domenica 9 ottobre 2016

Consolidato Arsenal 2015/16: 14° utile consecutivo e adozione dei princìpi FRS 102.



Luca Marotta


Per quanto riguarda il bilancio consolidato al 31 maggio 2016, della società “Arsenal Holdings plc”, la prima novità da segnalare è che sono stati adottati nuovi principi contabili, ‘Financial Reporting Standard 102’ (FRS 102) rilasciati dal Financial Reporting Council, in luogo dei precedenti, che erano gli UK GAAP.
I cambiamenti fondamentali hanno riguardato: Attività e passività finanziarie; le imposte differite e l’accantonamento per indennità per ferie.

La società “Arsenal Holdings plc” ha chiuso il bilancio consolidato al 31 maggio 2016 con un fatturato consolidato di £ 353,5 milioni (€ 464,1 milioni, ad un cambio, al 31.05.2016, di 1 € = 0,7618 £) e un utile netto di £ 1,65 milioni (€ 2,16 milioni). Nel 2014/15 il fatturato era pari a £ 344,5 milioni e l’utile netto era di £ 14,9 milioni (con i nuovi FRS 102).
Anche escludendo dal fatturato complessivo, quello del settore immobiliare, l’Arsenal si colloca nella fascia dei club che superano la soglia dei 400 milioni di Euro di fatturato.
Il fatturato complessivo del Gruppo segna un incremento di £ 9 milioni (+2,62%), l’utile netto segna un decremento di £ 13,26 milioni. Il Settore sportivo, a livello di Gruppo, ha contribuito con un fatturato di £ 350,6 milioni (€ 460,3 milioni) ed un risultato prima delle imposte positivo per £ 867 mila (£ 4,83 milioni nel 2014/15).

Dal punto di vista gestionale, l’Arsenal evidenzia una struttura diversificata ed equilibrata dei ricavi. I ricavi del settore immobiliare, nel tempo, sono serviti a cofinanziare la costruzione dello Stadio ed la leva del Player trading appartiene alle passate gestioni, ormai.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2015/16, ha visto l’eliminazioni ai quarti di finale della FA Cup; il conseguimento del secondo posto in Premier League con 71 punti e la qualificazione per la diciannovesima volta consecutiva all’UEFA Champions League; l’eliminazione agli ottavi di Champions League.

La Transizione agli FRS 102

La transizione dai princìpi contabili UK GAAP ai princìpi contabili FRS 102 ha comportato la rideterminazione dei valori del Patrimonio Netto al 31 maggio 2014 e 31 maggio 2015, come illustrato nella figura tratta dal bilancio consolidato 2015/16 di Arsenal Holdings Plc.



Pertanto, le voci che compongono il Patrimonio Netto dal 2013/14 al 2015/16, diventano le seguenti:



Le variazioni hanno determinato l’evidenziazione della riserva di copertura denominata “Hedging riserve” e la variazione delle riserve riguardanti gli utili e perdite portate a nuovo.

Anche il risultato dell’esercizio 2014/15 è stato adeguato, come illustrato nella figura tratta dal bilancio consolidato 2015/16 di Arsenal Holdings Plc.



L’utile 2014/15, determinato con gli UK GAAP era di £ 20,004,000. L’applicazione degli FRS 102 ha comportato delle variazioni negative dovute alla rivalutazioni delle posizioni debitorie per un migliaio di sterline; alla rivalutazione dei contratti derivati a copertura del rischio tasso di interesse (Interest Rate Swap) per £ 6,475,000 e l’accantonamento delle ferie per £ 46,000. Mentre si è verificata una variazione positiva nel calcolo delle imposte per £ 1,294,000. Il risultato 2014/15 con l’applicazione degli FRS 102 è di £ 14,816,000.

La Strategia di Gruppo e il “cerchio virtuoso”.

Gli Amministratori, in questi anni, hanno cercato di creare una base finanziaria solida, che permettesse di finanziare la costruzione dello Stadio e il ritorno al successo sportivo.
La strategia a lungo termine è quella di perseguire uno sviluppo sostenibile autosufficiente dal punto di vista economico al fine di conseguire risultati sportivi che determinino l’affermarsi dell'Arsenal Football Club, come squadra di calcio, sia sulla scena nazionale che su quella internazionale.
I fondi generati dal business sono messi a disposizione per ulteriori investimenti nel Club, con l'obiettivo di raggiungere un maggiore livello di successo sul campo che si traduca in ultima analisi, nella conquista di trofei.
In linea di massima ed in estrema sintesi il cerchio virtuoso della strategia dell’Arsenal è riassumibile nel fatto che gli investimenti nella prima squadra, con l’acquisto di calciatori, dovrebbero determinare i successi in campo sportivo, che a loro volta alimentano la base dei tifosi e simpatizzanti, che costituiscono la potenziale clientela, che alimenta i ricavi commerciali e quelli da “match day”. Ovviamente con l’aumento dei ricavi si generano profitti che vengono reinvestiti nella prima squadra. Così il cerchio dell’autofinanziamento è chiuso.

Nel bilancio è riportata la seguente figura che riassume il tutto.



Il Gruppo.

L’Arsenal fa parte di un Gruppo con a capo la società Arsenal Holdings Plc, con sede nel Regno Unito. Arsenal Holdings Plc è, a sua volta, controllata dalla società KSE UK Inc., che ne possiede il 66,8%.
Tale società, risulta registrata negli USA, nello Stato del Delaware, e fa capo a Enos Stanley "Stan" Kroenke, che pertanto è il controllore in ultima istanza del Gruppo.

Le società controllate dal Gruppo sono 19 e si occupano di diverse attività.
The Arsenal Football Club plc si occupa del club di calcio maschile; la società Arsenal Ladies Limited  si occupa del club di calcio femminile. Ci sono 2 società che si occupano di operazioni immobiliari: Ashburton Trading Limited e Highbury Holdings Limited.
Ben 5 società risultano non operative e n. 3 società risultano registrate fuori dalla Gran Bretagna precisamente: AOH-USA, LLC, registrata negli USA, controllata al 100%, che si occupa di gestione dati; Arsenal Overseas Limited, registrata nell’isola di Jersey, controllata al 100% che si occupa delle operazioni di vendita al dettaglio, Arsenal Football Club Asia PTE Limited, registrata a Singapore, controllata al 100%, che si occupa di Commercial operations.

La Continuità aziendale.

Secondo gli Amministratori, il Gruppo dovrebbe essere in grado di operare all'interno del livello delle sue attuali risorse finanziarie e linee di credito.
Gli Amministratori hanno la ragionevole aspettativa che il Gruppo abbia adeguate risorse per continuare la propria operatività per il prossimo futuro, pertanto il bilancio è stato redatto in base al presupposto della continuità aziendale.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.

Dopo la riclassificazione con i principi contabili FRA 102, il totale dell’attivo è diminuito da £ 919,36 milioni. Pertanto supera la cifra di 1,15 miliardi di Euro. Le immobilizzazioni materiali incidono su tutto l’attivo per il 47,98% e le disponibilità liquide per il  25,81%.



L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso dell’Arsenal, l’indice di indebitamento è pari a 0,60, che segnala il prevalere delle Liabilities sui mezzi propri.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Un club è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,60, ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti. Tra questi beni è compresa la voce terreni e fabbricati, inclusiva dello stadio con un valore contabile netto pari a £ 352,6 milioni, circa il 40,18% dell’attivo.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 1,27, ciò vuol dire che l’attivo a breve è in grado di pagare i debiti a breve. Infatti, il capitale circolante netto è positivo per la cifra di £ 64,86 milioni.
In genere, la presenza di un capitale circolante netto positivo è indicatore della buona salute finanziaria di cui gode la società. Si pensi al valore delle disponibilità liquide pari a. £ 226,4 milioni (€ 297,3 milioni).

Il Patrimonio Netto.

Il patrimonio netto, che corrisponde ai “mezzi propri”, è positivo e ammonta a £ 328,1 milioni (€ 430,6 milioni). L’esercizio precedente, a seguito delle rettifiche operate per l’adeguamento ai pricipìpi contabili FRS 102, era pari a £ 325,3 milioni e pertanto risulta un incremento di £ 2,8 milioni, dovuto all’utile conseguito nell’esercizio.
La transizione agli FRS 102, ha comportato un aumento del Patrimonio Netto al 31.05.2014, di £ 870,000, da £ 310,618,000 a £ 311,488,000 e di quello al 31.05.2015, da £ 330,669,000 a £ 325,311,000.
Infatti, la transizione agli FRS 102, per l’esercizio 2013/14 ha comportato l’evidenziazione della riserva per coperture negativa per £ 92 mila e un aumento della riserva utili per £ 962 mila; mentre, per l’esercizio 2014/15 ha comportato l’evidenziazione della riserva per coperture negativa per £ 1,092,000 e un decremento della riserva utili per £ 4,266 mila.

Il Patrimonio Netto, essendo non negativo e in crescita, risulta conforme a quanto stabilito dal Regolamento del Fair Play Finanziario.

Dal punto di vista strutturale, il rapporto tra patrimonio netto e totale delle attività è pari al 37,4%. Il Patrimonio Netto finanzia il 98,2% del capitale investito netto. Il capitale circolante netto, ossia la differenza tra attivo corrente e passivo corrente, è positivo per £ 64,86 milioni (€ 85,14 milioni), con un incremento di £ 16,9 milioni rispetto al 2014/15.

L’Indebitamento Finanziario Netto.



La Posizione Finanziaria Netta del consolidato di Arsenal Holdings Plc è negativa per £ 6,1 milioni (€ 8,1 milioni). Le disponibilità liquide sono ingenti e sono pari a £ 226,46 milioni (€ 297,3 milioni) e rispetto all’esercizio precedente risultano diminuite di £ 1,7 milioni.

Il debito finanziario lordo ammonta a £ 232,6 milioni (€ 305,3 milioni). Di questi, solo £ 7,6 milioni, hanno la scadenza entro l’esercizio successivo.
La transizione agli FRS 102, ha comportato un aumento del debito lordo al 31.05.2015 da £ 233,87 milioni a £ 238,6 milioni, che ha determinato il peggioramento dell’indebitamento netto al 31.05.2015 di £ 4,78 milioni.

I debiti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 48,6 milioni (£ 80,5 milioni nel 2014/15). Mentre i crediti verso squadre di calcio per trasferimenti giocatori ammontano a £ 6,1 milioni (£ 14,9 milioni nel 2014/15).

Risulta esserci un fondo rischi per i trasferimenti calciatori. Al 31.05.2015, tale fondo ammonta a £ 16,792,000 (£ 17,48 milioni nel 2014/15). Il fondo Trasferimenti si riferisce principalmente alle spese di trasferimento, supplementari e probabili, dovute a bonus legati al raggiungimento di un determinato numero di presenze. Durante il 2015/16, sono stati fatti nuovi accantonamenti per £ 5 milioni. Inoltre £ 4,1 milioni di fondi già accantonati sono stati riclassificati come debiti e £ 1,6 milioni sono stati cancellati in quanto non più necessari.

In base al Regolamento del Fair Play Finanziario, è consigliabile che l’indebitamento di natura finanziaria, al netto delle disponibilità liquide, e comprensivo dei debiti e crediti da trasferimenti calciatori, non sia superiore ai ricavi. L’Arsenal rispetta questo parametro.

Il Valore della Rosa.



Il valore contabile netto della rosa ammonta a £ 146 milioni (€ 191,6 milioni); mentre, l’esercizio precedente era pari a £ 171,6 milioni. L’incidenza sul totale dell’attivo non corrente è del 16,7%. La variazione è dipesa da acquisti per £ 35,4 milioni (£ 113,95 milioni nel 2014/15), cessioni per un valore contabile netto residuo di £ 1,8 milioni (£ 1,9 milioni nel 2014/15), ammortamenti per £ 59,2 milioni (£ 54,4 milioni nel 2014/15).
Tra gli investimenti in calciatori effettuati, figurano: l’acquisto di Petr Cech (Chelsea), Mohamed Elneny (FC Basel).

Da quando Stanley Kroenke  è diventato maggior azionista (dalla stagione 2011/12), sono stati investiti 350 milioni di sterline nell’acquisto di calciatori.

Il rapporto tra Patrimonio Netto e Valore Rosa Calciatori è di 2,2, pertanto il valore della rosa calciatori è ampiamente coperto dai “mezzi propri”.

Dopo la chiusura del bilancio, per l'Arsenal Football Club plc, la campagna trasferimenti ha determinato un saldo a debito di £ 87.300.000, nel periodo precedente, il saldo a debito era di £ 10.500.000. Questi trasferimenti saranno contabilizzati nell'esercizio 2016/2017.
Tra i calciatori acquistati figurano: Granit Xhaka (Borussia Mönchengladbach); Shkodran Mustafi (Valencia) e Lucas Pérez (Deportivo de La Coruña).

La Gestione Economica.

Il fatturato complessivo del Gruppo, al netto della joint venture, aumenta da £ 344,5 milioni del 2014/15 a £ 353,5 milioni. L’incremento registrato è stato del 2,62% ed è dovuto principalmente ai ricavi media, che sono aumentati del 12,6%. Il settore immobiliare evidenzia un fatturato di £ 2,9 milioni con una variazione negativa di £ 12,3 milioni rispetto al 2014/15.



Il Settore Immobiliare.

In generale, l'attività nel business immobiliare del Gruppo, da alcuni anni, è ad un livello molto basso, i ricavi 2015/16 riguardano la vendita dell’ultimo appartamento ad Highbury Square dopo la scadenza di un contratto di locazione riguardante lo stesso e una sopravvenienza attiva.
Per quanto riguarda le due rimanenti aree di sviluppo, sono stati effettuati alcuni lavori preliminari di costruzione a Holloway Road, mentre procedono i vari negoziati per sbloccare i progetti riguardanti Hornsey Road.

Il fatturato relativo al settore immobiliare diminuisce di £ 12,27 milioni, precisamente da £ 15,2 milioni a £ 2,92 milioni (€ 3,8 milioni).  I costi operativi del settore immobiliare diminuiscono da £ 2,2 milioni a £ 1,26 milioni. Il risultato operativo è di £ 1,652,000 (€ 2,16 milioni).

Il risultato del settore immobiliare prima delle imposte è diminuito da £ 13,3 milioni a £ 1,98 milioni.

In quindici anni, dal 2001/02 al 2015/16, il Settore Immobiliare dell’Arsenal ha fatturato 465,7 milioni di Sterline e ha contribuito positivamente alla redditività del Gruppo con 69 milioni di Sterline.



Il rapporto Pre Tax Profit e Turnover è del 14,8% circa. Questo significa che ogni 100 Sterline fatturate se ne sono guadagnate circa 14,8. Indubbiamente, anche il settore immobiliare ha contribuito positivamente alla copertura finanziaria per la costruzione dello stadio.

Il Settore Sportivo.

Il fatturato imputabile alla gestione sportiva, comprensivo dei ricavi per i prestiti dei calciatori, risulta in crescita del 6,46%, da £ 329,3 milioni a £ 350,6 milioni (€ 460,3 milioni).
L’Arsenal, per quanto riguarda il settore calcio, evidenzia un fatturato netto equilibrato, che dipende per il 28,76% dai ricavi da gare, per il 40,47% dai ricavi TV e per il 30,77% dai ricavi commerciali.



I ricavi da gare risultano pari a £ 99,9 milioni (£ 100,4 milioni nel 2014/15).
La media dei biglietti venduti è stata di 59.834, che rappresentano più del 99% della capacità dello stadio (2015: 59.930; 2014: 59.790).
I ricavi da diritti  tv ammontano a £ 140,57 milioni (£ 124,8 milioni nel 2014/15), registrando un incremento di £ 15,7 milioni.
I ricavi commerciali aumentano complessivamente del 3,5% da £ 103,3 milioni del 2014/15 a £ 106,9 milioni. Si pensi che nel 2011/12 ammontavano a £ 52,5 milioni. I ricavi da merchandising risultano stabili a £ 24,6 milioni (£ 24,7 milioni nel 2014/15). I ricavi commerciali da Sponsorizzazioni e pubblicità registrano la cifra di £ 82,3 milioni (£ 78,6 milioni nel 2014/15), con un incremento del 4,7%. Emirates e PUMA sono delle partnership assicurate per il lungo termine. Il rinnovo del contratto di sponsorizzazione con “Emirates Airlines”, avvenuto nel 2012/2013, riportava un importo complessivo di £ 150 milioni, che dovrà essere ripartito sulla nuova durata del contratto. Il contratto di “naming rights” con “Emirates Airlines” scadrà nel 2028, mentre quello riguardante la sponsorizzazione della maglia scadrà nel 2019. Nel Luglio 2014, è iniziata la nuova partnership con PUMA. L'accordo con PUMA rappresenta il più importante accordo di partnership nella storia dell'Arsenal e di PUMA.
L’Arsenal può vantare partnership commerciali in Nord America, Sud America, Europa, Africa, Asia e Oceania, a dimostrazione dell'interesse in tutto il mondo da parte di varie organizzazioni commerciale a collaborare con l'Arsenal, così come le capacità del club a far fronte e garantire gli stessi accordi di partnership.

Il tour dell’Emirates Stadium ha attirato più di 220.000 visitatori lo scorso anno da tutto il mondo. Molti di loro hanno visitato anche il Museo dell'Arsenal.
I ricavi da prestiti calciatori aumentano da £ 805 mila da £ 3,2 milioni.

Il Player Trading.



Il risultato della gestione “Player trading” è determinato dalla differenza tra plusvalenze e minusvalenze, dagli ammortamenti sui diritti alle prestazioni dei calciatori, comprese eventuali perdite di valore, e dai ricavi per i calciatori in prestito. Il risultato di tale gestione è negativo per £ 53,98 milioni. Invece, nel 2014/15, il risultato è stato negativo per £ 25,6 milioni.
L’ammortamento dei giocatori è pari a £ 59,26 milioni, mentre nel 2014/15 era pari a £ 54,43 milioni, con un incremento del 8,87%.
Nell’esercizio 2015/16, l'ammortamento dei giocatori non è stato compensato dai profitti sulla vendita di giocatori pari a £ 2 milioni (nel 2014/15: £ 28,9 milioni).
Durante il 2015/16, l’Arsenal non ha effettuato cessioni importanti ed ha mantenuto in rosa tutti i suoi giocatori chiave. L’unico ricavo di rilievo riguarda una percentuale sulla vendita di Benik Afobe a Bournemouth che è un giocatore proveniente delle giovanili, ed ha determinato profitti da trasferimento per £ 2,0 milioni.
Il fatto che l’Arsenal non venda i suoi calciatori più bravi dipende dal miglioramento della posizione finanziaria del club negli ultimi cinque anni, che permette al club di fare a meno dei profitti da trasferimento calciatori,come una componente essenziale del conto economico.

Costo dei dipendenti.

Il costo del personale continua ad essere di gran lunga la più importante voce di costo e ammonta a £ 195,4 milioni (€ 256,48 milioni), con un incremento dell’ 1,63%.
Dal 31/05/2011 il costo del personale è aumentato di £ 71 milioni, da £ 124,4 milioni a £ 195,4 milioni.

La transizione agli FRS 102, ha comportato un aumento del costo del personale 2014/15 di £ 46 mila, da £ 192,213,000 a £ 192,259,000, a causa dell’accantonamento delle ferie non godute.

L’incidenza sul fatturato del settore calcio, senza Player Trading, è del 56,24%.
La media del numero dei dipendenti, durante il 2015/16, è stata di 651, di cui: 68 “Playing staff”; 122 “Training staff”; 355 Administrative staff e 106 “Ground staff”.
In aggiunta, sono stati utilizzati in media circa 835 “temporary staff” nei giorni di “match days” (2014/15: 830).

Il Consiglio di Amministrazione è costato £ 3.384.000 (£ 2.966.000 nel 2014/15). La maggior parte del costo si riferisce al solo Gazidis, che è costato £ 2,608,000 (£ 2.299.000 nel 2014/15).

Gli Altri costi operativi ammontano a £ 70,2 milioni (£ 72 milioni nel 2014/15).

L’incidenza del “Fattore Lavoro Sportivo”.

Il Costo del “Fattore Lavoro Sportivo”, dato dalla somma del costo del personale e degli ammortamenti dei calciatori, rapportato al fatturato netto sportivo incide per il 73,3% (75,4% nel 2013/14).

La gestione finanziaria.

I proventi da joint venture ammontano a £ 1,004,000 (£ 762 mila nel 2014/15).
Gli oneri finanziari netti, esclusi i proventi da joint venture, diminuiscono da £ 19,23 milioni a £ 13,37 milioni.
Nel dettaglio , gli oneri finanziari lordi, pari a £ 13,48 milioni, riguardano: interessi passivi bancari per £ 25 mila; interessi passivi su obbligazioni a tasso variabile e fisso per £ 12.218.000; altri oneri per £ 415 mila; e i costi per finanziamenti a lungo termine per £ 825 mila.
La Variazione del fair value degli strumenti finanziari risulta negativa per £ 675 mila.
I proventi finanziari sono pari a 785 mila sterline (£ 828 mila nel 2014/15).

La transizione agli FRS 102, ha comportato un aumento degli oneri finanziari netti del 2014/15 di £ 6,476,000, da £ 12,751,000 a £ 19,227,000, a causa del rilevamento delle Variazioni del fair value degli strumenti finanziari, che nel 2014/15, sono state negative per £ 6,476,000.

Il Breakeven Result.

Al momento, l’Arsenal non ha alcun problema a confrontarsi con il criterio del “Breakeven Result” del Fair Play Finanziario e con le sue soglie di tolleranza.
Il risultato prima delle imposte del Gruppo al 31 maggio 2016 è positivo per £ 2,86 milioni (€ 4 milioni). Anche nei precedenti due esercizi il risultato prima delle imposte era positivo. Considerando le rettifiche FRS 102 al 31 maggio 2015 era positivo per £ 18,192,000 e al 31 maggio 2014 era positivo per £ 5,879,000.
In chiave Financial Fair Play, per l’Arsenal bisogna considera solo la Gestione Sportiva, che mostra comunque risultati ampiamente positivi.
L’utile netto del 2015/16, risulta pari a £ 1,6 milioni  ed è ormai il quattordicesimo risultato positivo consecutivo, per trovare un bilancio in perdita bisogna risalire all’ormai lontano 2001/02.

Conclusioni.

Molti sono i dati del bilancio consolidato da giudicare positivamente in ottica Fair Play Finanziario.
E’ facile prevedere che anche per le classifiche relative al fatturato 2015/16, l’Arsenal si confermerà tra i primi 10 club del mondo.
In questi anni, sembrerebbe che la gestione dell’Arsenal, col discorso legato allo stadio, abbia considerato il perseguimento della solidità economica-patrimoniale e finanziaria come la premessa del successo sportivo.

Non resta che migliorare sotto l’aspetto dei risultati sportivi, anche se bisogna evidenziare che l’Arsenal partecipa ad un campionato dove i club non badano a spese. 

martedì 4 ottobre 2016

Bilancio Juve 2015/16: secondo utile consecutivo con l’obiettivo di consolidare l’equilibrio economico.



Luca Marotta


Il bilancio 2015/16 di Juventus Football Club S.p.A. mostra, per la seconda volta consecutiva, un utile netto d’esercizio per Euro 4.062.312 ( € 2,29 milioni nel 2014/15), un patrimonio netto positivo per € 53.383.588 (€ 44,6 milioni nel 2014/15) e un indebitamento finanziario netto pari a € 199,4 milioni (€ 188,9 milioni nel 2014/15).

Il Presidente Agnelli, nella sua lettera agli azionisti ha voluto evidenziare che “i presupposti che hanno convinto gli azionisti a sottoscrivere interamente l’aumento di capitale dell’ottobre del 2011 sono stati confermati e gli obiettivi addirittura superati”. Il Presidente ha evidenziato che nonostante il fatto che la Juventus sia una società solida con buone prospettive di sviluppo, la stessa “dovrà continuare a sviluppare i suoi ricavi e a garantire efficienza nella gestione”. Poiché i buoni risultati economici sono stati garantiti dalla partecipazione costante alla UEFA Champions League, la Juventus all’interno dell’ECA si è battuta per una riforma della stessa competizione. Il risultato ottenuto è che dal 2018 alla UEFA Champions League parteciperanno quattro club italiani. Tale risultato rende meno aleatoria la programmazione, che può far leva più facilmente su tale importante fonte di ricavo. Agnelli ha affermato che i nuovi contratti di partnership, tra cui ‘JEEP’ e ‘adidas’, confermano la crescita del brand ‘Juventus’ nel panorama dello sport industry . La crescita del brand ha anche permesso la stipula di importanti “regional partnerships” (Messico, Nigeria, Azerbaigian). Inoltre, secondo Agnelli, la scelta della gestione in-house del licensing e del merchandising, accompagnato da una nuova strategia di sviluppo degli Juventus Store sta dando buonii risultati.

In estrema sintesi, anche per il 2015/16, il bilancio conferma il trend positivo di netto miglioramento dell’andamento economico, soprattutto se si fa il confronto con la perdita di € 95,4 milioni del 2010/11 e se si considera il fatto che il bilancio 2015/16 è il secondo consecutivo chiuso con un utile di esercizio.

Per quanto riguarda il 2016/17, gli Amministratori prevedono un risultato economico positivo, nonostante il forte incremento dei costi del personale e degli ammortamenti calciatori che si verificherà. I fattori determinanti saranno i proventi già generati dalle cessioni già perfezionate e l’incremento di altri ricavi operativi.
Si pensi che nel 2016/17 Pogba è stato ceduto al Manchester United FC per € 105.000.000, con una plusvalenza contabile di € 96.490.000, anche se l’impatto economico della cessione, al netto degli oneri accessori legati al trasferimento, si riduce ad € 72.507.000 ed Morata ceduto al Real Madrid Club de Futbol per € 30.000.000 ha determinato una plusvalenza per € 15.947.000.
In ogni caso, l’obiettivo societario è quello di consolidare il sostanziale equilibrio della gestione economica raggiunto sia nell’esercizio 2014/15 che nell’esercizio 2015/16.

Dal punto di vista sportivo, la stagione 2015/16, ha visto la Juventus vincere per la quinta volta consecutiva il campionato italiano di Serie A, la vittoria per l’undicesima volta della Coppa Italia, e l’eliminazione agli ottavi di UEFA Champions League. Inoltre, ha conquistato la settima Supercoppa Italiana della sua storia.

La Capitalizzazione di Borsa.

La Capitalizzazione di Borsa, può essere considerata come un valore indicativo della società e si ottiene moltiplicando il numero delle azioni per il valore di mercato. Le azioni Juventus sono quotate al Mercato Telematico Azionario della Borsa Italiana.
Durante il periodo dal 01/07/2015 al 30/06/2016, l’andamento della quotazione in borsa si desume dal seguente grafico della Borsa Italiana.



Il valore più elevato si è toccato il 20/07/2015 con € 0,2962 per azione e quello più basso il 20/01/2016 con € 0,2310 per azione. Il 14 settembre 2016, l’azione quotava € 0,3157
Di conseguenza il valore di capitalizzazione di borsa, durante l’esercizio 2015/16, è oscillato tra
€ 298,5 milioni ed € 232,8 milioni.



Il 14 settembre 2016 il valore di capitalizzazione di borsa era di circa 318 milioni di Euro.
La rivista americana Forbes ha valutato la Juventus 1.299 milioni di dollari USA, collocandola al nono posto della sua classifica, prima tra le squadre italiane.

In ogni caso, tale valore è solo indicativo, perché quando si vendono o comprano pacchetti di controllo di società quotate in borsa, molto spesso emergono altri valori. Si pensi all’obbligo di lanciare un’OPA. Si deve aggiungere che nel bilancio della Juventus non risulta valorizzato il marchio e un’eventuale trattativa, ovviamente, ne deve tener conto.

La classifica Brand Finance Football 50 colloca la Juventus all’undicesimo posto, prima tra le squadre italiane, con un valore del Brand pari a 287 milioni di dollari USA.

Juventus è controllata per il 63,77% da EXOR S.p.A., invece Lindsell Train Ltd. detiene il 10,01% del capitale sociale e la parte restante costituisce il flottante.

La Struttura dello Stato Patrimoniale.



Il totale delle attività risulta in aumento del 21,8%, assestandosi a 577,5 milioni di Euro (€474,3 milioni nel 2014/15).
La presenza dello stadio di proprietà rende la struttura del bilancio della Juventus, rispetto a quella di altri club italiani, più vicina agli standard degli altri club europei. Il peso sul totale dell’attivo della voce “Terreni e fabbricati”, al netto degli ammortamenti, è del 23,5% circa. Il peso dei diritti pluriennali sul totale dell’Attivo è del 32,2%.
La voce terreni e fabbricati aumenta dell’1,1%, da € 134.056.117 a € 135.555.977. L’incremento del valore è stato causato da investimenti nello “Juventus Training Center” per € 1,12 milioni e nello “Juventus Stadium” per € 478 mila oltre ad una riclassificazione contabile di € 2,8 milioni; gli ammortamenti sono stati pari a 2,9 milioni di Euro. Gli investimenti si riferiscono principalmente al rifacimento di due campi in erba sintetica dello “Juventus Training Center”.

L’attivo corrente, comprensivo degli anticipi a fornitori correnti, risulta inferiore al passivo corrente, comprensivo degli anticipi da clienti correnti, di € 139,9 milioni (-€ 204,9 milioni nel 2014/15), conseguenza, molto probabilmente, degli investimenti realizzati.
Il capitale investito netto risulta diminuito di 9,3 milioni di Euro circa.



L’INDICE DI SOLVIBILITA’ TOTALE
Il rapporto tra attività totali e debiti totali determina l’indice di solvibilità totale. Una società è solvibile quando il totale dell’attivo è superiore al totale dei suoi debiti. Quanto maggiore risulta tale indice, tanto più la società è solvibile. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità totale è pari a 1,1 (1,1 nel 2014/15), ciò vuol dire che il club possiede dei beni il cui valore è sufficiente a pagare i debiti.

L’INDICE DI SOLVIBILITA’ CORRENTE
Il rapporto tra attività correnti e passività correnti determina l’indice di solvibilità corrente. Tale indice serve a verificare se l’attivo corrente è in grado di pagare i debiti a breve. Nel caso in questione, l’indice di solvibilità corrente è pari a 0,48 (0,34 nel 2014/15), ciò vuol dire che l’attivo a breve non sarebbe in grado di pagare i debiti a breve.
Tuttavia nel caso in questione i debiti a breve comprendono anticipi da clienti correnti per 15,5 milioni di Euro.

L’Indicatore di Liquidità della FIGC.
Tale indicatore, che è finalizzato a misurare il grado di equilibrio finanziario di breve termine, ossia la capacità della società di far fronte agli impegni finanziari con scadenza entro i 12 mesi, coincide sostanzialmente con l’indice di solvibilità corrente.
Detto indicatore di Liquidità tra le Attività Correnti considera le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi ed esclude i Crediti tributari per imposte anticipate; mentre tra le Passività Correnti considera i debiti con scadenza entro i dodici mesi ed esclude i Debiti verso soci postergati ed infruttiferi. Per tale indicatore il risultato sarebbe pari a 0,48, superiore alla soglia minima del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la serie A che è di 0,4.

Il Patrimonio Netto.

Il Patrimonio netto al 30 giugno 2016 è positivo per € 53.383.588 (€ 44,6 milioni nel 2014/15) e finanzia il 9,2% dell’attivo.
La variazione positiva di 8,7 milioni di Euro, rispetto al patrimonio netto del 30 giugno 2015, è dovuta sostanzialmente all’utile dell’esercizio registrato (€ 4,1 milioni) e alla movimentazione della Riserva da fair value attività finanziarie (€ +4,4 milioni) e della Riserva da utili/(perdite) attuariali (€ 127.775).
Il Patrimonio Netto, essendo positivo, è conforme a quanto stabilito dal regolamento del Fair Play Finanziario.
Al 30 giugno 2016, il capitale sociale della società bianconera, interamente sottoscritto e versato, ammonta a € 8.182.133,28 ed è costituito da n. 1.007.766.660 azioni ordinarie senza valore nominale.
Il Patrimonio Netto finanzia il 21,1% del Capitale Investito Netto, pari a € 252,75 milioni (€ 233,5 milioni nel 2014/15), il restante 78,9% è finanziato dall’indebitamento finanziario netto.

L’INDICE DI INDEBITAMENTO
Il rapporto tra patrimonio netto e il totale delle passività determina l’indice di indebitamento. Tale valore deve muoversi all’intorno di 1. Nel caso in questione, è pari a 0,102 (0,104 nel 2014/15).
Il che sta a significare che il capitale di terzi prevale sui mezzi propri.
Infatti, anche l’equity ratio è basso, perché pari al 9,2%.

L’ Indicatore di Indebitamento della FIGC.

Indicatore di Indebitamento è finalizzato a misurare il grado complessivo di Indebitamento della società in rapporto al Valore della Produzione medio degli ultimi tre esercizi. Secondo la FIGC, detto indicatore di Indebitamento rappresenta il raccordo tra la componente finanziaria dei Debiti e quella economica del Valore della Produzione e segnala in modo sintetico la sostenibilità dell’indebitamento.
I debiti iscritti in bilancio al 30.06.2016 ammontano a € 510,47 milioni, mentre il valore della produzione medio degli ultimi tre anni è pari a € 350,6 milioni.
Pertanto il rapporto tra debiti e valore della produzione medio degli ultimi tre esercizi è pari a 1,46, comunque inferiore alla soglia massima consentita del 2015/16 stabilita dalla FIGC per la Serie A che è di 2. Tale soglia è destinata a ridursi nel 2017/18 a 1,5.

La Posizione Finanziaria Netta.

Secondo il regolamento del Fair Play Finanziario, l’indebitamento di natura finanziaria al netto delle disponibilità liquide, cui va aggiunto il saldo tra crediti e debiti da calciomercato, non deve essere superiore ai ricavi. Non si dovrebbero conteggiare i debiti contratti per investimenti in infrastrutture sportive come lo Stadio e il Centro Sportivo.
L’indebitamento finanziario netto, al 30 giugno 2016 è pari a € 199,4 milioni ed è in aumento del 5,5% rispetto ai 188,9 milioni del 30 giugno 2015.



Il totale lordo dei debiti finanziari aumenta da € 196,6 milioni del 30/06/2015 a € 232,1 milioni del 30 giugno 2016.
I debiti verso le società di factoring aumentano da € 90,5 milioni a € 136,4 milioni.
Rispetto al 30 giugno 2015, il debito verso l’Istituto per il Credito Sportivo aumenta da € 43,4 milioni a € 48,7 milioni. Trattasi di un debito “virtuoso” e la rata classificata tra i debiti a breve è di € 5,7 milioni. I debiti verso le banche aumentano da € 13,6 milioni a € 39,3 milioni. I debiti verso società di Leasing, diminuiscono da € 10,4 milioni a € 7,7 milioni. Trattasi di debiti “virtuosi”, perché riguardano il Centro Sportivo di Vinovo, oggetto di un’operazione di leasing, con Unicredit Leasing S.p.A.. Nel luglio 2016 Juventus ha esercitato l’opzione per il riscatto dello Juventus Training Center di Vinovo ed ha acquisito da Unicredit Leasing S.p.A. la proprietà dello stesso, versando € 7,7 milioni.
Le altre passività finanziarie risultano azzerate. Al 30.06.2015, figurava anche un debito finanziario di 38 milioni di Euro verso la società controllante EXOR.
Da settembre 2015, si è proceduto alla conversione di una parte dell’indebitamento a breve termine in forme di finanziamento a medio-lungo termine.
Al 30 giugno 2016, la Società dispone di linee di credito bancarie per € 414,5 milioni.
In data 11 aprile 2016, la  Juventus ha ottenuto un finanziamento di € 10 milioni dall’Istituto per il Credito Sportivo per l’ulteriore sviluppo dell’area dello Juventus Stadium.
Le Disponibilità liquide aumentano da € 3,1 milioni a € 28,6 milioni. Le attività finanziarie non correnti pari a € 4,1 milioni, rimangono invariate, poiché si riferiscono a liquidità depositata su conto corrente a garanzia del mutuo contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo.

Il saldo tra debiti e crediti da calciomercato è negativo per € 78,4 milioni (€ -13,9 milioni al 30/06/15).
I Crediti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti sono pari a € 70,8 milioni (€ 79,7 milioni, al 30/06/15).
I Debiti verso società del settore specifico per campagna trasferimenti risultano pari a € 149,2 milioni (€ 93,6 milioni, al 30/06/15).
L’indebitamento finanziario netto della Juventus, con l’aggiunta del saldo tra debiti e crediti da calciomercato, è inferiore ai ricavi e risulta conforme al Fair Play Finanziario.

Altre Passività
Nel passivo non corrente figura la voce “Fondo per benefici ai dipendenti non corrente” per € 4.540.034.
Tale voce  si riferisce al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 febbraio 2015 che attualmente riguarda i due Amministratori Delegati e 17 dipendenti che occupano posizioni di rilievo nell’impresa. Uno degli obiettivi di tale piano è la fidelizzazione dei beneficiari.

Il Rendiconto Finanziario.



Il rendiconto finanziario illustra i flussi di cassa generati dall’attività operativa, di investimento e finanziaria.
In sintesi, i flussi positivi generati dalla gestione operativa sono stati positivi per € 42,98 milioni (€ 55,93 milioni nel 2014/15), i flussi legati all’attività di investimento sono stati negativi per € 48,1 milioni; mentre i flussi di cassa generati dall’attività di finanziamento sono stati positivi per 28,1 milioni. Pertanto, il flusso di cassa generato durante l’esercizio è stato positivo per 22,96 milioni di Euro, pari alla variazione delle disponibilità liquide al netto dei saldi bancari passivi.

Per quanto riguarda l’attività di investimento, gli investimenti in diritti pluriennali calciatori hanno determinato l’assorbimento di flussi per € 160.891.788 (€ 74.622.171 nel 2014/15) compensati in parte da cessioni per diritti calciatori, che hanno determinato flussi positivi per € 58.384.233 (€ 42.153.210 nel 2014/15).
I crediti per cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori sono diminuiti, determinando flussi positivi, per € 11.036.094, mentre i debiti per acquisto diritti pluriennali prestazioni calciatori sono aumentati, determinando flussi positivi, per € 51.232.767.
Quindi, l’assorbimento netto determinato dall’attività di “Calciomercato”, che rientra nell’attività di investimento è stato di € 40,2 milioni netti.

Sull’attività di finanziamento ha influito positivamente l’Assunzione nuovi finanziamenti a medio-lungo termine per € 50.000.000.

Il Valore della Rosa.

Al 30 giugno 2016, il valore contabile netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ammonta a € 186,2 milioni e rispetto al 30 giugno 2015 risulta in aumento di € 71,9 milioni.
Il Costo storico della Rosa della prima squadra è di € 300,1 milioni e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 153,8 milioni, con un valore contabile di € 147,3 milioni. Il Costo storico di Altri professionisti è di € 94.992.000 e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 59.163.000, con un valore contabile di € 35.8 milioni. Il Costo storico di Giovani di serie è di € 4.5 milioni e il relativo fondo di ammortamento ammonta a Euro 1.471.000, , con un valore contabile di € 3 milioni.



L’incremento è dipeso dagli investimenti della Campagna Trasferimenti 2015/16, per € 160,9 milioni (€ 74,6 milioni nel 2014/15), da cessioni per un valore contabile netto di € 21,9 milioni (€ 22,4 milioni nel 2014/15) e ammortamenti per € 67 milioni (€ 57,9 milioni).
Il calciatore col valore contabile residuo più elevato è Dybala Paulo Exequiel con € 26.962.000 (costo storico € 33.702.000), seguito da Lobo Silva Alex Sandro con € 21.020.000 (costo storico € 26.275.000) e Mandzukic Mario con € 16.394.000 (costo storico € 21.859.000).
L’ultima Campagna Trasferimenti, conclusasi il 31 agosto 2016, ha comportato complessivamente un aumento del capitale investito di € 121,9 milioni (€ 114 milioni nel 2014/15) derivante da acquisizioni per € 156,2 milioni (€ 134,2 milioni nel 2014/15) e cessioni per un valore contabile residuo di € 34,3 milioni (€ 20,2 milioni nel 2014/15). Le plusvalenze nette generate dalle cessioni dell’ultimo Calcio Mercato ammontano a € 115,6 milioni (€ 33,8 milioni nel 2014/15).

Le Partecipazioni
Al 30 giugno 2016, le Partecipazioni  ammontano a € 9 mila e riguardano per € 5 mila la partecipazione detenuta in joint venture da Juventus nella società J Medical S.r.l. e per € 4 mila la partecipazione del 40%, detenuta da Juventus nella società Tobeez F&B Italia S.r.l, il cui capitale sociale è pari a € 10 mila. Tobeez F&B Italia S.r.l, al momento non operativa, si occuperà di ristorazione nell’ambito delle attività che saranno realizzate nell’area Continassa e nel comparto EST dello Juventus Stadium.
J Medical S.r.l. è una società a controllo congiunto (joint-venture) di Juventus e Santa Clara S.r.l e svolge l’attività di centro poliambulatoriale, diagnostico, fisioterapico e di medicina sportiva. Il J Medical è stato inaugurato il 23 marzo 2016. L’investimento sostenuto da Juventus per la ristrutturazione dei locali è stato di circa € 4,8 milioni.
J Medical ha chiuso i primi sei mesi dell’esercizio 2016 con una perdita di € 1,2 milioni dovuta principalmente ai costi di start-up.

La Gestione economica.

I Ricavi operativi lordi del 2015/16 ammontano a € 387.900.773, mentre nel 2014/15 erano pari a € 348.193.885. La variazioni in aumento è stata di € 39,7 milioni (+11,4%).
L’incremento è stato determinato soprattutto dai Ricavi da vendite di prodotti e licenze, assenti nel precedente esercizio, dai proventi per gestione calciatori e dai Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità. I Costi operativi sono aumentati in misura leggermente superiore, ossia del 13,7%, invece la voce riguardante gli Ammortamenti, accantonamenti e utilizzi di fondi è aumentata del 17,1%. Pertanto è risultata decisiva per garantire l’equilibrio economico la voce riguardante gli Altri ricavi ed oneri non ricorrenti positivi per € 10.638.769.



Il fatturato netto è aumentato da € 324,6 milioni a € 341,5 milioni. Se si osserva l’evoluzione del fatturato netto, si nota che il fatturato netto è costantemente in aumento dal 2011. Dal 2010/11 al 2015/16,  il tasso di crescita annuale composto (CAGR) del fatturato netto è stato del 17,3%.



I Proventi da cessioni diritti media, nel complesso, aumentano di poco da € 194,7 milioni a € 194,89 milioni. In particolare, i Proventi da competizioni UEFA diminuiscono di € 13 milioni, da € 88,6 milioni a € 75.598.000; mentre, i proventi da media nazionali aumentano da € 106,6 milioni a € 116,6 milioni.

Induttivamente si potrebbe determinare il Market Pool 2015/16, spettante alla Jventus, in 52,6 milioni di Euro, considerando un premio performance di 23 milioni di Euro, dovuto a tre vittorie e due pareggi, oltre al premio fisso per la partecipazione e l’accesso agli ottavi.



I Ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità aumentano di € 16,2 milioni, da € 53,8 milioni a € 70 milioni, per effetto dei nuovi contratti: ‘adidas’ e JEEP.

Nell’esercizio 2015/16, con i nuovi contratti di sponsorizzazione ‘adidas’ e ‘JEEP’, è aumentata l’incidenza percentuale dei ricavi commerciali sul fatturato netto, anche per via della scelta della gestione diretta del licensing e del retail, che in precedenza era preclusa da altri accordi commerciali.



Nel dettaglio, rispetto al 2014/15, i Ricavi da gare diminuiscono del 15%, da € 51,4 milioni a € 43,6 milioni. In effetti, il numero delle gare disputate è diminuito da 57 a 52. Rispetto al 2014/15, mancano gli incassi dei quarti e delle semifinali di Champions League. Dal 2010/11 al 2015/16, il tasso di crescita annuale composto (CAGR) dei ricavi da gare è stato del 30,5%.
Per quanto riguarda gli abbonamenti per la stagione 2015/16, sono state sottoscritte tutte le 28.000 tessere a disposizione, per un ricavo di € 16,9 milioni (€ 15,7 milioni nel 2014/15), inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi. I ricavi da gare di campionato sono aumentati da € 9,3 milioni a € 10.25 milioni. I ricavi da biglietteria per la UEFA Champions League ammontano a 6,15 milioni di Euro e risultano in calo di 4,35 milioni di Euro per il minor numero di partite. I Ricavi da servizi aggiuntivi gare aumentano a € 4,39 milioni da € 4,2 milioni. I Ricavi da finali Coppe diminuiscono di € 3,17 milioni a € 2.94 milioni. Gli Ingaggi per gare amichevoli diminuiscono di 2,55 milioni a € 1.47 milioni. I Ricavi da biglietteria per gare Coppa Italia ammontano a € 1,34 milioni e gli Altri ricavi da gare a € 217 mila.

I proventi da gestione diritti calciatori aumentano di 22,8 milioni di Euro, da € 23,5 milioni a € 46,4 milioni. Tale voce comprende plusvalenze complessive per € 36.716.000 (€ 20,6 milioni nel 2014/15).
I maggiori importi hanno riguardato: Vidal Pardo Arturo Erasmo (Bayern Munchen AG) per € 30.985.000; Ogbonna Obinze Angelo (West Ham United) per € 1.424.000; Buchel Marcel (Empoli F.C. S.p.A.) per € 1.097.000; Fiorillo Vincenzo (Delfino Pescara 1936 S.r.l.) per € 987 mila e Sorensen Frederik (FC Koln GmbH) per €  905 mila.
I Ricavi per cessione temporanea diritti calciatori risultano pari a 7,5 milioni di Euro, di cui Euro 5 milioni riguardano il prestito di Coman Kingsley al Bayern.
Altri ricavi per bonus, premi di rendimento e contributi di solidarietà sono stati pari a € 2.188.000, di cui € 1.250.000 per il bonus su Vidal ottenuto dal Bayern Munchen AG.

Gli altri ricavi diminuiscono del 21,8%, da € 24,8 milioni a € 19,4 milioni. Le sopravvenienze attive, pari a € 1.793.000, includono i premi addizionali distribuiti a consuntivo dalla UEFA per la partecipazione alla UEFA Champions League 2014/2015. I proventi per iniziative commerciali come “Accendi una Stella”, “Membership”, lo Stadium Tour, il Museo e il “Club Doc” aumentano da € 6.140.000 a € 6.340.000. I Proventi da Lega Nazionale Professionisti Serie A diminuiscono da € 4.075.000 a €  2.167.000. I Proventi da attività “no match day” e altri proventi stadio aumentano da € 3.336.000 da € 3.655.000.

I Costi operativi, esclusi gli ammortamenti e comprendendo gli oneri della gestione economica dei calciatori, sono pari a € 300 milioni (€ 263,8 milioni, nel 2014/15). La variazione in aumento è stata di € 36,2 milioni, ossia è stata del 13,7%, leggermente superiore all’incremento percentuale dei ricavi operativi lordi (+11,4%).
I costi relativi al personale tesserato aumentano da € 178 milioni a € 197,7 milioni, l’incidenza sul fatturato netto è del 52,4% (51,7% nel 2014/15), in linea col Fair Play Finanziario. Le retribuzioni sono aumentate di 20,3 milioni, da € 128,3 milioni a € 158,6 milioni. Gli incentivi all’esodo sono stati pari a 4,58 milioni di Euro (€ 4,7 milioni nel 2014/15). I premi variabili sono diminuiti da € 24,9 milioni a € 20,16 milioni.
Il costo del personale non tesserato aumenta da € 19,6 milioni a € 23,74 milioni.
Nel complesso il Costo del Personale ammonta a € 221,48 milioni (€ 198,4 milioni nel 2014/15) e l’incidenza sul fatturato netto è del 64,9% (61,1% nel 2014/15), comunque in linea col Fair Play Finanziario. L’incidenza del costo del personale sui ricavi operativi lordi è più bassa e risulta pari al 57,1% (57% nel 2014/15) a causa delle plusvalenze.

L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato.
L’ Indicatore di Costo del Lavoro Allargato è calcolato attraverso il rapporto tra il Costo del Lavoro Allargato ed i Ricavi ed è finalizzato a misurare il peso economico del costo del lavoro.
Il Costo del Lavoro Allargato include i costi per il personale, comprensivi degli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori; i Ricavi, considerati ai fini del denominatore del rapporto, comprendono i Ricavi delle vendite e delle prestazioni, i Proventi da sponsorizzazioni, i Proventi pubblicitari, i Proventi commerciali e royalties, i Proventi da cessione diritti televisivi, i Proventi vari e le Plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori al netto delle relative Minusvalenze.
Per il Costo del Lavoro Allargato si considera il valore risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio approvato, mentre i Ricavi sono dati dai loro valori medi degli ultimi tre bilanci d’esercizio approvati.
Nel caso in questione, se si considerasse tutto il costo del personale, il valore è di 0,82 tale valore sarebbe al di sotto del valore soglia previsto dalla FIGC per la Serie A per la stagione sportiva 2015/16, che è di 0,9.

Per quanto riguarda l’altro Personale, durante il 2015/16, era composto in media da 204 unità lavorative, di cui 17 dirigenti. Nelle note del bilancio si legge che l’aumento del personale impiegatizio, da n. 107 a n. 153, è dovuto principalmente alla crescita registrata nell’area cui, dal 1° luglio 2015, è affidata la gestione delle attività di licensing, retail and soccer school.

Gli Oneri da gestione diritti calciatori aumentano da € 7,1 milioni a € 10,9 milioni. La maggior parte riguarda gli Oneri accessori su diritti pluriennali calciatori non capitalizzati, pari a € 4.668.000 (€ 3.570.000 nel 2014/15), di cui € 1 milione per Liechtsteiner; € 517 mila per Tevez; € 516 per Pirlo ed 500 mila Euro per Pogba. Gli Oneri per acquisto temporaneo diritti calciatori sono stati pari a € 3.648.000 (€ 3.080.000 nel 2014/15), di cui € 1.657.000 per Vadala (C.A. Boca Juniors) ed € 1.5 milioni per Cuadrado (Chelsea F.C. Plc).
Gli Altri oneri ammontano a € 2.382.000 e si riferiscono principalmente al bonus di € 2 milioni per Tevez pagato al Manchester City Football Club Ltd. (bonus).

Gli ammortamenti e svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori aumentano da € 57.874.000 a € 67.046.721. In particolare, gli ammortamenti aumentano di € 18,87 milioni, a € 66,4 milioni e risultano effettuate svalutazioni per € 644 mila.

Le spese per servizi esterni aumentano a € 51.503.546 da € 45.888.195. L’incremento è stato del 12,2%. In particolare, le Spese di trasporto, soggiorno e ristorazione diminuiscono a € 7,5 milioni da €  8,4 milioni. Tale decremento è dipeso dal minor numero di gare. Le Spese di sicurezza e accoglienza ammontano a 2,22 milioni di Euro. Il servizio di stewarding, a partire dall’esercizio 2014/2015, è gestito direttamente dalla Società e come conseguenza il costo del personale per tale attività è incluso nel costo dell’Altro Personale. Le spese di manutenzione, aumentano da € 4,8 milioni a € 5 milioni.
Gli “Emolumenti a CdA e Organi Sociali” aumentano da € 3,11 milioni a € 4,97 milioni. L’incremento è dovuto principalmente all’accantonamento al piano di incentivazione monetaria di lungo termine 2014/2015–2017/2018 (Long Term Incentive Plan) a beneficio degli Amministratori Delegati.
Il risultato operativo è positivo per € 20,2 milioni e risulta in miglioramento rispetto al risultato operativo del precedente periodo che era positivo per € 19,3 milioni. Viene confermato anche nel 2015/16 il trend in miglioramento.
La gestione straordinaria comprende Altri ricavi non ricorrenti, pari a € 10,6 milioni, che si riferiscono per 10,3 milioni ai proventi netti derivanti dall’apporto al fondo immobiliare “J Village” della titolarità di gran parte dei diritti di superficie e diritti edificatori.
La gestione finanziaria è negativa per € 7,5 milioni (- € 8,5 milioni nel 2014/15). Su di essa pesano oneri finanziari per € 10,35 milioni (€ 10,86 milioni nel 2014/15), causati in parte dall’indebitamento per le infrastrutture. Gli interessi passivi pari a € 5,1 milioni, diminuiscono di € 1,8 milioni.

RAPPORTO TRA RICAVI OPERATIVI E ATTIVITA’ TOTALI
Il rapporto tra ricavi operativi, e la semisomma delle attività totali iniziali e finali, risponde ad una semplice ma fondamentale domanda: quanto è investito e quanto si fattura? Considerando come ricavi operativi e rapportandoli alla semisomma dell’attivo iniziale e finale, nel caso in questione, tale indicatore risulterebbe pari al 73,8% (71,8% nel 2014/15), pertanto ogni 100 Euro investiti si incassano 73,8 Euro, che è un segnale di una rotazione degli investimenti effettuati, di circa sedici mesi, superiore all’anno.

RAPPORTO TRA REDDITO OPERATIVO E ATTIVITA’ TOTALI
Tale indicatore è la chiave per calibrare il buon funzionamento di un club calcio. Se si ottiene un ritorno economico adeguato, vuol dire che le attività sono gestite in modo efficiente, i ricavi operativi e le spese operative risultano ben dimensionati.
Considerando come reddito operativo l’EBIT, che è positivo per € 20.214.377 e come attivo la semisomma delle attività iniziali e finali, risulterebbe che per ogni 100 Euro investiti si guadagnerebbero, prima del calcolo degli interessi e delle tasse, circa 3,8 Euro; nell’esercizio precedente, sempre in riferimento all’importo investito di 100 Euro, si sarebbero guadagnati circa 4 Euro.

Il Punto di Pareggio.

Il risultato prima delle imposte è positivo per € 11,6 milioni. Nel 2014/15 era positivo essendo pari a € 10,8 milioni, nel 2012/13 era di poco positivo per € 146.465.
La Juventus risulta rispettare i limiti del “break-even” del Fair Play Finanziario, che tollera una perdita cumulata per gli esercizi 2013/14, 2014/15 e 2015/16 di 30 milioni, anche perché nella determinazione del “break-even result” non si considerano alcuni elementi come: gli altri ammortamenti; plusvalenze e minusvalenze determinate da attività fisse che non siano i calciatori; gli oneri finanziari determinati da investimenti “virtuosi”; le spese per il settore giovanile.

Il risultato netto dell’esercizio 2015/16 è positivo per € 4 milioni. Nel 2014/15 era positivo per € 2,3 milioni. Nell’esercizio 2013/14 era evidenziata una perdita netta di € 6,6 milioni. Anche a livello di risultato netto si può parlare di conferma del trend di netto miglioramento.

Progetto Continassa: avvio dell’operatività del fondo immobiliare J Village

Con atto del 30 giugno 2015 la Juventus ha apportato al Fondo J Village la titolarità dei diritti di superficie della Continassa.
Nel mese di luglio 2015 Accademia SGR S.p.A., Società di Gestione del Risparmio controllata da Banca del Sempione S.A., ha dato avvio all’operatività del Fondo Immobiliare “J Village” che svilupperà il progetto dell’Area Continassa.
Accademia SGR ha raccolto impegni di investimento per € 58,8 milioni ed ha ottenuto un finanziamento da UBI Banca S.c.p.A. e Unicredit S.p.A., per complessivi massimi € 64,5 milioni.
L’apporto effettuato è stato valutato per € 24,1 milioni, in base alla relazione di stima redatta da un esperto indipendente, con un provento netto di circa € 10,3 milioni di competenza dell’esercizio 2015/2016. In definitva, Juventus ha ricevuto quote del Fondo J Village del valore di € 24,1 milioni.
La Città di Torino ha già rilasciato i permessi a costruire relativi alle opere di urbanizzazione, alla Scuola Internazionale, all’Hotel e al nuovo Training and Media Center della Prima Squadra di Juventus. Il progetto comprende anche le realizzazioni della nuova sede sociale di Juventus e di un immobile che accoglierà attività commerciali e di intrattenimento innovativo (Concept Store).
A a partire dai primi mesi dell’esercizio 2015/2016 sono iniziati i lavori e la consegna delle prime opere è prevista entro l’inizio dell’estate del 2017.
La Juventus ha mantenuto la titolarità del diritto di superficie su un’area residua di circa 15.000 metri quadrati e su diritti edificatori pari a 3.170 metri quadrati di SLP.

Conclusioni.

L’ obiettivo dell’aumento dei ricavi, per i prossimi anni, passerà necessariamente attraverso l’aumento dei ricavi commerciali.

La Campagna Abbonamenti per la stagione 2016/2017 si è chiusa con la sottoscrizione di tutte le 29.300 tessere a disposizione per gli abbonamenti, per un ricavo netto di € 24,1 milioni, inclusi i Premium Seats e i servizi aggiuntivi, contro i € 21,6 milioni della stagione precedente con 28.000 tessere.

Gli Amministratori prevedono per il 2016/17 un risultato positivo, soprattutto grazie alle pusvalenze per la cessione calciatori come Pogba e Morata.
L’obiettivo della Società è quello di consolidare il trend di miglioramento dei risultati economici come negli ultimi esercizi. Notevole è stato l’investimento fatto per tre calciatori: Higuain (€ 90 milioni); Pjanic (€ 32 milioni) Pjaca (€ 23 milioni); onde garantire continuità nel campo dei successi sportivi.


L’attuale gestione economica della Juventus sembrerebbe continuare ad essere influenzata dal risultato sportivo, almeno nel breve termine. Nel 2016/17, per varie circostanze, è stata utilizzata la leva del Player Trading, che ha permesso di acquisire ulteriore solidità. Allo stesso tempo la scelta di investire molto in calciatori come Higuain, sembra confermare la volontà di consolidare anche il successo sportivo che permette degli introiti, come quelli della partecipazione alla UEFA Champions League ritenuti indispensabili per l’equilibrio economico raggiunto.

lunedì 3 ottobre 2016

Gli Strumenti Derivati sul Debito Pubblico Italiano.


Luca Marotta


Nel “Rapporto sul Debito Pubblico 2015” dello Stato Italiano, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro, è possibile avere contezza dei dati sul Portafoglio degli Strumenti Derivati sul debito pubblico.

Nel documento è scritto: “Il portafoglio dei derivati riferiti al debito comprende: i cross currency swap (CCS) a copertura delle emissioni denominate in valuta estera; gli interest rate swap (IRS) a copertura delle emissioni di titoli del programma MTN, denominati in massima parte in euro; infine le operazioni in euro finalizzate all’allungamento della duration e dell’average refixing period a copertura del rischio di rialzo dei tassi di interesse dell’intero portafoglio di debito: IRS, che in alcuni casi sono associati alla vendita di receiver swaption, e receiver swaption stand-alone, ossia non collegate a IRS preesistenti. Nel portafoglio sono inclusi gli IRS a copertura delle passività della società Infrastrutture S.p.A. oggetto dell’accollo da parte dello Stato disposto dalla legge finanziaria per il 2007.

Inoltre, è anche scritto che l’ emissione dei titoli del programma MTN (Medium Term Note) “serve per soddisfare la domanda di primari investitori istituzionali, in risposta a richieste specifiche e con un costo di finanziamento inferiore rispetto a quello degli analoghi strumenti domestici, evitando altresì ripercussioni negative sulle normali emissioni in formato pubblico”.
Quindi, da quanto sopra, si capisce che a fronte dei titoli emessi per il programma MTN, sono stati emessi dei derivati.

Nel medesimo documento è riportata una tabella riassuntiva del portafoglio degli strumenti derivati, che è la seguente.



Dalla tabella emerge che, nel 2015, il Valore Nozionale dei derivati, ossia il capitale su cui sono calcolati gli interessi scambiati dalle controparti, incide per l’8,32% sull’ammontare totale dei Titoli del Debito Pubblico.

In altre parole, sull’8,32% dell’ ammontare totale dei Titoli del Debito Pubblico, si è deciso di adottare una politica di protezione da alcuni rischi. Segnatamente, il rischio cambio e il rischio variazione del tasso di interesse, oltre al fatto che vi sono operazioni in euro finalizzate all’allungamento della “duration”.
Infatti, per la Ragioneria delo Stato, “l’Average Refixing Period (ARP) misura il tempo medio in cui vengono rifissate le cedole del debito. Per i titoli zero coupon o i titoli con cedola fissa corrisponde alla vita residua dei titoli. Per i titoli con cedola variabile corrisponde al tempo rimanente alla fissazione della cedola successiva.”

Il “mark to market” del portafoglio di derivati sui titoli del debito pubblico, ossia la valutazione ai prezzi di mercato, è risultato negativo per 36,7 miliardi di euro al 31 dicembre 2015 e per 42,06 miliardi di euro al 31 dicembre 2014. Precisamente, il “mark to market” è la somma dei flussi attualizzati che ciascun contratto derivato genera dal momento della valutazione alla scadenza, nell’ipotesi che si verifichino esattamente le condizioni di mercato del 31 dicembre 2015.

Nella sostanza, si tratterebbe di perdite “potenziali” alle attuali condizioni di mercato.

Nel 2015, il valore del portafoglio dei derivati è rimasto marcatamente negativo, ma in miglioramento rispetto al 2014.

La situazione del 2014, rispetto al 2013, risulta dalla seguente tabella pubblicata nel “Rapporto sul Debito Pubblico 2014”.



Dalla tabella emerge che nel 2014, il segno negativo del valore di mercato del portafoglio dei derivati, rispetto al 2013, era aumentato notevolmente da 28,81 miliardi di Euro a 42,06 miliardi di Euro.

Per quanto riguarda il “mark to market” del totale dei derivati sul Debito, nel “Rapporto sul Debito Pubblico 2015” è scritto che “il valore negativo, nell’attuale fase di mercato, è l’inevitabile e diretta conseguenza della funzione assicurativa svolta da questi strumenti. Il portafoglio dei derivati è infatti usato dal Tesoro per contribuire a mitigare il rischio di tasso d’interesse del debito e concorre, pertanto, ad aumentare la quota dei tassi fissi a lungo termine sul portafoglio di debito complessivo, a livelli coerenti con le condizioni di mercato dei periodi in cui, nel corso degli anni, le operazioni sono state concluse”.
Tuttavia la causa principale del valore negativo risiede nel fatto che il livello estremamente depresso dei tassi d’interesse nel corso del 2015, nonostante la momentanea e modesta risalita osservata tra maggio e dicembre, ha inevitabilmente prodotto anche nel 2015 una valorizzazione negativa del portafoglio derivati”.

Il Costo del debito

Il grafico sottostante, tratto dal “Rapporto sul Debito Pubblico 2015” illustra l’andamento del costo medio del debito, “calcolato come rapporto tra gli interessi di cassa generati dai titoli di Stato nell’anno t sullo stock di titoli di Stato dell’anno t-1”, sia nell’ipotesi in cui si consideri l’impatto dei derivati, sia che non lo si consideri.


Dal grafico emergerebbe che nel 2015, i derivati hanno inciso, come interessi, per lo 0,16%; nel 2014 per lo 0,19% e nel 2013% per lo 0,17%.
Poiché, il costo medio del debito senza derivati è stato pari al 3,39% nel 2015 (3,70% nel 2014), il costo medio del debito complessivamente, comprese le operazioni in derivati, nel 2015 sale al 3,55%.
Praticamente, dal 2006 il costo del debito “post-derivati” supera il costo del debito “pre-derivati”.



L’ISTAT, nella pubblicazione “Notifica dell’indebitamento netto e del debito”, fornisce i dati sugli effetti sul debito generato dai derivati. L’ultima pubblicazione risale al 21 aprile 2016.



Per il 2015 l’effetto negativo è stato di 6,75 miliardi di Euro, di cui 3,19 miliardi da flussi netti per interessi e 3,56 miliardi da passività nette in derivati. In cinque anni dal 2011 al 2015 il costo effettivo che i derivati hanno generato per le finanze pubbliche è stato di 23,7 miliardi.

Conclusioni.

In casi di eventi contrari alle previsioni, che hanno determinato la sottoscrizione degli strumenti derivati, gli stessi strumenti derivati producono un costo che si aggiunge al costo normale del debito pubblico, e come tale necessita di copertura finanziaria.

Al 31.12.2015, il “mark to market” dei titoli derivati del debito pubblico è negativo per 36,65 miliardi di Euro. E’ vero che trattasi di un valore potenziale, perché determinato dalla somma dei flussi attualizzati che ciascun contratto derivato genera dal momento della valutazione alla scadenza, nell’ipotesi che si verifichino esattamente le condizioni di mercato attuali; ma se non cambiano le condizioni di mercato attuali potrebbe realizzarsi e quindi annualmente tale strumento genererebbe dei costi da coprire.