venerdì 11 gennaio 2013

Bilancio Chelsea 2011/12: utile da eventi straordinari.



Luca Marotta
“Chelsea FC plc” è una società “sub-holding” del gruppo cui fa capo il “Chelsea Football Club”. Il gruppo ha come holding “Fordstam Limited” e come controllore di ultima istanza Roman Abramovich. Nei comunicati stampa che hanno annunciato i risultati economici e finanziari relativi alla stagione 2011/12 si è fatto riferimento al consolidato di Chelsea FC plc, che analizzeremo di seguito.
Chelsea FC plc, ha chiuso il bilancio consolidato, al 30 giugno 2012, con un utile netto di £ 1.378.000, pari a circa € 1,7 milioni (cambio: 1 £ = 1,2473 €). Tuttavia, è un risultato frutto del successo in Champions League, di ricavi straordinari rilevanti, di un aumento delle plusvalenze oltre che della diminuzione degli oneri straordinari, che nel 2010/11 erano ingenti. Appare comunque determinante per l’esposizione dell’utile d’esercizio, il fatto che tra i componenti positivi del reddito emerge un’operazione straordinaria: "Profit on cancellation shares", ossia proventi derivanti dalla cancellazione di azioni, per un importo di £ 18.375.000 (€ 22,9 milioni).
L’indebitamento finanziario netto è assente, il Patrimonio Netto è positivo, ma la continuità aziendale continua ad essere garantita dall’azionista di riferimento.
Per quanto riguarda l'introduzione delle regole UEFA sul fair play finanziario, gli Amministratori hanno dichiarato che rappresenta una sfida importante. La squadra di calcio ha bisogno di coniugare il successo sportivo sul campo con i dettami di questo nuovo regime. Secondo gli stessi Amministratori, il risultato economico del 2011/12 permette al Chelsea di trovarsi in una buona posizione per soddisfare i criteri di valutazione, almeno per il periodo iniziale.
Tra le curiosità bisogna segnalare che nella sezione relativa alle operazioni con le parti correlate è segnalato l’acquisto di “corporate hospitality box”, da parte di Roman Abramovich, per £ 3.000.000 (€ 3,7 milioni).
La continuità aziendale.
Anche se l’esercizio 2011/12 si è chiuso con un utile consolidato netto di £ 1.378.000, gli Amministratori hanno scritto che Chelsea FC plc fa affidamento sul continuo supporto finanziario della capogruppo “Fordstam Limited”. La società ha ricevuto conferma dalla capogruppo, che verranno forniti fondi sufficienti per finanziare l'attività per il prossimo futuro. Pertanto, gli Amministratori, nella preparazione del bilancio, hanno adottato il principio della continuità aziendale.
Invero, durante il 2011/12, sono stati effettuati dei finanziamenti dalla capogruppo “Fordstam Limited”, supportata dal proprietario finale, Mr Roman Abramovich, per £ 71,7 milioni. Tuttavia, sempre nel corso dell'esercizio, il debito verso i soci è stato capitalizzato.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto è positivo per £ 263,1 milioni (€ 328,3 milioni) ed in aumento rispetto al dato dell’esercizio precedente, che era positivo per £ 95,4 milioni. La variazione è dovuta principalmente ad un’operazione di aumento di capitale, derivante dal collocamento di 8.330.000 azioni a £ 20, che ha determinato un aumento del capitale sociale per £ 83.000 e un aumento della riserva da sovrapprezzo azioni per £ 166.517.000. L’aumento è stato realizzato mediante la conversione del debito verso i soci. Il Patrimonio Netto finanzia il 57,6% dell’attivo.

Riclassificazione Stato Patrimoniale
Impieghi
£/1000
Fonti
£/1000
%
Attivo non corrente
     385.927
Patrimonio Netto
 263.181
57,60%
Passivo non corrente
   43.623
9,55%
Attivo corrente
       70.959
Passivo corrente
 150.082
32,85%
Totale Attivo
     456.886
Totale Passivo
 456.886
100,00%

L’indebitamento.
Il bilancio consolidato al 30 giugno 2012, mostra una posizione finanziaria netta positiva per £ 18.146.000 (€ 22,6 milioni). Determinata da disponibilità liquide per £ 16.986.000 (€ 21,2 milioni) e crediti verso controllate per £ 1.160.000. Non esistono debiti finanziari. Se considerassimo la struttura del gruppo fino al livello di “Chelsea FC plc”, potremmo affermare che l’assenza di debiti finanziari è frutto della scelta, di finanziarsi con apporti di capitale, tuttavia nella controllante “Fordstam Limited”, almeno fino al 2010/11, l’azionista ha preferito rimanere “creditore del gruppo” per i finanziamenti necessari agli apporti di capitale da destinare alle società controllate.
Nel 2010/11 la posizione finanziaria netta era negativa per £ 91.709.000, determinata da disponibilità liquide per £ 17.554.000 e debiti finanziari per £ 109.263.000. Tali debiti finanziari comprendevano il debito di Chelsea Football Club Limited di £ 15 milioni, sotto forma di azioni iscritte nel passivo non corrente ("non-equity preference share"), verso British Sky Broadcasting Group plc e il finanziamento soci per £ 94.263.000. Il prestito sotto forma di azioni di BSkyB dava diritto alla partecipazione agli utili. Il 31/01/2012, BSkyB ha cancellato queste azioni e il relativo dividendo maturato. Il profitto derivante da tale operazione è stato di £ 18.375.000, di cui £ 15.000.000 per la cancellazione delle azioni e £ 3.375.000 per la rinuncia al dividendo.
Il debito per finanziamento soci è stato convertito in capitale.
L’entità dell’indebitamento finanziario netto, cui bisogna aggiungere il saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è conforme al regolamento del Fair Play Finanziario in quanto inferiore ai ricavi.
I debiti con durata inferiore all’esercizio successivo ammontano a £ 150,1 milioni (€ 187,2 milioni), mentre nel  2010/11 erano pari a £ 155,5 milioni. Questi debiti comprendono i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione 2012/13 per l’importo di £ 33,2 milioni (£ 34,5 milioni nel 2010/11).
I debiti commerciali nel complesso sono pari a £ 91,6 milioni (€ 114,2 milioni), di cui £ 47,9 milioni, hanno scadenza entro l’esercizio successivo.
I debiti tributari e previdenziali ammontano a £ 23,4 milioni, mentre nel 2010/11 erano pari a £ 12,8 milioni.
La struttura dell’attivo patrimoniale.
Al 30 giugno 2012, le attività non correnti rappresentano l’84,5% del totale dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 385,9 milioni (€ 481,4 milioni). Si è verificato un aumento del 22,6%, a causa degli investimenti effettuati.
Le immobilizzazioni immateriali nette, rappresentano il 44,1% dell’attivo e risultano aumentate da £ 126,4 milioni a £ 201,3 milioni. La variazione è stata determinata da nuove acquisizioni di giocatori. Appare anche la voce avviamento per £ 822 mila, al netto di ammortamenti per £ 38 mila, determinato dall’acquisizione del 31 gennaio 2012 del 100% di Chelsea Digital Media Limited.
Le immobilizzazioni materiali, rappresentano il 40,4% dell’attivo e ammontano a £ 184,6 milioni (€ 230,3 milioni); nel 2010/11 erano pari a £ 188,3 milioni.
Le attività correnti rappresentano il 15,5% dell’attivo e ammontano complessivamente a £ 70,9 milioni (€ 88,5 milioni), con un incremento dell’11,9% rispetto all’esercizio precedente.
Le disponibilità liquide diminuiscono da £ 17,6 milioni a £ 16,9 milioni.
Il Valore della Rosa.
Al 30 giugno 2012, il valore contabile netto della rosa calciatori ammonta a £ 200,4 milioni (€ 250 milioni) e risulta in aumento di £ 74 milioni. La variazione è stata causata da investimenti per £ 130,6 milioni, cessioni per un valore netto contabile di £ 5,3 milioni, ammortamenti per £ 49,5 milioni e svalutazioni per £ 1,8 milioni.

Valore della Rosa
£/1000
Costo storico
    337.803
Fondo ammortamento
-   211.388
Investimenti
    130.641
Cessioni
-      5.309
Ammortamenti
-    49.506
Svalutazioni
-      1.787
Totale
    200.454

In base ad una valutazione “indipendente” la rosa del Chelsea al 30 giugno 2012 avrebbe un valore di mercato pari a £ 278.500.000. Dopo la chiusura dell’esercizio, il Chelsea ha acquistato sei calciatori ad un costo iniziale di £ 42.985.000.
Il Fatturato.
Il fatturato consolidato netto, con esclusione della joint venture, per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2012, risulta pari a £ 255,7 milioni (€ 319 milioni) e nel 2010/11 era pari a £ 222,3 milioni. L’aumento del fatturato è stato del 15%, rispetto all’esercizio precedente.

Turnover  £/1000
30/06/2012
30/06/2011
Var. %
Broadcasting
    112.815
       98.108
15%
Matchday
     77.742
       67.493
15%
Commercial
     66.977
       59.994
12%

    257.534
      225.595
14%
joint venture
-      1.796
-        3.333
-46%

    255.738
      222.262
15%

L’incremento del fatturato è dovuto principalmente al successo in Champions League e in FA Cup. Tuttavia, si è registrata una riduzione dei proventi derivanti dalla Premier League, a causa del 6° posto (2° posto nel 2010/11).
La media spettatori del 2011/12 è stata di 40.344, mentre nel 2010/11 era di 41.008.
Le Spese operative.
Le spese operative ordinarie ammontano complessivamente a £ 304,6 milioni (€ 380 milioni) e registrano un incremento di £ 38 milioni pari al 14,3%.
I costi operativi straordinari ammontano a £ 1,8 milioni e riguardano solo la svalutazione dei calciatori. Nel 2010/11 ammontavano a £ 41,9 milioni ed esercitarono un impatto significativo sul risultato dell’esercizio.
Risultano anche ricavi straordinari per £ 4,7 milioni, che determinano un risultato positivo della gestione straordinaria per £ 2,9 milioni.
Tra gli altri costi operativi si segnala l’ammortamento delle immobilizzazioni dei costi di registrazione dei calciatori ammontante a £ 49,5 milioni (€ 61,7 milioni), in aumento del 24,6%. L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali è stato di 9,9 milioni di sterline, di cui £ 3,4 milioni per terreni e fabbricati. Tale voce dovrebbe essere considerata come costo “virtuoso” ai fini del Fair Play Finanziario.
Il Costo del Personale.
Il costo del personale ammonta a £ 171 milioni (€ 213,3 milioni) e registra un decremento del 9,8% rispetto ai 189,5 milioni di sterline del 2010/11. L’incidenza del costo del personale sul fatturato, senza plusvalenze, è pari al 67% (85% nel 2010/11), nel limite del 70%, stabilito dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Il costo del personale riguarda 604 unità (560 nel 2010/11) di cui 89 appartenenti alla gestione sportiva (giocatori e staff compreso).
Nel 2011/12 il costo del personale comprende anche un ricavo straordinario di £ 4.700.000 (nel 2010/11 c’erano costi straordinari per £ 21.435.000).
Player Trading.
La differenza tra plusvalenze e minusvalenze realizzate con le cessioni di calciatori è positiva per £ 28,8 milioni (€ 35,9 milioni), mentre nel 2010/11 era positiva per £ 18,4 milioni.
Questo risultato positivo è dovuto principalmente alle seguenti cessioni: Yuri Zhirkov all’Anzhi Makhachkala, Slobodan Rajkovic all’Amburgo, Alex al Paris Saint Germain e Anelka allo Shanghai Shenhua. L’importo non è sufficiente a coprire gli ammortamenti e pertanto la gestione del “player trading è in perdita per £ 22,5 milioni.

Player Trading
£/1000
Ammortamenti calciatori
-         49.506
Svalutazioni calciatori
-           1.787
Risultato netto cessione calciatori
          28.794
Totale
-         22.499

Il pareggio di bilancio.
L’utile netto consolidato al 30 giugno 2012 è di £ 1.378.000, mentre, al 30 giugno 2011, risultava una perdita netta consolidata di £ 67,6 milioni.
Per quanto riguarda una possibile previsione per il bilancio 2012/13 bisognerà mettere in conto l’eliminazione nella fase a gironi della Champions League, il mancato ripetersi di ricavi straordinari, una diminuzione delle plusvalenze e il costo della sostituzione dello staff tecnico. Nella sostanza potrebbe verificarsi uno scenario che porterebbe il Chelsea al limite della soglia di tolleranza dei 45 milioni di euro.
Rimane una problematica interessante da considerare, ossia quale sarà il bilancio consolidato che sarà valutato dall’UEFA. Perché se fosse quello di Fordstam Limited, Abramovich dovrà rinunciare al suo credito, trasformandolo in capitale.

giovedì 10 gennaio 2013

BSkyB porta in utile il Chelsea.



Luca Marotta


Chelsea FC plc, la diretta controllante di Chelsea Football Club Limited, ha chiuso il bilancio consolidato 2011/12 con un utile di £ 1.378.000, ma tra i componenti positivi del reddito sono esposte £ 18.375.000, derivanti da un operazione straordinaria: "Profit on cancellation shares", ossia proventi derivanti dalla cancellazione di azioni.
Nel 2010/11 nelle passività figurava la voce "non-equity preference share" (prestiti sotto forma di azioni con partecipazione agli utili, ma non al rischio del capitale) per £ 15 milioni. Il prestito, in questione, con diritto di partecipazione agli utili, faceva capo a BSkyB.
Il 31/01/2012 BSkyB ha cancellato queste azioni e il relativo dividendo maturato.
Il profitto derivante da tale operazione è stato di £ 18.375.000, di cui £ 15.000.000 per la cancellazione delle azioni e £ 3.375.000 per la rinuncia al dividendo.

mercoledì 9 gennaio 2013

Bilancio Palermo 2011/12: la “querelle” Pastore causa la perdita.



Luca Marotta
Il bilancio d’esercizio 2011/12 del Palermo si è chiuso con una perdita inattesa di € 4.011.700. Invece, l’esercizio 2010/11 si era chiuso con un utile di € 7.769.812. La perdita era “inattesa”, poiché la conclusione della vicenda legata alla cessione di Pastore ha determinato minori plusvalenze per € 8 milioni e maggiori costi per € 7 milioni. Tuttavia, ha influito anche la non brillante stagione sportiva conclusasi col sedicesimo posto in campionato, la precoce eliminazione dai preliminari di Europa League, con un alternarsi di allenatori (Pioli, Mangia, Mutti) e dirigenti (Sogliano), invero continuato anche per il 2012/13, fino alla scelta di Pietro Lo Monaco, dopo la parentesi Perinetti (col tecnico Sannino).
Il bilancio 2011/12 conferma che il Palermo rientra nei parametri stabiliti dal Regolamento del Fair Play Finanziario, ma la gestione necessiterebbe di una maggior “equidistribuzione” delle fonti di ricavo, che dipendono principalmente dai diritti TV e dalle plusvalenze.
La “querelle” Pastore.
Nella Relazione sulla gestione 2010/11, era stato scritto che Javier Pastore risultava ceduto al Paris Saint-Germain per un importo di 39,8 milioni di euro, oltre ad un bonus di 1,1 milioni alla disputa della 35^ gara ufficiale. Il valore contabile residuo era di € 2.980.000 e l’importo della plusvalenza realizzata era stato di € 36.980.000. Nella stessa Relazione sulla gestione, era evidenziato che dopo la cessione del calciatore, erano sorte contestazioni circa i “supposti diritti” rivendicati dall’agente Marcelo Simonian e su iniziativa del Palermo erano stati interessati i competenti organi di giustizia.
Nella Relazione sulla gestione 2011/12 è evidenziato che Javier Pastore è stato ceduto al Paris Saint-Germain sempre per un importo di 39,8 milioni di euro, ma il valore contabile residuo è di € 10.980.000 e la plusvalenza realizzata è di € 28.980.000 (€ 8 milioni in meno). In effetti, il contenzioso con l’Agente Fifa Marcelo Simonian è stato ricomposto su iniziativa del Palermo. Nella Relazione sulla Gestione si legge che il 02 luglio 2012 le parti hanno trovato un accordo ed è stato sottoscritto un “Verbale di conciliazione giudiziale”. In base all’accordo raggiunto il Palermo deve corrispondere all’agente Simonian l’importo complessivo di € 15.000.000, di cui € 8.000.000 “a titolo di compenso per la transazione”e € 7.000.000 “per le spese sostenute e la desistenza da ogni giudizio pendente”.
La continuità aziendale.
Per quanto riguarda il discorso della continuità aziendale, ossia la capicità di far fronte agli impegni finanziari nel futuro, possiamo registrare una conformità col Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario, non essendo stato mosso alcun rilievo nella Relazione della Società di Revisione Baker Tilly Consulaudit.
La struttura dell’attivo.
La struttura dell’attivo è caratterizzata dalla forte incidenza delle immobilizzazioni immateriali. Le immobilizzazioni finanziarie sono notevolmente aumentate per un prestito fruttifero alla controllata.
Il totale dell’attivo al 30/06/2012 ammonta a € 146,5 milioni (€ 107,8 milioni nel 2010/11) e registra un incremento del 35,8%. Le Immobilizzazioni sono pari a € 96,9 milioni (€ 59,5 milioni nel 2010/11) e registrano un incremento del 62,9%. Le Immobilizzazioni immateriali pari a € 75,9 milioni (€ 58,2 milioni nel 2010/11), rappresentano il 78,3% del totale delle immobilizzazioni ed il 51,8% delle attività. Le “migliorie su beni di terzi”, per € 298.617 riguardano le spese capitalizzate per lo stadio di proprietà del Comune “Renzo Barbera” e per lo stadio “Tenente Onorato” dove si allena la prima squadra. Le Immobilizzazioni finanziarie, pari a € 20,5 milioni, riguardano la partecipazione nella società “Mepal srl”, valutata € 651.132. Tale società ha chiuso l’esercizio al 30/06/2011 con una perdita di € 447.202. La Mepal era stata costituita per la commercializzazione dei prodotti a marchio “Palermo Calcio” ed era stata posta in liquidazione il 14/02/2008, ma tale procedura è stata revocata, al fine di utilizzare la stessa Mepal per il progetto del nuovo stadio.
La voce “Crediti verso imprese controllate” pari a € 19.563.976 concerne il credito verso la Mepal S.r.l. per un finanziamento fruttifero. Tale importo è stato determinato dalla necessità di dotare la controllata dei mezzi finanziari necessari per iniziare a sviluppare operativamente il progetto dei campi sportivi e dello stadio. Tuttavia a luglio 2012 tale finanziamento è stato rimborsa per € 9,9 milioni a causa dell’allungamento dei tempi tecnici richiesti.
L’Attivo circolante è pari a € 44,2 milioni e rappresenta il 30% dell’attivo. La voce più importante riguarda i crediti, che ammontano a € 43,7 milioni (40 nel 2010/11), con un incremento del 9,2%.
I ratei e i risconti attivi aumentano a € 5.394.139 e riguardano per € 3.485.532 due maxi canoni per contratti di leasing e per € 874.868 il risconto del diritto di prelazione relativo ad un contratto sottoscritto con una società calcistica estera con scadenza aprile 2014.
Il Valore della Rosa.
I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori netti sono pari a € 73.245.905, nel 2010/11 erano pari a € 57.448.145. La variazione è stata determinata da acquisti per € 58.354.987, incrementi di valore per € 8.475.289, cessioni per un valore contabile netto di € 28.719.443 e ammortamenti per € 22.313.073. Tra gli acquisti spiccano: Viviano (Inter) per € 10 milioni; Silvestre (Catania) per € 7 milioni;  Della Rocca (Bologna) per € 7 milioni; Barreto (Atalanta) per € 5.300.000; Viola (Reggina) per € 3.600.000; Mantovani (Chiedo) per € 3.500.000.
Tra gli incrementi di valore spicca Pastore per € 8.000.000 per il “costo mediazione”.
Le cessioni di calciatori avvenute per l’importo di € 55.774.000, hanno comportato degli storni dei rispettivi valori contabili per € 28.714.443, questo significa che sono prevalse le plusvalenze per € 27.054.557. La cessione più importante ha riguardato, come già scritto, Pastore per € 39,8 milioni con un valore contabile di € 10,8 milioni e una plusvalenza di € 28,9 milioni. Al secondo posto figura la cessione di Sirigu al PSG per € 3.895.000 con un valore contabile di € 21.600 e una plusvalenza di € 3.873.400. La cessione di Nocerino al Milan per € 500.000 ha determinato una minusvalenza di € 1.375.000.
I crediti per compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F., evidenziati tra le Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni registrano la cifra di € 401.500 (€ 3.591.000 nel 2010/11). La maggiore compartecipazione riguarda Glik (Torino) per € 300.000.
I debiti per compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F. ammontano a € 10,3 milioni. Tali debiti per compartecipazioni riguardano: Viviano con l’Inter per € 5 milioni, Della Rocca col Bologna per € 3,5 milioni e Viola con la Reggina per € 1,8 milioni. Possiamo stimare il valore della rosa al 30 giugno 2012 in € 73,3 milioni. Durante la prima campagna trasferimenti 2012/13, sono state perfezionate operazioni che hanno comportato cessioni per € 22.322.167 ed acquisti per € 23.978.742. Le principali operazioni in uscita sono state: Balzaretti alla Roma per € 4,5 milioni ed una plusvalenza di € 4.078.000; Pinilla al Cagliari per € 3 milioni e una plusvalenza di € 1,5 milioni; Cassani alla Fiorentina per € 2.750.000 e una plusvalenza di € 2.210.000. Per quanto riguarda gli acquisti l’investimento più importante ha riguardato Dybala dall’Instituto Cordoba (Argentina) per € 5.140.000. Attualmente il sito specializzato “Transfermarkt” stima il valore della rosa del Palermo in € 58,2 milioni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è positivo per € 26,1 milioni, mentre nel 2010/11 era positivo per € 30,1 milioni. I mezzi propri finanziano il 18% del totale dell’attivo ed il 27% delle immobilizzazioni. Il dato positivo del Patrimonio netto è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. La variazione negativa di € 4 milioni è dovuta alla perdita d’esercizio 2011/12.
Il Passivo.
I fondi per rischi e oneri risultano aumentati a € 3.145.310 da €.2.558.538 e riguardano accantonamenti per controversie legali e tributarie in corso per € 697.860 e per la restante parte accantonamenti per imposte differite, riguardanti l’IRES sulle plusvalenze e accantonamenti al Fondo Imposte per Irap di cui € 1.304.030 per la competenza 2011/2012; € 1.143.420 per la competenza 2010/2011. A fronte dei rischi che potranno derivare dall’interpretazione delle norme legislative, “prudenzialmente”, il Palermo ha accantonato l’Irap al fondo imposte. Tuttavia, la società rosanero ritiene non dovuta tale imposta. Il fondo per altri rischi è stato incrementato di € 500.000 per il contenzioso fiscale sorto in seguito ad avvisi di accertamento per gli esercizi 2004/2005 e 2005/2006. Il Palermo ritiene di definire le controversie per importi inferiori.
Il totale dei debiti ammonta a € 97,9 milioni (60,1 milioni nel 2010/11) e finanzia il 67% dell’attivo.
La voce più importante riguarda i “Debiti verso Enti –Settore specifico” per € 40,4 milioni (€ 19,6 milioni nel 2010/11), seguita da debiti verso fornitori per 24 milioni, debiti verso banche per 10,5 milioni, debiti per compartecipazioni per € 10,3 milioni, debiti verso soci per finanziamenti per 6,7 milioni, debiti tributari per 3,5 milioni. I debiti verso fornitori sono aumentati a causa del debito verso l’agente Simonian. I debiti tributari riguardano l’IVA di giugno versata a luglio per € 931.441 e le ritenute IRPEF riguardanti le mensilità di maggio e giugno per 2,6 milioni, versate nei mesi successivi.  La voce “Altri debiti”, pari a € 2.076.097, è costituita dai debiti per stipendi e collaborazioni e riguarda gli stipendi e dei compensi maturati nei mesi di maggio e di giugno, interamente pagati nei mesi di luglio e agosto. Trattasi di dati fisiologici in linea col Fair Play Finanziario.
I ratei e i risconti passivi aumentano a € 18.964.785 da € 14,7 milioni. Di questa cifra, € 11,1 milioni (14,4 milioni nel 2010/11) riguardano risconti passivi per la plusvalenza realizzata sulla cessione del marchio, realizzata con un contratto di “lease back”. L’importo di € 7,8 milioni riguarda ricavi di competenza dell’esercizio successivo.
La posizione finanziaria netta.
La posizione finanziaria netta ai fini del Fair Play Finanziario comprende anche i debiti e i crediti da calciomercato e deve risultare inferiore ai ricavi.
Gli amministratori del Palermo considerano nel calcolo della posizione finanziaria anche i crediti finanziari verso la controllata e i crediti e debiti da compartecipazione. In base a tale calcolo la posizione finanziaria netta, al 30 giugno 2012, risulta negativa per € 7.291.490 (€ 26,3 milioni nel 2010/11). Se non considerassimo tali poste, si avrebbe un indebitamento finanziario netto pari a € 17,2 milioni determinato da disponibilità liquide per € 41 mila; debiti verso banche per € 10,5 milioni e debito per finanziamento soci per € 6,7 milioni. In considerazione di un EBITDA positivo risulta essere un indebitamento finanziario sostenibile.
La voce “Crediti verso Enti –Settore specifico” è così composta: per € 25.898.500 da crediti verso le società calcistiche italiane; per € 2.910.000 da crediti verso le società calcistiche straniere; per € 498.064 da crediti verso la Lega in conto campionato. Il club maggiormente esposto è il Napoli per € 8 milioni, seguito dal Novara per € 6 milioni. Tra i club stranieri il PSG deve € 1.947.500.
La voce “Debiti verso Enti –Settore specifico” è così composta: per € 36.870.242 da debiti verso le società calcistiche italiane; per € 3.577.010 da debiti verso le società calcistiche straniere. L’importo maggiore riguarda l’Inter per € 6,3 milioni, seguito dal Novara per € 6 milioni e dal Genoa per € 5.150.000. Tra i club stranieri il maggior importo è del “Club Atletico Belgrano” per € 1.668.000.
Considerando anche i debiti e i crediti da calciomercato, l’indebitamento resta nettamente inferiore ai ricavi ed è in linea col Regolamento del Fair Play Finanziario.
I Ricavi.
Il valore della produzione è diminuito dell’1,7% e ammonta a € 96,5 milioni. Il 40% del valore della produzione è costituito dai diritti TV e il 37% dalle plusvalenze. I diritti TV sono diminuiti da € 40,7 milioni a € 38,5 milioni. Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali aumentano da € 25.408.123 da € 35.452.331. La plusvalenza maggiore è quella di Pastore, che ha determinato anche un premio integrativo di € 1.100.000.
I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori risultano pari a € 2.800.000, di cui € 2 milioni per la cessione temporanea di Cassani alla Fiorentina.
I ricavi da gare incidono solo per il 6% sul valore della produzione. Sono diminuiti del 40% a € 5.400.645. Gli abbonamenti sono diminuiti da € 4,2 milioni a € 3,1 milioni, mentre i ricavi da gare in casa sono stati pari a € 2,3 milioni.
La voce ricavi e proventi diversi, pari a € 4.068.205, comprende l’importo di € 3,3 milioni, quale plusvalenza per la cessione del marchio. Ai fini del Fair Play Finanziario la plusvalenza da cessione marchio non rileva.
I proventi commerciali registrano solo un’incidenza del 6% sul valore della produzione. In particolare, i proventi da sponsorizzazione aumentano a € 3.176.176, con una variazione positiva del 7,3%. I proventi pubblicitari ammontano a € 3.306.404, con una diminuzione del 24,8%; mentre i proventi commerciali e royalties risultano pari a € 95.000. Dal 18 novembre 2011, come “second sponsor”, sino al termine della stagione sportiva, il logo Burger King ha affiancato quello di Eurobet sulle maglie da gioco. Il 13 gennaio 2012 è stato sottoscritto un contratto di sponsorizzazione e licenza con Puma Italia S.r.l.. Dal 2012/13 al 2015/16, le squadre della Società indosseranno prodotti a marchio PUMA.
I Costi.
I Costi della produzione risultano aumentati di € 14,6 milioni (+17%), passando da 85,1 a 99,7 milioni. Il costo con maggior incidenza (40%) è quello del personale, pari a € 40,2 milioni, con un incremento del 10,3% rispetto al 2010/11. L’incidenza del costo del personale sul valore della produzione è del 42%, risultando abbondantemente in linea con quanto stabilito dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Se fossero escluse tutte le plusvalenze e gli atri ricavi legati al calciomercato, tale rapporto salirebbe al 69% circa, comunque nei limiti del fair play finanziario.
Gli ammortamenti e le svalutazioni, in totale ammontano a € 22,8 milioni, con un decremento del 3%. Ovviamente gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 144.937, mentre gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali ammontano a € 22.448.687, con un decremento del 1,1%. L’ammortamento della rosa calciatori ha registrato un decremento del 1,1% segnando la cifra di € 22,3 milioni. Il costo di gestione del personale, che comprende stipendi e ammortamenti, registra un’incidenza “virtuosa” sul valore della produzione, pari al 65%.
I costi per servizi sono aumentati a € 19.135.492 da  € 11.879.329, con un incremento del 61,1%. La voce che ha determinato l’incremento maggiore è quella delle “spese amministrative, pubblicitarie e generali”, che è passata da € 7.056.763 del 2010/11 a € 14.824.246. Tale voce comprende il costo dei consulenti esterni per le operazioni di calciomercato. Il consistente incremento della voce è dato dal costo, pari a € 7 milioni, delle prestazioni dell’agente Simonian a favore del calciatore Pastore. L’importo è stato definito nella Conciliazione giudiziale davanti al Tribunale di Palermo del 02/07/2012. Complessivamente i compensi corrisposti agli agenti sono stati pari a € 19,3 milioni. I costi per godimento di beni di terzi pari a € 4,3 milioni, registrano un decremento del 3% e comprendono canoni di leasing relativi al marchio per 3,7 milioni, e l’affitto dei campi sportivi per 513 mila euro circa. Gli oneri diversi di gestione, pari a € 11.309.667, risultano in aumento del 54%. Tra gli importi da evidenziare figurano le minusvalenze per cessioni calciatori pari a € 8.397.774. Le minusvalenze maggiori hanno riguardato: Rubens per € 1.875.000; Raggi per € 1,5 milioni e Nocerino per € 1.375.000.
La differenza tra valore e costi di produzione risulta negativa per € 3.189.736, mentre nell’esercizio precedente era positiva per € 13.064.414.
La gestione Finanziaria.
La gestione finanziaria risulta negativa per € 1.645.156. La gestione finanziaria dei bilanci delle squadre di calcio italiane comprende i risultati delle operazioni di riscatto delle comproprietà. I proventi da compartecipazione ex art 102 bis Noif sono stati pari a € 300.500, tra cui Darmian per € 300 mila. Gli oneri da compartecipazione ex art 102 bis Noif ammontano a € 1.650.500, tra cui Misuraca per € 1 milione.
Il Break-even.
Il risultato prima delle imposte risulta negativo per € 4.563.497, nel 2010/11 era positivo per €12,4 milioni. Le imposte sul redito del'esercizio sono pari a € 551.798.
Negli ultimi quattro anni si verificata un’alternanza tra risultati netti positivi e negativi: nel 2011/12 la perdita netta di esercizio evidenziata è di € 4.011.700; nel 2010/11 era esposto un utile netto di esercizio per € 7.769.812; nel 2009/10 era esposta una perdita di € 17.225.898 e nel 2008/09 il risultato d’esercizio era positivo per € 17.975.574.
Sotto il profilo del punto di pareggio e delle soglie di tolleranza previste, non risulterebbero problemi per il Break-even del Fair Play Finanziario.

mercoledì 2 gennaio 2013

Bilancio Napoli 2011/12: 14,7 milioni di utile netto! Step by step.



Luca Marotta
La società “S.S.C. Napoli S.p.A.” ha chiuso il bilancio 2011/12 con un utile netto record di 14,7 milioni di euro, al netto di imposte per € 11,6 milioni e ammortamenti per € 31,6 milioni, con un minimo apporto di plusvalenze (3,2% dei ricavi). Gli indicatori della gestione economica sono ottimi. Il risultato prima delle imposte è positivo per € 26,3 milioni, il valore della produzione ha raggiunto un livello record pari a € 155.929.550. Il margine operativo lordo (EBITDA) è positivo per € 57,8 milioni. Già il 2010/11 era stato caratterizzato da risultati record con un utile netto di € 4,2 milioni e un valore della produzione di € 131,5 milioni. I brillanti risultati raggiunti, a detta degli amministratori, confermano la validità della scelta gestionale del “progressivo consolidamento della prima squadra e della società”. In altri termini si è scelto di operare con la logica del “passo dopo passo” e, pur perseguendo tale logica, la società riesce a coniugare condizioni di equilibrio economico - finanziario con buoni risultati sportivi. Invero, la stagione 2011/12 ha risentito positivamente della partecipazione della prima squadra alla UEFA Champions League, che tra diritti TV e incassi da botteghino ha apportato ricavi per circa 37,3 milioni di euro.
La continuità aziendale.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio in base al principio della continuità aziendale. La società Bompani Audit S.r.l. ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo al riguardo. Nella Relazione del Collegio Sindacale si è attestato che le operazioni deliberate ed eseguite sono state improntate a principi di corretta amministrazione e tali da non implicare rischi per la continuità aziendale. In sintesi S.S.C. Napoli S.p.A. è in grado di far fronte nel futuro agli impegni finanziari presi, anche perché è una società che produce utili da sei esercizi consecutivi e non è indebitata dal punto di vista finanziario.
La struttura dell’attivo.
Il totale dell’attivo è aumentato di € 28,1 milioni assestandosi a € 138,2 milioni. Il 40,8% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 385 mila, e non includono infrastrutture sportive. Tale particolare, può dare argomentazioni a sostegno della tesi che afferma che le squadre italiane, in passato (soprattutto anni ‘90), godevano di un vantaggio competitivo perché non investivano nelle infrastrutture sportive di proprietà, ma solo nella rosa dei calciatori.
Tra le immobilizzazioni immateriali è esposto l’avviamento per un valore contabile netto di € 4.215.385, con un costo storico di 19,5 milioni. L’avviamento è stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 2.843.545, con un costo storico di € 13.172.768 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. nonché all’acquisto di licenze d’uso di software standardizzato.
L’attivo circolante rappresenta il 59,2% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 26,7 milioni, incidono per il 19,4% sul totale dell’attivo.
Il Valore della Rosa.
I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 48,2 milioni (€ 43,5 milioni nel 2010/11). L’incremento di € 4,7 milioni è dovuto a investimenti per € 39.314.000, a cessioni per un valore contabile residuo di € 7 milioni, ammortamenti per € 27,6 milioni. Nel 2010/11, per  tali diritti pluriennali sono stati investiti € 33.822.621 e nel 2009/10 € 54.650.000.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati emergono: Dzemaili Blerim (Parma) per € 9 milioni, Britos (Bologna) per € 9 milioni, Inler Gokan (Udinese) per € 8,8 milioni; Goran Pandev (Inter) per € 7,5 milioni.
Tra le cessioni spiccano: Ruiz Torres Victor, ceduto per € 8 milioni al Valencia, con un valore contabile di € 4,3 milioni e una plusvalenza di € 3,7 milioni; Sosa, ceduto per € 1,9 milioni al Metalist, con un valore contabile di € 1,4 milioni; Mannini, ceduto al Siena per € 900 mila.
I crediti da compartecipazioni ex articolo 102 NOIF ammontano a € 451.600 e riguardano principalmente la compartecipazione di Mannini col Siena per € 450 mila.
I debiti da compartecipazioni ex articolo 102 NOIF ammontano a € 1.500.000 e riguardano la compartecipazione di Dumitru con l’Empoli. 
Potremmo stimare, al 30 giugno 2012, un valore contabile della rosa, comprensiva di Lavezzi, pari a  € 47,2 milioni, che è molto al di sotto del valore di mercato. Si pensi che il sito Transfermarkt stima attualmente il valore della rosa del Napoli in € 187.650.000.
Per avere un’idea delle plusvalenze potenziali, basti pensare ai seguenti giocatori in rosa al 30 giugno 2012: Cavani con un valore contabile residuo di € 7,2 milioni (costo storico € 12 milioni); Lavezzi con un valore contabile netto di € 314.766 (costo storico € 5.829.000); Hamsik con un valore contabile netto di € 355.400 (costo storico € 5,5 milioni). Pandev e Inler non risultano ammortizzati perché acquistati nel giugno 2012.
Dopo la chiusura dell’esercizio il Napoli ha effettuato cessioni, tra cui Lavezzi, per un valore di € 32 milioni, conseguendo una plusvalenza di € 31,6 milioni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 44.025.810 (€ 29.305.052 nel 2010/11). Rispetto al 30 giugno 2011, risulta in aumento a causa dell’utile dell’esercizio, che l’Assemblea ha deciso di non distribuire e accantonare a riserva.  Essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 31,86% del totale delle attività e il 78,12% delle immobilizzazioni.
La struttura delle Passività.
Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con saldo zero. In tale voce affluiscono in special modo i ricavi anticipati, ossia quei proventi inerenti alle stagioni future e già incassati. Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 12,4 milioni, sono evidenziate anticipate fatturazioni inerenti quote proventi diritti TV per la stagione 2012/13 per € 11.716.679.
Il totale dei debiti è pari a € 93,1 milioni (€ 79,7 milioni nel 2010/11) e risulta in aumento del 16,8%. L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 43,3 milioni (€ 41,7 milioni nel 2010/11). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. I debiti verso la controllante pari a € 12,3 milioni, sono dovuti principalmente al meccanismo del consolidato fiscale. I debiti finanziano il 67,4% dell’attivo.
La Posizione Finanziaria Netta.
Utilizzando il criterio del Fair Play Finanziario, alla posizione finanziaria netta che è positiva, bisogna aggiungere il saldo tra crediti e debiti con i club.
La posizione finanziaria netta è positiva per € 22,8 milioni, poiché le disponibilità liquide ammontano a € 26,7 milioni e l’unico debito finanziario è un finanziamento soci di € 3,9 milioni.
I crediti verso società calcistiche per trasferimento calciatori ammontano a € 17,3 milioni. Gli importi maggiori riguardano: il credito per la cessione di Quagliarella alla Juventus ammontante a € 7 milioni e quello per la cessione di Ruiz al Valencia ammontante a € 5,5 milioni.
I debiti verso società calcistiche per trasferimento calciatori ammontano a € 42,7 milioni. Gli importi maggiori riguardano: l’Udinese con € 8,8 milioni per Inler e € 1 per Denis; il Palermo con € 8 milioni per Cavani; l’Inter con € 7,5 milioni per Pandev;  Bologna con € 6 milioni per Britos.
In sintesi, la posizione finanziaria netta è inferiore ai ricavi ed è conforme a quanto stabilito dal regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I Debiti scaduti con dipendenti, fisco altri club.
I debiti verso il personale ammontano a circa € 7 milioni e risultano in diminuzione di 3,8 milioni. Essi rappresentano circa il 12% del costo del personale. Un dato, che si può considerare fisiologico e buono per il Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di predisposizione del bilancio il Napoli non aveva debiti scaduti di natura tributaria e alla data di redazione della Relazione sulla Gestione degli Amministratori non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti.
I Ricavi.
Il valore della produzione ammonta a € 155.929.500 (€ 131,5 milioni nel 2010/11) e registra un incremento del 18,6%. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), calcolato dal 30 giugno 2005, è del 39,02%, ciò significa che il fatturato dal 2005 è cresciuto in media del 39,02% circa all’anno.
I Ricavi delle vendite e delle prestazioni risultano pari a € 25.104.097 (€ 22.070.392 nel 2010/11) e registrano un aumento del 14%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 16,1%. Tale voce è composta da Ricavi da gare prima squadra in casa per € 17.472.338 (€ 17.700.025 nel 2010/11) e abbonamenti per € 6.342.793 (€ 4.370.367 nel 2010/11). Le gare da UEFA Champions League hanno apportato incassi per € 8.249.429. La capacità dello stadio San Paolo, ai fini dell’agibilità dell’impianto, è pari a 60.240 posti a sedere. Gli incassi per le partite esterne di Coppa Italia hanno contribuito con € 1,3 milioni.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 26.699.223, registrano una diminuzione di € 496.792 (-2%). Essi incidono per il 17,1%. La riduzione è dovuta al calo degli Sponsor ufficiali scesi a € 7.750.000 da € 9 milioni. Lo Sponsor tecnico aumenta a € 6.668.760 da € 5.871.365. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 6.525.293 (5,8 milioni, nel 2010/11), i Partner commerciali con € 3.581.843 e le Altre sponsorizzazioni con € 2.173.327.
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a 432 mila euro e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio (calendari, banner sito web e gare amichevoli interne).
I Proventi commerciali e royalties sono pari a € 5.243.499 (€ 4.352.009 nel 2010/11) e registrano un decremento del 20,5% e incidono sul valore della produzione per il 3,4%. I Proventi da merchandising contribuiscono con € 1.192.862 (€ 760.397, nel 2010/11), i Proventi da licensing con € 3.709.515 (€ 3.160.324, nel 2010/11) e gli Altri proventi commerciali con € 341.122. La principale voce, Proventi da licensing, si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”.
La voce “Proventi vari” ammonta a € 530.000 (€ 543 mila nel 2010/11). Già dal 2010/11 non si registrano i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine a causa dell’assenza di contratti relativi alla concessione dei diritti di immagine dei calciatori.
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi risultano pari a € 85.810.687, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 58.446.611. L’incidenza sul totale dei ricavi è del 55%. L’incremento è dovuto ai proventi da competizione UEFA che aumentano da € 3.970.963 a € 29.128.000.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 5.016.973 (€ 9.137.522 nel 2010/11). Tali proventi incidono solo per il 3,2% sul valore della produzione.
Gli Altri ricavi e proventi diversi diminuiscono a € 7.093.071 da € 9.591.391. I Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori hanno contribuito con € 600.000 (€ 5.963.125 nel 2010/11), mentre gli altri ricavi da gestione calciatori (utilizzo nazionali) hanno contribuito con € 1.454.654.
I Costi.
I costi della produzione, pari a € 129.683.970, aumentano del 12%. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), calcolato dal 30 giugno 2005 è del 28,4%, in misura nettamente inferiore a quello dei ricavi, segnale di un’ottima gestione economica protratta nel tempo.
Anche i costi del personale aumentano del 12%, mentre gli ammortamenti e le svalutazioni diminuiscono del 9%. Le suddette componenti negative di reddito incidono per il 69% (74,5% nel 2010/11) sul valore complessivo dei costi di produzione.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 1.317.432, l’ammortamento per l’avviamento ammonta a € 1.953.846. Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 364.804.
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a 4 milioni e risultano in aumento del 9%. L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 1,6 milioni, seguito dai diritti d’immagine calciatori per € 1.050.00 e dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 938.358.
I Costi per prestazioni di servizi ammontano a € 16.490.874 (€ 12.892.462, nel 2010/11). Rispetto all’esercizio precedente i costi ricompresi nella voce sono incrementati del 28%. I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), sono aumentati da 3,1 a 4,9 milioni; Le spese amministrative aumentano da 4,8 a 6,4 milioni. Nell’ambito di tale voce il compenso agli amministratori aumenta di € 1,1 milioni.
Tra gli oneri diversi di gestione, pari a € 17,4 milioni, il costo per l’acquisizione temporanea dei calciatori aumenta a € 13.540.610 da € 6.885.000 del 2010/11. Le minusvalenze sono pari a € 1.142.801. La minusvalenza maggiore ha riguardato Bucchi per € 800.109.
Il Costo dei dipendenti.
Il costo del personale registra la cifra di € 57.890.558 (€ 51.733.273, nel 2010/11), con
un incremento del 12%. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), calcolato dal 30 giugno 2005 è del 16,8%. Ogni anno il costo del personale è aumentato in media ad un tasso meno che proporzionale a quello con cui sono aumentati i ricavi. Ciò costituisce un altro indicatore di sana gestione economica attenta all’aumento dei costi. L’aumento è dovuto prevalentemente agli stipendi dei calciatori e dei tesserati in genere. Tra gli altri costi, pari a 2,5 milioni, sono ricompresi gli oneri sostenuti a favore di calciatori per favorirne il trasferimento ad altri club.  Il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari al 98% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente.
L’incidenza sui ricavi, ai fini del Fair Play Finanziario, è da elogio, essendo pari al 37,13%
L’ammortamento della rosa calciatori ammonta a € 27.659.371, mentre nel precedente esercizio era pari a € 29.556.320. Tale voce rappresenta l’87,5% degli ammortamenti totali.
La gestione complessiva del personale (stipendi e ammortamento cartellini) si mantiene entro livelli di eccellenza, incidendo solo per il 55% sul valore della produzione.
Il requisito del pareggio bilancio.
“S.S.C. Napoli S.p.A.” rispetta pienamente il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario. Il risultato prima delle imposte 2011/12 è positivo per € 26,3 milioni e per il 2012/13 i ricavi da Champions League sono stati ampiamente sostituiti dalla plusvalenza Lavezzi.
Si aggiunga che il Napoli ha chiuso gli ultimi sei esercizi sempre con un utile.
Conclusioni.
La stagione 2011/12 è stato il primo test per il salto di qualità definitivo a livello di club di rango europeo. Il risultato è stato caratterizzato da una buona partecipazione in Champions League, conclusasi con l’eliminazione agli ottavi ad opera del Chelsea, dalla vittoria in Coppa Italia e dal quinto posto in Serie A.
La definitiva consacrazione passerà attraverso il potenziamento della rosa, con sostituti all’altezza dei titolari, per reggere più fronti, e necessariamente si dovrà affrontare la problematica stadio e infrastrutture. Molto probabilmente accadrà con la logica del progressivo consolidamento, “step by step”.

martedì 1 gennaio 2013

Bilancio Inter 2011/12: l’indispensabile aumento dei ricavi ...



Luca Marotta
F.C. Internazionale Milano S.p.A. ha chiuso il bilancio dell’esercizio 2011/12 con una perdita di € 77.147.926, che trova la sua giustificazione, come affermato dal presidente Moratti, nell’ammontare ancora troppo elevato dei costi di produzione, nonostante si sia verificata una riduzione degli stessi di € 34 milioni, rispetto al 2010/11.
La politica gestionale caratterizzata dall’attenzione e dalla riduzione dei costi di produzione continuerà anche per la stagione 2012/13, per la quale si prevede una riduzione dei salari per circa € 40 milioni, mentre sul fronte ammortamento diritti pluriennali delle prestazioni calciatori la quota rimarrà invariata a circa € 60 milioni, a causa degli acquisti importanti operati durante l’ultima campagna acquisti. L’aumento dei ricavi è ritenuto “indispensabile” dal presidente Moratti per il riequilibrio definitivo dei costi. Il livello dei costi di produzione delineato per il 2012/13 risulta incomprimibile per il mantenimento della prima squadra a livelli di assoluto valore internazionale, pertanto, come detto, diventa fondamentale l’aumento dei ricavi commerciali, dei ricavi da partecipazione alla Champions League, dei ricavi per i diritti televisivi, dei ricavi da sponsorizzazione e dei ricavi da biglietteria.
La continuità aziendale.
Per quanto riguarda la continuità aziendale, ossia la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, che è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario, la società di revisione nella sua relazione, ha rilevato l’esistenza di perdite significative per € 77 milioni, che il patrimonio netto è negativo per € 21,3 milioni, che sussiste la situazione prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile. Tuttavia, nei mesi di luglio e agosto 2012 il socio di riferimento, tramite Internazionale Holding Srl, ha effettuato versamenti per copertura perdite per complessivi € 7,1 milioni e ha prestato in modo infruttifero € 9,5 milioni . Inoltre, gli Amministratori hanno affermato che il socio di riferimento si è impegnato, come di fatto è avvenuto, a ripianare il deficit entro la data di approvazione del bilancio, confermando che “il socio di riferimento ha espresso il consueto impegno a supportare anche per il futuro, in caso di necessità, economicamente e finanziariamente la Società e su tale presupposto è stato redatto il presente bilancio di esercizio nella prospettiva della continuità aziendale.”
Quanto rilevato dai revisori, ma anche dal collegio sindacale, conferma che non si è in presenza di una gestione economica che si autofinanzia, ma di una gestione che necessità dell’intervento del suo socio di riferimento per far fronte agli impegni finanziari.
Si deve tener anche presente che il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attività e passività correnti è negativo per € 248 milioni, mentre nel 2010/11 era negativo per € 262,8 milioni.
La “ratio” del Regolamento del Fair Play Finanziario è quella di obbligare le società di calcio ad adottare sistemi gestionali che si autofinanzino, col principio del “non spendere più di quanto si guadagni”. Una gestione che si autofinanzi non ha bisogno dell’impegno del suo socio di riferimento, perché è in grado, da se stessa, di creare le risorse finanziarie per far fronte agli impegni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è negativo per € 21,3 milioni, mentre nel 2010/11 era negativo per € 24,2 milioni. Essendo negativo non è conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario. Il patrimonio netto al 30 giugno 2012 risulta composto da un capitale sociale pari ad € 40.820.763 (€ 42.439.114 nel 2010/11), da riserve per € 15.000.000 (30 milioni nel 2010/11), e dalla perdita dell’esercizio.
Nella parte straordinaria dell’assemblea è stato posto all’ordine del giorno un aumento di capitale sociale per 35 milioni di euro.
In relazione alla copertura della perdita di € 77.147.926 (€ 62.147.926 al netto della riserva esistente al 30 giugno 2012 di € 15 milioni destinata a copertura perdite in formazione), il socio Internazionale Holding s.r.l. dopo la chiusura dell'esercizio, dal 9 luglio al 22 ottobre 2012, ha eseguito dei versamenti in parte destinati a copertura delle perdite, in parte destinati in conto futuro aumento del capitale sociale, per un totale di € 28.136.868, che hanno ridotto le perdite da coprire ad € 40.820.763 e riportato il patrimonio netto da negativo a zero.
I versamenti eseguiti dal socio Internazionale Holding S.r.l., dopo il 30 giugno 2012, sono stati i seguenti: € 5.000.000 in data 9 luglio 2012; € 2.136.868 in data 2 agosto 2012; € 9.500.000 in data 2 ottobre 2012; € 4.000.000 in data 10 ottobre 2012; € 7.500.000 in data 22 ottobre 2012.
L’Indebitamento Finanziario Netto.
Per il regolamento del Fair Play Finanziario l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità, unitamente al saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori, non deve essere superiore ai ricavi. Nel caso dell’ultimo bilancio d’esercizio di F.C. Internazionale questo dato risulta essere conforme a quanto stabilito dal Fair Play Finanziario.
I debiti verso le banche ammontano a € 87.650.213 (€ 68.889.091 nel 2010/11) e risultano in aumento del 27,23%. I debiti verso altri finanziatori ammontano a € 24.929.310 (€ 8.830.539 nel 2010/11), di cui 24,8 milioni riguardano un mutuo concesso dall’Istituto del Credito Sportivo a garanzia del quale c’è stata la cessione pro solvendo del credito vantato verso lo sponsor Pirelli S.p.A. (2012/13 e 2013/14) e una lettera di patronage da parte della controllante Internazionale Holding Srl.
Le disponibilità liquide sono pari a € 213.499, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 126.098.
I crediti verso società calcistiche ammontano a 98,7 milioni. Gli importi maggiori riguardano: il Genoa per 42,6 milioni; il Parma per 7,8 milioni; il Napoli per 7,5 milioni; il Cesena per 7,5 milioni; il Paris Saint Germain per 6,5 milioni ; ilPalermo per € 6,3 milioni e FC Anji per 6 milioni.
I crediti per compartecipazioni ex art. 102 NOIF ammontano a 16 milioni. Gli importi maggiori riguardano: Viviano (Palermo) per € 5 milioni; Caldirola (Cesena) per € 2,5 milioni; Alen Stevanovic (Torino) per € 2 milioni e René Khrin (Bologna) per 2 milioni.
I debiti verso società calcistiche ammontano a 124,3 milioni. Gli importi maggiori riguardano il Genoa per 61,8 milioni, il Cesena per 12,7 milioni, il Parma per 11,7 milioni e il Porto per 11 milioni.
I debiti da compartecipazione ex art. 102 NOIF ammontano a € 10,8 milioni. L’importo maggiore riguarda Obi Joel in compartecipazione col Parma per 3,2 milioni, seguito da Livaja Marko in compartecipazione col Cesena per € 2.250.000.
Gli altri debiti.
I debiti verso il personale, diminuiscono da 24,9 a 13,1 milioni di euro. Un dato da considerare “fisiologico” e rientrante nei canoni del Fair Play Finanziario.
I debiti per cessione dei crediti pro soluto, diminuiscono da 66,7 a 35,3 milioni di euro. Questi debiti riguardano la cessione ad un primario Istituto di Credito dei diritti TV 2012-13. Quanto sopra significa che dal punto di vista gestionale, si è fatto leva su parte dei ricavi della stagione 2012-13, per creare liquidità nel 2011-12.
I debiti verso fornitori diminuiscono a € 63,8 milioni da € 90,2 milioni del 2010/11. Tali debiti comprendono il debito verso la RAI per € 9,4 milioni e il debito verso gli Agenti FIFA pari a € 27,1 milioni (€ 37,5 milioni nel 2010/11). Nell’esercizio 2011/12 sono stati effettuati pagamenti agli agenti per € 12,6 milioni.
I debiti verso le controllate diminuiscono di 16 milioni circa da 89 a 73 milioni di euro. Tali debiti si riferiscono ai canoni di licenza d’uso dei marchi da pagare alla controllata Inter Brand S.r.l.. Nell’attivo tale voce è bilanciata da “Risconti attivi pluriennali per licenza d’uso marchi” pari a 56 milioni di euro.
I debiti tributari ammontano a € 22,6 milioni (€ 18,8 milioni nel 2010/11). L’aumento è dovuto a delle cartelle esattoriali connesse all’adesione ad avvisi di accertamento per rilievi ai fini IRAP, IVA e ritenute alla fonte per il periodo dal 2005 al 2007. Il debito complessivo di 7,7 milioni trovava parziale copertura nei fondi rischi per € 3,2 milioni per il resto ha causato la rilevazione di oneri straordinari.
In passato, si sono verificati numerosi contenziosi con l’Agenzia delle Entrate riguardanti gli anni dal 2001-02 al 2006-07: in tema di IRAP, cui si sono aggiunti contenziosi riguardanti i rapporti tra la società, i propri tesserati e gli agenti sportivi. Alcuni ricorsi pendono in Cassazione altri sono stati definiti in modo transattivo. E’ bene precisare che per il Fair Play Finanziario ciò che è oggetto di contenzioso tributario non può essere classificato come “debito scaduto”.
Il Valore della Rosa.
Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 148.587.795 e risulta aumentato del 3,92%. La variazione è dovuta ad investimenti per € 102 milioni, cessioni con un valore contabile netto di € 43,8 milioni ed ammortamenti per € 52,6 milioni.
Come già detto i crediti per i giocatori dati in comproprietà ammontano a € 16 milioni e i relativi debiti per i calciatori ricevuti in comproprietà sono pari a € 10,8 milioni. Pertanto, potremmo stimare il valore della rosa al 30 giugno 2012 per € 153,8 milioni. Tra i calciatori con valore contabile residuo più elevato spiccano: Pazzini per € 13.062.500 (costo storico:  € 19 milioni); Milito per € 12.240.000 (costo storico:  € 30,6 milioni); Fredy Guarin per € 11.750.000 (acquistato il 27/06/12 e non ammortizzato); Rodrigo Palacio per € 10.825.000 (acquistato il 06/06/12 e non ammortizzato); Ricardo Alvarez per € 9.212.000 (costo storico:  € 11,5 milioni); Wesley Snejder per € 8.452.174 (costo storico: € 18 milioni); Nagatomo per € 8.212.500 (costo storico: € 10,8 milioni).
I calciatori acquisiti prima del 1 giugno 2010 che potrebbero rientrare nella clausola di esclusione dal costo del personale per il bilancio 2011/12, sono: Snejder; Cambiasso; Chivu, Samuel, Julio Cesar; Lucio; Maicon; Milito; Stankovic; Zanetti; Cordoba, Orlandoni; Thiago Motta (in quota parte, ceduto il 31/01/12); Eto’o (in quota parte, ceduto il 23/08/2011).
I Ricavi
Il valore della produzione risulta pari a € 235.686.916 (€ 268,8 milioni nel 2010/11) e registra un decremento del 12,33%.
La voce più importante riguarda i proventi televisivi pari a € 80,9 milioni (86,4 milioni nel 2010/11), e ha un’incidenza del 34,3% (32,1% nel 2010/11). La riduzione, rispetto all’esercizio precedente è di circa 5,5 milioni.
La seconda voce per importanza è rappresentata dalle plusvalenze pari a € 44,4 milioni (51,4 milioni nel 2010/11) e ha un’incidenza del 18,8%. Il calciatore che ha determinato la maggiore plusvalenza pari a € 9,3 milioni è stato Samuel Eto’o, ceduto per 25,4 milioni all’Anji F.C.. Le altre plusvalenze di rilievo riguardano; Viviano ceduto al Genoa per € 10 milioni, con una plusvalenza di € 6.977.000; Pandev, ceduto al Napoli per € 7,5 milioni, con una plusvalenza di € 6,6 milioni; Caldirola ceduto al Cesena per 5 milioni, con una plusvalenza di pari importo; Santon ceduto al Newcastle per € 4 milioni, con una plusvalenza di € 3.997.000; Thiago Motta ceduto al Paris St Germain per € 7.179.000, con una plusvalenza di € 3.213.000.
Al terzo posto per rilevanza si colloca la voce relativa ai proventi televisivi da competizioni UEFA pari a € 31,6 milioni (€ 38 milioni nel 2010/11), con un’incidenza del 13,4% ed una riduzione di 6,4 milioni. Tale è molto importante perché nel 2012/13 verrà meno, perché sarà sostituita dai proventi da Europa League, che notoriamente sono di molto inferiori.
I ricavi da gare, comprese le quote degli Inter club diminuiscono da 33,9 a 23,2 milioni di euro. Tali ricavi incidono per il 9,9%. Gli abbonamenti sono diminuiti da 14,6 a 12,3 milioni di euro, i ricavi da Coppe Internazionali sono diminuiti da 6,8 a 2,6 milioni di euro e anche gli incassi da gare campionato diminuiscono da 8,3 a 6,5 milioni.
Le sponsorizzazioni sono pari a € 27,7 milioni (28,6 milioni nel 2010/11), con un’incidenza dell’11,8%. Pirelli ha contribuito con € 12.950.000 (11,9 milioni nel 2010/11), lo sponsor tecnico con € 11.442.000 (12,1 milioni nel 2010/11). Come già scritto, i ricavi 2012/13 e 2013/14 del contratto Pirelli sono stati dati a garanzia di un mutuo. I ricavi da pubblicità registrano la cifra di € 1,7 milioni (3,3 milioni nel 2010/11) ed un’incidenza dello 0,7%. Tuttavia ricordiamo che le gestione del marchio, con il relativo merchandising, è stata ceduta alla controllata Inter Brand S.r.l..
Le cause della riduzione dei ricavi, che è stata di 33,1 milioni, sono da ricercare nei minori ricavi da gare per € 10,7 milioni, nelle minori plusvalenze per € 7,1 milioni, nei minori introiti per diritti TV da campionato per € 5,6 milioni e nella riduzione dei ricavi da Champions League per € 6,4 milioni. Tali voci di ricavo sono strettamente connesse all’andamento sportivo della squadra, che non avendo conseguito l’accesso alla UEFA Champions League 2012/13, ha costretto a un ridimensionamento del budget. La società continua ad investire nel vivaio, infatti, i costi del vivaio capitalizzati aumentano da 3,7 a 4,7 milioni di euro (+26,98%).
Gli altri ricavi, pari a € 17.653.109, si riferiscono per € 5.154.000 ai servizi resi alle controllate e per € 4.498.000 a sopravvenienze per maggiori ricavi definiti successivamente alla chiusura dell’esercizio di competenza.
I Costi della Produzione.
I costi delle produzione ammontano a € 320.234.451 e risultano in diminuzione del 9,68%, quindi in misura inferiore al decremento dei ricavi. Il 51,6% di tali costi è rappresentato dal costo del personale e il 19% dagli ammortamenti.
Il costo dei dipendenti, al 30 giugno 2012 in rapporto al valore della produzione incide per il 70,1%, quasi entro il limite massimo stabilito dal Regolamento UEFA sul Fair Play finanziario. Il costo del personale risultante dal bilancio di esercizio è pari a € 165,3 milioni (€ 190,2 milioni nel 2010/11) e risulta in diminuzione del 13,1%. Come dichiarato in Assemblea per il 2012/13 si prevede un’ulteriore riduzione di circa 40 milioni. Tale riduzione dovrebbe far fronte al venir meno dei ricavi da Champions League. Forse potrebbe essere una chiave di lettura della “querelle” Snejder.
L'ammortamento delle immobilizzazioni immateriali incide per il 18,20% sui costi della produzione essendo pari a € 58,3 milioni (€ 56,7 milioni nel 2010/11) e risulta in aumento del 2,78% rispetto all’esercizio precedente. Questa voce, composta per la quasi totalità dall’ammortamento dei diritti alle prestazioni pluriennali dei calciatori, rappresenta il 98% degli ammortamenti. Gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive ammontano a € 52.571.000. Per il 2012/13, stante quanto dichiarato in Assemblea, si prevede di effettuare ammortamenti per € 60 milioni, a causa degli investimenti effettuati.
Il costo di gestione del personale, dato dalla somma dei salari e degli ammortamenti, incide sul valore della produzione per il 92%. Nella sostanza ogni 100 euro di ricavi, 92 sono assorbiti dalla gestione del personale (stipendi e cartellini).
I costi per godimento beni di terzi registrano un incremento del 28,26%, esponendo la cifra di € 28.762.869 (€ 22,4 milioni nel 2010/11). La causa dell’incremento è da ricercare nel maggior ricorso a calciatori in prestito che hanno comportato costi per € 6.390.000 (€ 700 mila nel 2010/11). Il prestito di Zarate dalla Lazio è costato € 2.700.000, quello di Guarin dal Porto € 1.500.000. La Sampdoria ha incassato 1 milione per il prestito di Andrea Poli e 1 milione per quello di Palombo. L’importo maggiore dei costi per godimento dei beni di terzi, riguarda il canone di licenza d’uso dei marchi per 16 milioni. Trattandosi di operazione con società controllata questo importo non ha effetti nel bilancio consolidato, che è il bilancio da considerare ai fini del Fair Play Finanziario.
Tra gli oneri diversi di gestione pari a € 29.939.000 spiccano le spese per l’organizzazione delle gare per € 6,3 milioni e le minusvalenze per € 5,9 milioni. Le minusvalenze da cessioni diritti pluriennali riguardano principalmente la risoluzione contrattuale di Lucio per € 2,6 milioni, quella di Rivas per € 833 mila. La cessione di Kucka al Genoa per € 13 milioni ha comportato una minusvalenza di € 241 mila.
La gestione finanziaria.
Va premesso che nella gestione finanziaria del conto economico di una squadra di calcio trovano allocazione anche i proventi e gli oneri da compartecipazione.
La gestione finanziaria 2011/12 risulta positiva per 11,2 milioni. Il risultato positivo è stato determinato principalmente dalla distribuzione di dividendi da riserve straordinarie da parte della controllata Inter Brand S.r.l..
I proventi finanziari ammontano a circa € 23,9 milioni. Oltre al dividendo di € 12,5 milioni distribuito dalla controllata, si sono registrati proventi da compartecipazione per € 11,4 milioni.
Gli oneri finanziari pari a € 12,7 milioni si riferiscono per € 3,7 milioni a oneri da compartecipazione e per € 9 milioni al costo dei debiti finanziari.
Il Punto di Pareggio del Fair Play Finanziario
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 76,9 milioni, mentre nell’esercizio precedente era negativo per 84,6 milioni. Ai fini del Fair Play Finanziario la perdita cumulata 2011/12 e 2012/13 non deve superare € 45 milioni.
E’ bene specificare che il bilancio da considerare ai fini della valutazione del Fair Play Finanziario non sarà il bilancio di esercizio di F.C. Internazionale Milano S.p.A., ma quello consolidato. FC Internazionale Milano S.p.A., in base a quanto stabilito dall’articolo 27 del Decreto Legislativo 127/1991, non è obbligata ai fini civilistici a redigere il bilancio consolidato, perché è controllata da Internazionale Holding S.r.l., che è la capogruppo che redige il bilancio consolidato. Il bilancio consolidato di FC Internazionale Milano S.p.A., viene comunque redatto per adempiere solo agli obblighi regolamentari richiesti dal “Manuale delle licenze UEFA” e dalle N.O.I.F..
Tuttavia, sembra inevitabile il ricorso alla clausola che prevede l’esclusione per il solo bilancio 2011/12 degli stipendi dei calciatori sotto contratto al 01/06/2010, che secondo delle stime molto approssimative potrebbe valere circa 80 milioni di euro; ma sarà fondamentale chiudere il bilancio 2012/13 con un perdita che mantenga il risultato cumulato entro i limiti.
Le Operazioni con parti correlate.
La capogruppo Internazionale Holding srl ha determinato sul bilancio di F.C. Internazionale Milano S.p.A. dei ricavi per adesione al consolidato fiscale per € 3,5 milioni e costi per € 8.881.
Il rapporto con la controllata al 100% Inter Brand s.r.l., ha comportato componenti positivi di reddito per € 4,5 milioni e costi per € 16.430.522, oltre alla distribuzione di dividendi per € 12,5 milioni, che hanno costituito proventi finanziari.
Il rapporto con la controllata al 100% Inter Futura S.r.l.  ha comportato solo costi per € 900 mila.
Il rapporto con M-I Stadio Srl (controllata al 50%) ha determinato ricavi per € 736.804 e costi per € 2.966.696.
Nel bilancio consolidato non vengono considerate le operazioni infragruppo.
Da notare che la sponsorizzazione Pirelli per € 12.950.000 è citata tra le operazioni con parti correlate. Ai fini del Fair Play Finanziario bisognerà dimostrare la sua congruità rispetto al criterio del “fair value”.