre cose, è venuto meno l’ammortamento dell’avviamento (non richiesto dagli IFRS), esposto per oltre 35 milioni di sterline.
I princìpi contabili internazionali IAS-IFRS non assoggettano l'avviamento ad ammortamento, ma lo sottopongono, almeno annualmente, ad un test denominato “impairment” per la verifica del suo valore, che nel bilancio in questione risulta invariato rispetto al 2009/10.
Il fatturato ha registrato la cifra record di £ 331,4 milioni, con un incremento del 15,7% rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato è sostanzialmente distribuito equamente, in quanto composto: per il 32,8% da ricavi da gare; per il 36% da ricavi da media e per il 31,2% da ricavi commerciali. I ricavi da gare aumentano dell’8,4%, passando da 100,1 a 108,6 milioni di sterline. L’Old Trafford ha ospitato, oltre alle 19 partite di campionato, 4 partite delle coppe nazionali e 6 gare di Uefa Champions League, mentre nel 2009/10 ne aveva ospitate 5. I ricavi da media aumentano a £ 119,4 milioni, con una variazione positiva del 13,9%. I ricavi commerciali registrano un aumento del 27% assestandosi a £ 103,4 milioni. L’aumento è dovuto allo sponsor della maglia AON e al nuovo minimo garantito dalla partnership con Nike.
Il costo del personale ammonta a £ 152,9 milioni e rientra ampiamente nei limiti stabiliti dal Fair Play Finanziario, incidendo solo per il 46% sul fatturato, al netto delle plusvalenze. L’aumento del costo del personale è stato del 16,1% e risulta leggermente superiore a quello del fatturato. Invece, gli altri costi operativi aumentano del 26,4%, assestandosi a £ 67,6 milioni.
L’EBITDA, ossia il risultato prima del calcolo degli ammortamenti, degli interessi e delle tasse e prima del calcolo dei componenti straordinari di reddito, risulta positivo per £ 110,9 milioni (101,2 nel 2009/10).
Gli ammortamenti dei giocatori diminuiscono del 2,1% segnando la cifra di £ 39,2 milioni, che rappresenta, in modo “virtuoso”, solo il 12% del fatturato. Gli incrementi dovuti alle acquisizioni durante l'anno (soprattutto Hernandez e Bebé) sono stati compensati da riduzioni dovute alla proroga dei contratti (principalmente Nani, Rooney e Vidic) e a cessioni (principalmente Tosic).
Le plusvalenze sui diritti alle prestazioni dei calciatori, non considerate nel fatturato, diminuiscono da 13,4 a 4,5 milioni di sterline.
Gli oneri straordinari al 30 giugno 2011 sono stati pari a £ 4.700.000, di cui £ 2 milioni per l’impairment test effettuato su un immobile e £ 2,7 milioni per spese di consulenza professionale.
Gli oneri finanziari netti, al 30 giugno 2011, sono stati pari £ 34,7 milioni, in diminuzione di £ 43,4 milioni rispetto al 2009/10 (come da rielaborazione IFRS). I motivi principali di questa diminuzione sono da ricercare nella contabilizzazione di profitti non realizzati sui derivati, per £ 16,4 milioni, causati dall’indebolimento del dollaro rispetto alla sterlina nel corso dell'anno. Per il motivo opposto nell’esercizio precedente erano state contabilizzate perdite non realizzate per 19,3 milioni.
Tuttavia, gli interessi passivi sui finanziamenti sono aumentati da 40 a 43,5 milioni di sterline.
L’utile lordo al 30 giugno 2011 ammonta a £ 29,7, mentre nel periodo precedente era stato evidenziato un risultato lordo negativo per £ 15 milioni (come da rielaborazione IFRS).
L’indebitamento finanziario netto è sceso da 376,9 a 308,3 milioni di sterline, rientrando al di sotto del fatturato, come stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario. L’indebitamento finanziario lordo è diminuito da 540,7 a 458,9 milioni di sterline. Le disponibilità liquide sono pari a £ 150,6 milioni (163,8 nel 2009/10).
Il patrimonio netto risulta positivo per £ 810,6 milioni, in linea con quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.
Tra le attività correnti rimane elevatissimo il credito vantato verso le società controllanti, che diminuisce da 630,7 a 618,4 milioni di sterline.
Le attività non correnti ammontano a £ 811,1 milioni, con un incremento del 4% rispetto all’esercizio precedente. L’avviamento rappresenta il 52% delle attività non correnti e risulta uguale al valore dell’esercizio precedente.
E’ allo studio la possibilità della quotazione in borsa e sembrerebbe che la Borsa di Singapore sia stata preferita a quella di Hong Kong. La quotazione in borsa potrebbe essere vista come via di uscita dall’enorme debito finanziario, che nel bilancio 2010/11 rappresenta il 93% di un fatturato giunto a livelli record.



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martedì 6 settembre 2011

Bilancio Fiorentina 2010: in perdita, nonostante la cessione del ramo commerciale



Luca Marotta Martedì 06 Settembre 2011 23:39
jstargio@gmail.com
Il bilancio di ACF Fiorentina Spa, riguardante l’esercizio chiuso al 31/12/2010, espone una perdita di 9,6 milioni, mentre nel 2009 era stato registrato un utile di 4,4 milioni, anche grazie alla plusvalenza di Felipe Melo.
Il risultato negativo del 2010 è stato determinato in gran parte dalla poco brillante gestione sportiva, con il conseguimento dell’11° posto nel campionato 2009/2010, che non ha consentito di partecipare a competizioni UEFA, con conseguenti minori ricavi. Il valore della produzione, ammontante a 79.854.927 euro, è crollato di ben 60,2 milioni di euro (- 43%) rispetto al 2009, di contro si è registrata una riduzione dei costi della produzione di circa 16,4 milioni (-12,5%), che passano da 131,2 a 114,8 milioni.
La voce più importante del valore della produzione è rappresentata dai ricavi da cessione diritti televisivi per 42,3 milioni (45,4 nel 2009). Le plusvalenze si riducono drasticamente da 33,6 a 3,9 milioni.
La partecipazione alla Champions League 2009/10, che ha visto l’eliminazione da parte del Bayern Monaco agli ottavi, compresi gli incassi della biglietteria, ha generato ricavi per 28,6 milioni di Euro. Tuttavia, in considerazione della diversa durata dell’esercizio contabile, che nel caso della Fiorentina è riferita all’anno solare, nell’esercizio 2010 la quota imputata per competenza è stata pari a 3,6 milioni di euro.
Il costo del personale ammontante a 55.079.239 euro registra una flessione di circa 10,4 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 69% (47% nel 2009). Gli ammortamenti e le svalutazioni sono pari a circa 31,7 milioni ed incidono per il 40% sul valore della produzione.
La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per 34,9 milioni, mentre nel 2009 era positiva per 8,8 milioni. Questo dato viene “mitigato” dalla plusvalenza derivante dalla cessione del ramo d’azienda per circa 14 milioni e dai vantaggi del consolidato fiscale, che determinano un segno positivo nel calcolo delle imposte sul reddito per circa 7,8 milioni.
Il patrimonio netto risulta positivo per 83,1 milioni e rappresenta il 46,6% delle attività. Il parametro Co.Vi.So.C riguardante il rapporto tra il valore della produzione e i debiti finanziari; non è calcolabile in quanto l’unico debito di natura finanziaria è rappresentato da un finanziamento fruttifero da parte dei Soci di € 5 milioni, che risulta essere abbondantemente coperto dalle disponibilità liquide pari a 7 milioni di euro. Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a 79,6 milioni (72,6 nel 2009). Tra i giocatori col valore contabile netto più elevato figura D’Agostino con 9,6 milioni (valore lordo 11,5 milioni), seguito da Gilardino con 7,9 milioni (valore lordo 15,75 milioni), Felipe con 5,6 milioni (valore lordo 6,4 milioni), Ljajic con 5,6 milioni (valore lordo 7,1 milioni) e Jovetic con 5,5 milioni (valore lordo € 10.855.000).
Le immobilizzazioni finanziarie hanno registrato un incremento di 15.544.000 euro, passando da € 7.074.000 a € 22.618.007. Esse riguardano, per l’importo di 22 milioni, le partecipazioni totalitarie in Firenze Viola srl, Campus Viola srl e Promesse Viola Srl. L’incremento è dovuto al conferimento di ramo d’azienda in Firenze Viola Srl, che ha determinato una plusvalenza da conferimento di € 14,74 milioni, portata ad incremento del valore della partecipazione. Per l’inciso, Firenze Viola srl al 31/12/2010 registrava un utile di € 112.111. Dalla lettura del bilancio, apprendiamo che il 17 dicembre 2010, con delibera del Consiglio di Amministrazione, è stato definito il conferimento del “ramo commerciale” di ACF Fiorentina nella società Firenze Viola Srl per dare “nuovo impulso” a tutta l’attività commerciale e “sviluppare in maniera più decisa l’attività di raccolta di risorse finanziarie”, ricercando anche nuove opportunità di business. Bisogna precisare che la società controllata Firenze Viola Srl era già detentrice del marchio Fiorentina e dei Trofei acquisiti dal fallimento della precedente società A.C. Fiorentina S.p.A.. Il conferimento ha coinvolto gran parte della struttura commerciale e le risorse destinate alla manutenzione e ai servizi, nonché tutti i contratti in essere legati al’utilizzo del marchio (licenziatari, partner ufficiali, etc.); continuano invece a rimanere in capo ad ACF Fiorentina Spa: il Main Sponsor, lo Sponsor Tecnico, gli Sponsor Istituzionali, tutti i rapporti contrattuali riguardanti la cessione dei diritti di trasmissione, nonché tutti i proventi dalla biglietteria. Il ramo d’azienda è stato valutato in 15 milioni di euro, in base a perizia. Si aggiunga che la controllata Firenze Viola Srl possiede il 2% delle azioni di ACF Fiorentina Spa, mentre Andrea Della Valle l’1% e Diego Della Valle & C. Sapa il 97%. Inoltre, si segnala che Firenze Viola srl ha concesso ad uso esclusivo di ACF Fiorentina Spa l’utilizzo del marchio “Fiorentina”, a fronte di un canone annuo, per il 2010, di € 600.000.
Gli amministratori della Fiorentina, nel descrivere lo scenario futuro, hanno scritto che la prevedibile evoluzione della gestione non permetterà di sostenere il monte ingaggi degli ultimi bilanci. Inoltre, sempre secondo gli amministratori, nell’esercizio 2011 continuerà il processo di adeguamento dei valori economico-finanziari di bilancio alle indicazioni previste dalle regole del Financial Fair Play, da cui la necessità di una decisa strategia aziendale, che “abbia come obiettivo principale quello di ricondurre la struttura ad una situazione di equilibrio”.



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venerdì 2 settembre 2011

Gli appartamenti dell’Arsenal. Ovvero il business dell’edilizia residenziale.


Luca Marotta 
jstargio@gmail.com

L’indebitamento finanziario che ha caratterizzato i bilanci consolidati degli ultimi esercizi del Gruppo societario che controlla l’Arsenal è stato causato da grossi investimenti immobiliari, segnatamente lo stadio “Emirates Stadium” e i complessi residenziali destinati alla rivendita “Drayton Park”, “Highbury Square” e "Quensland Road”. L’investimento in complessi residenziali destinati alla rivendita doveva servire a creare “cash” per coprire l’investimento stadio, oltre a riqualificare l’area adiacente lo stadio dal punto di vista urbanistico. In base ai dati di bilancio, partendo dal 2002/2003, cercheremo di ricostruire il volume del business immobiliare residenziale dell’Arsenal. Nei bilanci consolidati di Arsenal Holdings plc assume rilievo una voce insolita per un bilancio di una società di calcio, ossia: “Stock – development properties”. Gli immobili destinati alla rivendita vengono iscritti a bilancio al minore valore tra costo di costruzione e valore netto di realizzo. Nella sostanza questa voce riguarda essenzialmente le rimanenze di proprietà immobiliari destinate alla rivendita, riguardanti i complessi residenziali. Il progetto immobiliare “Drayton Park”, lato est di “Emirates Stadium”, ha inciso sui bilanci del gruppo fino al 2006/07. Durante la stagione 2002/03 il settore immobiliare ha comportato un fatturato di £ 14 milioni. La maggior parte del fatturato è stata realizzata con la prima vendita a Newlon Housing Trust, operante nel settore dell’edilizia popolare, per £ 13,8 milioni. Le rimanenze aumentavano da £ 25,6 milioni a 30,7 milioni di sterline. Il margine operativo del settore immobiliare risultava positivo per £ 5,8 milioni. La posizione finanziaria netta, nel 2002/03, diventava negativa, registrando un indebitamento finanziario netto di £ 60,3 milioni, mentre al 31 maggio 2002 era positiva per 242 mila sterline. Durante la stagione 2003/04, il settore immobiliare ha comportato un fatturato di £ 41,8 milioni su un fatturato complessivo di £ 156,9 milioni, con un margine operativo di £ 16,1 milioni. La voce: “Stock – development properties”, al 31 maggio 2004, risultava pari a £ 20,1 milioni di sterline. L’indebitamento finanziario netto era pari a £ 141,3 milioni. Durante la stagione 2004/05, il fatturato del settore immobiliare è stato pari a £ 23,3 milioni su £ 138,4 milioni, con un margine operativo di £ 12,4 milioni. Al 31/05/2005, l’indebitamento finanziario netto era pari a £ 153,3 milioni. Il fatturato ha riguardato la vendita di due strutture di Drayton Park. Con il “trasloco” all’“Emirates Stadium”, gli amministratori contavano di andare avanti rapidamente con i piani di vendita e sviluppo del complesso residenziale di “Highbury Square”, per il quale le ultime autorizzazioni urbanistiche erano pervenute alla fine di giugno 2005. La voce: “Stock – development properties”, al 31 maggio 2005, risultava pari a £ 28,1 milioni di sterline. Nel 2005/06, il fatturato del settore immobiliare è sceso a £ 5,1 milioni, con un margine operativo di 300 mila sterline. Al 31/05/2006, l’indebitamento finanziario netto era pari a £ 262,1 milioni. Il completamento della vendita del complesso di Drayton Park, che si era originariamente previsto di includere nei risultati per il 2005/06, in realtà non è stato completato fino alla fine di giugno 2006, e si prevedeva un fatturato residuo di circa £ 23.500.000 da includere nei risultati 2006/07. Inoltre, nel 2005/06 si inizia la progettazione di “Queensland Road” e la costruzione di “Highbury Square” (agosto 2005), che ha comportato un aumento delle rimanenze. Infatti, la voce: “Stock – development properties”, al 31 maggio 2006, risultava pari a £ 44,4 milioni di sterline. Nel 2006/07, il fatturato del settore immobiliare aumenta a £ 23,8 milioni, con un margine operativo di £ 9 milioni. Al 31/05/2007, l’indebitamento finanziario netto saliva a £ 268,2 milioni. La voce “Stock – development properties”, al 31 maggio 2007, risultava pari a £ 100,1 milioni di sterline. La stagione 2006/07 vedeva il completamento della vendita del complesso immobiliare di Drayton Park per circa £ 23,5 milioni e l’investimento negli altri due complessi. Il più grande di questi è “Highbury Square”, dove i lavori di costruzione e di sviluppo per la conversione di Highbury in appartamenti e attici viene finanziata attraverso una distinta struttura di prestiti bancari, contratti appositamente per tale scopo. Gli amministratori avevano previsto come valore complessivo per le vendite di “Highbury Square” e “Queensland Road” una cifra al di sopra di £ 300 milioni e si aspettavano che tale gestione contribuisse con un flusso positivo netto di cassa per circa £ 90.000.000 nei successivi tre anni. L’indebitamento finanziario netto dell’Arsenal, al 31/05/2008, toccava la cifra record di 318,1 milioni di sterline e secondo K. J. Friar (Managing Director dell’epoca) questo livello di indebitamento netto doveva rappresentare il punto massimo di esposizione debitoria per il gruppo, destinata a ridursi a partire dall’esercizio 2008/09, a seguito del completamento delle vendite del complesso residenziale ”Highbury Square”. La causa principale del raggiungimento del record dell’indebitamento risiedeva proprio nella contrazione di un ulteriore prestito per la costruzione del complesso residenziale “Highbury Square”. Al 31 maggio 2008, l’indebitamento destinato a tale progetto ammontava a 133,5 milioni di sterline (nel 2007 era di 62,9 milioni di sterline). Questo prestito, che prevedeva la durata di due anni, doveva essere rimborsato col ricavato delle vendite relative agli immobili del complesso residenziale. Nel bilancio al 31/05/2008 la voce “Stock – development properties” era pari a circa 188 milioni di sterline con un aumento dell’ 87,81% rispetto al 31/05/2007. Nella sostanza questa voce riguardava essenzialmente le rimanenze di proprietà immobiliari destinate alla rivendita riguardanti il complesso residenziale “Highbury Square”. Il fatturato del settore immobiliare al 31/05/2008 scendeva a £ 15,3 milioni, con un margine operativo nullo. Nell’esercizio 2008/09 iniziava la vendita degli appartamenti di “Highbury Square”, costruiti dove erano ubicate le tribune del vecchio glorioso stadio “Highbury”, il cui campo di gioco è diventato un bel giardino. Il sito internet www.highburysquare.com pubblicizza tale progetto, che ha vinto il prestigioso 'Premio Speciale della Giuria' al MIPIM (la vetrina internazionale del real estate). Tale premio, per quanto riguarda il mondo immobiliare, è l'equivalente dei premi Oscar. Nel 2008/09 l’attività immobiliare ha contribuito con un fatturato di 88,3 milioni di sterline ed un margine operativo di 7,8 milioni di sterline, con un’incidenza percentuale del 28,18% sul fatturato totale del gruppo. Al termine dell’esercizio 2008/09 era stata effettuata la vendita di soli 208 dei 655 appartamenti previsti dal progetto “Highbury Square”. La crisi economica e le difficili condizioni di accesso al credito ipotecario hanno rallentato il ritmo delle vendite. Dopo il 31/05/2009, si è proceduto al completamento di tutte le rimanenti opere di costruzione, compreso il giardino centrale. La cerimonia ufficiale di apertura per Highbury Square si è tenuta il 24 settembre 2009 alla presenza di Arsène Wenger e di un certo numero di giocatori. Il numero di appartamenti venduti è salito a 445 con un fatturato cumulato del valore delle vendite di 172 milioni di sterline e il debito bancario contratto per la costruzione è stato ridotto a 47 milioni di sterline. In ogni caso il prestito contratto con Barclays Bank plc, la cui scadenza originaria era prevista per la fine di aprile 2010, è stato rifinanziato, allungando la scadenza a dicembre 2010. Al 31/05/2009 l’indebitamento netto complessivo del Gruppo risultava diminuito da 318,1 milioni di sterline a 297.7 milioni di sterline. Il 30 luglio 2009, il progetto immobiliare denominato “Queensland Road” ha ricevuto il via libera. Questo progetto, che prende il nome dalla strada che delimita a sud l’“Emirates Stadium”, prevede la costruzione di uno nuovo edificio di sei piani, a sud della strada omonima, composto da 213 unità residenziali da destinare ad alloggi a prezzi accessibili, oltre a locali da destinare ad attività commerciali. Una seconda costruzione è prevista a nord della stessa strada, con 516 unità residenziali, un centro per gli sport indoor gestito dal Club, locali ad uso della comunità locale, e parcheggi. Al 31/05/09 le rimanenze fabbricati destinati alla rivendita erano pari a 167 milioni di sterline con una riduzione dell’11,15%, in conseguenza delle vendite effettuate. Al 31/05/2010, a causa di una notevole vendita degli stessi, le rimanenze relative agli immobili merce passavano da 167 milioni di sterline a 45,8 milioni, con un decremento del 72,60%. Gli amministratori di Arsenal Holdings Plc ritenevano che, nel loro caso, il valore netto di realizzo di queste rimanenze fosse superiore al loro valore di libro. Nel 2009/10, il fatturato del settore immobiliare è esploso, aumentando del 77,73%, passando a 156,9 milioni di sterline, con un margine operativo di £ 15,2 milioni. In tale esercizio, sono stati venduti 362 appartamenti (nel 2009: 208) del complesso residenziale di Highbury Square. Tale vendita ha generato un fatturato di 133,6 milioni di sterline. Il totale degli appartamenti venduti al 31/05/2010 saliva a 570 su 655 costruiti. Il margine di utile per la vendita degli appartamenti di Highbury Square è aumentato, ed il prestito contratto per il progetto immobiliare è stato estinto; pertanto le vendite degli appartamenti restanti rappresenteranno esclusivamente ricavi che generano liquidità. Per quanto riguarda il complesso residenziale di Queensland Road (via che costeggia a sud l’Emirates Stadium), destinato ad alloggi popolari, il fatturato è stato di 23,2 milioni di sterline. Una prima vendita è stata fatta nel mese di febbraio 2010 all’acquirente Newlon Housing Trust, che ha anche effettuato un pagamento cash per 11.900.000 sterline, in considerazione del fatto che si è accollato le spese di demolizione e bonifica dell'intero sito, comprese le opere necessarie per eventualmente spostare la strada a sud. In termini contabili tale vendita non ha comportato utili o perdite, ma ha permesso ad una società del gruppo, la Ashburton Trading Limited, di rimborsare completamente il suo prestito in banca, azzerando i suoi debiti. L’azzeramento del debito significa che, come per Highbury Square, ogni futura attività di vendita permetterà di realizzare eccedenze di liquidità. Nei sei mesi chiusi al 30 novembre 2010, l’Arsenal ha completato la vendita di altri 50 appartamenti di Highbury Square generando un fatturato di £ 22,5 milioni ed un margine operativo di £ 3,3 milioni. Ciò significa che, al 30 novembre 2010, sono stati venduti 620 dei 655 appartamenti del progetto immobiliare “Highbury Square”. Sempre alla stessa data l’indebitamento finanziario netto ammonta a £ 147,3 milioni. Per quanto riguarda il progetto Queensland Road, che vede protagonista Newlon Housing Trust, sono in fase avanzata le negoziazioni della vendita di circa 375 appartamenti all'interno di tre torri. Nella semestrale al 30 novembre 2010 gli amministratori ribadiscono che il business relativo all’edilizia residenziale è libero da debiti. Come già detto, ciò significa che le future vendite immobiliari comporteranno generazione di flusso di cassa con margini più elevati, come nel caso di “Highbury Square”. Il futuro in questo settore, quindi, appare roseo. Riepilogando, dal 1° giugno 2002 al 30 novembre 2010, il business dell’edilizia residenziale dell’Arsenal ha generato un fatturato di 391 milioni di sterline con un margine operativo di 69,9 milioni di sterline. Concludiamo con una domanda: questi risultati potranno essere mai conseguiti anche dalle squadre italiane?

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domenica 28 agosto 2011

Bilancio Parma 2009/10: dalla B alla A, più ricavi e minori perdite



Luca Marotta Domenica 28 Agosto 2011 23:06
jstargio@gmail.com
Per il Parma, il passaggio dalla serie B alla serie A ha giovato ai risultati del bilancio con un aumento dei ricavi e la diminuzione delle perdite, grazie soprattutto ai diritti TV e alle plusvalenze.
Il valore della produzione del bilancio 2009/10 del Parma è più che raddoppiato, passando da euro 36.377.570 a euro 78.349.512 (+115,38%), mentre il costo della produzione è aumentato del 63,66%, passando da euro 44.333.330 a euro 72.554.927. Di conseguenza la differenza tra valore e costi della produzione, da negativa per 8 milioni, è diventata positiva per 5,8 milioni.
I ricavi da gare sono aumentati di 2,8 milioni, passando da 2,3 a 5,1 milioni. La loro incidenza sul valore della produzione è bassa, essendo pari al 6,47%. I diritti radiotelevisivi aumentano in modo notevole da 443 mila euro a 23,2 milioni, incidendo per il 29,63% sul valore della produzione. Le plusvalenze aumentano di 9 milioni, passando da 25,7 a 34,7 milioni. La loro incidenza sul valore della produzione è del 44,32%. I proventi da sponsorizzazioni risultano pari a 2,1 milioni e i proventi pubblicitari sono pari a 4,9 milioni.
Il costo del personale ammonta a 35,6 milioni (20,5 nel 2008/9) con un’incidenza sul valore della produzione del 45,40%, conforme al Fair Play Finanziario, anche se il valore della produzione registrato dipende in modo considerevole dalle plusvalenze.
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali ammontano a 15,2 milioni (11,5 nel 2008/9), di cui 13,6 per ammortamento diritti calciatori. L’ammortamento del marchio è stato calcolato per 611 mila euro.
Tra gli oneri diversi di gestione, pari a 6,7 milioni, figura la percentuale di mutualità per diritti TV concessa alle squadre ospiti, che è stata di 3,2 milioni.
La gestione finanziaria continua ad essere negativa per 6,4 milioni (- 1,3 milioni nel 2008/9). Tra gli oneri finanziari spiccano gli oneri da compartecipazione per 6,8 milioni, riguardanti giocatori come Dessena per 2,4 milioni, Biabany per 1,7 milioni, Mariga 800 mila euro e altri.
La gestione straordinaria è negativa per 211 mila euro.
Il risultato prima del calcolo delle imposte è negativo per 777 mila euro.
Le imposte sul reddito dell'esercizio sono pari a euro 1.651.004 (€ 524.264 nel 2008/9).
La perdita dell’esercizio risulta pari a euro 2.428.205, mentre nel 2008/9 era pari a 9.915.668.
Pur essendo diminuita come entità la perdita di esercizio, la società Parma Football Club Spa Società Unipersonale si è trovata nella situazione prevista dall’articolo 2446 del codice civile, ossia riduzione del capitale di oltre un terzo in conseguenza di perdite. Gli amministratori, come rilevato anche dalla società di revisione Price Waterhouse Coopers Spa, hanno richiesto al socio controllante di rinunciare in parte al suo credito, capitalizzandolo, per l’importo di 5 milioni. Il socio unico Eventi Sportivi Spa ha aderito alla richiesta, convertendo l’importo richiesto in “versamenti soci in conto capitale”, come risulta dal verbale del 23 dicembre 2010.
Il totale delle attività aumenta da 105,1 a 127,4 milioni (+21,25%). Le immobilizzazioni immateriali risultano pari a 74,4 milioni, con un incremento del 42,18% rispetto al 2008/9. Importante è il valore del marchio, che è esposto per un valore contabile netto di 10,1 milioni, con un costo storico di 12,2 milioni e un fondo ammortamento di 2,1 milioni. Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 54,4 milioni (34,4 nel 2008/09), con acquisizioni effettuate per 43,3 milioni, dismissioni per un valore contabile di 9,7 milioni (con un valore di cessioni per 12,3 milioni) e ammortamenti per 13,6 milioni. Tra gli acquisti più rilevanti segnaliamo: Andrea Rispoli per 7 milioni dal Brescia, Valiani per 5,1 milioni dal Bologna, Biabiany per 5 milioni dall’Inter, Antonio Mirante per 3,6 milioni dalla Sampdoria, Bojinov per 2 milioni dal Manchester City e Zaccardo per 2 milioni dal Wolfsburg. Tra le cessioni segnaliamo: Mariga per 10 milioni all’Inter, con una plusvalenza di 8,7 milioni; Biabiany per 8,4 milioni, con una plusvalenza di 3,9 milioni; Andrea Pisanu per 5 milioni al Bologna, con una plusvalenza di poco inferiore; Budel per 5 milioni al Brescia, con una plusvalenza di pari importo, Vantaggiato per 5 milioni al Padova con una plusvalenza di circa 2 milioni e Cordova per 2 milioni al Brescia, con una plusvalenza di poco inferiore. Le immobilizzazioni finanziarie aumentano da 11,5 a 14,5 milioni. Esistono partecipazioni, per importi trascurabili nelle seguenti società: S.D.S. Società Diritti Sportivi Srl in liquidazione; Cooperativa Farmaceutica Parmense scrl; Fondazione Sport Parma. Il valore delle compartecipazioni ex art. 102-bis NOIF ammonta a 14,4 milioni (11,5 nel 2008/09). Tra le più rilevanti annoveriamo Budel, Vantaggiato, Reginaldo e Pisanu, ciascuno per 2,5 milioni.
L’attivo circolante diminuisce del 7,37% assestandosi a 37,4 milioni.
I crediti verso clienti ammontano a 16,3 milioni (1,5 nel 2008/9), di cui 11,1 per crediti diritti radio-TV. I crediti verso enti settore specifico ammontano a 18,8 milioni (37 nel 2008/9). Il credito maggiore è quello verso l’Inter per € 10.650.000. Tra le curiosità, il Parma vanta un credito verso un dipendete per 895 mila euro, accordato al tasso euribor 3 mesi + 1%.
Le disponibilità liquide risultano pari a 90 mila euro.
Il patrimonio netto è positivo per € 12.788.668, in diminuzione rispetto al 2008/09 a causa della perdita d’esercizio.
Il fondo per rischi e oneri ammonta a € 765.537 e comprende il fondo imposte differite per 70 mila euro e accantonamenti per contenziosi riguardanti tra gli altri l’ex calciatore del Parma Djetou, l’avvocato Roberto Quber, l’allenatore Cagni, l’Helsingborgs If per l’acquisto di Mariga e altri contenziosi.
I debiti risultano in aumento del 26,47%, passando da 86,2 milioni a 109 milioni. I debiti verso le banche ammontano a 12,5 milioni (9,1 nel 2008/9). I debiti verso altri finanziatori ammontano a 14,6 milioni e riguardano debiti di factoring verso Monte Paschi Leasing e Factoring Spa per cessione crediti diritti TV 2010/11 e Ifitalia Spa per cessione crediti Lega Nazionale Professionisti.
I debiti verso le società controllanti ammontano a 18,1 milioni, di cui 1,6 milioni verso Fondazione Eventi Sportivi Spa e 16,5 milioni verso Eventi Sportivi Spa. I debiti verso fornitori aumentano da 10,9 a 19,6 milioni. I debiti tributari ammontano a 6,8 milioni, di cui 3,5 per ritenute Irpef su redditi da lavoro dipendente. I debiti per compartecipazioni aumentano da 10,9 a 18,9 milioni. Tra gli importi più rilevanti ci sono Daniele Galloppa per 5 milioni, Andrea Rispoli per 3,5 milioni, Valiani per 2,5 milioni e Alberto Paloschi per € 2.250.000. I debiti verso Enti settore specifico risultano pari a 10,1 milioni (36,2 nel 2008/9). Il debito maggiore è quello verso il Milan, che ammonta a € 2.670.000. I debiti verso il personale ammonta a 4,9 milioni (2,5 nel 2008/9).
L’indebitamento finanziario netto è aumentato del 56,66%, passando da euro 7.903.834 a euro 12.382.345. Tale valore è inferiore al valore della produzione, ma bisogna evidenziare che nel calcolarlo gli amministratori hanno considerato solo i debiti verso le banche al netto delle disponibilità liquide, senza considerare i debiti verso le società di factoring.
Concludendo, possiamo affermare che il bilancio 2009/10 del Parma è caratterizzato dalla dipendenza dalle plusvalenze e dai diritti Tv per il 74% del valore della produzione e ha risentito degli investimenti necessari per il passaggio di categoria; tuttavia l’importo considerevole delle plusvalenze, circa 60 milioni in 2 anni, testimonia anche delle buone capacità calcistiche del management del Parma.

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giovedì 25 agosto 2011

Bilancio Bologna 2009/10: continuità grazie alla nuova proprietà

Luca Marotta Giovedì 25 Agosto 2011 22:21
jstargio@gmail.com
Il bilancio 2009/10 di Bologna Football Club 1909 SPA segna la fine della gestione Menarini, che ha ceduto il controllo della società nel giugno 2010 a Porcedda, che a sua volta ha passato la mano nel dicembre 2010. Senza dubbio gli ultimi sei mesi del 2010 sono stati piuttosto movimentati dal punto di vista societario.
Il 23 dicembre 2010, i soci della società Bologna Football Club 1909 SPA hanno approvato il bilancio di esercizio chiuso al 30 giugno 2010 con una perdita di 8.272.535 euro, in diminuzione del 36,48% rispetto alla perdita registrata il 30/06/2009 pari a 13.023.503 euro. Inoltre, hanno approvato una Situazione Patrimoniale al 31 ottobre 2010, con una perdita di 4,3 milioni di euro. All’assemblea, oltre ai soci Aktiva Spa e ASF srl, risultava presente anche la società Bologna 2010 S.p.A., in quanto interessata all’aumento di capitale, necessario a garantire la continuità aziendale.
La continuità aziendale, ossia la capacità di far fronte agli impegni finanziari nel futuro, è fondamentale ed è uno dei principi cardine della normativa sul Fair Play Finanziario. La società di revisione Price Waterhouse Coopers Spa ha evidenziato, al punto 4 della sua relazione, che al 30/06/2010, il Bologna si trovava nella situazione prevista dall’articolo 2446 del codice civile, ossia riduzione del capitale di oltre un terzo in conseguenza di perdite e, successivamente, con la situazione patrimoniale al 31 ottobre 2010 emergeva un’ulteriore perdita, tale da far ricadere la situazione in quella disciplinata dall’articolo 2447 del Codice Civile, ossia: “riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale”. Nonostante questa situazione, il bilancio è stato redatto in base al principio di continuità aziendale, grazie all’accordo tra la proprietà al tempo di approvazione del bilancio, A.S.F. srl di Porcedda (80%) e Aktiva Spa dei Menarini (20%), già in parte diversa da quella al 30 giugno 2010, e nuovi soggetti interessati ad acquisire il controllo della società. L’accordo prevedeva il richiamo integrale dei crediti verso i soci e la sottoscrizione di un aumento di capitale.
Il Patrimonio Netto al 30 giugno 2010 risultava positivo per 2.107.465 euro, mentre nell’esercizio precedente era pari a 1.513.649 euro. Il problema, ai fini del regolamento del Fair Play Finanziario, sorge con la situazione al 31 ottobre 2010, che mostra un patrimonio netto negativo per 2.168.848 euro. Il socio “uscente” ASF srl ha effettuato un versamento a fondo perduto per 1.719.954, riducendo l’importo negativo del Patrimonio netto a 448.894 euro, dopo l’azzeramento del capitale sociale di euro 10.380.000. Inoltre, è stato deliberato un aumento dello stesso capitale a 8,3 milioni di euro, sottoscritto e versato dai nuovi soci della società Bologna 2010 Spa. La società Bologna 2010 Spa ha versato complessivamente euro 8.748.894 per coprire anche la parte residua delle perdite pregresse.
Il totale delle attività al 30/06/2010 è pari a 55,9 milioni (30,1 nel 2008/9).
Le immobilizzazioni nette sono pari 33.941.092 euro, mentre nel 2008/9 erano pari a 22.206.485 euro, l’incremento è stato pari al 52,84%. L’importo maggiore riguarda i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori pari a 23,3 milioni (21,4 nel 2008/9).
Le immobilizzazioni finanziarie, pari a 9.955.609 euro, riguardano le compartecipazioni ex art. 102-bis NOIF per 7,7 milioni (1.016 euro nel 2008/9), tra cui spicca Viviano con l’Inter per 3,5 milioni, e i crediti immobilizzati per 2,2 milioni (6.594 euro nel 2008/9).
L’attivo circolante è pari a 21.380.527 euro (3,2 milioni nel 2008/9). Per quanto riguarda questa voce, i crediti aumentano da 2,8 a 21,3 milioni. Tra questi crediti spicca il credito verso controllanti per 6.663.178 euro. Di questi, 2,6 milioni riguardavano il credito verso Aktiva per interruzione della procedura di consolidato fiscale e 4 milioni riguardavano la controllante indiretta COGEI per il trasferimento della perdita fiscale nell’ambito sempre del consolidato fiscale. I crediti verso enti settore specifico ammontano a 5,6 milioni (1,6 nel 2008/9) e riguardano per circa 4,7 milioni dei crediti verso il Parma.
Le disponibilità liquide risultavano pari a 49 mila euro.
I debiti risultano in forte aumento del 67,66%, passando da 27,4 a 46 milioni. Tra questi spiccano i debiti verso enti settore specifico per 15,6 milioni di euro (13,4 nel 2008/9), i debiti verso banche per 7 milioni (un milione nel 2008/9), i debiti tributari per 7 milioni (3,9 nel 2008/9), altri debiti (principalmente debiti verso il personale) per 6 milioni (4,4 nel 2008/9), debiti verso fornitori per 5,9 milioni (4,4 nel 2008/9), debiti per compartecipazioni per 4,1 milioni.
I debiti verso fornitori comprendo anche i debiti verso procuratori per circa 2 milioni.
I debiti verso enti settore specifico includono i debiti verso società calcistiche per 9 milioni, tra cui spicca il debito verso il Parma per Pisanu per 1.666.667 euro, il debito verso la Fiorentina per Osvaldo ammontante a 1.650.000 euro e il debito verso il Brescia per Viviano per 1,2 milioni.
I debiti verso le banche riguardano prevalentemente debiti per anticipi fatture per 6,2 milioni.
L’importo maggiore dei debiti tributari riguarda le ritenute d’acconto Irpef su lavoro dipendente per 3,7 milioni.
I debiti per compartecipazioni riguardano tre giocatori: Pisanu (2,5 milioni), Elia (un milione) e Paponi (600 mila), in comproprietà col Parma.
Bisogna evidenziare e ricordare, come descritto nella relazione sulla gestione, che a causa del ritardo nel pagamento degli emolumenti, aspetto giudicato negativamente dal regolamento del Fair Play Finanziario, il 14 dicembre 2010, i calciatori del Bologna hanno messo in mora la società per l’importo di euro 3.263.477.
Il 2 dicembre 2010, il Bologna è stato penalizzato di 1 punto a causa del mancato pagamento dell'Irpef per il periodo maggio-giugno 2010.
Il 13 gennaio 2011, il Bologna è stato penalizzato di 2 punti a causa dei mancati pagamenti degli stipendi e dei contributi del primo trimestre della stagione 2010/11 (luglio-settembre 2010) entro il termine consentito.
L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2010, nonostante risulti in forte aumento, passando da euro 715.485 a euro 4.801.764, ai fini del regolamento sul Fair Play Finanziario, resta comunque inferiore al valore della produzione.
Il Valore della produzione ammonta a 49.128.408 euro, in aumento del 18,23% rispetto al 2008/9, grazie alle plusvalenze. I proventi radiotelevisivi ammontano a 16,6 milioni, cui bisogna aggiungere la percentuale di diritti televisivi ricevuta come squadra ospite pari a 6,9 milioni, che determina un’incidenza del 47,87% del valore della produzione. Le plusvalenze risultano pari a 9,9 milioni (€ 5.331 nel 2008/9) con un’incidenza del 20,20% sul valore della produzione. La maggiore plusvalenza realizzata è stata quella relativa alla cessione di Valiani al Parma per 3,5 milioni, ceduto per 5 milioni, seguita da quella di Terzi al Siena per 2.493.088 euro, ceduto per 2,5 milioni. I proventi da sponsorizzazioni ammontano a 5,6 milioni (6,2 nel 2008/9). I proventi pubblicitari ammontano a 2,3 milioni. I ricavi da gare risultano in diminuzione del 27%, passando da 7,7 a 5,6 milioni.
Per quanto riguarda i proventi da diritti TV, se li considerassimo al netto della percentuale concessa alle squadre ospiti (3,4 milioni), compresa negli oneri diversi di gestione, l’importo netto risulterebbe pari a circa 20 milioni. La nuova normativa sui diritti TV, porta a stimare, per il 2010/11, un aumento di tale importo a 26 milioni.
I costi della produzione aumentano da 53,7 a 63 milioni.
Il Costo del personale al 30/06/2010 risultava pari a euro 36.684.297 in aumento del 16,51% rispetto al 30/06/2009. Il rapporto tra costo del personale e valore della produzione risulta troppo elevato essendo pari al 74,67% (75,77% nel 2008/09). Secondo il regolamento del Fair Play Finanziario, tale rapporto non deve superare il 70% dei ricavi rilevanti.
Gli ammortamenti e le svalutazioni aumentano da 6,8 a 9,6 milioni. Gli ammortamenti relativi ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risultano pari a 9,1 milioni (5,7 nel 2008/9).
La gestione finanziaria è negativa per 141 mila euro.
La gestione straordinaria è positiva per circa 2,6 milioni.
Il risultato prima delle imposte è negativo per 11,4 milioni, mentre nel 2008/9 era negativo per 12,3 milioni.
La gestione delle imposte sul reddito, grazie al meccanismo del consolidato fiscale risulta positiva per 3,2 milioni, determinando una perdita di esercizio di 8,2 milioni di euro.
Tra le curiosità calcistiche evidenziamo, che il 10/01/2010 è stata perfezionata la cessione temporanea all'Espanyol di Pablo Daniel Osvaldo per 50 mila euro. In questo caso gli ammininstratori del Bologna sottolineavano l'importanza del vantaggio costituita dal risparmio dell'ingaggio per 802 mila euro.
Il 10/06/2010, la società RCD Espanyol ha esercitato il diritto di opzione per il rinnovo ed il prolungamento della cessione temporanea di Pablo Daniel Osvaldo, pagando 500 mila euro. Il 31/08/2010 L’Espanyol ha acquisito definitivamente Osvaldo per un importo di 4,6 milioni, da pagare in 4 rate. A distanza di un anno, sembrerebbe che l’Espanyol richieda più del triplo per cederlo.
Concludendo, la nuova proprietà ha il merito di aver “salvato” il Bologna garantendo la continuità aziendale e con l’eredità di alcuni mesi della gestione Porcedda dovrà cercare di riequilibrare i conti, evitando la generazione di perdite.

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martedì 26 luglio 2011

Bilancio 2010 Genoa: una rosa da Milan



Luca Marotta Martedì 26 Luglio 2011 22:15
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Per il terzo anno consecutivo, il Genoa Cricket and Football Club Spa è ricaduto nella previsione di cui all’articolo 2446 del Codice Civile, ossia il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite.
La perdita del 2010 è pari a 16.964.706 euro ed è stata riportata a nuovo. Nell’esercizio precedente la perdita ammontava a 598.212 euro, mentre al 31 dicembre 2008 risultava una perdita di 7.829.339 euro. Il riporto a nuovo della perdita 2010 è anche giustificato dal fatto che la sessione del calciomercato di gennaio 2011 ha generato un risultato positivo per circa 8,5 milioni e l’azionista di maggioranza si è dichiarato disposto a convertire una quota del finanziamento soci, come già fatto nel corso del 2010 per euro 14.575.000. D’altronde già nei primi mesi del 2011 sono stati effettuati finanziamenti soci per oltre 11 milioni di euro.
Il valore positivo del patrimonio netto, pari a 1.068.234 euro, dipende dal “costante intervento” dell’azionista di maggioranza. Il Collegio Sindacale ha preso atto dell’impegno dell’azionista di maggioranza a rendersi disponibile a nuovi interventi e a fare il punto della situazione dopo il calciomercato estivo, tuttavia ha rilevato la necessità di un “monitoraggio costante” della situazione economica e patrimoniale, per l’adozione di tempestivi provvedimenti.
Mentre i ricavi sono diminuiti del 3,8%, i costi della produzione sono aumentati del 14%, a causa soprattutto dell’aumento dei costi del personale e delle immobilizzazioni immateriali.
Il valore della produzione ammonta a 95,9 milioni, mentre nel 2009 era pari a 99,7 milioni. Nel 2010 è aumentata la “teledipendenza”. Il 33,5% del valore della produzione è stato generato dai diritti televisivi, mentre nel 2009 l’incidenza era pari al 26,75%. Fondamentale è stato il contributo delle plusvalenze pari a 38,9 milioni e con un’incidenza sul valore della produzione del 40,54%. Lo stesso è accaduto nel 2009 con plusvalenze realizzate pari a 42,2 milioni con un’incidenza sul valore della produzione del 42,3%. La plusvalenza più elevata è stata quella di Papastathopoulos ceduto al Milan per 14 milioni con una plusvalenza di 12 milioni, seguita da quella di Ranocchia ceduto all’Inter per 13 milioni con una plusvalenza di 11,3 milioni. Salvatore Bocchetti risulta ceduto al Rubin Kazan per 9,6 milioni con una plusvalenza di 6,5 milioni.
Il costo del personale risulta pari a 51,8 milioni e registra un forte incremento del 25% rispetto ai 41,4 milioni del 2009. L’incidenza del costo del personale sul valore della produzione rientra ampiamente nei limiti del fair play finanziario, essendo pari al 54% (41,6% nel 2009).
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali risultano pari a 37,2 milioni (29,8 milioni nel 2009) ed incidono per il 38,8% sul valore della produzione (29,94% nel 2009).
Il risultato operativo è negativo per 15,7 milioni, mentre nel 2009 era positivo per 1,8 milioni.
La gestione finanziaria è negativa per 765 mila in euro, nel 2009 era negativa per 795 mila euro. Notevole è l’importo realizzato per proventi da compartecipazione ammontanti a 7 milioni (3,2 nel 2009), tra cui si segnala Bonucci al Bari per 6.250.000 euro. Gli oneri da compartecipazione ammontano a 5,5 milioni (1,9 milioni nel 2009) e l’importo maggiore riguarda Papa Waigo per 2,1 milioni. Gli interessi passivi verso banche aumentano da 1,9 a 2,3 milioni.
Il valore contabile netto della rosa calciatori è passato da 93 milioni a 106,3 milioni, con un incremento del 14,25%. Queste sono cifre importanti che “pesano” sul calcolo degli ammortamenti, si pensi che il bilancio del Milan, nello stesso periodo, esponeva un valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori pari a 110,7 milioni. Anche il valore della capitalizzazione dei costi del vivaio è notevole, essendo pari a 6,8 milioni. A tal proposito, il Collegio Sindacale considerata la rilevanza complessiva, ha invitato gli amministratori a “monitorare costantemente la corrispondenza tra il suo valore contabile e il suo valore effettivo”. Si aggiunga che il valore contabile dei diritti alle prestazioni dei calciatori del settore giovanile è pari a 1,6 milioni.
Al 31 dicembre 2010, il calciatore col più elevato valore contabile netto risulta essere Acquafresca per 7,6 milioni (con un valore lordo di 9,5 milioni), seguito da Criscito per 7.333.334 euro (con un valore lordo di 11 milioni) e Palladino per 5.125.000 euro (con un valore lordo di 10,250 milioni).
Le immobilizzazioni finanziarie ammontano a 16,4 milioni (11,8 nel 2009) e riguardano principalmente le compartecipazioni, tra cui figurano: Ranocchia con l’Inter per 6,5 milioni, Boateng col Milan per 5.250.000 euro e Meggiorini col Bologna per 3 milioni.
I crediti sono aumentati da 67,2 a 87,1 milioni. La maggior parte riguarda crediti verso enti settore specifico per 67,3 milioni. Le disponibilità liquide sono diminuite da 4,8 milioni a 45 mila euro.
I debiti sono aumentati del 21,82%, da 169,3 milioni a 206,3 milioni.
I debiti verso le banche si incrementano da 5,7 a 12,8 milioni. Essi riguardano linee di credito in essere con Unicredit e Banca Carige.
Il 26% dei debiti è rappresentato dai debiti verso altri finanziatori per 52,7 milioni. Questa voce accoglie debiti sorti per operazioni di factoring concluse con Carige Spa. Nell’esercizio precedente era esposta per 27 milioni, registrando un incremento del 94,8%.
Nei debiti per compartecipazioni, che aumentano da 17,1 a 26,7 milioni, figurano 4 giocatori in comproprietà col Milan: Strasser per 2.225.000 euro; Oduamadi per 3,5 milioni; Zigoni per 3.750.000 euro e Beretta per 4 milioni. Il debito per la compartecipazione di Palladino figura per 5 milioni e di Criscito per 5,5 milioni.
I debiti tributari ammontano a 18,9 milioni e comprendono anche debiti per ritenute da versare relative ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2010 per circa 5,3 milioni.
I debiti verso soci per finanziamenti si riducono da 21 a 13 milioni. Ma già nel corso dei primi mesi del 2011 sono stati effettuati ulteriori versamenti per 11,7 milioni.
I debiti verso enti settore specifico diminuiscono da 57,9 a 46,4 milioni, di cui 26,2 milioni con scadenza entro il 2011.
IL FAIR PLAY FINANZIARIO E IL GENOA.
Per quanto riguarda il rapporto tra il Genoa Cricket and Football Club Spa ed il Fair Play Finanziario, sebbene nel breve termine possa essere giudicato poco problematico, nel medio/lungo termine (4/5 anni) potrebbe diventarlo in quanto il Regolamento UEFA imporrebbe una gestione improntata al pareggio di bilancio, con conseguente riduzione dei costi (vedasi la voce personale e ammortamenti) e/o aumento dei ricavi. Su quest'ultimo tema, sembrerebbe che si punti molto sulla ripartizione dei diritti TV, con particolare riferimento al “bacino di utenza”. A sostegno di quanto affermato per il breve periodo, possiamo affermare che la continuità aziendale e il mantenimento di un patrimonio netto positivo sono garantiti dall’impegno finanziario dell’azionista di maggioranza. Per quanto riguarda il risultato di pareggio (break-even) fino alla licenza per il 2014/15 esiste un limite elevato di tolleranza pari a 45 milioni. Nel bilancio al 31/12/2010 non viene fatta menzione dell’esistenza di debiti scaduti, ad esempio debiti verso il personale. Il costo del personale non supera il 70% dei ricavi totali e l’indebitamento finanziario netto non supera il 100% dei ricavi totali. Tuttavia bisogna evidenziare che i ricavi dipendono molto dalle plusvalenze, che sono fattispecie di componenti positivi di reddito aventi carattere straordinario.

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lunedì 11 luglio 2011

Bilancio Liverpool 2010: con la nuova proprietà si volterà pagina?



Luca Marotta Lunedì 11 Luglio 2011 23:34
jstargio@gmail.com
Nel commentare i risultati economici, finanziari e patrimoniali al 31 luglio 2010 del Liverpool Football Club, a giudizio di chi scrive, bisogna considerare più le prospettive future, legate ad un nuovo assetto proprietario, che gli accadimenti passati, condizionati da una poco felice operazione di “acquisto a debito” della società. Per valutare appieno le potenzialità della nuova proprietà, con dati concreti, bisognerà aspettare il consolidato al 31 luglio 2011 della nuova società holding. In ogni caso, sembrerebbe ancora decisivo il ruolo delle banche creditrici dei vecchi proprietari nel passaggio del controllo societario. Un ruolo la cui importanza può essere concretizzata anche nel finanziamento concesso ai nuovi proprietari. Le prospettive potranno certamente apparire rosee se la nuova proprietà riuscirà a coniugare l’indebitamento con l’autofinanziamento, individuando il giusto mix. Infatti, con la vecchia gestione il costo dell’eccessivo debito ha comportato il conseguimento di continue perdite.
Il 15 ottobre 2010 Kop Football Limited ha ceduto il 100% delle azioni della società “The Liverpool Football Club and Athletic Grounds Limited” a N.E.S.V.I. LLC (Fenway Sports Group) tramite la società UKSV Holding Company Limited, che è una società holding, istituita a questo scopo, con sede nel Regno Unito. Pertanto, dal 15 ottobre 2010, il Liverpool Football Club non fa più capo al duo americano Hicks e Gillett, ma ad un altro gruppo americano denominato “Fenway Sports Group”, con interessi anche nella famosa squadra di baseball “Boston Red Sox”.
Hicks e Gillett controllavano il Liverpool anche attraverso una società con sede nel paradiso fiscale delle Isole Cayman: “Kop Football (Cayman) Limited”. Tale dato è certamente un indice della loro scarsa trasparenza. Tornando al bilancio, gli amministratori del Liverpool hanno redatto il bilancio chiuso al 31 luglio 2010 in base al presupposto della continuità aziendale, che è uno dei principi cardini del Fair Play Finanziario. In altre parole, i club, che partecipano alle manifestazioni UEFA, devono essere in grado di far fronte ed onorare i futuri impegni finanziari. Che il Liverpool sia in grado di farlo, è una convinzione degli amministratori del club, basata sulle loro “ragionevoli” aspettative e considerando anche che il contenzioso con i vecchi proprietari non eserciterà un impatto negativo sulla posizione finanziaria del club. I revisori della KPMG LLP, il cui parere è richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario, non hanno evidenziato rilievi al riguardo. Si aggiunga che i nuovi proprietari, molto probabilmente, rivedranno il progetto stadio, cercando di realizzare una significativa riduzione dei costi e che il calciomercato di gennaio 2011 ha determinato un impatto economico positivo per £ 46,5 milioni (€ 51,7 milioni, ad un cambio 1 € = 0,90 £), con acquisti per £ 76,2 milioni (tra cui Andy Carroll e Luis Suarez), cessioni per £ 76,1 milioni (tra cui Fernando Torres) e l’avvicendamento dello staff tecnico con la sostituzione di Roy Hodgson con Kenny Dalglish.
Gli impegni finanziari assunti dalla vecchia proprietà erano talmente gravosi , che ne hanno determinato la cessione “forzata”. Al 31 luglio 2010, la società ex controllante, Kop Football (Holdings) Limited, aveva una linea di credito con Royal Bank of Scotland (RBS) e con Wachovia Bank per un totale di £ 297 milioni (€ 330 milioni). Per quanto riguarda il Liverpool Football Club era a disposizione una linea di credito di £ 97 milioni (€ 107,8 milioni). La società ha ricevuto dall’ex controllante Kop Football Limited un prestito infragruppo per un totale di £ 104,6 milioni (€ 116,2 milioni). UKSV Holdings Company Limited ha anche acquisito il debito finanziario infragruppo dalla Kop Football Limited e ha immediatamente liberato la Società da tutti i suoi obblighi e responsabilità connesse. Il debito infragruppo è stato convertito in riserva. A seguito del cambio di proprietà, RBS ha stipulato un nuovo accordo di finanziamento con USKV volto a fornire alla Società una linea di credito di £ 92 milioni (€ 102,2 milioni). Il 31 gennaio 2011, questa linea di credito risultava utilizzata per £ 86,6 milioni (€ 96,2 milioni).
Il fatturato caratteristico al 31 luglio 2010 è aumentato da £ 177,3 milioni (€ 197,7 milioni) a £ 184,5 milioni (€ 205,4 milioni), con un incremento del 4,07%. I ricavi da diritti radiotelevisivi sono aumentati di 5 milioni di sterline, passando da £ 74,6 milioni (€ 82,9 milioni) a £ 79,6 milioni (€ 88,4 milioni). I ricavi da gare sono leggermente aumentati da £ 42,5 milioni (€ 47,2 milioni) a £ 42,9 milioni (€ 47,6 milioni). I ricavi commerciali aumentano di £ 1,8 milioni, passando da £ 60,3 milioni (€ 66,9 milioni) a £ 62,1 milioni (€ 68,9 milioni). La voce relativa ai ricavi commerciali per il 2009/10 comprende anche i ricavi generati dai media digitali e dal business della ristorazione. Le entrate dei media digitali sono ricomprese nel bilancio di esercizio della società, a causa dell’incorporazione, nel luglio 2009, delle attività di “Liverpoolfc. Tv Limited”. Nello stesso mese, l’attività di ristorazione è stata riportata 'in house'.
Al fatturato caratteristico bisogna aggiungere la voce relativa agli altri ricavi operativi per 297 mila sterline (€ 330 mila). Per un totale di ricavi pari a £ 184,8 milioni (€ 205,4 milioni).
Il miglioramento del fatturato è compensato da un aumento delle spese operative di £ 20,7 milioni (€ 23 milioni), al netto dei costi straordinari. Le cause principali dell’incremento dei costi sono da ricercare nell’aumento del costo del personale e degli ammortamenti. Il costo del personale ammonta a £ 114,3 milioni (€ 127 milioni) e risulta in aumento del 18,92%, con un’incidenza del 61,85% sul fatturato complessivo, che risulta ampiamente nei margini consentiti dal regolamento del Fair Play Finanziario. La seconda voce di costo per importanza è rappresentata dagli ammortamenti della rosa giocatori pari a £ 39,9 milioni (€ 44,4 milioni), cui bisogna aggiungere £ 299 mila (€ 332 mila)di svalutazioni. Nell’esercizio precedente l’importo degli ammortamenti è stato pari a £ 37,4 milioni (€ 41,6 milioni)con svalutazioni effettuate per £ 1,2 milioni. Al 31 luglio 2010 l’incidenza dell’ammortamento della rosa dei giocatori sui ricavi è del 21,77%. Di conseguenza, la somma del costo del personale e degli ammortamenti risulta inferiore ai ricavi complessivi, escluse le plusvalenze, con un’incidenza dell’87,60%.
Le spese operative straordinarie ammontano a £ 7,8 milioni (€ 8,6 milioni) ed includono le spese relative al cambiamento anticipato dello staff tecnico (Benitez), mentre nell’esercizio precedente tali spese erano pari a 4,3 milioni di sterline (€ 4,8 milioni).
L’eccedenza di plusvalenze relative alla cessione dei giocatori ha mostrato un aumento notevole, passando da £ 4,1 milioni (€ 4,5 milioni) del 2009 a £ 22,8 milioni del 2010 (€ 25,4 milioni). Tale dato, considerato ai fini dei parametri del Fair Play Finanziario, migliora nettamente l’incidenza del costo del personale sui ricavi rilevanti (55,05%).
Gli oneri finanziari sono aumentati di £ 4,8 milioni rispetto al dato del 2008/09, assestandosi a £ 17,7 milioni (€ 19,7 milioni). Ed è su questa voce di costo che si gioca il futuro del Liverpool, in quanto la vecchia proprietà ha preferito indebitare il club, forse sovrastimandone le capacità di autofinanziamento.
Il risultato d’esercizio mostra una perdita di £ 19,9 milioni (€ 22,1 milioni), mentre nel 2008/09 la perdita ammontava a £ 14 milioni (€ 15,6 milioni).
Il valore netto delle immobilizzazioni immateriali è diminuito del 19,83% da £ 121,9 milioni (€ 135,4 milioni) del 2009 a £ 97,7 milioni (€ 108,6 milioni) del 2010. La causa principale, come ovvio che sia per un bilancio di una società di calcio, è da attribuire alle variazioni del valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, che è sceso da un valore netto contabile di £ 107,9 milioni (€ 119.9, milioni) del 2008/09 a £ 85 milioni (€ 94,4 milioni) del 2009/10. Il tutto è dovuto ad acquisizioni di giocatori per un valore di £ 34,5 milioni (€ 38,3 milioni) compensate dal valore contabile netto delle dismissioni di £ 17,2 milioni (€ 19,1 milioni) e dagli ammortamenti e svalutazioni di esercizio calcolati per £ 40,2 milioni (€ 44,7 milioni). Le immobilizzazioni immateriali comprendono, per l’importo di £12,7 milioni (€ 14,1 milioni), anche l’avviamento riconosciuto per l'acquisizione di “Liverpoolfc. Tv Limited”. Tale voce è diminuita di £ 1,3 milioni in relazione all’ammortamento calcolato.
Le immobilizzazioni materiali sono aumentate del 5,04%, da £ 73,3 milioni (€ 81,5 milioni) a £ 77 milioni (€ 85,6 milioni). In tale voce sono stati capitalizzati oneri finanziari per un importo di £ 2 5 milioni, in relazione al progetto del nuovo stadio.
Le immobilizzazioni finanziarie, ammontanti a £ 15,9 milioni (€ 17,6 milioni), riguardano l’acquisizione di “Liverpoolfc. Tv Limited”.
All'interno delle attività correnti risulta aumentata di £ 6,9 milioni la voce riguardante le rimanenze di beni per la rivendita, a causa del cambiamento dello sponsor di maglia. Le disponibilità liquide ammontano a £ 18,9 milioni (€ 21 milioni) e i crediti a £ 31,2 milioni (€ 34,7 milioni).
Il patrimonio netto risulta negativo per £ 5,9 milioni (€ 6,5 milioni), mentre il 31 luglio 2009 era positivo per £ 14 milioni (€ 15,6 milioni). La variazione negativa di £ 19,9 milioni è da attribuire alla perdita di esercizio. L’esistenza di un patrimonio netto negativo determina una situazione da “warning” ai fini del Fair Play Finanziario.
L'indebitamento finanziario netto è aumentato da £ 110,3 milioni (€ 122,5 milioni) del 31 luglio 2009 a £ 123,4 milioni (€ 137,1 milioni) del 31 luglio 2010. Nell’indebitamento finanziario netto del 31 Luglio 2010 è incluso un debito infragruppo di £ 104,6 milioni (€ 116,2 milioni). Come già detto, questo debito è stato convertito in riserva con il cambio di proprietà, verificatosi nell'ottobre 2010. Quindi si presume che per il 2010/11 ci sia un netto miglioramento riguardante la situazione dell’indebitamento finanziario netto. In ogni caso bisogna evidenziare che l’indebitamento finanziario netto, conformemente a quanto stabilito dal Fair Play Finanziario, risulta inferiore ai ricavi totali.
In conclusione si può affermare che con una gestione che sappia contenere al minimo il costo del debito, magari investendo i propri capitali e non ricorrendo massicciamente alle banche per ottenere finanziamenti, anche il punto di pareggio richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario appare facilmente raggiungibile.

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