Luca Marotta Domenica 16 Settembre 2012 11:13
jstargio@gmail.com
Il 14 settembre 2012 il Consiglio di Amministrazione della società Juventus Football Club S.p.A. ha approvato il progetto di bilancio 2011/12, che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti. E’ bene precisare che i dati pubblicati non sono ancora verificati dalla Società di Revisione e non sono stati ancora esaminati dal Collegio Sindacale.
In estrema sintesi il bilancio mostra, rispetto all’esercizio precedente, un aumento dei ricavi con un dimezzamento della perdita.
Dopo il disastroso bilancio 2010/11, in cui si è toccato il fondo, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del 2011/12 mostra chiari segnali di ripresa. La gestione sportiva, che si è concretizzata con la vittoria del campionato e con la finale di Coppa Italia, ha avuto un peso rilevante, ma anche la scelta di rendere “tangibile” il patrimonio (leggasi: stadio di proprietà) ha dato il suo importante contributo. Tuttavia, l’esercizio 2011/2012, risente ancora negativamente dalla mancata partecipazione alle competizioni UEFA.
L’obiettivo della società è quello di “coniugare l’eccellenza sportiva con l’equilibrio economico e finanziario della gestione”. Questo inciso è provato dal fatto che i ricavi dell’esercizio 2011/2012 hanno evidenziato un incremento del 24,2%, assestandosi a € 213,8 milioni (€ 172,1 milioni nel 2010/11) e i costi operativi sono aumentati solo del 5,1%, pur includendo la gestione dello Juventus Stadium.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio netto al 30 giugno 2012 è positivo per € 64,6 milioni; pertanto, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario. L’esercizio precedente era negativo per € 4,9 milioni. La variazione è conseguente all’aumento di capitale eseguito nel gennaio 2012 per € 118,6 milioni netti, alla perdita dell’esercizio per € 48,7 milioni e ad altre variazioni minori.
Nella sostanza, i mezzi propri finanziano solo il 15% del totale delle attività e il 55% dei Diritti pluriennali (netti) alle prestazioni dei calciatori, per il resto si fa ricorso al capitale di terzi.
Se considerassimo il Capitale Investito Netto, risulterebbe che il Patrimonio netto ne finanzia il 34% e il restante 66% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto.
La Posizione Finanziaria Netta.
Secondo il regolamento del Fair Play Finanziario, l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità liquide, cui va aggiunto il saldo tra crediti e debiti da calciomercato, non deve essere superiore ai ricavi comprensivi di plusvalenze. Non si dovrebbero conteggiare i debiti contratti per investimenti “virtuosi” come lo stadio.
L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2012, ammonta a € 127,7 milioni. La variazione in aumento, rispetto all’esercizio precedente, è stata di € 6,5 milioni.
Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da 124 a 132,5 milioni. Il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo aumenta da 45 a 56,1 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata che scadrà entro l’esercizio successivo è di euro 4,1 milioni. I debiti verso le banche diminuiscono da 60,8 a 54,4 milioni. Trattasi di debiti a breve. I debiti verso società di Leasing, pari a 16,2 milioni, risultano diminuiti di € 2 milioni. Essi sono debiti “virtuosi”, perché riguardano il Centro Sportivo di Vinovo, oggetto di un’operazione di leasing, con Unicredit Leasing S.p.A..
I debiti verso le società di factoring sono pari a € 5 milioni. Le altre passività finanziarie ammontano a circa 800 mila euro.
Le Disponibilità liquide ammontano a circa 700 mila euro. Esistono attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni: si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo.
Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 52.071.826.
I Crediti verso società settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 40.834.303.
I Debiti verso società settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 92.906.129.
Pertanto, l’indebitamento finanziario netto della Juventus, con l’aggiunta del saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è inferiore ai ricavi e risulta conforme al Fair Play Finanziario, essendo anche comprensivo di debiti “virtuosi”.
La struttura dell’attivo.
Il totale delle attività risulta in aumento del 28%, assestandosi a 427,8 milioni di euro.
In virtù della presenza dello stadio di proprietà, la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, è quella che più si avvicina agli standard degli altri club europei.
Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati” è del 30% e supera quello dei Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
Se si considerassero anche gli anticipi a fornitori correnti, l’attivo corrente risulterebbe pari a 61,3 milioni di euro, con un’incidenza del 14% sul totale dell’attivo.
Bisogna evidenziare anche che la differenza tra attività e passività correnti è negativa per 152,6 milioni, conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati.
Il Valore della Rosa.
I Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori netti hanno raggiunto la cifra di € 118 milioni, mentre nel 2010/11 erano pari a € 71,4 milioni. Essi rappresentano il 28% delle attività. La variazione è stata in aumento di € 46,6 milioni, pari al 65,31%, ed è dovuta alle operazioni perfezionate durante la Campagna Trasferimenti 2011/2012, che hanno comportato un aumento del capitale investito di € 98,9 milioni, aumento derivante da acquisizioni per € 104,8 milioni e da cessioni per € 5,9 milioni (valore contabile netto dei diritti ceduti), e agli ammortamenti e alle svalutazioni effettuate per 52,3 milioni.
Per quanto riguarda la prima fase della Campagna Trasferimenti 2012/2013, ha comportato un aumento del capitale investito di € 47,3 milioni, per effetto di acquisizioni per € 62,2 milioni e dicessioni per 14,9 milioni (valore contabile netto dei diritti ceduti).
I Ricavi.
I Ricavi ammontano a € 213,8 milioni. Nel 2010/11 erano pari a € 172,1 milioni. La variazione in aumento è stata di € 41,7 milioni, facendo dunque segnare un incremento del 24,2%. Nel dettaglio, i Ricavi da gare aumentano da 11,5 a 31,8 milioni. L’incremento di € 20,3 milioni è stato l’importo maggiore degli aumenti registrati, sia in valore assoluto, che in termini percentuali. La causa è facilmente intuibile.
Diritti radiotelevisivi e proventi media aumentano a € 90,6 milioni, registrando un incremento di € 1,9 milioni (+ 2,1%).
I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità registrano un aumento di 10,2 milioni, assestandosi a € 53,5 milioni (+23,5%).
I proventi da gestione diritti calciatori risultano pari a 18,4 milioni e registrano un aumento di 200 mila euro.
Gli altri ricavi ammontano a 19,5 milioni, contro 10,3 milioni al 30 giugno 2011.
I Costi.
I Costi operativi sono pari a € 206,3 milioni, nel 2010/11 ammontavano a € 196,3 milioni. La variazione in aumento è stata contenuta entro € 10 milioni, ossia è stata del 5,1%, nettamente inferiore all’incremento dei ricavi.
I costi relativi al personale tesserato ammontano a 137,1 milioni (126,9 milioni nell’esercizio precedente) e includono i premi variabili riconosciuti, che hanno inciso per € 11,9 milioni. Nel 2010/11 furono riconosciute incentivazioni all’esodo per 12,3 milioni.
Il costo del personale non tesserato ammonta a 12,9 milioni e si incrementa di € 226 mila rispetto all’anno precedente. Il personale aggiuntivo per il nuovo stadio incise già con un incremento di 1,5 milioni nel 2010/11.
Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 150.091.291 e risulta aumentato del 7,47%.
L’incidenza del Costo del Personale sui ricavi è del 70,2%, in netto calo rispetto all’81,2% del 2010/11, ma bisogna tener presente che ai fini del Fair Play Finanziario il costo del personale non deve superare il 70% dei ricavi.
Gli Acquisti di materiali, forniture e altri approvvigionamenti ammontano a € 2,6 milioni e registrano un aumento del 7,92%.
I costi per Servizi esterni aumentano a € 41,2 milioni da € 33,6 milioni.
Gli Oneri da gestione diritti calciatori si riducono a € 6,3 milioni da € 16,2 milioni.
Gli Altri oneri aumentano a € 6,2 da € 4,5.
Gli Ammortamenti e gli accantonamenti al netto di ripristini di valore e utilizzi di fondi passano da € 48,7 milioni a € 59,1 milioni. Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano da 46,7 a 52,3 milioni. In particolare, sono state contabilizzate svalutazioni per complessivi € 5,4 milioni, di cui € 3,8 milioni per allineare il valore di Elia e Krasic ai corrispettivi netti effettivamente percepiti per le loro cessioni ed è stata effettuata un’ulteriore svalutazione per € 1,6 milioni per azzerare il valore netto contabile del diritto pluriennale alla prestazione di un calciatore, molto probabilmente Iaquinta, non più rientrante nel progetto tecnico.
Pertanto, il costo effettivo di gestione del personale, considerando stipendi e ammortamenti, raggiunge la cifra di 202 milioni, pari al 95% dei ricavi.
La voce “Accantonamenti e altre svalutazioni/ripristini di valore e rilascio fondi”, esposta con un saldo positivo per 10,4 milioni, comprende la rivalutazione della Library per 14,5 milioni. Dovrebbe essere una “scelta” effettuata dopo la trimestrale al 31/03/2012; infatti, solo al 30/06/2012 appare una rivalutazione nelle Altre attività immateriali, che dal valore al 31/03/2012 di € 15.842.478 passano ad un valore al 30/06/2012 di € 30.258.034. Tale ripristino library ha generato un componente positivo di reddito, che potrebbe essere escluso ai fini del FFP, essendo non monetario.
La Perdita operativa segna la cifra di € 41,2 milioni e segna un miglioramento di € 51,0 milioni rispetto al 2010/11.
La gestione finanziaria è negativa per € 4,7 milioni. Su di essa pesano oneri finanziari per 6,1 milioni.
La perdita dell’esercizio 2011/2012 è pari a € 48,7 milioni e segna un miglioramento di € 46,7 milioni rispetto alla perdita di € 95,4 milioni del 2010/2011.
Il “Break even Finanziario”: buone prospettive.
Pur considerando che il risultato prima delle imposte è negativo per 45,9 milioni, si può tranquillamente affermare che la Juventus supererà il primo esame del Fair Play Finanziario.
Infatti, il risultato negativo da considerare nel primo periodo di monitoraggio (2011/2012 e 2012/2013) sarà nettamente inferiore, perché non conteranno i costi “virtuosi” collegati allo stadio e al Centro Sportivo di Vinovo e il costo del personale relativo ai calciatori con contratti in essere al 1° giugno 2010 (ad esempio Buffon, Iaquinta e altri). Tali esclusioni sono nettamente superiori all’eventuale ripresa del ripristino del valore della Library Juventus, di € 14,5 milioni.
Per il 2012/13 si attendono maggiori ricavi derivanti dalla partecipazione all’UEFA Champions League, maggiori ricavi da gare e maggiori ricavi da sponsorizzazione dovuti al nuovo accordo triennale di € 35 milioni per il marchio “Jeep”.
La campagna abbonamenti per la stagione 2012/2013 si è chiusa con 27.400 abbonamenti, per un incasso lordo di € 22,8, milioni. Si pensi che l’incremento rispetto ala stagione sportiva 2011/2012 è pari al 11,7% sul numero degli abbonamenti e al 50% in termini di ricavi.
Anche gli amministratori prevedono, per l’esercizio 2012/2013, un netto miglioramento del risultato economico, mentre per quanto riguarda l’indebitamento finanziario netto prevedono un ulteriore aumento come conseguenza degli investimenti effettuati.
Altre notizie positive vengono dal Museo della Juventus e dal “Progetto Continassa”.
Lo “J Museum”, inaugurato il 16 maggio 2012, in pochi mesi ha già accolto oltre 50.000 visitatori.
Il Progetto Continassa riguarda la riqualificazione e valorizzazione dell’area adiacente allo Juventus Stadium, denominata “Area Continassa”, che versa in condizioni di abbandono e degrado. Il 24 luglio 2012 Juventus e la Città di Torino hanno sottoscritto un aggiornamento del Protocollo di Intesa. L’acquisizione del diritto di superficie, per un periodo di 99 anni rinnovabili, relativo a terreni da destinare alla realizzazione di attività di natura commerciale, sportiva, culturale e residenziale, potrà generare altri profitti e nell’ambito di tale area dovrebbe sorgere la nuova sede sociale.
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/4341-bilancio-201112-juventus-football-club-spa-buoni-segnali-di-ripresa.html
http://sportbusinessmanagement.blogspot.it/2012/09/bilancio-201112-juventus-football-club.html
domenica 16 settembre 2012
venerdì 7 settembre 2012
Il Merchandising della Juventus.
Luca Marotta -
Venerdì 07 Settembre 2012 20:06
jstargio@gmail.com
La società Juventus Merchandising S.r.l., con sede legale a Torino in Corso Galileo Ferraris n.32, ha come socio unico Nike
Australia Holding B.V., che è una società soggetta all’attività di direzione e
coordinamento della capogruppo Nike Inc.. Per avere un’idea del Gruppo Nike, si
consideri che il consolidato di Nike Inc. al 31/05/2011 si è chiuso con un
utile di 2.133 milioni di dollari, con ricavi per 20.862 milioni di dollari.
Juventus Merchandising S.r.l. gestisce il merchandising e le scuole calcio della Juventus.
Di seguito esporremo alcuni dati del bilancio di Juventus Merchandising S.r.l., relativi all’esercizio 2010/11, che è stato, dal punto di vista sportivo e non solo, l’ “Annus Horribilis” della Juventus.
Nel verbale dell’assemblea dei soci del 28 settembre 2011, tra i tanti amministratori, figuravano anche Aldo Mazzia e Jean-Claude Blanc, che per l’occasione era assente. Mentre Aldo Mazzia è stato riconfermato, Jean-Claude Blanc non è stato riproposto.
Il bilancio al 31.05.2011 si è chiuso con un utile di € 934.520, che è stato riportato a nuovo.
Il totale dell’attivo ammontava a € 5.016.536 e risultava finanziato per il 66% dai mezzi propri, essendo il Patrimonio Netto pari a € 3.330.262.
Le immobilizzazioni nette sono pari a € 299.635, Tra le immobilizzazioni immateriali sono allocati per € 80.000 i costi di progettazione del design e di consulenza logistica-organizzativa relativi alla realizzazione dei nuovi punti vendita e dello “Stadium Store” all’interno dello Juventus Stadium. L’ammortamento è fatto in base alla durata dei contratti stipulati con la società proprietaria della galleria commerciale adiacente allo stadio e conla Juventus.
Tr a le immobilizzazioni finanziarie è esposto il valore della
partecipazione in J-Stars S.r.l., che è una società sportiva dilettantistica,
per € 10.000.
Le rimanenze di prodotti finiri e merci risultano diminuiti da €550.595
a € 329.961.
La società espone crediti per 3,3 milioni, in diminuzione di circa 700 mila euro.
Il credito maggiore riguarda un contratto di deposito e finanziamento infragruppo (“Deposit and loan agreement”) per 2,5 milioni verso la società Nike European Operations Netherland B.V..
Le disponibilità liquide sono pari a circa un milione di euro, in aumento rispetto ai 707 mila euro del 2009/10.
Il patrimonio netto risulta diminuito da €3.395.742 a €
3.330.262. La variazione è dovuta, oltre che all’utile dell’esercizio 2010/11,
anche al fatto che durante l’esercizio stesso è stato distribuito al socio
unico un dividendo di un milione di euro.
I debiti risultano in diminuzione da €1.365.771 a € 660.638.
Nei risconti passivi figurano € 570.813 per royalties del diritto d’uso del marchio Juventus.
I ricavi delle vendite sono aumentati a € 5.812.372 da € 5.695.314.
I ricavi derivanti dalla vendita di prodotti risultano pari a 2,7 milioni. Di questi € 602.470 derivano dalla scuola calcio. I ricavi per royalties del diritto d’uso del marchio Juventus ammontano a 2,5 milioni, Gli atri ricavi da scuola calcio sono pari a € 567.532.
La suddivisione dei ricavi per area geografica è la seguente: Italia € 5.179.119; Unione Europea € 114.527; Extra UE € 518.725.
I costi della produzione diminuiscono da4,5 a 4,3 milioni. I costi
per l’acquisto di materie prime e merci ammontano a 1,3 milioni. Idem per il
costo del personale. I costi per servizi risultano pari a € 1.357.509.
Il risultato prima delle imposte è pari a € 1.528.972. Nell’esercizio precedente risultava pari a € 1.759.926.
Considerazioni finali.
Se raffrontiamo l’importo dei ricavi con società analoghe, si può affermare che c’è ancora molto da fare in questo settore. Basti pensare che PSG Merchandising, che è la società che gestisce il merchandising del Paris Saint Germain, prima dell’avvento degli sceicchi, ha registrato un volume d’affari nel 2009/10 pari a € 8.895.208, mentre nel 2008/09 era di € 9.799.083.
Manchester United Merchandising Limited, che si occupa della vendita al dettaglio nel Regno Unito di prodotti con il marchio Manchester United, della concessione di licenze per la produzione, distribuzione e vendita di tali beni in tutto il mondo e della gestione, sempre a livello mondiale, delle scuole calcio del Manchester United, ha registrato un fatturato per l’esercizio chiusosi il 31 maggio 2011 di £ 19,5 mln, che, considerando un cambio di € 1= £ 0,875, equivalgono a circa 22,3 mln di euro.
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/4322-il-merchandising-della-juventus.html
jstargio@gmail.com
La società Juventus Merchandising S.r.l., con sede legale a Torino in Corso Galileo Ferraris n.
Juventus Merchandising S.r.l. gestisce il merchandising e le scuole calcio della Juventus.
Di seguito esporremo alcuni dati del bilancio di Juventus Merchandising S.r.l., relativi all’esercizio 2010/11, che è stato, dal punto di vista sportivo e non solo, l’ “Annus Horribilis” della Juventus.
Nel verbale dell’assemblea dei soci del 28 settembre 2011, tra i tanti amministratori, figuravano anche Aldo Mazzia e Jean-Claude Blanc, che per l’occasione era assente. Mentre Aldo Mazzia è stato riconfermato, Jean-Claude Blanc non è stato riproposto.
Il bilancio al 31.05.2011 si è chiuso con un utile di € 934.520, che è stato riportato a nuovo.
Il totale dell’attivo ammontava a € 5.016.536 e risultava finanziato per il 66% dai mezzi propri, essendo il Patrimonio Netto pari a € 3.330.262.
Le immobilizzazioni nette sono pari a € 299.635, Tra le immobilizzazioni immateriali sono allocati per € 80.000 i costi di progettazione del design e di consulenza logistica-organizzativa relativi alla realizzazione dei nuovi punti vendita e dello “Stadium Store” all’interno dello Juventus Stadium. L’ammortamento è fatto in base alla durata dei contratti stipulati con la società proprietaria della galleria commerciale adiacente allo stadio e con
Tr
Le rimanenze di prodotti finiri e merci risultano diminuiti da €
La società espone crediti per 3,3 milioni, in diminuzione di circa 700 mila euro.
Il credito maggiore riguarda un contratto di deposito e finanziamento infragruppo (“Deposit and loan agreement”) per 2,5 milioni verso la società Nike European Operations Netherland B.V..
Le disponibilità liquide sono pari a circa un milione di euro, in aumento rispetto ai 707 mila euro del 2009/10.
Il patrimonio netto risulta diminuito da €
I debiti risultano in diminuzione da €
Nei risconti passivi figurano € 570.813 per royalties del diritto d’uso del marchio Juventus.
I ricavi delle vendite sono aumentati a € 5.812.372 da € 5.695.314.
I ricavi derivanti dalla vendita di prodotti risultano pari a 2,7 milioni. Di questi € 602.470 derivano dalla scuola calcio. I ricavi per royalties del diritto d’uso del marchio Juventus ammontano a 2,5 milioni, Gli atri ricavi da scuola calcio sono pari a € 567.532.
La suddivisione dei ricavi per area geografica è la seguente: Italia € 5.179.119; Unione Europea € 114.527; Extra UE € 518.725.
I costi della produzione diminuiscono da
Il risultato prima delle imposte è pari a € 1.528.972. Nell’esercizio precedente risultava pari a € 1.759.926.
Considerazioni finali.
Se raffrontiamo l’importo dei ricavi con società analoghe, si può affermare che c’è ancora molto da fare in questo settore. Basti pensare che PSG Merchandising, che è la società che gestisce il merchandising del Paris Saint Germain, prima dell’avvento degli sceicchi, ha registrato un volume d’affari nel 2009/10 pari a € 8.895.208, mentre nel 2008/09 era di € 9.799.083.
Manchester United Merchandising Limited, che si occupa della vendita al dettaglio nel Regno Unito di prodotti con il marchio Manchester United, della concessione di licenze per la produzione, distribuzione e vendita di tali beni in tutto il mondo e della gestione, sempre a livello mondiale, delle scuole calcio del Manchester United, ha registrato un fatturato per l’esercizio chiusosi il 31 maggio 2011 di £ 19,5 mln, che, considerando un cambio di € 1= £ 0,875, equivalgono a circa 22,3 mln di euro.
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sabato 1 settembre 2012
Bilancio Atalanta 2011: perdita da stipendi e rateizzazione delle imposte.
Luca Marotta 1 settembre 2012
Il bilancio 2011 di Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. riguarda
la seconda parte della stagione sportiva 2010/11, disputata in Serie B e
conclusasi con la promozione in serie A, e la prima parte del campionato di
Serie A 2011/12. Bisogna necessariamente premettere che il campionato di Serie
B comporta minori introiti, soprattutto legati ai diritti TV, che sono
fondamentali per i club di calcio italiani.
L’esercizio 2011 si è chiuso con una perdita di €
10.918.220. Tale perdita è diretta conseguenza del notevole costo del personale
pari a € 25,9 milioni, degli ammortamenti dei diritti pluriennali pari a € 9,2
milioni, delle minusvalenze rilevate a seguito delle cessioni di diritti
pluriennali pari a € 2,2 milioni e degli oneri da risoluzione di
compartecipazioni pari a € 2,8 milioni. Il tutto a fronte di un valore della
produzione, comprensivo dei costi del vivaio capitalizzati, pari a circa 38
milioni.
Il Gruppo.
La società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. è una società
soggetta ad attività di direzione e coordinamento di SMALG S.p.A. del Gruppo
Percassi. L’Ing. Antonio Percassi è il presidente del Consiglio di
Amministrazione ed è stato anche calciatore dell’Atalanta, nel periodo
1970-1977.
A decorrere dall’esercizio 2011 Atalanta Bergamasca Calcio
S.p.A. ha aderito al regime di consolidato fiscale con a capo Smalg S.p.A. e
nel bilancio sono computati come componenti positivi i risparmi d’imposta Ires
calcolati sulle perdite fiscali che vengono trasferiti alla controllante.
La continuità
aziendale.
Il Collegio Sindacale ha evidenziato che la perdita del
bilancio di esercizio 2011, riducendo il patrimonio netto da € 13.385.954 a €
4.928.596, impone le procedure e
delibere previste dal comma 1 dell’art. 2446 Codice Civile, ossia quando
risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di
perdite.
Gli Amministratori, confermando la sussistenza dell’ipotesi
prevista dall’articolo citato, hanno proposto di portare provvisoriamente a
nuovo la perdita dell’esercizio al 31 dicembre 2011, precisando peraltro che l’organo
amministrativo ha già delineato le linee strategiche di intervento per
l’esercizio 2012, in modo da affrontare l’attività senza mettere a rischio la
continuità aziendale, puntando su ricavi maggiori e stabili e al contenimento e
all’ottimizzazione dei costi di gestione.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto risulta positivo per € 4.928.596, ma
rispetto al 31/12/2010 ha subito una riduzione di € 8.457.358.
L’11 novembre 2010 fu deliberato l’aumento di capitale
sociale da € 5.156.250 a € 15.468.750, che è stato interamente sottoscritto e
versato..
I mezzi propri finanziano solo il 7% delle attività e il 17%
dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Per la restante parte
si fa ricorso al capitale di terzi.
L’indebitamento
finanziario.
La posizione finanziaria netta risulta negativa per 7,7
milioni, ma è di molto inferiore al valore della produzione. Tuttavia, l’EBITDA
del bilancio 2011 è negativo per 2,8 milioni, pertanto la gestione operativa non
ha generato liquidità per pagare l’indebitamento finanziario.
Il prestito obbligazionario risale al 2006 ed originariamente
ammontava a € 2.500.000. La maggior parte dei debiti verso le banche,
precisamente € 6.616.491, ha scadenza oltre l’esercizio successivo. Il Credito
Bergamasco, in data 24 febbraio 2011, ha concesso un finanziamento in forma di
apertura di credito con iscrizione di ipoteca per 14 milioni sul centro
sportivo di Zingonia. L’importo residuo verso il Credito Bergamasco al
31/12/2011 era di € 6.354.832.
I crediti da calciomercato ammontano a € 10.800.000, per
quanto riguarda le società calicistiche di Lega ed € 2.252.250, per quanto
riguarda le società estere.
I debiti verso Enti settore specifico ammontano a €
15.617.207. I debiti verso club stranieri ammontano a € 2.011.124 e si
riferiscono principalmente al debito verso il Velez per Maximiliano Moralez (€
2.000.938). Pertanto il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo
e peggiora l’indebitamento finanziario valutato ai fini del Fair Play
Finanziario, comunque rimanendo al di sotto dei ricavi.
I debiti tributari e
la rateizzazione.
I debiti tributari pari a € 5.594.791 finanziano l’8% delle
attività. Tali debiti comprendono € 2.801.503 per debiti di imposta relativi ai
periodi dal 2001/2002 al 2004/2005, come conseguenza della rateizzazione
ottenuta. Al 31/12/2010 i debiti pregressi ammontavano a € 3.956.767.
Gli Altri debiti.
Gli altri debiti ammontano a € 11.170.396 e finanziano il
16% dell’attivo. Tali debiti comprendono i debiti verso il personale per €
3.525.871. Il rapporto tra debiti e costo del personale è del 13,6%.
Altra voce importante è quella relativa ai debiti verso
agenti calciatori, che è pari a € 4.604.076.
Il valore della rosa.
Il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori ammonta a € 29.640.444 e rappresentano il 42%
dell’attivo.
I crediti per calciatori ceduti in compartecipazione sono
trascurabili, in quanto ammontano a € 54.750.
I debiti per calciatori acquisiti in compartecipazione risultano
pari a € 3.560.000. La maggior parte, pari a 3,5 milioni, di tali debiti riguarda
il 50% del valore del diritto pluriennale alle prestazioni dell’ormai famoso
Andrea Masiello.
Per quanto scritto sopra il valore contabile netto
potenziale della rosa dell’Atalanta è stimabile in circa 26,1 milioni di euro.
Altri Asset.
Da sottolineare la presenza di un centro sportivo di
proprietà con un costo storico di circa 6,6 milioni ed un valore contabile
netto di 4,5 milioni.
Il Player Trading.
L’attività legata alla gestione calciatori, durante il 2011,
considerando anche i relativi ammortamenti, ha generato un risultato negativo di
circa 7,4 milioni.
Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori
ammontano a 2,8 milioni. Nei sei mesi del bilancio 2010 erano pari a 8,3
milioni. L’importo maggiore è di € 1.779.000 e riguarda la cessione di Edgar Barreto
al Palermo, tale importo è seguito dalla plusvalenza di € 989.500, realizzata
con la cessione di Defendi al Bari.
I proventi da cessione temporanea calciatori ammontano a 231
mila euro.
Le minusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori,
allocate tra gli oneri diversi di gestione, ammontano a € 2.203.185. Il maggior
importo di € 1.623.000 è stato determinato dalla cessione di Ceravolo alla
Reggina.
I costi relativi alle prestazioni di calciatori in prestito
sono allocati tra i costi per il godimento beni di terzi e ammontano a 434 mila
euro.
I proventi da compartecipazione ex art. 102 bis Noif,
inclusi tra i proventi finanziari, ammontano a € 4.217.500, mentre gli oneri da
compartecipazione sono pari a € 2.765.750.
Gli ammortamenti della rosa calciatori ammontano a € 9.205.393.
I ricavi.
Il valore della produzione, comprensivo di plusvalenze, ammonta
a 37,9 milioni di euro.
I ricavi da biglietteria e per abbonamenti sono pari a 2,7
milioni.
La capitalizzazione dei costi del vivaio, che rappresenta
uno storno di costi, è stata effettuata per 2,9 milioni. La voce altri ricavi è
pari a 32,3 milioni. Tale voce comprende oltre alle plusvalenze anche il contributo
erogato dalla Lega per la retrocessione in Serie B, pari a € 3.750.000, per i
sei mesi finali del campionato 2010/11.
I ricavi da sponsorizzazioni ammontano a € 5.049.463.
I proventi televisivi beneficiano, nella seconda parte del
2011, della partecipazione al campionato di Serie A ed aumentano a € 17.249.473.
Si pensi che gli ultimi sei mesi del 2010 i proventi televisivi ammontavano a €
1.938.840.
I costi.
I costi della produzione aumentano a 53,2 milioni.
I costi del personale pari a 25,9 milioni, incidono per il 68%
sul valore della produzione e rappresentano 49% dei costi della produzione.
Gli ammortamenti e le svalutazioni pari a 12,5 milioni
rappresentano il 23% dei costi della produzione.
Il costo effettivo di gestione del personale incide per il
93% sul valore della produzione.
I costi per servizi ammontano a 7,7 milioni e comprendono €
504.318 per costi specifici tecnici, che riguardano i costi delle squadre
sovvenzionate e i costi per osservazione prove calciatori.
Il punto di pareggio.
Il risultato prima delle imposte è negativo per 14,7
milioni. Gli ultimi sei mesi del 2010 si era registrato un risultato positivo
di 636 mila euro. Il bilancio 2009/10 aveva evidenziato un risultato prima
delle imposte negativo per 8 milioni.
Considerando l’incremento dei proventi dei diritti
televisivi di 15,3 milioni, rispetto agli ultimi sei mesi di serie B del
2010, possiamo stimare prudenzialmente analogo
incremento anche per il bilancio 2012, disputato tutto in Serie A. Pertanto con
un’attenta gestione dei costi, l’Atalanta potrà chiudere un bilancio in
sostanziale pareggio.
Il consolidato
fiscale.
Come già scritto, Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. aderisce
al consolidato fiscale, che vede nella veste di consolidante Smalg Spa.
La società consolidante può utilizzare la perdita della
consolidata ai fini IRES, riducendo il suo imponibile fiscale. In altre parole,
l’IRES calcolata sul reddito imponibile di Smalg Spa, “abbattuto” dalla perdita
fiscale di Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., diventa un debito di Smalg Spa
nei confronti di Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., che registra un componente
positivo di reddito per tale cessione.
Le imposte correnti presentano un saldo positivo di € 3.759.431.
Il saldo è determinato dall’importo negativo di € 407.058 per l’IRAP di
competenza. Come importo positivo troviamo il compenso riconosciuto dalla
controllante a fronte delle perdite fiscali utilizzate nel consolidato fiscale
per € 2.738.540, Di contro, nelle attività è esposto un credito verso la
società controllante di € 2.743.090, che include il credito per il consolidato
fiscale.
Per quanto riguarda il calcolo delle imposte differite, ha
generato un utilizzo di € 1.938.386 e un accantonamento di € 510.437. Il fondo
per imposte differite, allocato tra le passività, risulta diminuito da 3,8 a 2,3
milioni.
I rapporti con parti
correlate.
I rapporti più significativi riguardano i finanziamenti alla
controllata Atalanta Service S.r.l. e alle partecipate Bergamo Stadio S.p.A. in
liquidazione e Stadio 3000 S.r.l..
Comunque l’importo maggiore riguarda il credito verso la
controllante di cui si è detto sopra. Gli amministratori ribadiscono, nella
relazione sulla gestione, che tali operazioni rispondono all’interesse di
Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. e le operazioni concluse in base a rapporti
contrattuali rispondono a condizioni il linea a quelle di mercato.
Conclusioni.
Il bilancio 2011 di Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. è un
bilancio che, seppur chiuso in perdita, evidenzia una gestione che, con
l’apporto dei proventi da diritti televisivi e con un’attenta gestione dei
costi potrebbe avviarsi verso l’autofinanziamento. Si tenga anche conto che la
nomina di Pierpaolo Marino risale a giugno 2011 e i benefici del suo operato si
potranno apprezzare a pieno col bilancio 2012.
giovedì 9 agosto 2012
Il Manchester United sbarca alle Cayman
Luca Marotta Giovedì 09 Agosto 2012 18:32
jstargio@gmail.com
“This is the Initial Public Offering of Manchester United plc.”
Trattasi di un’IPO che riguarda il 10% complessivo del capitale di Manchester United plc. Tale operazione offre in vendita soltanto una parte di una particolare categoria di azioni denominata “classe A”.
Le azioni in vendita sono 16.666.667, di queste 8.333.334 sono di nuova emissione e le restanti sono collocate in vendita da “Red Football LLC”, che è una società americana controllata dalla famiglia Glazer, tramite un’altra società della stessa famiglia. “Red Football Limited Partnership”, registrata nel Nevada.
Il prezzo minimo fissato è di $ 16, mentre il prezzo massimo è di $ 20.
Il capitale di Manchester United plc sarà composto da 39.685.700 azioni di classe A e 124.000.000 azioni di classe B. Prima dell’IPO il numero delle azioni di classe A era di 31.352.366.
Le azioni danno gli stessi diritti ad eccezione del diritto di voto. Le azioni di classe B danno diritto a 10 voti e rimarranno dei Glazer.
La sede di Manchester United plc è ubicata nelle Isole Cayman, che offrono, tra i tanti vantaggi relativi alle formalità e ai controlli, anche il vantaggio fiscale dell'assenza di imposte dirette; si aggiunga che, nel caso in cui il governo locale dovesse ripensarci, in tema di legislazione fiscale, ci sarà comunque una clausola di salvaguardia ventennale.
Manchester United plc è una denominazione che “risorge” nelle Indie Occidentali dell’ex impero Britannico, dopo l’assorbimento da parte di Red Football Limited, a seguito dell’operazione di leveraged buy-out.
Dopo la conclusione dell’IPO, Manchester United plc sarà controllata da Red Football LLC, della famiglia Glazer, con il 58% di azioni ordinarie di classe A e il 100% di azioni di classe B, con il 98,7% di azioni con diritto di voto. Al pubblico degli investitori viene offerto il 42% delle azioni di classe A e l'1,3% dei diritti di voto.
La catena di controllo del gruppo si è enormente allungata. La squadra di calcio professionistica Manchester United Football Club Limited è controllata da Manchester United Limited, che a sua volta è controllata da altre quattro società, in ordine piramidale, prima di arrivare a Manchester United plc con sede nelle Cayman.
L’obiettivo che si prefigge questa IPO è quello di contribuire a ridurre l’indebitamento del gruppo:
“We intend to use all of our net proceeds from this offering to reduce our indebtedness”.
Alcuni organi di stampa hanno dato rilevo ad un commento di Saxo Bank, che stimava la valutazione del gruppo, a seguito dei valori dichiarati nell’IPO, tra i 2,6 e i 3,2 miliardi di dollari.
Il range di valutazione è stato fatto da un analista di Saxo considerando lo stesso prezzo sia per le azioni di classe A che per le azioni di classe B:
$ 16 x [ 39.685.700 (A) + 124.000.000(B) ] = $ 2.618.971.200,00;
$ 20 x [ 39.685.700 (A) + 124.000.000(B) ] = $ 3.273.714.000,00.
Il commento negativo sottolineava l’ipervalutazione effettuata. In effetti la valutazione è più del doppio di quanto speso per comprare il Manchester United e il cash flow generato dal Manchester United stesso, finora, non si è rivelato sufficiente a pagare l'operazione di LBO. Per questo, i Glazer hanno cercato una Borsa disponibile a garantir loro il controllo, pur vendendo solo una parte delle azioni.
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/4249-il-manchester-united-sbarca-alle-cayman.html
jstargio@gmail.com
“This is the Initial Public Offering of Manchester United plc.”
Trattasi di un’IPO che riguarda il 10% complessivo del capitale di Manchester United plc. Tale operazione offre in vendita soltanto una parte di una particolare categoria di azioni denominata “classe A”.
Le azioni in vendita sono 16.666.667, di queste 8.333.334 sono di nuova emissione e le restanti sono collocate in vendita da “Red Football LLC”, che è una società americana controllata dalla famiglia Glazer, tramite un’altra società della stessa famiglia. “Red Football Limited Partnership”, registrata nel Nevada.
Il prezzo minimo fissato è di $ 16, mentre il prezzo massimo è di $ 20.
Il capitale di Manchester United plc sarà composto da 39.685.700 azioni di classe A e 124.000.000 azioni di classe B. Prima dell’IPO il numero delle azioni di classe A era di 31.352.366.
Le azioni danno gli stessi diritti ad eccezione del diritto di voto. Le azioni di classe B danno diritto a 10 voti e rimarranno dei Glazer.
La sede di Manchester United plc è ubicata nelle Isole Cayman, che offrono, tra i tanti vantaggi relativi alle formalità e ai controlli, anche il vantaggio fiscale dell'assenza di imposte dirette; si aggiunga che, nel caso in cui il governo locale dovesse ripensarci, in tema di legislazione fiscale, ci sarà comunque una clausola di salvaguardia ventennale.
Manchester United plc è una denominazione che “risorge” nelle Indie Occidentali dell’ex impero Britannico, dopo l’assorbimento da parte di Red Football Limited, a seguito dell’operazione di leveraged buy-out.
Dopo la conclusione dell’IPO, Manchester United plc sarà controllata da Red Football LLC, della famiglia Glazer, con il 58% di azioni ordinarie di classe A e il 100% di azioni di classe B, con il 98,7% di azioni con diritto di voto. Al pubblico degli investitori viene offerto il 42% delle azioni di classe A e l'1,3% dei diritti di voto.
La catena di controllo del gruppo si è enormente allungata. La squadra di calcio professionistica Manchester United Football Club Limited è controllata da Manchester United Limited, che a sua volta è controllata da altre quattro società, in ordine piramidale, prima di arrivare a Manchester United plc con sede nelle Cayman.
L’obiettivo che si prefigge questa IPO è quello di contribuire a ridurre l’indebitamento del gruppo:
“We intend to use all of our net proceeds from this offering to reduce our indebtedness”.
Alcuni organi di stampa hanno dato rilevo ad un commento di Saxo Bank, che stimava la valutazione del gruppo, a seguito dei valori dichiarati nell’IPO, tra i 2,6 e i 3,2 miliardi di dollari.
Il range di valutazione è stato fatto da un analista di Saxo considerando lo stesso prezzo sia per le azioni di classe A che per le azioni di classe B:
$ 16 x [ 39.685.700 (A) + 124.000.000(B) ] = $ 2.618.971.200,00;
$ 20 x [ 39.685.700 (A) + 124.000.000(B) ] = $ 3.273.714.000,00.
Il commento negativo sottolineava l’ipervalutazione effettuata. In effetti la valutazione è più del doppio di quanto speso per comprare il Manchester United e il cash flow generato dal Manchester United stesso, finora, non si è rivelato sufficiente a pagare l'operazione di LBO. Per questo, i Glazer hanno cercato una Borsa disponibile a garantir loro il controllo, pur vendendo solo una parte delle azioni.
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/4249-il-manchester-united-sbarca-alle-cayman.html
sabato 4 agosto 2012
Bilancio Torino 2011: la necessità dei diritti TV e del mecenate.
Luca Marotta 4 Agosto 2012
La società FC Torino Spa ha chiuso il bilancio d’esercizio
relativo all’anno solare 2011 con una perdita di 14,7 milioni. Tale risultato è
in netto peggioramento sia rispetto alla perdita dell’anno 2010 di 11,1
milioni, sia rispetto alla perdita del 2009, che era pari a 8,4 milioni.
E’ un trend che rispecchia fedelmente i risultati sportivi:
del club: l’anno solare 2009 comprende il secondo semestre della stagione
sportiva 2008/09, conclusasi con la retrocessione in Serie B, e il primo
semestre della Serie B 2009/10; l’anno solare 2010 comprende il secondo
semestre della stagione sportiva 2009/10, terminata con il 5° posto nel
campionato di serie B, e il primo semestre della stagione sportiva 2010/11; l’anno
solare 2011 comprende il secondo semestre della stagione sportiva 2010/11,
conclusasi con l’8° posto nel campionato di serie B, e il primo semestre della
stagione sportiva 2011/12, conclusasi con la promozione in serie A.
Il Gruppo.
Nell’Assemblea degli azionisti del 26 aprile 2012, che ha
approvato il bilancio risultavano due soci: la società UT Communications Spa, con
una percentuale di controllo del 97,5%, e la società MP Service Srl con il 2,5%.
MP Service Srl risulta, a sua volta, controllata al 100% da UT Communications.
Dal bilancio emergono rapporti con parti correlate, che oltre ai due azionisti
sono: Cairo Pubblicità; Cairo Communication e Cairo Editore.
La continuità
aziendale.
Il Collegio Sindacale, come già scritto nella sua relazione
al bilancio 2010, ha evidenziato che “lo sviluppo e la continuità aziendale
dipendono anche dal mantenimento di un adeguato sostegno finanziario” da parte
della proprietà e tale sostegno è stato assicurato.
Nel 2011, UT Communications ha effettuato finanziamenti
infruttiferi per € 13.550.000, mentre ha convertito in capitale di rischio €
14.000.000, destinando l’importo in conto copertura perdite. Nel 2010, i
finanziamenti infruttiferi versati ammontavano a 21 milioni e l’importo
trasformato in capitale di rischio è stato pari a 14,5 milioni.
Anche i dati del 2011, confermano che FC Torino Spa non si
autofinanzia e che ha bisogno del supporto finanziario del suo “mecenate”.
|
Stato Patrimoniale in sintesi
|
2009
|
2010
|
2011
|
|
Attivo
|
|
|
|
|
B -
Immobilizzazioni
|
25.990.212
|
25.565.077
|
26.151.695
|
|
C -
Attivo circolante
|
14.407.279
|
17.190.083
|
23.275.967
|
|
D - Ratei
e risconti attivi
|
859.872
|
1.023.087
|
858.082
|
|
Totale
attivo
|
41.257.363
|
43.778.247
|
50.285.744
|
|
|
|
|
|
|
A -
Patrimonio Netto
|
1.772.535
|
5.136.360
|
4.401.408
|
|
B - Fondi
per rischi ed oneri
|
3.145.957
|
6.228.858
|
4.690.740
|
|
C -
Trattamento di fine rapporto
|
146.624
|
98.702
|
111.658
|
|
D -
Debiti
|
30.728.601
|
31.467.843
|
39.990.061
|
|
E - Ratei
e risconti passivi
|
5.463.647
|
846.484
|
1.091.877
|
|
Totale
passivo
|
41.257.364
|
43.778.247
|
50.285.744
|
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto è positivo per 4,4 milioni (5,1 milioni
nel 20100). Durante l’esercizio, si è verificato un decremento di € 734.951,
dovuto a versamenti per copertura perdite per € 14.000.000 e alla perdita di
esercizio di € 14.734.951.
Quindi, i mezzi propri finanziano solo il 9% (12% nel 2010) degli
investimenti e questo significa che l’attivo è finanziato col capitale di terzi
(comprensivo dei soldi prestati dalla controllante e degli altri debiti) per
l’81%.
Il patrimonio netto non è sufficiente a coprire il valore
netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, segnando un
rapporto la percentuale del 26% (36% nel 2010). Anche aggiungendo al numeratore
del rapporto i debiti verso la controllante la percentuale salirebbe al 62% e
non coprirebbe completamente l’importo dei diritti pluriennali alle prestazioni
dei calciatori.
L’indebitamento
finanziario.
|
Posizione
Finanziaria Netta
|
2009
|
2010
|
2011
|
|
Depositi
Bancari
|
234.863
|
548.089
|
4.022.839
|
|
Denaro e
valori in cassa
|
45.565
|
37.918
|
4.073
|
|
Finanz.
Controllante
|
|
-6.500.000
|
-4.050.000
|
|
Finanz.
Controllante postergato
|
|
|
-2.000.000
|
|
Totale
|
280.428
|
(5.913.993)
|
(2.023.088)
|
L’indebitamento finanziario è rappresentato dai debiti verso
la controllante UT Communications spa pari a € 6.050.000 (6,5 milioni nel 2010),
di questi 2 milioni sono postergati, ossia possono essere pagati dopo aver
pagato gli altri debiti. Tali debiti sono infruttiferi e finanziano il 12%
dell’attivo. Considerando le disponibilità liquide pari a € 4.026.912 mila
euro, si ha un indebitamento finanziario netto di 2 milioni (5,9 milioni nel
2010). Non esistono debiti bancari e debiti verso altri finanziatori.
L’indebitamento finanziario netto è inferiore al valore della produzione, ma il
Margine Operativo Lordo, essendo negativo per 11,3 milioni, non riuscirebbe a generare
un flusso di cassa sufficiente a pagare l’indebitamento finanziario, da cui la
necessità del supporto finanziario della proprietà. Si aggiunga, che anche la
differenza tra attività correnti e passività correnti è negativa per 21 milioni
(14,8 milioni nel 2010).
Il saldo, tra crediti e debiti da trasferimenti risulta
positivo per 1 milione, pertanto l’indebitamento finanziario netto ai fini del
Financial Fair Play, resta al di sotto dei ricavi.
I crediti verso società calcistiche ammontano a € 14.569.000.
Il maggior importo riguarda il Milan con € 5.760.000, seguito dal Parma con € 3.700.000.
I debiti verso squadre di calcio sono pari a € 13.500.000.
Il maggior importo riguarda sempre il Milan con € 5.634.000, seguito dal Varese
con € 1.883.000.
Il valore della rosa.
Il totale dell’attivo nell’anno 2011 ammontava a 50,3
milioni (43,8 milioni nel 2010). Il 52% dell’attivo è rappresentato da
immobilizzazioni. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori,
rappresentano il 64% delle immobilizzazioni e ammontano a 16,8 milioni (14,2
milioni, nel 2010).
Durante il 2011 sono stati effettuati investimenti per 12,5
milioni, cessioni con un valore residuo contabile netto di 2,3 milioni e
ammortamenti per 7,7 milioni.
Il calciatore col valore contabile residuo più elevato
risulta essere Simone Verdi per € 4.375.000 acquistato dal Milan per 5 milioni,
seguono Alain Stevanovic con 2,5 milioni, acquistato dall’Inter con un costo
storico di 4 milioni, Mirko Antennucci con 2,4 milioni, acquistato dal Catania
per 3,4 milioni ed Ebagua con € 2.333.000, acquistato dal Varese.
I crediti per compartecipazioni cedute, allocati tra le
immobilizzazioni finanziarie, diminuiscono da 6,3 a 4,5 milioni e rappresentano
il 17,4% delle immobilizzazioni.
Tali crediti riguardano: Gianmario Comi ceduto al Milan con
un valore del 50% pari a € 2.350.000, Simone Benedetti ceduto per il 50%
all’Inter per 2 milioni e Gaetano Carrieri in compartecipazione col Varese per 200
mila euro.
I debiti per compartecipazioni acquisite aumentano a 8,7
milioni e riguardano Simone Verdi in compartecipazione con il Milan per 2,5
milioni, Alain Stevanovic in compartecipazione con l’Inter per 2 milioni, Mirko
Antennucci in compartecipazione col Catania per 1,7 milioni e Osarimen Ebagua
in compartecipazione col Varese per 1,4 milioni.
Il valore contabile potenziale della rosa ammonterebbe a 12,6
milioni.
|
Conto Economico in sintesi
|
2009
|
2010
|
2011
|
|
Valore
della produzione
|
49.288.688
|
31.892.917
|
19.942.578
|
|
Costi
della produzione
|
60.388.147
|
47.990.462
|
41.558.487
|
|
Diff.
Ricavi e costi produzione
|
-11.099.459
|
-16.097.545
|
-21.615.909
|
|
Gestione
finanziaria
|
627.931
|
1.124.169
|
1.573.524
|
|
Gestione
straordinaria
|
0
|
0
|
0
|
|
Risultato
prima delle imposte
|
-10.471.528
|
-14.973.376
|
-20.042.385
|
|
Risultato
Netto
|
-8.410.190
|
-11.136.175
|
-14.734.951
|
Il Player Trading.
L’attività legata alla gestione calciatori, durante il 2011,
considerando anche i relativi ammortamenti, ha generato un risultato negativo di
circa 3,6 milioni.
Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori
ammontano a 5,1 milioni. Nel 2010 erano pari a 11,2 milioni. Tali plusvalenze
sono state determinate dalle cessioni di Gianmario Comi per 4,7 milioni
eGaetano Carrieri per 400 mila euro.
I proventi da cessione temporanea calciatori ammontano a 101
mila euro e riguardano prevalentemente Matteo Rubin.
I premi ricevuti per la valorizzazione dei calciatori e per
le indennità di formazione ammontano a 85 mila euro.
Le minusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori,
allocate tra gli oneri diversi di gestione, ammontano a € 1.822.000 (€
2.895.000 nel 2010).
I costi per la valorizzazione dei calciatori e per le
indennità di formazione ammontano a 72 mila euro.
I costi relativi alle prestazioni di calciatori in prestito
sono allocati tra i costi per il godimento beni di terzi e ammontano a 906 mila
euro (559 nel 2010).
I proventi da compartecipazione ex art. 102 bis Noif,
inclusi tra i proventi finanziari, ammontano a € 1.551.000 (€ 1.419.000 nel
2010) e sono dovuti alle risoluzioni di Malonga (€ 650 mila) e Iunco (€ 901
mila).
Gli oneri da compartecipazione sono trascurabili essendo
pari a € 1.500.
Gli ammortamenti della rosa calciatori ammontano a €
7.669.000.
I ricavi.
Il valore della produzione, comprensivo di plusvalenze,
risulta diminuito di 12 milioni (-37%), passando da 31,9 a 19,9 milioni. I
ricavi da gare diminuiscono da 3,4 milioni a 2,3 milioni. La capitalizzazione
dei costi del vivaio, che rappresentano uno storno di costi, diminuisce da 1,5 a
1,4 milioni, segna una variazione negativa del 4%. Oltre alle plusvalenze la
voce più importante di ricavo è rappresentata dalla voce
“Contributi/Mutualità”, pari a € 4.867.000 e riguarda i contributi erogati
dalla Lega.
I ricavi da sponsor
ufficiali e sponsor tecnico ammontano a € 1.991.000. Gli altri sponsor hanno
contribuito con € 1.044.000. I proventi pubblicitari, che alimentano i rapporti
con le parti correlate, ammontano a 1,6 milioni.
I proventi radiotelevisivi risultano trascurabili essendo
pari a € 521 mila.
I costi.
I costi della produzione registrano un calo del 13%,
diminuendo da 48 a 41,5 milioni.
I costi del personale pari a 20,6 milioni (22,1 milioni nel
2010), pur diminuendo del 7%, superano di poco il valore della produzione e
rappresentano il 50% dei costi della produzione.
Gli ammortamenti e le svalutazioni pari a 9,6 milioni (11,2
milioni nel 2010) diminuiscono di 1,5 milioni e rappresentano il 23% dei costi
della produzione. Gli ammortamenti per immobilizzazioni immateriali sono
diminuiti del 9%.
Il punto di pareggio.
Il punto di pareggio, con ricavi radiotelevisivi
trascurabili, per una squadra di calcio italiana sembrerebbe un miraggio.
Infatti, il bilancio del Torino 2011 si è chiuso con una perdita netta di 14,7
milioni ed un risultato prima delle imposte negativo per 20 milioni.
Gli ultimi tre esercizi hanno registrato perdite nette
rilevanti per un totale complessivo di 34,3 milioni. Se considerassimo il
risultato prima del calcolo delle imposte, il valore negativo salirebbe a 45,5
milioni. Bisogna considerare che per il raggiungimento del pareggio di bilancio
in futuro, il Torino potrà usare la leva dell’aumento dei ricavi, segnatamente
quelli radiotelevisivi. Per avere un’idea si pensi ai 28 milioni di diritti TV,
realtivi al 2010/11, di Parma e Bologna.
Il consolidato
fiscale.
FC Torino Spa aderisce al consolidato fiscale, che vede
nella veste di consolidante UT Communications Spa. La società consolidante può
“utilizzare” la perdita della consolidata ai fini IRES, riducendo il suo
imponibile fiscale. In altre parole, l’IRES calcolata sul reddito imponibile di
UT Communications Spa, “abbattuto” dalla perdita fiscale di FC Torino Spa,
diventa un debito di UT Communications Spa nei confronti di FC Torino Spa.
Le imposte correnti presentano un saldo positivo di € 5.569.596.
Il saldo è determinato dal compenso riconosciuto dalla controllante a fronte
delle perdite fiscali utilizzate nel consolidato fiscale.
I crediti verso le imprese controllanti ammontano a € 344
mila (€ 1.209.000 nel 2010) e includono il credito per il consolidato fiscale.
Le imposte differite calcolate e accantonate nel 2011 sono
state pari a € 262 mila e il fondo per imposte differite, allocato tra le
passività, è diminuito da 4,4 a 4,1 milioni.
I rapporti con parti
correlate.
Nella relazione sulla gestione è scritto che i rapporti con
le parti correlate sono stati effettuati al costo. Nel 2011 i ricavi con parti
correlate rappresentano l’8,6% del valore della produzione.
Cairo Pubblicità Srl, controllata da Cairo Communications
Spa, ha stipulato un accordo di concessione per la vendita di spazi
pubblicitari a bordo campo e di pacchetti di sponsorizzazione
promo-pubblicitari. Tale contratto prevede una percentuale di retrocessione al
club granata dell’85% al netto degli sconti e una commissione di agenzia del
2%. L’importo “netto” dei ricavi indicati nel valore della produzione che fa
riferimento a tale rapporto è di € 1.619.000. L’importo ldelle commissioni calcolate
è stato di 37 mila euro, che a differenza del 15% del ricavo non retrocesso, figurano
come costo nel bilancio del Torino.
Da notare che il Torino ha nel passivo un fondo rischi per
insolvenza clienti che ammonta a 172 mila euro con utilizzi per 134 mila euro e
accantonamenti per 150 mila euro. Tale fondo riguarda la quota di competenza
del Torino per il rischio insolvenza dei clienti della concessionaria Cairo
Pubblicità.
Cairo Editore Spa ha ottenuto spazi pubblicitari per 100
mila euro.
Mp Service srl è azionista di Torino F.C. Spa e si occupa,
tra le altre cose, della gestione di impianti sportivi per usi commerciali. In
bilancio risulta che il Torino paga 400 mila euro all'azionista MP Service per
l'utilizzo del centro SISPORT.
Conclusioni.
Il bilancio 2011 di FC Torino Spa è un bilancio che evidenzia
una gestione che necessita dell’intervento del mecenate.
L’aumento dei ricavi TV che evidenzierà la seconda parte del
bilancio 2012, dovrà far fronte alla necessità di coprire l’attuale gestione
dei costi, che superano i ricavi, ma potrebbe essere insufficiente anche per un
robusto potenziamento della rosa senza il supporto finanziario della proprietà.
mercoledì 1 agosto 2012
Bilancio Wolfsburg 2010/11: utile record grazie a Dzeko.
Luca Marotta 1 agosto 2012
VfL Wolfsburg-Fußball GmbH ha come unico azionista la
società AutoVision GmbH, del gruppo Volkswagen. Il capitale sociale è di €
2.500.000. Nel 2009/10 il capitale sociale era posseduto interamente dalla
società Volkswagen AG. La stagione 2010/11 ha riservato la delusione sportiva
del 15° posto in Bundesliga, ma, dal punto di vista economico, ha registrato un
utile record di 19,2 milioni, grazie alla plusvalenza realizzata con Dzeko.
La continuità
aziendale.
Sul tema della continuità aziendale, i revisori della
PricewaterhouseCoopers non hanno mosso rilievi nella loro relazione. In
effetti, il Wolfsburg difficilmente potrebbe avere problemi ad adempiere le sue
obbligazioni, avendo entrambi positivi sia il capitale circolante netto, che il
patrimonio netto.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto è positivo per € 30.973.387,88, quasi il
triplo dell’anno precedente.
Essendo non negativo è conforme a quanto stabilito dal
Financial Fair Play. La variazione è dovuta all’utile di esercizio 2010/11. I
mezzi propri finanziano il 31% dell’attivo e il 49% delle immobilizzazioni. Le
immobilizzazioni immateriali sono finanziate per il 63% dal patrimonio netto.
L’impatto del ricorso al capitale di terzi viene attutito dalla presenza di
debiti verso imprese collegate pari a 35,5 milioni di euro, che incidono per il
35% sull’attivo. Bisogna evidenziare che dei debiti verso le imprese del
gruppo, ben 30 milioni sono finanziamenti a medio e lungo termine. Pertanto, il
passivo consolidato, ossia patrimonio netto e debiti a medio e lungo termine, è
pari a 61 milioni e copre abbondantemente l’attivo non corrente.
Posizione Finanziaria
Netta
Tra i debiti del Wolfsburg non figurano debiti bancari. Infatti,
sono presenti debiti commerciali per 11,4 milioni (+17,9%) oltre ai debiti
verso imprese collegate e altri debiti pari a € 2,8 milioni. Gli altri debiti
comprendono 2,3 milioni di debiti per imposte, mentre i debiti verso istituti
previdenziali sono assenti.
Considerando come debiti finanziari i debiti verso imprese
collegate, pari a 35,5 milioni, e le disponibilità liquide, ammontanti a 424
mila euro, si ottiene una posizione finanziaria netta a debito per circa 35
milioni, che è al di sotto sia dei ricavi che dell’EBITDA.
Il Valore della Rosa.
Il valore contabile netto della rosa dei giocatori, al 30
giugno 2011, ammonta a 47,2 milioni. Risulta in diminuzione di 3,9 milioni. Il “rafforzamento”
della rosa, nella stagione 2010/11, è costato 57,2 milioni.
Durante la prima fase del calciomercato (1 luglio / 31
agosto 2010) sono stati acquistati: Diego (Juventus), Arne Friedrich (Hertha
BSC), Simon Kjaer (US Città di Palermo), Mario Mandzukic (Dinamo Zagreb),
Cicero (Hertha BSC, prestito), Tolga Cigerci (Wolfsburg A-juniores), Nassim Ben
Khalifa (Grasshopper Club Zürich). Mentre sono stati ceduti: Christian Gentner
(VfB Stuttgart), Zvjezdan Misimovic (Galatasaray Istanbul), Obafemi Martins
(Rubin Kasan), Jan Simunek (1. FC Kaiserslautern), Rever (Atletico Minerio),
Jonathan Santana (Kayserispor) e Alexander Esswein (Dynamo Dresden).
Durante la seconda finestra del calciomercato (Gennaio 2011)
sono stati acquistati: Patrick Helmes (Bayer Leverkusen), Dieudonne Mbokani (AS
Monaco; prestito), Tuncay (Stoke City FC), Jan Polak (RSC Anderlecht), Koo
Ja-Cheol (Jeju United), Yohandry Orozco (Zulia FC). Mentre sono stati ceduti:
Edin Dzeko (Manchester City) e Andrea Barzagli (Juventus).
I Ricavi.
Il fatturato ammonta a € 146.127.241,88 e risulta in
diminuzione del 2,2%. La sua composizione è la seguente: Ricavi derivanti
dall'attività sportiva per 117,7 milioni, ricavi TV per 25,7 milioni, ricavi da
Merchandising per 2 milioni e ricavi per le altre attività sportive del Club per
722 mila euro.
Nel 2010/11, il Wolfsburg ha disputato nella VOLKSWAGEN Arena
17 partite casalinghe di Bundesliga con 474.568 spettatori, con una media di 27.916 a
partita. Rispetto al 2009/10, che ha registrato una media stagionale di 28.286,
si è verificato un calo di 370 spettatori a partita, l'uno per cento circa.
Al fatturato bisogna aggiungere gli altri proventi di
gestione, che sono comprensivi delle plusvalenze per trasferimento calciatori.
Grazie anche alla plusvalenza realizzata con la cessione di Dzeko al Manchester
City, gli altri proventi di gestione aumentano da 5,3 a 40,9 milioni.
I Costi.
I costi operativi ammontano a 156,8 milioni e risultano in
aumento dell’11,1%.
Il costo del personale ammonta a 86,1 milioni, registrando
un incremento di 6,5 milioni, pari all’8,2%. Il rapporto tra costo del
personale e fatturato è del 59%. Se considerassimo anche gli altri proventi di
gestione, scenderebbe al 46%, ampiamente nei limiti del Financial Fair Play.
Gli ammortamenti aumentano da 27,3 a 31,3 milioni. L’ammortamento
della rosa calciatori ammonta a 29,7 milioni, pertanto il costo effettivo del
personale sale a 115,8 milioni con un’incidenza del 79% sul fatturato semplice
e del 62% sul fatturato aumentato degli altri proventi di gestione.
Il “Breakeven Point”.
La differenza tra ricavi e costi operativi è positiva per
30,2 milioni, considerando la gestione finanziaria negativa per 1,3 milioni, si
ha un risultato prima delle imposte in utile per 28,9 milioni, che migliora
quello del 2009/10 positivo per 12,2 milioni. Il bilancio 2010/11 si è chiuso
con un utile al netto delle imposte di 19,2 milioni, mentre il bilancio 2009/10
esponeva un utile netto di 8,6 milioni.
Invero, anche gli esercizi precedenti si sono chiusi con
l’esposizione di un utile, perciò il Wolfbsburg non avrà problemi a rientrare
nei limiti stabiliti dal Financial Fair Play. Tuttavia, la stagione sportiva
2011/12, è terminata con l’8° posto in Bundesliga, privando ancora una volta il
Wolfsburg dall’accesso alle competizioni europee, che è sempre stato uno degli
obiettivi del club.
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