lunedì 21 novembre 2011
Bilancio Consolidato 2010/11 Manchester City: perdita record
Luca Marotta Lunedì 21 Novembre 2011 23:04
jstargio@gmail.com
Il bilancio consolidato al 31 maggio 2011 del Manchester City sembra confortare la tesi che per vincere di più bisogna spendere di più. Tuttavia, anche durante la stagione 2010/11, il Manchester City ha speso più di quanto abbia incassato. La perdita consolidata registrata è stata di £ 197,5 milioni, pari a circa 225,7 milioni di euro (ad un cambio: 1 €= £ 0,875). Tale comportamento, per le proporzioni assunte, non risulta conforme al principio cardine del Regolamento Uefa sul Fair Play Finanziario, ossia: “non spendere più di quanto si guadagni”. Appare logico affermare che il Fair Play Finanziario, per i “Citizens”, costituisca un”problema”, anche per la via scelta per risolverlo, ossia la cessione dei diritti del nome dello stadio a favore di una parte correlata. Tale scelta è caduta nel mirino della UEFA, che giudicherà se sia avvenuta ad un “valore equo”. Durante la stagione 2010/11 si è ripetuto, ancora una volta, un forte squilibrio economico strutturale, perché ad un fatturato record di £ 153 milioni (€ 175 milioni), in crescita del 22,5%, si contrappongono un costo del personale per £ 174 milioni (€ 199 milioni) e ammortamenti della rosa giocatori per £ 83,8 milioni (€ 96 milioni), cui bisogna aggiungere una svalutazione degli stessi per £ 29,4 milioni.
Graham Wallace, Chief Operating Officer, assicura che una perdita di questa entità non si ripeterà(pena l’esclusione dalle manifestazioni UEFA, aggiungeremmo), coerentemente con la nuova strategia del Club volta a perseguire una gestione sostenibile in funzione dell’entrata a regime delle regole UEFA sul “fair play finanziario”. Forse non a caso, con i risultati del 2010/11 si è toccato il fondo dal punto di vista finanziario. A dimostrazione che il City intende perseguire una gestione sostenibile, Wallace evidenzia l’atteggiamento del City nella campagna trasferimenti. Dopo aver acquistato, durante la stagione 2010/11, sette giocatori di livello internazionale, nell’estate 2011 il City ha ridotto l’acquisto di nuovi giocatori a sei, vendendone altrettanti e prestandone 16. Si aggiunga che il Club ha continuato ad investire nel settore giovanile. Da considerare positivamente il fatto che, per il 2011/12, vi saranno i previsti benefici della partecipazione alla UEFA Champions League. Nel luglio 2011 c’è stata la firma di un contratto decennale di partnership tra il Club e Etihad Airways, che dovrebbe avere un forte impatto positivo sulla posizione finanziaria del club nel corso del decennio successivo. Il contratto comprende la proroga dei contratti già esistenti per la sponsorizzazione della maglia, i diritti del nome sia per “Etihad Stadium” che per il “Campus Etihad”, oltre alla cooperazione in materia di iniziative di media, imprese e territorio della Comunità di Manchester. Il valore dell’accordo decennale, secondo gli organi di stampa inglese, si aggirerebbe intorno a £ 400 milioni, pari a circa 457 milioni di euro.
Nonostante i buoni “auspici”, la campagna trasferimenti dell’estate 2011, che interesserà il bilancio 2011/12, ha registrato l’acquisto di giocatori del livello di Sergio Agüero (Atletico di Madrid), Gael Clichy e Samir Nasri (Arsenal FC), Denis Suarez (Celta Vigo) e Stefan Savic (FK Partizan); mentre si sono registrate le cessioni di Jerôme Boateng (Bayern Monaco), Shay Given (Aston Villa FC), João de Silva (Sport Club Internacional), Craig Bellamy (Liverpool FC), Felipe Caicedo (Levante UD) e Shaun Wright-Phillips (Queens Park Rangers). La spesa netta per queste operazioni è stata di circa £ 53.6 milioni (€ 61,3 milioni).
Il bilancio consolidato considerato è quello della società Manchester City Limited, che è la società capogruppo, ha sede in Inghilterra e controlla il gruppo di società cui fa capo il club di calcio inglese “Manchester City”. Le società controllate al 100% sono quattro: Manchester City Football Club Limited; Manchester City Investments Limited; Manchester City Property Limited; Manchester City Developments Limited. A sua volta, Manchester City Limited è controllata dalla società “Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited”, dello sceicco Mansour, una società registrata nel Jebel Ali Freezone (una “zona franca” del Dubai). Lo sceicco Mansour ha acquisito il controllo del Manchester City nel 2008.
La gestione economica.
Durante la stagione 2010-11, come già detto, il fatturato è aumentato del 22,5%, passando da 125 a 153,2 milioni di sterline. Per la prima volta nella sua storia, il Manchester City ha superato la soglia dei 150 milioni di sterline. Ricordiamo che, al 31 maggio 2009, il fatturato ammontava a £ 87 milioni e al 31/05/2008 era pari a £ 82,3 milioni.
I ricavi da gare sono passati da £ 18,2 milioni a £ 19,7 milioni, con un incremento dell’8%, a causa dell’aumento medio di presenze, della partecipazione all’UEFA Europa League e alle partite di FA Cup. Lo stadio ha ospitato un numero record di partite, tra campionato e coppe, pari a 30.
Si è raggiunta una media spettatori di 45.880 per le partite di campionato e 29.934 per le partite di coppa, con una partecipazione record di 47.393 per la partita con l’Arsenal nel mese di ottobre 2010.
I ricavi da diritti Tv sono aumentati a £ 68.8 milioni da £ 54 milioni, con un incremento del 27,5%, determinato dalla posizione finale in Premier League, la partecipazione alla UEFA Europa League e la vittoria storica del club nella Coppa d'Inghilterra.
I ricavi commerciali sono aumentati del 22,47%, da 52,8 a 64,7 milioni di sterline (€ 73,9 milioni). Il risultato dei ricavi commerciali è determinato dall'impatto sull'intero esercizio degli accordi di partnership a lungo termine con Etihad Airways, Umbro, Aabar, Abu Dhabi Tourism Authority e Etisalat.
Il totale dei costi operativi ordinari ammonta a £ 313,7 milioni, mentre nel 2009/10 era pari a £ 251,2 milioni e registra un incremento del 24,89%.
I costi operativi ordinari sono il doppio del fatturato; infatti, per ogni sterlina fatturata, si spendono 2,05 sterline in costi operativi ordinari. Il dato peggiora ulteriormente se si considerassero anche i costi operativi straordinari pari a £ 34,4 milioni (di cui £ 29,4 per svalutazione calciatori), assenti nell’esercizio precedente.
I costi del personale hanno subito un incremento del 30,51% passando da 133,3 a 174 milioni di sterline. Il rapporto tra costi del personale e fatturato è pari a 113,6%, peggiorando il dato dell’esercizio precedente pari a 106,6%. In base al Regolamento sul Fair Play Finanziario, potranno essere richiesti maggiori approfondimenti ed analisi ai club che presentino un costo del personale superiore al 70% dei ricavi.
Gli ammortamenti della rosa giocatori passano da 71 a 83,8 milioni di sterline, con un incremento del 18,08%.
I costi generati dalle immobilizzazioni materiali, tra ammortamenti e leasing, ammontano a 5,8 milioni di sterline (€ 6,7 milioni) e registrano un incremento del 31,21%.
Gli altri costi hanno subito un incremento del 17,94%, assestandosi a £ 49,9 milioni (€ 57,1 milioni).
L’eccedenza di plusvalenze per la cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori diminuisce da 10,3 a 5,3 milioni di sterline, con una diminuzione del 47,92%.
La gestione finanziaria risulta negativa per £ 4,5 milioni (€ 5,2 milioni), mentre nel 2009/10 era negativa per £ 3,3 milioni.
Il risultato d’esercizio espone una rilevante perdita di £ 197,5 milioni (€ 225,7 milioni), che peggiora sia il dato del 31 maggio 2010 negativo per £ 121,3 milioni (€ 138,6 milioni), sia il dato al 31 maggio 2009, che esponeva una perdita consolidata di 92,6 milioni (€ 105,8 milioni), sia il dato del 31 maggio 2008 che registrava una perdita di 32,6 milioni (€ 37,3 milioni). Il trend delle perdite, se fosse confermato anche in futuro, dimostrerebbe che il Manchester City non potrebbe adeguarsi a quanto stabilito dal Fair Play Finanziario. Ricordiamo che per le prime due stagioni di applicazione, ossia il 2013/14 e 2014/15, la soglia di tolleranza per le perdite è fissata in 45 milioni di euro; mentre per le stagioni successive fino al 2017/18, la soglia di tolleranza scende a 30 milioni di euro.
La situazione patrimoniale e finanziaria.
Il totale dell’attivo risulta pari a £ 519,1 milioni (€ 593,3 milioni), con un incremento del 3,5% rispetto al 31 maggio 2010.
Le attività non correnti ammontano a £ 445,8 milioni (€ 509,5 milioni) e registrano un incremento del 9,73%. Le immobilizzazioni immateriali nette sono pari a £ 231,8 milioni (€ 264,9 milioni), con un incremento del 16,45% rispetto al 2010. Esse rappresentano il 44,65% del totale delle attività, mentre le immobilizzazioni materiali, pari a £ 214 milioni (€ 244,6 milioni), ne rappresentano il 41,23%. Per quanto riguarda la rosa dei giocatori sono stati effettuati investimenti per £ 165,1 milioni (145,4 nel 2009/10), pari a circa € 188,6 milioni. I giocatori più importanti acquistati durante il 2010/11 sono: Yaya Touré, David Silva, Mario Balotelli, Aleksandar Kolarov, James Milner, Jerôme Boateng e Edin Dzeko. Da evidenziare le svalutazioni per £ 29,4 milioni, sintomi di acquisti effettuati in passato ad un prezzo eccessivo. Le immobilizzazioni materiali sono composte da: terreni e fabbricati di piena proprietà per £ 30,1 milioni (£ 30,7 milioni nel 2010); terreni e fabbricati in leasing a breve per £ 2,4 milioni (£ 2,5 milioni nel 2010); terreni e fabbricati in leasing a lungo termine per £ 158,8 milioni (£161,4 milioni nel 2010); arredi e attrezzature per £ 20,9 milioni (£12,7 milioni nel 2010); son poi da aggiungere immobilizzazioni in corso di costruzione per £ 1,8 milioni. Il 5 agosto 2003 il vecchio stadio “Maine Road” fu scambiato per una concessione in affitto per 250 anni dello stadio "City of Manchester". Il contratto fu concepito alla stregua di un leasing finanziario, con un complesso meccanismo di rivalutazione basato anche sulla media degli spettatori, stimata in 42.500 unità.
Le attività correnti sono pari a £ 73,3 milioni (€ 83,7 milioni), nell’esercizio precedente erano pari a £ 95,3 milioni (€ 108,9 milioni). I crediti per la cessione di calciatori ammontano a £ 18,4 milioni. Le disponibilità liquide passano da 34,6 a 30,3 milioni di sterline (€ 34,6 milioni).
I debiti con scadenza entro l’anno sono pari a £ 132,9 milioni e aumentano del 52,25%. Tra questi debiti sono compresi quelli per l’acquisto di calciatori, che ammontano a £ 76 milioni (61,7 nel 2010).
I debiti esigibili oltre l’esercizio successivo ammontano a £ 83,4 milioni e registrano un decremento del 9,66% rispetto all’esercizio precedente. I debiti a lungo termine per l’acquisto di calciatori sono pari a £ 12,4 milioni (19,1 nel 2010).
I debiti complessivi per l’acquisto di calciatori ammontano a 88,4 milioni di sterline (€ 101 milioni). Il rapporto tra debiti per l’acquisto di calciatori e valore lordo delle immobilizzazioni immateriali è del 28,84%.
I debiti finanziari ammontano complessivamente a £ 73,2 milioni (€ 83,7 milioni) e risultano diminuiti del 2,72% rispetto al 31 maggio 2010. Essi sono composti da debiti per il leasing finanziario riguardante lo stadio ammontanti a £ 38,9 milioni (£ 39,3 nel 2010) e altri titoli di debito ammontanti a £ 34,4 milioni (€ 39,2 milioni). I debiti finanziari con scadenza superiore ai 5 anni rappresentano l’85% dell’importo.
I risconti passivi per ricavi anticipati ammontano a £ 30,1 milioni, con un incremento del 5,75% rispetto al 2009/10.
Il Patrimonio Netto è pari a £ 272,66 milioni (€ 311,6 milioni), nell’esercizio precedente era positivo per £ 293,5 milioni (€ 335,4 milioni). Durante l’anno si è provveduto all’emissione di 83.345.329 nuove azioni ordinarie. Il corrispettivo totale è stato £ 176.692.100, di cui £ 168.357.567 per sovrapprezzo azioni. Il patrimonio netto rappresenta il 52,5% delle attività, che in analisi finanziaria rappresenta un buon indice, ma che deve fare i conti con una pessima gestione economica. Questa espansione della base patrimoniale della Società è coerente con la prassi del periodo precedente, volta a rafforzare il bilancio del Club attraverso l'emissione di nuove azioni, piuttosto che ricorrere all’indebitamento.
Dopo il 31 maggio 2011, sono state emesse 53.860.400 azioni per 114,2 milioni sterline, versate il 29 luglio 2011 dalla capogruppo Abu Dhabi United Group Investment & Development Limited.
L’indebitamento finanziario netto è aumentato a £ 42,9 milioni, mentre nell’esercizio precedente era pari a £ 40.667.000. Tuttavia ai fini del fair play finanziario bisognerebbe considerare anche il saldo tra crediti e debiti per la compravendita di calciatori che, per il 2010/11, è negativo per £ 70 milioni (72,3 nel 2009/10). Considerando i due dati si ha un importo negativo per £ 112,9 milioni, comunque inferiore al totale dei ricavi rilevanti, ammesso che i rapporti con le parti correlate, come le sponsorizzazioni, siano considerate valutate in modo corretto “al valore equo”.
Il Manchester City dovrà aumentare necessariamente il fatturato ma, anche nell’ipotesi di un forte incremento dello stesso, con la partecipazione alla Champions League e con i proventi per i diritti del nome dello stadio, rimane il problema della struttura dei costi, che determinano perdite rilevanti, al di sopra della soglia di tolleranza del Fair Play Finanziario.
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3603-bilancio-consolidato-201011-manchester-city-perdita-record.html
martedì 15 novembre 2011
Gestione Moratti: il “post-Calciopoli” costa il doppio di prima
Luca Marotta Martedì 15 Novembre 2011 23:53
Nel febbraio 1995, in base alle cronache dell’epoca, Moratti acquistò l’Inter da Pellegrini con un’operazione che comportava un esborso di circa 70 miliardi delle vecchie lire. Le stesse cronache, infatti, riportarono che Moratti acquistò il credito del Gruppo Pellegrini verso la società nerazzurra per circa 24 miliardi di lire; si accollò i pagamenti del debito residuo relativo all’acquisto di giocatori come Bergkamp, Jonk, Pagliuca, Bia, Orlandini e Pancev per circa 30 miliardi e pagò a Pellegrini 15 miliardi per l’acquisto delle azioni. Traducendo in euro l’importo complessivo dell’operazione, avremmo circa 35,7 milioni dell’epoca e circa 49 milioni come valore rivalutato ai nostri giorni.
Per quanto detto sopra, la stagione 1994/95, che si chiuse con una perdita di circa 16,6 milioni di euro, dovrebbe far capo alla “gestione Pellegrini”: per questo considereremo come stagione iniziale quella del 1995/96.
Dall’analisi dei bilanci di esercizio di F.C. Internazionale Milano Spa dal 1995/96 al 2010/11 emerge che durante i cinque anni del periodo del “post-Calciopoli” (2006/07-2010/11) la somma delle perdite nette supera quella del periodo antecedente (1995/96-2005/06). Si aggiunga, che questa analisi non considera i bilanci consolidati, che elidono l’operazione “infragruppo” relativa alla “cessione del marchio”, la quale apportò nel bilancio di esercizio 2005/06 dell’Inter una plusvalenza di circa 158 milioni di euro.
Nei 16 bilanci dal 1995/96 al 2010/11, l'Inter ha cumulato perdite nette per circa 1,2 miliardi di euro e ha ricevuto apporti dai soci per una cifra superiore al miliardo di euro. Cifre da manovra finanziaria!
Fino al 2005/06 le perdite cumulate dei bilanci di esercizio erano pari a 511 milioni con un apporto dei soci pari a circa 521 milioni di euro. In relazione a tale periodo, ove si volesse considerare il bilancio consolidato del 2005/06, la perdita cumulata raggiungerebbe la cifra di 661 milioni. Nel periodo “post-Calciopoli”, ossia dal 2006/07 al 2010/11, la somma delle perdite relative ai bilanci di esercizio risulta pari a circa 665 milioni di euro. Quindi, “inaspettatamente”, risulta che nelle cinque stagioni del “post-Calciopoli” la somma delle perdite è superiore a quella delle undici stagioni precedenti.
I “freddi” numeri dicono che nelle stagioni “vincenti” l’Inter ha vinto molto, perché ha speso il doppio di quelle precedenti; in effetti, anche il dato relativo al costo del personale conferma che, negli ultimi cinque anni, l’Inter ha speso quanto la somma degli undici anni precedenti.
Per concludere, resta un interrogativo che ci si deve porre: per vincere di più, bisogna spendere di più?
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3585-gestione-moratti-il-post-calciopoli-costa-il-doppio-di-prima.html
Per quanto detto sopra, la stagione 1994/95, che si chiuse con una perdita di circa 16,6 milioni di euro, dovrebbe far capo alla “gestione Pellegrini”: per questo considereremo come stagione iniziale quella del 1995/96.
Dall’analisi dei bilanci di esercizio di F.C. Internazionale Milano Spa dal 1995/96 al 2010/11 emerge che durante i cinque anni del periodo del “post-Calciopoli” (2006/07-2010/11) la somma delle perdite nette supera quella del periodo antecedente (1995/96-2005/06). Si aggiunga, che questa analisi non considera i bilanci consolidati, che elidono l’operazione “infragruppo” relativa alla “cessione del marchio”, la quale apportò nel bilancio di esercizio 2005/06 dell’Inter una plusvalenza di circa 158 milioni di euro.
Nei 16 bilanci dal 1995/96 al 2010/11, l'Inter ha cumulato perdite nette per circa 1,2 miliardi di euro e ha ricevuto apporti dai soci per una cifra superiore al miliardo di euro. Cifre da manovra finanziaria!
Fino al 2005/06 le perdite cumulate dei bilanci di esercizio erano pari a 511 milioni con un apporto dei soci pari a circa 521 milioni di euro. In relazione a tale periodo, ove si volesse considerare il bilancio consolidato del 2005/06, la perdita cumulata raggiungerebbe la cifra di 661 milioni. Nel periodo “post-Calciopoli”, ossia dal 2006/07 al 2010/11, la somma delle perdite relative ai bilanci di esercizio risulta pari a circa 665 milioni di euro. Quindi, “inaspettatamente”, risulta che nelle cinque stagioni del “post-Calciopoli” la somma delle perdite è superiore a quella delle undici stagioni precedenti.
I “freddi” numeri dicono che nelle stagioni “vincenti” l’Inter ha vinto molto, perché ha speso il doppio di quelle precedenti; in effetti, anche il dato relativo al costo del personale conferma che, negli ultimi cinque anni, l’Inter ha speso quanto la somma degli undici anni precedenti.
Per concludere, resta un interrogativo che ci si deve porre: per vincere di più, bisogna spendere di più?
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domenica 13 novembre 2011
Bilancio consolidato 2010/11 S.S. Lazio S.p.A.: utile da contenzioso tributario
Luca Marotta Domenica 13 Novembre 2011 23:31
jstargio@gmail.com
La S.S. Lazio SpA ha chiuso il bilancio consolidato, al 30 giugno 2011, con un utile di € 9.982.408. Un importante contributo all’esposizione di questo risultato è stato dato da una sentenza favorevole della Commissione Tributaria Regionale di Roma, riguardante il trattamento tributario, ai fini IRAP, delle plusvalenze realizzate sulla cessione dei calciatori.
Nel perimetro di consolidamento del bilancio consolidato della S.S. Lazio S.p.A. rientrano le seguenti società: S.S. Lazio Marketing & Communications S.p.A. (100,00%); Cirio Lazio Immobiliare S.r.l. (49,00%); Cono Roma S.r.l. in liquidazione (50,00%); SDS-Società Diritti Sportivi S.r.l. in liquidazione (37,50%). Il Gruppo è sottoposto alla direzione e coordinamento della società Lazio Events S.r.l.. Dal punto di vista gestionale la S.S. Lazio S.p.A. è gestita col sistema “dualistico”, con il Consiglio di Sorveglianza eletto dall'Assemblea dei Soci, e il Consiglio di Gestione eletto dal Consiglio di Sorveglianza.
L’Indebitamento Fiscale.
In principio era il debito fiscale. Questo “incipit” sintetizza l’inizio della gestione Lotito e i non facili problemi che lo stesso ha dovuto affrontare. I revisori di PricewaterhouseCoopers Spa, al quinto punto della relazione al bilancio consolidato del 30 giugno 2011, ricordano che nel corso dell'esercizio 2004/05 la SS Lazio SpA ha stipulato con l'Agenzia delle Entrate un atto di transazione con rateizzazione del debito tributario relativo a IRPEF e IVA dovute a tutto il 31 dicembre 2004. Al 30 giugno 2011, la SS Lazio SpA ha provveduto al regolare versamento delle rate previste ed il debito residuo ammonta a 68,3 milioni di Euro. L’importo complessivo dovuto era di 108,78 milioni (140 milioni con gli interessi). Gli stessi revisori hanno riportato l’affermazione dei Consiglieri di Gestione, che ritengono che la SS Lazio SpA sia in grado di far fronte agli impegni finanziari derivanti dalla dilazione concessa dal fisco.
L’importo dei debiti tributari allocato tra le passività non correnti è di 64,9 milioni e rappresenta il 71% delle passività non correnti e il 42% di tutte le passività. Il totale dei debiti tributari (correnti e non correnti), pari a 71,4 milioni, “finanzia” il 42% delle attività. Tali debiti non essendo scaduti, in quanto oggetto per la maggior parte di transazione, e non rientrando nel calcolo dell’indebitamento finanziario, non rilevano ai fini del Fair Play Finanziario.
In ogni caso, sembra che le problematiche fiscali, almeno di natura interpretativa, continuino a caratterizzare anche l’attuale gestione. I revisori hanno evidenziato che la SS Lazio SpA, aderendo all'impostazione fornita dalla Lega Nazionale Professionisti, nonostante l’orientamento contrario espresso dall'Agenzia delle Entrate, ritiene di non dover assoggettare a tassazione ai fini IRAP le plusvalenze generate dalla cessione dei calciatori. Per questo motivo, la SS Lazio SpA ha ricevuto alcuni avvisi di accertamento e cartelle di pagamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, nel corso del 2010/11, sono stati accolti i ricorsi presentati contro gli avvisi di accertamento. Pur non essendo tali sentenze ancora passate in giudicato, “tenuto conto del mutato livello di rischio di soccombenza” e con il supporto di un parere di un professionista, la SS Lazio SpA ha provveduto a “rilasciare” a conto economico le somme precedentemente accantonate per un ammontare di 9,47 milioni di Euro. In effetti, al 30 giugno 2011, il “Fondo oneri tributari futuri” ammonta solo a € 278 mila, con un decremento di Euro 9.957 migliaia rispetto all’esercizio precedente, dovuto principalmente allo storno, di cui si è detto.
Altra problematica fiscale affrontata è stata quella del trattamento tributario dei compensi per procuratori, ai fini IRPEF ed IVA. In data 29 dicembre 2008 l'Agenzia delle Entrate ha notificato alla SS Lazio SpA un avviso di accertamento avente ad oggetto il trattamento tributario di tali compensi, per l'esercizio 2003. In data 22 dicembre 2010 è stato definito l'accertamento in sede di conciliazione mediante pagamento di 0,25 milioni di Euro, con utilizzo dei fondi per rischi ed oneri stanziati in esercizi precedenti.
L’Indebitamento Finanziario.
L’indebitamento finanziario netto è pari a 9,01 milioni di Euro e aumenta di 8,45 milioni. Tale indebitamento è fonte di finanziamento del capitale investito netto per il 46,20%. L’incremento dell’esposizione debitoria è dovuto principalmente ad un aumento degli anticipi da parte della società di factoring “Unicredit Factoring”, per la cessione dei crediti futuri riferiti ai diritti televisivi per il 2011/12.
Le disponibilità liquide ammontano a 4,9 milioni e variano di poco rispetto all’esercizio precedente.
Il capitale circolante netto, come esposto nel bilancio, è negativo per 93,68 milioni (-101,03 nel 2009/10).
I crediti verso enti-settore specifico a breve termine ammontano, al 30 giugno 2011, a 16,4 milioni, con un aumento rispetto al saldo del 30 giugno 2010 di 8 milioni. Tra questi crediti spiccano i crediti verso società calcistiche, rivenienti dalla campagna trasferimenti, che ammontano a 15,1 milioni.
I Debiti verso enti settore specifico ammontano complessivamente a 20,5 milioni e si riferiscono interamente a debiti verso società calcistiche italiane. L’importo con scadenza oltre i 12 mesi è di 8,4 milioni.
L’indebitamento finanziario netto, aumentato del saldo tra debiti e crediti verso squadre di calcio, non supera il valore dei ricavi, comprensivi di plusvalenze, ed è conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario.
Gli Altri Debiti.
La voce “Altri Debiti” al 30 giugno 2011 è diminuita, rispetto al 30 giugno 2010, di 2 milioni, ed ammonta a 15 milioni. Nel bilancio si legge che tale riduzione dipende principalmente dai minori debiti verso il personale a seguito del pagamento della mensilità di maggio in ottemperanza a quanto previsto dalla nuova normativa del Fair Play Finanziario. In effetti i debiti verso tesserati e dipendenti sono diminuiti a 6,6 milioni da 10,5 milioni del 2009/10.
Nel bilancio consolidato viene riportata anche la situazione dell’indebitamento, scaduto al 30 giugno 2011, del Gruppo Lazio che espone distintamente gli importi per i quali sono scaduti i termini di pagamento: 6,3 milioni verso gli intermediari; 0,3 milioni per altre passività 5,51 per debiti commerciali. E’ specificato che il Gruppo Lazio è parte, attiva e passiva, in alcuni procedimenti giudiziari di cognizione ordinaria e d’ingiunzione, aventi ad oggetto alcuni rapporti commerciali e, in particolare, ex dipendenti, procuratori, fornitori e consulenti. Trattandosi di procedimenti relativi a rapporti dei quali il Gruppo ha già contabilizzato gli effetti economici e patrimoniali, la società ritiene che all’esito degli stessi non possano derivare ulteriori passività significative.
Fra i debiti verso fornitori nazionali, i più significativi sono rappresentati da quelli verso il CONI (Euro 1.145 migliaia) per l’utilizzo dello stadio Olimpico.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2011 risulta essere positivo per Euro 10,5 milioni ed in aumento rispetto all’esercizio precedente (€ 508.710). Essendo non negativo ed in crescita rispetto all’esercizio precedente, tale indicatore è conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario. I “mezzi propri” finanziano il 6,35% di tutte le attività.
Tra le riserve che compongono il Patrimonio netto consolidato spicca la “Riserva da prima applicazione IAS”, che risulta negativa per 69.156.856 Euro.
I Ricavi.
Il totale dei ricavi ammonta a 93,7 milioni e risulta in calo del 4,9% rispetto al 2009/10.
I Ricavi da gare diminuiscono a 8,2 milioni, con una variazione negativa di 1,8 milioni. Tale decremento è dipeso soprattutto dalla voce abbonamenti. L’incidenza di tale voce sul totale dei ricavi è dell’8,76%.
I Ricavi da diritti televisivi e proventi media sono aumentati a 51,1 milioni, con una variazione positiva di 5,6 milioni. La SS Lazio Spa ha beneficiato dei nuovi criteri di ripartizione dei diritti televisivi, nonostante la mancata partecipazione alla Europa League.
I Ricavi da sponsorizzazione e pubblicità sono diminuiti a 12,1 milioni, con una variazione negativa del 48,55% e con un’incidenza sul totale ricavi del 12,9%. Tale diminuzione è dipesa soprattutto dalla conclusione al 30 giugno 2010 del contratto di sponsorizzazione del centro sportivo di Formello. In particolare, i ricavi per le sponsorizzazioni ammontano a 3,5 milioni e sono principalmente rappresentati dai ricavi derivanti dal contratto perfezionato con la Puma Italia S.r.l.. I proventi pubblicitari ammontano a 8,1 milioni e sono principalmente rappresentati dai proventi derivanti dal contratto stipulato con la Infront Italy S.r.l., per 7,3 milioni.
I Ricavi da gestione diritti calciatori risultano pari a 18,7 milioni, con un incremento rispetto alla stagione precedente di 9,5 milioni e con un’incidenza sul totale dei ricavi del 20% circa. Tale variazione è dipesa, principalmente, da maggiori plusvalenze per la cessione dei diritti alle prestazioni sportive, tra cui spicca la plusvalenza, per Euro 17,91 milioni, relativa a Kolarov ceduto al Manchester City.
La voce “Altri Ricavi” è pari a 2,25 milioni con un decremento rispetto alla stagione precedente di 6,3 milioni. Tale variazione è dipesa principalmente dal venire meno dei proventi non ricorrenti legati alla transazione effettuata con la RAI (5 milioni) per l’utilizzo da parte della medesima, sino al 30 giugno 2010, degli archivi delle immagini storiche della S.S. Lazio S.p.A.. Inoltre, tale voce ricomprende i ricavi da transazioni con creditori (non ricorrenti), che ammontano a € 667 mila.
I Ricavi da Merchandising rappresentano solamente l’1,47% del totale dei ricavi e sono pari a 1,4 milioni, con un incremento rispetto al 30 giugno 2010 di € 230 mila. Tale miglioramento è dipeso principalmente dalle vendite dei negozi.
Il Costo dei dipendenti.
I costi per il personale aumentano da 37,9 a 39,3 milioni. L’incidenza sul totale dei ricavi è del 42% ed è nettamente al di sotto del limite massimo del 70% stabilito dal Fair Play Finanziario.
Il personale in forza al 30.06.11 risulta composto da 161 unità, di cui 48 calciatori e 59 allenatori.
Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni sono pari a 20,6 milioni con un incremento del 19,12%, dovuto principalmente all’aumento della quota di ammortamento sui diritti alle prestazioni sportive a seguito della campagna acquisti ed alla svalutazione di diritti alle prestazioni sportive a seguito di risoluzioni contrattuali.
Gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive sono pari a 18,2 milioni.
Le svalutazioni, pari a circa 1,5 milioni, riguardano l’azzeramento dei valori residui dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori Correa, Meghni e Muslera a seguito delle risoluzioni anticipate del loro contratto economico.
L’incidenza del costo di gestione del personale (salari + ammortamenti) sui ricavi è di poco superiore al 61%, che rappresenta un buon risultato.
Gli oneri per godimento di beni di terzi ammontano a circa 3,2 milioni e sono principalmente costituiti dall’affitto dello stadio Olimpico per 2,8 milioni.
La riduzione della voce “Accantonamenti e altre svalutazioni” è conseguenza dell’azzeramento del fondo rischi a seguito dell’esito positivo del contenzioso tributario a fronte del quale il fondo era stato costituito. In effetti, tale la voce di bilancio risulta positiva (e non negativa) per 8,4 milioni con una variazione di segno positivo di 10 milioni rispetto al 2009/10, a causa dello storno di accantonamenti effettuati nel fondo rischi tributario, in virtù di una sentenza favorevole della Commissione Tributaria Regionale di Roma.
Il “Breakeven Finanziario”.
Il bilancio consolidato al 30 giugno 2011 si è chiuso con un utile netto di € 9.982.408, mentre al 30 giugno 2010 si era registrata una perdita consolidata di € 1.692.751. Sia il risultato al 30 giugno 2009 che quello al 30 giugno 2008 erano entrambi positivi rispettivamente per 12,05 e 13,76 milioni. In considerazione del virtuoso costo di gestione del personale e dell’ampio periodo temporale concesso per onorare il debito fiscale, la SS Lazio Spa non dovrebbe avere problemi a rispettare la soglia di tolleranza del Breakeven e gli altri indicatori del Fair Play Finanziario.
Pubblicato su:
http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3581-bilancio-consolidato-201011-ss-lazio-spa-utile-da-contenzioso-tributario.html
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La S.S. Lazio SpA ha chiuso il bilancio consolidato, al 30 giugno 2011, con un utile di € 9.982.408. Un importante contributo all’esposizione di questo risultato è stato dato da una sentenza favorevole della Commissione Tributaria Regionale di Roma, riguardante il trattamento tributario, ai fini IRAP, delle plusvalenze realizzate sulla cessione dei calciatori.
Nel perimetro di consolidamento del bilancio consolidato della S.S. Lazio S.p.A. rientrano le seguenti società: S.S. Lazio Marketing & Communications S.p.A. (100,00%); Cirio Lazio Immobiliare S.r.l. (49,00%); Cono Roma S.r.l. in liquidazione (50,00%); SDS-Società Diritti Sportivi S.r.l. in liquidazione (37,50%). Il Gruppo è sottoposto alla direzione e coordinamento della società Lazio Events S.r.l.. Dal punto di vista gestionale la S.S. Lazio S.p.A. è gestita col sistema “dualistico”, con il Consiglio di Sorveglianza eletto dall'Assemblea dei Soci, e il Consiglio di Gestione eletto dal Consiglio di Sorveglianza.
L’Indebitamento Fiscale.
In principio era il debito fiscale. Questo “incipit” sintetizza l’inizio della gestione Lotito e i non facili problemi che lo stesso ha dovuto affrontare. I revisori di PricewaterhouseCoopers Spa, al quinto punto della relazione al bilancio consolidato del 30 giugno 2011, ricordano che nel corso dell'esercizio 2004/05 la SS Lazio SpA ha stipulato con l'Agenzia delle Entrate un atto di transazione con rateizzazione del debito tributario relativo a IRPEF e IVA dovute a tutto il 31 dicembre 2004. Al 30 giugno 2011, la SS Lazio SpA ha provveduto al regolare versamento delle rate previste ed il debito residuo ammonta a 68,3 milioni di Euro. L’importo complessivo dovuto era di 108,78 milioni (140 milioni con gli interessi). Gli stessi revisori hanno riportato l’affermazione dei Consiglieri di Gestione, che ritengono che la SS Lazio SpA sia in grado di far fronte agli impegni finanziari derivanti dalla dilazione concessa dal fisco.
L’importo dei debiti tributari allocato tra le passività non correnti è di 64,9 milioni e rappresenta il 71% delle passività non correnti e il 42% di tutte le passività. Il totale dei debiti tributari (correnti e non correnti), pari a 71,4 milioni, “finanzia” il 42% delle attività. Tali debiti non essendo scaduti, in quanto oggetto per la maggior parte di transazione, e non rientrando nel calcolo dell’indebitamento finanziario, non rilevano ai fini del Fair Play Finanziario.
In ogni caso, sembra che le problematiche fiscali, almeno di natura interpretativa, continuino a caratterizzare anche l’attuale gestione. I revisori hanno evidenziato che la SS Lazio SpA, aderendo all'impostazione fornita dalla Lega Nazionale Professionisti, nonostante l’orientamento contrario espresso dall'Agenzia delle Entrate, ritiene di non dover assoggettare a tassazione ai fini IRAP le plusvalenze generate dalla cessione dei calciatori. Per questo motivo, la SS Lazio SpA ha ricevuto alcuni avvisi di accertamento e cartelle di pagamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, nel corso del 2010/11, sono stati accolti i ricorsi presentati contro gli avvisi di accertamento. Pur non essendo tali sentenze ancora passate in giudicato, “tenuto conto del mutato livello di rischio di soccombenza” e con il supporto di un parere di un professionista, la SS Lazio SpA ha provveduto a “rilasciare” a conto economico le somme precedentemente accantonate per un ammontare di 9,47 milioni di Euro. In effetti, al 30 giugno 2011, il “Fondo oneri tributari futuri” ammonta solo a € 278 mila, con un decremento di Euro 9.957 migliaia rispetto all’esercizio precedente, dovuto principalmente allo storno, di cui si è detto.
Altra problematica fiscale affrontata è stata quella del trattamento tributario dei compensi per procuratori, ai fini IRPEF ed IVA. In data 29 dicembre 2008 l'Agenzia delle Entrate ha notificato alla SS Lazio SpA un avviso di accertamento avente ad oggetto il trattamento tributario di tali compensi, per l'esercizio 2003. In data 22 dicembre 2010 è stato definito l'accertamento in sede di conciliazione mediante pagamento di 0,25 milioni di Euro, con utilizzo dei fondi per rischi ed oneri stanziati in esercizi precedenti.
L’Indebitamento Finanziario.
L’indebitamento finanziario netto è pari a 9,01 milioni di Euro e aumenta di 8,45 milioni. Tale indebitamento è fonte di finanziamento del capitale investito netto per il 46,20%. L’incremento dell’esposizione debitoria è dovuto principalmente ad un aumento degli anticipi da parte della società di factoring “Unicredit Factoring”, per la cessione dei crediti futuri riferiti ai diritti televisivi per il 2011/12.
Le disponibilità liquide ammontano a 4,9 milioni e variano di poco rispetto all’esercizio precedente.
Il capitale circolante netto, come esposto nel bilancio, è negativo per 93,68 milioni (-101,03 nel 2009/10).
I crediti verso enti-settore specifico a breve termine ammontano, al 30 giugno 2011, a 16,4 milioni, con un aumento rispetto al saldo del 30 giugno 2010 di 8 milioni. Tra questi crediti spiccano i crediti verso società calcistiche, rivenienti dalla campagna trasferimenti, che ammontano a 15,1 milioni.
I Debiti verso enti settore specifico ammontano complessivamente a 20,5 milioni e si riferiscono interamente a debiti verso società calcistiche italiane. L’importo con scadenza oltre i 12 mesi è di 8,4 milioni.
L’indebitamento finanziario netto, aumentato del saldo tra debiti e crediti verso squadre di calcio, non supera il valore dei ricavi, comprensivi di plusvalenze, ed è conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario.
Gli Altri Debiti.
La voce “Altri Debiti” al 30 giugno 2011 è diminuita, rispetto al 30 giugno 2010, di 2 milioni, ed ammonta a 15 milioni. Nel bilancio si legge che tale riduzione dipende principalmente dai minori debiti verso il personale a seguito del pagamento della mensilità di maggio in ottemperanza a quanto previsto dalla nuova normativa del Fair Play Finanziario. In effetti i debiti verso tesserati e dipendenti sono diminuiti a 6,6 milioni da 10,5 milioni del 2009/10.
Nel bilancio consolidato viene riportata anche la situazione dell’indebitamento, scaduto al 30 giugno 2011, del Gruppo Lazio che espone distintamente gli importi per i quali sono scaduti i termini di pagamento: 6,3 milioni verso gli intermediari; 0,3 milioni per altre passività 5,51 per debiti commerciali. E’ specificato che il Gruppo Lazio è parte, attiva e passiva, in alcuni procedimenti giudiziari di cognizione ordinaria e d’ingiunzione, aventi ad oggetto alcuni rapporti commerciali e, in particolare, ex dipendenti, procuratori, fornitori e consulenti. Trattandosi di procedimenti relativi a rapporti dei quali il Gruppo ha già contabilizzato gli effetti economici e patrimoniali, la società ritiene che all’esito degli stessi non possano derivare ulteriori passività significative.
Fra i debiti verso fornitori nazionali, i più significativi sono rappresentati da quelli verso il CONI (Euro 1.145 migliaia) per l’utilizzo dello stadio Olimpico.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2011 risulta essere positivo per Euro 10,5 milioni ed in aumento rispetto all’esercizio precedente (€ 508.710). Essendo non negativo ed in crescita rispetto all’esercizio precedente, tale indicatore è conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario. I “mezzi propri” finanziano il 6,35% di tutte le attività.
Tra le riserve che compongono il Patrimonio netto consolidato spicca la “Riserva da prima applicazione IAS”, che risulta negativa per 69.156.856 Euro.
I Ricavi.
Il totale dei ricavi ammonta a 93,7 milioni e risulta in calo del 4,9% rispetto al 2009/10.
I Ricavi da gare diminuiscono a 8,2 milioni, con una variazione negativa di 1,8 milioni. Tale decremento è dipeso soprattutto dalla voce abbonamenti. L’incidenza di tale voce sul totale dei ricavi è dell’8,76%.
I Ricavi da diritti televisivi e proventi media sono aumentati a 51,1 milioni, con una variazione positiva di 5,6 milioni. La SS Lazio Spa ha beneficiato dei nuovi criteri di ripartizione dei diritti televisivi, nonostante la mancata partecipazione alla Europa League.
I Ricavi da sponsorizzazione e pubblicità sono diminuiti a 12,1 milioni, con una variazione negativa del 48,55% e con un’incidenza sul totale ricavi del 12,9%. Tale diminuzione è dipesa soprattutto dalla conclusione al 30 giugno 2010 del contratto di sponsorizzazione del centro sportivo di Formello. In particolare, i ricavi per le sponsorizzazioni ammontano a 3,5 milioni e sono principalmente rappresentati dai ricavi derivanti dal contratto perfezionato con la Puma Italia S.r.l.. I proventi pubblicitari ammontano a 8,1 milioni e sono principalmente rappresentati dai proventi derivanti dal contratto stipulato con la Infront Italy S.r.l., per 7,3 milioni.
I Ricavi da gestione diritti calciatori risultano pari a 18,7 milioni, con un incremento rispetto alla stagione precedente di 9,5 milioni e con un’incidenza sul totale dei ricavi del 20% circa. Tale variazione è dipesa, principalmente, da maggiori plusvalenze per la cessione dei diritti alle prestazioni sportive, tra cui spicca la plusvalenza, per Euro 17,91 milioni, relativa a Kolarov ceduto al Manchester City.
La voce “Altri Ricavi” è pari a 2,25 milioni con un decremento rispetto alla stagione precedente di 6,3 milioni. Tale variazione è dipesa principalmente dal venire meno dei proventi non ricorrenti legati alla transazione effettuata con la RAI (5 milioni) per l’utilizzo da parte della medesima, sino al 30 giugno 2010, degli archivi delle immagini storiche della S.S. Lazio S.p.A.. Inoltre, tale voce ricomprende i ricavi da transazioni con creditori (non ricorrenti), che ammontano a € 667 mila.
I Ricavi da Merchandising rappresentano solamente l’1,47% del totale dei ricavi e sono pari a 1,4 milioni, con un incremento rispetto al 30 giugno 2010 di € 230 mila. Tale miglioramento è dipeso principalmente dalle vendite dei negozi.
Il Costo dei dipendenti.
I costi per il personale aumentano da 37,9 a 39,3 milioni. L’incidenza sul totale dei ricavi è del 42% ed è nettamente al di sotto del limite massimo del 70% stabilito dal Fair Play Finanziario.
Il personale in forza al 30.06.11 risulta composto da 161 unità, di cui 48 calciatori e 59 allenatori.
Gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni sono pari a 20,6 milioni con un incremento del 19,12%, dovuto principalmente all’aumento della quota di ammortamento sui diritti alle prestazioni sportive a seguito della campagna acquisti ed alla svalutazione di diritti alle prestazioni sportive a seguito di risoluzioni contrattuali.
Gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive sono pari a 18,2 milioni.
Le svalutazioni, pari a circa 1,5 milioni, riguardano l’azzeramento dei valori residui dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori Correa, Meghni e Muslera a seguito delle risoluzioni anticipate del loro contratto economico.
L’incidenza del costo di gestione del personale (salari + ammortamenti) sui ricavi è di poco superiore al 61%, che rappresenta un buon risultato.
Gli oneri per godimento di beni di terzi ammontano a circa 3,2 milioni e sono principalmente costituiti dall’affitto dello stadio Olimpico per 2,8 milioni.
La riduzione della voce “Accantonamenti e altre svalutazioni” è conseguenza dell’azzeramento del fondo rischi a seguito dell’esito positivo del contenzioso tributario a fronte del quale il fondo era stato costituito. In effetti, tale la voce di bilancio risulta positiva (e non negativa) per 8,4 milioni con una variazione di segno positivo di 10 milioni rispetto al 2009/10, a causa dello storno di accantonamenti effettuati nel fondo rischi tributario, in virtù di una sentenza favorevole della Commissione Tributaria Regionale di Roma.
Il “Breakeven Finanziario”.
Il bilancio consolidato al 30 giugno 2011 si è chiuso con un utile netto di € 9.982.408, mentre al 30 giugno 2010 si era registrata una perdita consolidata di € 1.692.751. Sia il risultato al 30 giugno 2009 che quello al 30 giugno 2008 erano entrambi positivi rispettivamente per 12,05 e 13,76 milioni. In considerazione del virtuoso costo di gestione del personale e dell’ampio periodo temporale concesso per onorare il debito fiscale, la SS Lazio Spa non dovrebbe avere problemi a rispettare la soglia di tolleranza del Breakeven e gli altri indicatori del Fair Play Finanziario.
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martedì 1 novembre 2011
Bilancio consolidato 2010/11 Arsenal Holdings PLC: nono utile consecutivo
Luca Marotta Martedì 01 Novembre 2011 23:38
jstargio@gmail.com
Il bilancio consolidato di Arsenal Holdings Plc al 31 maggio 2011 si è chiuso con un utile netto di di £ 12,6 milioni (€ 14,4 milioni, ad un cambio 1 € = 0,875 £). Quando si parla del consolidato dell’Arsenal, bisogna distinguere tra gestione sportiva e gestione immobiliare, utilizzata per finanziare la costruzione delle strutture sportive. Tale gestione riguarda il business dell’edilizia residenziale, che ha visto, nel 2010/11, la vendita di 69 appartamenti e l’inizio dei lavori di costruzione e ristrutturazione, nelle strade immediatamente adiacenti a Highbury Square, di 21 unità immobiliari aggiuntive, in vendita dalla primavera 2012. A sud dell’Emirates Stadium si trova “Queensland Road”, destinata ad ospitare dei complessi residenziali, i cui lavori sono in corso da parte di Newlon Housing Trust, cui è stato venduto parte dello stesso sito nel febbraio 2010.
L'area a nord-est dello stadio è stata oggetto di una permuta con Barratt nel giugno 2011, per la costruzione di tre torri, con alloggi destinati al mercato residenziale. I ricavi e i costi connessi al contratto Barratt non sono di competenza del 2010/11, ma saranno relativi agli esercizi successivi. Tuttavia, si è registrata una rivalutazione di £ 7,9 milioni nel bilancio 2010/11. Esistono due siti rimanenti: Hornsey Road e Holloway Road, per i quali, unitamente alle autorità competenti di Islington, si stanno verificando le possibilità di progettazione.
Molti sono i dati del bilancio consolidato da giudicare positivamente in ottica Fair Play Finanziario, dal Patrimonio Netto positivo all’indebitamento finanziario inferiore ai ricavi e all’ottimo rapporto tra costo del personale e ricavi stessi.
Il patrimonio netto, che corrisponde ai “mezzi propri”, è positivo e ammonta a £ 267,9 milioni. Rispetto all’esercizio precedente risulta un incremento del 4,95%, dovuto all’utile conseguito. Essendo non negativo e in crescita, questo indicatore è conforme a quanto stabilito dal Regolamento del Fair Play Finanziario. Dal punto di vista strutturale, il patrimonio netto rappresenta il 37,57% del totale delle attività. Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è positivo per £ 93,3 milioni, con un incremento del 9% rispetto al 2009/10.
La Posizione Finanziaria Netta del consolidato di Arsenal Holdings Plc è negativa per £ 97,8 milioni, ma in netto miglioramento rispetto al debito di £ 135,6 milioni del 31 maggio 2010. Le disponibilità liquide sono ingenti e sono pari a £ 160,2 milioni: rispetto all’esercizio precedente risultano in aumento di £ 32,6 milioni. Il debito finanziario lordo risulta diminuito di £ 5,2 milioni, assestandosi a £ 258 milioni.
I debiti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 10,7 milioni (£ 17,7 milioni nel 2009/10), mentre i crediti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 700 mila (£ 17,9 milioni nel 2009/10).
In base al Regolamento del Fair Play Finanziario l’indebitamento di natura finanziaria, al netto delle disponibilità liquide e comprensivo dei debiti e crediti da trasferimenti calciatori, non deve essere superiore ai ricavi comprensivi di plusvalenze. L’Arsenal rispetta questo parametro fondamentale.
I Ricavi.
Il fatturato complessivo al netto della joint venture è stato di £ 255,7 milioni (€ 292,2 milioni), in diminuzione del 32,69% rispetto all’esercizio precedente. La flessione è dovuta al settore immobiliare, che ha registrato un fatturato di £ 30,3 milioni con un decremento dell’80,7% rispetto al 2009/10, che aveva visto segnare un fatturato record di £ 156,9 milioni, dovuto soprattutto al picco delle vendite di appartamenti del complesso residenziale di “Highbury Square”. Durante la stagione 2010/11, sono stati venduti 69 appartamenti, pertanto il totale degli appartamenti sale a 639 su 655 costruiti per la vendita.
I ricavi del settore “Calcio” ammontano complessivamente a £ 225,4 milioni (€ 257,6 milioni), mentre nel 2009/10 erano pari a £ 223 milioni. I ricavi da gare risultano pari £ 93,1 milioni (93,9 nel 2009/10). I ricavi da diritti tv ammontano a £ 85,2 milioni (84,6 nel 2009/10). I ricavi da merchandising sono uguali a 13,2 milioni (12,6 nel 2009/10). I ricavi commerciali registrano la cifra di £ 33,1 milioni (31,4 nel 2009/10). I ricavi da prestiti calciatori aumentano a 735 mila sterline da 460 mila sterline del 2009/10.
Il costo dei dipendenti.
Il costo del personale ammonta a £ 124,4 milioni (€ 142,2 milioni) e risulta aumentato del 12,34%, rispetto ai 110,7 milioni di sterline del 2009/10. L’incidenza sul fatturato del settore calcio è del 55,19% e risulta conforme al regolamento del Fair Play Finanziario.
L’ammortamento dei giocatori è pari a £ 21,6 milioni, mentre nel 2009/10 era pari a £ 25 milioni, con una diminuzione del 13,48%.
Talle ammortamento è stato solo parzialmente compensato da profitti sulla vendita di calciatori per una cifra pari a £ 6,2 milioni. Il contributo principale è stato dato dalla vendita di Eduardo.
In ogni caso, il costo di gestione del personale, ossia stipendi e ammortamenti, pari a £ 146 milioni, incide per il 64,80% sul fatturato del settore calcio e rappresenta un risultato, che è indice di una buona gestione economica.
Gli oneri finanziari netti si sono ridotti a £ 14.200.000 (nel 2010 £ 18,2 milioni). La riduzione di tali oneri riflette il fatto che il business dell’edilizia residenziale è ormai privo di debiti e tale costo rappresenta ora quello delle obbligazioni emesse per finanziare la costruzione dello stadio.
In effetti, il business dell’edilizia residenziale, dopo aver pagato i suoi prestiti bancari durante l'anno precedente, genera solo liquidità.
Al momento l’Arsenal non ha alcun problema a confrontarsi con il criterio del “Breakeven Finanziario” del Fair Play Finanziario, con le sue soglie di tolleranza. L’utile del 31 maggio 2011 è ormai il nono consecutivo; per trovare un bilancio in perdita bisogna risalire all’ormai lontano 2001/02.
Nonostante questi buoni risultati economici e finanziari, l’Arsenal ha dato l’addio, dopo la chiusura dell'esercizio, a giocatori importanti come Cesc Fabregas, Samir Nasri, Gael Clichy ed Emmanuel Eboué.
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http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3552-bilancio-consolidato-201011-arsenal-holdings-plc-nono-utile-consecutivo.html
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Il bilancio consolidato di Arsenal Holdings Plc al 31 maggio 2011 si è chiuso con un utile netto di di £ 12,6 milioni (€ 14,4 milioni, ad un cambio 1 € = 0,875 £). Quando si parla del consolidato dell’Arsenal, bisogna distinguere tra gestione sportiva e gestione immobiliare, utilizzata per finanziare la costruzione delle strutture sportive. Tale gestione riguarda il business dell’edilizia residenziale, che ha visto, nel 2010/11, la vendita di 69 appartamenti e l’inizio dei lavori di costruzione e ristrutturazione, nelle strade immediatamente adiacenti a Highbury Square, di 21 unità immobiliari aggiuntive, in vendita dalla primavera 2012. A sud dell’Emirates Stadium si trova “Queensland Road”, destinata ad ospitare dei complessi residenziali, i cui lavori sono in corso da parte di Newlon Housing Trust, cui è stato venduto parte dello stesso sito nel febbraio 2010.
L'area a nord-est dello stadio è stata oggetto di una permuta con Barratt nel giugno 2011, per la costruzione di tre torri, con alloggi destinati al mercato residenziale. I ricavi e i costi connessi al contratto Barratt non sono di competenza del 2010/11, ma saranno relativi agli esercizi successivi. Tuttavia, si è registrata una rivalutazione di £ 7,9 milioni nel bilancio 2010/11. Esistono due siti rimanenti: Hornsey Road e Holloway Road, per i quali, unitamente alle autorità competenti di Islington, si stanno verificando le possibilità di progettazione.
Molti sono i dati del bilancio consolidato da giudicare positivamente in ottica Fair Play Finanziario, dal Patrimonio Netto positivo all’indebitamento finanziario inferiore ai ricavi e all’ottimo rapporto tra costo del personale e ricavi stessi.
Il patrimonio netto, che corrisponde ai “mezzi propri”, è positivo e ammonta a £ 267,9 milioni. Rispetto all’esercizio precedente risulta un incremento del 4,95%, dovuto all’utile conseguito. Essendo non negativo e in crescita, questo indicatore è conforme a quanto stabilito dal Regolamento del Fair Play Finanziario. Dal punto di vista strutturale, il patrimonio netto rappresenta il 37,57% del totale delle attività. Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è positivo per £ 93,3 milioni, con un incremento del 9% rispetto al 2009/10.
La Posizione Finanziaria Netta del consolidato di Arsenal Holdings Plc è negativa per £ 97,8 milioni, ma in netto miglioramento rispetto al debito di £ 135,6 milioni del 31 maggio 2010. Le disponibilità liquide sono ingenti e sono pari a £ 160,2 milioni: rispetto all’esercizio precedente risultano in aumento di £ 32,6 milioni. Il debito finanziario lordo risulta diminuito di £ 5,2 milioni, assestandosi a £ 258 milioni.
I debiti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 10,7 milioni (£ 17,7 milioni nel 2009/10), mentre i crediti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 700 mila (£ 17,9 milioni nel 2009/10).
In base al Regolamento del Fair Play Finanziario l’indebitamento di natura finanziaria, al netto delle disponibilità liquide e comprensivo dei debiti e crediti da trasferimenti calciatori, non deve essere superiore ai ricavi comprensivi di plusvalenze. L’Arsenal rispetta questo parametro fondamentale.
I Ricavi.
Il fatturato complessivo al netto della joint venture è stato di £ 255,7 milioni (€ 292,2 milioni), in diminuzione del 32,69% rispetto all’esercizio precedente. La flessione è dovuta al settore immobiliare, che ha registrato un fatturato di £ 30,3 milioni con un decremento dell’80,7% rispetto al 2009/10, che aveva visto segnare un fatturato record di £ 156,9 milioni, dovuto soprattutto al picco delle vendite di appartamenti del complesso residenziale di “Highbury Square”. Durante la stagione 2010/11, sono stati venduti 69 appartamenti, pertanto il totale degli appartamenti sale a 639 su 655 costruiti per la vendita.
I ricavi del settore “Calcio” ammontano complessivamente a £ 225,4 milioni (€ 257,6 milioni), mentre nel 2009/10 erano pari a £ 223 milioni. I ricavi da gare risultano pari £ 93,1 milioni (93,9 nel 2009/10). I ricavi da diritti tv ammontano a £ 85,2 milioni (84,6 nel 2009/10). I ricavi da merchandising sono uguali a 13,2 milioni (12,6 nel 2009/10). I ricavi commerciali registrano la cifra di £ 33,1 milioni (31,4 nel 2009/10). I ricavi da prestiti calciatori aumentano a 735 mila sterline da 460 mila sterline del 2009/10.
Il costo dei dipendenti.
Il costo del personale ammonta a £ 124,4 milioni (€ 142,2 milioni) e risulta aumentato del 12,34%, rispetto ai 110,7 milioni di sterline del 2009/10. L’incidenza sul fatturato del settore calcio è del 55,19% e risulta conforme al regolamento del Fair Play Finanziario.
L’ammortamento dei giocatori è pari a £ 21,6 milioni, mentre nel 2009/10 era pari a £ 25 milioni, con una diminuzione del 13,48%.
Talle ammortamento è stato solo parzialmente compensato da profitti sulla vendita di calciatori per una cifra pari a £ 6,2 milioni. Il contributo principale è stato dato dalla vendita di Eduardo.
In ogni caso, il costo di gestione del personale, ossia stipendi e ammortamenti, pari a £ 146 milioni, incide per il 64,80% sul fatturato del settore calcio e rappresenta un risultato, che è indice di una buona gestione economica.
Gli oneri finanziari netti si sono ridotti a £ 14.200.000 (nel 2010 £ 18,2 milioni). La riduzione di tali oneri riflette il fatto che il business dell’edilizia residenziale è ormai privo di debiti e tale costo rappresenta ora quello delle obbligazioni emesse per finanziare la costruzione dello stadio.
In effetti, il business dell’edilizia residenziale, dopo aver pagato i suoi prestiti bancari durante l'anno precedente, genera solo liquidità.
Al momento l’Arsenal non ha alcun problema a confrontarsi con il criterio del “Breakeven Finanziario” del Fair Play Finanziario, con le sue soglie di tolleranza. L’utile del 31 maggio 2011 è ormai il nono consecutivo; per trovare un bilancio in perdita bisogna risalire all’ormai lontano 2001/02.
Nonostante questi buoni risultati economici e finanziari, l’Arsenal ha dato l’addio, dopo la chiusura dell'esercizio, a giocatori importanti come Cesc Fabregas, Samir Nasri, Gael Clichy ed Emmanuel Eboué.
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http://www.ju29ro.com/contro-informazione/3552-bilancio-consolidato-201011-arsenal-holdings-plc-nono-utile-consecutivo.html
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http://sportbusinessmanagement.blogspot.com/2011/11/bilancio-consolidato-201011-arsenal.html
mercoledì 19 ottobre 2011
Bilancio consolidato 2010/11 A.S. Roma S.p.A.: la necessità di una robusta ricapitalizzazione
Luca Marotta Giovedì 20 Ottobre 2011 00:21
jstargio@gmail.com
A.S. Roma S.p.A. dal 20 settembre 2011 è una società soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di NEEP Roma Holding S.p.A., società neocostituita, partecipata al 60% dalla Di Benedetto AS Roma LLC e al 40% da Unicredit S.p.A. Alla data del 27 settembre 2011, gli unici soggetti che risultano, direttamente o indirettamente, titolari di azioni con diritto di voto in misura superiore al 2% del capitale sociale sottoscritto e versato di A.S. Roma S.p.A. sono:
- NEEP Roma Holding S.p.A., con sede a Roma e con il 67,097% delle azioni con diritto di voto, a seguito dell’acquisizione perfezionatasi in data 18 agosto 2011;
- Tikal Plaza S.A., con sede in Lussemburgo e con il 3,433% delle azioni con diritto di voto, per le quali c’è stato un sequestro penale preventivo da parte dell’autorità giudiziaria.
Il bilancio consolidato 2010/11 è relativo all’operato gestionale di Compagnia Italpetroli S.p.A..Tale bilancio consolidato presenta alcune situazioni tipiche da “warning” ai fini del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Tra le altre cose, il passaggio di proprietà della “Partecipazione di Maggioranza” ha reso obbligatorio il lancio di un’offerta pubblica di acquisto di cui diremo in seguito. Il passaggio di proprietà era subordinato ad alcune condizioni come il nulla osta da parte dell’Antitrust e l’ottenimento di “finanziamenti”. Precisamente: la concessione ad A.S. Roma da parte di Roma 2000 di un c.d. vendor loan, della durata di dieci anni e dell’importo di Euro 10 milioni, e la sottoscrizione da parte di A.S. Roma di un accordo di finanziamento (c.d. “Term Loan”) con Unicredit, della durata di cinque anni e dell’importo di Euro 30 milioni. Tradotto in parole estremamente semplici, significa che il venditore ha finanziato l’acquirente.
Il prezzo di acquisto delle partecipazioni da parte di NEEP Roma Holding S.p.A. è stato complessivamente pari ad Euro 70.300.000,00.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio netto consolidato, al lordo della quota di terzi, risulta negativo per 44,0 milioni di euro e peggiora la situazione del 30 giugno 2010, quando era negativo per 13,2 milioni.
Questo significa che il valore totale delle attività (€ 102.560.000) è inferiore al valore delle passività (€ 146.544.000), rappresentato da capitale di terzi e non da mezzi propri, che sono stati “bruciati” dall’attività di gestione, caratterizzata dal prevalere dei costi sui ricavi. Ed è proprio per porre un freno a tali tipologie di gestioni che è stato creato il Regolamento del Fair Play Finanziario, che ruota attorno al principio fondamentale del “non spendere più di quanto si guadagni”.
L’indebitamento finanziario.
La Posizione finanziaria netta consolidata risulta a debito per 53,8 milioni di euro, mentre al 30/06/2010 era a debito per 8,5 milioni di euro; quindi risulta peggiorata di 45,3 milioni di euro. Essa è composta da disponibilità liquide e investimenti di liquidità, per 2,8 milioni di euro, e da un indebitamento finanziario, con scadenza entro l’esercizio, pari a 56,6 milioni di euro (11,9 milioni di euro, al 30/06/2010), con un incremento di 44,7 milioni di euro. L’indebitamento finanziario, esigibile entro i 12 mesi, è relativo principalmente all’esposizione verso Unicredit-Factoring, a seguito della cessione pro-soluto di crediti maturandi per diritti TV e sponsorizzazione tecnica.
Nel bilancio si legge che queste operazioni di finanziamento sono state poste in essere “al fine di far fronte ai fabbisogni derivanti dagli adempimenti previsti dalla normativa federale in materia di iscrizione ai campionati professionistici e di ottenimento della Licenza UEFA”.
Ricordiamo che, ai fini del regolamento del fair play finanziario, in caso di presenza di un patrimonio netto negativo o di un peggioramento dell’indebitamento finanziario netto del club rispetto alla stagione precedente scatta l’obbligo di fornire un’informativa finanziaria supplementare, per dimostrare che il club sia in grado di adempiere agli obblighi successivi.
Lo stesso regolamento richiede che l’indebitamento finanziario sia inferiore ai ricavi. Questo parametro è rispettato, in quanto la posizione finanziaria netta è inferiore ai ricavi, senza plusvalenze. Lo stesso dicasi se considerassimo la posizione finanziaria netta unitamente al saldo dei debiti e crediti verso club e i ricavi con le plusvalenze.
I Debiti verso dipendenti, fisco e club.
I Debiti verso dipendenti e tesserati risultano pari a 9,7 milioni di euro (20,7 al 30/06/2010), in diminuzione di 11 milioni. Per quanto riguarda il pagamento dei tesserati, la cifra debitoria esposta induce a ritenere che avvenga nel rispetto delle disposizioni previste in materia di iscrizione ai campionati professionistici.
Anche dal punto di vista fiscale il bilancio consolidato di A.S. Roma Spa non sembra presentare problematiche ai fini del Fair Play Finanziario. L’importo dei debiti tributari a lungo termine è di soli 65 mila euro (2,5 milioni nel 2009/10) e quello a breve termine è di 8,3 milioni (8,2 milioni nel 2009/10). Nella posta del passivo “Fondi Rischi per Imposte” sono allocati circa 2 milioni di euro (2.191 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), relativi ad accantonamenti destinati a fronteggiare eventuali rischi conseguenti a verifiche fiscali, nonché eventuali passività derivanti dal contenzioso fiscale già in essere. Inoltre, esistono dei contenziosi per presunte contestazioni in merito al trattamento fiscale dei compensi a procuratori sportivi esteri, nonché sulla detraibilità dell’IVA relativa ai compensi ai procuratori italiani. Ovviamente, ciò che è oggetto di contenzioso tributario non costituisce “debito scaduto” per il Fair Play Finanziario.
I debiti a lungo termine verso le società di calcio sono pari a 11.150 migliaia di euro (4.079 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), mentre quelli a breve termine sono pari a 11.828 migliaia di euro.
Per essere in regola con il Fair Play devono essere pagati alla scadenza pattuita. A.S. Roma S.p.A vanta crediti verso società di calcio allocati tra la attività non correnti pari a 2.750 migliaia di euro (2.100 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), con esigibilità prevista oltre 12 mesi. I crediti verso società di calcio con esigibilità entro 12 mesi sono pari a 11.237 migliaia di euro (16.626 migliaia di euro, al 30 giugno 2010). Il saldo tra debiti e crediti verso società di calcio è negativo per circa 9 milioni. Questo è un dato che va considerato unitamente alla posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario.
La Continuità aziendale.
Il Patrimonio Netto negativo, il capitale circolante netto negativo per 64,8 milioni, la posizione finanziaria netta a debito mettono a rischio l’altro principio cardine del Fair Play ossia il “principio della continuità aziendale”, ossia la capacità di far fronte ai futuri impegni finanziari.
L’applicazione del principio di continuità è stata oggetto di un’osservazione da parte dei revisori, al punto 4 della loro relazione. Infatti, la BDO spa ha rilevato che si è proceduto alla redazione dei conti in base al principio di continuità aziendale, in quanto le necessarie risorse per far fronte ai fabbisogni finanziari “deriveranno oltre che da finanziamenti anche dall’aumento di capitale sociale della Capogruppo, così come comunicato al mercato.”
I ricavi.
Il totale dei ricavi di esercizio ammonta a 143,9 milioni e risulta in aumento del 5% rispetto al 2009/10. L’importo maggiore è rappresentato dai proventi per diritti televisivi e diritti d'immagine pari a 78 milioni con un’incidenza del 54,2% sul totale dei ricavi ed un incremento del 4% rispetto all’esercizio precedente. I ricavi da gare, ammontanti a 31 milioni, incidono per il 21,6%. I ricavi da sponsorizzazioni, pari 11,1 milioni, incidono per il 7,7% e i proventi pubblicitari per il 6,5%.
La gestione operativa del parco calciatori.
La gestione operativa netta del parco calciatori risulta positiva per 4,5 milioni di euro (19 milioni di euro, al 30 giugno 2010), con un decremento del 77%. Il risultato di tale gestione considera, come componenti positivi, le plusvalenze e proventi da cessioni definitive e temporanee di diritti, e da proventi da solidarietà FIFA ed accessori ai trasferimenti ammontanti a 8,4 milioni di euro (21,9 milioni di euro, al 30 giugno 2010) e, come componenti negativi, gli oneri per acquisizioni temporanee, minusvalenze da cessioni definitive, oneri da solidarietà (FIFA) e premi alla carriera ed addestramento pari a 4 milioni di euro (2,9 milioni di euro, al 30 giugno 2010). Il calciatore con la plusvalenza più elevata è stato Cerci, ceduto alla Fiorentina per 4 milioni, il che ha determinato una plusvalenza di € 3.981.000, mentre la cessione di Guberti alla Sampdoria, avvenuta per 3 milioni di euro, ha determinato una plusvalenza di € 2.530.000. L’esercizio precedente si giovava della plusvalenza di Aquilani, che era stata di 20 milioni. La minusvalenza più elevata ha riguardato Baptista ceduto al Malaga per 2,5 milioni e con una minusvalenza di € 2.287.000.
Il costo del personale.
Il rapporto tra costo del personale e ricavi è nettamente superiore al limite massimo del 70% stabilito dal regolamento del fair play finanziario. Infatti, il costo del personale, al 30 giugno 2011, è pari a 106,8 milioni di euro (101,2 milioni di euro, al 30 giugno 2010), mentre il totale dei ricavi segna la cifra di 143,9 milioni di euro. Il rapporto tra costo del personale e ricavi, senza plusvalenze, è pari al 74,24%, mentre al 30/06/2010 era pari al 73,87%. Anche considerando le plusvalenze sarebbe il rapporto in questione è superiore al 70%.
Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 62 comma 4 del Regolamento sul Fair Play Finanziario potranno essere richiesti maggiori approfondimenti ed analisi ai club che presentino un costo del personale superiore al 70% dei ricavi.
Se si considerassero anche gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, pari a 21.200 migliaia di euro (23.514 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), il rapporto salirebbe all’89%.
Il break-even.
Il bilancio consolidato al 30/06/2011 chiude con una perdita di 30,8 milioni, mentre quello chiuso al 30 giugno 2010 chiudeva con una perdita di 22,5 milioni. Ricordiamo che per il periodo transitorio di applicazione del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario la soglia di tolleranza è fissata a 45 milioni di euro. Gli amministratori nella Relazione sulla gestione hanno scritto che prevedono un risultato economico significativamente negativo anche per il prossimo esercizio. Ciò a causa della mancata partecipazione alla Champions League, della ripartizione dei diritti TV e di una campagna trasferimenti non in linea con gli obiettivi aziendali. Emerge chiaramente, nel caso di A.S. Roma, la necessità di invertire il trend, passando attraverso una robusta ricapitalizzazione.
OPA Obbligatoria.
Nel contesto dell’operazione relativa al passaggio di proprietà, NEEP Roma Holding S.p.A., che ha acquisito il controllo, è tenuta a promuovere, ai sensi dell’articolo 106 del D. Lgs. n. 58/98 (“TUF”), l’OPA su tutte le azioni ordinarie A.S. Roma diverse da quelle costituenti la “Partecipazione di Maggioranza”. Gli amministratori hanno scritto che l’OPA sarà promossa per cassa ad un prezzo per azione A.S. Roma pari ad Euro 0,6781. Nel caso in cui NEEP Roma Holding S.p.A. venisse a detenere una partecipazione superiore al 90% delle azioni di A.S. Roma ad esito dell’OPA, i soci decideranno se procedere alla ricostituzione del flottante o, in alternativa, procedere all’adempimento dell’obbligo di acquisto e, eventualmente, aldelisting.
In caso di adesione totalitaria, il controvalore complessivo massimo dell’OPA su A.S. Roma sarà pari circa Euro 29.570.365 milioni. L’operazione sarà finanziata attraverso capitale di rischio o finanziamenti apportati pro quota dai soci della Holding.
Gli amministratori prevedono che l’OPA venga promossa e si concluda nel terzo trimestre del 2011. Nell’ambito degli accordi tra i soci della Holding, meglio descritti nel seguito, è previsto che nei tre mesi successivi alla conclusione dell’OPA, A.S. Roma deliberi un aumento di capitale in opzione, a condizioni di mercato, che la Holding sottoscriverà per un importo almeno pari ad Euro 35.000.000,00.
Accordi parasociali
Tra la Di Benedetto e Unicredit esistono degli accordi parasociali. Da segnalare che la Banca si è riservata la facoltà di cedere parte della propria partecipazione, entro il primo trimestre del 2012, ad uno o più investitori qualificati italiani.
Tra le curiosità da segnalare che la cessione di Mirko Vucinic alla Juventus, avvenuta in data 1° agosto 2011, a fronte del riconoscimento di un corrispettivo di 15 milioni di euro, da incassarsi in tre annualità, ha prodotto una plusvalenza per l’esercizio 2011/2012, pari a 9,8 milioni di euro.
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