domenica 15 settembre 2019

Il Problema dell’indebitamento finanziario della Juventus.



Luca Marotta
L’aumento dei volumi economici e patrimoniali, vedasi fatturato e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, potrebbe essere visto come una delle cause del ricorso alla leva finanziaria dell’indebitamento finanziario da parte della società Juventus.
Una argomentazione a sostegno di tale tesi è fornita dal prospetto informativo del 15 febbraio 2019 riguardante il collocamento dell’emissione di un prestito obbligazionario di 175.000.000 di Euro, quotato alla borsa di Dublino. Infatti in tale prospetto è scritto: al fine di “dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito” la Juventus è ricorsa all’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile, in data 13 febbraio 2019, per Euro 175 milioni. Nello stesso prospetto è scritto: “Juventus, in linea con la propria politica di gestione del rischio, mantiene i prestiti concessi dalle principali banche a un livello sufficiente a prevenire la carenza di flussi di cassa, anche in relazione a scadenze a breve e medio termine.
Tuttavia, i crescenti investimenti richiesti per garantire risultati sportivi come quelli recenti, potrebbero richiedere una maggiore leva finanziaria nel prossimo futuro.”
Il ricorso all’emissione di un bond per finanziare l’attività non è una novità nel modo del calcio. In effetti, hanno fatto ricorso allo strumento dell’emissione di prestiti obbligazionari quotati su mercati regolamentati: AC Milan (Borsa di Vienna); FC Internazionale (borsa del Lussemburgo) e all’estero tale pratica era già presente da alcuni anni come nel caso del Manchester United.
L’emissione di un prestito obbligazionario, in aggiunta alle linee di credito bancarie disponibili, deve essere vista come una fonte di finanziamento esterno all’impresa, che fa “ricorso al mercato”. In genere, viene collocato tra gli investitori istituzionali (es. Fondi), ma a volte può essere collocato tra i risparmiatori. 
Al 30 giugno 2018, la Juventus aveva linee di credito bancarie per € 502,5 milioni, di cui € 226,1 milioni revocabili, utilizzate per € 332,3 milioni, di cui
L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2018 era pari a € 309,8 milioni
Al 31 dicembre 2018 la Juventus disponeva di linee di credito bancarie per € 524,4 milioni, di cui utilizzate per complessivi € 404,5 milioni.
L’indebitamento finanziario netto, al 31 dicembre 2018, era pari a € 384,3 milioni-
Al 30.06.2019 l’indebitamento Finanziario Netto, ammonta a 464 milioni di Euro.
In ogni caso, il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA dovrebbe essere rimasto sotto il livello di 3 (livello critico). Aggregando i dati forniti da Exor, l’EBITDA al 30.06.2019 di Juventus FC dovrebbe essere positivo per Euro 161,3 milioni e, di conseguenza, il rapporto NET DEBT/EBITDA sarebbe pari a 2,87.
Per quanto riguarda il discorso della capacità di rimborso del prestito obbligazionario, premesso che la scadenza è 19 febbraio 2024, nel prospetto informativo dell’emissione del BOND è scritto:” La capacità dell'Emittente di effettuare pagamenti e rifinanziare il proprio debito e di finanziare le spese in conto capitale pianificate dipenderà dalla sua capacità di generare liquidità in futuro. Ciò, in una certa misura, è soggetto alle prestazioni e alla popolarità della prima squadra, dell'Emittente nonché a fattori economici, finanziari, competitivi, regolamentari e di altro genere …”.
In base a quanto scritto risulta importante il livello del fatturato raggiunto e fissato come “target” nel medio periodo, che dovrebbe essere mantenuto con l’attuazione di strategie e piani; ovviamente, bisognerà prestare attenzione al contenimento dei costi al fine di determinare un EBITDA positivo, che determinerà il flusso di cassa operativo necessario per ripagare il debito. Il flusso di cassa operativo generato deve far fronte alla necessità di rimborsare il debito. Una conseguenza potrebbe essere che il flusso di cassa per investimenti debba essere finanziato dalle cessioni. In altre parole si potrà acquistare nuovi calciatori, finanziandone l’acquisto con la vendita  di altri.
La perdita del 2018/19, stimata in base ai dati Exor, in 40 milioni di Euro dipende in parte dai maggiori accantonamenti netti effettuati nel secondo semestre per circa 14 milioni di Euro, rispetto al secondo semestre 2017/18. Tale maggiore accantonamento potrebbe essere dovuto alla scelta del cambio della guida tecnica. 
Dalla situazione determinatasi a inizio della stagione sportiva 2019/2020 emergerebbe la necessità di ridurre il costo del personale del costo degli esuberi.   
Le prospettive future del fatturato possono fare affidamento sul rinnovo del contrato con Adidas per 51 milioni annui; sull’incremento dei Ricavi da vendite di prodotti e licenze, che già nel primo semestre 2018/19 sono aumentati di circa 12 milioni di Euro rispetto al primo semestre dell’esercizio precedente. Varie fonti di stampa riportano la notizia circa un aumento notevole che si verificherà per quanto concerne il rinnovo per il “main sponsor”.

giovedì 12 settembre 2019

I conti del primo semestre 2019 della Ferrari




Luca Marotta


La semestrale 2019 di “Ferrari N.V.”  rispetto al primo semestre del 2018, evidenzia che sono aumentate le consegne del 15%, è aumentato il fatturato dello 10,8%, l’EBITDA è aumentato dell’8,7%  e l’utile consolidato netto del 17,8%.

Dal 4 gennaio del 2016, la società “Ferrari N.V.” è quotata sul mercato MTA gestito da Borsa Italiana.

Dal 21 ottobre del 2015, la società “Ferrari N.V.” è quotata alla Borsa di New York.
“Ferrari NV” è la ridenominazione di “New Business Netherlands NV”, che è stata creata il 24 maggio 2013, come società controllata da FCA e come società holding del gruppo Ferrari in possesso del 100% di Ferrari SpA. Tale società è stata utilizzata come veicolo di diritto olandese per rendere possibile l’IPO. Prima dell’IPO, “Ferrari NV” era controllata al 90% da FCA e al 10% da Piero Ferrari.

L'immagine del marchio Ferrari dipende in parte dal successo del team di corse di Formula 1.

La Strategia

La strategia societaria si concentra sull'efficienza dei costi e mira a conseguire una crescita redditizia perseguendo le seguenti strategie.

• Crescita controllata
• Introduzioni e miglioramenti periodici di nuovi modelli
• Perseguire l'eccellenza nelle corse
• Crescita controllata nelle categorie di lusso e lifestyle adiacenti

Bisogna considerare che una strategia basata su un a basso volume di modelli venduti, può limitare i potenziali profitti e, al contrario, se i volumi aumentassero, l'esclusività del marchio potrebbe essere erosa.

La semestrale 2019.

Nello specifico, dai dati contabili della semestrale del 2019, Ferrari mostra un fatturato netto nel primo semestre di 1,92 miliardi di Euro, in aumento del 10,8% rispetto ai 1,74 miliardi della prima semestrale del 2018.



Per quanto riguarda l’EBIT, ossia il risultato prima degli interessi e delle imposte, registra l’importo di 471 milioni di Euro, in aumento del 10% rispetto all’Ebit della prima semestrale 2018.
Il Risultato netto è pari a 364 milioni Euro in aumento di 55 milioni di Euro in confronto all’analogo periodo dell’esercizio precedente.

Le consegne, effettuate nel primo semestre dell’esercizio 2019, ammontano a 5281 modelli, mentre quelle della prima semestrale 2018 erano pari a 4591.

Per quanto riguarda tutto il 2018, Ferrari ha fatto registrare Consegne per 9251 unità, mentre nel 2017 erano state registrate consegne per 8398 unità, con un incremento di 853 unità.
I Ricavi netti di Ferrari nel 2018 sono stati pari a 3.420 milioni di Euro, mentre nel 2017 erano stati pari a 3.417 milioni di Euro con un incremento di 3 milioni di Euro.
L’EBIT del 2018 era pari a 827 milioni di Euro, mentre nel 2017 era pari a 775 milioni di Euro con un incremento di 52 milioni di Euro.

L’Utile della gestione ordinaria è stato di 787 milioni di Euro, mentre nel 2017 era di 537 milioni di Euro, con un incremento di 249 milioni di Euro.

Il Fatturato

Il ricavi di Ferrari dipendono da quattro fonti di ricavo.
La prima fonte riguarda la vendita di automobili e pezzi di ricambio. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 1,5 miliardi, con un incremento del 17,1% rispetto al primo semestre 2018.
La seconda fonte riguarda la vendita di motori. Tale voce include i ricavi netti generati dalla vendita di motori a Maserati per l'uso nelle loro auto e i ricavi generati dal noleggio di motori ad altri team di Formula 1. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 111 milioni, con un decremento del 29,3% rispetto al primo semestre 2018.
La terza fonte riguarda le sponsorizzazioni e i ricavi relativi al marchio. Tale fonte include i ricavi netti del team di corse di Formula 1 attraverso accordi di sponsorizzazione e la quota dei ricavi commerciali del Campionato mondiale di Formula 1 e dei ricavi netti generati attraverso il marchio Ferrari, inclusi ricavi da merchandising, licenze e royalty. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 259 milioni, con un incremento del 2,8% rispetto al primo semestre 2018. L'aumento è principalmente attribuibile ai cambi in valuta estera, nonché ai maggiori ricavi derivanti dalle attività di corsa di Formula 1.
La quarta fonte riguarda gli altri ricavi. Nel primo semestre per tale voce risultano ricavi per € 53 milioni, con un incremento del 15,2% rispetto al primo semestre 2018.



Nel 2018, i ricavi da Automobili e parti di ricambio, pari ad Euro 2,53 miliardi, hanno registrato un incremento del 3,2% rispetto al 2017. L’aumento dei volumi delle consegne ha contribuito al tale incremento.
I ricavi da Motori, pari ad Euro 284 milioni, hanno registrato un decremento del 28,4%, e riguardano principalmente le vendite di motori a Maserati e ad altri team di Formula 1.
I ricavi da Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio, che includono i ricavi netti del team corse di Formula 1, attraverso accordi di sponsorizzazione e la quota dei ricavi commerciali del Campionato mondiale di Formula 1, e i ricavi netti generati attraverso il marchio Ferrari, inclusi i ricavi da merchandising, licenze e royalty; risultano pari ad Euro 506 milioni, in aumento del 14,5%. Tali ricavi nel 2017 erano pari a 494 milioni di Euro; nel 2016 erano pari a 488 milioni di Euro; nel 2015 erano pari a 441 milioni di Euro e nel 2014 erano pari a 417 milioni di Euro.

I rapporti con le società correlate.

I rapporti con le società del Gruppo FCA, nei primi sei mesi del 2019, hanno generato ricavi netti per € 80,8 milioni, costi per € 25,54 milioni e oneri finanziari netti per € 903 mila.
I rapporti con le società correlate, nei primi sei mesi del 2019, hanno generato ricavi netti per € 81,12 milioni, costi per € 32,43 milioni e oneri finanziari netti per € 919 mila.
Tra i ricavi netti realizzati con le società del Gruppo FCA spiccano i ricavi con Maserati per € 74,6 milioni (€121,7 milioni nei primi sei mesi 2018). Tra i costi spiccano quelli sostenuti con Magneti Marelli per € 10,44 milioni.
Per quanto riguarda le transazioni con società del Gruppo Exor, i costi sono relativi al noleggio di camion utilizzati dalla Squadra Corse di Formula 1; mentre i ricavi riguardano la sponsorizzazione da Iveco S.p.A.
Le transazioni con altre parti correlate concernono: l’l'acquisto di componenti per auto da corsa di Formula 1 da COXA S.p.A., controllati da Piero Ferrari; servizi di consulenza forniti da HPE S.r.l., controllata da Piero Ferrari; accordo di sponsorizzazione relativo alle attività di Formula 1 con Ferretti S.p.A .; vendita di automobili a determinati membri del Consiglio di amministrazione di Ferrari N.V. ed Exor.

Le Consegne

Le consegne effettuate nel primo semestre del 2019 risultano pari a 5281; mentre, nel primo semestre del 2018 sono state pari a 4591; pertanto, si è registrato un aumento del 15% circa.   
Dal punto di vista geografico la zona EMEA, che comprende: Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera, Italia, Middle East (United Arab Emirates, Saudi Arabia, Bahrain, Lebanon, Qatar, Oman e Kuwait) e Altri paesi dell’area EMEA come Africa e altri mercati Europei non identificati separatamente, assorbe il 45,5%.



Le consegne effettuate nel 2018 risultano pari a 9251; mentre, nel 2017 sono state pari a 8398; pertanto, si è registrato un aumento del 10,2% circa.  Il CAGR degli ultimi 5 anni è del 6,26%. Nel 2016 le consegne erano pari a 8.014 modelli; nel 2015 ammontavano a 7.664 modelli
Dal punto di vista geografico 5 nazioni Europee (Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia) hanno assorbito il 32,9% del fatturato 2018 e il 31,6% del fatturato 2017. Le stesse nel 2016 ne assorbivano il 30,5% e nel 2015 ne assorbivano il 29,1%.
La zona delle Americhe ha assorbito il 32,4% del fatturato, mentre nel del 2017 ne assorbiva il 33,5%. China, Hong Kong e Taiwan il 7,5% (7,3% nel 2017).  

I Costi.

Nel primo semestre del 2019, il costo del venduto pari a 941.922.000 Euro risulta aumentato del’14,6%., con un’incidenza sui ricavi netti del 49%. Nel 2018, il costo del venduto pari a 1,62 miliardi di Euro risultava diminuito dell’1,7%. Tali costi riguardano consistente principalmente nel costo di materiali, componenti e spese di manodopera relative alla produzione e distribuzione di auto e pezzi di ricambio, inclusi i motori venduti a Maserati e i motori noleggiati ad altri team di Formula 1. I costi rimanenti includono principalmente gli ammortamenti, i costi assicurativi e di trasporto. Il costo del venduto include anche la garanzia e costi relativi al prodotto, che sono stimati e registrati al momento della spedizione dell'auto. Gli interessi e altri oneri finanziari da attività di servizi finanziari inclusi nel costo delle vendite per i sei mesi chiusi al 30 giugno 2019 e 2018 ammontano rispettivamente a 24.458.000 Euro e 14.580.000 Euro.

I costi di vendita, generali e amministrativi per i tre mesi chiusi al 30 giugno 2019 sono stati di 90 milioni di euro, con un incremento di 3 milioni di euro, ovvero del 4,1 percento, rispetto agli 87 milioni di euro dei tre mesi chiusi al 30 giugno 2018. In percentuale del netto i ricavi, i costi di vendita, generali e amministrativi sono stati del 9,2 percento per i tre mesi chiusi al 30 giugno 2019 rispetto al 9,6 percento per i tre mesi chiusi al 30 giugno 2018.
L'aumento dei costi di vendita, generali e amministrativi è stato principalmente a supporto della crescita organica del business

I costi di ricerca e sviluppo, non capitalizzati, bel primo semestre 2019 sono stati pari a € 355 milioni e risultano in aumento di € 16 milioni (+4,8%), rispetto ai primi sei mesi del 2018. Nei primi sei mesi del 2019, i costi di ricerca e sviluppo incidono sui ricavi netti per il 18,4%; mentre, nei primi sei mesi del 2018 incidevano per il 19,5%.
L'incremento di 16 milioni di euro dei costi di ricerca e sviluppo nel periodo è dovuto per € 9 milioni all'aumento dei costi di ricerca e sviluppo spesati nel periodo, che ammontano a € 294 milioni, e, per € 7 milioni, al maggiore ammortamento dei costi di sviluppo capitalizzati, che ammontano a € 61 milioni.

Nel primo semestre del 2019, l’EBIT, ossia il risultato prima degli interessi e delle tasse, registra l’importo positivo di 471 milioni di Euro, in aumento di 43 milioni di Euro (+10%) rispetto all’EBIT del primo semestre dell’esercizio precedente.
Nell’esercizio 2018, per quanto riguarda l’EBIT, risulta un importo positivo di 827 milioni di Euro, in aumento di 51 milioni di Euro (+6,6%) rispetto all’EBIT dell’esercizio 2017.

Nel primo semestre del 2019, la gestione finanziaria risulta negativa per 16 milioni di Euro, segnando un peggioramento dell’87,3% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, a causa dei costi netti di copertura e perdite su cambi.
Nel 2018, la gestione finanziaria, risultava negativa per 24 milioni di Euro circa.

Nel primo semestre del 2019, il risultato prima delle imposte è positivo per 455 milioni di Euro in aumento di 35 milioni rispetto all’EBT del primo semestre dell’esercizio precedente.
Nel 2018, il risultato prima delle imposte è positivo per € 803 milioni; nel 2017 era positivo per € 746 milioni. Nel 2064 era positivo per € 567 milioni.

Nel settembre 2018 è stato firmato un accordo con l'Agenzia delle Entrate italiana in relazione al regime fiscale della Patent Box per gli anni dal 2015 al 2019,
Pertanto, le imposte sul reddito sono state notevolmente ridotte nel 2018.
E’ stata sottoposta all'Agenzia delle Entrate italiana in relazione al regime fiscale della Patent Box per il periodo dal 2020 al 2024, un altro accordo che prevede un beneficio fiscale per le società che generano reddito attraverso l'uso diretto di diritti d'autore, brevetti, design e know-how durante quel periodo.

Nel primo semestre del 2019, il risultato netto è positivo per 364 milioni in aumento del % rispetto all’analogo periodo dell’esercizio 2017.
Nel 2018, il risultato netto risultava positivo per 787 milioni di Euro e segnava un aumento di 249 milioni di Euro rispetto al 2017 (+46,4%).

Per quanto riguarda l’utile per azione al 30 giugno 2019, risulta pari 1,92, considerando l’importo attribuibile ai soci della controllante pari a 361 milioni e il numero medio ponderato delle azioni ordinari pari a 187.544.000

Lo Stato Patrimoniale

Il totale dell’attivo, al 30.06.2019, ammonta a 5,28 miliardi di Euro. Al 30.06.2018 ammontava a 4,38 miliardi e al 31.12.2018 risultava pari a 4,85 miliardi.
Le attività non correnti, pari a 2,6 miliardi di Euro, rappresentano il 49,3% dell’attivo. L’avviamento pari a 785 milioni di Euro incide sul totale dell’attivo per il 14,9%.
Le rimanenze al 30.06.2019, risultano pari a € 400.939.000, con un’incidenza sul totale dell’attivo del 7,6%. Le rimanenze al 31.12.2018, risultavano pari a € 391.064.000, con un’incidenza sul totale dell’attivo dell’8,1%.
Il livello delle rimanenze è mantenuto ad un livello sufficiente di materie prime e componenti per garantire la continuità delle linee di produzione. La produzione di una autovettura richiede in genere tra 30 e 45 giorni, a seconda del livello di automazione della relativa linea di produzione, e l'auto viene generalmente spedita ai rivenditori da tre a sei giorni dopo il completamento della produzione. Tuttavia, al fine di garantire tempestività consegne, per alcune regioni si depositano in magazzino per periodi di tempo più lunghi. La tendenza, salvo anticipi ricevuti dai clienti per alcuni modelli, è quella di incassare dai clienti prima del pagamento dei fornitori delle materie prime e dei componenti utilizzati nella produzione delle auto.

Le disponibilità liquide pari a 881 milioni di Euro rappresentano il 16,7% dell’attivo.
Le immobilizzazioni immateriali, al 30.06.2019, ammontano a 736 milioni di Euro e incidono sull’ attivo per il 13,9. Sono stati effettuati investimenti per € 158.612.000 rispetto al 31.12.2018 consistenti in costi di sviluppo acquisiti esternamente e generati internamente per modelli nuovi ed esistenti; rettifiche per € 851.000; ammortamenti per € 67.487.000.  
Gli investimenti, in ricerca e sviluppo sono, tra gli altri fattori, influenzati dai tempi e dal numero di lanci di nuovi modelli. I costi di sviluppo, così come gli altri investimenti nelle spese in conto capitale, raggiungono in genere il picco nei periodi in cui si sviluppano un numero significativo di nuovi modelli per rinnovare o espandere la gamma di prodotti. I costi di ricerca e sviluppo sono influenzati anche dalla tempistica dei costi di ricerca per le attività di Formula 1, per le quali le spese sono generalmente più elevate nel primo e nell'ultimo trimestre dell'anno.



I crediti commerciali al 30.06.2019 ammontano a € 211.399.000 ed incidono per il 4,4% sul totale dell’attivo. Tali crediti figurano nell’attivo corrente. I crediti commerciali al 31.12.2018 ammontavano a € 243.977.000. La media dei giorni per incassare i crediti per le vendite di auto, generalmente è tra i 30 e 40 giorni dopo la spedizione dell'auto (tranne quando fornisce il finanziamento del rivenditore o si ricorre al factoring).

I debiti commerciali al 30.06.2019 ammontano a € 686.327.000 ed finanziano per il 13,5% del totale dell’attivo. I debiti commerciali al 31.12.2018 ammontavano a € 653.751.000. I debiti commerciali, generalmente, sono pagati tra i 60 e 90 giorni dopo aver ricevuto le materie prime o i componenti richiesti.

Il Patrimonio netto al 30.06.2019 risulta positivo per 1,38 miliardi e finanzia il 26,2% dell’attivo. Il Patrimonio netto al 31.12.2018 risultava positivo per 1,35 miliardi e finanziava il 27,9% dell’attivo.

Vi è un programma pluriennale di riacquisto di azioni. Il giorno 1 luglio 2019 la Società ha annunciato il completamento della prima tranche da Euro 150 milioni e l'avvio di una seconda tranche da Euro 200 milioni da portare a termine entro il 27 dicembre 2019.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale risulta superiore ad 1 ed è pari a 1,36 (1,39 al 31/12/2018), ciò vuol dire che la società possiede dei beni il cui valore è in grado di pagare i debiti.

L’Indebitamento.

L’indebitamento industriale netto corrisponde all’indebitamento netto totale diminuito dell’indebitamento finanziario netto delle attività di servizi finanziari.
L'indebitamento industriale netto al 30 giugno 2019 è pari a Euro 353 milioni, rispetto a Euro 370 milioni al 31 dicembre 2018 e a Euro 472 milioni al 30 giugno 2018.
L’indebitamento netto totale finanzia il  38,8% del totale dell’attivo.
Al 31 dicembre 2018, l’indebitamento finanziario netto totale era pari a 1,13 miliardi di Euro (1,16 miliardi di Euro nel 2017), mentre il Net Industrial Debt è pari a 370 milioni di Euro (473 milioni di Euro nel 2017).



Al 30 giugno 2019, la liquidità ammonta a 881 milioni di Euro; mentre, al 31 dicembre 2018, la liquidità era pari a 794 milioni di Euro. Al 30 giugno 2019, i debiti finanziari con le terze parti ammontano a 2 miliardi di Euro; mentre, al 31 dicembre 2018, i debiti finanziari con le terze parti ammontavano a 1,93 miliardi di Euro.
Al 30 giugno 2019, i debiti verso le Banche ammontano a € 34 milioni; i debiti obbligazionari ammontano a € 1.195.000.000 e gli atri debiti a € 26 milioni.
Nel dettaglio i debiti verso le Banche, al 31 Dicembre 2018, ammontano a € 36 milioni (€ 38 milioni al 31 Dicembre 2017); i debiti obbligazionari ammontano a € 1.198.109.000 e gli atri debiti a € 10.493.000 (€ 18.329.000 nel 2017).

Il Rendiconto Finanziario.

Nel primo semestre del 2019, la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per 88 milioni di Euro.



Il flusso di cassa generato dall’attività operativa è stato positivo per circa 671 milioni di Euro. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di investimento è stato negativo per Euro 307 milioni. Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali hanno assorbito € 158.612.000. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di finanziamento è stato negativo per Euro 277 milioni. I dividendi pagati ai proprietari delle società controllanti sono stati pari a € 181.112.000; i dividendi pagati ai soci terzi sono stati pari a € 2.120.000. 
Le differenze di cambio hanno determinato un effetto positivo sui flussi di cambio per circa € 261 mila.

Nell’esercizio 2018, la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per 146 milioni di Euro.
Il flusso di cassa generato dall’attività operativa è stato positivo per circa 934 milioni di Euro. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di investimento è stato negativo per Euro 637 milioni. Il flusso di cassa assorbito dall’attività di finanziamento è stato negativo per Euro 152 milioni.
Le differenze di cambio hanno determinato un effetto positivo sui flussi di cambio per circa 1 milione di Euro.

Conclusioni.

Dai dati della prima semestrale 2019, emergerebbe il profilo di una società solida e profittevole, che investe anche in ricerca e innovazione per il miglioramento dei suoi prodotti,

In effetti nei report pubblicati è scritto che la Ferrari è tra i marchi di lusso leader a livello mondiale focalizzata sulla progettazione, ingegneria, produzione e vendita delle auto sportive di lusso più riconoscibili al mondo. La strategia societaria si concentra sul mantenimento della posizione di leader nel mercato delle auto sportive di lusso, migliorando e proteggendo il valore e l'esclusività del marchio Ferrari. Le spese in ricerca e sviluppo in conto capitale sono aumentate significativamente nel 2018 e si prevede che continueranno ad aumentare nel 2019 per promuovere gli investimenti nella tecnologia ibrida e supportare l'espansione della gamma di prodotti.

sabato 7 settembre 2019

Juventus 2018/19 con dati EXOR: perdita di 40 milioni di Euro e fatturato netto di 488 milioni di Euro.



Luca Marotta


In base ai dati pubblicati da EXOR, si può affermare che la Juventus dovrebbe aver chiuso il bilancio 2018/19 con una perdita netta di 40 milioni di Euro e ricavi operativi pari a circa 621 milioni di Euro in aumento di circa 117 milioni di Euro, soprattutto a causa di maggiori ricavi da cessioni calciatori. Il fatturato netto ha superato per la terza volta consecutivo lo scalino dei 400 milioni di Euro, stabilmente con obiettivo 500 milioni, a causa dell’effetto Cristiano Ronaldo e dei proventi da cessioni calciatori.

Il Consiglio di Amministrazione di EXOR, in data 04/09/20189, ha approvato i risultati del 1° semestre 2019. Poiché EXOR controlla il 63,77% del capitale sociale di Juventus Football Club ed è una società quotata in borsa, nelle sue relazioni pubblicate fornisce anche alcuni dati contabili della società Juventus Football Club SpA. In particolare, nella relazione semestrale vengono forniti anche i dati relativi al primo semestre dell’anno solare della Juventus, con la precisazione che l’esercizio sociale di Juventus non coincide con l’anno solare, ma copre il periodo 1° luglio – 30 giugno, che è quello di svolgimento della stagione sportiva. Pertanto, nella Relazione Semestrale di EXOR sono esposti i dati relativi alla situazione contabile per il periodo 1 gennaio – 30 giugno 2019 predisposta da Juventus F.C..
Aggregando i dati contabili della società Juventus Football Club SpA resi pubblici nella Relazione Finanziaria Annuale 2018 di EXOR e nella prima Relazione Semestrale 2019, è possibile ottenere una “situazione contabile aggregata” per l’esercizio 2018/19 della società Juventus Football Club SpA.

Nella Relazione Semestrale di EXOR è specificato che i dati interinali non possono rappresentare la base per proiezioni riferite all’intero esercizio.
Poiché la situazione contabile della Juventus, pubblicata da EXOR, è redatta prima della chiusura della campagna trasferimenti estiva e poiché nel bilancio di Juventus vengono incluse le valutazioni degli effetti negativi derivanti dalle operazioni della Campagna Trasferimenti calciatori, non è escluso che nella prosecuzione del mercato estivo possano essere state realizzate ulteriori operazioni, i cui eventuali effetti, se negativi e significativi, potrebbero comportare la necessità di effettuare ulteriori svalutazioni e/o accantonamenti da parte di Juventus Football Club, in applicazione dei principi contabili di riferimento, per la redazione del Bilancio al 2018/2019.
In ogni caso, nella predisposizione della situazione contabile pubblicata da EXOR sono state incluse le valutazioni, qualora significative, degli effetti negativi derivanti dalle operazioni della Campagna Trasferimenti stagione 2018/2019 - prima fase, eseguite o da eseguirsi fino alla data del 31 luglio 2019.

Per quanto riguarda la giusta considerazione che si dovrebbe attribuire al dato aggregato contabile della Juventus con i dati pubblicati nelle semestrali EXOR, bisogna evidenziare che il dato definitivo 2017/18 del bilancio della Juventus era di poco diverso da quello risultante dall’aggregato delle situazioni contabili pubblicate da EXOR: perdita di 19,2 milioni di Euro contro perdita di18,9 milioni del risultato aggregato. Il dato definitivo 2016/17 del bilancio della Juventus era di poco diverso da quello risultante dall’aggregato delle situazioni contabili pubblicate da EXOR: 42,6 milioni di Euro contro 45,4 milioni del risultato aggregato. Nel 2015/16 il dato definitivo Juventus era di 4,1 milioni di Euro e il dato aggregato, in base ai dati EXOR, era di 3,6 milioni di Euro.

Al 30.06.2019, figura nell’attivo dello stato patrimoniale di EXOR, la partecipazione in Juventus Football Club, pari al 63,77% del capitale, con il metodo del patrimonio netto per l’importo di € 20 milioni (€ 47,5 milioni al 30.06.2018; € 62,8 milioni al 30.06.2017; € 87,4 milioni al 31.12.2017).

Il Valore della Juventus.

Exor riporta come valore ai prezzi di mercato della propria partecipazione, al 30.06.2019, pari al 63,77%, l’importo di dollari USA pari a 1.070 milioni. Pertanto, il valore complessivo ai prezzi di mercato della Juventus al 30.06.2019 è di circa 1,67 miliardi di dollari USA, con un incremento del 34,3% rispetto al 31.12.2018.

 (Immagine tratta da: Exor HALF-YEAR REPORT ON OPERATIONS AT 30 JUNE 2019)

In Euro l’importo indicato relativo al valore del 63,77% della partecipazione ai prezzi di mercato è di 940 milioni. Pertanto, il valore complessivo ai prezzi di mercato della Juventus al 30.06.2019 è di circa 1,47 miliardi di Euro, con un incremento del 35,1% rispetto al 31.12.2018.

(Immagine tratta da: Exor HALF-YEAR REPORT ON OPERATIONS AT 30 JUNE 2019)



La differenza al 30.06.2019 tra valore contabile della partecipazione nella Juventus iscritta nel bilancio della Exor e il valore di mercato in Euro risulta di 920 milioni di Euro.

(Immagine tratta da: Exor HALF-YEAR REPORT ON OPERATIONS AT 30 JUNE 2019)

Tecnicamente, si potrebbe affermare che i dati contabili al 30.06.2019 della Exor “contenevano in pancia” una plusvalenza riferita alla Juventus di 920 milioni di Euro.

I dati economici di Juventus Football Club.



I Ricavi operativi aggregati 2018/19 ammontano a 621 milioni di Euro (€ 504,2 milioni come dato aggregato 2017/18 e € 504,7 milioni dato definitivo 2017/18; € 564,5 milioni come dato aggregato 2016/17 e € 562,7 milioni dato definitivo 2016/17) ed evidenziano un incremento di 116,8 milioni di Euro, pari al 23,2%, attribuibile ai ricavi da cessioni calciatori e alle vendite di prodotti e licenze, oltre all’aumento dei Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità.

Considerando i dati della semestrale EXOR, si può affermare che la Juventus ha aumentato i propri ricavi operativi con un CAGR medio del 15,6% circa negli ultimi cinque anni.

I Ricavi operativi comprendono i ricavi da Gare; i ricavi commerciali (tra cui i ricavi da sponsorizzazione e pubblicità e i ricavi da vendite di prodotti e licenze); i ricavi da media e i proventi da gestione diritti calciatori.
Stimando i proventi da gestione diritti calciatori per un importo pari a 107 milioni di Euro (€ 95 milioni nel 2017/18; € 151,15 milioni nel 2016/17), è possibile con certezza affermare che la Juventus nel 2018/19 ha superato per la terza volta consecutiva la soglia dei 400 milioni di Euro di fatturato netto, precisamente circa 488 milioni di Euro.
In effetti, al 31.12.2018, in base ai dati pubblicati nella semestrale di Juventus FC Spa, i proventi da gestione calciatori ammontavano già a € 58.906.842 (€ 76.843.656 al 31.12.2017), di cui € 43,8 milioni a titolo di plusvalenze. La sola cessione di Caldara all’AC Milan ha determinato una plusvalenza di 21,6 milioni. A tale cifra bisogna aggiungere le plusvalenze realizzate nella seconda fase della campagna trasferimenti a gennaio 2019, pari a € 36,8 milioni e la plusvalenza di Orsolini per 10,5 milioni di Euro e quella di Spinazzola per € 26,6 milioni. In definitiva l’importo dei proventi da gestione calciatori del 2018/19 è stimabile in circa 132,8 milioni di Euro.

I Costi operativi comprendono i Costi per servizi; il costo del Personale Tesserato; il costo del Personale non tesserato e gli Altri costi operativi, inclusi gli oneri da gestione calciatori (si pensi agli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori non capitalizzati che nel primo semestre avevano inciso per € 6,1 milioni).
In ogni caso, il totale dei Costi operativi, come risultato aggregato, risulterebbe aumentato da 383,2 milioni di Euro a € 459,7 milioni. Da osservare che nel 2016/17 i costi operativi ammontavano a 402,8 milioni di Euro; nel 2015/16 circa 300 milioni di Euro.

Il totale degli Ammortamenti, Svalutazioni e altri accantonamenti risulterebbe pari a circa 176,3 milioni di Euro (€ 122,1 milioni circa nel 2017/18) ed evidenzierebbe un incremento di 54,2 milioni di Euro, pari al 44,4%. Da evidenziare che nel secondo semestre della stagione sportiva della Juventus confrontato rispetto allo stesso periodo del 2017/2018 risulterebbe un incremento di 14 milioni di Euro relativi alla voce accantonamenti netti e un incremento di ammortamenti per 17 milioni di Euro
Si pensi, che l’ammortamento più costoso del 2018/19, dovrebbe essere quello di Cristiano Ronaldo, che pesa per circa 28,86 milioni di Euro; il secondo dovrebbe essere quello di Higuain, che pesa per circa 18,26 milioni di Euro e il terzo quello di Bernardeschi che pesa per circa 7,88 milioni di Euro.

Il Risultato operativo (EBIT) è negativo e dovrebbe ammontare a circa -22,3 milioni di Euro (-€1,1 milioni nel 2017/18; +€ 66,5 milioni dato aggregato 2017/18).

Il Risultato netto è negativo e dovrebbe ammontare a circa 40 milioni di Euro (-€ 18,9 milioni dato aggregato e -€ 19,2 milioni dato definitivo 2017/18). Tale risultato costituirebbe la seconda perdita consecutiva e costringerebbe a porre maggiore attenzione per il 2019/2020 al contenimento dei costi, in chiave Financial Fair Play.
Tuttavia in chiave Fair Play Finanziario non vengono considerati i costi relativi al settore giovanile e alle infrastrutture.

Lo Stato patrimoniale

Nell’ultimo semestre della stagione sportiva 2018/19, lo Stato patrimoniale evidenzia un aumento dell’attivo



L’aumento dei volumi economici si riflette nell’aumento dei volumi patrimoniali e del ricorso al debito per il finanziamento.

Il Patrimonio Netto

Il Patrimonio Netto al 30 giugno 2019 risulta positivo per 32 milioni di Euro e risulta in diminuzione rispetto all’esercizio precedente, perché al 30.06.2018 era pari a € 74,5 milioni (dato definitivo).



Il Patrimonio Netto finanzia il 6,5% del capitale investito netto, che ammonterebbe ad € 496 milioni (€ 384,3 milioni al 30.06.18).

L’indebitamento Finanziario Netto

Al fine di “dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito” la Juventus è ricorsa all’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile, in data 13 febbraio 2019, per un ammontare di € 175 milioni con scadenza 19 febbraio 2024, riservato a investitori qualificati. Le obbligazioni hanno cedola fissa annua pari a 3,375%.

L’indebitamento Finanziario Netto, ammonta a 464 milioni di Euro e risulta in aumento di € 154.2 milioni, rispetto all’indebitamento finanziario netto al 30.06.2018, che era pari a € 309,8 milioni. Al 30.06.2017 era pari a € 162,5 milioni.

I debiti verso le banche al 30.06.2019 ammontano a 88 milioni di Euro (€ 186 milioni al 31.12.2018; € 132 milioni al 30.06.2018; € 145 milioni di Euro al 30.06.2017). Al 30.06.2019 figura l’importo di € 175 milioni per l’emissione di obbligazioni, con scadenza febbraio 2024.

Quanto esposto è stato dedotto da quanto scritto e pubblicato nella Relazione semestrale 2019 di EXOR e nella Relazione Finanziaria annuale 2018, che in sintesi si riportano di seguito.

I dati del I Semestre dell’anno solare 2019 (II semestre stagione sportiva 2017/18).

Il risultato del periodo (1 gennaio - 30 giugno 2019) mostra una perdita di € 47 milioni, con una variazione positiva di € 15 milioni rispetto alla perdita dello stesso periodo del precedente esercizio, pari a € 62 milioni).

(Immagine tratta da: Exor HALF-YEAR REPORT ON OPERATIONS AT 30 JUNE 2019)

Nel primo semestre dell’anno solare 2019 (1 gennaio – 30 giugno 2019), come nel primo semestre dell’anno solare 2018, sotto il profilo delle competizioni europee la Juventus ha goduto solo dei ricavi relativi agli ottavi e ai quarti di UEFA Champions League.
Rispetto al periodo analogo della stagione sportiva precedente, i ricavi operativi semestrali risultano in aumento di 77 milioni di euro; mentre, i costi operativi sono aumentati di € 27 milioni.
In sintesi, nel I semestre dell’anno 2019, rispetto all’analogo periodo precedente, i dati mostrano una perdita netta del periodo, pari a € 47 milioni, che migliora di € 15 milioni il risultato negativo pari a € 62 milioni, dell’analogo periodo precedente.

L’incremento dei costi operativi è stato di 27 milioni di Euro.
Nel primo semestre 2019 si sono registrati, rispetto all’analogo periodo del 2018, un aumento dei costi per ammortamenti per € 17 milioni; un aumento dei costi per accantonamenti netti € 14 milioni e altre variazioni nette negative per € 2 milioni oltre a minori imposte per € 3 milioni.
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Le acquisizioni completate nella seconda fase della Campagna Trasferimenti 2018/2019 e l'esercizio dei diritti di opzione per l'acquisto di alcuni giocatori nel mese di giugno 2019 hanno comportato un decremento complessivo del capitale investito netto di € 3.9 milioni.

Il risultato operativo semestrale è negativo per 32 milioni di Euro (-52,1 milioni di Euro nel I semestre 2018).

Il risultato del periodo è negativo per circa 47 milioni di Euro (-62,2 milioni di Euro nel I semestre 2018).

I dati EXOR del II Semestre dell’anno solare 2018 (I semestre stagione sportiva 2018/19 di Juventus FC SpA).



In sintesi, nel II semestre dell’anno 2018 (1 luglio – 31 dicembre 2018), rispetto all’analogo periodo precedente, i dati mostrano un utile di € 7 milioni, che risulta inferiore di € 36 milioni al risultato precedente, che mostrava un utile di 43,3 milioni di Euro.
I ricavi di Juventus FC SpA, del primo semestre 2018/19, risultano pari a € 330 milioni e aumentano di 39 milioni rispetto al dato di € 290,6 milioni del primo semestre 2017/2018. In particolare sono stati registrati maggiori ricavi operativi, con esclusione dei Proventi da gestione diritti calciatori, per € 57 milioni e minori ricavi da gestione calciatori, per € 18 milioni.

I costi operativi del primo semestre 2018/19, complessivamente risultano pari a € 227 milioni e aumentano di 48 milioni rispetto al dato di € 178,7 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. In particolare, risultano: maggiori costi per calciatori e personale per 38 milioni di euro; maggiori ammortamenti calciatori per 25 milioni di euro; maggiori costi per l'acquisizione di materiali destinati alla vendita per 6 milioni di euro; aumento di altre spese per € 3 milioni; aumento dei costi per servizi esterni per € 3 milioni e aumento degli altri costi per € 3 milioni.

Le spese per i diritti di registrazione dei giocatori, risultano in calo di € 4 milioni. Altre variazioni negative di 1 milione di euro hanno riguardato principalmente gli accantonamenti.

Il risultato operativo del primo semestre della stagione sportiva risulta positivo per € 17 milioni.
Il risultato netto del primo semestre della stagione sportiva risulta positivo per € 7 milioni.

La posizione finanziaria netta al 31.12.2018 risultava negativa per € 384 milioni.

Il valore al 31.12.22018 ai prezzi di mercato della quota detenuta in Juventus da Exor risulta essere di 797 milioni di dollari USA, con un incremento di 208 milioni di dollari USA rispetto al 31.12.2017, pari al 35,3%.



La differenza al 31.12.2018 tra valore contabile della partecipazione nella Juventus iscritta nel bilancio della Exor e il valore di mercato in Euro era di 645 milioni di Euro.


  
Conclusioni

Il risultato negativo dell’esercizio 2018/19, confermerebbe ulteriormente l’ipotesi che la Juventus abbia strutturato i suoi costi ad un livello tale che per raggiungere l’equilibrio economico sia necessario il successo sportivo in tutte le competizioni, compresa la UEFA Champions League, con l’aggiunta del realizzo di plusvalenze di un certo importo. Risulterebbe ancora necessario colmare il gap con i Top Club Europei in termini di volumi di ricavi commerciali.

Gli amministratori confermano l’importanza dei risultati economici della campagna trasferimenti e delle competizioni europee, ricordando che nella seconda metà del 2019 si concluderà la prima fase della campagna di trasferimento e la stagione 2019/2020 si aprirà con la fase a gironi della UEFA Champions League; il cui esito potrebbe influenzare in modo significativo la performance economica per l'esercizio 2019/2020.
Agli inizi di settembre 2019, gli amministratori prevedono di chiudere l’esercizio 2019/2020 con una perdita. Di conseguenza potrebbe sorgere il problema del rispetto dei parametri del Financial Fair Play, perché si tratterebbe della terza perdita consecutiva e diventerebbe importante ridurre il costo del personale liberandosi di eventuali esuberi con ingaggi importanti.


domenica 1 settembre 2019

Bilancio Spal 2018: con la Serie A aumento dei volumi economici, patrimoniali e del debito.



Luca Marotta


La società “S.P.A.L. SRL”, che fino al 06/06/2018 era denominata "S.P.A.L. 2013 S.R.L.", ha chiuso il bilancio dell’esercizio 2018 con una perdita al netto delle imposte di Euro 255.057; ed un risultato prima delle imposte negativo per € 1.095.626; mentre, l’esercizio precedente si era chiuso con una perdita netta di € 1.496.377 ed un risultato prima delle imposte negativo per € 1.196.244.

La serie A ha determinato un aumento dei volumi economici e patrimoniali. Per gli investimenti si è preferito far ricorso all’indebitamento finanziario. Secondo gli Amministratori, “il rapporto tra capitale di terzi e capitale proprio è molto elevato: si rileva quindi una significativa dipendenza dal capitale di terzi, che in ogni caso è correlato all’aumento dei volumi aziendali sostenuti per effetto dei proventi televisivi conseguenti alla partecipazione alla Lega di Serie A.” In effetti, i Debiti aumentato di € 30.844.196 e toccano la cifra di € 45.634.971; il valore al 31/12/2017 era di euro 14.790.775.

Gli Amministratori hanno evidenziato come i costi di gestione caratteristica siano rimasti piuttosto contenuti rispetto a quelli di altri club che avevano gli stessi obiettivi; per questo motivo l’aver conseguito l’obiettivo della permanenza in Serie A, nella stagione sportiva 2017/2018, “assume ancora più valore e significato”.
Secondo quanto scritto dagli Amministratori la gestione operativa della Società “S.P.A.L. SRL” è caratterizzata dalle seguenti linee guida:
“- cercare di mantenere l’equilibrio tra ricavi e costi;
- cercare di contenere il più possibile i costi di gestione, con un continuo monitoraggio;
- valorizzare il settore giovanile con specifici progetti e risorse;
- operare nell’ambito delle risorse disponibili e pianificate”.

Secondo gli stessi Amministratori il risultato economico della gestione caratteristica è “da ritenersi comunque soddisfacente in relazione:
- alla sostanziale coincidenza tra i risultati previsionali ed i dati economico/patrimoniali consuntivi;
- al paragone con i risultati economici/patrimoniali di altre società sportive professionistiche della stessa categoria e con pari obiettivo.”

Il bilancio 2018 della “S.P.A.L. SRL” riguarda la seconda parte della stagione sportiva 2017/18, disputata in Serie A e conclusasi al diciassettesimo posto con 38 punti e il raggiungimento dell’obiettivo della permanenza in Serie A, e la prima parte del campionato 2018/19, disputato in Serie A e conclusosi centrando l’obiettivo della permanenza in Serie A e con il tredicesimo posto con 42 punti.
Per quanto riguarda la Coppa Italia, nel 2017/18, la società “S.P.A.L. SRL” è stata eliminata al quarto turno dal Cittadella e nel 2018/19, la società “S.P.A.L. SRL” è stata eliminata al quarto turno dalla Sampdoria.

Il Gruppo.

“VETRORESINA S.P.A.” è la società che esercita l'attività di direzione e coordinamento sulla società “S.P.A.L. SRL”  
Al 31.12.2017 “VETRORESINA S.P.A.” mostrava un utile di Euro 6.157.520 (+€ 5.287.906 nel 2016), con un valore della produzione di Euro 44.709.209 (€45.489.385 nel 2016) ed un Totale patrimonio netto di Euro 30.353.789 (€ 60.534.245 nel 2016)
I Rapporti economici e patrimoniali intrattenuti nell'esercizio con “VETRORESINA S.P.A.” e con le altre società dirette dalla stessa, mostrano: ricavi di € 300.000 di natura commerciale; versamenti in conto copertura perdite per € 1.260.471, di cui € 500.000 effettuati nell'esercizio; finanziamento infruttifero di euro 500.000; debito di € 4.829 per i trasferimenti nell'ambito del consolidato fiscale nazionale; fideiussioni ricevute a garanzia di affidamenti bancari per € 25.940.000.

La continuità aziendale.

Da quello che emerge dalla lettura del bilancio è il ruolo fondamentale esercitato dalla proprietà nel sostenere finanziariamente ed economicamente la SPAL. Tale concetto è ribadito più volte.
Durante l’Assemblea dei Soci che ha approvato il bilancio, il Presidente del Consiglio di
Amministrazione sig. Mattioli Walter ha rimarcato “l’encomiabile sforzo compiuto dal socio di riferimento Vetroresina Spa per il supporto patrimoniale/finanziario correlato agli obiettivi sportivi, tale da garantire la continuità aziendale”.
Secondo gli Amministratori “il deficit economico di gestione non incide sulla continuità aziendale, in quanto il socio di riferimento Vetroresina Spa ha sostenuto (e sostiene) patrimonialmente e finanziariamente la società con “versamenti in conto capitale”, il cui saldo al 31/12/2018 ammonta ad € 1.260.471 di cui € 500.000 eseguiti nell’esercizio, riserve patrimoniali più che capienti rispetto alla perdita di periodo.”

In estrema sintesi, la continuità aziendale della SPAL dipende dalla proprietà.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Secondo gli Amministratori la partecipazione al campionato di Serie A ha determinato l’incremento dei volumi economici dell’attività e di conseguenza ha comportato un corrispondente aumento delle dimensioni patrimoniali, considerando che il totale attivo è passato da € 5.410.546 del 31/12/2016 ad € 49.500.099 del 31/12/2018.
Il valore dell’attivo è aumentato del 120%, da € 22.495.024 a € 49.500.099. Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali incide per il 67,7% sul totale dell’attivo. Il valore delle immobilizzazioni materiali incide solo per lo 0,9%. Infatti, la società “S.P.A.L. SRL” non possiede infrastrutture sportive: gli impianti sportivi del Centro Sportivo di Via Copparo "G.B. Fabbri" sono di proprietà del Comune di Ferrara e lo stadio “Paolo Mazza” di Ferrara di proprietà del Comune di Ferrara ed è utilizzato in forza di una specifica Convenzione.



Gli investimenti effettuati.
I principali investimenti effettuati durante l’esercizio relativo all’anno solare 2018, sono stati i seguenti:
- acquisto calciatori per € 21.437.276;
- lavori di ampliamento, di ammodernamento e di adeguamento dello Stadio Comunale “Paolo Mazza” per € 8.692.781 e del centro sportivo “G.B. Fabbri” di Via Copparo per € 609.784, utilizzati in forza della specifica convenzione con il Comune di Ferrara con attuale scadenza al 2027.
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L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1.
Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,02 (0,04 nel 2017).
Infatti, l’equity ratio non è elevato ed è pari a 2,1% (3,6% nel 2017). Il ricorso al capitale di terzi è preponderante.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,02 (1,04 nel 2017), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore sarebbe sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,43 (0,73 nel 2017), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve. Anche se non si considerassero nelle passività a breve i ratei e i risconti passivi, che sono pari a € 2.571.049, l’indice risulterebbe inferiore a 1. Per migliorare tale indice gli Amministratori pensano al consolidamento dei debiti bancari.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,396, inferiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.

Valore della Rosa

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori al 31.12.2018 ammonta ad Euro 21.223.676. Rispetto al 31.12.2017 si è verificato un incremento di Euro 15.977.858.



La variazione è dipesa da investimenti per 21.223.676 Euro, da cessioni per un valore contabile netto di € 148 mila, da svalutazioni per € 27 mila   e da ammortamenti per 5.070.716 Euro.

Il calciatori acquistati definitivamente col maggior importo risultano: Kurtic Jasmin per euro 5.500.000; Paloschi Alberto per euro 4.568.000 e Viviani Federico per euro 3.060.000.

Le cessioni effettuate nel 2018 risultano le seguenti: Di Pardo Alessandro (Juventus) per euro 2.100.000 e Mora Luca ("LA SPEZIA) per euro 500.000.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto risulta positivo per € 1.055.414; mentre, nel 2017 era positivo per € 810.470 e nel 2016 era positivo per € 306.847. Il Patrimonio netto è composto dal capitale sociale per € 50.000; dalla riserva versamenti in conto capitale per euro 1.260.471 e dalla Perdita dell'esercizio per € 255.057.
La variazione è dovuta al risultato di esercizio e da “versamenti in conto capitale” in parte utilizzati per la copertura della perdita 2017. Infatti, il 27/04/2018, l'Assemblea dei Soci ha deliberato:
di coprire la perdita risultante dal bilancio chiuso al 31/12/2017 di euro 1.496.377 ricorrendo integralmente alla "Riserva per Versamento Soci in conto copertura perdite" di euro 1.056.847,61 e per il residuo di euro 439.529,05 alla "Riserva per versamento in conto capitale".
Nel 2018 i versamenti del socio Vetroresina Spa in conto capitale sono stati pari a € 500.000.
I mezzi propri finanziano solo il 2,1% delle attività, per la restante parte si fa ricorso al capitale di terzi, considerando come tale anche i debiti verso le banche, che finanziano il 22,4% dell’attivo; i debiti verso fornitori che finanziano il 15% dell’attivo; i debiti verso enti settore specifico, che finanziano il 29,2% dell’attivo e i debiti tributari che finanziano il 5,4% dell’attivo.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2018 ammontano a € 45.634.971 (€14.790.777 nel 2017), da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 30,26 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti meno attività correnti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,05, comunque inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5.

La Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta risulta negativa per € 9,45 milioni (-1,39 milioni nel 2017), ma è di molto inferiore al valore della produzione e al fatturato netto.
I debiti verso le banche ammontano a € 11.083.410 (€3.987.166 nel 2017) e segnano un incremento del 178%. L’incremento dei debiti verso banche è dovuto alla copertura degli investimenti effettuata ricorrendo al capitale di debito.

I mutui bancari riguardano: mutuo chirografario di € 350.000 erogato da Cassa di Risparmio in Bologna in Marzo 2015 e della durata di anni 4, con debito residuo di € 85.132; mutuo chirografario di € 300.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Luglio 2015 e della durata di anni 5 con debito residuo di € 99.494; mutuo chirografario di € 500.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Agosto 2017 e della durata di anni 7 con debito residuo di € 338.603; mutuo chirografario di € 500.000 erogato da Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a. in Agosto 2017 e della durata di anni 10 con debito residuo di € 405.454; mutuo chirografario di € 1.000.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Agosto 2018 e della durata di anni 5 con debito residuo di € 753.067; mutuo chirografario di € 1.800.000 erogato dal Credito Sportivo in Dicembre 2018 e della durata di anni 8 con debito residuo di € 1.596.443; mutuo chirografario di € 2.000.000 erogato da Banca Popolare dell’Emilia Romagna in Luglio 2018 e della durata di anni 7 con debito residuo di € 1.877.597 e mutuo chirografario di € 3.500.000 erogato dal Credito Sportivo in Ottobre 2018 e della durata di anni 7 con debito residuo di € 3.493.234.

L’EBITDA del bilancio 2018 è positivo per € 8.145.714, nel 2017 era positivo per € 740.369, pertanto la gestione operativa nel 2018 ha genera flussi di liquidità per pagare l’indebitamento finanziario.
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA risulterebbe sostenibile perché pari a 1,16.

I Crediti verso Enti-settore specifico ammontano a circa € 1.340.537 (€ 469.979 nel 2017) e riguardano i crediti verso la Lega Italiana Calcio Professionistico per contributi, saldo c/campionato e saldo c/trasferimenti.
I Debiti verso Enti-settore specifico ammontano a circa € 14.458.547 e riguardano i debiti verso le altre società di calcio nazionali ed estere per € € 5.013.329 e i debiti verso la Lega Italiana Calcio Professionistico per contributi, saldo c/campionato e saldo c/trasferimenti per € € 2.695.218.

Il saldo, tra crediti e debiti relativi al calciomercato risulta negativo per € 9,47 milioni (-€ 1,46 milioni nel 2017), non essendoci debiti tributari non correnti, la posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play, è negativa per € 18,9 milioni, ma nettamente inferiore al fatturato netto.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso in questione sono assenti.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso della “S.P.A.L. SRL” le infrastrutture sportive sono di proprietà del Comune di Ferrara, l’eventuale debito per i lavori di adeguamento, non dovrebbe essere considerato. Infatti la norma parla di “the amount of debt that is directly attributable to the construction and/or substantial modification of the stadium”.

Gli Altri debiti.

I debiti tributari aumentano di € 262.257 da € 2.413.941 a € 2.676.198 e sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo. Tali debiti riguardano: debiti verso Erario per sostituto d'imposta per euro 1.962.177 e debiti verso - Erario per IRAP (netto acconti) per euro 714.021.
I Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale aumentano da € 184.284 a € 229.678 e sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo. La maggior parte riguarda il debito vero l’I.N.P.S. per euro 131.283.
Non figurano fondi rischi e oneri accantonati.
I debiti verso i dipendenti per retribuzioni ammontano a € 2.704.037; i debiti verso giocatori per premio condizionato ammontano a € 276.000.

Il Rendiconto Finanziario



Il rendiconto finanziario dimostra che la variazione positiva di disponibilità liquide per € 966 mila è dipesa da flussi di liquidità positivi generati dalla gestione operativa per € 17,1 milioni; da flussi negativi di liquidità generati dalla gestione relativa agli investimenti per € 32,4 milioni; da flussi positivi di liquidità generati dall’attività di finanziamento per € 14,3 milioni.

Gli Investimenti in Immobilizzazioni immateriali hanno drenato € 31.600.986. Per quanto riguarda l’attività di finanziamento figurano: flussi positivi da debiti a breve verso banche per € 3.132.965; flussi positivi da Accensione finanziamenti per € 10.713.280 e flussi positivi da Mezzi propri per € 500.001.

Nel sintetizzare i risultati del rendiconto finanziario gli Amministratori hanno scritto che “la gestione operativa e del capitale circolante corrente hanno generato liquidità, mentre la gestione connessa agli investimenti (parco giocatori, impianti sportivi – stadio e centro sportivo –, giocatori e settore giovanile) ha richiesto liquidità, che è stata coperta ricorrendo al sistema bancario al credito concesso dalle controparti contrattuali ed all’apporto dei soci, utilizzando in forma residuale le risorse finanziarie interne”.

La Gestione Economica.

Come già scritto, la gestione operativa della SPAL cerca di mantenere l’equilibrio tra ricavi e costi;
e cerca di contenere il più possibile i costi di gestione.
Nell’esercizio 2018, il valore della produzione è aumentato del 116,7%, da € 26,6 milioni a € 57,6 milioni. L’incremento registrato è dovuto soprattutto ai ricavi per i diritti televisivi delle Serie A e all’incremento dei proventi pubblicitari.
I costi della produzione aumentano in misura meno che proporzionale, ossia del 103,5%, da € 27,72 milioni a € 56,42 milioni. La differenza tra ricavi e costi della produzione è positiva per € 1.230.291. Nel 2017 era negativa per € 1.118.468. Il risultato positivo del 2018 è un indicatore del raggiunto equilibrio economico.



I Ricavi.

Il fatturato, al netto delle operazioni relative alle cessioni dei calciatori, aumenta del 114,8%, da € 24,3 milioni a € 52,18 milioni.
I ricavi da gare aumentano del 71,9% da € 3.005.317 a € 5.165.450.
I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 2.117.105 (€ 625.006 nel 2017) e rappresentano il 3,7% del totale del Valore della Produzione e il 4,1% del fatturato al netto dei ricavi della gestione calciatori.
I Proventi Pubblicitari risultano pari a € 6.281.724 (€ 3.499.838 nel 2017). Tali proventi si riferiscono ai rapporti che determinano ricavi relativi a tutti i servizi promo-pubblicitari, compresa la cartellonistica pubblicitaria per le partite casalinghe pari a € € 5.925.702.

I proventi televisivi conseguiti nell'esercizio 2018 aumentano di 20,48 milioni di Euro, da € 14.980.281 a € 35.464.264. L’aumento è dovuto all’aver disputato due semestri consecutivi in Serie A.

I contributi in conto esercizio ammontano a € 1.677.858 (€ 980.535 nel 2017) riguardano per euro 1.489.170 i contributi federali erogati nel corso della stagione sportiva dalla Lega e per euro 188.688 a contributi ricevuti da Enti Pubblici Territoriali.

Il Player Trading.

Il risultato del Player Trading è negativo, poiché il risultato della gestione economica dei calciatori non riesce a coprire per intero il costo annuale degli ammortamenti dei calciatori che è pari a 5 milioni di Euro circa.



Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 2.796.917 (€380.000 nel 2017) e riguardano principalmente: Di Pardo Alessandro (Juventus) per € 2.100.000; Mora Luca (La Spezia) per € 500.000.
I ricavi per cessione temporanea prestazioni calciatori ammontano a € 376.536 e riguardano:
 Castagnetti Michele (Empoli) per euro 55.555; Murano Jacopo (Trapani) per euro 11.111; Finotto Mattia (Ternana) per euro 123.611; Cremonesi Michele (Entella) per euro 90.000; Salamon Bertosz
(Frosinone) per euro 48.814 e Di Pardo Alessandro (Juventus) per euro 44.444.
Gli altri proventi da gestione calciatori riguardano i Premi di valorizzazione calciatori, pari a € 1.218.200 (euro 533.500 nel 2017).

I “Costi per acquisizione temporanea prestazioni calciatori” ammontano a € 2.452.639 (€ 1.155.861 nel 2017).

Le minusvalenze risultano pari a circa € 152.011 (€ 45.600 nel 2017).

I costi.

I costi del personale aumentano del 93% da € 16.791.730 a € 32.415.938 e incidono per il 62,1% sul fatturato netto e rappresentano il 57,4% dei costi della produzione. Nello specifico il costo dei tesserati ammonta a € 31.331.961 (€ 16.104.387 nel 2017).
La “Quota variabile retribuzione legata ai risultati sportivi” risulta pari a € 2.723.500 (€ 2.163.500 nel 2017).
Il Personale mediamente in forza nel 2018 risulta di 111 unità (80 nel 2017), di cui 39 calciatori e 15 allenatori.
Bisogna precisare che i costi del personale del precedente esercizio comprendevano il premio riconosciuto per la promozione in Serie A della stagione sportiva 2016/2017 per complessivi € 2.163.500

Gli ammortamenti e le svalutazioni pari complessivamente a € 6.707.654 (€ 1.858.837 nel 2017) rappresentano il 12,3% dei costi della produzione.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali aumentano da € 1.813.961 a € 6.707.654. Lo Stadio Paolo Mazza e il Centro Sportivo di Via Copparo, non figurano come beni di proprietà; pertanto tra le immobilizzazioni immateriali sono allocate euro 787.236 (€ 423.180 nel 2017) per l'ammortamento degli oneri pluriennali su beni di terzi.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali aumentano da € 44.876 a € 77.507.

I costi per servizi aumentano del 73,7% da € 2.751.971 a € 4.781.018. Le Spese amministrative, pubblicitarie e generali risultano pari a € 2.178.821. I Costi per attività sportiva sono relativi a compensi a sanitari, massaggiatori e altri consulenti esterni, compensi per borse di studio e corsi di formazione ed ammontano a € 1.704.023. I Costi di vitto, alloggio e locomozione gare sono composti da spese sostenute per le gare in trasferta e risultano pari a € 497.636.

I costi per godimento beni di terzi aumentano di 366.823 da € 715.460 a € 1.082.283. Tali costi riguardano: canone di locazione di locali per € 257.774; canone locazione campi sportivi per € 67.604; leasing automezzi per € 22.384; leasing macchinari/sala stampa per € 93.253; noleggio campo sportivo per € 660 e noleggio automezzi/autovetture/macchinari per euro 640.608.

I Costi per acquisto materiale di consumo e di merci riguardano l’acquisto di indumenti sportivi per l'allenamento nonché delle divise ufficiali fornite dallo Sponsor Tecnico, per complessivi euro 2.043.845

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 1.095.626, che è un indicatore del raggiunto equilibrio economico.
Nel 2017, il risultato prima delle imposte era negativo per € 1.196.244; mentre nel 2016 era negativo per € 1.708.941.

Le imposte pari a € 1.350.683 hanno determinato una perdita netta di esercizio pari a € 255.057.  
Il tutto è reso sopportabile grazie al sostegno della proprietà.

Conclusioni.

Secondo gli Amministratori, la partecipazione al campionato di Serie A ha determinato un notevole aumento delle dimensioni economiche/patrimoniali aziendali; tuttavia, la gestione della Società è stata comunque volta a garantire uno sviluppo patrimoniale/finanziario equilibrato. Anche se per la copertura degli investimenti si è preferito il ricorso al capitale di terzi.

Per lo squilibrio della situazione finanziaria si attueranno strategie gestionali per il consolidamento dei debiti

Anche nella stagione sportiva di Serie A 2018/2019, è stato conseguito l’obiettivo della permanenza in Serie A, operando nel limite delle risorse economico/patrimoniali/finanziarie disponibili e nel rispetto del principio della sana e prudente gestione.