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domenica 15 settembre 2019

Il Problema dell’indebitamento finanziario della Juventus.



Luca Marotta
L’aumento dei volumi economici e patrimoniali, vedasi fatturato e valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, potrebbe essere visto come una delle cause del ricorso alla leva finanziaria dell’indebitamento finanziario da parte della società Juventus.
Una argomentazione a sostegno di tale tesi è fornita dal prospetto informativo del 15 febbraio 2019 riguardante il collocamento dell’emissione di un prestito obbligazionario di 175.000.000 di Euro, quotato alla borsa di Dublino. Infatti in tale prospetto è scritto: al fine di “dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito” la Juventus è ricorsa all’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile, in data 13 febbraio 2019, per Euro 175 milioni. Nello stesso prospetto è scritto: “Juventus, in linea con la propria politica di gestione del rischio, mantiene i prestiti concessi dalle principali banche a un livello sufficiente a prevenire la carenza di flussi di cassa, anche in relazione a scadenze a breve e medio termine.
Tuttavia, i crescenti investimenti richiesti per garantire risultati sportivi come quelli recenti, potrebbero richiedere una maggiore leva finanziaria nel prossimo futuro.”
Il ricorso all’emissione di un bond per finanziare l’attività non è una novità nel modo del calcio. In effetti, hanno fatto ricorso allo strumento dell’emissione di prestiti obbligazionari quotati su mercati regolamentati: AC Milan (Borsa di Vienna); FC Internazionale (borsa del Lussemburgo) e all’estero tale pratica era già presente da alcuni anni come nel caso del Manchester United.
L’emissione di un prestito obbligazionario, in aggiunta alle linee di credito bancarie disponibili, deve essere vista come una fonte di finanziamento esterno all’impresa, che fa “ricorso al mercato”. In genere, viene collocato tra gli investitori istituzionali (es. Fondi), ma a volte può essere collocato tra i risparmiatori. 
Al 30 giugno 2018, la Juventus aveva linee di credito bancarie per € 502,5 milioni, di cui € 226,1 milioni revocabili, utilizzate per € 332,3 milioni, di cui
L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2018 era pari a € 309,8 milioni
Al 31 dicembre 2018 la Juventus disponeva di linee di credito bancarie per € 524,4 milioni, di cui utilizzate per complessivi € 404,5 milioni.
L’indebitamento finanziario netto, al 31 dicembre 2018, era pari a € 384,3 milioni-
Al 30.06.2019 l’indebitamento Finanziario Netto, ammonta a 464 milioni di Euro.
In ogni caso, il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA dovrebbe essere rimasto sotto il livello di 3 (livello critico). Aggregando i dati forniti da Exor, l’EBITDA al 30.06.2019 di Juventus FC dovrebbe essere positivo per Euro 161,3 milioni e, di conseguenza, il rapporto NET DEBT/EBITDA sarebbe pari a 2,87.
Per quanto riguarda il discorso della capacità di rimborso del prestito obbligazionario, premesso che la scadenza è 19 febbraio 2024, nel prospetto informativo dell’emissione del BOND è scritto:” La capacità dell'Emittente di effettuare pagamenti e rifinanziare il proprio debito e di finanziare le spese in conto capitale pianificate dipenderà dalla sua capacità di generare liquidità in futuro. Ciò, in una certa misura, è soggetto alle prestazioni e alla popolarità della prima squadra, dell'Emittente nonché a fattori economici, finanziari, competitivi, regolamentari e di altro genere …”.
In base a quanto scritto risulta importante il livello del fatturato raggiunto e fissato come “target” nel medio periodo, che dovrebbe essere mantenuto con l’attuazione di strategie e piani; ovviamente, bisognerà prestare attenzione al contenimento dei costi al fine di determinare un EBITDA positivo, che determinerà il flusso di cassa operativo necessario per ripagare il debito. Il flusso di cassa operativo generato deve far fronte alla necessità di rimborsare il debito. Una conseguenza potrebbe essere che il flusso di cassa per investimenti debba essere finanziato dalle cessioni. In altre parole si potrà acquistare nuovi calciatori, finanziandone l’acquisto con la vendita  di altri.
La perdita del 2018/19, stimata in base ai dati Exor, in 40 milioni di Euro dipende in parte dai maggiori accantonamenti netti effettuati nel secondo semestre per circa 14 milioni di Euro, rispetto al secondo semestre 2017/18. Tale maggiore accantonamento potrebbe essere dovuto alla scelta del cambio della guida tecnica. 
Dalla situazione determinatasi a inizio della stagione sportiva 2019/2020 emergerebbe la necessità di ridurre il costo del personale del costo degli esuberi.   
Le prospettive future del fatturato possono fare affidamento sul rinnovo del contrato con Adidas per 51 milioni annui; sull’incremento dei Ricavi da vendite di prodotti e licenze, che già nel primo semestre 2018/19 sono aumentati di circa 12 milioni di Euro rispetto al primo semestre dell’esercizio precedente. Varie fonti di stampa riportano la notizia circa un aumento notevole che si verificherà per quanto concerne il rinnovo per il “main sponsor”.

venerdì 7 luglio 2017

Alcune riflessioni sulla crescita del Fatturato della Juventus.

Luca Marotta


Il 19 maggio 2010 Andrea Agnelli viene eletto presidente della Juventus.

Dal 2011/12, la gestione di Andrea Agnelli, dopo un anno, che potremmo definire di “ambientamento”, è stata caratterizzata dalla crescita del fatturato, perseguendo l’equilibrio economico ed il successo sportivo.
Ovviamente, i sei scudetti consecutivi, che hanno garantito la stabile partecipazione alla UEFA Champions League, con i suoi ricavi fondamentali hanno facilitato il tutto, usufruendo della leva del nuovo stadio di proprietà, con una capacità doppia rispetto all’Olimpico.

Invero, la gestione di. Andrea Agnelli è seguita e si è confrontata con quella di Jean-Claud Blanc, che dal punto di vista dei successi sportivi ed economici non brillò affatto.

Una volta che il successo sportivo nazionale è diventato “abitudinario”, i tifosi hanno sempre di più pensato al successo sportivo in chiave europea e a quello che manca per poterlo conseguire.
Di conseguenza è inevitabile fare delle riflessioni sulle differenze di fatturato con i club Europei.

Premesso che il fatturato non determina le vittorie, ma è la fonte di reddito necessaria per poter allestire squadre competitive, che devono essere messe bene in campo, ad avviso di chi scrive potrebbe essere interessante osservare l’evoluzione del rapporto tra la media dei fatturati dei club divisi per fasce e quello della Juventus.
Utilizzando i dati di Deloitte Football Money League, si potrebbero individuare 2 fasce di club con cui effettuare il confronto:
-          la Fascia A costituita da Manchester UTD, Real, Barca, Bayern;
-          la Fascia B costituita da Manchester City, Arsenal, Chelsea, Liverpool.
Si è ritenuto opportuno non considerare il PSG.

 


La differenza con la Fascia A, subisce anche l’influenza della differente capacità degli stadi e dei ricavi commerciali.
La differenza con la Fascia B, dal 2013/14 subisce anche l’influenza dei diritti TV della Premier League.
La tabella seguente, che utilizza sempre i dati di Deloitte Football Money League, mostra nel dettaglio l’evoluzione nel tempo del rapporto tra la media dei fatturati di Fascia A e Fascia B e quello della Juventus.

 


All’inizio della gestione Agnelli i club di Fascia A fatturavano 2,6 volte il fatturato della Juventus, ossia più del doppio; mentre i club di Fascia B fatturavano 1,4 volte il fatturato della Juventus, ossia circa il 40% in più. Nel 2015/16, i club di Fascia A fatturavano 1,8 volte il fatturato della Juventus, ossia meno del doppio; mentre i club di Fascia B fatturavano 1,4 volte il fatturato della Juventus, ossia circa il 40% in più, nonostante l’incremento dei diritti TV della Premier rispetto alla Serie A.

Analizzando il Cagr, ossia il tasso di crescita annuale composto del fatturato netto dal 2010/11 al 2015/16, si nota come il fatturato della Juventus sia aumentato in media del 17,3% ad anno. Il CAGR della Juventus si colloca al secondo posto dopo quello del Manchester City.


 


Da notare come Milan e Inter espongano valori negativi, che significa che il Milan, dal 2010/11 ha visto ridursi il fatturato dell’1,8% ad anno e l’Inter del 3,3% ad anno.

Conclusioni.
La Juventus rispetto ai club di fascia A soffre della ridotta dimensione dello stadio e dei ricavi commerciali. Mentre rispetto ai club inglesi, collocati nella fascia B, soffre della differenza dei diritti televisivi nazionali.

Sarà interessante verificare le considerazioni fatte alla luce dei fatturati 2016/17.

venerdì 9 giugno 2017

Forbes: la Juventus prima delle Italiane per valore.


Luca Marotta


Il 6 giugno 2017, è stata pubblicata l’annuale classifica di Forbes “The World's Most Valuable Soccer Teams 2017”,
Forbes si occupa della valutazione delle squadre di calcio, perché fanno parte di un grande business dovuto alla popolarità dei loro marchi e dell’importante seguito notevole che hanno nel pubblico globale. La lista dei venti club di maggior valore è redatta secondo una metodologia che valuta le società di calcio in base ai multipli dei ricavi, ai prezzi delle transazioni passate e allo stato corrente dello stadio della squadra. Tale metodologia si basa anche sui dati della Deloitte & Touche, “Football Money League”.
In base a tale classifica, il Manchester United ha superato il Real Madrid come la squadra di calcio con più valore al mondo.
La valutazione del Manchester United è stata pari a 3,69 miliardi di USD ed ha permesso ai Reds di tornare in cima alla lista annuale per la prima volta in cinque anni.
Il club spagnolo del Barcellona è risultato secondo con un valore di 3,64miliardi di USD; mentre, il Real Madrid con 3,58 miliardi di USD, è sceso al terzo posto.
Nel 2016 ai primi due posti della classifica figuravano il Real Madrid con un valore stimato di 3.650 milioni di USD e il Barcellona con 3.549 milioni di USD. Terzo gradino del podio per il Mancester United con 3.317 milioni di USD.
Il Real Madrid, che è stato al top negli ultimi quattro anni, ha visto un decremento di valore del 2%, mentre per il Manchester United è aumentato dell'11%.
Il Bayern Munich con 2.71miliardi di USD è risultato quarto.
La Juventus si colloca al nono posto con 1.26 miliardi di USD e risulta il primo club italiano.
Tra le prime 10 figurano ben sei squadre inglesi, precisamente: Manchester United (3,69 miliardi di USD), Manchester City (2,08 miliardi di USD), Arsenal (1,93 miliardi di USD), Chelsea (1,85 miliardi di USD), Liverpool (1,49 miliardi di USD) e Tottenham (1,06 miliardi di USD).
A queste si devono aggiungere, il West Ham (634 milioni di USD) che è quindicesimo ed il Leicester (413 milioni di USD) diciannovesimo, che ha vinto la English Premier League nel 2015-16.
Germania, Italia e Francia sono presenti tra le prime 10 con solo un club a testa; Paris Saint Germain (841 milioni di USD); Bayern Munich (2,7 miliardi di USD) e Juventus (1,26 miliardi di USD).



Per quanto riguarda le squadre italiane la Juventus è prima con 1,26 miliardi di USD. AC Milan, che è tredicesimo con 802 milioni di USD, è il secondo club italiano per valore. As Roma che è diciassettesimo con 569 milioni di USD, è il terzo club italiano per valore. FC Internazionale Milano con 537 milioni di USD è diciottesima nella classifica assoluta e risulta il quarto club italiano per valore. Il Napoli con 379 milioni di USD è il ventesimo club per valore, ed il quarto club italiano.
Anche nel 2016, erano cinque le squadre italiane inserite nella top 20 dei club calcistici di maggior valore al mondo e solo la Juventus rientrava tra le prime 10, essendo nona assoluta con un valore di 1.299 milioni di USD. Il Milan era dodicesimo con 825 milioni di USD, l'Inter sedicesima con 559 milioni di dollari, la Roma è diciottesima con 508 milioni di USD e il Napoli diciannovesimo con 396 milioni di USD.
L’Influenza del Valore del Brand.
Il valore del club contiene il valore del Brand. La classifica di Forbes relativa ai valori del brand rispecchia sostanzialmente quella del valore del club. Bisogna evidenziare che ci sono due club come West Ham e AS Roma che hanno ottenuto una migliore posizione in termini di valore assoluto del club rispetto al valore del Brand e ci sono due club come Schalke 04 e Inter che hanno ottenuto una peggiore posizione in termini di valore assoluto del club rispetto al valore del Brand. Nel caso di Inter e Roma ha influito il fatturato relativo ai ricavi televisivi. Lo stesso dicasi per il West Ham che ha superato lo Schalke 04.



Dalla tabella emerge che il valore del brand influisce sul valore assoluto dei club per circa il 14,2%. Il fattore che incide di più è il moltiplicatore dei ricavi televisivi per il 35,1%, seguito da quello dei ricavi commerciali, che incide per il 33,8%.
Nel caso specifico dei primi quattro club: Manchester United, Barcellona, Real Madrid e Bayern Munich, il moltiplicatore dei ricavi commerciali è quello che incide maggiormente per il valore del club.

Conclusioni.

Anche il responsabile del report di Forbes ha evidenziato che il ritorno del Manchester United al primo posto della classifica è una testimonianza della forza del marchio e del marketing del Manchester United stesso.
La Juventus si conferma come primo club italiano sia per valore complessivo del club che per valore del Brand oltre ad l'unico classificatosi tra i primi dieci.
Occorre evidenziare che i risultati della classifica 2017 di Forbes, risentono ancora dei dati di fatturato 2015/16, ed è facile prevedere che per la prossima classifica almeno il valore complessivo del club possa aumentare..