venerdì 23 novembre 2012

Il PSG secondo France Football: vincere la Champions per essere in regola col FFP.



Luca Marotta
Secondo la famosa rivista sportiva francese France Football, il PSG deve vincere la Champions per rispettare le regole di sana gestione imposte dall’UEFA, oltre a necessitare di un mega-sponsor di maglia, come da ultime notizie trapelate, però non ancora ufficiali.
France Football ribadisce che la regola d’oro del fair-play finanziario è la seguente: i costi legati al calcio non devono superare i ricavi.
E’ bene precisare che la rivista ha ricostruito i conti del PSG, basandosi su indiscrezioni e notizie varie, con l’obiettivo di conoscere se il club della capitale francese sia in grado di rispettare i parametri del fair play finanziario. All’uopo ha interpellato l’avvocato Fabrice Lorvo di FTPA.
La premessa del ragionamento si basa sull’ipotesi che il budget 2012/13 del PSG superi i 300 milioni di euro. Si è ipotizzato un aumento del 50% dei ricavi da biglietteria, a causa dell’aumento dei prezzi dei biglietti, e un aumento dei ricavi del merchandising, dovuto alle vendite delle magliette dei nuovi acquisti. Si è moltiplicato per sette lo sponsor di maglia grazie al probabile contratto faraonico con una banca o un’istituzione qatariota, con possibilità di dare anche il nome allo stadio. Secondo fonti non ufficiali, il contratto di sponsorizzazione ammonterebbe a 100 milioni di euro annui per quattro anni. Per questo motivo i ricavi da sponsorizzazione potrebbero aumentare a 169 milioni di euro a partire dalla stagione in corso, nel caso in cui il contratto inizi ad esercitare i suoi effetti già dal 2013. L’unico ostacolo potrà essere quello del “fair value”, ossia verificare se l’importo di tale sponsorizzazione corrisponda ai prezzi di mercato. L’articolo di France Football, si pone la domanda se l’UEFA possa considerare tale mega-contratto come una manovra per aggirare le regole del fair play finanziario.
Un’altra ipotesi, che lo stesso articolo considera, è che l’UEFA tollererà per il 2012-13 e le due stagioni precedenti, un deficit di 30 milioni di euro.
A chi scrive, risulta che il deficit tollerato sia di 45 milioni e che i primi esercizi contabili da considerare siano il 2011/12 e il 2012/13.  Infatti, l’articolo 61, comma 2 lettera a) del Regolamento UEFA (Edizione 2012) sancisce come deviazione accettabile la seguente: “a) EUR 45 million for the monitoring period assessed in the licence Seasons 2013/14 and 2014/15” e secondo l’articolo 59, comma 2 dello stesso regolamento, per il primo periodo di monitoraggio, valido per l’iscrizione alle competizioni del 2013/14, si considerano i risultati del 2011/12 e del 2012/13.
Basandosi comunque sull’ipotesi erronea, l’articolo afferma che per il 2012/13 il risultato del conto economico sarà positivo indipendentemente dal percorso della Champions League, ma non si potrà far rientrare il deficit dei due precedenti esercizi nel limite dei 30 milioni. Il deficit cumulato del 2010/11 e 2011/12 è stato stimato in 62,4 milioni di euro. Solo vincendo la Champions League tale deficit cumulato si ridurrebbe a € 28,6 milioni e rientrerebbe nel limite di 30 milioni, poiché l’utile stimato del 2012/13 raggiungerebbe la cifra di 33,7 milioni di euro.
L’articolo di France Football oltre a ribadire, che al di là dei 30 milioni di deficit scatteranno dei meccanismi sanzionatori, conclude affermando che in realtà, nel 2013, non è prevista alcuna penalità.
Volendo far buone le previsioni contabili dell’articolo e considerando che l’esercizio 2010/11 si è chiuso sostanzialmente in pareggio, rimane una perdita da considerare per il 2011/12 di 62,4 milioni di euro. Pertanto si rientrerebbe nel limite di 45 milioni con il raggiungimento delle semifinali di Champions League. Infatti, in tal caso il deficit cumulato si ridurrebbe a 43,6 milioni, conseguendo un utile di 18,7 milioni. Tuttavia, se si considerasse anche l’ipotesi di escludere i calciatori con contratti in essere al 1 giugno 2010 (Allegato XI del Regolamento), anche il raggiungimento dei quarti di Champions League potrebbe bastare, potendo conseguire un utile di 18,7 milioni.

lunedì 19 novembre 2012

Fair Play Finanziario: quale bilancio considerare?


Luca Marotta
I grandi club di calcio europei come il Manchester United e il Chelsea, appartengono a gruppi societari composti da numerose società holding, che come attività principale detengono solo partecipazioni societarie e in alcuni casi hanno sede in nazioni diverse da quelle della squadra di calcio. Nel caso del Machester United si arriva fino al paradiso fiscale delle Cayman. Per questi club si pone il problema di quale bilancio considerare ai fini del Fair Play Finanziario. Il rischio è che con il meccanismo dei gruppi societari si possa dar luogo alla creazione di società, soprattutto “a monte”, cui trasferire gli elementi critici ai fini dei parametri del Fair Play Finanziario, come ad esempio l’indebitamento. Tali club debbono confrontarsi con quanto stabilito dall’art. 46 bis del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario (Edizione 2012). L’articolo citato stabilisce i criteri per definire il perimetro di consolidamento, ossia individua quali società appartenenti al gruppo rilevano ai fini della rendicontazione per la valutazione dei parametri del Financial Fair Play.
La prima sorpresa si ritrova nel primo comma: la determinazione del perimetro di consolidamento spetta al richiedente la licenza. Tale apparente “discrezionalità” è, tuttavia, circoscritta dal terzo comma dello stesso articolo. Infatti, tale comma, stabilisce che il perimetro di rendicontazione deve includere tutte le società incluse nella struttura del gruppo e in particolare quelle che generano ricavi e/o costi in relazione alle seguenti attività: a) biglietteria; b) sponsorizzazione e pubblicità; c) ricavi TV; d) merchandising e aree di ospitalità; e) operazioni legate all’attività del club (ad esempio: attività amministrativa e viaggi); f) finanziamento (incluso il finanziamento garantito dal patrimonio del richiedente licenza); g) l'uso e la gestione dello stadio e le strutture di formazione; h) settore giovanile. Invero, anche il quarto comma contribuisce a ridurre la discrezionalità, infatti riduce a due soli criteri la possibilità per escludere una società del gruppo dal perimetro: 1) l’irrilevanza rispetto al gruppo; 2) la mancanza di legame con l’attività, i luoghi o marchio della squadra di calcio.
In ogni caso, il richiedente la licenza deve giustificare dettagliatamente il motivo dell'esclusione dal perimetro di rendicontazione di un ente appartenente alla struttura del gruppo.
Ritornando alla domanda iniziale, consideriamo il caso del Chelsea: Fordstam Limited controlla Chelsea FC Plc, che a sua volta controlla Chelsea Football Club Limited. Nel concreto il problema sorge per quanto riguarda il parametro del patrimonio netto negativo di Fordstam Limited (dato al 30 giugno 2011), nell’ipotesi astratta di voler escludere Fordstam dalla rendicontazione per il Fair Play Finanziario, bisognerebbe giustificarla in chiave di mancanza di legame con l’attività principale della squadra di calcio. Nel caso in cui Fordstam Limited sia inclusa nella rendicontazione del Fair Play Finanziario, Abramovich sarebbe costretto a trasformare in capitale sociale i prestiti infruttiferi che ha effettuato durante gli anni, nell’ipotesi contraria resterebbe creditore del gruppo.

venerdì 16 novembre 2012

Bilancio Bayern 2011/12: dividendo di 5,5 milioni di euro.


Luca Marotta


La squadra di calcio del Bayern München fa capo alla società “FC Bayern München AG”, che è una società per azioni controllata con una quota dell’81,8% da un’associazione registrata (“Eingetragener Verein”) denominata “FC Bayern München eV” con 187.865 soci (171.365 nel 2010-11). Adidas AG e Audi AG detengono il 9,1% ciascuna. La società è gestita col sistema dualistico, ossia con il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione. Tra i componenti del Consiglio di Sorveglianza segnaliamo: Dieter Rampl di UniCredit Group; Rupert Stadler di Audi AG; Herbert Hainer di adidas AG; Timotheus Höttges di Deutsche Telekom AG e Helmut Markwort di FOCUS.
Karl Hopfner, Vice Presidente del Consiglio di Gestione responsabile dell’area finanza e controllo, illustrando i brillanti risultati del 2011/12, ha detto che i soci di “FC Bayern München AG” possono essere orgogliosi dei risultati raggiunti. Infatti, il gruppo ha realizzato, nel corso dell'ultimo esercizio, un fatturato record di € 373.400.000. L’utile di FC Bayern Monaco AG, al netto delle imposte, è stato di € 11.100.000 e ciò permette di distribuire agli azionisti un dividendo record di 5,5 milioni di euro. Questa decisione dovrà essere presa, nel mese di gennaio 2013, dall'Assemblea Generale Annuale. Ciò significa che l’associazione “FC Bayern München eV” riceverà un dividendo pari a Euro 4,5 milioni. Il patrimonio netto di “FC Bayern München AG” è aumentato a € 278.300.000 e determina un Equity ratio del 77,5 per cento, che è un valore probabilmente unico nel mondo del calcio. Secondo Hopfner il Bayern Monaco ha oggi una solidità economica, che non ha mai avuto prima nei suoi 112 anni di storia. Quindi, “FC Bayern München AG” possiede i requisiti per soddisfare in maniera più che soddisfacente quanto richiesto dal Fair Play Finanziario della UEFA. In effetti, il Bayern München è un modello cui ispirarsi; in quanto sia a livello di bilancio consolidato, che a livello di bilancio societario mostra un patrimonio netto abbondantemente positivo, ha un indebitamento inferiore ai ricavi, che, tra l’altro, riguarda esclusivamente l’investimento stadio, il rapporto tra costo del personale e ricavi e nettamente inferiore al livello del 70%. Gli ultimi tre esercizi per il bilancio consolidato hanno registrato un risultato positivo cumulato per 15,3 milioni, superando a pieni voti quanto stabilito dal regolamento UEFA. Lo stesso dicasi per il bilancio di esercizio del club, che da ormai otto esercizi consecutivi chiude con un risultato positivo, al netto delle imposte e che evidenzia ingenti disponibilità liquide.
FC Bayern München eV” controlla Allianz Arena München Stadion GmbH che ha chiuso l’esercizio 2011/12 con una perdita di 3,7 milioni di euro. Invece, il 30 giugno 2011, tale società aveva rilevato utile di € 915.318,14 (perdita di € 3.227.069,31 nel 2009/10) e mostrava debiti verso banche per € 122.949.000 (€ 162.457.500 nel 2009/10), tuttavia il 79,17% del debito verso banche presentava una scadenza superiore ai 5 anni. Tra i componenti negativi di reddito più importanti della società che gestisce lo stadio figurano oltre alle spese di gestione, gli ammortamenti e gli oneri finanziari.
Dal punto di vista sportivo la stagione 2011-12 ha registrato la disputa della finale di Champions League, persa in casa all’Allianz Arena col Chelsea ai rigori; il secondo posto in Bundesliga e la finale della DFB Pokal persa col Borussia Dortmund. Tali risultati sportivi, ovviamente, hanno dato un contribuito notevole all’esposizione di risultati economici da record.
I dati del consolidato.
I risultati del gruppo, al 30 giugno 2012, registrano un aumento del fatturato del 13,7%, che si assesta alla cifra record di 373,4 milioni di euro, comprensivi dei proventi derivanti dai trasferimenti dei giocatori, che vengono inseriti tra i ricavi ordinari e considerati quali componenti del fatturato, mentre le relative minusvalenze vengono inserite sotto la voce “altri costi di gestione”.
I ricavi consolidati, in termini assoluti, rappresentano il miglior risultato mai raggiunto nella storia del club. Bisogna risalire al 2009-10, per il precedente record di € 350,2 milioni, mentre nel 2010/11 si registrò un calo a 328,5 milioni.
L’EBITDA consolidato, ossia il risultato d’esercizio calcolato prima di interessi, tasse e ammortamenti, è risultato pari a 86 milioni, mentre nel 2010-11 era pari a 62,3 e nel 2009-10 a 86,5 milioni. Tale risultato ha registrato un incremento del 38%. L'utile consolidato al netto delle imposte ammonta a 11,1 milioni, ed evidenzia un aumento di 9,8 milioni.

Dati dal Consolidato FC Bayern München AG:: rapporto tra mezzi propri e attivo
€/T
2011/12
2010/11
2009/10
2008/09
2007/08
Totale Attivo
      509,20
      518,60
      515,00
      262,60
      283,80
Patrimonio Netto
      248,70
      238,80
      176,80
      177,50
      176,00
Equity Ratio (PN/Tot. Attivo)
48,8%
46,0%
34,3%
67,6%
62,0%

E’ evidente che, dal punto di vista patrimoniale, si evidenzia un gruppo notevolmente solido. Il totale delle attività ammonta a € 509,20 milioni (518,6 nel 2010/11) ed è composto per il 69,62% da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni consolidate nette aumentano da  329,8 a 354,5 milioni di euro. Quelle immateriali raddoppiano (+94%), esponendo la cifra di 72 milioni, mentre nel 2010-11 erano pari a 37,2 milioni. Le immobilizzazioni materiali e finanziarie si riducono solo del 3%, assestandosi a 282,5 milioni (292,6 nel 2010-11). L’attivo circolante (rimanenze, crediti, disponibilità liquide) diminuisce da 179,1 a 148,6 milioni, evidenziando una diminuzione del 17%. I ratei e i risconti attivi ammontano a 3,3 milioni di euro (3,7 nel 2010-11).
Il patrimonio netto è positivo e ammonta a € 248,7 milioni (238,8 nel 2010/11). Rispetto al 2010-11 si è registrato un incremento del 4%. I mezzi propri finanziano il 49% delle attività e “coprono” il 70% delle immobilizzazioni. Gli accantonamenti a fondi rischi ammontano a 16,3 milioni (26,4 nel 2010-11), i debiti del gruppo diminuiscono da 177,7 a 174,9 milioni di euro e i ratei e i risconti passivi per ricavi anticipati registrano la cifra di 69,3 milioni di euro (75,7 nel 2010-11).
I debiti bancari del gruppo, fanno capo esclusivamente ad Allianz Arena München Stadion GmbH. Tale indebitamento, in considerazione delle scadenze e dell’EBITDA, appare sostenibile. Si aggiunga anche che trattasi di indebitamento “virtuoso”.
Il bilancio d’esercizio.
Il bilancio d’esercizio di FC Bayern München AG mostra un fatturato record di 332,2 milioni (290,9 milioni nel 2010/11), con un incremento del 14,2%. Il CAGR, ossia il tasso di crescita annuale composto, degli ultimi 5 anni è del 2,98%.
La composizione del fatturato risulta essere la seguente:
- Ricavi da gare per € 129,2 milioni (104,5 nel 2010/11). Tali proventi riguardano gli incassi delle partite casalinghe della Bundesliga, partite amichevoli, DFB-Pokal e UEFA Champions League. Tale voce incide per il 38,89% sul totale dei ricavi. Rispetto all’esercizio precedente si registra un aumento del 23,64%.
- Ricavi da sponsorizzazioni e marketing per 82,3 milioni di euro. Tale voce incide per il 24,77% sul totale dei ricavi e risulta invariata rispetto al 2010/11.
- Ricavi da diritti TV e radio per 37,6 milioni di euro (solo per partite di Bundesliga, Coppa di Germania e Amichevoli). Di questi, 31,6 milioni (30,7 nel 2010/11) derivano dalla ripartizione dei diritti TV della Bundesliga. Tale voce incide per l’11,32% sul totale dei ricavi. L’esercizio precedente, si sono registrati proventi per diritti radiotelevisivi per un importo di 39,2 milioni di euro e pertanto si è avuto un decremento del 4,08%.
- Proventi da trasferimenti giocatori per 5 milioni di euro. Tale voce incide per l’1,51% sul totale dei ricavi e l’esercizio precedente ammontava a 7,1 milioni di euro, pertanto si registra un decremento per 2,1 milioni.
- Proventi di merchandising per 57,4 milioni di euro. Tale voce incide per il 17,28% sul totale dei ricavi. L’esercizio precedente ammontava a 43,9 milioni di euro e pertanto registra un incremento del 30,75%.
- Altri ricavi per 20,7 milioni di euro (tra cui: affitti e locazioni, New Media, indennità DFB per giocatori nazionali, ricavi FC Bayern II, squadre giovanili e donne). Tale voce incide per il 6,23% sul totale dei ricavi. L’esercizio precedente ammontava a 13,9 milioni di euro e pertanto registra un incremento del 48,92%.


Le spese per il personale ammontano complessivamente a 165,6 milioni di euro e rappresentano il 49,85% dei ricavi (50,61% escludendo le plusvalenze). Tali spese registrano un incremento del 5,95% rispetto ai 156,3 milioni di euro del 2010-11, comunque inferiore all’aumento dei ricavi.
I costi per acquisti di materiale e servizi, al netto delle spese operative, ammontano a 26,2 milioni di euro e risultano in aumento del 29,06%, rispetto ai 20,3 milioni di euro del 2010/11.
Gli altri costi operativi raggiungono la cifra di 71,1 milioni di euro (71,9 nel 2010-11).
L’EBITDA, ossia il risultato calcolato prima degli interessi, delle tasse e degli ammortamenti, risulta positivo per 69,3 milioni di euro, con un incremento del 63,44% rispetto ai 42,4 milioni dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2011.
Gli ammortamenti sono in diminuzione del 29,10% e risultano pari a 45,7 milioni di euro, di cui 43 per ammortamento rosa giocatori. Nell’esercizio precedente ammontavano a 35,4 milioni di euro (di cui 32,9 per ammortamento immobilizzazioni immateriali).
La gestione fnanziaria risulta negativa per € 1,7 milioni, mentre nell’esercizio precedente era positiva per 1,8 milioni di euro.
Il risultato operativo di FC Bayern München AG risulta positivo per 21,9 milioni di euro, in aumento di 13,1 milioni rispetto al 2010/11.
Il risultato di competenza derivante dalla partecipazione nella società Allianz Arena München Stadion GmbH evidenzia una perdita di 3,7 milioni, mentre nel 2010/11 era positivo per 0.9 milioni di euro.
Il risultato prima delle imposte è positivo per 18,2 milioni (8,8 nel 2010/11).
Le imposte sul reddito ammontano a 7,1 milioni di euro, nell’esercizio precedente erano pari a 7,5 milioni di euro.
FC Bayern Monaco AG evidenzia un utile al netto delle imposte per 11,1 milioni di euro, in aumento di 9,8 milioni rispetto al 30 giugno 2011, quando ha segnato la cifra di 1,3 milioni.

Dati dal Bilancio Es. FC Bayern München AG: rapporto tra mezzi propri e attivo
€/T
2011/12
2010/11
2009/10
2008/09
2007/08
Totale Attivo
      359,10
      360,30
      316,80
      262,60
      283,80
Patrimonio Netto
      278,30
      268,30
      206,40
      177,50
      176,00
Equity Ratio (PN/Tot. Attivo)
77,5%
74,5%
65,2%
67,6%
62,0%

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale, il totale delle attività ammonta a 359,1 milioni e risulta in diminuzione di 1,2 milioni.
Le immobilizzazioni nette totali aumentano a 226,8 milioni da 192,6 milioni del 30 giugno 2011. Quelle immateriali nette ammontano a 72 milioni e risultano quasi raddoppiate rispetto ai 37,2 milioni di euro del 2010/11. Quelle materiali e finanziarie ammontano a 154,8 milioni e segnano una lieve diminuzione dello 0,39%.
L’attivo circolante complessivamente risulta pari a 127,2 milioni di euro, nel 2010/11 era pari a 159,3 milioni di euro.
Il Patrimonio Netto della società FC Bayern München AG  ammonta a 278,3 milioni e risulta in aumento di 10 milioni rispetto al valore del 30 giugno 2011.
I fondi rischi risultano pari a 15,2 milioni, mentre nel 2010/11 erano pari a 15 milioni di euro.
L’ammontare dei debiti è pari a 49,3 milioni e risulta diminuito di 14,9 milioni rispetto al 2010-11.
I risconti passivi per ricavi anticipati aumentano da 12,8 a 16,3 milioni.
Il rapporto tra patrimonio netto e totale delle attività, pari al 77,5%, testimonia e conferma, ancora una volta, l’indipendenza finanziaria del club e la scarsa dipendenza dalle fluttuazioni del mercato e come dice Hopfner, è un valore probabilmente unico nel mondo del calcio.


mercoledì 31 ottobre 2012

I conti del Valencia: debiti e ipoteche.



Luca Marotta

Il Valencia Club de Fútbol è stato costituito il 18 marzo 1919. Sino al 30 giugno 1992 aveva la forma giuridica di società sportiva con personalità giuridica senza scopo di lucro, successivamente, si è preceduto alla trasformazione del club in “Sociedad Anonima Deportiva”.
Il Valencia è controllato dalla “Fundacion Valencia Club de Fútbol de la Comunitad Valenciana”, che ne possiede il 70,06%. Le società controllate, rientranti nel perimetro di consolidamento, sono: Litoral del Este S.L.U., che si occupa della gestione immobiliare compresi gli impianti sportivi; Tiendas Oficiales VCF, S.L.U., che si occupa dei negozi e del merchandising.
Il Valencia ha chiuso l’ esercizio 2011/2012 con un utile netto consolidato di € 5,3 milioni, nonostante il costo del debito superiore a 16 milioni di euro.
Dal punto di vista sportivo, durante la stagione 2011/12, il Valencia ha conquistato il 3° posto nella Liga di Spagna e ha raggiunto le semifinali sia in Europa League che in Copa del Rey.
La continuità aziendale.
I revisori dei conti di EUDITA CJC Auditores S.L.P. nella loro relazione hanno evidenziato che la società controllante “Valencia Club de Fútbol S.A.D.” ha chiuso il suo bilancio d’esercizio con un patrimonio netto positivo per € 59,2 milioni e ricade nell’ipotesi prevista dall’articolo 327 della legge spagnola sulle Società di Capitale, ossia il Patrimonio Netto si è ridotto al di sotto dei 2/3 del capitale sociale, pertanto si ritrova nella condizione di dover ridurre il capitale sociale. Nonostante ciò, gli amministratori hanno redatto il bilancio consolidato sulla base del principio della continuità aziendale, perché è stato rinnovato il debito in scadenza di 25,6 milioni di euro con Banco de Valencia, quello di 200 milioni con Bankia ed è stata rinnovata la polizza di credito con la stessa Bankia per 19 milioni. Inoltre, si è proceduto a rinegoziare il debito con l’impresa costruttrice del nuovo stadio, UTA Bertolin-FCC, così come si è rinegoziato il prestito di 6 milioni di euro con l’impresa Fomento Urbano de Castellón. In particolare, è stato firmato un protocollo d’intesa, con scadenza 21 dicembre 2012, con Newcoval S.L. ( partecipata al 50 per cento da Bankia), che prevede delle operazioni di carattere immobiliare e finanziario per la costruzione del nuovo stadio. Tuttavia, tale protocollo è sottoposto a numerose condizioni sospensive, che alla data del bilancio si dovevano avverare.
Il capitale circolante netto, essendo negativo per 309,9 milioni, lancia segnali di allarme, ossia le attività a breve termine non sono sufficienti a pagare le passività a breve termine.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto consolidato è positivo per € 60,7 milioni. Rispetto all’esercizio precedente è aumentato di 5,1 milioni (+9,25%). La variazione è dovuta principalmente all’utile d’esercizio.
I mezzi propri finanziano il 13,2% dell’attivo e il 15,1% dell’attivo non corrente. Ma il dato preoccupante è che il 77% dell’attivo non corrente è finanziato dalle passività con scadenza entro l’esercizio successivo.
Impieghi €/000
Fonti €/000
Attivo Non Corrente
          400.914
Patrimonio Netto
            60.679
13%
Passivo Non Corrente
            30.266
7%
Passivo Corrente
          369.247
80%
Attivo Corrente
            59.278

L’indebitamento finanziario.
L’indebitamento finanziario netto è pari a 231,1 milioni e risulta in diminuzione di 7,5 milioni. Le disponibilità liquide sono aumentate di 8 milioni assestandosi a 11,2 milioni. I debiti con le banche sono ingenti e sono pari a 242,3 milioni di euro (241,8 nel 2010/11). La maggior parte riguarda quelli a breve termine che sono pari a 229,6 milioni ed è questo il dato che determina lo squilibrio finanziario: il debito a breve finanzia l’attivo non corrente. Infatti, tale debito è garantito, come già scritto, da ipoteca sugli immobili. Il tutto in un contesto economico generale in cui le banche hanno crisi di liquidità e il settore edilizio è stato colpito da una grave crisi, a causa anche della bolla speculativa creatasi. Inoltre, il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto e Ebitda è molto elevato, essendo superiore a 8.
I debiti verso enti sportivi ammontano a 34,5 milioni, di cui 20,4 milioni a breve. Nel 2010/11 ammontavano a 26,2 milioni. I crediti verso enti sportivi ammontano a 23,6 milioni (nel 2010/11: 14,5 milioni). Pertanto, l’indebitamento finanziario aumentato del saldo tra debiti e crediti verso enti sportivi supera di molto i ricavi, che è un dato giudicato negativamente ai fini del Fair Play Finanziario.
La situazione col Fisco.
Nell’attivo non corrente sono esposte imposte differite attive per € 39.384.559,39, di cui 36,4 milioni riguardano il diritto a compensare negli esercizi futuri le perdite fiscali pregresse.
I debiti verso il fisco, gli Enti Previdenziali e le Amministrazioni Pubbliche ammontano complessivamente a € 23.274.584,16. Da segnalare che la maggior parte riguarda i debiti per ritenute da versare, ammontanti a € 15.984.916,78.
I debiti col Personale
I debiti col personale ammontano a 41,1 milioni di euro e risultano aumentati di 19 milioni. Il rapporto tra debiti e costo del personale lascia intuire un ritardo nei pagamenti degli stipendi di almeno sei mesi. Se ciò fosse confermato sarebbe un dato negativo per il Fair Play Finanziario.
Le immobilizzazioni materiali.
Le immobilizzazioni materiali nette sono pari a € 287.922.396,60 e sono composte da: Stadio e impianti sportivi per € 113.007.606,62; Terreni e Fabbricati per € 38.784.378,48; Immobilizzazioni materiali in corso per € 132.962.933,63 e altre immobilizzazioni materiali per 3,1 milioni. Esse sono aumentate di 5,8 milioni (+2,07%) e la loro incidenza sul totale dell’attivo è molto elevata, essendo pari al 63%. Sugli immobili di proprietà esistono numerose ipoteche. Sull’immobile ubicato in Calle Pintor Sorolla n. 25 esiste un’ipoteca a favore di Bankia per € 1.161.765,64. Sull’immobile ubicato in Plaza del Valencia Club de Fútbol, n. 2 e 3 esiste una ipoteca favore di CaixaBank per € 1.168.127,28. Sui tereni su cui insiste lo stadio Mestalla c’è un’ipoteca a favore di Bancaja per 200 milioni di euro. Il prestito di 25,6 del Banco de Valencia è con garanzia ipotecaria sul terreni del Mestalla. Sulla “Ciudad deportiva de Parterna” insiste un’ipoteca dell’Agenzia delle Entrate Spagnole per € 7.149.000. Sull’immobile ubicato in Avenida de Suecia insiste un’ipoteca per € 563.378 a favore degli Enti di Previdenza e Sicurezza Sociale, per relativi pagamenti.
Il valore della rosa.
Il valore dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori ammonta a € 61.547.561,18, mentre il 2010/11 era pari a € 67.342.233,67. Ci sono stati acquisti per 42,9 milioni, cessioni per un valore contabile di 23 milioni e ammortamenti per 25,6 milioni. Gli acquisti più importanti riguardano: Daniel Parejo, Diego Alves, Pablo Daniel Piatti, Victor Ruiz e Antonio Barragan. Le cessioni più importanti sono state quella di Juan Mata al Chelsea e Mehmet Topal al Fenerbahçe. Attualmente, il sito Transfermarkt stima il valore della rosa in € 180 milioni.
I Ricavi.
Il fatturato consolidato, senza plusvalenze, nel 2011/12 è pari a € 119.629.573,76 e risulta in crescita del 2,43%. I ricavi TV per competizioni nazionali incidono per il 35,1% e sono pari a € 42 milioni, la stessa cifra del 2010/11. I ricavi da competizioni internazionali UEFA         incidono per il 20,9% e sono pari a € 24.995.379,37, con un decremento del 6,83%. La diminuzione è dovuta al fatto che nel 2010/11 il Valencia ha raggiunto gli ottavi di Champions League, mentre nel 2011/12 è stato eliminato nella fase a gironi e ha raggiunto solo le semifinali di Europa League. I ricavi da abbonamenti incidono per il 15,2% e ammontano a € 18,2 milioni, con un decremento del -14,58%. I ricavi da gare della Liga incidono per l’1,3% e sono pari a € 1.532.323,46, con un decremento del 4,61%. I ricavi da gare di Coppa nazionale incidono per l’1,1% assestandosi a € 1.278.021,79, con un aumento del 38,07%. I ricavi da tornei e amichevoli incidono per l’1,0%, essendo pari a € 1.156.405,75, con un decremento dell’1,70%. I ricavi da merchandising e vendita prodotti ufficiali incidono per il 4,1% e ammontano a € 4,8 milioni. I ricavi pubblicitari incidono per il 13,1% e ammontano a € 15,6 milioni, con un decremento del 13,53%. Gli Altri ricavi incidono per l’8,3% e risultano pari a € 9.958.171,89 e riguardano un'operazione immobiliare.
Le plusvalenze realizzate ammontano a € 23,7 milioni, mentre nell’esercizio precedente erano pari a 968 mila euro. Invece, nel 2009/10, le cessioni di Villa al Barcellona e Silva al Manchester City  ealtri hanno apportato più di 50 milioni di plusvalenze.
I Costi.
Nonostante si sia cercato di contenere il costo del personale e siano stati ceduti alcuni giocatori con stipendi elevati, le spese per il personale sono aumentate del 14,7% a 69,86 milioni, soprattutto a causa delle imposte sul reddito delle persone fisiche, che sono aumentate dal mese di gennaio 2012, e l’aumento delle tasse è andato a carico del club, poiché i contratti dei calciatori erano stati stipulati al netto, come di solito fanno i club di calcio. Il rapporto tra costo del personale e fatturato senza plusvalenze è al 58%.
Gli ammortamenti sono diminuiti da 31,8 a 27,4 milioni e gli ammortamenti dei calciatori sono stati pari 25,6 milioni
Gli oneri finanziari sono notevoli perché superano di poco i 16 milioni, mentre nell’esercizio precedente erano pari a 15,6 milioni.
Break-even result.
Il risultato prima delle imposte è positivo per € 8,3 milioni, nel 2010/11 era positivo per 76 mila euro e anche il 2009/10 era positivo, grazie alle enormi plusvalenze.
Il Valencia ha chiuso l’ esercizio 2011/2012 con un utile netto consolidato di € 5,3 milioni. Il risultato positivo è dovuto principalmente alle plusvalenze derivanti dalle cessioni di Mata al Chelsea e di Mehemet Topal al Fenerbahçe. Senza le plusvalenze, e nonostante i ricavi da girone di Champions League e semifinale di Europa League, il risultato sarebbe stato negativo, a causa dell’incidenza del costo del debito.
Conclusioni.
Nella sostanza, dal punto di vista economico, il Valencia è stato “costretto” a raggiungere un certo equilibrio economico, procedendo, negli anni, alla vendita dei gioielli di famiglia come Villa, Silva e Mata. Resta il problema finanziario dell’enorme debito bancario a breve da coprire, in un contesto economico generale di crisi, che ha colpito le banche e l’edilizia. A ciò si aggiunge, come segnalato dai revisori, nel giudizio sulla continuità aziendale, il problema della riduzione del capitale che sarà discusso nell’Assemblea dei Soci convocata per il prossimo 9 novembre 2012 e l’urgente problema dell’operazione di estensione delle scadenze del debito bancario, legato ad un’operazione di natura immobiliare.

venerdì 26 ottobre 2012

Consolidato Arsenal 2011/12: utile da Player Trading.


Luca Marotta
jstargio@gmail.com


L’Arsenal fa parte di un gruppo con a capo la società Arsenal Holdings Plc, con sede nel Regno Unito; ma a sua volta è controllata dalla società KSE UK Inc., che ne possiede il 66,8%. Tale società, risulta registrata negli USA, precisamente nello Stato del Delaware, pertanto il controllore in ultima istanza è Enos Stanley "Stan" Kroenke, un “uomo d’affari” americano.
Il bilancio consolidato di Arsenal Holdings Plc al 31 maggio 2012, si è chiuso con  un utile netto di  £ 29,6 milioni (€ 36,9 milioni ad un cambio 1 € = 0,8024 £), in aumento di £ 17 milioni. Il fattore principale, che ha determinato l’utile è stato il risultato del Player Trading. La gestione immobiliare, nel 2011/12, ha contribuito in tono minore; infatti, ha registrato la vendita di 12 appartamenti (69 nel 2010/11) del complesso di Highbury Square. Dall’anno in cui sono iniziate le vendite, per tale complesso residenziale sono stati venduti ben 651 appartamenti su 655. Dopo la chiusura dell’esercizio è stata effettuata la vendita di altri tre alloggi e l’appartamento rimanente sarà trattenuto dal Gruppo Arsenal. Durante l’esercizio, sono proseguiti i lavori di costruzione e ristrutturazione di alcuni immobili di proprietà del Gruppo nelle strade immediatamente adiacenti a Highbury Square. Il primo blocco di otto appartamenti è stato ultimato ad aprile 2012 e posto in vendita.  A sud dell’Emirates Stadium si trova “Queensland Road”, destinata ad ospitare dei complessi residenziali, i cui lavori sono in corso da parte di Newlon Housing Trust, cui è stato venduto parte dello stesso sito nel febbraio 2010. Anche tali lavori sono continuati a progredire durante il 2011/12. L’area a nord-est dello stadio è stata oggetto di una permuta con Barratt, per la costruzione di tre torri, con alloggi destinati al mercato residenziale. I ricavi e i costi connessi al contratto Barratt saranno rilevati nel bilancio 2012/13. Esistono due siti rimanenti: Hornsey Road e Holloway Road, per i quali, unitamente alle autorità competenti di Islington, si stanno ancora verificando le possibilità di progettazione.
Il Patrimonio Netto.

Stato Patrimoniale in £000’s
Impieghi
Fonti
%
Capitale Investito Netto
   396,466
Patrimonio Netto
297,548
75%
Net Debt
98,918
25%
Totale
   396,466
Totale
396,466


Il patrimonio netto, che corrisponde ai “mezzi propri”, è positivo e ammonta a £ 297,5 milioni (€ 370,8 milioni). Rispetto all’esercizio precedente risulta un incremento di £ 29,6 milioni, dovuto all’utile conseguito. Essendo non negativo e in crescita, questo indicatore è conforme a quanto stabilito dal Regolamento del Fair Play Finanziario. Dal punto di vista strutturale, il patrimonio netto rappresenta il 38,9% del totale delle attività e finanzia il 75% del capitale investito netto. Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è positivo per £ 105,3 milioni (€ 131,2 milioni), con un incremento di £ 12 milioni rispetto al 2010/11.
L’Indebitamento Finanziario Netto.
La Posizione Finanziaria Netta del consolidato di Arsenal Holdings Plc è negativa per £ 98,9 milioni (€ 123,3 milioni). Nel 2010/11 si registrava un indebitamento finanziario netto leggermente inferiore e pari a £ 97,8 milioni. Le disponibilità liquide sono ingenti e sono pari a £ 153,6 milioni (€ 191,5 milioni) e rispetto all’esercizio precedente risultano diminuite di £ 6,6 milioni. Il debito finanziario lordo risulta diminuito di £ 5,5 milioni, assestandosi a £ 252,5 milioni (€314,7 milioni). Di questi solo £ 5,9 milioni hanno scadenza entro l’esercizio successivo.
I debiti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 23,6 milioni (£ 10,7 milioni nel 2010/11). Mentre i crediti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 16,5 milioni (£ 700 mila nel 2010/11).
In base al Regolamento del Fair Play Finanziario, l’indebitamento di natura finanziaria, al netto delle disponibilità liquide, e comprensivo dei debiti e crediti da trasferimenti calciatori, non deve essere superiore ai ricavi comprensivi di plusvalenze. L’Arsenal rispetta questo parametro fondamentale, a maggior ragione perché trattasi di debito “virtuoso” per la costruzione dello stadio.
Il Valore della Rosa.
Il valore contabile netto della rosa ammonta a £ 85,7 milioni (€ 106,8 milioni), mentre l’esercizio precedente era pari a £ 55,7 milioni (€ 69,4 milioni). L’incidenza sul totale dell’attivo non corrente è del 16,64%. La variazione è dipesa da acquisti per £ 78,3 milioni, cessioni per un valore contabile netto residuo di £ 6 milioni, ammortamenti per £ 36,8 milioni e svalutazioni per £ 5,5 milioni. Il valore contabile residuo basso dei calciatori ceduti ha permesso di realizzare un’eccedenza di plusvalenze per £ 65,5 milioni (€ 81,6 milioni). Il sito Transfermarkt stima il valore della rosa, attualmente, in £ 250 milioni.

Conto economico in £000’s
31/05/2012
31/05/2011
31/05/2010
31/05/2009
Biglietteria
       95,212
       93,108
       93,929
     100,086
TV e media
       84,701
       85,244
       84,584
       73,239
Merchandising
       18,303
       17,702
       12,613
       13,858
Commerciali
       34,212
       28,621
       31,360
       34,280
Ricavi settore immobiliare
         7,684
       30,282
     156,910
       88,287
Player trading
         2,901
            735
            460
         3,589
Totale fatturato
     243,013
     255,692
     379,856
     313,339
Costi operativi
-    259,337
-    233,786
-    344,305
-    274,826
Risultato operativo
-      16,324
       21,906
       35,551
       38,513
Proventi joint venture
            952
            822
            463
            455
Plus/minusvalenze calciatori
       65,456
         6,256
       38,137
       23,177
Ebit
       50,084
       28,984
       74,151
       62,145
Oneri finanziari netti
-      13,496
-      14,208
-      18,183
-      16,633
Risultato prima delle Imposte
       36,588
       14,776
       55,968
       45,512
Imposte sul Reddeito
-        6,995
-        2,143
         5,024
-      10,282
Risultato Netto
       29,593
       12,633
       60,992
       35,230

I Ricavi.
Il fatturato complessivo al netto della joint venture è stato di £ 243 milioni (€ 302,8 milioni), in diminuzione del 4,96% rispetto all’esercizio precedente. La flessione è dovuta al settore immobiliare, che evidenzia un fatturato di £ 7,7 milioni con un decremento di 22,6 milioni rispetto al 2010/11, che aveva registrato la vendita di 69 appartamenti del complesso residenziale di “Highbury Square.”, contro i 12 del 2011/12.
I ricavi senza plusvalenze del settore “Calcio” ammontano complessivamente a £ 235,3 milioni (€ 293,3 milioni), mentre nel 2010/11 erano pari a £ 225,4 milioni; pertanto, c’è stato un incremento del 4,4%. I ricavi da gare risultano pari £ 95,2 milioni (£ 93,1 nel 2010/11). I ricavi da diritti  tv ammontano a £ 84,7 milioni (£ 85,2 nel 2010/11). I ricavi da merchandising sono uguali a £ 18,3 milioni (£ 17,7 nel 2010/11). I ricavi commerciali registrano la cifra di £ 34,2 milioni (£ 28,6 nel 2010/11). I ricavi da prestiti calciatori aumentano a £ 2,9 milioni da 735 mila sterline del 2010/11.
L’Arsenal, per quanto riguarda il settore calcio, dipende per il 40,5% dai ricavi da gare e per il 36% dai ricavi TV.
Costo dei dipendenti.
Il costo del personale ammonta a £ 143,4 milioni (€ 178,8 milioni) e risulta aumentato del 15,3%, rispetto ai 124,4 milioni di sterline del 2010/11. L’incidenza sul fatturato netto del settore calcio è del 61% e se considerassimo anche le plusvalenze scenderebbe sotto il 50%, pertanto risulta conforme al regolamento del Fair Play Finanziario.
I costi operativi sono aumentati da 233,8 a 259,3 milioni di sterline, evidenziando un incremento dell’11%. Pertanto il risultato operativo è negativo per £ 16,3 milioni, mentre nel 2010/11 era positivo per £21,9 milioni.
Il Player Trading.
Il risultato da Player trading è determinato dalla differenza tra plusvalenze e minusvalenze, dagli ammortamenti sui diritti alle prestazioni dei calciatori, comprese eventuali perdite di valore, e dai ricavi per i calciatori in prestito. Nel 2011/12 il risultato da Player Trading è stato positivo per £ 26 milioni, nel 2010/11 era negativo per £ 14,7 milioni.
L’ammortamento dei giocatori è pari a £ 36,8 milioni, mentre nel 2010/11 era pari a £ 21,6 milioni, con un aumento del 69,9%. L'ammortamento dei giocatori è stato ampiamente compensato dai profitti sulla vendita di giocatori pari a £ 65,5 milioni (2011 - £ 6,3 milioni). Gli importi maggiori hanno riguardato le cessioni importanti di Cesc Fabregas, Samir Nasri e Gael Clichy.
La gestione finanziaria.
Gli oneri finanziari netti si sono ridotti a £ 13,5 milioni (nel 2011: £ 14,2 milioni). Nella sostanza, gli oneri finanziari derivano principalmente dal costo delle obbligazioni emesse per finanziare la costruzione dello stadio. Per tale motivo sono un costo virtuoso.
Breakeven Finanziario.
Al momento l’Arsenal non ha alcun problema a confrontarsi con il criterio del Breakeven Result” del Fair Play Finanziario e con le sue soglie di tolleranza. Il risultato prima delle imposte al 31 maggio 2012 è positivo per £ 36,6 milioni (€ 45,6 milioni), quello al 31 maggio 2011 era anch’esso positivo per £ 14,8 milioni. Se consideriamo l’utile netto, quello del 2011/12, risulta pari a £ 29,6 milioni (€ 36,9 milioni) ed è ormai il decimo risultato positivo consecutivo, per trovare un bilancio in perdita bisogna risalire all’ormai lontano 2001/02.
Conclusioni.
Molti sono i dati del bilancio consolidato da giudicare positivamente in ottica Fair Play Finanziario: dal Patrimonio Netto positivo, all’indebitamento finanziario inferiore ai ricavi e all’ottimo rapporto tra costo del personale e ricavi stessi, ma nonostante questi buoni risultati economici e finanziari, durante l’ultima campagna trasferimenti, l’Arsenal non è stato in grado di trattenere calciatori importanti come Van Persie.