domenica 8 gennaio 2012

Manchester United Merchandising Limited: i conti del 2010/11.


di Luca Marotta jstargio@gmail.com
Uno dei maggiori partner commerciali del Manchester United, se non il maggiore, è la Nike.
Nike, Inc., tramite Nike European Operations Netherlands B.V., ha garantito 93 mln di sterline al Manchester United per il periodo che va dall’1 luglio 2006 al 30 giugno 2010 e garantirà £ 127 mln, come minimo, per i successivi 5 anni, ossia fino al 30 giugno 2015. La stessa Nike oltre ad essere sponsor tecnico, gestisce il merchandising, il licensing e le operazioni di vendita al dettaglio, tramite la società: Manchester United Merchandising Limited, alla quale ha concesso una sublicenza in relazione a tali diritti.
Manchester United Merchandising Limited è una società, con sede nel Regno Unito, controllata dalla società statunitense Nike Inc, tramite un’altra società: Nike International Holding BV.
Le attività principali di Manchester United Merchandising Limited sono tre: la vendita al dettaglio nel Regno Unito di prodotti con il marchio Manchester United; la concessione di licenze per la produzione, distribuzione e vendita di tali beni in tutto il mondo e la gestione, sempre  a livello mondiale, delle scuole calcio del Manchester United.
Il fatturato al 31 maggio 2011, segna il secondo risultato di sempre, dopo il record del 31 maggio 2009 (£ 20 mln). Negli utlimi quattro anni, il fatturato cumulato ha superato il livello di £ 76 mln, mentre come utile netto si sono superati £ 2,3 mln.
Il fatturato per l’esercizio chiusosi il 31 maggio 2011 è stato di £ 19,5 mln, che, considerando un cambio di € 1=  £ 0,875, equivalgono a circa 22,3 mln di euro. Nell’esercizio precedente il fatturato è stato pari a £ 18,9 mln (€ 21,7 mln). L’incremento registrato è stato del 2,79%. Secondo gli amministratori è un buon risultato tenuto conto della crisi economica generale.
Dal punto di vista geografico il fatturato è così suddiviso: £ 17,9 mln nel Regno Unito (+ 5,81% rispetto al 2010), pari a € 20,5 mln.; £ 1,6 mln nel resto del mondo (-22,28% rispetto al 2010), pari a € 1,8 mln.
Dal punto di vista delle “aree business” il fatturato è suddiviso in tre grandi settori: Retail; Licensing; Soccer Schools.
Il settore Retail, ossia la vendita al dettaglio dei prodotti con marchio, registra un fatturato di £ 12,3 mln, pari a € 14 mln. Tale settore, nell’esercizio precedente, ha registrato la cifra di £ 12,2 mln, pari a € 13,9 mln. L’incremento registrato è stato dello 0,4.
Il settore Licensing, ossia la concessione di licenze relative all’uso del marchio, segna un fatturato di £ 5,5 mln, pari a 6,3 mln di euro. Questo settore, al 31 maggio 2010, ha registrato la cifra di £ 4,9 mln, pari a € 5,6 mln. L’aumento registrato è stato del 13,44%, toccando il livello record negli ultimi quattro anni.
Il settore Soccer Schools, ossia la gestione delle scuole calcio del Manchester United, riporta un fatturato di £ 1,7 mln, pari a € 1,9 mln. Tale settore, nel 2010, ha registrato la cifra di £ 1,8 mln, pari a € 2,1 mln. Il decremento registrato è stato del 9,34%.
Il costo del venduto pari a £ 5,9 mln (€ 6,7 mln), permette di esporre un margine lordo sulle vendite di £ 13,6 mln (€ 15,5 mln.), pari al 70% del fatturato e al 230% del costo del venduto.
I costi operativi riguardano i costi di distribuzione e i costi amministrativi. I costi di distribuzione aumentano da £ 2,1 mln (€ 2,4 mln) del 31/05/2010 a £ 2,2 mln (€ 2,5 mln).
I costi amministrativi pari a £ 10,5 mln (€ 12 mln) risultano diminuiti dell’1,76%.
Tra i costi amministrativi spicca il costo del personale, che  ammonta a £ 2,4 mln (€ 2,7 mln). Tale costo segna un incremento del 7,25%. Le unità impiegate sono passate da 45 a 46. In occasione delle gare casalinghe del Manchester United sono state ingaggiate altre 77 unità con contratti di prestazione occasionale (nel 2010: 88 unità) e in più con le stesse modalità “precarie” sono stati ingaggiati 37 allenatori per le scuole calcio (32 nel 2010).
L’utile lordo prima delle tasse è pari a £ 868 mila (€ 992 mila), con un incremento del 103% rispetto all’esercizio precedente, quando il risultato era stato pari a £ 428 mila (€ 440 mila).
Lo stato patrimoniale presenta delle attività per un totale di £ 8,77 mln (€ 10 mln), con £ 302 mila (€ 346 mila) di immobilizzazioni materiali, £ 944 mila (€ 1,1 mln) di rimanenze, £ 7,1 mln di crediti (€ 8,1 mln) e £ 402 mila (€ 460 mila) di disponibilità liquide. Le attività risultano in diminuzione del 7,71% a causa del decremento dei crediti del 15%.
Le passività espongono solo debiti a breve per £ 8,6 mln (€ 9,8 mln).
Da segnalare che i crediti comprendono £ 5 mln (€ 5,8 mln) di crediti verso imprese del gruppo.
Mentre i debiti verso le imprese del gruppo ammontano a £ 4.727.799 (€ 5,4 mln).
Il patrimonio netto ammonta a £ 191 mila (€ 218 mila) e risulta in diminuzione del 76,63%. Tuttavia, nel giudicare tale ultima variazione, bisogna tener conto che, durante l’anno, la società ha pagato un dividendo di £ 1,3 mln (nel 2010 £ 3,3 mln) a Nike International Holding BV, una società interamente controllata da Nike Inc – società capogruppo.

martedì 3 gennaio 2012

Bilancio 2010/11 S.S.C. Napoli S.p.A.: quinto utile consecutivo e record di ricavi



Luca Marotta Martedì 03 Gennaio 2012 23:52


jstargio@gmail.com


Per il quinto esercizio consecutivo, la “S.S.C. Napoli S.p.A.” ha conseguito un utile, che è stato pari a 4,2 milioni di euro, e un valore della produzione record: 131,5 milioni. Gli amministratori giustificano i brillanti risultati gestionali con gli ottimi risultati sportivi conseguiti sul campo, che hanno determinato l’incremento dei ricavi da stadio e radiotelevisivi. Infatti uno dei fattori principali del risultato d’esercizio è stato l’incremento di 10,2 milioni dei diritti TV, cui bisogna aggiungere il risultato economico dell’operazione Quagliarella, che ha generato componenti positivi di reddito per complessivi 9,6 milioni, precisamente una plusvalenza di 5,1 milioni e ricavi da cessione temporanea calciatori per 4,5 milioni. Se si aggiungono anche i 600 mila euro incassati per il prestito di Rinaudo, il Napoli ha tratto un beneficio economico superiore ai 10 milioni di euro dalle operazioni con i dirigenti di mercato della Juventus. Anche la riduzione degli ammortamenti, per 9,6 milioni, ha contribuito all’esposizione dell’utile. Pure la partecipazione all’UEFA Europa League è stata importante e ha comportato ricavi per complessivi 8,8 milioni, di cui 3,9 per proventi TV e 4,9 come botteghino.
Il bilancio 2010/11 della “S.S.C. Napoli S.p.A.” manifesta una forte dipendenza dai diritti radiotelevisivi, che incidono per il 44,5% sul valore della produzione, che non sfrutta appieno il potenziale dei ricavi da botteghino e dei ricavi da merchandising, forse a causa della mancanza di uno stadio di proprietà, con relative pertinenze in grado di permettere l’aumento dell’incidenza di tali voci di ricavo. Da segnalare il drastico calo di 7,2 milioni, subito dai proventi per lo sfruttamento dei diritti d’immagine. Mentre i costi della produzione sono cresciuti (+7,6%) in misura inferiore all’incremento del valore della produzione (+18,6%), il costo del personale registra un incremento notevole del 33,5%, che bisognerebbe considerare come causa-effetto dei brillanti risultati sportivi.
La continuità aziendale.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio in base al principio della continuità aziendale. La società BOMPANI AUDIT S.r.l. ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo al riguardo. Nella Relazione del Collegio Sindacale si è attestato che le operazioni deliberate ed eseguite sono state improntate a principi di corretta amministrazione e tali da non implicare rischi per la continuità aziendale.
In sintesi S.S.C. Napoli S.p.A. è in grado di far fronte nel futuro agli impegni finanziari presi.
La struttura dell’attivo.
Il totale degli impieghi è diminuito del 6,1%, passando da 117,2 a 110 milioni. Il 49,6% delle attività è costituito da immobilizzazioni. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a 43,5 milioni e diminuiscono del 12,2%, rispetto al 2009/10. Essi rappresentano il 39,5% degli impieghi e il 79,7% delle immobilizzazioni. Nel 2010/11 per “diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori” sono stati investiti € 33.822.621 (€ 54.650.000 nel 2009/10). Le alienazioni sono state pari ad un totale netto di € 10.285.714 ed hanno apportato minusvalenze per un totale di Euro 1.414.236 e plusvalenze per un totale di € 9.136.522.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’introduzione di tale metodo ha trovato l’espresso parere favorevole da parte del Collegio Sindacale e non è stato oggetto di richiami o censure da parte della Società di Revisione Legale. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, dopo il termine del “periodo protetto”. Il piano di ammortamento originario può subire un prolungamento nell’ipotesi di rinnovo anticipato del contratto. In tal caso, al valore netto contabile residuo sarà applicato un nuovo piano di ammortamento in base alla nuova durata. Per i giocatori già acquisiti anteriormente alla data del 1° luglio 2007 è stato mantenuto il criterio di ammortamento per “quote costanti”.
Tra gli acquisti effettuati emergono: Cavani (Palermo) per 12 milioni (“riscatto”), Ruiz Torre Victor (RCD Espanyol Sad) per 7,5 milioni, Dumitru Cardosio Nicolao (Empoli F.C. S.p.A.) per 3 milioni, Rosati Antonio (Lecce) per 3 milioni, Fernandez Federico (Club Estudiantes de La Plata) per € 2.823.620.
Tra le cessioni spiccano: Quagliarella Fabio (Juventus Fotball Club S.p.A.) per 10,5 milioni e con una plusvalenza di 5,1 milioni, Denis German Gustavo (Udinese Calcio S.p.A.) per 6 milioni e con una plusvalenza di € 3.794.098. La minusvalenza più elevata, pari ad € 414.841, ha riguardato la risoluzione consensuale con De Zerbi.
Tra le immobilizzazioni immateriali è esposto l’avviamento per un valore contabile netto di € 6.169.231, con un costo storico di 19,5 milioni. L’avviamento è stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. In deroga a quanto previsto dal codice civile, e sempre con il consenso del Collegio Sindacale, il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni. 
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 4.160.977, con un costo storico di € 13.172.768, e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei, nonché gli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. e l’acquisto di licenze d’uso di software standardizzato.
Le immobilizzazioni materiali rappresentano il punto debole del bilancio del Napoli, essendo pari 357 mila euro, Esse costituiscono solo lo 0,3% degli impieghi, a causa della mancanza di proprietà immobiliari come lo stadio, il centro sportivo di allenamento e/o altri fabbricati.
L’attivo circolante, pari a 55,4 milioni, risulta in aumento del 3,6%. Le poste di maggior rilievo riguardano i crediti verso enti del settore specifico per 21,7 milioni (12,3 mln nel 2009/10) e le disponibilità liquide pari a 9 milioni (14,2 mln nel 2009/10).
Le disponibilità liquide sono diminuite di € 5.199.550, a causa dell’attività di investimento che ha generato un drenaggio netto di liquidità per 24 milioni, superiore al flusso positivo di cassa generato dall’attività di gestione corrente pari a 18,8 milioni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 29.305.052. Rispetto al 30 giugno 2010, risulta in aumento di € 4.197.829 (+16,7%): ovvero l’incremento è dovuto all’utile 2010/11. Essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 26,63% del totale delle attività.
La struttura delle Passività.
Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con saldo zero. In tale voce affluiscono in special modo i ricavi anticipati, ossia quei proventi inerenti alle stagioni future e già incassati.
Il totale dei debiti è pari a 79,7 milioni e risulta in diminuzione del 12,3%. L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per 41,7 milioni, di cui 28,2 a breve termine.
I fondi rischi sono pari a 811 mila euro e i debiti per TFR risultano uguali a 184 mila euro.
La Posizione Finanziaria Netta.
Utilizzando il criterio del Fair Play Finanziario, la posizione finanziaria netta è negativa per € 16.367.774, a causa soprattutto del saldo negativo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori che è pari a circa 21,5 milioni. I debiti per finanziamento soci ammontano a 3.911.220, non vi sono debiti bancari e le Disponibilità liquide sono pari a 9 milioni di euro.
In sintesi, la posizione finanziaria netta è inferiore ai ricavi ed è conforme a quanto stabilito dal regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I Debiti scaduti con dipendenti e fisco.
I debiti verso il personale ammontano a 10,8 milioni e risultano in aumento di 5,8 milioni. Essi rappresentano il 21% del costo del personale. Un dato che si può considerare fisiologico per i club di calcio della Serie A.
Alla data di predisposizione del bilancio il Napoli non aveva debiti scaduti di natura tributaria. Infatti l'avviso di accertamento relativo al periodo di imposta 2005/2006, per Ires e Irap notificato il 20 dicembre 2010 da parte dell'Agenzia delle Entrate è stato definito mediante il ricorso all’istituto dell’accertamento con adesione. Per quanto riguarda il P.V.C. della Guardia di Finanza per i periodi di imposta 2007/2008 e 2008/2009, riguardante la metodologia di ammortamento utilizzata per diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei giocatori, alla data di chiusura del bilancio non risultava notificato nessun avviso di accertamento. La contestazione si basa sulla presunzione di errata imputazione per competenza degli ammortamenti e, pertanto, anche in ipotesi di soccombenza in un eventuale giudizio tributario, la componente di reddito ripresa a tassazione dovrà poi essere riconosciuta in deduzione nei successivi periodi di imposta. La conseguenza è che, per gli amministratori, non esiste alcun rischio di passività potenziale per imposte dovute e non versate. Peraltro, la società è convinta della infondatezza dei rilievi mossi e non ha effettuato accantonamenti neanche per interessi e sanzioni;
I Ricavi.
Il valore della produzione ammonta a 131,5 milioni e registra un incremento del 18,6%. 
I Ricavi delle vendite e delle prestazioni risultano pari a € 22.070.392 e registrano un aumento del 28,7%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 16,8%. Tale voce è composta da Ricavi da gare prima squadra in casa per € 17.700.025 (€ 9.847.224 nel 2009/10) e Abbonamenti per € 4.370.367 (€ 5.916.343 nel 2009/10). Le gare da UEFA. Europa League hanno apportato incassi per € 4.879.238. La capacità dello stadio San Paolo, ai fini dell’agibilità dell’impianto, è pari a 60.240 posti a sedere.
I Proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 27.196.015, registrano un incremento del 30,1% ed incidono per il 20,7%. Gli Sponsor ufficiali contribuiscono con 9 milioni, lo Sponsor tecnico con € 5.871.365, gli Sponsor istituzionali con € 5.839.500 (3,6 mln, nel 2009/10), i Fornitori ufficiali e tecnici con € 1.058.960, i Partners commerciali con € 3.023.500 e le altre sponsorizzazioni con € 2.402.690 (€ 0, nel 2009/10).
I Proventi pubblicitari ammontano a 140 mila euro e registrano un decremento del 10,4% circa. Si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio (calendari, banner sito web e gare amichevoli interne).
I Proventi commerciali e le royalties sono pari a € 4.352.009, registrano un decremento del 5,3% e incidono sul valore della produzione per il 3,3%. I Proventi da merchandising contribuiscono con € 760.397 (€ 431.901, nel 2009/10), i Proventi da licensing con € 3.160.324 (3,7 mln, nel 2009/10) e gli altri proventi commerciali con € 431.288. La principale voce, Proventi da licensing, si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. 
La voce “Proventi vari” è diminuita da 7,8 milioni a 543 mila euro. In particolare i Proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine si sono ridotti a € 143.000 da € 7.400.000 a causa del mancato rinnovo contrattuale degli accordi maggiormente significativi, in essere nel precedente esercizio, relativi alla concessione dei diritti di immagine dei calciatori.
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi risultano pari a € 58.446.611, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 48.236.937. L’incremento è stato di € 10.209.674 (+21,2%) e l’incidenza sul valore della produzione è del 44,5%. I Proventi televisivi da competizione UEFA sono pari a € 3.970.963, mentre nel 2009/10 erano inesistenti. I Proventi televisivi da gare amichevoli risultano pari a € 1.694.528.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 9.137.522 (6,6 mln nel 2009/10). Tali proventi incidono per il 6,9% sul valore della produzione.
Gli altri ricavi e proventi diversi aumentano a € 9.591.391 da € 5.350.293. I Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori hanno contribuito con € 5.963.125 (€ 1.165.000 nel 2009/10).
I Costi.
I costi della produzione, pari a € 115.764.844, aumentano del 7,6% circa rispetto al 2009/10. I costi del personale aumentano del 33,5% circa, mentre gli oneri da ammortamento e svalutazioni diminuiscono del 21,8%. Le suddette componenti negative di reddito incidono per il 74,5% circa (76% nel 2009/10) sul valore complessivo dei costi di produzione.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 1.317.432, l’ammortamento per l’avviamento ammonta a € 1.953.846. Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 1.464.757.
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a 3,7 milioni e risultano in aumento del 48,5%. L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per 1,2 milioni, seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per circa un milione di euro. Il canone di concessione riconosciuto al Comune di Napoli per l’utilizzo dello Stadio, il cui costo è direttamente correlato agli incassi dalla biglietteria, riflette un maggior onere pari all’85% circa del corrispondente valore del 2009/10.
I Costi per acquisto materiale di consumo e di merci risultano pari a € 1.658.845 (€ 1.456.528 al 30 giugno 2010). La voce registra, nel suo complesso, un incremento del 13,9%.
I Costi per prestazioni di servizi ammontano a € 12.892.462 (€ 7.107.039, nel 2009/10). Rispetto all’esercizio precedente i costi ricompresi nella voce sono incrementati dell’81,4%. Le voci che hanno registrato sensibili incrementi riguardano: i costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), aumentati da 1,4 a 3,1 milioni; i costi per il servizio di biglietteria e controllo, saliti da 1,96 a 2,7 milioni, e le spese amministrative che, rispetto al precedente esercizio, registrano il riconoscimento del compenso al consiglio di amministrazione, pari a € 2.999.000. Nel complesso, queste ultime sono aumentate a € 4.840.892 da € 1.696.520, con un incremento di € 3.144.372.
Il totale dei compensi riconosciuti agli agenti per la stagione 2010/11 è pari a € 2.838.151. Tra i “Costi specifici tecnici” è stato contabilizzato l’importo di € 1.463.151, mentre l’importo capitalizzato è stato pari a € 1.375.000.
Il Costo dei dipendenti.
Il costo del personale registra la cifra di € 51.733.273 (€ 38.746.752, nel 2009/10), con un incremento del 33,5%, nettamente superiore all’incremento del valore della produzione. L’aumento è dovuto prevalentemente agli stipendi dei calciatori e dei tesserati in genere. Tra gli altri costi, pari a 3,6 milioni, sono ricompresi gli oneri sostenuti a favore di calciatori per favorirne il trasferimento ad altri club e/o la fuoriuscita aziendale. Il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari al 98% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente.
L’incidenza sul valore della produzione è aumentata dal 34,95%, del 2009/10, al 39,35%, ma rientra abbondantemente nei limiti del Fair Play Finanziario. 
L’ammortamento della rosa calciatori ammonta a € 29.556.320, mentre nel precedente esercizio era pari a € 40.357.779. Tale voce rappresenta l’85,6% degli ammortamenti totali.
Il costo per l’acquisizione temporanea dei calciatori aumenta a € 6.885.000 da € 20.000 del 2009/10.
Mentre i proventi da compartecipazione sono nulli, gli oneri da compartecipazione sono aumentati a 5,5 milioni, determinando, tra l’altro, una gestione finanziaria negativa per 5,2 milioni.
Anche considerando tutti i suddetti costi, la gestione complessiva del personale si mantiene entro livelli di eccellenza, incidendo solo per il 71% sul valore della produzione.
Il requisito del pareggio di bilancio. 
“S.S.C. Napoli S.p.A.” rispetta pienamente il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair Play Finanziario, avendo chiuso gli ultimi tre esercizi con un utile. La somma degli utili degli ultimi tre bilanci ammonta a 15,5 milioni di euro.
Indubbiamente, alla luce di quanto descritto, non si può negare la buona gestione economica e finanziaria della gestione De Laurentiis, che si dovrà confrontare con i problemi del salto di qualità, a livello di squadra di rango europeo, che necessariamente comporteranno il confronto con la problematica stadio e infrastrutture.



Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3702-bilancio-201011-ssc-napoli-spa-quinto-utile-consecutivo-e-record-di-ricavi.html

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mercoledì 28 dicembre 2011

Bilancio 2010/11 Atletico Madrid: mezza rosa a garanzia del debito erariale



Luca Marotta Giovedì 29 Dicembre 2011 01:47
jstargio@gmail.com


La società “Club Atlético de Madrid SAD” è stata costituita il 30 giugno 1992, a seguito della trasformazione del “Club Atlético de Madrid”, ai sensi della “Ley del Deporte”. La società "Holding de Inversiones Atléticas, S.A." detiene il 56,47% e la società "Video Mercury Films, S.A." il 14,70%. Tali società sono gli unici azionisti con partecipazioni superiori al 10%. “Club Atlético de Madrid SAD”, a sua volta, detiene il 2,5% della società "Madrid Deporte Audiovisual, S.A.".
La fusione e le operazioni immobiliari.
I1 5 maggio 2010 l'Assemblea straordinaria dei soci del "Club Atlético de Madrid SAD" ha approvato la fusione per incorporazione della controllata "División Inmobiliaria del Club Atlético de Madrid, SL". Con l’incorporazione si sono introitate attività per un valore di 254,3 milioni di euro (di cui 220,1 milioni di immobilizzazioni materiali) e 27,6 milioni di debiti. Tra i beni incorporati figurano lo stadio “Vicente Calderon”, con un valore contabile netto di 21,8 milioni, e terreni con un valore pari a 197,6 milioni.
Alcuni giorni dopo, in data 30 giugno 2010, sono stati ceduti i terreni, con i relativi diritti di sviluppo urbanistico, ad un prezzo di 255 milioni di euro. Su tali terreni insiste lo stadio “Vicente Calderon”, che sarà abbandonato per il nuovo stadio. Tale contratto era sottoposto a condizione sospensiva, in attesa delle necessarie e definitive autorizzazioni urbanistiche per lo sfruttamento a fini edificatori. Considerando il valore in bilancio dei terreni ed i costi connessi con l’operazione, il beneficio economico della stessa è stato di 14,2 milioni.
Tra le immobilizzazioni immateriali, nel bilancio 2010/11 figurano i diritti d’uso del nuovo stadio per l’importo di 4,5 milioni di euro. La questione nuovo stadio sembrerebbe essere legata anche all’esito della candidatura di Madrid, come sede delle Olimpiadi.
La continuità aziendale degli Amministratori e i rilievi dei revisori.
Il bilancio 2010/11 presenta un patrimonio netto positivo pari a 30,6 milioni di euro e un capitale circolante netto negativo per 112,5 milioni di euro, nel 2009/10 il patrimonio netto era positivo per 27,7 milioni di euro e il capitale circolante era negativo per 109,4 milioni.
Secondo gli amministratori, il deficit di capitale circolante netto, ossia la differenza negativa tra attività e passività a breve termine, è dovuto in parte agli investimenti in giocatori, con aumento dei relativi costi, effettuato nelle ultime stagioni per migliorare le prestazioni sportive, con l'obiettivo di partecipare alle competizioni europee e, in secondo luogo, alle caratteristiche dell'attività svolta. Sempre secondo gli amministratori, tale situazione non rappresenta un impedimento per la continuità aziendale ed è comune alla stragrande maggioranza delle società di calcio. Per questo motivo il Consiglio di Amministrazione ha applicato il principio di continuità aziendale. Tra i fattori che diminuiscono la portata di un capitale circolante netto negativo, gli Amministratori evidenziano la presenza nel passivo a breve dei risconti passivi per ricavi anticipati, pari a 40,5 milioni, che non rappresentano debiti finanziari da pagare, la partecipazione alle competizioni europee, con le implicazioni economiche che questo comporta ed infine la materializzazione dei progetti per la costruzione del nuovo stadio di Madrid e la nuova “Ciudad Deportiva”, che consentirà un significativo aumento dei ricavi.
I revisori della società AH Auditores 1986, S.A., che hanno certificato il bilancio, nonostante abbiano scritto che i conti annuali per il 2010/11 presentavano un'immagine fedele, sotto tutti gli aspetti, della situazione patrimoniale e finanziaria, hanno mosso rilievi evidenziando alcune eccezioni.
La prima eccezione riguarda il contratto di vendita dei terreni, con condizione sospensiva, stipulato il 30 giugno 2010. Il beneficio economico di tale operazione pari a 14,2 milioni, è stato imputato al bilancio 2009/10. Tuttavia, solo il 30 giugno 2011, è stato stipulato un altro contratto, che dà per avverata la condizione sospensiva ed esigibili le obbligazioni reciproche, pur non essendo terminato l’iter concessorio. Inoltre, il valore contabile dei terreni in bilancio era elevato, in quanto lo stesso è stato registrato per l'ammontare di 196,7 milioni, nell'anno 2003/2004, mediante il conferimento del ramo d’azienda immobiliare che ha permesso, il 30 giugno 2004, la costituzione della società: "División Inmobiliaria del Club Atlético de Madrid, SL". Pertanto il bilancio 2010/11 non si è potuto giovare della cessione. Per tale motivo, secondo i revisori, i risultati dell'esercizio e le riserve sono rispettivamente sottovalutati e sopravvalutati per 147.620 migliaia di euro (al netto dell'effetto fiscale).
La seconda eccezione attiene all’esposizione di proventi, a seguito di altri contratti per cessioni immobiliari sottoposti a condizione sospensiva. Nell’esercizio 2005/06, tali proventi ammontavano a 46,3 milioni, nel 2007/08 a 57,8 milioni e nel 2008/09 a 10,1 milioni. Secondo i revisori, la condizione sospensiva riguardava l’approvazione di un piano urbanistico, prevista per la fine dell’anno 2011; solo il 7 giugno 2011, è stato stipulato un accordo con cui si sopprimeva tale clausola, pertanto la società di revisione ha mosso un rilievo relativo al bilancio 2009/10.
La terza eccezione riguarda il rimborso di alcune quote di capitale ed un aumento di capitale deliberato nel 2002/03, oggetto di contenzioso. I revisori hanno rilevato che non è stato effettuato alcun accantonamento per il rischio di rimborso.
Tra le altre cose, la società di revisione ritiene incerto, ovvero non determinato con precisione, l’accantonamento di 20,5 milioni per coprire i costi a carico dell’Atletico Madrid per il progetto di sviluppo urbano dello stadio. Inoltre, essendo in corso degli accertamenti fiscali, potrebbero manifestarsi passività aggiuntive.
La struttura dell’attivo.
L’attivo è aumentato di 65 milioni, assestandosi a 544,9 milioni. Il 70% è rappresentato da attività a lungo termine. I diritti alle prestazioni sportive dei giocatori incidono per il 10% e ammontano a 53,7 milioni (-8,87% sul 2009/10). Il valore lordo è di 92,8 milioni. Da segnalare che il 50% dei diritti alle prestazioni sportive dei giocatori funge da garanzia per il debito nei confronti dell’Erario.
Bisogna specificare che tra le attività correnti figura la posta “attività non correnti detenute per la vendita”, pari a 14,9 milioni di euro, che riguarda il valore contabile netto dei diritti di acquisizione di giocatori ceduti tra la data di chiusura dell'esercizio e la data di redazione dei conti annuali.
Le immobilizzazioni materiali incidono solo per il 2%, essendo pari a 12,4 milioni, poiché risentono delle cessioni di terreni e svalutazioni registrate nel 2009/10. L’importo maggiore delle attività è rappresentato dai crediti verso terzi a lungo termine, pari a € 244.151.259,72, sintomo del fatto che, al 30/06/2011, i proventi da cessioni immobiliari, relativi al contratto del 30 giugno 2010, non sono stati ancora incassati; infatti, per tale contratto residua un credito a lungo termine di € 240.714.721,56.
Anche tra i crediti a breve termine residua un importo notevole per 82,5 milioni, sempre legato ad operazioni immobiliari.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 30.605.412,64 e risulta in aumento rispetto al 2009/10 del 10,59%. Essendo non negativo è conforme a quanto stabilito dal regolamento sul Fair Play Finanziario. Tuttavia, il Patrimonio Netto copre solo il 5,62% delle attività totali, sintomo di sottocapitalizzazione e carenza di autonomia finanziaria, nel senso che si fa massiccio ricorso al capitale di terzi. Non a caso il capitale circolante netto, come detto sopra, è negativo.
Il capitale sociale è pari a € 24.706.669,66 e si compone di 2.906.667 azioni nominative del valore nominale di € 8,50 ciascuna. Al 30 Giugno 2011, non risulta interamente versato, mancano all’appello € 23.776, 20, che figurano nell’attivo corrente, come credito verso i soci per versamenti ancora dovuti.
Come evidenziato dai revisori, esiste un contenzioso riguardante una delibera dell'assemblea generale tenutasi il 27 giugno 2003, che aumentava il capitale sociale mediante conversione dei finanziamenti soci e mediante versamenti in denaro.
Da segnalare che l’aumento del Patrimonio netto è dovuto alle sovvenzioni e contributi ricevuti per la costruzione del nuovo stadio. L’importo stanziato è stato di € 12.839.600,68, che al netto dell’imposizione fiscale ha permesso di incrementare il patrimonio netto, per tale voce, di € 8.987.720,47. Tale importo è giustificato dai benefici che la città di Madrid riceverà per dei lavori connessi alla costruzione del nuovo stadio.
La struttura delle passività.
Il totale delle passività, sia correnti che non correnti, è aumentato di 62,3 milioni assestandosi a 514,3 milioni. Le passività correnti ammontano a 277,9 milioni, rappresentano il 54% delle passività e “finanziano” il 51% delle attività.
I debiti verso il personale ammontano a 51,6 milioni di euro (48,5 nel 2009/10), segnando un aumento del 6,42%. La maggior parte riguarda i debiti verso il personale sportivo pari a € 50.998.866,23. Il rapporto tra debiti verso il personale e costo del personale, che è pari all’81%, risulta molto elevato e rappresenta un segnale di probabile ritardo nei pagamenti. I debiti verso il personale “finanziano” il 9,5% di tutte le attività.
Per quanto riguarda la situazione dei debiti e crediti verso l’Erario, gli Enti Previdenziali e Pubblici, sono esposti crediti per 48,3 milioni di euro, di cui 47,9 a lungo termine, mentre i debiti ammontano a 215 milioni, di cui 72,7 a breve termine. Tra i debiti sono stati accantonati 49,1 milioni per verbali di accertamento. Da segnalare che il “Club Atlético de Madrid SAD” ha ottenuto delle dilazioni per il pagamento per diverse imposte e per diversi periodi. L’importo residuo, al 30/06/2011, è di 35,7 milioni di euro (55,3 mln nel 2009/10).
Bisogna evidenziare che i debiti verso la Pubblica Amministrazione “finanziano” il 39% dell’attivo. Inoltre i revisori hanno evidenziato che la realizzazione dei crediti a lungo termine per imposte differite, pari a 47,9 milioni, dipenderà dalla capacità di generare utili nel futuro.
La Posizione Finanziaria Netta.
I debiti finanziari riguardano i debiti verso enti creditizi per € 58.713.771,35 (2009/10: € 67.338.263,15) e i prestiti obbligazionari per € 66.978,80 (2009/10: € 68.765,59). Il totale ammonta a € 58.713.771,35.
Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è negativo ed è pari a 15,2 milioni. I debiti per la compravendita dei calciatori aumentano del 50%, passando da 36,7 a 55 milioni. I crediti per compravendita calciatori aumentano a 39,8 milioni dai 20,6 milioni del 2009/10.
Si delineerebbe un indebitamento finanziario, ai fini del Fair Play Finanziario, di 73,9 milioni, inferiore al volume dei ricavi e conforme a quanto richiesto dalla normativa.
I Ricavi.
Il fatturato per l’anno 2010/2011 è diminuito a € 94.653.074,34 da € 122.886.415,06, soprattutto a causa della mancata partecipazione alla Champions League. Nel 2009/10, l’Atletico Madrid ha partecipato alla fase a gironi della Champions League, ha vinto l’Europa League e ha disputato la finale di Copa del Rey, mentre nel 2010/11 ha vinto la UEFA Super Cup e ha partecipato alla fase a gironi dell’Europa League.
I ricavi legati all’attività sportiva ammontano a € 10.621.412,35 ed incidono per l’11% sul fatturato. La variazione rispetto all’esercizio precedente è stata negativa per il 71,10%. Tra i “ricavi sportivi” sono ricompresi: i ricavi da gare di campionato per € 4.365.545,43 (€ 3,7 mln, nel 2009/10); i ricavi da gare di Coppa per € 1.122.958,98 (€ 2,1 mln, nel 2009/10); ricavi da competizioni internazionali per € 4.360.565,53 (€ 29,6 mln, nel 2009/10); ricavi per amichevoli per € 375.243,47 (€ 748 mila, nel 2009/10); i ricavi da O.N.L.A.E. (Organismo Nacional de Loterías y Apuestas del Estado) per € 397.098,94 (€ 574.318,77, nel 2009/10).
I ricavi da abbonamenti e soci incidono per il 23% sul fatturato, sono pari a € 22.178.537,03 e registrano un incremento dell’8%. 
I ricavi per cessione diritti audiovisivi ammontano a € 38.424.292,37, con un decremento del 5,75% rispetto al 2009/10. Tali ricavi incidono per il 41% sul fatturato.
I ricavi commerciali e pubblicitari incidono per il 25% e ammontano a € 23.428.832,59, con un decremento del 5,60% rispetto al 2009/10. Soprattutto a causa della diminuzione dei ricavi da pubblicità che diminuiscono da 21,1 a 19,5 milioni.
Gli altri ricavi sono pari a 5,2 milioni e risultano in crescita di 3,6 milioni.
L’eccedenza di plusvalenze per cessioni giocatori, pari a 43 milioni di euro, registra un forte incremento di 36,3 milioni di euro.
I costi del personale.
Il costo del personale ammonta a € 64.065.082,01 e risulta in aumento del 4,18% rispetto al 2009/10. Il rapporto tra costo del personale e fatturato senza plusvalenze è del 68%.
L’ammortamento della rosa calciatori ammonta a € 22.778.706,57, mentre nel 2009/10 era pari a € 27.878.697,46, il decremento è stato del 18,29%.
Pertanto l’incidenza complessiva sul fatturato (senza plusvalenze) del costo di gestione del personale, pari al 92%, è ben lungi dai livelli di gestione ottimale. Ovviamente se considerassimo anche le plusvalenze del 2010/11, si scendere al di sotto del 70%, livello di eccellenza, ma ciò significherebbe improntare una gestione che compra a poco per vendere a molto e non sempre accade.
Il requisito del pareggio di bilancio.
Il risultato, al 30 giugno 2011, prima degli interessi e delle tasse, grazie alle plusvalenze, è positivo per 18,5 milioni e risulta in aumento di 10,2 milioni.
Tuttavia, l’esercizio 2010/11 si è chiuso con una perdita di € 5.960.972,93. 
Sulla perdita pesano molto gli oneri finanziari per debiti verso terzi, che sono pari a € 40.610.848,49 e risultano in aumento di circa 32 milioni; mentre i proventi finanziari sono pari a 10,3 milioni di euro, con un aumento di 10 milioni rispetto all’esercizio precedente.
La somma algebrica dei risultati degli ultimi tre esercizi evidenzia un dato negativo di 16,8 milioni di euro. Sia il 2009/10 che il 2008/09 hanno registrato delle perdite, rispettivamente di 76 mila e 10,7 milioni di euro.
Per il periodo transitorio, ossia fino al 2017/18, l’Atletico Madrid rientra nel limite delle deviazioni consentite, ossia 45 milioni per il 2013/14-2014/15 e 30 milioni per i periodi dal 2015/16 al 2017/18.
Concludendo possiamo affermare che trattasi di un bilancio condizionato da operazioni immobiliari e da situazioni debitorie fiscali rilevanti. Le operazioni immobiliari sono state complesse e molteplici, passando attraverso il conferimento del ramo d’azienda immobiliare (2002/03), la fusione (2009/10) e la cessione dei terreni, ivi compreso lo stadio, per costruire un nuovo impianto. Al 30 giugno 2011, risulta che le operazioni immobiliari hanno generato soprattutto crediti a lungo termine. Ai fini del Fair Play Finanziario potrebbero essere evidenziati negativamente l’elevato debito verso il personale e l’eccessiva esposizione debitoria fiscale, culminata nella garanzia sui diritti alle prestazioni sportive dei giocatori.



Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3692-bilancio-201011-atletico-madrid-mezza-rosa-a-garanzia-del-debito-erariale.html

http://www.sporteconomy.it/Economia+%26+Bilanci+-+I+conti+dell%27Atletico+Madrid%3A+pi%26ugrave%3B+ombre+che+luci..._41363_9_1.html


martedì 20 dicembre 2011

Consolidato 2010/11 Tottenham Hotspur: in linea col Fair Play e verso il “De-listing”

Luca Marotta Martedì 20 Dicembre 2011 10:24
jstargio@gmail.com


Il consolidato 2010/11 di “Tottenham Hotspur Plc” presenta buoni risultati, in linea con i parametri del Fair Play Finanziario. Innanzitutto, è esposto un utile netto di 669 mila sterline, il patrimonio netto è positivo per £ 81,5 milioni, il rapporto tra costo del personale e fatturato (escluse le plusvalenze) è del 55,70%, l’indebitamento finanziario netto, ammontante a £ 56,8 milioni, è inferiore ai ricavi e risulta in diminuzione del 12%. I ricavi segnano la cifra record di £ 163,5 milioni. I costi sono aumentati in misura inferiore ai ricavi.
Il 16 novembre 2011 è stato pubblicato un comunicato che annunciava agli azionisti che sarà proposto il “De-listing”. La motivazione risiede nel fatto che gli amministratori giudicano "strategico" l’aumento della capacità dello stadio, per generare maggiori entrate. Ovviamente, per uno stadio più grande occorrono nuovi e ingenti capitali. A giudizio degli amministratori del Tottenham l’AIM, il mercato finanziario dove è quotata la società limita fortemente questa possibilità.
Il progetto del nuovo stadio “Northumberland Project” ha subito delle modifiche, che hanno comportato un aumento dei costi. L’aumento dei costi è stato causato anche dalla riduzione della zona edificabile ad uso residenziale. Poiché il progetto è in attesa di ricevere il via libera definitivo dalle autorità competenti di Londra e l’aumento dei costi si aggira intorno ai 50 milioni di sterline, gli amministratori del club londinese avevano manifestato il loro interesse per lo Stadio Olimpico e avevano fatto un'offerta per acquisire il contratto di locazione per la gestione dello stadio, dopo le Olimpiadi del 2012. Per lo Stadio Olimpico, tuttavia, sussiste il problema della pista di atletica che, in genere, compromette il godimento dello spettatore che assiste ad un match di calcio.
Pare che il mantenimento della pista di atletica fosse una pregiudiziale da parte dei locatori dello stadio; pertanto, sembrerebbe che lo Stadio Olimpico abbia cessato di essere un’opzione per il Tottenham.
Invece, per quanto il nuovo centro sportivo, dovrebbe entrare in funzione nell’estate 2012. 
Nell’esporre i dati in euro, considereremo il cambio al 30-06-2011: 1 € = 0,9035 £.
La proprietà.
La società “Enic International Limited”, registrata alle Bahamas, possiede l'85% degli Spurs. 
La “Enic International Limited” è di proprietà al 70,6% di Joe Lewis, residente nelle Bahamas, mentre il presidente Daniel Levy e alcuni membri della sua famiglia, tramite un trust, controllano l'altro 29,4%.
La continuità aziendale.
Il consolidato di “Tottenham Hotspur Plc” è stato redatto in base al principio della continuità aziendale e la società Deloitte LLP, che ha certificato il bilancio, non ha mosso alcun rilievo in merito. Quanto sopra significa che la società “Tottenham Hotspur Plc” è in grado di di onorare gli impegni finanziari futuri. Gli Amministratori degli “Spurs” ritengono che il business del Gruppo abbia solide basi e che avrà un capitale circolante sufficiente per il prossimo futuro. Di conseguenza, la società ha risorse adeguate per continuare la sua attività operativa per il prossimo futuro.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto consolidato è positivo e ammonta a £ 81,5 milioni (€ 90,2 mln), mentre nel 2009/10 era pari a £ 70,5 milioni (€ 78 mln). L’incremento è dovuto all’utile netto di esercizio per 669 mila sterline e al fatto che, durante l'anno, le “CRPS”, azioni convertibili privilegiate redimibili, allocate nella precedente stagione tra le passività finanziarie, sono state convertite per £ 10,3 milioni in azioni ordinarie e per la restante parte sono state rimborsate.
Il totale delle attività è finanziato da mezzi propri, ossia dal patrimonio netto, per il 27,91%.
La struttura dell’attivo patrimoniale.
Il totale delle attività è aumentato dell’1,32%, passando da 288,2 a 292 milioni di sterline (€ 323,1 mln).
La struttura dell’attivo patrimoniale è composta per l’86% da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali incidono per il 51% e quelle immateriali per il 35%.
Il totale delle attività non correnti ammontante a 251,5 milioni di sterline (€ 278,3 mln), segna un incremento del 5,14%. Le immobilizzazioni materiali risultano pari a £ 150,3 milioni (€ 166,3 mln), mentre nel 2009/10 erano pari a £ 123,5 milioni (€ 136,7 mln). In questa voce sono comprese le immobilizzazioni materiali in corso di costruzione per l’importo di £ 96,4 milioni, comprensivi di terreni, fabbricati e spese di progettazione. Queste ultime sono arrivate alla cifra di £ 26.340.000 e potrebbero generare una sopravvenienza passiva nel caso in cui il progetto nuovo stadio venisse abbandonato per altre soluzioni.
Le immobilizzazioni immateriali diminuiscono da £ 115,7 milioni (€ 128 mln) a £ 101,2 milioni (€ 112 mln). Nel corso dell'esercizio sono stati acquistati giocatori per un costo totale di 27,5 milioni di sterline (€ 30,4 mln).
Le attività correnti risultano pari a 40,4 milioni di sterline (€ 44,7 mln) e registrano un decremento del 17,37%.
La Posizione Finanziaria Netta.
L’indebitamento finanziario netto consolidato ammonta a 56,8 milioni di sterline (€ 62,9 mln) e, rispetto all’esercizio precedente, risulta in diminuzione del 12%. La variazione è dovuta principalmente all’incremento delle disponibilità liquide, che sono passate da £ 11,3 milioni (€ 12,5 mln) a £ 20,6 milioni (€ 22,9 mln), segnando un incremento dell’83%.
Una buona parte (47%) dell’indebitamento finanziario lordo è "virtuoso", essendo dovuto all’attività di investimento nel nuovo centro sportivo e alla progettazione del nuovo stadio.
Il saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori è a debito per £ 27,5 milioni.
I crediti commerciali per cessioni calciatori ammontano a £ 3.427.000 (2010: £ 18.423.000).
I debiti commerciali a breve per cessioni calciatori ammontano a £ 20.910.000 (2010: £ 29.120.000). I Debiti commerciali a lungo termine per l'acquisizione di calciatori sono pari a £ 9.984.000.
Considerando insieme l’indebitamento finanziario netto e il saldo debitorio da compravendita calciatori si ha un’esposizione debitoria pari a £ 84,3 milioni (€ 93,3 mln), in linea col limite del Fair Play Finanziario, essendo essa inferiore ai ricavi.
I Debiti.
Il totale delle passività sia correnti che non correnti ammonta a 210,5 milioni di sterline (€ 232,9 mln) e risulta in calo del 3,3% rispetto all’esercizio precedente. Le passività correnti ammontano a £ 118,9 milioni (112,5 nel 2009/10) e risultano in aumento del 5,69%. L’importo maggiore riguarda i debiti commerciali per £ 95,6 milioni. I debiti per imposte ammontano a £ 260 mila.
Le passività non correnti, invece, risultano in diminuzione del 12,92%, registrando la cifra di 91,6 milioni di sterline (€ 101,4 mln). I debiti per imposte differite risultano pari a £ 18,2 milioni.
I debiti bancari, esposti in bilancio, ammontano complessivamente a 52,4 milioni di sterline (€ 58 mln), al netto dei costi, di cui 19 con scadenza entro l’esercizio successivo. Al 30 giugno 2010, i debiti bancari, al netto dei costi, ammontavano a £ 49,7 milioni. Tra i debiti bancari a breve termine è compreso un prestito garantito di £ 15 milioni di HSBC Bank.
Per il Tottenham esiste una linea di credito di 55 milioni di sterline (€ 60,87 mln) con Bank of Scotland, garantita dalle proprietà del club londinese. Durante l'anno una linea di credito aggiuntiva di £ 16.000.000 è stata ottenuta da Investec Bank, per aiutare il finanziamento della costruzione del nuovo Centro Sportivo (Training Ground), ed è garantita dallo stesso.
Inoltre, al 30 giugno 2011, risulta che il gruppo che controlla il Tottenham detiene tra le passività dei titoli di debito garantiti (loan notes) derivanti da due emissioni. La prima di £ 10.000.000, della durata di 20 anni dal settembre 2003, è stata effettuata nel novembre 2002, la seconda di £ 20.000.000, della durata di 16 anni dal settembre 2007, è stata effettuata nel novembre 2006.
Il prestito di £ 20 milioni è garantito dal “White Hart Lane Stadium” e dalle future entrate per biglietti e ospitalità aziendale.
Di questi prestiti, al 30/06/11, in bilancio residuano £ 24,3 milioni, cui bisognerebbe aggiungere £ 272 mila di costi da ammortizzare per la durata degli stessi.
I Ricavi.
Il fatturato, grazie al raggiungimento dei quarti in Champions League, è aumentato in maniera consistente con un incremento del 36,45%. Infatti, ha raggiunto il livello record di £ 163,5 milioni (€ 180,9 mln), mentre nel 2009/10 era pari a 119,8 milioni di sterline (€ 132,6 mln). 
La biglietteria nelle partite della Premier League ha registrato incassi pari a £ 20,4 milioni (nel 2009/10: £ 20,1 mln). Invece, nelle partite delle coppe, la biglietteria ha registrato un record di incassi, dovuto alla partecipazione alla Champions League. L’ammontare è stato pari a £ 39 milioni (nel 2009/10: £ 6,7 mln). I ricavi da biglietteria incidono per il 36% sul totale del fatturato.
I ricavi per diritti audiovisivi sono aumentati a £ 54 milioni (€ 59,8 mln), registrando un incremento del 4,85% (nel 2009/10: £ 51,5 mln). Anche tale aumento è in gran parte attribuibile alla Champions League, mentre in campionato è stato raggiunto il quinto posto (quarto posto nel 2009/10). L’incidenza di tali ricavi sul fatturato è del 33%. 
I proventi da sponsorizzazioni e da “Corporate Hospitality” sono saliti a £ 31,8 milioni (€ 35,2 mln); nel 2009/10 ammontavano a £ 25,8 milioni (€ 28,5 mln). L’incremento è stato del 23,58%. Lo sponsor di maglia per il campionato è stato “Autonomy”, mentre “Investec”, lo è stato per le coppe. Puma è rimasto come sponsor tecnico anche per il 2010/11.
I ricavi da merchandising sono cresciuti del 22,58% a £ 9,5 milioni (nel 2009/10: £ 7,8 mln).
Merchandising e sponsor incidono per il 25,32% sul fatturato.
Gli altri ricavi aumentano da 7,9 a 8,7 milioni di sterline (€ 9,6 mln).
Il Costo dei dipendenti.
Il costo del personale è aumentato del 35,77%, da 67,1 milioni di sterline (€ 74,2 mln) a 91,1 milioni (€100,7 mln). Comunque il rapporto tra costo del personale e ricavi con esclusione delle plusvalenze è leggermente diminuito, passando dal 55,98% al 55,70%. Tale indicatore è ben al di sotto del limite stabilito dal Fair Play Finanziario, pari al 70%. 
L’ammortamento della rosa dei giocatori è rimasto sostanzialmente invariato, essendo pari a £ 39,45 milioni (€ 43,6 mln). Pertanto, il costo di gestione del personale incide sul fatturato, senza plusvalenze, per il 79,83% e sui ricavi, comprese le plusvalenze, per il 75,85%. Tale dato è leggermente più alto rispetto al livello di “eccellenza gestionale”. Dovuto, molto probabilmente, all’acquisizione dei diritti alle prestazioni dei calciatori ad un prezzo elevato rispetto ai salari.
Il “Breakeven Finanziario”.
Il Tottenham non ha problemi per quanto riguarda l’obiettivo del pareggio di bilancio, considerando anche le varie soglie di tolleranza del Fair Play Finanziario. La somma algebrica degli ultimi tre bilanci consolidati è positiva per £ 17,2 milioni (€ 19 mln).
Dal punto di vista economico, l’esercizio 2010/11 è stato ben gestito, perché ad un aumento dei ricavi del 36,45% è corrisposto un aumento delle spese operative del 25%.
Se escludessimo le spese operative riguardanti la gestione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, risulterebbe un incremento del 35%, precisamente da £ 97,1 milioni (€ 107,5 mln) a £ 131,2 milioni (€ 145,2 mln). Nella sostanza, tali spese sono aumentate quasi proporzionalmente al fatturato, perché si è fatto leva principalmente sul costo del personale.
Il risultato operativo, escludendo la gestione dei diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, ha registrato un incremento del 42,43%; infatti, nel 2010/11, risulta positivo per £ 32,3 milioni (€ 35,7 mln), mentre nel 2009/10, ammontava a £ 22.7 milioni (€ 25 mln). 
L’eccedenza di plusvalenze per la cessione di giocatori ammonta a £ 8,6 milioni (€ 9,4 mln), nel 2009/10 era nettamente superiore, risultando pari a £ 15,3 milioni (€ 16,8 mln). Hanno contribuito a tale risultato la cessione di Adel Taarabt al Queens Park Rangers e i bonus relativi a precedenti anni per Darren Bent al Sunderland, Kevin-Prince Boateng al Portsmouth, Dimitar Berbatov al Manchester United e Didier Zokora al Sevilla.
Il risultato netto consolidato è positivo per £ 669 mila (€ 740 mila) ed è migliore rispetto alla perdita del 2009/10 di £ 6,6 milioni.
Se si confermasse l’ipotesi gestionale degli amministratori, che punta su uno stadio nuovo, che abbia una capacità maggiore rispetto ai 36.230 spettatori del "White Hart Lane", per ottenere maggiori entrate, si profilerebbe un futuro da grande club europeo.



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