domenica 9 giugno 2019

Bilancio Fiorentina 2018: 14,6 milioni di perdita con calo di plusvalenze.




Luca Marotta


Il bilancio 2018 di ACF Fiorentina Spa rappresenta l’ultimo bilancio attribuibile per intero alla gestione della famiglia Della Valle. Il 6 giugno 2019 è stato diffuso il comunicato della cessione della società ACF Fiorentina Spa a Rocco B. Commisso (Link: http://it.violachannel.tv/vc13-dettaglio-breaking/items/id-06-06-2019_12-53-20_limprenditore-italo-americano-rocco-b-com.html). Rocco Commisso è Presidente e Amministratore Delegato di Mediacom Communications Corporation.

ACF Fiorentina Spa ha chiuso il bilancio d’esercizio al 31/12/2018 con una perdita netta di € 14.585.932. Mentre, l’esercizio solare 2017 si era chiuso con una utile netto di € 35.573.227 e il 2016 con una perdita di € 2.736.769.
Le plusvalenze sono crollate di 79,2 milioni di Euro. Dal record storico dell’esercizio 2017, in cui registrarono la cifra di € 88.748.498, nel 2018 si sono registrate delle plusvalenze pari ad € 9.536.846.
Inoltre, il fatturato netto, senza plusvalenze è diminuito da € 90,2 milioni a € 87,3 milioni.

Di fatto, la gestione economica della Fiorentina, durante la gestione Della Valle, è stata caratterizzata dal player trading, con la vendita dei calciatori importanti, onde realizzare delle plusvalenze al fine di realizzare una gestione economica equilibrata. Nel 2017 è stato ceduto Bernardeschi, che ha permesso di realizzare una plusvalenza di Euro 39.113.216; Vecino, che ha permesso di realizzare una plusvalenza di Euro 22.724.949 e Kalinic, che ha permesso di realizzare una plusvalenza di Euro 16.515.836. Nel 2016, era toccato a Marcos Alonso, che permise di realizzare una plusvalenza di 22,13 milioni di Euro. Negli anni precedenti sono stati ceduti calciatori, che hanno determinato plusvalenze importanti, come: Cuadrado; Jovetic e Nastasic.

Dal punto di vista sportivo, la prima parte dell’esercizio 2018, riguardante la parte finale della stagione sportiva 2017/2018, che si è conclusa all’ottavo posto in campionato, con 57 punti, non conseguendo “sul campo” il diritto alla partecipazione alle competizioni europee. Per quanto riguarda la Coppa Italia, è stata eliminata nei quarti di finale dalla Lazio.
La seconda parte dell’esercizio 2018, riguardante la parte iniziale della stagione sportiva 2018/19, che si è conclusa al sedicesimo posto in campionato, con 41 punti, non conseguendo la permanenza in Serie A 2019/2020. Per quanto riguarda la Coppa Italia, è stata eliminata in semifinale dall’Atalanta.

Il Gruppo.

La società appartiene al Gruppo “DIEGO DELLA VALLE & C. S.R.L.”, che predispone il bilancio consolidato. DIEGO DELLA VALLE & C. S.R.L. detiene il 97% delle azioni, pari a 7.275.000 e Andrea Della Valle l’1%, pari a 75.000. Il restante 2% delle azioni è detenuto dalla controllata Firenze Viola Srl, pari a 150.000 azioni.
La società controllata Firenze Viola Srl è detentrice del marchio Fiorentina e dei Trofei acquisiti dal fallimento della precedente società A.C. Fiorentina S.p.A. ed ha beneficiato del conferimento del ramo commerciale d’azienda. ACF Fiorentina Spa ha mantenuto: il Main Sponsor, lo Sponsor Tecnico, gli Sponsor Istituzionali, tutti i rapporti contrattuali riguardanti la cessione dei diritti di trasmissione, nonché tutti i proventi dalla biglietteria. Firenze Viola srl ha concesso ad uso esclusivo di ACF Fiorentina Spa l’utilizzo del marchio “Fiorentina”, a fronte di un canone annuo, per il 2018, di € 243.500.
La società ACF Fiorentina Spa detiene le partecipazioni totalitarie nelle società Firenze Viola Srl, Promesse Viola Srl, che si occupa di servizi inerenti vitto, alloggio, trasporto, supporto logistico per gli allenamenti e assistenza allo studio agli atleti del settore giovanile; Fiorentina Women's SSD a r.l., che ha per oggetto l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche del calcio femminile.
ACF Fiorentina Spa redige il bilancio consolidato ai soli fini del soddisfacimento della normativa FIGC.
Nel mese di marzo 2015, ACF Fiorentina S.p.A. ha acquisito una partecipazione del 15% della società Wadhawan Sports Private Limited che controlla il Pune City FC (INDIA), per originari € 1.753.270. Nel corso del 2016, il costo di tale partecipazione aumentò di Euro 750 mila, ma il valore della partecipazione e stato completamente svalutato in quanto i risultati economici di bilancio della società indiana presentano valori negativi. Alla data del 31.03.2018, la quota di partecipazione risulta scesa al 12,07%, per effetto dei versamenti di capitale ai quali la ACF Fiorentina non ha partecipato. Al 31.12.2018, il valore della partecipazione in bilancio risulta completamente svalutato.

Il valore del club.

Se fossero confermate le indiscrezioni di stampa (Link: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Fiorentina/04-06-2019/fiorentina-commisso-trovato-l-accordo-180-milioni-dellavalle-3302204041060.shtml e https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/06/fiorentina-ufficiale-commisso-e-il-nuovo-proprietario-della-valle-ai-tifosi-veri-dico-state-tranquilli-ai-cazzari-niente/5236535/) secondo cui il prezzo di vendita sarebbe stato di 170 milioni di Euro, si potrebbe affermare che tale prezzo corrisponderebbe a 1,77 volte il capitale investito netto e a 1,95 volte il fatturato netto.

La continuità aziendale.

Nella nota integrativa è scritto che la valutazione delle voci di bilancio è stata fatta nella prospettiva della continuazione dell'attività, “non sussistendo incertezze significative a riguardo”.

I Revisori della Deloitte & Touche S.p.A. non hanno evidenziato alcun richiamo o rilievo.

La struttura dell’attivo.

Gli impieghi sono rappresentati per il 61,5% dalle immobilizzazioni, per il 37% dall’attivo circolante e per l’ 1,5% da ratei e risconti attivi.

Causa la mancanza di uno stadio di proprietà gli investimenti infrastrutturali, confluiscono nelle immobilizzazioni immateriali. Tra le “Altre Immobilizzazioni”, pari ad Euro 4.802.003 (€5.606.469 nel 2017), sono compresi i costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi (Stadio e Centro sportivo). Nel 2018, sono stati realizzati interventi per Euro 627.086 (€169.310 nel 2017). Le “Immobilizzazioni in corso”, non risultano evidenziate.

Nuovo stadio.

Secondo gli Amministratori il 2019 sarà un anno decisivo per lo sviluppo del nuovo stadio. Infatti, dovrebbe essere completata la progettazione dell'impianto, che sarà costruito nell'area di Novoli, che è situata a Nord Ovest di Firenze e rappresenta l’unico quadrante di forte sviluppo della città.  Durante il 2018 sono state portate avanti, in accordo con l’Amministrazione Comunale, le attività propedeutiche alla definizione del progetto esecutivo. Tuttavia, gli Amministratori affermano che, alla data di redazione del bilancio, non è ancora possibile avere tempi certi per la realizzazione dell’impianto, a causa del vincolo legato allo spostamento del sito agroalimentare esistente nell’area destinata al nuovo stadio.

Anche nella Relazione sulla Gestione dell’esercizio 2018, gli Amministratori avevano scritto che per il Nuovo Stadio “la procedura urbanistica prevede diversi passaggi che, allo stato attuale, condizionano l’iter autorizzativo e non permettono di poter stabilire con ragionevole certezza i tempi di realizzazione del progetto. La Società Fiorentina auspica che, nel corso del 2018, vi siano i presupposti da parte di tutte le parti coinvolte per poter addivenire ad una definizione del cronoprogramma di progetto.”
Il 27 dicembre 2017 v’era stata la presentazione degli elaborati del progetto del nuovo Stadio e delle opere di urbanizzazione connesse.

Il 26 giugno 2018, con delibera di Giunta n. 306 è stato confermato dal Comune il pubblico interesse dell’iniziativa fino al 31/12/2018. La costruzione del Nuovo Stadio e collegata dal punto di vista urbanistico al trasferimento del mercato ortofrutticolo e al nuovo aeroporto di Firenze.

Sempre il 26 giugno 2018 è stata adottata con deliberazione n. 304 del 26/06/2018 la variante al Piano Urbanistico Esecutivo Castello, con l’indicazione, nell’ambito del Piano Particolareggiato Castello, della nuova ubicazione del mercato Mercafir.

Il 3 agosto 2018 ACF Fiorentina Spa ha inviato al Comune la comunicazione con la quale si informava la Pubblica Amministrazione che a settembre si sarebbero effettuati i sondaggi finali dell’area e, una volta approvata la variante del Piano Urbanistico Castello con la nuova localizzazione della Mercafir, si sarebbe proceduto ad affidare gli incarichi per completare il progetto nel più breve tempo possibile. Nella medesima lettera il Comune è stato invitato a comunicare eventuali criticità del progetto, con particolare riferimento anche al progetto del nuovo aeroporto, e a concordare con Fiorentina il cronoprogramma con apposito protocollo d’intesa con le tempistiche effettivamente ipotizzabili per realizzare l’importante iniziativa, precisando che nei 6 mesi successivi alla definizione della variante urbanistica per la ricollocazione della struttura mercatale si sarebbe proceduto a completare il progetto definitivo.

Il 6 novembre 2018 con delibera n. 2018/G/00513 è stato definitivamente approvato dalla Giunta della Città di Firenze il Piano Urbanistico Esecutivo, con la relativa previsione di spostamento della Mercafir nell’area Castello.

Il 28/12/2018 la Fiorentina ha presentato ulteriore documentazione tecnica anche in relazione alle indagini tecniche e ai rilievi effettuati, così come era stato preannunciato nella lettera del 3 agosto 2018. E’ stato richiesto al Comune di comunicare in modo ufficiale i tempi di disponibilità dell’intera area destinata ad ospitare il nuovo stadio di Fiorentina, anche al fine di poter predisporre un cronoprogramma delle operazioni da compiere completo e affidabile.
Infine, è stato richiesto di confermare il pubblico interesse per tutto il tempo necessario ad attuare l’iniziativa al fine di poter completare il progetto.

In considerazione delle incertezze in merito alle tempistiche di inizio e conclusione dei lavori e all’orizzonte temporale di recupero dei costi sostenuti, tali costi, contabilizzati tra le “Immobilizzazioni in corso”, per i progetti relativi alla costruzione del nuovo stadio, sono stati svalutati nell’esercizio 2017.
Secondo gli Amministratori l’attuazione del progetto del nuovo Stadio cambierà il futuro patrimoniale e sportivo del club. Secondo loro il nuovo Stadio potrà consentire “una crescita strutturata e significativa dell’azienda”, e alla squadra permetterà “di poter competere nell’arco di qualche anno per le posizioni più alte del campionato”.

Progetto nuovo Centro Sportivo
Nel dicembre 2017 il Consiglio di Amministrazione ha affidato specifico mandato al Consigliere delegato per le attività immobiliari, Daniela Maffioletti, per la ricerca sul territorio di un’area idonea per lo sviluppo del nuovo Centro Sportivo per la formazione dei giovani atleti. E’ stata selezionata un’area ubicata nel comune di Campi Bisenzio di circa 265.000 mq. Alla data della redazione del bilancio 2018 era in corso di definizione tra Fiorentina e i proprietari dell’area un contratto di opzione per l’acquisto dei terreni, con un termine ipotizzato per l’esercizio dell’opzione nell’autunno del 2019.

Concessione La Trave
In data 24/09/2018, per garantire in tempi brevi dei campi sportivi per l’allenamento delle squadre giovanili e della squadra femminile di Fiorentina, la Società ACF Fiorentina e UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) hanno presentato al Comune di Firenze uno studio di fattibilità con la previsione di interventi di innovazione e miglioramento all’impianto sportivo con project financing.



L’attivo, pari a € 231,72 milioni circa (€ 265,39 milioni nel 2017), risulta diminuito del 12,7%.
Le immobilizzazioni incidono sull’attivo per il 61,49%. I diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori rappresentano il 76,6% delle immobilizzazioni ed il 47,1% dell’attivo.
Il 13,4% delle immobilizzazioni, per l’importo di Euro 19. 052.517 (€19.159.340 nel 2017), riguarda le partecipazioni totalitarie in: Firenze Viola srl (€ 19 milioni); Promesse Viola Srl (€ zero); Fiorentina Women's SSD a r.l. (€52.517).

L’attivo immobilizzato comprende la Library acquistata dalla RAI, nel 2012, al prezzo di € 11.200.000. Il valore di tali diritti è stato determinato da un’apposita perizia redatta da un esperto indipendente ed in funzione dei flussi di ricavi che saranno conseguiti nel tempo e viene ammortizzato in 30 anni con decorrenza dal 30 Settembre 2012.
Contestualmente con la stessa Rai fu stipulata una transazione per l'utilizzo pregresso della Library per un importo di € 3 milioni, ed fu concesso il diritto trentennale di utilizzo della stessa Library sino al 2042, nonché il diritto di rinnovare il citato contratto di utilizzo della stessa dal 30 giugno 2042 al 30 giugno 2072 per € 1.000.000. Per l'utilizzo della “Libreria storica” la Fiorentina stipulò dei contratti con la RAI che genereranno ricavi sino al 30 Settembre 2042, già contrattualizzati per un valore complessivo pari a circa € 7.200.000, di cui € 1.336.568 di competenza del 2018 e per il quale risultano iscritti a bilancio risconti passivi oltre i dodici mesi per un importo pari a € 4.009.275.
In bilancio per i Diritti di brevetto Industriale, comprendenti anche il software per il controllo degli accessi allo stadio, figura una valore residuo di circa € 8.868.873.
Al 2012, risale anche un contratto con Infront Italy Srl, con cui è stato conferito l'incarico per la digitalizzazione, la catalogazione e l'organizzazione delle immagini appartenenti all'archivio RAI. Per la commercializzazione dell'archivio, dopo la cessazione degli accordi con la sola Infront, per le stagioni 2018/19, 2019/20 e 2020/21 sono stati siglati contratti di sfruttamento di tali archivi con Sky Italia S.r.l. per un corrispettivo annuo di € 1,3 milioni e con la stessa Infront Italy S.r.l. per un corrispettivo pari a € 200 mila annui.
I Crediti nei confronti della società controllante diminuiscono da € 22.907.019 a € 132.467 e si riferiscono alle somme che dovranno essere ricevute in forza del Consolidato Fiscale Nazionale ai fini IRES, a cui la società ha aderito in qualità di controllata. L’incidenza di tali crediti sull’attivo nel 2018 si riduce allo 0,1%.
I Crediti verso imprese controllate iscritti nell'attivo circolante diminuiscono da € 408.106 a € 251.681.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,63 (1,65 nel 2017), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,77 (0,95 nel 2017), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di poco di pagare i debiti a breve. Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono risconti passivi per € 20.420.567 (come dato riclassificato dagli amministratori nella Relazione sulla gestione).

Secondo la riclassificazione operata dagli amministratori, il Capitale Circolante netto è negativo per € 22,9 milioni, nel 2017 era positivo per € 19.985.944. Se non si considerassero i risconti passivi a breve pari a Euro 20.420.567 (€16.637.786 nel 2017), che sono ingenti a causa della contabilizzazione per anno solare e non per stagione sportiva, il capitale circolante netto aumenterebbe di molto.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, è il più importante per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario ed è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,902, superiore alla soglia minima stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,6.
Nella Relazione sulla Gestione è scritto che al 30/06/2018 il valore calcolato è stato pari a 0,97 ampiamente al di sopra della soglia minima stabilita dalla FIGC, che è di 0.6.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice, ma fondamentale domanda: quanto è stato investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi solo il fatturato netto e rapportandolo alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 35,1% (42,1% nel 2017), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 35,1 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, superiore ai due anni.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è negativo per € 20.464.294, e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si perderebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 8,2 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 26 Euro.

Il Valore della Rosa.



Il valore netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori risulta aumentato da € 97,56 milioni a € 109,1 milioni. La variazione è dovuta a investimenti per Euro 50,97 milioni, a cessioni per un valore contabile residuo per circa € 9,27 milioni, ammortamenti per € 30,1 milioni.
Durante la sessione invernale del calciomercato 2017/18 è stato ceduto in prestito il calciatore BABACAR K. al Sassuolo con obbligo di acquisto e a titolo definitivo HAGI Janis al Viitorul (ROM) per € 2.000.000; mentre sono stati acquistati a titolo definitivo KUKOVEC N. dal Maribor per € 700.000; DABO B. dal St. Etienne per € 3.000.000.
Le cessioni principali della sessione estiva del calciomercato 2018, sono state: BABACAR Khouma (Sassuolo) per € 7.000.000; GASPAR Boalvio (Sporting Lisbona) per € 4.500.000; TOMOVIC Nenad (Chievo) per € 1.000.000; BARONI Riccardo (Virtus Entella) per € 361.100; FERIGRA

I principali acquisiti hanno riguardato: HANCKO David (MSK Zilina) per € 3.800.000 MONTIEL Rodriguez (Real Dep. Mallorca) per € 2.000.000; PEZZELLA German (Real Betis) per € 9.750.000; LAFONT (Alban Toulose) per € 8.000.000; NORGAARD Christian (Brondby) per € 3.500.000; CECCHERINI Federico (Crotone) per € 3.000.000; VLAHOVIC Dusan (Partizan) per € 1.950.000; HANULJAK Marko (Mouscron) per € 1.500.000; BELOKO Medja (FC Sion) per € 265.000 DODARO Niccolò (Cosenza) per € 250.000 GORGOS Mark Aik Footbal AB (SW) per € 235.000 KOFFI Cristian (AS Monaco) per € 220.000 e SANTI Mattia (Padova) per € 100.000.
Durante la sessione invernale di mercato 2018/19, sono stati ceduti in prestito i calciatori: DIKS Kevin all’ Empoli per € 1.000.000; GILBERTO Moraes al Fluminense per € 60.000 e a titolo definitivo DIAKHATE Abdou al Parma per € 1.000; mentre sono stati acquistati a titolo definitivo RASMUSSEN Jacob Empoli per € 7.000.000; ZURKOWSKI Szymon (Gornik Zabre) per € 3.700.00; FRUK Toni (Mouscron) per € 1.500.000. E’stato acquistato a titolo temporaneo MURIEL Louis (Sevilla) per € 1.000.000.

La svalutazione dei diritti alle prestazioni dei calciatori, per € 60.402 ha riguardato le cessioni di calciatori avvenute nel corso della sessione di calciomercato di gennaio 2019 il cui corrispettivo di vendita è risultato inferiore al valore residuo. DIAKHATE Abdou al Parma per (€ 1.000).

Il Patrimonio netto.

Il patrimonio netto risulta positivo per € 89.861.570 (€ 104.447.501 nel 2017) e finanzia il 38,8% delle attività (39,4% nel 2017).
La variazione negativa di € 14.585.932 è dovuta alla perdita netta di esercizio di € 14.585.932.

Il rapporto tra patrimonio netto e diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori è pari a 0,82 (1,07 nel 2017). Tale indicatore significa che il valore contabile netto della rosa è finanziato anche con il ricorso a capitale di terzi, almeno in parte.



Secondo la riclassificazione operata dagli amministratori, il Capitale Investito netto è positivo per € 96,13 milioni, nel 2017 era positivo per € 125 milioni.
Il Capitale Investito netto è finanziato con mezzi propri per € 89,86 milioni (€ 104,4 milioni nel 2017) e con il debito finanziario netto per € 6,27 milioni (€ 20,57 milioni nel 2017).

La struttura del Passivo.

Il capitale di terzi finanzia il 61,2% delle attività (60,6% nel 2017).

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,63 (0,65 nel 2017).
Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.
Anche, se bisogna evidenziare che l’equity ratio è pari al 38,8% e per la Serie A italiana è uno dei migliori.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 31.12.2018 ammontano a € 97.989.554 (€ 117.169.796 nel 2017), da tale aggregato deve essere sottratto l’importo delle Attività Correnti (C.U.25/A del 18 dicembre 2018 della FIGC), mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 141,5 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti meno attività correnti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 0,17, comunque inferiore alla soglia massima consentita stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 1,5.
Nella Relazione sulla gestione è scritto che al 30/06/2018 il valore calcolato è stato pari a 0,17, ampiamente dentro i parametri FIGC, che prevedono come valore massimo 1,5.

I ratei e risconti passivi ammontano a € 24.429.841 (€ 20.852.465 nel 2017) e finanziano il 10,5% delle attività (7,9% nel 2017).
Le principali voci dei risconti passivi riguardano i Diritti TV stagione sportiva 2018/19 per € 15.450.205 (€ 11.868.586 nel 2017), Proventi da diritti di immagine archivio RAI per € 4.214.679 (€ 4.421.073 nel 2017), i Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali per € 994.127: e l’incasso netto da abbonamenti partite in casa per € 2.229.601.
I risconti passivi oltre i dodici mesi sono pari a € 4.009.275 e si riferiscono ai ricavi derivanti dalla cessione dei diritti dell’archivio Library RAI.
Nella nota integrativa è scritto che i debiti verso i tesserati, dipendenti e collaboratori, pari a Euro 4.331.263, riguardano il debito relativo alle mensilità di dicembre 2018, pagata nel mese di gennaio 2019 e i Debiti per Intermediazioni su trasferimenti da fatturare, pari a Euro 8.009.439 (€ 6.552.762 nel 2017), rappresentano il debito in essere relativo ai contratti sottoscritti con intermediari in occasione dei trasferimenti di giocatori, ancora non scaduti e, di conseguenza, non ancora fatturati.
Tale voce rispetto al saldo iniziale di € 6.552.762 si è decrementata di € 7.317.138 e si è incrementata di € 8.773.815. I maggiori incrementi riguardano BABACAR KOUMA per € 1.000.000; MONTIEL RODRIGUEZ per € 1.000.000 e VLAHOVIC DUSAN per €1.000.000 e il maggiore decremento riguardano MONTIEL RODRIGUEZ per € 500.000 e VLAHOVIC DUSAN per € 500.000.

La Posizione Finanziaria Netta.



I debiti finanziari, al 31 dicembre 2018 sono pari a € 12.930.000 (€ 8.978.000 nel 2017) e riguardano un finanziamento a breve termine verso società di factoring per operazioni di anticipo dei crediti relativi ai diritti televisivi della stagione in corso. Quindi trattasi di operazioni autoliquidanti in factoring, che si estinguono al momento dell’incasso dei crediti per cui si è richiesto l’anticipo.
Il debito fruttifero di interessi verso la società controllante pari a € 15 milioni, che figurava nel bilancio 2017 è stato rimborsato. Tale debito era fruttifero di interessi al tasso dell’1% sull’Euribor a 3 mesi, con scadenza 30/05/2018.

Le disponibilità liquide aumentano di € 3,25 milioni, da € 3,4 milioni a € 6,65 milioni.
I Crediti verso Enti settore specifico diminuiscono di € 29,25 milioni, da € 85.128.991a € 55.877.522.
In particolare, i crediti verso società calcistiche ammontano a € 34.188.700. Il maggior credito riguarda la cessione di BERNARDESCHI Federico alla Juventus e ammonta a € 13.330.000.

La voce Crediti verso Enti Settore Specifico per fatture da emettere, risulta pari a € 1.706.732 (€ 3.091.922 nel 2017) e comprende: il credito verso Lega di € 645.260, come stima della quota di competenza al 31/12/2018 dei Ricavi Collettivi ripartiti dalla Lega Serie A, che saranno distribuiti sulla base alla posizione di classifica finale; il credito verso la Sampdoria per € 550.000, legato alla risoluzione del contratto con Montella. Il credito verso la Lega riguarda; il credito verso Lega per € 472.071 per i ricavi connessi alla messa a disposizione del segnale audiovisivo e per la concessione dei diritti televisivi della stagione 17/18; il credito per € 39.400 verso la società West Bronwich, relativo al contributo di solidarietà per la cessione di Hegazy.

I debiti verso società ente settore specifico sono pari a € 60.306.713 (€ 69.346.686 nel 2017).
Il maggior debito riguarda il Genoa con € 8.000.000.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti. In genere tali debiti riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco, che nel caso della Fiorentina sono assenti.
L’indebitamento finanziario netto ai fini del Fair Play Finanziario assume segno positivo per  € 2,12 milioni ed è conforme a quanto auspicato dalla normativa.

Occorre evidenziare che il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui il debito l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione. Nel caso della Fiorentina, al 31.12.2018, sono assenti debiti per la costruzione del nuovo stadio.

Il Rendiconto Finanziario

L’ Indebitamento finanziario netto finale è migliorato positivamente di 14.301.545 Euro, da € - 20.572.845 a € 6.271.299, perché il CASH FLOW della Gestione Operativa corrente è stato positivo per Euro 56.900.221 (+62.622.908 nel 2017), soprattutto a causa di un CASH FLOW della Gestione Reddituale positivo per Euro 14.204.382 (+82.992.089 nel 2017) e il CASH FLOW delle ATTIVITÀ di INVESTIMENTO è risultato negativo per Euro  -42.598.676 (€-71.808.991nel 2017), soprattutto a causa di Investimenti in Diritti pluriennali, che hanno assorbito Euro 41.735.509 (€72.186.581 nel 2017).



In altre parole la gestione corrente è risuscito a fronteggiare il fabbisogno della gestione relativa agli investimenti, producendo un’eccedenza di Euro 14.301.545, che è stata impiegata in parte per il flusso dell’attività di finanziamento per Euro 11.048.000 e determinando variazioni di disponibilità liquide per Euro 3.253.547.

Controversie Legali e tributarie.

Il Financial Fair Play richiede che non vi siano debiti scaduti verso club, personale, ma anche verso il fisco o verso gli Enti Pubblici. Tuttavia, nel caso in cui si fossero concluse delle transazioni oppure instaurasse una controversia, argomentata e giudicata ammissibile, il debito non sarebbe considerato scaduto e si rientrerebbe nei parametri del Fair Play Finanziario.

La voce “Fondi per rischi e oneri” risulta diminuita da € 22.792.692 a € 19.325.644.

Nella Relazione sulla Gestione sono riportate per alcune controversie legali, legate alla vicenda “Calciopoli”, di cui è scritto è riportato l’esito come segue:
(i) nel procedimento penale n. 8248/2016 avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze a seguito di denuncia-querela presentata dalla società Victoria 2000 S.r.l., all’udienza del 20 aprile 2018 il GUP presso il Tribunale di Firenze ha assolto i membri del Consiglio di amministrazione di Fiorentina per i reati loro ascritti “perché il fatto non sussiste”;
(ii) nei procedimenti civili riassunti da Victoria 2000 S.r.l., Bologna Football Club 1909 S.p.A. e Brescia Calcio S.p.A. davanti alla Corte d’Appello civile di Napoli, con sentenza n. 326/2019, pubblicata il 24 gennaio 2019, la Corte d’Appello di Napoli ha (a) dichiarato estinto i giudizi riassunti dal Bologna Football Club 1909 S.p.A. e dal Brescia Calcio S.p.A. , disponendo che le relative spese restino a carico delle parti che le hanno anticipate e (b) rigettato le domande di risarcimento danni proposte da Victoria 2000 S.r.l. nei confronti - tra gli altri -di Fiorentina, compensando tra le parti le spese del grado di giudizio e di quello di Cassazione;
(iii) nel giudizio promosso davanti al Tribunale civile di Roma dal dott. Gazzoni Frascara (in proprio e quale amministratore unico della F.G.F. Finanziaria Gazzoni Frascara S.r.l.), in data il 19 dicembre 2018 il Tribunale di Roma ha disposto lo svolgimento di una consulenza tecnica di natura amministrativa, contabile, finanziaria e patrimoniale. La prossima udienza è fissata per il 6 maggio 2019.”
Per quanto riguarda tale ultimo giudizio, secondo le valutazioni dei legali della Società, il rischio di soccombenza è stato considerato come “remoto” (e comunque di impossibile valutazione nel quantum), pertanto gli Amministratori non hanno ritenuto che vi fossero ragioni che inducano ad ipotizzare che le richieste risarcitorie contro di essa rivolte possano trovare accoglimento; conseguentemente, non è stato effettuato un apposito accantonamento a fondo rischi.

La gestione economica.

Nell’anno solare 2018, la gestione economica ha visto il prevalere dei costi sui ricavi, poiché è stata caratterizzata dal decremento del valore della produzione del 43,6%, a causa soprattutto della diminuzione delle plusvalenze (-89,3%), e dal decremento dei costi della produzione in misura del 3,4%.
Il valore della produzione, pari a € 104.154.995 (€ 184.779.269 nel 2017), è diminuito del 43,6% e dipende per il 9,2% dalle plusvalenze e per il 55,4% dai diritti televisivi.
I costi della produzione ammontano a € 124.619.289 (€ 128.993.414 nel 2017) e risultano in diminuzione di € 4,37 milioni (-3,4%). Tale decremento è riconducile soprattutto alla riduzione dei costi del personale per 6,27 milioni. I costi della produzione dipendono per il 45,9% dai costi del personale; per il 27,2% dagli ammortamenti; per il 15,4% dai costi per servizi.
La differenza tra valore e costi della produzione è negativa per € 20,46 milioni. Tale circostanza è un sintomo dell’esistenza di uno squilibrio economico. Tuttavia, grazie alle plusvalenze, nel 2017 la differenza tra valore e costi della produzione era positiva per € 55,78 milioni e nel 2016 era negativa per € 2,16 milioni. L’ EBITDA risulta positivo per Euro 13.483.553; mentre nel 2017 era positivo per Euro 88.614.329 e nel 2016 era positivo per Euro 29,67 milioni.



L’evoluzione nel tempo, dal 2009 in poi, del confronto tra fatturato netto senza plusvalenze e costo del lavoro allargato (costo del personale+ammortamenti) dimostra come dal 2010 in poi il fatturato netto sia risultato sempre inferiore al costo del lavoro allargato, con una tendenza al riallineamento che è iniziata solo dal 2015. Il che vuol dire che la gestione economica della Fiorentina dal 2015 in poi persegue l'obiettivo di contenere il costo degli ingaggi dei calciatori e il costo dei relativi cartellini entro i limiti del fatturato netto senza plusvalenze.



I Ricavi.

I ricavi da gare diminuiscono di € 535 mila, da € 7,71 milioni a € 8,24 milioni, con un incremento di circa il 6,8%. I Ricavi da gare Europa League, causa la mancata partecipazione alla competizione di Europa League, sono pari a zero (€ 359.198 nel 2017). I ricavi da gare in Casa – Campionato ammontano a € 4.004.137 (€ 2.635.435 nel 2017); mentre i Ricavi per abbonamenti diminuiscono di € 222.601, da € 4.457.131 a € 4.234.530. Nel 2018 mancano Ricavi Gare in Casa - Coppa Italia (70.790 nel 2017) e Ricavi Gare fuori Casa - Coppa Italia (€ 190.700 nel 2017).
Complessivamente nell’anno solare 2018 sono state disputate in casa 19 partite in mento, ossia 3 partite in meno rispetto al 2017, in cui ne furono disputate 22.
Precisamente sono state disputate solo gare di Serie A, lo stesso numero del 2017; non sono state disputate gare di Competizioni UEFA (1 nel 2017) e non sono state disputate gare di Coppa Italia (2 nel 2017).
Nella Relazione sulla Gestione si legge che nella stagione sportiva 2017/2018 le medie spettatori sono state 26.092 presenze medie Campionato, contro una media nazionale spettatori (fonte Osservatorio Calcio Italiano) di 24.764 e 7.038 presenze medie per la Coppa Italia. Il numero di abbonati 2017/2018 è stato di 15.140, per un incasso netto di circa 4,4 milioni di euro.
Nel primo semestre della stagione sportiva 2018/2019 la media spettatori in Campionato è stata di 31.262 spettatori, contro una media nazionale spettatori (fonte Lega Serie A) di 25.172.

Il numero di abbonati 2018/2019 è stato di 21.738, per un incasso netto di circa 4,4 milioni di euro; mentre, la campagna abbonamenti 2017/18 si era chiusa con 15.040 abbonamenti, per un incasso di circa € 3,9 milioni

La voce “Ricavi da sponsorizzazioni” diminuisce da € 8,88 milioni a € 7,22 milioni. Tale voce comprende: Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali e tecnici per € 6.080.457 (€ 6.952.877 nel 2017); altre sponsorizzazioni commerciali per € 1.139.619 (€ 1.925.681 nel 2017).
Il contratto di sponsorizzazione come Main Sponsor con Vorwerk Folletto, che è iniziato nella stagione 2016/17, è terminato il 30 giugno 2018. Nel bilancio 2018 risulta per i Ricavi da sponsorizzazioni ufficiali la cifra di € 1.880.197 (€ 3.050.671 nel 2017).
 Per quanto riguarda lo sponsor tecnico “Le Coq Sportif”, che ha contribuito con € 4.200.260 (€ 3.902.205 nel 2017), il contratto di sponsorizzazione è proseguito, in base al contratto quinquennale, stipulato nel luglio 2015, che prevede, oltre ad un compenso fisso, dei bonus variabili ad obiettivo sportivo e delle royalties sulle vendite dei prodotti oggetto della licenza.

I “Proventi pubblicitari”, aumentano del 19,5%, da € 4.407.250 a € 5.267.072.
I “Proventi commerciali e royalties”, pari a € 863.995 (€ 707.822 nel 2017), si riferiscono ai ricavi derivanti dall’attività di merchandising e di licensing relativi al contratto di sponsorizzazione tecnica con “Le Coq Sportif”.
I ricavi TV della Serie A ammontano a € 57.670.132 (€ 54.360.528 nel 2017), di cui € 26.745.132 con 19 partite (€ 30.925.000 nel 2016/17, con 19 partite) riguardanti la stagione sportiva 2017/18 ed €   25.532.727, con 19 partite (€26.745.132 nel 2016/17, con 19 partite) riguardanti la stagione sportiva 2018/19.
A causa della mancata partecipazione alla competizione di Europa League nelle stagioni 17/18 e 18/19, i “Ricavi da competizioni Uefa”, mancano e pertanto risultano in diminuzione di circa € 4,3 milioni, rispetto all’esercizio precedente.

Per quanto riguarda gli altri ricavi, la voce “Proventi vari” ammonta a € 5.302.466 (€ 10.988.496 nel 2017) e comprendono: Ricavi Collettivi Lega Nazionale Professionisti per € 2.256.786 (€ 1.516.125 nel 2017); Proventi accessori diritti televisivi per € 1.365.080 (€ 1.535.693 nel 2017); Diritti di trasmissione radiofonici per € 102.932.

La voce “Ricavi e proventi diversi”, pari ad € 2.699.729 (€ 3.193.494 nel 2017) comprende i ricavi derivanti dal contratto di sfruttamento dell’archivio immagini della RAI per € 1.336.568 , e gli indennizzi assicurativi per € 111.308.

Il Player Trading.

Nel 2018 la gestione del Player trading è negativa. Tuttavia, occorre ribadire che nel corso degli anni tale gestione si è rivelata fondamentale, con 271 milioni di Euro di plusvalenze in 10 anni, per garantire l’equilibrio economico.



Le plusvalenze sono inferiori al costo annuale dei cartellini, perché sono diminuite da € 88,75 milioni a € 9,54 milioni. La plusvalenza più importante è stata quella di BABACAR (Sassuolo) con €5.722.061, seguita da quella di GASPAR B. (Sporting Lisbona) con €2.076.962; HAGI I. (Vitorul) con €1.316.768 e BARONI R. (Entella Chiavari) con € 313.032.

Le minusvalenze registrate diminuiscono da € 1.507.538 a € 1.423.104. La minusvalenze più importante è stata quella di SANCHEZ C. (West Ham) per € 1.267.216.
I Ricavi da cessione temporanea calciatori aumentano da € 684.622 a3.215.440. Il prestito di Babacar al Sassuolo ha permesso di ricavare, nell’anno solare 2018, Euro 3.000.000.
Il costo dei prestiti di calciatori ammonta ad Euro 2.659.131 (€2.322.042 nel 2017).
I Costi per acquisizione temporanea calciatori ammontano a € 2.659.131 e riguardano principalmente: PJACA M. (Juventus) per € 892.966; FERNANDES EDMILSON R. (Aston Villa) per € 381.665; MIRALLAS C. (Everton) per € 341.114; PEZZELLA G. (Real Betis) per € 320.281; DIAS G. (Monaco) per € 281.931; LO FASO S. (Palermo) per € 178.618 e SPORTIELLO M. (Atalanta) per € 169.476.
L’ammortamento dei calciatori è pari a € 30.106.137 (€ 28.116.581 nel 2017).
La voce Altri Proventi da Gestione Calciatori, pari ad Euro 4.140.573 (€ 5.096.247 nel 2017), comprende il premio, ricevuto dal Milan, per il trasferimento del calciatore Kalinic per € 2.500.000 e quello ricevuto dall’Inter per BORJA Valero per € 500.000.

La voce Altri Oneri di Gestione Calciatori, pari a € 3.379.128 (€ 5.527.459 nel 2017), comprende il premio a favore dello Sporting Lisbona per GASPAR BOALVO M. ammontante a € 1.000.000.  

I Costi.

Il costo del personale è diminuito da € 63,46 milioni a € 57.190.813. Si è registrato un decremento di circa € 6,27 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 54,9% e sul fatturato netto del 65,5% (70,3% nel 2017; 74,7% nel 2016 e 80,7% nel 2015). In particolare, la riduzione è dovuta al costo del personale tesserato, che è diminuito da € 58,46 milioni a € 51.307.492. I compensi contrattuali ai calciatori si riducono di € 3.602.683, da € 42,18 milioni a € 38.579.097; mentre la parte variabile è diminuita di € 2.741.834, da € 7.427.753 a € 4.685.919.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,63 tale valore sarebbe entro il limite richiesto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva che è di 0,8.
Nella Relazione sulla gestione è scritto che al 31/12/2018 il valore calcolato è stato pari a 0,66, entro il parametro, che prevede un limite massimo di 0,8.

I costi per servizi ammontano a € 19.132.555 (€ 18.856.632 nel 2017). Tali costi comprendono anche i Costi per attività sportiva per € 6.522.628 (€ 5.909.533 nel 2017), che riguardano principalmente le consulenze tecnico-sportive, i costi per l’osservazione dei calciatori, le spese di funzionamento e i contributi alla Lega Nazionale Professionisti, le spese sostenute per l’assistenza sanitaria e per il vitto e l’alloggio dei giocatori di Prima Squadra e Settore Giovanile.

I Costi per godimento beni di terzi ammontano a € 1.578.193 (€ 1.679.602 nel 2017) e riguardano principalmente l’affitto per lo Stadio Artemio Franchi per € 769.819 (€ 778.689 nel 2017) e il canone riconosciuto a Firenze Viola Srl per la concessione d’uso del marchio “ACF Fiorentina” per € 243.500 (€ 271.750 nel 2017), gli affitti locali esterni per € 59.772 (€ 50.693 nel 2017) e il noleggio autoveicoli per € 396.117 (€ 477.411 nel 2017).

Gli “Altri Oneri Diversi di Gestione” ammontano ad € 3.695.199 (€ 1.317.403 del 2017). Lodevole è l’iniziativa che riguarda l’erogazione di € 1.500.000 (contabilizzate come “Erogazioni liberali”) per la costituzione di un trust a favore degli eredi del calciatore Davide Astori, tragicamente scomparso nel mese di marzo 2018.

Il Problema del Fair Play Finanziario.

Il risultato prima delle imposte è negativo per € 17.978.077. Nel 2017 il risultato prima delle imposte era positivo per € 55.137.511; mentre nel 2016 era negativo per € 3.559.487. Nel 2015 il risultato prima delle imposte era negativo per € 15.114.992.  Nel 2014, il risultato prima delle imposte è stato negativo per € 49.414.924. Nel 2013 il risultato prima delle imposte era positivo per € 4,1 milioni. Anche nel 2012 era positivo per € 3,6 milioni.
Il dato aggregato dell’EBT per il periodo 2016, 2017 e 2018 è positivo per circa 33,6 milioni di Euro. Bisogna precisare che per il Regolamento del Fair Play Finanziario, bisognerà considerare il bilancio consolidato e operare delle rettifiche sull’EBT.
Secondo gli amministratori “il risultato complessivo dei tre anni considerati determina per Fiorentina un dato aggregato totale ampiamente posizionato all’interno dei parametri stabiliti dalle norme del Fair Play Finanziario.”

Nel 2018, le imposte di esercizio hanno esercitato un impatto positivo complessivamente per €
€ 3.392.145, Nel 2017 le imposte di esercizio hanno esercitato un impatto negativo complessivamente per € 19.564.284.
L’IRAP ammonta a € 1.305.266; la Remunerazione per vantaggi fiscali conseguiti è positiva per € 132.138, mentre le imposte differite risultano positive per € 4.131.272 e Imposte differite attive sono positive per € 434.001.
Il risultato netto è negativo per € 14.585.932. Nel 2017 il risultato netto è stato positivo per € 35.573.227. Nel 2016 il risultato netto è stato negativo per € 2.736.769.

Conclusioni.

L’esercizio 2018, dal punto di vista economico è risultato negativo a causa del crollo del plusvalenze, che di solito contribuivano all’equilibrio economico. A questa circostanza si deve aggiungere anche un calo del fatturato netto.

Dal punto di vista societario il bilancio 2018 dovrebbe essere l’ultimo bilancio riferibile per intero alla gestione Della Valle. Di certo la nuova proprietà dovrà affrontare anche il problema della copertura finanziaria degli investimenti immobiliari.

mercoledì 15 maggio 2019

Paris Saint-Germain 2017/18: con Neymar e Mbappé, utile e fatturato record, resta il problema Fair Play.




Luca Marotta


I conti 2017/18 del Paris Saint-Germain evidenziano un risultato positivo netto di 31,5 milioni di Euro con un fatturato in aumento di 54,3 milioni da € 503 milioni a € 557,3 milioni.
Invero anche i dati della classifica Deloitte Football Money League avevano evidenziato una crescita impressionante dei ricavi di 55,5 milioni di euro (+11%) a 541,7 milioni di euro.
Il PSG detiene il 32,9% dei ricavi di tutta la “Ligue 1” che ammontano a 1,69 miliardi di Euro.

Dalla semplice osservazione dei numeri si potrebbe affermare che l’aumento del fatturato dipende dall’incremento dei già elevati altri ricavi (“Autres produits”) e l’utile dipende dal notevole risultato positivo della gestione calciatori (“RÉSULTAT DES OPÉRATIONS MUTATION”).

Il fatturato continua a beneficiare di enormi “contribuzioni” / sponsorizzazioni e della partecipazione alla Champions League. Il bilancio 2017/18 segna il ritorno all’utile di esercizio dopo la perdita registrata nell’esercizio precedente.

Significativo è stato l’aumento di capitale.

I dati dell’esercizio 2016/17 evidenziavano una perdita di 18,8 milioni di Euro; quelli del 2015/16 evidenziavano un utile di esercizio per 10,6 milioni di Euro; quelli del 2014/15 un risultato netto positivo per 10,38 milioni di Euro.

Il Paris Saint-Germain Football SASP è una società per azioni sportiva professionistica, con un Capitale Sociale di € 340.000.000, a seguito dell’aumento di capitale di € 316.000.000. L’esercizio precedente il Capitale Sociale era di 24.000.000, poiché, in data 23/12/2016, si è verificato un altro aumento di capitale.

La società di calcio parigina è controllata da Qatar Sports Investments. Il Presidente del consiglio di Amministrazione è A.Al-Khelaifi, che è anche Direttore generale; il Direttore generale delegato è Jean-Claude Blanc. Nel consiglio di Amministrazione figurano: Sophie FERLET (amministratore di Société d'exploitation sports et événements); Mohammad AL-SUBAIE (Executive Director of Commercial Affairs beIN MEDIA GROUP ed è membro del consiglio di amministrazione di Qatar Sports Investments (QSI), di Qatar Tennis Federation, nonché membro “Sports Media Committe” sotto il comitato olimpico del Qatar); Yousif AL OBAIDLI (Deputy CEO di beIN MEDIA GROUP e Presidente di beIN SPORTS France, Americhe e Asia-Pacifico. Inoltre, è il segretario generale della Qatar Tennis Federation, membro del consiglio di Qatar Sports Investments e membro del consiglio di amministrazione del del PSG Handball Club.) e Adel MUSTAFAWI Group Chief Executive Officer di Masraf Al Rayan QPSC, Direttore non esecutivo di Al Rayan Bank Plc, amministratore di Kirnaf Investment & Installment Co. amministratore di Al Rayan (UK) Ltd.

Di seguito si farà riferimento ai dati forniti dalla “DIRECTION NATIONALE DU CONTRÔLE DE GESTION” della Ligue de Football Professionnel, che non sono altro che i dati “aggregati” di “Paris Saint-Germain Football SASP”; PSG Merchandising; “Association Paris Saint-Germain FC”, che ha per oggetto la gestione del settore amatoriale del club; “SOCIETE D'EXPLOITATION SPORTS ET EVENEMENTS (S.E.S.E.)”, che si occupa di gestione impianti sportivi; “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”.
L’utilizzo del termine “dati aggregati”, è giustificato dal fatto che non si è in presenza di un vero e proprio bilancio consolidato. Tuttavia, la D.N.C.G., nel suo rapporto, ha valutato i “dati aggregati” del bilancio della SASP con quello dell’Association, di PSG Merchandising, di “S.E.S.E.”, “PSG HANDBALL” e “SNC TRAINING CENTER”, che sono pubblicati e accessibili a tutti e in forma sintetica.

Dal punto di vista sportivo l’esercizio 2017/18 è stato caratterizzato dalla vittoria in “Ligue 1” con 93 punti (2° con con 87 punti nel 2016/17); dal successo nella “Coupe de la Ligue”, con la vittoria in finale per 3 a 0 contro l’AS Monaco; dal successo nella “Coupe de France”, con la vittoria in finale per 2 a 0 contro il club “Vendée Les Herbiers Football”  e dal raggiungimento degli ottavi di finale di Champions League, con l’eliminazione subita contro il  Real Madrid.

Il Problema del “Financial Fair Play”.

Il 16 maggio 2014 il PSG raggiunse un accordo con il Club Financial Control Body dell’UEFA.
Il giorno 11 settembre 2015 il Club Financial Control Body dell’UEFA revocò una serie di restrizioni imposte.
Il 21/04/2017 la Club Financial Control Body Investigatory Chamber confermò che il Paris Saint-Germain ha pienamente rispettato tutti i requisiti e l'obiettivo generale dell’accordo di settlement agreement. Di conseguenza, ha abbandonato il regime di settlement dal 21.04.2017.

Il 1° settembre 2017, parte un’altra inchiesta sul Paris Saint-Germain.

Il 13 giugno 2018, la Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), guidata dall'Investigatore Capo, Yves Leterme, decise di chiudere l'investigazione sul Paris Saint-Germain, poiché la revisione dettagliata dei contratti di trasferimento e un'analisi dei relativi conti di gestione, avrebbero confermato che tali operazioni erano in linea con i regolamenti UEFA sulle Licenze per Club e sul Fair Play Finanziario. La Camera Investigativa CFCB concluse affermando che “dopo significative rettifiche di valore di diversi contratti di sponsorizzazione per club - sulla base di valutazioni effettuate da periti di terze parti indipendenti - il risultato del pareggio di bilancio del club rimane entro lo scostamento accettabile per gli esercizi finanziari che si concludono nel 2015, 2016 e 2017. L'impatto finanziario delle attività di trasferimento a partire dall'estate 2017 - fino alla prossima finestra di mercato (compresa) - e il rispetto del requisito di pareggio per l'anno finanziario 2018, rimarranno sotto attento esame e verranno esaminati a fondo nelle prossime settimane.”

Il 22 giugno 2018, il  chief investigator dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), sulla base dell'articolo 16 (1) del Regolamento interno dell’UEFA Control Financial Control Body (“Article 16 - Review of decisions of the CFCB chief investigator”), ha ordinato alla Camera di prima istanza di riconsiderare la decisione presa dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), il 13 giugno 2018.

Il 3 luglio 2018, il Capo Investigatore dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha deciso di chiudere l'inchiesta e ha rinviato il PSG all'Adjudicatory Chamber per la decisione.

Il 19 settembre 2018, la Camera Arbitrale dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB), ha deciso e annunciato la volontà di rinviare il caso alla Camera di Investigazione CFCB per ulteriori indagini.
Il 3 ottobre 2018, Paris Saint-Germain ha presentato un ricorso al TAS per ottenere l'annullamento di tale decisione in base al fatto che l'articolo 16, paragrafo 1, delle norme applicabili prevedeva un periodo di ricorso di 10 giorni durante il quale impegnato e completato e che la decisione impugnata era ovviamente in ritardo.

Avverso tale decisione, il 5 novembre 2018, il PSG ha fatto ricorso al TAS.

La Corte di Arbitrato per lo Sport ha preso una decisione il 19 marzo 2019. Il TAS ha affermato che la decisione emessa il 13 giugno 2018 dalla Camera Investigativa dell'Organo di Controllo Finanziario per club della UEFA (CFCB), in cui è stata chiusa l'inchiesta sulla conformità di Paris Saint-Germain con le regole del fair play UEFA, è definitiva.
Il motivo di tale decisione dovrebbe risiedere nel rispetto del termine di 10 giorni
Infatti, l’art. 16 paragrafo 1 afferma: “Any decision of the CFCB chief investigator to dismiss a case or to conclude a settlement agreement or to apply disciplinary measures within the meaning of Article 14(1)(c) may be reviewed by the adjudicatory chamber on the initiative of the CFCB chairman within ten days from the date of communication of the decision to the CFCB chairman.” La decisione del TAS di Losanna si basa sul mancato rispetto dei termini. In particolare fa leva sul periodo intercorso dalla data di notifica della decisione del capo investigatore del CFCB al presidente del CFCB, come stabilito all'articolo 16, paragrafo 1, del regolamento, come riportato sopra. La decisione impugnata, essendo stata formalizzata dopo i termini previsti, era di fatto in ritardo e pertanto doveva essere annullata.

Il 19 marzo 2019 la UEFA ha preso atto della decisione della Corte Arbitrale per lo Sport (TAS di Losanna) sul caso PSG.

Il Patrimonio Netto.



Il patrimonio netto, al 30 giugno 2018, è positivo per Euro 439,98 milioni; mentre, al 30 giugno 2017 era positivo per Euro 77,92 milioni; mentre, al 30 giugno 2016, era positivo per € 64,5 milioni e al 30 giugno 2015, era positivo per € 54,2 milioni.
La variazione corrisponde all’utile di esercizio e all’aumento di capitale di 316 milioni di Euro (Link: https://www.wansquare.com/012-25119-Le-Qatar-vient-d-apporter-316-millions-d-euros-au-PSG.html?uid=995e3c6e1196a82c5c9bc5bbf4dd693b.)
Il regolamento UEFA del Financial Fair Play, considera la regola del Patrimonio Netto non negativo come uno degli indicatori fondamentali; in particolare l’esistenza di un patrimonio netto negativo deteriorato è considerata come violazione del Regolamento stesso. Il PSG non ha problemi sotto questo punto di vista.
I mezzi propri finanziano il 43,3% dell’attivo; nell’esercizio precedente il 12,6%.


La Posizione Finanziaria Netta.



Considerando il finanziamento soci, la posizione finanziaria netta risulta positiva per Euro 33,33 milioni, mentre nel 2016/17 era negativa per Euro 98,1 milioni.
Nel 2015/16 era negativa per 97,6 milioni di Euro. Nel 2014/15 la posizione finanziaria netta era negativa per Euro 91,6 milioni; nel 2013/14 era positiva per Euro 2,1 milioni e nel 2012/13 era positiva per 17,5 milioni di Euro. Nel 2011/12 era negativa per € 138,7 milioni.

Il finanziamento soci (“Comptes courants d’actionnaires”) diminuisce da € 186,2 milioni a € 104,7 milioni. I prestiti effettuati dai soci finanziano il 10,3% dell’attivo (il 30% nel 2016/17). I debiti finanziari sono trascurabili, perché pari a circa mille Euro (circa mille Euro nel 2016/17). Le disponibilità liquide aumentano da € 88,12 milioni a € 138,05 milioni.

Ai fini del Financial Fair Play bisogna considerare anche il saldo tra debiti e crediti per la compravendita di calciatori. Tale saldo è negativo per 59,3 milioni di Euro circa; mentre, nel 2016/17 era negativo per € 41 milioni. I debiti per l’acquisto di calciatori ammontano a circa € 192,4 milioni (€ 72,48 milioni nel 2016/17). I crediti per le cessioni dei calciatori ammontano a € 133,08 milioni (€ 31,45 milioni nel 2016/17).
Quindi, considerando i debiti verso i soci e il saldo tra crediti e debiti per la compravendita di calciatori, l’indebitamento finanziario resta inferiore al fatturato netto, anche non considerando gli “altri ricavi”.

Ai fini del Financial Fair Play la nozione di Net debt, già nota in base alla vecchia regolamentazione, come differenza tra debiti finanziari e disponibilità liquide integrata del saldo tra debiti e crediti verso società di calcio, è stata ulteriormente integrata con la considerazione nel conteggio anche dei debiti fiscali e previdenziali non correnti (“Accounts payable to social/tax authorities”); invece, non sono considerati gli altri debiti fiscali (“Other tax liabilities”), che includono le passività per imposte differite (“deferred tax liabilities”).
In altre parole, i debiti fiscali e previdenziali non correnti da considerare riguardano le rateizzazioni pluriennali col fisco.
Il risultato della somma algebrica, non deve essere superiore al fatturato netto
Il PSG non sembra evidenziare debiti tributari e previdenziali non correnti; pertanto, nel 2017/18, il club parigino non ha problemi per quanto riguarda il “net debt” ai fini del Fair Play Finanziario.

Il nuovo regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto la nozione di “Relevant Debt”. La nozione di debito rilevante (“Relevant Debt”) corrisponde alla nozione di “Net Debt” meno l'importo del debito direttamente attribuibile alla costruzione e/o alla modifica sostanziale dello stadio e/o alle strutture di formazione dall'inizio del debito fino a 25 anni dopo la data in cui l'attività è dichiarata pronta per l'uso. Il “Relevant Debt” non deve essere superiore congiuntamente a due limiti: € 30 milioni e a 7 volte la media della differenza tra valore e costi della produzione.
Nel caso in questione, al 30.06.2018, non sembra che emergano debiti finanziari per lo stadio e/o infrastrutture sportive.


Il Valore della Rosa.

Le immobilizzazioni immateriali relative ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono pari a € 410.715.000 (€ 186,2 milioni nel 2016/17).  La variazione in aumento è stata di € 224.539.000, pari al 120,6%, più del doppio. E’ molto probabile che l’incremento in questione sia attribuibile all’acquisto dal FC Barcelona di Neymar Jr.. Infatti, il 2 agosto 2017, il Barcellona informava che il giocatore Neymar Jr, accompagnato dal padre e dall'agente, ha informato l'FC Barcelona della sua decisione di lasciare il Club; inoltre l'FC Barcelona ha comunicato che clausola relativa alla risoluzione contrattuale di Neymar era di 222 milioni di Euro da versare interamente.
Nel bilancio 2017/18 del FC Barcelona non figuravano crediti vs. il PSG.
L’importo della variazione fa propendere per l’ipotesi dell’acquisto Kylian Mbappé (AS Monaco) con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Nell'edizione 2018 del Regolamento Uefa del Financial Fair Play è stato modificato il comma 3 dell’articolo 62 “Break-even information” con l’integrazione dell’indicatore che riguarda il saldo di calciomercato:
vi)        Indicator 6: Player transfer balance.
Nella sostanza il deficit di calciomercato non deve superare 100 milioni di Euro

La campagna trasferimenti 2017/18 ha registrato tra i principali acquisti a titolo oneroso: Neymar Jr. (FC Barcelona);  Yuri Berchiche (Real Sociedad). Dani Alves è stato acquisito gratuitamente da Juventus FC, come Lassana Diarra; mentre Kylian Mbappé (AS Monaco) dovrebbe essere stato acquisito in prestito.

Tra i calciatori ceduti figurano: Lucas Moura (Tottenham Hotspur); Blaise Matuidi (Juventus FC); Serge Aurier (Tottenham Hotspur); Jean-Kévin Augustin (RasenBallsport Lipsia) e Youssouf Sabaly (FC Girondins Bordeaux). Per Salvatore Sirigu (Torino FC) dovrebbe essersi verificata la cessione gratuita.
Il 18 agosto 2017, Juventus Football Club S.p.A. comunicava di aver perfezionato l’accordo con la società SASP Paris Saint-Germain Football per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Blaise Matuidi a fronte di un corrispettivo di € 20 milioni pagabili in tre esercizi. Il valore di acquisto si sarebbe potuto incrementare di ulteriori massimi € 10,5 milioni in funzione del numero di partite ufficiali che il calciatore disputerà nel corso della durata contrattuale. 

L’incidenza sul totale dell’attivo, che è pari a € 1,02 miliardi (€ 620,1 milioni nel 2016/17), è del 40,4% (30% nel 2016/17).

Il Conto Economico.

Nel 2017/18, il fatturato netto è aumentato del 10,8%, mentre i costi operativi sono aumentati del 23,1%, in misura più che proporzionale all’aumento del fatturato. Nel 2016/17 il fatturato netto era diminuito del 7,3%, in misura più che proporzionale alla riduzione dei costi operativi (2,2%).


Il risultato 2017/18 riferibile alle attività calcistiche ammonta ad euro 43.373.000.

Il fatturato netto imputabile alla sola società “Paris Saint-Germain Football SASP” è di Euro 497.461.183 (€ 458.653.901 nel 2016/17) ed un risultato netto di Euro 39.577.000 (-€ 6.846.000 nel 2016/17).

Il Fatturato.

Il fatturato, con esclusione delle plusvalenze, ammonta a 557,3 milioni di Euro (€ 503 milioni nel 2016/17). Invece, secondo la classifica della Deloitte “Football Money League” il fatturato è stato pari a Euro 541,7 milioni (€ 486,2 milioni nel 2016/17), molto probabilmente, la differenza può essere dovuta ai dati aggregati considerati dalla DNCG. In ogni caso il fatturato supera la soglia dei 500 milioni di Euro e si colloca al sesto posto dietro club come Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Bayern Munchen e Manchester City.
Al 30/06/2016 il fatturato era pari a 542,4 milioni di Euro. Al 30/06/2015 il fatturato era pari a 483,9 milioni di Euro. Al 30/06/2014, il fatturato era pari a € 474,2 milioni. Al 30/06/2013, il fatturato segnava la cifra di € 399,5 milioni; nel 2011/12 era pari a € 222.387.000, mentre al 30/06/2011 era pari a € 100,9 milioni.

I ricavi da cessione diritti audiovisivi risultano pari a € 127,86 milioni (€ 121,95 milioni nel 2016/17), con un’incidenza del 22,9% (24,2% nel 2016/17) sul fatturato netto. L’incremento è stato di 5,9 milioni di Euro.
Il PSG detiene il 16,1% dei ricavi da cessione diritti audiovisivi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 791,3 milioni di Euro.

I ricavi televisivi per competizioni europee rappresentano il 50% dei ricavi media totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati: € 64 milioni per le competizioni europee (€ 57,6 milioni nel 2016/17; € 70,3 milioni nel 2015/16); € 56,7 milioni per la “Ligue 1” (€ 57,6 milioni nel 2016/17; € 47,1 milioni nel 2015/16) e 7,2 milioni di Euro per altri diritti audiovisivi (€ 6,8 milioni nel 2016/17; € 6,6 milioni nel 2015/16).
Invero, dai dati di ripartizione dei proventi della UEFA Champions League ha determinato, pubblicati dall’UEFA, risultano ricavi per Euro 62.058.000 (€55.313.000 nel 2016/17; € 70.803.000 nel 2015/16).
Nella Champions League del 2017/18, il Paris Saint Germain ha conseguito un risultato analogo alla precedente stagione, essendo eliminato agli ottavi (nel 2016/17 ha raggiunto gli ottavi; nel 2015/16 eliminazione ai quarti).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, i ricavi “Broadcasting” sono pari a € 127,8 milioni (€ 121,9 milioni nel 2016/17).

I ricavi da gare aumentano del 14% da € 42,44 milioni a € 48,37 milioni, con un’incidenza dell’8,7%.
Il PSG detiene il 25,3% dei ricavi da gare di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 190,6 milioni di Euro.
I ricavi lordi da biglietteria per competizioni europee rappresentano il 17,6% dei ricavi lordi da biglietteria totali. Precisamente, dal rapporto della DNCG, risultano, i seguenti dati lordi: € 8,5 milioni per le competizioni europee (€ 7,1 milioni nel 2016/17; € 10,1 milioni nel 2015/16); € 39,9 milioni per le altre (€ 35.3 milioni nel 2016/17; € 33,2 milioni nel 2015/16).

Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, forse a causa della diversa riclassificazione utilizzata, rispetto alla DNCG, i ricavi da gare sono pari a Euro 100,6 milioni (€ 90,2 milioni nel 2016/17) , secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi da gare è del 18%.
Secondo il sito transfermarkt (link: https://www.transfermarkt.it/ligue-1/besucherzahlen/wettbewerb/FR1/plus/1?saison_id=2017) la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 46.930 (45.159 nel 2016/17; 46.208 nel 2015/16).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, la media spettatori del PSG in “Ligue 1” è stata di 46.929.

Il PSG detiene il 53,6% dei ricavi da sponsor e pubblicità, merchandising e altri ricavi di tutta la “Ligue 1”, che ammontano a 710,3 milioni di Euro.

I ricavi da sponsor e pubblicità sono pari a Euro 141,84 milioni. Nel 2016/17 era evidenziato un importo di € 154,16 milioni; nel 2015/16 di € 149,9 milioni e nel 2013/14 di € 129,25 milioni. L’incidenza sul fatturato netto, della voce “Sponsors – Publicité” è solo del 25,4% (30,6% nel 2016/17).
Secondo la classifica della Deloitte “Football Money League”, a causa della diversa riclassificazione utilizzata, i ricavi commerciali sono pari a Euro 313,3 milioni (Euro 274,1 milioni nel 2016/17), secondo Deloitte l’incidenza dei ricavi commerciali è del 58%.

Gli acquisti di calciatori di alto profilo, come Neymar Jr e Kylian Mbappé, hanno permesso di incrementare le vendite di merchandising ed in particolare le magliette.

Gli altri ricavi (“Autres produits”) ammontano alla cifra di Euro 239,26 milioni, con un’incidenza del 42,5%; mentre nel 2016/17, erano esposti per la cifra di € 184,48 milioni, con un’incidenza del 36,7%; nel 2015/16, erano esposti per la cifra di € 225,15 milioni, con un’incidenza del 41,5%.  
L’incremento sull’esercizio precedente è stato di € 54,8 milioni, pari al 29,7%.

Da ricordare che nel 2011/12 in tale voce era stato allocato l’effetto retroattivo del contratto con l'Autorità del Turismo del Qatar, su cui si è tanto discusso, ai fini della sua rilevanza in termini di Fair Play Finanziario.
Non a caso si è addivenuti alla norma del Regolamento del Fair Play Finanziario che fissa il concetto di “Significant influence”, e di conseguenza la vestizione di parte correlata, ponendo il limite quantitativo in termini percentuali del 30% ai ricavi provenienti da una parte o da più parti aggregate.

Il Grafico seguente mostra l’evoluzione, nel corso degli anni, della distribuzione del fatturato del PSG, appare evidente l’importanza degli altri ricavi (“Autres produits”), che ha toccato il picco negli esercizi dal 2011/12 al 2013/14, ma che comunque è rimasta prevalente negli esercizi successivi.



I Costi.

I costi operativi per il 2017/18 sono aumentati solo del 23,1%, soprattutto a causa dell’aumento degli ammortamenti, che sono aumentati del 24,5%, e del costo del personale, che è aumentato del 22%.
Il totale dei costi operativi aumenta del 23,1% (-2,2% nel 2016/17) da € 531,69 milioni a € 654,46 milioni.
Il costo del personale aumenta di € 59,89 milioni (+22%) da € 272,17 milioni a € 332,06 milioni, con un’incidenza sul fatturato netto, senza plusvalenze, del 59,6%, entro il limite massimo auspicato dal Fair Play Finanziario. Sull’aumento del costo del personale hanno pesato gli ingaggi di alto profilo di Kylian Mbappé e Neymar Jr.

Fino al 2016/17 erano evidenziati come costi per la gestione dei calciatori “Les Coûts des mutations”, che comprendevano sia gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che le provvigioni spettanti agli agenti sui trasferimenti e che ammontavano a € 120,04 milioni.
Nello schema 2017/18, sono evidenziati separatamente il costo per gli ammortamenti calciatori che ammonta a € 149,48 milioni e il costo per gli agenti (“Honoraires d’agents / Intermédiaires”) che ammonta a € 23,23 milioni.
Gli altri costi ammontano a € 149,69 milioni (€ 139,48 milioni nel 2016/17) e registrano un incremento di € 10,21 milioni, pari al 7,3%.

Il Player Trading.



Il saldo economico dovuto alle operazioni dei trasferimenti calciatori è positivo per € 145,39 milioni (€ 13,75 milioni nel 2016/17). Tale voce non riesce a coprire il costo annuale relativo ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, comprensivo del costo degli agenti, pari a € 172,7 milioni (€ 120 milioni nel 2016/17). In particolare, gli ammortamenti risultano pari a € 149,8 milioni e il costo degli agenti ammonta a € 23,23 milioni.

Le cessioni con corrispettivo più importanti nel 2017/18 sono state: Lucas Moura (Tottenham Hotspur); Blaise Matuidi (Juventus FC); Serge Aurier (Tottenham Hotspur); Jean-Kévin Augustin (RasenBallsport Lipsia) e Youssouf Sabaly (FC Girondins Bordeaux).

La Gestione Finanziaria.

La gestione finanziaria è risultata negativa per € 12,3 milioni, mentre nel 2016/17 è stata negativa per € 7,84 milioni.

La Gestione Straordinaria.

La gestione straordinaria ha registrato un saldo positivo per € 3,6 milioni; mentre, nel 2016/17 era esposto un saldo positivo per € 3,34 milioni.

Il punto di pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 62,8 milioni; mentre, nel 2016/17, era negativo per € 19,41 milioni e nel 2015/16, era positivo per € 10.936.000.

Il risultato aggregato del triennio 2015/16-2017/18, risulterebbe essere positivo, considerando anche il fatto che si dovrebbero anche escludere i costi non rilevanti.

Conclusioni.

L’acquisto di Kylian Mbappé e Neymar Jr, è stato una significativa dichiarazione di intenti di voler vincere le competizioni più importanti, segnatamente la UEFA Champions League, non badando a spese e sforando i parametri di mercato, conosciuti fino ad allora. Invero il risultato sportivo a livello di UEFA Champions League 2017/18 non è stato brillante.

Sul Risultato economico dell’esercizio 2017/18, ha influito il player Trading, l’incremento dei costi del personale e degli ammortamenti, dovuto agli investimenti effettuati. In ogni caso l’incremento degli altri ricavi (“autres produits”) ha attenuato l’incremento del costo del personale.

Per quanto riguarda il prossimo futuro, sarà interessante osservare come l’UEFA intenderà preservare le regole del Financial Fair Play, facendole rispettare a club come il PSG, che hanno importanti e facoltose proprietà.

giovedì 9 maggio 2019

I Conti dei club della Premier League 2017/18.




Luca Marotta


I conti dei club della Premier League relativi alla stagione sportiva 2017/18, continuano a mostrare, nel complesso, uno stato di salute buono, sotto il profilo del fatturato, della capacità di generare utili e della solidità patrimoniale.  
Il fatturato netto 2017/18 rispetto al fatturato 2016/17 risulta in aumento del 5,4%, aumentando di £ 244,5 milioni (circa 275,9 milioni di Euro, ad un cambio medio annuale di 1£ = 1,1286 €)
Nonostante l’ulteriore incremento di £ 67,5 milioni dei ricavi per la cessione dei diritti TV, rispetto alla precedente stagione sportiva, la Premier League 2017/18 diminuisce leggermente la sua dipendenza dai proventi derivanti dalla cessione dei diritti TV, dal 60,7% del 2016/17 al 59% del 2017/18, a causa dell’incremento dei ricavi commerciali £ 128,2 milioni.
Dai dati esposti emergerebbe, senza dubbio, l’importanza dei diritti televisivi come fonte principale di ricavo per il fatturato netto. Nel 2017/18, i ricavi per diritti TV superano la somma dei totali delle altre fonti di ricavo. Il tutto è merito delle condizioni contrattuali favorevoli che la Premier League è riuscita a spuntare per la cessione dei diritti televisivi.
Molto “saggia” appare la norma che riguarda le misure del controllo dei costi a breve termine che impone ai Club della Premier League di non aumentare i costi della rosa attingendo ai fondi provenienti dai i diritti TV della Premier League se non nell'ambito di determinati limiti. Tale norma che ha carattere prudenziale, potrebbe essere interpretata anche come misura di salvaguardia del sistema. In media, il costo del personale incide sul fatturato netto per il 52,9%.



Nel 2017/18, i club della English Premier League hano registrato un risultato netto dopo le imposte positivo per circa £ 296,7 milioni (€ 334,9 milioni). Invece, per la Serie A italiana 2017/18 il risultato netto aggregato di tutti i club risulta negativo per circa € 90,7 milioni e la voce ricavi TV supera nettamente la somma dei totali delle altre fonti di ricavo, con un’incidenza sul fatturato netto, che si avvicina al 55%, pertanto risulta necessario ricorrere alle plusvalenze per far quadrare i conti. Comunque bisogna evidenziare che i ricavi TV della Premier League 2017/2018, nel complesso inclusi i ricavi da competizioni UEFA, pari a circa £ 2,83 miliardi (€ 3,2 miliardi) sono più del doppio di quelli della Serie A 2017/18, inclusi i ricavi da competizioni UEFA, pari a circa 1,3 miliardi di Euro.
Si può affermare che i ricavi della Premier League 2017/2018, oltre ad essere nettamente superiori a quelli della Serie A italiana 2017/2018, fanno pensare anche ad un modello organizzativo meglio gestito oltre a migliori condizioni economiche generali di sistema.

Il Fatturato Netto.

Il fatturato netto 2017/18 della Premier League è di £ 4,81 miliardi (£ 4,56 miliardi nel 2016/17; £ 3,6 miliardi nel 2015/16 e £ 3,3 miliardi nel 2014/15), pari a circa 5,4 miliardi Euro.
I primi sei club per fatturato hanno occupato i primi sei posti della classifica della stagione sportiva ed hanno partecipato alle competizioni europee. Anche nel 2016/17 i primi sei club per fatturato hanno occupato i primi sei posti della classifica della stagione sportiva; mentre nel 2015/16 ci fu il caso Leicester che giunse primo in Premier League con l’ottavo fatturato e il Southampton, che conquistò il sesto posto in campionato con il decimo fatturato.

Nella stagione sportiva 2017/18, risulta che il Club col maggior fatturato netto, come anche nel 2016/17 e 2014/15, è stato il Manchester United con £ 590 milioni (£ 581,2 milioni nel 2016/17; £ 515,3 milioni nel 2015/16; £ 395,2 milioni nel 2014/15), che si è classificato al secondo posto in campionato (6° nel 2016/17; 5° posto nel 2015/16; 4° nel 2014/15). Il Manchester City con il secondo fatturato pari a £ 500,5 milioni si è piazzato al primo posto in EPL (£ 473,4 milioni nel 2016/17 e 2° posto in EPL; £ 391,8 milioni nel 2015/16 e 4° posto in EPL). Il Liverpool con £ 455,1 milioni ha il terzo fatturato, con il 4° posto in EPL e il Chelsea il quarto fatturato con £443,4 milioni e il 5° posto in EPL. L’Arsenal con £ 415,4 milioni ha il quinto fatturato e si è piazzato al sesto posto in EPL (£ 415,4 milioni e 5° posto nel 2016/17; £ 347,4 milioni e 2° posto nel 2015/16), facendo peggio di due posizioni rispetto alla classifica del fatturato.
Il Tottenham con £ 380,7 milioni ha il sesto fatturato, con il 3° posto in EPL.



Se si considerasse il teorema secondo cui esiste una stretta correlazione tra fatturato e posizione in classifica, risulterebbe che il club che ha fatto meglio in Premier League rispetto alla classifica del fatturato è il Burnley, che ha scalato sette posizioni; mentre i club che hanno fatto peggio è il Southampton che ha perso sei posizioni, rispetto alla posizione della classifica del fatturato.



Dal grafico emerge che i club che hanno fatto meglio in Premier rispetto al fatturato sono otto: Manchester City; Tottenham; Burnley; Leicester; Crystal Palace; Bournemouth; Watford e Huddersfield Town.
I club che hanno fatto peggio sono undici: Manchester United; Liverpool; Chelsea; Arsenal; Everton; Newcastle United; West Ham; Brighton and Hove Albion; Southampton; Swansea; e Stoke City.
L’unico club la cui posizione in base alla classifica della Premier League 2017/18 coincide con la posizione in classifica del fatturato è il West Bromwich Albion.

Negli ultimi tre posti della classifica del fatturato, figurano due squadre retrocesse: West Bromwich Albion e Stoke City. L’altro club retrocesso, lo Swansea, mostrava il diciassettesimo fatturato.

In sintesi, anche nel 2017/18, la classifica finale della Premier League, come nel 2016/17, ha smentito la tesi che “vince chi fattura di più”.

L’Incidenza dei Ricavi TV sul Fatturato Netto (TV and Broadcasting/Turnover).

I ricavi per “TV and Broadcasting” della Premier League 2017/18 ammontano a circa 2,8 miliardi di sterline (£ 2,77 miliardi nel 2016/17; £ 1,9 miliardi nel 2015/16), pari a circa 3,2 miliardi di Euro. Considerando il fatturato netto, senza plusvalenze, pari a £ 4,81 miliardi, si ottiene un’incidenza del 58,97 %.
Sull’importo complessivo incidono anche le competizioni europee. I club che hanno disputato la UEFA Champions League 2017/18, sono stati 5: Chelsea; Manchester City; Liverpool; Tottenham e Manchester United. L’ Arsenal e l’Everton hanno partecipato alla UEFA Europa League.
Il club col maggior fatturato televisivo è il Liverpool con £ 220,1 milioni, pari a circa 248,4 milioni di Euro, seguito da Manchester City con £ 211,5 milioni, pari a circa 238,7 milioni di Euro e Manchester United con £ 204,1 milioni.
Subito dopo seguono gli altri club impegnati nelle competizioni europee: Chelsea con £ 204,1 milioni; Tottenham con £ 200,7 milioni; Arsenal con £ 180,1 milioni ed Everton con £ 130 milioni.
Il Leicester ha fatturato £ 124,2 milioni (£ 190,8 milioni nel 2016/17), pari a circa 140,1 milioni di Euro, e risulta al nono posto (4° posto nel 2016/17) perché non ha goduto dei ricavi della UEFA Champions League.



Gli ultimi tre posti, come nel 2016/17, sono occupati dai club retrocessi: Swansea con £ 104,6 milioni (€ 118,1 milioni); West Bromwich Albion con £ 102 milioni (€ 115,1 milioni) e Stoke City con £ 100,9 milioni (€ 113,9 milioni), che per la Serie A italiana sono una cifra da quarto posto.

Per quanto riguarda la differenza con la Serie A italiana ammonta a circa 2,9 miliardi di Euro. Il dibattito riguardante sullo squilibrio interno e della differenza con i proventi di altre Leghe Europee si è concentrato soprattutto sui criteri di ripartizione dei diritti e non sulla struttura organizzativa della stessa Lega Serie A

I ricavi da Match Day.

Complessivamente i ricavi da Match Day incidono per il 13,8% sul fatturato netto escluse le plusvalenze e risultano pari a £ 663.3 milioni (£ 614,5 milioni nel 2016/17), circa 748.6 milioni di Euro.
Per le prime posizioni, la classifica rispecchia quella dell’anno precedente, con al primo posto il Manchester United, seguito dall’Arsenal, Liverpool e Chelsea.
In genere, dovrebbe esserci una stretta correlazione tra incassi da botteghino, capacità dello stadio e numero di eventi ospitati.

Per quanto riguarda il Tottenham, l’aumento dei ricavi da Match Day è dovuto al fatto che nella stagione sportiva 2017/18 il Tottenham ha giocato nel Webley Stadium; mentre, nel 2016/17 ha disputato le partite nel vecchio stadio “White Hart Lane Stadium”.  La media dei biglietti venduti a partita è stata di 68.500.



Il club col maggiore importo è il Manchester United con £ 109,7 milioni, seguito dall’Arsenal con £ 98,9 milioni. Il Liverpool si colloca al terzo posto con £ 80,7 milioni seguito dal Chelsea con £ 73,9 milioni. Rispetto al 2016/17, al quinto posto, il Tottenham con £ 71 milioni supera il Manchester City con £ 56,6 milioni. All’ultimo posto si colloca Huddersfield Town con £ 4,8 milioni.
Come nel 2016/17, bisogna evidenziare che gli ultimi tre posti non sono occupati dai club retrocessi. In particolare, il Bournemouth, è il club con lo stadio con minore capacità.

I ricavi commerciali.

I ricavi commerciali, compresi i ricavi da “Corporate Hospitality” e gli altri ricavi, incidono per il 27,2% sul fatturato netto. Il totale complessivo ammonta a 1,3 miliardi di sterline, pari a circa 1,47 miliardi di Euro, che è una cifra nettamente superiore ai ricavi TV della Serie A italiana 2017/18, che è la maggiore fonte dei ricavi della stessa.
Al primo posto si colloca il Manchester United con £ 276,1 milioni, pari a circa 311,6 milioni di Euro. Il Manchester City, anche con l’aiuto delle sponsorizzazioni con parti correlate si colloca al secondo posto con £ 232,3 milioni. Il Chelsea, si colloca al terzo posto con 165,4 milioni; mentre il Liverpool risulta quarto con £ 154,3 milioni, davanti al Tottenham con £ 109,1 milioni. L’Arsenal è al sesto posto con £ 106,9 milioni.
Lo Stoke City, che è retrocesso, occupava l’undicesimo posto con £ 18,6 milioni, pari a circa 21 milioni di Euro ed il West Bromwich Albion il quindicesimo posto con £ 15,3 milioni, pari a circa 12,97 milioni di Euro.



Gli ultimi due posti sono occupati da Huddersfield Town e Bournemouth, club di medio bassa classifica, che tuttavia hanno conseguito la permanenza in Premier League anche per il 2018/19. Il terzultimo posto è occupato dal Brighton.

Il Player Trading.

Gli Ammortamenti e l’impairment sui diritti alle prestazioni dei calciatori ammontano complessivamente a £ 1,16 miliardi. Il risultato complessivo relativo alle cessioni dei calciatori 2017/18 è pari a £ 836,4 milioni e non riesce a coprire il costo annuale dei cartellini dei calciatori. Il risultato complessivo del Player Trading è negativo per £ 325,3 milioni. Il club col miglior Player Trading è il Liverpool, con un risultato positivo di £ 46.5 milioni, seguito dal Southampton con un risultato positivo di £ 32,2 milioni.
Il club col maggior costo per ammortamenti calciatori è il Manchester United con £ 138,4 milioni, seguito dal Manchester City con £ 134,3 milioni. Non a caso espongono il peggior risultato relativo al Player Trading, anche perché i grandi club hanno altre fonti di ricavo, cui attingere.
Il club col miglior risultato in tema di cessione calciatori è il Liverpool con £ 123,9 milioni, seguito dall’Arsenal con £ 113,0 milioni e Everton con £ 87,8 milioni.



Non è forse un caso, che un campionato che ha un fatturato netto elevato per diritti tv, ricavi commerciali e ricavi da gare, abbia un risultato da Player Trading negativo, anche perché la possibilità di acquisire calciatori con un costo del cartellino molto elevato, comporta necessariamente l’evidenziazione di notevoli costi per ammortamento.

Il Costo del Personale.

Il Costo totale del personale dei club della Premier League 2017/18 è di circa 2,83 miliardi di Sterline (£ 2,49 miliardi nel 2016/17) e assorbe circa il 58,9% del Fatturato Netto (54,7% nel 2016/17).
Il club col maggior costo del personale è risultato il Manchester United con £ 295,9 milioni, seguito dal Liverpool con £ 263,6 milioni, dal Manchester City con £ 259,6 milioni e dal Chelsea con £ 244,1 milioni.
Per quanto riguarda i club che si sono classificati ai primi tre posti del campionato, il Manchester City si colloca al terzo posto con £ 259,6 milioni (1° costo del personale nel 2016/17, con £ 264,1 milioni). Il Costo del Personale del Manchester United, giunto al secondo posto in campionato, si colloca al primo posto con £ 295,9 milioni. Il Tottenham, arrivato terzo in Premier League, ha il sesto costo del personale con £ 147,6 milioni (6° posto nel 2016/17, con £ 126,9 milioni).



I club retrocessi mostravano il tredicesimo costo del personale, pari a £ 94,3 milioni, con lo Stoke City; il quindicesimo costo del personale, pari a £ 92,2 milioni col West Bromwich Albion e il sedicesimo costo del personale con lo Swansea con £ 91,3 milioni.

In termini di rapporto tra costo del personale e fatturato il club che ha il rapporto più elevato risulta il Crystal Palace con il 78%; seguito dall’Everton con il 76,9%; dal Bournemouth col 75,5%; dal Leicester col 74,9%; dal Southampton col 74,2%; dallo Stoke City col 74,1%; dal West Bromwich Albion col 73,9% e dallo Swansea col 71,2%. Tali otto club sono anche quelli che superano la soglia del 70%. Invece, i l club con il rapporto più basso risulta il Tottenham con il 38,8%, che è il solo club al di sotto della soglia del 50%.

Se si considerasse il Costo del Lavoro Allargato, comprensivo di costo del personale e ammortamenti, a punto, risulterebbe che il club che ha speso meno è il Burnley con £ 2,03 milioni a punto, seguito dall’Huddersfield Town con £ 2,19 milioni a punto realizzato. Il Tottenham risulta il quarto club che ha speso meno per ogni punto conquistato con £ 2,74 milioni.
Il Stoke City retrocesso ha speso 4,55 milioni di sterline a punto.
La media del costo del lavoro allargato a punto risulta di 3,84 milioni a punto. I club sopra la media sono nove: Manchester United; Swansea; Manchester City: Arsenal ; Everton; Liverpool; Stoke City; Southampton e Chelsea .



Il club col maggior costo del lavoro allargato, ossia il Manchester United ha speso in termini di costo del lavoro allargato, per realizzare punti in campionato, la cifra di £ 5,36 milioni a punto. Il Manchester City, che ha vinto il campionato, ha speso £ 3,94 milioni per ogni punto, anche per il fatto che ha conquistato 100 punti. Il Chelsea ha speso £ 5,25 milioni a punto e l’Arsenal 5,27 milioni a punto.

L’Incidenza del Costo del Personale sui Ricavi TV.

L’Incidenza del Costo del Personale sui Ricavi TV della Premier League 2017/18, in media è del 95,5% (90,1% nel 2016/17; 116,7% nel 2015/16). Si pensi che nel 2012/13 era del 147,4%.
Ciò sta a significare che i ricavi TV della Premier League riescono a coprire completamente il costo del personale. I segnali di miglioramento sono evidenti, perché nel 2012/13 la percentuale di copertura, da parte dei ricavi TV, era inferiore essendo pari al 67,8%.
Il vantaggio della Premier League, rispetto alla Serie A, è che i ricavi TV, sono nettamente superiori, come lo sono le altre componenti del fatturato caratteristico, e sta esercitando effetti positivi la misura del controllo dei costi a breve termine.

Il Risultato Prima delle Imposte Aggregato.

Il Risultato Prima delle Imposte aggregato della Premier League 2017/18 è positivo per 472,7 milioni di sterline (positivo per £ 571 milioni nel 2016/17; negativo per £ 94,5 milioni nel 2015/16; positivo per £ 122,8 milioni nel 2014/15). Sul dato aggregato incide il fatto che ben 13 club, ossia ben oltre la metà dei club della Premier League, espongono un risultato prima delle imposte superiore a 10 milioni di sterline.
Il Tottenham espone il risultato positivo migliore con £ 138,9 milioni, seguito dal Liverpool con 125,1 milioni e dall’Arsenal con £ 70,2 milioni.



Risultano sette club con un dato negativo; mentre nel 2016/17 era solo uno; nel 2015/16 erano otto club e nel 2014/15 erano solo sei club.
I club in perdita oltre £ 10 milioni sono: Stoke City con £30,1 milioni; Watford con £31,6 milioni e Crystal Palace con £35,5 milioni.

La Situazione Patrimoniale.

Il totale delle attività, ossia dei mezzi a disposizione, dei club della Premier League, relativi alla stagione sportiva 2017/18, ammonta a circa 9,2 miliardi di Sterline (£ 7,6 miliardi nel 2016/17; £ 6,8 miliardi nel 2015/16), pari a circa 10,4 miliardi di Euro. Tali mezzi sono finanziati con mezzi propri per circa il 30,9%.
Per la classifica relativa all’attivo, il club con l’attivo più elevato, e quindi con più mezzi a disposizione è il Manchester United con 1,55 miliardi di sterline, che si è classificato in campionato al secondo posto; seguito dal Tottenham (terzo in campionato) con £ 1,3 miliardi; dal Manchester City (primo in campionato) con £ 1,2 miliardi e dall’Arsenal con £ 1 miliardo (in campionato al sesto posto). Il Chelsea, che è arrivato quinto in campionato, risulta con un attivo di 755,3 milioni di sterline, al quinto posto per mezzi a disposizione.



L’unico club con meno di 100 milioni di sterline di attivo, ossia di mezzi a disposizione, è l’Huddersfield Town con 80,8 milioni di sterline.

L’attivo non corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 6,65 miliardi (£ 5,3 miliardi nel 2016/17); tale voce è aumentata, rispetto alla stagione precedente del 26,1%.  Tra i club col maggior attivo non corrente spiccano il Manchester United con £ 1,13 miliardi e il Tottenham con £ 1,13 miliardi a causa dell’importante investimento nel nuovo stadio.

L’attivo corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 2,55 miliardi.

L’ammontare dei mezzi propri totali è di £ 3,2 miliardi (£ 2,4 miliardi nel 2016/17); tale voce è aumentata, rispetto alla stagione precedente del 17,4%.

Come nei tre esercizi precedenti, il Club col maggior Patrimonio Netto è il Manchester City, con £ 746,6 milioni, seguito dal Manchester United, con £ 425,3 milioni ed Arsenal con £ 419,9 milioni. I club con più di £ 100 milioni di Patrimonio Netto sono nove: Manchester City; Manchester United; Arsenal; Tottenham; Liverpool; Chelsea; Everton; Leicester e Southampton.

Il Club col maggior Equity Ratio è il Manchester City, con 61,9%, seguito dal Chelsea con 52%; Leicester con 50,7%.
Il club che presenta l’Equity Ratio negativo peggiore è lo Stoke City seguito dal Bournemouth.
Figurano sei club con patrimonio netto negativo: Huddersfield Town; West Ham; Watford; Stoke City; Bournemouth e Brighton.
Il club che presenta il Patrimonio Netto negativo più elevato è il West Ham seguito dallo Stoke City.
Il Passivo corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 3,7 miliardi (£ 3,1 miliardi nel 2016/17); tale voce è aumentata, rispetto alla stagione precedente del 17,4%. In genere, nel passivo corrente delle squadre di calcio vengono allocati anche i ricavi anticipati per abbonamenti relativi alla stagione successiva, che non sono veri e propri debiti.
Il Passivo non corrente totale della Premier League 2017/18 ammonta a £ 2,64 miliardi.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Si è solvibili quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più si è solvibili.
L’insieme dei club della Premier League 2017/18 evidenzia un indice di solvibilità totale abbondantemente superiore a 1, essendo pari a 1,45 (1,46 nel 2016/17; 1,43 nel 2015/16), ciò vuol dire che complessivamente il valore dei beni a disposizione è sufficiente a pagare i debiti.



Tuttavia per sei club il valore è inferiore a 1 e si tratta di Brighton & Hove Albion; Watford; West Ham; Huddersfield Town; Bournemouth e Stoke City.

NET DEBT



Per quanto riguarda la posizione finanziaria netta complessiva è negativa per £ 1,46 miliardi (-£ 797,3 milioni nel 2016/17; -£ 862,7 milioni nel 2015/16). Tuttavia figurano cinque club con una posizione finanziaria netta positiva: Chelsea; Burnley; Arsenal; Leicester e Southampton.
I club che superano l’importo di 100 milioni di sterline come posizione finanziaria netta negativa sono sei: Tottenham; Manchester United; Liverpool; Newcastle; Brighton e Stoke.  

Conclusioni.

Dai dati relativi alla stagione sportiva 2017/18, il business della Premier League appare solido e profittevole.
Indubbiamente, i ricavi relativi alla cessione dei diritti TV, che sono diventati la principale fonte di reddito della Premier League sia in valore assoluto che come peso percentuale, svolgono un ruolo importante. L’importo notevole dei ricavi relativi alla cessione dei diritti TV per la Premier League unitamente alle Regole Inglesi in tema di controllo economico-finanziario, che pongono un limite alle perdite triennali e stabiliscono delle misure di controllo dei costi del personale, unitamente ai ricavi commerciali e da botteghino, sono alcune delle cause che contribuiscono a rendere solido il business della Premier League. Altre cause bisognerebbe ricercarle nel modello organizzativo e nella dotazione di infrastrutture.
Nel medio-lungo periodo, sarà interessante seguire nel futuro, come le condizioni economiche generali, potranno influenzare la solidità del business, si pensi alla “Brexit” o ad eventuali svalutazione della sterlina.