sabato 11 marzo 2017

Leicester City bilancio 2015/16: trionfo in Premier con un fatturato di £ 128,7 milioni ed un utile di £ 20 milioni.



Luca Marotta


Il bilancio di esercizio, al 31 maggio 2016, di “Leicester City Football Club Limited” evidenzia un utile netto di £ 20.062.000, pari a circa € 26,33 milioni, ad un cambio € 1 = £ 0,7618. L’utile prima delle imposte è stato di £ 16.365.000; mentre, l’esercizio precedente, si era chiuso con utile netto di £ 31.153.000 in base ai principi contabili UK GAAP e £ 31.050.000 con la riclassificazione in base ai principi contabili FRS 102. Per il Leicester, la “storica” stagione 2015/16, è stata caratterizzata anche da un fatturato record pari a £ 128,7 milioni (£ 104,4 milioni nel 2014/15), pari a circa € 168,9 milioni, conseguenza anche dell’aumento dei ricavi media per la posizione in classifica.
La crescita del fatturato è dovuta principalmente all’incremento dei ricavi TV per la vittoria in Premer League.

La stagione sportiva 2015/16 è stata caratterizzata dallo “storico”, quanto “inaspettato”, successo in Premier League con 81 punti, acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi dell’UEFA Champions League 2016/17.  Nell’esercizio precedente il Leicester aveva conseguito il quattordicesimo posto in, con 41 punti.

Gli Amministratori hanno voluto sottolineare che vincere la Premier League con 10 punti di vantaggio sulla seconda, pur avendo un budget meno della metà dei club che storicamente si contendono la vittoria in ​​campionato è un risultato senza precedenti nella storia della Premier League. Sempre secondo gli Amministratori, anche i tifosi hanno contribuito al successo del titolo più inaspettato nella storia del calcio inglese. La vittoria in Premier League ha aumentato la popolarità e la portata internazionale del club in modo significativo, ottenendo l'opportunità di lottare per le competizioni europee.

Il Gruppo.

La società “King Power International Limited” controlla “Leicester City Football Club Limited”.
A sua volta, la società controllante, che è registrata in Thailandia, è controllata dalla società “V&A Holdings Company Limited” sempre registrata in Thailandia.
Il proprietario beneficiario di “V&A Holdings Company Limited” è la famiglia Srivaddhanaprabha.

La Continuità Aziendale (Going Concern).

Nel corso dell'esercizio 2015/16 la Società ha dimostrato di essere profittevole e di produrre flussi di cassa positivi e con la vittoria in Premier League e il diritto di partecipare alla Champions League per la stagione 2016/17.
Gli Amministratori prevedono che il Club continuerà ad essere profittevole e a produrre flussi di cassa positivi anche nel corso dell'esercizio 2016/17.
Tuttavia, la società evidenzia passività correnti nette a fine esercizio per £ 22.240.000.
Nel considerare l'adeguatezza del presupposto della continuità aziendale per la redazione del presente bilancio, gli amministratori hanno considerato le esigenze di capitale circolante della Società per il breve, medio e lungo termine.

Gli amministratori hanno quindi la ragionevole aspettativa che la Società sarà in grado di onorare gli impegni finanziari per il prossimo futuro, e per questo continuano ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.

La Transizione agli FRS 102

La transizione dai princìpi contabili UK GAAP ai princìpi contabili FRS 102 ha comportato la rideterminazione dei valori del Patrimonio Netto al 31 maggio 2014 e 31 maggio 2015, come illustrato nella figura tratta dal bilancio consolidato 2015/16 di Leicester City Football Club Limited. Il 31 maggio 2014 il patrimonio netto si riduce da £ 16.290.000 a £ 10.905.000. Il maggio 2015 il patrimonio netto si riduce da £ 47.443.000 a £ 42.046.000.


Al 31 maggio 2015, la transizione agli FRS102 ha comportato la variazione della riserva riguardante gli utili e perdite portate a nuovo per £ 5.397.000.
Tale variazione per l’importo di £ 103.000 è dovuta alla variazione del risultato dell’esercizio; per £ 5.255.000 all’imputazione dell’effetto dovuto all’evidenziazione delle imposte differite e per £ 34.000 all’effetto della rivalutazione e della rettifica al ‘fair value’ delle immobilizzazioni immateriali.

La Struttura Patrimoniale



Il totale dell’attivo è aumentato da £ 112,12 milioni a £ 169,92 milioni ed è finanziato con i mezzi propri per il 36,8% e con i mezzi di terzi per il 63,2%.
Le immobilizzazioni immateriali pari a £ 40 milioni, incidono per il 23,5% sul totale dell’attivo e riguardano essenzialmente il valore dei diritti pluriennali netti alle prestazioni dei calciatori.
Le immobilizzazioni materiali sono pari a £ 53,5 milioni (£ 52,7 milioni nel 2014/15), incidono per il 31,5% sul totale dell’attivo. Il valore netto della voce riguardante lo stadio è di £ 39.896.000 (£ 40.739.000 nel 2014/15), tale importo, valutato il base al costo di sostituzione ammortizzato, subisce l’influenza della rivalutazione effettuata nel 2009 e un’altra di importo minore nel 2014. Se lo stadio fosse stato valutato al costo storico al netto degli ammortamenti, il valore contabile netto sarebbe stato di £ 14.082.000, con un costo storico di £ 19.106.000 e un fondo ammortamento di £ 5.024.000.
Lo stadio è oggetto di un contratto di leasing con riscatto.
Le passività (Liabilities) sono pari a £ 107,4 milioni in aumento rispetto al valore del 2014/15 che era pari a £ 70 milioni.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più il club è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è superiore a 1, essendo pari a 1,58.
Ciò vuol dire che il valore dei beni del club è sufficiente per pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,77, ciò vuol dire che l’attivo a breve non è in grado di pagare i debiti a breve.
Tale indice risulta in netto miglioramento rispetto al 2014/15, quando era pari a 0,57.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO

Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,58.

L’equity ratio è pari al 36,8%.

Il Valore della Rosa.

Il passaggio ai principi contabili FRS102 ha comportato la rettifica del valore contabile netto dei diritti pluriennali del 2014/15 da £ 23.228.000 a £ 22.896.000.
Nel 2015/16, il valore contabile netto della Rosa dei calciatori è aumentato notevolmente da £ 22,896.000 a £ 40.013.000.
La variazione è dipesa da acquisti per £ 40.815000, ammortamenti per £ 15.804.000, “impairment” per £ 2.255.000 e cessioni per un valore contabile residuo di £ 5.639.000.
L’incidenza del valore contabile della rosa sull’attivo è del 23,5%.

Dopo la chiusura dell’esercizio al 31 maggio 2016, la campagna trasferimenti calciatori ha determinato un costo netto delle transazioni per £ 47,9 milioni (£ 33,7 milioni nel 2014/15).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto è positivo per £ 62,55 milioni (£ 42,05 milioni nel 2014/15). La variazione positiva di 20,5 milioni dipende dall’utile di esercizio.

Nel 2013-2014 fu realizzato un aumento di capitale, con l’emissione di n. 106.184.965 azioni del valore nominale di £ 1.
Il patrimonio netto, essendo non negativo, è conforme a quanto richiesto dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

La Posizione Finanziaria Netta.

Utilizzando la stessa metodologia dell’esercizio precedente, risulterebbe una posizione finanziaria netta positiva per £ 12,7 milioni, mentre nel 2014/15 era negativa per £ 5,94 milioni.


Le disponibilità liquide aumentano da £ 14,18 milioni a £ 31,1 milioni. Il debito bancario ammonta a £ 214 mila (£ 246 mila nel 2014/15).
Esistono debiti per acquisti in leasing a riscatto ammontanti a £ 18.194.000 (£ 19.874.000, nel 2014/15).
I crediti per cessioni di calciatori ammontano a £ 14.031.000 (£ 650 mila nel 2014/15).
I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a £ 24.948.000 (£ 9,3 milioni nel 2014/15).
Pertanto il saldo tra debiti e crediti per l’acquisto di calciatori è negativo per £ 10,9 milioni.

Pertanto, ai fini del Financial Fair Play, risulta un indebitamento finanziario netto inferiore al fatturato.

Il Rendiconto Finanziario.

La variazione delle disponibilità liquide è stata positiva per £ 16.918.000.
Tale variazione è dipesa da flussi di cassa positivi generati dall’attività operativa per £ 46.308.000; da flussi di cassa negativi generati dall’attività finanziaria per £ 3.953.000 (tra cui il pagamento di rate leasing per £ 3.235.000); da flussi di cassa negativi generati dall’attività di investimento per £ 25.437.000.

Nella sostanza l’attività operativa ha generato cassa e l’attività di investimento ne ha assorbito solo una parte determinando una variazione positiva delle disponibilità liquide.

La Gestione Economica.

Il fatturato netto, pari a £ 128,7 milioni, è cresciuto di £ 24,3 milioni rispetto al 2014/15. L’ aumento è dovuto soprattutto alla vittoria storica in Premier League.

 


I ricavi da gare risultano pari a £ 11,57 milioni (£ 11,7 milioni, dato riclassificato, nel 2014/15) e mostrano un decremento dell’1,14% ed un’incidenza sul fatturato del 9%.

La media spettatori è stata di 32.021 (31.693 nel 2014/15; 25.003 nel 2013/14 e 22.569 nel 2012/13), pari al 99,2% della capacità dello stadio “King Power Stadium” (32.273 spettatori).

I ricavi da media, compresi altri proventi centralizzati, sono aumentati di 22,2 milioni; precisamente da £ 72,4 milioni a £ 94,6 milioni, con un’incidenza del 73,6% sul totale del fatturato netto. L’aumento è dovuto principalmente alla posizione finale in Premier League e al maggior numero di partite trasmesse in ​​diretta.
.
I ricavi commerciali aumentano da £ 20,3 milioni a £ 22,5 milioni; pertanto, segnano un incremento del 10,6% ed un’incidenza del 17,5%. Tuttavia, i ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità diminuiscono da £ 15,1 milioni a £ 14,4 milioni; mentre gli altri ricavi commerciali aumentano da £ 4,26 milioni a £ 7,19 milioni. Gli altri ricavi operativi diminuiscono da £ 946 mila £ 850 mila.

La distribuzione del fatturato, a causa del forte incremento dei ricavi per diritti TV mostra una forte dipendenza dagli stessi per il 73,6%.

 


I costi di funzionamento (esclusi i costi del personale) risultano aumentati di £ 22 milioni a £ 41 milioni (2014/15: £ 19 milioni). Tale incremento è dovuto principalmente ad un aumento di £ 11,8 milioni dei costi di ammortamento dei calciatori derivanti da un aumento degli investimenti nella squadra.

L’organico dei calciatori è rimasto invariato a 52 giocatori. I successi sportivi hanno determinato l’aumento dei costi del personale da £ 57,4 milioni a £ 80,35 milioni, a causa dei bonus.
Pertanto, il costo del personale del club, risulta in crescita di £ 22,9 milioni, segnando un incremento percentuale del 38,89%.
Il rapporto tra costo del personale e fatturato netto è del 62,4% (55% nel 2014/15). Il numero dei dipendenti a tempo pieno è stato di 2223 (207 nel 2014/15), cui si sono aggiunti gli stewards per le gare con una media di 555 (495 nel 2014/15).

Le Spese amministrative aumentano da £ 2.024,000 a £ 9.548.000. Anche le spese per lo stadio aumentano da £ 3.002.000 a £ 3.444.000.

Player Trading
Il risultato del Player Trading è positivo, poiché il risultato della gestione economica dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, che è positivo per £ 10,8 milioni (£ 135 mila nel 2014/15) non è in grado di coprire il costo degli ammortamenti dei calciatori pari a £ 15.804.000 (£ 7.337.000 nel 2014/15).
Durante il 2015-2016, le principali cessioni hanno riguardato: David Nugent, Chris Wood e Andrei Kramaric; mentre Ritchie De Laet è stato prestato al Middlesbrough.

La Gestione finanziaria mostra oneri finanziari netti per £ 2,1 milioni; mentre, nel 2014/15 erano pari a £ 1,83 milioni. Gli interessi passivi sui trasferimenti calciatori aumentano da £ 221 mila a £ 644 mila. Gli interessi passivi sui contratti di locazione con riscatto aumentano da £ 1,47 milioni a £ 1,56 milioni.

Il risultato netto mostra un utile di £ 20,06 milioni, mentre nel 2014/15 si era registrata un utile di £ 31,05 milioni.

La società, durante l'esercizio, ha donato la cifra di £ 2 milioni al “Leicester Children’s Hospital”. Le donazioni complessive effettuate nell’anno sono state pari a £ 2.330.000; mentre nel 2014/15, il Leicester aveva destinato in beneficenza la cifra di £ 346.000.

Il Punto di Pareggio (break-even result).

Il risultato prima delle imposte ammonta a £ 16.365.000. Nel 2014/15 il risultato prima delle imposte era positivo per £ 26,3 milioni e nel 2013/14 era negativo per £ 20,8 milioni.
La somma algebrica dei risultati prima delle imposte degli esercizi 2013/14, 2014/15 e 2015/16 è positiva per £ 21,8 milioni. Considerato il fatto che tale somma algebrica contiene dei costi non rilevanti, ai fini del Financial Fair Play dell’UEFA, il Leicester dovrebbe rientrare nei limiti della soglia di tolleranza prevista per il periodo di monitoraggio per il calcolo del  Break–even Rule.

Le Regole della Premier League e Football League.

Nel 2013/14 ci sono stati problemi con il Regolamento della Football League. Il Club ha presentato alla Football League, in relazione alla stagione 2013/14, la documentazione inerente il Financial Fair Play, nel mese di dicembre 2014. La Football League ha in seguito considerato “non conforme” la documentazione fornita.
Il Club ha contestato la legittimità del Regolamento del FFP 2012 della Championship.
Gli Amministratori credono che il Club abbia rispettato le norme di Football League FFP durante quella stagione e che nessuna responsabilità materiale possa derivare da questo accertamento.

Attualmente il club deve rispettare le norme del Financial Fair Play della Premier League

Gli Amministratori sono fiduciosi sul fatto che il Club ha rispettato le regole del Fair Play Finanziario della Premier League.

Conclusioni.

Per il 2016/17, i ricavi dovrebbero aumentare grazie agli introiti garantiti dalla partecipazione alla UEFA Champions League 2016/17.

Alla luce dei risultati del girone di andata 2016/17, sarà importante conquistare la permanenza in Premier League. 

venerdì 3 marzo 2017

Bilancio Napoli 2015/16: seconda perdita consecutiva per 3,2 milioni di Euro.



Luca Marotta


La società “S.S.C. Napoli S.p.A.” registra la seconda perdita consecutiva; infatti, ha chiuso il bilancio 2015/16 con una perdita di 3.211.239 Euro; mentre l’esercizio precedente era stato chiuso con una perdita di 13.074.596 Euro e l’esercizio 2013/14 con un utile netto di 20.217.304 Euro.

Nel 2015/16 si è registrato un aumento dei ricavi. Il fatturato netto è aumentato da € 125,8 milioni a € 144,1 milioni. L'incremento è dovuto, principalmente, ai maggiori ricavi televisivi e degli altri diritti commercializzati in forma centralizzata dalla Lega Serie A. Deloitte, nella sua classifica “Football Money League”, colloca il Napoli al trentesimo posto con 142.7 milioni di fatturato.

La perdita 2015/16 potrebbe essere spiegata anche con il problema della crescita dimensionale del club. Il volume dei costi della produzione raggiunto, pur essendo diminuito del 3,5%, necessita anche dei ricavi da Champions o di plusvalenze più elevate.

La strategia del Napoli negli ultimi sei anni ha privilegiato l’investimento in calciatori trascurando l’investimento in infrastrutture sportive, basti pensare alla cifra investita in calciatori che è stata di € 352,16 milioni.

Anche per il 2015/16, il Napoli può vantare l’assenza di debito bancario.

Dal punto di vista sportivo, nella stagione 2015/16, il Napoli è giunto secondo in campionato con 82 punti, acquisendo il diritto a partecipare alla fase a gironi della UEFA Champions League 2016/17. Nella competizione Europa League 2015/16, il Napoli ha raggiunto i sedicesimi e in Coppa Italia, il Napoli ha raggiunto i quarti.

La continuità aziendale.

La continuità aziendale deve intendersi come attitudine dell’azienda a durare nel tempo o anche come la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, ed è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio in base al principio della continuità aziendale. La Società di Revisione Baker Tilly Revisa S.p.A. ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo al riguardo. Per quanto riguarda la verifica del presupposto della continuità aziendale, nella Relazione del Collegio Sindacale è scritto che l’operato della direzione è stato adeguato e “non foriero di criticità in un ragionevole orizzonte temporale di riferimento”.
Secondo il Collegio Sindacale la perdita di esercizio non pregiudica la solvibilità e la continuità aziendale, né impone, alla luce della consistenza del Patrimonio Netto, il ricorso ad alcuno dei provvedimenti di cui all’articolo 2446 del codice civile.

Rapporti infragruppo e parti correlate.

Il Collegio Sindacale ha scritto che le operazioni infragruppo e con parti correlate sono state giudicate congrue e rispondenti all’interesse della Società. Nel bilancio è ribadito che le operazioni poste in essere con le citate Società del Gruppo di appartenenza sono state concluse in base a normali condizioni di mercato.
Dal punto di vista economico, tali rapporti hanno generato un saldo negativo per € 410.976. La Filmauro Srl ha riaddebitato commissioni fideiussorie per € 152.831, altri servizi per € 114.800 ed ha percepito “Management fee” per € 110.000, poiché, relativamente all’area gestionale amministrazione e finanza, il Napoli si avvale delle prestazioni lavorative di alcuni dirigenti della capogruppo sulla base di un contratto di “management fee”.
La Filmauro srl ha invece pagato sponsorizzazioni per € 100.000. Nel complesso il rapporto con la Filmauro Srl ha generato un saldo negativo per € 246.605.
L’outsourcing dei servizi amministrativi ha generato costi per circa € 185 mila, di cui € 160.000 (€ 157.989 nel 2014/15) da parte di Auro servizi srl ed € 25.000 (€ 24.118 nel 2014/15) da parte di Cineservices srl, poiché relativamente agli adempimenti amministrativi, fiscali e di gestione del personale, la società si avvale delle prestazioni fornite dalle società Auro Servizi S.r.l. e Cineservices S.r.l., controllate dalla Filmauro S.r.l. rispettivamente al 99% e 60%.
Dal punto di vista finanziario, il saldo crediti e debiti complessivo con parti correlate è a credito per € 228.755 (€ 1.070.218 nel 2014/15). La maggior parte deriva dal rapporto con la controllante per via dell’adesione al consolidato fiscale.
Il saldo tra crediti e debiti complessivo verso Filmauro Srl è positivo per € 900.176. Esistono crediti da consolidato fiscale per € 8.987.369 e debiti per finanziamenti infruttiferi soci per € 3.911.220 oltre ai Debiti da Consolidato Iva per € 4.285.895.

La struttura dell’attivo.



Il totale dell’attivo risulta sostanzialmente invariato ed ammonta € 183,87 milioni (€ 183,8 milioni nel 2014/15). Il 32,3% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 340 mila (€ 426 mila nel 2014/15), e non includono infrastrutture sportive.
Tra le immobilizzazioni immateriali l’avviamento (€ 153.846 nel 2014/15) risulta completamente ammortizzato. L’avviamento aveva un costo storico di 19,5 milioni. Negli esercizi precedenti, l’avviamento era stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 38 (€ 104.360 nel 2014/15), con un costo storico di € 13.171.218 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A..
L’attivo circolante rappresenta circa il 67,4% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 80.667.605 (€ 49,95 milioni nel 2014/15), incidono per il 43,9% sul totale dell’attivo. La parte non corrente dell’attivo circolante è di circa € 3,6 milioni (€ 13,8 milioni nel 2014/15), pertanto il capitale circolante netto è positivo per circa € 35,5 milioni (€ 38 milioni nel 2014/15).
I crediti verso la controllante, pari a € 9.153.191 (€ 10.210.326 nel 2014/15), comprendono quanto richiesto a seguito di istanza di rimborso IRES per € 2.711.227; i crediti rinvenienti dalla miglior stima della perdita fiscale per € 235.174; il credito residuo rinveniente dal trasferimento della perdita fiscale dei precedenti esercizi per € 6.008.585 e i crediti derivanti da trasferimento delle ritenute d’acconto subite pari a € 32.383 

Il Valore della Rosa.



I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 59,2 milioni (€ 61,15 milioni nel 2014/15). Il decremento di € 2 milioni è dovuto a investimenti per € 50,54 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo di € 2,36 milioni, ammortamenti per € 50,12 milioni (€ 49,79 milioni nel 2014/15).
Dal 2009/10 risultano investimenti complessivi nell’acquisto di calciatori per € 352,16 milioni. Trattasi di un importo notevole, pari all’investimento in uno stadio di dimensioni pari all’Allianz Arena, per avere un’idea approssimativa.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati nel 2015/16 spiccano: Allan Marques Loureiro (Granada Club de Futebol SAD) per € 15.400.000; Elseid Hysaj (Empoli) per € 5.500.000; Chiriches (Tottenham) per € 6.000.000; Tonelli (Empoli) per € 9.500.000 e Grassi (Atalanta) per € 8.500.000.
Tonelli ha come data inizio contratto il giorno 1 Luglio 2016 e perciò non è stato ammortizzato.
Tra le cessioni spiccano: Eduardo J Vargas Rojas (TSG 1899 Hoffenheim) per € 5.500.000; Inler (Leicester) per € 4.300.000, Henrique Adriano Buss (Fluminense) per € 2.000.000 e Gargano Walter (Danubio) per € 1.500.000.
Al 30 giugno 2016 il calciatore col valore contabile residuo più elevato risulta Tonelli per € 9.500.000, seguito da Hysaj per € 9.240.000.

Dopo il 30/06/2016, il Napoli ha ceduto dei calciatori per un corrispettivo complessivo pari ad Euro 98,6 milioni, realizzando una plusvalenza complessiva pari a Euro 89,5 milioni. Si è proceduto ad effettuare cessioni temporanee di calciatori per un importo pari ad Euro 0,3 milioni.
Sul fronte acquisizioni, il Napoli ha acquistato calciatori per un importo pari ad Euro 88,4 milioni, oltre ad aver assunto impegni per obblighi di riscatto condizionati per 20 milioni di Euro.

Secondo gli Amministratori, “il settore giovanile continua a rappresentare un asset ritenuto strategico ai fini della crescita del patrimonio aziendale, sul quale la società pone sempre di più una particolare attenzione per l'implementazione e lo sviluppo del potenziale sportivo della prima squadra”.  In tale ottica sono stati destinati investimenti in linea con gli obiettivi.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 56.030.725 (€ 59,2 milioni nel 2014/15). Rispetto al 30 giugno 2015, risulta in diminuzione a causa della perdita dell’esercizio.
Il Patrimonio Netto, essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 30,5% del totale delle attività, ma risultano di poco inferiori al valore netto dei diritti pluriennali, poiché il rapporto tra mezzi propri e diritti pluriennali è pari al 94,63%.

La struttura delle Passività.

Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con un importo molto basso pari a € 4.959 (nullo nel 2014/15). Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 272.724 (€ 2.055.068 nel 2014/15), sono evidenziate le fatturazioni anticipate di proventi la cui competenza economica ricade negli esercizi successivi.
Il totale della voce “debiti” è pari a € 115.239.403 (€ 109,1 milioni nel 2014/15) e risulta in aumento del 5,6%.
L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 73.703.571 (€ 71,9 milioni nel 2014/15). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. Come debiti finanziari esistono solo debiti verso soci per finanziamenti infruttiferi per € 3.911.220. I debiti verso la controllante pari a € 4,34 milioni (€ 4,58 milioni nel 2014/15), riguardano per Euro 4.285.895 (€ 4.456.916 nel 2014/15) debiti verso Filmauro per IVA di Gruppo e per Euro 55.900 (€ 122.638 nel 2014/15) debiti commerciali.
I debiti verso fornitori diminuiscono da € 10,3 milioni a € 8,6 milioni. L’importo di Euro 838.241 (€ 793.681 nel 2014/15), riguarda debiti verso società controllate da Filmauro S.r.l..

I debiti finanziano circa il 62,7% dell’attivo.

La Posizione Finanziaria Netta.



Utilizzando il criterio del Fair Play Finanziario, alla posizione finanziaria netta che è positiva, bisogna aggiungere il saldo tra crediti e debiti con i club.
La posizione finanziaria netta è positiva per € 76 milioni (€ 46 milioni nel 2014/15), poiché le disponibilità liquide ammontano a € 80,66 milioni (€ 49,94 milioni nel 2014/15) e l’unico debito finanziario è un finanziamento soci di € 3,9 milioni.
I crediti verso Enti settore specifico ammontano a € 14,12 milioni (€ 38,8 milioni nel 2014/15). Il credito maggiore riguarda Cavani (PSG) per € 6.450.000 e Inler (Leicester) per € 2.150.00. Risulterebbe un credito verso la Sampdoria per Gabbiadini di € 3.125.000.
 I debiti verso Enti settore specifico ammontano a € 73,7 milioni (€ 71,9 milioni nel 2014/15). I debiti principali, al 30.06.2016, riguardano: Allan per € 10.036.765 col Granada; Higuain con il Real Madrid per € 9.737.500; Albiol col Real Madrid per € 2.600.000; Kalidou Kulibaly col Genk per € 3.220.500.
In sintesi, la posizione finanziaria netta è conforme a quanto auspicato dal regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.

I Debiti con dipendenti, fisco ed Enti Previdenziali.

I debiti verso il personale ammontano a circa € 18,85 milioni (€ 12,2 milioni nel 2014/15) e risultano in aumento di € 6,67 milioni. Essi rappresentano circa il 22,12% del costo del personale.
I debiti per imposte differite iscritti tra i fondi rischi sono pari a circa € 11,17 milioni e rappresentano un debito tributario per “fiscalità latente” per differimento delle imposte dovute sulle plusvalenze realizzate, per espressa previsione normativa.
I debiti tributari ammontano a € 3.382.497, di cui € 2.283.683 per ritenute d’acconto su retribuzioni di lavoro dipendente.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di redazione della Relazione sulla Gestione non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti.
Anche per i debiti verso Istituti previdenziali, pari a € 314.532 (€ 281.346 nel 2014/15), gli Amministratori hanno scritto che “non si segnalano debiti scaduti e non pagati”.

Il Rendiconto Finanziario.

L’incremento di disponibilità liquide è stato pari a € 30.720.042. Tale incremento è stato determinato da flussi di cassa della gestione corrente positivi per € 78.779.249 e da flussi di cassa generati dalla gestione degli investimenti che hanno assorbito € 48.069.208. 
Tra i flussi di cassa della gestione corrente risulta che l’autofinanziamento economico ha generato flussi per € 43.891.303 e la variazione nelle attività e passività correnti ha generato flussi per € 34.887.946. Sull’attività di investimento ha influito l’incremento netto dei diritti pluriennali prestazioni calciatori pari a € 47.960.176.

La Gestione Economica.

I costi della produzione sono maggiori rispetto al valore della produzione, determinando una differenza negativa per € 3.836.944.
Il valore della produzione, comprensivo delle plusvalenze, aumenta dell’ 8,3%, da € 143,4 milioni ad € 155,35 milioni; mentre i costi della produzione diminuiscono del 3,5% da € 165 milioni ad € 159,19 milioni.
In sintesi il Napoli, nel 2015/16, ha speso più di quanto abbia guadagnato, forse perché, dal 2012-2013 ha adeguato il livello di alcuni costi al valore della produzione e non al valore del fatturato netto. Il grafico mostra come l’evoluzione dei costi, soprattutto dal 2012/13, si sia adeguata all’evoluzione del valore della produzione e non a quella del fatturato netto. Tuttavia, per competere ad un certo livello, alcuni costi, come quelli del personale, diventano “rigidi”, almeno nel breve termine.


Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del valore della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005, è del 24,53%, ciò significa che il valore della produzione dal 2005 è cresciuto in media del 24,53% circa all’anno. Tuttavia il CAGR del valore della produzione negli ultimi 5 anni è negativo dello 0,07%.

I costi della produzione, pari a € 159,19 milioni (€ 165 milioni nel 2014/15), rispetto all’anno precedente, diminuiscono del 3,5%. Il decremento dei costi è, prevalentemente, determinato dal contenimento dei costi esterni e dei costi legati all'acquisizione temporanea del calciatori.
Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), dei costi della produzione, calcolato dal 30 giugno 2005 è del 20,2%, mentre negli ultimi 5 anni è del 4,2%.



I Ricavi.

Il fatturato netto, con esclusione dei proventi rivenienti dalla cessione a titolo definitivo e temporanea dei calciatori, rappresenta il 92,8% del valore della produzione, mentre le plusvalenze e i ricavi da cessione temporanea calciatori rappresentano il 7,2% del valore della produzione.

I Ricavi da gare aumentano da € 14,6 milioni a € 15,34 milioni, registrando un incremento di 1,2 milioni di Euro, pari all’ 8,6%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 9,9%.
Tale voce comprende i Ricavi da gare prima squadra in casa per € 12.6665.899 (€ 10.466.708 nel 2014/15) e abbonamenti per € 2.692.398 (€ 3.481.105 nel 2014/15). In particolare, gli incassi da botteghino per le gare di campionato sono aumentati di € 5,46 milioni, da € 5,66 milioni a € 11,13 milioni. I ricavi per le gare di Coppa Italia sono diminuiti da € 789.185 a € 607.019.

Le gare relative alle competizioni europee hanno apportato incassi per € 915.189 (€ 3.238.859 nel 2014/15).
La capacità dello stadio San Paolo, ai fini dell’agibilità dell’impianto, è pari a 60.240 posti a sedere.

Per l’esercizio 2015/16, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6.431 unità.

Per l’esercizio 2016/17, la campagna abbonamenti ha registrato la sottoscrizione di un numero complessivo di tessere di oltre 6 mila unità, sostanzialmente in linea.
I ricavi commerciali hanno registrato un incremento del 5,1%, passando da € 28,25 milioni a € 29,78 milioni. Essi incidono per il 19,17% sul valore della produzione.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 26.000.192 (€ 20.600.776, nel 2014/15), registrano un aumento di € 5,4 milioni. Gli Sponsor ufficiali hanno contribuito con € 5.720.000 (€ 5.760.000 nel 2014/15). Il contributo dello Sponsor tecnico aumenta da € 1.566.949 a € 7.880.354. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 6,42 milioni (€ 6,57 milioni, nel 2014/15), i Partner commerciali con € 3,9 milioni (€ 3,64 milioni nel 2014/15) e le Altre sponsorizzazioni con € 2.062.492 (€ 3,06 milioni nel 2014/15).
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a € 176.000 (€ 284.470 nel 2014/15) e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio.
Nel bilancio 2015/16, i Proventi commerciali e royalties diminuiscono di 1.147.907 Euro, passando da € 7.371.576 a € 3.608.887. In particolare i proventi da licensing diminuiscono da € 5.288.407 a € 1.394.767. Tale voce si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”. I Proventi da merchandising risultano pari a € 1.833.240 (€ 1.761.497 nel 2014/15).
La voce “Proventi vari” ammonta a € 448.000 (€ 628.600 nel 2014/15) e riguarda i proventi radiofonici per € 350 mila e i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine per € 98.000 (€ 328.600 nel 2014/15).
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi risultano pari a € 92.697.191, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 77.137.624. L’incidenza sul valore della produzione è del 59,7%. L’incremento è dovuto ai diritti TV nazionali che sono aumentati da € 58.961.361 a € 74.947.729, quelli relativi alle competizioni UEFA restano stabili, perché aumentano di poco da € 12.327.444 a € 12.518.025, a causa della partecipazione alla UEFA Europa League. I diritti Tv per le amichevoli hanno fruttato € 472.097 (€ 1.995.819 nel 2014/15). Gli altri proventi TV ammontano a € 4.759.340 (€ 4.653.000 nel 2014/15).

La dipendenza del fatturato netto dai diritti TV è del 64,3%.






Il Player Trading.



Nel corso degli anni il Napoli, ad eccezione del 2013-2014, non è riuscito a coprire con le plusvalenze il costo annuale dei cartellini dei calciatori, rappresentato dagli ammortamenti.
Nel 2015/16 la gestione del Player Trading è risultata negativa per € 39,5 milioni. Anche nel 2014/15 la gestione del Player Trading è stata negativa per € 34 milioni. Solo nel 2013-2014, grazie alla plusvalenza di Cavani, la gestione del Player Trading è risultata positiva per € 3,9 milioni.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 11.206.176 (€ 11.885.912 nel 2014/15 ed € 69.389.422 nel 2013-2014), determinate da un valore di cessione pari a € 13.300.000 ed un valore contabile netto di 2.093.824. Tali proventi incidono solo per il 7,2% sul valore della produzione. La plusvalenza più elevata è stata di Euro 4.981.513 ed ha riguardato la cessione di Edu Vargas, seguita da quella di Inler per € 3.534.783.
Non sono stati rilevati Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori (€ 2.250.000 nel 2014/15).
La voce relativa agli ammortamenti dei diritti alle prestazioni sportive pluriennali dei calciatori ammonta a € 50.120.723, mentre nel precedente esercizio era pari a € 49.797.563, evidenziando un incremento dello 0,6%. Gli ammortamenti, rispetto al 2012-13, risultano in notevole aumento, poiché erano pari a € 35.633.137.
Il Napoli ha speso € 176 mila (€ 1.319.000 nel 2014/15) per il prestito di calciatori e non ha realizzato minusvalenze (€ 139.055 nel 2014/15).
Gli altri oneri da gestione calciatori diminuiscono da € 394 mila a € 413 mila.

I Costi.

I costi del personale sono rimasti stabili, variando solo dello 0,1%, da € 85.153.193 a € 85.218.526. Il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari a circa il 98% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente, come nel 2014/15. La voce salari e stipendi del personale tesserato è aumentata di € 2.012.786, da € 78,35 milioni a € 80,36 milioni.
A causa dell’avvicendamento Benitez-Sarri, i compensi contrattuali allenatori diminuiscono notevolmente da € 9.143.588 ad € 3.146.637 ed incidono per il 3,69% (11,5% nel 2014/15) sul totale dei compensi corrisposti al personale dipendente.
I compensi contrattuali calciatori aumentano di € 4.154.615, da € 61.244.348 ad € 65.398.963.
Gli altri costi del personale, diminuiscono del 66,8%, da € 3.117.498 a € 1.036.339. Tali costi includono gli oneri per transazioni con i calciatori per favorirne il trasferimento.
Il numero medio dei dipendenti nel 2015/16 è stato di 88,23 (89,51 nel 2014/15), di cui 26,5 (27,17 nel 2014/15) calciatori.
L’incidenza del costo del personale sul fatturato netto, ai fini del Fair Play Finanziario, è del 59,12%, mentre, l’incidenza sul valore della produzione è del 54,9%.

Il Grafico seguente mostra l'evoluzione del costo del personale, dal 2005, che potrebbe far intuire il problema della crescita dimensionale del club.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore risulterebbe di 0,76 tale valore sarebbe ampiamente al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9.

Gli ammortamenti e le svalutazioni totali diminuiscono del 4,9%.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 104.322 (€ 104.322 nel 2014/15), l’ammortamento per l’avviamento ammonta a € 153.846 (€ 153.846 nel 2014/15). Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 278.834 (€ 3.021.725 nel 2014/15).

I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a € 3.282.491 (€ 3.613.725 nel 2014/15) e risultano in diminuzione del 9,2%. L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 1,89 milioni, seguito dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 1.051.940 (€ 828.724 nel 2014/15). Per l’affitto degli uffici e del centro tecnico il costo è invariato ed è pari a € 240.000.

I Costi per prestazioni di servizi ammontano a € 13.577.955 (€ 15.366.586, nel 2014/15). I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), sono diminuiti da € 5,73 milioni a € 4,34 milioni. Nella voce “Costi Specifici Tecnici” sono inclusi anche i compensi corrisposti agli agenti.

Il compenso agli amministratori come l’anno precedente ammonta a € 1.025.300.

Le poste straordinarie.

La gestione straordinaria è positiva per € 1,3 milioni. Da evidenziare il “surplus” liquidato dalla UEFA per la ripartizione dei proventi da partecipazione alla UEFA Europa League della stagione precedente per Euro 1.318.361 (€ 5.632.290 nel 2014/15, per UEFA Champions League).

Il requisito del pareggio bilancio.

Il risultato prima delle imposte 2015-2016 risulta negativo per € 2.427.773; quello 2014-2015 era negativo per € 14.874.942, quello 2013-2014 era positivo per € 36,2 milioni. Per quanto riguarda il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario il Napoli risulta rientrare nell’ambito della soglia di tolleranza. Inoltre, si deve considerare che il regolamento permette di escludere alcuni costi come quelli riguardanti il settore giovanile.

Conclusioni.

Per il 2016/17, non è difficile prevedere, che l’enorme plusvalenza realizzata con la cessione di Higuain alla Juventus si rivelerà molto importante per l’autofinanziamento economico del business.

Nella Relazione sulla Gestione, gli Amministratori hanno scritto che per il bilancio 2016/17, in considerazione di significativi maggiori ricavi determinati dalla partecipazione alla Uefa Champions League e le notevoli plusvalenze già realizzate durante la finestra di mercato estiva della corrente stagione sportiva e “nonostante il rilevante livello degli investimenti in essere, si può comunque ragionevolmente ipotizzare che l'andamento economico a fine periodo possa presentare una situazione di saldo positivo”.

Le strategie di crescita economica del Napoli restano invariate e punteranno sia allo sviluppo delle attività esistenti ma anche ad investire ulteriormente su settori capaci di generare proventi, “non ancora adeguatamente sviluppati o implementati”, come l’e-commerce e le "Academy".
Gli Amministratori hanno scritto che “per alimentare la citata strategia di crescita sarà finalizzato un investimento, sia in termini di implementazione della pianta organica che di acquisizione di specifici servizi, destinato a migliorare e rafforzare la presenza del Club e del relativo brand sui mercati internazionali”.

Inoltre, saranno effettuati investimenti al fine di potenziare la prima squadra e il settore giovanile, “mantenendo inalterata la filosofia dell'investimento capace di dare frutti nel tempo”. 

sabato 25 febbraio 2017

I conti del Watford 2015/16: fatturato record di £ 94 milioni e utile di £ 3,6 milioni.



Luca Marotta


La società “The Watford Association Football Club Limited”, cui fa capo il club di calcio inglese “Watford”, militante nella FA Premier League 2015/2016, ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2016 con un utile di esercizio di £ 3.612.913 (circa 4,26 milioni di Euro, ad un cambio al 30.06.2016: £1 =  €1,2101), che fa seguito ad una perdita di £ 4,783,000 registrata nel 2014/15 e ad una perdita, registrata nel 2013/14, di 344 mila Sterline.

Il bilancio 2015/16 è stato caratterizzato dal forte incremento negli investimenti di calciatori, pari a 64,4 milioni di sterline.

Dal punto di vista sportivo il Watford ha conseguito l’obiettivo della permanenza in Premier League anche per il 2016/2017, giungendo al tredicesimo posto in Premier League 2015/2016, con 45 punti. Pertanto, il bilancio 2015/16, disputato in Premier League ha potuto usufruire di ricavi TV molto più elevati rispetto all’esercizio precedente.

Il Cambio dei Principi contabili.

Il bilancio 2015/16 è il primo bilancio della società “The Watford Association Football Club Limited” predisposto in accordo con il principio contabile FRS 102 (Financial Reporting Standard applicabile nel Regno Unito e Repubblica d'Irlanda).
A seguito del passaggio ai principi contabili FRS 102, con ci sono stati adeguamenti transitori ai conti relativi agli esercizi precedenti che abbiano avuto un impatto sul patrimonio complessivo o il profitto della società.
C'è stato solo un aggiustamento nella riclassificazione del bilancio, riguardante un prestito di £ 2.864.236, che era stato classificato come un debito a lungo termine con gli UK GAAP, al
30 giugno 2015; mentre, con gli FRS 102 è stato classificato come un debito a breve termine.

Il Gruppo di appartenenza.

La società immediatamente controllante è “Hornets Investment Limited”, una società registrata in Inghilterra e Galles, che a sua volta è controllata da “Diversify Sport Investment SL”, una società registrata in Spagna.
L'azionista di maggioranza e di conseguenza il controllore di ultima istanza è il signor Gino Pozzo.

Il Watford ha come Presidente Onorario: Sir Elton John CBE (Commander of the Order of the British Empire).
Fino al 12 gennaio 2017, lo era anche Graham Taylor OBE (Officer of the Most Excellent Order of the British Empire).

La continuità aziendale.

I Revisori di “Myers Clark” hanno richiamato l’attenzione sul fatto che al 30 giugno 2016 le passività della Società superavano le attività totali di £ 5.282.078 e hanno rilevato che la validità del presupposto della continuità aziendale dipende dal verificarsi delle ipotesi alla base delle proiezioni finanziarie e dalla capacità della Società di raccogliere sufficiente nuovo capitale nella misura in cui potrà essere richiesto.
Secondo i Revisori, queste condizioni indicano l'esistenza di un'incertezza significativa che può far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare come un'entità in funzionamento.

Gli Amministratori hanno redatto il bilancio sulla base del presupposto della continuità aziendale, ossia presupponendo che l'azienda continuerà a operare per il prossimo futuro.

Secondo gli Amministratori, con la permanenza nella Premier League anche per il 2016/17, nel corso dei prossimi dodici mesi, la Società potrà conseguire un reddito, che insieme con il continuo supporto della controllante, sarà sufficiente a fornire il capitale circolante necessario per la Società.  Per tale motivo hanno ritenuto opportuno continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.
Le banche con cui opera la Società hanno rassicurato sul regolare rinnovo della linea di credito £ 5.000.000, fintanto che la società continua ad operare all'interno del suo piano finanziario.
Inoltre, la capogruppo ha confermato che non chiederà il rimborso del prestito di £ 20.520.054, se a farlo comprometterebbe la continuità aziendale.
Il proprietario del club si è impegnato a nuovi investimenti nel business sia per quanto riguarda la squadra, sia per quanto riguarda lo stadio. Inoltre, la proprietà ha stipulato un impegno finanziario per sostenere finanziariamente la Società per i prossimi 12 mesi.

Lo Stadio.

La proprietà del Watford ha voluto investire nello Stadio “Vicarage Road Stadium”, con opere di ristrutturazione. I lavori di ristrutturazione iniziarono nell’autunno del 2013, e hanno portato alla costruzione di un nuovo stand di 3.000 posti situato sul lato est, denominato “Sir Elton John Stand”.
Il nuovo stand è stato inaugurato nel dicembre 2014. Con la nuova tribuna, la capacità di ricezione di è di 21.577 spettatori. L’obiettivo era quello di aumentare la presenza media da 15.000 a 20.000 spettatori.
E’ stato richiesto permesso di costruire per un ulteriore sviluppo del lato est dello Stadio. Tale lavoro inizierà, quando vi sarà una richiesta maggiore di capacità a causa della domanda costante.
Nella strategia aziendale rientra ovviamente il Centro Sportivo di allenamento a London Colney.
Il valore contabile netto della voce terreni e fabbricati è di £ 15,637,000 mentre quella delle immobilizzazioni materiali in corso è di £ 2.755.000.

Il Valore della Rosa.

Il Valore contabile netto della Rosa è aumentato da £ 4.8 milioni a £ 54,3 milioni. La variazione è dipesa da acquisti per £ 64,4 milioni, cessioni per un valore contabile netto di £ 1,8 milioni e ammortamenti per £ 13,06 milioni.


Dopo la chiusura dell’esercizio sono stati realizzati profitti netti per £ 25.000.000 e un’esposizione finanziaria netta di £ 55.000.000, con possibilità di un aumento di £ 4.500.000, legato a bonus e prestazioni.


Il Patrimonio Netto.



Il Patrimonio Netto è negativo per £ 5,28 milioni, tuttavia risulta migliorato rispetto all’esercizio precedente. Nel 2014/15 era negativo per £ 8,9 milioni. Nel 2013/14 era negativo per £ 4,1 milioni. La variazione rispetto all’esercizio precedente è dovuta sostanzialmente al risultato positivo dell’esercizio, pari a £ 3,6 milioni.

L’indebitamento Finanziario Netto.

L’indebitamento finanziario netto pari a £ 26,05 milioni, risulta in aumento di £ 13,3 milioni rispetto al valore di £ 12,7 milioni del 2014/15.



Nel corso dell'esercizio la società controllante diretta di 'Hornets Investment Limited’, che era ‘Hornets Investment SA', una società costituita in Lussemburgo, ha fornito un prestito non garantito di £ 15.000.000. Questo prestito attira un interesse del 6% più Bank of England base rate.
Inoltre, tra i debiti finanziari correnti figura un ulteriore prestito non garantito di £ 670.054 da Hornets Investment Limited che è senza interessi.
I prestiti non correnti della società madre ammontano a £ 4.850.000 e includono tre prestiti garantiti da ‘Hornets Investment Limited’. Nel dettaglio: £ 2.250.000 e £ 1.000.000, comportano un interesse del 4,5% annuo e £ 1.600.000, comporta un interesse al 6,00% annuo.

Gli Altri debiti finanziari, pari a £ 13,2 milioni, di cui £ 12.818.249 entro un anno, comprendono un prestito garantito di £ 12.000.000 con un interesse al 6,6%.

I Prestiti degli Amministratori risultano pari a £ 3.860.000, di cui £ 965.000 a breve, riguardano un prestito chirografario fruttifero di interessi al 3%.

I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a £ 40 milioni, di cui £ 32.484.000 a breve.
I crediti per la vendita di calciatori ammontano a £ 5.138.000.

Dopo la chiusura dell’esercizio il prestito della Capogruppo di £ 15.000.000 è stato interamente rimborsato come il prestito di £ 12,000,000. Un nuovo prestito di £ 40.000.000 è stato fornito da ‘Hornets Investment Limited’.


Il Fatturato.

Il Fatturato è stato pari a £ 94,4 milioni, e risulta in aumento di £ 76 milioni, rispetto all’esercizio precedente.
I ricavi da “Matchday” aumentano di £ 3.282.000, da £ 5,1 milioni a £ 8,4 milioni. Gli aumenti si riferiscono per £ 1.790.000 alla biglietteria; per £ 643.000 alle vendite commerciali nei giorni delle partite, e per £ 851.000 agli incassi delle partite di Coppa.
I Ricavi Media aumentano di £ 75.014.000, da £ 4,63 milioni a £ 79,6 milioni. Di questo aumento, £ 73.553.000 si riferisce ai diritti TV centralizzati e £ 1.147.000 per bonus progressione della FA Cup.

I Ricavi commerciali riguardanti le sponsorizzazioni e il merchandising diminuiscono da £ 8.066.000 a £ 2.536.000. L'anno precedente erano inclusi ricavi da sponsorizzazione per £ 5.333.000 derivanti da un accordo che conclusosi nel mese di giugno 2015.

Gli altri ricavi, riguardanti i prestiti calciatori e altri proventi diversi aumentano da £ 553 mila a £ 3.843.000.




Il Costo del Personale.

I costi del personale sono aumentati in modo significativo di £ 37,2 milioni, da £20,689,000 a £ 57,9 milioni.
Raffrontando il costo del personale con il fatturato, si ha una percentuale del 61,3%. Nel 2014/15 il costo del personale rappresentava il 112,4% del fatturato netto.
La media dei dipendenti è aumentata da 180 unità a 211 unità. I calciatori sono aumentatati da 53 a 59. Inoltre, sono stati impiegati circa 118 persone, in modo part-time, per i giorni delle partite.

Gli altri costi operativi.

Gli altri costi operativi hanno registrato un incremento di £ .14,979,000 da £ 8,947,000 del 2014/15 a £ 23,926,000 del 2015/16. Di questo aumento £ 9.487.000 si riferiscono ad operazioni legate all’attività calcistica, £ 1.905.000 si riferiscono ai costi del settore giovanile e della comunità e £ 1.129.000 si riferiscono ad un aumento dei costi di ammortamento e di cessione.

Nello specifico i costi amministrativi, compresi quelli dello stadio, sono aumentati di £ 1.740.000; mentre i costi commerciali sono aumentati di £ 718.000.

Gli Altri proventi di gestione si sono ridotti da £ 21,000 a £ 10,000.

Il Player Trading.



Nel 2015/16, il risultato complessivo del Player Trading diventa negativo, grazie all’aumento degli ammortamenti, dovuto agli investimenti in calciatori effettuato.
I costi per Ammortamenti e svalutazioni calciatori sono aumentati da £ 493 mila a £ 13,06 milioni.
Il risultato economico della gestione dei trasferimenti dei calciatori risulta positivo per £ 5,611,000 ed è attribuibile alle vendite e bonus relativi a precedenti cessioni di Fernando Forestieri, Jonathan Bond, Miguel Layun, Diego Fabbrini, Jonathan Hogg e William Buckley.

La Gestione finanziaria.

La gestione finanziaria è negativa per £ 1.553.000 (£ 356 mila nel 2014/15). Gli oneri finanziari ammontano a £ 1.568.000 (£ 362 mila nel 2014/15), di cui £ 1.170.000 per interessi passivi sui prestiti infragruppo.

Conclusioni.

Il giudizio sui conti del 2015/16 deve necessariamente essere positivo: è stato conseguito un utile e si sono fatti investimenti, che hanno rafforzato il patrimonio della società, raggiungendo l’obiettivo della permanenza in Premier League anche per la stagione sportiva 2016/17. Dal punto di vista sportivo, per il 2016/17, l’obiettivo è migliorare il tredicesimo posto del 2015/16.
Secondo gli Amministratori il patrimonio netto potrebbe tornare positive già nel corso del 2016/17.


sabato 11 febbraio 2017

L’Investimento di Cairo nel Torino.



Luca Marotta


Di seguito si cercherà di ricostruire l’investimento in capitale di rischio fatto dall’azionariato di Torino Football Club SpA, dal settembre 2005.

Torino Football Club SpA., è stata costituita il 16 agosto 2004 con un capitale sociale di Euro 10.000, di cui versato Euro 3.000.

Nella Relazione sulla Gestione relativa al bilancio 2005 è scritto che la società Torino Football Club S.p.A., è rimasta non operativa fino al mese di agosto 2005. Il 16 agosto 2005, in forza del così detto “Lodo Petrucci”, Torino Football Club S.p.A. è risultata assegnataria del titolo sportivo a partecipare ad un campionato di calcio professionistico ed è stata ammessa a partecipare al campionato di calcio di Serie B per la stagione 2005/2006.

In data 2 settembre 2005, Torino Football Club S.p.A è stata acquisita dalla società Stella S.r.l., controllata da UT Communications S.p.A., a sua volta controllata dal dott. Urbano Cairo.

Sull’importo preciso versato per l’acquisizione dai soci “lodisti” non vi sono notizie certe; tuttavia occorre evidenziare che al momento dell’acquisizione il capitale sociale ammontava ad Euro 10.000, le spese di costituzione capitalizzate ammontavano ad Euro 17.796, inoltre risultava un debito verso la FIGC per il Contributo straordinario "Lodo Petrucci" ammontante ad Euro 1.260.000, il cui pagamento è avvenuto alla scadenza del 31 gennaio 2006. Quindi il "Lodo Petrucci" è stato pagato dalla gestione Cairo.

Tra le prime cose fatte, occorre evidenziare che l’assemblea dei soci dell’8 settembre 2005 deliberò l’aumento del capitale sociale da Euro 10.000 a Euro 10.000.000.
Il 12 luglio 2006, Torino Football Club S.p.A sotto la gestione Cairo acquistò all'asta fallimentare per 1.411.000 Euro il marchio del "vecchio" Torino, con le coppe e i cimeli del Grande Torino.

Dall’esercizio 2005 all’esercizio 2012 i bilanci della società calcistica chiudono in perdita, per un totale di 58,3 milioni. Le perdite del periodo 2005-2012 sono state tutte ripianate dalla proprietà versando circa 59,13 milioni di euro, a titolo di capitale di rischio.
Dall’esercizio 2013, Torino Football Club S.p.A. ha registrato tre utili consecutivi per un totale di Euro 21.188.335. Pertanto tutta la gestione Cairo dal 2005 al 2015 ha evidenziate un risultato di esercizio aggregato negativo per Euro 37,19 milioni e versamenti a titolo di capitale di rischio per Euro 59,1 milioni.


La Gestione Cairo non ha fatto ricorso all'indebitamento finanziario esterno. Infatti, dal 2005 al 2015, la voce di bilancio debiti verso banche non è stata movimentata. Solo nel 2007 e nel 2008, appare il ricorso all’anticipazione di crediti derivanti da ricavi per cessione diritti TV, con Italease Factorit.

Rapporti con le parti correlate.

Nel periodo 2005-2015, Torino Football Club S.p.A. nei rapporti con le parti correlate ha registrato ricavi per Euro 22,26 milioni e costi per Euro 4.533.000.


Occorre dire che, dal lato dei ricavi, il grosso della movimentazione economica riguarda il rapporto con Cairo Pubblicità Srl, per complessivi Euro 21.242.000.

Torino Football Club S.p.A. ha stipulato un accordo di concessione con la Cairo Pubblicità Srl, società controllata da Cairo Communications SpA - per la vendita degli spazi pubblicitari a bordo campo e di pacchetti di sponsorizzazione promo-pubblicitaria. Il contratto di concessione pubblicitaria prevede la retrocessione al concedente di una percentuale (85%) dei ricavi al netto dello sconto di agenzia conseguiti ed una commissione per le segnalazioni che abbiano dato origine a contratti conclusi direttamente dalla Torino FC.
Il resto dei ricavi riguardi la vendita di spazi pubblicitari a Cairo Editore che ha fruttatto nel periodo 2005-2015 la cifra di 1.019.000.

Dal lato dei costi sopportati da Torino Football Club S.p.A., emerge dall’esercizio 2010, il rapporto con Mp Service srl, che è azionista di Torino F.C. Spa e si occupa, tra le altre cose, della gestione di impianti sportivi per usi commerciali. Il Torino paga 400 mila euro ad anno all'azionista MP Service per l'utilizzo del centro SISPORT. Pertanto per il periodo 2010-2015 il Torino ha pagato a MP Service srl la cifra di 2,4 milioni di Euro.

Cairo Communication ha erogato a Torino F.C. una serie di servizi amministrativi e di utilizzo del software contabile gestionale, che nel periodo 2005-2015 ha comportato costi complessivi per Euro 791 mila.
La società controllante ha inoltre riaddebitato costi per Euro 544 mila.

Conclusioni.

La Gestione Cairo non ha fatto ricorso all'indebitamento bancario. Dal bilancio 2005, la voce debiti verso banche reca importo zero.
L’investimento in capitale di rischio dell’azionariato di Torino Football Club S.p.A dal mese di Settembre 2005 al 31 dicembre 2015 è stato di 59,13 milioni di Euro.


Con il conseguimento del primo utile nel 2013, sembra che si sia instaurata una gestione economica improntata all’autofinanziamento, attraverso la gestione del Player Trading e il contenimento dei costi.

sabato 4 febbraio 2017

Il Bilancio della Televisione del Manchester United


Luca Marotta


MUTV Limited è la società che è proprietaria e gestisce il canale televisivo tematico del Manchester United.

MUTV è il canale televisivo globale per il Manchester United e viene trasmesso in 56 paesi. MUTV trasmette una grande varietà di contenuti che interessano la comunità globale dei tifosi, tra cui news, ‘highlights’ di partite, e il "dietro le quinte" esclusivo.
MUTV stata fondata nel 1997 per essere un canale televisivo dedicato per il club. MUTV Limited era in origine detenuta come una partecipazione in joint venture con Sky Ventures Limited, una consociata interamente controllata di Sky e ITV plc. Solo dal 2013 la proprietà di MUTV Limited è al 100% del Manchester United, che acquistò anche il restante 33,3 % del capitale azionario per un corrispettivo di acquisto (compresi i costi di transazione) di £ 2,7 milioni.

MUTV Limited è controllata al 100% da MU Commercial Holdings Junior Limited, che è una Holding Company, controllata a sua volta da Manchester United Limited.
MUTV Limited controlla al 100% la società Manchester United Interactive Limited, che è una “Media Company” registrata in Inghilterra e Galles.

La Continuità Aziendale (going concern).
Gli Amministratori hanno ricevuto conferma da Manchester United Limited, che è la holding controllante (quella più vicina nella catena di controllo), che la stessa intende supportare finanziariamente MUTV Limited, per almeno un anno dall’approvazione del bilancio.

La struttura dello Stato Patrimoniale.

Il 37,6% circa del capitale investito è capitale proprio e copre il 94,4% dell’attivo immobilizzato.



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,6, ciò vuol dire che la società possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,97, ciò vuol dire che l’attivo a breve, di poco, non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Tuttavia, nelle passività a breve sono presenti i ratei e i risconti passivi per £ 1.258.018.

Immobilizzazioni materiali
Le Immobilizzazioni materiali ammontano a £ 1.092.578, di cui attrezzature e arredi per £ 570.9119 e impianti e macchinari per £ 521.659.

Immobilizzazioni immateriali
Le Immobilizzazioni immateriali, che riguardano il website e le “mobile applications”, ammontano a £ 1.653.777. Le attività immateriali includono attività realizzate internamente i cui costi, al 30 Giugno 2016 erano pari a £ 585.000.

Immobilizzazioni Finanziarie

Le Immobilizzazioni Finanziarie ammontano a £293.371.

Nel luglio 2015 la Società controllante Manchester United Limited, ha venduto tutte le sue azioni in Manchester United Interactive Limited alla Società in cambio di una azione di MUTV Limited. L'investimento in Manchester United Interactive Limited è stata inizialmente iscritto al costo e successivamente ridotto al valore recuperabile La perdita di valore è stata imputata direttamente a patrimonio netto.

Il Patrimonio Netto
Il Patrimonio Netto è positivo ed ammonta a £ 3.280.121.
La variazione positiva di £ 14.479.540 è dovuta all’aumento di capitale per £ 528.310, al versamento in conto capitale per £ 16.404.529, alla svalutazione di partecipazioni per £ 234.339 e alla perdita di esercizio per £ 2.218.960.
Nel luglio 2015 è stata emessa una azione ordinaria del valore nominale di £ 1, per un importo di £ 528.310, pari al corrispettivo pagato per l'acquisizione di quote di Manchester United Interactive Limited da parte della controllante Manchester United Limited.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, l’indice di indebitamento è pari a 0,6.
Infatti, l’equity ratio è pari a 37,6%. Il ricorso al capitale di terzi è predominante.

I debiti finanziari.

I debiti finanziari risultano azzerati.
Nel luglio 2015, la società holding controllante, Manchester United Limited, ha rinunciato al suo credito, che comprendeva un debito residuo pari a £ 9.886.489 e interessi maturati sui prestiti per un importo di £ 6.518.040. Di conseguenza, mese di luglio 2015, questi importi sono stati convertiti per l’importo di £ 16.404.529, riconosciuto come contributo in conto capitale

La Gestione Economica

La gestione economica mostra una perdita al netto delle imposte per £ 2.218.160. L’esercizio precedente era evidenziato un utile di £ 460.450.



I Ricavi

Nel bilancio di MUTV Limited è scritto che i ricavi sono costituiti da abbonamenti, vendite di programmi e pubblicità. Ma il bilancio riporta solo l'importo complessivo non specificandolo in dettaglio.
Inoltre, i ricavi derivano dall’attività principale dell’impresa svolta nel Regno Unito.
Sotto la voce “Broadcast” figura l’importo di £ 9.788.092 (£ 9.898.763 nel 2014/15) con una diminuzione del 1,12%.

Costo dei dipendenti
Il costo dei dipendenti ammonta a £ 3.823.339 (£ 2.691.276 nel 2014/15) e registra un incremento del 42,06%. Il numero medio dei dipendenti è aumentato da 63 a 94. Gli amministrativi sono aumentati da 7 a 10; invece i tecnici da 56 a 84.
Incidenza del Costo del Personale
Indica il grado di rigidità economica della società. Quanto più è basso quanto più mostra la capacità della società di essere in equilibrio economico. Nel caso in questione è pari al 39,01% (27,2% nel 2014/15).

Gli altri costi operativi sono aumentati da £ 5.806.540 a £ 7.982.949.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 98,93%, pertanto ogni 100 Sterline investite si ne incassano 98,93, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, che si avvicina all’anno.

L’EBITDA è negativo per £ 2 milioni; mentre nell’esercizio precedente era positivo per £ 1,36 milioni.

Il “Risultato prima delle imposte”
Il “Risultato prima delle imposte” è negativo per £ 2.619.038, mentre nell’esercizio precedente era positivo per £ 588.567.
A causa di un saldo imposte positivo per £ 400.878, è evidenziata una perdita netta di £ 2.218.160.

Conclusioni.

Il canale televisivo tematico per una squadra di calcio, che si voglia definire “grande”, rappresenta un 'asset' che bisogna necessariamente possedere per consolidare il "brand".
Per quanto riguarda l'apporto in termini di fatturato, i ricavi di MUTV Limited nel bilancio consolidato della capogruppo Manchester United Plc, gli stessi sono allocati tra i ricavi da Broadcasting. Il Totale dei ricavi “Broadcasting” evidenziati nel consolidato della capogruppo Manchester United Plc, per l’esercizio chiuso al 30 Giugno 2016, sono stati pari a £140.4 milioni.