domenica 2 maggio 2021

La “Funzione Vitale” dei ricavi da Champions League per i conti UEFA 2019/20, in perdita per 73,9 milioni.

 


Luca Marotta

jstargio@gmail.com

L’esercizio 2019/20, a differenza degli esercizi che concludevano il quadriennio, non ha potuto includere i proventi relativi ad EURO 2020, rinviati a causa della pandemia COVID-19. Tale circostanza non ha permesso raggiungere un volume di ricavi adeguato ai costi della struttura, di conseguenza il bilancio consolidato dell’UEFA 2019/20 ha dovuto far leva sui ricavi centralizzati della Champions League 2019/20, che sono diminuiti.

Il Comitato Esecutivo ha deciso di posticipare EURO 2020 di 12 mesi, assicurando che le competizioni nazionali europee potessero mitigare i danni finanziari della pandemia COVID-19 terminando le rispettive stagioni sportive dopo le sospensioni dell’attività causate dal coronavirus.

A loro volta, i club hanno deciso di ritardare l'inizio della stagione 2020/21 in modo che la UEFA potesse concludere in sicurezza le sue competizioni di Champions League ed Europa League. La conferma da parte del Comitato Esecutivo a giugno 2020 del programma di “Return to Play” ha aperto la porta a negoziati con tutti i media e i partner commerciali.

In tale contesto critico, la Commissione Finanze UEFA ha tentato di perseguire l’obiettivo di raggiungere un equilibrio equo tra fornire pagamenti anticipati alle federazioni nazionali per salvaguardare i loro progetti di sviluppo e garantire la disponibilità di denaro sufficiente per mantenere lo stesso livello di pagamenti ai club.

Nonostante la riduzione dei ricavi delle competizioni per club 2019/20, la UEFA ha deciso di confermare i pagamenti di distribuzione e i pagamenti di solidarietà agli stessi livelli della stagione precedente. Il pagamento risultante in eccesso è stato prefinanziato, con rimborsi scaglionati da effettuare nelle stagioni successive.

Il bilancio consolidato dell’UEFA 2019/20 si è chiuso con un fatturato di 3,04 miliardi di Euro (€ 3,3 miliardi nel 2018/19) e con una perdita di 73,9 milioni di Euro che è un risultato nettamente peggiore di quello dell’esercizio 2018/19 che si era chiuso con una perdita consolidata netta di 46,39 milioni di Euro. L’esercizio 2017/18 si era chiuso con una perdita di Euro 5 milioni e l’esercizio 2016/17, con una perdita per Euro 6,69 milioni.

Poiché il bilancio consolidato 2019/20, si chiuse con un utile di 102,12 milioni di Euro, emergerebbe come fondata la considerazione che solo l’organizzazione di manifestazioni come gli Europei, siano in grado di far decollare il fatturato e portare in utile il bilancio UEFA, che in assenza di tale manifestazione dipende dai proventi della Champions League.


Gli effetti negativi della pandemia COVID-19, si sono riflessi sul risultato dell'esercizio 2019/20, soprattutto per la mancata disputa e il rinvio di EURO 2020 sia in termini sportivi che economici. Forse lo scontro emerso tra Aleksander Čeferin e la SuperLega è stato molto forte, con toni accesi, oltre il normale, perché l’organizzazione di una nuova competizione come la SuperLega avrebbe privato la UEFA della fonte di ricavo vitale.

L' UEFA (Union des Associations Européennes de Football) è un’organizzazione internazionale non governativa e non-profit costituita in forma di associazione secondo il diritto svizzero.

Dal bilancio consolidato al 30 giugno 2020, risulta che l’UEFA controlla 3 società: UEFA Events SA (Service company), registrata in Svizzera, sede Nyon, e controllata al 100%; UEFA Club Competitions SA registrata in Svizzera, sede Nyon, e controllata al 99,9%; Euro 2016 SAS, registrata in Francia, sede Parigi, e controllata al 95%.

Il Conto Economico.

Le manifestazioni organizzate dall’UEFA generano dei ricavi le cui principali fonti sono la cessione di diritti televisivi, la cessione dei diritti commerciali, come sponsorizzazioni oltre ai ricavi relativi alla biglietteria.

I ricavi relativi alla cessione dei diritti complessivamente ammontano a € 3,01 miliardi (€ 3,78 miliardi nel 2018/19) e riguardano la cessione dei diritti televisivi e la cessione dei diritti commerciali.

Nel 2019/20, i ricavi per la cessione dei diritti televisivi sono stati pari a 2,59 miliardi di Euro, risultano inferiori, rispetto all’esercizio precedente, perché ricavi relativi alla Champions League hanno dovuto subire un decremento relativo alla sospensione e alla ripresa con fase finale in Portogallo, terminata con la finale di Lisbona ad Agosto 2020.

Nel 2018/19, i ricavi per la cessione dei diritti televisivi sono stati pari a 3,31 miliardi di Euro, mentre nel 2017/18 erano pari a 2,26 miliardi di Euro. Nel 2016/17 i ricavi TV erano pari a € 2,32 miliardi.

Nel 2015/16 i ricavi TV che erano pari a 3,18 miliardi comprendevano i ricavi di “EURO 2016”, che erano pari a 837,2 milioni di Euro.

I ricavi per la cessione dei diritti televisivi della UEFA Champions League / UEFA Super Cup diminuiscono da € 2,41 miliardi a € 2,05 miliardi. I ricavi per la cessione dei diritti televisivi della UEFA Europa League risultano pari a € 267,4 milioni, mentre nel 2018/19 erano pari a € 309,2 milioni. I ricavi per la cessione dei diritti televisivi di altre competizioni, come quelle femminili, Under-21 e giovanili, risultano pari a 3,38 milioni di Euro (14,4 milioni di Euro nel 2018/19).

Nel 2019/20 i ricavi commerciali della UEFA Champions League diminuiscono da € 409,4 milioni a € 363,6 milioni. I ricavi commerciali della UEFA Europa League diminuiscono da € 48,88 milioni a 44 milioni di Euro. I ricavi commerciali per altre competizioni risultano pari a 2,08 milioni (1,22 milioni di Euro nel 2018/19). I ricavi delle qualificazioni agli Europei diminuiscono da 13,38 milioni a 8,16 milioni di Euro.

Il grafico mostra l’evoluzione nel tempo dei ricavi TV e ricavi commerciali derivanti dall’organizzazione della Champions League.

I ricavi per biglietti diminuiscono da € 26,87 milioni a € 3,5 milioni, principalmente a causa del rinvio di EURO 2020. In genere tale voce tocca i livelli massimi nell’anno in cui si organizzano gli europei.

I ricavi per biglietti relativi alle competizioni UEFA Champions League e UEFA Super Cup diminuiscono da € 15,92 milioni a € 3.528.000. I ricavi per biglietti relativi alla competizione UEFA Europa League diminuiscono da € 4,11 milioni a € zero. Per tale tipologia di ricavo bisogna evidenziare che essa dipende dalla capacità di posti a sedere degli stadi utilizzati, ovviamente uno degli effetti negativi della pandemia COVID-19 è stato quello del rinvio al mese di agosto 2020, delle competizioni con la disputa della partite a porte chiuse. In periodi normali, i ricavi per biglietti sono trattati allo stesso modo sia per l’UEFA Champions League che per l’Europa League: ai club spetta la totalità dei ricavi da biglietteria, ad eccezione della finale, per la quale le due finaliste ricevono delle parti uguali. I ricavi dei biglietti per le altre competizioni diminuiscono da € 727 mila a € zero.

La diminuzione delle entrate dei biglietti nel 2019/20 è dovuta alle finali delle competizioni per club che si giocano a porte chiuse.

Tale constatazione vale anche per i ricavi per “hospitality” diminuiscono da € 20,8 milioni a € 256 mila e si riferiscono solo ai proventi classificati nella voce “UEFA Champions League / UEFA Super Cup”.

Gli altri ricavi sono pari a € 23,35 milioni (€ 19,5 milioni nel 2018/19) e comprendono i proventi da multe pari a € 9,6 milioni (€ 9,86 milioni nel 2018/19). I proventi da multe servono anche per finanziare vari progetti con finalità sociale. Gli altri proventi non riguardanti il calcio ammontano a € 1.627.000 (€ 1.037.000 nel 2018/19). I ricavi per il “FIFA Forward programme” ammontano a € 10.947.000 (€ 8.261.000 nel 218/19).

La principale voce di costo è costituita dalla ripartizione tra le squadre dei proventi legati alle manifestazioni UEFA, che risulta dalla seguente tabella.

Nel 2019/20 i proventi distribuiti tra le squadre sono stati pari a 2,42 miliardi di Euro e registrano un decremento di 676 milioni di Euro, rispetto all’esercizio precedente.

In particolare, sono diminuiti i proventi distribuiti per la Champions League di € 322 milioni da € 1,97 miliardi a € 1,65 miliardi e i proventi destinati ai club che hanno partecipato all’Europa League, che sono passati da € 559,21 milioni a € 478,59 milioni. I proventi distribuiti per le qualificazioni agli europei, “UEFA Nations League” e amichevoli diminuiscono da € 551,55 milioni a € 278,36 milioni.

I contributi alle associazioni sono diminuiti da € 46,8 milioni a € 35,6 milioni. In particolare i contributi alle spese per competizioni per le associazioni ospitanti o partecipanti alle competizioni UEFA ammontano a € 21,39 milioni (€ 31,66 milioni nel 2018/19); i Contributi ai costi di viaggio delle squadre diminuiscono da € 10,54 milioni a € 7,88 milioni,

Le spese relative all’organizzazione di eventi diminuiscono da € 239,7 milioni a € 181,3 milioni.

Nello specifico le spese strettamente legate agli eventi comprendono costi quali contributi per gli organizzatori locali, noleggio di stadi e infrastrutture, sicurezza e materiale. Tali spese sono diminuite da € 42,77 milioni a € 33,14 milioni.

Nella voce di costo generale, sono compresi il costo di produzione di contenuti televisivi e i costi legati al marketing e altri costi come il catering per l’hospitality e tutti gli altri servizi messi a disposizione degli ospiti aziendali, sponsor e funzionari per le partite. Il costo di produzione di contenuti televisivi è aumentato da € 47,9 milioni a € 37,11 milioni.

Le spese per gli arbitri diminuiscono di 2,25 milioni di Euro, da € 39,63 milioni a € 37,38 milioni. Tale importo include tutte le spese arbitrali per le partite ufficiali, come compensi, viaggio e alloggio per € 22,05 milioni (€ 23,47 milioni nel 2018/19), i delegati per circa 8,32 milioni di Euro e i controlli antidoping per € 1,82 milioni. Per quanto riguarda la ripartizione per competizioni, qualificazioni agli europei, UEFA Nations League e amichevoli ha inciso per 3,53 milioni di Euro, la UEFA Champions League e UEFA Super Cup per 10,88 milioni di Euro, la UEFA Europa League per 10,56 milioni di Euro. Per le altre competizioni le spese per gli arbitri diminuiscono da € 11,58 milioni a € 12,4 milioni.

Le spese non capitalizzate per “Information and communications technology” (ICT) risultano aumentata da € 49,81 milioni a € 53,58 milioni. In particolare, i costi connessi direttamente al sito della UEFA, come l'hosting e dei costi redazionali, nonché gli investimenti non capitalizzati in relazione alla progettazione del sito web, ammontano a € 3,87 milioni. Il resto dei costi si riferisce al sistema della rete, ai programmi software, ai sistemi audiovisivi.

I costi del personale sono diminuiti da € 99,74 milioni a € 95,36 milioni. Tale voce avrebbe subito un incremento maggiore se si fosse disputata la competizione URO 2020, come accadde per EURO 2016. I costi dei dipendenti direttamente correlati a UEFA EURO 2020 saranno rilevati nell’ esercizio 2020/21, il Costo del personale differito è di Euro 39.376.000 (€ 17 928.000 nel 2018/19).

Il numero totale di dipendenti è aumentato da 737 a 831,8; di cui con contratti a tempo indeterminato 537,4 (508,7 nel 2018/19) e con contratti a tempo determinato 294,4 (228,3 nel 2018/19) e 3 con lo status di “apprentices”.

I dipendenti UEFA risultano essere 383,2 (358,7 nel 2019); mentre i dipendenti di UEFA Events SA sono 445,6 (375,3 nel 2019).

Nel costo del personale è allocata la remunerazione dei membri in carica del Comitato Esecutivo UEFA e la retribuzione post-servizio degli ex membri del Comitato Esecutivo UEFA. Secondo il diritto svizzero, queste indennità sono soggette alla ritenuta fiscale svizzera.

La remunerazione del Comitato Esecutivo ammonta ad € 4.030.000 (€ 4.195.000 nel 2018/19). Tale remunerazione è compresa nel costo del personale

La voce altre spese pari a € 51,15 milioni (€ 60,74 milioni nel 2018/19) comprende le spese per viaggi, alberghi e indennità giornaliere per i funzionari UEFA (esclusi gli arbitri). Le spese per Consulenza, contenzioso e consulenza legale ammontano a € 21,76 milioni (€ 21,71 milioni nel 2018/19). Le spese per Traduzioni e interpreti esternalizzati risultano pari a € 1.486.000 (€ 1.759.000 nel 2018/19).

Altra voce importante dei costi è quella relativa ai contributi di solidarietà, che sono riconosciuti e contabilizzati come costo nel momento in cui i ricavi che finanziano questi pagamenti sono garantiti, ossia quando le entrate corrispondenti delle competizioni sono rilevati come ricavi.A causa della riduzione dei ricavi UEFA, i contributi di solidarietà dimininuiscono da € 275,2 milioni a € 242,8miliardi.

L’UEFA effettua i pagamenti di solidarietà alle associazioni e ai club per le loro attività, come previsto nei rispettivi regolamenti.

I fondi utilizzati provengono principalmente da due fonti: dal Campionato Europeo per Squadre Nazionali ogni quattro anni e, su base annuale, dai ricavi delle principali competizioni per club UEFA.

La diminuzione ha colpito principalmente i contributi di solidarietà ai club, pari a €201.124.000 (€ 235 206.000 nel 2018/19), nel dettaglio: ‘UCL: solidarity to non-participating clubs’ per € 109.214.000 (€128.689.000 nel 2018/19); ‘UCL: solidarity to eliminated clubs’ €23.275.000 (€26.975.000 nel 2018/19); ‘UEL: solidarity to eliminated clubs’ €68 635.000 (€79.542.000 nel 2018/19).

Nella 2019/20 la solidarietà alle Associazioni è stata di € 33 milioni (31.330 nel 2018/19) e ha riguardato il programma HatTrick: solidarietà annuale. ILprogramma HatTrick per le associazioni che sono membri dell’UEFA, serve per finanziare progetti di investimento come lo sviluppo o la ristrutturazione di infrastrutture e per cofinanziare compiti ordinari, nonché per offrire pagamenti di incentivi.

Le donazioni diminuiscono da € 8.681.000 a € 8.681.000. La UEFA fa donazioni ad associazioni in difficoltà e ad altre organizzazioni non governative secondo una struttura di portafoglio approvata.

I Proventi finanziari aumentano da € 12,5 milioni a € 16,9 milioni. I proventi da interessi e investimenti alternativi ammontano ad € 10.701.000 (€10.887.000 nel 2019); le Differenze di cambio realizzate ammontano ad € 6.158.000 (€ 890 mila nel 2019). Gli investimenti dell’UEFA sono effettuati in un’ottica che consideri l’aspetto della sicurezza e della più ampia diversificazione.

Le controparti UEFA sono tutte tra le più quotate con conseguenti rendimenti meno elevati.

Il monitoraggio del rischio di controparte viene effettuato con cadenza mensile con il supporto di esperti esterni

I Costi finanziari risultano pari a € 4.050.000 (€ 1.602.000 nel 2018/19). L’importo maggiore riguarda differenze di cambio non realizzate per circa € 2.349.000. I costi di gestione patrimoniale, pari a € 1.530.000(€ 1.459.000 nel 2018/19) corrispondono a commissioni di emissione, custodia e gestione e consulenza finanziaria.

Lo Stato Patrimoniale.

La struttura dello Stato Patrimoniale è molto liquida. Le disponibilità liquide e le attività finanziarie correnti costituiscono il 38,86% dell’attivo. L’incidenza dell’attivo non corrente è del 19,86%. Le disponibilità liquide ammontano ad € 1.732,49 milioni (€ 408,97 milioni nel 2018/19). Le Attività finanziarie sono pari a € 743,86 milioni.

I fabbricati di proprietà ammontano a € 82,26 milioni (€84,59 milioni nel 2018/19) e i terreni a € 12,95 milioni. Le apparecchiature ICT (Information and Communications Technology) ammontano a € 2,19 milioni (€ 2,6 milioni nel 2018/19) e le Attrezzature per ufficio risultano pari a € 1,34 milioni (€ 865 mila nel 2018/19).

I Crediti ammontano a € 442.240.000, mentre, nel 2018/19, i crediti erano pari a € 103.798.000. I crediti scaduti e non svalutati aumentano da € 124,47 milioni a € 434,72 milioni, l'incremento è dovuto principalmente alla tardiva conclusione della stagione agonistica per club 2019/20 nell'agosto 2020 e alle continue trattative con i partner calcistici.

I crediti diventati inesigibili (“bad debts”) ammontano a € 17,17 milioni (€ 29,86 milioni nel 2018/19).

I crediti per le competizioni delle squadre nazionali pari a € 196.768.000 (€ 77.330000 nel 2018/19) includono l'assegnazione dei biglietti delle federazioni membri per UEFA EURO 2020.

Le attività finanziarie correnti ammontano a € 743.858.000 (€ 719.015.000 nel 2018/19).

Le attività finanziarie non correnti risultano pari a € 632,98 milioni (€ 628,05 milioni nel 2018/19).

I mezzi propri finanziano il 13,19% dell’attivo. La variazione dell’importo dei mezzi propri è dipesa dalla perdita dell’esercizio.

I debiti correnti ammontano a € 530,77 milioni (€589 226 000 nel 2018/19). La maggior parte riguarda i debiti verso le Associazioni per € 391,23 milioni (€ 461,55 milioni nel 2018/19), tra cui figura la voce “Euro Pool” per € 188,07 milioni (€ 218,79 milioni nel 2018/19) e la voce ‘UEFA Champions League pool in favour of eliminated and non-participating clubs’ per € 111.656.000 (€ 130.986.000 nel 2018/19).

Il debito “Euro Pool” comprende il debito per la Solidarietà nelle competizioni per club; il debito per il Progetto di sostegno all'infrastruttura degli stadi della UEFA Nations League e il debito per le competizioni UEFA per squadre nazionali 2018–22 sono garantite in quantità insufficiente alle associazioni membri.

I ratei e risconti passivi ammontano a € 2.651.105.000 (€1.147.294.000 nel 2018/19). L’importo relativo ai risconti passivi è di € 2,57 miliardi (€ 1,14 miliardi nel 2018/19). I ricavi anticipati si riferiscono alle competizione per club per € 919 milioni (€ 314,3 milioni nel 2018/19) e i ricavi anticipati per UEFA EURO 2020 per € 1.364.027.000, nel 2018/19 erano pari a € 621.426.000.

Risulta accantonato a fondo rischi come importo corrente per € 115,65 milioni.

Il Rendiconto Finanziario.

Il rendiconto finanziario dimostra come le disponibilità liquide, al netto delle differenze di cambio, siano aumentate di € 319.416.000 (-€ 170.677.000 nel 2018/19). L’attività operativa ha apportato flussi di cassa netti per 350.64 milioni di Euro e l’attività di investimento ha drenato flussi di cassa per 35,22 milioni di Euro.

Conclusioni.

Fatta eccezione per gli anni in cui si disputano i Campionati Europei per Squadre Nazionali, il bilancio dell’UEFA dipende soprattutto dagli introiti per la cessione dei diritti della Champions League. In particolare, solo con l’organizzazione dei Campionati Europei per Squadre Nazionali, l’UEFA evidenzia nei suoi conti un risultato positivo, negli altri anni i pagamenti di solidarietà assorbono il risultato operativo.

Non a caso, per il fabbisogno di ulteriori fonti di reddito, di recente l’UEFA ha introdotto la Competizione “UEFA Nations League” per aumentare i ricavi.

Il presidente della UEFA Aleksander Čeferin ha usato con toni accesi, oltre il normale, contro l’iniziativa della SuperLega perché l’organizzazione di una nuova competizione come la SuperLega avrebbe privato la UEFA della fonte di ricavo vitale.

domenica 25 aprile 2021

Bilancio Atalanta 2020: Plusvalenze, Champions League e Utile di 51,7 milioni.

Luca Marotta

jstargio@gmail.com

I buoni risultati sportivi dell’Atalanta, con la partecipazione alle competizioni europee, hanno contribuito a far apprezzare il valore dell’organico della squadra, con riflessi positivi nei risultati economici e finanziari.

Nell’esercizio 2020 l’Atalanta ha realizzato plusvalenze per l’importo di Euro 68.482.096 ed ha percepito proventi televisivi relativi alla Champions League per Euro 61.003.159, conseguendo un utile netto consolidato di Euro 51.738.249 ed un risultato prima delle imposte positivo per Euro 74.386.976.

L’Atalanta aveva chiuso il bilancio consolidato dell’esercizio 2019, evidenziando un utile consolidato, al netto delle imposte, di Euro 26.497.451 ed un risultato prima delle imposte positivo per Euro 40.088.373.

Il 31.12.2020 l’Atalanta ha raggiunto un nuovo record storico per il Valore della Produzione che supera la cifra di 241,9 milioni di Euro. Il record storico precedente era quello del2019 che superava la cifra di 188,6 milioni di Euro. La Pandemia Covid-19 non ha permesso di sfruttare le potenzialità dello Stadio ristrutturato, che avrebbero potuto generare ulteriori flussi di liquidità.

Il Patrimonio netto consolidato risulta positivo per 129.316.921 e finanzia il 37,8% dell’attivo, che contiene anche lo stadio di proprietà e il Centro Sportivo; la voce “Terreni e Fabbricati” mostra un valore contabile netto pari a Euro 36.971.603.

Anche nel bilancio 2019, oltre che i diritti TV, hanno avuto un peso importante le plusvalenze, che evidenziano un importo di € 38,75 milioni (€ 24,23 milioni nel 2019; € 46,68 milioni nel 2017; € 22,47 milioni nel 2016; € 23,27 milioni nel 2015, € 14,22 milioni nel 2014 e € 14,7 milioni nel 2013).

Dal punto di vista sportivo, il bilancio 2020 di Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. riguarda la seconda parte della stagione sportiva 2019-20 e la prima parte della stagione sportiva 2020-21, entrambe disputate in Serie A col conseguimento del diritto a partecipare alla UEFA Champions League e per quanto riguarda la stagione 2019-20 il diritto a partecipare alla UEFA Champions League, per il secondo esercizio consecutivo.

La stagione sportiva 2019-20 è finita col raggiungimento del terzo posto in classifica (eguagliando il miglior risultato di sempre), che ha determinato anche l’acquisizione del diritto a partecipare alla UEFA Champions League 2020/21. In Coppa Italia l’Atalanta è stata eliminata agli ottavi di finale dalla Fiorentina.

In UEFA Champions League 2020/20, l’Atalanta ha raggiunto i quarti con la disputa della “Final Eight” a Lisbona nell'agosto 2020 e l'eliminazione contro il Paris Saint Germain in "gara secca".

Nella stagione sportiva 2020/21, in corso, l’Atalanta giornate in Serie A è terza in classifica dopo 32. In Coppa Italia l’Atalanta disputerà la finale con la Juventus.

In UEFA Champions League 2020/2021, l’Atalanta ha disputato la fase a Gironi, raggiungendo il secondo posto nel Gruppo C con 11 punti realizzati, qualificandosi agli ottavi di finale, con eliminazione da parte del Real Madrid.

L’Atalanta presta molta attenzione all’investimento nel settore giovanile. Il settore giovanile dell’Atalanta è molto forte, infatti ha vinto per due anni consecutivi il Campionato Primavera e nel 2021 la SuperCoppa Italiana.

Il Gruppo.

La società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. consolida il suo bilancio di esercizio in quello della società controllante Odissea srl; tuttavia, redige il bilancio consolidato come richiesto dal Manuale Licenze UEFA art 14.4.4 e dall’art. 85 delle NOIF, nel cui perimetro rientra esclusivamente la società controllata Stadio Atalanta S.r.l..

La società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. è una società soggetta ad attività di direzione e coordinamento di Odissea S.r.l., ma è controllata indirettamente attraverso la società “La Dea S.r.l.”.

Il bilancio 2019 di Odissea S.r.l si era chiuso con una perdita di € 6.462.371 e con un patrimonio netto di € 401.428.197, che finanzia il 68,44% dell’attivo, pari a € 586.475.394.

La società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. ha costituito in data 11 aprile 2017, con un capitale iniziale di Euro 100.000, e controlla al 100% la società “Stadio Atalanta s.r.l.”, che dal 10 maggio 2017 è risultata aggiudicataria, al prezzo di 8.608.600 Euro, del Bando d’Asta Pubblica per l’aggiudicazione dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia del Comune di Bergamo. L’atto di compravendita dello stadio è datato 08/08/2017 con efficacia 17/10/2017.

Per l’acquisto dello stadio e la ristrutturazione dello Stadio di Bergamo, la società controllata “Stadio Atalanta S.r.l.” ha ottenuto un finanziamento concesso in pool da Unione di Banche Italiane S.p.A. e Istituto per il Credito Sportivo. La Società “Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.” ha costituito pegno a favore del pool che ha concesso il finanziamento, sulle quote di partecipazione del capitale sociale della controllata. Inoltre, sempre in relazione a tale contratto di finanziamento, la Società “Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.” si è costituita garante di “Stadio Atalanta S.r.l.” a favore dei Creditori Garantiti per un importo massimo garantito di € 25.625.000.

Contributi Emergenza COVID

Il Gruppo Atalanta ha ricevuto ed usufruito di alcune sovvenzioni per affrontare l’emergenza da pandemia Covid-19 come:

- il contributo a fondo perduto per la riduzione del fatturato rispetto ai corrispondenti mesi dell'anno precedente per € 49.848;

- l'esenzione del versamento del saldo IRAP 2019 per € 818.883 e del primo acconto IRAP 2020 per € 3.761.

La continuità aziendale.

La società di revisione BDO Italia Spa, nella sua relazione non ha fatto richiami o rilievi e ha giudicato appropriato l’utilizzo del presupposto della continuità aziendale.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Il totale dell’attivo è aumentato del 53,17%, da € 223,34 milioni a € 342,09 milioni. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a € 126.960.709 (€ 94.372.831 nel 2019), incidono per il 37,1% sul totale dell’attivo; le immobilizzazioni materiali nette per il 14,87%, grazie alle presenza della voce terreni e fabbricati per € 47,4 milioni.

Le immobilizzazioni materiali nette risultano pari a Euro 50.859.027 e risultano effettuati investimenti per € 10.093.634.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,608 (0,535 nel 2020) ed è migliorato notevolmente.

Infatti, l’equity ratio è aumentato dal 34,8% al 37,8%. Il ricorso al capitale di terzi è comunque prevalente, incidendo per il 62,2 sul finanziamento dell’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,61 (1,53 nel 2020), ciò vuol dire che, in base ai criteri di valutazione adottati nella redazione del bilancio, il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,97 (0,68 nel 2020), ciò vuol dire che, in base ai criteri di valutazione adottati nella redazione del bilancio, l’attivo a breve, di poco, non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.

Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per € 28.264.630, di cui € 24.582.660 per Proventi televisivi.

Il totale delle passività correnti del Club, con esclusione dei ratei e risconti passivi, raggiunge la cifra di 93.27 milioni di Euro, inferiore al totale delle attività correnti.

Il Valore della Rosa dei calciatori.

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 126.960.709e rappresentano il 37,11% dell’attivo. La variazione in aumento è stata di € 32.587.878.


Nel 2020, tra gli investimenti fatti figurano: il ricatto di Duvan Zapata per € 12.000.000; Miranchuk Alexey per € 15.000.000 e il riscatto di Pasalic per € 14.537.108.

Tra le cessioni figurano Kulusevki, ceduto alla Juventus per € 35 milioni, con un valore contabile netto residuo di € 683.008 ed una plusvalenza di € 34.316.992, seguito da Castagne Timothy ceduto al Leicester City per Euro 19.598.000 con un valore contabile netto residuo di € 2.131.995, con una plusvalenza 17.466.095 e da Mancini Gianluca ceduto alla Roma per Euro 13.000.000 con un valore contabile netto residuo di € 326.918, con una plusvalenza 12.673.082.

Nell’Allegato sulle movimentazioni dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta un valore contabile netto delle cessioni complessivo di Euro 4.641.112 e un valore delle cessioni di € 73.961.100.

Nel 2019, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammontava a € 94.372.831 e incideva per il 42,25% sul totale dell’attivo. La variazione in aumento era stata di € 11,12 milioni.

Nel 2018, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammontava a € 83.253.511 e incideva per il 48,99% sul totale dell’attivo. La variazione in diminuzione era stata di € 383 mila.

Nel 2017, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammontava a € 83.636.770 e rappresentava il 56,89% dell’attivo.

La variazione in aumento è stata di € 41,27 milioni.

Le Infrastrutture sportive.

Le Infrastrutture sportive allocate tra le immobilizzazioni materiali lo stadio di proprietà della società “Stadio Atalanta srl” denominato “Stadio Atleti Azzurri d’Italia”, e il Centro Sportivo Bortolotti.

La voce terreni e fabbricati espone un valore contabile residuo di € 47.425.553 (€ 36.971.603 nel 2019).

Gli investimenti effettuati nel 2020 ammontano a € 10.093.634, con un ammortamento di periodo per € 2.025.122.

Le immobilizzazioni materiali in corso risultano pari a € 252.982 (€ 153.368 nel 2019).

Per la Fase 2 dei lavori riferiti allo Stadio (ristrutturazione Tribuna Giulio Cesare), i lavori sono terminati a fine settembre 2020.

Nel mese di luglio 2020 la controllata Stadio Atalanta S.r.l. ha rifinanziato il progetto della ristrutturazione dello Stadio di Bergamo, il cui investimento totale previsto è pari a circa € 54,0 milioni (compresa l'acquisizione dell'immobile): il nuovo finanziamento è stato sottoscritto da un Pool di Banche con capofila Banca Intesa Sanpaolo e la partecipazione dell'Istituto per il Credito Sportivo. La linea di investimento concessa alla controllata ammonta ad 35,0 milioni, a cui si aggiunge la linea IVA di € 5,0 milioni.

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto consolidato risulta positivo per € 129.316.278, nel 2019 era positivo per € 77.822.911, nel 2018 era positivo per € 51.381.819. La variazione positiva di € 51.640.817 è imputabile all’utile di esercizio per € 51.738.249 e all’aumento del valore negativo della “riserva Operazioni Copertura Flussi Finanziari attesi” per € 244.883.

I mezzi propri finanziano il 37,8% (34,8% nel 2019) delle attività e tutto il valore dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Per la restante parte si fa ricorso al capitale di terzi.

Il Capitale sociale ammonta a € 4.893.750.

L’indebitamento finanziario.



La posizione finanziaria netta risulta positiva per € 29,04 milioni (-€ 9,1 milioni nel 2019).

L’EBITDA del bilancio 2020 è positivo per € 121.004.167 (€ 77.392.677 nel 2019).

I debiti verso le banche aumentano di € 2.595.131, da € 20.314.364 a € 22.909.495, di cui € 21.643.066 (€ 19.282.310 nel 2019) con scadenza oltre l’esercizio successivo.

I debiti verso banche, pari a complessivi € 22.909.495, si riferiscono per intero alle quote da rimborsare agli istituti finanziari a fronte della stipula di mutui e finanziamenti.

L’esposizione riguarda i tre mutui stipulati col Credito Sportivo e il Mutuo Intesa-ICS.

I crediti da calciomercato ammontano complessivamente a € 63,4 milioni di Euro.

I Debiti verso enti - Settore specifico al 31 dicembre 2020 ammontano ad € 116,17 milioni, di cui € 50.165.130 verso club di calcio esteri ed € 33.876.292 verso società calcistiche italiane.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso dell’Atalanta riguardano le rateizzazioni dei Decreti per mitigare la Pandemia COVID-19, che non dovrebbero essere considerati.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato risulta negativo per circa € 52,77 milioni e l’indebitamento finanziario valutato ai fini del Fair Play Finanziario, resta al di sotto del fatturato netto, essendoci debiti tributari non correnti di importo molto basso, la posizione finanziaria netta ai fini del Financial Fair Play, è negativa per € 26 milioni.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso dell’Atalanta, al 31.12.2020, sono presenti debiti per la ristrutturazione del centro sportivo e i debiti per la ristrutturazione dello stadio.

Gli Altri debiti.

I debiti tributari sono pari a € 12,3 milioni (€ 7.004.746 nel 2019) di cui € 1.981.128 a medio lungo termine e finanziano il 3,61% delle attività. Tali debiti comprendono i debiti verso l’Erario per ritenute tesserati e dipendenti effettuate che ammontano a € 8.690.742 (€ 5.490.394 nel 2019), che riguardano le normali mensilità liquidate a dicembre 2020 e gennaio 2021 e gli incentivi liquidati a dicembre 2021, oltre gli importi dovuti al fatto che l’Atalanta ha usufruito della proroga dei versamenti, come previsto dal Decreto Rilancio e successivamente dal Decreto Agosto.

I debiti verso Istituti previdenziali pari a € 967.166 sono relativi a ritenute previdenziali effettuate sugli stipendi di dicembre 2020 e al debito rateizzato del mese di marzo, aprile e maggio 2020 per € 562.550, di cui € 281.275 oltre l'esercizio successivo. Gli importi del debito verso Istituti di previdenza e di sicurezza sociale sono stati versati nei termini di legge e nel rispetto delle Normative di Settore.

Gli altri debiti ammontano a € 18.941.762 e finanziano il 5,54% dell’attivo. Tali debiti comprendono i debiti verso il personale tesserato per € 11.366.810 (€ 10.058.049 nel 2019), di cui debiti per premi per € 6.859.656 (€ 7.159.857 nel 2019), debito per la mensilità di dicembre 2020 pagato a gennaio 2021 per € 4.507.204 (€ 2.898.692 nel 2019).

Il totale dei Fondi rischi e oneri aumenta da € 16.250.224 a € 23.090.211 e riguarda principalmente il Fondo per imposte differite. Esiste il Fondo per strumenti finanziari derivati per Euro 444.471. Tale fondo include la valorizzazione Mark to Market del derivato di copertura dell’oscillazione del tasso di interesse sul finanziamento riguardante lo Stadio di Bergamo. Il tipo del derivato è “Interest Rate Swap” con importo nozionale di Euro 10.184.045.

Per i contenziosi potenziali esiste un fondo dell’importo pari a 607.193.

Il Rendiconto Finanziario

Dal Rendiconto Finanziario Consolidato si evince che la variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per € 40,7 milioni e che essa è dipesa soprattutto dal flusso di cassa generato dalla gestione operativa che è stato positivo per € 107,01 milioni.

Il Flusso finanziario dell'attività di investimento è stato negativo per € 68,8 milioni, con Investimenti in acquisto calciatori che hanno drenato € 78.880.024 ed entrate da realizzo disinvestimenti in immobilizzazioni immateriali che hanno apportato flussi per € 6.367.114.

Il Flusso finanziario dell'attività di finanziamento è stato positivo per € 2,59 milioni a causa di Accensione finanziamenti per € 2.715.011.

La Gestione Economica.

Il valore della produzione del 2020 ha raggiunto un nuovo record storico superando quello del 2019, soprattutto grazie all’incremento delle plusvalenze di 29,7 milioni all’incremento dei ricavi TV di 27,3 milioni di Euro e degli altri proventi da gestione calciatori per circa 18,9 milioni di Euro. L’incremento del valore della produzione è stato di 53,37 milioni di Euro, determinando la variazione da € 188,62 milioni a € 241.997.996, segnando un +28,3%.

Gli effetti negativi della Pandemia COVID, che hanno determinato lo svolgimento delle partite a porte chiuse, non hanno permesso di sfruttare le potenzialità dello Stadio ristrutturato, altrimenti i ricavi sarebbero stati maggiori.

I costi della produzione sono aumentati del 12,7%, in misura meno che proporzionale rispetto al valore della produzione, precisamente da € 147,69 milioni a € 166,46 milioni.

La differenza tra valore della produzione e costi della produzione è positiva per € 75.533.062, mentre nel 2019 era positiva per € 40.926.629.

I ricavi.

Il fatturato al netto delle plusvalenze e di altri proventi riguardanti il Player Trading e dello storno dei costi del vivaio, ammonta alla cifra record di € 151,33 milioni.

I proventi televisivi “stimati” conseguiti nell'esercizio 2020 ammontano a circa €117.150.278, contro € 89.803.554 conseguiti nel 2019.

Nel 2020, tali proventi comprendono i proventi televisivi per la partecipazione al Campionato di Serie A per € 56.093.199, tale valore è determinato tenuto conto dei ricavi conseguiti nella stagione sportiva 2019/2020 e della quota imputabile al bilancio 2020 calcolata sulla previsione di fatturato per l'intera Stagione Sportiva 2020/2021. I proventi da competizioni europee risultano pari a € 61.057.079 (€ 30.927.177 nel 2019), di cui € 26.915.000 per la partecipazione alla Uefa Champions League 2019/2020 ed € 34.088.159 per la (fase a gironi 2020/2021; €15.000 alla partecipazione alla Youth League 2020/2021 (torneo annullato nel 2021); € 38.920 per il conguaglio relativo alla partecipazione alla Uefa Europa League 2018/2019.

I ricavi da Champions League sono stati pari a € 61.003.159.

I diritti non audiovisivi “stimati”, per la disputa del campionato di Serie A, risultano pari a € 4,2 milioni (€4.344.551 nel 2019).

I ricavi da gare sono pari a € 6,73 milioni (€ 13,5 milioni nel 2019). La pandemia “Covid-19” ha provocato un lockdown complessivo per il Paese di circa tre mesi, causando la sospensione della stagione calcistica 2019/20 e la ripresa della stagione sportiva 2019/20 è avvenuta con lo svolgimento delle partite con lo stadio a porte chiuse, proseguito sostanzialmente anche per il 2020/21. Altro effetto del COVID-19 è stato il mancato avvio della campagna abbonamenti 2020/21. Per tale motivo nei risconti passivi non figurano risconti passivi per Quota Abbonamenti mentre nel 2019 erano pari a € 3.301.226.

I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 18.178.509 (€ 18.333.293 nel 2019). Tali ricavi includono i ricavi di tutte le iniziative poste in essere (sponsorizzazione prima squadra, settore giovanile, football camp, e altro). Nei risconti passivi figurano risconti passivi per Contratti di sponsorizzazione e pubblicità per € 3.241.587.

La capitalizzazione dei costi del vivaio, che rappresenta uno storno di costi, è stata effettuata per 1.301.970 (€ 2.875.337 nel 2020).

Il Player Trading.

L’attività legata alla gestione calciatori, durante il 2020, considerando anche i relativi ammortamenti, ha generato un risultato di positivo per € 38,8 milioni (-€ 936 mila nel 2019).

Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 68.482.096 (€ 38.753.413 nel 2019) e riguardano: Kulusevki, ceduto alla Juventus per € 35 milioni, con un valore contabile netto residuo di € 683.008 ed una plusvalenza di € 34.316.992, seguito da Castagne Timothy ceduto al Leicester City per Euro 19.598.000 con un valore contabile netto residuo di € 2.131.995, con una plusvalenza 17.466.095 e da Mancini Gianluca ceduto alla Roma per Euro 13.000.000 con un valore contabile netto residuo di € 326.918, con una plusvalenza 12.673.082.

Altre plusvalenze hanno riguardato le cessioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori di: Berisha per € 2.308.333; D'Alessandro per €1.717.045; Losa per € 49) e Cali per € 499.

I proventi da cessione temporanea calciatori ammontano a €1.620.336 (€ 6.740.273 nel 2019) e riguardano: Mattiello (€ 300.000), Mancini (€1.000.000), Reca (C 273.699), Czyborra (€ 36.527), Reda (€10.110); i proventi da diritti non audiovisivi (€ 4.200.594) di pertinenza della società si riferiscono aí ricavi commerciali negoziati dalla Lega di Serie A derivanti dalla disputa del campionato di Serie A.

Gli altri proventi da gestione calciatori pari a € 19.265.616, riguardano principalmente i ricavi derivanti da operazioni di mercato dei calciatori come premi di rendimento e premi di valorizzazione e sono relativi ai calciatori: Cristante per € 7.000.000, Reca per € 400.000, Valzania per €197.000, Cornelius per € 325.000, Avogadri per € 1.350.000, Bastoni per € 6.000.000, Barrow per €1.500.000, Gagliardini per €1.000.000 e lbanez per €1.000.000; Le minusvalenze da cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risultano pari a € 24.560 e riguardano Monachello Gaetano (Modena).

I costi per trasferimenti temporanei di calciatori ammontano a € 10.292.384 (€ 10.292.384 nel 2019) e sono relativi principalmente a Pasalic per € 765.111, Tmèze per € 511.596 e Romero per € 365.259.

Gli altri oneri di gestione calciatori pari a € € 12.247.774 riguardano oneri da campagna trasferimenti per € 1.085.764 e oneri derivanti dalla compravendita dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori come le "sell on fee" da riconoscere ad altri club per Cristante per € 1.451.061, Mancini € 1.300.000 e Kulusevski per € 3.100.000, le valorizzazioni passive per € 1.725.200 e i premi per rendimenti passivi di Caldara € 900.000 e di Romero € 2.000.000.

Gli ammortamenti della rosa calciatori ammontano a € 38. 805.545 (€ 31.346.324 nel 2019).

Le operazioni di mercato dei diritti alle prestazioni dei calciatori della Campagna trasferimenti invernale di gennaio 2021  hanno comportato un miglioramento economico di circa € 24,8 milioni derivante dalla rilevazione delle plusvalenze di Diallo e Gomez, ceduti rispettivamente al Machester United e al Sevilla, e un peggioramento dei flussi finanziari di circa € 2,9 milioni nel primo semestre 2021 più che compensato dagli introiti derivanti dall'accesso alla fase ad eliminazione diretta della Uefa Champions League 2020/2021 — ottavi di finale.

I costi.

I costi del personale aumentano del 7,4%, da € 69,04 milioni a € 74,14 milioni e incidono per il 43,07% sul fatturato netto e rappresentano 44,54% dei costi della produzione.

Nella Relazione sulla Gestione è scritto che il costo del personale tesserato è stato di 69,3 milioni di Euro e quello del personale non tesserato è stato di 4,8 milioni di Euro.

Gli ammortamenti e le svalutazioni pari a € 36,46 milioni (€ 36,46 milioni nel 2019) rappresentano il 30,7% dei costi della produzione.

I costi per servizi ammontano a € 24.709.149 (€ 20.637.986 nel 2019) e comprendono i compensi a terzi pari ad € 11.747.652 (€ 5.985.205 nel 2019), che a loro volta comprendono tra l'altro le collaborazioni con consulenti e con procuratori sportivi per € 3.930.941 (€ 3.109.922 nel 2019).

I costi di locazione degli impianti sportivi, per € 367.904, per l'anno 2020, di cui € 335.380 hanno riguardato lo Stadio Meazza di Milano per le partita degli ottavi di Uefa Champions League.

Il punto di pareggio.

Ai fini del Fair Play Finanziario, il bilancio 2020 dovrà essere valutato insieme al bilancio 2021, a causa della Pandemia Covid-19.

Nel calcolo dovrà essere considerato l'impatto finanziario negativo del COVID-19, definito come la perdita di ricavi dovuta alla differenza tra i ricavi medi rilevati negli esercizi 2020 e 2021 e i corrispondenti ricavi medi attesi previsti per gli stessi periodi, che come minimo dovranno essere uguali a quelli del periodo di monitoraggio chiuso nel 2019, anche considerando eventuali aumenti contrattuali.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 74.534.429; mentre, nel 2019 era positivo per € 40.088.373 e nel 2018 era positivo per € 35,29 milioni.

In ogni caso, la somma algebrica dei risultati prima delle imposte per gli esercizi 2018, 2019 e 2020, risulta positiva per 149,9 milioni di Euro; pertanto, non ci saranno per questo aspetto.

In base ai dati di cui sopra, per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio richiesto dal Fair play Finanziario l’Atalanta risulta rientrare abbondantemente nell’ambito della soglia di tolleranza.

Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile e femminile.

Le imposte sul reddito dell'esercizio ammontano a Euro 22,6 milioni. L’Atalanta ha beneficiato dell'esenzione del versamento del saldo IRAP 2019 per € 818.883 e del primo acconto IRAP 2020 per € 3.761 sulla base di quanto previsto dall’art. 24 della Legge n. 77/2020.

Conclusioni.

In estrema sintesi, il bilancio relativo all’anno solare 2020 si è chiuso con il record storico di fatturato e con un risultato positivo soprattutto grazie ai ricavi TV, che, sono aumentati per il raggiungimento dei quarti della Champions League 2019/2020 oltre ai ricavi derivanti dalla gestione calciatori che sono stati molto importanti.

Di fatto, i risultati sportivi del 2019/20 avevano permesso l’acquisizione del diritto a partecipare alla UEFA Champions League 2020/2021, con la possibilità di ottenere ricavi UEFA molto importanti 2020; tuttavia, l’esercizio 2021 continuerà ad essere caratterizzato dalle gare disputate senza pubblico, tale circostanza impedisce di sfruttare le potenzialità di generare flussi di cassa con lo Stadio di proprietà.

Per l’evoluzione prevedibile della gestione, gli Amministratori oltre a seguire attentamente gli sviluppi della pandemia Covid-19 e adottare tutte le necessarie misure di prevenzione, hanno affermato che “risulta difficile esprimere previsioni quantitative circa gli impatti del COVID-19 sui risultati economico-finanziari della Società, ma si presume che potranno essere di entità significativa”. Sempre secondo gli amministratori gli effetti negativi potranno essere superati sia grazie alle azioni cautelative già intraprese e che verranno poste in essere “sia tenuto conto dell'attuale solida situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società”.


venerdì 23 aprile 2021

Bilancio 2019/20 Leicester City: perdita di £ 60 milioni, cala il fatturato e aumenta il debito finanziario.

 Luca Marotta

jstargio@gmail.com

Il bilancio di esercizio, al 31 maggio 2020, di “Leicester City Football Club Limited” evidenzia una perdita di £ 60.064.000, pari a circa € 66,67 milioni, ad un cambio, al 29.05.2020, di 1 EUR = 0,9009 GBP; mentre, l’esercizio precedente, si era chiuso con una perdita di £ 17.353.000.

La perdita prima delle imposte è stata di £ 67.284.000;

Il fatturato del Club è sceso a 150 milioni di sterline dai 178,4 milioni di sterline del 2019.

Gli effetti negativi della pandemia COVID 19 hanno inciso negativamente per £ 15.682.000, di cui £ 13.376.000 contabilizzati nel 2019/20. Anche i continui investimenti nella rosa della prima squadra hanno contribuito a determinare la perdita.

Tali effetti negativi hanno riguarda la Quota di rimborso dei diritti TV della Premier League della stagione 19/20 per £ 11.530.000 complessivamente assegnati, di cui l'80% pari a £ 9.224.000 è stato contabilizzato nel 2019/20 in relazione alle partite disputate; i Rimborsi e riduzioni di biglietti, ospitalità e altre entrate previste per la stagione 19/20 per £ 4.104.000; i Costi aggiuntivi specifici derivanti dalla pandemia COVID 19 sostenuti a maggio 2020 per $ 48.000

La quantificazione della perdita di ricavi riguardanti i biglietti, ospitalità e altre entrate previste per la stagione 19/20 si basa su previsioni dettagliate dei guadagni che sarebbero stati generati se la pandemia COVID 19 non si fosse verificata.

Nella stagione sportiva 2019/20, il Leicester ha conseguito il quinto posto in Premier League con 62 punti, acquisendo il diritto a partecipare per le fasi a gironi di Europa League 2020/21.  Nell’esercizio precedente il Leicester aveva conseguito il nono posto, con 52 punti.

I provvedimenti presi per contrastare la pandemia COVID 19 ha determinato il differimento di 9 partite su 38 fino all'esercizio 2020/21, con il riconoscimento da parte del Club dello sconto dovuto alle emittenti televisive. Le partite casalinghe della stagione sportiva 2019/20 disputate nell’esercizio 2020/21, con lo spostamento dei relativi ricavi, sono state 4: Brighton; Crystal Palace; Sheffield United; Manchester United.

In FA CUP, il Leicester è stato eliminato l’08.06.2020 ai quarti dal Chelsea.

In English Football League Cup 2019-2020 è stato eliminato il 18.12.2020 in semifinale dall’Aston Villa.

Il Gruppo.

La società “King Power International Limited” controlla “Leicester City Football Club Limited”.

A sua volta, la società controllante, che è registrata in Thailandia, è controllata dalla società “V&A Holdings Company Limited” sempre registrata in Thailandia.

Il proprietario beneficiario di “V&A Holdings Company Limited” è la famiglia Srivaddhanaprabha.

Il Club è molto sensibile alla tematica ambientale e per questo motivo ha adottato un piano a medio termine per affrontare l'impatto ambientale.

Nell'agosto 2020 il club ha acquisito il 100% del capitale sociale di Leicester City Women Football Club Limited (LCWFC).

La Continuità Aziendale (Going Concern).

Nel 2019/20 la Società mostra un risultato operativo negativo e passività correnti che superano di molto le attività correnti. L’aumento delle passività correnti è dipeso dall’incremento dei debiti a breve termine relativi alla costruzione del campo di allenamento e ai lavori iniziali di progettazione e fattibilità dello stadio e investimenti nella squadra di gioco.

Nell'ambito delle proprie considerazioni gli amministratori hanno esaminato in dettaglio le previsioni di flussi di cassa predisposte per il periodo di 12 mesi dalla data della presente relazione. Queste previsioni mostrano che la Società fa affidamento su finanziamenti continui da banche esterne e / o dalla holding, King Power International Limited e / o dai suoi azionisti finali.

Dopo la fine dell'esercizio la Società ha stipulato due linee di prestito quinquennali per un totale di 30 milioni di sterline con il suo presidente Aiyawatt Srivaddhanapraba per finanziare il capitale circolante, inoltre ha aumentato ed esteso di 45 milioni di sterline la struttura del prestito con Macquarie Bank fino a gennaio 2022 e ha stipulato un ulteriore finanziamento da 16,4 milioni di sterline con la stessa banca.

Per coprire il fabbisogno di capitale circolante, gli Amministratori hanno anche considerato uno scenario estremamente negativo e grave ma probabile prevedendo una linea di credito di riserva di £ 35 milioni con la propria società holding, King Power International, che può essere attivata qualora fosse necessario.

Il Consiglio di Amministrazione, di cui due membri sono gli azionisti di maggioranza della parte controllante finale del Club, ha ricevuto conferma che la holding finale fornirà ulteriori finanziamenti ove necessario per soddisfare i requisiti della Società per i prossimi 18 mesi.

King Power International ha inoltre confermato che le passività esistenti, derivanti dai suoi prestiti, non saranno richiamate per almeno 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio.

I Revisori di PricewatherhouseCoopers LLP non hanno segnalato nulla in relazione alle seguenti di cui è richiesta l’eventuale presenza dagli ISA (Regno Unito):

-         se l'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio non sia appropriato;

-         se gli amministratori non hanno indicato nel bilancio alcuna incertezza significativa identificata che possa far sorgere dubbi significativi sulla capacità della società di continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale per un periodo di almeno dodici mesi dalla data in cui il bilancio è autorizzato per il rilascio.

Tuttavia, poiché non tutti gli eventi o le condizioni futuri possono essere previsti, la dichiarazione non è una garanzia sulla capacità dell'azienda di continuare ad operare come un'entità in funzionamento.

La Struttura Patrimoniale

Il totale dell’attivo è aumentato da £ 373.8 milioni a £ 445,9 milioni ed è finanziato con i mezzi propri per il 16,3% e con i mezzi di terzi per l’86,7%.

Le immobilizzazioni immateriali pari a £ 192,35 milioni, incidono per il 43,1% sul totale dell’attivo e riguardano essenzialmente il valore dei diritti pluriennali netti alle prestazioni dei calciatori.

Le immobilizzazioni materiali sono pari a £ 153,37 milioni (£ 79,82 milioni nel 2018/19), incidono per il 34,4% sul totale dell’attivo. Il valore netto della voce riguardante lo stadio è di £ 42.516.000 (£ 43.500.000 nel 2018/19).

Il King Power Stadium evidenzia un valore contabile netto di £ 42,5 milioni di sterline (2019: 43,5 milioni di sterline), che riflette il valore di mercato corrente dello stadio sulla base di una valutazione esterna del 31 maggio 2019 e confermata dagli amministratori della Società al 31 maggio 2020.

Le passività (Liabilities) sono pari a £ 373,35 milioni, in aumento rispetto al valore del 2018/19 che era pari a £ 240,63 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE

Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 1,19.

Ciò vuol dire che il valore dei beni del club è sufficiente per pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,35, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è in grado di pagare i debiti a breve.  Tale indice risulta in netto peggioramento rispetto al 2018/19, quando era pari a 0,64.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,19.

L’equity ratio è pari al 16,3%.

Il Valore della Rosa.

Il valore contabile netto dei diritti pluriennali aumenta da £ 178.657.000 a £ 192.088.000.

La variazione è dipesa da acquisti per £ 104.968.000, ammortamenti per £ 77.787.000, “impairment” per £ 2.018.000 e cessioni per un valore contabile residuo di £ 11.732.000.

La svalutazione di £ 2.018.000 riguarda due calciatori.

L’incidenza del valore contabile della rosa sull’attivo è del 43,1%.

Dopo la chiusura dell’esercizio al 31 maggio 2020, la campagna trasferimenti calciatori ha determinato un costo netto delle transazioni per £ 17,9 milioni (£ 28,9 milioni nel 2018/19).

La valutazione degli amministratori della rosa calciatori al valore di mercato al 31 maggio 2020 è di £ 454,0 milioni (2019: £ 481,6 milioni). Al 31.05.2020 la rosa dei calciatori era composta da 58 giocatori (2019: 56).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 62,55 milioni (£ 42,05 milioni nel 2018/19). La variazione positiva di 20,5 milioni dipende dall’utile di esercizio.

Nel 2013-2014 fu realizzato un aumento di capitale, con l’emissione di n. 106.184.965 azioni del valore nominale di £ 1.

Il patrimonio netto, essendo non negativo, è conforme a quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

La Posizione Finanziaria Netta.

La posizione finanziaria netta risulta negativa e in forte crescita, aumentando da £ 79,7 milioni a £ 178 milioni. Il debito finanziario lordo aumenta del 140%.

Le disponibilità liquide aumentano da £ 11,46 milioni a £ 41,16 milioni. Il debito bancario ammonta a £ 64,8 milioni (£ 55,65 milioni nel 2018/19).

Il debito infragruppo aumenta da £ 35,51 milioni a £ 154,38 milioni.

I crediti per cessioni di calciatori ammontano a £ 21.140.000 (£ 53,35 milioni nel 2018/19).

I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a £ 77.943.000 (£ 96,2 milioni nel 2018/19).

Pertanto il saldo tra debiti e crediti per l’acquisto di calciatori è negativo per £ 56,8 milioni.

Considerando inesistenti i debiti tributari a lungo termine, ai fini del Financial Fair Play, risulta un indebitamento finanziario netto superiore al fatturato.

Il Rendiconto Finanziario.

La Società ha registrato un flusso di cassa netto nell'anno di £ 29.695.000 (2019: deflusso di 15,9 milioni di sterline).

Tale variazione è dipesa da flussi di cassa positivi generati dall’attività operativa per £ 3.703.000 (2019: flusso in uscita di 13,7 milioni di sterline); da flussi di cassa positivi generati dall’attività finanziaria per £ 117.449.000 (tra cui flussi da prestiti ricevuti per £ 135.450.000); da flussi di cassa negativi generati dall’attività di investimento per £ 91.457.000 (2019: investimento netto di £ 61,5 milioni). L’acquisto di immobilizzazioni immateriali ha drenato £ 123.751.000. Gli investimenti in attività materiali includevano £ 70,5 milioni (2019: £ 13,4 milioni) relativi al nuovo campo di addestramento di Seagrave.

Il flusso positivo di cassa di 117,4 milioni di sterline da attività di finanziamento, include un aumento di 44 milioni di sterline del prestito di capitale circolante KPI, un aumento di 67 milioni di sterline nella struttura del campo di addestramento KPI insieme a un aumento di 24,4 milioni di sterline nei prestiti di partito di 3 milioni Rimborso di 18 milioni di prestiti di terze parti (2019: afflusso di £ 59,3 milioni).

Nella sostanza l’attività di finanziamento ha generato cassa e l’attività di investimento ne ha assorbito una parte determinando comunque una variazione positiva delle disponibilità liquide.

La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per £ 29.695.000.

La Gestione Economica.

Il fatturato netto, pari a £ 149,45 milioni, è diminuito di £ 28,48 milioni rispetto al 2018/19. Il decremento è dovuto soprattutto agli effetti negativi della Pandemia COVID-19. Nell’esercizio 2019/20 la Pandemia Covid-19 ha causato il prolungamento della Stagione Sportiva determinando la conclusione della stagione calcistica 19/20 oltre l'esercizio finanziario. Tale circostanza ha comportato la contabilizzazione dei proventi e dei costi per la stagione 19/20, relativi alle partite disputate dopo il 31 maggio, nell’esercizio finanziario 20/21, tra cui i ricavi TV centralizzati della Premier League, i premi in denaro e le sponsorizzazioni.

I ricavi da gare risultano pari a £ 13,08 milioni (£ 14,7 milioni nel 2018/19) e mostrano un decremento del 21,2% ed un’incidenza sul fatturato del 7,7%. Il Lockdown adottato per contrastare gli effetti della pandemia COVID 19 ha portato a posticipare le partite sospese a marzo che successivamente sono state giocate a porte chiuse dopo la fine dell'esercizio.

La media spettatori 2019/20 per le partite disputate con gli spettatori è stata di 32.061 (31.851 nel 2018/19).

I ricavi da media, compresi altri proventi centralizzati, diminuiscono di 20,8 milioni; precisamente da £ 127,8 milioni a £ 107,6 milioni, con un’incidenza del 71,4% sul totale del fatturato netto. La variazione è dovuto principalmente alla pandemia COVID-19, infatti l’importo di £ 27,6 milioni è stato contabilizzato nell’esercizio 2020/21.

I ricavi commerciali diminuiscono di £ 9 milioni, da £ 38,8 milioni a £ 29,8 milioni; pertanto, segnano un incremento del 23,19% con un’incidenza del 19,9%. In particolare, i ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità diminuiscono da £ 26,14 milioni a £ 21,41 milioni.

L’organico dei calciatori risulta composto da 62 giocatori (60 nel 2018/19). Il costo del personale è aumenta da £ 149,5 milioni a £ 157,48 milioni.

Pertanto, il costo del personale del club, risulta in crescita di £ 7.967.000, segnando un incremento percentuale del 5,33%.

Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto è del 105% (83,8% nel 2018/19). Il numero dei dipendenti a tempo pieno è stato di 363 (320 nel 2018/19), cui si sono aggiunti gli stewards per le gare con una media di 577 (587 nel 2018/19).

Il costo lordo degli amministratori è di £ 356.000 (£ 259.000).

Le spese amministrative sono aumentate di 5,7 milioni di sterline a 23,9 milioni di sterline (2019: 18,2 milioni di sterline) derivanti principalmente dalla risoluzione di una controversia legale. Gli Altri costi sono complessivamente ridotti nel corso dell'anno.

I costi di ammortamento delle registrazioni dei giocatori compreso l’impairment aumentano di 16,3 milioni di sterline

Player Trading

Il risultato del Player Trading è negativo, poiché il risultato della gestione economica dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, che è positivo per £ 63,1 milioni (£58,4 milioni nel 2018/19), derivanti principalmente dalla cessione della registrazione di Harry Maguire. Tale risultato non è

in grado di coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori pari a £ 77.787.000 (£ 48.419.000 nel 2018/19), oltre £ 2.018.000 di impairment.

Nell'esercizio finanziario 2019/20, il trading dei giocatori ha realizzato profitti netti di 63,1 milioni di sterline (2019: 58,4 milioni di sterline), derivanti principalmente dalla cessione della registrazione di Harry Maguire.

La Gestione finanziaria mostra oneri finanziari netti per £ 8,0 milioni; mentre, nel 2018/19 erano pari a £ 4,3 milioni. L’aumento dei costi finanziari è conseguenza del maggior ricorso a finanziamenti esterni durante l'esercizio.

Il Punto di Pareggio (break-even result).

Ai fini del Fair Play Finanziario il bilancio 2019/20 dovrà essere valutato insieme al bilancio 2020/21, a causa della Pandemia Covid-19.

Nel calcolo dovrà essere considerato l'impatto finanziario negativo del COVID-19, definito come la perdita di ricavi dovuta alla differenza tra i ricavi medi rilevati negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021 e i corrispondenti ricavi medi attesi previsti per gli stessi periodi, che come minimo dovranno essere uguali a quelli del periodo di monitoraggio chiuso nel 2019, anche considerando eventuali aumenti contrattuali.

Al 31 maggio 2020, il risultato prima delle imposte è negativo per £ 67.284.000 (€74,68 milioni con cambio al 29.05.2020: £ 1 = € 1,11).

Al 31 maggio 2019, il risultato prima delle imposte è negativo per £ 20.246.000 (€ 113,52 milioni con cambio al 31.05.2019: £ 1 = € 1,127).

Al 31 maggio 2018, il risultato prima delle imposte era positivo per £ 1.579.000 (€ 76,1 milioni con cambio al 31.05.2018: £ 1 = € 1, 1405).

La somma algebrica dei risultati prima delle imposte degli esercizi 2017/18, 2018/19 e 2019/20 è negativa per £ 85,95 milioni. Tale somma algebrica contiene dei costi non rilevanti, ai fini del Financial Fair Play dell’UEFA.

Ai fini del calcolo del Break-even Result, occorre esprimere gli importi in Euro e bisogna considerare il cambio medio dell’esercizio e non quello alla data di chiusura del bilancio.

Il Leicester potrebbe escludere dal calcolo le spese per il settore giovanile, per il settore femminile, gli ammortamenti che non riguardino la rosa dei calciatori, le spese per lo sviluppo della comunità ed eventuali partite contabili “no money”.

La perdita al netto delle imposte per l'esercizio finanziario è stata di £ 60,06 milioni, mentre nel 2018/19 si era registrata una perdita di £ 17,35 milioni.

Conclusioni.

Per il 2020/21, che continuerà a subire gli affetti negativi della Pandemia COVID, gli Amministratori prevedono che la partecipazione all’UEFA Europa League genererà entrate extra significative per il Club. Tuttavia, il rimborso dovuto alle emittenti della Premier League porterà a un ridotto afflusso di cassa dalla Premier League sia nella stagione 21/22 che nella stagione 22/23 di circa 10,1 milioni di sterline rispetto alla cifra originariamente prevista. Di fatto, nell’esercizio 2020/21 i ricavi da Match Day, ospitalità e catering continueranno a subire pesantemente questa situazione.

Gli Amministratori sono fiduciosi sul fatto che il club abbia rispettato i requisiti del fair play finanziario UEFA ("FFP") e che la licenza UEFA sia stata confermata per la stagione 2020/21.

venerdì 9 aprile 2021

Bilancio 2019/20 Hellas Verona: Player Trading e Ricavi TV prevalgono sul COVID

Luca Marotta

jstargio@gmail.com

Il bilancio 2019/20 di “Hellas Verona Football Club S.p.A.” ha evidenziato un utile netto di € 8.275.111.

L’esercizio 2019/20 è stato caratterizzato dalla pandemia “Covid-19”, che ha provocato un lockdown complessivo per il Paese di circa tre mesi, causando la sospensione della stagione calcistica 2019/20. La ripresa della stagione sportiva 2019/20 ha registrato lo slittamento di 10 gare casalinghe all’esercizio 2020/21, con la relativa contabilizzazione dei ricavi correlati.

Secondo gli Amministratori, gli effetti negativi della pandemia Covid-19 hanno influito sulla redazione del bilancio di esercizio in maniera rilevante.

A causa della partecipazione alla Serie A 2019/20 il Verona ha registrato ricavi TV per le partite disputate, che comunque sono nettamente superiori all’esercizio precedente disputato in Serie B.

La Società.

“Hellas Verona Football Club S.p.A.” è controllata dalla società “Star Ball S.r.l.”, ma non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte dell’unico azionista.

Il 29 marzo 2019 “Hellas Verona Football Club S.p.A.”, in qualità di controllante, ha esercitato l’opzione per la tassazione di gruppo.  Ai fini del consolidato fiscale sono ricomprese le società Hellas Verona Service S.r.l. e Women Hellas verona S.S.D. a r.l..

La Società è debitrice nei confronti di Women Hellas verona S.S.D. a r.l. per consolidato fiscale per € 218 mila e per attività Commerciale e servizi per € 21 mila.

Nel corso del 2019/20 sono stati erogati dei finanziamenti per complessivi Euro 445 mila a favore della controllata Women Hellas Verona S.S.D. a r.l.   per la gestione sportiva; non essendovi certezze sui tempi e modalità di rimborso, che sono stati svalutati per l’importo dell’intero credito.

Con la correlata l’HV Service (ex Hellas Verona Marketing e Communication), il Verona vanta un credito di Euro 8.659.000 (€ 10 milioni nel 2018/19), relativo alla cessione del marchio del 2013.

Al 30.06.2020, residua un Credito verso Hellas Verona Service S.r.l. da consolidato fiscale per € 141 mila.

La Continuità Aziendale (going concern).

La società di Revisione, nella sua Relazione, è giunta ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale.

Lo Stato Patrimoniale.

Il totale dell’Attivo, ossia il totale dei mezzi a disposizione, è aumentato da € 44,87 milioni a € 76,8 milioni. L’aumento dipende dall’incremento dei crediti verso Enti settore Specifico aumentati da € 8,7 milioni a € 24,98 milioni. Le immobilizzazioni immateriali incidono per il 16,9% sull’attivo. Le disponibilità liquide pari a € 6,2 milioni rappresentano l’8,08% dell’attivo.

Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2020 è pari ad Euro 8.900.487 (€ 8.897.368 nel al 30 giugno 2019) ed incide sul totale dell’attivo per l’11,59 %.

Tra i calciatori figurano Stepinski per Euro 3,2 milioni, che risulta preso a titolo temporaneo nella prima parte della stagione e acquistato poi per 3,5 milioni di Euro nel mercato di gennaio 2020 e Dawidowicz per Euro 1,6 milioni.

La voce Terreni e fabbricati pari a Euro 2.345.324 (€1.564.164 nel 2018/19) include l’acquisto e relativi oneri di ristrutturazione dell’immobile adibito – dal mese di agosto 2019 – a nuova sede sociale. Tale voce incide per il 3,05% sul totale dell’attivo.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 11.838.214. Rispetto al 2018/19 si è verificata un aumento di € 1.137.214, che è dipeso dall’utile di esercizio per € 8.275.111 e dalla aver distribuito ai soci riserve in conto capitale e altre riserve per un valore complessivo di Euro 7.137.255.

La Posizione Finanziaria Netta.

L’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità liquide risulta pari a € 2,23 milioni.

I debiti bancari diminuiscono da € 643 mila a € 523 mila. Tali debiti riguardano un mutuo con l’Istituto per il Credito Sportivo per un importo residuo di € 374 mila e scadenza 31/122016. Invece, il debito in conto corrente con Unicredit ammonta a € 270 mila e scadenza 30.06.2024. Il pagamento è previsto in rate trimestrali con decorrenza 30 settembre 2019, con un tasso di interesse pari al 3,25% nominale annuo. Il mutuo è assistito da garanzie solidali prestate dal Fondo di Garanzia e dalla controllante Star Ball S.r.l.

Le disponibilità liquide risultano in aumento da € 1,15 milioni a € 6,2 milioni.

I debiti verso altri finanziatori ammontano a 4 milioni circa e per la maggior parte riguardano il debito verso Emilia Romagna Factor per 3,99 milioni.

Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è positivo per € 5,13 milioni. I crediti verso enti settore specifico ammontano a circa € 24,98 milioni. Il credito verso Lega Calcio conto trasferimenti è di Euro 7.915.000, di cui € 4.700.000 per Stepinski (Chievo Verona). I crediti verso società calcistiche estere ammontano a € 23.276.000 e riguardano principalmente: Rrhamani (Napoli) per € 10.114.000; Amrabat (Fiorentina) per € 8.970.000; e Valoti (Spal) 1.650.000.

I debiti verso enti settore specifico ammontano a € 19,85 milioni. Il debito verso Lega Calcio conto trasferimenti è di Euro 7.915.000, di cui € 4.700.000 per Stepinski (Chievo Verona). I debiti verso società calcistiche estere ammontano a € 4.392.000 e riguardano principalmente: Dawidowicz Pawel (Benfica) per € 2.050.000; Rrhamani (Dinamo) per € 1.762.000 e Jocic (Stella Rossa) 250.000.

I debiti verso enti settore specifico contengono il debito verso la Lega Serie B (LNPB) per contributo promozione di Euro 3 milioni.

Altri debiti.

Per i debiti verso l’erario pari complessivamente a Euro 6.355.780, il Verona ha usufruito della proroga dei versamenti in scadenza entro il 30/6 come previsto dal Decreto Rilancio e successivamente dal Decreto Agosto, di conseguenza nel bilancio figurano Debiti tributari oltre 12 mesi per Euro 1.724.107.

Anche per i debiti versi Istituti di Previdenza pari complessivamente a Euro 915.181, il Verona ha usufruito della proroga dei versamenti in scadenza entro il 30/6 come previsto dal Decreto Rilancio e successivamente dal Decreto Agosto, di conseguenza nel bilancio figurano Debiti verso Istituti di Previdenza oltre 12 mesi per Euro 263.942.

I debiti verso i propri Dipendenti ammontano a 7.787.000, si riferiscono alle retribuzioni dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020 ed alle relative ritenute Irpef, alle quote di premi maturati nel corso della stagione ed altri debiti verso il personale dipendente. La differenza rispetto all’esercizio precedente è dovuta principalmente al differimento delle scadenze concesso conseguentemente alla sospensione del campionato per emergenza COVID 19.

I debiti verso agenti FIFA ammontano a Euro 4,6 milioni.

Il debito verso il Comune di Verona pari a Euro 3.142.000, riguarda i canoni e le utenze dovuti per l’utilizzo dello stadio Bentegodi. In Nota Integrativa è precisato che “per quanto riguarda i rapporti con il Comune di Verona – che è in corso di definizione un accordo che preveda la dilazione del pagamento in cinque anni del debito residuo”. 

Il fondo per imposte, anche differite ammonta a € 1.478.390; il fondo altri rschi e oneri ammonta a Euro 192.415 e riguarda oneri relativi ai potenziali rischi per le cause pendenti.

La Gestione Economica.

Il valore della produzione aumenta del 43,1%, Euro 45,8 milioni ad Euro 65,6 milioni. L’esercizio 2018-2019 aveva beneficiato del “paracadute”. Tra le principali voci di ricavo del 2019-2020 figurano: ricavi TV per € 29,2 milioni, plusvalenze da cessione calciatori per € 15 milioni e proventi da gestione calciatori per € 12 milioni.

I costi della produzione sono aumentati del 27,5%, in misura meno che proporzionale, da € 44,1 milioni a € 55,8 milioni, a causa soprattutto dell’incremento del costo del personale, degli ammortamenti e dei costi per servizi. La differenza tra valore e costi della produzione è positiva per € 9,78 milioni.

I costi ed i ricavi relativi alle ultime 5 gare casalinghe disputate a porte chiuse nel mese di luglio del 2020 sono stati riscontati in quanto di competenza del prossimo esercizio (2020/2021).

I Ricavi

Il fatturato, al netto delle plusvalenze realizzate, degli altri ricavi da Player Trading e degli storni dei costi per il vivaio, risulta aumentato da € 36,5 milioni a € 38,0 milioni.

Il motivo principale dell’incremento, risiede nella differenza che esiste tra la Serie B e la Serie A, nonostante la pandemia Covid-19.

I ricavi commerciali pari a € 2,66 milioni (€ 2,25 milioni nel 2018/19), riguardano proventi da sponsorizzazioni per € 1.710.000, proventi pubblicitari per € 150.000 e proventi commerciali e royalties per € 802.000.

I Proventi da sponsorizzazioni si riferiscono ai corrispettivi degli Sponsor Ufficiali e dello Sponsor Tecnico (Macron), sono stati riparametrati sulle gare effettivamente disputate (28/38).

I Proventi pubblicitari si riferiscono al contratto con la controllata Hellas Verona Service S.r.l..

I Proventi commerciali e royalties riguardano i proventi per dalla cessione dei diritti di archivio dovuti da Infront Italy.

L’aver conseguito il diritto di partecipare al campionato di Serie A 2019/20 ha determinato l’aumento, nonostante la pandemia COVID-19, dei ricavi per diritti TV da € 6.055.052 (SERIE B) a € 29.161.904 (SERIE A).

I ricavi da gare aumentano da € 2,54 milioni a € 3,3 milioni,

La campagna abbonamenti relativa alla stagione sportiva 2019/2020 ha visto la sottoscrizione di n. 10.721 abbonamenti, per un incasso lordo di Euro 1.463 milioni.

I Proventi da cessione diritti audiovisivi e mutualità pari a Euro 29.162= migliaia fanno

riferimento alla quota dei diritti audiovisivi oggetto di commercializzazione da parte della

LNPA. Tali proventi sono stati riparametrati sulle gare effettivamente disputate (28/38).

Il Player Trading.

Il risultato della gestione del Player Trading è positivo per € 23,16 milioni.

Le plusvalenze al netto delle minusvalenze sono riuscite a coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori.

Le plusvalenze realizzate sono pari a € 15.036.260 e riguardano la cessione dei calciatori Lee per € 950 mila; Rrahmani Amir (Napoli) per € 5,68 milioni; Wesley (Juventus) per € 1,52 milioni; Amrabat (Fiorentina) per € 6.88 milioni.

Gli Altri proventi da gestioni calciatori per Euro 12,15 milioni si riferiscono ai premi di rendimento e valorizzazione maturati dalla Società nel corso della stagione 2019/2020, è probabile che si riferiscano a Rrahmani e Amrabat.

I Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori sono stati pari a Euro 350 mila e riguardano: Laribi per € 346 mila e Caon   per € 4 mila. Tali ricavi, a seguito del posticipo del campionato di Serie A sino a luglio 2020, sono stati riparametrati secondo l’effettivo utilizzo delle prestazioni. 

Le minusvalenze sono state rilevate per € 737 mila e sono relative a Bearzotti Enrico per € 36 mila e Franchetti Matteo per € 701 mila.

I costi per acquisizione temporanea prestazioni calciatori pari a € 2.269.105 riguardano: Badu (Udinese) per € 368 mila; Tutino (Empoli FC) per € 111 mila; Stepinski (Chievo Verona) per € 1,47 milioni; Ilie Calcio Padova per €   295 mila e Altri calciatori per € 21 mila;

I Costi di valorizzazione calciatori pari a Euro 390 mila si riferiscono ai corrispettivi pagati alle società alle quali il calciatore è stato ceduto a titolo temporaneo per l’utilizzo dello stesso. 

I Premi da rendimento risultano pari a Euro 179 mila e sono dovuti alle società originarie, per l’avverarsi di talune condizioni hanno riguardato: RRAHAMANI (Dinamo) per € 150 mila e SAVELJEVS (Rende) per € 29 mila.

Gli ammortamenti dei calciatori sono aumentati da € 3,01 milioni a € 4,25 milioni.

I Costi.

Il costo del personale, pari a € 27.400.811, risulta aumentato del 31,1%, evidentemente per la partecipazione alla Serie A. In serie B era pari a € 20.895.262.

I Compensi contrattuali calciatori sono pari a € 20.692.000 (€ 13.811.000 nel 2018/19).

L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto è stata del 72% circa. I costi del personale incidono per il 49,1% sui costi della produzione

L’organico medio del personale nell’esercizio è composto da: 34 Calciatori (31 nel 2018/19); 43 Allenatori/Tecnici (42 nel 2018/19); 4 Dirigenti (3 nel 2018/19) Impiegati 11 9 nel 2018/19) e 5 Operai ( 6 nel 2018/19)

Gli ammortamenti complessivi sono pari a € 5.818.005, di cui € 4.254.086 per ammortamento calciatori; € 738.377 per ammortamento delle altre immobilizzazioni immateriali, ed € 254.953 per ammortamento delle immobilizzazioni materiali.

Gli ammortamenti complessivi incidono per il 10,4% sui costi della produzione.  

Le spese per servizi aumentano di circa 6,69 milioni da € 6.653.680 a € 13.345.940.

I Costi accessori campagna trasferimenti ammontano ad 4.028.000. I Costi per competenze procuratori e consulenze sportive risultano pari ad € 1.512.000 e sono relativi agli oneri sostenuti in fase di acquisizione dei calciatori e rinnovi contrattuali. I costi amministrativi e generali ammontano a Euro 5.243.000 (Euro 2,6 milioni nel 2018/19) e comprendono i compensi agli organi sociali per € 3.14 milioni ((Euro 209 mila nel 2018/19), le prestazioni di lavoro non dipendente per € 580 mila, i costi per l’attività di scouting € 521 mila,  utenze e servizi € 258 mila,, la gestione dei veicoli aziendali € 54 mila, i costi di manutenzione € 277 mila, e altre spese amministrative diverse.

Non avendo infrastrutture sportive di proprietà, Hellas Verona paga € 760 mila per l’affitto di impianti sportivi ed € 72 mila per l’affitto di campi sportivi.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria, gli interessi passivi e gli altri oneri bancari sono aumentati da € 26 mila a € 28 mila, per il maggior ricorso al finanziamento bancario.

Il requisito del pareggio bilancio.

Ai fini del Fair Play Finanziario, il bilancio 2019/20 dovrà essere valutato insieme al bilancio 2020/21, a causa della Pandemia Covid-19.

Nel calcolo dovrà essere considerato l'impatto finanziario negativo del COVID-19, definito come la perdita di ricavi dovuta alla differenza tra i ricavi medi rilevati negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021 e i corrispondenti ricavi medi attesi previsti per gli stessi periodi, che come minimo dovranno essere uguali a quelli del periodo di monitoraggio chiuso nel 2019, anche considerando eventuali aumenti contrattuali.

Il risultato prima delle imposte 2019-2020 risulta positivo per 9.759.206.

Il risultato prima delle imposte 2018-2019 risulta positivo per 1.410.640.

Il risultato prima delle imposte 2017-2018 risultava positivo per 675.641.

In ogni caso, la somma algebrica dei risultati prima delle imposte per gli esercizi 2018, 2019 e 2020, risulta positiva per 11,8 milioni di Euro; pertanto, non ci dovrebbero essere problemi per questo aspetto.

In base ai dati di cui sopra, per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio richiesto dal Fair play Finanziario il Verona risulta rientrare abbondantemente nell’ambito della soglia di tolleranza.

Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile e femminile.

Le imposte sul reddito dell'esercizio ammontano a Euro 1,5 milioni. Nel bilancio è specificato che l’importo dell’imposta IRAP pari a euro 891 mila, riguarda solo gli acconti dovuti e versati, in quanto il saldo IRAP non è dovuto sulla base di quanto previsto dall’art. 24 della Legge n. 77/2020.

Conclusioni

Per il Verona, nel 2019/20, l’effetto benefico della Serie A e l’attività di player trading hanno permesso di superare economicamente gli effetti negativi del COVID, che tuttavia sono continuati nel 2019/2021 con le partite a parte chiuse.

È difficile prevedere l’impatto economico che la pandemia in corso determinerà sui risultati economici del 2020/21.

Il bilancio 2020/2021 sarà certamente caratterizzato dall’assenza di ricavi da botteghino, ma potrà esporre i ricavi correlati alle cinque partite del 201920 disputate a luglio 2020 per chiudere la stagione la stagione sportiva. Come per tutti i club di calcio, l’andamento sportivo è comunque condizionante per i risultati del bilancio.

Sembra che il buon andamento sportivo della squadra, dovuto anche al lavoro del Direttore sportivo e dello Staff tecnico e la valorizzazione dei calciatori, possa giovare anche per il 2020/21.