giovedì 10 gennaio 2013

BSkyB porta in utile il Chelsea.



Luca Marotta


Chelsea FC plc, la diretta controllante di Chelsea Football Club Limited, ha chiuso il bilancio consolidato 2011/12 con un utile di £ 1.378.000, ma tra i componenti positivi del reddito sono esposte £ 18.375.000, derivanti da un operazione straordinaria: "Profit on cancellation shares", ossia proventi derivanti dalla cancellazione di azioni.
Nel 2010/11 nelle passività figurava la voce "non-equity preference share" (prestiti sotto forma di azioni con partecipazione agli utili, ma non al rischio del capitale) per £ 15 milioni. Il prestito, in questione, con diritto di partecipazione agli utili, faceva capo a BSkyB.
Il 31/01/2012 BSkyB ha cancellato queste azioni e il relativo dividendo maturato.
Il profitto derivante da tale operazione è stato di £ 18.375.000, di cui £ 15.000.000 per la cancellazione delle azioni e £ 3.375.000 per la rinuncia al dividendo.

mercoledì 9 gennaio 2013

Bilancio Palermo 2011/12: la “querelle” Pastore causa la perdita.



Luca Marotta
Il bilancio d’esercizio 2011/12 del Palermo si è chiuso con una perdita inattesa di € 4.011.700. Invece, l’esercizio 2010/11 si era chiuso con un utile di € 7.769.812. La perdita era “inattesa”, poiché la conclusione della vicenda legata alla cessione di Pastore ha determinato minori plusvalenze per € 8 milioni e maggiori costi per € 7 milioni. Tuttavia, ha influito anche la non brillante stagione sportiva conclusasi col sedicesimo posto in campionato, la precoce eliminazione dai preliminari di Europa League, con un alternarsi di allenatori (Pioli, Mangia, Mutti) e dirigenti (Sogliano), invero continuato anche per il 2012/13, fino alla scelta di Pietro Lo Monaco, dopo la parentesi Perinetti (col tecnico Sannino).
Il bilancio 2011/12 conferma che il Palermo rientra nei parametri stabiliti dal Regolamento del Fair Play Finanziario, ma la gestione necessiterebbe di una maggior “equidistribuzione” delle fonti di ricavo, che dipendono principalmente dai diritti TV e dalle plusvalenze.
La “querelle” Pastore.
Nella Relazione sulla gestione 2010/11, era stato scritto che Javier Pastore risultava ceduto al Paris Saint-Germain per un importo di 39,8 milioni di euro, oltre ad un bonus di 1,1 milioni alla disputa della 35^ gara ufficiale. Il valore contabile residuo era di € 2.980.000 e l’importo della plusvalenza realizzata era stato di € 36.980.000. Nella stessa Relazione sulla gestione, era evidenziato che dopo la cessione del calciatore, erano sorte contestazioni circa i “supposti diritti” rivendicati dall’agente Marcelo Simonian e su iniziativa del Palermo erano stati interessati i competenti organi di giustizia.
Nella Relazione sulla gestione 2011/12 è evidenziato che Javier Pastore è stato ceduto al Paris Saint-Germain sempre per un importo di 39,8 milioni di euro, ma il valore contabile residuo è di € 10.980.000 e la plusvalenza realizzata è di € 28.980.000 (€ 8 milioni in meno). In effetti, il contenzioso con l’Agente Fifa Marcelo Simonian è stato ricomposto su iniziativa del Palermo. Nella Relazione sulla Gestione si legge che il 02 luglio 2012 le parti hanno trovato un accordo ed è stato sottoscritto un “Verbale di conciliazione giudiziale”. In base all’accordo raggiunto il Palermo deve corrispondere all’agente Simonian l’importo complessivo di € 15.000.000, di cui € 8.000.000 “a titolo di compenso per la transazione”e € 7.000.000 “per le spese sostenute e la desistenza da ogni giudizio pendente”.
La continuità aziendale.
Per quanto riguarda il discorso della continuità aziendale, ossia la capicità di far fronte agli impegni finanziari nel futuro, possiamo registrare una conformità col Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario, non essendo stato mosso alcun rilievo nella Relazione della Società di Revisione Baker Tilly Consulaudit.
La struttura dell’attivo.
La struttura dell’attivo è caratterizzata dalla forte incidenza delle immobilizzazioni immateriali. Le immobilizzazioni finanziarie sono notevolmente aumentate per un prestito fruttifero alla controllata.
Il totale dell’attivo al 30/06/2012 ammonta a € 146,5 milioni (€ 107,8 milioni nel 2010/11) e registra un incremento del 35,8%. Le Immobilizzazioni sono pari a € 96,9 milioni (€ 59,5 milioni nel 2010/11) e registrano un incremento del 62,9%. Le Immobilizzazioni immateriali pari a € 75,9 milioni (€ 58,2 milioni nel 2010/11), rappresentano il 78,3% del totale delle immobilizzazioni ed il 51,8% delle attività. Le “migliorie su beni di terzi”, per € 298.617 riguardano le spese capitalizzate per lo stadio di proprietà del Comune “Renzo Barbera” e per lo stadio “Tenente Onorato” dove si allena la prima squadra. Le Immobilizzazioni finanziarie, pari a € 20,5 milioni, riguardano la partecipazione nella società “Mepal srl”, valutata € 651.132. Tale società ha chiuso l’esercizio al 30/06/2011 con una perdita di € 447.202. La Mepal era stata costituita per la commercializzazione dei prodotti a marchio “Palermo Calcio” ed era stata posta in liquidazione il 14/02/2008, ma tale procedura è stata revocata, al fine di utilizzare la stessa Mepal per il progetto del nuovo stadio.
La voce “Crediti verso imprese controllate” pari a € 19.563.976 concerne il credito verso la Mepal S.r.l. per un finanziamento fruttifero. Tale importo è stato determinato dalla necessità di dotare la controllata dei mezzi finanziari necessari per iniziare a sviluppare operativamente il progetto dei campi sportivi e dello stadio. Tuttavia a luglio 2012 tale finanziamento è stato rimborsa per € 9,9 milioni a causa dell’allungamento dei tempi tecnici richiesti.
L’Attivo circolante è pari a € 44,2 milioni e rappresenta il 30% dell’attivo. La voce più importante riguarda i crediti, che ammontano a € 43,7 milioni (40 nel 2010/11), con un incremento del 9,2%.
I ratei e i risconti attivi aumentano a € 5.394.139 e riguardano per € 3.485.532 due maxi canoni per contratti di leasing e per € 874.868 il risconto del diritto di prelazione relativo ad un contratto sottoscritto con una società calcistica estera con scadenza aprile 2014.
Il Valore della Rosa.
I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori netti sono pari a € 73.245.905, nel 2010/11 erano pari a € 57.448.145. La variazione è stata determinata da acquisti per € 58.354.987, incrementi di valore per € 8.475.289, cessioni per un valore contabile netto di € 28.719.443 e ammortamenti per € 22.313.073. Tra gli acquisti spiccano: Viviano (Inter) per € 10 milioni; Silvestre (Catania) per € 7 milioni;  Della Rocca (Bologna) per € 7 milioni; Barreto (Atalanta) per € 5.300.000; Viola (Reggina) per € 3.600.000; Mantovani (Chiedo) per € 3.500.000.
Tra gli incrementi di valore spicca Pastore per € 8.000.000 per il “costo mediazione”.
Le cessioni di calciatori avvenute per l’importo di € 55.774.000, hanno comportato degli storni dei rispettivi valori contabili per € 28.714.443, questo significa che sono prevalse le plusvalenze per € 27.054.557. La cessione più importante ha riguardato, come già scritto, Pastore per € 39,8 milioni con un valore contabile di € 10,8 milioni e una plusvalenza di € 28,9 milioni. Al secondo posto figura la cessione di Sirigu al PSG per € 3.895.000 con un valore contabile di € 21.600 e una plusvalenza di € 3.873.400. La cessione di Nocerino al Milan per € 500.000 ha determinato una minusvalenza di € 1.375.000.
I crediti per compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F., evidenziati tra le Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni registrano la cifra di € 401.500 (€ 3.591.000 nel 2010/11). La maggiore compartecipazione riguarda Glik (Torino) per € 300.000.
I debiti per compartecipazioni ex art. 102 bis N.O.I.F. ammontano a € 10,3 milioni. Tali debiti per compartecipazioni riguardano: Viviano con l’Inter per € 5 milioni, Della Rocca col Bologna per € 3,5 milioni e Viola con la Reggina per € 1,8 milioni. Possiamo stimare il valore della rosa al 30 giugno 2012 in € 73,3 milioni. Durante la prima campagna trasferimenti 2012/13, sono state perfezionate operazioni che hanno comportato cessioni per € 22.322.167 ed acquisti per € 23.978.742. Le principali operazioni in uscita sono state: Balzaretti alla Roma per € 4,5 milioni ed una plusvalenza di € 4.078.000; Pinilla al Cagliari per € 3 milioni e una plusvalenza di € 1,5 milioni; Cassani alla Fiorentina per € 2.750.000 e una plusvalenza di € 2.210.000. Per quanto riguarda gli acquisti l’investimento più importante ha riguardato Dybala dall’Instituto Cordoba (Argentina) per € 5.140.000. Attualmente il sito specializzato “Transfermarkt” stima il valore della rosa del Palermo in € 58,2 milioni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è positivo per € 26,1 milioni, mentre nel 2010/11 era positivo per € 30,1 milioni. I mezzi propri finanziano il 18% del totale dell’attivo ed il 27% delle immobilizzazioni. Il dato positivo del Patrimonio netto è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. La variazione negativa di € 4 milioni è dovuta alla perdita d’esercizio 2011/12.
Il Passivo.
I fondi per rischi e oneri risultano aumentati a € 3.145.310 da €.2.558.538 e riguardano accantonamenti per controversie legali e tributarie in corso per € 697.860 e per la restante parte accantonamenti per imposte differite, riguardanti l’IRES sulle plusvalenze e accantonamenti al Fondo Imposte per Irap di cui € 1.304.030 per la competenza 2011/2012; € 1.143.420 per la competenza 2010/2011. A fronte dei rischi che potranno derivare dall’interpretazione delle norme legislative, “prudenzialmente”, il Palermo ha accantonato l’Irap al fondo imposte. Tuttavia, la società rosanero ritiene non dovuta tale imposta. Il fondo per altri rischi è stato incrementato di € 500.000 per il contenzioso fiscale sorto in seguito ad avvisi di accertamento per gli esercizi 2004/2005 e 2005/2006. Il Palermo ritiene di definire le controversie per importi inferiori.
Il totale dei debiti ammonta a € 97,9 milioni (60,1 milioni nel 2010/11) e finanzia il 67% dell’attivo.
La voce più importante riguarda i “Debiti verso Enti –Settore specifico” per € 40,4 milioni (€ 19,6 milioni nel 2010/11), seguita da debiti verso fornitori per 24 milioni, debiti verso banche per 10,5 milioni, debiti per compartecipazioni per € 10,3 milioni, debiti verso soci per finanziamenti per 6,7 milioni, debiti tributari per 3,5 milioni. I debiti verso fornitori sono aumentati a causa del debito verso l’agente Simonian. I debiti tributari riguardano l’IVA di giugno versata a luglio per € 931.441 e le ritenute IRPEF riguardanti le mensilità di maggio e giugno per 2,6 milioni, versate nei mesi successivi.  La voce “Altri debiti”, pari a € 2.076.097, è costituita dai debiti per stipendi e collaborazioni e riguarda gli stipendi e dei compensi maturati nei mesi di maggio e di giugno, interamente pagati nei mesi di luglio e agosto. Trattasi di dati fisiologici in linea col Fair Play Finanziario.
I ratei e i risconti passivi aumentano a € 18.964.785 da € 14,7 milioni. Di questa cifra, € 11,1 milioni (14,4 milioni nel 2010/11) riguardano risconti passivi per la plusvalenza realizzata sulla cessione del marchio, realizzata con un contratto di “lease back”. L’importo di € 7,8 milioni riguarda ricavi di competenza dell’esercizio successivo.
La posizione finanziaria netta.
La posizione finanziaria netta ai fini del Fair Play Finanziario comprende anche i debiti e i crediti da calciomercato e deve risultare inferiore ai ricavi.
Gli amministratori del Palermo considerano nel calcolo della posizione finanziaria anche i crediti finanziari verso la controllata e i crediti e debiti da compartecipazione. In base a tale calcolo la posizione finanziaria netta, al 30 giugno 2012, risulta negativa per € 7.291.490 (€ 26,3 milioni nel 2010/11). Se non considerassimo tali poste, si avrebbe un indebitamento finanziario netto pari a € 17,2 milioni determinato da disponibilità liquide per € 41 mila; debiti verso banche per € 10,5 milioni e debito per finanziamento soci per € 6,7 milioni. In considerazione di un EBITDA positivo risulta essere un indebitamento finanziario sostenibile.
La voce “Crediti verso Enti –Settore specifico” è così composta: per € 25.898.500 da crediti verso le società calcistiche italiane; per € 2.910.000 da crediti verso le società calcistiche straniere; per € 498.064 da crediti verso la Lega in conto campionato. Il club maggiormente esposto è il Napoli per € 8 milioni, seguito dal Novara per € 6 milioni. Tra i club stranieri il PSG deve € 1.947.500.
La voce “Debiti verso Enti –Settore specifico” è così composta: per € 36.870.242 da debiti verso le società calcistiche italiane; per € 3.577.010 da debiti verso le società calcistiche straniere. L’importo maggiore riguarda l’Inter per € 6,3 milioni, seguito dal Novara per € 6 milioni e dal Genoa per € 5.150.000. Tra i club stranieri il maggior importo è del “Club Atletico Belgrano” per € 1.668.000.
Considerando anche i debiti e i crediti da calciomercato, l’indebitamento resta nettamente inferiore ai ricavi ed è in linea col Regolamento del Fair Play Finanziario.
I Ricavi.
Il valore della produzione è diminuito dell’1,7% e ammonta a € 96,5 milioni. Il 40% del valore della produzione è costituito dai diritti TV e il 37% dalle plusvalenze. I diritti TV sono diminuiti da € 40,7 milioni a € 38,5 milioni. Le plusvalenze da cessione diritti pluriennali aumentano da € 25.408.123 da € 35.452.331. La plusvalenza maggiore è quella di Pastore, che ha determinato anche un premio integrativo di € 1.100.000.
I ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori risultano pari a € 2.800.000, di cui € 2 milioni per la cessione temporanea di Cassani alla Fiorentina.
I ricavi da gare incidono solo per il 6% sul valore della produzione. Sono diminuiti del 40% a € 5.400.645. Gli abbonamenti sono diminuiti da € 4,2 milioni a € 3,1 milioni, mentre i ricavi da gare in casa sono stati pari a € 2,3 milioni.
La voce ricavi e proventi diversi, pari a € 4.068.205, comprende l’importo di € 3,3 milioni, quale plusvalenza per la cessione del marchio. Ai fini del Fair Play Finanziario la plusvalenza da cessione marchio non rileva.
I proventi commerciali registrano solo un’incidenza del 6% sul valore della produzione. In particolare, i proventi da sponsorizzazione aumentano a € 3.176.176, con una variazione positiva del 7,3%. I proventi pubblicitari ammontano a € 3.306.404, con una diminuzione del 24,8%; mentre i proventi commerciali e royalties risultano pari a € 95.000. Dal 18 novembre 2011, come “second sponsor”, sino al termine della stagione sportiva, il logo Burger King ha affiancato quello di Eurobet sulle maglie da gioco. Il 13 gennaio 2012 è stato sottoscritto un contratto di sponsorizzazione e licenza con Puma Italia S.r.l.. Dal 2012/13 al 2015/16, le squadre della Società indosseranno prodotti a marchio PUMA.
I Costi.
I Costi della produzione risultano aumentati di € 14,6 milioni (+17%), passando da 85,1 a 99,7 milioni. Il costo con maggior incidenza (40%) è quello del personale, pari a € 40,2 milioni, con un incremento del 10,3% rispetto al 2010/11. L’incidenza del costo del personale sul valore della produzione è del 42%, risultando abbondantemente in linea con quanto stabilito dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Se fossero escluse tutte le plusvalenze e gli atri ricavi legati al calciomercato, tale rapporto salirebbe al 69% circa, comunque nei limiti del fair play finanziario.
Gli ammortamenti e le svalutazioni, in totale ammontano a € 22,8 milioni, con un decremento del 3%. Ovviamente gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 144.937, mentre gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali ammontano a € 22.448.687, con un decremento del 1,1%. L’ammortamento della rosa calciatori ha registrato un decremento del 1,1% segnando la cifra di € 22,3 milioni. Il costo di gestione del personale, che comprende stipendi e ammortamenti, registra un’incidenza “virtuosa” sul valore della produzione, pari al 65%.
I costi per servizi sono aumentati a € 19.135.492 da  € 11.879.329, con un incremento del 61,1%. La voce che ha determinato l’incremento maggiore è quella delle “spese amministrative, pubblicitarie e generali”, che è passata da € 7.056.763 del 2010/11 a € 14.824.246. Tale voce comprende il costo dei consulenti esterni per le operazioni di calciomercato. Il consistente incremento della voce è dato dal costo, pari a € 7 milioni, delle prestazioni dell’agente Simonian a favore del calciatore Pastore. L’importo è stato definito nella Conciliazione giudiziale davanti al Tribunale di Palermo del 02/07/2012. Complessivamente i compensi corrisposti agli agenti sono stati pari a € 19,3 milioni. I costi per godimento di beni di terzi pari a € 4,3 milioni, registrano un decremento del 3% e comprendono canoni di leasing relativi al marchio per 3,7 milioni, e l’affitto dei campi sportivi per 513 mila euro circa. Gli oneri diversi di gestione, pari a € 11.309.667, risultano in aumento del 54%. Tra gli importi da evidenziare figurano le minusvalenze per cessioni calciatori pari a € 8.397.774. Le minusvalenze maggiori hanno riguardato: Rubens per € 1.875.000; Raggi per € 1,5 milioni e Nocerino per € 1.375.000.
La differenza tra valore e costi di produzione risulta negativa per € 3.189.736, mentre nell’esercizio precedente era positiva per € 13.064.414.
La gestione Finanziaria.
La gestione finanziaria risulta negativa per € 1.645.156. La gestione finanziaria dei bilanci delle squadre di calcio italiane comprende i risultati delle operazioni di riscatto delle comproprietà. I proventi da compartecipazione ex art 102 bis Noif sono stati pari a € 300.500, tra cui Darmian per € 300 mila. Gli oneri da compartecipazione ex art 102 bis Noif ammontano a € 1.650.500, tra cui Misuraca per € 1 milione.
Il Break-even.
Il risultato prima delle imposte risulta negativo per € 4.563.497, nel 2010/11 era positivo per €12,4 milioni. Le imposte sul redito del'esercizio sono pari a € 551.798.
Negli ultimi quattro anni si verificata un’alternanza tra risultati netti positivi e negativi: nel 2011/12 la perdita netta di esercizio evidenziata è di € 4.011.700; nel 2010/11 era esposto un utile netto di esercizio per € 7.769.812; nel 2009/10 era esposta una perdita di € 17.225.898 e nel 2008/09 il risultato d’esercizio era positivo per € 17.975.574.
Sotto il profilo del punto di pareggio e delle soglie di tolleranza previste, non risulterebbero problemi per il Break-even del Fair Play Finanziario.

mercoledì 2 gennaio 2013

Bilancio Napoli 2011/12: 14,7 milioni di utile netto! Step by step.



Luca Marotta
La società “S.S.C. Napoli S.p.A.” ha chiuso il bilancio 2011/12 con un utile netto record di 14,7 milioni di euro, al netto di imposte per € 11,6 milioni e ammortamenti per € 31,6 milioni, con un minimo apporto di plusvalenze (3,2% dei ricavi). Gli indicatori della gestione economica sono ottimi. Il risultato prima delle imposte è positivo per € 26,3 milioni, il valore della produzione ha raggiunto un livello record pari a € 155.929.550. Il margine operativo lordo (EBITDA) è positivo per € 57,8 milioni. Già il 2010/11 era stato caratterizzato da risultati record con un utile netto di € 4,2 milioni e un valore della produzione di € 131,5 milioni. I brillanti risultati raggiunti, a detta degli amministratori, confermano la validità della scelta gestionale del “progressivo consolidamento della prima squadra e della società”. In altri termini si è scelto di operare con la logica del “passo dopo passo” e, pur perseguendo tale logica, la società riesce a coniugare condizioni di equilibrio economico - finanziario con buoni risultati sportivi. Invero, la stagione 2011/12 ha risentito positivamente della partecipazione della prima squadra alla UEFA Champions League, che tra diritti TV e incassi da botteghino ha apportato ricavi per circa 37,3 milioni di euro.
La continuità aziendale.
Gli amministratori hanno redatto il bilancio in base al principio della continuità aziendale. La società Bompani Audit S.r.l. ha certificato il bilancio e non ha mosso alcun rilievo al riguardo. Nella Relazione del Collegio Sindacale si è attestato che le operazioni deliberate ed eseguite sono state improntate a principi di corretta amministrazione e tali da non implicare rischi per la continuità aziendale. In sintesi S.S.C. Napoli S.p.A. è in grado di far fronte nel futuro agli impegni finanziari presi, anche perché è una società che produce utili da sei esercizi consecutivi e non è indebitata dal punto di vista finanziario.
La struttura dell’attivo.
Il totale dell’attivo è aumentato di € 28,1 milioni assestandosi a € 138,2 milioni. Il 40,8% delle attività è costituito da immobilizzazioni. Le immobilizzazioni materiali sono trascurabili, essendo pari a € 385 mila, e non includono infrastrutture sportive. Tale particolare, può dare argomentazioni a sostegno della tesi che afferma che le squadre italiane, in passato (soprattutto anni ‘90), godevano di un vantaggio competitivo perché non investivano nelle infrastrutture sportive di proprietà, ma solo nella rosa dei calciatori.
Tra le immobilizzazioni immateriali è esposto l’avviamento per un valore contabile netto di € 4.215.385, con un costo storico di 19,5 milioni. L’avviamento è stato iscritto, con il consenso del Collegio Sindacale, per l’ammontare effettivamente pagato a tale titolo nell’ambito dell’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. Il costo è stato ammortizzato considerando un periodo di recupero pari a dieci anni.
La voce “Concessioni, licenze, marchi e diritti simili”, compresa tra le immobilizzazioni immateriali, ammonta a € 2.843.545, con un costo storico di € 13.172.768 e riguarda l’acquisto dei marchi sociali, della denominazione e altri segni distintivi, dei trofei ed agli oneri accessori che hanno caratterizzato l’acquisto del ramo d’azienda dal fallimento della S.S. Calcio Napoli S.p.A. nonché all’acquisto di licenze d’uso di software standardizzato.
L’attivo circolante rappresenta il 59,2% dell’attivo e le notevoli disponibilità liquide, pari a € 26,7 milioni, incidono per il 19,4% sul totale dell’attivo.
Il Valore della Rosa.
I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 48,2 milioni (€ 43,5 milioni nel 2010/11). L’incremento di € 4,7 milioni è dovuto a investimenti per € 39.314.000, a cessioni per un valore contabile residuo di € 7 milioni, ammortamenti per € 27,6 milioni. Nel 2010/11, per  tali diritti pluriennali sono stati investiti € 33.822.621 e nel 2009/10 € 54.650.000.
Nel bilancio della S.S.C. Napoli S.p.A., a partire dall’esercizio chiuso al 30 giugno 2008, i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono ammortizzati “a quote decrescenti”. Pertanto la maggior parte dell’ammortamento è concentrato nel cosiddetto “periodo protetto”, che ha una durata di due anni per i calciatori acquistati con 28 anni compiuti, e di tre anni per i calciatori con meno di 28 anni all’atto della sottoscrizione del contratto. L’ammortamento “a quote decrescenti” permette di limitare l’esposizione in bilancio di ingenti minusvalenze, successivamente al termine del “periodo protetto”. 
Tra gli acquisti effettuati emergono: Dzemaili Blerim (Parma) per € 9 milioni, Britos (Bologna) per € 9 milioni, Inler Gokan (Udinese) per € 8,8 milioni; Goran Pandev (Inter) per € 7,5 milioni.
Tra le cessioni spiccano: Ruiz Torres Victor, ceduto per € 8 milioni al Valencia, con un valore contabile di € 4,3 milioni e una plusvalenza di € 3,7 milioni; Sosa, ceduto per € 1,9 milioni al Metalist, con un valore contabile di € 1,4 milioni; Mannini, ceduto al Siena per € 900 mila.
I crediti da compartecipazioni ex articolo 102 NOIF ammontano a € 451.600 e riguardano principalmente la compartecipazione di Mannini col Siena per € 450 mila.
I debiti da compartecipazioni ex articolo 102 NOIF ammontano a € 1.500.000 e riguardano la compartecipazione di Dumitru con l’Empoli. 
Potremmo stimare, al 30 giugno 2012, un valore contabile della rosa, comprensiva di Lavezzi, pari a  € 47,2 milioni, che è molto al di sotto del valore di mercato. Si pensi che il sito Transfermarkt stima attualmente il valore della rosa del Napoli in € 187.650.000.
Per avere un’idea delle plusvalenze potenziali, basti pensare ai seguenti giocatori in rosa al 30 giugno 2012: Cavani con un valore contabile residuo di € 7,2 milioni (costo storico € 12 milioni); Lavezzi con un valore contabile netto di € 314.766 (costo storico € 5.829.000); Hamsik con un valore contabile netto di € 355.400 (costo storico € 5,5 milioni). Pandev e Inler non risultano ammortizzati perché acquistati nel giugno 2012.
Dopo la chiusura dell’esercizio il Napoli ha effettuato cessioni, tra cui Lavezzi, per un valore di € 32 milioni, conseguendo una plusvalenza di € 31,6 milioni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è positivo e ammonta a € 44.025.810 (€ 29.305.052 nel 2010/11). Rispetto al 30 giugno 2011, risulta in aumento a causa dell’utile dell’esercizio, che l’Assemblea ha deciso di non distribuire e accantonare a riserva.  Essendo non negativo è conforme a quanto richiesto dal Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I mezzi propri finanziano il 31,86% del totale delle attività e il 78,12% delle immobilizzazioni.
La struttura delle Passività.
Rispetto ad altri bilanci di squadre di calcio, quello del Napoli si differenzia per il fatto che espone la voce ratei e risconti passivi con saldo zero. In tale voce affluiscono in special modo i ricavi anticipati, ossia quei proventi inerenti alle stagioni future e già incassati. Tuttavia, tra i debiti nella voce acconti, pari a € 12,4 milioni, sono evidenziate anticipate fatturazioni inerenti quote proventi diritti TV per la stagione 2012/13 per € 11.716.679.
Il totale dei debiti è pari a € 93,1 milioni (€ 79,7 milioni nel 2010/11) e risulta in aumento del 16,8%. L’importo maggiore riguarda i debiti verso Enti Settore Specifico per € 43,3 milioni (€ 41,7 milioni nel 2010/11). Da sottolineare l’assenza di debiti bancari. I debiti verso la controllante pari a € 12,3 milioni, sono dovuti principalmente al meccanismo del consolidato fiscale. I debiti finanziano il 67,4% dell’attivo.
La Posizione Finanziaria Netta.
Utilizzando il criterio del Fair Play Finanziario, alla posizione finanziaria netta che è positiva, bisogna aggiungere il saldo tra crediti e debiti con i club.
La posizione finanziaria netta è positiva per € 22,8 milioni, poiché le disponibilità liquide ammontano a € 26,7 milioni e l’unico debito finanziario è un finanziamento soci di € 3,9 milioni.
I crediti verso società calcistiche per trasferimento calciatori ammontano a € 17,3 milioni. Gli importi maggiori riguardano: il credito per la cessione di Quagliarella alla Juventus ammontante a € 7 milioni e quello per la cessione di Ruiz al Valencia ammontante a € 5,5 milioni.
I debiti verso società calcistiche per trasferimento calciatori ammontano a € 42,7 milioni. Gli importi maggiori riguardano: l’Udinese con € 8,8 milioni per Inler e € 1 per Denis; il Palermo con € 8 milioni per Cavani; l’Inter con € 7,5 milioni per Pandev;  Bologna con € 6 milioni per Britos.
In sintesi, la posizione finanziaria netta è inferiore ai ricavi ed è conforme a quanto stabilito dal regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario.
I Debiti scaduti con dipendenti, fisco altri club.
I debiti verso il personale ammontano a circa € 7 milioni e risultano in diminuzione di 3,8 milioni. Essi rappresentano circa il 12% del costo del personale. Un dato, che si può considerare fisiologico e buono per il Fair Play Finanziario.
Gli amministratori hanno dichiarato che alla data di predisposizione del bilancio il Napoli non aveva debiti scaduti di natura tributaria e alla data di redazione della Relazione sulla Gestione degli Amministratori non esistevano contenziosi di natura tributaria non definiti.
I Ricavi.
Il valore della produzione ammonta a € 155.929.500 (€ 131,5 milioni nel 2010/11) e registra un incremento del 18,6%. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), calcolato dal 30 giugno 2005, è del 39,02%, ciò significa che il fatturato dal 2005 è cresciuto in media del 39,02% circa all’anno.
I Ricavi delle vendite e delle prestazioni risultano pari a € 25.104.097 (€ 22.070.392 nel 2010/11) e registrano un aumento del 14%. L’incidenza di tale voce sul valore della produzione e pari al 16,1%. Tale voce è composta da Ricavi da gare prima squadra in casa per € 17.472.338 (€ 17.700.025 nel 2010/11) e abbonamenti per € 6.342.793 (€ 4.370.367 nel 2010/11). Le gare da UEFA Champions League hanno apportato incassi per € 8.249.429. La capacità dello stadio San Paolo, ai fini dell’agibilità dell’impianto, è pari a 60.240 posti a sedere. Gli incassi per le partite esterne di Coppa Italia hanno contribuito con € 1,3 milioni.
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a € 26.699.223, registrano una diminuzione di € 496.792 (-2%). Essi incidono per il 17,1%. La riduzione è dovuta al calo degli Sponsor ufficiali scesi a € 7.750.000 da € 9 milioni. Lo Sponsor tecnico aumenta a € 6.668.760 da € 5.871.365. Gli Sponsor istituzionali hanno contribuito con € 6.525.293 (5,8 milioni, nel 2010/11), i Partner commerciali con € 3.581.843 e le Altre sponsorizzazioni con € 2.173.327.
Gli altri proventi pubblicitari ammontano a 432 mila euro e si riferiscono a ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari posizionati all’interno di prodotti editoriali e multimediali commercializzati nell’esercizio (calendari, banner sito web e gare amichevoli interne).
I Proventi commerciali e royalties sono pari a € 5.243.499 (€ 4.352.009 nel 2010/11) e registrano un decremento del 20,5% e incidono sul valore della produzione per il 3,4%. I Proventi da merchandising contribuiscono con € 1.192.862 (€ 760.397, nel 2010/11), i Proventi da licensing con € 3.709.515 (€ 3.160.324, nel 2010/11) e gli Altri proventi commerciali con € 341.122. La principale voce, Proventi da licensing, si riferisce a ricavi prodotti dallo sfruttamento del marchio “SSC Napoli”.
La voce “Proventi vari” ammonta a € 530.000 (€ 543 mila nel 2010/11). Già dal 2010/11 non si registrano i proventi da sfruttamento dei diritti d'immagine a causa dell’assenza di contratti relativi alla concessione dei diritti di immagine dei calciatori.
I Proventi da cessioni diritti radiotelevisivi risultano pari a € 85.810.687, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 58.446.611. L’incidenza sul totale dei ricavi è del 55%. L’incremento è dovuto ai proventi da competizione UEFA che aumentano da € 3.970.963 a € 29.128.000.
Le Plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori ammontano a € 5.016.973 (€ 9.137.522 nel 2010/11). Tali proventi incidono solo per il 3,2% sul valore della produzione.
Gli Altri ricavi e proventi diversi diminuiscono a € 7.093.071 da € 9.591.391. I Ricavi da cessione temporanea prestazioni calciatori hanno contribuito con € 600.000 (€ 5.963.125 nel 2010/11), mentre gli altri ricavi da gestione calciatori (utilizzo nazionali) hanno contribuito con € 1.454.654.
I Costi.
I costi della produzione, pari a € 129.683.970, aumentano del 12%. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), calcolato dal 30 giugno 2005 è del 28,4%, in misura nettamente inferiore a quello dei ricavi, segnale di un’ottima gestione economica protratta nel tempo.
Anche i costi del personale aumentano del 12%, mentre gli ammortamenti e le svalutazioni diminuiscono del 9%. Le suddette componenti negative di reddito incidono per il 69% (74,5% nel 2010/11) sul valore complessivo dei costi di produzione.
Gli ammortamenti per “Concessioni, marchi, licenze e simili” ammontano a € 1.317.432, l’ammortamento per l’avviamento ammonta a € 1.953.846. Sono stati svalutati crediti iscritti nell'attivo circolante per € 364.804.
I costi per godimento dei beni di terzi sono pari a 4 milioni e risultano in aumento del 9%. L’importo maggiore riguarda le locazioni operative per € 1,6 milioni, seguito dai diritti d’immagine calciatori per € 1.050.00 e dall’affitto campi sportivi e concessione uso stadio per € 938.358.
I Costi per prestazioni di servizi ammontano a € 16.490.874 (€ 12.892.462, nel 2010/11). Rispetto all’esercizio precedente i costi ricompresi nella voce sono incrementati del 28%. I costi specifici tecnici (scouting e gestione tecnica per la produzione TV), sono aumentati da 3,1 a 4,9 milioni; Le spese amministrative aumentano da 4,8 a 6,4 milioni. Nell’ambito di tale voce il compenso agli amministratori aumenta di € 1,1 milioni.
Tra gli oneri diversi di gestione, pari a € 17,4 milioni, il costo per l’acquisizione temporanea dei calciatori aumenta a € 13.540.610 da € 6.885.000 del 2010/11. Le minusvalenze sono pari a € 1.142.801. La minusvalenza maggiore ha riguardato Bucchi per € 800.109.
Il Costo dei dipendenti.
Il costo del personale registra la cifra di € 57.890.558 (€ 51.733.273, nel 2010/11), con
un incremento del 12%. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR), calcolato dal 30 giugno 2005 è del 16,8%. Ogni anno il costo del personale è aumentato in media ad un tasso meno che proporzionale a quello con cui sono aumentati i ricavi. Ciò costituisce un altro indicatore di sana gestione economica attenta all’aumento dei costi. L’aumento è dovuto prevalentemente agli stipendi dei calciatori e dei tesserati in genere. Tra gli altri costi, pari a 2,5 milioni, sono ricompresi gli oneri sostenuti a favore di calciatori per favorirne il trasferimento ad altri club.  Il totale dei compensi corrisposti ai tesserati è pari al 98% del totale dei compensi corrisposti al personale dipendente.
L’incidenza sui ricavi, ai fini del Fair Play Finanziario, è da elogio, essendo pari al 37,13%
L’ammortamento della rosa calciatori ammonta a € 27.659.371, mentre nel precedente esercizio era pari a € 29.556.320. Tale voce rappresenta l’87,5% degli ammortamenti totali.
La gestione complessiva del personale (stipendi e ammortamento cartellini) si mantiene entro livelli di eccellenza, incidendo solo per il 55% sul valore della produzione.
Il requisito del pareggio bilancio.
“S.S.C. Napoli S.p.A.” rispetta pienamente il requisito del pareggio di bilancio, imposto dal Fair play Finanziario. Il risultato prima delle imposte 2011/12 è positivo per € 26,3 milioni e per il 2012/13 i ricavi da Champions League sono stati ampiamente sostituiti dalla plusvalenza Lavezzi.
Si aggiunga che il Napoli ha chiuso gli ultimi sei esercizi sempre con un utile.
Conclusioni.
La stagione 2011/12 è stato il primo test per il salto di qualità definitivo a livello di club di rango europeo. Il risultato è stato caratterizzato da una buona partecipazione in Champions League, conclusasi con l’eliminazione agli ottavi ad opera del Chelsea, dalla vittoria in Coppa Italia e dal quinto posto in Serie A.
La definitiva consacrazione passerà attraverso il potenziamento della rosa, con sostituti all’altezza dei titolari, per reggere più fronti, e necessariamente si dovrà affrontare la problematica stadio e infrastrutture. Molto probabilmente accadrà con la logica del progressivo consolidamento, “step by step”.

martedì 1 gennaio 2013

Bilancio Inter 2011/12: l’indispensabile aumento dei ricavi ...



Luca Marotta
F.C. Internazionale Milano S.p.A. ha chiuso il bilancio dell’esercizio 2011/12 con una perdita di € 77.147.926, che trova la sua giustificazione, come affermato dal presidente Moratti, nell’ammontare ancora troppo elevato dei costi di produzione, nonostante si sia verificata una riduzione degli stessi di € 34 milioni, rispetto al 2010/11.
La politica gestionale caratterizzata dall’attenzione e dalla riduzione dei costi di produzione continuerà anche per la stagione 2012/13, per la quale si prevede una riduzione dei salari per circa € 40 milioni, mentre sul fronte ammortamento diritti pluriennali delle prestazioni calciatori la quota rimarrà invariata a circa € 60 milioni, a causa degli acquisti importanti operati durante l’ultima campagna acquisti. L’aumento dei ricavi è ritenuto “indispensabile” dal presidente Moratti per il riequilibrio definitivo dei costi. Il livello dei costi di produzione delineato per il 2012/13 risulta incomprimibile per il mantenimento della prima squadra a livelli di assoluto valore internazionale, pertanto, come detto, diventa fondamentale l’aumento dei ricavi commerciali, dei ricavi da partecipazione alla Champions League, dei ricavi per i diritti televisivi, dei ricavi da sponsorizzazione e dei ricavi da biglietteria.
La continuità aziendale.
Per quanto riguarda la continuità aziendale, ossia la capacità di poter far fronte e quindi di onorare impegni finanziari nel futuro, che è uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario, la società di revisione nella sua relazione, ha rilevato l’esistenza di perdite significative per € 77 milioni, che il patrimonio netto è negativo per € 21,3 milioni, che sussiste la situazione prevista dall’articolo 2447 del Codice Civile. Tuttavia, nei mesi di luglio e agosto 2012 il socio di riferimento, tramite Internazionale Holding Srl, ha effettuato versamenti per copertura perdite per complessivi € 7,1 milioni e ha prestato in modo infruttifero € 9,5 milioni . Inoltre, gli Amministratori hanno affermato che il socio di riferimento si è impegnato, come di fatto è avvenuto, a ripianare il deficit entro la data di approvazione del bilancio, confermando che “il socio di riferimento ha espresso il consueto impegno a supportare anche per il futuro, in caso di necessità, economicamente e finanziariamente la Società e su tale presupposto è stato redatto il presente bilancio di esercizio nella prospettiva della continuità aziendale.”
Quanto rilevato dai revisori, ma anche dal collegio sindacale, conferma che non si è in presenza di una gestione economica che si autofinanzia, ma di una gestione che necessità dell’intervento del suo socio di riferimento per far fronte agli impegni finanziari.
Si deve tener anche presente che il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attività e passività correnti è negativo per € 248 milioni, mentre nel 2010/11 era negativo per € 262,8 milioni.
La “ratio” del Regolamento del Fair Play Finanziario è quella di obbligare le società di calcio ad adottare sistemi gestionali che si autofinanzino, col principio del “non spendere più di quanto si guadagni”. Una gestione che si autofinanzi non ha bisogno dell’impegno del suo socio di riferimento, perché è in grado, da se stessa, di creare le risorse finanziarie per far fronte agli impegni.
Il Patrimonio Netto.
Il Patrimonio Netto è negativo per € 21,3 milioni, mentre nel 2010/11 era negativo per € 24,2 milioni. Essendo negativo non è conforme a quanto stabilito dal Regolamento sul Fair Play Finanziario. Il patrimonio netto al 30 giugno 2012 risulta composto da un capitale sociale pari ad € 40.820.763 (€ 42.439.114 nel 2010/11), da riserve per € 15.000.000 (30 milioni nel 2010/11), e dalla perdita dell’esercizio.
Nella parte straordinaria dell’assemblea è stato posto all’ordine del giorno un aumento di capitale sociale per 35 milioni di euro.
In relazione alla copertura della perdita di € 77.147.926 (€ 62.147.926 al netto della riserva esistente al 30 giugno 2012 di € 15 milioni destinata a copertura perdite in formazione), il socio Internazionale Holding s.r.l. dopo la chiusura dell'esercizio, dal 9 luglio al 22 ottobre 2012, ha eseguito dei versamenti in parte destinati a copertura delle perdite, in parte destinati in conto futuro aumento del capitale sociale, per un totale di € 28.136.868, che hanno ridotto le perdite da coprire ad € 40.820.763 e riportato il patrimonio netto da negativo a zero.
I versamenti eseguiti dal socio Internazionale Holding S.r.l., dopo il 30 giugno 2012, sono stati i seguenti: € 5.000.000 in data 9 luglio 2012; € 2.136.868 in data 2 agosto 2012; € 9.500.000 in data 2 ottobre 2012; € 4.000.000 in data 10 ottobre 2012; € 7.500.000 in data 22 ottobre 2012.
L’Indebitamento Finanziario Netto.
Per il regolamento del Fair Play Finanziario l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità, unitamente al saldo tra crediti e debiti per la compravendita calciatori, non deve essere superiore ai ricavi. Nel caso dell’ultimo bilancio d’esercizio di F.C. Internazionale questo dato risulta essere conforme a quanto stabilito dal Fair Play Finanziario.
I debiti verso le banche ammontano a € 87.650.213 (€ 68.889.091 nel 2010/11) e risultano in aumento del 27,23%. I debiti verso altri finanziatori ammontano a € 24.929.310 (€ 8.830.539 nel 2010/11), di cui 24,8 milioni riguardano un mutuo concesso dall’Istituto del Credito Sportivo a garanzia del quale c’è stata la cessione pro solvendo del credito vantato verso lo sponsor Pirelli S.p.A. (2012/13 e 2013/14) e una lettera di patronage da parte della controllante Internazionale Holding Srl.
Le disponibilità liquide sono pari a € 213.499, mentre nell’esercizio precedente erano pari a € 126.098.
I crediti verso società calcistiche ammontano a 98,7 milioni. Gli importi maggiori riguardano: il Genoa per 42,6 milioni; il Parma per 7,8 milioni; il Napoli per 7,5 milioni; il Cesena per 7,5 milioni; il Paris Saint Germain per 6,5 milioni ; ilPalermo per € 6,3 milioni e FC Anji per 6 milioni.
I crediti per compartecipazioni ex art. 102 NOIF ammontano a 16 milioni. Gli importi maggiori riguardano: Viviano (Palermo) per € 5 milioni; Caldirola (Cesena) per € 2,5 milioni; Alen Stevanovic (Torino) per € 2 milioni e René Khrin (Bologna) per 2 milioni.
I debiti verso società calcistiche ammontano a 124,3 milioni. Gli importi maggiori riguardano il Genoa per 61,8 milioni, il Cesena per 12,7 milioni, il Parma per 11,7 milioni e il Porto per 11 milioni.
I debiti da compartecipazione ex art. 102 NOIF ammontano a € 10,8 milioni. L’importo maggiore riguarda Obi Joel in compartecipazione col Parma per 3,2 milioni, seguito da Livaja Marko in compartecipazione col Cesena per € 2.250.000.
Gli altri debiti.
I debiti verso il personale, diminuiscono da 24,9 a 13,1 milioni di euro. Un dato da considerare “fisiologico” e rientrante nei canoni del Fair Play Finanziario.
I debiti per cessione dei crediti pro soluto, diminuiscono da 66,7 a 35,3 milioni di euro. Questi debiti riguardano la cessione ad un primario Istituto di Credito dei diritti TV 2012-13. Quanto sopra significa che dal punto di vista gestionale, si è fatto leva su parte dei ricavi della stagione 2012-13, per creare liquidità nel 2011-12.
I debiti verso fornitori diminuiscono a € 63,8 milioni da € 90,2 milioni del 2010/11. Tali debiti comprendono il debito verso la RAI per € 9,4 milioni e il debito verso gli Agenti FIFA pari a € 27,1 milioni (€ 37,5 milioni nel 2010/11). Nell’esercizio 2011/12 sono stati effettuati pagamenti agli agenti per € 12,6 milioni.
I debiti verso le controllate diminuiscono di 16 milioni circa da 89 a 73 milioni di euro. Tali debiti si riferiscono ai canoni di licenza d’uso dei marchi da pagare alla controllata Inter Brand S.r.l.. Nell’attivo tale voce è bilanciata da “Risconti attivi pluriennali per licenza d’uso marchi” pari a 56 milioni di euro.
I debiti tributari ammontano a € 22,6 milioni (€ 18,8 milioni nel 2010/11). L’aumento è dovuto a delle cartelle esattoriali connesse all’adesione ad avvisi di accertamento per rilievi ai fini IRAP, IVA e ritenute alla fonte per il periodo dal 2005 al 2007. Il debito complessivo di 7,7 milioni trovava parziale copertura nei fondi rischi per € 3,2 milioni per il resto ha causato la rilevazione di oneri straordinari.
In passato, si sono verificati numerosi contenziosi con l’Agenzia delle Entrate riguardanti gli anni dal 2001-02 al 2006-07: in tema di IRAP, cui si sono aggiunti contenziosi riguardanti i rapporti tra la società, i propri tesserati e gli agenti sportivi. Alcuni ricorsi pendono in Cassazione altri sono stati definiti in modo transattivo. E’ bene precisare che per il Fair Play Finanziario ciò che è oggetto di contenzioso tributario non può essere classificato come “debito scaduto”.
Il Valore della Rosa.
Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 148.587.795 e risulta aumentato del 3,92%. La variazione è dovuta ad investimenti per € 102 milioni, cessioni con un valore contabile netto di € 43,8 milioni ed ammortamenti per € 52,6 milioni.
Come già detto i crediti per i giocatori dati in comproprietà ammontano a € 16 milioni e i relativi debiti per i calciatori ricevuti in comproprietà sono pari a € 10,8 milioni. Pertanto, potremmo stimare il valore della rosa al 30 giugno 2012 per € 153,8 milioni. Tra i calciatori con valore contabile residuo più elevato spiccano: Pazzini per € 13.062.500 (costo storico:  € 19 milioni); Milito per € 12.240.000 (costo storico:  € 30,6 milioni); Fredy Guarin per € 11.750.000 (acquistato il 27/06/12 e non ammortizzato); Rodrigo Palacio per € 10.825.000 (acquistato il 06/06/12 e non ammortizzato); Ricardo Alvarez per € 9.212.000 (costo storico:  € 11,5 milioni); Wesley Snejder per € 8.452.174 (costo storico: € 18 milioni); Nagatomo per € 8.212.500 (costo storico: € 10,8 milioni).
I calciatori acquisiti prima del 1 giugno 2010 che potrebbero rientrare nella clausola di esclusione dal costo del personale per il bilancio 2011/12, sono: Snejder; Cambiasso; Chivu, Samuel, Julio Cesar; Lucio; Maicon; Milito; Stankovic; Zanetti; Cordoba, Orlandoni; Thiago Motta (in quota parte, ceduto il 31/01/12); Eto’o (in quota parte, ceduto il 23/08/2011).
I Ricavi
Il valore della produzione risulta pari a € 235.686.916 (€ 268,8 milioni nel 2010/11) e registra un decremento del 12,33%.
La voce più importante riguarda i proventi televisivi pari a € 80,9 milioni (86,4 milioni nel 2010/11), e ha un’incidenza del 34,3% (32,1% nel 2010/11). La riduzione, rispetto all’esercizio precedente è di circa 5,5 milioni.
La seconda voce per importanza è rappresentata dalle plusvalenze pari a € 44,4 milioni (51,4 milioni nel 2010/11) e ha un’incidenza del 18,8%. Il calciatore che ha determinato la maggiore plusvalenza pari a € 9,3 milioni è stato Samuel Eto’o, ceduto per 25,4 milioni all’Anji F.C.. Le altre plusvalenze di rilievo riguardano; Viviano ceduto al Genoa per € 10 milioni, con una plusvalenza di € 6.977.000; Pandev, ceduto al Napoli per € 7,5 milioni, con una plusvalenza di € 6,6 milioni; Caldirola ceduto al Cesena per 5 milioni, con una plusvalenza di pari importo; Santon ceduto al Newcastle per € 4 milioni, con una plusvalenza di € 3.997.000; Thiago Motta ceduto al Paris St Germain per € 7.179.000, con una plusvalenza di € 3.213.000.
Al terzo posto per rilevanza si colloca la voce relativa ai proventi televisivi da competizioni UEFA pari a € 31,6 milioni (€ 38 milioni nel 2010/11), con un’incidenza del 13,4% ed una riduzione di 6,4 milioni. Tale è molto importante perché nel 2012/13 verrà meno, perché sarà sostituita dai proventi da Europa League, che notoriamente sono di molto inferiori.
I ricavi da gare, comprese le quote degli Inter club diminuiscono da 33,9 a 23,2 milioni di euro. Tali ricavi incidono per il 9,9%. Gli abbonamenti sono diminuiti da 14,6 a 12,3 milioni di euro, i ricavi da Coppe Internazionali sono diminuiti da 6,8 a 2,6 milioni di euro e anche gli incassi da gare campionato diminuiscono da 8,3 a 6,5 milioni.
Le sponsorizzazioni sono pari a € 27,7 milioni (28,6 milioni nel 2010/11), con un’incidenza dell’11,8%. Pirelli ha contribuito con € 12.950.000 (11,9 milioni nel 2010/11), lo sponsor tecnico con € 11.442.000 (12,1 milioni nel 2010/11). Come già scritto, i ricavi 2012/13 e 2013/14 del contratto Pirelli sono stati dati a garanzia di un mutuo. I ricavi da pubblicità registrano la cifra di € 1,7 milioni (3,3 milioni nel 2010/11) ed un’incidenza dello 0,7%. Tuttavia ricordiamo che le gestione del marchio, con il relativo merchandising, è stata ceduta alla controllata Inter Brand S.r.l..
Le cause della riduzione dei ricavi, che è stata di 33,1 milioni, sono da ricercare nei minori ricavi da gare per € 10,7 milioni, nelle minori plusvalenze per € 7,1 milioni, nei minori introiti per diritti TV da campionato per € 5,6 milioni e nella riduzione dei ricavi da Champions League per € 6,4 milioni. Tali voci di ricavo sono strettamente connesse all’andamento sportivo della squadra, che non avendo conseguito l’accesso alla UEFA Champions League 2012/13, ha costretto a un ridimensionamento del budget. La società continua ad investire nel vivaio, infatti, i costi del vivaio capitalizzati aumentano da 3,7 a 4,7 milioni di euro (+26,98%).
Gli altri ricavi, pari a € 17.653.109, si riferiscono per € 5.154.000 ai servizi resi alle controllate e per € 4.498.000 a sopravvenienze per maggiori ricavi definiti successivamente alla chiusura dell’esercizio di competenza.
I Costi della Produzione.
I costi delle produzione ammontano a € 320.234.451 e risultano in diminuzione del 9,68%, quindi in misura inferiore al decremento dei ricavi. Il 51,6% di tali costi è rappresentato dal costo del personale e il 19% dagli ammortamenti.
Il costo dei dipendenti, al 30 giugno 2012 in rapporto al valore della produzione incide per il 70,1%, quasi entro il limite massimo stabilito dal Regolamento UEFA sul Fair Play finanziario. Il costo del personale risultante dal bilancio di esercizio è pari a € 165,3 milioni (€ 190,2 milioni nel 2010/11) e risulta in diminuzione del 13,1%. Come dichiarato in Assemblea per il 2012/13 si prevede un’ulteriore riduzione di circa 40 milioni. Tale riduzione dovrebbe far fronte al venir meno dei ricavi da Champions League. Forse potrebbe essere una chiave di lettura della “querelle” Snejder.
L'ammortamento delle immobilizzazioni immateriali incide per il 18,20% sui costi della produzione essendo pari a € 58,3 milioni (€ 56,7 milioni nel 2010/11) e risulta in aumento del 2,78% rispetto all’esercizio precedente. Questa voce, composta per la quasi totalità dall’ammortamento dei diritti alle prestazioni pluriennali dei calciatori, rappresenta il 98% degli ammortamenti. Gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive ammontano a € 52.571.000. Per il 2012/13, stante quanto dichiarato in Assemblea, si prevede di effettuare ammortamenti per € 60 milioni, a causa degli investimenti effettuati.
Il costo di gestione del personale, dato dalla somma dei salari e degli ammortamenti, incide sul valore della produzione per il 92%. Nella sostanza ogni 100 euro di ricavi, 92 sono assorbiti dalla gestione del personale (stipendi e cartellini).
I costi per godimento beni di terzi registrano un incremento del 28,26%, esponendo la cifra di € 28.762.869 (€ 22,4 milioni nel 2010/11). La causa dell’incremento è da ricercare nel maggior ricorso a calciatori in prestito che hanno comportato costi per € 6.390.000 (€ 700 mila nel 2010/11). Il prestito di Zarate dalla Lazio è costato € 2.700.000, quello di Guarin dal Porto € 1.500.000. La Sampdoria ha incassato 1 milione per il prestito di Andrea Poli e 1 milione per quello di Palombo. L’importo maggiore dei costi per godimento dei beni di terzi, riguarda il canone di licenza d’uso dei marchi per 16 milioni. Trattandosi di operazione con società controllata questo importo non ha effetti nel bilancio consolidato, che è il bilancio da considerare ai fini del Fair Play Finanziario.
Tra gli oneri diversi di gestione pari a € 29.939.000 spiccano le spese per l’organizzazione delle gare per € 6,3 milioni e le minusvalenze per € 5,9 milioni. Le minusvalenze da cessioni diritti pluriennali riguardano principalmente la risoluzione contrattuale di Lucio per € 2,6 milioni, quella di Rivas per € 833 mila. La cessione di Kucka al Genoa per € 13 milioni ha comportato una minusvalenza di € 241 mila.
La gestione finanziaria.
Va premesso che nella gestione finanziaria del conto economico di una squadra di calcio trovano allocazione anche i proventi e gli oneri da compartecipazione.
La gestione finanziaria 2011/12 risulta positiva per 11,2 milioni. Il risultato positivo è stato determinato principalmente dalla distribuzione di dividendi da riserve straordinarie da parte della controllata Inter Brand S.r.l..
I proventi finanziari ammontano a circa € 23,9 milioni. Oltre al dividendo di € 12,5 milioni distribuito dalla controllata, si sono registrati proventi da compartecipazione per € 11,4 milioni.
Gli oneri finanziari pari a € 12,7 milioni si riferiscono per € 3,7 milioni a oneri da compartecipazione e per € 9 milioni al costo dei debiti finanziari.
Il Punto di Pareggio del Fair Play Finanziario
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 76,9 milioni, mentre nell’esercizio precedente era negativo per 84,6 milioni. Ai fini del Fair Play Finanziario la perdita cumulata 2011/12 e 2012/13 non deve superare € 45 milioni.
E’ bene specificare che il bilancio da considerare ai fini della valutazione del Fair Play Finanziario non sarà il bilancio di esercizio di F.C. Internazionale Milano S.p.A., ma quello consolidato. FC Internazionale Milano S.p.A., in base a quanto stabilito dall’articolo 27 del Decreto Legislativo 127/1991, non è obbligata ai fini civilistici a redigere il bilancio consolidato, perché è controllata da Internazionale Holding S.r.l., che è la capogruppo che redige il bilancio consolidato. Il bilancio consolidato di FC Internazionale Milano S.p.A., viene comunque redatto per adempiere solo agli obblighi regolamentari richiesti dal “Manuale delle licenze UEFA” e dalle N.O.I.F..
Tuttavia, sembra inevitabile il ricorso alla clausola che prevede l’esclusione per il solo bilancio 2011/12 degli stipendi dei calciatori sotto contratto al 01/06/2010, che secondo delle stime molto approssimative potrebbe valere circa 80 milioni di euro; ma sarà fondamentale chiudere il bilancio 2012/13 con un perdita che mantenga il risultato cumulato entro i limiti.
Le Operazioni con parti correlate.
La capogruppo Internazionale Holding srl ha determinato sul bilancio di F.C. Internazionale Milano S.p.A. dei ricavi per adesione al consolidato fiscale per € 3,5 milioni e costi per € 8.881.
Il rapporto con la controllata al 100% Inter Brand s.r.l., ha comportato componenti positivi di reddito per € 4,5 milioni e costi per € 16.430.522, oltre alla distribuzione di dividendi per € 12,5 milioni, che hanno costituito proventi finanziari.
Il rapporto con la controllata al 100% Inter Futura S.r.l.  ha comportato solo costi per € 900 mila.
Il rapporto con M-I Stadio Srl (controllata al 50%) ha determinato ricavi per € 736.804 e costi per € 2.966.696.
Nel bilancio consolidato non vengono considerate le operazioni infragruppo.
Da notare che la sponsorizzazione Pirelli per € 12.950.000 è citata tra le operazioni con parti correlate. Ai fini del Fair Play Finanziario bisognerà dimostrare la sua congruità rispetto al criterio del “fair value”.

domenica 30 dicembre 2012

I conti in perdita del Benfica e i calciatori del fondo di investimento del Banco.



Luca Marotta
Il bilancio consolidato per l'esercizio 2011/12 del gruppo cui fa capo la squadra portoghese del Benfica si è chiuso con una perdita di € 11,7 milioni e con un patrimonio netto negativo di € 14,1 milioni. L’incremento del 10% del fatturato netto, dovuto ai proventi da competizioni UEFA, non è stato sufficiente a coprire l’aumento del costo del personale, degli ammortamenti della rosa calciatori e degli oneri finanziari, anche perché l’importo delle plusvalenze è diminuito.
L’indebitamento finanziario è aumentato e per reperire mezzi finanziari il Benfica ricorre alla vendita di quote di partecipazione sui diritti economici (esclusi i diritti sportivi) dei calciatori ad un fondo comune di investimento mobiliare.
Lo stadio di proprietà è tra le cause dell’indebitamento elevato. Per la costruzione dello stadio sono stati posti a garanzia anche i crediti derivanti dalle sponsorizzazioni e sono state date in pegno una parte delle azioni.
Durante la stagione 2011/12, attraverso gli investimenti effettuati nella rosa calciatori, il Benfica ha cercato di allestire una squadra competitiva sia a livello nazionale sia a livello europeo.
La stagione 2011/2012, dal punto di vista sportivo, è stata positiva. Il Benfica nelle competizioni europee ha raggiunto i quarti di finale di Champions League, ed è stato eliminato dal Chelsea FC, che ha vinto il trofeo. In campionato il Benfica ha conquistato il secondo posto ed ha guadagnato l'accesso diretto alla fase a gironi della Champions League 2012/2013. Ha vinto la Coppa di Lega, ma è stato eliminato nella fase iniziale della Coppa del Portogallo.
Il Gruppo.
Sport Lisboa e Benfica-Futebol S.A.D. è una società quotata in borsa, che ha partecipazioni in altre cinque società: Benfica Estádio – Construção e Gestão de Estádios, SA (100%), che si occupa della gestione, della costruzione, dell'organizzazione, della pianificazione e dello sfruttamento economico delle infrastrutture sportive; Clinica do SLB, Lda (50%), che si occupa della fornitura di servizi medici; Benfica TV, SA (49,998%), che si occupa della relativa televisione; Benfica Stars Fund (15%), che è un particolare fondo di investimento mobiliare; Benfica Seguros, Lda (2%), che svolge l’attività nel settore assicurativo.
Benfica Stars Fund è un fondo comune di investimento mobiliare chiuso. Tale fondo è gestito da “ESAF – Espírito Santo Fundos de Investimento Mobiliário, SA”. L'obiettivo del Fondo è quello di fornire ai partecipanti l'opportunità di accedere ad un portafoglio di attività costituito da un insieme di "diritti economici", che consistono nel diritto di partecipare, in percentuale, ai proventi derivanti dalla vendita o dal prestito a titolo oneroso dei diritti sportivi di calciatori di proprietà del Benfica. Ad esempio, tale fondo al 30 giugno 2012 possedeva il 10% di Ezequiel Garay per un valore di € 1.175.000, il 20% di Cardozo per € 4 milioni, il 20% di Javi Garci per € 3,4 milioni. Il totale di queste partecipazioni in portafoglio risulta essere pari a € 32.110.000.
Dalla fine di giugno del 2009, il gruppo è proprietario di uno stadio di 65.000 posti a sedere. Solo la società “Benfica Estádio, SA” è inclusa nel perimetro di consolidamento.
La proprietà.
Il club “Sport Lisboa e Benfica”, che ha emesso le azioni collocate in borsa è detentore del 40% delle azioni di “Sport Lisboa e Benfica-Futebol SAD”. Tali azioni sono denominate azioni di categoria A e detengono dei diritti speciali rispetto alle altre categorie di azioni, come ad esempio il diritto di veto su operazioni straordinarie. Al 30 giugno 2012, il club deteneva indirettamente un altro 27,38%: il 23,64% tramite “Sport Lisboa e Benfica, SGPS, SA”, che è la holding del gruppo e il resto tramite gli amministratori, tra cui Rui Manuel César Costa che detiene lo 0,04%. Notevole è anche la quota di Banco Espírito Santo, SA, pari al 7,97%.
La continuità aziendale.
I revisori di KPMG & Associados, al punto 8 della loro relazione al bilancio consolidato, hanno richiamato l’attenzione sul fatto che al 30 giugno 2012 risulta un patrimonio netto consolidato negativo per € 14.152.633, per tale motivo il Consiglio di Amministrazione ha avviato le procedure di cui all’articolo 35 del Codice delle Società Commerciali del Portogallo. Comunque, il bilancio consolidato è stato redatto sulla base del presupposto della continuità aziendale. Ma, la capacità di onorare gli impegni nel futuro dipende dal sostegno finanziario dei soci, dalla possibilità di ottenere finanziamenti esterni e dal futuro successo delle operazioni e, confidando in ciò, non è stata prevista alcuna ricapitalizzazione.
Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto consolidato, come già scritto, raggiunge un valore negativo di circa € 14.152.633. Nel 2010/11 il patrimonio netto era positivo per € 2.449.869.
Nel primo trimestre 2012/13, la situazione negativa è stata sanata grazie anche alle plusvalenze realizzate con le cessioni di Witsel allo Zenit per € 40 milioni e Javi Garcia al Manchester City per € 20 milioni, che hanno permesso di ristabilire un patrimonio netto positivo pari a € 9.727.397.
L’Indebitamento Finanziario Netto.
L’indebitamento finanziario lordo ammonta a € 281,3 milioni, di cui € 172 milioni a breve termine e € 12,8 milioni per derivati per copertura dal rischio di variazione del tasso di interesse.
Considerando che le disponibilità liquide sono pari a € 3,3 milioni, si dovrebbe avere un indebitamento finanziario netto di € 278 milioni. L’importo maggiore dei debiti finanziari riguarda i debiti bancari per € 109,5 milioni, di cui € 34,6 milioni a breve termine. In aggiunta ci sono debiti per “Commercial Paper” pari a € 32,5 milioni, prestiti obbligazionari pari a € 89,6 milioni, debiti per factoring per € 37 milioni.
Il debito bancario della società “Benfica Estádio” ammonta a circa € 69 milioni.
La banca maggiormente esposta è il Banco Espírito Santo, che è anche socio del Gruppo.
I crediti per la vendita di calciatori sono allocati tra i crediti verso clienti. L’importo complessivo ammonta a circa € 50,6 milioni. Il maggior credito del Benfica è nei confronti del Real Madrid e ammonta a € 32,5 milioni e riguarda le cessioni di Fábio Coentrão e Di María.
I debiti da calciomercato, allocati tra i debiti verso fornitori, ammontano a € 57,8 milioni, di cui € 24,2 milioni a lungo termine. Pertanto il saldo tra crediti e debiti da calciomercato è negativo per € 7,2 milioni.
Dal punto di vista gestionale, il rapporto tra indebitamento finanziario netto e EBITDA , lancia un campanello d’allarme, perché sale da 4,66 a 6,02.
Per quanto riguarda il Fair Play Finanziario, l’indebitamento finanziario netto unitamente al saldo da calciomercato è il triplo del fatturato netto, tuttavia anche se si potrà escludere l’indebitamento riguardante lo stadio e altri costi virtuosi, resta molto elevato.
Altri debiti e contenziosi.
Il Gruppo risulta debitore nei confronti delle terze parti, titolari di una percentuale sui diritti economici dei calciatori, per € 16,8 milioni, di cui circa € 7 milioni nei confronti di Benfica Stars Fund. Tali debiti sono allocati nella voce altri debiti, che complessivamente ammonta a € 38 milioni. Tra tali debiti vengono allocati anche i debiti verso il personale. I debiti verso il personale, come i premi ad obiettivo, vengono pagati entro il 5 del mese successivo. Pertanto, il saldo al 30 giugno 2012, pari a € 3,5 milioni, si riferisce all’ultimo mese. A tale saldo bisogna aggiungere un debito di € 1,2 milioni per i premi.
Esistono dei contenziosi dei contenziosi che, in base al parere dei consulenti legali, non determina la necessità di rimpinguare i fondi rischi già iscritti in bilancio, che complessivamente ammontano a € 6,2 milioni. Tuttavia, i fondi rischi sinora accantonati riguardano problematiche fiscali per accertamenti e problemi di natura interpretativa delle norme. Un altro contenzioso riguarda un ex amministratore che ha richiesto il riconoscimento di un debito nei suoi confronti per € 6,2 milioni.
Il Valore delle strutture.
Il totale dell’attivo ammonta a € 411.920.850; mentre nel 2010/11 era pari a € 382.078.816. Le immobilizzazioni materiali, pari a € 157,7 milioni, incidono per il 38% sul totale dell’attivo. I principali beni riguardano lo Stadio e il “Caixa Futebol Campus”, con relative attrezzature.
Il valore dei terreni è pari a € 35,8 milioni, gli edifici e le altre costruzioni mostrano un valore contabile netto di € 112,9 milioni. Il costo storico evidenziato in bilancio è di € 161,3 milioni.
Il Valore della Rosa.
Le immobilizzazioni immateriali nette aumentano da € 100,2 milioni a € 105 milioni. Tali immobilizzazioni includono i diritti di utilizzazione del marchio per € 11,4 milioni, i diritti economici sugli atleti, di cui non si detengono i diritti sportivi, per € 1,5 milioni (José António Reyes) e il valore contabile netto della rosa calciatori per € 92,1 milioni (€ 84,6 milioni nel 2010/11).
Gli investimenti effettuati nella rosa ammontano a € 47,4 milioni e riguardano principalmente Axel Witsel, Ezequiel Garay, Capdevila, Emerson, Mika, Michel e Luisinho. Le cessioni hanno permesso di incassare € 44,8 milioni, tra cui si segnala Fábio Coentrão (80% dei diritti economici) ceduto al Real Madrid per € 30 milioni; Roberto Gago (100% dei diritti economici) ceduto al Zaragoza per € 8,6 milioni. Le cessioni effettuate avevano un valore contabile residuo pari a € 9,7 milioni. Gli ammortamenti della rosa calciatori sono stati effettuati per € 25,7 milioni e la svalutazione da impairment test ha inciso per € 4,5 milioni.
I Ricavi.
I ricavi operativi consolidati al 30 giugno 2012, escluse le plusvalenze, sono pari a € 91.118.798 e hanno registrato un incremento del 10,1%.
La partecipazione in Champions League, che, per aver raggiunto i quarti di finale, ha generato un ricavo di € 22,4 milioni, rappresenta il valore più alto dei ricavi. I proventi UEFA hanno registrato un incremento del 60,2% rispetto alla stagione precedente. I ricavi da biglietteria registrano la cifra di 9,4 milioni, con un incremento del 40,4%. I ricavi per diritti TV ammontano a € 8,46 milioni (€ 8,41 nel 2010/11). I ricavi da sponsor e pubblicità aumentano da 14,2 a 17,1 milioni di euro. Quelli da merchandising sono pari a € 3,2 milioni.
Il saldo tra plusvalenze e minusvalenze è positivo per € 28,9 milioni. Le plusvalenze ammontano a € 30,6 milioni e risultano in calo di € 7 milioni rispetto al 2010/11. I valori calcolati sono esposti al netto degli importi proporzionali spettanti ai terzi. Le plusvalenze maggiori hanno riguardato la cessione di Fábio Coentrão al Real Madrid, e Roberto al Zaragoza.
I Costi.
I costi operativi, con esclusione dell’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali, ammontano a 83,6 milioni e registrano un lievissimo aumento dello 0,2%.
Il costo del personale è aumentato da 42,3 a 48,1 milioni di euro, con un incremento del 13,7%. L’incidenza di tale costo sui ricavi senza plusvalenze è del 53%, abbondantemente in linea col Fair Play Finanziario.
L’EBITDA consolidato ammonta a € 46,2 milioni, mentre nel 2010/11 ammontava a € 49,8 milioni.
Gli ammortamenti e le svalutazioni della rosa calciatori e dei diritti economici di atleti senza diritti sportivi, ammontano a € 31,3 milioni e registrano un incremento del 13,8%.
L'utile operativo consolidato, incluse le plusvalenze, per il secondo anno consecutivo risulta positivo ed ammonta a € 5,1 milioni.
La differenza tra proventi e oneri finanziari è negativa per € 16,9 milioni. Gli oneri finanziari sono aumentati da 18,4 a 22,8 milioni di euro. L’aumento degli oneri finanziari è conseguenza dell’aumento dell’indebitamento.
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 11,8 milioni, nel 2010/11 era negativo per € 7,6 milioni.
Il risultato netto consolidato presenta una perdita di circa 11,7 milioni, mentre nell’esercizio precendente la perdita era di € 7,7 milioni. 

domenica 23 dicembre 2012

I conti dell’Osasuna.


Luca Marotta


Il Club Atlético Osasuna è un’associazione e, non essendo una “Sociedad Anónima deportiva”, la legge spagnola prevede che il consiglio di amministrazione deve garantire il 15% delle spese del club, in base al bilancio preventivo. Dal punto di vista sportivo, l’Osasuna ha chiuso il campionato 2011/12 conseguendo il settimo posto, ad un solo punto dalla zona Europa League, che migliora il nono posto del 2010/11.
Dal punto di vista economico, il Club Atlético Osasuna ha chiuso l’esercizio 2011/12 con una perdita di € 1,7 milioni. Nell’esercizio precedente era stato registrato un utile netto di € 1,5 milioni.
Il fatturato netto ha toccato la cifra di 25,4 milioni, evidenziando un aumento di 1 milione di euro. Nel 2009/10 il fatturato netto era pari a € 24,8 milioni e nel 2008/09 a € 29,4 milioni.
I ricavi da gare sono pari a € 745.441,60 (€ 782 mila nel 2010/11). I ricavi da soci e abbonati non variano di molto e ammontano a € 5.980.891,44. L’aumento di 1 milione si registra nei diritti TV che aumentano da 14 a 15 milioni di euro. I ricavi commerciali ammontano a € 3,7 milioni, in linea con l’esercizio precedente.
Gli altri ricavi operativi, non compresi nel fatturato netto, diminuiscono a € 1.091.196,15, mentre nel 2010/11 erano pari a € 1.532.906,89.
Il costo del personale ammonta a € 23.457.456,33, registrando un aumento dell’1,22%.
Gli ammortamenti aumentano del 15,1%, da 4,1 a 4,7 milioni di euro.
Il risultato netto derivante dalle cessioni di immobilizzazioni è positivo per € 4.492.807,00, mentre nell’esercizio precedente era maggiore, essendo pari a € 8,4 milioni.
Il risultato della gestione finanziaria è negativo per € 1,4 milioni.
Il risultato prima delle imposte è negativo per € 1,7 milioni. Non essendo evidenziate imposte sul reddito, anche il risultato netto è dello stesso importo.
Nel 2010/11 il risultato prima delle imposte era positivo per € 1,5 milioni, nel 2009/10 era evidenziata un piccola perdita per € 41.853,42, nel 2008/09 la perdita era pari a € 192.754,01.
Il totale delle attività ammonta a € 83,4 milioni, nel 2010/11 era pari a € 85,3 milioni.
L’attivo non corrente è pari a € 46,1 milioni e registra un incremento del 9%. L’attivo non corrente comprende i diritti relativi alle prestazioni dei calciatori per € 10.218.131,93. Nel 2010/11 tali diritti erano pari a € 7.229.114,87. Secondo il sito transfermarkt, attualmente la rosa dell’Osasuna vale € 43 milioni e il pezzo pregiato è il difensore Miguel Flaño, con un valore di € 5 milioni.
Le immobilizzazioni materiali ammontano a € 31,6 milioni. L’Osasuna gioca a Pamplona in uno stadio capace di ospitare 19,800 spettatori. Tale stadio fino al 2011 era stato oggetto di  un’operazione di “marketing territoriale”, in quanto c’è stato un accordo di sponsorizzazione col Governo della Navarra, che prevedeva, per il diritto al nome, un compenso annuo di € 1,5 milioni, con la finalità di promuovere il turismo in Navarra.
L’attivo corrente è pari a € 37,3 milioni e risulta in diminuzione del 13%. I crediti ammontano a € 29,2 milioni, nel 2010/11 ammontavano a € 33,1 milioni.
Il patrimonio netto è positivo per € 14.565.865,29, ma in diminuzione rispetto al 2010/11. La variazione è dovuta alla perdita dell’esercizio. I mezzi propri finanziano il 17% dell’attivo totale.
Il passivo non corrente risulta pari a € 35.057.285,33 e finanzia il 42% dell’attivo.
Il passivo corrente ammonta a € 33,7 milioni e finanzia il 40% dell’attivo.
I debiti verso il personale ammontano a € 3,1 milioni (€ 1,8 milioni nel 2010/11) e rappresentano il 13% del costo del personale. Molto più elevato è il debito verso gli Enti Pubblici, che è pari a € 12,2 milioni, quasi il doppio rispetto all’esercizio precedente.
Il debito finanziario lordo ammonta a € 48 milioni (€ 54 milioni nel 2010/11) e finanzia il 58% dell’attivo. I debiti bancari ammontano a € 26,6 milioni (€ 31,3 milioni nel 2010/11) e finanziano il 32% dell’attivo. Considerato che le disponibilità liquide ammontano solo a 715 mila euro (€ 3,3 milioni nel 2010/11), si ha un indebitamento finanziario netto di 47,3 milioni di euro, che è quasi il doppio del fatturato netto.
I crediti verso enti sportivi ammontano a € 8,5 milioni (€ 17,3 milioni nel 2010/11), mentre i debiti verso enti sportivi risultano pari a 655 mila euro (€ 152 mila nel 2010/11). I crediti verso enti sportivi dovrebbe comprendere il credito verso il Malaga per la cessione di Nacho Monreal, che pare costituisca una dei problemi che hanno causato il provvedimento relativo all’esclusione delle competizioni UEFA a carico del Malaga.
Il bilancio preventivo per il 2012/13 prevede ricavi complessivi per € 29,8 milioni e il costo del personale preventivato è di € 19.070.000. L’importo totale dei costi previsti è uguale all’ammontare dei ricavi.

mercoledì 19 dicembre 2012

Il marchio dell’Inter e la partnership con R.C.S. Sport S.p.A.


Luca Marotta
jstargio@gmail.com

Inter Brand S.r.l. è una società unipersonale con attività diretta e coordinata da F.C. Internazionale Milano S.p.A., a sua volta controllata da Internazionale Holding Srl. La società è stata costituita come società-veicolo specializzata nella gestione del brand, per valorizzare al meglio i marchi “INTER” a livello nazionale e internazionale. In particolare, le attività svolte sono quelle di licencing, di merchandising, di gestione e sviluppo delle sponsorizzazioni di organizzazione delle scuole calcio e di operazioni attraverso internet e altri media. A decorrere dal 2010/11, la società ha un accordo di partnership con R.C.S. Sport S.p.A. della durata di quattro anni. Nell’ambito di tale contratto R.C.S. Sport S.p.A. si occupa della gestione e dello sviluppo delle sponsorizzazioni e della valorizzazione del marchio nerazzurro. Il rapporto tra le due società e definito “strategico” ed è finalizzato ad attrarre nell’orbita interista un numero selettivo e qualificato di aziende e partner commerciali. Invero, il rapporto con le società del Gruppo R.C.S. è ormai consolidato; infatti, negli anni pregressi erano stati stipulati con la società RCS Quotidiani S.p.A. quattro contratti di licenza del marchio per la produzione e la commercializzazione di DVD, medaglie dorate celebrative dell'Inter e dell'opera multimediale "La Grande Storia dell'Inter", e del magazine più un DVD celebrativo, con scadenza rispettivamente il 30 aprile 2012, il 19 aprile 2012, 18 settembre 2010 ed il 4 maggio 2011. Nel sito di RCS Media Group è specificato che RCS Sport - le cui attività sono strettamente legate a La Gazzetta dello Sport – è la Sport Business Company del Gruppo che organizza e gestisce alcune tra le principali manifestazioni sportive professionistiche a livello nazionale e internazionale, curandone anche la gestione dei diritti media, delle sponsorizzazioni pubblicitarie, del ticketing, del merchandising e del marketing e media relation. Inoltre è specificato che RCS Sport gestisce i diritti di sponsorizzazione per FC Internazionale. 
La storia di Inter Brand nasce con l’acquisto del marchio dell’Inter reso possibile grazie ad un prestito bancario.
La cessione dei marchi da F.C. Internazionale Milano S.p.A. ad Inter Brand S.r.l. avvenne in data 29 dicembre 2005 per un corrispettivo pari a € 158 milioni e contestualmente, con scrittura privata tra le parti, fu redatta la relativa scrittura di licenza d’uso dei marchi del valore complessivo di € 160 milioni, avente durata decennale con rate semestrali e con decorrenza dal 1° gennaio 2006. La cessione dei marchi non riguardò i rapporti con gli sponsor Pirelli e Nike ed i diritti televisivi, i cui proventi rimangono tuttora di esclusiva competenza di F.C. Internazionale Milano S.p.A. .
Il pagamento dell’acquisizione dei marchi “INTER” avvenne grazie all’erogazione di un finanziamento concesso da un primario Istituto di Credito. La capacità di rimborsare da parte di Inter Brand Srl è stata valutata positivamente sulla base di un piano economico finanziario redatto con il supporto della Price Waterhouse Coopers Advisory S.r.l, società scelta d’intesa con lo stesso Istituto di Credito. 
Con la controllante F.C. Internazionale Milano S.p.A., è stato stipulato anche un contratto di services che ha per oggetto, la sublocazione degli spazi per gli uffici ed il magazzino, i servizi legali, amministrativi, finanziari, di gestione del personale e tutti i servizi generali necessari per lo svolgimento dell’attività. 
I ricavi.
I ricavi delle vendite e delle prestazioni al 30 giugno 2012 ammontano a € 35,4 milioni e risultano in aumento di € 5,5 milioni. 
I ricavi per Licencing pari a € 18.024.361 sono prevalentemente connessi al contratto di utilizzazione del marchio da parte della controllante F.C. Internazionale Milano S.p.A., per il quale è previsto la corresponsione di royalties annuali per € 16 milioni. I ricavi derivanti dalla concessione di spazi pubblicitari, ammontanti a € 9,8 milioni, registrano un aumento di € 1,8 milioni e si riferiscono principalmente al contratto di collaborazione con R.C.S. Sport S.p.A.. L’organizzazione di gare amichevoli ha fruttato € 4,4 milioni ed ha registrato un aumento di € 2,7 milioni, dovuto ad un tour in Indonesia. L’attività di merchandising ha prodotto ricavi per € 772.987. I ricavi delle scuole calcio estive risultano pari a € 718.005 quelli delle scuole calcio estero ammontano a € 376.872. I ricavi per manifestazioni esterne derivano principalmente dal ritiro estivo di Pinzolo e ammontano a € 455.400.
I principali sponsor sono: la Regione Trentino Alto Adige, che ha ospitato l’Inter durante la fase di preparazione estiva; Volvo, SAP Italia Spa, Alitalia, Europ Assistance, Oknoplast e SKY Italia S.r.l..
I Costi.
Il totale dei costi operativi al 30 giugno 2012 ammonta a € 18,1 milioni e risultano in diminuzione di 597 mila euro. 
La voce di costo più elevata riguarda l’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali per € 8,8 milioni, seguita dai costi per servizi per € 6,8 milioni. I costi per servizi risultano in diminuzione di € 1,6 milioni, per la forte riduzione delle consulenze. I costi per il personale pari a 813 mila euro risultano in aumento di 403 mila euro, a causa dell’assunzione di un dirigente.
Il rapporto con F.C. Internazionale Milano S.p.A. ha generato costi per € 4.553.887.
Gli oneri finanziari sostenuti ammontano a € 4,5 milioni, mentre nel 2010/11 ammontavano a € 5,3 milioni.
Dal 2008 Inter Brand Srl ha aderito al consolidato fiscale con Internazionale Holding S.r.l. nella veste di capogruppo consolidante. L’Ires 2011/12 trasferita ammonta a € 3.561.923, mentre l’IRAP di competenza è pari a € 754.175.
Pertanto, l’esercizio chiuso al 30 giugno 2012 riporta un risultato positivo pari a € 8.174.316 (€ 3.765.059 nel 2011).
La situazione patrimoniale e finanziaria.
Il patrimonio netto, al 30 giugno 2012, pari a € 49 milioni finanzia il 26% dell’attivo (25% nel 2010/11), che mostra un totale di € 189 milioni. Il 27 giugno 2012 è stata deliberata la distribuzione di dividendi, relativi a riserve, a beneficio del socio F.C. Internazionale Milano S.p.A. per un totale di € 12,5 milioni. Tale delibera ha richiesto e ottenuto l’autorizzazione del Primario Istituto di Credito, che è il principale creditore.
La principale voce dell’attivo riguarda “concessioni licenze e marchi” che ha un valore contabile netto di € 101.053.075. Durante l’anno 2011/12 ci sono stati incrementi per € 11.802 e decrementi per ammortamenti per € 8,8 milioni. L’incremento riguarda la registrazione in Giappone dei marchi “SOLO INTER”, “INTER CLUB”, ed “FCIM”. Tale voce di bilancio include i marchi “Inter”, che vengono ammortizzati in 18 anni e costituisce il 53% del totale dell’attivo. I crediti verso le società controllanti ammontano a € 74,6 milioni e rappresentano il 39% dell’attivo. Quelli verso F.C. Internazionale Milano S.p.A., pari a € 72.975.478, rappresentano i canoni per la residua durata del contratto per la concessione d’uso del marchio. Le partecipazioni nelle società “Inter Brand China Co., Ltd” (60%) e “Shangai Inter Brand Co., Ltd” (100%) sono state svalutate. La società controllata “Inter Brand China Co., Ltd” è stata messa in liquidazione e il credito per finanziamento soci vantato nei suo confronti è stato svalutato per 17 mila euro, mentre il credito commerciale di € 61 mila è stato svalutato di € 43 mila. Anche nei confronti della società “Shangai Inter Brand Co., Ltd” il credito commerciale di € 143 mila è stato svalutato di € 108 mila.
Poiché i mezzi propri finanziano solo il 26% dell’attivo, si ricorre al capitale di terzi. I debiti bancari, pari a € 62.294.634, finanziano il 33% dell’attivo e costituiscono il residuo debito del finanziamento a medio lungo-termine di € 120 milioni per l’acquisto dei marchi. I debiti verso le società controllanti sono pari a € 16.063.260, finanziano l’8% dell’attivo. Di questi, € 12,5 milioni riguardano i dividendi di F.C. Internazionale Milano S.p.A. e 3,5 milioni Internazionale Holding S.r.l. per l’IRES da trasferire. A finanziare l’attivo contribuiscono anche i risconti passivi per € 59.158.423, che si riferiscono per € 56 milioni ai canoni di licenza d’uso marchi “INTER”.
L’operazione “cessione marchio” fu un’operazione molto importante, perché generò un’enorme plusvalenza nel bilancio 2005/06 di F.C. Internazionale Milano S.p.A. per 158 milioni di euro.