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giovedì 21 aprile 2016

Bilancio Catania 2014/15: perdita di 15,4 milioni con il paracadute e l’archivio RAI.



Luca Marotta


Il bilancio chiuso al 30 giugno 2015 di “Calcio Catania S.p.A.” si è chiuso con una perdita di Euro 15.356.900, nonostante il paracadute di 12,5 milioni di Euro e i ricavi per la vendita dell’archivio RAI per 6 milioni di Euro. Sul risultato ha pesato anche la retrocessione in LegaPro. Infatti, l’entità della perdita è accentuata anche dal fatto che si è proceduto ad un accantonamento per Euro 8.314.171 al "Fondo rischi campagna trasferimenti sportivi professionisti 15/16” riguardante le minusvalenze realizzate a seguito di vendite e risoluzioni contrattuali dei calciatori avvenute nei primi mesi della stagione sportiva 2015/2016, già note alla data di redazione del presente bilancio, e rese necessarie a seguito della retrocessione della società in lega pro e della impossibilità a mantenere tali contratti in lega pro.
Nella Relazione sulla gestione del bilancio annuale al 30/06/2015 è scritto che: “in data 23 giugno 2015, tre dirigenti del club etneo (il presidente Antonino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino e il direttore sportivo Daniele Delli Carri), sono stati accusati di aver comprato alcune partite del campionato di Serie B 2014-2015 per consentire alla squadra di evitare la retrocessione.”
In data 29 agosto 2015, con sentenza della Corte d'Appello Federale della Figc, la società è stata retrocessa in Lega Pro, con una penalizzazione di 9 punti. Al club etneo, oltre alla retrocessione in Lega Pro e alla penalizzazione di 9 punti, i giudici hanno comminato anche un'ammenda di 150.000 euro. Alla sanzione disciplinare di cui sopra si è aggiunta un’ulteriore sanzione consistente nella penalizzazione di un altro punto per violazioni "ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l'ammissione al Campionato Professionistico di Serie B 2015/2016".
Sul fronte dei debiti finanziari il Catania è riuscito ad ottenere una dilazione quinquennale delle date di rimborso dei mutui.
Il bilancio chiuso al 30 giugno 2014, riportava una perdita di 9.553 Euro, nel 2012/13 era evidenziato un utile di esercizio pari € 91.713 al netto di imposte per € 995.377.

Dai risultati di bilancio, sembrerebbe trovar conferma l’ipotesi che l’equilibrio economico che aveva caratterizzato in passato la gestione del Catania dipendesse dalla partecipazione al campionato di Serie A con i suoi rilevanti diritti TV, che vengono meno nel campionato della Serie B, anche se l’impatto della retrocessione è attenuato dal paracadute. Per tale motivo, per una squadra retrocessa diventa necessario una pronta risalita in Serie A, la doppia retrocessione complica il tutto. Anche perché i ricavi di Lega Pro sono inferiori a quelli della Serie B.

Il Gruppo

“Calcio Catania S.p.A.” è una società controllata al 95,40% da “Finaria S.p.A.”, con Amministratore Unico Antonino Pulvirenti. Il restante 4,60% è di proprietà della società “Meridi Srl”, che ha come amministratore delegato Angelo Agatino Vitaliti.
La società “Finaria S.p.A.” ha un capitale sociale di € 4.644.000, interamente versato. Il patrimonio netto relativo all’ultimo bilancio approvato, al 31/12/2014, è pari a € 59.289.434 (€ 64.854.586 al 31/12/2013 ed € 72.735.279 al 31/12/2012), la perdita dell’esercizio 2014 è stata pari a € 5.565.151, la perdita dell’esercizio 2013 era pari a € 2.880.694, mentre nel 2012 era evidenziato una perdita di € 35.054.942. Il valore della produzione nel 2014 è stato di € 2.630.508 (€ 3.073.147 nel 2013).
La Società Finaria Spa redige il bilancio consolidato del gruppo.
Nella Relazione sulla Gestione è evidenziato che “i rapporti intrattenuti con imprese controllate, collegate, controllanti e consorelle (società controllate direttamente da Finaria Spa) non comprendono operazioni atipiche e/o inusuali ma sono regolati da normali condizioni di mercato”. Il rapporto con Meridi Srl ha generato ricavi per € 300.000, come Sponsor ufficiale, e costi per € 13.452 per acquisto materiale di consumo. Il rapporto con Finaria Spa ha determinato finanziamenti per € 542.000. Il rapporto con la società Platinum srl ha generato ricavi € 546.369 (€ 418.762 nel 2013/14), di cui € 250.000 per fitto attivo ed € 296.369 come Rimborso spese amministrative, e costi per € 278.179 (€ 522.094 nel 2013/14), di cui € 101.129 per gas; €36.930 per Allenamenti ritiri prima squadra; € 5.006 per Costi viaggi e trasferte; € 18.401 per Spese di rappresentanza; € 130.165 per Servizio mensa settore giovanile.

La Continuità aziendale.

Il Bilancio 2014/15 di Calcio Catania SpA ricade nell’ipotesi prevista dall’articolo 2446 del codice civile, ossia quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite.

Gli amministratori hanno valutato le poste di bilancio ispirandosi ai criteri generali della prudenza e della competenza, nella prospettiva della continuazione dell’attività.
L'assemblea dei soci del 30/09/2015 ha deliberato di differire il termine per l'approvazione del bilancio al 30.06.2015, per consentire al nuovo organo amministrativo di procedere alla redazione del progetto del bilancio di esercizio al 30 giugno 2015, a seguito delle dimissioni del CdA in carica, alla data del 23 giugno 2015.

Il Collegio sindacale ha evidenziato che l’ulteriore retrocessione della squadra nella serie inferiore “Lega-pro”, per la vicenda del “calcio scommesse”, ha inciso negativamente sul risultato del bilancio 2014-15. In effetti, il Collegio Sindacale ha evidenziato che oltre ai minori abbonamenti si è dovuto registrare l’accantonamento, in un apposito fondo rischi, di euro 8.314.171 per le minusvalenze realizzate a seguito della risoluzione di taluni contratti riguardanti dei calciatori. Inoltre, altri accantonamenti sono stati effettuati per cause di contenzioso tributario, per giudizi non ancora definitivi, e cause legali per rischi connessi ad eventuali richieste di penalità, percentuali aggiuntive, indennità, da parte dei procuratori e giocatori.

Il Collegio sindacale non ha rilevato motivi ostativi all’approvazione del bilancio di esercizio al 30/06/2015, né ha obiezioni da formulare in merito alla proposta di deliberazione presentata dall’Organo Amministrativo per la copertura della perdita dell’esercizio.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Ovviamente, il giudizio sulla struttura dello Stato Patrimoniale dipende dall’aver adottato il principio della continuità aziendale tra i criteri di valutazione del bilancio.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,19 (1,43 nel 2013/14), ciò vuol dire che, adottando il principio di continuità aziendale, al 30.06.2015, il club possedeva dei beni il cui valore era di sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,40 (0,48 nel 2013/14), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Anche non considerando i ratei e i risconti passivi, pari a € 2,6 milioni, l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’Indicatore di Liquidità
Tale indice coincide sostanzialmente con l’indicatore di Liquidità utilizzato dalla FIGC che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,43, di poco superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,18.
Infatti, l’equity ratio, ossia l’indice di copertura delle attività con mezzi propri, è pari a 16%. Il ricorso al capitale di terzi è pari all’ 84%.

La Voce Terreni e Fabbricati.

Il bilancio del Catania si caratterizza per la notevole incidenza sul totale delle immobilizzazioni e dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”.
La voce “Terreni e fabbricati” rappresenta il 46,7% dell’attivo.
Durante l’esercizio 2010/11, fu inaugurato a Mascalucia, in contrada Torre del Grifo, il nuovo centro sportivo. All’epoca, gli Amministratori, sostennero che la mancanza di un Centro Sportivo aveva impedito nel corso degli anni un adeguato sviluppo del settore giovanile. Il costo storico a bilancio della Voce “Terreni e Fabbricati” è di € 47.387.440 , di cui € 1.293.143 per terreno, € 43.904.788 per immobili centro sportivo e € 2.758.637 per i campi di calcio e verde. Il valore contabile netto al 30 giugno 2015 è di € 41.076.932 (€ 42.072.353 al 30 giugno 2014).

Gli impianti del Centro Sportivo hanno un costo storico di € 8.761.976 ed un valore contabile netto di € 2.898.752. Complessivamente gli impianti e macchinari hanno un costo storico di € 8.958.876 ed un valore contabile netto di € 2.965.343; mentre le attrezzature registrano un costo storico d € 1.208.980 ed un valore contabile netto di € 454.470.

Considerando la voce “terreni e fabbricati” unitamente a “impianti e macchinario”, possiamo affermare che il nuovo centro sportivo è costato circa 57 milioni.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto è positivo per circa € 13,7 milioni, finanzia il 16% dell’attivo. Rispetto all’esercizio precedente risulta un decremento di € 15.356.900, pari alla perdita di esercizio.

In passato, un’importante fonte di alimentazione dei mezzi propri in passato era costituita dall’autofinanziamento. Dal 2005 al 2014 il patrimonio netto è aumentato di 28,9 milioni di Euro e, nello stesso periodo sono stati conseguiti utili per 29,8 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la perdita dell'esercizio 2014/15, l'assemblea dei soci lo ha deliberato di coprire la perdita dell’esercizio, pari ad € 15.356.900, nel modo seguente: per Euro 2.378.686 mediante l'integrale utilizzo della riserva straordinaria; per Euro 486.253 mediante l'integrale utilizzo della riserva 10% scuole giovanile; per Euro 1.238.415 mediante l'integrale utilizzo della riserva legale; e di rinviare la perdita residua pari ad Euro 11.253.546 in attesa che l'assemblea dei soci adotti i provvedimenti richiesti dall'art. 2446 del c.c..

Il rapporto tra Patrimonio Netto, aumentato del finanziamento soci, e attivo patrimoniale risulta essere 0,16

Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta è negativa per 30,5 milioni (-€ 28,5 milioni nel 2013/14) e finanzia il 69% del capitale investito netto.
Le disponibilità liquide diminuiscono da € 584 mila a € 561 mila. I debiti bancari pari a € 25,2 milioni riguardano principalmente il mutuo verso l’Istituto del Credito Sportivo.
I debiti bancari finanziano il 28,7% dell’attivo e risultano in aumento complessivamente di 365 mila Euro.
I Debiti verso banche entro l'esercizio riguardano: Banca IFIS c/c per € 46.771; Credito Etneo per € 200.422; Competenze passive da ricevere per € 7.802; Debito Istituto Credito Sportivo per commissioni mutuo per € 13.035; Mutuo Istituto BCC per € 132.715; Mutuo Istituto credito Sportivo I erogazione per € 697.285; Mutuo Istituto credito Sportivo II erogazione per € 139.506; Mutuo Istituto credito Sportivo III erogazione per € 68.490 per un totale di € 1.306.026.
I Debiti verso banche oltre l'esercizio riguardano: Mutuo Istituto BCC per € 45.851; Mutuo Istituto credito Sportivo I erogazione per € 16.745.921; Mutuo Istituto credito Sportivo II erogazione per € 3.682.338; Mutuo Istituto credito Sportivo III erogazione. per € 3.436.512, per un totale di € 23.910.622.

In nota integrativa è scritto che in relazione ai mutui stipulati con il Credito Sportivo, in data 04/05/2015 l’Istituto Credito Sportivo ha accolto la richiesta di moratoria relativa ai contratti di mutuo n. 318550 del 30/11/2010, n. 4046700 del 17/05/2011 e n. 4128100 del 11/10/2011. La rinegoziazione ha determinato una proroga quinquennale dei termini di rimborso e ha consentito di traslare in coda al piano di ammortamento due semestralità di ciascun mutuo, spalmando i relativi interessi su tutta la durata dei contratti. Quindi, riepilogando, dal Credito Sportivo il Catania ha ricevuto € 28,2 milioni e al 31/12/2015 risulta che il Catania deve 24.770.051 oltre interessi; di cui € 19.537.874 oltre interessi con scadenza oltre 5 anni ed Euro 5.232.177 entro 5 anni. Il Mutuo Credito Sportivo, I erogazione, scade il 30/11/2031 , il Mutuo Credito Sportivo, II erogazione, scade il 31/05/2032, il Mutuo Credito Sportivo, III erogazione, scade il 31/10/2032.

In data 29/04/2015 è stato stipulato un Mutuo Chirografario con la Banca Credito Cooperativo di euro 200.000,00, da rimborsare in n. 18 rate mensili. Tale mutuo presenta una scadenza residua inferiore ai cinque anni. Il debito residuo al 30/06/2015 è di euro 178.566.

Ai fini del Financial Fair Play, bisogna considerare anche il saldo dei crediti e debiti verso società di calcio. I crediti verso società calcistiche sono pari a € 9,7 milioni e i Debiti verso società sportive sono pari a € 6,5 milioni circa.
La posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario, pur essendo negativa, risulta superiore di poco al fatturato netto. A questo punto andrebbe considerato che la maggior parte del debito finanziario rientra nella fattispecie del debito “virtuoso”, perché destinato al finanziamento del Centro Sportivo.

L’ Indicatore di Indebitamento.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2015 ammontano a € 55.341.407 ed il Valore della Produzione al 30 giugno 2015 è pari ad € 39.911.264, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 48.376.153.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,14; mentre se si considerasse il valore della produzione medio al 30.06.2015 sarebbe pari a 1,39, comunque inferiore alla soglia massima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.
Nei prossimi anni, il Valore della Produzione medio è destinato a diminuire considerando i ricavi ridotti della Lega Pro.

Il Rendiconto Finanziario.

Il decremento delle disponibilità liquide  è stato di Euro 23.176.
Il Flusso di cassa della gestione corrente è stato positivo per € 7.861.475, a causa soprattutto dell’Autofinanziamento economico positivo per € 8.461.969.
Il Flusso di cassa generato dall'attività di investimento è risultato negativo per € 9.888.291 a causa soprattutto dell’Incremento netto delle altre immobilizzazioni immateriali per € 8.503.820.
Il Flusso di cassa generato dall'attività finanziaria è stato positivo per € 2.003.640 anche a causa della Variazione debiti verso soci per finanziamenti per € 542.000.

Gli Altri debiti.

I debiti verso Tesserati per retribuzioni ammontano a € 1.711.925 (€ 1.881.489 nel 2013/14) e il rapporto con il costo del personale è del 9,34%, che è un dato fisiologico ed è un segnale di puntualità nei pagamenti.
I Debiti tributari sono pari a € 6.909.949 (€ 4.517.536 nel 2013/14) e finanziano il 7,9% dell’attivo. Tali debiti sono composti principalmente dal debito verso l’Erario per ritenute Irpef dipendenti per € 1.204.052 (€1.398.954 nel 2013/14); dal debito verso l’Erario per l’IRAP per 262.622; debito verso l’Erario per l’IRAP 30/06/2014 per € 723.002. Inoltre figurano debiti verso Agenzia entrate iva 2014 per € 2,5 milioni; per Unico 2013 per € 821 mila; e per Irap 2013 per € 464 mila.
Negli altri debiti figura Debiti V/Imu per € 803.510.
Il fondo per imposte differite, allocato tra i fondi rischi, ammonta a € 2.946.091 (€ 4.853.089 nel 2013/14). Inoltre figurano anche i seguenti accantonamenti: Fondo rischi cause civili per € 1.000.000; Fondo rischi cause nei confronti di giocatori e procuratori per  € 1.500.000; Fondo rischi cause contenzioso tributario è paria per € 2.221.000 e Fondo rischi campagna trasferimenti sportivi professionisti 2015/2016 per € 8.314.171.

Il Valore della Rosa.



La variazione in diminuzione dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a € 6,6 milioni, è dipesa da investimenti per € 6 milioni; cessioni per un valore contabile residuo di € 3,1 milioni, ammortamenti per € 9,5 milioni.

Il Conto Economico.

Il valore della produzione è diminuito del 26,7%, da € 54,5 milioni a € 39,9 milioni.
I costi della produzione sono invece aumentati del 2,6%, da € 55,7 milioni a € 57,2 milioni. La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per € 17.288.292.



La struttura del conto economico non appare equilibrata in quanto i ricavi, senza plusvalenze, sono inferiori ai costi operativi.
Inoltre, l’attività di “Player Trading”, che include l’accantomento effettuato per le minusvalenze 2015/16, non è risultata sufficiente per colmare la differenza.

I Ricavi.



L’evoluzione del fatturato netto mostra l’enorme l’importanza dei diritti TV per una squadra di calcio, che nel 2014/15 sono crollati e a cui si è sopperito in parte col paracadute allocato tra gli altri ricavi..
I ricavi da gare diminuiscono del 50%, da € € 3.048.756 a € 1.523.194. La causa della riduzione è da ricercare nell’aver partecipato al campionato di serie B e al crollo degli abbonamenti di € 816 mila. I ricavi per i biiglietti per le partite di campionato in casa sono diminuiti a € 440.452 da € 1.173.436.
I ricavi costituiti da proventi derivanti dalla cessione diritti televisivi ammontano a € 563.197 (€ 30,2 milioni nel 2013/14) e incidono solo per l’ 1,4% sul valore della produzione e per il 2,2% del fatturato netto.
I ricavi commerciali, diminuiscono da € 5,2 milioni a € 2,4 milioni, incidono sul valore della produzione solo per il 6,15%. L'importo dello Sponsor tecnico ammonta a € 500.000 (€ 1.342.927 nel 2013/14). L'importo dello Sponsor ufficiale diminuisce da € 650.000 a € 380.000. La voce Sponsor istituzionale crolla da € 485.714 a € 109.977. La Pubblicità cartellonistica ha prodotto ricavi per € 939.401 (€ 2.239.696 nel 2013/14), mentre i Proventi commerciali e royalties ammontano a € 508.447 (€ 470.160 nel 2013/14).
Gli altri ricavi comprendono i Proventi Lega per “paracadute” pari ad Euro  12.500.000; la Vendita archivio rai 5.643.000 e la mutualità per € 2.474.378.

Il Catania ha proceduto alla capitalizzazione costi vivaio per un importo di € 1.503.820 (€ 801.465 nel 2013/14). Tale capitalizzazione si riferisce ai costi sostenuti nel corso dell’anno per la gestione, promozione e organizzazione dell’attività sportiva giovanile, il relativo cespite, allocato tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 2.107.817 (€ 1.449.120 nel 2013/14).

Il Player Trading.



Le plusvalenze realizzate sulle cessioni di diritti pluriennali di calciatori diminuiscono a € 9,7 milioni da € 13,6 milioni. Esse risultano in diminuzione di € 3,9 milioni e incidono per il 24,3% sul valore della produzione.
Le plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori, realizzate nel 2014/15 risultano pari a € 9.684.559 e riguardano: Barrientos Pablo (San Lorenzo) per € 1.311.791; Bellusci Giuseppe (Leeds) per € 1.210.833; Bergessio Gonzalo (Sampdoria) per € 2.413.750; Doukara Souleymane (Leeds) per €  700.000; Izco Mariano (Chievo) per € 1.988.333; Lopez Maxi (Chievo) per € 1.059.852; Peruzzi Gino (Boca Juniors) per € 1.000.000.
I ricavi da cessione temporanea sono aumentati da € 460 mila a € 2,5 milioni.
Le minusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori per l’esercizio 2014/15 sono pari a € 44.444, e riguardano la risoluzione contrattuale di Almiron Sergio.
A tale importo si deve aggiungere anche l’importo di Euro 8.314.171 riguardante le minusvalenze 2015/16 accantonate perché già realizzate a seguito di vendite e risoluzioni contrattuali avvenute nei primi mesi della stagione sportiva 2015/2016, alla data di redazione del bilancio 2014/15, e rese necessarie a seguito della retrocessione della società in lega pro e della impossibilità a mantenere tali contratti. Tra queste figurano: Belmonte Nicola (Perugina) per € -220.000; Cabalceta Erick (Risoluzione) per € 21.836; Calaio Emanuele (Risoluzione) per € 30.500; Ceccarelli Luca (Risoluzione) per € 150.000; Crapek Michael (Lechia Gdansk) per € 907.500; Del Prete Lorenzo (Perugina) per € 278.571; Frison Alberto (Risoluzione) per € 520.000; Lodi Francesco (Risoluzione) per € 3.000.000; Maniero Riccardo (Bari) per € 400.000; Martinho Raphael Alves (Risoluzione) per € 1.373.625; Moretti Federico (Latina) per € 720.000; Schiavi Raffaele (Salernitana) per € 200.000; Sciaudone Daniele (Salernitana) per € 350.000 eSpolli Nicolas (Risoluzione) per € 142.169.

Gli ammortamenti della rosa calciatori aumentano da € 8 milioni a € 9,5 milioni circa e rappresentano il 16,7% dei costi della produzione e il 23,9 % del valore della produzione.

I Costi.

I costi del personale diminuiscono da € 23,8 milioni a € 18,3 milioni; pertanto, registrano un decremento del 23% e rappresentano il 70% circa del fatturato netto. In rapporto ai costi della produzione i costi del personale rappresentano solo il 32%.
Gli ammortamenti per immobilizzazioni materiali ammontano complessivamente ad € 3.138.246 (€ 3.108.329 nel 2013/14) e riguardano prevalentemente il centro sportivo.
L’ammortamento dei costi capitalizzati per il vivaio è di € 845.123 (€ 679.315 nel 2013/14).
I costi per servizi ammontano complessivamente ad € 5.437.432 (€8513865 nel 2013/14)
I Compensi per consulenze sportive diminuiscono a € 1.443.800 da € 2.579.154. Le Prestazioni dei procuratori ammontano a € 144.900 (€ 299.956 nel 2013/14).
Nel 2014/15 il Catania non ha pagato costi per Diritti immagine (€ 1.435.687 nel 2013/14).
I costi per godimento beni di terzi diminuiscono complessivamente da € 2.448.900 a € 969.941.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso del Catania il valore è di 0,64 se si considerasse tutto il costo del personale, tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per le stagioni sportive 2015/16-2016/17-2017/18.

Il “Punto di Pareggio”.

Il Catania che ha militato in Serie A non ha mostrato problemi per quanto riguarda il requisito del break-even, perché ha attuato una gestione economica sostanzialmente equilibrata, chiudendo, i bilanci, tranne il penultimo, sempre con un risultato positivo ed ha evidenziato anche ammortamenti per strutture sportive di notevole importo.
Invece, con la serie B ed il venir meno dei diritti TV nel 2014/15 è evidenziato un risultato prima delle imposte negativo per Euro 19,2 milioni, anche se allo stesso ha contribuito l’accontonamento delle minusvalenze 2015/16 per Euro 8.314.171..
Nel bilancio 2013/14 era evidenziato un risultato prima delle imposte positivo per € 930.484. Nel 2012/13, il risultato prima delle imposte era positivo per € 1,1 milioni e nel 2011/12 per € 7,2 milioni.
Il problema dell’equilibrio economico si ripresenterà con la partecipazione ai campionati di Lega-pro.

Conclusioni.

Per la società Calcio Catania SpA si prospettano come minimo due stagioni sportive consecutive in Lega-Pro, precisamente 2015-16 e 2016-17. Nell’ipotesi ottimistica di una promozione in Serie B, si aggiungerebbe un’altra stagione sportiva, quella del 2017-18, sempre con ricavi nettamente inferiori alla Serie A.
Si pensi che il valore della produzione del Frosinone nel 2013/14 è stato di 4,6 milioni di Euro.
Sarà molto importante il continuo sostegno della proprietà e la competenza del management sportivo nell’allestire squadre competitive.

Non a caso nella Relazione sulla gestione gli amministratori hanno scritto che per il prossimo futuro, auspicano che “la squadra possa ambire sin da subito alla promozione nel campionato di serie B”.

domenica 8 marzo 2015

Bilancio Catania 2013/14: le conseguenze dell’obiettivo primario non conseguito.



Luca Marotta


La gestione del Catania ha sempre avuto come obiettivo primario “il raggiungimento di un equilibrato rapporto fra una sana e oculata gestione economico – finanziaria e la permanenza nella massima serie”. Nell’ottava stagione consecutiva disputata in Serie A, non è stato centrato l’obiettivo della permanenza nella massima serie, perché la stagione sportiva si è conclusa con la retrocessione in Serie B e dal punto di vista economico si è registrata una perdita di € 9.553.

Nel caso del Catania sembrerebbe che il successo sportivo (permanenza in Serie A), abbia determinato il successo economico. Nell’esercizio 2013/14, a caratterizzare negativamente l’andamento sportivo c’è stato il continuo avvicendamento nella conduzione tecnica della prima squadra, ed in genere, il continuo avvicendamento nella conduzione tecnica della prima squadra è una conseguenza di un andamento sportivo deludente, anche se secondo alcuni esperti è una delle “cause”.

Il bilancio chiuso al 30 giugno 2013, riporta una perdita di 9.553 Euro, nel 2012/13 era evidenziato un utile di esercizio pari € 91.713 al netto di imposte per € 995.377.

Il Gruppo

“Calcio Catania S.p.A.” è una società controllata al 95,40% da “Finaria S.p.A.”, con rappresentante legale Antonino Pulvirenti. Il restante 4,60% è di proprietà della società “Meridi Srl”, che ha come amministratore delegato Angelo Agatino Vitaliti.
La società “Finaria S.p.A.” ha un capitale sociale di € 4.644.000, interamente versato. Il patrimonio netto relativo all’ultimo bilancio approvato, al 31/12/2013, è pari a € 64.854.586 (€ 72.735.279 al 31/12/2012), la perdita dell’esercizio 2013 è stata pari a € 2.880.694, mentre nel 2012 era evidenziato una perdita di € 35.054.942. La Società Finaria Spa redige il bilancio consolidato del gruppo.
Nella Relazione sulla Gestione è evidenziato che “i rapporti intrattenuti con imprese controllate, collegate, controllanti e consorelle (società controllate direttamente da Finaria Spa) non comprendono operazioni atipiche e/o inusuali ma sono regolati da normali condizioni di mercato”. Il rapporto con Segea Srl ha generato ricavi per fitto Ramo D’azienda per € 250.000 (€ 1.500.000 nel 2012/13) e costi per € 451.454, di cui € 426.483 per servizi relativi all’utilizzo del Centro Sportivo. Il rapporto con Finaria Spa ha generato costi per viaggi e trasferte per € 109.090. Il rapporto con la società Platinum srl ha generato ricavi € 418.762, di cui € 208.233 per fitto Ramo D’azienda e costi per € 522.094.

La Continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro. La continuità aziendale è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Il bilancio del Catania è stato redatto in base al principio della continuità aziendale.
Nella Relazione della Società di Revisione al punto 4 è evidenziato un “richiamo di informativa” relativo al fatto che gli Amministratori ritengono che da alcuni contenziosi un corso, sulla scorta di pareri e precedenti pronunce per casi analoghi, ritengono “ragionevole” che da tale contenzioso non scaturiranno passività per la società. Tali contenziosi riguardano degli avvisi di accertamento afferenti l'Irap e l'Iva per gli esercizi dal 2007/08 al 2010/11, per una somma complessivamente richiesta pari ad euro 4.645.763, e un avviso di accertamento per l'anno 2005, per rapporti commerciali intrattenuti con un fornitore di servizi per presunte irregolarità nella fatturazione.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Ovviamente, il giudizio sulla struttura dello Stato Patrimoniale dipende dall’aver adottato il principio della continuità aziendale tra i criteri di valutazione del bilancio.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,43, ciò vuol dire che, adottando il principio di continuità aziendale, al 30.06.2014, il club possedeva dei beni il cui valore era di sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,48, ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Anche non considerando i ratei e i risconti passivi, pari a € 216 mila, l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,48.
Infatti, l’equity ratio, ossia l’indice di copertura delle attività con mezzi propri, è pari a 30%. Il ricorso al capitale di terzi è pari al 70%.



La Voce Terreni e Fabbricati.

Il bilancio del Catania si caratterizza per la notevole incidenza sul totale delle immobilizzazioni e dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”.
La voce “Terreni e fabbricati” rappresenta il 43,3% dell’attivo.
In effetti, durante il 2010/11, fu inaugurato a Mascalucia, in contrada Torre del Grifo, il nuovo centro sportivo. All’epoca, gli Amministratori, sostennero che la mancanza di un Centro Sportivo aveva impedito nel corso degli anni un adeguato sviluppo del settore giovanile. Il costo storico a bilancio della Voce “Terreni e Fabbricati” è di € 47.387.440 , di cui € 1.293.143 per terreno, € 43.904.788 per immobili centro sportivo e € 2.189.508  per i campi di calcio. Il valore contabile netto al 30 giugno 2014 è di € 42.072.353.

Gli impianti del Centro Sportivo hanno un costo storico di 8.761.976 ed un valore contabile netto di € 4.213.048. Complessivamente gli impianti e macchinari hanno un costo storico di  € 8.957.277 ed un valore contabile netto di € 4.305.306; mentre le attrezzature registrano un costo storico d € 1.129.868 ed un valore contabile netto di € 519.825.

Considerando la voce “terreni e fabbricati” unitamente a “impianti e macchinario”, possiamo affermare che il nuovo centro sportivo è costato circa 57 milioni. Per fare un confronto, possiamo riferirci al bilancio al 30/06/2011 di Juventus F.C. Sp.A., che alle voce terreni e fabbricati, che si riferiva esclusivamente al Centro Sportivo di Vinovo, esponeva un  valore di carico iniziale di € 24.332.000.

Ai fini del Fair Play Finanziario tali spese vengono giudicate “virtuose” e non rilevano ai fini del pareggio di bilancio, perché lo scopo è quello di incoraggiare gli investimenti e le spese per impianti.

Considerata la retrocessione in Serie B, sarà molto importante che il piano finanziario dell’investimento, contempli anche tale ipotesi.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per circa € 29,1 milioni, finanzia il 30% dell’attivo ed è conforme a quanto richiesto dal Financial Fair Play. Rispetto all’esercizio precedente risulta un decremento di € 9.553, pari alla perdita di esercizio.

Un’importante fonte di alimentazione dei mezzi propri è costituita dall’autofinanziamento. Dal 2005 al 2014 il patrimonio netto è aumentato di 28,9 milioni di Euro e, nello stesso periodo sono stati conseguiti utili per 29,8 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la perdita dell'esercizio 2013/14, l'assemblea dei soci lo ha deliberato di
coprire la perdita dell’esercizio pari ad € 9.553 attraverso l’utilizzo parziale della riserva straordinaria.

Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta è negativa per 28,5 milioni (-€ 26,5 milioni nel 2012/13) e finanzia il 49,5% del capitale investito netto.
Le disponibilità liquide diminuiscono da € 1.457.970 a € 584 mila. I debiti bancari pari a € 24,8 milioni riguardano principalmente il mutuo verso l’Istituto del Credito Sportivo. La maggior parte, pari a € 22.213.744, ha scadenza oltre l’esercizio successivo.
Il Mutuo del Credito Sportivo, “I erogazione”, riguarda un capitale erogato di € 20.000.000, con durata di 15 anni. Il debito residuo al 30.06.2014 è di € 16.591.402, e le rate scadenti oltre il quinquennio sono pari a € 10.543.078.
Il Mutuo del Credito Sportivo, “II erogazione”, riguarda un capitale erogato di € 4.200.000, con durata di 15 anni. Il debito residuo al 30.06.2014 è di € 3.316.397 e le rate scadenti oltre il quinquennio € 2.396.873.
Il Mutuo del Credito Sportivo, “III erogazione”, riguarda un capitale erogato 4.000.000, con durata 15 anni. Il debito residuo al 30.06.2014 è di € 3.521.993, e le rate scadenti oltre il quinquennio € 2.368.120.
Ai fini del Financial Fair Play, bisogna considerare anche il saldo dei crediti e debiti verso società di calcio. I crediti verso società calcistiche sono pari a € 14,5 milioni e i Debiti verso società sportive sono pari a € 17 milioni circa.
La posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario, pur essendo negativa, rimane inferiore al fatturato netto ed è conforme a quanto auspicato dal Regolamento. Si aggiunga, inoltre, che trattasi di debito “virtuoso” destinato al finanziamento del Centro Sportivo.

Gli Altri debiti.

I debiti verso Tesserati per retribuzioni ammontano a € 1.881.489  (€ 2.227.641 nel 2012/13) e il rapporto con il costo del personale è del 9,4%, che è un dato fisiologico ed è un segnale di puntualità nei pagamenti.
I Debiti tributari sono pari a € 4.517.536 (€ 5.536.125 nel 2012/13) e sono composti principalmente dal debito verso l’Erario per ritenute Irpef dipendenti per € 1.398.954 (€ 1.869.610 nel 2012/13); dal debito verso l’Erario per l’IRAP per 647.957 (€ 971.576 nel 2012/13).

I fondi per imposte differite, allocati tra i fondi rischi, ammontano a € 4.853.089 (€ 4.275.424  nel 2012/13). Il fondo per rischi generici al 30.06.2014 ammonta ad € 1.000.000, poiché la società “Calcio Catania S.p.A.” ha delle cause pendenti. Una di queste riguarda il contenzioso con Lo Monaco, di importo rilevante, ma gli Amministratori ritengono la somma accantonata congrua per coprire le eventuali spese derivanti dalla soccombenza in alcuni dei giudizi in essere, tenuto conto che la società ha agito a sua volta richiedendo somme maggiori.

Il Valore della Rosa.



La variazione in aumento dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a € 4,3 milioni, è dipesa da investimenti per € 22,9 milioni; cessioni per un valore contabile residuo di € 10,6 milioni, ammortamenti per € 8 milioni.
Durante il 2013/14 sono stati acquistati calciatori come Monzon, Tachtsidis, Leto, Peruzzi e Plasil e Guarente.
Mentre, sono stati ceduti: Gomez (Metalist), Lodi (ceduto al Genoa e, poi, riacquistato in prestito a gennaio 2014), Takayuki Morimoto (JEF United Chiba) e Andujar Mariano (al Napoli in compartecipazione).
I crediti relativi alle compartecipazioni ex art. 102 NOIF sono pari a € 2.151.000 (€ 1.100.500 nel 2012/13) e si riferiscono a Fedato per € 900 mila e Andujar per € 750 mila.
Tra i calciatori con il valore contabile residuo più elevato spiccano: Francesco Lodi per € 6.000.000; Peruzzi Gino  con € 2.400.000; Monzon Fabian con € 2.200.000  e Rolin Alexe con € 2.070.000.



Per quanto riguarda Lodi sembrerebbe che sia stato ceduto per la cifra di 6 milioni di Euro al Genoa, con contemporanea stipula dell’accordo di partecipazione ex art. 102 bis delle NOIF, successivamente, a gennaio 2014, è stato ripreso in prestito e, a giugno 2014, è stato riacquistato liquidando la partecipazione del Genoa all’importo dell’iniziale cessione.

Dopo la chiusura dell’esercizio 2013/14, il Catania ha effettuato numerose operazioni di mercato, sia in entrata che in uscita.
Per quanto riguarda le operazioni in uscita, Bergessio è stato ceduto alla Sampdoria, Maxi Lopez al Chievo Verona, Izco è stato ceduto in prestito al Chievo Verona con obbligo di riscatto, Barrientos al San Lorenzo e Bellusci al Leeds.
Per quanto riguarda le operazioni in entrata, sono stati acquistati: Emanuele Calaiò, Alessandro Rosina  e Fabian Rinaudo.


Il Conto Economico.

Il valore della produzione è aumentato del 7,4%, da € 50,7 milioni a € 54,5 milioni.
I costi della produzione sono aumentati del 10,8%, in misura più che proporzionale, da € 50,3 milioni a € 55,7 milioni. La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per € 1.264.525.



La struttura del conto economico non appare equilibrata in quanto i ricavi, senza plusvalenze, sono inferiori ai costi operativi.
Inoltre, l’attività di “Player Trading” non è risultata sufficiente per colmare la differenza.

I Ricavi.



L’evoluzione del fatturato netto mostra l’importanza dei diritti TV.
I ricavi da gare pari diminuiscono del 15% da € 3,6 milioni a € 3.048.756. La causa della riduzione è da ricercare nei deludenti risultati della squadra. In effetti, si è registrato un calo nelle vendite dei biglietti e la riduzione del prezzo dei biglietti, soprattutto nella parte finale della stagione.
I ricavi costituiti da proventi derivanti dalla cessione diritti televisivi ammontano a € 30,2 milioni (€.29,9 milioni nel 2012/13) e incidono per il 55,5% sul valore della produzione e per il 76% del fatturato netto, segnale di dipendenza dagli stessi.
I ricavi commerciali, diminuiscono da € 6,7 milioni a € 5,2 milioni, incidono sul valore della produzione solo per il 9,6%. L'importo dello Sponsor tecnico ammonta a € 1.342.927 (€ 1.154.128 nel 2012/13). L'importo dello Sponsor ufficiale diminuisce da € 665.289 a € 650.000. La voce Sponsor istituzionale crolla da € 2.110.364 a € 485.714. La Pubblicità cartellonistica ha prodotto ricavi per € 2.239.696 (€ 2.233.352 nel 2012/13), mentre i Proventi commerciali e royalties ammontano a € 470.160 (€ 483.220 nel 2012/13).
Il Catania ha proceduto alla capitalizzazione costi vivaio per un importo di € 801.465 (€ 774.806 nel 2012/13). Tale capitalizzazione si riferisce ai costi sostenuti nel corso dell’anno per la gestione, promozione e organizzazione dell’attività sportiva giovanile, il relativo cespite, allocato tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 1.449.120 (€ 1.326.970 nel 2012/13).

Come dimostra il grafico, la dipendenza del fatturato netto dai diritti TV nel 2013/14 è marcata ed evidente.




Il Player Trading.




Le plusvalenze realizzate sulle cessioni di diritti pluriennali di calciatori aumentano da € 3.304.100 a € 13,6 milioni. Esse risultano in aumento di € 10,3 milioni e incidono per il 25% sul valore della produzione. Le maggiori plusvalenze riguardano: Gomez Alejandro (Metalist Kharkiv) ceduto per € 6 milioni con una plusvalenza di  € 4.992.720;  Lodi Francesco, ceduto al Genoa per € 6.000.000, con una plusvalenza di € 5.426.250; Tachitsidis Panagiotis, ceduto al Genoa per € 6.000.000, con una plusvalenza di € 1.500.000 e Andujar Mariano, ceduto al Napoli, per € 1.500.000, con una plusvalenza di € 1.125.000.
I ricavi da cessione temporanea sono diminuiti da € 3,7 milioni a € 460 mila.
Le minusvalenze aumentano a € 2,7 milioni. Le principali riguardano Morimoto Takayuki (Jef United), ceduto per € 400.000 con una minusvalenza di € 1.100.000 e la risoluzione di Lanzafame che ha determinato una minusvalenza di € 1.100.000.
Gli ammortamenti della rosa calciatori diminuiscono da € 8,6 milioni a € 8 milioni circa e rappresentano il 14,3% dei costi della produzione e il 14,6 % del valore della produzione.

I Costi.

I costi del personale aumentano da € 21,8 milioni a € 23,8 milioni; pertanto, registrano un incremento del 9,2% e rappresentano il 60,05% del fatturato netto. In rapporto ai costi della produzione i costi del personale rappresentano solo il 43,3%.
Gli ammortamenti per immobilizzazioni materiali ammontano complessivamente ad € 3.108.329  (€ 3.065.511 nel 2012/13) e riguardano il centro sportivo. Tale voce di costo è esclusa dai costi ai fini del Fair Play Finanziario. L’ammortamento dei costi capitalizzati per il vivaio è di € 679.315 (€ 631.979 nel 2012/13).
I Compensi per consulenze sportive aumentano da € 1.445.682 a € 2.579.154. Le Prestazioni dei procuratori ammontano a € 299.956 (€ 550.220 nel 2012/13).
Il Catania paga per Diritti immagine € 1.435.687 (€ 1.636.209 nel 2012/13) allocati tra i costi per godimento beni di terzi complessivamente pari a € 2.448.900.

L’Indice di “Efficienza Televisiva” della Rosa dei Calciatori.

L’efficienza televisiva della rosa dei calciatori può essere misurata dal rapporto tra ricavi TV e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Quanto maggiori sono i ricavi TV e quanto è minore il valore contabile della rosa, tanto maggiore sarà l’efficienza televisiva.
Nel caso specifico, l’indice di efficienza televisiva è pari a 1,214.

Si potrebbe anche argomentare che in proporzione al volume dei ricavi TV, gli Amministratori del club hanno speso relativamente poco in cartellini. In altre parole, il Catania ha incassato più diritti TV, di quanto valga la rosa dei calciatori.


Il “Punto di Pareggio”.

Il Catania che ha militato in Serie A non ha mostrato problemi per quanto riguarda il requisito del break-even, perché ha attuato una gestione economica sostanzialmente equilibrata,  chiudendo, i bilanci, tranne l’ultimo, sempre con un risultato positivo ed ha evidenziato anche ammortamenti per strutture sportive di notevole importo.



Nel bilancio 2013/14 è evidenziato un risultato prima delle imposte positivo per € 930.484. Nel 2012/13, il risultato prima delle imposte era positivo per € 1,1 milioni e nel 2011/12 per € 7,2 milioni.

Conclusioni.

Durante la parte finale dell’esercizio 2012/13, la società etnea ha avviato una ristrutturazione della propria “governance”, tramite l’individuazione di 3 distinte aree di competenza: l’area tecnica, l’area programmazione e strategia e l’area amministrativa. L’obiettivo era quello di ottenere sempre maggiori soddisfazioni in campo sportivo con la permanenza in Serie A, “cercando anche di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi”. L’andamento sportivo del 2013/14, sembra abbia esitato risultati differenti dagli auspici.

Per il 2014/15, gli Amministratori auspicano che la squadra possa essere protagonista nel campionato cadetto e riconquistare l’immediata promozione nella massima serie. Per raggiungere tale obiettivo, gli Amministratori hanno evidenziato che il Catania “ha  provveduto ad acquistare con risoluzione del diritto di partecipazione in proprio favore il calciatore Alves De Lima Raphael dal Verona e Michael Chrapek dal Wisla Krakov centrocampista nazionale under 21 di nazionalità polacca, dalle ottime prospettive.”

Invero, anche questo auspicio è destinato, molto probabilmente, a rimanere tale. Infatti, dopo 30 giornate di campionato cadetto il Catania è in piena zona retrocessione in Lega Pro.

Dal punto di vista economico, per il 2014/15, a causa della retrocessione in Serie B, verranno meno i cospicui ricavi dei diritti radiotelevisivi della Serie A, sostituiti solo in parte dal “paracadute”, stimabile in circa 12,5 milioni di Euro. Molto importante sarà il contenimento del costo del personale. Anche perché esistono dei costi “rigidi” come l’ammortamento del Centro Sportivo, che necessitano di un fatturato importante che generi liquidità sufficienti a pagare le rate del mutuo. In alternativa, la proprietà sarà costretta a robuste iniezioni di capitale. Considerata la retrocessione in Serie B, sarà molto importante che il piano finanziario dell’investimento nel Centro Sportivo, contempli anche tale ipotesi, nei suoi effetti economici.
Si aggiunga che molto difficilmente in Serie B, il Catania potrà contare su 3 milioni di ricavi dal botteghino e 5 milioni di Euro di ricavi commerciali.

Gli Amministratori hanno anche segnalato la stipula di un contratto preliminare relativo all’acquisto di un terreno sito in Catania, Contrada Angelica, sul quale presumibilmente sarà realizzato il nuovo stadio.


domenica 19 gennaio 2014

Bilancio Catania 2012/13: l‘utile in forte calo e l’obiettivo primario ...



Luca Marotta


Il forte calo dell’utile netto d’esercizio caratterizza la lettura del bilancio 2012/13 del Catania. Le cause possono essere ricercate nella riduzione del valore della produzione del 7% e nell’aumento dei costi della produzione dell’8,6%. In particolare, si è registrato un incremento nei costi del personale, negli ammortamenti della rosa calciatori ed è stato effettuato un accantonamento per rischi contenziosi, mentre dal lato dei componenti positivi le plusvalenze sono crollate.
Secondo gli Amministratori della società “Calcio Catania S.p.A.”, nel passato, l’obiettivo “primario” è stato “il raggiungimento di un equilibrato rapporto fra una sana e oculata gestione economico – finanziaria e la permanenza nella massima serie”, che ormai si può considerare come obiettivo centrato. Infatti, la società catanese ha chiuso i suoi ultimi sette bilanci con un risultato netto positivo.
Il bilancio chiuso al 30 giugno 2013, riporta un utile di esercizio pari € 91.713 al netto di imposte per € 995.377. Invero, i sei bilanci precedenti si erano chiusi con un risultato netto positivo mai inferiore a € 2 milioni. Il bilancio 2011/12 si era chiuso con un utile netto di € 4.292.614.
Dal punto di vista sportivo, la stagione calcistica 2012/2013 è terminata con il conseguimento dell’ottavo posto, totalizzando 56 punti; in tal modo la squadra è riuscita a migliorare il record di 48 punti realizzato nel 2011/12. Per quanto riguarda la partecipazione in Coppa Italia, la squadra rossazzurra è stata eliminata dalla Lazio ai quarti di finale.

Il Gruppo

“Calcio Catania S.p.A.” è una società controllata al 95,40% da “Finaria S.p.A.”, con rappresentante legale Antonino Pulvirenti. Il restante 4,60% è di proprietà della società “Meridi Srl”, che ha come amministratore delegato Angelo Agatino Vitaliti.
La società “Finaria S.p.A.” ha un capitale sociale di € 4.644.000, interamente versato. Il patrimonio netto relativo all’ultimo bilancio approvato, al 31/12/2012, è pari a € 72.735.279 (€ 107.790.221 al 31/12/2011), la perdita dell’esercizio 2012 è stata pari a € 35.054.942, mentre nel 2011 era evidenziato un utile di € 865.650. La Società Finaria Spa redige il bilancio consolidato del gruppo.
Nella Relazione sulla Gestione è evidenziato che “i rapporti intrattenuti con imprese controllate, collegate, controllanti e consorelle (società controllate direttamente da Finaria Spa) non comprendono operazioni atipiche e/o inusuali ma sono regolati da normali condizioni di mercato”. Il rapporto con Segea Srl ha generato ricavi per fitto Ramo D’azienda per € 1.500.000 e costi per servizi relativi all’utilizzo del Centro Sportivo per € 1.410.400. Il rapporto con Finaria Spa ha generato costi per viaggi e trasferte per € 150.000.

La Continuità aziendale.
La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro. La continuità aziendale è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Il bilancio del Catania è stato redatto in base al principio della continuità aziendale.
Nella Relazione della Società di Revisione al punto 4 è evidenziato un “richiamo di informativa” relativo al fatto che gli Amministratori hanno segnalato nella nota integrativa l’effettuazione di accantonamenti a fronte di rischi per contenziosi.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto è positivo per circa € 29,1 milioni, finanzia il 33% dell’attivo ed è conforme a quanto richiesto dal Financial Fair Play. Rispetto all’esercizio precedente risulta un decremento di € 1.878.287, che è dipeso dall’utile netto di esercizio di € 91.713, dalla distribuzione di dividendi per € 1.970.000.
Per quanto riguarda la destinazione del risultato d'esercizio 2012/13, l'assemblea dei soci lo ha destinato nel seguente modo: il 5% a riserva legale per € 4.586; il 10% a riserva per le  scuole giovanili per € 9.171; la parte restante pari a € 77.956 a riserva straordinaria.

Posizione Finanziaria Netta.



La posizione finanziaria netta è negativa per 26,5 milioni (-€ 23,6 milioni nel 2011/12) e finanzia il 48% del capitale investito netto.
Le disponibilità liquide diminuiscono da € 2,9 milioni a € 1,4 milioni. I debiti bancari pari a € 25,2 milioni riguardano principalmente il mutuo verso l’Istituto del Credito Sportivo. La maggior parte, pari a € 23,7 milioni, ha scadenza oltre l’esercizio successivo.
Ai fini del Financial Fair Play, bisogna considerare anche il saldo dei crediti e debiti verso società di calcio. I crediti verso società calcistiche sono pari a € 6,.7 milioni e i Debiti verso società sportive sono pari a € 7 milioni.
La posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario, pur essendo negativa, rimane inferiore ai ricavi ed è conforme a quanto auspicato dal Regolamento. Si aggiunga, inoltre, che trattasi di debito “virtuoso” destinato al finanziamento del Centro Sportivo.

Gli Altri debiti.
I debiti verso Tesserati per retribuzioni ammontano a € 2.227.641 (€ 1.663.520 nel 2011/12) e il rapporto con il costo del personale è del 10,2%, che è un dato fisiologico ed è un segnale di puntualità nei pagamenti.
I Debiti tributari sono pari a € 5.536.125 (€ 4.997.978 nel 2011/12) e sono composti principalmente dal debito verso l’Erario per ritenute Irpef dipendenti per € 1.869.610 (€ 1.237.948 nel 2011/12); dal debito verso l’Erario per l’IRAP per € 971.576 (€ 919.054 nel 2011/12), dal debito verso l’Erario per l’IRES per € 1.749.527 (€ 1.647.048 nel 2011/12) e dal debito verso l’Erario per l’IVA per € 159.550 (€ 773.674 nel 2011/12). Inoltre esiste un debito verso l’Agenzia delle Entrate dovuto all’Accertamento con adesione relativo all’Irap 2008 per € 405.954.
Esiste un debito verso l’Avvocato Grassani per € 537.904. Il motivo risiede nel fatto che nel corso dell’esercizio, il Catania è risultato parzialmente soccombente nel giudizio promosso dall’avv. Grassani per vicende risalenti alla gestione Gaucci.
I fondi per imposte differite, allocati tra i fondi rischi, ammontano a € 4.275.424 (€ 5.701.782 nel 2011/12). La società “Calcio Catania S.p.A.” ha delle cause pendenti, gli Amministratori, durante il 2012/13 hanno proceduto ad un accantonamento al “Fondo rischi cause” per una somma pari ad € 1 milioni. Tale somma è stata ritenuta congrua per coprire le eventuali spese derivanti dalla soccombenza in alcuni dei giudizi in essere.

Il Valore della Rosa.



La variazione in diminuzione dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a € 1,1 milioni, è dipesa da investimenti per € 7,8 milioni; cessioni per un valore contabile residuo di € 284 mila, ammortamenti per € 8,6 milioni. I crediti relativi alle compartecipazioni ex art. 102 NOIF sono pari a € 1.100.500 e si riferiscono a Martinho Raphael ceduto in compartecipazione al Verona.
Tra i calciatori con il valore contabile residuo più elevato spicca Rolin Alexe.



Successivamente alla chiusura del bilancio, il Catania è stato “costretto” a cedere 3 giocatori chiave della squadra, come Gomez, ceduto al Metalist , Lodi, venduto al Genoa e Marchese, in scadenza di contratto e acquisito a parametro o dal Genoa. Invece, sono stati acquistati calciatori come Monzon, Tachtsidis, Leto, Peruzzi e Plasil e Guarente.

Il Conto Economico.



La struttura del conto economico appare equilibrata in quanto i ricavi, senza plusvalenze, sono superiori ai costi operativi.
Tuttavia,  per quanto riguarda il bilancio 2012/13, il valore della produzione, pari a € 50.7 milioni è diminuito del 7,1%; mentre, i costi della produzione, pari a € 50,3 milioni, risultano aumentati dell’8,6%. Inoltre, l’attività di “Player Trading” non è risultata proficua come i due precedenti esercizi.

I Ricavi.
I ricavi da gare pari diminuiscono a € 3,6 milioni da € 4,3 milioni dell’esercizio precedente. Nonostante il fatto che il prezzo degli abbonamenti sia diminuito, è stata registrata un’ulteriore riduzione del numero degli stessi. Gli Amministratori hanno constatato che da diversi anni si registra un trend negativo nella vendita degli abbonamenti.
I ricavi costituiti da proventi derivanti dalla cessione diritti televisivi ammontano a € 29,9 milioni (€.29,5 milioni nel 2011/12) e incidono per il 59% sul valore della produzione e per il 70% del fatturato netto, segnale di dipendenza dagli stessi.
I ricavi commerciali, diminuiscono a € 6,7 milioni da € 7 milioni, incidono sul valore della produzione solo per il 13,1%. L'importo dello Sponsor tecnico ammonta a € 1.154.128. L'importo dello Sponsor ufficiale diminuisce a € 665.289 da € 900.000. La voce Sponsor istituzionale aumenta a € 2.110.364 da € 1.358.329. La Pubblicità cartellonistica ha prodotto ricavi per e 2.233.352, mentre i Proventi commerciali e royalties ammontano a € 483.220.
Il Catania ha proceduto alla capitalizzazione costi vivaio per un importo di € 774.806 (€ 569.796 nel 2011/12). Tale capitalizzazione si riferisce ai costi sostenuti nel corso dell’anno per la gestione, promozione e organizzazione dell’attività sportiva giovanile, il relativo cespite, allocato tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 1.326.970 € 1.184.143 nel 2011/12.

Il Player Trading.



Le plusvalenze realizzate sulle cessioni di diritti pluriennali di calciatori diminuiscono a € 3.304.100 da € 10.529.217. Esse risultano in diminuzione di € 7,2 milioni e incidono per il 6,5% sul valore della produzione. Le maggiori plusvalenze riguardano: Martinho Raphel Alves, ceduto al Verona per € 2.200.000, con una plusvalenza di € 2.002.000 e Kosicki Tomas, ceduto al Novara per € 1.300.000, con una plusvalenza di pari importo.
I ricavi da cessione temporanea sono aumentati da € 1,1 milioni a € 3,7 milioni.
Gli ammortamenti della rosa calciatori aumentano a € 8,6 milioni da € 6,1 milioni, rappresentano il 17,1% dei costi della produzione e il 17 % del valore della produzione.

I Costi.
I costi del personale aumentano a € 21,8 milioni da € 19,8 milioni, risultano in aumento del 9,8% e rappresentano il 51% del fatturato netto. In rapporto ai costi della produzione i costi del personale rappresentano solo il 43,3%.
Gli ammortamenti per immobilizzazioni materiali ammontano complessivamente ad € 3.065.511 e riguardano il centro sportivo. Tale voce di costo è esclusa dai costi ai fini del Fair Play Finanziario.
I Compensi per consulenze sportive diminuiscono a € 1.445.682 da € 1.872.000. Le Prestazioni dei procuratori ammontano a € 550.220 (€ 363.248 nel 2011/12).
Il Catania paga per Diritti immagine € 1.636.209 (€ 1.646.812 nel 2011/12).

Il “Punto di Pareggio”.
Il Catania non ha problemi per quanto riguarda il requisito del break-even, perché attua una gestione economica equilibrata,  chiudendo, da alcuni anni i bilanci sempre con un risultato positivo ed evidenziano anche ammortamenti per strutture sportive di notevole importo.
Nel bilancio 2012/13 risulta un risultato prima delle imposte positivo per € 1,1 milioni e nel 2011/12 per € 7,2 milioni.



Conclusioni.

Durante la parte finale dell’esercizio 2012/13, la società etnea ha avviato una ristrutturazione della propria “governance”, tramite l’individuazione di 3 distinte aree di competenza: l’area tecnica, l’area programmazione e strategia e l’area amministrativa. L’obiettivo per il prossimo futuro della società “Calcio Catania S.p.A.” è quello di ottenere sempre maggiori soddisfazioni in campo sportivo con la permanenza in Serie A, “cercando anche di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi”.
Invero, la stagione sportiva 2013/2014, non sembra riservare delle “soddisfazioni” tali da permettere il raggiungimento di “traguardi sempre più prestigiosi”, non a caso si è proceduto per ben due volte all’avvicendamento del tecnico.

In definitiva, nel 2013/14, la permanenza nella massima serie, resta obiettivo “primario” e “vitale”, perché garantisce ingenti proventi televisivi, che permettono al Catania di “autofinanziarsi”, grazie ad una struttura equilibrata dei costi di gestione.

venerdì 1 marzo 2013

La sana e oculata gestione economico–finanziaria del Catania.



Luca Marotta
L’obiettivo primario della società “Calcio Catania S.p.A.” è “il raggiungimento di un equilibrato rapporto fra una sana e oculata gestione economico – finanziaria e la permanenza nella massima serie”. Dalla lettura del bilancio d’esercizio 2011/12, sembra che tale obiettivo sia stato centrato in pieno. Infatti, il bilancio della società “Calcio Catania S.p.A.”, chiuso al 30 giugno 2012, riporta un utile di esercizio pari a € 4.292.614 al netto di imposte per € 2,9 milioni. Il bilancio 2010/11 mostrava un utile di € 6.449.511 e quello del 2009/10 un utile di € 3,9 milioni. Si tenga conto che la società ha chiuso i suoi ultimi sei bilanci con un risultato netto positivo mai inferiore a € 2 milioni.
L’impiego di calciatori di nazionalità argentina, come scritto nella Relazione sulla Gestione, è ormai una “consuetudine” del Catania. Dal punto di vista sportivo, la stagione calcistica 2011/2012 è terminata con il conseguimento dell’undicesimo posto, totalizzando 48 punti; in tal modo la squadra è riuscita a migliorare il record di punti realizzato nel 2010/11. La partecipazione in Coppa Italia ha visto l’eliminazione prematura ad opera del Novara.
Il Gruppo
“Calcio Catania S.p.A.” è una società controllata al 95,40% da “Finaria S.p.A.”, con rappresentante legale Antonino Pulvirenti. Il restante 4,60% è di proprietà della società “Meridi Srl”, che ha come amministratore delegato Angelo Agatino Vitaliti. La società “Finaria S.p.A.” ha un capitale sociale di € 4.644.000, interamente versato. Il patrimonio netto relativo all’ultimo bilancio approvato è pari a € 107.790.221, l’utile dell’esercizio 2011 è stato pari a € 865.650. La Società Finaria Spa redige il bilancio consolidato del gruppo.
Nella Relazione sulla Gestione è evidenziato che “i rapporti intrattenuti con imprese controllate, collegate, controllanti e consorelle (società controllate direttamente da Finaria Spa) non comprendono operazioni atipiche e/o inusuali ma sono regolati da normali condizioni di mercato”.
Il Patrimonio Netto.
Riclassificazione dello Stato Patrimoniale
Impieghi
€/1000
Fonti
€/1000
%
Attività non correnti
      77.965
Patrimonio Netto
      30.991
29%
Passivo non corrente
      35.072
33%
Passivo corrente
      39.973
38%
Attività correnti
      28.072
Totale Impieghi
    106.037
Totale Fonti
    106.037

Fonte: Bilanci Catania       Elaborazione: Luca Marotta
Il patrimonio netto è positivo per circa € 31 milioni, finanzia il 29% dell’attivo ed è conforme al Financial Fair Play. Rispetto all’esercizio precedente risulta un incremento di € 5,4 milioni, che è dipeso dall’utile di esercizio di € 4,3 milioni, dalla distribuzione di dividendi per € 900.000 e dall’aumento di capitale a pagamento per € 2 milioni. Infatti, l’assemblea straordinaria del 28 marzo 2012, ha deliberato un aumento di capitale sociale, in parte gratuito mediante il passaggio a capitale di riserve disponibili per € 7 milioni ed in parte a pagamento per € 2 milioni.
Per quanto riguarda la destinazione del risultato d'esercizio 2011/12 di € 4.292.614, l'assemblea dei soci lo ha destinato nel seguente modo: il 5% a riserva legale per € 214.631; il 10% a riserva per le  scuole giovanili per € 429.261; la parte restante pari a € 3.648.722 a riserva straordinaria.
Posizione Finanziaria Netta.
Posizione Finanziaria Netta (Net Debt) €/1000
2011/12
2010/11
2009/10
Disponibilità Liquide
       2.935
     2.628
     2.460
Debiti Bancari
-    26.539
-  24.162
-  12.703
Debiti verso Soci
            -  
-       200
          -  
Debiti vs altri finanziatori
            -  
-    4.990
          -  
Totale
-    23.603
-  26.725
-  10.243
Fonte: Bilanci Catania       Elaborazione: Luca Marotta
La posizione finanziaria netta è negativa per € 23,6 milioni e finanzia il 43% del capitale investito netto.
Le disponibilità liquide aumentano a € 2,9 milioni da € 2,6 milioni. I debiti bancari pari a € 26,5 milioni riguardano principalmente il mutuo verso l’Istituto del Credito Sportivo. La maggior parte, pari a € 25,2 milioni, ha scadenza oltre l’esercizio successivo.
Ai fini del Financial Fair Play, bisogna considerare anche il saldo dei crediti e debiti verso società di calcio. I crediti verso società calcistiche entro l’esercizio successivo sono pari a € 13.113.000. Il maggior importo riguarda Juventus Football Club S.p.a con € 4 milioni. I crediti verso società calcistiche oltre l’esercizio successivo sono pari a € 4.250.000. I Debiti verso società sportive entro l’esercizio successivo sono pari a € 9.287.246. I Debiti verso società sportive oltre l’esercizio successivo sono pari a € 3.530.000.
La posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario rimane inferiore ai ricavi ed è conforme a quanto richiesto. Si aggiunga, inoltre, che trattasi di debito “virtuoso” destinato al finanziamento del Centro Sportivo.
Gli Altri debiti.
I debiti verso Tesserati per retribuzioni ammontano a € 1.663.520, che è un importo fisiologico ed è un segnale di puntualità nei pagamenti
I Debiti tributari sono pari a € 4.997.978 e sono composti principalmente dal debito verso l’Erario per ritenute Irpef dipendenti per € 1.237.948; dal debito verso l’Erario per l’IRAP 919.054
dal debito verso l’Erario per l’IRES per € 1.647.048 e dal debito verso l’Erario per l’IVA per € 773.674.
I fondi per imposte differite, allocati tra i fondi rischi, ammontano a € 5.701.782. La società “Calcio Catania S.p.A.” ha delle cause pendenti e, su consiglio dei legali, durante il 2011/12 ha proceduto ad un accantonamento al “Fondo rischi cause” per una somma pari ad € 500 mila, ritenuta congrua a coprire le eventuali spese derivanti dalla soccombenza in alcuni dei giudizi in essere.
Il Valore della Rosa.
Valore Contabile della Rosa Calciatori
€/1000
2011/12
2010/11
2009/10
Diritti pluriennali prestazioni dei calciatori
       19.557
    16.356
    21.153
Crediti per compartecipazione ex art. 102 bis NOIF
               1
     1.703
     2.002
Debiti per compartecipazione ex art. 102 bis NOIF
-              1
          -   
-    2.001
Valore contabile Rosa
       19.557
    18.059
    21.155
Fonte: Bilanci Catania       Elaborazione: Luca Marotta
La variazione in aumento dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a € 3,2 milioni, è dipesa da investimenti per € 9.892.220; cessioni per un valore contabile residuo di € 543 mila, ammortamenti per € 6,1 milioni. Il ricorso al meccanismo delle compartecipazioni ex art. 102 NOIF è trascurabile.
Tra i calciatori con il valore contabile residuo più elevato spiccano: Moretti Federico con € 3,2 milioni; Morimoto con € 3 milioni; Antenucci con € 2.224.000; Lanzafame con € 1,5 milioni e Gomez Alejandro Dario con € 1.343.040 (costo storico: € 2.238.400).
Attualmente il sito “Transfermart” stima il valore della rosa del Catania in € 58.150.000.
Il Conto Economico.
Riclassificazione Conto Economico €/1000
2011/12
2010/11
2009/10
Ricavi da Gare
           4.311
        4.286
        5.926
Ricavi TV
         29.545
      26.845
      25.914
Ricavi Commerciali
           7.000
        6.865
        5.004
Altri ricavi
           2.167
        1.214
        2.930
Fatturato Netto
         43.023
      39.211
      39.773
Costo del Personale
-        19.836
-     19.291
-     17.292
Altri costi operativi
-        20.310
-     18.279
-     15.960
Totale Costi operativi
-        40.146
-     37.570
-     33.252
Ricavi da Prestito calciatori
           1.078
           332
             20
Plusvalenze calciatori
         10.529
      15.747
        5.615
Ammortamento calciatori
-          6.149
-       6.654
-       7.855
Costi da prestito calciatori
                  -  
               -  
               -  
Minusvalenze
                  -  
-          851
-          126
Proventi da compartecip.  ex art 102
           1.045
           446
           950
Oneri da compartecip. ex art 102
-          1.126
-              1
-            55
Risultato Player Trading
           5.377
        9.018
-       1.451
Proventi e oneri finanziari
-          1.139
-          683
-          199
Proventi e oneri straordinari
              128
-            69
-          177
Risultato prima delle tasse
           7.243
        9.907
        4.694
Costo Personale/Fatturato Netto
46%
49%
43%
Costo Personale/Ricavi(fatt.+plusval.)
37%
35%
38%
Fonte: Bilanci Catania       Elaborazione: Luca Marotta
La struttura del conto economico appare equilibrata in quanto i ricavi, senza plusvalenze, sono superiori ai costi e dall’attività di “Player Trading” risulta che negli ultimi due esercizi le plusvalenze realizzate riescono a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori.
I Ricavi.
I ricavi da gare pari a € 4,3 milioni sono in linea con l’esercizio precedente, poiché la riduzione nelle vendite di abbonamenti, a causa della tessera del tifoso, è compensata dalle maggiori vendite di biglietti per singola gara.
Il Catania ha proceduto alla capitalizzazione costi vivaio per un importo di € 569.796. Tale capitalizzazione si riferisce ai costi sostenuti nel corso dell’anno per la gestione, promozione e organizzazione dell’attività sportiva giovanile, il relativo cespite, allocato tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 1.184.143.
I ricavi costituiti da proventi derivanti dalla cessione diritti televisivi ammontano a €.29,5 milioni e incidono per il 54,1% sul valore della produzione, segnale di dipendenza dagli stessi.
I ricavi commerciali, costituiti da proventi da sponsorizzazioni, prestazioni pubblicitarie, pari a circa € 7 milioni, incidono sul valore della produzione solo per il 12,8%. L'importo dello Sponsor tecnico diminuisce a € 1.142.423 da € 1.307.271. L'importo dello Sponsor ufficiale resta fermo a € 900.000.
Le plusvalenze realizzate sulle cessioni di diritti pluriennali di calciatori ammontano a € 10.529.217. Esse risultano in diminuzione di € 5,2 milioni e incidono per il 19,3% sul valore della produzione. Le maggiori plusvalenze riguardano: Silvestre Matias Augustim, ceduto al Palermo per € 7.000.000, con una plusvalenza di € 6.537.434 e Morimoto Takayuki, ceduto al Novara per € 4.000.000, con una plusvalenza di € 3.919.783.
I Costi.
I costi del personale pari a € 19,8 milioni, risultano in leggero aumento del 2,8%, ma rappresentano il 46% dei ricavi senza plusvalenze e il 36,3% del valore della produzione. In rapporto ai costi della produzione i costi del personale rappresentano solo il 42,8%.
Gli ammortamenti della rosa calciatori pari a € 6,1 milioni, rappresentano il 13,3% dei costi della produzione e l’11,3 % del valore della produzione.
Gli ammortamenti per immobilizzazioni materiali ammontano complessivamente ad € 3.004.446, il raddoppio rispetto all’esercizio precedente deriva dall’entrata in funzione del nuovo centro sportivo.
Il “Punto di Pareggio”.
Il Catania non ha problemi per quanto riguarda il requisito del break-even, avendo chiuso gli ultimi sei bilanci con un utile netto superiore ai 2 milioni di Euro.
Nel bilancio 2011/12 risulta un risultato prima delle imposte positivo per € 7,2 milioni e nel 2010/11 per € 9,9 milioni.
Conclusioni.
Per il prossimo futuro, la società “Calcio Catania S.p.A.” spera di poter ottenere sempre maggiori soddisfazioni in campo sportivo con la permanenza in Serie A, “cercando anche di raggiungere traguardi sempre più prestigiosi”.
In definitiva con la permanenza nella massima serie, che garantisce ingenti proventi televisivi, e grazie ad una struttura equilibrata dei costi di gestione, il Catania si “autofinanzia” ed è riuscito anche ad effettuare investimenti nelle strutture sportive, come testimonia il nuovo Centro Sportivo.
Per il 2012/13 i risultati sportivi garantiscono ampiamente l’obiettivo minimo della permanenza in Serie A, anche grazie al “Management” sportivo che ha saputo sostituire ottimamente Pietro Lo Monaco con Sergio Gasparin e l’allenatore Montella con Rolando Maran.